Warning: Creating default object from empty value in /storage/content/82/1008682/fantasy.gamberi.org/public_html/wp-content/plugins/paginated-comments/paginated-comments.php on line 37 Gamberi Fantasy » spazzatura

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La fine del mondo storto

Disponibile su emule il romanzo di Mauro Corona La fine del mondo storto. Occorre cercare:

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Copertina de La fine del mondo storto
Copertina de La fine del mondo storto

Il romanzo appartiene al genere post apocalittico, e il tipo di disastro è spiegato dallo stesso autore nelle prime righe:

Mettiamo che un giorno il mondo si sveglia e scopre che sono finiti petrolio, carbone ed energia elettrica. Non occorre usare fantasia per immaginarselo, prima o dopo capiterà, e non ci vorrà nemmeno troppo tempo. Ma mentre quel giorno prepara il terreno, facciamo finta che sia già qui. Ha un brutto muso, è un tempo duro, infame, scortica il mondo a coltellate e lo spoglia di tutto. Di quel che serve e di quel che non serve. La gente all’improvviso non sa più che fare per acciuffare il necessario. Prova a inventarsi qualcosa e intanto arranca, senza sapere che una salvezza esiste. Il necessario sta dentro la natura. Ma, per averlo, occorre cavarlo fuori, prenderlo con le mani, e la gente le mani non le sa più usare.
«Sacramento che disgrazia!» dicono. «Non sappiamo usar le mani.»
Ma partiamo dall’inizio.

E una – ingenua! – pensa che poi segua una storia, vi siano dei personaggi, una trama, suspense e tensione. In fondo sulla copertina c’è scritto “Romanzo”. Invece:

Una mattina d’inverno, le disgrazie d’altronde capitano spesso d’inverno, il mondo si sveglia e scopre che non ci sono più petrolio, né gas né carbone né corrente elettrica. A dir la verità, un po’ di corrente esiste ancora. Laddove l’acqua fa girare le turbine c’è forza elettrica, ma è poca cosa. Il problema sono gasolio, benzina, gas, insomma tutto ciò che tiene in vita i motori, e di conseguenza anche la gente, visto che la gente dipende dai motori.
L’umanità, comunque, non scopre quella mattina di essere a secco, quella mattina si dà da fare per non morire, ma la disgrazia è arrivata un po’ alla volta.
Da tempo era possibile accorgersene stando dietro a certi segnali, per esempio andando a fare il pieno di benzina. Il pieno ora non si fa, e neanche il mezzo pieno. Si può fare solo il vuoto, le pompe sono a secco. Quelli che vogliono riempire il serbatoio corrono al paese vicino, ma neanche lì ce n’è. Allora vanno nelle città limitrofe, ma niente. Finita. Così tanti rimangono a piedi. Cercano di tornare a casa in taxi, però anche quelli sono a secco. In qualche modo rientrano, ma è dura! Nel giro di poco tempo sono tutti a piedi. Spaventati ma non vinti, si preparano al peggio.
Il peggio deve ancora venire. La gente lo intuisce e cerca ripari. Impaurita, fa mosse incaute, maldestre, sbagliate. La paura fa correre, correre fa sbagliare. Ma è difficile non correre con la morte alle costole e, sentendola appresso, si corre storti. E si sbaglia. Fame e freddo agitano, confondono. E la gente, rimasta a secco, dopo aver stretto il culo, cerca di salvarlo. Non si chiede perché sono finiti combustibili e carburanti. Fame e freddo non fanno domande. Le domande fioriscono a stomaco pieno, vicino alla stufa o in osteria.
Quell’inverno senza gas, gasolio e carbone, prima occorre scaldarsi, dopo ci si preoccupa di mangiare.

E cosi via per 160 pagine! Tutto raccontato in questa maniera. Allucinante. Roba che preferisci leggere Arsalon. Tra l’altro non è neanche buon raccontato, vista l’abbondanza di termini generici e la sciatteria stilistica; per esempio: “Impaurita, fa mosse incaute, maldestre, sbagliate.” Sfilza di aggettivi vuoti e ridondanti.

Mi dicono che Corona sia un bravo scrittore. Sarà. Io non ho mai letto niente di lui e né comincerò, ma poniamo sia vero: perché un bravo scrittore prende per i fondelli i lettori? Questa boiata, se non la scaricate via P2P, in libreria costa diciotto euro. Centossessanta pagine buttate giù come capita a diciotto euro. Oh, no, orrore, in Italia non si legge! E meno male: vuol dire che in fondo la gente non è così scema.

Adesso prendiamo invece Morte dell’erba di John Christopher, un romanzo del 1956 divenuto un classico della fantascienza post apocalittica. Nello scenario di Christopher un virus uccide ogni forma di erba con conseguenti terribili carestie fino al crollo della civiltà.
Trovate anche questo su emule, cercando:

Icona di un mulo ITABOOK_0068_-_Christopher,_John_-_Morte_dell’erba.rar (828.076 bytes)
oppure potete scaricare la versione inglese da library.nu, qui.

Copertina dell'edizione Urania di Morte dell'erba
Copertina dell’edizione Urania di Morte dell’erba

Bene, leggete Corona e leggete Christopher. Poi voglio vedere chi ha il coraggio di dire che lo “Show don’t Tell” è questione di gusti, che in Italia il fantastico è di “altissima qualità”, e che se uno scrittore è pubblicato da Mondadori o da qualche altro grosso editore allora deve essere per forza bravo. Bah!

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Mi piace la spazzatura?

Regolarmente ricevo spam dalle case editrici. Si tratta di comunicati stampa che annunciano l’uscita del tal romanzo, la traduzione del tale autore, l’organizzazione di una presentazione per il lancio dell’opera di mister X o mister Y, roba del genere.
Sono le famose “notizie” che altri siti rivomitano ogni giorno: in realtà parliamo di una forma di pubblicità, e neanche tanto mascherata.
Quello che mi innervosisce, oltre al fatto di non aver mai chiesto di ricevere ‘sta fuffa, è che le case editrici cercano pubblicità gratuita. Tipo quella casa editrice che chiude le mail-comunicato con:

Scarica qui la scheda editoriale completa
Nella DOWNLOAD AREA troverete tutti i materiali necessari al vostro prezioso lavoro di segnalazione!
Vi auguro buon lavoro!

Anime belle, mi spiegate perché dovrei svolgere un prezioso lavoro (parole vostre) a vostro vantaggio senza essere pagata? Pubblicate opere degne e saranno segnalate, altrimenti fate un’offerta monetaria e se ne può parlare – ma probabilmente la risposta sarà no perché a me la pubblicità fa schifo.

Il colmo è arrivato qualche giorno fa. Ricevo una mail sconclusionata da una tizia di Mondadori Libri che magnifica le doti dell’app per iPad de Le Creature del Mondo Emerso di Licia Troisi. Ora, capisco benissimo che questo, essendo spam, è spedito a pioggia senza neanche sapere a chi appartengano gli indirizzi dei destinatari, lo stesso è patetico che un rappresentate di Mondadori venga da me a cercare pubblicità in favore delle porcherie di Licia.
Rispondo alla tizia in questione che non sono interessata e per piacere di non mandarmi più niente. Lei conferma che farà così. Ottimo. Passa una decina di giorni e oggi un’altra tizia, questa volta di Mondadori Social Media, mi manda una mail che ha per oggetto:

Ti piace Licia Troisi?

Ma… WTF?
La “notizia” sarebbe che Mondadori, per diffondere la lieta novella dell’app per iPad di cui sopra, ha preparato dei badge e:

Se sei anche tu fan di Licia Troisi, se ti senti anche tu una creatura del mondo emerso o se sei semplicemente un’appassionata di fantasy, scarica il codice per embeddare il badge o invita i tuoi lettori a farlo.

No, non sono fan di Licia Troisi. Non sono mica scema. Come ti permetti di insinuare una roba del genere?
No, non mi sento una creatura del mondo emerso. Non sono una cerebrolesa. Come ti permetti di insinuare una roba del genere?
No, non mi sogno neanche di proporre ai miei lettori il badge. Io ho rispetto per le persone che mi seguono. Come ti permetti di insinuare il contrario?

Tizie di Mondadori: basta spam e basta prendere per i fondelli. Non si spediscono mail alla cazzo senza neanche spendere cinque minuti per verificare se la destinataria potrebbe essere interessata. Un minimo di civiltà. Grazie.

* * *

Questo articolo fa parte del Marciume. Maggiori informazioni sul Marciume, qui.

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Gli Eroi del Crepuscolo

Disponibile su emule il romanzo fantasy di Chiara Strazzulla Gli Eroi del Crepuscolo. Occorre cercare:

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Copertina de Gli Eroi del Crepuscolo
Copertina de Gli Eroi del Crepuscolo

Ho recensito il romanzo a suo tempo. L’ho definito il peggio del peggio della produzione fantasy italiana. Era vero allora, non è più vero adesso: sono usciti romanzi persino più schifosi di quello della Strazzu. Nondimeno Gli Eroi del Crepuscolo rimane un bell’esempio di romanzo scritto con i piedi e senza un briciolo di fantasia.
Non è solo colpa dell’autrice, basta ascoltare la seguente intervista:

Intervista alla Strazzu

L’editing essenzialmente è consistito nell’aggiungere. Aggiungere a un libro da 700 pagine pieno di scene e descrizioni inutili. Altra noia da sommare alla noia. Che banda di gegni.

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Sondaggio su Alice

Come annunciato nell’articolo sulla riapertura del blog, quest’anno non ci sarà sondaggio natalizio. Non intendo recensire boiate italiane neanche a Natale. Non parlerò neppure del Premio Urania, non comprerò proprio il volume.

Avevo invece idea di recensire intorno a Natale Alice nel Paese della Vaporità di Francesco Dimitri, ma è sorto un problema: mi viene il vomito. Oggi stavo riordinando gli appunti (circa 11.000 parole, più parole della recensione di Nihal della Terra del Vento), quando ho avuto la nausea.
Ok, sono stanca e infreddolita. Ok, sto covando l’influenza.
Ma veramente non ce la faccio più a essere presa per il culo.

Copertina di Alice
Copertina di Alice nel Paese della Vaporità Fuffosità

Perché di altri posso pensare che siano fessi, ma Dimitri non è scemo, non è inesperto e non ha tredici anni. In più il suo romanzo precedente, pur non essendo un capolavoro, era comunque un libro dignitoso, di buon livello assoluto, non solo confrontato con la situazione nostrana.

Quando Dimitri scrive nel suo blog:

Ora. Io, in fase di bozze, sono maniacale. Me ne rendo conto. Ma credo sia necessario. Siete voi a comprare il mio libro – e voglio vendervi quanto di meglio io possa dare in questo momento. Soprattutto con Alice, una storia che in otto anni è passata attraverso centinaia di riletture e decine di riscritture.

E, sapete cosa? Questo lavoro mi piace moltissimo. Calcolare l’equilibrio di una parola, di un punto, di una virgola, conciliare grammatica e ritmo narrativo, sintassi ed effetti sonori: ho il dovere di farlo, verso di voi, ed è un piacere farlo, per me. Le cose che scrivo possono non piacere (tutti i gusti sono gusti), ma nessuno deve poterle accusare di scarsa professionalità, scarsa attenzione. Questo mai.

Voi mi pagate perché pensate che io vi possa raccontare una buona storia, una che vi inchioda e appassiona, e magari che vi cambia un po’. I soldi non sono tutto – ma sono un simbolo importante. E non è il solo: c’è anche il tempo.

Mi date un valore, comprando il mio libro, dedicandoci tempo, tempo che nessuno vi restituirà mai. Leggendomi, mi date un pezzetto delle vostre vite. Ed è una responsabilità enorme.

Meritarla sta a me. E’ compito mio, e non è concessa pigrizia.

Virgole, punti, singole parole – colpi di lima. Sono un falegname e voglio fare la sedia migliore che ci sia, sempre, comunque. Comoda e bella e rifinita. Non solo per voi, non vi mentirò dicendovi questo – anche per me. Per orgoglio, per il mio ego, mettetela come vi pare.

Io sono disposta a credergli. Sono disposta a comprare il romanzo e persino a procurarmi una copia autografata (grazie Duca!). Non è assurdo dire che stimavo Dimitri, nonostante le mie idee siano lontanissime dalle sue – in Pan io tifavo per Greyface.

Autografo di Dimitri
Lo sgorbio al centro è l’autografo di Dimitri. Clicca per ingrandire

• Dopodiché mi tocca leggere:

(pag. 15) [Solomon] Vide il corpo di una ragazzina, nudo, di spalle: la combattente di poco prima. Era incatenata al muro con pesanti anelli di ferro che le stringevano polsi e gambe. Un uomo con la faccia da faina – il suo manager – la stava penetrando da dietro.

Dato che lei è una ragazzina (magrissima e di non più di otto anni) e lui è un uomo, è probabile che lui la copra con il proprio corpo, dunque le spalle della ragazzina non le vedi. Ma anche assumendo che spunti un briciolo di spalla, mi spieghi come la riconosci la faccia da faina? Il personaggio vede la ragazzina di spalle e l’uomo la penetra da dietro, dunque anche lui è di spalle. Ha la faccia sulla nuca?

• Dopodiché mi tocca leggere:

(pag. 16)[...] e comunque basta con questa noiosa storia-prima-della-storia, pensò. Tutto ha importanza, ma niente ne ha troppa. Arriviamo a tempi più recenti. All’inizio dell’ultima parte, quella cruciale. Quella che ci porta a ora e tutto il resto.

Già il narratore onnisciente non è una grande scelta, ma che almeno non prenda per i fondelli, non trovi Francesco? Se la scena precedente (la storia-prima-della-storia) è noiosa – è lo è, oltre a essere scritta con i piedi – tu la riscrivi finché non è più noiosa. Io non ti pago per leggere scene noiose che sai che sono noiose.

• Dopodiché mi tocca leggere:

(pag. 19) Nella nebbia tutti i passanti sembrano passare: la lucetta distingueva quelli in cerca di passaggio a vapore.

Ma stiamo scherzando? Otto anni e decine di riletture e mi scrivi che i fottuti passanti passano? Peggio de “i mercanti mercanteggiavano” di Licia.

• Dopodiché mi tocca leggere:

(pag. 68) «Una botola» osservò Alice, stupita.
«Molto di più» disse Marty. Diede fuoco all’estremità di una torcia di legno e la puntò verso il basso. Lo stupore di Alice s’impennò.
Sotto la botola c’era un muro di metallo, con una scaletta che andava giù.

Sotto la botola c’era un muro di metallo con una scaletta che andava giù? Ma sul serio? Ma che razza di scrittura da mentecatto è? Al massimo sotto la botola c’era un pozzo con le pareti di metallo dalle quali spuntavano i pioli di una scaletta. O no? E lo stupore che si impenna? Devo commentare?

• Dopodiché mi tocca leggere:

(pag. 103) Era vestito come un pilota di mongolfiera – o almeno, così lo vedeva Alice. Occhialoni, giacca di pelle, eccetera.

Eccetera un cazzo. Finisci la descrizione e se ti accorgi che stai scivolando nel cliché del pilota di dirigibili – dirigibili Francesco, non mongolfiere, le mongolfiere vanno dove le porta il vento, non si pilotano – steampunk, ecco fai uno sforzo di immaginazione in più e aggiungi dettagli originali.
In Pan gli eccetera erano brutti ma potevano passare, riferendosi a particolari del nostro mondo. Nella Steamland dove tutto può succedere, fai succedere qualcosa di interessante, altro che “eccetera”.

Dirigibile Giffard
Il dirigibile con motore a vapore costruito nel 1852 da Henri Giffard. È considerato il primo dirigibile funzionante della storia. Per maggiori informazioni si può consultare per esempio: Zeppelin Rigid Airships 1893-1940 di Peter W. Brooks

• Dopodiché mi tocca leggere:

(pag. 157) Zap lanciò un urlo e fu terribile.
No! No!… Sì! Alice morire…
Il ragazzo-castoro si sollevò dal suolo. Le iridi scomparvero. Negli occhi rimase solo il bianco – un bianco enorme, percorso da mille viuzze rosse.
Improvvisa, da lui partì un’esplosione. Era un muro di vento che si abbatteva sul mondo, il muro di vento di un uragano, o di un enorme vuoto che la Natura si affretta a riempire. Decine di corpi furono sollevati e spazzati via, all’improvviso leggerissimi. Vennero scagliati lontano, nella nebbia e nel fragore, e rovinarono per terra, spezzati, distrutti. I cumuli di tecnoimmondizia si scomponevano. I rifiuti vorticavano tra il sangue e i corpi.
Un immenso ground zero si allargava da Zap.

Ora, questa scena è un deus ex machina: i nostri eroi ci stanno lasciando le penne quando il ragazzo-castoro, che mai aveva manifestato poteri del genere, li salva uccidendo i nemici come descritto. Il particolare tristissimo è che la scena è quasi uguale a una scena analoga scritta da Licia:

Nihal chiuse gli occhi. Non voglio morire! Non ancora!
«No!» urlò Laio tra i singhiozzi.
Dietro le palpebre serrate, Nihal percepì un forte bagliore. L’elsa della spada divenne bollente. Aprì gli occhi. Una barriera argentata circondava lei e Laio.
[...]
La vibrazione si fece sempre più forte. Il suolo sembrò scosso da un terremoto e il rombo aumentò di volume fino a diventare intollerabile. Nihal e Laio si portarono le mani alle orecchie. Poi la barriera esplose.
L’onda d’urto si propagò verso l’esterno e investì i fammin con la violenza di un uragano. I mostri furono sbalzati all’indietro per parecchie braccia. Alcuni vennero sbattuti contro i tronchi degli alberi e crollarono a terra in modo scomposto, gli arti piegati in posizioni innaturali, i crani sfondati. Altri sparirono nel buio, travolti dallo spostamento d’aria.

Tra l’altro Licia ha scritto questa scena meglio. Ma ti sei rincitrullito o appunto stai solo prendendo per il culo chi ha speso soldi per il tuo romanzo?

E dopodiché mi fermo qui perché non ho voglia di recensire il romanzo. Non ho voglia di parlare dei buchi logici grandi come una casa, degli strafalcioni informatici, delle spade magggiche, dell’esercito dei morti, del fatto che Alice si dimentichi opportunamente che può volare nella Vaporità o che esiste la sinestesia, dei dialoghi atroci e di tanto altro.
Non ho voglia di recensire il romanzo.
Tuttavia avevo promesso di farlo.
Perciò se mi date una buona ragione perché scriva la recensione potrei mettermi lì comunque e buttarla giù. Ma se non ci sono obiezioni stenderei un velo pietoso e passerei oltre. Tanto è solo una perdita di tempo. Non sono neanche errori originali, è la solita mistura di mancanza di documentazione & sciatteria nello scrivere – anche nelle cose più terra terra: Francesco, “armi corte” è un termine tecnico che indica le armi da fuoco a canna corta, non pugnali o tirapugni e il tuo personaggio punto di vista ha la cultura per saperlo.

* * *

Nota: non apro un sondaggio formale perché tanto i troll lo manderebbero in vacca, come parzialmente successo con il sondaggio natalizio dello scorso anno.


Approfondimenti:

bandiera IT Il sito ufficiale del romanzo
bandiera IT Alice nel Paese della Vaporità Fuffosità su Amazon.it
bandiera IT Il blog di Francesco Dimitri

bandiera EN Zeppelin Rigid Airships 1893-1940 su gigapedia

 

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La qualità di FantasyMagazine – Aggiornamento

Qualche giorno fa, mi lamentavo della qualità ridicola di un recente articolo di FantasyMagazine dedicato allo steampunk. Facevo anche notare che non era l’unico obbrobrio, per esempio indicando un altro articolo di maggio anche quello ripieno di errori.

A più di una settimana dalla pubblicazione dell’articolo sullo steampunk, l’articolo stesso è stato modificato e l’autrice ha dichiarato nei commenti:

Articolo corretto.

Peccato che non sia vero. L’articolo non è corretto. Rimangono errori già segnalati da me e dal Duca, e rimangono errori che la prima volta non avevamo segnalato.
Questo indica che non è vero che Kinzica (o chi per lei) si è documentata e ha sistemato di conseguenza, indica che Kinzica ha solo copiato male da me e dal Duca. Naturalmente senza ringraziare e senza citarci, in spregio alla licenza di entrambi i blog.

Esempio di errore già segnalato e ancora presente:
– Si continua a sostenere che in The Warlord of the Air ci siano astronavi. Potete leggere il pezzo di Moorcock qui sotto.

Pagina 13 Pagine 14-15 Pagina 16

Il pezzo di Michael Moorcock nell’antologia Steampunk. Clicca per ingrandire

Kinzica, dove sono le astronavi? Sono dirigibili e aerei. Non astronavi.

Esempio di errore non segnalato in precedenza e ancora presente:
– Kinzica scrive:

Non manca l’eccezionale Ted Chiang con Seventy-Two Letters: un mondo dove certi nomi impressi su oggetti inorganici (e anche organici, a volte) possono donare movimento e persino la vita.

No, stellina. Il punto del racconto è proprio che non si possono imprimere nomi sulla materia organica (vedi pagina 183 nell’antologia). Perciò “anche organici, a volte” proprio per niente. Si può poi discutere se alla fine del racconto i personaggi abbiano superato questa limitazione, ma la premessa rimane che non sono animabili gli “oggetti organici” con la nomenclatura.

Naturalmente ci sono altri errori ancora (già segnalati e non) e rimangono quelle frasi che con un eufemismo Emanuele Manco (responsabile di FantasyMagazine) chiama “la nostra visione” e “impostazione critica” ovvero stupidaggini senza capo né coda come il rapporto con Tolkien o il legame tra “forza vapore” e Slipstream.

* * *

Diversi hanno sostenuto che io e il Duca siamo stati troppo duri, che avremmo dovuto essere più gentili e rispettosi. A parte che abbiamo dato prova di rara educazione e correttezza, cosa avremmo ottenuto a essere ancora più rispettosi e gentili? Niente.
Prova ne sia che il giorno stesso della pubblicazione dell’articolo sullo steampunk, nei commenti, “Melian” aveva già fatto rilevare alcuni errori (per esempio che The Windup Girl non c’entra niente con lo steampunk) e “Melian” era stata gentilissima. Risultato: The Windup Girl è rimasto lì per giorni, fino alla “correzione” di ieri. Se io e il Duca fossimo stati zitti, l’articolo non sarebbe stato modificato di una virgola.
Com’è successo con l’articolo di VanderMeer. Quello era lì sbagliato dal 19 maggio. Mesi e mesi di disinformazione nel menefreghismo di Kinzica e della redazione. E tra l’altro anche quell’articolo contiene ancora errori oggettivi.

E questi sono nient’altro che i sintomi della vera malattia.
La vera malattia è che Kinzica scrive un articolo senza leggere i libri citati e non le sembra sbagliato. La vera malattia è che Emanuele Manco è responsabile di una rivista di narrativa fantastica e ammette candidamente di non aver mai letto niente di steampunk (sottogenere che non è stato proprio “inventato” ieri…)
L’ignoranza come vessillo, l’incompetenza come vanto.

Ciliegina sulla torta, FantasyMagazine si compiace di essere una testata giornalistica regolarmente registrata. C’è proprio da esserne orgogliosi.

* * *

Pagine “congelate” dell’articolo sullo steampunk al momento in cui scrivo: 1, 2.

* * *

Questo articolo fa parte del Marciume. Maggiori informazioni sul Marciume, qui.

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