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La Valle dello Zodiaco

Disponibile un volume di Urania uscito l’anno scorso che contiene ben due romanzi italiani di fantascienza – che colpo di fortuna! Il volume si intitola La Valle dello Zodiaco e i due romanzi in questione sono: La valle dell’eclissi di Claudio Asciuti e Zodiac di Errico Passaro. Su emule occorre cercare:

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Copertina de La Valle dello Zodiaco
Copertina de La Valle dello Zodiaco

La trama de La valle dell’eclissi:

Siamo in Val Chiusa per assistere a un’eclissi spettacolare: nulla di strano che ci sia anche un vecchio astronauta, arrivato al seguito di una misteriosa ragazza. Ma la valle, i due protagonisti e il sole stesso nascondono misteri.

Claudio Asciuti ha vinto il Premio Urania 1999 con La notte dei pitagorici. Spero fosse scritto meglio di questo suo ultimo romanzo, che pare proprio terribile. L’incipit:

7 agosto
Il muro scorreva affianco a noi incatenato alla velocità, come un nastro senza fine. La Città aveva lasciato spazio alla campagna – il cemento al verde, la cultura alla natura, l’artificiale al reale, il contingente al necessario, l’esecratus al sacer. Se anche fossi proceduto lungo quella strada al contrario, l’incanto maligno si era spezzato. La Città fu dispersa dietro di noi.
Dietro di noi: la Città un terrore incalzante, fiotti di fumo, piombo e benzene che smerigliano i polmoni, il cielo grigio la notte e senza stelle, il giorno grigio e senza sole, i locali con gli innominabili panini americani, clacson, gli allarmi e stridio dei freni e lo sciocco schioccare dei telefoni, il deragliarsi dei treni, la notte in discoteca, il fuori orario “siamo tornati all’alba ”, le pillole per esser felici, televisioni a ciclo continuo, veglie dei teocrati fuori dagli ospedali contro l’interruzione di gravidanza e il papa mediatico, la sua corte laica di baciapile, i cartelloni pubblicitari che coprono le finestre delle abitazioni, il giorno artificiale che si estende in tutti i centri abitati rendendo impossibile la visione del cielo.
Come un diapason, il rintocco che dentro la mia mente annuncia il risveglio, ogni mattina, fra l’eterno ciondolare da un sonno all’altro, per un po’ ad altri e altrove avrebbe tratto le sue dissonanti armonie: stavo fuggendo.
Dentro di me: il vuoto.
Il muro scorreva alla nostra destra…

* * *

La trama di Zodiac:

Il ritratto della più sconcertante società futura immaginata dalla science fiction recente: un mondo in cui l’astrologia è diventata legge e i cittadini devono vivere seguendo gli oroscopi dettati da un computer preveggente. Florian, però, non accetta il gioco e progetta di dare un diverso tipo di “assalto al cielo”.

Di Errico Passaro avevo anni fa recensito l’inqualificabile fantasy Le Maschere del Potere, vedi qui. Perciò non ho la minima intenzione di leggere Zodiac, in ogni caso l’incipit è questo:

Florian correva, volo scriteriato fra angoli retti e traverse prive di radianti. Gli inseguitori si appressavano con calma, con la sicurezza di averlo già preso, con la sadica voluttà di chi uccide per divertimento. Il Consiglio dello Zodiaco non scherzava, si era stancato di quel traditore che voleva intralciare i piani. Un proiettile ben piazzato sarebbe bastato a finirlo.
Questi occhi hanno visto l’inferno.
Quel pensiero, ripetuto ossessivamente con il ritmo di un cuore in gola, bastava a farlo danzare fra i proiettili, a guidarlo in un labirinto di vie sconosciute, a distanziare la muta di assassini. L’inferno in terra lo voleva.
— È andato di là! Accerchiatelo! Non lasciatevelo sfuggire!
Le urla avevano un’eco irreale. Forse quelle grida avrebbero potuto incuriosire qualcuno, spingerlo alle finestre dei palazzi per sincerarsi dell’accaduto. Qualche temerario avrebbe potuto sfidare il coprifuoco, ma ne dubitava, senza contare che qualcuno di quei morti viventi difficilmente si sarebbe spinto fino ad aiutarlo. Lo Zodiaco pretendeva le sue vittime sacrificali: non era più un esperimento sociale, era un bersaglio.
“Muoviti, bersaglio!” urlò dentro se stesso.

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Tutti i denti del mostro sono perfetti

Nel 1997, con il numero 1322 Urania festeggiava i 45 anni di vita. Per l’occasione quel numero fu dedicato alla fantascienza italiana, con un’antologia intitolata: Tutti i denti del mostro sono perfetti. La si può trovare su emule cercando:

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Tutti i denti del mostro sono perfetti
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Copertina di Tutti i denti del mostro sono perfetti
Copertina di Tutti i denti del mostro sono perfetti

 

I racconti presenti sono:

“Alba Tragica” di Niccolò Ammaniti.
“L’immortalità” di Daniele Brolli.
“Il Buio” di Enzo Fileno Carabba.
“La Brigata Superciuk” di Sandrone Dazieri.
“Il Nodo Kappa” di Valerio Evangelisti.
“Sole Giaguaro” di Franco Forte.
“Prima della Svolta” di Barbara Garlaschelli.
“Alle Spalle” di Mario Giorgi.
“Le Copertine di Urania” di Michele Mari.
“La Balena del Cielo” di Luca Masali.
“Fabulaliena” di Silverio Novelli.
“Acqua” di Tiziano Scarpa.
“Snuff Movie” di Nicoletta Vallorani.
“Luci” di Dario Voltolini.

Non li ho letti tutti, ma da quel che ho letto il livello è molto scarso. Meglio però del livello medio del fantastico in Italia quindici anni dopo, che è tra l’atroce e il mi-sono-cavata-gli-occhi-e-ora-sono-felice.

L’introduzione del curatore, Valerio Evangelisti, è bizzarra: da un lato rimarca come la fantascienza non sia narrativa di serie B, ma letteratura e cultura; dall’altro quando si è trattato di scegliere gli autori per questa antologia, Evangelisti è subito corso a mendicare un racconto ad autori mainstream che non avevano mai scritto fantascienza in vita loro. È un genere così dignitoso la fantascienza che qualunque scrittore che passa per strada può scriverne senza alcuna preparazione.
D’altra parte sottolinea Evangelisti che si tratta di “carissimi amici”. E un racconto dei “carissimi amici” non lo si rifiuta mai. È anche presente un racconto dello stesso Evangelisti, che sarebbe pure giustificabile, sennonché è davvero poco elegante per il curatore di un’antologia inserire se stesso.

La mia modesta proposta (a parte quella di scuoiare gli autori italiani e fare con la pelle strofinacci): invitare nelle antologie di fantascienza scrittori che sappiano scrivere fantascienza, anche se non sono amici del curatore. Lo so, è una proposta assurda. La butto lì lo stesso. Non si sa mai.

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I draghi del ferro e del fuoco

È uscito in edicola Urania Millemondi di febbraio. Il volume è intitolato I draghi del ferro e del fuoco e contiene due romanzi di Michael Swanwick: La figlia del drago di ferro e I draghi di Babele.

Copertina de I draghi del ferro e del fuoco
Copertina de I draghi del ferro e del fuoco

La figlia del drago di ferro (The Iron Dragon’s Daughter) è il nuovo titolo di Cuore d’Acciaio, romanzo pubblicato anni fa da Fanucci e ormai introvabile in cartaceo. Oltre al titolo anche la traduzione è nuova, anche se non ho notato sostanziali differenze. L’unico particolare che salta all’occhio è il fatto che i nomi dei personaggi sono stati lasciati in inglese (così “Galletto” dell’edizione Fanucci adesso è “Rooster”, “Scimmia” è “Monkey”, “Cardo” è “Thistle”, ecc.)
La figlia del drago di ferro è uno dei mei romanzi fantasy preferiti. Ne ho parlato un po’ più diffusamente qui.

I draghi di Babele (The Dragons of Babel) è il secondo romanzo ambientato nel mondo di The Iron Dragon’s Daughter. Tuttavia i personaggi sono diversi e la storia ha pochissimi punti di contatto con la precedente. Ho recensito il romanzo quando è uscito in inglese. Questa è la prima edizione italiana.

C’è una seconda buona notizia: per quello che ho potuto verificare, i due romanzi non sono tagliati. Ho controllato inizio, fine e a metà di ogni capitolo di entrambi i testi e non ho rilevato discordanze rispetto alle versioni in lingua originale. Ci dovrebbe essere il testo completo.
Purtroppo non è un’osservazione scontata: di recente si è scoperto che la pratica di tagliare gli Urania è ancora viva e vegeta; si veda per esempio questa discussione.

Mostra sfogo degno del Marciume ▼

I romanzo sono ottimi romanzi, e il prezzo, 7 euro e 50, è onesto. Consiglio l’acquisto, anche se spero che qualche buon’anima digitalizzi il volume. So che molti degli “scannerizzatori” italiani sono appassionati di fantascienza e fantasy: questo libro vale la fatica.

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