Articoli con tag 'Gli Ultimi Eroi'

Nascondi elenco articoli ▲
  1. Gli Ultimi Eroi di Gamberetta

Gli Ultimi Eroi

Apparso su emule l’ultimo romanzo della Nostra Amata Licia, Gli Ultimi Eroi. È Il nono romanzo ambientato nel Mondo Emerso. Occorre cercare:

Icona di un mulo iPBook ITA 0372 ITA Licia Troisi-Gli ultimi Eroi
[by Diablo69].rar
(2.612.829 bytes)

Copertina de Gli Ultimi Eroi
Copertina de Gli Ultimi Eroi

Trama:

Il Mondo Emerso sembra giunto definitivamente al tramonto. Il morbo che il re degli elfi ha insinuato nella popolazione sta contaminando ogni villaggio, e l’unico antidoto, una pozione distillata dal sangue di ninfa, non basta a curare tutti i malati. Mentre ogni speranza sembra perduta, Adhara decide di non opporsi più al proprio destino e di essere fino in fondo Sheireen, la creatura nata per combattere il Marvash, il male assoluto. Grazie al suo coraggio e all’aiuto di una guerriera ribelle, l’origine del morbo viene infine svelata, e un’innocente sottratta a un immane supplizio. Ma le voci di un’inattesa minaccia iniziano a serpeggiare tra i sopravvissuti, e un attacco di inaudita potenza sembra covare nelle riunioni segrete del re degli elfi e i suoi seguaci. L’arma che annienterà per sempre il Mondo Emerso sta per abbattersi sulla Terra del Vento, e Adhara dovrà compiere una scelta dolorosa e definitiva, sacrificando alla missione molto più di se stessa.

* * *

Uno dei miti della narrativa è che si impara scrivendo. Non è sempre così. Si impara scrivendo, se si sa quello che si sta facendo. Se si scrive da cani, insistere non porta altro che allo scrivere da cani più velocemente. Allenarsi senza consapevolezza è inutile. Ne aveva già parlato anche il Duca.

Così, dopo una dozzina di romanzi, Licia scrive ancora descrizioni di questo genere:

[prima pagina del primo capitolo] Ovunque guardasse, tutto le sembrava ignoto e ostile. Sul terreno crescevano strane piante dalle foglie larghe e carnose, tra i rami contorti degli alberi pendevano lunghissime liane dall’aspetto tetro. E quei fiori, fiori immensi e osceni, sembravano quasi in attesa di un suo passo falso, spalancati su di lei come bocche fameliche.

Notare la schiera di aggettivi astratti e generici (ignoto, ostile, strane, larghe, lunghissime, tetro, immensi, osceni, fameliche), i due “sembravano” in tre frasi (non bisogna scrivere cosa sembra, bisogna scrivere quel che è!), e la similitudine cliché (le bocche fameliche).

Licia scrive male come scriveva ai tempi di Nihal della Terra del Vento. E tra altri dieci romanzi scriverà nella stessa maniera. Scrivere senza avere alcuna idea di come funzioni la narrativa è come dare spallate a una porta chiusa quando il cartello appeso alla maniglia dice: “Tirare”. Inutile se non dannoso.

Scritto da GamberolinkCommenti (8)Lascia un Commento » feed bianco Feed dei commenti a questo articolo Questo articolo in versione stampabile Questo articolo in versione stampabile • Donazioni