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Chiara Di Domenico vs Giulia Ichino

Premessa: non ho le competenze di politica e di sociologia per discutere riguardo il mercato del lavoro o argomenti analoghi, né mi interessa. Con questo articolo voglio solo parlare di editoria.

Ho letto con perplessità la polemica tra Chiara Di Domenico e Giulia Ichino. In poche parole, Chiara Di Domenico – che lavora con contratto a progetto per una piccola casa editrice – ha accusato Giulia Ichino di essere stata assunta molto giovane a tempo indeterminato da Mondadori perché figlia di, nel caso specifico figlia di Pietro Ichino.
Chiara Di Domenico stava parlando dal palco di un seminario del PD a tema “Le parole dell’Italia giusta”. Le frasi incriminate sono le seguenti:

Io sono stanca di vedere figli di, nipoti di, mariti di, sorelle di, in posti che non gli competono. E faccio i nomi perché non mi interessa perché la verità è scandalosa. Pietro Ichino, che è passato a Monti, ha una figlia, si chiama Giulia Ichino. Giulia Ichino, a ventitré anni, ha avuto un ruolo nella Mondadori come redattore interno, editor di narrativa italiana. Ventitré anni.

Potete ascoltare l’intero intervento qui.

Chiara Di Domenico poi ha corretto un po’ il tiro, affermando che in effetti non sa se Giulia Ichino è competente o no, vedi questa intervista:

Non può esserselo meritato quel posto?
“Infatti ci tengo a precisare che il mio intento non era puntare il dito contro qualcuno ma segnalare un fatto. L’assunzione può anche essersela meritata per le sue capacità certo però mi permetta una domanda”.

Prego
“Quanti come lei sono riusciti a farsi assumere a quell’età?”.

Dopodiché alcuni si sono schierati dalla parte di Chiara Di Domenico, altri da quella di Giulia Ichino, la quale, sulle pagine del Corriere, parla di “fortuna” – stile Licia Troisi che aveva attribuito alla “fortuna” il suo essere pubblicata. Mi viene da pensare che la sede di Mondadori sia avvolta da una gran aura di “fortuna”.

Comunque il punto non è la “fortuna”, il punto è che né i sostenitori della Di Domenico, né quelli della Ichino sono entrati nel merito. Nessuno ha preso un romanzo editato dalla Ichino e ha mostrato la qualità del suo lavoro o viceversa l’incompetenza. Non solo nessuno lo ha fatto, ma a nessuno è neanche venuto in mente di farlo o di proporlo.
Non si tratta di una novità. Quando in Italia si parla di editoria si naviga nella nebbia; non ci sono mai dati oggettivi. Non è importante se una persona è figlia di o se è giovane, è importante che sappia fare il suo lavoro. Non è importante se un’autrice ritira un premio indossando un abito scollato, è importante che sappia scrivere bene.
Perché, se Giulia Ichino sa fare il proprio mestiere, chissenefrega che è figlia di Pietro Ichino. E se, d’altro canto, Giulia Ichino è incompetente, chissenefrega che è figlia di Pietro Ichino.

Non si può fare alcun discorso sensato riguardo l’editoria se non si parte dal presupposto che il lavoro editoriale possa essere giudicato in termini oggettivi. Eppure hanno tutti il terrore di affrontare questo punto.
Quando una casa editrice chiude si sente sempre un coro disperato perché scrittori geniali avranno un canale in meno per diffondere la propria Arte e perché serissimi e professionalissimi redattori sono ora disoccupati. Solidarietà umana per entrambe le categorie, ma spesso gli autori scrivevano da cani e i redattori non sapevano fare il loro mestiere.
E tanto per non essere da meno della Di Domenico, facciamo un nome: Asengard. Quando questa piccola casa editrice ha chiuso, c’è stato un pianto greco come se fosse morto il Papa. In realtà Asengard pubblicava immondizia su immondizia – lo so, li ho letti i romanzi, anche se sul blog ho recensito solo Sanctuary – e se c’era qualcuno a fare l’editing non se ne è mai accorto nessuno.
Asengard ha riaperto, ma a quanto pare non pubblica più autori italiani. Ottima scelta: passare da Uberto Ceretoli – che aveva pubblicato per Asengard i primi due ributtanti romanzi della sua trilogia fantasy e che per la conclusione della saga ha dovuto rivolgersi a Youcanprint.it – a Ekaterina Sedia – di cui la nuova Asengard ha pubblicato il romanzo The Alchemy of Stone – merita un applauso; applauso basato su un dato concreto, la qualità oggettiva delle opere.

Io so che Francesca Mazzantini e Roberta Marasco – le editor di Licia Troisi – dovrebbero cambiare mestiere. E lo so basandomi sulla pagina stampata. Non me ne frega niente se sono figlie di o quanti anni hanno o con che contratto sono state assunte.
Tra l’altro non è per niente vero che la raccomandazione in sé sia negativa. Basta pensare al passaparola tra i lettori: viene considerato unanimemente uno strumento giusto e democratico per far emergere i libri più interessanti; il passaparola non è altro che una serie di raccomandazioni.
Il problema è quando la raccomandazione non si basa sul merito – ho letto un libro interessante/ho conosciuto una persona competente e segnalo a chi di dovere –, ma sull’amicizia o sulla parentela. Tuttavia una cosa non esclude l’altra: capita che il figlio di uno scrittore sia anche un bravo scrittore, e non è strano che una persona che viva per anni a contatto con qualcuno già competente in materia impari meglio e più in fretta. Dunque l’unica soluzione è trovare criteri oggettivi per valutare i meriti. Non c’è altra strada.
Ma so che parlo al vento, il credere che i gusti sono gusti fa troppo comodo a tutti: dal redattore precario all’editor Mondadori, dall’autore autopubblicato alla scrittrice quindicenne che esordisce con una grande casa editrice, dal giornalista al blogger qualunque.

Detto questo, nel caso specifico, ha poca importanza il perché Lord Mondador assuma tizio o caio, quello che dovrebbe avere importanza è la qualità dei romanzi che vengono proposti in libreria a 20 euro l’uno.
Le polemiche dovrebbero essere: “Perché la Mondadori ha appena pubblicato l’ennesimo libro di merda?” oppure: “Perché al tal Premio Letterario ha vinto un romanzo che fa schifo?”. Ma non succede niente di tutto ciò. Né credo succederà mai.

* * *

Questo articolo fa parte del Marciume. Maggiori informazioni sul Marciume, qui.

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I Regni di Nashira – Il Sogno di Talitha

Su library.nu, qui, potete trovare l’ultimo romanzo di Licia Troisi, il primo volume di una nuova saga ambientata non più nel Mondo Emerso, ma nei Regni di Nashira. Il titolo è: Il sogno di Talitha.

Copertina de Il Sogno di Talitha
Copertina de Il Sogno di Talitha

Trama:

Nashira è un mondo in cui l’aria è il bene più raro: solo gli immensi alberi che ricoprono l’impero di Talaria possono produrla e un’arcana pietra è in grado di trattenerla. Tutte le città vivono alla loro ombra, e un antico dogma impedisce agli abitanti di osservare direttamente il cielo e i suoi due soli. È così che Talitha, figlia del conte del Regno dell’Estate, è sempre vissuta, finché la morte improvvisa dell’amata sorella non la costringe a prendere il suo posto in monastero. Ma Talitha è una combattente e quella vita, con i suoi intrighi e le sue proibizioni, le va stretta: il suo destino è la spada, e con il fedele schiavo Saiph progetta di fuggire. Non sa ancora che le sacerdotesse proteggono un segreto: il mondo sta per essere distrutto, minacciato da un male che presto trasformerà ogni cosa in un incubo di fuoco, e solo un essere di razza sconosciuta, imprigionato e nascosto come eretico, sa come salvarlo. In un universo rigidamente diviso tra schiavi e uomini liberi, fede e dubbio, verità e oscurantismo, Talitha dovrà affrontare un viaggio fino alle terre più fredde di Talaria e trovare l’unica risposta in grado di salvare Nashira.

Detto senza mezzi termini: di quello che scrive Licia non me ne frega più niente. Perciò se vi interessa scaricate il romanzo e discutetene, io non intendo perderci più tempo dei dieci minuti di questa segnalazione.

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La Ragazza Drago IV

Disponibile su emule il quarto volume nella saga de La Ragazza Drago, la saga urban fantasy di Licia Troisi dedicata al pubblico più giovane e ingenuo. Su emule occorre cercare:

Icona di un mulo PiBi-Books 0043 - La ragazza drago -
04 I gemelli di Kuma-Licia Troisi (by Zoe).zip
(7.891.477 bytes)

Copertina de La Ragazza Drago IV – I Gemelli di Kuma
Copertina de La Ragazza Drago IV – I Gemelli di Kuma

Trama:

Accompagnata dal bizzarro professor Schlafen e dai suoi compagni, Sofia parte alla volta di Edimburgo. Ha infatti percepito nella capitale scozzese la nascita di uno dei Frutti dell’Albero del Mondo, e deve riuscire a trovarlo prima che le malvagie viverne riescano a impossessarsene. A Edimburgo Sofia dovrà anche salvare una Dormiente che ha in sé lo spirito di Kuma, un valoroso guerriero Drago, e ne condivide i poteri con il fratello gemello. Quello che Sofia non sa è che sul campo di battaglia di Edimburgo è presente anche il mostruoso Nidhoggr, che per la prima volta è riuscito a rompere il Sigillo che lo imprigiona ed è riuscito a impossessarsi del corpo di un essere umano. Se la ragazza Drago non riuscirà a fermarlo, sarà la fine del nostro mondo!

Anche i precedenti volumi si possono recuperare su emule, si veda questa Segnalazione, quest’altra e quest’ultima.

Certi giorni mi domando se ce lo meritiamo. Se ci meritiamo una scrittrice con il talento di Licia, se ci meritiamo di leggere i suoi romanzi gratis. E la risposta è no. Ma tant’è, qualche volta si ottengono premi dalla vita anche senza meriti.

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Gli Ultimi Eroi

Apparso su emule l’ultimo romanzo della Nostra Amata Licia, Gli Ultimi Eroi. È Il nono romanzo ambientato nel Mondo Emerso. Occorre cercare:

Icona di un mulo iPBook ITA 0372 ITA Licia Troisi-Gli ultimi Eroi
[by Diablo69].rar
(2.612.829 bytes)

Copertina de Gli Ultimi Eroi
Copertina de Gli Ultimi Eroi

Trama:

Il Mondo Emerso sembra giunto definitivamente al tramonto. Il morbo che il re degli elfi ha insinuato nella popolazione sta contaminando ogni villaggio, e l’unico antidoto, una pozione distillata dal sangue di ninfa, non basta a curare tutti i malati. Mentre ogni speranza sembra perduta, Adhara decide di non opporsi più al proprio destino e di essere fino in fondo Sheireen, la creatura nata per combattere il Marvash, il male assoluto. Grazie al suo coraggio e all’aiuto di una guerriera ribelle, l’origine del morbo viene infine svelata, e un’innocente sottratta a un immane supplizio. Ma le voci di un’inattesa minaccia iniziano a serpeggiare tra i sopravvissuti, e un attacco di inaudita potenza sembra covare nelle riunioni segrete del re degli elfi e i suoi seguaci. L’arma che annienterà per sempre il Mondo Emerso sta per abbattersi sulla Terra del Vento, e Adhara dovrà compiere una scelta dolorosa e definitiva, sacrificando alla missione molto più di se stessa.

* * *

Uno dei miti della narrativa è che si impara scrivendo. Non è sempre così. Si impara scrivendo, se si sa quello che si sta facendo. Se si scrive da cani, insistere non porta altro che allo scrivere da cani più velocemente. Allenarsi senza consapevolezza è inutile. Ne aveva già parlato anche il Duca.

Così, dopo una dozzina di romanzi, Licia scrive ancora descrizioni di questo genere:

[prima pagina del primo capitolo] Ovunque guardasse, tutto le sembrava ignoto e ostile. Sul terreno crescevano strane piante dalle foglie larghe e carnose, tra i rami contorti degli alberi pendevano lunghissime liane dall’aspetto tetro. E quei fiori, fiori immensi e osceni, sembravano quasi in attesa di un suo passo falso, spalancati su di lei come bocche fameliche.

Notare la schiera di aggettivi astratti e generici (ignoto, ostile, strane, larghe, lunghissime, tetro, immensi, osceni, fameliche), i due “sembravano” in tre frasi (non bisogna scrivere cosa sembra, bisogna scrivere quel che è!), e la similitudine cliché (le bocche fameliche).

Licia scrive male come scriveva ai tempi di Nihal della Terra del Vento. E tra altri dieci romanzi scriverà nella stessa maniera. Scrivere senza avere alcuna idea di come funzioni la narrativa è come dare spallate a una porta chiusa quando il cartello appeso alla maniglia dice: “Tirare”. Inutile se non dannoso.

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Mi piace la spazzatura?

Regolarmente ricevo spam dalle case editrici. Si tratta di comunicati stampa che annunciano l’uscita del tal romanzo, la traduzione del tale autore, l’organizzazione di una presentazione per il lancio dell’opera di mister X o mister Y, roba del genere.
Sono le famose “notizie” che altri siti rivomitano ogni giorno: in realtà parliamo di una forma di pubblicità, e neanche tanto mascherata.
Quello che mi innervosisce, oltre al fatto di non aver mai chiesto di ricevere ‘sta fuffa, è che le case editrici cercano pubblicità gratuita. Tipo quella casa editrice che chiude le mail-comunicato con:

Scarica qui la scheda editoriale completa
Nella DOWNLOAD AREA troverete tutti i materiali necessari al vostro prezioso lavoro di segnalazione!
Vi auguro buon lavoro!

Anime belle, mi spiegate perché dovrei svolgere un prezioso lavoro (parole vostre) a vostro vantaggio senza essere pagata? Pubblicate opere degne e saranno segnalate, altrimenti fate un’offerta monetaria e se ne può parlare – ma probabilmente la risposta sarà no perché a me la pubblicità fa schifo.

Il colmo è arrivato qualche giorno fa. Ricevo una mail sconclusionata da una tizia di Mondadori Libri che magnifica le doti dell’app per iPad de Le Creature del Mondo Emerso di Licia Troisi. Ora, capisco benissimo che questo, essendo spam, è spedito a pioggia senza neanche sapere a chi appartengano gli indirizzi dei destinatari, lo stesso è patetico che un rappresentate di Mondadori venga da me a cercare pubblicità in favore delle porcherie di Licia.
Rispondo alla tizia in questione che non sono interessata e per piacere di non mandarmi più niente. Lei conferma che farà così. Ottimo. Passa una decina di giorni e oggi un’altra tizia, questa volta di Mondadori Social Media, mi manda una mail che ha per oggetto:

Ti piace Licia Troisi?

Ma… WTF?
La “notizia” sarebbe che Mondadori, per diffondere la lieta novella dell’app per iPad di cui sopra, ha preparato dei badge e:

Se sei anche tu fan di Licia Troisi, se ti senti anche tu una creatura del mondo emerso o se sei semplicemente un’appassionata di fantasy, scarica il codice per embeddare il badge o invita i tuoi lettori a farlo.

No, non sono fan di Licia Troisi. Non sono mica scema. Come ti permetti di insinuare una roba del genere?
No, non mi sento una creatura del mondo emerso. Non sono una cerebrolesa. Come ti permetti di insinuare una roba del genere?
No, non mi sogno neanche di proporre ai miei lettori il badge. Io ho rispetto per le persone che mi seguono. Come ti permetti di insinuare il contrario?

Tizie di Mondadori: basta spam e basta prendere per i fondelli. Non si spediscono mail alla cazzo senza neanche spendere cinque minuti per verificare se la destinataria potrebbe essere interessata. Un minimo di civiltà. Grazie.

* * *

Questo articolo fa parte del Marciume. Maggiori informazioni sul Marciume, qui.

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