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Recensioni :: Film :: The Invasion

Locandina di The Invasion Titolo originale: The Invasion
Titolo italiano: Invasion
Regia: Oliver Hirschbiegel

Anno: 2007
Nazione: USA
Studio: Silver Pictures
Genere: Fantascienza
Durata: 1 ora e 39 minuti

Lingua: Inglese

The Invasion è il quarto film tratto dal romanzo di fantascienza The Body Snatchers scritto nel 1954 da Jack Finney (in Italia tale romanzo è conosciuto con i titoli Gli Invasati e L’Invasione degli Ultracorpi). Nel 1956 Don Siegel aveva diretto Invasion of the Body Snatchers (L’Invasione degli Ultracorpi), nel 1978 Philip Kaufman Invasion of the Body Snatchers (stesso titolo inglese, Terrore dallo Spazio Profondo in Italia) e nel 1993 Abel Ferrara Body Snatchers (Ultracorpi: L’Invasione Continua – notare l’”arguzia” dei titolisti italiani, che cercano di far credere si tratti di un seguito e non di un remake).
Ho il DVD della versione ’56 e a parer mio il film di Siegel è un capolavoro, ho un ottimo ricordo anche della versione ’78 benché l’abbia vista in televisione (perciò doppiata e condita dalla pubblicità), non sono ancora riuscita a vedere la versione ’93, mentre questo The Invasion, nonostante le premesse, è una porcheria.
Le premesse erano una storia collaudata, la regia del tedesco Oliver Hirschbiegel, lo stesso di Das Experiment (The Experiment – sempre geniali i titolisti italiani, che hanno tradotto dal tedesco all’inglese…), e Der Untergang (La Caduta), due ottimi film, e gli attori protagonisti: Nicole Kidman e Daniel Craig (l’ultimo 007).

Trailer di The Invasion

La storia degli Ultracorpi, per i pochi che non la conoscessero. Gli alieni invadono la terra, ma a differenza della classica Guerra dei Mondi, non arrivano con astronavi e macchine da guerra, bensì s’infiltrano con metodi subdoli, mirando a sostituire l’umanità una persona alla volta. Infatti durante la notte gli alieni sono in grado di rimpiazzare gli esseri umani con copie identiche sotto l’aspetto fisico e come capacità mentali, ma che non hanno più niente di umano! I rimpiazzati non provano più emozioni e non esistono più come individui: per gli alieni non contano desideri e interessi personali, è importante solo la comunità.
Nel romanzo e nei primi tre film, gli alieni si sviluppano all’interno di enormi baccelli, da nascondersi in prossimità della vittima. Quando la copia aliena è pronta emerge dal baccello, e il corpo dell’umano originale è distrutto. The Invasion ha rinunciato ai baccelli e ha trasformato gli alieni in virus: gli umani infetti nel sonno mutano in alieni. Non è una scelta di poco conto, perché modifica tutta la strategia aliena: un conto è trasportare baccelli in tutto il mondo, un conto è spargere un virus.
Partendo da tale premessa, In The Invasion gli alieni pensano bene che uno dei metodi appropriati per diffondere l’infezione sia vomitare in faccia alle vittime, o in assenza di contatto diretto, sputare nel caffè degli esseri umani.

Diffusione dell’invasione (1956)
Diffusione dell’invasione (2007)

La recensione potrebbe concludersi qui. The Body Snatchers non è (o meglio non dovrebbe essere) Planet Terror: è film “serio”, l’intendo è trasmettere angoscia e paura, non è trash. Una scena come quella qui sopra è sputare non nel caffè, ma in faccia agli appassionati di fantascienza e a tutti quelli coinvolti nei film precedenti.
Ma io sono masochista, ormai l’ho capito, perciò vado avanti.

È interessante confrontare alcuni aspetti di questa invasione del 2007 con quella del ’56. Sono passati cinquant’anni ma pare che non ci sia stato alcun progresso nell’arte cinematografica, anzi, va sempre peggio. Non voglio fare la spocchiosa (stile quelli che ti guardano strano se dici che Ben-Hur è un bel film, finché non specifichi che non ti stai riferendo alla versione del 1959, ma a quella originale muta del 1907) ma davvero il livello attuale di Hollywood è infimo. Davvero l’uso degli effetti speciali è diventato panna montata con la quale coprire il letame.

Oltre ai già citati baccelli divenuti virus, il protagonista non è più un uomo ma una donna (e fin qui ci può anche stare), ma nella versione del ’56 lo scopo dei nostri eroi era avvertire le autorità dell’invasione prima che fosse troppo tardi, era salvare il mondo. Nel 2007 la preoccupazione numero uno di Nicole Kidman è salvare il figlioletto deficiente. Già Spielberg aveva trasformato La Guerra dei Mondi da romanzo apocalittico in telenovela famigliare, qui non siamo allo stesso livello ma quasi.
Tra l’altro la violenza sui bambini è tabù per Hollywood (tranne rare eccezioni, per esempio il divertente Population 436), perciò si sa già prima ancora di cominciare che al bambinetto mongoloide della Kidman non capiterà mai niente di male. E ancora: sapendo che almeno un personaggio (il pargolo idiota) sopravvivrà sempre e comunque, sparisce anche l’angoscia che regnava nei film precedenti. Mai, in nessuna occasione, ci si trova di fronte all’orrore dell’estinzione della specie umana.

Anche dal punto di vista solo tecnico questa versione è ingenua in maniera da far tenerezza: minuto 74, la Kidman spiega al suo bamboccio cerebroleso che se dovesse appisolarsi, lui deve iniettarle nel cuore la medicina, passano cinque minuti e…

detto…
…fatto

Non me lo sarei mai aspettata! Incredibile! Hanno anche lasciato passare addirittura cinque minuti…
Stendo poi un velo pietoso sulla continua pubblicità, che una volta si sarebbe detta occulta, di una nota consolle portatile. Appunto non è neanche più pubblicità occulta, è palese che certe scene siano nel film solo per vendere giocattoli.

Ci sono poi aspetti rimasti uguali in cinquant’anni. Gli aspetti più degeneri dell’industria cinematografica.
Nel 1956 i produttori imposero a Don Siegel di modificare il film e cambiare il finale, per rendere la storia meno dura e più apprezzabile dal grande pubblico. Siegel dovette aggiungere una “cornice”, in modo che tutto il film diventasse un flashback, a garantire fin dalla partenza che il protagonista si sarebbe salvato. Inoltre il finale venne appunto cambiato per lasciar spazio alla speranza. In realtà il romanzo originario di Finney ha lieto fine, ciò non toglie che non sarebbe stata la conclusione naturale per come la storia era stata narrata da Siegel.
Nel 2007 i produttori hanno imposto a Hirschbiegel di aggiungere scene d’azione per “vivacizzare” (sob) il film, altrimenti il grande pubblico si sarebbe annoiato (sigh). Pare però che Hirschbiegel si sia rifiutato e che queste scene siano state girate da un regista crumiro assunto per l’occasione, tale James McTeigue. Non so se sia vero, quel che è vero è che scene come l’inseguimento in auto con gli alieni che si buttano addosso alla macchina della Kidman come fossero zombie non vivacizzano un bel niente. Tali scene non c’entrano un tubo con gli Ultracorpi e fanno solo tristezza.

James McTeigue
Il crumiro James McTeigue

In conclusione l’ennesima vaccata. Almeno in vaccate come Transformers si vede un minimo d’impegno nel reparto effetti speciali, qui neanche quello. Qui i pochi effetti speciali gridano: “sono stato fatto con un PC da 699 euro nel tempo libero!” Bah!

Angolo della Cultura: Bukimi no Tani

Leggendo vari commenti riguardo alle versioni cinematografiche degli Ultracorpi, è emerso un interessante discorso riguardante il perché gli Ultracorpi facciano paura. La tesi più accreditata è che gli alieni non facciano paura di per sé, ma per ciò che rappresentano.
In particolare il romanzo e il film del ’56 sono interpretati da moltissimi in chiave politica. Gli alieni sono comunisti e il terrore dell’invasione è il terrore dell’invasione da parte dell’Armata Rossa. Ci sono però due problemi con questa interpretazione. Il primo è che sia Finney sia Siegel hanno negato di aver voluto creare un’opera con una connotazione politica, il secondo problema è che gli Ultracorpi fanno paura anche ai giorni nostri, con la Guerra Fredda terminata da un pezzo.

Uno dei commentatori suggerisce che la paura nasca dall’aspetto degli invasori. Come detto gli alieni mantengono le caratteristiche fisiche dell’essere umano che rimpiazzano, e tuttavia si capisce che costui non è più uno di noi. Lo sguardo fisso, l’espressione vuota, l’assenza o la dimostrazione palesemente forzata di emozioni: sono tratti evidenti, e ben visibili, benché sia impossibile stabilire con precisione perché un volto all’apparenza umano, non dimostri di esserlo.
Gli alieni sono quasi identici agli esseri umani, ma non sono umani, e sarebbe proprio questa estrema somiglianza a creare disagio.

Quest’idea è dell’esperto di robotica giapponese Masahiro Mori che l’ha illustrata nel 1970. Masahiro Mori ha provato a delineare le ipotetiche reazioni di fronte a creature non umane ma che sempre più assomiglino agli umani.

Uncanny Valley
Uncanny Valley

Come si vede dal grafico, più la somiglianza aumenta, più aumenta l’empatia, ma solo fino a un certo punto. Da lì parte una depressione (“Bukimi no Tani” o “Uncanny Valley”) dove l’empatia è minima, nonostante l’aspetto sia vicinissimo a quello umano. Questa “Uncanny Valley” sarebbe anche una delle ragioni della nostra disistima nei confronti degli zombie.

Le teorie di Masahiro Mori non sono mai state dimostrate con rigore scientifico, e non sono neanche universalmente condivise dagli esperti nel settore, rimangono teorie affascinanti.


Approfondimenti:

bandiera EN The Invasion (2007) su IMDb
bandiera EN Body Snatchers (1993) su IMDb
bandiera EN Invasion of the Body Snatchers (1978) su IMDb
bandiera EN Invasion of the Body Snatchers (1956) su IMDb
bandiera EN The Body Snatchers (romanzo) su wikipedia

bandiera EN Uncanny Valley su Wikipedia
bandiera EN “The Uncanny Valley”: l’articolo originale di Masahiro Mori (tradotto in inglese)

 

Giudizio:

È quasi Natale. +1 -1 Gli alieni sputano nel piatto in cui mangiano.
-1 Il figlio fesso della Kidman.
-1 Totale mancanza di tensione.
-1 Spam pubblicitario.
-1 Le scene d’azione non vivacizzano un tubo.
-1 James McTeigue.

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Scritto da GamberolinkCommenti (9)Lascia un Commento » feed bianco Feed dei commenti a questo articolo Questo articolo in versione stampabile Questo articolo in versione stampabile • Donazioni