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Ultime notizie

Non sono morta né per ora ho intenzione di chiudere il blog, ho solo pochissimo tempo da dedicare a Internet. Inoltre in questi ultimi mesi non è uscito niente di davvero interessante. In compenso le brutte notizie non sono mancate.

* * *

Come saprete ha chiuso library.nu (ex gigapedia), ed è un peccato. Dell’argomento si sono occupati, tra gli altri, il Duca e il Tapiro, perciò non starò a riepilogare i fatti. Aggiungo solo qualche considerazione:

Icona di un gamberetto library.nu era un sito specializzato in manualistica. Vi si trovavano testi di storia, informatica, fisica, chimica, matematica, filosofia, medicina e quant’altro. Volendo si poteva scaricare anche l’ultimo best seller, ma la narrativa rappresentava una percentuale minima sul totale dei libri offerti. In altre parole, qualunque concetto di “cultura” si voglia adottare, library.nu era un sito che la diffondeva. Permetteva a milioni di persone in tutto il mondo di imparare e studiare senza spendere capitali in libri. Non danneggiava nessuno e aiutava molti. In una società civile siti come library.nu sarebbero legali e magari gestiti direttamente dallo Stato.
Quando chiude una libreria – per quanto piccola, insignificante, intasata di romanzi commerciali che meno se ne vendono meglio sarebbe – è sempre un piagnisteo di Cultura che muore; quando spariscono due copie del libro di qualche scrittorucolo che non vale niente dalla biblioteca di Sorbiatese di Sotto è un piagnisteo di Cultura che muore e Censura che schiaccia il popolo; quando chiude una risorsa di conoscenza a livello mondiale com’era library.nu, si sta zitti. Perché va bene difendere la Cultura, ma guai a parlare male degli Editori: in fondo potrebbero pubblicarti, meglio tenerseli buoni.

Libri al rogo
I roghi di libri non passano mai di moda

Icona di un gamberetto E a proposito degli Editori: tengono a ribadire che i gestori di library.nu, grazie all’attività criminosa che conducevano, hanno guadagno milioni e milioni di dollari/euro. Attraverso banner pubblicitari e donazioni volontarie.
Al che ci si domanda: ma se con questo modello di business si guadagna così tanto, perché gli Editori non lo adottano? Sarebbero tutti contenti: i cittadini che potrebbero leggere i libri che preferiscono senza spendere se si trovano in difficoltà economiche e gli Editori che guadagnerebbero soldi a palate.
Gli Editori sono sempre a piangere miseria, e sempre per colpa degli altri: i lettori non leggono abbastanza, i critici criticano troppo, i politici impongono un’IVA sugli ebook è troppo alta, ecc. ecc.
Ma gli Editori sono davvero interessati a fare soldi? La mia impressione è che in fondo il guadagno sia secondario, quello che interessa sul serio agli Editori è il potere nel loro ambito ristretto. Decidere chi pubblica e chi no, cosa si può leggere e cosa no, chi può leggere e chi no – perché quando vendi un saggio a cento euro non solo hai selezionato l’autore, ma stai anche selezionando tra i lettori, dando la possibilità di imparare solo ai più ricchi. Il tutto è meschino e patetico, ma contenti loro…
Nota che non mi sto riferendo solo agli Editori italiani: per il saggio a cento euro sto pensando a Trepanation: History, Discovery, Theory, testo che ho consultato per scrivere questo articolo, e che viene venduto a 98 dollari in versione ebook. Avete capito giusto: 98 dollari per un ebook. E secondo Amazon questo prezzo è scontato del 30%!

Venendo a noi: con la chiusura di library.nu i link ai manuali non funzionano più. La mia intenzione è di caricare i libri su qualche altro sito e aggiornare i link, ma ci vorrà tempo – molto tempo. Soprattutto devo prima trovare un sito che offra garanzie di durata: non avrò voglia di ripetere un’operazione del genere ogni pochi mesi. Penso se ne riparlerà a settembre se non più in là.

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Sono spuntati su emule diversi fantasy italiani recenti, ma non li ho segnalati. Un po’ per mancanza di tempo e un po’ perché sono sempre più stufa di quello che si pubblica da noi. Una vede per esempio che appare:

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Copertina di Damned
Copertina di Damned. Fanfiction di Twilight in libreria: esulto dalla gioia!

si va a informare e scopre che l’autrice ha scritto l’opera di cui sopra “tra i banchi di scuola” e che “Ad ispirarmi maggiormente è stato Twilight”. Dopodiché passa la voglia persino di buttare giù due righe di Segnalazione.

In ogni caso, dato che l’ho recensito di recente, per chi fosse interessato, cercate:

Icona di un mulo [eBL 073]F.Dimitri - Alice_nel_paese_della_vaporità
[by Rerosku].zip
(2.383.657 bytes)

Copertina di Alice nel paese della vaporità
Copertina di Alice nel paese della vaporità fuffosità

E non aggiungo altro, ognuno legga e decida per sé sulla qualità del romanzo di Dimitri.
Speriamo in futuro esca qualcosa di un pochino più eccitante, che mi faccia venire voglia di segnalarlo.

* * *

Diversi mi hanno scritto sulla faccenda di Loredana Lipperini e Lara Manni. Non ho molto da aggiungere: ho sentito la Manni solo per email, dunque non so se sia la Lipperini o no. Inoltre ho finito per litigare con entrambe, perciò dell’intera storia non me ne frega più di tanto. E sì, me l’hanno detto che Lara Manni non si fa più sentire da un mese e passa; no, non ho idea di che fine abbia fatto.

* * *

Prima di chiudere, e dedicarmi a scrivere un articolo un po’ più interessante di questo – articolo che comparirà tra un paio di giorni, vi lascio con una citazione su cui meditare. Non parliamo di quisquiglie come editoria e affini, parliamo della natura ultima dell’Universo:

bandiera EN When you leave the galaxy, you leave behind nearly all gas and dust and stars and planets and debris. You enter an unimaginable cosmic void. Let’s talk empty: A cube of intergalactic space, 200,000 kilometers on a side, contains about the same number of atoms as the air that fills the usable volume of your refrigerator.
[...]
What lies beyond?
Among those who dabble in metaphysics, some hypothesize that outside the universe, where there is no space, there is no nothing. We might call this hypothetical, zero-density place, nothing-nothing, except that we are certain to find multitudes of unretrieved rabbits.

bandiera IT Quando si lascia la galassia, ci si lascia alle spalle quasi tutto il gas e la polvere e le stelle e i pianeti e i detriti. Si entra in un inimmaginabile vuoto cosmico. Veramente vuoto: un cubo di spazio intergalattico con il lato di 200.000 chilometri contiene circa lo stesso numero di atomi dell’aria che riempie il volume utilizzabile di un frigorifero.
[...]
Cosa c’è oltre?
Tra quelli che si dilettano di metafisica, alcuni ipotizzano che fuori dall’universo, dove non esiste lo spazio, non c’è il niente. Potremmo definire questo luogo ipotetico, a densità zero, niente-niente, solo che noi siamo sicuri che troveremmo una moltitudine di conigli ancora da recuperare.

Dal libro Death by Black Hole: And Other Cosmic Quandaries dell’astrofisico Neil deGrasse Tyson.
I conigli attendono oltre i confini dell’universo. E sono una moltitudine.

Coniglietto oltre i confini del cosmo
… e sono una moltitudine


Approfondimenti:

bandiera EN Di library.nu parla anche AlJazeera
bandiera EN Roghi di libri su Wikipedia
bandiera EN Trepanation: History, Discovery, Theory su Amazon.com
bandiera IT Intervista a Claudia Palumbo
bandiera IT Death by Black Hole: And Other Cosmic Quandaries su Amazon.it

 

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I Regni di Nashira – Il Sogno di Talitha

Su library.nu, qui, potete trovare l’ultimo romanzo di Licia Troisi, il primo volume di una nuova saga ambientata non più nel Mondo Emerso, ma nei Regni di Nashira. Il titolo è: Il sogno di Talitha.

Copertina de Il Sogno di Talitha
Copertina de Il Sogno di Talitha

Trama:

Nashira è un mondo in cui l’aria è il bene più raro: solo gli immensi alberi che ricoprono l’impero di Talaria possono produrla e un’arcana pietra è in grado di trattenerla. Tutte le città vivono alla loro ombra, e un antico dogma impedisce agli abitanti di osservare direttamente il cielo e i suoi due soli. È così che Talitha, figlia del conte del Regno dell’Estate, è sempre vissuta, finché la morte improvvisa dell’amata sorella non la costringe a prendere il suo posto in monastero. Ma Talitha è una combattente e quella vita, con i suoi intrighi e le sue proibizioni, le va stretta: il suo destino è la spada, e con il fedele schiavo Saiph progetta di fuggire. Non sa ancora che le sacerdotesse proteggono un segreto: il mondo sta per essere distrutto, minacciato da un male che presto trasformerà ogni cosa in un incubo di fuoco, e solo un essere di razza sconosciuta, imprigionato e nascosto come eretico, sa come salvarlo. In un universo rigidamente diviso tra schiavi e uomini liberi, fede e dubbio, verità e oscurantismo, Talitha dovrà affrontare un viaggio fino alle terre più fredde di Talaria e trovare l’unica risposta in grado di salvare Nashira.

Detto senza mezzi termini: di quello che scrive Licia non me ne frega più niente. Perciò se vi interessa scaricate il romanzo e discutetene, io non intendo perderci più tempo dei dieci minuti di questa segnalazione.

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Goliath

Settimana scorsa è uscito nelle librerie (statunitensi) Goliath di Scott Westerfeld, terzo e conclusivo volume della trilogia steampunk vaporteppa inaugurata con Leviathan. È disponibile gratis presso library.nu, qui in versione Mobipocket e qui in versione ePub.

Copertina di Goliath
Copertina di Goliath

Trama:

Alek and Deryn are on the last leg of their round-the-world quest to end World War I, reclaim Alek’s throne as prince of Austria, and finally fall in love. The first two objectives are complicated by the fact that their ship, the Leviathan, continues to detour farther away from the heart of the war (and crown). And the love thing would be a lot easier if Alek knew Deryn was a girl. (She has to pose as a boy in order to serve in the British Air Service.) And if they weren’t technically enemies.
The tension thickens as the Leviathan steams toward New York City with a homicidal lunatic on board: secrets suddenly unravel, characters reappear, and nothing is at it seems in this thunderous conclusion to Scott Westerfeld’s brilliant trilogy.

Leviathan, pur con i suoi difetti, non mi era dispiaciuto (qui la recensione), tuttavia il secondo romanzo della trilogia, Behemoth, si è rivelato così brutto che non ho neanche avuto voglia di recensirlo. Perciò dubito che leggerò Goliath, ma non si sa mai, magari gli concederò un cinquanta pagine di prova.

Tornando a Behemoth, quello che mi ha irritata più di tutto è stata la dose nauseabonda di politicamente corretto. Era già presente in Leviathan, ma nel secondo volume si supera la soglia della decenza e viene il vomito.
Tanto per dirne una, siccome Westerfeld scrive per un pubblico di Young Adults (cerebrolesi nella visione delle case editrici), fa i salti mortali per evitare la violenza – in un romanzo che dovrebbe essere di guerra! E così i nostri eroi combattono lanciando bombe al peperoncino, in modo che non si faccia male nessuno. Diosanto.
E sto zitta sulla sotto trama cretina di voler “esportare la democrazia” all’Impero Ottomano, mettendo a rischio l’incolumità della Leviathan e del suo equipaggio.
Ciliegina sulla torta, neanche nel secondo volume abbiamo una battaglia tra mech dei clanker e mostri darwinisti. L’unica situazione che si avvicina è quando il kraken affonda un paio di navi tedesche, ma è questione di mezza pagina.
Come se non bastasse, Westerfeld si lascia andare a scrivere in maniera sciatta e poco precisa, quasi si fosse già stufato anche lui di personaggi e ambientazione.
Di buono rimangono solo le illustrazioni di Keith Thompson.

Illustrazione di Keith Thompson per Goliath
Illustrazione di Keith Thompson per Goliath

Anche all’estero l’idea che il fantastico sia solo per bambini/ragazzi/giovani adulti/idioti è molto radicata. Con il risultato che opere potenzialmente interessanti vengono annacquate e ridotte a liquami puzzolenti.

I bigotti che starnazzano: “Pensiamo ai bambini! Certi romanzi li possono leggere anche i bambini!” partono dall’ipotesi che se un fanciullino legge di comportamenti violenti, razzisti, sessisti, ecc. sarà spinto a imitarli, o comunque sarà meno sensibile a certi temi, sarà più propenso ad accettare come normali situazioni immorali o ingiuste. Notare che non esiste alcuna prova scientifica che dimostri questo tipo di legame tra letture e comportamenti. Ma mettiamo sia vero. Mettiamo sul serio che un lettore, specie se giovane, sia direttamente influenzato da quello che legge.
Bene, io dico che prima di censurare la violenza, o il sesso, o altri comportamenti considerati antisociali bisognerebbe censurare la stupidità. Questi fantasy YA grondano di situazioni incoerenti e di personaggi che si comportano da scemi. Non è forse un’influenza negativa? Se a seguire un protagonista violento si diventa violenti, a seguirne uno stupido si diventa stupidi, il che è ben peggio.

Nel divertente saggio di Carlo M. Cipolla su “Le leggi fondamentali della stupidità umana” (qui potete leggerlo online in PDF) si evidenzia come la categoria degli Stupidi sia quella più dannosa, perché uno stupido danneggia gli altri e se stesso. Speriamo che i bigotti prendano atto e comincino a rivolgere i loro schiamazzi contro i romanzi che davvero danneggiano la società. O ancora meglio la piantino di rompere le scatole fino a quando non avremo un modello accurato del funzionamento del cervello umano e si potrà determinare il vero legame tra letture e comportamenti.

Mutoscopi
Una coppia di mutoscopi, apparecchi per la riproduzione di filmati brevettati nel 1894. Secondo i benpensanti dell’epoca, strumenti del genere avrebbero portato alla corruzione della gioventù

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City of Saints and Madmen

Segnalazione in ritardo di un anno. Meglio tardi che mai.

Da gigapedia è possibile scaricare il “romanzo” di Jeff VanderMeer City of Saints and Madmen. Si trova qui.

Copertina di City of Saints and Madmen
Copertina di City of Saints and Madmen

“Romanzo” tra virgolette perché la struttura di City of Saints and Madmen è peculiare. Il libro è una raccolta di scritti più o meno interconnessi dedicati alla città immaginaria di Ambergris. Alcune parti sono narrativa tradizionale, altre sono trattati storici o disquisizioni scientifiche. Il tutto condito da schizzi, schemi, illustrazioni.

Difficile dare un giudizio globale. Personalmente ho apprezzato più i falsi saggi che non la narrativa. “The Hoegbotton Guide to the Early History of the City of Ambergris” e “King Squid” sono forse i pezzi migliori. Il secondo in particolare, una “seria” dissertazione sui calamari, è geniale – le pagine di bibliografia fittizia sono semplicemente deliziose.

Frontespizio del saggio sui calamari
Frontespizio del saggio sui calamari

Dateci un’occhiata. Vale la pena se non altro per rendersi conto che parlare di fantasy non vuol dire parlare solo di elfi, nani e paccottiglia assortita.

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Romanzi stranieri dei mesi perduti

Ogni settimana escono decine di romanzi in lingua originale, è impossibile starci dietro. Perciò mi limiterò ad alcune opere che penso possano essere interessanti.

China Miéville ha vinto il Premio Hugo di quest’anno con The City & The City e nel frattempo ha pubblicano un nuovo romanzo, Kraken.
Entrambi i romanzi sono disponibili su gigapedia, qui e qui.

Copertina di The City & The City
Copertina di The City & The City

Trama:

Twin southern European cities Beszel and Ul Qoma coexist in the same physical location, separated by their citizens’ determination to see only one city at a time. Inspector Tyador Borlú of the Extreme Crime Squad roams through the intertwined but separate cultures as he investigates the murder of Mahalia Geary, who believed that a third city, Orciny, hides in the blind spots between Beszel and Ul Qoma. As Mahalia’s friends disappear and revolution brews, Tyador is forced to consider the idea that someone in unseen Orciny is manipulating the other cities.

* * *

Copertina di Kraken
Copertina di Kraken

Trama:

When a nine-meter-long dead squid is stolen, tank and all, from a London museum, curator Billy Harrow finds himself swept up in a world he didn’t know existed: one of worshippers of the giant squid, animated golems, talking tattoos, and animal familiars on strike. Forced on the lam with a renegade kraken cultist and stalked by cops and crazies, Billy finds his quest to recover the squid sidelined by questions as to what force may now be unleashed on an unsuspecting world.

Ho provato a leggerli entrambi, ma confesso di essermi stufata in fretta. Purtroppo con gli anni lo stile di Miéville non è migliorato, e rimane uno stile da dilettante. Qualche volta la sua indubbia fantasia compensa, altre volte no. Magari gli darò un’altra chance in futuro.

Per rimanere in ambito New Weird, segnalo l’ultimo romanzo di Jeff VanderMeer, Finch. Si trova su gigapedia, qui.

Copertina di Finch
Copertina di Finch

Trama:

In Finch, mysterious underground inhabitants known as the gray caps have reconquered the failed fantasy state Ambergris and put it under martial law. They have disbanded House Hoegbotton and are controlling the human inhabitants with strange addictive drugs, internment in camps, and random acts of terror. The rebel resistance is scattered, and the gray caps are using human labor to build two strange towers. Against this backdrop, John Finch, who lives alone with a cat and a lizard, must solve an impossible double murder for his gray cap masters while trying to make contact with the rebels. Nothing is as it seems as Finch and his disintegrating partner Wyte negotiate their way through a landscape of spies, rebels, and deception. Trapped by his job and the city, Finch is about to come face to face with a series of mysteries that will change him and Ambergris forever.

VanderMeer è uno dei miei autori preferiti e Finch l’ho già letto. Quanto prima scriverò la recensione (EDIT: recensito). Posso anticipare che nonostante alcuni difetti è un buon romanzo e merita la lettura. Ah, i “gray cap” sono funghi. Enormi funghi senzienti, deambulanti e con un pessimo carattere.

Passando allo steampunk, inizio con il seguito di Leviathan, ovvero Behemoth. Il romanzo di Scott Westerfeld è disponibile su gigapedia, qui.

Copertina di Behemoth
Copertina di Behemoth

Trama:

The behemoth is the fiercest creature in the British navy. It can swallow enemy battleships with one bite. The Darwinists will need it, now that they are at war with the Clanker powers.
Deryn is a girl posing as a boy in the British Air Service, and Alek is the heir to an empire posing as a commoner. Finally together aboard the airship Leviathan, they hope to bring the war to a halt. But when disaster strikes the Leviathan‘s peacekeeping mission, they find themselves alone and hunted in enemy territory.
Alek and Deryn will need great skill, new allies, and brave hearts to face what’s ahead.

Qui trovate la mia recensione di Leviathan. Leggerò anche Behemoth sperando che sia un po’ meglio, ma non mi faccio illusioni.

Mesi fa avevo segnalato il romanzo steampunk-con-zombie Boneshaker di Cherie Priest. Avevo anche intenzione di scrivere la recensione – da qualche parte ho ancora gli appunti –, ma poi le cose sono andate come sono andate e adesso non ho voglia di rileggerlo.
È un romanzo bruttino. Non orribile, ma un gradino sotto il Leviathan di cui sopra. Soprattutto il romanzo della Priest non ha alcun punto di forza: non ci sono idee fantasiose/kawaii/affascinanti, non ci sono momenti di scrittura brillante, non ci sono svolte ingegnose nella trama, non c’è speculazione scientifica (anzi, non mancano un paio di imbarazzanti strafalcioni), non ci sono personaggi accattivanti.
Niente fa schifo, ma niente fa esclamare “UAU!”, neanche in piccolo (“uau”).
Forse potrebbe piacere più agli appassionati di zombie che non a quelli di fantasy/steampunk/fantascienza/storia alternativa. Le scene con la protagonista impegnata a sfuggire ai morti viventi sono le migliori, sebbene neanche queste siano memorabili.

Chi ha apprezzato Boneshaker sarà felice di sapere che la Priest ha pubblicato altri due romanzi che si svolgono nella stessa ambientazione. I romanzi sono Clementine e Dreadnought. Li trovate su gigapedia, qui e qui.

Copertina di Clementine
Copertina di Clementine

Trama:

Maria Isabella Boyd’s success as a Confederate spy has made her too famous for further espionage work, and now her employment options are slim. Exiled, widowed, and on the brink of poverty…she reluctantly goes to work for the Pinkerton National Detective Agency in Chicago.
Adding insult to injury, her first big assignment is commissioned by the Union Army. In short, a federally sponsored transport dirigible is being violently pursued across the Rockies and Uncle Sam isn’t pleased. The Clementine is carrying a top secret load of military essentials – essentials which must be delivered to Louisville, Kentucky, without delay.
Intelligence suggests that the unrelenting pursuer is a runaway slave who’s been wanted by authorities on both sides of the Mason-Dixon for fifteen years. In that time, Captain Croggon Beauregard Hainey has felonied his way back and forth across the continent, leaving a trail of broken banks, stolen war machines, and illegally distributed weaponry from sea to shining sea.
And now it s Maria’s job to go get him.
He’s dangerous quarry and she’s a dangerous woman, but when forces conspire against them both, they take a chance and form an alliance. She joins his crew, and he uses her connections. She follows his orders. He takes her advice.
And somebody, somewhere, is going to rue the day he crossed either one of them.

* * *

Copertina di Dreadnought
Copertina di Dreadnought

Trama:

Nurse Mercy Lynch is elbows deep in bloody laundry at a war hospital in Richmond, Virginia, when Clara Barton comes bearing bad news: Mercy’s husband has died in a POW camp. On top of that, a telegram from the west coast declares that her estranged father is gravely injured, and he wishes to see her. Mercy sets out toward the Mississippi River. Once there, she’ll catch a train over the Rockies and, if the telegram can be believed, be greeted in Washington Territory by the sheriff, who will take her to see her father in Seattle.
Reaching the Mississippi is a harrowing adventure by dirigible and rail through war-torn border states. When Mercy finally arrives in St. Louis, the only Tacoma-bound train is pulled by a terrifying Union-operated steam engine called the Dreadnought. Reluctantly, Mercy buys a ticket and climbs aboard.
What ought to be a quiet trip turns deadly when the train is beset by bushwhackers, then vigorously attacked by a band of Rebel soldiers. The train is moving away from battle lines into the vast, unincorporated west, so Mercy can’t imagine why they’re so interested. Perhaps the mysterious cargo secreted in the second and last train cars has something to do with it?
Mercy is just a frustrated nurse who wants to see her father before he dies. But she’ll have to survive both Union intrigue and Confederate opposition if she wants to make it off the Dreadnought alive.

Del romanzo di Katie MacAlister, Steamed: A Steampunk Romance, aveva già parlato il Duca mesi fa. Nel frattempo è apparso su gigapedia, qui.

Copertina di Steamed
Copertina di Steamed

Trama:

Captain Octavia Pye is surprised to find an unconscious, oddly-dressed man and an equally unusually clad woman aboard her airship. There’s evil afoot in her world, and Octavia wonders if these two are pirates or secret agents. After an explosion in his lab, Dr. Jack Fletcher is shocked to wake up beside his sister in a Victorian airship, complete with a no-nonsense captain and crew, all of whom are outfitted in late nineteenth-century fashion. Jack thinks he has gone back in time; instead he’s astounded to learn that it’s the same day as the explosion. Caught in a parallel universe where technology is still at the steam engine stage, Jack finds himself pulled between a longing for home and an increasingly stronger desire for the intrepid Octavia.

Sembrava potesse essere un buon romanzo, diverso dal solito. Invece si è rivelato una ciofeca. Le premesse e certi dettagli dell’ambientazione non sono male, ma il bello dura pochissime pagine. Poi si è soffocati da una quantità oscena di dialoghi noiosi e da metà romanzo in avanti la storia degenera nel soft porno. La trama va letteralmente a farsi fottere.
Forse lo recensirò, tanto per mostrare che anche all’estero capita che arrivino in libreria fior di boiate.

Per chiudere un romanzo di fantascienza, uscito in Inghilterra da pochi giorni: The Quantum Thief. Potete scaricarlo da gigapedia, qui.

Copertina di The Quantum Thief
Copertina di The Quantum Thief

Trama:

Jean le Flambeur is a post-human criminal, mind burglar, confidence artist and trickster. His origins are shrouded in mystery, but his exploits are known throughout the Heterarchy – from breaking into the vast Zeusbrains of the Inner System to steal their thoughts, to stealing rare Earth antiques from the aristocrats of the Moving Cities of Mars. Except that Jean made one mistake. Now he is condemned to play endless variations of a game-theoretic riddle in the vast virtual jail of the Axelrod Archons – the Dilemma Prison – against countless copies of himself. Jean’s routine of death, defection and cooperation is upset by the arrival of Mieli and her spidership, Perhonen. She offers him a chance to win back his freedom and the powers of his old self – in exchange for finishing the one heist he never quite managed.

È il romanzo di esordio di tale Hannu Rajaniemi, un finlandese che vive in Scozia. L’hype intorno a questa opera prima è stato notevole, a partire dalle circostanze della pubblicazione: l’editor di Gollancz, lette appena venti pagine di un capitolo, subito propone a Rajaniemi un contratto per tre romanzi.
È hard sf e da parecchio non ne leggo di decente. Perciò prima o poi mi dedicherò all’opera del finlandese. Vedremo se l’hype era giustificato…

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