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Risultati del concorso

Alcuni mesi fa si è concluso il concorso per il nuovo volto di Gamberetta. E il vincitore è Guido Codecasa con il seguente disegno:

La miglior Gamberetta
La Gamberetta vincitrice!

Ho molto apprezzato i colori, ma soprattutto l’espressione del personaggio. La perfetta amalgama di severità e sdegno. Io sono proprio così, o almeno ci provo.
Di seguito un secondo disegno di Guido: fa la sua comparsa un tenerissimo Grumo in versione tabagista; lo adoro.

Gamberetta e Grumo
Gamberetta e Grumo

Tra le altre opere pervenute ne voglio segnalare alcune che mi hanno ben impressionata. Innanzi tutto la triplice Gamberetta di Isaak Friedl. In particolare la Gamberetta più a sinistra, quella in versione steampunk vaporteppa, mi piace molto. L’espressione è ottima e i dettagli sono molto carini.

La Gamberetta di Isaak Friedl 1 La Gamberetta di Isaak Friedl 2 La Gamberetta di Isaak Friedl 3

Tre variazioni di Gamberetta di Isaak Friedl. Clicca per ingrandire

Altre due Gamberetta. Quella a sinistra è a opera di Manuel Preitano ed è forse la Gamberetta meglio vestita; i particolari dell’abito sono ottimi. Quella a destra è di LauraPex (Laura Pezzoli) ed è una degna Gamberetta, anche se forse non così “gamberettesca” come altre.

La Gamberetta di Manuel Preitano La Gamberetta di LauraPex

Le Gamberette di Manuel & Laura. Clicca per ingrandire

* * *

Dunque il viso della Gamberetta di Guido diventerà il mio avatar e la mia immagine pubblica da qui in avanti. Congratulazioni a lui, e un ringraziamento di cuore a tutti quelli che hanno partecipato.


Approfondimenti:

bandiera IT Il blog di Isaak Friedl
bandiera IT Il deviantART di Guido Codecasa
bandiera IT Il deviantART di Manuel Preitano
bandiera IT Il deviantART di LauraPex

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Dai un volto a Gamberetta e fai leggere i tuoi racconti al Duca

Ormai da alcuni anni uso come avatar un’immagine di Needa Schuetlitch, personaggio creato da Yamashita Shunya. Questa Needa mi piace perché ha un’espressione di serietà e di disapprovazione che rispecchia bene il mio carattere. Inoltre ha anche lei i capelli rosa, proprio come i miei.

Needa Schuetlitch
Needa, mia attuale controfigura

Tuttavia, in previsione di futuri progetti anche commerciali, desidero avere un nuovo aspetto. Perciò cerco un nuovo disegno di me stessa: basta per cominciare una singola immagine, possibilmente a colori, che si possa utilizzare in banner pubblicitari (come per esempio quelli per il mio fan club), o per le quarte di copertina di eventuali libri, e dalla quale si possa ritagliare il volto per creare un avatar degno.
Chi volesse inviare le proprie proposte può mandarle alla mail dei Gamberi. Avete tempo due mesi: la scadenza del concorso è il 4 febbraio 2014.
Se è un concorso, cosa si vince? Il supremo onore di essere, almeno per un anno, il mio illustratore ufficiale. Inoltre potrei commissionare al disegnatore migliore opere a pagamento, e quando riutilizzassi in ambito commerciale la mia nuova immagine, l’autore sarebbe adeguatamente compensato.

Indicazioni per l’opera

1. Uno stile fumettoso, verso il manga/anime, è preferibile, ma non è vincolante: se l’immagine sarà bella e mi piacerà, andrà bene anche se realizzata in uno stile diverso.

2. Capelli rosa. Vanno bene rosa pastello chiaro oppure rosa più scuri o perfino tinte tra il viola e il rosa. I capelli rosa sono obbligatori.

3. La lunghezza dei capelli preferibilmente non dovrebbe superare la linea delle spalle, ma si accettano anche chiome fluenti. Niente capelli troppo corti/mascolini.

4. QUATTRO.

5. Occhi verdi. Non è vincolante, ma il verde è preferito: scuro, chiaro, verde-azzurro, o grigio-verde. Il verde è fortemente gradito, ma non è fondamentale: se una bella immagine avrà gli occhi blu o azzurri o nocciola, non vi si rinuncerà solo per quel dettaglio.

6. Espressione. Seria, altera, sprezzante; va bene anche arrabbiata come Taiga di Toradora (un personaggio tsundere è ok). Niente espressioni troppo dolci, amorevoli o facce da ritardate.

Taiga arrabbiata
Come Taiga, anche io ho un brutto carattere

7. Corpo. La mia immagine non deve rappresentare una ragazza troppo bassa, né troppo alta: l’ideale è tra i 160 e i 170 cm. Carnagione rosea, chiara, ma niente pallore cadaverico. Non troppo magra (non uno scricciolo come la già citata Taiga di Toradora) e nemmeno sovrappeso: va bene Estelle del videogioco Tales of Vesperia, o la Deunan del manga Appleseed.

Estelle in biblioteca
Estelle in biblioteca

Deunan
Deunan, né grassa, né magra. Però gradirei essere rappresentata da una ragazza meno mascolina

8. Seno da piccolo a medio-grande, da una seconda a una quarta. Niente delicious flat chest e niente maggiorate.

9. Vestito. Va bene un po’ di tutto: t-shirt o maglioncino e jeans casual, tailleur, un abito ottocentesco più o meno steampunk vaporteppa, un’uniforme che ricorda la Seconda Guerra Mondiale, un vestito da principessa, un kimono, la tuta da pilota di mech (ma non troppo attillata: per esempio non va troppo bene la tuta di Asuka nei film di Evangelion più recenti), uniforme da studentessa giapponese, ecc. Se volete andare sullo storico, uniformi militari o abiti tra il 1880 e il 1950 sono preferibili (niente roba medioevale). Occhiali o accessori vari, fate voi. Nel caso serva, le mie armi preferite sono il bokken, la katana, la sciabola da cavalleria europea e il trombone alla Zio Paperone caricato a sale (per roba ottocentesca con una vena comica extra) (queste indicazioni per l’opera le ho concordate con il Duca che però ha idee strane…)

La nuova tuta di Asuka
La nuova tuta di volo di Asuka: eviterei

10. Aspetto generale. Niente pose, ammiccamenti, azioni o suggestioni troppo volgari incluse inquadrature da maniaci e scollature da svergognate: la mia immagine deve emanare fascino e serietà.

Se avete dubbi chiedete pure nei commenti a questo articolo, io o il Duca risponderemo.

A proposito del Duca: se avete un racconto nel cassetto che credete sia degno, potete inviarglielo a questa mail. Lui valuterà e, se ci sono le basi per fare un buon lavoro – ovvero se il racconto ha spunti interessanti e non richiede una completa riscrittura –, svolgerà l’editing senza chiedere un euro in cambio.
L’unica condizione è che accettiate che poi il racconto venga distribuito gratuitamente con licenza Creative Commons. In particolare è probabile una pubblicazione sui prossimi numeri di Terre di Confine.

A sentire Terre di Confine, chi segue da un po’ il sottobosco del fantasy italico avrà storto il naso, e con ragione: finora la qualità della rivista è stata per lo meno discutibile, basti dire che ci scrivevano personaggi del calibro di Cristina Donati, alias Kinzica, nota per aver pubblicato su FantasyMagazine un articolo dedicato allo steampunk che è una vergogna per il genere umano – chi non ricordasse o non avesse seguito la vicenda può cominciare da qui.
Tuttavia Terre di Confine vuole cambiare corso: Massimo De Faveri, l’amministratore dell’associazione culturale che cura Terre di Confine, mi ha mandato qualche mese fa una mail nella quale spiegava di aver epurato la redazione dagli incompetenti, di voler rilanciare la rivista, e mi chiedeva se potessi collaborare al progetto. Purtroppo per mancanza di tempo ho dovuto rifiutare, lo stesso sono rimasta ben impressionata dal tono della missiva.
Da poco è uscito il primo numero del nuovo corso di Terre di Confine: lo potete leggere e scaricare gratis via issuu. Non l’ho ancora spulciato a dovere, ma dopo averlo sfogliato ne ho ricavato un’impressione positiva: non ho visto recensioni, e ho notato un articolo del Duca. Dunque sono fiduciosa che se i vostri racconti dovessero apparire su tale rivista non ci sarebbe da vergognarsi.

Terre di Confine numero 1
La copertina del primo numero della nuova Terre di Confine

Perciò se:

Icona di un gamberetto pensate di avere talento e avete un racconto nel cassetto;

Icona di un gamberetto il racconto è di narrativa fantastica (dallo Science-fantasy alla Bizarro Fiction, passando per Steampunk Vaporteppa e affini – astenersi perditemp… paranormal romance);

Icona di un gamberetto il racconto è compreso tra le 2.000 e le 8.000 parole (parole, non battute);

Icona di un gamberetto non avete problemi che venga pubblicato con licenza Creative Commons, probabilmente su Terre di Confine;

mandate il testo in formato elettronico (.doc, .docx, .rtf, .odt, ecc. ma non .pdf) al Duca (maggiori dettagli qui) e potreste essere fortunati.

Infatti ricevere un editing dal Duca è una vera fortuna: è una delle pochissime persone in Italia che se ne intende sul serio dell’argomento e vedendo le sue annotazioni imparerete moltissimo. Anche se magari avete già pubblicato con una casa editrice, scommetto che rimarrete sorpresi confrontandovi con un vero editor. Non qualche laureato in lettere ignorante come una capra che è stato assunto in casa editrice perché figlio di o perché la zia è andata a letto con il direttore.
Se avete scritto boiate il Duca non ci passerà sopra giustificandovi perché è la cifra della vostra scrittura (si veda Giulia Ichino, editor Mondadori, a proposito dello stile vomitevole di Gaia Coltorti – magari aveva proprio ragione Chiara Di Domenico), vi spiegherà perché sono boiate e correggerà gli errori.

Copertina de Le affinità alchemiche
Copertina de Le affinità alchemiche, pessimo romanzo di esordio di Gaia Coltorti

In fondo cos’è la scrittura? La scrittura è un mezzo per trasferire emozioni da un cervello a un altro. Quando scrivete, magari immaginate una ragazza abbracciata al suo vampiro gnokko e vorreste comunicare a chi legge tutto l’amore che lei prova per lui, e il desiderio, e la commozione per la felicità di aver trovato l’anima gemella; o magari immaginate una città in fiamme e il protagonista che scappa tra gli edifici avvolti dal fuoco e vorreste comunicare la paura, e l’angoscia, ma anche la determinazione a sopravvivere e il coraggio; o ancora magari vedete con la mente la nascita e la morte di interi universi e vorreste comunicarne il sense of wonder.
Per trasmettere con le parole questi sentimenti, queste immagini vivide che avete in testa, ci sono varie strade. Solo che alcune sono più efficienti di altre. Se procedete di testa vostra senza studiare potreste imboccare la strada tortuosa che fa il giro lungo, e a pagina 5 del vostro mattone di 1200 pagine il lettore chiuderà il libro annoiato; se seguite i consigli di una guida esperta – e il Duca lo è – potreste arrivare a destinazione senza troppa difficoltà, per la soddisfazione vostra e di chi vi legge.

Per rimanere nella metafora del viaggio: c’è a chi piace viaggiare in aereo, chi preferisce la nave, altri vanno con il treno o addirittura se la fanno a piedi. Finché viaggiate per l’esclusivo piacere personale potete scegliere quello che più preferite, e andare tranquilli da Parigi a Napoli in bicicletta. Ma se viaggiate non solo per voi, se dovete arrivare a Napoli perché un bambino malato ha bisogno del vostro aiuto di medico, non prenderete la bicicletta, salirete sull’aereo, anche se forse soffrite di mal d’aria.
Finché scrivete nella vostra cameretta per il vostro esclusivo piacere personale nessuno vi può dire niente, ma una volta che pubblicate – che sia su un blog o per Mondadori – non state più scrivendo per voi stessi, state scrivendo per un pubblico, ed è solo giusto e morale che lo facciate nella maniera migliore possibile, nella maniera oggettivamente migliore possibile, così come l’aereo è oggettivamente più veloce della bicicletta. Il Duca può aiutarvi a prenotare il biglietto per il prossimo volo.

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Recensioni :: Romanzo :: La Missione di Sennar

Copertina de La Missione di Sennar Titolo originale: La Missione di Sennar
Autore: Licia Troisi

Anno: 2004
Nazione: Italia
Lingua: Italiano
Editore: Mondadori

Genere: “Fantasy”
Pagine: 404

Nella puntata precedente
Nel nostro mondo, una giovane scrittrice dotata d’inarrivabile fortuna riesce a pubblicare il suo primo, orribile romanzo presso la più importante casa editrice italiana. Nel frattempo nel Mondo Emerso, Nihal, l’ultima mezzelfo, piange, frigna e si lagna nella speranza di fermare così le orde mostruose del Tiranno. La guerra infuria, con calma.

Nihal della Terra del Vento, grazie alle indubbie qualità dell’opera (c’è in copertina una tizia in abiti discinti), si rivela subito un successo, tanto che Mondadori si affretta a pubblicare a pochi mesi di distanza il seguito, La Missione di Sennar.
Ma prima di seguire Sennar nella sua missione, una buona notizia!

Riporto un passaggio da una recente intervista alla Troisi:
Per la scelta di armi, colpi eccetera, come ti regoli, hai un consulente?
No, tendenzialmente mi ispiro a film o fumetti. [ma va?!] Ora mio marito mi ha regalato per il compleanno un trattato di scherma medievale, per cui potrò farmi una cultura e trovare parecchie mosse nuove da sfruttare.

Uau! Non si può che fare i complimenti al marito della signora Troisi che ha avuto pietà dei poveri lettori. Di questo passo, tra 15-20 anni, forse il problema del documentarsi sarà risolto. Meglio tardi che mai.

Un altro paio di risposte illuminanti:
Il tuo fantasy si rifà all’epoca medievale?
Sì, in linea di massima sì, anche se ovviamente non ha alcuna pretesa storica. È il medioevo così come se lo immagina chi il periodo l’ha conosciuto solo sui libri di scuola. Del resto, non mi interessava ricreare troppo fedelmente l’atmosfera del periodo; è un fantasy, preferisco lavorare appunto sugli elementi fantastici.

È il medioevo così come se lo immagina chi il periodo l’ha conosciuto solo sui libri di scuola. Eh?! È il medioevo di chi un libro di scuola non l’ha mai aperto! D’altra parte alla Troisi interessa “lavorare” sugli elementi fantastici, quegli stessi elementi fantastici che nell’altra intervista dichiarava superflui. Ma ci è o ci fa?

Sei suscettibile alle critiche?
Moltissimo. Le critiche negative mi deprimono sempre un sacco, anche se cerco sempre di trovare in ognuna il lato costruttivo che mi aiuti a migliorare. Resta il fatto che tendo a dare molto più peso alle critiche negative che a quelle positive.

Spero che nella risposta ci sia almeno un briciolo di sincerità, ma non m’illudo più di tanto: passando dalla prima alla seconda trilogia la Troisi non è migliorata di una virgola, sintomo che delle critiche negative se n’è altamente fregata.

La Vacanza di Sennar

Sennar è il giovane mago amico d’infanzia di Nihal. Pur essendo diciottenne, è già un mago di enorme potere (il mago con il più elevato rapporto età/potenza nella storia del Mondo Emerso, Tiranno escluso) e siede nel Consiglio, un’organizzazione che riunisce tutti i maghi più cool del Mondo Emerso e che ha lo scopo di coordinare gli sforzi bellici delle Terre libere.
Sennar però è pacifista e stufo della guerra. Forse anche per questo le sue magie non sono mai esagerate: giusto quegli incantesimi necessari per mandare avanti la trama nella direzione indicata dalla Troisi, senza strafare.
Sennar è innamorato di Nihal, ma timido com’è non riesce a confessarle quanto la ami. Oh, no! Nihal in compenso lo tratta da deficiente e lo pesta.
Sospetto per tale ragione, Sennar convince il Consiglio a inviarlo in missione nel Mondo Sommerso, misterioso reame perso in fondo al mare e che nessuno raggiunge più da centocinquanta anni. Il piano di Sennar è godersi la villeggiatura e se capita chiedere aiuti militari ai regnanti locali.

Sennar
Sennar, disegnato da Licia Troisi in persona

Sennar mi è quasi simpatico. Non perché sia un personaggio memorabile, o abbia chissà quale personalità, ma perché almeno non piange, caratteristica questa più unica che rara nel Mondo Emerso. Questa è stata la molla che all’epoca mi ha spinta a comprare La Missione di Sennar. E il fatto che non sapevo a quel tempo che tutti e tre i romanzi delle Cronache erano stati scritti assieme: avevo la speranza che la Troisi fosse migliorata. Ero davvero ingenua!

La Missione di Sennar, non potrebbe essere altrimenti, ha tutti i difetti già visti in Nihal: inverosimile, banale, scritto in maniera sciatta, stupido, superficiale, ecc. ecc. In più aggiungo che spunta la noia. Nihal della Terra del Vento ha un certo ritmo e suscita curiosità (se non altro per vedere se nella pagina successiva si incoccerà in una scemenza ancora più grande di quella descritta nella pagina precedente), non posso dire di averlo trovato un romanzo noioso. Ma la curiosità è già minore in partenza per La Missione e le scemenze si mantengono a un livello di stupidità atroce ma non spettacolare. Rileggendolo in questi giorni sono stata costretta a saltare diversi passaggi, indigeribili. Perciò, sì, La Missione di Sennar è peggio di Nihal!
Nihal della Terra del Vento rimane però il punto di riferimento, in quanto La Missione di Sennar non sarebbe potuta esistere senza Nihal.

Siamo come nani sulle spalle di giganti, così che possiamo vedere più cose di loro e più lontane, non certo per l’altezza del nostro corpo, ma perché siamo sollevati e portati in alto dalla statura dei giganti.

Citazione attribuita al filosofo francese Bernardo di Chartres. Lo stesso per La Missione di Sennar: La Missione è un nanerottolo con al collo un cartello che dice: “NOIA”; si eleva più in alto nello schifo rispetto al gigante, ma la colpa non è sua è del gigante, ovvero di Nihal della Terra del Vento!

La parte divertente!

Un’analisi seriosa di quest’altro romanzo della Troisi sarebbe una perdita di tempo. Fa schifo, non c’è nient’altro da aggiungere. Ciò non toglie che almeno se ne possa trarre un minimo di divertimento. Spero che la carrellata di citazioni strappino un sorriso e riescano a far ricredere chi è convinto che il termine “fantasy” possa essere usato come paravento per ogni genere di sciocchezza.

Come accennato, La Missione di Sennar s’incentra sulla villeggiatura del mago. Costui, armato di una mappa trovata in un ovetto Kinder e di voglia di vacanza, decide di raggiungere il Mondo Sommerso.

Mappa per raggiungere il Mondo Sommerso
Mappa per raggiungere il Mondo Sommerso

Per far ciò, chiede aiuto ai pirati!
La Troisi deve aver fissato per ben trenta secondi un poster de I Pirati dei Caraibi che aveva appeso in camera, prima di venirsene fuori con questa trovata che trasuda originalità, i pirati!
Se qualcuno ricorda la mappa del Mondo Emerso, si potrà rendere conto che di mare non ce n’è molto. Sembra strano che i trasporti e i commerci marittimi siano così sviluppati da rendere redditizia la pirateria. Ma qui la Troisi per una volta ha ideato una scusa: si tratta di pirati buoni, che si rapinano tra loro!

La nave sulla quale s’imbarca Sennar è la Cliché Demone Nero. Una nave di grandezza ignota, così come rimane un mistero quanti marinai vi siano imbarcati, però:

Il ponte era lungo e spazioso e il castello di poppa si armonizzava bene con la linea leggera dello scafo. Le tre vele erano rosse, un colore insolito.

E non indago oltre su quelle tre vele e sul fatto che più avanti viene accennato che il vascello è un tre alberi…

La Demone Nero ha la classica ciurma piratesca da film. Personaggi variegati, rozzi ma sinceri, guidati da un Capitano vecchio lupo di mare. Non manca la figlia del Capitano, sensuale piratessa, donna navigata che passerà il tempo a far la smorfiosa con Sennar, pur d’ingelosire il fidanzato. Non voglio far paragoni con gli Harmony, la Troisi se lo sogna quel livello di narrativa!

Romanzo romantico
La Troisi riuscirà mai a scrivere a questo livello?

Per sintetizzare le avventure di Sennar e l’incapacità della signora Troisi, ecco un abbordaggio!

Quando i rostri trafissero la preda, Sennar cadde in avanti. Il contraccolpo lo spinse indietro e lo fece crollare di schiena sul ponte. Si rialzò in tempo per vedere Aires che avanzava rapida con la spada sguainata e incitava gli altri ad andarle dietro.
Il mago seguì la sua corsa con lo sguardo e rimase abbagliato dal luccicare delle spade levate al sole. Poi gli apparve la ciurma dell’altro vascello: tutti uomini, tutti armati.
Per un istante fu come se il tempo si fosse fermato. Ghigni truci da un lato e dall’altro, spade strette in pugno, muscoli pronti allo scatto. Infine, all’improvviso, un fracasso assordante; urla, clangore di armi e lo scintillio di decine di lame che si incrociavano.
Sennar restò inchiodato al suo posto. Quello non era un semplice arrembaggio, era un regolamento di conti tra pirati. Avevano attaccato un’altra nave di bucanieri.
Nel giro di pochi minuti, il ponte fu viscido per il sangue, molti corpi caddero a terra e altri furono scaraventati fuori dalla murata.
[...]
Lo scontro non durò più di mezz’ora.

Vediamo: ci sono i rostri al plurale, quando le navi ne hanno solo uno; il rostro è un affare che si monta a prora per speronare i vascelli nemici, come la baionetta di un fucile, ha tanto senso avere rostri, quanto un fucile avere tre baionette. Inoltre il rostro non è certo la soluzione migliore se l’idea è di abbordare la nave nemica e non affondarla.
C’è poi l’altro marchio di fabbrica della Troisi, il raccontare sempre e il non mostrare mai: non c’è niente da vedere, solo urla, clangore, fracasso e scintillio. Per mezz’ora.
Infine c’è la banalità delle situazioni: tutti quanti armati di generiche spade, i ghigni truci, il combattimento indistinto stile rissa, il ponte subito viscido di sangue, ecc.

La strada verso il Mondo Sommerso non è però facile: tempeste e mostri marini sono sempre in agguato! Per fortuna Sennar ha la magia giusta per ogni occasione: protegge la nave con uno scudo di energia (o qualcosa del genere) durante la tempesta e la fa volare sopra il mostro. Come spiega lo stesso Sennar:

«La magia del Consiglio, che è l’unica permessa, si basa sulla capacità di piegare la natura al proprio volere. Per questo i maghi sono sapienti: devono conoscere le leggi del mondo per poterle assecondare e guidarle con i propri incantesimi. Un mago non sovverte la natura, la indirizza verso i propri fini. È un’arte complessa.»
«Cos’è che non puoi fare, per esempio?» domandò Dodi, interessato.
Sennar rifletté. Il mal di mare gli annebbiava anche il cervello. «Non posso creare le cose dal nulla, né modificare l’essenza di una creatura, tipo trasformare un maiale in un uccello. Al massimo posso trasfigurarlo, fargli assumere solo l’aspetto di un uccello. Non posso forzare gli elementi: niente pioggia quando c’è siccità o sole estivo in pieno inverno. Però posso prolungare la pioggia per un certo periodo di tempo, rafforzare l’intensità del vento e così via.»

Non so perché, ma a me pare che scudi e antigravità siano un bel sovvertimento della natura…

Nave volante
Nave volante

Il Dodi è un simpatico mozzo che chiacchiera spesso con Sennar. In una di queste chiacchierate racconta al mago la storia del fidanzato della figlia del Capitano, un lungo brano di diverse pagine tutto in corsivo, incastrato nella narrazione nella maniera meno elegante possibile. Uno di quei pezzi indigeribili che ho saltato in questa seconda lettura. Ma:

«Dovresti fare lo scrittore, Dodi» disse Sennar alla fine della storia.

Sigh. Come già fatto notare, sembra proprio la Troisi che si complimenta con se stessa. Per una delle parti in assoluto più brutte!

Sennar, dopo varie peripezie, finisce in un vortice e si ritrova nel Mondo Sommerso. Il Mondo Sommerso è scopiazzato dalla porzione sottomarina di Star Wars Episodio I. Manca solo Jar Jar Binks. Per fortuna!

Naboo sott'acqua
La città sotto i mari di Naboo

Il Mondo Sommerso è abitato da profughi del Mondo Emerso fuggiti dalle violenze della Guerra dei Duecento Anni, iniziata trecento anni prima le vicende di Nihal.
Costoro, con l’aiuto delle Sirene e dei Tritoni (…), hanno edificato città e villaggi entro bolle di cristallo.
I rapporti tra Mondo Emerso e Sommerso non sono buoni, e chiunque del Mondo Emerso finisca in quello Sommerso è condannato a morte. Così Sennar è subito acchiappato e sbattuto in cella. Ma siamo in un romanzo della Troisi, e la galera è una vacanza!

Sennar lo afferrò subito e cominciò a scoperchiare le ciotole. Una era piena di una specie di brodo in cui galleggiavano strani filamenti neri, in un’altra c’era qualcosa che sembrava pollo ricoperto da una salsa verdognola, nella terza una porzione di molluschi mai visti prima. L’unica cosa riconoscibile era una mela rossa, ma il mago non andò troppo per il sottile.
[...]
Sennar posò la ciotola. «Squisito» disse, mentre passava alla successiva. «Sei tu la cuoca?»
«Sì. Quasi tutta la mia famiglia si occupa di badare ai prigionieri. Sai, è per via dei capelli.» Mostrò una delle ciocche scure.
«In che senso?» chiese Sennar incuriosito.
«I miei antenati sono stati tra gli ultimi a scendere. È per questo che i nostri capelli non sono ancora del tutto bianchi.»
«Quando sono arrivati?»
«Una cinquantina di anni fa. I miei genitori sono nati qui, ma i miei nonni venivano da Sopra e… quelli come noi non godono di grandi privilegi. Questo è uno dei pochi lavori che possiamo fare.»
«Occuparsi dei carcerati non è proprio un compito adatto a una ragazza.»
Lei arrossì. «Di solito è mio fratello che porta il cibo ai prigionieri, io cucino e basta. Solo che… la verità è che ero curiosa di vederti. In città non si parla d’altro. Sono tutti agitatissimi. Io però non ho paura di te, ho dei parenti che sono rimasti Sopra.»

Manca solo caffè e dessert! La ragazza carceriera dice che i suoi genitori sono arrivati nel Mondo Sommerso una cinquantina di anni fa. Poche pagine prima, un personaggio informato sui fatti:

«Si dice che esista un guardiano, qualcosa di oscuro che vive sulla rotta del gorgo. Ma non posso dirti altro, la mia vista non arriva a tanto, non so chi o che cosa sia. Tutto quello che so è che da allora, e sono passati più di centocinquanta anni, nessuno di voi è mai riuscito a raggiungere vivo il Mondo Sommerso o le Vanerie. Per anni il mare ci ha portato in dono i cadaveri di uomini che avevano creduto di poterci conquistare.»

Dunque, da quanto tempo nessuno è mai arrivato fino al Mondo Sommerso? 150 o 50 anni? Non credo lo sappia neanche la Troisi, che gliene importa? Lei scrive a caso, e i lettori apprezzano!

La ragazza di prima si chiama Ondine. Dopo un po’ di giorni che accudisce Sennar in galera, decide che portargli solo il pranzo non basta, entra anche lei in cella:

«Ti prego, Sennar…» sussurrò la ragazza, ma il mago la attirò a sé, la strinse come se non avesse altro al mondo.
Ondine ricadde sulla branda e si lasciò andare a quell’abbraccio. Sennar ne sentì il profumo, il corpo tiepido. La baciò con forza e lei rispose, lo seguì come se non attendesse altro che quel momento. Sennar non pensò più a nulla. La bocca si fece avida, le mani corsero al corpetto.

Ma a questo punto Sennar si ricorda di essere innamorato di Nihal e caccia via l’Ondine. Poveretta:

«Ondine, ascoltami, ti prego. Io ti voglio bene, sei una ragazza stupenda. Mi hai aiutato, sei stata la mia compagna in questa avventura. In tanti momenti ho pensato che restare insieme a te sarebbe stato bello. Perché con te stavo bene… sto bene. Ma dentro di me so che non posso.»
«Ti ricordi quella sera nella tua cella?» disse lei con un filo di voce. «Quando un uomo bacia una donna vuol dire che la ama. Perché mi hai baciata, Sennar?»

Già, perché?! Al di là di ogni considerazione, non ha la Troisi un minimo di pietà? Perché costringere chi ha pagato a subire questi dialoghi?

A ogni modo, Sennar riesce ad avere udienza dal Re del Mondo Sommerso e gli chiede aiuti militari. Proprio quando il Re lo sta mandando a quel paese, un sicario del Tiranno cerca di ammazzare il sovrano! Sennar salva il Re e così lo convince ad aiutare il Mondo Emerso. Perché l’inviato del Tiranno cerca di uccidere il Re proprio quando si sta rifiutando di aiutare Sennar? Uhm… perché sì? Perché è fantasy? Perché il Mondo Emerso e pure quello Sommerso sono abitati da scimuniti?
Sennar otterrà che il Mondo Sommerso invii metà del suo esercito in aiuto del Mondo Emerso. Ma la Troisi si scorderà di ciò e in pratica di queste truppe non se ne saprà più niente o quasi. Forse perché l’autrice si è accorta che non possedendo alcuna nave il Mondo Sommerso e nessuna flotta degna di questo nome quello Emerso non sarebbe mai stato possibile trasportare i soldati?

Prima di lasciare Sennar, bisogna tener ben presente una sua dichiarazione sulla situazione bellica:

Per un anno ho lottato al fianco dell’esercito nella Terra del Vento. Ho visto morire migliaia di giovani che combattevano per un futuro migliore. Negli accampamenti la situazione peggiora di giorno in giorno. Non sono solo il sangue, le perdite, le sconfitte. È la sensazione di impotenza, lo scoraggiamento. Siamo allo stremo, conte. E ho capito che non ce la faremo mai a vincere. Per questo sono qui. Il Tiranno è più forte, ha più uomini e il suo esercito è pronto a tutto.

Siamo allo stremo! Ma nessuno ha avvertito Nihal!

Raggiunsero la Terra dell’Acqua in una decina di giorni. La missione, se così poteva essere chiamata, non imponeva fretta e Laio non sembrava ansioso di giungere alla meta. Appena ebbero varcato il confine, il ragazzo si fece ancora più cupo. A quel punto Nihal si disse che, se il suo compito era quello di assistere moralmente l’amico, forse era ora di iniziare a svolgerlo.

Con la guerra che volge al peggio, vediamo in che genere di non-missione è implicata Nihal, fra l’altro senza fretta.
Laio è un ex compagno di Accademia di Nihal. Durante la sua prima battaglia si è comportato da traditore, ma forse perché figlio di un Generale, non ha ricevuto neanche un rimprovero. Però ha deciso che la guerra non fa per lui, lui è un bravo ragazzo, pacifista, non importa che l’intero Mondo Emerso lotti per la sopravvivenza e la gente muoia come mosche, lui non vuol combattere. Non importa che abbia tenuto occupato per anni uno dei pochi posti in Accademia, non importa che non abbia alcun problema fisico e che sia addestrato. Lui è pacifista, ha paura, e poi, insomma, in guerra rischierebbe di farsi male! Il padre però non è d’accordo e gli ha imposto di riprendere l’addestramento.
Adesso, accompagnato da Nihal, che lo sostiene senza indugio, Laio sta andando alla dimora paterna, per spiegare al genitore la sua decisione irrevocabile di essere un vigliacco! Come non bastasse, Nihal si è lamentata con il comandante della base che il viaggio è pericoloso e così sono accompagnati anche da un altro militare.
Ma ha un minimo di senso tutto ciò? È in questi momenti che mi domando se la Troisi non faccia apposta e sia la più furba di tutti!

Dato che il viaggio è pericoloso, Nihal, Laio e il terzo tipo non montano mai la guardia durante la notte e così:

Erano in dieci. I loro passi erano più circospetti di quelli di un normale soldato.

È nota la scarsa circospezione del normale soldato

Si avvicinarono con cautela al luogo dove erano accampati i tre viaggiatori, le armi alla mano, silenziosi ma pronti ad attaccare.

Silenziosi ma pronti ad attaccare, perché è scontato che quando uno è pronto ad attaccare lo grida forte, non è mai silenzioso!

Uomini abituati a vivere e agire nell’ombra, agili come gatti.

Agili come gatti, gatti che non esistono nel Mondo Emerso… Ma chi saranno costoro? Ninja? Assassini al soldo del Tiranno? Sardaukar imperiali?

Sardaukar
Sardaukar

No, sono:

Una banda di ladri.

U-A-U! Un’intera banda di ladri? Che incredibile fantasia! Grande Licia!!!
L’intero pezzo e la parte seguente:

Erano in dieci. I loro passi erano più circospetti di quelli di un normale soldato. Si avvicinarono con cautela al luogo dove erano accampati i tre viaggiatori, le armi alla mano, silenziosi ma pronti ad attaccare. Uomini abituati a vivere e agire nell’ombra, agili come gatti. Una banda di ladri.
Neanche Nihal, che pure aveva i sensi vigili, sulle prime si accorse di nulla. Fu il rumore di un ramoscello spezzato a farla riemergere dal sonno, seguito da un fruscio leggero, come di una veste che si impiglia in un cespuglio. Nihal spalancò gli occhi e li vide: un gruppo di uomini circondava il bivacco. Erano armati e si avvicinavano piano; si guardavano intorno e si dividevano i compiti con cenni delle mani. Un paio si diressero a colpo sicuro verso le bisacce, mentre un terzo si avvicinò a Laio addormentato brandendo un pugnale.

Si vede anche come usare un narratore onnisciente non solo sia inutile ma controproducente: se si toglie la prima parte, dove sono descritti i dieci agili gatti, e si passa subito al “Fu il rumore…”, la scena ha molta più tensione perché il lettore, come Nihal, è svegliato di soprassalto e circondato da uomini armati senza sapere chi siano e cosa vogliano. Ma queste sono note stilistiche che avrebbero senso rivolte a uno scrittore alle prime armi, la Troisi non è a quel livello, lei ha problemi degni di un tema delle elementari:

Laio provò a scattare in avanti, ma uno dei briganti non ebbe difficoltà a disarmarlo colpendogli il polso con un bastone. Poi lo atterrò con un calcio in pieno petto e gli fu subito sopra, a cavalcioni.
«Buono. Stai buono e non ti succederà niente» disse, mentre gli puntava un coltellaccio alla gola. «Per ora.»

Allora, il tizio si avvicina a Laio brandendo un pugnale, poi (sempre lui? e se no chi altri? e se è un altro quello col pugnale che fine ha fatto?) lo disarma con un bastone e infine lo minaccia con un coltellaccio. E poi lo tenta con una fetta di torta al limone?

A questo punto la situazione si fa confusa. Nihal prende una botta in testa e si risveglia nel rifugio di un vecchio. Il vecchio ha assistito di nascosto alla scaramuccia e può spiegare alla mezzelfo l’accaduto:

Il vecchio le raccontò di come i predoni avessero trovato addosso a Laio una lettera che lo identificava come figlio di Pewar e avessero deciso di rapirlo per chiedere un riscatto.

Piccolo problemino, come fa il vecchio a sapere tutto ciò? Vediamo:
«Abbiamo perquisito il ragazzo e gli abbiamo trovato addosso una lettera del padre, il Generale Pewar. Adesso lo rapiamo, così poi potremo chiedere un riscatto.» disse uno dei ladri.
«Ripetilo più forte, altrimenti il vecchio non ti sente, poi come pensi possa fare a riferire a Nihal, eh?» lo rimproverò il capo della banda.
«Scusa, credevo…»
«Credevo cosa? Cosa credevi di fare? Bloccare tutta la trama solo perché t’è venuto lo sghiribizzo di bisbigliare?! Voce! VOCE!»
«ABBIAMO PERQUISITO IL RAGAZZO E…»

Nihal riuscirà a salvare Laio (purtroppo non c’è modo di riassumere il combattimento fra Nihal e i ladri, sono pagine e pagine grondanti idiozie) e Laio riuscirà a resistere al padre: è un vigliacco e se ne vanta! Chissà in una base militare com’è trattato uno così…

Chi invece non tardò a riscuotere la simpatia di tutti fu Laio. Divenne subito la mascotte del campo. I Cavalieri scherzavano con lui e approfittavano dei suoi servigi, tanto che in pratica divenne lo scudiero di tutti. Del resto, come si poteva non volergli bene? Era un ottimo aiutante di campo ed era sempre allegro, sempre disponibile: un raggio di luce nel buio di quella guerra.

Del resto, come si poteva non volergli bene? Pensa un po’: tu rischi tutti i giorni di crepare ucciso da un orchetto del Tiranno e Laio è bello imboscato. Come si può non volergli bene?

Nihal frattanto, grazie a non-missioni come quella di cui sopra, riceve la promozione a Cavaliere di Drago! Questo comporta una grande festa! Ma prima Nihal vuol farsi un tatuaggio, anche se papà Ido non è d’accordo. Allora lei lo fa di nascosto!

L’uomo deglutì in silenzio e fece un cenno col capo.
«Perfetto. Girati.»
«Che tatuaggio vuoi?» chiese l’uomo, mentre le dava la schiena. Gli tremava la voce e a Nihal venne quasi da ridere.
«Due ali di drago, una per spalla. Chiuse.»
«Perché chiuse?»
«Perché quando sarà il momento le spiegherò al vento e volerò via. Puoi girarti, ora.»

Poi però papà Ido lo scopre!

Con gli occhi di Ido puntati addosso, Nihal arretrò fino a trovarsi con le spalle al muro. Accidenti. E adesso? Non le restava che confessare. «Ho fatto il tatuaggio…» disse con un filo di voce.
Sbuffo di fumo. «E che razza di tatuaggio ti sei fatta?» Sbuffo di fumo.
«Due ali… sulla schiena…»
Sbuffo di fumo. Silenzio.
«Non sono tanto grandi… E poi hanno un significato…»
Sbuffo di fumo. «Non ti faccio una scenata solo perché…» sbuffo di fumo «solo perché siamo in ritardo. Altrimenti mi avresti sentito, eccome! E ora sparisci, prima che cambi idea.»
Nihal schizzò fuori dalla capanna con un mezzo sorriso sulle labbra.

È vero, ha ragione la Troisi, lei non scrive fantasy, questo non è fantasy, questo è il diario di una quattordicenne rincretinita.

La copertina di un diario
Non so di chi sia questo diario, ma dubito contenga storie più infantili di quelle della Troisi…

La quattordicenne, dopo il tatuaggio, partecipa alla festa! Ricordate le parole di Sennar? Siamo allo stremo, migliaia di morti, sangue, cadaveri, il costo esorbitante delle caramelle, ebbene:

Dentro era una bolgia. Decine di fiaccole illuminavano le scuderie a giorno, l’aria era densa di fumo e risuonava una musica allegra. Tutti gli abitanti della base sembravano essersi pigiati là dentro e non ce n’era uno che non avesse in mano un boccale o un bicchiere.
[...]
Tra brindisi, battute e musica, la festa decollò. Nihal parlava con tutti, rideva, scherzava. E beveva. E più beveva, più la testa si svuotava e più voleva bere ancora. Il mondo sembrava diventato più leggero, si sentiva a un palmo da terra. Se pensava ai dubbi della sera prima le veniva da ridere, perché ora era lì e doveva solo divertirsi. All’inizio guardò gli altri ballare: i fanti che volteggiavano con le loro mogli, le procaci vivandiere strette tra le braccia di qualche cavaliere.

Ci mancavano giusto le “procaci vivandiere”… ma non è finita qui! Nihal si sta troppo divertendo per rimanere in abiti militari e corre a cambiarsi, per ripresentarsi subito dopo con indosso un abitino verde pucciosissimo!!!

Il primo ad accorgersi di lei fu un fante, che diede una gomitata allo scudiero che gli stava accanto. Poi, a uno a uno, tutti si voltarono verso l’ingresso.
I suonatori ammutolirono, i ballerini si bloccarono e i bicchieri rimasero a mezz’aria. Il vestito era semplice, niente di pretenzioso, e non era nemmeno della sua taglia, ma Nihal era comunque bellissima. Il silenzio fu rotto da un «Però!» assai poco elegante.

Dopo la festa, in una sorta di rito d’iniziazione al Cavalierato, Nihal e Ido si sfidano a duello.

Ido spettinato, sorridente, con gli occhi lucidi per l’alcol.
Nihal e Ido, Ido e Nihal, uno di fronte all’altra.
Tra loro, Nelgar. «Le regole sono semplici: vi alzate coi draghi e combattete. Potete usare solo la spada. Vince chi disarma o disarciona l’altro. Manca una posta in gioco. Che cosa vi giocate?»
«Un bacio» disse subito Ido. «Se vinco, Nihal concederà un bacio a…» si guardò intorno «Laio! Sì, dovrai dare un bacio a Laio.»

Diario di una quattordicenne? Facciamo dodicenne…
Nihal conclude il duello con questa mossa da manuale:

Non appena l’obiettivo fu abbastanza vicino, Nihal si rizzò su Oarf, chiuse gli occhi e saltò. Quando li riaprì era in piedi sulla schiena di Vesa: la mano libera arpionata ai capelli di Ido, quella con cui brandiva la spada intorno alla gola dello gnomo.

Oarf è il Drago di Nihal, Vesa quello di Ido. È ormai notte, stanno combattendo ad altezza vertiginosa, Nihal è mezza ubriaca, ma salta ad occhi chiusi, e invece di sfracellarsi atterra sulla schiena dell’altro Drago.

* * *

Sto scorrendo gli appunti, ci sarebbero decine d’altre scene balorde ma non sono all’altezza di queste ultime, perciò lascio perdere. Concluderò con un paio di deus ex machina, una nuova contraddizione interna e un’allusione!

Nell’elsa della spada di Nihal è incastonata una Lacrima, un gioiello di ambrosia cristallizzata che le è stato regalato dal capoccia dei folletti.

Il folletto Phos
Phos, capo dei folletti, nell’immaginazione di un fan

Per tutto Nihal della Terra del Vento e un centinaio di pagine de La Missione, questa tale Lacrima sta lì a far niente, poi Nihal è circondata dai fammin, senza via di scampo:

Nihal chiuse gli occhi. Non voglio morire! Non ancora!
«No!» urlò Laio tra i singhiozzi.
Dietro le palpebre serrate, Nihal percepì un forte bagliore. L’elsa della spada divenne bollente. Aprì gli occhi. Una barriera argentata circondava lei e Laio.
[...]
La vibrazione si fece sempre più forte. Il suolo sembrò scosso da un terremoto e il rombo aumentò di volume fino a diventare intollerabile. Nihal e Laio si portarono le mani alle orecchie. Poi la barriera esplose.
L’onda d’urto si propagò verso l’esterno e investì i fammin con la violenza di un uragano. I mostri furono sbalzati all’indietro per parecchie braccia. Alcuni vennero sbattuti contro i tronchi degli alberi e crollarono a terra in modo scomposto, gli arti piegati in posizioni innaturali, i crani sfondati. Altri sparirono nel buio, travolti dallo spostamento d’aria.
Nel bosco tornò il silenzio. La pioggia ora scendeva più fine e imperlava di minuscole gocce le fronde degli alberi e i cespugli. Laio era pallido e respirava a fatica. «Cos’è successo, Nihal?»
La ragazza si passò una mano sul viso. «Non ne ho idea.»

Finito il bisogno, la Lacrima torna a bighellonare, finché Nihal non affronta a duello il perfido Dola, e sta per lasciaci le penne:

Dola le scoccò un’occhiata sprezzante. «Ebbene? È tutto qui quello che sai fare?» disse, poi tese ancora la spada verso di lei.
Dagli occhi di Nihal sgorgarono lacrime di rabbia. Non c’era modo di sconfiggerlo. Non ce la faceva più, non avrebbe retto un altro scontro. Era destinata a morire per mano del mostro che aveva ucciso la sua infanzia.
Poi accadde qualcosa che le mozzò il respiro.
La Lacrima incastonata nell’elsa della sua spada prese a brillare e l’albero a cui Dola si era appoggiato si illuminò di colpo ed emanò un chiarore argenteo e terribile. Le radici uscirono dal terreno, avvolsero il corpo tozzo dello gnomo e lo gettarono a terra. I rami si contorsero fino a toccare il suolo e si avvilupparono intorno ai suoi arti.

La Lacrima porta anche i sacchi della spesa di Nihal quando lei è stanca e l’ascensore guasto.

Nihal riceve da Reis un talismano (sì, è quello del Potere!!!) e Reis le racconta questa favoletta:

«In ognuna delle Otto Terre c’è un santuario, dedicato a ciascuno degli Otto Spiriti della natura: Acqua, Luce, Mare, Tempo, Fuoco, Terra, Oscurità, Aria. E poi c’è la Grande Terra, la Madre, che li accoglie e li contiene tutti. In ciascun santuario è custodita una pietra. In passato, chi aveva un desiderio andava nel santuario e chiedeva allo spirito di concedergli il potere. Se il cuore di chi pregava era sincero, la pietra si caricava e il potere veniva concesso. Quando il desiderio era realizzato, la pietra tornava al santuario. Così gli elfi impetravano i favori agli spiriti. Ma le pietre hanno un potere ancora più grande. Quando incombe un pericolo imminente e incontrollabile, è possibile chiedere l’aiuto di tutti gli spiriti, chiamandoli a raccolta. Per farlo occorre riunire le otto pietre e porle nel talismano. Infine, giunti nella Grande Terra, pregare la Madre perché esaudisca i suoi figli; allora gli spiriti naturali vengono evocati e rispondono al volere del possessore dell’amuleto. Gli elfi usarono l’amuleto una sola volta, quando un conquistatore giunto dal Grande Deserto tentò la distruzione del loro mondo. Poi, con l’estinzione del loro popolo, i santuari vennero dimenticati, perché solo gli elfi potevano varcarne la sacra soglia.»

Ebbene è spiegato come usare l’amuleto, ed è raccontato di quella volta che gli elfi l’adoperarono contro un misterioso conquistatore.
Gli elfi appartengono al passato remoto del Mondo Emerso, hanno levato le tende (beati loro!) da tempo immemore, e l’unica traccia rimasta del loro passaggio è la stirpe dei mezzelfi. Si parla di migliaia di anni prima. Peccato che a quel tempo la Grande Terra non esistesse! E non lo dico io:

Incoronato, Nammen convocò i regnanti del Mondo Emerso. I re sconfitti si presentarono al suo cospetto rassegnati a obbedire, ma il giovane re li stupì. «Non voglio il potere che mio padre ha costruito sul sangue» disse. «Le otto Terre torneranno libere.» Poi dettò le sue condizioni.
Ciascuna Terra doveva rinunciare a un territorio, l’unione dei quali avrebbe dato vita alla Grande Terra. Là avrebbero avuto sede il Consiglio dei Re, che avrebbe deciso della politica comune del Mondo Emerso, e il Consiglio dei Maghi, che si sarebbe occupato della vita scientifica e culturale.

La citazione è da Nihal della Terra del Vento, Re Nammen è vissuto appena un centinaio d’anni prima la nascita di Nihal. La Grande Terra è “nata” a tavolino, per accordo diplomatico, non esisteva al tempo degli elfi!
Traspare chiaro il lavoro della Troisi nel costruire un mondo coerente. Mai penserei che scriva tutto quel che le passa in quella sua testolina geniale fottendosene di quello che ha scritto lei stessa il giorno prima…

E per finire in bellezza:

Nihal si occupò di un altro boscaiolo.

Qualunque cosa la Troisi intendesse.

Un’analisi seriosa!

Scherzo! Quasi. Una delle caratteristiche che più colpiscono in negativo nei romanzi della Troisi è la banalità. Una sconcertante mancanza d’inventiva e fantasia. Non c’è mai un’arma curiosa, un animaletto strano, un marchingegno misterioso, luoghi o personaggi che riescano a stupire, niente. È una sfilza di cliché continui, un rigurgito costante di roba già vista mille e mille volte. Sembra quasi che la Troisi abbia fatto apposta a tagliare ogni singola scena o particolare che avrebbe potuto suscitare sense of wonder. Non sia mai che un lettore, giovane per giunta, possa emozionarsi!
Questo non è il mio modesto parere, è verità oggettiva. Basta recarsi in libreria (o su eMule), prendersi un po’ di fantasy antecedenti la Troisi e leggerli.
Sandrone Dazieri, scrittore ed editor presso Mondadori. “…un mondo fantasy che si distaccava tantissimo da tutto il fantasy che avevo letto finora”: malafede o abissale ignoranza? E perché a Mondadori assumono gente ignorante o disonesta?

Il grave però non è tanto questo, il grave è la parte di pubblico che gradisce la banalità. Riporto il giudizio riguardo Nihal di SuperKikka: “è normale che il Fantasy sia ripetitivo, i personaggi sono più o meno i soliti, Maghi, folletti, mezzielfi, streghe…il Fantasy è questo ragazzi!”. La ripetitività, non solo non è vista come un difetto, ma addirittura come caratteristica del genere.
Corollario di ciò, c’è il rischio che SuperKikka storca il naso di fronte a fantasy molto più belli di quelli della Troisi proprio perché non sono ripetitivi! È deprimente. Il raggio di speranza è che se si riuscisse a convincere la SuperKikka di turno a leggere Ash della Gentle o Cuore d’Acciaio di Swanwick è probabile capirebbe quanto la Troisi sia insulsa. Io nel mio piccolo ci provo in quest’opera di evangelizzazione, ma con un prestito alla volta non si riescono a raggiungere tante SuperKikka, e l’invito a comprare cade quasi sempre nel vuoto.
Ho fiducia però che ebook, P2P e lettori EPD nei prossimi anni possano migliorare la situazione. Sarà molto più facile far scoprire alle SuperKikka del mondo nuovi romanzi e scrittori, così come oggi ci si passano mp3 e divx.

Copertina di The Iron Dragon's Daughter
The Iron Dragon’s Daughter (Cuore d’Acciaio) di Michael Swanwick

Certo il lavoro sarebbe più semplice se Troisi e Mondadori non si muovessero nella direzione opposta. Per questo l’invito è di pensarci due volte prima di comprare i romanzi di certi autori o case editrici. Io personalmente credo che d’ora in poi premierò a livello monetario solo quegli autori che distribuiscono già loro gratuitamente le proprie opere.
Non voglio negare che uno scrittore possa avere l’aspirazione al successo e al successo economico; non chiedo a nessuno di non firmare un contratto con Mondadori o chi per essa (quasi tutte le case editrici hanno una percentuale sconcertante di pattume in catalogo), però se lo scrittore è onesto, dovrebbe lui per primo dare la possibilità di leggere il suo romanzo prima di pagare.
Questa è anche l’unica speranza per l’emergere di una critica onesta. Come stanno le cose adesso, uno può raccontare qualunque stupidaggine pur di far vendere un romanzo e una volta che il gonzo di turno ha cacciato fuori i soldi, è fatta la frittata. Non importa se poi il gonzo si accorge di essere stato ingannato, i soldi ormai li ha spesi.
Se invece diventasse prassi il leggere prima di pagare, sarebbe molto più difficile per certa critica in malafede torcere la realtà ai propri interessi.

A tal proposito, il mio consiglio di cuore è di non leggere niente della Troisi, non può far altro che male, ma se si è pungolati da morbosa curiosità, il file su eMule si chiama:

Icona di un mulo eBook.ITA.2125.Licia.Troisi.La.Missione.Di.Sennar.(doc.lit.pdf.rtf).[Hyps].rar (2,10MB).

Basta cercarlo. Se poi piace non posso dire di non comprare, ma almeno non fatevi vedere da me!

I fan adorano Sennar!!!

Dapprima un giudizio generale sulla scrittura della Troisi:

Utilizza un lessico mediamente superiore del 40% a quello delle sue colleghe di oltreoceano, come la Zimmer Bradley o Margaret Tracy o la Hickman.

È preso da un articolo sulla Troisi apparso sul numero 39 de Lo Scaffale, la rivista mensile della Biblioteca comunale di Serrenti. Autore è tale Maurizio Tancredi. Potete leggere il resto del numero 39 qui (copia locale, PDF). Il mio consiglio è di leggerlo, il Tancredi riesce a scrivere il più squinternato articolo mai dedicato alla Troisi! Sperate solo di non metter mai piede nella Biblioteca comunale di Serrenti…

Panoramica di Serrenti
Panoramica di Serrenti, paese sardo in provincia di Medio Campidano

La consueta carrellata da iBS.it:

KIARA…….89……
HO LETTO PEARECCHI LIBRI, E QUESTO E UNO DI QUELLI CHE MI è PIACIUTO DI PIù! è UN LIBRO CHE TI PRENDE MOLTO… SONO STATA QUASI TUTTA LA NOTTE SVEGLIA PER FINIRE IL LIBRO… E è VERO NON SI PUO PARAGONARE AL SIGNORE DEGLI ANELLI PERCHè IL SIGNORE DEGLI ANELLI TI APPASIONA FINCHE LEGGI LE PRIME 500 PAGINE… POI DIVENTA UNA COSA INLEGGIBILE, DI UNA PALLA COLOSSALE! MENTRE QUESTO TI PRENDE DALLA PRIMA PAGINA ALL’ULTIMA!!!
Voto: 5 / 5

Nihal 1 – Il Signore degli Anelli 0 !

El Savinho
Questo libro è secondo me il miglior fantasy in circolazione, addirittura meglio del tanto decantato Signore degli Anelli. Mi Piace particolarmente il personaggio di Nihal.
Voto: 5 / 5

Nihal 2 – Il Signore degli Anelli 0 !

Dola
è un libro magnifico come del resto il primo,sono felice che sennar e ido siano comparsi più volte anche se sono un po dispiaciuto della fine che mi è sembrata un po stupida comunque io ho letto SdA e posso dire con certezza che questi libri si equivalgono.non vedo l’ora che esca il terzo!
Voto: 5 / 5

Dola, mi spiace, ma per i veri fan le Cronache sono ben meglio di quella patacca del Signore degli Anelli!

debora
bellissimo libro quasi quasi anche per me è stato + bello di harry potter!!!!!!!!LEGGETELO!!!!ne vale la pena!!!!
Voto: 5 / 5

Nihal 1 – Harry Potter 0 !

Giada15
Libro bellissimo e super consigliato!!!!mi rivolgo a chi ha sapputo perlar male di quest’opera:provate voi a scrivere un fantasy in questi tempi !!!!Voto:5 e lode!!!
Voto: 5 / 5

Già, giusto Giada, cosa c’è di più difficile che scrivere un fantasy di questi tempi?!

Eugenio
Mi meraviglio degli infiniti critici che si sono riscoperti tali solo leggendo questo libro ed elargendo parolone di contrarietà. Scrivetelo voi un libro di fantasia capace di diventare subito best-seller e cosa più importante capace di attirare migliaia di giovani lettori. Io ho conosciuto personalmente LIcia Troisi ad una presentazione e vi dico che ha talento da vendere, magari ancora non sarà perfetta però se il buongiorno si vede dal mattino…… Imparate ad essere più obiettivi e meno critici. Per me i due primi libri sono stati belli. Da come dice Licia Troisi il terzo è il migiore di tutti!!! Ciao
Voto: 5 / 5

Se Licia Troisi ha questo talento da vendere, non potrebbe lasciare la scrittura e darsi al commercio di talento? Credo gliene sarebbero tutti grati.

Alex
Grandissimo seguito all’altezza delle aspettative, la storia e ancora più avvincente del predeccessore e si nota soprattutto nelle fasi narrative e nelle descrizioni la crescita a livello professionale dell’autrice. Da leggere assolutamente.
Voto: 5 / 5
aryann
Ho letto il secondo libro delle Cronache perchè sembrava potesse avere la vitalità che non ho trovato nel primo, e non mi sbagliavo: non solo l’autrice è maturata nel modo di scrivere, ma la trama, seppur semplice e spesso prevedibile, tiene incollati alle pagine fino alla fine. Anche i personaggi si sono evoluti: Nihal, da insopportabile, piano piano diventa più gradevole, e Sennar, il vero protagonista di questo volume, viene caratterizzato molto bene, il suo ruolo è molto approfondito e non può non piacere. Decisamente consigliato.
Voto: 5 / 5

Lo spieghiamo ad Alex e aryann che non è possibile la Troisi sia migliorata perché le Cronache le ha scritte tutte assieme? O lasciamo loro l’illusione di averci capito qualcosa?

Holy Guardian
Non leggete questo libro,è una schifezza! Non riesco a credere che la Mondadori abbia pubblicato un libro così. Dopo questa esperienza ho chiuso con il fantasy
Voto: 1 / 5

Visto Licia? Sarai contenta adesso!

Un altro paio di giudizi pescati in rete che brillano per competenza e logica delle argomentazioni:

alessio
inredible!!! è uno sballo questo libro,quando l’ho letto mi ero immedesimato nei personaggi del libro da quanto era bello , avevo scritto già una recensione del 1 libro, non vedo l’ora di leggere il prossimo.quelli che dicono che è roba per poppanti,SBAGLIANO!!!!! è fra i migliori di fantasy ,cioè fra dragonlance con weis e hickman,eragon,tolkien e harry potter e altri racconti.è troppo bello lo consiglio a tuttii sani di mente! ciao!!! p.s:ho delle immagine di dragonlance,sono un fas di raistlin majere!!!

DarkNihal
Le Cronache del Mondo Emerso sono Super!!! Praticamente ho divorato sia Nihal della Terra del Vento sia La Missione di Sennar.
Devo dire che NIhal ha una psicolpogia veramente intricata, e mi é utilissimavisto che sto studiando proprio psicologia… più o meno… per ora sto facendo solo l’opzione di psico, ma vabbé..!
CMq sono anche stata molto contenta della presenza di alcuni pirati nel secondo volume – io adoro i pirati!!!
Baciuz!!

E anche per questa puntata è tutto! Ma il viaggio nel Mondo Emerso è appena all’inizio! Prossima tappa: Il Talismano del Potere!!!

Copertina de Il Talismano del Potere
Copertina de Il Talismano del Potere


Approfondimenti:

bandiera IT La mia recensione di Nihal della Terra del Vento
bandiera IT La mia recensione de Il Talismano del Potere

bandiera IT La Missione di Sennar su iBS.it
bandiera IT La Missione di Sennar su iBS.it (edizione economica)

bandiera EN Pirati contro Ninja!
bandiera EN Sardaukar su Wikipedia
bandiera EN Articoli e manuali di scherma storica al sito ARMA

 

Giudizio:

Niente. -18 Si erge sulle spalle del gigante Nihal.
-1 Si fa strada la noia.

Diciannove Gamberi Marci: clicca per maggiori informazioni sui voti14

Scritto da GamberolinkCommenti (67)Lascia un Commento » feed bianco Feed dei commenti a questo articolo Questo articolo in versione stampabile Questo articolo in versione stampabile • Donazioni

«Uno a zero» urlò il re

Due lacrime maleodoranti di gazzosa le sgocciolarono ai lati del naso. Ma tutto era a posto adesso, tutto era a posto, la lotta era finita. Era riuscita a trionfare su se stessa. Ora amava Licia Troisi.

No, scherzo! chikas_pink28.gif Io non sono mica come quel rammollito di Winston Smith!
In verità c’è una notizia buona e una notizia cattiva.
La notizia cattiva è che la prevista recensione dell’opera omnia della Troisi, i suoi sei romanzi, slitterà a dopo le feste. C’è moltissimo da dire, e mi sono accorta di non aver tempo a sufficienza questa settimana, senza contare che dover scavare nel putrido è divertente solo fino a un certo punto. Infine ho appena terminato di leggere Un Nuovo Regno e tale romanzo mi ha riempita di dubbi.

Fan Art
Fan “Art” I

La buona notizia: non ci sono buone notizie!

Ciò premesso, vorrei lo stesso far gustare almeno un bocconcino, anzi due, dell’idiozia che traspare dai romanzi della Troisi. Specie pensando ai fortunati che non hanno mai letto niente di tale “scrittrice”.

Cominciamo con un classico. Non sono io la prima a farlo notare, ma merita:

Il generale era un uomo ruvido. Cominciò subito con l’impaurirli. «Questo non è un gioco. Quello che vi insegnano in Accademia sono scemenze da damerini. La guerra è un’altra cosa: non c’è posto per i convenevoli, né per i manuali di spada. Quando siete nella mischia valgono solo l’ordine del vostro superiore e quanti nemici fate fuori. Quindi non pensiate che siamo qui a farvi da balia. Il vostro primo dovere è obbedire. Se non rispettate gli ordini e finite nei guai, sta a voi tirarvi fuori. Ed evitate di contare troppo sul vostro supervisore: in combattimento la sopravvivenza è affar vostro. Per quel che riguarda la battaglia di domani, si tratta di un assalto a una fortezza che teniamo sotto assedio da tempo: le loro scorte di cibo e acqua sono quasi terminate, dunque è il momento giusto per attaccare. Inizieremo un’ora prima dell’alba. Gli arcieri creeranno un po’ di scompiglio all’interno, poi i Cavalieri di Drago attaccheranno dal cielo, mentre la prima linea di fanti darà l’assalto alle mura e al portone. [...] »

Questo passaggio è più o meno a metà di Nihal della Terra del Vento. Se a leggerlo è un fan della Troisi non si accorge di niente, se a leggerlo è un rappresentante della specie umana, è già stato così assuefatto al dolore dalle pagine precedenti che rischia anche lui di non accorgersi di niente. Io quando l’ho letto la prima volta ho avuto la sensazione ci fosse qualcosa di sbagliato, ma essendo tutto così strano (eufemismo) in Nihal non avevo colto. Poi ho riletto, e purtroppo ho capito.

Il generale che parla è a capo di un contingente che sta assediando una fortezza nemica. Già il fatto che si stia rivolgendo a Nihal e ai suoi amici non ha senso, dato che a questo punto della storia Nihal è solo una recluta, ma il tocco geniale è un altro, è questo: si tratta di un assalto a una fortezza che teniamo sotto assedio da tempo: le loro scorte di cibo e acqua sono quasi terminate, dunque è il momento giusto per attaccare.
Dunque, dato che il nemico sta finendo l’acqua è il momento di tentare un assalto frontale! Aspettare il giorno successivo che muoia di sete? Ma no, troppo sofisticato! L’idea dell’assedio in realtà sarebbe proprio quella… al massimo è il difensore che è costretto a dar battaglia prima di morir di sete, dovendo però affrontare lo scontro da una posizione di netto svantaggio.
Invece no, nel mondo di Nihal i generali ordinano attacchi sanguinosi per pura stupidità. O meglio, per pura stupidità secondo i parametri terrestri, perché né Nihal, né nessun altro personaggio anche solo allude al fatto che il generale stia compiendo una stupidata. A tutti pare un piano a prova di bomba!

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Fan “Art” II

Deduzione: i “buoni” del Mondo Emerso sono un branco di cerebrolesi. Seconda deduzione: dato che i “cattivi” non hanno ancora vinto contro tali mentecatti anche loro devono avere dei grossi problemi. Deduzione finale: il Mondo Emerso è abitato da idioti (forse è per questo che gli abitanti del Mondo Sommerso se ne stanno per i fatti loro…)
Perché qualcuno voglia seguire le avventure di una banda di minorati mentali mi sfugge. A pensarci è anche un po’ di cattivo gusto: sarebbe come seguire un reality show ambientato in un manicomio. Magari è per questo che la Troisi piace! In quanto a me la triste risposta è: Collezionismo Morboso, una bruttissima malattia dalla quale spero di guarire crescendo.

Secondo assaggino, perché è Natale!
Anche qui un pezzo abbastanza noto, l’avevo già citato anche in un articolo di tempo fa:

Nihal allungò un primo colpo di spada sulla creatura che la stava attaccando, ma forse non fu abbastanza forte o fu male assestato, perché non ebbe alcun effetto.
«Uno a zero per me!» urlò il guardiano. Fece un cenno all’altro gigante, che subentrò al primo.

Questo brano è tratto da Il Talismano del Potere, terzo volume delle Cronache del Mondo Emerso. Nihal sta girando il Mondo Emerso per procurarsi bigiotteria magica, ma i vari custodi delle relative botteghe non gradiscono i suoi modi sgarbati.
«Uno a zero per me!» urlò il guardiano sob. Per chi avesse qualche dubbio: mai, in nessun punto è accennato che esista nel Mondo Emerso qualche gioco o sport o passatempo tale che la frase “uno a zero per me” abbia senso. Senza contare che non basterebbe un accenno: perché due creature (Nihal e il guardiano) addirittura di due specie diverse possano intendere una simile frase il gioco in questione dovrebbe essere diffusissimo. Quasi quanto il calcio in Italia…
Rimane da capire come mai l’editor che ha letto ‘sta roba ha pensato che fosse una buona idea, ma lasciamo perdere.

Ora, a differenza di quasi tutti gli scrittori di fantasy italiani, Licia Troisi è stata criticata. Anche duramente. Sono sempre stati più i complimenti, ma durante gli anni di pubblicazione delle Cronache ci sono anche state stroncature e commenti velenosi. Difetti come quelli appena visti e centinaia d’altri sono stati sottolineati e fatti notare all’autrice.
Passano un tre anni, e siamo alla conclusione della seconda trilogia, Le Guerre del Mondo Emerso. In tre anni qualche progresso sarebbe stato lecito aspettarselo, in fondo alcuni difetti, come i precedenti, sono davvero banali. Ebbene, finale de Un Nuovo Regno, Dohor e Ido combattono tra loro in groppa ai draghi (combattono con le spade, in groppa ai draghi, come sia possibile in sei volumi la Troisi non si è mai degnata di spiegarlo, sarebbe come se due si affrontassero a colpi di stuzzicadenti in groppa a degli elefanti) e:

Dohor non perse tempo: continuò l’offensiva e gli lacerò i legacci della corazza, cercando spasmodicamente la sua carne. Ido fece allontanare Oarf, mentre la risata dell’avversario riempì la piana.
«Uno a zero» urlò il re mostrando al cielo le due spade.

Che dire? La Troisi è migliorata! Infatti ha tolto il “per me”, che in effetti era superfluo. Wow! Magari però a togliere il “per me” è stato l’editor. Di chiunque sia il merito: complimenti! Fra 300 anni forse ne verrà fuori un romanzo che non sia spazzatura.

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Fan “Art” III

All’inizio dicevo dei dubbi. Meditando sulla massa di appunti che mi sono segnata riguardo la prima e la seconda trilogia, mi sono resa conto che con ogni probabilità il mio lavoro non servirà a niente. Non che io speri che la Troisi mi legga e smetta di scrivere, non ho mai osato sperare tanto, ma ero convinta che anche la mia voce potesse servire a qualcosa. La Troisi avrebbe potuto ignorare una recensione, una critica un commento cattivo, ma dieci, o cento forse no. Ed essere parte di quei dieci o cento avrebbe pur significato aver compiuto un gesto meritevole. Ma appunto la Troisi e i suoi fan se ne sono infischiati della recensione, delle dieci recensioni e anche delle cento: sono andati avanti come un treno, lei a scrivere porcherie, e gli altri a comprare.
L’unico progresso che c’è stato da Le Cronache a Le Guerre è che Le Guerre s’intitola così ma, dimostrando almeno pietà, la Troisi ha evitato di parlare di battaglie. Per il resto la bruttura rimane uguale, anzi forse Le Guerre sono peggio: Le Cronache hanno dei punti trash che hanno un loro fascino cretino (tipo le catapulte che beccano al volo i draghi), mentre Le Guerre è brutto e basta.

Mi aspettava con la Troisi un lavoro molto lungo e quasi sicuramente inutile. Rimando a dopo le feste, questa settimana voglio cominciare a far conoscenza con personaggi più appetibili, tipo il signor Pandoro, il signor Panettone e il signor Panforte.

Per concludere, mi sembra giusto anche far sentire l’altra campana:

Kia
Oddio santo qnt uomini di cultura si abbassano ai livelli di una scadente esordiente!Ma intelligentoni ke siete xkè non andate a fare qlcs altro d più produttivo x la comunità invece d criticara Licia,visto ke vi credete così suxiori! A mio parere lei è un mito!e Nihal mi ha appassionato tantissimo,la storia nn è x niente banale, anzi!trasmette tante emozioni..sopratt 1 rabbia assurda (a volte licia mi hai fatto diventare isterica!)cmq grazie xkè qst trilogia è stupenda,continua a scrivere!fallo x qll ke credono in te e x quelli ke hanno niente d meglio da fare ke sputare sentenze inutili!T ammiro tantissimo!

Grazie, “Kia”! Parole sante!

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Fan “Art” IV

Buon Natale a quelli che mi stanno simpatici. Agli altri, niente! chikas_pink53.gif

(A impreziosire quest’articolo, fan “art” prodotta dai fan di Licia Troisi. Per chi desiderasse ulteriore Arte, basta rivolgere la navigazione verso il di lei sito)


Approfondimenti:

bandiera IT Il sito di Licia Troisi

bandiera IT 1984 su Wikipedia

bandiera IT Il sedicente sito ufficiale di Babbo Natale

Scritto da GamberolinkCommenti (29)Lascia un Commento » feed bianco Feed dei commenti a questo articolo Questo articolo in versione stampabile Questo articolo in versione stampabile • Donazioni