La Perla alla Fine del Mondo & La Balena del Cielo

Continuano le avventure Matteo Campini dopo I Biplani di D’Annunzio (vedi Segnalazione). Su emule occorre cercare:

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Copertine de La Perla alla Fine del Mondo & La Balena del Cielo
Copertine de La Perla alla Fine del Mondo & La Balena del Cielo

Trama de La Perla alla Fine del Mondo :

Tutto comincia in una memorabile serata al casinò, nella Montecarlo degli anni Venti. Monsieur Citroen è assolutamente sicuro di vincere la scommessa fatta con Monsieur Renault, portando a termine la più epica spedizione automobilistica del secolo, in pieno Sahara. e tutto andrebbe avventurosamente liscio se, dal futuro, l’ombra della minaccia di un potente impero musulmano non si allungasse sul XX secolo. E così per Matteo Campini, l’aviatore triestino già protagonista de I Biplani di D’Annunzio, ha inizio una corsa a rotta di collo nel deserto tra affascinanti ballerine e seducenti donne nomadi, ma anche contro il tempo e un destino che si prospetta decisamente avverso.

Trama de La Balena del Cielo :

Il 25 maggio 1928 il dirigibile Italia, al comando del generale Nobile, dopo aver sorvolato il Polo Nord precipitò sul pack. I pochi superstiti furono ritrovati quasi 50 giorni dopo. Il generale – che non seppe fornire nessuna chiara spiegazione dell’incidente – fu tacciato di incompetenza e cadde in disgrazia. Quello che Nobile non sapeva, e che solo oggi Luca Masali svela al mondo, è che il dirigibile non precipitò per un incidente. Ne provocò la caduta Matteo Campini, impegnato a contrastare il progetto di uno scienziato nazista. La posta in gioco è un’arma micidiale. La bomba atomica? No, forse qualcosa di ancora più terribile..

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4 Commenti a “La Perla alla Fine del Mondo & La Balena del Cielo”

  1. 4 Angra

    Le premesse mi piacciono, comincerò a leggere il primo romanzo.

  2. 3 Okamis

    Flash, io non critico l’idea (che non ho assolutamente definito scontata, anzi ho pure scritto che è pontenzialmente affascinante), ma come questa viene presentata nella quarta di copertina. Non mi puoi descrivere una gara automobolistica come “la più epica spedizione automobilistica del secolo” quando invece già nel 1907 si era compiuta un’impresa ben più straordinaria. Poi, non nego la possibilità che le ucronie e i cyberdervisci da te indicati possano risultare affascinanti, ma di essi si accenna appena nella quarta. Ora ti propongo la quarta dell’opera di Barzini (che, tieni conto, è un reportage e non un romanzo):

    Una sfida lanciata dal giornale francese “Le Matin”, un’impresa che pare impossibile: in auto per oltre 15.000 chilometri, da Pechino a Parigi. Luigi Barzini, inviato del Corriere della Sera, partecipò a questo evento sull’Itala condotta dal principe Scipione Borghese: narra così nel libro di questa avventura, con la penna del cronista che realizzò il primo reportage dei tempi, pubblicato nel 1908 in 11 lingue: un raid editoriale.

    A me l’idea che nel 1907 3 uomini (il terzo era il meccanico di Borghese, non accennato nella quarta) siano davvero riusciti in appena 60 giorni a percorrere la distanza di 15.000km passando dalla Cina all’Europa (il che si traduce in territori inospitali come la Mongolia e la Siberia) affascina tantissimo come idea, molto più della leggera ucronia accennata nel romanzo di Masali. Ripeto, non critico l’opera, ma la quarta, veramente pessima in quanto non corretta nei confronti della VERA storia dell’umanità.

  3. 2 Flash

    Okamis, mi dispiace ma non sono d’accordo. Masali mi piace, e l’idea alla base della Perla non mi sembra scontata. Prende un episodio storico poco conosciuto (almeno, io dell’esplorazione del Sahara degli anni ’20 a bordo di autocingolati Renault e Citroen non ne avevo mai sentito parlare, ammetto l’ignoranza) e lo trasforma in un’ucronia araba con tanto di CyberDervisci. Mi pare che il sense of wonder non manchi, e infatti ho intenzione di leggerlo.
    By the way, segnalo che oltre al mulo i romanzi di Masali sono scaricabili aggratis dal suo sito personale e altre fonti, tipo google books.

  4. 1 Okamis

    WOW, una corsa automobilistica nel Sahara ambientata negli anni Venti e definita come la più “epica spedizione automobilistica del secolo”! RIWOW! Sarebbe un’idea davvero affascinante… se la realtà a volte non superasse la fantasia. Infatti, già nel 1907 si disputò una gara ben più “epica”, ovvero la famosa (ma forse non per Masali o nel migliore dei casi a chi si è occupato della quarta di copertina) “Pechino-Parigi”, della quale Luigi Barzini ci ha lasciato un’appassionata testimonianza in “La metà del mondo vista da un’automobile: da Pechino a Parigi in 60 giorni” (libro che consiglio vivamente, a patto di digerire la prosa di stampo giornalistico d’inizio secolo). Non so, ma a me l’idea di leggere un libro di fiction che già nelle premesse è meno affascinante di un fatto realmente accaduto non è che mi attragga tanto ^_^

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