Due o tre parole su Harry Potter

Per ragioni che non posso rivelare – e anche se vi raccontassi l’intera storia non ci credereste, certi giorni faccio fatica a crederci io stessa – mi trovo nella necessità di leggere la saga di Harry Potter. Ho da poco iniziato il quarto volume, Harry Potter e il calice di fuoco.
Dato che spesso mi è stato chiesto un parere su questa saga, voglio spendere due o tre parole sui primi tre volumi. Magari aggiornerò l’articolo o ne scriverò un altro dopo aver letto gli ultimi quattro.

Sono perplessa.

Avevo letto il primo volume di Harry Potter anni fa, quando ero piccina, e l’avevo trovato tra il bruttino e l’insignificante. Riletto oggi è una schifezza. Lo stile è tanto sciatto e dilettantesco da essere al limite dell’illeggibile, la trama è evanescente, i personaggi insipidi. Certo, se si paragona Harry Potter e la pietra filosofale al tipico fantasy elfico, Harry Potter sembra un trionfo del fantastico, ma in assoluto non c’è niente di particolarmente originale o fantasioso. Senza andare lontano, ho trovato il primo volume di Percy Jackson scritto meglio, più divertente e più ricco di trovate.

Devo ammettere che il secondo volume della saga, Harry Potter e la camera dei segreti, è scritto molto meglio del primo. Forse la Rowling ha imparato, o forse, visto il successo, la casa editrice ha deciso di investire una manciata di sterline in un editor. Intendiamoci: è ancora uno stile da vergognarsi, ma almeno non si ha l’istinto di tirare il volume fuori dalla finestra.
Gli altri difetti rimangono, con l’aggiunta di deus ex machina piccoli e grandi, fino alla farsa della fenice con spada & cappello. Stendiamo un velo pietoso.

Nel terzo volume, Harry Potter e il prigioniero di Azkaban, lo stile continua a migliorare e a tratti raggiunge la decenza, ma non mancano alcuni strafalcioni atroci. Ne cito uno:

Harry non aveva idea di come fosse riuscito a tornare nella cantina di Mielandia, nel tunnel e infine al castello. Sapeva solo che il viaggio di ritorno gli era parso rapidissimo, e che si era a stento reso conto di quello che faceva, perché nella sua testa rimbombava ancora la conversazione che aveva appena ascoltato.

Già, come ha fatto Harry Potter a tornare nel retrobottega di Mielandia? Per uscirne ha avuto bisogno di un colpo di fortuna (tanto per cambiare), ma entrare a occhio è molto più arduo. Così arduo che la Rowling si stringe nelle spalle e fa in modo che neanche il personaggio punto di vista sappia quello che è succeso. Roba a livello di Strazzu & Troisi. Spazzatura indegna di qualunque romanzo pubblicato, che abbia venduto milioni di copie o no. Nota: per le ragioni che non posso riferire citate all’inizio sto leggendo in italiano; so che ci sono dei problemi di traduzione, ma sono andata a controllare con l’originale ed è lo stesso.

A parte le cadute di stile, abbiamo una trama ancora più sfilacciata e campata per aria dei volumi precedenti, con buchi logici da far spavento e la ciliegina sulla torta di una macchina del tempo per forzare il lieto fine. Mai vista una trovata tanto idiota e gestita male, trovata che rende irrilevanti le centinaia di pagine già lette dei primi volumi.
E anche ammettendo che con la GiraTempo non si possa tornare più indietro di 24 ore e non abbia potere ricorsivo (per altro sono mie ipotesi, la Rowling non lo dice), qualcuno mi spiega perché la McGranitt non l’ha usata per acchiappare Sirius Black le prime due volte che è entrato al castello? Bastava tornare indietro di qualche ora e appostarsi in corridoio.
Ed Hermione, che dovrebbe essere quella “intelligente”, ci tiene tanto a sottolineare che possono solo fare quello previsto e modificare solo di poco gli avvenimenti: è troppo alto il rischio di sbagliare! Hermione, tesoruccio della mamma, se qualcosa va storto non devi fare altro che tornare indietro un’altra volta. Non ci vuole un genio.
A proposito di geni: qualcuno mi spiega perché Lupin, uno degli autori della Mappa del Malandrino, e dunque a conoscenza di tutti i passaggi segreti per entrare e uscire dal castello, non avverte chi di dovere del passaggio nella statua della strega orba? E perché deve prendere una pozione per evitare di trasformarsi? Non basta che rimanga chiuso in casa? Perché la Luna c’era già quando era alla Stamberga Strillante e quando ha percorso il tunnel sotterraneo, ma lui si è trasformato solo quando l’ha vista al diradarsi delle nuvole. Si bendava, finito il problema.
E la vicenda incresciosa del grifone? Una creatura così intelligente da capire gli insulti in linguaggio umano ma alla quale non si può spiegare di muovere il culo e volare via perché se no rischia la decapitazione.
E tutti quegli Expelliarmus! a destra e a manca che lasciano maghi che dovrebbero essere espertissimi disarmati? Ma legarsi la bacchetta al polso con una catenella? No, eh? Spezzare le bacchette magiche altrui una volta che le hai in mano? Girare con una pistola? Ché si fa molto prima a sparare che a parlare.
Che boiata repellente!, con un livello di attenzione ai dettagli degno del fantasy italiano.

La trama di Azkaban fa acqua anche perché la storia manca di tensione: Harry Potter è uno stupidotto viziato a cui va sempre tutto bene, senza alcuno sforzo o quasi.
Emblematico è l’inizio: Harry gonfia la zia e fugge da casa; è solo, di notte, senza soldi, senza più una casa tra i babbani (i “normali” esseri umani privi di poteri magici) e siccome ha usato la magia essendo minorenne sarà espulso da Hogwarts. Sono buone premesse, fanno venir voglia di continuare a leggere, ci si domanda come farà il nostro eroe a cavarsela. Vediamo il grande Harry Potter cosa si inventa!
Niente.
Senza che muova un dito l’autobus magico lo raccoglie; senza che muova un dito il Ministro della Magia lo perdona e in sovrappiù gli offre vitto e alloggio. E tutto nel giro di poche pagine.
Appena Harry Potter è in difficoltà il mondo corre ad aiutarlo, si piegano per lui persino le leggi della fisica (vedi macchina del tempo). D’altra parte Harry Potter è l’unico che fin da neonato ha resistito agli incantesimi di Voldemort (perché il mago più malvagio di tutti i tempi non poteva prendere un coltello da cucina e sgozzarlo – e per piacere non tiriamo in ballo che si tratta di un romanzo per bambini, ché anche “Cappuccetto Rosso” è per bambini), è il più giovane giocatore di Quidditch della storia di Hogwarts (il Quidditch, gioco dalle regole cretine pensate solo per dare sempre un ruolo decisivo a Harry), è pieno di soldi (che non guasta mai, eh!), e per gli altri il regolamento della scuola si applica, per lui si interpreta.

E forse questa è la chiave del successo della Rowling. Vedo molta vicinanza tra Harry Potter, Bella (la svampita protagonista di Twilight) e per rimanere dalle nostre parti i personaggi dei romanzi di Moccia e di Licia.

«Grande Sennar! Fantastico! Siamo una coppia di vincenti! Non siamo ancora adulti e abbiamo già realizzato i nostri sogni!»

Esclama Nihal in Nihal della Terra del Vento.
Io ho l’impressione che un’ampia fascia di pubblico non voglia (più?) storie costruite in maniera “tradizionale” e basate sul conflitto, ma cerchi solo un personaggio con cui identificarsi e attraverso il quale vivere i propri sogni senza ostacoli. Niente di male. Il mio problema però è che trovo questo tipo di narrativa noiosa. È come giocare con un videogioco in cui non puoi mai morire: senza sfida che divertimento c’è? A quanto pare un sacco, viste le vendite della Rowling e della Meyer.

Ripeto: sono perplessa. Ho letto da molte parti che la saga di Harry Potter dovrebbe poter piacere anche agli adulti, ma lo trovo davvero difficile da credere. Se qualcuno si è sciroppato questi libri non a dodici anni, ma a venti o più, potrebbe spiegarmi come ha fatto a sopportarli?
E per piacere, mantenete la discussione in termini più tecnici possibile. Si parla di stile, personaggi, ambientazione, trama, ecc. Le considerazioni morali non mi interessano. Per essere ancora più esplicita, visto anche un recente flame a proposito: se davvero Harry Potter spingesse i bambini al satanismo sarebbe una delle poche qualità di questi libri; la presenza di una certa vena razzista di molti maghi nei confronti dei babbani non mi fa né caldo né freddo.

* * *

Questo articolo fa parte del Marciume. Maggiori informazioni sul Marciume, qui.

Scritto da GamberolinkLascia un Commento » feed bianco Feed dei commenti a questo articolo Questo articolo in versione stampabile Questo articolo in versione stampabile • Donazioni

564 Commenti a “Due o tre parole su Harry Potter”

Pagine: [6] 5 4 3 2 1 » Mostra tutto

  1. 564 The Cursed Child - Il disagio che non ti aspetti - IMDI.it

    […] per par condicio, si segnala il caustico parere, condiviso ormai cinque anni fa, della blogger Gamberetta. Bisogna allora che i fan si decidano: vogliono che l’ottava storia sia simile alle precedenti […]

  2. 563 animale di Seth

    Gentile Gamberetta
    Se c’è una cosa che condivido appieno con questo tuo articolo è l’antipatia verso Harry Potter: è una Mary Sue (o Gary Stu) totale, gli va sempre tutto bene, è sempre al centro dell’attenzione, è sempre l’Eccezione alla regola. Come si fa a non amarlo? È molto più facile provare simpatia per Ron, che sembra essere messo lì per far apparire Harry più figo per contrasto, oppure per Piton.
    L’unico merito della Rowling è l’aver creato un sistema di leggi magiche che reggono la storia. O almeno dovrebbero farlo, ma a volte risultano ridicole come nel caso degli Expelliarmus!

    Senza andare lontano, ho trovato il primo volume di Percy Jackson scritto meglio, più divertente e più ricco di trovate.

    Visto che siamo in argomento, cos’altro puoi dirci di Percy Jackson?
    Personalmente, ho letto sia la saga Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo sia la saga Eroi dell’Olimpo. Sono d’accordo con te nel dire che sono ricche di trovate, ma, specie nella seconda serie, certe trovate sono troppo infantili e cercano di creare un umorismo che risulta forzato. Inoltre i romanzi non sempre sono autoconclusivi.
    Di Rick Riordan ho letto anche la trilogia The Kane Chronicles. Negli ultimi due libri sono presenti dei difetti che non ho riscontrato in nessun altro dei suoi romanzi, come l’inforigurgito e il troppo raccontare. Non so, forse è colpa della traduzione o forse l’autore ha dimenticato come si scrive.
    Ciononostante i romanzi di Riordan mi sono piaciuti perché l’autore è bravo a riprendere la mitologia e ad adattarla all’ era moderna. Un suo difetto che si nota soprattutto nei primi romanzi di ogni serie è la ripetitivitá, della serie

    Il protagonista scopre di essere figlio/discendente di un dio/antico sovrano e viene introdotto a una comunità di suoi simili, da cui deve partire per dimostrare la sua innocenza dopo essere stato accusato ingiustamente…

  3. 562 Davide

    Ho letto tutta la saga di Harry Potter e posso (almeno in parte) capire le critiche mosse in questo articolo, anche se non le condivido quasi in nulla, soprattutto perché i primi quattro libri della serie, e soprattutto il secondo, il terzo e il quarto, possono contare su molti lati positivi che portano la qualità globale a livelli assolutamente discreti. Non dico che siano capolavori, e anzi probabilmente il potenziale era anche maggiore, ma scorrono bene, sono interessanti, e riescono a mascherare bene i momenti in cui effettivamente plot hole o incongruenze ci sono. Più che altro trovo immotivato parlare di libri in cui manca la componente conflittuale: la trama c’è, ha un senso, la Rowling a volte fa un pò la melodrammatica coi personaggi e un pò troppo spesso non riesce a liberarsi da un buonismo che stona ma nel complesso funzionano.
    Col quinto libro si che si prende una mazzata allucinante da cui solo con i due seguenti si risolleva un pò, pur senza riuscire a tornare ai livelli dei primi quattro.
    Penso che la Rowling sia bravissima a descrivere la vita ordinaria di tipo scolastico, e ha una buona fantasia e una buona capacità di ricreare situazioni suggestive a base di magia e misteri, purtroppo il buonismo di cui ho parlato prima rappresenta il difetto più grosso della saga perché, non riuscendo a superarlo, non riesce ad affrontare in maniera adeguata molti degli argomenti che una trama del genere presenta, e ovviamente più si va avanti più questo problema si fa grosso ed evidente.
    Ed ovviamente si moltiplicano senza ritegno gli interventi divini dell’autrice che si immagina soluzioni assurde che poi mette in pratica perché sì, perché la logica o fa finire la storia o cozza con la sua morale o che altro.
    Sinceramente però trovo i primi libri abbastanza belli da essere dispiaciuto che questa serie sia finita così, e nel complesso sono contento comunque di averla letta perché trovo sia stata una bella esperienza, piacevole e di una qualità comunque decorosa, anche se ripeto, di sicuro non un capolavoro.

  4. 561 Michele

    Premetto che ho letto solo l’ultimo degli harry potter, quell’unico libro non mi è dispiaciuto affatto.
    Anche se almeno dai film posso darti ragione su molte delle critiche.
    L’unica cosa è l’aggeggio per tornare indietro nel tempo: io odio/amo queste trovate perché se gestite bene possono essere veramente belle. In questo caso non so proprio che dire: andava forse approfondita meglio e ne verrebbe comunque fuori un discorso immondo in cui nessuno potrebbe dire di aver ragione o torto.

  5. 560 gianni

    Letto tutto quanto e riletto e ri ri letto.
    Grazie soprattutto perché ho trovato spunti interessanti in quasi tutti i commenti e una storia magnifica (The Order of the Stick).

  6. 559 Il fantastico appiattimento e un’inattesa sorpresa | ilperdilibri

    […] L’articolo […]

  7. 558 Harry Potter, quando l’originalità non è tutto | Un fiume da un panno strizzato

    […] la sua saga trabocca di difetti per queste regole della narrativa, come ha descritto Gamberetta in uno dei suoi articoli più commentati di sempre. I difetti ci sono, non possono essere […]

  8. 557 Emma

    Si, purtroppo HP è pieno di buchi nella trama e incongruenze… E se lo ammetto persino io che sono tuttora una fan della saga potete fidarvi!
    Ed è anche vero che il protagonista della storia è un Gary Stu di proporzioni colossali: fa (quasi) sempre la cosa giusta, infrange le regole a manetta ma gli viene sempre perdonato tutto, ha poteri immaginifici che spuntano fuori solo al momento giusto, l’intero sport del quidditch ha regole idiote create solo per dare un ruolo centrale a Harry… E Ginny, la sua ragazza, è una Mary Sue ancora peggiore di lui. No, Harry è un personaggio che io non amo affatto. La Rowling lo ha reso semplicemente odioso, secondo me.
    Un altro difetto della saga è la presenza continua di deus ex machina. Come nel secondo libro, quando arrivano Fanny e il cappello a parare il culo ad Harry… O la faccenda dei nuclei delle bacchette nel quarto libro, ma ci sarebbero molti altri esempi.
    Nonostante ciò non mi sento di buttare del tutto HP nel cestino dei rifiuti. In linea di massima sono d’accordo con quello che ha detto Stephen King sulla saga, e ritengo che al di là dei suoi (molti) difetti abbia anche tanti punti di forza.
    Magari Harry Potter non sarà alta letteratura, ma per svagarsi va più che bene.

  9. 556 Satana

    Comunque ripensandoci: la Rowling dovrebbe dare la licenza sui personaggi a qualche scrittore perbene e fargli riscrivere tutto dal POV di Severus Snape, cominciando dall’inizio.

    Almeno un po’ di conflitto e un protagonista non Gary Sue-issimo ci sarebbe.

  10. 555 Satana

    @PlatinumV:
    > quando l’immersione in un mondo magico, la scuola “magica”, gli scherzi
    > “magici”, i libri “magici”… cioè una cosa comune come la scuola, che è capitata
    > a tutti, rivisitata in un modo che ha del meraviglioso. Chi di noi non avrebbe
    > preferito imparare a far levitare gli oggetti invece che studiare geografia?

    Questo dal tuo punto di vista.
    Se il tuo punto di vista fosse quello di un personaggio di un mondo in cui la magia ESISTE, imparare a far levitare la roba con la bacchetta sarebbe UGUALE UGUALE a imparare le leggi della termodinamica: ‘na noia.

    Citando un personaggio di Vonnegut: “la scienza è magia che funziona”.

  11. 554 Satana

    Va bene.
    Io non ho mai letto il libro, però ho iniziato a guardarmi tutti i film.
    Plot hole IMBARAZZANTI.
    La trama de Il calice di fuoco è completamente, totalmente insensata.
    Ogni SINGOLO passaggio da una situazione A a una situazione B è frutto di una forzatura, di un deus ex machina o di un inspiegabile colpo di fortuna/sfortuna.
    NIENTE di tutto quello che accade sarebbe dovuto accadere.

    Perchè continuo a guardarli?

    Facile: Alan Rickman e Maggie Smith.

  12. 553 Doppiozero

    @Artemis

    attenzione: non ho detto che tutti i giochi moderni fanno schifo, ma che la tendenza generale a sviluppare giochi easy-play è preoccupante. qualche eccezione c’è per fortuna.

  13. 552 Artemis

    @ Doppiozero:

    O magari sei tu che non sai cercare dei videogiochi decenti.

  14. 551 Doppiozero

    [...] Io ho l’impressione che un’ampia fascia di pubblico non voglia (più?) storie costruite in maniera “tradizionale” e basate sul conflitto, ma cerchi solo un personaggio con cui identificarsi e attraverso il quale vivere i propri sogni senza ostacoli. Niente di male. Il mio problema però è che trovo questo tipo di narrativa noiosa. È come giocare con un videogioco in cui non puoi mai morire: senza sfida che divertimento c’è? A quanto pare un sacco, viste le vendite della Rowling e della Meyer.

    Esattamente come i videogiochi odierni! Scusate l’intromissione, ma devo rimarcare questo concetto: oggigiorno nei videogiochi non si muore più. Un po’ di tempo fa una nota azienda nipponica, la Nintendo, fece una ricerca di mercato gigantesca da cui emerse (fra le altre cose) che alle persone non piace perdere. “Ma dai?”, direte. Ma dai un cavolo! Così la Nintendo creò la Wii, console nata per espandere il mercato a chi i videogiochi non se li era mai filati. BAM! Enorme successo, tutti a copiare quest’idea. I videogiochi dunque non furono più progettati e realizzati per i videogiocatori, ma per la persona ignorante in materia curiosa di provare ‘qualcosa di nuovo’. Ed ecco che noi videogiocatori da piccolo gruppo di appassionati siamo diventati una massa di immaturi che vuole vincere facile, sempre. I videogiochi moderni ricompensano il giocatore per qualunque cosa (anche solo per muovere un passo VE LO GIURO) e sono pronti ad aiutarlo contro qualsiasi sfida, anche minima. Non si parla più di videogiochi ormai ma di videotutoring o videobabysitting. Davvero, è più un gioco nel momento in cui manca la sfida: è come giocare a monopoli con soldi infiniti, oppure a nascondino coi visori termici. è come barare! Non c’è più sfida, e quindi non c’è più divertimento. Sigh. L’altro giorno ho giocato ad un videogioco che si spacciava per ‘horror’ dove potevi utilizzare sempre e senza limiti un gingillo che ti diceva dove andare attraverso una scia luminosa. Sono stato lì a fissare quella linea blu per un minuto buono, poi mi sono andato a leggere i nomi dei ‘creatori’, dei responsabil, per concentrare il mio odio su di loro. Ma non è servito a niente, sono ancora vivi e vegeti. Loro e i loro simili ancora infestano il mondo del gaming con le loro lucine e freccine che ti dicono cosa fare, come farlo, dove andare… E noi lì, inebriati, con la faccia da drogati in pieno trip che schiacciamo tasti a caso, perché tanto vinciamo sempre.

    Vi chiederei di scusarmi per il wall of text ma no, DOVETE sapere. Il mondo dei videogiochi non è messo meglio del fantasy, della letteratura in generale. C’è un morbo che sta colpendo questa generazione: è un morbo che infetta tutto, un mostro, e non è ancora sazio…

  15. 550 Clio

    @Cindy
    I gusti non sempre sono proporzionali alla qualità di un libro. Se un eccellente libro non è il tuo genere, non ti piacerà. A me piacciono un sacco di cose di pessima qualità. Ed è perfettamente legittimo, visto che i gusti non sono per forza logici.
    Quanto ad Harry Potter, secondo me si difende piuttosto bene per i primi tre libri. Ci sono diversi difetti, ma si tratta di libri leggeri e senza particolari pretese. A me sono piaciuti molto e li trovo godibili nonostante certi scivoloni.
    I veri guai cominciano dal 4° in poi, perché la qualità non è migliorata, ma la pretesa è aumentata. Specie negli ultimi libri la Row sembra voler scrivere storie “dure”, “adulte” e “col messaggio”, cosa che fa risaltare ancora di più i difetti e ancora meno i lati positivi.

    Poi sia chiaro: qui nessuno giudica i gusti -_^ si giudicano le caratteristiche oggettive.

  16. 549 cindy

    Sono d’accordo con voi la storia deve essere coerente, mi avete fatto riflettere, ma sono ancora convinta che harry potter sia un bel libro, sarà che non sono ancora adulta, sarà che non leggo con attenzione, ma mi piace, e molto. Non prendetela sul personale, capisco benissimo che non ci devono assere errori, che una persona si deve impegnare nella stesura di un libro però proprio non ci riesco a reputarlo una schifezza. Ripeto: avete ragione voi, l’autore deve stare attento a non commettere errori e deve fare in modo che la storia segua delle regole ben precise, sta di fatto che questo libro, nonostante tutto, ha avuto un successo incredibile, probabilmente perché la gente come me non bada agli errori piccoli o grandi che siano.

  17. 548 Clio

    @Cindy
    Il problema è che quando un lettore legge una sotira ci si deve poter “immergere”. Ci deve poter credere! Ovvio, io non credo che esista davvero un barbaro con nove dita che combatte nel nord, né che esista un mago accompagnato da un baule con le gambe. Solo che MENTRE leggo Abrcrombie o Pratchett, quelle storie (diversissime per stile, genere ecc.) suonano VERE, perché sono coerenti.
    Un universo fantasy deve essere non vero, ma verosimile (se dici che gli asini volano va benissimo, ma questo avrà delle conseguenze di cui dovrai tener conto), e soprattutto coerente.
    Logen Ninefingers è un guerriero consumato. Se si dimostra ignorante nell’ABC della scienza militare e del combattimento, quella è una contraddizizione. Se si fa impressionare dalla vista del sangue, è un’altra contraddizione. Questi problemi rendono la storia “Falsa”, e sono difetti oggettivi.
    Un libro può avere buone qualità a prescindere dai difetti. Certo. Dipende anche dal tipo di libro. Un romanzetto leggero viene perdonato più facimlemnte di un romanzone serio. Ciò non toglie che sono errori e che gli errori determinano la cattiva qualità di un’opera.
    Come dice la mia prof di giapponese: buoni contenuti, cattivi connettivi, 8/20. Non posso mica protestare: ci sono errori, il mio testo è insufficiente.

  18. 547 Gwenelan

    Il problema, Cindy, è che quelle evidenziate da Gamberetta sono falle logiche, non sottigliezze. E’ proprio perché impediscono di “seguire la storia” che sono difetti gravi, perché prima le cose stanno in un modo, poi stanno in un altro. Come faccio a seguire? Certo, un bambino lo fa ugualmente, perché è ignorante e inesperto (senza nessun offesa – è normale che un bambino stia ancora sviluppando conoscenze e capacità analitiche), e magari non le nota, o non sa dar loro il giusto peso.
    Anche l’esempio che porta lilyj non è tanto una “sottigliezza”: in una pagina agli elfi non crescono le barbe, nella pagina dopo sì O_o? Qui uno si ferma e si chiede “wtf?”. Forse non è grave come il colore del cielo – che avrà qualche impatto sull’ambientazione: se il cielo è verde ci sarà un motivo – ma comunque dà fastidio e mina la credibilità della storia. E in realtà, che deve fare lo scrittore se non, appunto, controllare il suo stesso lavoro? Può capitare una svista in duecento pagine, ma errori così grossi come quelli evidenziati da Gamberetta come fai a sorvolarli, se ci tieni al tuo lavoro? Sbagliare capita a tutti, ma la differenza fra lo scansafatiche e quello che ci mette impegno è proprio che il primo scrolla le spalle, il secondo controlla, corregge e se necessario riscrive daccapo.

  19. 546 cindy

    non ho mai detto di scrivere strafalcioni a iosa! Ma sentirsi presa in giro solo perché nel consiglio ci sono degli elfi con la barba?
    Mi sembra un po’ esagerato. Certamente se uno scrittore scrive: il cielo è verde e nella pagina dopo afferma che è blu con cavallini che svolazzano tutti allegri e spensierati c’è qualcosa che non va ;)
    Ho soltanto detto che non bisogna badare alle sottigliezze, non ai grandi errori, dire che un libro è brutto per i motivi sopra elencati da Gamberetta non mi sembra molto sensato.
    So bene che sta scrivendo una storia, solo che l’ho notato dopo aver lasciato il commento, comunque sono opinioni personali mi scuso per averle suggerito di darsi all’ippica non volevo offendere nessuno, stavo solo difendendo un mio principio.
    Comunque, solo per precisare, hai ragione sono miope, ma non stupida, chiedo venia se non mi sono accorta della colonnina a destra :)

  20. 545 lilyj

    Tralasciando il messaggio “scrivete pure strafalcioni a iosa, tanto son libri per ragazzi” (molto costruttivo, eh) che dire se non: che noia! Tutti ‘sti infervorati dal sacro fuoco del “voglio vedere se sapresti far di meglio”… che palle!
    Tu inviti Gamberetta a darsi all’ippica, io invito te ad andare da un buon oculista.
    Nella sezione Articoli in evidenza
    (quella strana colonna a destra dello schermo: la vedi? ecco, poco più giù della metà):

    ? Argomenti vari (5)
    ? Miei romanzi (3)
    ? Recensioni negative (5)
    ? Recensioni positive (4)
    ? Scrittura (3)
    ? Segnalazioni (5)

    Ribadisco: che noia…

    PS: parlando di strafalcioni: quando avevo tredici anni, mi son sentita parecchio presa per i fondelli quando, in una saga fantasy in cui la menavano dalla prima pagina che “agli elfi non cresce la barba, mai“, nel consiglio degli anziani sono spuntate parecchia barbe fluenti. Ti piace sentirti presa per il culo? Accomodati. Ma non ti aspettare che il resto del mondo segua il tuo esempio.

  21. 544 cindy

    Vorrei solo chiederti una cosa: ma un qualche libro che ti piaccia l’hai mai trovato? ho letto un paio delle tue recensioni e non ne ho ancora trovata una in cui non dici di disprezzare l’autore o la trama o le descrizioni o i personaggi. Quindi mi sorge spontanea una domanda, ma se per te tutti questi libri non andrebbero considerati tali che cosa dovremmo leggere?
    Dato che reputi questi libri una colossale schifezza perché non ti cimenti tu? Prova a scrivere una storia che non sia banale, noiosa, sciatta o quant’altro.
    I libri, quelli fantasy, sono fatti per sognare, non per essere analizzati fin nei minimi dettagli. Forse sarò infantile, ma almeno non sono così ipocrita da recensire qualsiasi libri come se fossi chissà chi.
    Detto questo a mio parere Harry Potter è un libro straordinario: che importa se c’è qualche imprecisione? Sono volumi pensati per bambini e giovani ragazzi, loro non guardano gli strafalcioni, loro seguono la storia, si immedesimano in Harry e negli altri personaggi per scappare alla realtà, non gli importa se le cose accadono senza una spiegazione; a volte i libri devono essere inverosimili, altrimenti sarebbero troppo simili alla realtà. Tu trovi questo tipo di narrativa NOIOSA, ti do un consiglio allora: smetti di leggere, se non trovi un libro di tuo gradimento forse dovresti lasciar perdere la lettura e ,magari, darti all’ippica.

  22. 543 Lyu

    Concordo pienamente con Lili: lo stile, e con esso tutto il resto, crescono via via. Leggendo i primi libri di Harry Potter li ho trovati abbastanza “scioccarelli”, da bambini insomma, ma andando avanti…
    Comunque la Rowling non avrà uno stile perfetto ma il suo mondo è coerente, con delle regole e descritto molto bene! Almeno ci ha pensato, intendo, si è fatta un mazzo così a scegliere nomi, regole di magia e via dicendo. Ammetto che, come dice giustamente Gamberetta, ci sono (almeno nei primi libri) errori dei più comuni, come il deus ex machina, ma non mi paiono niente di così terribile se paragonati ad altri scrittori (italiani).

  23. 542 Lili

    Harry Potter va letto con il cuore, non con la testa.
    Sì, non dico che è uno stile perfetto o assolutamente originale, quello della Rowling, ma devi ammettere che la sua originalità e la sua fantasia sono fantastici.
    Io non credo che il primo libro sia scritto male, credo che invece lei abbia usato uno stile più adatto ai libri per bambini perchè quello era il pubblico che, probabilmente, si aspettava di trovare. Andando avanti nella storia e quindi passando da un libro ad un altro si trova sempre uno stile diverso e più maturo. Si cresce con Harry.

  24. 541 Anonima

    Ogni tanto rileggo questa discussione, perché trovo interessante scoprire i lati negativi delle cose che mi piacciono. E dopo sei pagine di commenti, oltre a ciò che ha scritto Gamberetta, c’è molto da riflettere.

    Però avrei una domanda:

    Harry Potter è uno stupidotto viziato a cui va sempre tutto bene, senza alcuno sforzo o quasi.

    Sul fatto che Harry sia un miracolato sono d’accordo, quello che mi lascia perplessa è “viziato”. Come mai è considerato tale? Non mi risulta, leggendo i libri, che scateni mai polemiche perché (esempi banali) non sopporta il cibo di Hogwarts, o che pretenda di essere servito e riverito e adorato; anzi, più volte sottolinea quanto gli piacerebbe essere “normale” e non Il Ragazzo Che E’ Sopravvissuto (a seconda delle interpretazioni può essere wangst, anche se per me non lo è, ma sorvoliamo).
    Inoltre, non l’ho mai visto snobbare/guardare dall’alto in basso i ragazzi più grassottelli, imbranati, “sfigati”, strampalati e quant’altro. (Mi si potrebbe citare il suo imbarazzo nel ritrovarsi con Neville e Luna sull’Hogwarts Express all’inizio del quinto libro, ma la Rowling ha specificato che quella scena serviva per mostrare il suo cambiamento nel sesto libro, quando, avendo l’opportunità di trovarsi uno scompartimento pieno di ragazzine che gli pendono dalle labbra, rifiuta e decide di restare con i suoi veri amici, appunto Neville e Luna).
    Forse quel “viziato” è pleonastico? O avete rilevato comportamenti del genere che a me sono sfuggiti? Mi piacerebbe saperlo.

  25. 540 eli

    Potrei vomitare. [Cit.]

  26. 539 D

    Non ho molta voglia di procedere alla disamina dell’intera recensione, benché sia del tutto possibile. Temo che, come molti hanno detto, tu abbia letto i primi tre libri in modo assai superficiale e sforzandoti di identificare il maggior numero di pecche possibili… A mio parere, mi sembra un po’ risibile basare la critica di una saga letteraria su nemmeno la metà dei volumi, non foss’altro perché è abbastanza ovvio che qualcosa non torni alla fine, la trama portante non si è ancora esaurita: se tutto il macroconflitto si risolvesse nel primo volume il lettore medio penserebbe: “embe’, mo’ chi me lo fa fare di leggere tutti gli altri? La mia curiosità è stata soddisfatta”. A parte questo che va be’, mi è uscito mentre scrivevo, volevo solo fare un appunto alla faccenda dei nonni. La spiegazione c’è ed è a pagina 17 dell’edizione italiana della pietra filosofale. Ci troviamo nel prologo, prima che Hagrid arrivi con Harry davanti alla casa dei Dursley. Silente e la McGranitt stanno parlando degli accadimenti recenti, poi della permanenza di Harry dai Dursley, e dalla bocca di Silente esce l’incredibile verità su cui molti qui si sono con mio sgomento interrogati:
    “Sono venuto a portare Harry dai suoi zii. Sono gli unici parenti che gli rimangono”.
    Il concetto è ribadito quasi nello stesso modo nel prologo del primo film. Io direi che è abbastanza chiaro, che dite? Il fatto che non venga poi più ripetuto è parte di quelle regole non scritte su cui la narrativa si basa: supponendo che sia vero che il lettore legga il romanzo col cervello accesso e senza ficcarsi le dita per dritto negli occhi, una volta espressa una spiegazione non è necessario che venga ripetuta ogni due per tre, il lettore sa. È probabile che Hermione o Ron o chi per loro abbia chiesto a Harry “ehi, ma i tuoi nonni dove sono?” ma non ci viene raccontato, perché semplicemente non ha nessuna logica sdilinquirsi su un concetto già spiegato sprecando inutilmente pagine e pagine di narrazione. È un processo che nell’analisi cinematografica è chiamato ellissi: a me spettatore/lettore non frega una benemerita mazza di vedere secondo per secondo cosa fa l’attore/personaggio, perché una cronistoria è cosa ben diversa da una trama. L’importante è che le scene che lo scrittore decide di mostrare al lettore siano avvincenti e facciano progredire la trama, dicano qualcosa, dialoghino in qualche modo con il loro pubblico. Ripetere un concetto venticinque volte perché è realistico funziona forse in altri stilemi e generi narrativi/cinematografici, non in un romanzo costruito nel modo più classico possibile (e non è una critica) o in un film con montaggio narrativo.

  27. 538 Merphit Kydiilis

    I miei due centesimi sul caso Harry Potter. E scusatemi se ci ho messo quasi un anno a rispondere.
    Inizio dicendo che HP mi piaceva. L’ho conosciuto all’età di 11 anni, quando me lo regalarono il primo numero, mentre gli altri due me li feci prestare da un amico. Da Il Calice di Fuoco fino all’ultimo le copie sono mie.
    Che dire? All’epoca mi piaceva, lo trovavo stupendo. All’epoca non sapevo distinguere un romanzo fantasy bello da uno brutto. Era figo che ci fosse una società nascosta, un mondo nascosto, college incantati e scope volanti. Quello che apprezzavo in HP era l’originalità, come venivano esposti i vari elementi (l’uso delle bacchette, il Quidditch, i gufi messaggeri). Quello che apprezzavo era la crescita del personaggio, non solo fisica ma anche di maturità: riuscire a fare le scelte giuste, anche se non facili, difronte alle menzogne e alla cattiveria. La Rowling ammette che Voldemort incarna il lato peggiore dell’uomo (nel periodo in cui sviluppava la storia cominciarono i genocidi in Cecenia): infliggere danno per invidia e sfidare le leggi di natura. Ho ammirato HP per come affrontava questo male.
    Ma non per questo mi è piaciuto fino in fondo.
    Hermione è una bambina rompicoglioni: ci credo che non ha quasi un amico a scuola. “No, questo non dovete farlo, quell’incantesimo è proibito, la McGranitt ci butterà dalla Torre di Astronomia se vi fumate quell’erba pipa”. Alla fine di Azkaban Hermione ammette che di usare una GiraTempo per seguire i corsi di studio. Ma brava, dirlo prima no? Cioè, un serial killer riesce ad eludere la sicurezza di Hogwarts per uccidere il tuo migliore amico, ma preferisci tenerti tutto per te? Poi lei stessa dice che la GiraTempo è pericoloso perché alterare il corso del tempo può risultare letale… ma lei la usa per seguire dei corsi aggiuntivi! Razza d’ipocrita!
    Per quanto riguarda Lupin… beh, probabilmente la luna piena irradia dei raggi nell’atmosfera, e questo scatenano la licantropia, chiuso o all’aperto che sia. Mia teoria, eh. La pozione potrebbe essere una sorta di droga o calmante in grado tenere a bada Lupin quando è trasformato.
    Gli Expelliarmus li odio anch’io. Cioè, un incantesimo utile, ma l’abuso che se ne fa nel corso dei libri è un che di vergognoso. Ma a scuola non insegnano altri incantesimi utili? Mi ricordo che, nei videogiochi, c’era l’incantesimo Flipendo…
    Per quanto riguarda, invece, le pistole: la Rowling ha fatto ambientare la saga all’interno di una società di maghi, i quali vedono i Babbani come creature e non persone come loro. Sarebbe stato figherrimo vedere un mago pistolero (o magari un Magonò) brandire un revolver in direzione di un Mangiamorte… invece no. Amen.
    Sì, Harry si becca un sacco di belle cose, gli vanno tutte dritte . La Nimbus 2000 viene stritolata da un albero? No problem, a Natale ti fanno recapitare la Firebolt! Ron diventa geloso e furioso con te quando ti trovi coinvolto in un torneo magico? Tranquillo, nel giro di qualche capitolo tornerà ad essere più amico di prima!

    Gamberetta, credo che tu abbia tralasciato gli ultimi 2 volumi. E forse ho capito perché…
    Per 3 volumi Harry si era messo a sbavare dietro a Cho Chang, ci si era messo insieme ma lei l’aveva lasciato. Nel Principe Mezzosangue non solo Cho scompare del tutto, ma improvvisamente Harry prova interesse nei confronti di Ginny. Chiamasi tempesta ormonale anziché amore: mi pare più plausibile, dato che per 5 volumi Harry non si era filata di striscio la sorella di Ron. A me è sembrato che si è messo con lei “perché sì”.
    Un’altra cosa del libro che mi ha lasciato letteralmente raggelare: Harry si trova a dover prendere un ricordo da Lumacorno. La prima volta che ci prova, si sente come Voldemort nel chiederglielo e la sensazione aumenta quando il professore lo respinge apertamente. Ma quando prende la pozione della fortuna, minchia se davvero si comporta come Voldemort per prendersi il ricordo! E la cosa brutta è che, in seguito, Harry non mostra rimorso né appare turbato per essersi comportato in quel modo dicendo le cose che ha detto al professore! Quando riporta il ricordo a Silente, ecco cosa se ne esce a pensare Harry:

    Lui, Harry, aveva fin troppa esperienza nel cercare di ottenere risposte da persone riluttanti per non riconoscere un maestro all’opera.

    Ehm… non so voi, ma in 6 volumi ho visto Harry comportarsi in quella maniera. E mi riferisco con Lumacorno e la pozione fortunata.
    I Doni della Morte. Quella è stata una mazzata sui malleoli. Ma con le sbarre roventi. Già mesi prima i nostri TG italiani a fare spoiler (e la cosa mi ha irritato parecchio), ma quando ho avuto fra le mani il romanzo mi sono irritato ancora di più: Harry sa per istinto qual’è la scelta giusta da fare, se ne frega dei consigli di Hermione, e il ragionamento di trovare i Doni della Morte a mio parere è stato del tutto forzato, come se non fosse stato un ragionamento naturale ma un pensiero dell’autrice per far camminare Harry “perché sì”. Poi, nonostante sappia del divieto di pronunciare “Voldemort”, se ne sbatte e lo dice volendo pure terminare la parola. Risultato: i Mangiamorte li catturano, Hermione viene torturata e Dobby muore.
    Ah, poi Molly che uccide Bellatrix… mi sono calate le braghe quando ho letto la cosa.
    E, per finire, l’happy end: se proprio ce lo doveva mettere, era meglio farlo ambientare all’inizio dell’estate (tre mesi dopo) anziché 19 anni dopo sul treno, dove tutti sono adulti, sposati e vaccinati.

    Domanda OT: che fine hanno fatto i commenti “Harry è satanista” e compagnia? non riesco a trovarli da nessuna parte

  28. 537 absenthium

    Gamberetta nell’articolo che linkerò parlano dei top 20 buchi nella trama di Harry Potter; l’ho trovato cercando una risposta all’interrogativo che tu hai sollevato sulla Giratempo: http://shareranks.com/2622,TOP-20-HARRY-POTTER-PLOT-HOLES.

    Probabilmente non te ne fregherà nulla ahah ma lo linko a beneficio di altri lettori

  29. 536 Alexander Shadow

    Partiamo dal presupposto che io da bimbo Harry Potter l’avevo adorato. Mi ritrovavo, proprio come ipotizzi tu, in quel ragazzino così sfigato e orfano, e mi piaceva parecchio vedere come gli si accavallassero una fortuna dopo l’altra. Poi però mi sono progressivamente addentrato nel vero fantasy. Non parlo di cose eclattanti, ma dopo essermi letto cose come “La foresta dei mitago” di Holdstock (libro pressochè sconosciuto ma a mio parere molto interessante) o anche soltanto le cronache del ghiaccio e del fuoco ho realizzato che Harry Potter mi aveva fatto sentire tradito. Era più una sensazione che una certezza, mi mancavano termini e definizioni, ma ad Harry Potter mancava effettivamente qualcosa. Avevo anche provato a rileggerlo tempo addietro, ma non ci ero riuscito, ho provato disgusto dopo appena poche pagine (anche se parlo del primo libro eh). Ora che leggo questa tua recensione Gamberetta devo dire che ho capito da dove derivasse buona parte di quel disgusto a cui non riuscivo dare nome! Che dire? Bell’articolo e ottima recensione!

  30. 535 Dodo

    I fanboy petulanti di Harry Pottet sono sempre così folcloristici!

  31. 534 Ete

    una sola domanda: sei sicura di aver letto veramente i libri?
    … no, perché non sembra assolutamente.

  32. 533 AnCan

    Per essere ancora più esplicita, visto anche un recente flame a proposito: se davvero Harry Potter spingesse i bambini al satanismo sarebbe una delle poche qualità di questi libri

    No, ma io ti adoro! XD

    Al di la delle considerazioni che hai condiviso su stile, tecnica narrativa, difetti congeniti nella trama, illogicità e deus ex machina che condivido (ho letto i primi 4 visto che ormai li avevo acquistati… sic!), credo più in generale tu abbia centrato il punto quando ipotizzi che:

    un’ampia fascia di pubblico non voglia (più?) storie costruite in maniera “tradizionale” e basate sul conflitto, ma cerchi solo un personaggio con cui identificarsi e attraverso il quale vivere i propri sogni senza ostacoli.

    In qualche misura probabilmente è un derivato di quello che si puo’ trovare accesssibile nell’offerta editoriale (non solo libraria, ma anche televisiva peraltro). Mi rimane la speranza che questo sia un effetto anche e soprattutto culturale (e quindi correggibile almeno in teoria) e non un portato dei tempi che viviamo…

    Questo blog che ho scoperto da pochi giorni è assolutamente fantastico, Gamberetta. Ti assicuro che, da aspirante scrittore italiano di narrativa fantastica, sto facendo tesoro di molti tuoi “consigli” che vanno a correggere, temo, alcuni riflessi che ho riscontrato in quello che talvolta cerco di scrivere.

    grazie di cuore per la passione che ci metti :))

  33. 532 arnica

    koda,quel video sarà stato linkato tipo una ventina di volte :P

  34. 531 Koda

    Io ho amato i libri e ce li ho tutti in inglese (molto meglio che in italiano) e mi piace come scrive la Rowling. Ho tutti i film in Blu-ray e li adoro.
    La trama, IN OGNI CASO, ha dei buchi tra cui quello del giratempo che è un supermassive black hole del plot. E’ gestito malissimo, in modo ridicolo e illogico. E lo dico io che amo HArry Potter pur con tutti i suoi difetti. Ma ancora di più adoro questo video che è assolutamente geniale e realistico.

    Basta tentare di difendere a oltranza errori simili! Grazie! ^__^ Keep calm and have a butter beer. :D

  35. 530 Zave

    massì mezzatazza, è gamberetta che è cattiva.
    chissenefrega se le critiche sono sensate o meno, dopotutto “haters gonna hate”, non ci si può fare nulla.
    e ora che ne sei convinto potrai dormire sonni tranquilli…

  36. 529 mezzatazza

    A me pare che i libri siano stati letti con il chiaro intento di demolirli.

    Potrei spiegare punto per punto tutto ciò di cui ti lamenti – e pure io avevo trovato un paio d’incoerenze nel quarto, sesto e settimo – ma il punto è che se ti lasci andare alla lettura ed entri nella storia ti spieghi tutto molto naturalmente.

    Se leggi allo scopo di demolire non cambia un tubo, che tu legga Fabio Volo o Tolkien.

  37. 528 thyangel83

    @ Lawliet

    Quello che mi rompe è che avevo scritto una risposta articolata e motivata, poi internet ha fatto le bizze e mi si è cancellata…e adesso di riscriverla non ho tempo né voglia.
    Cmq. avevo voluto ironizzare, nel mio precedente post, su alcuni dei difetti del libro, ma ho presente quello che giustamente fai notare.
    Forse il succo è che HP mi appassiona e basta, non è che stia a cercare un motivo particolare (anche se, forse, è per le ambientazioni: in un libro accetto pure storie pallose o scritte così così, basta che le ambientazioni mi prendano). Di inconguenze e stranezze HP ne ha varie, ma pazienza. In generale, nei libri di vario genere ne vedo sempre tante. Se il libro mi piace le lascio perdere e accetto la volontà – o la distrazione – dello scrittore. Soprattutto in una storia molto complessa.
    Certo, se dovessi effettuare una disamina approfondita stilistica, compositiva e logica di HP, allora troverei molti punti critici, specie nell’ultimo punto (occorrono diversi “atti di fede” alla Rowling). Però, pazienza. Per quanto mi riguarda, va bene così. In questo caso, applico il “laissez-faire, laissez passer”.

  38. 527 Lawliet

    @thyangel83, sono abbastanza d’accordo con te, ma mi piacerebbe provare a spiegare dei passaggi che trovi forzati (poi magari viene fuori che io li spieghi ancora più forzatamente ^^”)
    iniziamo dalle maledizioni senza perdono, non sono solo i mangiamorte che le usano, ma anche gli auror sono autorizzati, altrimenti sarebbe tutta una carneficina, poi per esempio l’Avada Kedavra è invincibile, ma si potrebbe ricorrere al trucco più vecchio del mondo ossia spostarsi velocemente, ad esempio nel VI Ginny dice di essere riuscita a scivare le maledizioni grazie alla Felix Felicis e se no mi sbaglio c’è anche un mangiamorte che ammette di non riuscire a colpirla e un altro che per sbaglio uccide un suo alleato.
    Poi per esempio le capacità di Harry non sono alla pari con quelle di Hermione per la minor voglia di studiare, ma comunque se la cava, per esempio si capisce che evocare un patronus al 3 anno non è una cosa da principianti, tanto che Hermione fatica ancora al settimo libro.
    Per la questione di Ron che gioca bene a sbalzi, questa è la più facile, chi fa sport a livello agonistico dovrebbe saper bene che una gara non è frutto solo del talento, ma anche della testa e della pressione psicologica, c’è che va meglio in quelle poco importanti e fallisce quelle che lo sono di più e chi fa il contrario, per esempio Ron (ho notato che accade più spesso negli sport di squadra)
    LA questione delle gira tempo devo ammettere di non averla bene capita neanche io, comunque i viaggi nel tempo sono definiti all’unanimità pericolosissimi, basta pensare ad uno dei paradossi più conosciuti (che Futurama ha modificato a modo suo): se io vado nel tempo ed uccido mio nonno (prima di avere figli), allora non sarebbe nemmeno nato mio padre (o mia madre), quindi non sarei nata io, ma se io non fossi nata non avrei nemmeno potuto uccidere mio nonno.
    So che probabilmente all’ultimo punto che ho elencato ho dato una risposta per nulla esaustiva, ma volevo cercare di spiegare un po’ meglio perchè i viaggi nel tempo siano così… bizzarri (temo che non sia la parola più giusta, ma al momento non ne trovo altre)
    xoxo L

  39. 526 thyangel83

    A me personalmente Harry Potter è piaciuto.
    Ma forse è perché ho un’età mentale di 5 anni e cresco a pane, Melevisione e Sam il Pompiere.
    Comunque ne ho apprezzato l’ambientazione e tutto sommato la storia scorre e riesci a leggere fino all’ultima pagina.
    Dal mio punto di vista, la Rowling è ok. Però premetto che sono libri che vanno letti in inglese; non me ne vogliano i traduttori, ma la versione italiana ha un non so che di carente, ci sono dei problemi…

    Non che non sia d’accordo sul fatto che HP è pieno di contraddizioni o cose strane. E non avete nemmeno puntato il dito contro le peggiori!
    Ad esempio: possibile che Harry&CO. se la cavino in 7 anni con una manciata di incantesimi? I “buoni” viaggiano a Expelliarmus, Expecto Patronus e Accio sth. I cattivi, invece, hanno i loro Avada Kevadra, di fatto Crucio e Imperio sono di serie B. E contando che l’Avada è incontrastabile, mi chiedo come mai non abbiano vinto in tre secondi contro qualsiasi Auror (con buona pace dei Dementors). E poi, vabbé, certo, HP ha qualità incredibili per nascita, ma non le sfrutta mai: è buono ma un po’ stizzoso, non molto sveglio (senza Hermy sarebbe morto dopo 5 minuti) e non è che si applichi molto nello studio. Per fortuna ha sempre qualcuno che gli para il didietro.
    Poi lasciamo stare i passaggi narrativi “forzati”, come quelli che riguardano il ruolo della Sybill Cooman, o di Draco Malfoy (che riesce a ingannare Silente, con un trucco così idota!!!??? Beh, meglio che la trovata del regalo stregato!).

    Certo, di punti negativi ce ne sarebbero tanti.
    E però dai!!! Nell’ambito del fantasy pseudo-tradizionale, non è che sia faccile leggere di meglio (forse è per questo che di fantasy ne scrivo meno e ne leggo molto meno di un tempo??). E poi la trama di HP è sempre un po’ complessa. Ora sì, mi direte: non è impossibile tenere tutto sotto controllo, si fa! Però…non è facile. Chi scrive lo sa, specie se deve tenere in pugno storie di migliaia di pagine. Non è una “giustificazione”: sono maniaco della coerenza; però si può comprendere se qualche passaggio stride, se Ron Weasley gioca bene a Quidditch solo nel match decisivo e se il Giratempo è una invenzione un po’ forzata (anche io mi sono chiesto più e più volte come mai non sia stato più abbondantemente usato, al di là dei rischi insiti, in fondo quando ne va della vita le cose si usano!).

    Cmq. quoto positivamente le ambientazioni e anche come sono stati tratteggiati alcuni personaggi (non tutti). E, in fondo, è un salto in una sorta di fanta-medioevo-parallelo che non trovo affatto male.

    Ma de gustibus non est disputandum.

  40. 525 Lawliet

    scusate, temo di non aver ben capito nel commento sotto come si usa il block quote ^^” la citazione che volevo mettere era solo quella in inglese

  41. 524 Lawliet

    Allora, per la prima volta non mi trovo affatto d’accordo con te, Gamberetta.
    Anzitutto paragonare la Rowling alla Meyer e Moccia per me è praticamente una bestemmia, anche solo per i contenuti che esprime, tanto per prendere in prestito le parole del re del brivido

    Harry Potter is all about confronting fears, finding inner strength, and doing what is right in the face of adversity. Twilight is about how important it is to have a boyfriend.

    poi vorrei provare a chiarire altri dilemmi che sono emersi.
    Iniziamo dall’espresso per Hogwars, non ho voglia di ricopiare le frasi di chi l’ha definito insensato con tutti i mezzi magici che consentono di trasportarsi in pochissimo tempo perchè non ho voglia di ricercarlo.
    Io credo che sia per mettere fighi di maghi e figli di babbani alla pari. I minorenni non possono usare la materializzazione, anche se potrebbero andare insieme ad un adulto oppure usare la metropolvere, ma credete davvero che nel libro i babbani siano a conoscenza o sappiano usare metropolvere e la materializzazione?
    Poi la faccenda della pistola: sono certa che alcuni maghi siano a conoscena della loro esistenza (non tutti, basta vedere come alcuni sappiano appena come vestirsi normalmente); poi gli incantesimi non servono solo per uccidere, ce ne sono molti altri sia per difesa e per attacco, ad esempio per il pretrificus totalus cosa useresti? un tazer? Ok, però adesso mi sembra ovvio che io stia sconfinando.
    Credo che la faccenda della pistola sia più semplice da spiegare: prendiamo i mangiamorte, se tutti usassero una pistola siamo sicuri che in quattro e quattr’otto i “buoni” non creerebbero qualcosa che respinga i proiettili? esistono i giubbotti in kevlar nel mondo babbano, mi sembra assurdo che non riescano a fare qualcosa di più efficace nel mondo magico. Quindi credo che la pistola sia alquanto inutile.
    La catenella attaccata al poslso, dici? Potrebbe essere una buona idea, ma non credo che basterebbe a combattere da sola un buon expelliarmus, credo anche che la catenella si potrebbe rompere a prescindere dalla durezza, se le leggi fisiche non si oppongono per la maggior parte delle volte alla magia perchè dovrebbero farlo in quel momento?
    spero di essere stata abbastanza esaustiva, credo che ora possa andare a spargere fiorellini da un’altra parte.
    xoxo L

  42. 523 Zave

    @dafne:
    in primo luogo questa non è una recensione ma un articolo del marciume, non confondere le due cose.
    questo non significa comunque che le critiche mosse da gamberetta non siano valide.
    più che gamberetta ad aver toppato sembra che sia tu, appassionata della saga, a non voler ammettere che i libri di harry potter non siano questo gran che.
    il che non significa che non abbiano anche qualche pregio e che non possano piacere a milioni di lettori al mondo.
    per usare una metafora culinaria anche a me ogni tanto piace mangiare la roba del mc donald’s ma questo non la rende buon cibo.

    le spiegazioni sulle giratempo che hai esposto mi spiace dirtelo ma sono cazzate:
    le giratempo sono rarissime, sono pericolose, vanno tenute segrete, giocare col tempo è proibito e la mc gonagall ne dà una ad una ragazzina di 13 anni per quanto responsabile possa essere?
    e con lo scopo di farle frequentare più lezioni?
    come spiegazione è totalmente ridicola e inverosimile.

    e tra l’altro solo in un mondo di ritardati nessuno si renderebbe conto che hermione frequenta diverse lezioni contemporaneamente.

    si tratta di una scusa idiota per dare una macchina del tempo a hermione visto che la rowling aveva già deciso di usare il viaggio nel tempo per risolvere il finale del libro. penoso.

    inutile dilungarsi ulteriormente su come avrebbe potuto essere usata una giratempo nel corso della storia per risolvere determinate situazioni: come per tutto in harry potter vale la regola che non importa cosa sarebbe logico e sensato fare o usare per risolvere una situazione, i personaggi faranno e si ricorderanno di qualcosa solo quando vuole la rowling.

    la tua spiegazione su lupin è ugualmente stupida:
    come è stato più volte ribadito, anche da me, lupin come tutti è convinto che sirius sia un assassino traditore che vuole uccidere harry.
    sa che sirius conosce dei passaggi segreti per entrare nel castello che altri ignorano visto che li usavano da ragazzi quando erano amici.
    e lui non dice niente a nessuno!
    nemmeno quando sirius black riesce ad entrare nel castello e assalta il ritratto della cicciona dice nulla!!!
    nemmeno quando riesce ad entrare nel dormitorio del grifondoro e arriva a un soffio dall’uccidere harry (così tutti pensano compreso lupin)!!!!!

    scusami ma non ha senso e se continui a insistere sei solo una fangirl.

    anche sul resto ho speso abbondanti parole negli altri miei commenti quindi non mi dilungo ulteriormente…

  43. 522 dafne

    No. La maggior parte delle cose che dici le ho trovate forzatamente disfattiste della serie “vabbè troviamo il pelo nell’uovo dal momento che, siccome non mi è piaciuto molto, non può essere un buon libro”.
    Mi sono trovata d’accordo con altre tue recensioni, ma non in questo caso. E prendilo per quello che è, ovvero solo quello che io ho percepito leggendo.
    Attenzione: non sto dicendo che i libri di Harry Potter siano perfetti, tutt’altro. E ci sono molte coincidenze strane che non hai notato o hai omesso ed errori che sono stati discussi e stradiscussi nei siti e forum di appassionati.
    Come la questione della giratempo: molto più grave è il fatto che, visto che viene data a una ragazzina con tale semplicità, potrebbe essere usata per risolvere situazioni ben più tragiche. Ma lo spiega la Rowiling e si ripete + volte nel corso della storia:
    -giocare col tempo è proibito;
    -le giratempo sono molto poche;
    -la mcgranitt la dà ad Hermione solo per frequentare le lezioni (e questa è una debolezza da parte sua, la cui praagmaticità è oscurata dal desiderio di soddisfare le necessità di una ragazzina vogliosa di studiare), e comunque le viene imposto di non parlarne neanche ad Harry e Ron e di usarla solo per quello. Si spiega che i maghi non giocano col tempo, anche se farebbe comodo perchè è molto pericoloso, troppo, ma se una quattordicenne assennata deve usarla solo per seguire due lezioni invece che una, magari l’eccezione si può fare;
    - tu dici:

    Ed Hermione, che dovrebbe essere quella “intelligente”, ci tiene tanto a sottolineare che possono solo fare quello previsto e modificare solo di poco gli avvenimenti: è troppo alto il rischio di sbagliare! Hermione, tesoruccio della mamma, se qualcosa va storto non devi fare altro che tornare indietro un’altra volta. Non ci vuole un genio.

    E no che non può farlo! Prima di tutto si può tornare indietro solo di poche ore. Quello che faresti tu sarebbe tornare indietro nel tempo, una volta che sei gia tornato dietro nel tempo e magari se ti trovi nei guai, ritornare ancora più indietro!!! Sì, già devi stare attento a mille cose per non intrometterti nelle maglie del tempo, così ti sfuggerebbe tutto dalle mani e in più ci sarebbero tre/quattro coppie di harry ed hermione che se ne vanno a spasso negli stessi metri quadrati rischiando di farsi vedere da loro stessi (e di essere visti), non sapendo quali loro stessi sono, os’hanno fatto e complicando le cose in maniera esorbitante! E’ impossibile fare come dici tu. Inoltre: chi te lo dice che la giratempo può essere usata una volta che è stata attivata e sei nella bolla di tempo alternativa che hai creato? La Rowling non ne parla perchè inserisce un divieto netto e giustificato, tu non lo prendi in considerazione. Inoltre quelli devono stare a badare, a Sirurs, a Piton, a Fierobecco, a Lupin, al topastro, ai dissennatori, ai loro stessi del passato… che fanno si vanno a creare altri guai con la giratempo? Non sarebbe credibile.

    Assolutamente c’è uno scarto stilistico e argomentativo e narrativo e soprattutto d’intreccio nei vari romanzi. Cresce la Rowling e decisamente cresce la storia. Posso anche accettare la tua critica ai primi due libri della saga: sono spiccatamente “per ragazzi” e se il resto della saga fosse rimasto su quei livelli, non sarebbe stata niente di particolarmente esaltante.
    Ciò non toglie che siano bei libri, però. Tu hai spesso parlato della necessità di una scrittura trasparente, e questo è uno dei punti di forza della Rowling e migliora a mano a mano che la storia evolve. Nonostante abbia letto diversi romanzi fantasy, difficilmente hanno sortito in me l’effetto totale di sospensione dell’incredulutà che il genere presuppone, cosa che la Rowling ha quasi sempre fatto. E dico quasi perchè a me non è piaciuto l’ultimo libro, ma non ne parlo visto che qui siamo fermi ai primi tre.
    I tratti in cui il “tell” prende il posto dello “show” sono presenti sempre di meno a mano mano che si va avanti con i volumi proprio perchè cambia propsettiva narrativa: dal favolistico si sfocia nel romanzesco netto.
    I personaggi si caratterizzano benissimo per lo meno i più importanti (che poi a te possono non piacerti è un altro conto). Alcuni personaggi, mi rendo conto, sono difficili da accettare, umanamente parlando, si ha spesso l’impressione che siano più che altro funzionali alle necessità della trama, più che credibili. Tipo i Dursley. Ma anche qui più avanti si va,più risultano giustificati e assolutamente, fin troppo babbani dei quali rappresentano il peggior esempio. Essendo i primi appunto libri-fiabe,il cattivo ha una connotazione maligna a tutto tondo. Si poteva fare di meglio ma se è questo il problema di Harry potter ben venga!

    A proposito di geni: qualcuno mi spiega perché Lupin, uno degli autori della Mappa del Malandrino, e dunque a conoscenza di tutti i passaggi segreti per entrare e uscire dal castello, non avverte chi di dovere del passaggio nella statua della strega orba? E perché deve prendere una pozione per evitare di trasformarsi? Non basta che rimanga chiuso in casa? Perché la Luna c’era già quando era alla Stamberga Strillante e quando ha percorso il tunnel sotterraneo, ma lui si è trasformato solo quando l’ha vista al diradarsi delle nuvole. Si bendava, finito il problema.

    Lo dice Lupin stesso che pecca di leggerezza a non dire a Silente dei passaggi segreti e probabilmente questo è uno di quei casi in cui la svista è funzionale alla trama, ma neanche tanto: li usava da ragazzo vent’anni prima, mica uno ci pensa tutti i giorni, tanto + che sa che diversi erano inagibili già ai suoi tempi. Poi con tutti i guai di Lupin e l’amarezza incredula e insopita per il fatto che uno dei suoi migliori amico è un pluriomicida, la svista è non pare forzata. Invece il fatto che non si trasformi Lupin prima di entrare nella stamberga, è un errore: la domanda è stata posta alla Rowling e lei ah risposto che non era sorta, il che può anche essere credibile perchè viene testualmente detto: “[Hermione] Gettò uno sguardo nervoso oltre la propria spalla, verso il cuore della foresta. Il sole stava tramontando.” Mezza paginetta dopo ” ‘Ecco Lupin!’ disse Harry”. Non fosse che due righe dopo scrive: “Harry guardò il cielo. Le nuvole oscuravano completamente la luna.” Si tratta quindi di una svista. Ma non è la sola eh. Ha fatto errori ben + gravi e anche papocchi inutili, come le date di nascita di tutti i fratelli Weasley: se ti fai i calcoli non torna la loro permanenza a Hogwarts e la differenza di età tra loro. E se continuerai a leggere ne troverai altri ben + seri. Colpa anche degli editor, a mio avviso. Ma sinceramente non ne ho ristentito. Posso chiedermi “MA lupin non si trasforma prima?” Ma la storia mi spinge ad andare avanti e anche se la svista resta, non ne viene seriamente intaccata: poteva non esserci la luna e sarebbe filato liscio. Ripeto: queste sono sviste. Un errore bloccherebbe la lettura, questa viene notata dopo e non blocca la continuità della storia.

    E la vicenda incresciosa del grifone? Una creatura così intelligente da capire gli insulti in linguaggio umano ma alla quale non si può spiegare di muovere il culo e volare via perché se no rischia la decapitazione.

    Non lo dice da nessuna parte che l’ippogrifo comprende la lingua umana. Che è intelligente ma non che la comprende. Un cane intelligente credi che capisca le tue conversazioni? Non per questo non ha atteggiamenti intelligenti e ti riporta la palletta.

    E tutti quegli Expelliarmus! a destra e a manca che lasciano maghi che dovrebbero essere espertissimi disarmati? Ma legarsi la bacchetta al polso con una catenella? No, eh? Spezzare le bacchette magiche altrui una volta che le hai in mano? Girare con una pistola? Ché si fa molto prima a sparare che a parlare.

    In teoria (se eslcudi i duelli) non è che il nemico ti avverte prima “Ehi ciccio bello, sto per disarmarti,ce l’hai legata al polso la becchettuccia?!”. Non dico non sarebbe un’idea stuzzicante, ma poco credibile in contesti come questo, di scuole e quotidianeità seminormale per loro. Magari in una situazione di guerra, ma anche qui sarebbe impossibile muoversi agevolmente con una catena e tremendamente scomodo prenderla. Pistole? Pistole??? Sono Maghi, non sanno neanche cos’è una radio secondo te sanno cos’è una pistola?! Le contaminazioni tra mondo babbano e mondo magico si fermano al XV secolo. Periodo di caccia alle streghe. Poi si diramano i due gruppi e il mondo magico vive in maniera indipendente e non usa estensioni meccaniche visto che la bacchetta o le pozioni o le rune ecc, sono bastevoli a soddisfare le necessità. Con qualche eccezione legata a particolari bisogni. L’antisettico e un treno per Hogwarts. Hai spesso parlato della necessità di creare mondi che siano lineari e pertinenti e davvero auspichi la presenza di una pistola?? Non! Ci sono le bacchette anche se l’experlliarmus te le può levare. Più bravo sei meno l’expelliarmusi ti fai disarmare. Ma queste sono nozioni che vengono spiegate abbondantemente mi sembra strano che ti siano sfuggite.
    Posso andare avanti affrontare gli altri punti che tratti, ma non so neanche se leggerai questo post quindi per ora mi fermo qui. Spero solo che proseguirai almeno finoal quinto. Se deciderai di recensirli, leggerò senz’altro.
    Ciao

  44. 521 Olorin

    @CountDantesEdmond

    Per commentare il concetto che hai espresso circa il fantasy e il conseguente metro di giudizio che dichiari di utilizzare nella valutazione delle opere appartenenti al genere, sono a lungo rimasto indeciso tra i termini ‘lassista’ e ‘lassativo’…

  45. 520 Zave

    @CountDantesEdmond:
    premetto che non concordo con nulla di quanto tu abbia scritto e ora procedo a mostrarti le mie motivazioni:

    PRIMO
    non ritengo veritiero che non sia possibile creare un mondo fantasy privo di falle.
    se si vuole ambientare la storia nel mondo reale bisogna trovare delle spiegazioni verosimili per il fatto che gli elementi fantasy non siano percepiti dalle persone normali. se non puoi farlo rinuncia ad ambientare la tua storia fantasy nel mondo reale oppure modifica le parti che creano problemi. vien da se che se le parti che creano problemi sono il nucleo della storia…

    SECONDO
    è proprio perché i primi libri erano chiaramente “per bambini” che molti risparmiano alla rowling critiche sulla totale mancanza di verosimiglianza di cose come l’espresso per hogwarts, i gufi come servizio postale, il fatto che scrivano su pergamene con penne d’oca, il comportamento totalmente idiota di molti personaggi…
    ma anche se i primi libri erano chiaramente per bambini quelli successivi sono di carattere più maturo e certe cose non possono essere tollerate! chiaramente la rowling non può rimangiarsi quello che ha già introdotto nei libri precedenti, ma tutta la roba nuova è criticabile.
    io in genere metto l’etichetta “per bambini” ai primi tre libri ma dal quarto inizio a considerare le varie cose criticamente.
    e non perché non ci siano cose meritevoli di essere criticate, infatti che senso ha un treno creato apposta per fare sei viaggi all’anno tra andate e ritorni da londra a hogwarts quando nei libri successivi introduci sistemi magici di viaggiare che ti portano istantaneamente o quasi da un luogo ad un altro come la polvere volante, la materializzazione o le passaporte? che senso ha poi far riunire centinaia di maghi che non sono in grado di passare inosservati in una stazione babbana a londra? visto che il treno è alimentato magicamente e viaggia su un binario tutto suo non vedo il senso di farlo partire da una stazione esistente invece che da un luogo diverso. inoltre non vedo il motivo perché tutte le famiglie di maghi del regno unito debbano andare fino a londra (che si trova all’estremo sud dell’isola) per far portare i loro figli in scozia via treno, indipendentemente da dove abitino.
    ma come ho detto, condono tombale sui primi tre libri.

    ma dal quarto certe cazzate non le accetto e per fare un esempio tra tanti il fatto che harry e soci comunichino via gufo con il ricercato numero uno sirius black e agli auror non venga in mente di mandargli una lettera e seguire il volatile oppure di mettergli un incantesimo di tracciamento (o qualcosa del genere) è idiozia allo stato puro.
    e come ho detto è solo una cosa tra tante visto che la trama del quarto non sta in piedi di suo.

    sulle carenze della rowling dal punto di vista della tecnica, che sono molto evidenti nel primo libro, non vedo cosa ci sia di male nel farle notare.

    TERZO
    - la fenice, il cappello e la spada sono un deus ex machina bello e buono: che arrivi la fenice perché “harry dimostra con forza la propria lealtà a silente” che gli porta il cappello parlante dal quale estrae la spada di grifondoro perché “dimostra il coraggio della propria casata” non è tirata per i capelli ma per i peli del c…

    - secondo te è facile entrare o uscire dal retrobottega/cantina di un negozio affollato senza farsi notare? ok che harry ha il mantello dell’invisibilità ma non è che nessuno noterebbe una porta che si apre da sola e infatti mi pare che all’andata harry deve aspettare che qualcuno entri nella cantina e accodarsi a lui quando esce.
    aspettare che qualcuno entri nella cantina non è esattamente una cosa fattibile quando devi tornare a hogwarts nel più breve tempo possibile per non essere scoperto. non è una cosa su cui si possa glissare come ha fatto la rowling.

    - inizio col dire che l’introduzione del viaggio nel tempo è l’ultima spiaggia per un autore senza idee e personalmente lo odio come trovata. la rowling è molto maldestra nell’introduzione della gira tempo (come sempre quando introduce qualsiasi nuovo elemento quindi direi che è nel suo stile) perché dare una macchina del tempo ad una tredicenne perché possa seguire più lezioni è una cazzata bella e buona. oltretutto quando harry e ron leggono gli orari di hermione noi scopriamo che gli orari delle lezioni delle materia facoltative coincidono anche con quelli delle materie obbligatorie rendendo di fatto impossibile frequentarle per chiunque non abbia la macchina del tempo tascabile. inutile dire che il fatto che harry torni indietro nel tempo e si salvi la vita nel passato è un paradosso temporale bello e buono.
    che altro dire se non EPIC FAIL per la rowling?

    - perché c’è un criminale che è a conoscenza di quegli stessi passaggi segreti e che con ogni probabilità se ne sta servendo per entrare nella scuola e tentare di assassinare uno studente che tra l’altro è il figlio di uno dei suoi migliori amici? duh?

    - la rowling spiega che non importa che un lupo mannaro veda la luna oppure no per trasformarsi, infatti lupin si trasforma anche quando rimane chiuso nella sua stanza. solo che nel gran finale del terzo libro lupin si trasforma solo quando la luna appare in cielo perché le nuvole di diradano. entrambe le cose non possono coesistere, questa è una contraddizione e basta.

    - a parte il fatto che è un ippogrifo e non un grifone. comunque gamberetta ha spiegato bene la questione nel commento numero 66 citando anche il testo originale. a me sembra un’argomentazione valida.

    - spezzare una bacchetta magica sarebbe un tabù? anche quando sei appena riuscito a disarmare un criminale omicida? contento tu…

    - e una catenina rinforzata magicamente?

    - peccato che i maghi figli di babbani o i mezzosangue sappiano perfettamente cosa siano le armi da fuoco. è assolutamente impossibile che a nessuno sia venuto in mente di usarle visto che basta premere il grilletto e ti arriva addosso un proiettile a velocità supersonica e voglio vedere come puoi difenderti da una cosa del genere senza avere protezioni precedenti visto che non avresti il tempo materiale di lanciare un incantesimo al momento. e poi nel corso dei libri vediamo maghi che si fanno colpire con oggetti random fatti levitare quindi a maggior ragione una pistola sarebbe un’arma letale contro un mago non preparato ad affrontarla.
    di conseguenza le l’ambientazione fosse verosimile dopo il primo caso di utilizzo di una pistola gli altri maghi, nonostante il disprezzo della tecnologia babbana, si farebbero un corso accelerato sulle armi da fuoco e come proteggersi da esse.

    - non mi va di entrare nella testa di caramel ma alla fine la cosa può essere liquidata anche solo dicendo che dopotutto il gonfiare la zia era un caso di magia accidentale e quindi non sanzionabile. anche se la rowling non ha mai spiegato bene come vengano rilevati gli incantesimi lanciati dai maghi minorenni visto che dobbi riesce ad incastrare harry senza problemi…

    - seriamente, le protezioni della pietra sono ridicole:
    hanno un senso il cerbero e la pianta assassina, ma la chiave per aprire la porta lasciatà lì in mezzo ad tante altre chiavi volanti è una cazzata allucinante, se sei capace di creare una porta impossibile da aprire senza la chiave lasci la chiave a disposizione di chiunque sia abbastanza abile da prenderla? stessa cosa per la partita a scacchi e l’indovinello. senbra che la loro preoccupazione non fosse di proteggere la pietra ma di proteggerla da chi non sa acchiappare una chiave volante, non sa giocare a scacchi e non sa risolvere un indovinello da bambini delle elementari.
    e se silente poteva far sparire la pietra facendo in modo che solo chi volesse “trovarla” e non “usarla” potesse ottenerla perché non l’ha fatta sparire e basta usando come condizione per recuperarla “essere albus silente”?
    non è così che una persona sana di mente procederebbe per proteggere qualcosa. quando parti per le vacanze non lasci un biglietto per eventuali ladri con un indovinello per scoprire la combinazione della tua cassaforte…

    - la tua spiegazione è ridicola e la rowling ti smentisce nel settimo libro quando harry, ron ed hermione diventano i custodi del segreto della casa in grimmauld place e non sembrano esserci problemi per il fatto che si trovino all’interno di tale casa.

    - il fatto che la battaglia finale si svolga ad hogwarts non lo trovo un’idea geniale ma comunque la rowling fornisce le motivazioni per cui le cose vadano un questo modo.

    - io trovo che il fatto che la rowling non fornisca gli elementi per capire quasi niente del funzionamento della magia sia una delle pecche più grosse.
    in harry potter tutto è possibile, a seconda di quello che gira in testa alla rowling. questo fa perdere interesse nella storia perché sai già che non importa quali siano le premesse, la rowling può stravolgere tutto con un colpo di mano che non avevi alcun modo di aspettarti.

    la tua conclusione la trovo davvero detestabile.
    prima di tutto criticare va benissimo se ci sono motivi per farlo.
    poi non è necessario descrivere completamente un mondo fantasy ma solo gli elementi che sono funzionali alla storia.
    di cose importanti non spiegate, addirittura di contraddizioni e buchi di trama (alcuni così gravi da rendere privi di senso interi libri) la saga di harry potter ne è piena.

    penso che tu abbia bisogno di chiarirti le idee su cosa sia la verosimiglianza e la coerenza interna prima di esprimere giudizi categorici e deliranti come hai fatto.

  46. 519 CountDantesEdmond

    Comunque se hai letto solo i primi tre libri non puoi capire di cosa parlo, molte cose vengono spiegate in seguito, anche se di sicuro vengono introdotte molte altre cose che la rowling non avrà avuto tempo e voglia di spiegare in mezzo ai suoi libri. Se decidi di leggerli, leggili mettendo un pò a tacere il tuo lato estremista per razionalità fisica, e compagnia bella.

  47. 518 CountDantesEdmond

    GAMBERETTA E CHIUNQUE, VI PREGO DI LEGGERE QUESTA RISPOSTA, DA GRANDI LETTORI CHE SIETE, PER AVERE QUANTOMENO UN PARERE CONTRARIO SUFFICIENTEMENTE ARTICOLATO. Io non concordo con la tua recensione, sono un lettore accanito di vari generi letterari, ora comunque ti spiegherò spero sufficientemente bene il perchè. Chi dovesse essere pigro può saltare direttamente alla fine che riassume quantomeno le polemiche sulle varie magie ecc. o saltare il terzo punto, che si può leggere se vuole solo qualche risposta non certificata ai suoi dubbi.

    PRIMO: la letteratura fantasy consiste nel creare un mondo che non esiste, ed è un’impresa ardua, molto ardua. Questo implica che ci siano SEMPRE delle “falle” nel mondo che si va a creare, sfido chiunque a dirmi un libro fantasy ambientato nel mondo reale che non abbia nemmeno un falla che impedisce alla storia di filare. La Rowling di per sè è riuscita a sviare la maggior parte dei problemi in modo abile e realistico, e se dite “figurati se può essere così, dice così solo per risolvere il problema ecc.” E’ diritto di chi scrive fantasy risolvere i problemi per far filare nel mondo reale un mondo che non esiste, se volete togliergli anche questo diritto allora condannate tutto il fantasy alla sua fine.

    SECONDO: il primo libro è stato scritto principalmente verso un pubblico di bambini, lo stile è più adatto ad esso. Io comunque lo trovo piacevolmente scorrevole, sarà che ho gusti diversi dai vostri o che non mi metto ad analizzare ogni singola parola in cerca di migliorie o simile, ma che cerco di immedesimarmi nella lettura perchè spinto dal piacere di leggere, e non da quello di criticare.

    TERZO: ora analizzerò gli errori che hai trovato nei libri e darò delle possibili e realistiche spiegazioni, giusto per divertirmi un pò, anche se secondo me non vale nemmeno la pena spiegarvele..
    - la farsa della fenice con spada e cappello: il cappello parlante è stato creato dai quattro fondatori, e Godric Grifondoro ha reso accessibile a ogni grifondoro la sua arma tramite esso, perchè potesse venire in aiuto dei suoi allievi se in difficoltà. Fanny è una fenice, un essere misterioso e intelligente, che è incline ad aiutare gli umani. Se pensi sia un deus ex machina ti prego di arrivare alla fine del mio commento.
    -la cantina di mielandia: è sicuramente possibile intrufolarsi nuovamente in essa, harry non ha avuto particolari difficolta nell’uscirne, è pieno di scatoloni dietro cui nascondersi. La rowling poteva scrivere che ci entrava di nascosto, come faceva e tutto il resto. MA a mio parere ciò avrebbe spezzato e appesantito la narrazione, come se bisognasse descrivere anche quando harry va in bagno.
    - la gira tempo: intanto il fatto che sia impossibile piegare il tempo non vuol dire nulla, non siamo davanti a un trattato di fisica ma davanti a un romanzo fantasy. Inoltre quando i fisici provano a pensare a possibili viaggi nel tempo restano sconvolti di fronte a tutte le possibilità che possono accadere. Comunque la mc. Granitt, ligia alle regole, non avrebbe mai usato una gira tempo per compiere un’azione così avventata come catturare Sirius Black, ed Hermione ha paura (come i fisici) delle conseguenze del tornare indietro nel tempo perchè potrebbero succedere cose sconvolgenti o perchè non è possibile tornare indietro allo stesso momento due volte con la stessa giratempo. E la rowling potrebbe non averlo spiegato perchè a mio avviso sarebbe un pò pedante far sapere al lettore tutto il manuale d’uso delle giratempo solo perchè sennò gli potrebbero venire dei dubbi grazie ai quali scassarle le balle.
    - Lupin è sempre stato un personaggio che non da molto scrupolo alle regole e lo dimostra il fatto che ha creato la mappa del malandrino, quindi dopo aver usato i suoi passaggi per sette anni perchè dovrebbe impedirne l’uso agli studenti futuri?
    - La Luna c’è anche di giorno a volte, ed è pure piena. Ora o smontiamo l’intera leggenda dei lupi mannari come scorretta o pensiamo che ci sia qualcos’altro che regola la trasformazione dei lupi mannari, per esempio la luminosità relativa della Luna (indipendentemente se sia o no coperta.) Quindi loro entrano quando il sole è appena sparito, e tutto il cielo è ancora chiaro, escono mettiamo dopo un’ora, ma anche meno, e il cielo sarà appena diventato delle condizioni ideali a far trasformare Lupin.
    - Il Grifone può capire come molti animali realmente esistenti (riferimento atto al fatto che molti di voi sembrano essere ossessivamente attaccati alla realtà), ciò che prova un interlocutore. Non è difficile capire quindi quando esso prova disprezzo. Mi fermo anche sul punto che ciò che distingue gli animali magici da quelli no, è che i primi hanno alcuni poteri (un pò come i maghi a differenza dei babbani) soggettivi anche se spesso caratteristici delle varie specie.
    - I maghi non spezzano le bacchette in questo caso perchè non ne avrebbero avuto motivo o opportunità, ma penso anche poichè la bacchetta per loro è dopotutto una cosa sacra, è come un arto. Spezzarle è una cosa crudele per loro, una delle più crudeli!
    - L’expelliarmus spezzerebbe una catenina, è fatto apposta per togliere la bacchetta, e un oggetto più resistente sarebbe ingombrante.
    - Le pistole sono sconosciute ai maghi e fanno parte del mondo babbano, che a loro interessa poco. Inoltre contro agli incantesimi (immateriali) sono necessari controincantesimi specifici, mentre per contrastare una cosa fisica come lo è sparare con una pistola, baterebbe far sparire il proiettile, tappare la canna, deviare la traiettoria, trasfigurare l’arma….
    - Cornelius Caramell ha sempre cercato di prendersi harry in favore, ciò spiega bene perchè non passi guai con la legge nel terzo. Invece nel quinto, quando ormai il ministero vede harry come una minaccia lo accusano eccome.
    - Le protezioni di hogwarts sono potenti, non invalicabili, per questo la pietra viene ulteriormente protetta.
    - La magia è derivante direttamente dal pensiero, quindi cose come l’Incanto Fidelius sono assolutamente congeniabili. Ma allora perchè non sono James e Lily i custodi segreti? questo risiede anche probabilmente nella tracotanza: se si cercasse di ottenere troppo si risulterebbe tracotanti, avidi, o come volete dire, e probabilmente è questo che impedisce alla magia di creare incantesimi così perfetti.
    Sennò non avrebbe nemmeno più senso parlare di magia, tutti sarebbero Dio.
    - L’intero libro è incentrato sull’amore, come motore e forza più potente che esista. Io gradisco questa visione, e vi prego di elencarmi quale secondo voi è invece la forza più grande all’universo. Comunque questo giustifica perchè Voldemort non sia riuscito a uccidere Harry. E chi dice che un mago non ha bisogno di uccidere con le mani ha ragione, ma Harry ce l’ha comunque la protezione contro le mani o meno.
    - La protezione di harry svanisce quando nessun consanguineo ha più responsabilità su di lui (quindi quando compie 17 anni, se non gradite questa cosa e avreste buttato via sette libri per questo motivo allora vi invito a riflettere sulla vostra furbizia), e se non vale per lui è perchè è lui stesso l’oggetto dell’incantesimo, e richiamo la Tracotanza di cui ho già detto per il fatto che i maghi non sono Dei. Vi lamentate della potenza di alcuni incantesimi e contemporaneamente vorreste rendere ancora più potenti altri incantesimi.. da questo si capisce come criticate di gusto :D
    - La battaglia finale si svolge ad Hogwarts. Vogliamo davvero tirare fuori le calcolatrici e calcolare la probabilità dell’evento? si svolge lì, la rowling ci fornisce i motivi, che sia probabile o meno i libri sono fatti per noi, esseri umani, e contano anche sulle nostre emozioni, alcune cose come queste ce le concedono, per esempio il duello tra Harry e Voldemort si conclude in fretta, perchè è già segnato, nonostante i lettori avrebbero desiderato qualcosa di più epico.
    - Le maledizioni senza perdono sono difficili da usare, non le possono utilizzare dei ragazzi normali. E’ possibile fermarle usando oggetti materiali per fermarle.
    - La rowling non ci spiega bene come funziona la magia. Io me lo sono chiesto più volte leggendo la saga.. non fa come Paolini nel ciclo dell’Eredità, nel quale spiega meticolosamente i principi della magia. E ALLORA? la Rowling non è tenuta a darci i fondamenti base della magia, magari preferisce lasciare quell’argomenti inesplorato! spesso gli scrittori fanno così. E vedendo la vostra indole, anche se spiegasse come si usa, poi voi vorreste sapere ancora di più e poichè la magia NON ESISTE prima o poi lei non potrebbe più spiegarvi nulla, quindi ritenetevi fieri, SI avete batturo la rowling dimostrando che lei scrive fantasy!

    IN CONCLUSIONE: ragazzi, siete dei robot per caso? ditemelo, sul serio. Gamberetta, tu leggi i libri per criticarli o perchè ti piace leggere ed entrare nel mondo fatto di parole? non è meglio che ti dedichi ai libri realistici visto che sembri avere la testa completamente impiantata a terra? Se ami chi odia e odi chi ama e ti piacciono i personaggi cinici, allora non leggere libri del genere e basta. Per leggere libri FANTASY serve la FANTASIA, perchè uno scrittore si INVENTA un mondo che non esiste e non può mettersi a spiegare tutto, nessuno è ancora riuscito a descrivere appieno il mondo reale, figurati quanti libri ci metterebbe a descriverne uno inventato! a ogni risposta si aprirebbe un nuovo interrogativo! quindi evitate le critiche ridicole sul mondo della magia e su tutto ciò che avrebbe dovuto spiegarvi la scrittrice e che io dico GRAZIE AL CIELO CHE NON L’HA FATTO! Fantastichiamo su come funziona SECONDO NOI la magia! e le coincidenze? dio mio siamo in un libro, una storia inventata per PIACERE, per comunicare qualcosa, se tutto dovesse seguire le leggi della probabilità, sennò le storie sarebbero molto noiose: Eragon non sarebbe stato salvato all’ultimo da Durza, Aragorn non avrebbe ricevuto giusto in tempo l’arma per risvegliare i morti, Gollum non sarebbe intervenuto facendo sì che l’anello cadesse nel Monte Fato. Anche i libri di Asimov sarebbero andati a puttane e via così con la maggior parte delle storie mai scritte!
    ma continuate a pensare ai nonni di harry, agli Ippogrifi insensibili, a quante centinaia di pagine avrebbe dovuto scrivere in più la Rowling per soddisfare la vostra curiosità e mancanza di fantasia. Non è così che si legge un libro fantasy, perchè è un genere che richiede un’inventiva incredibile e lascia sempre e comunque qualche lacuna, uno è costretto a pensare a tutte queste cose cinquaqnt’anni prima di scrivere un libro. Ed essere critici di letteratura non consiste nel tentare di cerare tutti gli errori di uno scrittore nei suoi testi o pensare alle migliorie che avrebbe potuto attuare secondo i vostri gusti o a calcolare la probabilità che gli eventi vadano come scritto nel libro.

  48. 517 Cecilia

    @Munin

    Se può sconsolarti, negli ultimi tre-quattro anni abbiamo avuto un fiorire di autori immensamente peggiori della Troisi -_-

    Giuro sulla retina -da operare, ma ancora funzionante- dei miei occhi ^^

  49. 516 Munin

    In realtà il problema dei nonni viene posto e proprio nel primo libro della saga. Quando Harry si riflette nello specchio dei desideri (spero che il nome fosse quello, ma francamente sono passati diversi anni dalla lettura), si vede circondato da un gran numero di familiari. Tra questi nota un “vecchietto dalle ginocchia ossute” che immagina essere suo nonno.
    Inoltre viene ribadito più volte, praticamente ovunque, che nessuna domanda sulla propria famiglia è accettata dai Dursley. Inoltre sappiamo che la madre di Harry era giovane, ma la prima sorella (la zia) no. Quindi una morte dei genitori materni non è affatto esclusa.

    Ovviamente paragonare la Rowling a Tolkien ha senso come mettere a confronto la Coca Cola col Brunello di Montalcino. Però trovo che metterla sullo stesso piano della Troisi sia un tantino esagerato.
    Nessuno può essere come la Troisi. E se c’è non presentatemelo.

  50. 515 Penny

    l’unica cosa buona di questo articolo è l’ultima frase. Si fa proprio parte del MARCIUME.

  51. 514 arnica

    ma infatti il fidelus e la cosa della protezione sono immense cagate,ho dovuto chiedere conferma ad altri,perchè credevo di essermi persa qualche pezzo che desse senso alla cosa.

  52. 513 Zave

    inutile dire che condivido in pieno quanto hai appena scritto Olorin, anzi avevo detto qualcosa del genere anche io molti commenti fa.
    precisamente nel commento numero 47, cito la parte in questione:

    e in tutti i sette libri non si è mai capito cosa renda un mago più forte di un altro. soprattutto dopo l’introduzione della maledizione che uccide avada kedavra che è imbloccabile ed è alla portata anche di maghi non esattamente formidabili.
    chi vince in un duello? il mago più atletico perché può schivare la maledizione degli altri? quello che riesce a pronunciare l’incantesimo più in fretta? AVDKDVR!!! bam, morto.

  53. 512 Olorin

    Le basi strutturali della saga di Harry Potter fanno letteralmente vomitare. E se già a questo punto arranchi faticosamente tra fastidiose contraddizioni, insostenibili banalità, odiosi escamotage e inspiegabili buchi nella trama, aspetta di leggere in quale atroce loffia di drago si concluderà la tua impresa.
    Ancora oggi io mi chiedo quali siano i termini oggettivi sui quali si differenziano le prestazioni nell’esercizio della magia di un mago rispetto all’altro, e ancor di più quelle di un mago esperto rispetto a un rookie. L’hai capito tu?
    Uno Stupeficium scagliato da Harry è forse meno efficace di quello formulato per esempio da Lucius Malfoy? Non mi pare, dato che durante le battaglie sia i mangiamorte che Harry e i suoi compagni, subiscono e propinano tale incantesimo con i medesimi effetti. Un mangiamorte pronuncia le formule più rapidamente? Be’, negli scontri diretti la cosa non mi pare sia rilevante. Un mago esperto conosce un numero superiore di incantesimi? Hermione allora, già dal primo libro, è una maga più potente di quello che sarà mai Harry in tutta la saga, visto che lui di incantesimi ne usa al massimo tre.
    Boh…

  54. 511 MakKo

    No dai… Paragonare il lavoro della Rowling a quello di Tolkien… E dire addirittura che è meglio la prima… Ma per favore. Capisco essere fan, ma questo è rasentare il ridicolo… anzi, il ridiculus!

  55. 510 Zave

    la protezione della casa di harry è una delle cazzate più abnormi della serie.
    come la storia del fidelius in generale.

    si tratta di deus ex machina per giustificare il fatto che harry sia dovuto stare con gli zii che lo odiano e che debba tornarci alla fine di ogni anno scolastico.
    sinceramente, una protezione che impedisce a voldemort e anche a suoi alleati di trovare la casa di un consanguineo di harry posto che accetti di ospitarlo non è tirata per i capelli, ma per i peli del culo.
    se poi va bene un consanguineo qualsiasi perché harry stesso non va bene? più consanguineo di sè stesso non c’è nessuno. poteva comprarsi un appartamento che tanto i soldi li aveva…
    che poi dopo il quarto libro, dove voldemort risorge grazie al sangue di harry e diventa per modo di dire suo consanguineo e assorbe anche la protezione data ad harry dalla madre (infatti lo può toccare senza che insorgano i problemi avuti nel primo libro), come mai la protezione continua a funzionare? non viene spesa nemmeno una parola per spiegarne il motivo se non il sottinteso “harry alla fine di ogni libro deve tornarsene dagli zii cattivi perché sì”.
    altra cazzata è il fatto che la protezione funzioni solo fintanto che harry è minorenne, bella la magia che funziona a scartoffie e carte bollate…

    lo stesso fidelius era un bel deus ex machina coi controfiocchi, col suo funzionamento molto macchinoso e inverosimile.
    nel settimo libro poi la rowling dà il colpo di grazia al minimo di senso che ancora rimaneva alla cosa mostrandoci come non sia un problema se il custode del segreto si trovi egli stesso all’interno del luogo protetto.
    infatti abbiamo harry, ron ed hermione che dopo la morte di silente hanno in qualche modo ereditato la condizione di custodi del segreto della casa di sirius (sì è un’altra trovata che non si sa da dove la rowling l’abbia tirata fuori anche se io ho dei sospetti) e il tutto funziona perfettamente anche se loro abitano lì dentro per diverso tempo.
    questo pone la questione: ma se il fidelius è così potente perché non lo usano tutti?
    ma soprattutto: ma perché cazzo i genitori di harry non hanno scelto lily o james come custode del segreto visto che oltretutto c’era il sospetto di una spia nell’ordine della fenice?

    su, fanboy di harry potter, coraggio!
    voglio vedervi che vi date da fare per impapocchiare una spiegazione che mi spieghi come questi non siano dei plot hole…

  56. 509 arnica

    quoto,era quasi “ovvio”fosse a hogwarts,nella mia mente me lo sono sempre immaginato lì il momento fatale,oppure avrebbe dovuto riguardare un posto babbano molto frequentato dalla magia come Londra,ma lì sarebbe stato scomodo per tutte problematiche del tipo: si devono assoldare babbani,oppure lasciarli perdere?e dopo?concordato del 1600 non ricordo che anno fosse,va a farsi benedire,o si fa cancellare la memoria all’interno pianeta?(perché ti pare che non fanno vedere ai telegiornali esteri?) poteva essere interessante,ma avrebbe implicato praticamente un altro libro…
    hogwarts è protetta dalla visione dei babbani,è la “vera casa”di harry e i suoi amici,ma lo era stata anche per Voldemort.

  57. 508 Chris_Eris

    @ Doc. Herbert West, M.D. a mio parere per essere una scrittrice a Rowling si è presa tutto il tempo necessario. Il confronto con Tolkien non ha tanto senso. Hanno prodotto in tempi diversi, in un differente mercato editoriale, con una diversa reperibilità di fonti e stimoli, e la trama della Rowling non è così prona all’ambientazione: Tolkien sembra si sia più impegnato per creare la geografia, le lingue, le storiografie, le canzoni della Terra di Mezzo, invece la Rowling non ci ha risparmiato questa noia mortale, almeno a mio parere, con un’ambientazione molto più divertente ed essenziale. Che lo scontro finale sia ad Howgarts è visibilmente forzato, ma dopo averci trascorso sei libri, l’ho sentita come una tappa obbligata. I protagonisti mi hanno dato un forte senso di spaesamento a muoversi in uno spazio aperto e non Howgarts, nel settimo libro

  58. 507 Doc. Herbert West, M.D.

    @ Christian:
    Le tue osservazioni sono giuste, ma ciò non toglie che Zia Rowee, dal IV libro in poi, avrebbe fatto a non tirare troppo la corda, anzi, avrebbe fatto proprio bene a non scrivere altro dopo il III!
    Tanto per fare un nome a caso, per scrivere i 3 libri del SdA JRR ci mise qualcosa come 15 anni e questo non lo ha salvato comunque da errori marchiani come Gandalf che si ricorda solo a momenti alterni delle aquile che già lo aiutarono ai tempi della lotta contro Smaug( la demenza senile esiste anche nella Terra di Mezzo…), costringendo Frodo e compagni ad un’improba, rischiosissima e sostanzialmente inutile marcia: la Rowling, invece, dopo averci messo dieci anni circa per il primo libro fra correzioni ed editings, per i successivi dieci ha sfornato il resto della saga, con un ritmo fra le 300-500 pagine ogni 1\ 2 anni (!). Era tanto strano pensare che sarebbe stata colpita dalla Sindrome di King, cioé pagine intere, piene di puffa, stampate ed altre pagine al contrario essenziali rimaste sulla penna ?
    Poi, comprendo che la lotta contro Voldemort dovesse finire fra botti e fuochi d’artificio, ma proprio perché anche l’autrice sapeva di rivolgersi ormai a ragazzi in età da leva la stronzvata di tutta Hogwarts schierata col prode eroe contro il Signore Oscuro senza se e senza ma avrebbe fatto bene a lasciarla sulla penna…

  59. 506 Chris_Eris

    In verità sarebba da inaugurare un forum solo su questa tematica: quali sono le imprecisioni che ad uno scrittore sono concesse per non appensantire la trama? E come gestirle? Glissare su genitori e nonni del protagonista ne è una, anche se una mezza pagina di “Harry i tuoi nonni paterni sono morti giovani per questo tuo papà era pieno di soldi” la Rowling effettivamente se la poteva concedere. Almeno ci ha fornito una spiegazione per il fatto che Harry riesca a mantenersi agli studi senza problemi, trasformandola poi in un interessante spunto narrativo. La banca Gringott è uno dei luoghi più originali creati dall’autrice e poi nel settimo libro ci è ambientata una delle scene più movimentate e divertenti dell’intera saga. Una boccata d’ossigeno, dopo i due libri, il quinto ed il sesto, che erano solo una sequela di batoste.

    A tal proposito, l’anime Puella Magi Madoka Magica, di cui Gamberetta aveva parlato positivamente, è un esempio lampante dell’assenza dei genitori. La protagonista è l’unica di cui si veda la famiglia. Delle altre quattro ragazze due sono orfane (ed inspiegabilmente si mantengono, anche con un tenore di vita molto buono, probabilmente nel mondo di Madoka c’è una particolare giurisdizione in materia di adolescenti orfani, oppure usano la magia per generare denaro a palate) di una i genitori semplicemente non si vedono ma si intuisce che li abbia, dell’ultima non si capisce assolutamente in che situazione famigliare sia. Sembra viva da sola ma non si spiega che fine abbiano fatto i genitori. Non c’è che dire, il paradiso degli adolescenti emancipati!

  60. 505 Zave

    salvo rare eccezioni il punto di vista è sempre su harry e mi pare di ricordare che non sia mai su hermione.
    non ritengo importante conoscere i nomi dei genitori di hermione, anzi visto che non sono importanti per la storia va benissimo così.
    naturalmente essendo harry e ron amici è più che plausibile che abbiano parlato tra di loro delle rispettive famiglie e quindi i nomi li conoscano, solo che non viene mostrata la cosa al lettore. e giustamente, perché non è importante.
    al contrario eventuali nonni di harry sarebbero stati importanti per la storia quindi avrebbe dovuto affrontare la cosa, anche solo per dire “sono morti durante la guerra”.

  61. 504 Chris_Eris

    @ anrica beh può darsi, la spiegazione psicologica non l’avevo mai presa in considerazione. E nemmeno la possibilità che la montagna di oro ereditata da Harry potesse esser dovuta alla morte prematura dei nonni. Probabilmente, essendo chenella narrativa contemporanea è sconsigliato introdurre elementi e personaggi che non abbiano un ruolo nella storia (niente deve casuale nella fiction) la Rowling, non volendo mettere in campo i nonni, ha proprio evitato che Harry si ponesse la domanda. Un’omissione più involontaria che altro secondo me. In questa fiction il personaggio ideale è sempre l’orfano, eprché non ha freni

  62. 503 arnica

    inoltre,io trovo una spiegazione(non giustificazione,stiamo attenti)ai problemi familiari vissuti dalla row quando era piccola. ribadisco,non è una giustificazione,ma implicitamente la tua mente ti porta ad annullare presenze “neutre”. nei suoi personaggi gli adulti o sono particolarmente stronzi e fessi oppure particolarmente buoni e fessi. questo potrebbe essere dovuto al fatto che non ha trovato grande varietà nella sua vita personale.
    mi spiego meglio:ogni tanto pure io scrivo storielle,senza alcuna veilletà artistica,giusto per.
    avendo avuto un’infanzia veramente brutta,con genitori assenti(ma in senso negativo,non che lavoravano tutto i giorno:proprio assenti)e adulti che potrei tranquillamente sbattere in galera per quel che mi hanno fatto, oppure adulti particolarmente buoni a cui mi sono affezionata(i miei nonni paterni,per dire),i miei personaggi adulti o sono stronzi o sono particolarmente buoni. ma non lo faccio apposta,anzi mi rincresce molto perchè mi piacerebbe dare maggiore varietà,ma quasi sempre i protagonisti sono bambini o bambine e non riesco a staccarmi dalla visione della vita che ho avuto.
    a questo punto,se è stato così anche per la row,direi che il problema non è stato tanto il fatto che inconsciamente abbia agito così,quanto piuttosto che nessun’altro glielo abbia fatto notare,o abbia deciso che le stava bene così.

  63. 502 arnica

    ma state ancora qui a commentare?cavolo non entro per un po’ e mi perdo tutti questi bei ragionamenti!;)

    il mio unico suggerimento può essere che,vista la CORPOSA eredità da parte del padre, anche lui fosse senza genitori.
    quindi nonni paterni eliminati..
    anche se sicuramente sarebbe stato carino dirci qualcosa a riguardo.
    per i genitori di hermione,non si vedono per il semplice fatto che nella sua vita li vede durante le vacanze natalizie ed estive(quando non sta alla tana,of course),quindi è normale che non compaiano,visto che in quel periodo si segue quel che fa harry,che poveretto rimane ad hogwarts,sta ingabbiato dai dursley oppure alla tana. però ogni tanto hermione ne parla: sono dentisti, non vogliono che si utilizzi la magia più di tanto(vedasi capitolo denti del..4?sì mi pare fosse il 4),e poi fa loro scordare di avere una figlia quando parte alla ricerca con gli altri due. francamente a me dei genitori di hermione interessa relativamente poco,ergo non la ritengo una grande perdita non averli visti di più.

  64. 501 Zave

    ho come l’impressione che stiamo dicendo la stessa cosa senza intenderci:
    la rowling voleva che harry fosse solo al mondo e venisse cresciuto dagli zii cattivi che odiavano la magia? non contesto questa sua scelta.
    solo che avrebbe dovuto fornire una spiegazione per questo.
    poteva liquidare la cosa in poche parole, ma l’ha proprio ignorata.
    il fatto che harry non si chieda mai “ma i miei genitori erano giovani quando, non dovrei avere dei nonni ancora in vita?” è strano.
    ok, magari harry si è posto questa domanda durante la sua infanzia ovvero al di fuori dell’arco di tempo coperto dai libri, ma dopo aver saputo la verità sui suoi genitori non poteva fare a meno di chiedersi “ma quindi i genitori di mio padre? cosa ne è stato di loro, sono morti durante la guerra?”
    invece niente: nessuno si pone la questione.

  65. 500 Chris_Eris

    @ Zave avrebbe avuto di sicuro poco senso introdurre dei personaggi ininfluenti nella trama. Il problema è che eventuali nonni e zii non sarebbero stati affatto ininfluenti! Harry avrebbe dato carte false per passare le vacanze con loro piuttosto che coi Dursley, e momenti cruciali che si svolgono mentre Harry passa il Natale a scuola non ci sarebbero stati, oppure avrebbero tolto Harry da Howgarts rendendosi conto che non era normale per un ragazzo rischiarci la vita una o due volte ogni anno scolastico.
    Per difendere la Rowling, non è raro che nella narrativa avente per protagonisti bambini e ragazzini ci siano parenti assenti, o perfettamente all’oscuro di ciò che combina il figlio. Se guardi i romanzi di Gamberetta, Chiara ed SQM, le madri delle protagoniste sono del secondo tipo, che accusano la figlia di drogarsi quando semplicemente è di ritorno da una battaglia con mostri interdimensionali. E quasi mai si va oltre la famiglia nucleare. I personaggi non protagonisti sono spesso figli unici e spesso i loro genitori non compaiono mai (vedi Hermione).
    Riassumendo, Harry Potter è stata una saga lunga, partita come racconti per ragazzi per poi cercare di evolvere in libri per adulti (anche perché nel tempo in cui sono stati pubblicati tutti e sette i libri i fan erano passati dalla quinta elementare alla laurea) con tutti i difetti che un progetto tanto lungo e con tanti cambiamenti comporta: perosnaggi che non escono dalla loro dimensione fiabesca, narratore che continua a fare affidamente sugli “atti di fede” di un piccolo lettore per non dover rendere le trame e i personaggi plausibili.
    Nessuno saprà mai cosa avrebbe fatto la Rowling se non avesse avuto il fiato dell’editor sul collo.
    Ah firmo il 500mo commento, che onore!

  66. 499 Zave

    era una considerazione riguardante questa parte del tuo intervento:

    Il sunto sarebbe: quando i tuoi personaggi principali sono bambini o adolescenti un personaggio adulto che si comporta come tale rovina tutto. Poichè impedirebbe ai ragazzini di fare gli atti audaci e irresponsabili che poi sono il motore della trama. Quindi non importa se le scuse sono banali ed improbabili, gli adulti devono andare fuori dalle palle! Nessun lettore, almeno secondo questo articolo, contesterà lo scrittore di avere inventato delle motivazioni ridicole per l’assenza degli adulti nei momenti cruciali oppure degli adulti completamente beoti che non si rendono conto che il figlio gliela sta facendo sotto il naso, perché il fine giustifica i mezzi.

    in pratica dicevo che visto che visto che la storia si svolge ad hogwarts i ragazzini si trovano abbandonati a loro stessi in ogni caso e quindi la rowling poteva fare a meno di ammazzare tutti i nonni e parenti vari come fossero cavallette. :D

  67. 498 Chris_Eris

    @ Zave

    per il resto la storia si svolge in gran parte a hogwarts quindi la mancanza di adulti che agiscono come tali non cambia di una virgola.

    non capisco cosa tu intenda dire. Proprio mi sfugge la sintassi della frase.
    Sono d’accordo con te sul fatto che Harry non si chieda mai dove siano finiti nonni e zii. E quindi ritorno su quanto detto prima: l’autrice continua ad usare i permessi che sono concessi ai romanzi per bambini, cioè avere i protagonisti tonti che non si interrogano mai sulla realtà delle cose, anche quando i romanzi iniziano ad ambire ad altro.

  68. 497 Zave

    @Chris_Eris:
    non metto in dubbio che harry doveva essere orfano e vivere dagli zii che lo maltrattavano per l’economia della storia.
    se per far sì che ciò accada la rowling deve far morire i nonni di harry non ho problemi, ma almeno avrebbe dovuto far trapelare come ciò fosse accaduto. insomma una qualche scusa che ne spieghi l’assenza.
    il fatto che harry nella sua infanzia non si chieda mai “ma non dovrei avere dei nonni da qualche parte?”
    il punto è che la rowling non inventa scuse banali o improbabili, proprio non si pone il problema.
    per il resto la storia si svolge in gran parte a hogwarts quindi la mancanza di adulti che agiscono come tali non cambia di una virgola.

  69. 496 Chris_Eris

    @ Zave se hai la pazienza di una lettura in inglese leggi questo articolo di Writer’s Digest. Il sunto sarebbe: quando i tuoi personaggi principali sono bambini o adolescenti un personaggio adulto che si comporta come tale rovina tutto. Poichè impedirebbe ai ragazzini di fare gli atti audaci e irresponsabili che poi sono il motore della trama. Quindi non importa se le scuse sono banali ed improbabili, gli adulti devono andare fuori dalle palle! Nessun lettore, almeno secondo questo articolo, contesterà lo scrittore di avere inventato delle motivazioni ridicole per l’assenza degli adulti nei momenti cruciali oppure degli adulti completamente beoti che non si rendono conto che il figlio gliela sta facendo sotto il naso, perché il fine giustifica i mezzi.
    A mio parere la Rowling elaborando Harry Potter è partita dal presupposto che il personaggio dovesse essere orfano, non per dargli un particolare passato o una motivazione di contrasto con Voldemort, ma per avere un POV compeltamente meravigliato di fronte alla rivelazione del mondo dei maghi inizialmente, e un personaggio che si potesse muovere senza il freno dei genitori poi.
    Personalmente questa esclusione di genitori e nonni da romanzi aventi per protagonisti ragazzini la trovo molto forzata e molto poco originale.
    @ Doc. Herbert West, M.D. la saga di Harry Potter è iniziata come libri per bambini per avere poi la pretesa di diventare libri per tutti. Questa è stata un’arma a doppio taglio. Da una parte abbiamo un’autrice incapace di gestire la narrazione di quello che dovrebbe essere un colpo di stato (con maghi oscuri che prima di agire lasciano il tempo ai weasly di organizzare delle nozze) dall’altra la certezza da parte dell’autrice che le inesattezze e forzature concesse ai romanzi per bambini (vedi genitori e insegnanti che vanno a funghi mentre l’allegro trio affronta il signore oscuro) varranno anche per i successivi

  70. 495 Zave

    un’altra stranezza che mi è venuta in mente è l’assoluta mancanza di nonni nella serie.
    dico in generale: a parte la nonna di neville non se ne trova traccia.

    che fine hanno fatto i nonni materni di harry?
    sappiamo che sono morti perché i dursley sono più volte definiti “gli unici parenti in vita” di harry. e questo era vero dal momento della morte dei genitori di harry.
    ma come sono morti?
    lily e james avevano 20 anni quando è nato harry, 21 quando sono morti.
    un po’ difficile che siano morti di vecchiaia visto che anche nel peggiore dei casi (ovvero che fossero già ultraquarantenni quando è nata lily) non dovevano avere più di 65 anni quando voldemort ha tentato di uccidere harry (ed è ragionevole pensare che fossero più giovani).
    sono stati uccisi dai mangiamorte durante la guerra per la loro parentela con lily potter?
    non impossibile ma se voldemort si fosse dato la pena di sterminare tutti i parenti dei potter dubito che avrebbe risparmiato petunia e se fossero stati uccisi a causa di voldemort la cosa sarebbe dovuta saltare fuori da qualche parte.
    più plausibile che i nonni paterni siano morti durante la guerra, essendo maghi e tutto il resto.
    ma anche in questo caso non vengono mai menzionati.

    stessa cosa per i genitori di sirius che sono entrambi morti non si sa come e non si sa quando…

    anche malfoy pare essere senza nonni e l’unico di cui si sa qualcosa è il padre di lucius che sarebbe morto di vaiolo di drago.

    insomma questi maghi che possono guarire dall’inverosimile con incantesimi e pozioni e anche diventare immortali con alcuni stratagemmi sembra proprio che a parte una manciata di eccezioni non riescano a superare i 50-60 anni di età…

  71. 494 Doc. Herbert West, M.D.

    Gamberetta, non so se tu abbia desistito o meno da fare un articolo sul Potterverse, visto che il thread l’hai aperto a Settembre ed ora siamo a Gennaio. Se no, fàllo almeno sul settimo libro: lì il presunto negro di Zia Rowy doveva essere perlomeno in vacanza alle Bermuda, visto che abbiamo il nostro maghetto preferito che s’infiltra ad una festa piena di Mangiamorte infiltrati.
    Una festa di matrimonio, la festa di matrimonio di uno dei 564857648 Weasley, per la precisione, visto che Voldemort è taaanto crudele, ma non abbastanza da mettere sotto chiave ad Azkaban o mandare a far visita da James e Lily Potter chi è palesemente contro il suo potere, anziché farli festeggiare fra i fiori d’arancio e magari farli complottare contro di lui fra una fetta di torta e l’altra…
    Hogwarts, poi, dove sono presenti ed in servizio tutti i professori di Arriguccio è un altro pregevole momento WTF, insieme al fatto che al gegno del male non passi mai neanche per l’anticamera del cervello di tentare d’asservire al suo dominio i Babbani, anziché mettere al centro delle sue trame gente che sappia come contrastare lui ed i suoi piani- e questa non per una, ma per due volte!

    PS Chiedo scusa degli spoilers, ma grande amante( tradito) del Potterverse posso dire quanto siano buchi di trama che chiedono vendetta al Cielo e soprattutto, riguardando l’ultimo libro della saga, non vengono neppure coperti in seguito…!

  72. 493 Miss Tress

    Scusa per il mio italiano assurdo. Devo riprenderlo in mano, è da un botto che non scrivo nella mia madrelingua. XD

  73. 492 Miss Tress

    @Hendioke:
    non ci avevo mai pensato, ma era solo perchè ero stressata e mi diverto con i giochi di parole. Che poi, potrei passare per una fissata di certe pratiche BDSM, il che non è proprio vero. Però è divertente comunque. XD
    Interessante quello che hai detto del SdA e dello Hobbit, sempre via trasloco ho solo la possibilità di leggerli in tedesco, le mie copie in inglese sono ancora a casuccia. Che poi proprio ieri ho visto le Due Torri in tedesco e non male il doppiaggio, anche se le voci italiane sono meglio.

    Per curiosità, non so se per caso l’avevi già scritto, ma quale dei libri di HP preferisci?
    Ad esempio a me il secondo resta sempre nella mia top 7, forse perchè il primo che mi hanno regalato. Che poi, nella mia edizione, Corvonero in realtà si chiamava Pecoranera! XD (o sempre qualcosa con affinità caprine e nella lettera che Harry riceve c’è però il disegno del corvo)

  74. 491 Hendioke

    @Miss Tress: Son d’accordo. I primi libri erano più raccontati dei successivi ed avevano un ottimo motivo per esserlo. Un po’ come il valido motivo dietro la differenza di stile fra Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli, in senso molto lato.

    P.S. Mi lusinghi *arrossisce*. Anche il tuo è un bel nick. Inoltre Tress ricorda Triss di Triss Merigold, ma immagino il nick sia arrivato prima di The Witcher e non c’entri niente :)

  75. 490 Miss Tress

    @Hendioke:
    non sono nella testa di Gamberetta, quindi parlo per me. I primi libri sono effettivamente molto raccontati e, se secondo i criteri di G. questo è deplorevole, a me sono proprio piaciuti proprio per questo. HP rimaneva nel contesto di una favola per bambini e secondo me il tell ricorda molto le favole che leggevo da piccola (e per l’età in cui me l’avevano regalato era, come dire, perfetto). Purtroppo non ti posso fare esempi concreti perchè i libri non li ho sottomano, spero di riuscire a portarmeli tutti nel trasloco, mannaggia, è un po’ complicato. ç.ç

    PS: lo so che non c’entra una fava, ma hai un nick figo.

  76. 489 Hendioke

    @Miss Tress

    Ed è proprio la critica allo stile della Rowling fatta da G. che non mi convince. Dice che è uno stile da vergognarsi ma non entra nel dettaglio. Capisco che è solo una segnalazione e non una recensione ma un’affermazione pesante come questa penso meriti 10 righe di spiegazione, che invece non ci sono. C’è un esempio, sì, che però mi lascia molto perplesso perché non si capisce se è una critica allo stile, intendendo come R. scrive, o al contenuto, cosa R. sceglie di mostrarci e come no, come calibra l’equilibrio degli elementi di una scena.

    Sulle critiche al contenuto sono in parte d’accordo: Harry è uno sculato e la saga presenta deus ex machina che a volte gridano vendetta al cielo. Però mi resta l’idea, vedendo le sue ulteriori critiche sul contenuto, che abbia letto i primi tre libri senza interesse, senza non dico sforzarsi (se un libro è scritto bene uno non deve sforrzarsi) ma almeno tentare di capirlo e un bel po’ prevenuta.

  77. 488 Coniglio Lunare

    *fu Franek Miller*

    @Hermione: ma cosa c’entra l’amicizia e i valori che trasmette? Allora una sequenza di immagini slegate diventano un ottimo film di diritto, se mostrano bambini africani affamati e sensibilizzano lo spettatore al problema.

  78. 487 Miss Tress

    @Hermione:
    Gamberetta esprime giudizi contro lo stile di scrittura della Rowling, che non è proprio dei migliori. Ad un livello tecnico condivido la sua opinione.
    Dall’altro lato devo dire che nonostante tutto la dose di fantasticherie, di stranezze e di magia mi hanno fatta desiderare di andare a Hogwarts più di una volta e mi ha fatto piacere leggere questa saga.
    Ciò non toglie che di strafalcioni la Rowling ne ha fatti e certi punti restano un vero enigma o proprio degli deus ex machina coi controfiocchi.

    Il fatto che un libro presenti scorrettezze a livello di stile, non significa che la trama non sia godibile e che non sappia trascinare.

  79. 486 Hermione

    Senti, fino a un anno fa io ignoravo completamente Harry Potter fino a quando non è uscito l’ultimo film. Pensavo che fossero le solite storielle da bambini, ma mi sono completamente ricreduta!
    Appena ho saputo che era l’ultimo volevo informarmi sui film precedenti, così li guardai TUTTI ! (e forse anche tre volte ciascuno:D) quando ho visto l’ultimo mi sono letteralmente commossa cosa che non avrei mai creduto! (soprattutto per un film) ancora oggi se guardassi hp7parte2 mi metterei a piangere come una scema!! Perchè?? Bhè sinceramente non lo so, ma so solo che questa saga mi accompagnera per sempre .
    dopo ho cominciato a leggere i libri (pochi giorni fa ho letto l’ultimo,697 pagine in 5 giorni!!) e mi sono ancora più innamorata !

    non puoi assolutamente giudicare una bravissima scrittrice solo perchè non ti piace! Certo, puoi dire tutto! Tipo hp non mi piace ecc.. ma non puoi insultare le persone così! E poi..su quelle cose di prendere una pistola o di “sgozzare il bambino con un coltello”,certo sarebbe stato più semplice e veloce, ma se non te ne fossi accorta E’ UNA STORIA DI MAGIA e non è magica solo la magia che fanno tutti i personaggi, la vera magia è quella dell’amicizia, ecco perchè tutti proteggono Harry!!

  80. 485 Harry Potter 4ever

    Per me puoi pensare quello che vuoi ma una cosa che so dicerto è che senza un po ti fantasia e immaginazione non si fa nnt e se proprio vuoi contrabbatere il lavoro di una grande scrittrice ti cosiglio di informarti , credo che tu sia troppo pignola non ti sai far trasportare dalla bellezza di un libro sei troppo rigida e quindi non riesci a trovare un personaggio che ti piaccia e in questo modo non puoi impersonificarti e vivere le avventure in 1° persona , se fossi un po + genuina e leggera capira di certo che ogni vicenda ogni cosa che riguarda la magia del libro e + legata alla realtà che alla fantasia ma tu hai i paraocchi e non puoi capirlo

  81. 484 Francesco Pan.

    @Makko

    Intuisci male, hai la certezza assoluta che sia daccordo con tutto ciò che ha detto Marta?e da cosa? perchè ho criticato G?secondo quale logica?io non sono tutto bianco o tutto nero,se hai letto bene il mio post ho anche elogiato G. per le sue competenze.Io ho fatto una critica solo su come si esprime.
    L’ho visto bene che è un quote con commento personale, mi è piaciuto semplicemente quello che ha detto pesce ma soprattutto come lo ha detto ovvero senza smadonnare,un signore,da qui si aggancia il resto del mio post.

    Non si tratterebbe di difenedersi da sola, non siamo ad un incontro di pugilato..si tratta solo di incassare una critica, lei che ne fa tante se ne prenda una o è esente da critiche?

    Io dico che una recensione con smadonnate perde di stile e di tecnicità, anche la forma con cui ne fai una è davvero molto importante quindi il paragone che fai non sussiste, si tratterebbe di scegliere tra il peggio ed il meno peggio.
    Il “meglio questo che quell’altro” detto da te mi suona come “meglio questo partito politico che quell’altro” riconosci quindi che c’è qualcosa che non va mi fa piacere.

    per il mio nick, non è una citazione, io mi chiamo proprio Francesco e Pan è l’inizio del mio cognome

    SMILE

  82. 483 MakKo

    @ Francesco Pan

    A parte che quando dici di “stimare” Pesce, secondo me non hai capito il senso del suo commento (almeno da quello che intuisco essere il tuo pensiero leggendo il tuo commento). Anche perchè Pesce ha sbagliato a usare il Quote ma leggendo TUTTI i commenti si capisce che lui critica Marta, non Gamberetta.

    Per quanto riguarda le recensioni di Gamberetta, lungi da me star qui a difenderla, sa farlo benissimo da sola ma… Molto meglio le recensioni fatte a “smadonnate” (come le chiami tu) di G., ma obbiettive e sensate, che le mielaggini false, ipocrite e (probabilmente) comprate che si leggono in molti siti quali Fantasymagazine e similari.
    Gamberetta è solo da applaudire altro che criticare. Come lei (per preparazione e obbiettività) ce ne vorrebbero molti, molti di più di recensori.

    Infine spero il tuo nick sia solo una citazione. O sei F. Dimitri? In tal caso non essere timido…

  83. 482 Francesco Pan.

    @PESCE
    stima
    @Autrice di queste recensioni lunghissime piene di citazioni di libri che richiedono un tempo infinito

    beata te che hai il tempo libero per scriverle (davvero senza ironia,è proprio invidia), a giudicare dalla lunghezza e dalla passione con cui le scrivi ne devi impiegare molto eh? pensa te, ‘na faticaccia!!

    Questo fa schifo, quello è ignobile, quello è vomitevole

    Non mi fa stizzare il fatto che critichi qualcosa, no, ci può stare che un qualcosa “secondo te” non sia “degno” ma mi fa completamente infuriare il come lo fai, lasciando da parte sempre, ma proprio sempre una piccola cosa chiamata umiltà, non è un concetto difficile, e ciò ti allontana di molto, credimi, da quell’aspetto “tecnico” che vuoi dare.
    Parli di stile, di tecnico, ma io non trovo nulla di tecnico-stile nello “smadonnare” (sai che vuol dire? vuol dire sparare a zero)

    io non leggo critiche di recensioni su questo blog ma frustrazioni di recensioni, detto in parole povere “pare che stai a morì”.

    con ciò non voglio dire che sei una pippa anzi, trovo che sei davvero molto prearata sull’argomento ma proprio per questo io dico..hai una preparazione e cultura allucinante, hai il tempo (ripeto, beata te) per scrivere ottime recensioni e che fai? “smadonni”???

    Rimani nella “critica”, non dire cose come “illeggibile”, è offensivo e sa di “gesù cristaggine” una buona recensione SA contenere una critica esponendola in un modo professionale senza offendere niente e nessuno ed il sapere fare ciò differenzia CHI fa una buona recensione e chi la fa un po più brutta (ovvero recensire di merda)

    Hai delle potenzialità allucinanti, lo ripeto, quello che c’è da dire lo dico, ma non ti perdere per queste cose..

  84. 481 Pesce

    Non puoi fare la superiore davanti ad un libro palesemente per ragazzi, che DA PRIMA CHE VENISSE MINIMAMENTE PUBBLICIZZATO aveva stregato i bambini di tutto il mondo, che mi sembra siano gli unici a dover avere voce in capitolo in quanto destinatari dell’opera.

    La bravura dello scrittore sta nel creare una trama coerente e personaggi ben caratterizzati indipendentemente dal pubblico a cui si rivolge. Se il tuo ragionamento fosse corretto il medico dei cani dovrebbe essere un cane e chi scrive libri per bambini dovrebbe essere un bambino.

  85. 480 arnica

    più che altro marta,hai ripetuto concetti espressi per non so bene quante pagine di commenti ;)

  86. 479 marta

    se sono sembrata un po’ acida non era mia intenzione, ti ho risposto subito dopo aver letto la tua recensione ed ero più irritata non tanto per la critica alla saga, ma più per il fatto che ti mostrassi così sconvolta del fatto che qualcuno potesse apprezzarla :)

  87. 478 marta

    Non so. Quando vedo la supposizione di persone che vogliono fare le grandi intenditrici criticando il valore letterario di HP mi vien da ridere. Premetto che non sono un’amante del fantasy così come lo si intende. Per lo più le ho sempre trovate baggianate poco interessanti. E premetto (non per vantarmi, ma solo perchè così poi non mi si dica “e ma allora ti piace Moccia o la Mayer!”) che ho imparato a leggere prima della prima elementare, che a 6 anni ho iniziato divorare libri e da lì fino ad ora, per tutta la vita, che a 9 anni leggevo i libri di mia mamma, e che credo di aver un buon spirito critico. Detto ciò, ho amato Harry Potter per tutta la mia infanzia-adolescenza-giovinezza. Perchè? Perchè uno non legge HP per valutare l’utilizzo della lingua inglese o per trovare una razionalità intrinseca o per poter con ghigno supponente trovare le incongruenze logiche. Uno legge HP perchè la Rowling ha inventato il mondo che io, che ho sempre sognato di scrivere un libro per bambini, avrei voluto inventare. E la stimo con tutta me stessa per questo. Non puoi fare la superiore davanti ad un libro palesemente per ragazzi, che DA PRIMA CHE VENISSE MINIMAMENTE PUBBLICIZZATO aveva stregato i bambini di tutto il mondo, che mi sembra siano gli unici a dover avere voce in capitolo in quanto destinatari dell’opera (forse non lo sai, ma prima di essere pubblicato, Hp è stato sballottato da una casa editrice all’altra e quando io lo lessi ancora non si era nemmeno parlato di un film, lo presi per caso dall’angolino remoto di una libreria perchè mi piaceva la copertina) e dire una cosa tipo: ma non potevano usare le pistole? Davvero superficiale. Prima di tutto non puoi giudicare la saga dopo aver letto semplicemente i primi tre libri: ogni cosa, e questo non si può proprio togliere alla Row, verrà spiegata negli ultimi. Ti sembrerà assurdo come un piccolo particolare insignificante del terzo libro o del primo, si rivelerà importante per un avvenimento del quinto e così via. Secondo, mi sembra che per essere la prima volta che la Row abbia scritto qualcosa, il mondo meraviglioso da lei creato e la catena di avvenimenti che nel corso di sette libri si snoda sia abbastanza credibile. Che poi tu, in un racconto di fantasia per ragazzi, vorresti che il mago invece di utilizzare la bacchetta faccia finire tutta la saga con una sparatoria, mi dispiace per la tua tristezza. Non l’avrei mai voluto leggere da bambina. I personaggi, magari non nei primi tre libri ma più in avanti, sono ben caratterizzati, sicuramente mille volte di più di una Bella (anche se ho letto solo il primo della saga di Twilight e non saprei ben dire). Per le altre incongruenze che mostri, ti hanno ben risposto. E se ti dovessi dire i difetti della saga, bè, sicuramente ne ha, ma ciò non mi ha impedito di apprezzarla. Credo che, per il target che propone, sia ben scritta. Una cosa che non ho mai buttato giù, è che come cattivo Voldemort sia ben poco credibile. Ridicolo. Ma tutta la stregua di Manigamorte e personaggi cattivi secondari mi sembra abbastanz aaccattivante. La storia dell’amore della madre l’ho trovata una puttanata, ma per il resto tutto è spiegato abbastanza verosimilmente. Se ti dovessi dire perchè la saga mi è piaciuta, bè, per sette libri ho sognato un mondo in cui le cose andassero un po’ diverse rispetto al nostro MA NEANCHE COSì TANTO come altri fantasy, perchè ogni cosa del mondo dei maghi è ben descritta, perchè sono cresciuta insieme ad Harry che, come tanti hanno sottolineato, è un personaggio che si odia per quasi tutta la saga ma questo non mi ha impedito di simpatizzare con altri personaggi. La trama è coinvolgente (non nei primi tre, ripeto) e tutto s’incastra, quasi perfettamente. Certe scelte potevano essere diverse certo, ma ognuno ha le sue preferenze e stiamo parlando di un libro di fantasia per ragazzi senza nessuna pretesa di diventare la nuova pietra miliare della letteratura mondiale. Tolkien? Stiamo parlando di una saga totalmente diversa, altro periodo storico, altro target, altre intenzioni dell’autore, altro tipo di autore. Non mi sento proprio di paragonarle.
    Mi sembra solo ridicolo sparare a vuoto contro un libro per bambini che può piacere anche ad un adulto che, senza il bisogno di ridere di un libro rivolto ai più piccoli, riservi la propria critica letteraria a libri di diverso stampo e voglia semplicemente ricordarsi di cosa voglia dire vivere un sogno infantile e staccare la spina per qualche ora ogni tanto.

  88. 477 arnica

    chiara, siamo sorelle divise alla nascita temo!

    (so che fa molto bimbominkiese,ma sotto sotto io ci spero in quellalettera ,persa da qualceh gufo rincoglionito..)

  89. 476 Chris

    C’è un passaggio mi sembra nel terzo libro in cui si spiega il perchè sono “antiquate”: l’arma da fuoco è personale e diretto, evocare una serie di Afrit cazzuti è molto più pratico e meno rischioso per un mago che se ne sta a distanza (es. sto a casa mia, evoco uno, due, tre Afrit e lo/li mando a Praga per far fuori il mio nemico).

    Il nemico in questione avrebbe però una protezione molto più efficace da una bella pistola a proiettili d’argento piuttosto che da un foliot mezzasega. Non mi spiego perché non se le portino dietro almeno i maghi più scarsi. E soprattutto perché il mercenario e i membri della Resistenza si ostinino ad usare coltelli boomerang e frisbee d’argento piuttosto che cercare di munirisi di armi da fuoco. Ammettiamolo, questa è stata una scelta dettata esclusivamente dall’estetica e dall’aver guardato troppe puntate di Xeena Principessa Guerriera.
    Lo ammetto. Sto finendo ora la Porta di Tolomeo e la trovo molto avvincente.
    Mostra spoiler ▼

    Usa spesso il raccontare ma lo fa con un tono tanto ironico che non si può non perdonarglielo. Il punto di vista di Bartimeus è uno spasso. Così vanaglorioso e saccente sebbene faccia la figura dell’idiota o del vigliacco ogni due pagine. Che ridere.
    Però trovo comunque un forte senso di irrisolto sulla cosmologia. Ripeto: agli altri due elementi, terra e aria, non sono associati altri spiriti? I maghi sanno fare magie che non siano solo funzionali all’evocazione di spiriti? Dalla narrazione pare di sì, ma viene ripetuto più volte che l’unica fonte di potere dei maghi sono gli spiriti. Forse è una cosa voluta o forse l’autore si è accorto a metà del lavoro che maghi incapaci di fare magie che non non fossero evocazioni limitava troppo la trama. Mah forse a volta realizzare una cosmologia pienamente coerente è uno sforzo che non vale il risultato.
    Il mio giudizio rimane comunque pienamente positivo!

  90. 475 Simone

    @Chris
    Stroud non mi sembra sgarri poi molto (parlo della versione in EN eh!) coi punti di vista.
    A volte, è vero, fa delle panoramiche dell’ambiente, ma lo fa in modo voluto (imho, sia chiaro), perchè in QUEL momento serve.

    Perchè le armi da fuoco pur esistendo sono così poco diffuse e vengono definite come “metodi antiquati”?

    C’è un passaggio mi sembra nel terzo libro in cui si spiega il perchè sono “antiquate”: l’arma da fuoco è personale e diretto, evocare una serie di Afrit cazzuti è molto più pratico e meno rischioso per un mago che se ne sta a distanza (es. sto a casa mia, evoco uno, due, tre Afrit e lo/li mando a Praga per far fuori il mio nemico).

    E i maghi sono spirito-dipendenti, infatti sempre ne “la porta di Tolomeo” è lo stesso Bartimeus a raccontare di come più una società si basi sugli spiriti, più tende ad implodere con pippotto filosofico/sociale/culturale.

    Poi, che Stroud non sia IL genio della letteratura, siamo d’accordo.
    Quanto meno è più preciso, coerente e “corretto” di autori più famosi e commerciali.

  91. 474 Chris

    @ Gaccu
    E il bello è che Hermione, che in teoria potrebbe sconfiggere il malvagio quando vuole, deve essere cacciata via regolarmente dall’autrice (“Hermione, scusa, mi vai a prendere il succo di frutta, che se arriva Voldemort ti trova e si ingelosisce?”) in modo rocambolesco.

    Hermione sarà anche la più intelligente del gruppo, quando l’autrice lo vuole, ma non credo sia in grado di fronteggiare Voldemort! Anzi, si è sempre voluto dare l’idea fosse scarsetta in duello.
    @ Simone
    La trilogia di Bartimeus è bella, divertente, coinvolgente, ma temo Gamberetta sarebbe impietosa con questa saga. L’autore fa un uso spregiudicato del raccontare e il punto di vista spesso deraglia. La magia ha una logica ma ci sono dei punti oscuri. Tipo, i maghi hanno sempre bisogno di evocare uno spirito per fare qualcosa o possono eseguire incantesimi per conto proprio? Se gli spiriti sono creature di vento e fuoco (guardando alla mitologia medio orientale jinn e afrit sono proprio questo) non c’è nessuna creatura sovrannaturale associata agli altri elementi? (Golem a parte) Perchè le armi da fuoco pur esistendo sono così poco diffuse e vengono definite come “metodi antiquati”? Bartimeus, quando si trova ad affrontare umani armati di fucili a pallottole d’argento (metallo letale per gli spiriti) il meglio che può fare è scappare a gambe levate.

  92. 473 Chiara

    Beh, sono arrivata parecchio in ritardo, ma volevo lasciarti i miei due cent :)

    In quanto alla possibilità che possa piacere agli adulti, onestamente sono molto scettica, io non lo consiglierei.
    Ciònonostante adoro questa saga che ho letto tra i 14 e 20 anni.
    Lo stile è ehm.. Quello che è, soprattutto nei primi libri.
    Quella che veramente mi ha catturata è stata l’ambientazione. A 14 anni stavo cominciando il liceo, ero una ragazzina impacciata che, con gli anni, ha imparato ad odiare profondamente la sua scuola e non si è mai trovata bene. Hogwarts era il paradiso. Non me ne sarebbe potuto fregare di meno dei buchi nella trama, dello stile sempliciotto, etc.
    Ero innamorata delle piccole cose, dei quadri parlanti, le scale che si spostano, le api frizzole, le lezioni di trasfigurazione, i dormitori, le case etc.
    Difatti l’ultimo libro è stato di gran lunga quello che mi è piaciuto di meno. E non aveva nulla a che fare con la trama, lo stile o i personaggi. Per buona parte non è ambientato ad Hogwarts. E ho detto tutto.

    Messa così potrei sembare una che dovrebbe leggersi della seria bizzarro fiction e invece no, la odio. Troppo inverosimile.

    Quello che ho amato di Harry Potter (e prima di lui del signore degli anelli che ho idolatrato per buona parte della mia adolescenza dopo averlo letto ad 11 anni) è stata la possibilità per me di sospendere totalmente l’incredulità e non ho mai, mai desiderato tanto che qualcosa fosse vero come le ambientazioni di questi libri. C’era qualcosa nei personaggi banali, nei ragazzini impacciati al primo bacio, nella loro quotidianità di studenti che mi faceva quasi credere che potesse essere vero. Non che ci abbia mai creduto veramente. Ma avrei tanto voluto. Avrei dato un braccio per essere una delle studentesse, chissene di Harry Potter!

  93. 472 Simone

    Io consiglierei di leggersi la triologia di Bartimeus di Stroud in cui il protagonista è un maghetto che cresce, in cui la magia (ORRORE!) ha una spiegazione logica, in cui i maghi si comportano in maniera quanto meno coerente.
    Ed è una triologia per YA teoricamente.

    Mostra spoiler ▼

  94. 471 Gaccu

    Uhm, non so, Gamberetta, non sono del tutto convinto. Mi pare che ormai stia leggendo troppo con l’idea di non farti piacere i romanzi che di farteli piacere. E non è il massimo (per te intendo).
    Punto 1: Harry Potter è originale? Decisamente no, e chi affermasse il contrario, mostrerebbe un’enorme ignoranza di letteratura fantastica. Sì, non fantasy. E’ una mia fissazione ma mi sono strarotto di sentir definire fantasy tutto, anche l’Odissea (il LIBRO, per quanto mi riguarda). Il fantasy ha caratteristiche particolari, così particolari che al giorno d’oggi si fa fatica a trovarne di grande qualità. E gli autori che si sono distinti nel passato non arrivano a 30. Il buon fantasy è raro e in fondo definire fantasy La storia Infinita è sminuirlo, ammettiamolo. HP non ha nulla che non si sia letto da qualche altra parte. Le creature fantastiche sono scippate alla grande da manualetti Bignami dell’animale inventato. Ok, magie con nomi curiosi o latinizzati. Ma quello non è inventare. La trama del maghetto ricorda tra parentesi ben più note saghe, molto meno vendute.
    Punto 2: HP è scritto bene? Diciamo che la Rowling non è Hemingway. Siamo sempre su un altro pianeta rispetto alla Panarello. Quella sì che fa davvero venire istinti di morte. E’ uno stile un po’ piatto, abbastanza ripetitivo, tradotto con piglio degno di Hitler. :-) Però è leggibile, in fondo. E’ semplice e lineare. E d’altronde non mi aspetto mica James Joyce…
    Punto 3: La trama ha buchi? Ci sono più buchi qui che in un setaccio! La stessa idea di base (maghetto mediocre sopravvive a genio del male) porta a situazioni esilaranti. E’ il classico effetto buccia di banana. Voldemort potrebbe farlo fuori com niente ma è così fesso che inciampa sempre e si fa malissimo. E il bello è che Hermione, che in teoria potrebbe sconfiggere il malvagio quando vuole, deve essere cacciata via regolarmente dall’autrice (“Hermione, scusa, mi vai a prendere il succo di frutta, che se arriva Voldemort ti trova e si ingelosisce?”) in modo rocambolesco.
    Punto 4: HP è sopravvalutato? In effetti sì, ma mi ricorda mio cugino che fa sempre il paragone col signore degli anelli, come se tutto fosse peggio. L’autrice ha fatto i milioni ma le copie vendute fanno sì che tutti si aspettino un capolavoro. Non può esistere un’opera che giustifichi quelle vendite. Sarebbe il libro perfetto.
    Punto 5: HP è per bambini? Mah, un po’, ma non è un male. Certo la cosa influisce sulla solidità dell’intreccio, molto più fluido e impreciso. Ci può stare. Tra parentesi, da quando in qua le fiabe sono per bambini? Ti prego, non ripeterlo più. Da grande cultore delle suddette, rabbrividisco. Per maggiori informazioni contattare i fratelli Grimm. :-)
    Punto 5: HP è orribile? Io dico di no. Lo ritengo molto più divertente delle cronache del mondo emerso o di quella fuffa fantasy che spunta a tonnellate e che pare una partita di Dungeons and Dragons giocata fino alla nausea. Io l’ho apprezzato pur non considerandolo eccezionale. Ha spunti di sano humor britannico e in fondo ci si può divertire. Io penso che vada benissimo il classico romanzo in cui ci si immedesima. Se vogliamo sempre il conflitto, allora metà dei classici mondiali è fuffa…sono dalla parte di Stephen King. Non ci si aspetti Tolstoj e magari ci si diverte. Se riesco a leggerlo io, mi immagino un ragazzino…io avrei ucciso la mia bisnonna per avere a 10 anni libri del genere (e si badi, ne avrei trovato, ma a 10 anni cosa me ne importava di cercarli?)…

  95. 470 Aigor Frankenston

    Ciao Gamberetta questo e il mio primo commento (e visto che non sono mai stato bravo con l’italiano e la grammatica spero predonerai gli strafalcioni……potrei scrivere un fantasy italiano di successo , basta che trovo una storia penosa sulla mia vita, ci lavorerò sopra ;) )
    Allora nel 2003 all esima età di 27 anni un amico mi ha fatto conoscere Harry Potter ( e a dire il vero anche George Martin),mi sono appassionato molto hai romanzi da subito ( , anche se alla fine di ogni libro avevo un senso di incompiuto.
    Arrivato al finale delusione totale la storia delle bachette , gli scontatissimi horocrux (Lich di D&D) squallore totale, e allora in un moto di masochismo ho riletto tutti i romanzi .
    E a quel punto il sense of wonder e sprofondato nel non sense .
    La magia non e spiegata i maghi conquistano il mondo e i corpi speciali dell’ esercito non fanno nulla
    I personaggi sono tutti bidimensionali
    Harry :sono uno sfigato mi e morta la famiglia , però sono ricco sfondato ho successo con le donne , tutti mi adorano , e se fossi iscritto al KKK direbbero che e giusto che mi diverto un pò anche io.
    Hermione:La saccente secchiona a cui piacciono i perdenti (stereotipo da manga)
    Ron:L’ultima ruota del carro l’unica cosa intelligente la fa nel primo libro giocando la partita a scacchi, per il resto mi immagino sempre una scena , voldemort che inciampa sul cadavere di Ron , si infilza su qualcosa e muore.
    Anche i finali dei vari libri sono molto discutibili , e comporta sempre una botta di fortuna (lo specchio, la spada il giratempo,il trucchetto delle bacchete , arriva il primo ministro,il trucchetto delle bachette 2).
    Alla fine sono leggibili ma non sono fantasy al più romanzini da bambini (e io li ho letti a 27 anni …….squallido).
    Ciao

  96. 469 Giulia

    Ciao Gamberetta!
    Ho sempre apprezzato le tue critiche, sincere e dirette, questa volta però mi trovo in disaccordo con te.
    Nulla è perfetto tranne l’Onnipotente, quindi anche HP avrà, ovviamente, i suoi difetti.
    Mi sembra però che tu sia andata a cercare solamente quelli, ignorando i tanti pregi e spunti decisamente buoni che contiene.
    Cercherò di non essere troppo di parte, poichè HP è stato la mia infanzia e mi ha accompagnato lungo tutto il mio percorso di crescita.
    Quindi mi limiterò a fornirti qualche fonte, tanto per chiarirti il mio punto di vista.

    And so now the hurly-burly’s done, the battle’s lost and won — the Battle of Hogwarts, that is — and all the secrets are out of the Sorting Hat. Those who bet Harry Potter would die lost their money; the boy who lived turned out to be exactly that. And if you think that’s a spoiler at this late date, you were never much of a Potter fan to begin with. The outrage over the early reviews (Mary Carole McCauley of The Baltimore Sun, Michiko Kakutani of The New York Times) has faded…although the sour taste lingers for many fans.

    It lingers for me, too, although it doesn’t have anything to do with the ultimately silly concept of ”spoilers,” or the ethics of jumping the book’s pub date. The prepublication vow of omertà was, after all, always a thing concocted by publishers Bloomsbury and Scholastic, and not — so far as I know — a part of either the British Magna Carta or the U.S. Constitution. Nor does Jo Rowling’s impassioned protest (”I am staggered that some American newspapers have decided to publish…reviews in complete disregard of the wishes of literally millions of readers, particularly children…”) cut much ice with me. These books ceased to be specifically for children halfway through the series; by Goblet of Fire, Rowling was writing for everyone, and knew it.

    The clearest sign of how adult the books had become by the conclusion arrives — and splendidly — in Deathly Hallows, when Mrs. Weasley sees the odious Bellatrix Lestrange trying to finish off Ginny with a Killing Curse. ”NOT MY DAUGHTER, YOU BITCH!” she cries. It’s the most shocking bitch in recent fiction; since there’s virtually no cursing (of the linguistic kind, anyway) in the Potter books, this one hits home with almost fatal force. It is totally correct in its context — perfect, really — but it is also a quintessentially adult response to a child’s peril.

    The problem with the advance reviews — and those that followed in the first post-publication days — is one that has dogged Rowling’s magnum opus ever since book 4 (Goblet of Fire), after the series had become a worldwide phenomenon. Due to the Kremlin-like secrecy surrounding the books, all reviews since 2000 or so have been strictly shoot-from-the-lip. The reviewers themselves were often great — Ms. Kakutani ain’t exactly chopped liver — but the very popularity of the books has often undone even the best intentions of the best critical writers. In their hurry to churn out column inches, and thus remain members of good standing in the Church of What’s Happening Now, very few of the Potter reviewers have said anything worth remembering. Most of this microwaved critical mush sees Harry — not to mention his friends and his adventures — in only two ways: sociologically (”Harry Potter: Boon or Childhood Disease?”) or economically (”Harry Potter and the Chamber of Discount Pricing”). They take a perfunctory wave at things like plot and language, but do little more…and really, how can they? When you have only four days to read a 750-page book, then write an 1,100-word review on it, how much time do you have to really enjoy the book? To think about the book? Jo Rowling set out a sumptuous seven-course meal, carefully prepared, beautifully cooked, and lovingly served out. The kids and adults who fell in love with the series (I among them) savored every mouthful, from the appetizer (Sorcerer’s Stone) to the dessert (the gorgeous epilogue of Deathly Hallows). Most reviewers, on the other hand, bolted everything down, then obligingly puked it back up half-digested on the book pages of their respective newspapers.

    And because of that, very few mainstream writers, from Salon to The New York Times, have really stopped to consider what Ms. Rowling has wrought, where it came from, or what it may mean for the future. The blogs, by and large, haven’t been much better. They seem to care about who lives, who dies, and who’s tattling. Beyond that, it’s all pretty much duh.
    Stephen King

    Credo però che questo articolo dica davvero tutto.

    La prima volta che sono andata a Londra, ho cercato per ore il binario 9 e ¾ alla stazione di King’s Cross. Avevo letto su una di quelle guide che ti svelano le particolarità e le cose strane di una città che in onore di Harry Potter la stazione, in corrispondenza del binario 9, aveva fatto costruire un carrello incastonato nella colonna con la quale gli studenti della Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts avevano accesso al fantomatico binario 9 e ¾. Non l’ho trovata e a questo punto non so nemmeno se esita veramente. Ma cosa cercavo? La solita occasione da turista di scattare una foto e mostrarla al mio ritorno? No, cercavo un accesso, la possibilità di entrare davvero in contatto con il meraviglioso mondo creato da J. K. Rowling, perchè i libri ormai non mi bastavano più. Avevo davvero bisogno di una prova tangibile della sua esistenza perchè il mondo di Harry Potter ti rapisce e ti fagocita a tal punto che chi vi entra non è più in grado poi di uscirne, di distinguere la realtà dall’immaginazione, di riconoscere ciò che davvero è successo da ciò che invece è solo frutto dell’incredibile penna della sua creatrice. Forse questo è dovuto anche al fatto che nei sette libri l’autrice tocca e richiama continuamente fatti storici accaduti realmente, vicende che si ripetono e situazioni tipiche che quasi tutti i paesi del mondo hanno dovuto affrontare almeno una volta. E’ per questo che insisto nel dire che la saga del maghetto più famoso dell’universo non è solo un libro per ragazzi ma che andrebbe letto da tutti, a tutte le età. Non sono solo i bambini ad avere bisogno di un po’ di magia, per vivere. La mia dose di magia l’ho avuta l’altra sera, unita ad un’abbondante dose di tristezza, andando a vedere l’ultimo, meraviglioso capitolo della saga, Harry Potter e i doni della morte, parte 2 – Tutto finisce.

    Eh sì, è finito e finendo ha portato con sè tutti i miei sogni, i miei piccoli momenti durante i quali non pensavo a nulla, la vita reale lasciava il posto a Diagon Alley e a tutto ciò che di più magico sia mai stato creato. L’ultimo episodio comunque della saga va visto perchè credo sia una vera e propria antologia, il regista David Yates evidentemente ha voluto inserire tutti i momenti più belli, i personaggi storici, le situazioni mitiche che in tutti questi anni Harry ci ha fatto vivere. E allora ecco che il ritorno ad Hogwarts diventa occasione per ritrovare i compagni di avventura più fedeli, per rivivere le avventure nella camera dei segreti, nella stanza delle necessità o nello studio di Silente. Il momento che ha preceduto lo scontro con Voldemort nella foresta invece, è diventato per Harry una riunione familiare con tanto di apparizione del padrino Sirius Black, il mio personaggio preferito (oltre che uno splendido Gary Oldman), uno dei momenti più commoventi forse di tutto il film, dove vengono per un attimo fatte anche riflessioni cosmiche sulla morte e su ciò che essa rappresenta (ecco perchè mi ostino a dire che non è solo un libro per ragazzi). Commovente ma ancor più struggente l’epilogo di Severus Piton, fino all’ultimo ambiguo nella sua posizione ma tenero e coraggioso, forse il personaggio meglio costruito di tutta la storia e forse un autentico concentrato di lealtà: verso Silente e quindi verso Hogwarts e il mondo magico in generale, verso l’amore che ha provato per tutta la vita nei confronti della madre di Harry, e quindi verso Harry, che ha sempre difeso e che gli ha sempre permesso di ricordare Lily, attraverso i suoi occhi. Un richiamo alla storia anche la vicenda della famiglia Malfoy che rappresentano in questo caso i vigliacchi, che prima giurano fedeltà al malvagio per poi scappare durante la battaglia. Se ci pensate, non ricorda vagamente la storia italiana durante la seconda guerra mondiale e la fuga dei nostri reali? Nonostante ciò, devo dire che il personaggio di Draco è splendido, in questa veste ultra british post-punk, bellissimo e tormentato dalla sua eterna rivalità con Harry e dalla sua insicurezza, consapevole di non essere all’altezza del Prescelto.

    Il film nel complesso è dinamico, appassionante, ben costruito e ben musicato (davvero indimenticabile la colonna sonora di Alexander Desplat, che avevo già notato per le sue tonalità toccanti in New Moon), in questa altalenanza di battaglie e momenti di tenerezza, commovente ma sempre condito da un tocco di allegria e freschezza adolescenziale, incarnata soprattutto dalla tanto agognata dichiarazione d’amore tra Ron ed Hermione, innamorati sin dal primo incontro. Sono esempi di integrità, Harry e i suoi amici, di maturità e di incredibile audacia, di un coraggio mai visto e di valori. Il finale che ho tanto atteso si è concratizzato nella scena finale, alla stazione di King’s Cross, dove Harry, Ron, Hermione e Ginny accompagnano i rispettivi figli all’espresso per Hogwarts, per iniziare la loro avventura da maghi e streghe. Anche l’amore, quindi è trattato in questi libri: la loro serietà è dimostrata anche nella scelta di vivere per sempre con la compagna o il compagno conosciuto a scuola e che ha quindi rappresentato da subito il vero amore. Anche in questo, i maghi dimostrano una maturità che noi babbani, purtroppo, sembriamo aver dimenticato.
    Beignaimasco

  97. 468 Christian_Eris

    La Rowling non ha mai voluto approfondire il sistema di funzionamento delle magie. Forse perché da una parte sarebbe stato noioso, dall’altra impossibile perché le magie sono quelle del Mago Merlino Disney, dall’altro ancora dannoso perché avrebbe dovuto porre anche dei limitia ciò che un mago poteva fare con la magia, che non fossero quelli che esigeva la Rowling per necessità di trama. Ecco, non porre nessun limite chiaro alle potenzialità dei maghi magari fa guadagnare molto all’ambientazione, ma ne perde la trama.

  98. 467 Anacarnil

    @Realistic:
    con un nick simile, non puoi non notare i buchi nelle trame :)

    Il problema di HP è spesso questo: ci sono così tanti possibili incantesimi e poteri, che tutto può essere contestato in questo modo. “Perché ha fatto questo e non quello?”

    Riguardo a quello che hai notato tu, io potrei ipotizzare che Voldemort, in quel caso, o magari come prassi per ogni attacco che portava a una casa, fosse abituato a lanciare incantesimi contro la casa per bloccare le materializzazioni / smaterializzazioni, tipo quelli che ci sono su Hogwarts.
    Ovviamente, un buon romanzo non dovrebbe far cercare ai lettori il perché e il percome di quello che accade.

    Concordo con Hendioke sul rapporto con le armi dei maghi: sarebbe stato poco credibile pensare che Voldemort stesso cercasse di uccidere qualcuno senza far ricorso alla magia, figurarsi ad un usare una pistola!!

  99. 466 lilyj

    Io ho visto solo il primo film -e solo perché stavo seguendo i libri-, ma sono scappata urlando. Gli altri li ho evitati.

  100. 465 Cecilia

    Mah, non sono d’accordo sull’enorme spinta data dai film. Quando è uscito nelle sale il primo film, i libri in circolazione erano già quattro e l’intera saga era parecchio famosa. Tenendo anche conto del fatto che:
    a. c’è gente il cui ragionamento è stato “perché dovrei leggere il libro se fanno i film?” e così ha fatto
    b. dal terzo film in poi l’aderenza alla storia è andata abbastanza a farsi benedire…
    sono scettica

Pagine: [6] 5 4 3 2 1 » Mostra tutto

Lascia un Commento.
Per piacere, rimanete in argomento. Per maggiori informazioni riguardo la politica dei commenti su questo blog, consultate la pagina delle FAQ.

  

Current day month ye@r *