Recensione :: Romanzo :: Amazon

5908.jpg Titolo originale: Amazon
Autore: Gianluigi Zuddas

Anno: 1998
Nazione: Italia
Lingua: Italiano
Casa Editrice: Nord
Collana: Fantacollana
Genere: Heroic Fantasy

Pagine: 260 (brossura)
Prezzo in lire: 22000 lire
Prezzo in euro: 10-14 euro

Quella che ho letto è l’ultima edizione disponibile del libro Amazon, rivista e corretta dall’autore appositamente per la nuova pubblicazione a vent’anni dall’esordio del ciclo delle amazzoni (la prima edizione è del 1978). Purtroppo anche questa edizione del 1998 è ormai fuori catalogo e reperibile con molta fortuna su siti di aste o presso i negozi specializzati in collezionismo. Sui classici IBS, Bol e Unilibro o non appare o è segnato come “non disponibile”.
Biblioteche pubbliche, eBay e Delos Store sono stati finora gli unici luoghi in cui l’ho visto.

La quarta di copertina:

Diecimila anni or sono, come è ben noto, il bacino del Mediterraneo si riduceva all’enorme lago conosciuto come Mare Interno, e sulle sue coste – nonché sulle sue numerose isole – la fauna umana presentava alcune differenze con quella che oggi ne calpesta le dorate spiagge. Nell’isola di Kos, per fare un esempio, il dominio dell’Argone (che predilige gli uomini-cavallo) è subordinato al potere dei Preti del Gelo, capaci di scatenare bufere grazie alla loro forza mentale, mentre in quel di Coralyne la Diaconessa Lugunda imbandisce Banchetti dei Profumi dove i commensali più colti parlano solo in Lingua Incomprensibile, e nel Palazzo reale di Nedda alcuni sacerdoti cercano di capire lo strano funzionamento di un quintetto di antichi gong che hanno la facoltà di scaraventare in luoghi lontani chiunque capiti fra le loro vibrazioni… Aggiungiamo che fra questi gong vengono a trovarsi due bellicose amazzoni impegnate in una missione di spionaggio, e a questo punto non resterà altro che godersi le loro avventure nel gustosissimo mondo Sword and Sorcery che la sbrigliata fantasia di Gianluigi Zuddas ha saputo creare, a metà strada fra gli esempi di certi illustri precedenti angloamericani e una vena personale di salutare dissacrazione.

Cominciamo fornendo qualche cenno sull’autore.
Gianluigi Zuddas, classe 1943, traduttore tra le tante cose anche del ciclo di Solomon Kane (il ciclo howardiano che preferisco) e scrittore di vari romanzi e racconti, ha smesso di scrivere nuove opere da quasi vent’anni per dedicarsi a tempo pieno alle traduzioni. Un professionista che già dall’intervista su Fantascienza.com e dal poco che ho letto mi è subito risultato simpatico. Si tratta comunque di una simpatia a posteriori rispetto alla lettura di Amazon: se il libro non mi fosse piaciuto dubito che mi sarei preso la briga di scoprire di più sul suo conto.

E’ interessante vedere come la Wikipedia italiana lo trascuri, dandogli solo una striminzita riga d’articolo, mentre quella inglese si degna si regalargli una doverosa paginetta, seppure incompleta.
La stessa wikipedia inglese sotto Scrittori Fantasy Italiani non riporta però i nomi di autori come Licia Troisi e Andrea D’Angelo, che oserei dire siano piuttosto famosi in Italia per quanto riguarda il Fantasy.
Zuddas sì e loro no. Mah, misteri di Wikipedia!
Mi sembra interessante far notare questo “wiki squilibrio” per ricordare che i lavori di Zuddas non hanno mai avuto in patria la dovuta attenzione che meritavano, nonostante i premi vinti, e che perfino dal lato “wiki” si trovano più informazioni in inglese che non nella nostra lingua.
Provvederò prossimamente ad ampliare l’articolo italiano, quantomeno per portarlo in pari con quello redatto nell’idioma della perfida Albione.

Passiamo al romanzo.
Amazon è un libro ricco di pregi, ma non esente da alcuni difetti che ne limitano parzialmente la godibilità.
I pregi sono la semplicità e la scorrevolezza del linguaggio, privo di tutti quei fronzoli descrittivi inutili che tanti autori italiani amano infilare nelle frasi. Ha uno stile diretto, chiaro, esplicito ed essenziale. Ombra di Lancia, Goccia di Fiamma e Shalla sono personaggi non troppo psicologicamente complessi, ma divertenti e ben caratterizzati che usano un linguaggio credibile e hanno reazioni plausibili alle situazioni in cui finiscono coinvolte.
L’ambientazione è originale e fantasiosa, lontana degli standard tolkieniani e immune all’influenza dei soliti cliché, complice forse il periodo in cui è stato scritto il libro (non c’era ancora stato il boom del fantasy alla D&D) o forse no. Personalmente credo che Zuddas non si sarebbe mai fatto influenzare dal folklore D&Desco che affligge la concezione del fantasy di tanti giovani, nemmeno se avesse scritto quel libro al giorno d’oggi, perché è un autore che si e’ sempre dimostrato deliziosamente originale.

Il fantasy di Amazon è un Heroic Fantasy ironico e avventuroso in cui la magia ricopre un ruolo di supporto rispetto allo svolgimento della trama, senza essere mai “davvero invasiva”, per quanto sia comunque presente e fondamentale. Gli strani marchingegni tecnologici del folle inventore Uko Gormirane, quel genere di bizzarra tecnologia a vapore che è più “magia” che tecnologia reale, risultano più divertenti delle classiche diavolerie magiche come palle di fuoco, spade incantate e navi volanti che appaiono in tante opere fantasy.

I principali difetti del libro sono la flebile trama e il finale troppo improvviso.
La trama è quasi inconsistente, tanto che il romanzo intero si riduce a un susseguirsi di avventure in giro per lo strano mondo mediterraneo grazie al Gong magico che sbalza le amazzoni qua e là (è un po’ riduttiva come descrizione, ma il nocciolo è questo).
Niente di male se non fosse che lo stesso finale, in assenza di una trama solida, arriva in modo piuttosto brusco al termine dell’ennesima avventura non troppo diversa dalle altre: la sensazione è che il libro sia finito, ma che allo stesso tempo non sia finito, come se alla propria copia mancassero per un errore di stampa quel capitolo o due in più necessari per concludere la storia in modo più significativo.

Le stesse avventure delle amazzoni, per quanto fantasiose e divertenti, si risolvono spesso in modo troppo semplice per cui non mi è capitato di pensare che la vita delle protagoniste fosse davvero in pericolo (tranne una volta, quando Shalla sta per essere scuoiata viva) e che magari una di loro non sarebbe arrivata alla fine della storia. La sensazione generale era che ogni sfida fosse alla loro altezza: questo ha tolto parecchia suspense.
Per fare un esempio nei libri di Bernard Cornwell dedicati al fuciliere Sharpe mi è capitato più volte di dubitare che il protagonista potesse sopravvivere (o che magari finisse mutilato), nonostante sapessi benissimo che erano già usciti altri titoli della stessa serie. Lo stesso mi è successo regolarmente coi libri di Andy McNab sul mercenario Stone, mentre in Amazon questo “dubbio” tendenzialmente non mi è passato per la mente.
Voglio sottolineare però che lo stile narrativo ricco di azione e il tono scanzonato dell’opera sono più che sufficienti a rendere gradevolissima la lettura, nonostante quanto appena scritto sulla mancanza di reale suspense.

Per meglio descrivere lo stile della Heroic Fantasy di Zuddas citerò direttamente alcune sue frasi tratte da un’intervista recente (vedi links in fondo alla recensione).

L’heroic fantasy l’ho scoperta leggendo Sinhue l’Egiziano, di Mika Waltari. Quel romanzo è un genere di heroic fantasy molto basata su una realtà storica. Anche l’Iliade e l’Odissea sono heroic fantasy. Da lì è nata la mia antipatia per la fantasy alla Tolkien, troppo distaccata dalla realtà del pianeta Terra, e per tutti quei generi di fantasy pieni di elfi, maghi, incantesimi e principesse in pericolo, che sanno troppo di favole per bambini. Il mago che fa un incantesimo mi lascia freddo. Ma il truffatore vestito da mago che soffia il fumo con una peretta dentro la sfera di cristallo, e poi fa entrare in scena l’assistente travestito da demone, be’, questo invece mi diverte molto.
[...]
Basti pensare alle gigantesche pseudo-piramidi che stanno venendo alla luce proprio ora presso Sarajevo. La realtà si dimostra molto più affascinante e sconvolgente della fantasia. Inoltre la fantasy comincia addirittura da Omero, non è una creatura americana come la SF classica, e quindi l’ho sempre sentita come un campo letterario appartenente anche a noi italiani.

Zuddas è un narratore che compete alla pari con alcuni dei migliori autori fantasy stranieri (Gemmell, Martin…) e ne sbaraglia senza problemi una gran parte (R.A.Salvatore, Weis & Hickman, Eddings…), confermando che non è la nazionalità a fare il buon autore, ma l’Abilità.
Zuddas è Bravo: tanti altri autori italiani o stranieri non lo sono altrettanto.

Per concludere Amazon è complessivamente un bel libro che proprio perché bello acquista due ulteriori “difetti”:

  • l’autore ha smesso di scrivere, quindi non ci darà nessuna nuova storia altrettanto bella in futuro;
  • Amazon non è di facile reperimento (vedi più sotto il link al Delos Store per l’acquisto) essendo ormai fuori catalogo.

Azzo.gif


Approfondimenti:
bandiera IT Intervista del 7 gennaio 2007 a Gianluigi Zuddas
bandiera EN Gianluigi Zuddas sulla Wikipedia inglese
bandiera IT Le Amazzoni (quelle greche) su wikipedia
bandiera IT Il libro su Delos Store

Giudizio:

Azione! Azione! Azione! +1 -1 E’ tutto un susseguirsi di avventure strampalate che lasciano in secondo piano la (flebile) trama
Personaggi e situazioni divertenti +1 -1 Le situazioni si risolvono in modo troppo semplicistico
Stile semplice, chiaro e coinvolgente +1 -1 Il finale non sembra un finale
Fantasioso in modo originale +1  
Linguaggio e sesso utilizzati in ottimo modo, senza volgarità inutili +1  

Scritto da GamberolinkLascia un Commento » feed bianco Feed dei commenti a questo articolo Questo articolo in versione stampabile Questo articolo in versione stampabile • Donazioni

41 Commenti a “Recensione :: Romanzo :: Amazon”

  1. 41 Zave

    chiedo venia, avevo letto male. XD

  2. 40 Kirtash

    Zave, la prossima volta che pubblichi qualcosa controlla che non siano cazzate… mi cito da solo ” Per scaricare gli ebook (come tutto il materiale sul sito) è necessario registrarsi.”
    Cinque messaggi sotto al tuo.

  3. 39 Zave

    comunque non è vero che non devi registrarti.

  4. 38 Kirtash

    Ecco no, hanno solo avuto problemi di dominio, il link corretto è diventato http://www.ipmart-italia.com/forumdisplay.php?1102-Indice-Libreria-iPmart :)

  5. 37 Kirtash

    Mi sa che hanno chiuso il sito, accidenti ! u.u

  6. 36 Anacarnil

    Cliccando sul link, dà account sospeso.

  7. 35 Kirtash

    Anzi, mi sono andato a rileggere le FAQ, e i link si possono mettere :)
    Ecco qui la libreria IPMART http://www.ipmart-forum.it/forumdisplay.php?233

  8. 34 Kirtash

    Ma infatti il problema non era mica quello.. anche io son d’accordo con quello che pensa Gamberetta sul copyright… solo che credo sia vietato postare link esterni, di conseguenza casomai lo passavo a lei e a quel punto faceva una segnalazione o che so io…
    Comunque risolviamo il problema, dico il nome del sito e ecco che non c’è più bisogno del link!
    E’ IPMART. A uno sguardo poco attento sembrerà un forum esclusivamente sulla telefonia, ma invece hanno una sezione chiamata ‘libreria di IPMART’ dove c’è una scelta illimitata di libri (per altro aggiornata continuamente).. Per scaricare gli ebook (come tutto il materiale sul sito) è necessario registrarsi.
    Niente è andato perso con megaupload perché tutto è su un server del sito :)

  9. 33 Zave

    e scrivilo pure pubblicamente che non credo che la FBI arriverà a casa tua a rapirti.
    conoscendo le idee di gamberetta sul copyright non credo che se ne avrà a male.

  10. 32 Kirtash

    *(continua da sotto, scusate)
    in realtà so dove trovare tantissimi ebook gratuiti di qualsiasi libro in effetti (è il sito dove ho trovato Amazon)…

  11. 31 Kirtash

    Gamberetta mi rivolgo direttamente a te… so dove rimediare
    C’era una Volta un Computer, Il volo dell’angelo, Le Amazzoni Del Sud , Stella Di Gondwana (tutti di zuddas) in modo gratuito.. come posso ‘passarteli’?…

  12. 30 Maudh

    -con voce di “Inga che viene di Svezia” ma parla anche il tedesco- Dankesheeeeeeeeeeeeeeeen!

  13. 29 Angra

    @Maudh: sì, Zuddas lavora come traduttore per Editrice Nord.

  14. 28 Maudh

    Ma l’autore è lo stesso che ha tradotto il ciclo dell’ecumene dorato di Jonh C. Wright? O è solo una omonomia?

  15. 27 Angra

    Ho finito di leggere Amazon in questi giorni, e ho trovato le Amazzoni di Zuddas uniche nel loro genere. E’ un caso raro il fatto che un autore uomo riesca a creare dei personaggi femminili che non rientrino nel cliché “tutta santa” o “tutta strega” (deve dipendere dai rapporti dei maschietti con la madre ^_^). Le Amazzoni di Zuddas invece sono fondamentalmente “buone”, ma capaci di ammazzare senza batter ciglio e dormir bene la notte. Il fatto di essere così scanzonate negli appetiti sessuali le rende molto simpatiche, così come il modo di fare un po’ “da caserma”. In sintesi: sono andato a ordinare gli altri del ciclo, purtroppo andando a cercare nelle sezioni “collezionismo”.

    Una preghiera agli editori:

    RISTAMPATELI, CHE IDDIO VI STRAFULMINI!!!

  16. 26 Capitan Gambero

    Grazie per l’intervento, signor Zuddas. :-)

    Ad ogni modo, visto che uno paga per comprare un film o un libro, se il compratore di una cosa che non vale niente può essere colpevole di incauto acquisto, il venditore può essere colpevole di aver venduto merce scadente. So che questo è un ragionamento discutibile, però resta chiaro il fatto che se uno compra un romanzo e poi s’accorge che fa schifo, costui ha ricevuto una fregatura di qualche genere.

    Sarebbe bello se tutti gli autori, soprattutto gli autori fantasy esordienti, si ponessero di fronte al pubblico con lo stesso atteggiamento.
    Su forum quali FM (o altri) quando si dichiara che il lettore “che paga” ha diritto di lamentarsi se il libro è brutto, come fece Gamberetta, si finisce solitamente aggrediti da autori/pubblico furiosi contro chi ha osato portare il discorso su questo piano “economico”.

    Quello che voglio dire è che voi non dovreste stare a chiedervi se è giusto mandare in rete delle recensioni, o se le vostre critiche sono più o meno motivate, o valide o profonde. Tutti noi abbiamo bisogno dell’opinione altrui, perchè la nostra capacità di ragionamento funziona bene solo quando è a contatto dei ragionamenti altrui. Perciò produrre opinioni significa produrre dei beni di consumo assai concreti, come quelli che troviamo sugli scaffali di un supermercato.

    Ha perfettamente ragione.
    Il consumatore ha diritto di criticare o di elogiare il prodotto di consumo: anche su questo si basa il successo di mercato di prodotti con un buon compromesso qualità/prezzo.
    Criticare liberamente può aiutare il mercato del libro molto più del fingere che tutti i libri siano uguali, come fanno certi sedicenti esperti del Fantasy che parlano allo stesso modo sia di quelli belli (come il suo) che di quelli orrendi (i libri della Troisi, ad esempio).
    Senza critica consapevole e onesta il mercato viene danneggiato perché il pubblico perde ogni fiducia nei confronti delle recensioni, dei commenti dei giornali o del pareri degli “esperti”.

    La più grande libertà è quella di poter dire le cose come stanno. :-)

  17. 25 Gianluigi Zuddas

    Cari Gamberi,
    vi ringrazio dell’attenzione che avete dato a quel mio romanzo “Amazon”. Ogni volta che qualcuno mi dice “Sai ho letto un tuo romanzo” mi sento in colpa per avergli fatto perdere un po’ del tempo della sua vita, e comincio a chiedermi quanto potrebbe farmi pagare per risarcimento danni, se non gli fosse piaciuto. Per fortuna sono ancora molto incerto sulla valutazione in euro del tempo della vita di qualcuno (un euro al minuto? 100 euro al minuto?) così smetto subito di pormi questo interrogativo. Però resto convinto che uno dovrebbe porselo. Dopotutto, il tempo della nostra vita vale qualcosa, no? Ad esempio, ieri sera mi sono visto “Batman Begins” dalle 21,30 alle 24, e alla fine ho concluso che i produttori del film mi hanno rapinato di 2 ore e mezzo della mia vita. Devo denunciarli per furto? Oppure, se non li denunciassi, sarebbe come ammettere che questa frazione della mia vita non valeva niente? Ad ogni modo, visto che uno paga per comprare un film o un libro, se il compratore di una cosa che non vale niente può essere colpevole di incauto acquisto, il venditore può essere colpevole di aver venduto merce scadente. So che questo è un ragionamento discutibile, però resta chiaro il fatto che se uno compra un romanzo e poi s’accorge che fa schifo, costui ha ricevuto una fregatura di qualche genere.
    Mi hanno detto che Capitan Gambero e Gamberetta sono due tipi cattivissimi. Cosa rara, direi, se cattivissimi significa parlare chiaro. A me nessuno mi ha mai detto niente di chiaro, in trent’anni che mando materiale in lettura a tutti gli editori d’Italia. La sola critica che questa gente mi fa è “Va bene, lo pubblichiamo” oppure “Ci spiace doverle comunicare ecc. ecc.” (solitamente quest’ultima). Anzi, ora che ci penso il primo editore di “Amazon” una specie di critica me la fece, quando dopo molte esitazioni si azzardò a dirmi, come timoroso che gli sarei saltato alla gola: “Senta, io taglierei via tutto il primo capitolo”. Io dissi OK, lo taglio. Lui rimase molto sollevato d’essere scampato vivo al rischio che aveva corso sfidando a quel modo le nobili ire di un artista creativo, e io mi sentii fiero di non averlo ammazzato. Perchè in queste situazioni si può essere idioti, è umano. Quello che voglio dire è che voi non dovreste stare a chiedervi se è giusto mandare in rete delle recensioni, o se le vostre critiche sono più o meno motivate, o valide o profonde. Tutti noi abbiamo bisogno dell’opinione altrui, perchè la nostra capacità di ragionamento funziona bene solo quando è a contatto dei ragionamenti altrui. Perciò produrre opinioni significa produrre dei beni di consumo assai concreti, come quelli che troviamo sugli scaffali di un supermercato.
    Il solo pericolo è che quelli che trovano il vostro sito si affezionino a voi.
    vi saluto
    Gianluigi Z.

  18. 24 Nixen

    Tornando un pochetto al libro, verso pranzo ho finito di leggerlo e devo dire che il finale aperto lascia un pò perso il lettore che vorrebbe, secondo me, sapere come finisce la vicenda. Nel complesso però, detto da una persona come me che non ama leggere e se questo miracolo ogni tanto accade vi è un preciso motivo, è sinceramente un bel libro di cui consiglio la lettura (se si riesce a trovarlo), non aggiungo altro, Ciao.

  19. 23 Bubba

    Buon gambero a tutti! Scusatemi se mi intrufolo ma la vita di lavoratore nei campi di cotone è durissima e lascia poco spazio per internet.
    Non recensirò Le sette Gemme, A.D.A. ( Andrea D’Angelo ) può stare tranquillo. ^^
    Per fare una buona recensione bisogna leggere in modo approfondito e analitico e ora proprio non me la sento… quello che uscirebbe sarebbe una recensione poco professionale e non è il nostro modus operandi.

    Un abbraccio virtuale ai miei colleghi, vado a svaccarmi sul mio povero giaciglio di paglia. Attendo con ansia di reimbarcarmi! O__o

  20. 22 Andrea D'Angelo

    Internet è un modello di democrazia reale (altro che i nostri Paesi): ognuno ha la totale libertà di esprimere ciò che vuole. E ognuno può leggere ciò che vuole. Il mio non era un tentativo di influenzare chicchessia, sottolineo, bensì la semplice, banale affermazione del mio pensiero in un luogo che è stato reso pubblico.
    La tua strada è quella, Gamberetta. Come ho sempre detto, difendendo la libertà d’espressione di tutti, difendo anche la mia; in base a ciò, ti auguro un giorno di saggiare il filo della tua stessa arma, in modo possibilmente doloroso. Peccato che non sarò presente, temo, perché l’equilibrio si raggiunge molto più avanti negli anni – ed è comunque un processo.
    La strada di Capitan Gambero, invece, m’appare più illuminata – auspicandomi che si scrolli di dosso il buonismo da cui si sente affetto.

    Ciò detto, continuerò a leggervi con interesse, sarcasmo o meno. Per ora? Non lo so. Di solito mi stufo, applicando una sorta di Feng Shui intellettuale ai contenuti della rete delle reti (che come ogni democrazia annacqua la qualità).

  21. 21 Gamberetta

    Sul sarcasmo ho scritto apposta l’articolo dedicato a Fenimore Cooper’s e non ho altro da aggiungere.
    Proprio perché Twain è un’autorità assoluta in campo letterario è giusto prenderlo a modello. Certo, le possibilità che diventi brava come lui sono pochissime, ma sarebbero nulle se non ci provassi neanche!

  22. 20 Capitan Gambero

    Grazie per l’intervento, D’Angelo.
    Il vostro invito a essere giusto, né buono né cattivo, e a evitare gli eccessi di sarcasmo che, per quanto divertenti, rischiano di danneggiare le recensioni (in fondo Mark Twain poteva dire quello che voleva proprio perché lui aveva mostrato al mondo di essere Mark Twain, ovvero una Auctoritas della letteratura) mi sar? da guida nelle prossime recensioni.
    Sarò umile e onesto, come ogni marinaio dovrebbe essere, arr.
    :-)

  23. 19 Andrea D'Angelo

    A me Gamberetta sembra ottimamente piantata sui suoi piedini. Ha, però, il difetto di prendersi troppo sul serio (credo sia l’età, senza voler sembrare offensivo. Io, alla sua, mi prendevo molto sul serio ed ero certamente meno preparato di lei!). Quando scrive che chi scrive male “non merita rispetto” dimostra il suo limite – umano. E le sue recensioni, infarcite di sarcasmo, ne sono la prova.
    Gamberetta, tu hai abbastanza dialettica per argomentare le tue tesi e una più che sufficiente inclinazione alla derisione che nel contempo la fa a pezzi. I tuoi testi avrebbero una forza dirompente, se sgrassati dal sarcasmo, perché intelligenti.

    Personalmente, credo che si debbano recensire i libri letti, non solo quelli belli o solo quelli brutti. Ma quando si parla di recensione pubblica, questa ha dei criteri ben specifici da rispettare, tra i quali non rientra il sarcasmo. Questa è casa vostra e quindi, pur se pubblica, avete il diritto assoluto di scrivere come vi pare e piace. Guadagnarsi la stima di chi è seriamente addentro all’argomento che trattate, però, è un altro paio di maniche.

    Capisco il dissidio di Capitan Gambero. Capitano, non devi essere buono (o cattivo). Devi essere giusto, secondo i tuoi parametri. Gamberetta è coerente, dice di essere (intellettualmente) onesta e questo basta. Concordo con lei. Non vedo perché tu non possa considerarti altrettanto.
    La caduta di stile, qui, è soltanto il sarcasmo; perché in merito alla vostra onestà intellettuale non credo si possa dire tanto (chi accusa d’invidia scritti come i vostri non guarda al contenuto vero e proprio, e non riesce – umanamente colpito, credo – a sottrarre ai vostri testi la (troppa) derisione – che però mina gravemente la loro credibilità).
    Ai miei occhi, in tutta sincerità, finché vi sarà questa alta dose di sarcasmo, il vostro resterà un prodotto potenzialmente di grande aiuto, ma anche piuttosto volgare (e, secondo i miei parametri, di conseguenza poco godibile). Volgare… a volte più, a volte meno, s’intenda.
    Ed è, come dicevo nel forum di Fantasy Magazine, un gran peccato.
    Non è un caso che torni qui a rileggervi. Non ho molto tempo e seleziono i contenuti da “controllare” navigando. A me piacete e sembrate una spanna sopra la media dei pareri che si leggono in rete (che in media sono gravemente sufficienti, come si diceva un tempo a scuola… ora, dopo la geniale riforma Moratti, chi lo sa più? Sto invecchiando…).
    Ma, soprattutto Gamberetta, nella focosità dei teenager, ha un problema di stile.

    Tutto questo, ovviamente, è soltanto il parere di una persona.
    Uno è uno, esperto o non esperto, come dissi ai Grandi Vecchi del fantastico italiano, che si piccarono. Non sono aduso a considerarmi al di sopra delle mie convinzioni. Sono soltanto uno.

  24. 18 Angra

    E’ vero, il fatto di aver sborsato dei soldi per leggersi delle boiate è molto seccante. Un conto è se uno scrive per diletto e distribuisce gratis, ma se pretende dei soldi, probabilmente è giusto trattarlo come un professionista che non sa fare il suo lavoro. Però, anche delle sane bastonate… :)

  25. 17 Gamberetta

    Qui ci sono dei problemi pratici: se dovessimo concentrarci solo sugli autori bravi di recensioni ce ne sarebbero davvero poche! E di italiani… lasciamo perdere…
    Gli autori che scrivono male non meritano alcun rispetto. Di principio. Loro offendono i lettori con le loro stupidate (a pagamento) e io dovrei star zitta?! Manco per sogno! In realtà, rileggendo Twain, mi sono resa conto di esser stata fino troppo gentile, finora.
    In quanto alle accuse d’Invidia, Esterofilia, e quant’altro, non hanno senso: quando scrivo le recensioni sono onesta, anche fossi davvero Invidiosa, questo non cambierebbe i miei giudizi. Perciò l’unica accusa che mi si può muovere è di essere disonesta, io so di non esserlo e dunque mi entra da un orecchio e mi esce dall’altro.
    In quanto al perder tempo non è vero: se anche una sola persona ci legge e risparmia i soldi non comprando un brutto romanzo, non sarà stata una perdita di tempo.

    Parlar male solo degli autori che vendono molto? In campo fantasy italiana significa solo parlar male della Troisi. Non mancheremo. Credo che all’uscita del terzo volume delle Guerre “celebreremo” la “regina del fantasy italiano” come merita…

    E ora vado a firmare una petizione online per far smettere quel maniaco di Schrodinger: la deve piantare di giocare alla roulette russa con i gattini!

  26. 16 Capitan Gambero

    Beh, si, certo: con gli autori affermati che hanno alle spalle schiere di fan e tonnellate di copie vendute, non farò sconti di sarcasmo.
    Il problema con alcuni di loro (Terry Brooks e altri nomi famosi) è che scrivono libri così brutti che passa ogni voglia di doverli rileggere solo per far la recensione! :-D

  27. 15 Angra

    Io non ce l’ho con il sarcasmo: è la parte migliore (basta che rimanga un mezzo, e non il fine, chiaramente)!

    Il mio è proprio un problema (se di problema si può parlare) di incapacità di prendersela con chi comunque a conti fatti non se la passa bene. Se, che so, ti gira di prendertela con Faletti, vacci giù pesante! Ma riguardo al tizio di cui parlavo prima, invece, mi dispiacerebbe di più parlar male pubblicamente del suo romanzo che prendere lui a bastonate sulla schiena col manico del rastrello (con intento pedagogico, beninteso).

  28. 14 Capitan Gambero

    Non sono abbastanza cattivo per recensire proprio tutti come vorrei, ovvero con quel minimo di sarcasmo per rendere divertente la recensione.
    In fondo se l’autore ci sta male, mi dispiace: e se l’autore è italiano probabilmente finir? per capitare anche qui prima o poi. :-(

    Magari potrei provare a contenere al minimo indispensabile il sarcasmo nelle recensioni (come suggerito tempo fa dal signor D’Angelo) anche delle opere letterarie più aberranti e disgustose, in modo di non offrire facili appigli per eventuali “Flame” a chi è avvezzo a urlare “Invidioso! Esterofilo! Fascista!” contro chiunque si mostri sincero nel dire pane al pane e vino al vino.
    Così prenderei due piccioni con una fava: potrei dire che un romanzo brutto è brutto e simultaneamente correrei meno rischi di sentirmi in colpa se l’autore ci rimane male.
    ;-)

  29. 13 Angra

    Aggiungo: al limite, si può parlar male senza remore degli autori scrausi che però vendono un casino, che tanto si consolano con quello (ma non è certo il caso che citavo). La cosa però ha due controindicazioni: 1) si passa per invidiosi 2) si finisce per fargli pubblicità comunque.

  30. 12 Angra

    Ah, che ragazza tachionica! Certo il fatto di esser costituiti da materia immaginaria è di grosso aiuto per l’immaginazione :)

    Capitan Gambero, ma sei sicuro che le cose di pessima qualità meritino di perderci tempo dietro? Anch’io ho lì un libro di un autore italiano che mi gira per casa da un anno, e quando me lo ritrovo davanti mi dico “ora gli scrivo una recensione, anzi, no, vado a metterlo sotto con la macchina”, ma poi ci rinuncio. Un po’ perché so la fatica che costa scrivere un romanzo, e mi dispiacerebbe parlar male persino di questo criminale della tastiera, un po’ perché penso sia più utile parlare di libri belli che di libri brutti.

  31. 11 Capitan Gambero

    Gamberetta si imbottisce di droghe stimolanti per leggere più libri e produrre più articoli. Inoltre da quando ha la fissa della Fisica Quantistica si è messa a scrivere più veloce della luce, così va indietro nel tempo e guadagna ulteriori ore per leggere.
    :-)

    Bubba lo abbiamo dovuto affittare a un latifondista per il periodo della raccolta del cotone, ma presto torner? tra noi più “segnato dalla frusta” che mai!

    Io invece temo di essere stato colpito dalla sindrome del “buonismo”: spesso vedo cose di pessima qualit? che meriterebbero un articolo di commento, ma il mio cuore troppo tenero mi fa recedere dal proposito.
    Non va bene… :-(

  32. 10 Andrea D'Angelo

    Ha! Spassosa la cosa su Wikipedia.
    Tra l’altro, non so su cosa si basino in Wikipedia. Ho letto la spiegazione degli ISBN, ma non l’ho ben capita; la fretta… Nella parte italiana, sono stati inseriti i miei romanzi, ma l’unico codice considerato valido è quello de “Le sette gemme”.
    ?_?
    Non mi risulta che il terzo gruppo editoriale italiano non registri i romanzi per cui spende migliaia di euro, assicurandosi così i diritti di sfruttamento (insignificanti nel caso di un autore come me, ma non si sa mai: i romanzi hanno una vita strana).
    Di conseguenza, la mia voce è considerata ancora “non ufficiale”… o qualcosa di simile. In italiano ho aggiunto personalmente i codici (e forse ho capito perché certi codici non sono accettati: usano la codifica europea (EAN), che si sta diffondendo per questioni di “esaurimento codici” ISBN).

    Non so voi, ma io Wikipedia non l’ho ancora capita, anche se è diventata una delle fonti principali d’informazioni quando scrivo (con grandi vantaggi in termini di tempo risparmiato per la scrittura!).
    Ricordo quando cominciai a scrivere (e non parliamo di eoni fa), la fatica che facevo a reperire in biblioteca le informazioni che mi servivano. Era molto più vicino all’idea romantica che uno si fa dello scrittore, ma preferisco la rapidità di oggi!

    Passo di qui di tanto in tanto, attendendo con curiosità la stangata di Bubba al mio “Le sette gemme”… Ma Bubba sembra scomparso. Qui la vera forza del sito resta Gamberetta, ragazzi. Gli impegni della “vita reale” vi rapiscono, eh? :)

  33. 9 Capitan Gambero

    @MissLovecraft
    Ciao.
    Inizialmente non avevo capito il commento, poi ho googlato e ho capito dove era andata Gamberetta:
    http://stagionedellenebbie.splinder.com

    Auguri per il tuo romanzo e per il blog: farò un salto a leggere e commentare il primo capitolo appena possibile. ;-)

  34. 8 MissLovecraft

    Grazie per i complimenti, soprattutto quelli sulla protagonista del mio racconto! Era proprio quello che speravo di sentirmi dire da qualcuno…con un po’ di fortuna e taaaaaanta buona volontà da parte mia (più improbabile della fortuna) un giorno qualche sfigatissima casa editrice sull’orlo della bancarotta stamperà il mio racconto su carta riciclata e “La Regina degli Esiliati” finirà nello scaffale più polveroso e dimenticato di una bancarella di libri a metà prezzo…
    Ma anche se avrò un unico lettore, ne varrà la pena! Io scrivo principalmente per divertire me stessa, ma credo di poter far sorridere o commuovere anche qualcun altro. Continua a leggere! Ciao!

  35. 7 Capitan Gambero

    Lo contatterò.
    Voglio Zeferina e C’era una volta un computer.

  36. 6 Angra

    Sì, Larcher chiude, l’ha comunicato lui stesso. Per liberare il magazzino vende tutti i romanzi a prezzo di costo. C’era una volta un computer costa 4,60 euro, basta mandare una mail a info@larchereditore.com

    Zeferina però non figura nell’elenco, penso quindi che non sia disponibile.

    P.S. Ho visto che ho fatto un altro errore di battitura sopra, con “repubblicare”. Amici, sono preoccupato! Che mi succede stamane? Preso troppo sole ieri? Un’entità aliena si è impadronita di me? Digerito male? Lo gnomo Sabotone mi ha scambiato i tasti sulla tastiera? Aiuto!

  37. 5 Andrea D'Angelo

    “C’era una volta un computer” dimostra che Gianluigi Zuddas non ha perso la buona abitudine di scrivere. E per fortuna!
    Grande autore.

  38. 4 Capitan Gambero

    :-D

    Ero tentato di dare un bel +3, ma mi sono limitato al +2 (che indica comunque un Bel libro) per via del “finale”.

    Grazie per il link e per il suggerimento.
    Ero stato attirato su eBay da “Le armi della Lupa”, ma dato che “C’era una volta un computer” amplia e sistema quel precedente romanzo cercherò di procurarmelo subito.

    Dove conviene comprarlo, via IBS (attesa 3 settimane) o direttamente sul sito della Larcher?
    Ho letto in un commento sul tuo blog che Larcher sta chiudendo… ma è vero? E Zeferina quindi non si potr? più comprare da loro?

  39. 3 Angra

    No, cioè, “che qualche casa editrice si decidesse a repubblicare”!!! Scusate, sto ancora dormendo…

  40. 2 Angra

    Volevo dire “che qualche autore si decidesse a ripubblicare”, naturalmente… :-/

    Ah, la recensione è scritta dal mio alter ego Carmille ;)

  41. 1 Angra

    Del ciclo delle Amazzoni ho letto solo “Il volo dell’angelo”, e concordo in generale col tuo giudizio, salvo che avrei dato un gambero in più per certe situazioni e dialoghi veramente esilaranti. Ma aspetta di aver letto Balthis l’Avventuriera per scoprire le vere capacità di questo autore, a mio avviso unico nel suo genere. Bisognerebbe che qualche casa editrice si decidesse a ripubblicarle questo romanzo, invece di stampare certa robaccia. Forse il problema è proprio questo: farebbe sembrare robaccia troppe altre cose che hanno in catalogo.

    Nel mio blog ho scritto alcune considerazioni su Balthis e una mini-recensione al suo ultimo romanzo, C’era una volta un computer. L’indirizzo è

    http://angra-planet0.blogspot.com/2007/08/recensione-cera-una-volta-un-computer.html

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