Le Verità di Andrea Vincenzi

Piccola premessa: alcune delle belle “pensate” della Barca dei Gamberi non sono mie, ma di mio fratello. Poi lui se ne lava le mani con la scusa che io sarei quella brava a scrivere. Il che è vero, ma la colpa è lo stesso sua!

Settimana scorsa raccontavo di una mia amica che avrebbe scritto un giallo con sfumature soprannaturali, avente per protagonista tale Andrea Vincenzi. Invitavo anche a leggere un piccolo estratto e commentarlo. Ringrazio chi l’ha fatto e anche chi ha solo votato senza commentare.
Devo però confessare di non essere stata sincera. Per farla breve, in quell’articolo mischiavo alla verità qualche piccola e innocua bugia. La verità è che ho un’amica. Tutto il resto è falso!

Non era difficile da intuire. Figuriamoci se io, supponente, arrogante e testarda come sono, davvero vengo a chiedere il parere altrui per un’amica. Se io dico a una mia amica come stanno le cose, così stanno, non c’è alcun bisogno di una seconda opinione.
Dunque qual è la storia del Vincenzi? Be’, il Vincenzi è un estratto dal Più Brutto Romanzo del Mondo!
Vedo già le facce perplesse di alcuni: “Ma come, io ho letto tutti e sei i romanzi della Troisi eppure quella scena non la ricordo!” Comprendo la perplessità, ma in effetti esistono romanzi anche più brutti di quelli che scrive la Troisi, per quanto possa sembrare incredibile.

Copertina di Nihal della Terra del Vento
No, non è il romanzo più brutto del mondo!

Andiamo con ordine. PublishAmerica è la più grande casa editrice a pagamento degli Stati Uniti. Nonostante ciò sostengono di valutare con attenzione ogni manoscritto pervenuto e di pubblicare solo gli autori meritevoli. Per dimostrare la falsità di tali affermazioni, un paio di anni fa un gruppo di scrittori appartenenti all’associazione americana scrittori di fantascienza (SFWA – Science Fiction & Fantasy Writers of America) decise di creare il Più Brutto Romanzo del Mondo e di proporlo a PublishAmerica.

Una trentina di autori si mise all’opera, ognuno con il compito di scrivere un capitolo di questo monumento all’orrido. Tutti si presero la briga di scrivere il peggio possibile, e di evitare di tenersi aggiornati fra loro, in modo che la trama risultasse più sconclusionata possibile. Addirittura uno dei capitoli, il 34, è stato scritto non da un essere umano ma da un programma automatico di generazione testi!
Così nacque il Più Brutto Romanzo del Mondo, che ha titolo Atlanta Nights. Con lo pseudonimo collettivo di Travis Tea venne proposto a PublishAmerica che, inutile dirlo, decise di pubblicarlo!

Copertina di Atlanta Nights
Copertina di Atlanta Nights

La pubblicazione poi non andò in porto perché gli scrittori svelarono il loro piano, in compenso Atlanta Nights è da tempo disponibile per il download gratuito e per i masochisti è anche acquistabile in cartaceo via Lulu.com.
Io ho scaricato Atlanta Nights e ne ho tradotte un paio di pagine. Per depistare chi avesse il google facile ho italianizzato i nomi dei personaggi e sono stata imprecisa riguardo al capitolo: quello da me tradotto è l’inizio del capitolo quarto, non del capitolo terzo.
Durante la traduzione ho cercato di essere più letterale possibile, anche se non escludo di aver apportato qualche involontaria, minima miglioria. Non mi sono spremuta le meningi più di tanto, non è che tradurre il Più Brutto Romanzo del Mondo sia divertente!

Dunque c’erano da valutare due pagine dal Più Brutto Romanzo del Mondo. Il risultato dell’inchiesta avrebbe dovuto prevedere un 90% di “Fa schifo” con magari un paio di “Molto bello” ironici. I “Molto bello” ironici ci sono stati, il 90% di “Fa schifo” purtroppo no.

Vediamo un po’ più in dettaglio commenti e voti, alla luce del fatto che si sta parlando del Più Brutto Romanzo del Mondo.

Saryo, aspirante scrittore ma con già un romanzo pubblicato alle spalle, ha votato “Decente”. Nel complesso giudica il Vincenzi un testo godibile (…) e non ha trovato l’introspezione e i pensieri del protagonista né prolissi, né pesanti.

Miss Grumbler, anche lei scrittrice (Posso dirlo? L’ho detto!) con un romanzo già pubblicato, ha votato “Decente”. Ha apprezzato in particolare la minuziosa descrizione di alcune singole, piccole azioni che pare le abbiano fornito la capacità d’intuire l’indole del protagonista.

Federico Russo “Taotor”, giovane (ha la mia età) aspirante scrittore ha votato “Decente”. Però il suo commento ha almeno sottolineato alcuni degli errori marchiani presenti e soprattutto è stato l’unico a rilevare che sembrava quasi che il narratore stesse prendendo per il culo il lettore. Era proprio così!

Domenico, laureato in letteratura italiana e che attualmente sta seguendo un corso per diventare editor, ha votato “Decente”, senza però lasciare nessun commento a giustificazione di tale voto. Qui la faccenda è anche più spinosa che non nei casi precedenti. Se Domenico finisse il suo corso e trovasse lavoro presso una casa editrice, come potrebbe, chiamato a farlo, giudicare sulla qualità dei manoscritti quando per lui il Più Brutto Romanzo del Mondo è decente?
Purtroppo non sarebbe un caso isolato. Ho come l’impressione che la buona parte degli editor italiani non sappiano il loro mestiere, neanche per sbaglio. Ma verrà il giorno di un bell’articolo nel quale pretenderò di saperne di più degli editor di Flaccovio, Curcio, Nord, ecc. messi assieme. Per ora andiamo avanti.

Università di Pavia
Gli studi universitari non sono più quelli di un tempo?

Gli altri voti “Decente” appartengono a utenti che non hanno mai commentato sul blog o che wordpress non è riuscito a identificare come tali. Non so chi siate, condoglianze in ogni caso.

Barbara non è chiaro come abbia votato. Dal suo commento, per altro condivisibile, mi pare capire che volesse una via di mezzo fra “Decente” e “Brutto”. Be’, meno che decente è meglio che decente!

Editor senza qualità ha votato “Brutto”. I suoi appunti sono giusti ed è stato l’unico a intuire che poteva trattarsi di una traduzione. Perciò forse l’Editor senza qualità si sottovaluta. O forse è uno di quegli editor di cui sopra!

Nick Truth ha votato “Brutto”. Niente da dire sulle sue osservazioni. Solo che appunto la giusta conclusione sarebbe dovuta essere: “Fa schifo”!

Marcy non ha lasciato commento ma ha votato “Brutto”. Buon per lei, e per gli altri non identificati con lo stesso voto: un minimo buon gusto l’avete.

Congratulazioni alle tre persone che hanno votato “Fa schifo”. Spero l’abbiano fatto a ragion veduta e non solo perché sembrava la scelta giusta per dar fastidio. Infatti venerdì ho dovuto cancellare 10 “Fa schifo” tutti votati in poco tempo dal nostro amico troll “Cheese” (conosciuto anche come “Jim”). Secondo me il furbone credeva che me la sarei presa a sentir chiamare schifezza qualcosa scritto da una mia amica, o magari pensava che il Vincenzi l’avessi scritto io. Ingenuo.

Abbiamo poi il signor Zuddas che ha votato “Molto bello”. Il suo commento è ironico e molto divertente, ho paura abbia fiutato lo scherzo. Magari così è stato anche per l’altro che ha votato “Molto bello”. Glielo auguro.

Visto che alla maggioranza il Vincenzi è sembrato decente, sarà forse il caso ribadire che descrivere ogni cosa e analizzare ogni pensiero, fin nei più minimi e inutili particolari, non è un bella cosa! Il ridondante, il superfluo e l’inutile rendono la lettura pesante e tolgono il piacere della narrazione.
Anche se in questo caso la narrazione era senza capo né coda, così come il dialogo stralunato fra Vincenzi e Isalti, con tanto di punto di vista ballerino. Per altri dettagli, basta leggere i commenti già illustrati.

* * *

Alcune vie di fuga per chi pensa che il Vincenzi non faccia schifo.

«Gamberetta, la tua traduzione è tanto splendida da compensare il marciume originario! Sono stato ingannato dal tuo genio!»
Grazie! Sei perdonato!

«Ho votato come ho votato solo per incoraggiare la tua amica.»
Ecco, spero nessuno ragioni davvero così. Le persone vanno incoraggiate se dimostrano un minimo barlume di talento, se stanno scrivendo il Più Brutto Romanzo del Mondo, non vanno incoraggiate! Non è un atto di gentilezza, è far perdere tempo a loro e agli altri. Se sul serio una mia amica si presentasse da me con il Vincenzi, non solo l’incoraggerei, le darei proprio una spinta, fuori dalla finestra!

Fuori dalla finestra!
La voglio buttare giù dalla finestra, non voglio mica ammazzarla!

«Che ne capiscono di letteratura un branco di scrittori di fantascienza americani?! Sono così schiavi dei propri limiti autoimposti che appena se ne liberano, allora sì, non ne esce una schifezza, ma Arte!»
Ehm… sì, d’accordo, l’importante è crederci. I medicinali sono nello scaffale in basso.

«Se avessi potuto leggere l’intero romanzo avrei capito che faceva schifo!»
Lo spero bene! Ma ti assicuro che quelle due pagine bastavano e avanzavano…

«I gusti sono gusti!»
Nessuno lo mette in discussione. Si sta solo sottolineando come il gusto di alcuni sia un pessimo gusto.

* * *

Il problema di giudicare il Vincenzi è un caso particolare di un problema più generale che riguarda la capacità di giudizio. In particolare per gli (aspiranti) scrittori è importante essere in grado di valutare il livello di quanto scrivono, in assoluto e rispetto agli altri.
Spesso mi capita di leggere frasi di questo tono: “questi scrittori anglosassoni, tutti lo stesso stile, tutti la stessa solfa, saprei far di meglio!” oppure (un classico): “il tal dei tali non ha niente da invidiare agli scrittori esteri nel tal genere.”
Valutando lo scrittore anglosassone stesso-stile stessa-solfa come la media, in entrambi i casi si sostiene di poter far meglio. In altre parole si è giudicato l’operato proprio o altrui sopra la media.

Sarà vero? È impossibile rispondere se non caso per caso, ma sono stati svolti esperimenti per valutare in linea generale la capacità critica delle persone.
In sostanza in questi studi vengono proposti una serie di test, che vanno dai classici test d’intelligenza, a test di cultura generale o di altro tipo, e ai partecipanti viene chiesto, oltre che rispondere ai quesiti, anche di provare a stimare quali saranno i propri risultati rispetto alla media.
Tali esperimenti hanno dimostrato che le persone hanno la tendenza a sopravvalutarsi. E non di poco. Solo chi è molto bravo è in grado di esprimere giudizi realistici sulle proprie capacità (anzi, chi è bravo sul serio tende, anche se di poco, a sottovalutarsi), gli altri pensano tutti di essere sopra la media. Anche chi sbaglierà la risposta a ogni singola domanda avrà l’impressione di aver svolto un test nella media.

Risultato di un test
Risultato di uno dei test. Come si vede dal grafico, tutti si considerano sopra la media (la linea scura, che indica come i partecipanti al test hanno giudicato la propria prova), ma solo una piccola percentuale ha ragione! Lo studio completo, di cui questo grafico fa parte, è qui (formato PDF).

In altri termini è difficile capire se la propria capacità di giudizio sia affidabile. Ancor più, aggiungo io, in un campo come quello letterario dove il rumore di fondo del “i gusti sono gusti” rende difficile ogni valutazione oggettiva.
Persino il più analfabeta sarà convinto di aver scritto un ottimo romanzo, peggio, essendo di ciò convinto, non prenderà neanche in considerazione l’idea di migliorarsi e rimarrà analfabeta.

Per questo il Vincenzi può avere una sua utilità. Il Vincenzi è brutto per definizione, progettato sotto ogni aspetto per essere indecente, è una piccola ma concreta pietra di paragone per le proprie capacità di giudizio. Ognuno ne tragga le debite conclusioni.

Io, per mia fortuna, non ho problemi a ottenere giudizi sempre obbiettivi e veritieri, mi basta chiedere alla più saggia creatura dell’universo: il Coniglietto Grumo!

Coniglietto Saggio
Nella foto, un Coniglietto saggio quasi quanto Grumo!


Approfondimenti:

bandiera EN La storia di Atlanta Nights
bandiera EN Atlanta Nights su Lulu.com
bandiera EN Il sito di Travis Tea
bandiera IT Atlanta Nights su Fantascienza.com (attenzione! contiene diverse imprecisioni)

bandiera EN Il sito di PublishAmerica
bandiera EN Science Fiction & Fantasy Writers of America, Inc.

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28 Commenti a “Le Verità di Andrea Vincenzi”

  1. 28 dunseny

    grande idea quella di Atalanta Nights, triste il feedback al capolavoro :)

    Gamberetta: hai scritto “Settimana scorsa” invece di “La settimana scorsa” spero in una svista :)

    ciao

  2. 27 ontheline

    la cosa mi solleva…sono stata brava?
    ^__^

  3. 26 marcy

    “Il problema non sono i racconti più o meno belli sul sito, il problema è lamentarsi delle schifezze che vengono spedite alle case editrici, e poi dedicare spazio a roba del genere:
    http://www.fantasymagazine.it/forum/viewtopic.
    Con che coraggio si mettono tre pagine d’anteprima di tale “opera”, e poi ci si lamenta che la gente invia schifezze?”

    Ho letto l’estratto. Che dire… Nella mia ingenuità ho sempre pensato che i libri li debba scrivere chi ha talento. E che si debbano pubblicare solo i libri che abbiano almeno superato il livello minimo di decenza.
    Mah… io vado a rileggermi “Il cavaliere inestente”.
    Ciao Marcy

  4. 25 Angra

    Leggere le recensioni di chi guadagna con la publicità (giornali, siti, ecc) è tempo sprecato. Se in cima alla pagina c’è il bannerone con la pubblicità del nuovo romanzo “Il re della spada del drago”, per ospitare il quale FM prende dei soldi, vorrete mica che nella recensione dieci righe più sotto se ne parli male, vero?

    Ora si parla di FM, ma se parliamo de La Repubblica è la stessa cosa.

  5. 24 Gamberetta

    Il problema non sono i racconti più o meno belli sul sito, il problema è lamentarsi delle schifezze che vengono spedite alle case editrici, e poi dedicare spazio a roba del genere:
    http://www.fantasymagazine.it/forum/viewtopic.php?t=10703
    Con che coraggio si mettono tre pagine d’anteprima di tale “opera”, e poi ci si lamenta che la gente invia schifezze? La gente legge i contenuti di FM, rilegge quello che ha scritto, e si convince di aver tra le mani un capolavoro. E non avrebbe torto, solo che qui il problema non è tanto loro ma di FM.
    E senza neanche entrare in ambito recensioni, disoneste come pochi. Se qualcuno ha seguito la vicenda di Jeff Gerstmann, si può rendere conto di quale sia il clima.
    Il signor Gerstmann è stato licenziato da Gamespot, uno dei più famosi siti di recensioni di videogiochi, perché la sua ultima recensione non era abbastanza compiacente e la ditta produttrice del gioco in esame aveva minacciato di non far più pubblicità sul sito.
    Io non so se FM sia sulla stessa barca, o se sia una forma di naturale autocensura, come vedo così spesso, per la quale ci sono i romanzi o i film da recensire e i romanzi o i film da recensire ma con voto obbligato 3 stellette o più.
    Poi Franco “franz” Clun ha anche il coraggio di dare “notizie” come questa:
    http://www.fantasymagazine.it/notizie/7446/
    Che sono al 100% pubblicità, tra l’altro pubblicità ingannevole. Condita da espressioni tipo: “un realismo grafico mai visto prima d’ora” (…) e, attenzione: “Nelle versioni per le console di nuova generazione, PS3 e X360, il realismo grafico diventa ancora più incredibile.” Addirittura ancora più incredibile. Vedi marcy che c’è chi è più analfabeta? “un videogioco che gli esperti considerano un vero e proprio film interattivo”, basta fare un giro su siti come gamerankings o simili per rendersi conto di cosa pensino davvero gli esperti di una ciofeca del genere. Ah, e ovviamente sarebbe, citando da un altro punto, “il primo film interattivo”. Basta uno sguardo a Wikipedia (http://en.wikipedia.org/wiki/Interactive_movie) per scoprire che i film interattivi ci sono da trent’anni.

    Franz è sciatto, insincero e scrive di argomenti che non conosce, non vedo perché dovrebbe lamentarsi di ricevere manoscritti costruiti partendo dalle stesse premesse.

  6. 23 marcy

    Su fantasy magazine ho letto dei racconti interessanti, “la passione di Alice” e “dialogo diabolo” per esempio non sono male.
    ciao Marcy

  7. 22 Nexin

    Divertente, non dico altro! con che coraggio la gente osa difendersi dopo aver votato decente il romanzo più brutto del mondo hihihi (dai non prendetevela , scherzo).

  8. 21 barbara

    Sì Gamberetta, sono d’accordissimo con te: se uno non sa scrivere non sa scrivere, c’è poco da fare. Sarebbe diverso però se uno sapesse scrivere ma, essendo all’inizio, commettesse errori che con un po’ di esperienza e, soprattutto, con un buon “insegnante” potrebbe evitare. Credo che per alcune tipologie di “errore” non ci sia rimedio, ma altre possono essere corrette e si può imparare a non rifarli.
    Quindi la mia non è gentilezza, è piuttosto un lavoro di strofinaccio per togliere la zozzeria dal primo pezzo di un aspirante scrittore.
    Ho scritto in un italiano pessimo, mi autocritico: voto 4–.

  9. 20 Capitan Gambero

    @Angra. Hai ragione: ci sono certe recensioni che sembrano pubblicità. E’ una cosa molto triste. Non cito nello specifico una “certa recensione” (chi l’ha letta ha capito qual è ;-) ) perché lo farà Gamberetta in futuro e non voglio levare la sorpresa a nessuno.

  10. 19 Angra

    @Capitan Gambero: sì, certo, trovavo solo un po’ comico lo sfogo del buon Franz, soprattutto alla luce del fatto che poi sul sito di FM vengono strombazzati certi capolavori che ti fan dire “da che pulpito…”

  11. 18 Capitan Gambero

    @Angra. Direi più un medico che vede sempre gente malata a cui dà sempre la stessa prescrizione medica efficace (i consigli di scrittura validi si trovano senza problemi gratuitamente), ma questi decidono di ignorare il parere medico e continuano a presentarsi sempre con gli stessi problemi irrisolti.

    :-)

  12. 17 Nick Truth

    Mi sa che schiatto pure io di crepacuore…
    anzi: di crepacuore……………………………

    Definire pessimo questo materiale è voler fare un complimento. Ecco, io questo lo getterei dalla finestra. Ma anche da un’altra parte…

  13. 16 Angra

    Deve piacergli un sacco incazzarsi con qualcuno e chiamare a raccolta il branco per farsi spalleggiare. Voglio dire, è come se un medico si lamentasse che vede tutto il giorno gente malata…

  14. 15 Capitan Gambero

    @NickTruth. La speranza è l’ultima a morire: prima schiattano gli editor di crepacuore. ;-)

    Se ti va di divertirti un po’, qui c’è la furia di Franco Clun contro l’invasione degli pseudo-scrittori che inviano pessimo materiale:
    http://www.fantasymagazine.it/forum/viewtopic.php?t=10687

    Un estratto d’esempio inviato a Clun:
    http://www.fantasymagazine.it/forum/viewtopic.php?p=455501#455501

  15. 14 Nick Truth

    Incoraggiare gli umili e lanciare dalla finestra i presuntuosi… in questo sono d’accordo.
    E sono d’accordo anche con il fatto che bastano i giudizi sinceri… oddio… comincio a preoccuparmi: è già la seconda volta che sono d’accordo con te ;)

    Io comunque spero che gli aspiranti scrittori abbiano il buon senso di rivedere le proprie bozze fino alla nausea, se proprio non vogliono avere la pazienza di lasciar passare del tempo…

  16. 13 Gamberetta

    @Nick. Quello di lasciar “riposare” i manoscritti è vero, ma già una persona che arriva a fare questo ragionamento ha più senso critico della media. In generale l’idea è: “gli altri (stranieri, colleghi aspiranti scrittori, ecc.) sono anche bravi, io lo sono di più!”
    Secondo me non bisogna incoraggiare chi ragiona così, in realtà non credo sia il caso d’incoraggiare o buttare dalla finestra nessuno: basta dare giudizi sinceri. Sarà poi l’interessato a decidere se continuare o buttarsi.
    In generale, poi io posso fare come mi pare perché gli altri saranno anche bravi, ma io lo sono molto di più! ^_^

    @marcy. Se vogliamo essere pignoli, per definizione un analfabeta non può scrivere alcunché. Perciò pensa cosa potrebbe scrivere il più analfabeta di tutti! Era insomma un’esagerazione paradossale e voluta, come andare a pescare il molto più peggiore.
    Magari metto appunto enfasi a “il più”, così appare chiaro che l’ho fatto apposta e ognuno può giudicare se sia ironico o dimostrazione d’imbarazzante ignoranza.
    In ogni caso grazie per la segnalazione. Ciao.

  17. 12 marcy

    Ma che leggo stamattina! ho votato brutto e avrei dovuto dire fa schifo… la mia fama di cattivissima lettrice riceve un duro colpo.
    Vabbè, per riscattarmi dirò a Gamberetta che scrivere “il più analfabeta” è sbagliato. Anzi, oso, dirò che fa schifo.

    ciao Marcy

  18. 11 Nick Truth

    Lo sapevo che c’era la fregatura! :)
    Era troppo strano…

    Comunque ne sono uscita bene, dopotutto…

    Quel che dici della capacità di giudizio delle persone è un problema complesso. Specialmente per chi scrive (e aggiungerei per chiunque “crei” qualcosa) non è facile rendersi conto della validità del proprio lavoro.
    Quello che scriviamo di nostro pugno ci sembra sempre buono. Spesso non lo è, e ce ne rendiamo conto quando lo rileggiamo uno, due mesi più tardi.
    Io penso che sia importante lasciar “riposare” il proprio manoscritto per qualche tempo, e leggere dei buoni romanzi per sentirci un pò una merda e capire la differenza tra noi e uno scrittore. Quando torneremo al nostro lavoro forse riusciremo a guardarlo con occhio distaccato e critico. Dico forse, perchè è molto più facile giudicare gli altri che non se stessi.

    Dire “questi scrittori anglosassoni scrivono tutti la stessa solfa” può essere vero se relazionato ad alcuni scrittori anglosassoni, ed è pure giusto dirlo, secondo me. Dire “io saprei fare di meglio” invece è spesso una scemenza.
    La prima è una critica da lettore. La seconda è la presunzione di uno scrittore che farebbe bene a prendersi un momento di riflessione su se stesso.
    Ho scritto mille volte in questo blog che Stephen King non mi piace, ma pagherei per avere la sua abilità con la penna.

    Penso che un aspirante scrittore debba essere umile, per prima cosa, e non avere fretta di pubblicare. Prima di tutto deve avere voglia di migliorare, e non di diventare famoso.

    è bene essere sinceri e schietti con l’amico che ci propone un pessimo romanzo come quello che abbiamo analizzato.
    Io però non lo lancerei dalla finestra… perchè c’è differenza tra incoraggiare alla scrittura e incoraggiare alla pubblicazione. è possibile infatti che quella stessa persona che oggi scrive una schifezza, domani, con la pratica e con le critiche, possa scrivere un buon romanzo. Ci sono i geni che a 15 anni già scrivono capolavori, ma non penso che la maggior parte degli scrittori a 15 anni abbia scritto storie apprezzabili.
    Incoraggiare a continuare e a lavorare mi sembra sempre buono.
    Chiarire al nostro amico che quella storia non è pubblicabile e, allo stesso tempo, spronarlo a riscriverla da capo mi sembra la cosa giusta da fare.

  19. 10 Gamberetta

    @Domenico. Ovviamente non volevo dimostrare niente, era un giochino non un esperimento scientifico.
    Tu scrivi che non hai letto trenta o quaranta pagine… credo che ognuno si possa fare un’opinione sulla tua capacità di giudizio, se ti servono trenta o quaranta pagine per capire che il Più Brutto Romanzo del Mondo è… Brutto!
    Io credo che dovresti evitare di preoccuparti della mia testardaggine e meditare un po’ su te stesso.

    Riguardo i miei racconti. Quando avrò finito quel che sto scrivendo sarà disponibile a tutti con licenza Creative Commons. Se proprio non vedi l’ora di leggermi e l’indirizzo di posta elettronica che hai lasciato commentando è valido, ti posso spedire qualche pagina.

    Non c’entra niente, ma: sei tu il Domenico che si è laureato con una tesi sul fantasy italiano e la Troisi, tesi scaricabile dal di lei sito?

    @Barbara. Scusa se ho mal interpretato il tuo commento. In effetti il tuo nome non compariva tra i votanti, ma non sempre wordpress riesce a identificare i commentatori.
    Io credo che dire a qualcuno che sta scrivendo il romanzo più brutto del mondo di smetterla perché è una schifezza sia costruttivo. Vedi anche la risposta qui sotto a Federico.

    @Federico. Il problema della gentilezza è spinoso. È vero, a incoraggiare e dare una speranza a chiunque si è gentili. Ma si è gentili solo con lui e solo in quel momento.
    In Italia si pubblicano dai 100 ai 300 libri al giorno (le fonti sono discordi, credo dipenda dal significato che attribuiscono a “pubblicazione”, per alcuni è il semplice assegnamento di un codice ISBN, per altri la stampa, per altri stampa e distribuzione, ecc.) dei quali dai 40 agli 80 sono romanzi. Il 90% di tutta questa carta è prodotta da editori a pagamento.
    Quando tu incoraggi qualcuno che sta scrivendo il più brutto romanzo del mondo a continuare, lo stai spingendo fra le braccia di qualche editore a pagamento, che contribuirà a intasare il mercato e far credere ai non addetti ai lavori che in Italia si pubblicano solo schifezze. Perciò sei stato gentile con la singola persona, ma non lo sei con chi invece ha scritto qualcosa di bello e si trova in mezzo al marciume e non lo sei con i lettori in generale che rischiano di buttare soldi per l’ennesima ciofeca.
    Inoltre pensa se la persona un giorno si rende conto di aver scritto una schifezza. Pensa che umiliazione dovrà provare, ripensando a tutti gli incoraggiamenti (falsi). Ha scritto una schifezza, ha buttato soldi con la casa editrice ed è stata presa in giro da quelli ai quali aveva chiesto un parere sincero. Non ci vedo tanta gentilezza.

    P.S. Sì, credevo avessi 16 anni, devo aver mal interpretato qualche tuo commento da qualche parte, o forse l’ho interpretato giusto ma senza guardare la data! Ora correggo.

  20. 9 Domenico

    Stavo pensando una cosa…Perché Gamberetta non prova a pubblicare qui, su questo blog, un suo racconto?
    Sarebbe una buona idea se vuole imparare a scrivere, ricevere i commenti di questo blog su una sua crezione artistica. Voglio precisare che non ce l’ho con te cara Gamberetta, d’altra parte il fatto che io sia qui a commentare dimostra che un minimo di interesse ce l’ho verso questo blog, no? Anzi sarò lieto se tra qualche anno la nostra mitica correttrice di bozze si trasformerà in un genio della letteratura fantastica; a giovarne saremo noi lettori e sicuramente anche gli scrittori che ne ricaveranno una preziosa lezione di stile. Con stima e riverenza da un suo inguaribile fan e lettore quale mi reputo in questo momento.

  21. 8 Domenico

    Carissima Gamberetta, sono lusingato dal fatto che tu mi abbia citato; questo vuol dire che il mio parere, ha una sua importanza, seppur al negativo e per avvalorare la tua tesi in base alla quale tutti quelli che hanno studiato all’università di lettere non capiscono un tubo di letteratura.
    Ci sono però alcune cose da chiarire. Prima di tutto io ho letto una paginetta di questo romanzo, non certo trenta o quaranta pagine, quindi il mio giudizio così come quello degli altri si riferisce a QUELLA PAGINA e non al testo nella sua interezza. Questo per dire che se un romanzo si presentasse con una serie innumerevole di pagine scadenti come quella che tu hai presentato, certo sarebbe un testo da cestinare senza rimorsi di coscienza. Diverso il caso in cui ci siano solo alcune pagine scritte male.
    Altra cosa da chiarire: sono sempre clemente con chi inizia a scrivere, quasi sempre le opere degli esordienti sono di qualità scadente con errori grossolani sia di forma che di contenuto ( intendo del romanzo), mi è capitato di fare come esercitazione al corso l’diting di un testo anche peggiore di quello che hai presentato tu!
    Che ci siano editor pessimi in Italia sono d’accordo, ma se il livello medio degli esordienti è di questo livello allora c’è ben poco da salvare, io credo sia piuttosto il sistema di giudizio che deve cambiare.
    Inoltre in Italia il mercato dei libri non ha la stessa autorità che potrebbe avere all’estero, per esempio nei paesi anglosassoni dove l’editor è una figura di prestigio e dove le agenzie letterarie sono tantissime e di tutt’altro livello rispetto a quelle italiane ( che valutano manoscritti quasi sempre a pagamento).
    Che io abbia votato decente non dimostra propio nulla, il testo non mi era piaciuto prima e non mi piace adesso: non me la sarei sentita di tagliare le gambe ad una tua amica, ovvio che se tu avessi detto che il testo era di un autore già pubblicato, il mio giudizio sarebbe stato diverso. Può darsi che io sia un lettore non eccelso, e non avrei problemi a dirlo perché ciò che plasma una persona è l’esperienza non altro , ma che tu voglia dimostrare la mia incapacità di giudizio mi sembra ridicolo oltre che infantile.
    Lo dimostra il fatto che tu sia una persona così sicura di sé, totalmente certa di aver sempre ragione, prima fra tutti ad avere una capacità di giudizio obiettiva e fuori dal comune. Viva la modestia dunque. Qualcuno molto più autorevole di me ha detto che solo i morti e gli stupidi non cambiano mai opinione…
    Tu sei convinta che non cambierai mai idea su qualcosa?

  22. 7 barbara

    Non si è capito come ho votato perchè non ho votato affatto. Ho soltanto commentato. E dal mio commento negativo non credo si possa dire che davo al capitolo un “poco meno che decente”. Dicevo solo che dire “brutto” o “fa schifo” ad un esordiente (così ce lo hai presentato) non è costruttivo: quindi ho preferito esporre con un commento le cose che non mi sono piaciute anzicchè limitarmi ad un voto “scolastico”.
    PS: sembra si ricominci a parlare di scrittura. Me ne compiaccio.

  23. 6 Federico Russo "Taotor"

    @Gamberetta no, ti prego… Io sono un ragazzo gentile. E poi il “tornaconto” è un buon pretesto per diventare obiettivo ed educato – prima non ero affatto gentile, ero presuntuoso e rosicone. Presuntuoso lo sono ancora, e non ho intenzione di cambiare. Presunzione è ambizione!
    Buona domenica :D

    P.S. Gamberetta, anche io ho 17 anni. Sono nato nel ’90. Non è che tu vai per i 18? Sei dell’89?

  24. 5 Gamberetta

    @Simona. In due commenti non sei riuscita a esprimere mezzo concetto intelligente. Non ti toglierò la possibilità di commentare, ma d’ora in poi non leggerò più quel che scrivi. Il mio consiglio è di girare sui tacchi e andare a fare la sfigata da qualche altra parte. Grazie.

    @Federico. Come si suol dire: “La via dell’Inferno è lastricata di buone intenzioni.” Anche se in verità la storia del tornaconto non puzza proprio di buone intenzioni… comunque votare “Decente” per mal riposta gentilezza è sempre meglio che votare “Decente” perché ci si crede sul serio.
    In quanto a me, perseguo la via dell’essere (quasi) sempre sincera, perché così mi diverto un sacco! ^_^

  25. 4 Federico Russo "Taotor"

    “Probabilmente ha votato “decente” solo perché è un ragazzo gentile e non voleva dare troppo un dispiacere alla tua amica.”

    Sì… Ma anche per “tornaconto”, diciamo, per fama. Insomma, uno scrittore stronzo non verrà mai apprezzato da nessuno… :S E poi preferisco incoraggiare sempre chi scrive, pure se ciò che scrive fa schifo. In questo caso uso eufemismi, per dare qualche speranza; se invece è bravo/decente mi permetto di fare considerazioni serie e, spero, utili (che possono sembrare negative, ma sono solo sincere e interessate).
    Ok, questa volta non sono stato del tutto sincero. XD

  26. 3 Simona

    Invece l’uso improprio dei congiuntivi è tutto della piccola crostacea…

  27. 2 Capitan Gambero

    Piccola premessa: alcune delle belle “pensate” della Barca dei Gamberi non sono mie, ma di mio fratello. Poi lui se ne lava le mani con la scusa che io sarei quella brava a scrivere. Il che è vero, ma la colpa è lo stesso sua!

    E’ vero, confermo tutto.
    I miei articoli risulterebbero troppo seri per cui preferisco delegare tutto a Gamberetta che sa rendere godibili anche gli argomenti più noiosi.

    In conclusione: potete dare dell’esterofilo-invidioso-omofobo-giudaico-anglofono-xenofobo
    -cattocomunista
    anche me. :-)

  28. 1 Signor Stockfish

    Ciao Gamberetta, hai sollevato il problema degli editor. Scusa se torno al post precedente, ma l’esempio di un editor che non sega via da un romanzo fantasy “ascia bilama” e “fruitori di magia” casca a fagiolo. Specialmente parlando di una casa editrice che da sempre è sinonimo di fantasy e fantascienza. Come si spiega? Forse con il fatto che se vai a vedere in catalogo ci potranno essere una decina di titoli di autori italiani ogni trecento di autori stranieri. Cioè: quell’editor non ha mai fatto l’editor. Forse non ha nemmeno mai letto i romanzi che pubblica, altrimenti saprebbe come si chiama un’ascia con due lame. La sua casa editrice ha sempre preso romanzi in inglese già passati per un editor inglese, e li ha fatti tradurre da bravi traduttori. Per cui, quando poi quell’editor deve trovarsi a lavorare davvero su un testo, non ne è capace.

    ++++++

    Guardando il grafico di cui sopra, mi salta agli occhi una cosa: tutti si sentono quasi bravi uguale, i più scarsi come i migliori. Mi viene in mente un certo autore italiano che autogiudicandosi dice di aver scritto un romanzo che è qualitativamente alla pari con quelli di autori molto affermati.

    ++++++

    Mi pare che Federico in effetti abbia centrato bene i punti. Probabilmente ha votato “decente” solo perché è un ragazzo gentile e non voleva dare troppo un dispiacere alla tua amica.

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