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Lorelei & Le Armi Segrete del Terzo Reich!

Qualche giorno fa, tra il caos di commenti ai romanzi della Troisi, è emersa una discussione sulle armi bizzarre dell’antichità.
Alcune di queste armi sono celeberrime e ormai entrate a far parte dell’immaginario collettivo, per esempio il misterioso Fuoco Greco, la sostanza incendiaria che continuava a bruciare a contatto con l’acqua, la cui formula rimane un segreto, oppure gli Specchi Ustori, usati da Archimede per dar fuoco alla navi romane che assediavano Siracusa.

Fuoco Greco
Il Fuoco Greco era una delle armi della marina dell’impero bizantino

Ma armi bislacche e misteriose compaiono in ogni epoca, dato che la necessità aguzza l’ingegno e la guerra ha sempre imperversato. Perciò non sembra strano che uno dei periodi più floridi per l’invenzione di armi siano stati gli anni della Seconda Guerra Mondiale e il periodo immediatamente precedente. In particolare gli scienziati e gli ingegneri nazisti si sono guadagnati l’ammirazione e lo sdegno del mondo per i loro progetti, alcuni assurdi, altri geniali. Assurdo e geniale sono ottima compagnia per ogni scrittore, specie scrittore di narrativa fantastica, dunque è il caso di parlare delle Armi Segrete del Terzo Reich!

In più, uno dei film giapponesi che da tempo volevo recensire è basato proprio sul concetto che i nazisti fossero riusciti a sviluppare un super sottomarino, più all’avanguardia di un’astronave!

Di seguito la recensione del film Lorelei: The Witch of the Pacific Ocean, chi non fosse interessato alla cinematografia nipponica può saltare subito alle armi segrete.


Locandina di LORELEI Titolo originale: LORELEI
Titolo inglese: Lorelei: The Witch of the Pacific Ocean
Regia: HIGUCHI Shinji / Cellin Gluck

Anno: 2005
Nazione: Giappone
Studio: Toho
Genere: Guerra, Fantascienza, Sottomarini
Durata: 2 ore e 8 minuti

Lingua: Giapponese / Inglese
Sottotitoli: Inglese (per le parti in giapponese)

Il 6 agosto 1945 gli Americani sganciarono la prima bomba atomica su Hiroshima. Il 9 agosto colpirono Nagasaki, e il 15 agosto il Giappone si arrendeva.
Lorelei parte dalla premessa che gli Americani avessero pronta una terza bomba atomica, e intendessero sganciarla su Tokyo l’11 agosto. Ma i Giapponesi hanno un’arma segreta, l’I-507, un super sottomarino donato dai nazisti agli alleati nipponici prima della disfatta.

Trailer di LORELEI

Lorelei è un film che in occidente sarebbe considerato “politicamente scorretto”. Nel film non c’è alcuna condanna né della guerra, né della condotta dell’Impero Giapponese. I “buoni” sono fanatici nazionalisti, i “cattivi” sono gli Americani e altri fanatici nazionalisti. Non solo, anche i nazisti sono mostrati in una luce favorevole, tanto che un personaggio esclama: “Il capolavoro della tecnologia nazista è la nostra ultima speranza!”, e non capita tutti i giorni di sentire battute del genere!
Guardando il film si ha come la sensazione di essere scivolati in un universo parallelo, come quello descritto da Philip K. Dick ne La Svastica sul Sole.

La Svastica sul Sole
The Man in the High Castle (La Svastica sul Sole)

In contrasto con la filosofia di fondo c’è la realizzazione, di stampo hollywoodiano. Lorelei non si pone problemi a saccheggiare tutti i cliché riguardanti i film di sottomarini, dal Capitano che porta la nave a profondità eccessiva per sfuggire ai nemici (“oddio lo scafo non reggerà!”), all’ammutinamento, al sacrificio eroico dell’ufficiale con famiglia, ecc. ecc. Facendo un copiaincolla di scene dai film di sottomarini degli ultimi anni (film come The Hunt for Red October, Crimson Tide o K-19: The Widowmaker) si può ricostruire il 90% di Lorelei.
Sotto questo punto di vista Lorelei è solo una copia mediocre di modelli americani. Però il restante 10% di originalità è originalità deliziosamente nipponica, in puro stile anime!
Infatti il cuore del super sottomarino è il Sistema Lorelei, un radar in grado di fornire informazioni accuratissime su ogni oggetto in superficie e sommerso nel raggio di 120 miglia, e di guidare gli armamenti di bordo con precisione assoluta. Il radar funziona grazie ai poteri extrasensoriali di una ragazzina giapponese!

Paula Atsuko Ebner
La ragazzina, Paula Atsuko Ebner, è collegata e pronta all’azione!

In realtà ragazzina tedesca di origini giapponesi, sottoposta agli esperimenti nazisti per il miglioramento della razza umana, ha sviluppato tutta una serie di poteri ESP (e ha imparato a cantare). Da notare che nessuno dei personaggi pare scandalizzato o senta il bisogno di argomentare contro la sperimentazione sugli esseri umani.

Il regista di Lorelei è HIGUCHI Shinji, che tra gli altri ha diretto Nihon Chinbotsu (Japan Sinks) un film catastrofico sull’inabissamento delle isole giapponesi, una via di mezzo fra Deep Impact e The Core.
Il signor HIGUCHI dimostra un certo talento per le scene d’azione, ma anche una scarsa capacità di concentrarsi sull’essenziale: sia Lorelei sia Japan Sinks sono lunghi almeno 20 minuti di troppo.

Locandina di Japan Sinks
Locandina di Japan Sinks

Gli attori fanno tutti il loro dovere, ma certo non c’è nessuno che si possa avvicinare allo Sean Connery nella parte del Capitano Marko Ramius dell’Ottobre Rosso.
Gli effetti speciali sono ottimi per quanto riguarda il Sistema Lorelei, con il suo design retrofuturistico, un po’ meno quando si tratta dei combattimenti: è troppo evidente che navi, sottomarini ed esplosioni sono fantasmi CG.

In conclusione Lorelei è un discreto film d’azione. Penso possa piacere agli appassionati di anime e a quelli di film con i sottomarini, se non troppo esigenti in fatto di realismo (oltre alla ragazzina con poteri ESP, quasi ogni particolare tecnico o militare è inverosimile).
Credo Lorelei sia anche interessante dal punto di vista culturale: un film di guerra, per certi versi quasi di propaganda, dove però gli Americani sono i cattivi, non è facile trovarne al giorno d’oggi. Vent’anni fa Lorelei avrebbe fatto furore in Unione Sovietica!

* * *

Curiosità militare: l’I-507 pare ispirato a un sottomarino che ha realmente solcato i mari, solo non era un sottomarino tedesco, bensì il francese Surcouf.

Surcouf
Sottomarino francese Surcouf

I-507
Sottomarino tedesco I-507

Curiosità mitologica: Lorelei è il nome di una ninfa germanica abitante presso il fiume Reno. In maniera simile alle sirene, la ninfa con il suo canto attirava i marinai, causando il naufragio delle imbarcazioni. È probabile che le manie canterine della protagonista siano legate a questo aneddoto.

 

Giudizio:

Stile animoso. +1 -1 Realismo degno di un fantasy italiano.
Il retrofuturistico Sistema Lorelei. +1 -1 CG nei combattimenti pessima.
Diverse divertenti scene d’azione. +1 -1 Troppo lungo.
L’inversione delle parti è interessante… +1 -1 …ma a qualcuno potrebbe non piacere pensare che i nazisti siano fra i “buoni”.

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Le armi del Terzo Reich, anche rimanendo nell’ambito dei progetti più curiosi, è argomento vastissimo, tanto che ci sono decine di libri dedicati all’argomento. Perciò mi limiterò a una carrellata delle idee più folli o interessanti.

Sonnengewehr

L’arma definitiva, che, una volta completata, avrebbe permesso al Terzo Reich di dominare incontrastato su tutta la Terra! Stiamo parlando del Cannone Solare!!!

Nel 1929 lo scienziato tedesco Hermann Oberth (professore di Wernher von Braun), nel suo libro Wege zur Raumschiffahrt (Ways to Spaceflight) aveva preconizzato la costruzione di stazioni spaziali, con tanto di specchi enormi in grado di concentrare i raggi solari in uno specifico punto sulla superficie terrestre. Le idee di Oberth erano pacifiche, il raggio sarebbe dovuto servire per esempio per alimentare le caldaie di turbine a vapore.

Hermann Oberth
Hermann Oberth

Durante la Seconda Guerra Mondiale, gli ingegneri tedeschi del centro ricerche di Hillersleben ripresero le tesi di Oberth, e pensarono di ampliare il concetto e trasformalo in arma.
Si sarebbe dovuta costruire una stazione orbitante a 8.200 chilometri d’altezza; lo scopo della stazione sarebbe stato controllare un ciclopico specchio concavo, con una superficie riflettente superiore ai tre chilometri quadrati.
Opportunamente comandato, lo specchio sarebbe stato in grado di concentrare i raggi solari con intensità letale, colpendo qualunque punto della Terra. Le città dei nemici del Reich sarebbero state vaporizzate all’istante, rase al suolo dalla potenza del Cannone Solare!

Il progetto del Cannone Solare è incredibilmente ambizioso e futuristico. Non si parla solo di mettere in orbita uno specchio gigantesco, ma anche una stazione spaziale con tanto di serre per l’ossigeno degli astronauti, pannelli solari per fornire energia ai macchinari e un sistema di razzi per orientare il Cannone.
Tutto ciò avrebbe dovuto essere preparato a terra, in moduli prefabbricati da trasportare e assemblare in orbita. Per questo gli scienziati nazisti avevo già anche previsto nuovi vettori, razzi a più stadi, evoluzione delle famose V-2.

Assemblaggio in orbita
L’assemblaggio in orbita, illustrato dalla rivista Life (1945)

Nella primavera del 1945 il centro di Hillersleben venne chiuso perché ormai gli alleati incalzavano. Gli Americani riuscirono a evacuare molti degli scienziati, che continuarono a lavorare, questa volta ai progetti di conquista dello spazio statunitensi.
Quanto vicino sono arrivati i nazisti a costruire il Cannone Solare? Purtroppo per loro e per fortuna del resto del mondo, non molto: le stime più ottimistiche degli stessi ingegneri coinvolti parlano di almeno cinquant’anni di lavori.

Schwerer Gustav

Il Cannone Solare non ha mai superato la fase di progettazione, invece lo Schwerer Gustav (il Pesante Gustavo) è stato costruito. Schwerer Gustav è il più grosso cannone mai creato!

Schwerer Gustav è un cannone calibro 800 millimetri. Ha una canna lunga circa 30 metri, e pesa 1.300 tonnellate. Ha una gittata di 38 chilometri con proiettili da 7 tonnellate, mentre con proiettili esplosivi da 4 tonnellate la gittata raggiunge i 48 chilometri. Il ritmo di fuoco è di circa un colpo ogni mezz’ora. Il cannone è trasportato via rotaia da uno speciale treno, per riassemblarlo una squadra di 250 persone deve lavorare per tre giorni, e il personale totale addetto al pezzo supera le 2.000 unità.

Schema del Schwerer Gustav
Visione schematica del Schwerer Gustav…

Disegno del Schwerer Gustav
…disegno del Schwerer Gustav…

Foto del Schwerer Gustav
…e infine il Schwerer Gustav dal vivo!

Schwerer Gustav fu ordinato alle industrie Krupp nel 1934. Doveva servire per demolire le fortificazioni della Linea Maginot. Però la costruzione della canna si rivelò particolarmente ostica, tanto che all’inizio delle ostilità il cannone non era ancora pronto. La rapida vittoria tedesca in Francia rese lo scopo di distruggere la Linea Maginot obsoleto e il lavoro sul cannone rallentò ancora: solo nel 1942 finalmente fu terminato.
Trasportato sul fronte orientale, Schwerer Gustav partecipò al bombardamento di Sebastopoli, sparando in totale 48 colpi. Dopo di che si resero necessari degli interventi di manutenzione alla canna, che dovette essere smontata e spedita in Germania.
Nel frattempo, il posto del Schwerer Gustav sarebbe dovuto essere occupato dal Dora, un cannone gemello con caratteristiche analoghe, da poco completato.

Cannone Dora
Il cannone gemello del Schwerer Gustav, il Dora

Ma la situazione tattica era cambiata ed è quasi certo che il Dora non abbia sparato neanche un colpo, prima della ritirata tedesca.
Schwerer Gustav e Dora tornarono in Germania e non pare abbiano più partecipato a nessuna azione bellica (sebbene ci siano degli avvistamenti non confermati del Dora nei pressi di Stalingrado e Varsavia durante la rivolta del ghetto).

Nel complesso la coppia di cannoni è stato solo un enorme spreco di soldi e risorse.

Curiosità: Schwerer Gustav si chiama così perché Gustav era il nome del presidente delle industrie Krupp.

Landkreuzer P. 1500 “Monster”

Dunque i tedeschi avevano Il Più Grande Cannone del Mondo, perché non montarlo sul Più Grande Carro Armato del Mondo?! Tanto grande che il termine carro armato è riduttivo, si tratta infatti di un landkreuzer, un “incrociatore terrestre”.

Il P. 1500 sarebbe stato una mostruosità con un peso compreso fra le 1.500 e le 2.500 tonnellate, lungo 42 metri, largo 18, alto 7 e con un equipaggio di più di 100 “marinai”. Appunto una vera e propria nave da guerra su cingoli. Oltre al già citato cannone da 800 millimetri, l’armamento prevedeva anche due obici da 150 millimetri e decine di cannoni antiaerei.

Il P. 1500
Il P. 1500 paragonato a un camion e a un normale carro armato

Non fu mai costruito. Come non fu mai costruito un modello meno ambizioso, il P. 1000 “Ratte”. Il progetto del P. 1000 però venne maggiormente sviluppato e di questo secondo “incrociatore terrestre” si conoscono dei particolari in più.

Il P. 1000 avrebbe avuto un peso compreso tra le 900 e le 2.000 tonnellate. 35 metri di lunghezza, 14 di larghezza e 11 d’altezza. L’armamento prevedeva due cannoni navali da 280 millimetri (54.5 Sk C/34), un terzo cannone da 128 millimetri (Kwk 44 L/55), otto cannoni antiaerei da 20 millimetri (Flak38) e due cannoncini da 15 millimetri (MG 151/15). Otto motori Daimler-Benz Mb501, normalmente usati su navi e sottomarini, avrebbero consentito al P. 1000 di muoversi fino a 40 chilometri l’ora. L’equipaggio sarebbe stato di almeno 20 soldati.

Un disegno del P. 1000
Il P. 1000 sarebbe potuto apparire così…

Un altro disegno del P. 1000
…o forse così

Per figurarsi quanto il P. 1000 sarebbe stato impressionante, basti pensare che il peso dell’M1 Abrams, l’attuale principale carro da battaglia dell’esercito U.S.A., si aggira sulle 60 tonnellate. Qui parliamo di 1.000 e passa!

Proprio il peso incredibile avrebbe ridotto i possibili utilizzi del P. 1500 e del P. 1000.
Per esempio nessun ponte avrebbe retto la loro stazza. Non avrebbero potuto sfruttare alcuna strada, se non a patto di distruggerla.
Inoltre la geometria di entrambi i carri avrebbe impedito di poter puntare a bersagli a distanza ravvicinata, e dunque avrebbero sempre dovuto essere accompagnati da altri veicoli di supporto. Infine l’eccessiva grandezza li avrebbe resi facili bersagli per i bombardieri ad alta quota e la stessa artiglieria fissa nemica (anche se per ovviare a questo problema era stato proposto di camuffare i mezzi da… palazzi!)
In altre parole, per quanto questi “incrociatori terrestri” siano impressionanti, è probabile non sarebbero sopravvissuti molto sul campo di battaglia.

Confronto P. 1000 / E-100
Qui il P. 1000 è immaginato con il cannone da 128 mm montato su una torretta separata. Il confronto è con l’E-100, un altro carro sperimentale. L’E-100 pesava 150 tonnellate, era lungo 10 metri, largo 4,5 metri e alto 3,3 metri.

P. 1500 e P. 1000 rappresentano anche un vicolo cieco nel campo dell’evoluzione degli armamenti, dato che con il passare degli anni questa ricerca di gigantismo si è esaurita, e nessuno al giorno d’oggi si sogna più di progettare armi di questo tipo. Probabilmente sarà necessario un altro visionario come Hitler, perché certe idee possano riaffiorare. O forse è meglio di no!

Lo studio sul P. 1000 / P. 1500 iniziò nel 1942 e venne interrotto l’anno successivo per ordine dell’allora Ministro degli Armamenti Albert Speer. Nonostante ciò, i nazisti si possono lo stesso vantare di aver costruito il Più Grande Carro Armato del mondo: infatti nel 1942 cominciò anche la progettazione del Panzerkampfwagen VIII “Maus” e due prototipi di questo carro arrivarono a completamento. Uno dei due con regolare armamento.

Disegno del Maus
Il “Maus” di fronte e di profilo

Foto del Maus
Una foto del “Maus”

Il “Maus” ha un peso di “appena” 188 tonnellate, e dispone come armamento principale di un cannone da 128 millimetri. Come detto ne sono stati costruiti due prototipi, il primo senza armamento, con una torretta finta, solo per studiare quale motore sarebbe stato più efficiente dato il peso enorme del mezzo; il secondo prototipo invece era armato, tanto che agli sgoccioli della guerra venne ordinato che partecipasse alla difesa di Berlino.
Purtroppo il carro si guastò prima di arrivare a destinazione e l’equipaggio dovette distruggerlo per non farlo cadere in mano ai sovietici. I sovietici però riuscirono a catturare i resti di entrambi i prototipi e tra tutte e due ne venne fuori un “Maus” funzionante, che è ancora esposto al museo dei carri armati di Kubinka, nei pressi di Mosca.

Maus in museo
Il “Maus” esposto al museo di Kubinka

Amerika Bomber

Giapponesi e Tedeschi hanno sempre avuto un problema durante la Seconda Guerra Mondiale: l’impossibilità di colpire direttamente il territorio degli Stati Uniti. I Giapponesi provarono a risolvere la questione inviando verso gli U.S.A. migliaia di palloni incendiari: forse qualche centinaio giunse a destinazione, mietendo ben sei vittime.

Pallone giapponese
Uno dei palloni spediti dai Giapponesi contro gli Stati Uniti

Nel 1944, il Ministro dell’Aria del Reich Hermann Göring convocò cinque delle principali aziende aereonautiche tedesche e chiese che venisse approntato un bombardiere con un raggio di 11.000 chilometri e capace di trasportare un carico di 4.000 chili di bombe. Tale bombardiere doveva essere in grado di decollare dalla Germania, raggiungere New York, sganciare il suo carico di bombe e tornare in patria. Senza scalo e senza rifornimento intermedio.

Dopo una serie di discussioni, venne approvato il progetto dei fratelli Horten, l’Horten Ho XVIII A (più tardi una diatriba fra gli ingegneri delle altre aziende aereonautiche e Reimar Horten spingerà quest’ultimo ad aggiornare il suo progetto e a disegnare l’Horten Ho XVIII B).
L’Horten Ho XVIII A sarebbe dovuta essere un’ala volante con un’apertura di 40 metri, spinta a 900 chilometri l’ora da sei turbogetti inseriti nella fusoliera. Basta confrontare il design di tale aereo con quello del moderno B-2 americano per rendersi conto di quanto i fratelli Horten fossero in anticipo sui tempi:

Schema dell'Horton Ho XVIII A
Schema dell’Horton Ho XVIII A

Disegno dell'Horton Ho XVIII A
Come sarebbe apparso l’Horton Ho XVIII A

B-2 Spirit
Il bombardiere americano B-2 Spirit

Il progetto dell’Horten Ho XVIII B fu considerato definitivo e un primo bombardiere avrebbe dovuto essere pronto per l’autunno del 1945 (sebbene i fratelli Horten fossero scettici sulle possibilità pratiche di terminare il lavoro in così breve tempo). In ogni caso la Germania si arrese il 7 maggio 1945, e l’aereo non lasciò mai i tavoli da disegno.

Schema dell'Horton Ho XVIII B
Schema dell’Horton Ho XVIII B

Disegno dell'Horton Ho XVIII B
Come sarebbe apparso l’Horton Ho XVIII B

Tuttavia qualcosa di concreto è rimasto delle idee dei fratelli Horten: l’Horten Ho IX (entrato in produzione con il nome di Gotha Go 229). Questo futuristico caccia a reazione si è calcolato avrebbe potuto raggiungere i 1.000 chilometri orari, grazie ai due turbogetti. L’Horten Ho IX era armato con quattro cannoni da 30 millimetri e poteva portare un carico di 1.000 chili di bombe. Almeno un prototipo armato venne completato e riuscì a volare una volta prima della fine della guerra. Altri quattro aerei simili furono trovati a vari stadi di costruzione.

Gotha Go 229 V3 (fronte)
Un Gotha Go 229 V3 in costruzione trovato dagli alleati: fronte…

Gotha Go 229 V3 (retro)
…e retro

Legato al progetto Amerika Bomber, è l’idea di permettere il lancio di razzi stile V-2 da parte di sottomarini in immersione. Così gli U-boot avrebbero potuto bombardare a piacimento le coste degli Stati Uniti. Neanche questo progetto arrivò a compimento, sebbene pare fosse ormai a un a passo dalla realizzazione.

La Luna, Marte e oltre

Finora ho parlato di progetti che benché folli, sono documentati e sono, anche i più bislacchi, almeno in linea teorica realizzabili. Esiste poi un campo vastissimo di ricerca, spesso esplorato non da storici ma da “scienziati dissidenti”(sic), che si occupa degli aspetti esoterici della tecnologia nazista.
Il cardine di tali studi è l’idea che dalla fine degli anni ’30 i nazisti abbiano avuto contatti con gli extraterrestri o abbiano recuperato qualche nave spaziale naufragata sulla Terra, come nel famoso incidente di Roswell.

Hitler con alieno
Hitler incontra un ambasciatore dei Grigi

Analizzando i manufatti alieni, i nazisti avrebbero compiuto incredibili progressi, tanto da permettere loro di sbarcare sulla Luna nel 1942 e costruirvi una base segreta sotterranea.
Nell’aprile 1945 sarebbe partita una nave spaziale tedesca, che dopo otto mesi di viaggio avrebbe raggiunto Marte. Nel gennaio 1946 la scampagnata si sarebbe conclusa con un disastroso schianto sulla superficie del pianeta rosso.
Ah, gli “scienziati dissidenti” sostengono anche che Marte venne raggiunto nel 1952 dai Sovietici e dagli Americani e nel 1956 da un’astronave del Vaticano, partita dall’Argentina. Tutto vero!

Il Duce aveva già conquistato Marte nel 1939…

Questo grazie al motore tachionico a moto perpetuo, che i nazisti avrebbero acquisito dagli extraterrestri. Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, tale tecnologia sarebbe finita in possesso anche di Russi e America (e del Papa).
Oltre a fornire ai nazisti l’affare tachionico, gli alieni avrebbero svelato agli scienziati tedeschi il segreto dell’eterna giovinezza e come costruire mech da combattimento, ma questo è materiale per un altro articolo!

Nazimech
Robot da combattimento nazista

Intanto gli alleati…

Mentre i nazisti preparavano i loro piani per il viaggio su Marte e gli incrociatori terrestri, Americani e Inglesi non si giravano i pollici! Tra i vari progetti più o meno razionali, uno dei più curiosi è il Progetto Habakkuk.

Nel 1942 il giornalista, spia e inventore inglese Geoffrey Pyke propose ai vertici militari inglesi di costruire una gigantesca portaerei, composta da più di 200.000 blocchi di un nuovo materiale, appena scoperto, il “pykrete”.
Il pykrete si ottiene mischiando al ghiaccio la polpa di legno. Si ha così un materiale leggero e facilmente manipolabile ma con la resistenza del cemento.

Pykrete
Pykrete

Tale portaerei sarebbe stata lunga più di 600 metri, larga 100 metri, profonda 60 e con uno scafo di pykrete spesso 12 metri. Sarebbe stata una sorta di isola semovente, praticamente inaffondabile, in grado di trasportare più di 200 aerei e di fungere da testa di ponte per un’eventuale invasione delle isole giapponesi.

La portaerei del Progetto Habakkuk
La portaerei del Progetto Habakkuk…

Portaerei di ghiaccio
…e un’interpretazione artistica

Il progetto si arenò su una serie di quisquilie tecniche: tipo riuscire a mantenere l’intero scafo a una temperatura inferiore ai -15 gradi, per impedire deformazioni nel pykrete, e riuscire a fornire energia sufficiente a far muovere l’intera nave. Con i previsti 26 (!) motori, la portaerei si sarebbe spostata a una velocità massima di 10 nodi (appena 18 chilometri l’ora).

Finita la guerra e con il crescere dell’autonomia dei bombardieri, il progetto della portaerei di ghiaccio venne archiviato. Peccato!

In Italia

Anche in Italia non mancano i progetti di armamenti curiosi e bizzarri, basta pensare al misterioso Raggio della Morte di Marconi. Magari ci dedicherò un articolo, per ora accontentiamoci di questa foto, apparsa nel numero di aprile 1933 della rivista Popular Science.

Cavallo meccanico
Il fascista cavallo d’acciaio!

Un cavallo meccanico, costruito da un non ben specificato inventore italiano. Secondo la rivista, il cavallo galoppa altrettanto bene sulle strade o su terreno accidentato e può essere usato per insegnare ai giovani a cavalcare. Ovviamente la foto potrebbe essere stata manipolata o il cavallo d’acciaio essere solo una scultura, non in grado di muovere un solo “muscolo”. Purtroppo non pare in rete ci siano ulteriori informazioni riguardo a questo prodigio dell’italico ingegno.

Fonti

Oltre ai siti web segnati tra gli Approfondimenti, consiglio due libri sull’argomento: Germany’s Secret Weapons in World War II di Roger Ford, che si occupa quasi esclusivamente dei progetti più realistici, giunti almeno alla fase di prototipo, e My Tank Is Fight! di Zack Parsons, che invece non si fa scrupoli a parlare delle armi più folli.

Copertina di Germany's Secret Weapons in World War II
Copertina di Germany’s Secret Weapons in World War II

Copertina di My Tank Is Fight!
Copertina di My Tank Is Fight!

Inoltre, per chi volesse provare l’ebbrezza di volare con qualcuno degli strani aerei nazisti, il Coniglietto Grumo mi segnala l’esistenza del videogioco Secret Weapons of the Luftwaffe. Non sono riuscita a farlo partire, non essendo neanche stato programmato per Windows, ma dovrebbe funzionare usando l’emulatore DOSBox. Oppure recuperando dalla cantina qualche vecchio PC.

screenshot da Secret Weapons of the Luftwaffe
Uno screenshot da Secret Weapons of the Luftwaffe: qui si sta pilotando il Gotha Go 229!

* * *

Questo articolo è nato grazie all’impegno mio, di mio fratello e del Coniglietto Grumo. Un ringraziamento particolare a Carraronan per la prontezza, la gentilezza e la competenza con le quali ha risposto alle nostre mail.


Approfondimenti:

bandiera EN LORELEI su IMDb
bandiera IT La Svastica sul Sole su iBS.it
bandiera FR Una pagina dedicata al Surcouf

bandiera EN Achtung Panzer! sito dedicato ai carri tedeschi
bandiera EN Luft ’46 sito dedicato agli aerei da guerra futuristici del Terzo Reich
bandiera EN Strange vehicles of Pre-War Germany & The Third Reich
bandiera EN Black Sun: esoterica tecnologia nazista

bandiera EN Fascisti su Marte su IMDb
bandiera EN Un articolo che parla della portaerei di ghiaccio
bandiera EN L’articolo di Popular Science dedicato al cavallo d’acciaio fascista

bandiera EN My Tank Is Fight! su Amazon.com
bandiera EN Un capitolo da My Tank Is Fight!
bandiera EN Germany’s Secret Weapons in World War II su Amazon.com

bandiera EN Secret Weapons of the Luftwaffe su MobyGames
bandiera EN Secret Weapons of the Luftwaffe scaricabile da Abandonware Paradise
bandiera EN Il sito ufficiale di DOSBox

bandiera IT Il blog del Duca Carraronan

Scritto da GamberolinkCommenti (37)Lascia un Commento » feed bianco Feed dei commenti a questo articolo Questo articolo in versione stampabile Questo articolo in versione stampabile • Donazioni