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Il mio Lettore di ebook!

EDIT del 30 settembre 2010. Sono passati oltre due anni dalla stesura di questo articolo e in termini informatici è un tempo lunghissimo. Il Cybook recensito non è neanche più in vendita, è in vendita la versione Gen3 Gold che ha più memoria, processore più veloce, schermo migliore e costa quasi cento euro in meno.
Nel frattempo si è anche moltiplicata la concorrenza: i lettori di ebook in commercio sono ormai decine; per tutti i gusti, con prezzi sia molto superiori, sia molto inferiori a quello del Cybook.
Perciò dal punto di vista dei dati tecnici questa recensione è ormai obsoleta.

Rimangono valide le considerazioni generali: gli ebook reader sono una meraviglia! Dopo oltre due anni di utilizzo posso affermare con sicurezza che i 300 euro per il Cybook sono stati i 300 euro meglio spesi della mia vita. Ho letto sul Cybook centinaia di romanzi e saggi, senza spendere un euro, con piena soddisfazione. Anzi. Adesso, quando mi capita in mano un libro di carta, specie un tomo stile Il Signore degli Anelli, ho difficoltà a leggerlo: pesa e se i caratteri sono troppo piccoli, non trovo l’opzione per ingrandirli. Stupida carta!

Se la lettura è il vostro hobby, comprate un ebook reader, ne vale sul serio la pena.


Nell’articolo scorso promettevo una recensione del lettore ebook, eccola qui!

Un sogno

Credo sia un sogno comune quello di entrare in un qualunque negozio e portarsi via quel che si desidera, senza doversi preoccupare di dettagli insignificanti quali il pagare alla cassa. Io ho spesso questo genere di fantasie quando sono in libreria. Mi piacerebbe portarmi via tutti quanti i libri, ma mi rendo conto che anche potendo non saprei dove metterli. Perciò fin da quando ho sentito parlare per la prima volta di ebook, ho capito che era l’unica soluzione per dar sfogo alla fantasia.
Dopo cinque giorni di lettura intensiva, se il sogno non è realtà, poco ci manca.
Questo grazie a Internet e a un lettore di ebook. In particolare ho acquistato un Bookeen Cybook Gen3, un lettore di ebook con schermo e-ink. Come più volte ricordato, uno schermo e-ink o EPD (Electronic Paper Display) è un particolare schermo che imita le qualità del foglio di carta, rendendolo molto più adatto alla lettura rispetto agli schermi tradizionali o LCD.
Ma andando in ordine, iniziamo con l’aspetto fisico dell’apparecchio.

Cybook
Bookeen Cybook Gen3

Ergonomia

Le dimensioni dell’apparecchio sono circa quelle di un tascabile e il peso analogo. Il lettore è spesso meno di un centimetro. È di plastica e onestamente non pare robustissimo, sono sicura che se cadesse di spigolo si sfascerebbe. Presso il sito della Bookeen è possibile comprare una custodia di pelle che dovrebbe ridurre i rischi, ma a 39 dollari mi sembra un furto.
Il Cybook, nella custodia da 39 dollari, confrontato con un libro a opera del recensore di edupaper.nl

Dato il peso ridotto, si può tenere il lettore con una mano sola senza affanno. Al momento di premere i tasti, piuttosto duri, è però richiesto maggior appoggio e servono entrambe le mani.

Ci sono quattro tasti di utilità varia lungo un bordo (menu contestuale, indietro, libreria musicale, cancella un libro), due lungo l’altro (aumenta/diminuisci il volume del lettore MP3), mentre il controllo principale è un pad a quattro direzioni con un pulsante centrale di conferma.
Per andare avanti di una pagina si preme il pad verso destra o verso il basso, per tornare indietro vero sinistra o verso l’alto.
I pulsanti del Cybook illustrati dal recensore di epaper-france.com

L’apparecchio è nero con una fascia grigia che avviluppa il pad. Ho visto di meglio, ma anche di peggio.

Schermo

Lo schermo è 600×800, 6 pollici, e-ink di tipo Vizplex (la seconda generazione di schermi e-ink) bianco e nero a 4 livelli di grigio. Per avere un’idea della qualità, direi che è paragonabile a una stampa laser su un foglio per fotocopie di carta riciclata, o a quella di un tascabile da edicola di prezzo minimo. Non è perciò all’altezza della carta bianca e lucida di certi volumi di lusso, ma come il tascabile di cui sopra, lo schermo è perfettamente leggibile e molto più nitido di un LCD.
Lo schermo non è retroilluminato: la sera per leggere occorre tenere accesa la lampada sul comodino, come con un libro vero. In compenso di giorno si può leggere sul balcone al sole (be’, credo, in questi giorni il sole non l’ho visto, ma mercoledì il cielo era luminoso), senza problemi di riflessi o contrasto. Dal punto di vista del rapporto con la luce lo schermo funziona proprio come la carta, con gli stessi pregi e difetti.
Negli ultimi giorni ho letto non meno di cinque ore ogni giorno con varie condizioni di luce, e mai ho dovuto sforzare la vista per mettere a fuoco le immagini.

Schermo del Cybook
Primo piano dello schermo del Cybook. Clicca per ingrandire

L’aggiornamento dello schermo avviene in poco meno di un secondo. Ci sono due modalità per eseguire l’operazione: la prima cancella lo schermo per poi riscriverlo, la seconda aggiorna solo le parti di schermo modificate. Il primo metodo è più lento e crea una sorta di effetto flash che può far storcere il naso, ma è del tutto “pulito”. Il secondo metodo è di qualche decimo di secondo più rapido e meno “spettacolare”, però lascia sullo schermo una sorta di ricordo della pagina precedente, in gergo tecnico è chiamato effetto ghosting. È un po’ come leggere un libro con la carta molto fine, tanto che si riescono a intravvedere le parole della pagina successiva a quella che si sta guardando. Non è un effetto fastidioso, diventa una rogna solo con i libri contenenti immagini: le pagine successive all’immagine mantengono un’ombra grigia questa sì poco piacevole.
Dopo qualche prova ho deciso di usare il primo metodo, e passata un’ora non mi accorgevo neanche più della transizione da una pagina all’altra. Fra l’altro si prende l’abitudine a premere il pulsante per cambiar pagina mentre ancora si sta finendo di leggere l’ultima riga della pagina precedente, in questa maniera la lettura diviene ininterrotta e ancora più fluida rispetto a un libro di carta.

Memoria

Il lettore dispone di 64MB di memoria interna e può leggere memory card di tipo SD fino a 2GB. Un romanzo con come unica illustrazione la copertina occupa intorno ai 500-800KB, un po’ di più se in formato PDF. Perciò non è un problema caricare un centinaio di libri nella memoria interna, mentre su una sola memory card stanno tranquillamente migliaia di volumi (e le memory card costano ormai pochissimo, da 1GB le si trova a meno di 10 euro).

Una torre di libri
Una torre composta da migliaia di libri: in una memory card SD da 2GB ci starebbero tutti!

Per caricare i libri nel lettore occorre attaccarlo via cavo USB a un PC. Sotto Windows è come si fosse collegata una chiavetta USB (anzi appaiono due nuove lettere: una per la memoria interna, un’altra per l’eventuale memory card inserita nel lettore). A questo punto basta trascinare i file che interessano, tipo libro.pdf, e il gioco è fatto. Si possono inoltre compiere tutte le normali operazioni: rinominare i file, cancellarli, creare cartelle, ecc.

Batteria

Il lettore dispone di una batteria interna ricaricabile, simile a quella di un cellulare. Ricaricare la batteria richiede circa 3 ore, e la ricarica passa sempre via cavo USB, collegando il lettore al PC a lettore spento. Oppure si può usare la presa di rete e un USB charger.

Batteria del Cybook
La batteria del Cybook da 1000 mAh

La durata della batteria non si misura in ore ma in numero di pagine girate, in quanto per mantenere l’immagine su uno schermo e-ink non è necessaria energia. Però occorre sottolineare che la locuzione “pagine girate” non è del tutto veritiera, sarebbe più corretto parlare di refresh dello schermo. Quando si volta pagina c’è un refresh dello schermo, ma anche quando per esempio si apre il menu contestuale con le opzioni c’è un refresh dello schermo, anche se non si è voltata alcuna pagina.
La Bookeen dichiara una durata della batteria di 8.000 screen refresh. Non sono stata lì a contare; lunedì alle quindici la batteria era al 100%, stasera (venerdì sera) la batteria è al 30% e come detto ho letto circa cinque ore al giorno. Direi che si può parlare di una durata di una settimana con uso intenso. Magari sarò più precisa in futuro, purtroppo l’indicatore della batteria si sposta solo di dieci punti in dieci punti e dunque quel 30% che leggo potrebbe essere sia un vero 30% sia 39%, una bella differenza.

Avvio

Tenendo premuto il pulsante di accensione per un paio di secondi il lettore si avvia. Sullo schermo appaiono in sequenza due immagini di attesa e poi si viene trasportati alla Libreria, dove sono elencati tutti i libri caricati in memoria, sia interna sia della eventuale memory card inserita.
Da spento a Libreria passano 22 secondi.
Il recensore di epaper-france.com accende il Cybook. Il filmato non è in tempo reale, sono stati tagliati 10 secondi circa

Se si è già iniziato a leggere un libro in precedenza, ci si ritrova il libro in questione evidenziato nella Libreria, basta premere il pulsante di conferma e si ha davanti l’ultima pagina letta.
Se invece si vuole leggere un altro libro, lo si può cercare nella libreria. Ci sono tre diverse modalità di visualizzazione che permettono in una pagina di elencare 5, 10 o 20 libri alla volta. Purtroppo solo la modalità a 5 libri alla volta è utile, perché è la sola che consente di leggere il titolo e l’autore del libro. Nelle altre modalità in pratica si vede solo una miniatura delle immagini di copertina: bello a vedersi, meno se si sta cercando qualcosa.
Si possono poi ordinare i libri secondo diversi criteri ed escludere o no dall’elenco eventuali file d’immagini o MP3.
Il recensore di epaper-france.com prova le varie modalità di visualizzazione della Libreria. L’interfaccia del Cybook è a scelta o in francese o in inglese

Leggere un libro

I formati supportati dal lettore sono: PDF, TXT, HTML, e Mobipocket, più le immagini in formato PNG, GIF e JPEG e la musica MP3. È possibile che in futuro verranno supportati altri formati, e la lettura di file “zippati”.

Leggendo TXT, HTML e Mobipocket, il lettore permette di impostare vari parametri. La grandezza dei caratteri (12 dimensioni diverse), se usare testo in grassetto o no, forzare o meno la giustificazione dei paragrafi e cosa più interessante, scegliere il tipo di font da usare.
L’apparecchio è fornito con tre famiglie di font: Courier New, Verdana e Georgia, ma è in grado di usare qualunque font di tipo TrueType (gli stessi di Windows). Perciò se si vogliono leggere i libri usando il Times New Roman (il font più diffuso nella stampa), basta copiarlo da Windows al lettore e sarà disponibile. In rete si trovano centinaia di font gratuiti, ne ho provati diversi e hanno funzionato tutti.
Le limitazioni sono due: la prima è che un libro è mostrato con un solo font. Se nel libro ci sono pagine che usano un font e pagine che ne usano un altro, anche se entrambi i font sono in memoria nel lettore, verrà utilizzato solo il primo font.
La seconda limitazione è che il lettore non è in grado di applicare gli stili corsivo e grassetto in automatico: se in un libro appaiono questi stili, dev’essere già presente un font con tale stile. Perciò non basta copiare il Times New Roman, bisogna copiare il Times New Roman, il Times New Roman corsivo, il Times New Roman grassetto e il Times New Roman corsivo & grassetto.
Il recensore di epaper-france.com illustra i menu che permettono di cambiare font e grandezza dei font

Se si sta utilizzando il formato Mobipocket si ha un’ulteriore opzione: usare i dizionari. Infatti si possono installare particolari libri e marchiarli come dizionari. A questo punto leggendo un qualunque libro Mobipocket si può entrare in modalità lookup e selezionare una parola, se tale parola esiste in uno dei dizionari installati, apparirà la definizione. Utile nella lettura dei libri in inglese, ne riparlerò più avanti.

Il formato PDF è quello che offre meno possibilità, non è tanto colpa del lettore, è proprio il PDF medesimo a non permettere certe operazioni (tipo cambiare il font). In modalità PDF non si può selezionare la grandezza dei caratteri e questa funzione è sostituita dallo zoom. La differenza è che se si mettono i caratteri grandi in un HTML, l’HTML medesimo viene reimpaginato al volo e l’unico cambiamento per chi legge è l’aumento del numero di pagine, con i PDF invece le pagine rimangono le stesse, solo sono più grosse. Ma spostarsi avanti e indietro lungo una pagina per leggerla tutta non è molto comodo.
Il problema generale con i PDF è che quelli che si trovano più facilmente in circolazione (o anche che si comprano, vedi Lulu.com) sono impaginati pensando alla stampa, perciò hanno formato A4 o A5, mentre uno schermo di sei pollici è poco meno di A6 (a ogni passaggio di A la dimensione è dimezzata: l’A5 è la metà dell’A4 e l’A6 è la metà dell’A5). Se si carica un PDF A4, si sta cercando di guardarlo su uno schermo che è solo un quarto di quanto inteso: il PDF si vedrà inevitabilmente piccolo e brutto.
Ci sono programmi in grado di reimpaginare i PDF, ma è un’operazione molto lunga, complicata, che richiede conoscenze tipografiche e i risultati ottenibili sono tutt’altro che eccezionali. Se però il PDF è per lo più testo (un romanzo), non è difficile estrarre solo il testo medesimo, importarlo in un elaboratore testi e riformattarlo.
Il vantaggio nell’usare i PDF si ha quando i PDF stessi sono stato creati con in mente un lettore e-ink (ad esempio i PDF disponibili presso Feedbooks). In questo caso il PDF si vedrà più che bene e un PDF può avere una struttura molto più elegante e complessa di un Mobipocket o di un HTML.

Il Cybook legge un PDF
Il Cybook mentre legge un PDF in modalità landscape. Clicca per ingrandire

Potendo scegliere il formato di un libro per leggerlo sul lettore, dal migliore al peggiore:

  • Mobipocket
  • PDF pensato per il lettore
  • HTML
  • TXT
  • PDF generico

Si può scegliere? Sì! A parte il caso del PDF generico, quasi qualunque altro formato può essere trasformato in Mobipocket in maniera semplice.

Un esempio pratico, passo per passo, da Internet al lettore con New Moon della signora Meyer. Chi non fosse interessato può saltare avanti.

Mettiamo che sia caduta e abbia battuto forte la testa e d’improvviso mi sia venuta voglia di leggere il seguito di Twilight, New Moon. Dato che so già sarà una boiata non ci penso neanche a comprarlo, cerco invece in rete se sia disponibile, lo è.
Il file si chiama:

Icona di un mulo eBook.ITA.2300.Stephenie.Meyer.New.Moon.(doc.lit.pdf.rtf).[Hyps].rar (2,65MB)

Al momento attuale vedo 24 fonti complete, dunque il download con eMule richiederà solo pochi minuti.

Passo 1
New Moon su eMule

All’interno del rar, il romanzo è fornito in quattro formati.

Passo 2
Il file rar aperto con WinRAR

Potrei caricare nel lettore direttamente il PDF, ma è un PDF A5, non risulterà illeggibile come un A4, ma ancora non sarà un’esperienza piacevole.
Perciò prendo l’RTF e lo apro con OpenOffice (ovviamente posso usare anche Microsoft Word o qualunque altro elaboratore di testi). La prima operazione da compiere è togliere la sillabazione automatica (hyphenation). Questo perché il lettore non “capisce” l’italiano, non sarà in grado di comprendere che i trattini sono un’indicazione di andare a capo, penserà facciano parte delle parole (come e-ink) e il risultato non sarà per nulla gradevole.

Passo 3
Testo con sillabazione automatica

Per prima cosa si seleziona l’intero documento.

Passo 4
Edit > Select All

Poi si sceglie di modificare i paragrafi.

Passo 5
Format > Paragraph…

E si toglie la spunta alla sillabazione automatica.

Passo 6
Text Flow > Hyphenation > Automatically

Adesso il testo è senza trattini indigesti.

Passo 7
Testo senza sillabazione

Tolta la sillabazione, si può salvare il file come HTML.

Passo 8
File > Send > Create HTML Document

L’HTML così ottenuto, a differenza del PDF, è già leggibile nella maniera più consona, basta copiarlo nel lettore. Ma visto che parliamo della Meyer, facciamo le cose in maniera un po’ più elegante!

Dal sito Mobipocket è possibile scaricare il Mobipocket Creator, un programma gratuito per creare ebook in formato Mobipocket. Si installa il programma e lo si lancia. Nella schermata iniziale si sceglie di importare un file HTML (il file che è appena stato generato da OpenOffice).

Passo 9
Import From Existing File > HTML Document

Chiaramente ognuno metta gli appropriati nomi di file e percorsi. Io avevo chiamato il mio file “New Moon.html”, ma qualunque nome è buono.

Passo 10
Opzioni per l’importazione

Ora si preme Import. L’operazione dovrebbe essere istantanea o quasi. Apparirà un menu a sinistra con varie voci. Quelle che interessano sono: Cover Image e Metadata, il resto può essere lasciato così com’è.
Cover Image serve per impostare una copertina per il libro. Questa copertina verrà mostrata come prima pagina e in miniatura nella schermata della Libreria. È inutile usare un’immagine troppo grande, io ne ho presa una da google di soli 12KB, e dimensioni medie. Dopo aver scelto l’immagine ricordarsi di premere il pulsante Update.

Passo 11
Copertina di New Moon

In Metadata si possono impostare varie informazioni riguardo al libro. Per ora il lettore usa solo titolo, autore, editore e data, ma non è escluso che in futuro possa usufruire anche degli altri dati. Io ho copiato quelli miei dalla pagina di New Moon su iBS.it. Inseriti i dati occorre ancora premere Update.

Passo 12
Metadata di New Moon

Si è ora pronti a costruire il Mobipocket. Si preme in alto il pulsante Build.

Passo 13
Premere Build!

Non è necessario cambiare nessuna delle opzioni. Si preme di nuovo Build. Creare l’ebook non dovrebbe richiedere più di 30 secondi.

Passo 14
Premere Build di nuovo!

A questo punto si può avere un’anteprima dell’ebook appena creato. L’anteprima all’interno dell’emulatore non è molto significativa, perché l’emulatore imita un cellulare, con schermo ben diverso da quello di un lettore e-ink. Più realistica è l’anteprima che si ottiene con il lettore di Mobipocket per PC. Se non lo si è già installato, lo si può scaricare anche lui gratuitamente da qui. Quando si è soddisfatti, si può andare a recuperare l’ebook creato, che si troverà nella cartella specificata da “Create Publication in folder” all’inizio della procedura.
L’ebook è il file con estensione .prc e solo lui dev’essere copiate nel lettore. Tutti gli altri file possono essere cancellati.

Passo 15
Il frutto di tanta “fatica”!

E voilà! New Moon è pronto per essere letto!

Riassumendo. Distribuzione alternativa: ricerca e download con eMule, circa 5 minuti, costo zero. Trasformazione da RTF a Mobipocket, altri 10 minuti, costo zero. 15 minuti, e zero euro spesi.
Andando in libreria: 1 ora tra andare, comprare e tornare, il romanzo costa 18 euro.
Ordinarlo online: 5 minuti per fare l’ordine con iBS.it, più un paio di giorni per la consegna, il costo è 18 euro più spese postali.
Vorrei far notare che 15 minuti e zero euro li posso dedicare alla Meyer, e forse finirò anche per leggere qualche pagina, se non fosse disponibile così, non spenderei mai 18 euro per averlo.
Quello che può fare la Meyer per cavarmi dei soldi: vendere il romanzo già in formato ebook (senza limitazioni) e a prezzo minimo, al massimo 3-4 euro. Invece, premesso che in italiano non c’è, la versione inglese del sito Mobipocket è questa. EDIT: Non più in vendita presso Mobipocket.
12,99 dollari, circa 11 euro. Non è poco per niente! Senza contare che il file che ottengo non è “libero”: dovrà essere attivato e funzionerà solo con il mio lettore e-ink, non potrò prestarlo ad altri e se il lettore dovesse sfasciarsi o il signor Mobipocket andare in bancarotta, non potrò più leggere il romanzo comprato.

I Dizionari

Come accennavo, leggendo libri in formato Mobipocket si possono usare dei dizionari. Perché la faccenda funzioni devono sussistere tre condizioni: il libro dev’essere in formato Mobipocket, il dizionario dev’essere in formato Mobipocket (un dizionario PDF non andrebbe bene) e la lingua del libro dev’essere la stessa del dizionario. In altri termini se New Moon l’ho segnato come lingua italiana e ho in memoria un dizionario inglese, non riuscirò ad avere la definizione delle parole, neanche di quelle uguali in entrambe le lingue (computer).
Se però il libro è segnato come lingua inglese, avrò la mia definizione.
Si possono installare quanti dizionari si vogliono e in tutte le lingue che si preferisce. Si possono anche usare più dizionari per una stessa lingua. Se ho installato due dizionari d’inglese, sto leggendo un romanzo in inglese e cerco computer, apparirà una finestrella dove potrò scegliere quale dei due dizionari usare (e poi potrò tornare indietro e leggere la definizione anche dell’altro).
Il recensore di epaper-france.com cerca la traduzione di una parola inglese usando un dizionario Inglese – Francese

Procurarsi i dizionari è un altro paio di maniche. Il sito Mobipocket ne vende in tutte le salse, ma appunto li vende, e a prezzi tutt’altro che modici. Su eMule e simili non ho trovato molto in questo ambito, almeno per le lingue che m’interessano. In campo gratuito ci sono una marea di dizionari, ma non sono nel formato Mobipocket, e a differenza dei libri normali, non è per niente semplice trasformali in tale formato.
Nondimeno dopo un po’ di ricerche ho trovato un dizionario gratuito, il GCIDE (GNU Collaborative International Dictionary of English), già offerto in formato Mobipocket. L’ho installato e funziona, sebbene sia piuttosto stupido (riconosce computer ma non computers, go ma non going, invece le versioni demo dei dizionari commerciali sono in grado di capire i plurali e le forme verbali).
I dizionari sono una bella trovata, per ora limitata dalla mia incapacità di crearne di nuovi o di spendere soldi per averli.

MP3 e Manga

Il lettore può leggere file in formato MP3, per ascoltarli basta attaccare le cuffie all’uscita stereo 2.5mm. Si possono ascoltare gli MP3 anche durante la lettura di un libro, ma così facendo la batteria si consuma molto più in fretta. Non posso aggiungere altro perché io preferisco leggere immersa nel silenzio e perciò, appurato che la musica si sentiva, ho cancellato i due file di prova e staccato gli auricolari. Aggiungo solo che le funzioni di gestione degli MP3 sono minimali: quasi sicuramente questo lettore non può sostituire un lettore di MP3 dedicato.
Il recensore di edupaper.nl prova il lettore di MP3, quasi con il mio stesso entusiasmo

Un’altra caratteristica è la possibilità di visualizzare immagini (nei formati GIF, JPEG e PNG). Non ha molto senso con uno schermo bianco & nero a quattro livelli di grigio, a meno che non si parli di manga. I manga sono i fumetti giapponesi, e a parte eccezioni, per tradizione non sono a colori.
Ho preso qualche manga che avevo sul disco rigido e ho provato a vederlo. Sono rimasta sorpresa dalla qualità. Senza alcun intervento sulle immagini, caricandole così com’erano e lasciando al lettore il compito di ridimensionarle alla grandezza dello schermo, il risultato mi è parso ottimo, tranne per alcune tavole particolarmente intricate.
Per manga che si vogliano leggere senza voler passare venti minuti ad ammirare ogni singola vignetta, direi che si può fare.
Volendo poi è sempre possibile passare le singole immagini in un programma di fotoritocco e adattarle “a mano” alle dimensioni e ai grigi dello schermo. Così facendo si guadagna qualcosina in qualità, anche se forse non vale la fatica.
Tutto sommato è un buon apparecchio per il lettore di manga occasionale o senza eccessive pretese.

La pagina di un manga
Manga sul Cybook

Difetti

Di problemi grossi non ne ho incontrati. Però non posso nascondere tutta una serie di problemini più o meno fastidiosi. Quasi nessuno di questi pare legato al lettore ma piuttosto al software usato, dunque c’è speranza che futuri aggiornamenti risolvano la situazione.

Fastidio numero uno e più grave. Le pagine che non si girano. È un problema a due facce: da un lato i tasti predefiniti per girare le pagine sono duri da premere e vanno spinti fino in fondo per ottenere l’effetto voluto, dall’altro ogni tanto si accende la luce che indica l’avvenuta pressione e ancora la pagina non si gira!
Per la durezza dei tasti spero che si smollino con l’uso (in parte è già avvenuto) e che venga data la possibilità di riconfigurarli (userei per le pagine avanti e indietro i tasti del volume del lettore MP3 che tanto non uso, quei tasti sono molto più morbidi). Un piccolo vantaggio attuale è che non capiterà mai di voltare pagina per sbaglio…
Per il problema delle pagine che non si girano anche avendo premuto a fondo, invece non c’è soluzione se non da parte degli sviluppatori della Bookeen. È un problema noto e per fortuna non legato a difetti fisici del lettore ma al software.
È un problema del tutto imprevedibile, possono passare ore senza che capiti e poi ritrovarselo di continuo. Non è però che il lettore s’impianti: semplicemente occorre premere due o tre volte di seguito per girare pagina. Nelle serate in cui succede ogni cento pagine non te ne accorgi quasi, quando capita ogni dieci pagine è fastidioso.

Fastidio numero due. Ogni tanto il lettore s’impianta. Succede sempre se si cercano di vedere immagini JPEG troppo grosse (non sono riuscita a individuare l’esatta dimensione, credo oltre i 2000×2000 pixel) e ho trovato anche un PDF che lo inchioda. In un’altra occasione è apparso un messaggio di errore (non riesco a leggere il file tal dei tali) e non si è mosso più niente. Quando ciò succede non si può far altro che ravviare l’apparecchio. Per quelli che si crogiolano nelle polemiche informatiche: all’interno del lettore c’è Linux non Windows, eppure s’impianta uguale!
Qui più che di fastidio si tratta di paura: la prima volta che il lettore si è impiantato con la JPEG mi è venuto un colpo, ho avuto il terrore si fosse già sfasciato. Per fortuna non era così.
Evitando le immagini nocive e il PDF avvelenato ho avuto appunto un solo vero crash in cinque giorni, con una perdita totale di tempo di trenta secondi. Sopportabile.

Fastidio numero tre. I bookmark. Per ogni libro si possono definire quanti segnalibri si vogliono e in automatico viene salvata la posizione dell’ultima pagina letta quando si spegne il lettore o si torna al menu principale con la Libreria. In due occasioni è successo che non funzionasse: un bookmark definito non era più lì alla riaccensione e un’altra volta non aveva salvato la pagina alla quale ero arrivata, ma era rimasta l’ultima pagina letta ore prima.
Non sono riuscita a capire l’origine del problema né a riprodurlo. Meglio così. Piccolo fastidio che spero comunque risolvano.

Fastidio numero quattro. La mancanza dell’indicazione della pagina corrente. Appare solo quando si leggono i PDF, negli altri formati c’è una barra in basso che si riempie via via, ma non c’è indicazione numerica. Il che rende l’opzione di saltare a una determinata pagina del tutto inutile. A me da fastidio non sapere a che pagina esatta sia di un libro. È un fastidio molto relativo e personale, ma rimane un fastidio.

Fastidio numero cinque. Manca la possibilità nella schermata della Libreria di ordinare i libri per autore o per genere. Si può solo per titolo, data, nome, percorso e grandezza del file. Con pochi libri caricati non importa, ma già avendone in memoria una sessantina diventa scomodo cercarli. Gli utenti del forum di MobileRead.com danno vari suggerimenti per rinominare i file in maniera opportuna in modo da sfruttare furbescamente l’ordinamento per nome dei file: funziona ma è appunto un fastidio dover star lì a cambiare i nomi dei file.

Un fastidio non mio. Riporto una lamentela di molti utenti: varie memory card non si leggerebbero o bloccherebbero il lettore. Per conto mio avevo in casa una memory card SD marca “Trascend” da 1GB, l’ho inserita, e il lettore ha creato in automatico le cartelle per ospitare libri, musica e immagini. Vi ho copiato dentro un po’ di libri, musica e immagini ed è tutto filato liscio.

Un altro fastidio non mio. Diversi si lamentano che lo spegnimento automatico non funzionerebbe. Ho provato a impostarlo a 5, 10, e 15 minuti e ogni volta, passati quei minuti senza che toccassi il lettore, il lettore si è correttamente spento da solo.

Bizzarria. Sul lato sinistro del lettore c’è un pulsante con il simbolo del cestino. Dovrebbe servire per cancellare un libro dalla Libreria. È lì solo per bellezza, premendolo non succede niente. Né dovrebbe succedere niente, il manuale stesso dichiara che tale funzione non è disponibile… (si possono però cancellare i libri, basta collegare il lettore al PC)

Pulsante inutile
L’inutile bottoncino

Prezzi e concorrenza

Allo stato attuale il Cybook Gen3 costa 339 euro per il modello base (comprende: lettore, cavo USB e un meraviglioso “manuale” di UNA pagina! C’è il trucco, il manuale vero è ovviamente in formato elettronico) e 435 per il modello “deluxe” che include anche una custodia in pelle, una batteria di ricambio, auricolari, memory card da 2GB e un USB charger.
I principali concorrenti del Cybook sono:

Sony PRS-505. Il Sony è ufficialmente venduto solo negli Stati Uniti, ma via eBay o negozi che consegnano in tutto il mondo (ad esempio B & H) è possibile procurarselo. Al cambio attuale e contando anche le spese di spedizione lo si dovrebbe riuscire ad avere per poco meno di 300 euro.
Se e quando sarà disponibile in Europa non si sa. Alcune voci parlano dell’estate ma sono appunto voci.
Dal punto di vista tecnico il PRS-505 ha più o meno le stesse caratteristiche del Cybook. Il vantaggio è che il PRS-505 ha uno schermo con 8 livelli di grigio contro i 4 del Cybook, però questo incide sui tempi di refresh che sono più lunghi. Il design del PRS-505 in generale è considerato più attraente di quello del Cybook e pare un apparecchio più robusto, però pesa di più. Il software del PRS-505 è più completo e più facile da navigare, ma la batteria si consuma più in fretta.
In realtà sono due apparecchi molto simili, e la gran parte delle differenze sono secondarie; a mio parere il risparmio di 39 euro non vale il dover rinunciare alla garanzia italiana di 2 anni, ma è una posizione discutibile.
Per saperne di più su PRS-505 contro Cybook, questo thread del forum di MobileRead.com si occupa dell’argomento.

Sony PRS-505
Sony PRS-505

Amazon Kindle. Anche questo lettore è per ora in vendita solo negli Stati Uniti, anche qui ci sono voci di sbarco in Europa ma i tempi non sono definiti. Lo si può trovare su eBay, il prezzo è di 399 dollari (335 euro), escluse spese di spedizione.
Lo schermo del Kindle è identico a quello del Cybook (600×800, 6 pollici, 4 livelli di grigio) e le prestazioni sono analoghe.
I punti di forza del Kindle sono due: la possibilità di sfruttare l’enorme catalogo librario di Amazon.com e il collegamento wireless EVDO. Almeno sarebbero punti di forza se Amazon non avesse deciso misure draconiane contro i suoi stessi utenti.
I libri di Amazon sono venduti in un formato speciale (AZW) leggibile solo dal Kindle. I libri sono “legati” all’apparecchio per il quale sono stati comprati e non possono essere letti da nient’altro, neanche passati da un Kindle all’altro. Inoltre questo è l’unico formato a pagamento supportato, per esempio comprando da Mobipocket i libri non funzionerebbero. Il che è quanto di più strano, perché Amazon già da tempo ha acquistato Mobipocket, in altre parole Amazon sta facendo una spietata concorrenza a… se stessa!
Ciliegina sulla torta, sebbene i best seller e le nuove uscite abbiano prezzi modici (offerta lancio 9.99 dollari a libro), alcuni dei libri in catalogo costano di più in formato elettronico!
Il collegamento wireless EVDO consente una serie di operazioni con il Kindle molto interessanti. Si va dall’acquisto dei libri direttamente dal lettore, alla consultazione di wikipedia, alla possibilità di ricevere sull’apparecchio i vari aggiornamenti dei blog preferiti. Il tutto a pagamento. Se una persona volesse Gamberi Fantasy sul Kindle in automatico dovrebbe pagare 99 centesimi al mese (e non a noi della Barca, noi non vedremmo un centesimo, i soldi sono tutti per Amazon). Quando già si seguono una dozzina di blog, non è più una tariffa così minima. Stesso discorso vale per le notizie dei quotidiani, anche di quelli disponibili gratuitamente in rete: se li si vuole sul Kindle occorre pagare. È poi possibile ricevere e leggere e-mail sul Kindle, ma ogni eventuale “attachment” richiede anch’esso pagamento: 10 centesimi!
C’è infine il piccolo contrattempo che la rete EVDO copre solo le aree urbane degli Stati Uniti.
In altri termini un Kindle in Europa è un apparecchio molto limitato e che supporta un numero di formati molto ristretto (per esempio, niente PDF). Una piccola nota d’interesse può essere la presenza della tastiera, il che consente di prendere appunti, ma per evitare pericolose tentazioni picaresche, non è possibile esportare al di fuori del Kindle niente, tanto meno la pagina di un libro con degli appunti!
Perciò direi che per ora il Kindle è da evitare. In futuro, se verrà venduto in Europa e dunque funzioneranno anche da noi i servizi wireless, ci si potrebbe fare un pensiero, ma questo concetto di dover pagare per ogni minuzia non mi piace per niente.

Amazon Kindle
Amazon Kindle

iRex iLiad. L’iLiad è il più costoso dei lettori in commercio, costa in Italia 620 euro. È il lettore in assoluto con lo schermo più grande (768×1024, 8.1 pollici, 16 livelli di grigio), e quello che supporta più formati; è possibile collegarlo in rete locale e a Internet sia via cavo sia wireless, e si possono prendere appunti direttamente scrivendo sullo schermo. In realtà l’iLiad è un vero e proprio computer portatile con schermo e-ink, infatti è possibile installare il software che si desidera (il sistema operativo è Linux), anche se non ha niente a che vedere con la lettura.
Ci sono però due svantaggi sicuri: lo schermo così grosso richiede molto tempo per il refresh (circa il doppio rispetto agli altri lettori) e la batteria si consuma in fretta (l’iLiad è il solo di questi apparecchi con la durata della batteria ancora misurata in ore e non in numero di refresh).
Con un costo quasi doppio rispetto agli altri lettori non credo sia un buon affare se l’attività principale è la lettura. Può però essere preso in considerazione da chi oltre a leggere vuole fare altro.

iRex iLiad
iRex iLiad

Disponibili solo per il mercato asiatico (Giappone, Cina, Corea) si contano molti altri lettori, nessuno dei quali però mi pare abbia caratteristiche tali da valer la pena darsi da fare per procurarselo. Per ulteriori informazioni, basta fare un giro nella sezione apposita del forum di MobileRead.com.

NUUT NP-601
Il NUUT NP-601, un clone coreano del Cybook

Vale la Pena?

Come ricordato il Cybook Gen3 costa 339 euro, e si può riuscire a recuperare il Sony PRS-505 a 300 euro circa. Questi apparecchi sono belli, niente da dire, ma vale la pena investire centinaia di euro?
Dipende da quanto uno legge, cosa legge e come si pone di fronte alla Legge.

Primo caso. Letture principalmente italiane e rispetto bovino della Legge, per quanto ingiusta. Non vale la pena, anche contando i classici, ci sono troppi pochi ebook italiani legali in vendita. E tra l’altro il principale negozio, quello Mondadori, vende in un formato non supportato. È vero che è possibile convertire i LIT, ma è come installare un modchip sulla PlayStation europea per giocare con i giochi americani o giapponesi, benché originali: è illegale.

Secondo caso. Letture principalmente inglesi e rispetto bovino della Legge. In campo inglese gli ebook si trovano, nonostante la scelta infelice di Amazon, ma i prezzi in generale sono alti. Gli sconti rispetto all’edizione cartacea raggiungono il 20% del prezzo di copertina quando va bene. Un libro di carta sui 18 euro, ne verrebbe a costare sui 14 elettronico. Però c’è il risparmio sulle spese di spedizione, visto che i libri inglesi vanno quasi sempre ordinati. Calcoliamo un altro euro. Dunque a ogni acquisto ci si guadagna 5 euro, per arrivare a 300 occorrono 60 acquisti. Se uno è un lettore molto avido, e questi 60 ebook li compra magari in un anno, può valere la pena.
Occorre tener presente un altro fatto: quasi sicuramente questi libri avranno qualche tipo di “blocco”, perciò a meno di convertirli (illegale! Illegale! Uccidi gli Artisti!) c’è il rischio di non poterli più usare se il lettore si guasta o se il negozio online chiude i battenti e non può più autenticarli. Quanto sia concreto questo rischio è difficile dirlo, ma in campo musicale è già successo che venditori online di musica fallissero e i brani acquistati legalmente non fossero più ascoltabili.

Terzo caso. Letture principalmente italiane e la propria coscienza come Legge. Qui provo a calcolare basandomi sul mio ritmo di lettura. In media leggo un po’ più di un romanzo a settimana, ma per semplificare facciamo uno. Di solito una settimana leggo qualcosa già presente in casa e la successiva compro un libro nuovo. Perciò sono 26 acquisti all’anno. A 18 euro l’uno sono 468 euro in un anno. I 339 euro del lettore li recupero in nove mesi, da lì in poi è profitto. Però ho una coscienza, e mettiamo che decida di acquistare i romanzi che mi sono piaciuti per sovvenzionare l’autore. Esagero (e di molto) e dico un romanzo su cinque. Sono altri 90 euro, altri due mesi. In questo caso per ripagare il lettore occorrono 11 mesi. Be’, non è male comunque, anche se il lettore si sfascia dopo due anni, appena scaduta la garanzia, è stato ugualmente un buon risparmio.
Basandosi sull’ipotesi che i 26 romanzi riesca tutti quanti a scaricarli via eMule e soci. È realistico? Nel mio caso credo di sì, ho costatato che proprio i generi che preferisco (fantasy e fantascienza) sono i più diffusi in rete. Non è detto che sarebbe così se mi piacessero altri tipi di letture. Il succo è che prima di prendere una decisione bisogna controllare bene se quanto è disponibile (a pagamento, piratato, pubblico dominio) soddisfa le proprie esigenze.

Scrittore povero
Scrittore costretto a chiedere la carità per colpa del pubblico crudele

Quarto caso. Letture principalmente inglesi e la propria coscienza come Legge. Valgono le stesse considerazioni del terzo caso.

Questo in linea di massima. Poi possono entrare in gioco altri fattori, quali per dirne uno, il risparmio di spazio. Camera mia è foderata di libri, non mi dispiace in sé, mi dispiace la polvere e non avere lo spazio fisico per altre cose. Senza contare che certi libri anche se non li vedo più… penso per esempio che regalerò l’opera omnia della Troisi a qualche biblioteca o la scambierò per vecchi Urania presso qualche bancarella, magari un Urania per 3 libri della Troisi me lo danno.

Conclusioni

Niente Gamberi perché pur essendo questa una recensione, non ci sono metri di paragone. Non avrebbe senso mettere in relazione i +3 o -8 Gamberi di quest’affare con i Gamberi di un libro o un film. Aggiungerò i Gamberi se in futuro mi capiterà di poter provare qualche altro lettore o apparecchio simile.
A tale riguardo, era possibile prenotarsi per una settimana di prova gratuita dell’iLiad qui. Ora le prenotazioni sono chiuse, ma non è detto che l’esperimento non venga ripetuto a breve. Inoltre nel corso del 2008 iLiad e Cybook verranno venduti anche nelle librerie Feltrinelli. Credo che già a partire da adesso, gennaio, dovrebbero essere in esposizione e vendita presso le Feltrinelli di Milano e altre città. Perciò per chi ne ha l’opportunità, c’è la possibilità di verificare di persona la qualità di questi lettori.

Per quanto mi riguarda sono felicissima dell’acquisto. I vari fastidi evidenziati m’impediscono un sentimento di entusiasmo sfrenato, mi accontenterò dell’entusiasmo non sfrenato!

Tabella riassuntiva delle caratteristiche tecniche
Nome: Bookeen Cybook Gen3
Hardware
Dimensioni: 118mm x 188mm x 8,5mm.
Peso: 174g (inclusa la batteria).
Schermo: E-ink Vizplex, 6 pollici, 600×800 166dpi, Bianco & Nero a 4 livelli di grigio.
Memoria: 8MB ROM + 16MB RAM + 64MB Flash utilizzabili dall’utente. Supporta memory card SD fino a 2GB.
Processore: Samsung S3C2410 ARM920T a 200MHz.
Uscite: USB 2.0 Client con connettore Mini USB B e Stereo 2,5mm.
Batteria: Ricaricabile 1000 mAh Li-Polymer. Durata della batteria: 8.000 aggiornamenti dello schermo, ricarica in 3 ore.
Software
Sistema Operativo: Embedded Linux.
Tempo di avvio: 22 secondi circa.
Applicativi: Boo Reader 1.0, Mobipocket Reader 6.0
Interfaccia: Menu in inglese e francese.
Formati supportati
Ebook: PDF, TXT, HTML, Mobipocket
Immagini: GIF, JPEG, PNG
Musica: MP3
Font: TrueType
Costo
Versione normale: 339 euro (comprende lettore, cavo USB e manuale).
Versione deluxe: 435 euro (comprende lettore, cavo USB, manuale, custodia in pelle, auricolari, memory card da 2GB, batteria di ricambio e USB charger).
Garanzia: 2 anni.

Approfondimenti:

bandiera EN Sito ufficiale del lettore
bandiera EN Il blog della Bookeen
bandiera IT Sito del distributore italiano
bandiera IT iLiad e Cybook su Bow.it
bandiera EN La sezione del forum di MobileRead.com dedicata al Cybook
bandiera FR La recensione del Cybook di epaper-france.com, dalla quale ho preso i vari spezzoni video
bandiera EN La videorecensione di edupaper.nl su YouTube.com, dalla quale ho preso altri spezzoni
bandiera EN Una bella galleria di foto del Cybook, dalla quale ho preso un paio d’immagini

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Laura & I Demoni dell’Editoria

Uno dei problemi legati al discutere di narrativa è il peso che hanno le opinioni rispetto ai fatti. Ogni tanto capita che si riesca a fare appello ai fatti, ma è raro, la maggior parte delle volte ci si dibatte nella palude delle opinioni.
Come giudicare le opinioni? Io ho un occhio di riguardo per le opinioni motivate, frutto di ragionamento, e tuttavia, se le basi del ragionamento non sono fatti, il ragionamento stesso, di per sé, ha limitato valore. Perciò, più spesso di quanto non vorrei, sono costretta a fare affidamento sull’autorità di chi ha espresso un’opinione.

In campo narrativa, chi ha autorità? Senza troppi giri di parole, solo colui che sa scrivere. Alla fine non contano i titoli, non contano le lauree, non conta l’esperienza, conta quello che sai fare. Si possono avere idee magnifiche riguardo la narrativa, ma per comprovare che siano tali, si deve mostrare che partendo da quelle idee si è scritto qualcosa di notevole. Io posso anche pensare che l’elettricità o la microbiologia siano scemenze, ma lampadine e farmaci mi dimostrano che partendo da quelle scemenze si ottengono meraviglie.

Una lampadina
L’elettricità è una gran trovata!

Perciò, quando devo “pesare” le opinioni di qualcuno in campo letterario, vado a vedere se e cosa ha scritto questo qualcuno. Magari le sue opinioni mi fanno storcere il naso, ma se constato che basandosi su quelle opinioni ha scritto qualcosa di bello, ho molte più difficoltà ad accantonarle. Anzi, può essere anche che mi renda conto che il tizio in questione aveva ragione.

Questa lunga premessa per dire che non mi stupirei se chi mi legge giudicasse le mie opinioni con lo stesso metro. Fra l’altro le mie opinioni sono spesso categoriche (“sputo sentenze”) e lasciano ben poco margine all’interpretazione. Dunque mi sembra giusto che possiate leggere come io scrivo, quando scrivo narrativa. Ero già stata invitata a farlo, e ancora ho colto un’allusione in tal senso nell’ambito di un’altra discussione su altro blog: non mi voglio tirare indietro.
Così potrete giudicare: quelli che mi seguono sanno bene quali sono le mie idee nell’ambito della narrativa, costruendo su quelle idee ho scritto quel che spero leggerete, ognuno valuterà se le idee erano buone ma la realizzazione carente o se appunto la realizzazione carente è colpa di idee malsane o se infine buone idee hanno portato a una buona storia.

La Storia di Laura

Al momento sto portando avanti diversi progetti. Il vantaggio di questo tipo d’impostazione è che se mi stufo di un’ambientazione e dei suoi personaggi, posso lo stesso continuare a scrivere passando all’ambientazione successiva.
Uno dei progetti è La Storia di Laura (titolo provvisorio).
Laura è un personaggio per metà ispirato alle vicende di una mia amica, e per metà una sorta di mio alterego letterario. La Storia di Laura vuole essere una sorta di anime. Tredici puntate, come una stagione di un cartone animato, puntate che volendo si possono leggere in autonomia ma che tutte assieme formano una storia coerente.

Quella che leggerete è la puntata numero 3. Ho scelto questa per un paio di motivi:

  • È la puntata finora più corta tra quelle che ho terminato.
  • È ambientata nel mondo dell’editoria, mondo che credo interessi a una bella fetta dei visitatori di questo blog.

La Storia di Laura è un fantasy, nel senso più ampio del termine. Le mie principali fonti d’ispirazioni sono Terry Pratchett, Tim Powers e gli anime. Perciò non aspettatevi nessuna copia più o meno brutta di Tolkien o roba in stile Dungeons & Dragons. Il mio scopo è divertirmi e far divertire. Nient’altro. Non si parlerà in forma allegorica di chissà quali Grandi Temi o Problemi Profondi. Troverete però azione, mostri e humor nero.

Sailor Mars
C’è chi trova ispirazione in Tolkien e chi in Sailor Mars

Dato che presento la terza puntata, è d’obbligo un riassunto delle puntate precedenti:

Laura è una ragazza come tante altre, al primo anno di Università. Divide un appartamento con l’amica Isa e passa le giornate tra scarso studio, lavoretti saltuari e ore di TV. Laura è una fanatica di telefilm e cartoni animati, e si sorbisce di tutto, da Buffy a Sailor Moon, da Stargate a Star Trek, da Hercules a Xena
Un bel giorno, complici imprevedibili circostanze, si ritrova nell’Unico Mondo, un pianeta lontano che sembra uscito dalla penna di uno scrittore fantasy. Laura, più per sbaglio che per scelta, contribuisce al trionfo delle forze del Male, e il locale Oscuro Signore, impressionato, decide di prenderla in moglie.
Passano i mesi e Laura inizia a sentir nostalgia di casa. Essere Imperatrice è gratificante, ma l’Unico Mondo è uno di quei mondi fantasy sempre ancorati a un perenne medioevo: niente TV, niente Internet, niente cellulari, nessuna amica e una marea di Elfi!
L’Oscuro Signore, sinceramente innamorato di Laura, si convince allora che sia necessario riportarla sulla Terra, e dato che senza di lei non può vivere, anche lui abbandona l’Unico Mondo. I due si sposano una seconda volta. L’Oscuro Signora trova impiego presso una ditta di import-export con l’Oriente, e Laura, stimolata dall’avventura appena vissuta, lascia l’Università per dedicarsi a una sua vecchia passione: scrivere fantasy!
Laura non può neanche immaginare quanto rimpiangerà tale decisione…

Un’ultima nota. Se volete, commentate pure. Ogni commento sarà il benvenuto, e sottolineo l’ogni. I commenti argomentati, positivi o negativi, saranno i più apprezzati, ma se volete dirmi in faccia che quel che scrivo fa schifo, liberissimi! Anzi, l’unico appello che faccio è alla sincerità e alla schiettezza: non dovete incoraggiarmi, non dovete preoccuparvi che mi possa offendere o no, dovete solo dirmi come la pensate (se vorrete farlo).

Ho inoltre aperto un indirizzo e-mail apposito: lastoriadilaura@gmail.com così se gli insulti che avete immaginato sono irripetibili in pubblico, potrete vomitarmeli addosso lo stesso (se decidete di usare l’e-mail, non cambiate il soggetto predefinito, “commento al racconto”, altrimenti la vostra opinione sarà in automatico catalogata come spam e cancellata).

SPAM
Le origini dello spam…

Ah, non è uno scherzo! Il racconto l’ho scritto davvero io, non è un estratto dal Secondo Più Brutto Romanzo del Mondo, perciò non apparirete furbi scrivendo apposta che è una schifezza!

Leggi La Storia di Laura Episodio 3: Laura & I Demoni dell’Editoria, in formato PDF, qui.
Leggi La Storia di Laura Episodio 3: Laura & I Demoni dell’Editoria, online, qui.
(Momentaneamente offline per revisione e nuova impaginazione.)

Il racconto è un ventina di pagine, perciò consiglio il PDF.

Ringrazio il Coniglietto Grumo kaos-whiteusagi16.gif e mio fratello per l’aiuto con l’editing e l’impaginazione, gli altri membri dell’equipaggio per il costante incoraggiamento e i preziosi suggerimenti e infine la vera Laura: senza di lei questa Storia non sarebbe mai neanche cominciata.


Approfondimenti:

bandiera EN Il sito ufficiale di Terry Pratchett
bandiera EN Uno dei migliori siti dedicati a Tim Powers
bandiera EN Sailor Moon su Wikipedia

bandiera EN Foxit Reader, un’ottima alternativa all’Adobe Reader per leggere i PDF
bandiera EN Sumatra PDF Viewer, un’altra ottima alternativa

Scritto da GamberolinkCommenti (34)Lascia un Commento » feed bianco Feed dei commenti a questo articolo Questo articolo in versione stampabile Questo articolo in versione stampabile • Donazioni

Sulle Case Editrici a Pagamento

In questo periodo mi sto documentando sulle case editrici a pagamento. Non perché voglia pubblicare con tali loschi figuri, ma perché ho intenzione di scrivere una storia che ne parli.

Le case editrici a pagamento sono quelle case editrici che chiedono un contributo all’autore. Chiariamo subito un punto: una casa editrice a pagamento non è un’impresa truffaldina.
Il reato che ipotizzerei è quello di circonvenzione d’incapace, sennonché, forse per una svista del legislatore, la figura dello scrittore esordiente non è elencata tra quelle per cui vale la definizione d’incapace. Grazie a tale scappatoia le case editrici a pagamento la fanno quasi sempre franca.
Perciò no, l’attività delle case editrici a pagamento non costituisce reato, è solo moralmente aberrante.

Denaro
Il denaro, sterco del Demonio?

La più comune strategia delle case editrici a pagamento è chiedere un contributo all’autore. La casa editrice propone di stampare 100 copie di un libro e chiede all’autore 1.000 euro. L’autore paga e il libro viene pubblicato.
Ma non è il solo modo per cavar soldi agli sprovveduti. Un’altra strategia piuttosto comune è l’obbligo all’acquisto delle copie. Funziona così: la casa editrice stampa 100 copie e l’autore è obbligato a comprarle tutte quante.
Il trucco qui è che la casa editrice fa credere all’autore di star facendo un grande affare, perché spesso l’acquisto delle copie avviene a un prezzo molto scontato rispetto al prezzo di copertina. L’editore spiega all’autore che potrà comprare le copie a 10 euro l’una, contro un prezzo di copertina di 20: se l’autore riuscirà a rivendere le copie acquistate scontate, non solo rientrerà nella spesa ma ci guadagnerà!
Si fa appello all’orgoglio e alla dignità dello scrittore: “ma come, hai talmente così poca fiducia nel tuo lavoro da non credere di riuscire a vendere 100 copie? Ma come, non hai amici e parenti e conoscenti che non vedono l’ora di leggerti?!” Ovviamente dovrebbe essere l’editore ad avere fiducia ed essere lui a rischiare.
Così l’autore, stupido quanto orgoglioso, paga e si ritrova sul gozzo le 100 copie. Qui la situazione può diventare imbarazzante, con l’autore medesimo in giro per Internet a cercare di vendere copia a copia la sua opera a perfetti sconosciuti. Quando poi uno di quegli sconosciuti compra l’opera e dice all’autore che la detta opera fa schifo, l’autore se la prende pure, ma questa è un’altra storia.

Un altro trucco è quello dell’obbligo all’acquisto delle copie invendute. Per legge, quando editore e autore concordano sul fatto che un libro non sia più vendibile, l’editore ha l’obbligo di proporre all’autore l’acquisto delle copie in giacenza, prima di mandarle al macero. Ovviamente l’autore può rifiutare. Non però se ha firmato un contratto che invece glielo impone.
Anche qui si fa appello all’orgoglio dell’autore: “figuriamoci se rimarranno copie in giacenza! Non hai fiducia nel tuo stesso lavoro?!” Come prima, per l’editore è facile aver fiducia quando non rischia niente, e all’autore pare brutto essere lui quello che dubita della propria opera. Uno o due anni dopo le 100 copie stampate sono ancora lì, non acquistate da nessuno, e le dovrà tutte comprare l’autore, spesso senza neanche lo sconto.

In generale ci sono mille possibili tranelli. Il punto chiave è uno solo: se in qualunque punto del contratto editoriale è anche solo ipotizzato un passaggio di denaro dall’autore all’editore, c’è qualcosa che non quadra. Occorre sottoporre il contratto all’attenzione di un avvocato.

Il problema però non si esaurisce con gli autori ingenui. Forse la schiera più folta è costituita da quegli autori che sanno che stanno pagando e credono davvero possano ottenerne dei vantaggi. Non è così. Vediamo alcuni casi.

Darsi delle arie

È un paio d’anni circa che bazzico per Internet su forum e siti che si occupano d’editoria. E ho scoperto che forse la ragione principale che spinge gli autori a cercare la pubblicazione è il potersene poi vantare.
Non solo con gli altri, anche con se stessi. “Ho passato la vita a insegnare a una classe di dementi al Liceo”: suona male, ma se si aggiunge “nel frattempo però scrivevo il seguito di Robinson Crusoe!” si dona a un’esistenza triste tutt’altra patina.
Anche nei rapporti sociali, ha il suo fascino: “Che mestiere fai?” “Insegno a una classe di dementi al Liceo Scrittrice!”
Perché non funziona: perché non è così semplice ingannare se stessi. Noi lo sappiamo di aver pagato, e sappiamo che ci hanno pubblicato solo perché abbiamo tirato fuori i soldi. Perciò all’esistenza triste si aggiunge solo una nota patetica.
Nei rapporti con gli altri, si riuscirà a ingannare solo i più gonzi. Quelli dotati di un minimo d’intelletto potrebbero indagare cosa uno ha scritto, peggio potrebbero provare a leggerlo. A quel punto si rimpiangerà di aver rinunciato alla sobria dignità d’insegnare a una classe di dementi al Liceo. Ovviamente sto alludendo a una persona che conosco, ma che per fortuna crede che Internet sia una marca di aspirapolvere.

Copertina di The Further Adventures of Robinson Crusoe
Copertina di The Further Adventures of Robinson Crusoe, seguito del Robinson Crusoe

Ci sono delle alternative gratuite per darsi delle arie. Per ingannare se stessi la via più semplice è convincersi di aver scritto un libro scomodo. Non viene pubblicato da nessuno perché nessuno ne ha il coraggio, in questo mondo corrotto.
Siamo troppo scomodi! Siamo così scomodi che la gente non si siede accanto a noi in metropolitana! Non ci pubblicheranno mai, ma questa sarà solo indicazione di quanto noi siamo veri scrittori! Un vantaggio collaterale di tale modo di pensare è che non è richiesta neanche la spesa per spedire il manoscritto in giro alle varie case editrici: sappiamo bene di essere troppo scomodi, è inutile anche provarci!
Si diventa i più grandi (e scomodi) scrittori contemporanei senza sborsare un euro, un bel passo avanti rispetto all’editoria a pagamento!
Nei rapporti con gli altri, l’alternativa gratuita è mentire: “Che mestiere fai?” “Scrittrice! Ho pubblicato un romanzo fantasy, La Vendetta degli Australopitechi, te ne manderei una copia, ma è esaurito, attendo la quinta ristampa.” I gonzi s’ingannano ugualmente, e quelli più furbi possono entro certi limiti essere raggirati: un romanzo immaginario è sempre meglio di un romanzo vero ma orribile! Costo zero, ma è richiesto talento nel ramo dell’ingegneria sociale.

Farsi conoscere

Se stampo un libro, anche a pagamento, comincerò a farmi un nome in giro. Magari sarò notato da qualche editore “serio”, magari per sbaglio qualche giornalista o critico si accorgerà di me! Questo è un altro ragionamento che sento abbastanza spesso. Il succo di questo ragionamento è che un editore non dia importanza ai manoscritti che riceve in lettura, ma fulminato dalla copertina di un romanzo pubblicato a pagamento, lo legga d’un fiato, per poi correre ad acquistarne i diritti.

Non succede. Per capirne il perché bisogna partire da una considerazione:

Le case editrici a pagamento pubblicano chiunque.

Se dicono il contrario stanno mentendo. Pubblicano chiunque paghi, qualunque cosa abbia scritto. Sempre e comunque. Non c’è mai selezione. MAI. Si paga, si pubblica, fine.
Data tale premessa, l’editore “serio” ha due strade: leggere uno dei tanti manoscritti che prendono polvere sulla sua scrivania o leggere il romanzo pubblicato a pagamento. Il romanzo pubblicato a pagamento è stato scritto da uno scrittore almeno ingenuo e al più stupido. Perciò agli occhi dell’editore apparirà ancora meno interessante del manoscritto numero 918.

Manoscritto
Certi manoscritti attendono di essere letti da un editore ormai da molti anni

Perciò sì, ci si fa conoscere: si avrà la fama di idioti.

Diventare ricchi e famosi

Con un piccolo investimento iniziale si possono spalancare le porte della Gloria, della Fama, della Ricchezza! La Rowling non vive forse in una reggia, tanto da far invidia alla Regina d’Inghilterra?
Sì, può succedere. Se però investite i soldi dell’editore a pagamento in schedine del SuperEnalotto avrete molte più possibilità!

Farsi leggere da un pubblico

L’ultima ragione per la quale un autore prova a pubblicare un libro è per far leggere le proprie storie agli altri. Mi rendo conto che sia una ragione flebile rispetto alla vanità o all’avidità, ma esistono davvero persone che hanno quest’idea folle in testa!

In quest’ambito, i servizi che una casa editrice a pagamento offre sono:

  • editing del manoscritto.
  • stampa del libro.
  • distribuzione del libro.
  • promozione del libro.

Partiamo dal primo punto: editing del manoscritto. È un mito! Le case editrici a pagamento prendono il manoscritto così com’è e così com’è lo stampano, senza neanche passarlo al controllo ortografico di un programma di elaborazione testi. Se si spera di avere l’aiuto di un editor, non lo si avrà. Fra l’altro anche se si viene pubblicati da una casa editrice “normale” è abbastanza difficile trovare un editor competente, specie nella narrativa di genere. Ma questo sarà argomento per un altro articolo.
Se non vi fidate, cercate in rete estratti da libri pubblicati a pagamento e passateli in OpenOffice.org Writer o Word e guardate quanti errori ci sono.
Di editing vero e proprio poi non ne parliamo: la casa editrice a pagamento non cambierà una virgola. Anzi no, forse una virgola la cambierà, e poi chiederà ulteriori 300 euro per spese di editing.

Secondo punto: stampa del libro. Neanche questa è garantita, specie nei contratti che non succhiano soldi mediante l’acquisto obbligato delle copie. Tuttavia su questo punto spesso si ottiene quel che si è pagato: il libro verrà stampato.

Terzo punto: distribuzione del libro. Normalmente consisterà in una vendita via Internet dal sito della casa editrice, più disponibilità presso le librerie online, quali iBS.it o BOL.it. Dall’ordine al ricevimento dei libri attraverso iBS e simili passeranno tempi biblici (dalle 3 settimane in su). Si potrà anche ordinare il libro nelle librerie ma non lo farà nessuno.
Fisicamente il libro sarà disponibile in una manciata di librerie, se va bene in un paio di città. E stiamo parlando dei casi più fortunati.
In altri termini, il libro non avrà distribuzione o quasi. Come se l’editore non avesse interessa a venderlo… e infatti non l’ha, il suo guadagno l’ha già ottenuto spennando l’autore!

Quarto punto: promozione. Totalmente a carico dell’autore. L’editore non spenderà un soldo per promuovere o far pubblicità al libro. Anche in questo caso si può assistere a scene patetiche, quali presentazioni organizzate dalle pro loco con presenti solo l’autore, i genitori e due amici, dei quali uno pagato per esserci. Oppure si può trovare l’autore in giro per Internet a far pubblicità disperata al suo romanzo, spammando per ogni dove, dai forum dedicati all’editoria al circolo degli amanti del lancio del nano.

Per sintetizzare: se lo scopo è far leggere il libro, pubblicandolo a pagamento non lo leggerà nessuno.

Quali sono le alternative, partendo dal presupposto di non pubblicare con un editore “normale”?

Punto primo: editing. Ci si può rivolgere a un’agenzia letteraria o a liberi professionisti che svolgono questo lavoro. Anche qui si paga, e probabilmente non vale la pena, visto che la competenza di tali tizi è tutta da dimostrare. Però almeno ci sarà una possibilità che un lavoro venga svolto, contro le zero per gli editori a pagamento. Il mio consiglio è di lasciar perdere, e di far da soli, il gioco non vale la candela, a meno di poter sfruttare gratis il lavoro di qualche scrittore amico. Scrittore vero però, non un altro fesso pubblicato a pagamento.

Punto secondo: stampa. Stampare in maniera tradizionale, cioè rivolgersi a una tipografia non vale assolutamente la pena. Bisogna rivolgersi da un lato alla distribuzione elettronica gratuita e dall’altro al print-on-demand.
La distribuzione elettronica consiste nel rendere disponibile un file contenente il romanzo. Per esempio un PDF sul proprio sito o blog. Perché distribuzione gratuita? Perché nessuno, sottolineo nessuno, compra l’ebook di un perfetto sconosciuto. Neanche i suoi amici.
In compenso si può provare la formula dello shareware implorante: “se vi piace quello che avete letto potete devolvere un obolo, metà del ricavato sarà usato per piantare alberi nel deserto del Gobi.”
Con il download gratuito qualcuno il PDF lo scaricherà, e forse uno su cento lo leggerà, e forse tra questi uno su mille donerà.
Per i pochissimi che dopo aver letto il PDF vogliono anche la versione cartacea, si ci può appoggiare a un servizio di print-on-demand. Ce ne sono diversi, il più famoso è di sicuro Lulu.com, ma non è l’unico. Un altro abbastanza conosciuto è per esempio iUniverse.com.

Bob Young
Il Signor Lulu, all’anagrafe Bob Young

Lulu.com rispetto a un editore a pagamento ha il vantaggio che… non si paga. Si pagano solo i servizi aggiuntivi, come procurarsi un codice ISBN, se lo si vuole. Ma nel caso più semplice, si “pubblica” e Lulu e l’autore ricevono soldi quando qualcuno ordina una copia.
Bello, vero? Peccato che nessuno o quasi ordinerà mai una copia. Perché dovrebbe? Credo che ci sia la stessa probabilità che qualcuno doni per gli alberi in Gobi, facendo due conti, una vendita ogni 100.000 lettori.
Sul forum di Lulu.com si discute spesso di vendite, e delle particolarità della classifica di vendita del sito, in realtà stilata non in base alle copie vendute ma ai guadagni degli autori. In media comunque pare che il numero di copie vendute per opera oscilli sulle 2. Delle quali 2, entrambe acquistate dall’autore.
Nascono così iniziative pietose, sullo stile: io compro il tuo libro e tu compri il mio. Inizia tu. No tu. Non ho voglia. Il mese prossimo. Appena posso…

Per chi fosse curioso, questa è la classifica attuale nell’ambito dei libri in lingua italiana (aggiornata al 1 Novembre 2007):

Al di là dell’Italia, qualcuno ha mai avuto successo partendo da Lulu? Ho trovato una sola storia di “successo”: questa. L’articolo parla di un libro pubblicato via Lulu e poi divenuto best seller, tanto che gli autori sono apparsi sul New York Times.
Inoltre tale libro ha vinto un premio da parte della Dog Writers’ Association of America, infatti l’argomento del libro è l’allevamento dei cani.
Capisco che forse uno scrittore aspiri a qualcosa di più che non al riconoscimento della Dog Writers’ Association, ma potrebbe essere un inizio.

Punto terzo: distribuzione. Appoggiandosi a un sito di print-on-demand quale appunto Lulu.com, il libro risulterà disponibile anche presso le librerie online, da iBS.it a Amazon.com, però per via dell’ISBN non italiano affibbiato da Lulu, il libro comparirà tra i libri stranieri.
Sarà poi prenotabile presso le librerie, sebbene anche in questo caso non l’ordinerà mai nessuno. Per una distribuzione fisica l’autore deve procurarsi lui le copie e andare a mendicare presso le librerie: nessuna vorrà tenere il libro.
Ma il principale canale distributivo in questo scenario rimane Internet con l’ebook gratuito.

Punto quarto: promozione. Come per l’editore a pagamento, è tutto sulle spalle dell’autore. Però con i soldi risparmiati è possibile investire qualcosa in pubblicità.

Lavorandoci sopra forse si possono raggiungere qualche centinaio di lettori. Magari anche vendere quattro o cinque copie.

Conclusione

Qualunque sia la spinta a scrivere, pagare per pubblicare non vale la pena. MAI. Ripeto:

PAGARE PER PUBBLICARE NON VALE LA PENA.

Se proprio volete buttare i soldi, finanziate la posa di alberi nel deserto del Gobi.

Piccola FAQ

Il mio romanzo è stato rifiutato da tutti gli editori. Perché?
Fa schifo.

Non è vero! Il mio fidanzato mi ha detto che sono più brava della Rowling!
Mente.

Ma, senti qui: ho postato alcuni capitoli su un forum dell’Internet e mi hanno coperta di complimenti!
Per qualche ragione che non ho mai del tutto colto, la gente in tali forum si spertica in complimenti, forse nella speranza segreta che poi verrà ricambiata. Chi non ha niente di positivo da dire, crede che sia più educato rimanere in silenzio. Il bello è che sono tutti degli ipocriti: in privato, specie gli aspiranti scrittori, si scannano.
Così capitano situazioni paradossali: un libro ha decine di fan che non vedono l’ora di comprarlo, o così dicono in pubblico, ma appena il libro è disponibile, via editore a pagamento, nessuno lo compra. E l’autore ci rimane pure male. Non mancano neanche quelli che spergiurano loro di averlo comprato, anche se non è vero.

Ho pubblicato lo stesso con un editore a pagamento, perché so di aver scritto un capolavoro e so di essere troppo scomodo per l’editoria tradizionale, sentiamo un po’ sono ancora un ingenuo? uno stupido? un ignorante?
Sì.

E le poesie? Le poesie non le pubblica davvero nessuno!
Forse c’è una buona ragione…

Non ti sta bene niente! Cosa dovrei fare?!
Imparare a scrivere.

Coniglietto furbo
Questo articolo è stato redatto con la collaborazione del Coniglietto Grumo. La foto ha solo scopo dimostrativo, non è il Coniglietto Grumo


Approfondimenti:

bandiera EN Servizi di print-on-demand: Lulu.com
bandiera EN Servizi di print-on-demand: iUniverse.com

bandiera IT Librerie online: iBS.it
bandiera IT Librerie online: BOL.it
bandiera EN Librerie online: Amazon.com

bandiera EN The Further Adventures of Robinson Crusoe presso il progetto Gutenberg

bandiera EN Il sito della Dog Writers’ Association of America

Scritto da GamberolinkCommenti (47)Lascia un Commento » feed bianco Feed dei commenti a questo articolo Questo articolo in versione stampabile Questo articolo in versione stampabile • Donazioni

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