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L’Amore di Gomitolo per i Libri

Ieri il Duca ha pubblicato sul suo blog una splendida favola: “Il Desiderio di Batuffolo”. Favola densa di significata metaforici, simbolici e allegorici. E c’è anche una fatina!
In appendice alla favola, il Duca invitava i suoi lettori a fare altrettanto. Rispondo all’appello e pubblico anch’io una favola. L’ho scritta in un momento travagliato della mia esistenza, un momento che mi ha ricordato gli anni bui dell’adolescenza, spesi a leggere Stephen King in casolari abbandonati, sbeffeggiata dalle amiche per il colore dei miei capelli – rosa naturale.
È una favola per bambini coraggiosi e adulti che amano riflettere.

L’Amore di Gomitolo per i Libri

 

C’era una volta un coniglietto di nome Gomitolo.

Gomitolo viveva insieme alla mamma e al fratello Grupolo in una grande villa. Grupolo era un coniglietto vivace e spigliato, sempre in giro a tampinare le conigliette. Gomitolo invece si ritirava ogni pomeriggio a leggere i libroni accatastati nell’enorme biblioteca del maniero.

«Non passare tutto il giorno a leggere!» gridava sempre la mamma a Gomitolo, preoccupata di vederlo trasformato in un topo di biblioteca.

Un giorno Gomitolo vide un volume che lo attirava più degli altri, perché era un libro spesso quanto un vocabolario e molto antico. Ma era anche un volume in bilico sull’ultimo ripiano della libreria. Gomitolo saltò per prendere il librone e il librone gli cadde su una zampetta, rompendogliela.

Il coniglietto rimase immobilizzato a letto per molte settimane.

* * *

Una sera d’estate, Grupolo aveva un appuntamento e la mamma sarebbe andata al cinema con le amiche.

«Gomitolo, stai ancora poco bene, mi raccomando rimani a letto» disse la mamma, prima di uscire.

Ma Gomitolo voleva tanto leggere e così si trascinò fino alla biblioteca. Il volume che gli interessava non era tanto in alto, ma lui era ancora poco saldo sulle zampette. Non riuscì ad afferrare il libro, che gli cadde addosso. Quando Gomitolo rinvenne si accorse di non potersi più muovere: il libro gli aveva spezzato la spina dorsale.

Gomitolo iniziò a piangere e a lamentarsi, ma era rimasto solo nella grande villa. Però scoprì che tra le ombre occhietti rossi lo spiavano. Fu circondato dai topi.

«Cosa volete da me?» gemette Gomitolo.

«Vogliamo divorarti!» rispose il più grasso e brutto dei topi.

«Se mi fate del male, la mia mamma metterà il veleno e morirete tutti!»

«Non credo proprio.»

I topi si avventarono su Gomitolo. Gli strapparono gli occhi, gli aprirono la pancia e gli cavarono fuori gli intestini. Se lo mangiarono vivo.

Tornata la mamma, trovò la biblioteca ripulita e un topino grigio fermo accanto a un libro aperto.

«Oh, Grande Coniglio!» esclamò la mamma. «Gomitolo è diventato un topo di biblioteca.»

«Sì!» squittì il topino.

Da quel giorno la mamma cominciò a dare formaggio al topino e a trattarlo come un figlio. Il topino condivideva il formaggio con i suoi fratelli ratti. E vissero tutti felici e contenti.

Fine

 

Coniglietto che somiglia a Gomitolo
Coniglietto che somiglia a Gomitolo

A parte la doppia morale – non bisogna disobbedire alla mamma e non bisogna essere pigri, se un libro è lì sulla mensola in alto conviene prendere la scala – c’è molto su cui riflette: il ruolo della Cultura e il peso schiacciante della Conoscenza; le dinamiche famigliari all’alba del ventunesimo secolo; il rapporto con l’Altro e la sua integrazione; la fitta trama di rimandi letterari, da Beatrix Potter (la famosa scrittrice cugina di Harry) a Jorge Luis Borges. E mi fermo qui perché mi sono appena passata la mano sulla fronte e mi sono ritrovata con tutte le dita impiastricciate di intellettualità.
Però, volendo, rimarrebbe una domanda: “L’Amore di Gomitolo per i Libri” rientra nei canoni del New Italian Epic? Lascio la risposta ai lettori.

Scritto da GamberolinkCommenti (30)Lascia un Commento » feed bianco Feed dei commenti a questo articolo Questo articolo in versione stampabile Questo articolo in versione stampabile • Donazioni