Warning: Creating default object from empty value in /storage/content/82/1008682/fantasy.gamberi.org/public_html/wp-content/plugins/paginated-comments/paginated-comments.php on line 37 Gamberi Fantasy » Blog Archive » Recensione :: Film :: Stardust

Recensione :: Film :: Stardust

Copertina di Stardust Titolo: Stardust
Regia: Matthew Vaughn

Anno: 2007
Nazione: USA, Gran Bretagna
Studio: Paramount Pictures
Genere: Fantasy, Avventura
Durata: 2 ore e 8 minuti

Lingua: Italiano
Distributore Italia: Universal Pictures

Finalmente sono andato a vedere Stardust. Avevo letto alcune recensioni del film, di cui una de Il Giornale che trasudava cattiveria gratuita, inutilmente in questo caso dato che il film è risultato molto meno brutto di quanto temessi.

La trama in sintesi.

Nell’Inghilterra dell’Ottocento c’è un villaggio chiamato Wall in onore del Muro “invalicabile” che lo separa dal regno magico di Stormhold. Nel villaggio di Wall vive Tristan, un giovane garzone perdutamente innamorato di Victoria, un’altezzosa borghesuccia interessata solo alla posizione sociale e al denaro. Per conquistare il cuore di Victoria e convincerla a sposarlo, Tristan le promette di portarle una stella cadente.
La stella cadente però non è un comune pezzo di roccia e ghiaccio, ma una ragazza di nome Yvaine, precipitata dal cielo a causa dell’amuleto del defunto Re di Stormhold. Tristan per scortare la “stella” fino all’amata Victoria sarà costretto a proteggerla dalle brame della crudele strega Lamia, che vuole divorarle il cuore, e del principe Primus che ha bisogno della gemma che lei porta addosso per diventare Re… e magari anche divorarle il cuore, perché no?

Il film presenta molte scene divertenti, con dialoghi piacevoli e personaggi particolari, come la capra tramutata in uomo (non molto beee-ne) o Capitan Shakespeare, il pirata gay interpretato da un grande Robert De Niro: la scena in cui si veste da donna e danza coi ventagli vale la visione del film da sola.
Il nome stesso, Shakespeare (Scuotilancia), è un evidente riferimento all’onanismo.

Arr, ho sempre sognato di servire sotto un capitano simile: rigido con il suo equipaggio quando serve e dove serve, ma allo stesso tempo sensibile e gentile. Pure qua sulla Barca dei Gamberi abbiamo un barile col buco dove l’equipaggio (rigorosamente maschile!) fa i turni per sorteggio e, chissà perché!, capita sempre al giovane mozzo dalle chiappe vellutate. Arr!

La nave volante del capitano non è il colmo del realismo, in particolare per quanto riguarda la manovrabilità (è un dirigibile, non può fare quelle cose!), ma poco importa: l’idea dei pescatori di fulmini che li attirano con le reti metalliche della nave è abbastanza folle e fantasiosa da riscattare ampiamente tutta la bizzarra nave volante.
Altro che le navi volanti di Terry Brooks coi cristalli magici di propulsione: questo incrocio tra un veliero e un dirigibile è molto più carismatico!


Yvaine e Tristan


I tre principi superstiti


Capitan Shakespeare insegna la scherma a Tristan


La nave volante vira verso la città

Michelle Pfeiffer è perfetta nel ruolo di Lamia, la strega che diventa sempre più vecchia ogni volta che usa la magia: era un sex-symbol ai tempi di Ladyhawk, vent’anni fa, e ormai deve fare i conti da tempo con l’avvicinarsi dei cinquant’anni! Interpreta la strega frustrata dalla perdita della bellezza con abilità e ironia. La scena in cui usa la magia per sistemarsi le rughe e le cascano le tette è geniale!

Tutti gli attori si comportano in modo più che accettabile, se non ottimo, a differenza di altri film (non solo fantasy) dove anche la recitazione lasciava molto a desiderare. I Principi, sia da vivi che da deceduti, sono personaggi che si guadagnano per bene lo spazio che ricevono: in particolare i fantasmi, fenomenali nel loro ruolo di perdenti sfigati!

I paesaggi meravigliosi sono stati rovinati, per quanto mi riguarda, dall’aver voluto a tutti i costi copiare le vedute aeree in stile Signore degli Anelli. Quelle poche scene panoramiche non c’entravano niente col resto delle inquadrature e non mi sono piaciute.

La storia, per quanto divertente, è un po’ troppo fiabesca e semplicistica. Il tutto si riduce a una specie di grande inseguimento senza troppe complicazioni e con tante coincidenze “fortunate” come i pirati che arrivano proprio quando serve o la strega che sul finale può benissimo uccidere Tristan, ma gli lascia una chance di sopravvivere (SIGH, che tristezza!).

L’idea che il protagonista possa diventare un maestro di scherma in meno di una settimana (in due o tre giorni, credo) è completamente fuori da ogni logica o, come direbbero altri meno gentili di me, è una fastidiosa stronzata. Non serve nemmeno scendere nel dettaglio che si è allenato a combattere con lo stocco contro il capitano e poi si trova in mano successivamente una spada corta e larga che per blanciamento, allungo e modalità d’uso non c’entra niente (SIGH!)… in fondo lui è diventato un campione e sa maneggiare ogni spada! Perlomeno hanno avuto il buon gusto di farlo sconfiggere in corpo a corpo dalla vecchia megera, che mulina mannaie come un’ossessa.

Il film è un’adattamento cinematografico del romanzo omonimo di Neil Gaiman che sfortunatamente non ho ancora letto, ma di cui ho sentito molti elogi. Partendo dal presupposto che i film siano più brutti mediamente dei libri da cui sono tratti e considerando che questo film non era niente male, posso immaginare che Stardust sia davvero un romanzo che può valer la pena leggere.

Nell’insieme un film gradevole i cui pregi superano i pochi fastidiosi difetti: una favola equilibrata che sconfigge su tutti i fronti certe porcherie cinematografiche come Star Wars: La Minaccia Fantasma o Eragon.

Trailer italiano di Stardust

Approfondimenti:

bandiera EN Stardust su IMDB
bandiera EN Stardust (il film) su Wikipedia Inglese
bandiera EN Stardust (il romanzo) su Wikipedia Inglese

Giudizio:

Molte scene divertenti… +1 -1 …ma troppo lungo!
Personaggi ben caratterizzati. +1 -1 Storia un po’ troppo semplice e fiabesca, con l’eroe che diventa un maestro di scherma in tempi da record…
Robert De Niro è un Pirata Gay! +1 -1 Pessimo scontro finale.
Bellissimi paesaggi e ottimi effetti speciali +1
La famiglia reale coi fantasmi dei pretendenti al trono! +1

Scritto da GamberolinkLascia un Commento » feed bianco Feed dei commenti a questo articolo Questo articolo in versione stampabile Questo articolo in versione stampabile • Donazioni

19 Commenti a “Recensione :: Film :: Stardust”

  1. 19 Lucia

    A onor del vero la strega risparmia Tristan solo perché sa che uccidendo prima lui di lei spezzerebbe il cuore alla stella, e dice proprio “non potrei farmene niente di un cuore spezzato”. E senza di lui la stella, come la stessa dice, non avrebbe potuto brillare. Trovo la sceneggiatura un cerchio quasi perfetto, senza intoppi, a parte i difetti che tu dici, ma attenzione che il dirigibile ha delle strane ali… d’altronde nemmeno le macchine di Leonardo avrebbero funzionato, e sono bellissime lo stesso.

  2. 18 Paola

    Ragazzi però, basta abusare della parola “favola”!! Le favole sono quelle di Fedro e Esopo (La volpe e l’uva, Il leone e il topolino, Il lupo e l’agnello, …), Stardust, Cenerentola, Hansel e Gretel, La Sirenetta sono tutte FIABE!! Sono due cose diverse!!

    E comunque sì, a me è piaciuto molto come film. Ripeto: sì, è una fiaba. Una fiaba, perchè no? È anche quello un genere letterario, quindi nulla da togliere. Detto da una che ama Peter Pan (il romanzo, non il cartone Disney).
    È fresco, carino, piacevole, magico.. uno dei miei film preferiti, in tutta la sua semplicità. Se andiamo a vedere, in tutte le fiabe ci sono le “botte di fortuna” che aiutano l’eroe protagonista, anche se magari sono un po’ tirate..
    Il libro ce l’ho (ho preso un box dvd+libro), quindi appena posso penso che lo leggerò..

  3. 17 R

    io ho letto il libro ma mi è piaciuto di più il film, comunque li trovo moto diversi.

  4. 16 Pyros

    E tu cosa ci facevi con in mano Il Giornale?! xD

  5. 15 Zazie

    concordo in pieno con la recensione…fatta bene oltretutto, comprensibile ,utile e relativamente divertente ,il che nn gusta.

  6. 14 Paggio

    Aggiungo un commento a questa recensione dopo anni dalla sua pubblicazione perché Stardust è un’opera che mi sta parecchio a cuore.

    Ho parlato di opera, non diversificando tra libro e film per una ragione molto semplice: si è parlato molto di film tratti da libri, ma in questo caso si tratta secondo il mio umile parere, di due creazioni complementari.

    Al di là della realizzazione del film, ho trovato meraviglioso che il film racconti ciò che nel libro viene affrontato e superato con un artifizio proprio della favola che suona come qualcosa del tipo: “ma di come divenne un pirata parleremo un’altra volta”.
    Questo succede sia per l’episodio della nave volante che per il finale (che nel libro termina con il ritorno al mercato di Wall).

    Per questo dico che libro e film sono complementari, il libro apre ed esplora il mondo di stardust, il film lo completa e lo chiude.

    Stardust è una vera e propria favola: ha tutte le caratteristiche che deve avere una vera “favola”: il viaggio che dura un anno (avrete sicuramente letto di viaggi che durano un anno un mese e un giorno…), gli incontri che il personaggio fa durante il suo viaggio e che lo aiutano (spesso dandogli dei doni che lo salveranno al momento adeguato), così come le filastrocche con un significato più profondo di quello che sembra; ora, son passati anni da quando studiai la struttura delle favole alle medie, ma di sicuro stardust ci rientra appieno.
    Però non riesco a considerarla una favola per bambini: certo non vi sono sesso, violenza o volgarità, ma il racconto è una storia semplice raccontata con una poesia che nessun bambino può cogliere.

    Come tanti libri/film va letto/visto con la giusta disposizione. È come guardare Alien aspettandosi battaglie alla star wars solo perché è ambientato su un’astronave…
    Stardust è una favola, va letta come tale. Ma non perché è una favola bisogna catalogarla subito come “roba da bambini”.
    Gaiman ha scritto una favola, non una “garbata favoletta”, ma una bellissima favola, con tutte le carte in regola. Chi voleva un fantasy di stampo classico con battaglie campali e duelli di magia sarà rimasto deluso, ma non per questo può affermare che stardust non sia una bellissima favola.

    Alien e star wars…

  7. 13 isettina

    Mi è piaciuto da matti!
    Il libro nasce come storia per ragazzi (bambini) e in tale chiave va letto (nel caso tu decidessi di leggerlo difenderò a spada tratta Gaiman :P).
    Come dico nel preludio a questo intervento, il film mi è piaciuto davvero molto, non c’azzecca troppo col libro ma il cast è davvero superlativo! Le ambientazioni molto belle! E poi… Mi ha veramente divertito!

  8. 12 Uriele

    Ho letto il libro e visto il film e devo devo dire che il secondo mi ha deluso non poco, mentre il primo è stata una lettura davvero piacevole.

    Il gambero marcio che hai messo per la semplice favoletta, a mio giudizio è il vero punto di forza del romanzo breve. Perchè? Perchè mentre di romanzi fantasy se ne trovano a iosa, qualche volta anche di qualità, di favole posteriori al periodo Perrault-Grimm se ne trovano davvero poche, ancor meno di qualità (forse qualche Dahl o qualche Ende, ma non sempre è facile definire le loro opere come favole). Concordo con te sui paesaggi, veramente magnifici, mentre toglierei un punto agli effetti speciali (patetici), soprattutto considerando l’orgia visiva realizzata per MirrorMask, film tratto da un’altra favola per bambini di Gaiman, in cui, con un budget ridottissimo, DaveMcKean ha realizzato cose folli e visionarie (e questo film un gambero se lo meriterebbe solo per i libri, le sfingi, ma soprattutto i GIGANTI ORBITANTI)
    Purtroppo nel film manca tutta la “falsa apertura” sul padre di Tristan e il già citato “omino peloso”. Non ho trovato particolarmente azzeccata nè la scelta del pirata Gay, nonostante il bravissimo DeNiro, nè il combattimento finale (per me sono entrambi due Gamberi marci).

    Angra: Narrativa e Cinema hanno ritmi narrativi e linguaggi incompatibili. La stessa storia può essere raccontata in due modi totalmente diversi senza che sia possibile fare un confronto fra i due. E’ più alta una torre o più buona una mela???
    Alcuni esempi sono Dune (film di Lynch, o il film mai fatto di Jodorowsky, e libro di Herbert), il ladro di orchidee, The Fountain (film psichedelico-Newage di Aronofsky, graphic novel dello stesso autore). In tutte queste opere il linguaggio è quello naturale del mezzo usato. Questo rende praticamente impossibile, per una persona di buon senso, un confronto fra le due opere, nonostante siano scaturite dallo stesso seme

  9. 11 Carlo

    Io un film piu’ orrendo e schifoso di questo faccio fatica a ricordarlo. Anche la recitazione degli attori era ridicola, la storia era penosa, e l’umorismo era da patata. Meno male che c’era De Niro…

    Comuqnue: questo e’ il secondo consiglio dei Gamberi che ho seguito (il primo e’ stato il libro “Le Porte di Anubis”), e per la seconda volta mi sono ritrovato a leggere/vedere merda pura. Le cose che voi Gamberi scrivete sono tutte teoricamente corrette, ma alla fine i vostri gusti sono da paura. Ad esempio, in Grindhouse la Gamberetta ha apprezzato quella porcata insensata di Rodriguez, e ha bocciato lo straordinario pezzo di Tarantino. Non e’ una novita’: il tecnico dell’arte manca di gusto. Per questo si appiglia alle regole: perche’ non ha altro.

    Comunque, a modo vostro restate utili: da ora in poi mi limitero’ a fare l’esatto contrario di quello che consigliate. :-)

  10. 10 nae

    @ Angra:
    “Il altre parole, un conto è un film che nasce come film da una storia nata e pensata per stare in 90 minuti, un conto è un adattamento cinematografico di un qualcosa che non nasce con quello scopo. Nel secondo caso, essendo la storia la stessa, ha senso magari chiedersi quale dei due mezzi (film o libro) sia stato più adatto a raccontarla”.

    In parte sono d’accordo, quando parli della diversità evidente tra un film che nasce come tale ed un film che nasce come adattamento di altro. Ma mi è capitato spesso di guardare film tratti da libri e, sebbene il più delle volte siano emerite delusioni in confronto alla storia da cui sono tratti, non potrei dire la stessa cosa del film in sè… Ad esempio, prendi il caso de “La storia infinita”: ero piccola quando ho visto il film per la prima volta ma ne sono rimasta incantata, ed ho provato le stesse sensazioni ogni volta (e sono state tante) che lo ho riguardato. Non sarà un capolavoro, ma per il suo periodo non era niente male! Insomma, tutto è andato bene fintanto che non ho letto il libro. Mi successe una cosa per certi versi simile alle avventure di Bastian: la classica domenica pomeriggio piovosa e noiosa, decido di andare al nuovo mercatino dell’usato poco lontano da casa; entro, il posto è squallido ma per fortuna hanno una buona quantità di libri e mi infilo tra gli scaffali tra paccottiglia di tutti i generi; i libri sono disposti male ed uno mi cade praticamente addosso quando urto lo scaffale…una vecchia edizione de “La storia infinita”. E’ un pò “spennachiato” ma costa solo due euro, quindi me lo porto a casa.
    Bello. Proprio bello. Ricco di idee e di fantasia, mille personaggi diversi senza mai scadere nell’obsoleto. In confronto, il film…bè… Anche perchè il film, riguardo alla storia narrata, si ferma forse al sesto capitolo del libro. Peccato che di capitoli il libro ne abbia 21.
    Eppure non potrei dirti che il film mi piaccia di meno. Si, forse la lettura del libro mi ha rovinato un pò la magia, e di sicuro c’è un pò di delusione per come hanno tagliuzzato la trama, per me rimane comunque un film molto bello.
    Stessa storia potrei dirti per altri film tratti da libri: da “La casa degli spiriti” di Isabel Allende (dove addirittura alcuni figli di Clara non li fanno proprio venire al mondo e Blanca è figlia unica) fino a “Sweeney Todd, il diabolico barbiere di Fleet Street”, film che, contrariamente alle aspettative, ho trovato decisamente più piacevole del libro…

  11. 9 Angra

    @Dottor D:

    Considerando che cinema e letteratura sono due media completamente diversi, discorsi tipo “è meglio il film – è meglio il libro” hanno senso quanto confrontare un treno e un campanile chiedendosi se è più veloce l’uno o più alto l’altro.

    Non sono del tutto d’accordo se parliamo di film tratti da un romanzo (o da un videogioco, già che ci siamo) o di romanzi tratti da film e via discorrendo. Per restare in metafora, è un po’ come se al campanile venissero messe le ruote e venisse fatto correre sui binari o se il treno venisse tirato in piedi con le campane appese in cima :), allora chiedersi se è più veloce uno o più alto l’altro può avere un senso.

    Il altre parole, un conto è un film che nasce come film da una storia nata e pensata per stare in 90 minuti, un conto è un adattamento cinematografico di un qualcosa che non nasce con quello scopo. Nel secondo caso, essendo la storia la stessa, ha senso magari chiedersi quale dei due mezzi (film o libro) sia stato più adatto a raccontarla, in quale forma renda al meglio. Dato che la storia è nata come romanzo, sembra ovvio che la risposta sia quasi sempre il secondo, anche se ci possono essere delle eccezioni.

  12. 8 nae

    @ Capitan Gambero:

    “Non c’è il Capitano Gay nel libro? Allora fa schifo! Se togliamo il Gay e le scenette divertenti, andremmo già a +0 netto se non peggio: hanno fatto bene a metterlo nel film! Peccato per il libro…”

    Come ha detto Dottor D. nell’ultimo commento, è equivoco giudicare se sia meglio il libro o il film… Capitan Gambero, sono assolutamente d’accordo con la valutazione che hai dato del film (e una delle mie scene preferite è quella di De Niro che balla in tutù…io e i ragazzi con cui ero andata al cinema a vedere stardust abbiamo continuato per settimane a salutarci con “AHRRRRR!!”), ma secondo me sbagli a dare una valutazione del libro a partire dal film stesso. I due per molti aspetti non hanno molto a che vedere l’uno con l’altro: parte della storia originale nel film è stata tagliata via (compresi alcuni personaggi che davano colore e calore alla narrazione) e ciò che ne è rimasto è stato amplificato, dove non proprio trasformato (vedi il finale, completamente diverso dall’originale) per renderlo più cinematografico. Il libro narra una storia delicata, piena di particolari originali ma dallo scorrere più lento che nel film, con un finale non spettacolare ma assolutamente non meno bello. Le illustrazioni di Charles Vess aggiungono a tutto ciò un valore ancore maggiore.
    Inoltre Neil Gaiman, fin dalla creazione di Sandman, ha creato un’ interpretazione del regno di Faerie molto originale, che si ritrova anche in Stardust: ci sono le solite fate, streghe e folletti (che comunque hanno codici morali molto particolari) ma ci sono anche foreste che si nutrono di viandanti sperduti e animali incauti, sentieri che si stufano di andare sempre nella solita direzione, manticore e guardiani-falco…Se ti piace il genere, ti consiglio davvero di leggerlo, magari nella versione illustrata e non in quella dozzinale con la copertina del film. Ne vale la pena.

  13. 7 Dottor D.

    “Avevo letto alcune recensioni del film, di cui una de Il Giornale che trasudava cattiveria gratuita [...]”

    Salvo rare eccezioni (Mazzarella e Pezzotta di Vivimilano), i critici cinematografici dei quotidiani sono tutti degli incompetenti. Alcuni, però, sono più incompetenti degli altri: in questo caso penso al ridicolo Massimo Bertarelli del Giornale. Peggio di lui c’è solo il patetico Alessio Guzzano di City.

    “Partendo dal presupposto che i film siano più brutti mediamente dei libri da cui sono tratti [...]”

    Considerando che cinema e letteratura sono due media completamente diversi, discorsi tipo “è meglio il film – è meglio il libro” hanno senso quanto confrontare un treno e un campanile chiedendosi se è più veloce l’uno o più alto l’altro.

    “[...] non è il colmo del realismo [...]”

    Anche giudicare un film fantasy (o, in generale, un film) in termini di realismo non è sensatissimo. Se ti interessa la realtà, ne trovi quanta ne vuoi fuori dalla porta. Al cinema devi e puoi chiedere necessariamente qualcos’altro.

  14. 6 Tolman

    Premetto che, causa programmazioni dei cinema locali a dir poco penose, il film non ho avuto modo di vederlo. Ho invece letto, in parte, il libro nella versione inglese illustrata da Charles Vess, ed onestamente mi pareva proprio che l’intero libro fosse fatto apposta per sposarsi col suo stile pittorico, che non è mai particolarmente violento o dinamico, ma anzi delicato e fiabesco. Neil Gaiman, quando vuole mettere azione, ci riesce egregiamente, quindi se non ce l’ha messa ritengo probabile che proprio non ce la volesse.

  15. 5 gemini

    Sono pienamente d’accordo con Valpur, cerchiamo di non essere troppo rigidi, è un fantasy, è una fiaba, cerchiamo di essere ancora capaci di sognare! Adoro questo film!

  16. 4 Valpur

    Personalissima opinione: l’esser troppo “semplice e fiabesco”, secondo me, è un punto a strafavore per il film.
    Perchè è la pura verità, e nonostante questo mi ha fatto sbrilluccicare gli occhi (il mio Zanichelli si contorce al suolo) e uscire con un gran sorriso: niente pacchianate da kolossal gratuite, niente sbrodolature eccessive, solo una storia lineare e a tratti infantile.
    Mi è piaciuto proprio tanto!

  17. 3 Angra

    Il capitano c’è, ma non è gay, e si chiama Alberic. Tutta la parte sulla nave volante nel libro dura in tutto sei paginette, e non è che succeda granché. Soprattutto il capitano non si veste da donna e non insegna la scherma a Tristan!

    Pare che il genere gay come condimento tiri molto in letteratura e nel cinema, tanto da ritoccare le saghe “a posteriori” come ha fatto la Rowling…

  18. 2 Capitan Gambero

    Non c’è il Capitano Gay nel libro?
    Allora fa schifo! Se togliamo il Gay e le scenette divertenti, andremmo già a +0 netto se non peggio: hanno fatto bene a metterlo nel film!
    Peccato per il libro…

  19. 1 Angra

    In gergo marinaresco, il turno dentro al barile col buco si chiama “esser di botte” ;)

    Capitano, siamo nella situazione simmetrica: tu hai visto il film, io ho letto il libro. Be’, se il film ti è piaciuto da due gamberi mi sa che allora la tendenza riguardo ai film più brutti del libro si sta invertendo, perché il libro non mi ha entusiasmato per niente. Tolti i signori di Stormhold e una frase dell’omino peloso sulle ragazze che pretendono qualcosa in cambio di un bacio, il resto è una garbata favoletta e niente più. Nel libro, tanto per dirne una, di scherma non si parla affatto: non solo Tristan non prende in mano una spada per tutto il libro, ma non tira nemmeno un cazzotto, uno sputo o un calcio nel culo a qualcuno. Direi anzi che è un bietolone inutile che di tutta la vicenda è mero spettatore. Anche il capitano gay è pura invenzione degli sceneggiatori, se non ricordo male. Anche il linguaggio è prettamente favolistico, con l’autore che racconta che c’era il villaggio di qua, il villaggio di là, ogni nove anni si fa la fiera e via discorrendo.

    Dicevo, sulla tendenza dei film ad esser peggio dei libri che forse si sta invertendo: i fan di Tolkien mi vorranno scuoiare, ma secondo me il film era meglio. Intanto il film ha un vantaggio enorme sul libro: non c’è traccia di Tom Bombadil! Credo che se lo avessero messo nel film gli spettatori “non fan di Tolkien” avrebbero giustamente dato fuoco ai cinema, e infatti gli sceneggiatori se ne son guardati bene…

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