Recensioni :: Romanzo :: Il Talismano del Potere
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Titolo originale: Il Talismano del Potere Autore: Licia Troisi Anno: 2005 Genere: “Fantasy” |
Nelle prime due puntate, Licia Troisi ci ha dapprima deliziato con le avventure tragicomiche di una frignona, poi con la villeggiatura di un mago, e ora il gran finale! Mezzelfo facile al pianto e maghetto vacanziero uniscono le forze per fermare i folli piani del Tiranno!
Ma prima qualche altra domanda e risposta con l’autrice, questa volta per merito di un’intervista apparsa su Vanity Fair.
Che luogo è il mondo emerso?
Un pezzo di terra grande come l’Europa, parte di un universo parallelo, su cui si muovono uomini e donne, folletti, mezzi elfi e le mie donne guerriere.
Da tener a mente che il Mondo Emerso è grande quanto l’Europa. Sarà interessante verificare come questo coincida con distanze e tempi di percorrenza inventati dalla Troisi.
C’è anche un mondo sommerso?
Sì, quello subatomico: nessuno sa come funziona.
Come?! Cioè Sennar sarebbe andato in vacanza nel mondo subatomico? Comunque la Troisi ha ragione: nessuno ha capito come funzioni il Mondo Sommerso, ma per la verità neanche quello Emerso!

Il Mondo Sommerso si nasconde dentro l’atomo?!
Ce n’è una [critica negativa] che l’ha messa ko?
Qualcuno ha detto una cosa tipo: come mai questa giovinetta esordiente ha pubblicato addirittura con Mondadori? Ho pianto molto.
Mai abbastanza, Licia! Mai abbastanza! Inoltre non è quello che ha detto “qualcuno”, i qualcuno si sono chiesti, non perché una giovinetta esordiente pubblicasse con Mondadori, ma perché una scrittrice incapace pubblicasse con Mondadori…
Fantasy per ragazzi
I primi tre romanzi della Troisi, le Cronache, sono stati pubblicati da Mondadori nella collana “I Massimi della Fantascienza”, un gesto di spregio nei confronti dei lettori e di un intero genere letterario che credo abbia pochi precedenti. Poi sono passati nella categoria dei romanzi “per ragazzi”, come del resto tutto il fantasy pubblicato da Mondadori.
Non voglio addentrarmi nella polemica se il fantasy sia per sua natura “infantile” e dunque sempre e comunque “per ragazzi”, perché io sostengo la tesi che la letteratura “per ragazzi” non esista.
Tanto per cominciare nel linguaggio corrente il termine “ragazzo” viene usato per chiunque dagli otto ai quarant’anni, e perciò sarebbe più corretto parlare di letteratura (fantasy) “per bambini”. Ma quando un bambino impara a leggere è già in grado di seguire qualunque tipo di trama e di storia, a patto che la storia medesima sia scritta in maniera semplice e chiara. Semplicità e chiarezza non sono però caratteristiche dei romanzi “per bambini”, sono caratteristiche dei buoni romanzi.
Un bambino può leggere un buon romanzo senza problemi, non ha bisogno di stupidate su misura.
Il boom della letteratura “per bambini” credo sia una manovra commerciale: genitori ignoranti o pigri non sono in grado di scegliere letture che possano piacere o interessare ai propri figli e dunque si rivolgono come pecoroni agli scaffali dove abbondano i romanzi “per bambini”, credendo così di andare sul sicuro.
Editori senza scrupoli riciclano o piazzano in questa maniera alcune delle più oscene scemenze immaginabili (Troisi) con l’idea che tanto i bambini siano una massa d’idioti. E la triste verità è che se un poveraccio cresce con la Troisi ho paura che davvero corra il rischio di bersi il cervello.
Non sostengo che da bambini occorra dedicarsi a letture educative. Manco per idea! La lettura dev’essere soprattutto un divertimento. Ma ho il sospetto che romanzi come quelli della Troisi, così incoerenti e privi della ben che minima logica, non solo non siano educativi, ma rovinino le persone. Spero di sbagliarmi.

Un ottimo fantasy spesso relegato al reparto “per ragazzi”: Abarat di Clive Barker
È assurdo che chi crede all’esistenza della categoria letteraria dei romanzi “per ragazzi” usi tale designazione per difendere ogni genere di sciocchezza presente in certi romanzi fantasy. Come se essere “per ragazzi” dovesse implicare minor qualità e cura del prodotto. Al massimo sarà il contrario!
Non ho mai sentito nessuno dire che si possono riempire a piacimento le merendine di conservanti, coloranti e ogni sorta di additivo solo perché sono “per bambini”!
I romanzi della Troisi non sono “per ragazzi”, non sono per nessuno. Perché nessuno, e ancor meno i ragazzi, si merita di essere esposto a un tal cumulo di marciume.
Il Talismano della Banalità
Nella recensione de La Missione di Sennar, accennavo che le truppe del Mondo Sommerso, che avrebbero dovuto sovvertire le sorti della guerra contro il Tiranno, non si erano più fatte vive. Non ricordavo con esattezza, in effetti tali truppe compaiono, sebbene per pochi paragrafi e senza muovere un dito. Era meglio per la Troisi se non fossero mai apparse…
Erano arrivate le truppe, le truppe tanto attese. [...]
Vide subito le navi. Erano una cinquantina, lunghe e maestose, dell’eleganza limpida e trasparente che era il segno distintivo di Zalenia.
Zalenia è il nome che gli abitanti del Mondo Sommerso danno al loro regno. Dunque: nel romanzo precedente il Mondo Sommerso non aveva navi, ora ne ha 50, e pure lunghe e maestose. Ci vogliono anni per costruire navi lunghe e maestose…
50 navi lunghe e maestose quanti soldati possono portare? Contando che il viaggio fino al Mondo Emerso richiede settimane, perciò le navi oltre all’equipaggio devono imbarcare anche adeguate razioni di viveri. Esagero, 2.000 soldati l’una? Ma il Tiranno ha più di un esercito, e i suoi eserciti sono di centinaia di migliaia di uomini e mostri! Che differenza fa la presenza delle truppe del Mondo Sommerso? Perché dedicare quasi un intero romanzo a costoro? Per me non lo sa neanche la Troisi.
Chiarito questo punto rimasto in sospeso, si può buttare dalla finestra La Missione di Sennar e passare da Nihal a Il Talismano del Potere senza perdere molto.
Il Talismano del Potere inizia con una situazione drammatica per le Terre libere: il Tiranno ha appena rivelato la sua arma segreta, l’armata delle tenebre! Non credo la Troisi abbia mai visto il film di Raimi, la sua di armata delle tenebre è un copiaincolla da Il Ritorno del Re.

Locandina di Army of Darkness di Sam Raimi
Sono i morti della Troisi fantasmi, inarrestabili, a meno che non si usino armi magiche. Quando ciò avviene i fantasmi si dissolvono:
Non lo fece volontariamente: fu come se la sua mano si fosse mossa da sola, o forse le piacque pensare così. La spada di cristallo nero si frappose tra lei e Fen e la punta si conficcò nel ventre del cavaliere, passandolo da parte a parte. Per un istante gli occhi di Nihal incrociarono quelli del fantasma. Non vi videro nulla. Fen svanì a poco a poco e diventò fumo, come la sera in cui il fuoco della pira funebre aveva consumato il suo corpo.
Qui Nihal ha appena “ucciso” con un colpo al ventre il fantasma del suo primo amore, Fen. Ma questo perché lei è Nihal, ed è fortunata, le altre truppe devono prima ridurre a zero i punti ferita dei fantasmi:
Era stufo di passare la metà del tempo sul campo a trafiggere ombre. Anche con l’incantesimo che i maghi evocavano sulle armi prima della battaglia, erano necessari almeno sei o sette colpi per aver ragione di uno solo dei morti resuscitati dal Tiranno.
Comodo essere un’eroina, vero? Gli altri sei o sette colpi, lei uno solo!
Questi tali fantasmi sono evocati dal Tiranno in numero adeguato per far procedere la trama, né troppi, né troppo pochi. Se almeno la Troisi avesse parlato di zombie la faccenda avrebbe avuto più senso, con i soli corpi più freschi utilizzabili di nuovo in combattimento. Ma la Troisi parla di “fantasmi” e a quanto pare il Tiranno può richiamare in vita chiunque sia morto, dovunque e in qualunque epoca, animali compresi. Basterebbe al Tiranno sommergere il mondo di cadaveri, senza neanche pretendere che combattano, per averla vinta!
Mentre il Tiranno non pensa a questa semplice soluzione, Nihal & soci tramano su come batterlo, e c’è un solo modo, usando il Talismano del Potere!!! Come nei più beceri Giochi di Ruolo, la quest per liberare il potere del Talismano richiede vari passaggi: procurarsi il Talismano medesimo, potenziarlo con Otto Pietre Magiche, sparse agli otto angoli del Mondo, e infine pregare gli Dei nella Grande Terra.
Qual è il potere del Talismano? Il Talismano è in grado per un giorno (le ore dall’alba al tramonto) di eliminare la magia dal Mondo Emerso. Senza magia il Tiranno non può controllare né i fantasmi, né i suoi mostriciattoli preferiti gli orchetti i fammin.
Ma il Talismano può essere utilizzato solo una volta, dopo di che va distrutto o chi lo indossa muore! E solo una persona in tutto il Mondo Emerso può utilizzarlo: Nihal! Infatti il Talismano può essere manipolato solo da chi abbia nelle vene sangue elfico, e Nihal è l’ultima rimasta.
Come abitudine con la Troisi tutto ciò lascia più di una perplessità, del tipo: il Tiranno potrebbe semplicemente chiudersi in bagno il giorno scelto da Nihal per usare il Talismano, uscirne la sera e riprendere la guerra senza più preoccupazioni. Non lo farà: al momento opportuno, quando già il sole è basso sull’orizzonte e la speranza sta abbandonando l’esercito delle Terre libere, si farà trovare e si farà uccidere. Senza nessuna buona ragione. A parte le due solite: “perché sì!!!”, “è fantasy!!!”. O forse il Tiranno è scemo. Capita.
Il Talismano del Potere è soporifero. Otto Pietre Magiche sono otto viaggi uguali. Per otto volte si ripete la stessa solfa con Nihal e Sennar che vagano svogliati da un luogo all’altro. Cinque giorni di marcia e sono lì, nove giorni e sono là, un po’ volano, un po’ cavalcano, un po’ camminano, ma le distanze che percorrono non hanno alcuna coerenza. Così come attraversano deserti e foreste spesso scordandosi di bere e mangiare.
Per dare l’idea:
I monti si alzavano pigri dalla pianura, in dolci pendii erbosi, ma poi la salita si faceva ripida e infine vertiginosa. Le vette erano invisibili, avvolte nelle nubi. Persino Laio, che non era portato al pessimismo, assunse un’espressione scoraggiata di fronte a quella vista.
«A giudicare dalle nuvole sulla cima» commentò Sennar «lassù non dev’esserci bel tempo.»
Nihal guardò preoccupata la parete di roccia. «Oarf non ce la farà. Le sue ali si stancano quando il volo è verticale, e il maltempo non migliora le cose…»
«Non abbiamo scelta» tagliò corto il mago. «O andiamo con Oarf, o passeremo la vita su quei monti.»
[...]
Per tre giorni non fecero che salire.
[...]
Il giorno successivo si addentrarono nelle nuvole, e le cose si misero ancor peggio.
[...]
I due giorni seguenti volarono fra le nuvole e quando ne riemersero e alzarono gli occhi quello che videro parve loro uno spettacolo straordinario.
A parte che non si capisce per quale ragione il Drago Oarf dovrebbe volare in verticale, rimane il fatto che impiegano sei giorni per salire una montagna. E durante questi giorni volano. Per ridiscenderla, sempre in volo, impiegheranno quattro giorni. Quante decine di migliaia di chilometri dev’essere alta una montagna perche siano richiesti quattro giorni di volo per scenderla?!
A interrompere la monotonia dell’assurdo viaggio sono le consuete incoerenze, che risvegliano il lettore dal letargo, costringendolo a tornare sulle pagine già scorse. Ma com’è possibile, prima c’era scritto che… è invece è possibile! Stiamo parlando della Troisi, non di uno scrittore!
Sennar sperava che Aymar lo conducesse su una delle Arshet, ma il Cavaliere gli disse che non era possibile. Il drago lì non avrebbe potuto atterrare: non c’era uno spiazzo dove posarsi e gli scogli erano affilati e taglienti. Avrebbe dovuto accontentarsi di arrivare con il drago fino a Lamar; da lì avrebbe preso una barca.
Per raggiungere le Arshet occorre una barca.
O no?
Nihal fece fare a Oarf un giro attorno alle Arshet. Nessuno. Solo il baluginio bianco di ossa e teschi sul nero della roccia e l’urlo del mare agitato.
Cercarono un luogo dove Oarf potesse fermarsi, ma non lo trovarono. A quel punto, Nihal prese una decisione. «Laio, torna a riva con Oarf.»
Lo scudiero la guardò, stupito. «Ma…»
«Niente ma, qui non c’è un posto dove Oarf possa appoggiarsi. Andate a riva e aspettatemi là.»
Nihal non aggiunse altro e sguainò la spada. Fece planare Oarf e con un balzo atterrò davanti a una fenditura che doveva essere l’ingresso. Col cuore in gola, entrò nell’oscurità.
Ma forse Sennar non ha la prestanza fisica per balzare? Strano perché:
Il mago alzò gli occhi e la vide sporgersi e tirare un sospiro di sollievo. Quindi riprese a planare in aria.
La levitazione a volte era proprio utile.
La levitazione è proprio utile. Specie se l’autore si ricorda che esiste…

La levitazione è facile e divertente!
Ogni tanto con le contraddizioni la Troisi supera se stessa, riuscendo a incasinarsi in poche righe!
Partirono il mattino seguente e Aires mise subito in chiaro che il percorso non sarebbe stato facile e che la strada era lunga. Il viaggio iniziò nel modo peggiore, perché si dovettero infilare in un tunnel lungo e stretto, dove furono costretti ad avanzare carponi.
«Alcuni condotti sono a rischio, sono conosciuti dal Tiranno e dai suoi. Questi più scomodi sono molto più sicuri» spiegò Aires.
Camminavano spediti, Aires era una guida abilissima e si muoveva con agilità fra tunnel e gallerie.
Perché in un corridoio lungo e stretto ti devi muovere a carponi? Un corridoio basso ti costringe a carponi, non certo uno stretto! E se avanzi a carponi, come fai a camminare spedito? Una svista? No, credo che la Troisi non conosca il significato della parola “carponi”. In un altro punto:
Si trovò in un luogo stretto e umido, una lunga galleria buia che digradava verso il basso. [...] Doveva trovarsi in una specie di miniera; il tetto era puntellato da travi in legno ammuffito e le pareti della galleria mostravano i segni di colpi di piccozza e di vanga. Si mise carponi e iniziò a scendere.
Perché Diavolo ti metti carponi in una lunga galleria stretta e umida?!
Ci sono poi incoerenze che, per usare un’espressione educata, la più educata che mi viene in mente, mandano a puttane l’intera trama, stile:
Dapprima incontrarono solo ceppi di alberi pietrificati. Anche parte della foresta era stata distrutta, per il cristallo nero di cui erano fatti alcuni dei tronchi. Poi la vegetazione si infittì e iniziarono a vedere i primi alberi. Presentavano tutte le fogge e varietà degli alberi di legno, ma erano interamente di pietra: tronco, rami e foglie. Ciononostante, sembravano vivi. Era una foresta immobile, come congelata in un istante della sua esistenza. Non c’era stormire di fronde, non c’erano animali; nemmeno l’acqua.
Chiaro, no? È una foresta pietrificata, la vegetazione è di pietra, non c’è acqua, non ci sono animali. Eppure:
La mezzelfo si avventurò fuori dal santuario per cercare qualche pianta medicinale. Ricordava l’aspetto di alcune di quelle che Laio aveva usato per lei, quando era stata ferita alla spalla, e le cercò ovunque. Si mosse furtiva e ne trovò un paio; erano un po’ avvizzite, ma meglio che niente. Incontrò persino un rivoletto d’acqua. Era fangosa, ma Nihal non ci fece caso e riempì la fiasca che aveva con sé.
Ma se non c’è acqua?! E le piante medicinali funzionano lo stesso anche se sono di pietra?! Non è finita:
Nihal batté la foresta per l’intera mattinata e radunò più provviste possibile. Le stipò nella grotta e fece anche riserva d’acqua. Calcolò quanti vettovagliamenti servissero per un mese di permanenza e abbondò.
Non c’è acqua! Ma Nihal riesce a farne scorta per un mese, e le provviste? Tutta la vegetazione è di pietra, non ci sono animali, quali provviste?! Ma perché un lettore, peggio ancora se un ragazzo o un bambino, dovrebbe essere preso per i fondelli in questa maniera?
Un difetto di molti scrittori, specie alle prime armi, è quello dell’inforigurgito, o infodump per dirla con il termine inglese più conosciuto. L’ansia dello scrittore di spiegare la situazione e l’ambientazione al lettore lo porta a rigurgitare sul medesimo quintali di nozioni che spezzano il ritmo della storia. Spesso poi tali nozioni non erano neanche di vitale importanza, se non del tutto superflue; un piccolo esempio:
Celebre era l’acquedotto di Assa, un’enorme costruzione che circondava la capitale e portava l’acqua ai suoi abitanti.
Che Assa avesse un acquedotto ha scarsa importanza, e Licia, credo che persino i tuoi lettori abituali immaginino da soli che un acquedotto serve per portare l’acqua…

Leggendo i buoni romanzi s’impara sempre qualcosa, per esempio che gli acquedotti servono per portare l’acqua. Non l’avrei mai immaginato
Tuttavia questo non è un difetto tipico della Troisi. La Troisi se ne frega se il lettore ha sufficienti particolari per capire una data scena, perciò non si pone mai il problema dell’infodump. Quando però ci casca, ci finisce dentro in maniera che definire spettacolare è poco, con dialoghi come il seguente, che sembrano presi da una parodia:
D’improvviso, mentre camminavano affaticati sotto la coltre di nubi, sentirono delle voci. [...]
Si nascosero dietro uno strano spuntone di roccia e rimasero in attesa, col cuore in gola. Dopo interminabili minuti, videro avanzare due gnomi vestiti da guerrieri e con insegne che non lasciavano dubbi sull’esercito al quale appartenevano. Nihal e Sennar si appiattirono quanto più poterono contro la roccia e trattennero quasi il respiro per non farsi sentire. Che cosa ci facevano dei nemici in quel posto dimenticato dagli dèi?
«Secondo me sono morti.»
«Lo credo anch’io.»
«E allora che senso ha questa ricerca?»
«Senti, non conviene farsi troppe domande. Sai bene che gli ordini sono ordini e questo in particolare, a quanto pare, viene da molto in alto.»
«Lui…?»
«Credo di sì.»
«Questi intrusi devono essere davvero micidiali se persino Lui si è scomodato…»
Sennar sentì il cuore sobbalzargli nel petto e pregò che smettesse di battere con tanta violenza, perché gli pareva che i palpiti fossero così forti che gli gnomi avrebbero potuto udirli.
«Le nostre spie ci hanno riferito che è scomparso un consigliere da Makrat. È successo parecchio tempo fa, tre mesi prima che trovassero quel ragazzo nella Terra dei Giorni. Sembra che sia quello di cui si è parlato parecchio, quello che andò nel mondo sotto il mare.»
«Mi hanno detto che il Tiranno non si aspettava una mossa simile da quel ragazzino.»
«È quello che ho sentito anch’io. Comunque, si sospetta che uno dei fuggitivi sia proprio lui.»
Era braccato. Sennar cercò di ripetersi che andava tutto bene, che l’importante era che non sapessero di Nihal. Cercò la mano della mezzelfo e la trovò stretta sulla spada. La strinse.
«I morti trovati nella foresta erano stati inceneriti da una magia. Chi pensi che possa fare fuori sette fammin e un uomo se non un consigliere?»
«Sarà, ma perché in un mese non siamo riusciti a trovarli?»
«Gli uomini della squadra che li cercava hanno detto di averli visti scomparire sotto i loro occhi nel bel mezzo della foresta. Dev’essere un tipo in gamba, quel mago.»
Si fermarono poco distanti da loro.
«Chi c’era con lui?»
Sennar pregò che non avessero visto Nihal.
«Un tipo strano, un guerriero. Ha fatto fuori quattro fammin.»
«Hanno idea di chi sia?»
«No, nessuna. Non credi che sia ora di rientrare? Il sole sta calando e la base è lontana.»
«Ma sì, in fin dei conti il nostro dovere l’abbiamo fatto.»
«Aspetta, aspetta!»
«Che c’è?»
«Non è che Nihal, o Sennar o il lettore hanno bisogno di qualche altra informazione?»
«Uhm, un attimo che guardo… no… abbiamo detto tutto.»
«Ottimo!»
Il dialogo tra i due gnomi è una tipica forma di inforigurgito: due persone che parlano in maniera irrealistica e conversano non per scambiarsi informazioni fra loro ma per fornirle al lettore. Notare anche che uno dei due sostiene che: “Il sole sta calando e la base è lontana”, da notare perché, un paio di paragrafi dopo:
Per quel giorno [Nihal e Sennar] non si fermarono e proseguirono la loro marcia per tutta la notte. La base nemica non era molto distante.
Perciò è lontana o non molto distante? Possibile che la Troisi non riesca a essere coerente neanche per una pagina?!
Come nei precedenti romanzi, anche nel Talismano abbondano espressioni, similitudini e metafore che hanno ben poco a che spartire con un fantasy medievaleggiante.
Ido aveva scelto un allievo piuttosto esperto. Era un ragazzo grandicello, bruno e scuro di carnagione, che gli era sembrato promettente. Si era detto che fosse il caso di cominciare con uno bravo, per rompere il ghiaccio. [...] Lo gnomo iniziò ad attaccare e l’allievo sembrò essere finito nel pallone.
Mah! In particolare nel Talismano affiora la passione della Troisi per gli animali, animali che esistono solo come figure retoriche. Una carrellata:
«Fagli credere di volerlo aiutare. È un allocco, ci cascherà. Non ucciderlo prima che ti abbia portato dai suoi amici. Allora li potrai massacrare come vorrai.»
Lo gnomo uscì camminando indietro come un gambero, gli occhi puntati su Ido, poi chiuse piano la porta.
In realtà Deinoforo giocava con la sua spada, lo trattava come fa il gatto col topo.
«Conosco i miei polli» ribatté Aires.
Sennar sembrava contento di aver ritrovato quella donna e la guardava con affetto, mentre Aires muoveva rapida i suoi occhi da gatto su di lui, come a cercare di penetrare nelle zone più recondite del suo animo.
Quando l’urlo si fu estinto e la battaglia ebbe inizio, molti di quegli uomini furono martiri; riuscirono a suscitare un fuoco di paglia, violento ma breve, e vennero massacrati come agnelli.
Da quando quella farsa era iniziata, non aveva usato la spada neppure una volta. Dohor tentò ancora, e ancora, ma Ido era sfuggente come un furetto.
Quando la vide salire veloce come un furetto, Sennar sorrise.
La loro guida era taciturna e agile come un furetto;
«Be’, ognuno ha i suoi scheletri nell’armadio» [per me sono scheletri di furetto...] concluse il vecchio con filosofia, e Sennar benedisse fra sé la riservatezza della sua gente.
Non si può attraversare una strada del Mondo Emerso senza incrociare uno sfuggente, agile e veloce furetto…

Agile, sfuggente, veloce: il Furetto!!!
Tra i difetti già ricordati nella altre recensioni, come lo sbrodolarsi di domande retoriche…
Ma allora, dov’era il bene e dove il male? Erano gli uomini i veri mostri? Non era peggiore chi, come lei, uccideva per scelta, piuttosto che quelli che lo facevano perché vi erano costretti?
…spunta un nuovo orrore, la Troisi poetessa!
Luce, mia luce,
Dov’è la mia luce?
L’ombra l’ha avvolta
Nel suo tenebroso seno l’ha accolta.
Sole, mio sole,
Dov’è andato il mio sole?
La notte l’ha rubato
Nel buio profondo l’ha agguantato.
Vita, mia vita,
Dov’è la mia vita?
Dalle mia dita è fuggita
Come un fiore tra i rovi è appassita.
Martello, mio martello,
Dove si è nascosto il mio martello?
La mamma l’ha rimosso,
perché alla Troisi avrei dato addosso.
C’è poi la consueta piaga del raccontare invece di mostrare. Ne Il Talismano il raccontare può andare avanti per pagine, e pagine, e pagine… e pagine! Le pochissime difficoltà sul percorso dei protagonisti sono accantonate con passaggi tanto bruschi quanto deludenti:
A Nihal non restò altro da fare che fermarsi a sua volta e predisporsi alla battaglia. Affrontò lo gnomo, mentre Sennar se la vedeva con i fammin. Di nuovo, com’era accaduto nella radura, fu una strage.
Capisco se fosse il centomillesimo combattimento che Nihal e Sennar affrontano nella loro quest, ma è il secondo! Ho letto riassunti che erano più dettagliati.
Consoliamoci con una scena di passione!
Sotto il tocco delle mani di Sennar la sua pelle rinasceva, il suo fisico si rimodellava. Sennar la stava richiamando alla vita; più le sue mani indugiavano su di lei, più Nihal sentiva che il ponte gettato con il suo intimo diveniva solido. E quando infine si vide nuda, capì che quella nudità era un dono, e che aveva valore perché a farglielo era lui.
…più Nihal sentiva che il ponte gettato con il suo intimo diveniva solido. Senza ironia, che diamine vuol dire?!
Per concludere in tristezza, apriamo uno spiraglio sui meccanismi mentali della Troisi. Per esempio, capita per caso sul sito dedicato a M.C. Escher e decide d’infilare due suoi quadri nella narrazione, anche se non c’entrano un bel niente.
La costruzione aveva una struttura cubica, sulla quale si innestava una serie di parallelepipedi, piramidi e poliedri che lo rendevano una sorta di guazzabuglio. La cosa più insolita era una grande ruota di mulino, in legno, che troneggiava in un angolo. Un rivolo d’acqua scorreva in una condotta che seguiva il perimetro esterno del muro, poi colava sulla ruota e la metteva in movimento. Invece di formare un fiumiciattolo, però, proseguiva il suo corso sfidando la legge di gravità e scorreva nella direzione opposta, in un’altra condotta che costeggiava il basamento del palazzo, sollevato di qualche spanna da terra. Saliva infine per il muro e di nuovo si incanalava nella prima condotta. Era un ciclo infinito e inspiegabile.

M.C. Escher, “Waterfall”, litografia del 1961
L’interno era a dir poco sconcertante, non si riusciva a decidere da che parte guardare quella costruzione. Era tutto un intrico di scale che salivano, scendevano, svoltavano a destra, a sinistra, ovunque. Non si capiva da dove provenissero e dove conducessero, basso e alto non sembravano avere alcun senso. C’erano porte su quello che avrebbe dovuto essere il soffitto e lampade che pendevano dal pavimento. Un labirinto.

M.C. Escher, “Relativity”, litografia del 1953
Non ho niente contro le citazioni, anche se qui più che una citazione è una copia bella e buona, ma che significato ha questa citazione? Cosa lega Escher al Mondo Emerso? Mi vien quasi il sospetto che la Troisi pensasse di essere originale, tirando in ballo un artista che forse lei crede semisconosciuto…
L’ultima battaglia del Tiranno
Per i primi due romanzi e i quattro quinti di questo Talismano, il Tiranno rimane celato nell’ombra. Le sue intenzione sono misteriose, così come il suo aspetto. Fosse rimasto così fino alla fine, sarebbe stato meglio!
La storia del Tiranno è questa: è un giovane mago un po’ sfigato, s’innamora di una gnometta bellissima, ma il padre di lei è contrario alla relazione e convince la figlia ad abbandonarlo. Il Tiranno s’imbizzarrisce e si mette in mente di uccidere tutti quanti al Mondo, perché così possa rinascere un nuovo Mondo, nel quale ci sia spazio per l’Amore!
Sarò onesta, ho letto di peggio, c’è però un particolare che non quadra:
«Quando avrò unificato tutte le Terre sotto il mio dominio, evocherò un incantesimo sul quale lavoro da quando fui scacciato dal Consiglio. Esso mi permetterà di distruggere tutte le creature che popolano questo mondo, nessuna esclusa. In questo incantesimo consumerò il mio spirito, che scomparirà per sempre dalla faccia della terra senza lasciare traccia di sé, così tutti i conti saranno pareggiati.»
Il particolare è, perché mai deve unificare tutte le Terre se lo scopo ultimo è far schiattare tutti quanti?! Non viene mai spiegato. A meno che il Tiranno non sia scemo, come già accennato.
La Troisi si era avvicinata a fornire una giustificazione, raffigurando il Tiranno come un bambino. Purtroppo però il Tiranno non è un bambino, ne ha solo l’aspetto. Perciò il suo scarso acume non lo si può attribuire alla giovane età.
La battaglia che porta alla disfatta del Tiranno è la battaglia più inverosimile e sconclusionata che abbia mai letto. Fin dall’avvio:
Giunse infine la vigilia dell’ultima battaglia. Nel giro di una settimana le truppe si erano lentamente spostate verso i confini e quella sera, la sera prima del 21 dicembre, la frontiera delle Terre soggette al Tiranno era un’unica linea ininterrotta di accampamenti. Il mattino, l’intero esercito si sarebbe schierato e allora non un solo braccio del confine sarebbe stato sguarnito, ovunque ci sarebbero stati soldati scalpitanti e pronti alla battaglia.
A parte la sciatteria di utilizzare le nostre stesse date e scorrere del tempo, questo paragrafo non vuol dir niente! Se le truppe si spostano lentamente non vanno da nessuna parte in una sola settimana, lo scopo della battaglia è abbattere la Rocca del Tiranno medesimo, dunque non ha alcun senso schierarsi lungo tutte le frontiere, ancor meno addirittura non lasciare neanche un braccio di confine sguarnito, senza contare che fino al capitolo prima le truppe delle Terre libere non avevano uomini a sufficienza neanche per difendere una frazione minima del fronte!
Quando poi l’esercito delle Terre libere attacca, in poche ore riesce a percorrere decine e decine di chilometri! Combattendo! Infatti nell’esiguo tempo che trascorre dall’alba al primo pomeriggio riescono ad arrivare dal confine della Grande Terra alle porte della Rocca. Assurdo è dir poco, non è neanche Ai Confini della Realtà, è Oltre! Neppure un esercito moderno ci riuscirebbe! La Rocca, che è tanto imponente da essere visibile in quasi tutto il Mondo Emerso (che ricordo è grande quanto l’Europa), viene occupata nel giro di minuti!
Sfido io che la Troisi non possa mostrare: non si può mostrare l’impossibile!
Oltre a questa battaglia surreale, scoppiano rivolte nelle Terre occupate dal Tiranno. Nella Terra del Fuoco la sobillatrice numero uno è la sensuale piratessa, Aires. Come sia passata da essere seconda in comando su una nave pirata a rivoluzionaria la Troisi lo spiega, ma la spiegazione “perché sì!!!” ha molto più senso.
[Aires] Voleva che il giorno della battaglia decisiva in tutte le Terre schiave vi fossero uomini pronti a sollevarsi al grido che avrebbe risuonato da un confine all’altro. Uomini disarmati, ma decisi a tutto per la libertà e dunque inarrestabili.
Aires era riuscita a mettere insieme una sorta di esercito, composto per la maggior parte di disperati. I ribelli avevano costruito e rubato armi, e avevano ideato insolite macchine da guerra volanti.
Stendiamo un velo pietoso sugli uomini disarmati ma inarrestabili perché combattono per la libertà, ma le insolite macchine da guerra volanti?! Nel Mondo Emerso non ci sono macchine volanti, e di punto in bianco gente disarmata inventa e costruisce macchine da guerra volanti?! E pure insolite! Sembra quasi Little Bighorn, quando Toro Seduto e Cavallo Pazzo sconfissero il Generale Custer sfruttando i loro insoliti robot assassini…

Battaglia di Little Bighorn: i robot assassini si confondo fra gli indiani…
Per tutta la mattina la Terra del Fuoco fu un unico, enorme, campo di battaglia. I soldati cercarono di tener testa ai ribelli come meglio poterono, ma la situazione era di stallo. Da ambo le parti i morti erano numerosi e non c’era modo di sedare la ribellione.
Poi giunse l’ordine, perentorio e inaspettato: «Andate e ponete fine a questa follia. Lasciate le pendici del mio palazzo e dirigetevi verso i ribelli. Annientateli. È il vostro signore che ve lo ordina».
Fu così che Semeion e Dameion, Cavalieri di Drago Nero, abbandonarono il fronte e, cosa inaudita, accorsero nella Terra del Fuoco per sedare la ribellione di quattro schiavi. Aires e i suoi videro le due figure nere avanzare quando il sole aveva da poco superato lo zenit. I due Cavalieri emersero dal fumo nero del Thal; procedevano lenti e i loro movimenti nel cielo erano perfettamente sincronizzati.
[...]
Aires guardava attonita, circondata dalle fiamme. Vedeva uomini che ardevano come torce aggirarsi nel fumo, il sangue che bagnava la terra. Possibile che dovesse finire tutto così? Possibile che il loro sogno si dovesse infrangere sulle lame di quei due Cavalieri?
Un paio di considerazioni, le ultime, perché mi vien vomito; ’sti tizi Semeion e Dameion non sono stai mai nominati prima in nessuno dei tre romanzi! E malgrado l’intera Terra del Fuoco sia percorsa dai combattimenti - Terra del Fuoco che stando alle dimensioni fornite dalla Troisi è un territorio grande quanto la Francia o la Germania - due soli Cavalieri, in groppa a Draghi che hanno le dimensioni di cavalli, due soli sono in grado di sedare la rivolta! Ma basta! Se mai c’è stato un caso per usare l’espressione “insulto all’intelligenza”, è questo!
Ringraziamenti
Al termine de Il Talismano del Potere, Licia Troisi ringrazia in particolare tre persone: Sandrone Dazieri e le sue due editor, Francesca Mazzantini e Roberta Marasco. Francesca Mazzantini ha curato l’editing dei primi due romanzi della trilogia mentre Roberta Marasco si è occupata proprio de Il Talismano.
Il ruolo di Dazieri non è del tutto chiaro, ma sia che abbia partecipato in prima persona all’editing, sia che non abbia mosso un dito, è lui quello che ha “scoperto” la Troisi e l’ha scelta per la pubblicazione: mi pare una colpa sufficiente!
| Sandrone Dazieri, i romanzi di Licia non hanno molto bisogno di editing… no comment! |
Chi sono le altre due editor?
Di Francesca Mazzantini non ho scoperto molto, tranne che è traduttrice e ha scritto i testi de L’Isola dei Famosi 5. Complimenti!
Qualche informazione in più riguardo Roberta Marasco la si trova. Oltre che anche lei traduttrice è autrice, ha scritto: Dalla A alla Z come lo stato civile ti cambia la vita, pubblicato nella collana RedDressInk di Harmony! Ecco forse da dove vengono certe trovate!

Dalla A alla Z come lo stato civile ti cambia la vita…
Dal sito eHarmony.it:
Dalla A alla Z, tutte le ragioni per cui le altre NON stanno meglio di te
Siete Single e andare da sola all’Ikea è un’esperienza deprimente? Siete Fidanzate e avete scoperto che Tesoro non è capace di avvitare neanche una caffettiera, figuriamoci montare uno scaffale? Siete Sposate e avete capito che l’unico modo per cambiare i mobili di casa è farlo da sola e mentire sul prezzo? Dalla Dieta all’Erotismo, dalle Bugie al Supermercato: sogni, gioie, manie e difficoltà quotidiane delle donne, perché non importa se siete Single, Fidanzate o Sposate, l’importante è avere “single attitude” e saperci ridere sopra.Roberta Marasco. Ha 35 anni e vive e lavora come editor e traduttrice fra Milano e Barcellona. Neanche sotto tortura è possibile strapparle se sia Single, Fidanzata o Sposata.
David Gerrold ricorda come il sottoporre un suo racconto all’editing spietato di Harlan Ellison gli abbia insegnato a scrivere. Vero che in Italia non c’è nessun Ellison, e perciò nessuno avrebbe potuto avere lo stesso effetto benefico sulla Troisi, ma siamo proprio sicuri; sicuri, sicuri, sicuri, che una tizia che scrive per l’Isola dei Famosi e un’altra che si diletta in pseudo manuali per donne rincitrullite abbiano la competenza e le conoscenze necessarie per fare l’editing di un romanzo fantasy? È possibile che Mondadori non sia riuscita a pescare qualcuno più preparato?
Ma non penso si sia neanche posta il problema, perché avrebbe dovuto? Tanto è solo fantasy: una bella copertina e un po’ di pubblicità è quanto serve per ficcarlo a forza in gola a un esercito di ragazzini cretini.
Ciò non toglie che questo disprezzo per il lettore, questo produrre spazzatura sapendo che è spazzatura non è una bella cosa. Ribadisco: ogni volta che comprate un romanzo Mondadori finanziate gente come quella di cui sopra, al minimo incompetente e forse anche disonesta, pensateci.
Conclusioni
Il Talismano del Potere è il peggior romanzo della trilogia. Si arrampica sulle spalle di quel monumento all’orrido che è Nihal della Terra del Vento, vi aggiunge la noia che già era comparsa ne La Missione di Sennar e di suo porta la trama più scontata che si possa immaginare. Per la terza volta è facile dare un giudizio sintetico: è un romanzo che fa schifo.

La Setta degli Assassini, il successivo romanzo di Licia Troisi! Che paura!
E per la terza volta, fan entusiasti!
Per la terza volta, vediamo cosa ne pensano del romanzo gli acuti commentatori di iBS.it. Questa volta proporrò i commenti senza ricamare. Credo abbiate capito come funziona il giochino, lascio il sarcasmo alla fantasia del lettore!
| Ondine Era da tempo che non riuscivo a trovare un libro così . Non riuscivo più a sopportare l incompetenza di alcuni scrittori . Poi ho trovato questo libro e sono rinata : il Mondo di questa Donna mi ha aperti il cuore e ho desiderato sprifondare nelle sua magia . é un libro daltro Mondo Voto: 5 / 5 |
| Elen@ Mi è piaciuto moltissimo! sono i libri più belli che io abbia letto (o quasi, c’è sempre Harry Potter!)! alcuni penseranno (quelli che che hanno dato o daranno un voto basso) che non ho letto molti libri se dico che questi sono belli, ma io credo che usando la fantasia dei ragazzi, più che quella degli adulti,questo libro può essare anzi è meraviglioso!!! se Licia legge la mia recensione voglio spronarla ad andare avanti e scrivere libri che mi facciano sognare di nuovo! W LICIA! Voto: 5 / 5 |
| Giuseppe Sono riuscito a leggere il terzo volume, i miei figli e mia moglie, come al solito, mi hanno lascito per ultimo. La soddisfazione loro e mia è massima. Bellissima la chiusura della storia con un’analisi dei personaggi che caratterizza lo spirito critico che può avere solo una ragazza moderna. Mi aspetto altri capolavori. Voto: 5 / 5 |
| Giuliano di sicuro questo è uno di quei libri destinato a diventare un capolavoro cinematografico, nn riesco a farmi capace di come questo libro nn sia riuscito ad appassionare quelli che hanno dato il loro voto più basso,è la prima volta che ho letto un libro della troisi e posso esprimere con piacere il mio giudizio più positivo, questo racconto fantastico è riuscito ad aprire in me il desiderio della lettura ormai spento dagl’ultimi racconti fantastici da me letti che mi hanno profondamente deluso x la loro trama e storia banale e povera colpi di scena, inutile dire che secondo me la saga è al livello dei romanzi delle prime posizioni. posso dire che l’unica delusione che ho trovato è stata quella di finire di leggere il libro, avrei voluto che continuasse. complimenti alla troisi, davvero una grande opera, ottima la descrizione degli ambienti e dei personaggi Voto: 5 / 5 |
| lilly ritengo questo libro molto bello,nè pauroso,nè violento ma tutto il contrario,molto bello, una semplice mezz’elfo che può cambiare il destino della sua terra e quello delle altre terre, ci sono battaglie e una grande guerra,ci sono speranza e un’amore che possiamo ettribbuire tra la pratagonista e Sennar(che io adoro, mi piacerebbe avere un’amico come lui).In ogni parte del libro non ho trovato niente che mi fatto annoiare.Ritengo questo libro adatto a tutti i ragazzi piccoli e grandi.E se a quelli che non piace questo libro be…. posso solo dire rileggetelo di nuovo Voto: 5 / 5 |
| Lonerin Io non capisco proprio perchè chi non ama questo libro si sente in diritto di poter dire che chi invece lo ama, come me, probabilmente ha letto pochi libri e male; bè io ho letto tanti libri sia fantasy ma anche classici e altri, e comunque penso che questa trilogia è un’ottima opera per una scrittrice alle prime armi…comunque ognuno ha i suoi gusti, e visto che io non vengo a criticare e a dire che chi non ama questo libro è perchè non ha letto molto o ha letto male, vorrei che la cosa fosse reciproca. Voto: 5 / 5 |
| appassionatafantasy E’ un libro strepitoso, fantastico, unico, è uno dei + bei libri ke io abbia mai letto. Certo un pò triste alla fine ma questo è un fantasy degno di essere kiamato fantasy.E’ appassionante, intrigante, romantico e ha tutti i requisiti che deve avere un buon libro. E’ il migliore della trilogia e faccio i miei complimenti all’autrice. Brava Licia!!! Voto: 5 / 5 |
| elena ho appena finito di leggere qst libro, e l’ho trovato semplicemente fantastico. è vero, le descrizioni nn saranno accuratissime, ma da una parte è 1 bene, secondo me, xkè altrimenti il racconto perderebbe la scorrevolezza. sinceramente nn capisco xkè certe persone siano così critike nei confronti del libro e dell’autrice, e soprattt nn vedo ke bisogno c’era di dire ke “Nihal doveva morire”. cmq concordo cn ki ha fatto notare ke coloro a cui piace il romanzo della Troisi nn devono x forza aver letto pokissimi libri, xkè x esempio io leggo da qnd avevo 5 anni e di libri ne ho visti di ttt i tipi, dai gialli di Agatha Christie ai classici cm Il nome della rosa e Il gattopardo, passando per Orgoglio e pregiudizio e Il ritratto di Dorian Gray ecc. x arrivare a Tolkien. insomma, riprendendo il discorso, il libro secondo me è magnifico, cm l’intera trilogia, e se a qualcuno nn piace, liberissimo di pensarla cm vuole, i gusti sn gusti, ma nn insulti gli altri! ora vado a leggere il primo delle Guerre del mondo emerso, vediamo cm è… Voto: 5 / 5 |
| most_wanted92supersciuscia ( )questa è stata l’espressione della mia bocca riga dopo riga fine all’entusiasmante fine che forse può avere qualcosa da ridire. Tutta la saga si avvicina moltissimo a quella di Eragon, come i Cavalieri di Drago, Draghi, Eroi in terre fantasy con nomi originali, Protagonisti la cui storia inizia da una dura vicenda, ma la trilogia delle Cronache è un Valido libro per cui spenderei anche 50euro Voto: 5 / 5 |
| jessica questo libro mi è piaciuto tantissimo! però mi ha fatto piangere troppe volte nelle morti della gente! ma anche gioire quando nihal e sennar si mettono insieme! che carini! licia sei fantastica le cronache del mondo emerso 4 ever! Voto: 5 / 5 |
E per non far sembrare che iBS.it attiri in particolare i più facilmente impressionabili, un ultimo commento preso da un’altra libreria online, BOL.it:
Parklo
Meraviglioso
Non mi ero mai espresso per gli altri due libri, pur avendoli apprezzati parecchio, per il semplice motivo che non avevo ancora capito dove volesse arrivare… Adesso che so non posso tacere… Invito tutti coloro a cui non è piaciuto a non parlare e a non rovinare le recensioni di questo capolavoro… sì avete capito bene… CAPOLAVORO!!!!… So che la mia prossima frase potrà sembrare eccessiva, ma io parlo in virtù delle sensazioni che mi ha trasmesso questa meravigliosa saga… BATTE TUTTI… ANCHE TOLKIEN!!!! Ha spunti eccezionali, trovate meravigliose mai viste da nessun’altra parte… Ladies and gentlemen abbiamo finalmente trovato il Paladino, anzi la Paladina del fantasy… e cosa ancora più bella è italiana!!!

Ogni volta che qualcuno compra un romanzo della Troisi, un Coniglietto schiatta di crepacuore!
Approfondimenti:
La mia recensione di Nihal della Terra del Vento
La mia recensione de La Missione di Sennar
Il Talismano del Potere su iBS.it
Il Talismano del Potere su iBS.it (edizione economica)
Quarked! Adventures in the Subatomic Universe
Il sito ufficiale di Abarat
Army of Darkness su IMDb
La Battaglia di Little Bighorn su Wikipedia
Giudizio:
| Quel vigliacco di Laio ci lascia le penne, era ora! +1 | -19 Tutti i difetti già visti in Nihal e ne La Missione di Sennar. |
| -1 Il viaggio per recuperare la pietra della Terra del Sole. | |
| -1 Il viaggio per recuperare la pietra della Terra del Vento. | |
| -1 Il viaggio per recuperare la pietra della Terra del Mare. | |
| -1 Il viaggio per recuperare la pietra della Terra del Fuoco. | |
| -1 Il viaggio per recuperare la pietra della Terra dei Giorni. | |
| -1 Il viaggio per recuperare la pietra della Terra della Notte. | |
| -1 Il viaggio per recuperare la pietra della Terra dell’Acqua. | |
| -1 Il viaggio per recuperare la pietra della Terra delle Rocce. | |
| -1 La battaglia finale. | |
| -1 Il Tiranno. |
Scritto da Gamberetta •
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Martello, mio martello,
Dove si è nascosto il mio martello?
La mamma l’ha rimosso,
perché alla Troisi avrei dato addosso.
A questo punto non sono riuscita a trattenermi e mi sono sbellicata dalle risate.
Sono onorata di poter fare il primo commento.
Il terzo libro sembra il migliore dei tre, una vera delizia.
Bella recensione.
Mercoledì, 30 Gennaio 2008 @ 8:31pm
Eh, eh, eh! Ho paura che tra me e la Troisi con quella poesiola abbiamo spinto più di una Musa sulla strada dell’alcolismo! ^_^
Mercoledì, 30 Gennaio 2008 @ 8:52pm
Gamberetta io ti amo! Ma veramente tanto XD Cioè, oramai questo sito è diventato una droga, non posso fare a meno di visitarlo almeno una volta al giorno! Complimenti davvero, spero ti occuperai anche della seconda trilogia!
Mercoledì, 30 Gennaio 2008 @ 8:56pm
@Asher-KunitZ. Uau! Grazie per i complimenti! Sì, mi occuperò anche della seconda trilogia, ma non subito. Penso avrò bisogno di almeno un paio di mesi per “disintossicarmi”. Non ne posso più di leggere la Troisi, voglio per un po’ cercare di leggere qualcosa di bello!
Mercoledì, 30 Gennaio 2008 @ 9:19pm
Bravissima Gamberetta.
Recensione eccezionale, come sempre, peccato che ora ho scoperto di aver ammazzato sei coniglietti… :-(
Penso di aver capito cosa intende dire la Troisi…
E in un libro per bambini poi! Che perversa… XD
Mercoledì, 30 Gennaio 2008 @ 9:32pm
Carraronan: l’avevo pensato pure io! XD
@Gamberetta, fantastico, recensione eccelsa! Sigh, una mia amica ha comprato La setta degli assassini, e ora non ho il coraggio di dirle che ha sborsato tanti euro per spazzatura. :( Volevo farle leggere le tue recensioni…
Solo una cosa: insistere così tanto sulle due editor è davvero meschino. Dopo tutto, è il loro lavoro, questa è diffamazione bella e buona! In fondo tu non ci perdi niente, ma loro sì. Meglio prendersela colla Troisi, che è la causa prima.
P.S. Hai notato che Dazieri quando dice che non c’è stato bisogno di editing si passa, nervoso, il pollice sul naso? :D Sta mentendo, e lo sa!
Mercoledì, 30 Gennaio 2008 @ 9:40pm
@Taotor. Be’, alla tua amica puoi sempre raccontare la leggenda metropolitana che la Troisi sia migliorata passando alla seconda trilogia.
Per le editor: appunto è il loro lavoro, anzi sarebbe il loro lavoro, perché è ovvio che non l’hanno svolto. A un autore che scrivere 1.000 e passa pagine possono sfuggire dei particolari, ma un editor non ha sulle sue spalle il peso del mondo immaginario, deve solo analizzare il testo, come ho fatto io. Lasciar passare certe fra le brutture che ho segnalato è tanto colpa della Troisi quanto di chi ha fatto l’editing.
Mercoledì, 30 Gennaio 2008 @ 9:58pm
Sono fiera di aver ucciso sei Coniglietti!
Ho letto e apprezzato infinitamente tutti i Libri della Troisi.
Ovviamente il mondo è bello perchè è vario, quindi è normale che a molti non sia piaciuto. Non ho apprezzato molto invece il tuo ‘insultare’, non credo che un ‘critico’ dovrebbe abbassarsi a certi livelli.
Mercoledì, 30 Gennaio 2008 @ 11:03pm
Valentina scusa, ma quale insultare? Le cose che sono state fatte notare non possono essere ignorate. Anche io ho trovato i romanzi una piacevole lettura, ma bisogna anche essere obiettivi. Ripeto, “piacevole lettura”, che sicuramente non ripeterò perché mi ha lasciato poco e niente. Ma come dici tu “il mondo è bello perché è vario”…
Mercoledì, 30 Gennaio 2008 @ 11:14pm
Sigh, poveri coniglietti innocenti, brutalmente sacrificati all’avidità della Mondadori. Sigh.
Licia ha venduto complessivamente (a quanto dicono) 600mila copie tra tutti i suoi libri nelle varie edizioni, se ricordo giusto, il che equivale a 600mila piccoli coniglietti morti… sigh…
…la Troisi pagherà per queste morti innocenti!
XD
Mercoledì, 30 Gennaio 2008 @ 11:22pm
Mi associo ad Asher-KunitZ nel rispondere a Valentina:
Bene, ammettiamo che la recensione sia offensiva (cosa che non reputo minimamente), ok. E adesso? Per questo motivo i difetti elencati degli scritti della Troisi scompaiono?
La risposta ovvia è assolutamente no! A Questo punto che diciamo?
Marco
Giovedì, 31 Gennaio 2008 @ 1:31am
Condivido pienamente le tue opinioni sulla letteratura “per ragazzi”: ultimamente nel settore editoriale la tendenza sembra essere diventata quella di trattare i più giovani alla stregua di rincitrulliti con mezzo cervello e pare che la parola (frase?) d’ordine sia diventata: “Ma sì, tanto si bevono tutto quello che ci passa per le mani!”
Non è vero: un bambino è un adulto in tutto e per tutto, solo che è in fomrato mignon. E non è vero che per questo è un lettore meno attento o esigente dell’adulto (semmai il contrario).
Giovedì, 31 Gennaio 2008 @ 2:13pm
grandiosa.
e, in realtà. mi trovo abbastanza d’accordo anche sulle critiche ai redattori e (soprattutto) alla casa editrice che ha tradito una fortissima incompetenza a tutti i lvelli della scala gerarchica. o forse no: in fondo, hanno venduto 600milacopie. questo li giustifica? dipende dai punti di vista, dal loro evidentemente sì.
ho quest’impressione, che applico man mano a qualsiasi ambito: le cose peggiorano fino a quando una rivoluzione non le riporta ad un punto a partire dal quale possono ricominciare a peggiorare diversamente. è una cosa che, in termini più eleganti, ha già detto kuhn nella sua contestata struttura delle rivoluzioni scientifiche. eppure è un’idea abbastanza potente, nel senso chomskyano del termine.
e secondo me la scossa che aspettiamo non è tanto (o non solo) nella scrittura, nella parte artistico-creativa, quanto in quella del marketing. saranno idee veramente rivoluzionarie su quel fronte che cambieranno l’editoria su questo fronte, quello che interessa a noi come fruitori.
magari mi sbaglio: itunes non ha cambiato il modo di fare musica, ma itunes è solo un vestito nuovo per vecchie strutture.
mi pare di capire che questa rivoluzione potrebbe venire, per gamberetta, dal p2p. non lo so, non ne sono convinto: se davvero il p2p fosse (o diventerà) destabilizzante coloro che muovono grandi interessi lo schiacceranno senza formalizzarsi troppo, ne hanno il peso. credo di stare aspettando una rivoluzione che viene dall’interno, che gioca secondo le regole eppure le stravolge, come il quinto teorema di euclide e le geometrie non euclidee.
mah, è solo fuffa. mi scuso se sono stato ot e ho occupato impropriamente questo spazio.
grazie gamberetta: ho letto i primi tre, ma aspetto con curiosità e senza fretta le successive recensioni, che parlano di libri che non conosco.
##############
[il segreto è la gnocca in copertina]
Giovedì, 31 Gennaio 2008 @ 2:16pm
Grande Gamberetta, come sempre…
(Continuo a non visualizzare il sito, ma risolvo copincollando il testo su word e leggendolo da lì).
Il Tiranno non ce la fa, è ingiustificatamente stupido. Di nuovo questi draghi che non si capisce quanto siano grossi ma sono tanto, tanto feeki…
Avrei speso qualche frecciatina in più sulla deprimente e diabetogena (che non esisterà come termine, ma se la troisi pubblica con la Mondadori io posso inventarmi le parole!) morte dell’inutile Laio, con Nihal angelo della morte che consola lo scudiero-formaggino nei suoi ultimi, patetici respiri… perchè Nihal è sensibiledolceamorevolecaritatevole oltre che gnoccacrudelediscinta.
Quanto a Valentina, qua sopra… per quanto un libro possa piacere, essere obiettivi non guasta mai. Tu leggi l’ironia come un insulto perchè probabilmente sei tanto affezionata a Licia, ma prova a leggere il messaggio dietro al linguaggio (pardon per la rima): sei proprio convinta che le Cronache siano immuni da ogni difetto?
(Adoro il coniglietto della foto. Mi fa intenerire e diventare buona.)
Giovedì, 31 Gennaio 2008 @ 2:33pm
Gamberetta, tu e la tua affilata ironia mi scatenate delle vampate di chiara natura erotica. Son fatto così, dovete scusarmi.
Giovedì, 31 Gennaio 2008 @ 2:45pm
ah, comunque Sandrone Dazieri ha un suo blog: sarebbe bello coinvolgerlo in una discussione pacata e civile sull’argomento.
http://sandronedazieri.nova100.ilsole24ore.com/
Giovedì, 31 Gennaio 2008 @ 2:48pm
Andare a importunare direttamente Sandrone a casa sua come a dire “guarda! guarda! i libri che pubblichi fanno schifo! guardami! so farlo anche senza mani!” mi sembrerebbe di cattivo gusto (o meglio, trollesco: di chi lancia l’esca e aspetta che qualcuno abbocchi) e eccessivamente intriso di inutile protagonismo.
Però, effettivamente, sarebbe bello sentire il suo parere, anche se in pubblico nessuno che abbia responsabilità economiche può permettersi di essere sincero (F.C. per quanto riguarda le posizioni di FantasyMagazine e Dazieri per la sua collana editoriale) per cui si rischia di scoprire non “cosa pensi Dazieri (o la Troisi se per questo)”, ma cosa “il suo contratto lo costringa a dire”.
Giovedì, 31 Gennaio 2008 @ 2:58pm
direi che questa é la più grande cazzata, si, si può dire, dell’intera saga.
fino a questo punto io avevo sorvolato su molti problemi (ah-ehm) della saga, ma davvero.. il motore centrale di tutta la storia si risolve in un non-senso.
Se il tiranno avesse avuto bisogno che ne so.. del potere magico delle lande e per quello le doveva conquistare avrebbe avuto un senso.. ma così.. :(
Giovedì, 31 Gennaio 2008 @ 3:48pm
Non so su quanti di voi le tre recensioni-spettacolo qui presenti abbiano sortito lo stesso effetto, pero’ ecco… adesso, con la terza, sento il desiderio di leggere le cronache del mondo emerso, per vedere se fa davvero cosi’ schifo! :)
Comunque, io se trovo un libro mondadori che mi interessa lo compro - mica posso rinunciarvi per stupide questioni di boicottaggio, oh! :)
Giovedì, 31 Gennaio 2008 @ 4:23pm
Biblioteca! Prendili in biblioteca che così non paghi, te li godi ugualmente e fai buon uso di una delle poche cose decenti che lo stato ci fornisce: il Servizio Bibliotecario Nazionale!
Se vuoi andare a colpo sicuro usa l’Opac della tua regione.
:-)
Non comprare alla cieca, finiresti per pentirtene come me ne sto pentendo io: quanti soldi buttati in orrendi libri che avrei potuto spendere in privé.
:-(
Giovedì, 31 Gennaio 2008 @ 4:33pm
@mhrrr. Purtroppo non c’è mai controprova, ma mi piace pensare che se almeno le stupidaggini più evidenti fossero state corrette, invece di 600.000 o quante sono copie, se ne sarebbero vendute di più.
Tra l’altro in questi quattro anni Mondadori non ha più pubblicato nessun altro autore italiano di fantasy con tale enfasi (e mi chiedo perché, dato il successo della Troisi), dunque è difficile capire se la Troisi ha venduto quel che ha venduto per merito delle idiozie che ha scritto o malgrado le idiozie che ha scritto.
Per il discorso generale è davvero troppo complesso da affrontare in un commento, ma sono fiduciosa. Già il fatto che possa scrivere i miei articoli di lunghezza arbitraria e con tanto di foto a colori è una meraviglia, che sarebbe stata impossibile con i criteri della stampa tradizionale.
@Valpur. Non so che versione di Word usi, ma con le ultime puoi aprire direttamente i siti web: quando scegli un file digiti invece l’indirizzo, Word si collega e mostra il sito, magari così lo vedi.
Per Laio hai ragione, tra lui e il fammin buono c’è da farsi venire la carie tanto è una vicenda mielosa. Purtroppo come con Nihal vs. I 10 Ladroni, non si riescono a mostrare tutte le scempiaggini della Troisi con poche citazioni, sono pagine dopo pagine di boiate.
P.S. Purtroppo il Coniglietto nella foto è morto, colpa di Valentina…
@Editor senza qualità. Non so, sono scettica sul fatto che si possa impostare una discussione civile e pacata, e non sono in particolare vena di litigi. Inoltre ho sfogliato il blog di Dazieri e non c’è mezzo articolo che parli di letteratura fantasy o di fantascienza, che è invece quel che interessa a me. In altre parole dubito che abbiamo qualcosa da dirci.
@Niccolò. Biblioteca o P2P. I libri della Troisi per esempio sono tutti disponibili su eMule.
Giovedì, 31 Gennaio 2008 @ 4:44pm
Che poi viene da chiedersi: la Mondadori ha recuperato i soldi che ha speso per promuovere la Troisi ovunque? Perché a momenti la pubblicità si trovava anche nei bagni pubblici e sulla carta igienica! Avrà anche venduto migliaia di copie, ma è da vedere se c’è l’effettivo guadagno…
Giovedì, 31 Gennaio 2008 @ 5:11pm
La recensione è divertente, approfondita e intelligente.
Confesso di seguire il tuo blog sporadicamente, e quindi non ho letto le precedenti due, ma immagino siano “in linea”.
Ti vorrei chiedere però una cosa (non è una critica, è una domanda vera): capisco l’esercizio analitico, ma ti rendi conto che stai dedicando un piccolo saggio a un’opera che non vale un soldo e a un’autrice che detesti (detestiamo)?
Perché hai letto tutte queste pagine della Troisi, se non ti piace? E quanto del tuo tempo hai impiegato nella redazione delle ampie recensioni che stai scrivendo (ore, di certo)?
Si merita davvero tutto questo tuo tempo/attenzione, questa autrice? Queste ore che le hai dedicato, non potevano essere spese nella lettura o analisi di opere più degne?
Sei una appassionata lettrice: perché leggere cose che sai già non ti piaceranno? Personalmente, ho abbandonato il primo libro della saga a pagina 30 o 40, e nemmeno sotto tortura darei un secondo in più per leggerne oltre…
Ripeto, non voglio in alcun modo criticare il tuo lavoro, ci mancherebbe! Anzi, come dicevo è molto divertente. E’ una curiosità reale (e naturalmente puoi ignorarla), visto che non riesco a figurarmi il tuo “fine”.
Temo, poi, che parlarne, anche se male, potrebbe per assurdo favorire le vendite. C’è gente strana!
Ciao! (e complimenti per il blog).
Paolo
Giovedì, 31 Gennaio 2008 @ 5:37pm
@Paolo: tieni presente che i brutti libri sono un po’ dei manuali di scrittura alla rovescia, da cui c’è molto da imparare.
Giovedì, 31 Gennaio 2008 @ 5:43pm
secondo me ci guadagna su due fronti.
il primo è quello della fidelizzazione: migliaia di allocchi che comprano in massa i libri della Troisi sono una risorsa importante. In pratica la Mondadori ha pubblicizzato massicciamente solo il primo volume: gli altri cinque li ha venduti attraverso il passa-parola e, appunto, i “fedeli” che ha accalappiato strada facendo.
il secondo è che, una vlta venuta a noia la Troisi (prima o poi succederà, è inevitabile), alla Mondadori basterà ingaggiare un altro scrittore a caso e spacciarlo per l’”erede” della sopradetta, propinandolo alla massa dei Liciadipendenti nel frattempo rimasti a bocca asciutta.
Giovedì, 31 Gennaio 2008 @ 5:55pm
@Paolo. Ci sono tre ragioni.
La prima ragione è che c’è un margine di divertimento. Non è solo divertente leggerle le recensioni, anch’io mi diverto a scriverle. E spesso i romanzi della Troisi fanno ridere o sogghignare, sebbene non penso che l’autrice volesse suscitare queste reazioni.
La seconda ragione è che, come diceva Angra, s’impara parecchio ad analizzare un brutto libro. Più o meno tutti sono in grado di dire che un libro è noioso, o pieno di stupidate, o in generale “brutto”, più difficile è capire perché un libro è noioso, stupido o brutto. È un utile esercizio.
La terza ragione è di carattere sociale. Spesso ho anch’io la tentazione di occuparmi solo di libri che mi siano piaciuti, ma… be’, visto che questo blog è in buona parte dedicato al fantasy italiano potremmo anche chiudere bottega, e al di là di questo non è giusto.
Ogni volta che qualcuno alza le spalle e dice: “tanto io quei libri non li comprerò mai, che m’interessa?” oppure “A me non piacciono, ma i gusti sono gusti”, ogni volta che questo accade il trionfo del Male si fa più vicino!
I romanzi della Troisi fanno schifo ed è un dovere civico spiegarlo a chi non lo sa o non l’ha capito. In quanto ai pervertiti che sentendone parlare in maniera così negativa sviluppano il desiderio di leggere tali obbrobri, ribadisco che esistono biblioteche e P2P. Comunque ne riparlerò domani o dopo.
Giovedì, 31 Gennaio 2008 @ 6:25pm
Ehi, mica ci volevo spendere mezzo euro! Daro’ un’occhiata ai pdf! Anzi, ora che ci penso me li faccio prestare, conosco uno che li ha letti.
Giovedì, 31 Gennaio 2008 @ 8:54pm
Non capisco perchè vi scaldate tanto, so per certo (e non è gossip è vera notzia data da editor interni alla mondadori) che NON è LICIA TROISI A SCRIVERE I ROMANZI CHE PORTANO IL SUO NOME! La cosa più carina che ho sentito è che scrive da cani e che i suoi libri sono completamente riscritti da zero con uno stile il più anonimo possibile. Difficile a questo punto migliorare più di tanto un malloppo illeggibile. Sembra che Paolini sia migliorato molto da un libro all’altro, Licia no, scrive da cani e la mondadori sta sfruttando il suo nome per fare uscire libri che NON SCRIVE LEI!
Venerdì, 1 Febbraio 2008 @ 2:59am
Ho letto tutte e tre le recensioni sui
libriprodotti della Troisi: davvero fantastiche, quest’ultima in modo particolare. Era tantissimo che non mi sganasciavo così e per questo mi complimento vivamente con l’autrice!Spero ogni tanto ci sia anche qualche recensione positiva, che possa offrire spunto per letture piacevoli all’interno di un genere che ho sempre (a torto? a ragione?) trascurato.
Saluto tutti e auguro buona pesca! ;)
Venerdì, 1 Febbraio 2008 @ 3:09am
Ah, e così sarei un pervertito, eh?!? :) Mmmh, sara’ per i troppi Cannibal Corpse e Malevolent Creation assorbiti in gioventude, chi lo sa…
Venerdì, 1 Febbraio 2008 @ 9:46am
e se avessimo sbagliato tutto? e se quelli della M (ondadori? ale? alattia? ostro di dusseldorf?) fossero in realtà dei paladini dell’italianità che, vista l’invasione di libri spazzatura dall’estero avessero deciso di battere il nemico sul suo stesso campo (molto cavallerescamente), stravendendo migliaia di copie qui per avere gioco facile nel venderle all’estero per rifilare al nemico milioni libri scritti ancora peggio dei loro?
guardate, io ci penserei.
Venerdì, 1 Febbraio 2008 @ 9:59am
Ma come puoi insultare così la grandissima Licia? Ekkekkavolo!!!
Licia Troisi è una delle più grandi scrittrici viventi ed i suoi romanzi sono addirittura meglio di Topolino! :-D
Scherzi a parte. Ho letto e apprezzato le tue recensioni (e di fronte all’evidenza che simili romanzi sono stati pubblicati mi sono anche un po’ incacchiato), fortunatamente non ho mai comprato un romanzo di Licia Troisi e a questo punto mai lo comprerò!
Un po’ di coniglietti risparmiati!
Venerdì, 1 Febbraio 2008 @ 8:58pm
Ciao a tutte e tutti.
Regolarmente mi arrivano segnalazioni di amici e parenti che dicono: oh, guarda che si parla anche di te su quel sito là, per la storia della Troisi eccetera. Sono passato un paio di volte a leggere e ho pensato: ok, Licia sta sulle palle a qualcuno e a qualcuno non piacciono i suoi libri. Qualche volta le critiche sono offensive (anche nei miei confronti), ma per carità, a casa propria ognuuno si esprime come vuole. Però, visto che c’è qualcuno che vuole sentire il mio parere, ve lo do. Naturalmente, se volete discuterne e parlarne anche sul mio blog non c’è problema. C’è però una regola da seguire nel mio blog: le critiche sono ammesse, il dissenso incoraggiato. Gli insulti al gestore, cioè me, no. Perché non mi piace quando un blog si trasforma in un bar di gente che si manda a quel paese- chi ti difende, chi ti insulta- e alla fine non si riesce più a parlare. E’ l’unica regola. Per il resto benvenuti (certo, bisognerebbe aprire una discussione apposta, perché discutere di Licia sui post del mio viaggio in Somalia o Crimini, magari è un po’ fuorviante.)
La storia di Licia, per come l’ho vissuta io. Che, tra parentesi, non sono responsabile di collana e non ho responsabilità “economiche”. Sono principalmente uno scrittore e uno sceneggiatore che fa il consulente per la Mondadori. Ho avuto responsabilità di “business”, come si dice, ma alla fine ho preferito essere meno “nella macchina” e dedicare più tempo alla scrittura.
Dunque e brevemente. Il manoscritto di Licia è arrivato davvero sulla mia scrivania circa un anno prima di quella che è stata la pubblicazione del primo volume del Mondo Emerso. Era circa il centesimo fantasy di un esordiente che leggevo ed è stato l’unico che non mi ha annoiato. Perché Licia, a differenza di quelli che avevo letto in precedenza, possedeva un linguaggio fresco, era chiaramente influenzata non solo dai classici del fantasy (spesso gli adepti sono noiosissimi nel loro essere fedeli ai maestri), ma anche da stimoli come i manga, i film, la fantascienza, il thriller. Mi piaceva quello che ne veniva fuori anche se ero sicuro che i puristi avrebbero arricciato il naso, e mi piaceva soprattutto il personaggio principale, il suo combattere un destino terribile, i suoi tormenti etici e personali. Mi ci riconoscevo, in qualche modo. Rispecchiava come mi ero sentito io (naturalmente nel mondo reale e senza un destino tremendo che mi attendeva) quando ero adolescente, e credevo che la stessa cosa valesse per eventuali lettori giovani. Non necessariamente ragazzini. Lo vedevo come un romanzo che poteva piacere a un pubblico di 14 – 18 enni, con eventuali punte in su e in giù.
Lavorammo insieme Licia e io per dividere il volume in tre, perché non ritenevo un volume da mille e rotte pagine qualcosa che si potesse vendere e convinsi i responsabili della Mondadori a pubblicare il primo volume. E dissi a Licia: Guarda, pubblichiamo il primo e non ti garantisco che ci sarà un secondo. E’ un esperimento. Se non lo compra nessuno, si chiude baracca.
Il primo libro fu tirato in 9000 copie, senza pubblicità. Perché in editoria esiste una regola: tu puoi spendere in pubblicità non più del 5 per cento di quello che un libro può incassare, altrimenti vai in rosso. (E ai signori azionisti non frega un tubo, alla fine dell’anno, delle tue ragioni. Le case editrici sono imprese commerciali, che devono far quadrare i conti.) E, come potete immaginare, nel caso di un esordiente, praticamente non si può fare. Per dirvela tutta, facemmo credo duecento poster di cartone formato cinquanta per cinquanta da mettere nelle librerie (che in Italia sono tremila circa) e basta. La prima tiratura andò esaurita in un paio di settimane e ristampammo. Alla terza ristampa facemmo una piccola pubblicità sul giornale, un quadratino su Repubblica, se non mi sbaglio (valore circa seimila euro).
Da allora non abbiamo mai smesso di ristampare. Attualmente Licia ha venduto circa 900.000 copie, tra un edizione e l’altra. E questo perché è piaciuta a molti, che l’hanno consigliata eccetera. Il passaparola e’ l’unica pubblicità che conta davvero in editoria.
Rispondendo ad alcune critiche sparse e inesattezze.
Licia scrive i libri che pubblichiamo. Se avessimo voluto costruire un autore fittizio, avremmo usato una persona famosa, cosa che Licia non era. E, comunque, sono operazioni che non funzionano mai. Ho comunque sentito dire la stessa cosa di tutti gli autori che hanno avuto successo in Italia, da Moccia a Faletti a Lucarelli. C’è sempre qualcuno ben informato dall’interno, che non si firma, ma che ti dice che è tutta una truffa. Be’, potrei mettere qui un post anonimo in cui dico di aver sentito che alla gestrice di questo sito è stato rifiutato un libro da Mondadori, e che da allora è arrabbiata. O che è pagata dalla concorrenza. Ma che modo sarebbe di condurre la discussione? Questa è spazzatura. Diffidate sempre degli anonimi bene informati.
Comunque, non c’è nessun “bene informato” dall’interno che potrebbe dire questa cosa. Perché non è vera, e anche illogica. Se io sapessi scrivere i libri che scrive Licia come li scrive lei, li pubblicherei a nome mio e mi godrei i diritti d’autore. Ah, non è nemmeno parente di qualcuno importante.
Seconda questione, la pubblicità che fa vendere. Se fosse così, tutti i libri venderebbero: ma non succede. Se volete vedere una “vera” pubblicità faraonica, guardate quella che è stata fatta per Follett, per esempio, o quando esce un romanzo di Baricco. E non ha avuto praticamente recensioni sui giornali. Qualsiasi giallista di mezza tacca in Italia ne ha il triplo.
Terza questione: La Mondadori che specula sui cretini. Non so, io non disprezzo mai i lettori. Penso che ognuno trova in un libro quello che cerca, altrimenti non lo legge, o comunque non compra il seguito. E se fosse che la gente si fa convincere a suon di pubblicità (che non c’è stata), questo non spiegherebbe perché sia stata acquistata e tradotta in una dozzina di paesi prima che diventasse così famosa in Italia. Chi compra i libri nelle case editrici estere sono generalmente professionisti con la testa dura, che non si fanno convincere facilmente. Perché se comprano i libri sbagliati li licenziano. E se pensate che il peso di Mondadori funzioni per costringere partner stranieri alla pubblicazione, non si capisce perché non tutti gli autori italiani di Mondadori vengano tradotti all’estero. Certo, come dite voi, forse il mondo è pieno di cretini. Ma forse, semplicemente, a molti Licia piace. Compresi editor stranieri e responsabili di case editrici. Sempre per fare un esempio, in Germania Licia vende come in Italia. Forse, dico forse, dovreste avere più rispetto per l’intelligenza degli altri. Scusate se vi do questo consiglio, ma è gratis, fatene quello che volete.
Per quanto riguarda gli appunti “tecnici” che vengono fatti su questo sito a mo’ di recensione, (ripetizioni, ingenuità ecc) va detto che quasi nessun romanzo di genere (thriller, fantascienza ecc ecc) uscirebbe indenne da una critica fatta in questo modo, fatto salvo per i grandi classici (e non sempre) e che le frasi estrapolate dal contesto lasciano il tempo che trovano, soprattutto se commentati ex post con acredine. Ma forse, e dico forse, semplicemente i libri non vanno letti con l’intento di distruggerli per antipatia personale o invidia. Chi ve lo fa fare? Leggete qualcos’altro che la vita e breve. Io con i libri che non mi piacciono faccio così. E senz’altro non li pubblico.
Ciao. Sandrone Dazieri
Sabato, 2 Febbraio 2008 @ 7:07pm
“Show, dont’tell”, Dazieri!
“le frasi estrapolate dal contesto lasciano il tempo che trovano”, bene mostrami in quale pagina che ho saltato, perché ho estrapolato, è descritto come la foresta ha smesso di essere di pietra, mostrami in quale altra pagina è spiegato per quale ragione il Tiranno debba conquistare il mondo per distruggerlo, mostrami dove è chiarito se la base degli gnomi nemici è vicina o lontana, mostrami quando il tunnel stretto e lungo diventa anche basso.
O vuoi fare al contrario? Prendi Ash della Gentle e trovami decine e decine di incoerenze e stupidaggini. E non sto parlando di un “grande classico”.
In quanto all’acredine e all’invidia è un’emerita cretinata. Se nel romanzo ci mettono quattro giorni a scendere una montagna volando è un dato di fatto (idiota), ed è indipendente se il lettore sia calmo, arrabbiato, invidioso o che altro.
Perché leggiamo i libri che non ci piacciono? Be’, intanto leggiamo anche quelli, e come risposto altrove, per un senso di dovere civico.
È ora di finirla del “boh, non mi piace, faccio finta di niente”. Perché mai? I libri della Troisi fanno schifo, e se anche una sola persona evita di comprarli dopo aver letto le mie recensioni, non sarà stato tempo perso.
E ora il mio di consiglio gratuito: leggi un po’ di più, specie se ti dovrai trovare ancora a fare il consulente in ambito fantasy/fantascienza. Perché una persona che dichiara che i romanzi della Troisi sono originali dimostra la assoluta ignoranza del genere.
Sabato, 2 Febbraio 2008 @ 8:06pm
Signor Dazieri, capisco il suo punto di vista e le innovazioni che ha trovato nel romanzo di Licia Troisi. Quello che non capisco è il suo affermare tra le righe che “vendere è sinonimo di qualità”. Ha citato le copie vendute da Licia Troisi, i paesi in cui i suoi romanzi sono pubblicati, ma era davvero così importante ai fini della discussione? Vendere non elimina automaticamente le incoerenze narrative, vendere non rende decente un qualcosa di trito e ritrito. Si guardi attorno, vada nei vari forum dedicati al fantastico; troverà scrittori che meritano veramente, persone che hanno davvero inventiva e che sono invece confinati in un tugurio, rifiutati a destra e a manca.
PS: Quello che ho appena detto non è dettato dall’invidia. Non sono uno scrittore, né aspiro ad esserlo. Sono solamente un lettore obiettivo.
Sabato, 2 Febbraio 2008 @ 9:03pm
Martello, mio martello,
Dove si è nascosto il mio martello?
La mamma l’ha rimosso,
perché alla Troisi avrei dato addosso.
ecco direi che questo riassume il mio pensiero su tutta la questione.
Gamberetta sei una grande!
Ragazzi pur amando la roba trash, la Troisi nun ja faccio proprio!!!
Sabato, 2 Febbraio 2008 @ 9:16pm
vendere è sinonimo di qualità
beh anche Moccia vende, anche Melissa P. vende…
vuol dire che è di qualità?
Eeeh…poveri noi allora!!!!!!!!
Sabato, 2 Febbraio 2008 @ 9:19pm
Signor Dazieri, benvenuto.
Lungi da me l’idea di buttarla in politica, ma l’attuale padrone di Mondadori ripete da una vita che il telespettatore medio è come un bambino di 11 anni, e nemmeno troppo intelligente.
Sono troppo tendenzioso se mi viene il sospetto che, dopo aver ridotto la televisione a una merda (e non parlo solo di Mediaset), questo arzillo ultrasettantenne abbia imposto il suo cinismo anche nella sua prestigiosa casa editrice?
Domenica, 3 Febbraio 2008 @ 8:06am
@Sandrone Dazieri: Buongiorno, ho letto con attenzione la sua risposta, e ho trovato una cosa che mi ha stupito. Lei dice:
“Il manoscritto di Licia è arrivato davvero sulla mia scrivania circa un anno prima di quella che è stata la pubblicazione del primo volume del Mondo Emerso. Era circa il centesimo fantasy di un esordiente che leggevo ed è stato l’unico che non mi ha annoiato.”
Come mai, telefonando alla redazione editoriale di Mondadori ci si sente rispondere che non siete interessati a visionare manoscritti fantasy e invece solo a lei è capitato di visionarne un centinaio? Vuol dire che se io lo mando lo stesso dopo che mi è stato detto che non vi interessa, voi poi lo leggete?
Domenica, 3 Febbraio 2008 @ 8:22am
Facendo dei brevi ragionamenti su ciò che ha detto il signor Dazieri, ho tratto le seguenti conclusioni:
1) se il romanzo di Licia Troisi è quanto di meglio gli aspiranti scrittori italiani sono in grado di produrre (almeno in ambito fantasy), lo stato della nostra editoria sembra in grave crisi. Non oso affermare che la trilogia de “le Cronache del Mondo Emerso” faccia schifo, non prima di averla letto, cosa che a questo punto mi sento quasi costretto a fare, ma leggendo delle recensioni così dettagliate riguardanti la trama, lo stile ed i contenuti non posso fare altro che ritenerlo un prodotto dozzinale e di secondo piano rispetto ad opere di grandi autori stranieri, che la stessa Mondadori traduce e pubblica. Vorrei poi evidenziare l’obiezione espressa dall’utente Angra: se la redazione editoriale della Mondadori non è interessata a visionare manoscritti di opere fantasy, com’è possibile che lei abbia avuto modo di visionare centinaia di manoscritti?
2) Il marketing e la capacità di vendere hanno senza dubbio il primato su qualsiasi altro parametro di valutazione di un’opera, sia essa un romanzo, un film o uno show televisivo. Vengono distribuiti i prodotti “che vendono”, a scapito della loro effettiva qualità. E’ la legge del mercato. E purtroppo la colpa non si può addossare (interamente) a chi distribuisce le opere, perchè c’è gente che le compra. Un paragone ovvio è con il mondo del cinema, in cui blockbuster infarciti di effetti speciali sbancano i botteghini: film in maggior parte privi di contenuti, ma che la gente va a vedere lo stesso. Bisogna sottolineare che il ruolo della pubblicità è di primaria importanza nel mondo del cinema ed abili operazioni commerciali sono in grado di far vendere prodotti pessimi. Un paragone simile si può fare con gli show televisivi: una buona fetta dell’audience televisiva vuole vedere reality show e questo è ciò che le emittenti trasmettono. Il mondo dell’editoria ormai funziona allo stesso modo. La maggior parte delle persone non sceglie di comprare un libro per il suo valore intrinseco, ma perchè è nella top 10 dei libri più venduti. Considerando poi che il lettore medio legge tre libri all’anno, si ritroverà tra le mani “Il Codice da Vinci”, “Melissa P.” e “Io Uccido” e valuterà altre opere secondo i canoni sviluppati leggendo libri simili. Secondo quanto dice il signor Dazieri nel caso de “Le Cronache del Mondo Emerso di Licia Troisi” non c’è stata alcune operazione di marketing in grande stile prima che il primo libro della trilogia iniziasse a vendere migliaia di copie. Le incredibili vendite dei romanzi della Troisi sono dunque da imputare ad una altrettanto incredibile fortuna, ad un’operazione di passaparola e al fatto che questi romanzi soddisfino i gusti (pessimi) e le aspettative (scarse) del pubblico che li legge? Di ciò non mi stupirei.
3) Ho poi una domanda per il signor Dazieri. Lei ha affermato che il primo lancio de “le cronache del mondo emerso” è stato fatto con un numero limitato di copie per valutare la presa sul pubblico. Un sistema simile è stato (o viene) adottato dalla vostra redazione editoriale anche con le opere di altri autori emergenti o quello di Licia Troisi è una caso a parte?
Domenica, 3 Febbraio 2008 @ 11:04am
A domanda rispondo. Ogni giorno ricevo manoscritti, sia alla mia email personale, sia via posta. Almeno uno, spesso due. Fa 400 all’anno circa. Evidentemente non c’è un filtro. Quando qualcuno telefona a me la risposta e’ sempre la stessa “Manda e porta pazienza” a meno che sia qualcosa di cui non mi occupo (non so… poesia). Negli ultimi due anni ho pubblicato qualcosa come quindici esordienti. Nella collana che si chiama Colorado Noir, per esempio, che ho curato sino a dicembre, ho pubblicato credo dodici esordienti per il giallo/thriller. In strade blu posso citare il collettivo Kai Zen (esordiente). Negli Omnibus Giulio Leoni (esordiente). Piu’ in generale, Mondadori pubblica circa una sessantina di esordienti l’anno. Chiaramente le piccole case editrici pubblicano piu’ esordienti, perche’ fanno piu’ ricerca, ma le grandi non si tirano sempre indietro. Alcuni casi straordinari di successo e di qualità degli ultimi due anni nella letteratura italiana provengono da esordienti: Gomorra di Saviano, e Con le peggiori intenzioni di Alessandro Piperno. Poi io non so a chi abbia telefonato Angra. Probabilmente alla persona sbagliata, magari faceva solo letteratura straniera, oppure aveva così tanti manoscritti che non ci stava più nell’ufficio.
In ogni caso, la maggior parte della gente non telefona, manda e basta. Certo, dire che si legge tutto con estrema attenzione e che si risponde a tutti, anche per dire di no, sarebbe una bugia. Quando ero un interno ed ero dotato di segretaria di redazione più o meno lo facevo, adesso rispondo circa a un terzo di chi me li invia. Percentuale di pubblicazione su manoscritto arrivato per caso… uno per cento. Percentuale di successo di questo uno per cento… Dieci per cento.
Pero’ attenzione. Un esordiente di valore viene pubblicato. Sempre. C’e’ una disperata fame di esordienti di valore nell’editoria italiana. Quelli che sono rifiutati a destra e a manca semplicemente non sono bravi, anche se i loro amici e parenti dicono il contrario. Per quale motivo un editore non dovrebbe pubblicare un esordiente bravo, che scrive un genere di successo come il fantasy? Non è logico. Magari io non me ne accorgo che è bravo, ma tutti gli editor di tutte le case editrici italiane, da quelle grandi a quelle piccole? Su, dai… E’ una sciocchezza. Tipica di chi si è visto rifiutare un manoscritto: Sono un genio, loro sono dei cretini e non se ne sono accorti.
Certo, se mi dite che scrive poesie (che non hanno di fatto mercato in Italia) o fantascienza (che ha un mercato piccolissimo) ci sono molte difficoltà in piu’. Ma fantasy, thriller, romanzo storico, anche letteratura pura, non fanno fatica a trovare un editore. Anche se sei un esordiente. A patto che tu sia bravo. I siti degli esordienti, i gruppi di discussione, i forum, li conosco bene, come li conoscono tutti gli editor. Perché andiamo sempre a vedere se troviamo qualcosa di buono. E’ il nostro lavoro, ci pagano per farlo. E se uno e’ bravo come dite, viene notato e avvicinato.
Questione gusti del pubblico. Mi sono già espresso. Ognuno ha i suoi, come i genitali. Discutere di gusti è come discutere di religione, se ci credi ci credi, se no no. Ma pensare che i gusti diversi dai propri siano necessariamente peggiori, che siano diversi perché gli altri sono ignoranti, rozzi, stupidi è razzismo. Intellettuale, se volete, ma sempre razzismo. Io non mi scandalizzo se un teeneager legge Moccia. MI scandalizzo che la maggior parte dei teeneager non leggano nulla. Che metà della popolazione italiana non legga neanche un libro l’anno.
Qualità. Mai detto che vendere sia sinonimo di qualità. Ma prima bisogna mettersi d’accordo cosa si intende per qualità. Barker è più di qualità di Roth? E se preferisco King significa che sono un ignorante o che semplicemente si avvicina più ai miei gusti? Tenete presente che per la critica letteraria italiana, TUTTO il fantasy è merda, non c’è distinzione. E mi batto contro i prediudizi contro il genere da quando ho cominciato il mio lavoro. Però, se un editor straniero compra un autore italiano, significa che vi vede della qualità nel suo lavoro. Altrimenti non lo fa.
Per quanto riguarda il numero limitato di copie e’ normale per tutti gli esordienti, a meno che non siano grandi star in altri campi (non so, le barzellette di Totti). Tenete presente che i libri si tirano in base alle prenotazioni dei librai, cui la forza vendita delle case editrici propone i titoli quattro o cinque mesi prima che vengano pubblicati. Un esordiente mondadoriano, normalmente viene ordinato dalle cinque alle novemila copie, a seconda dell’argomento. Poi, se il libraio finisce il libro lo riordina al magazzino, se il magazzino lo ha terminato viene ristampato.
Bon, con questo la chiudo qui. Se volete farmi altre domande la mia email e’ pubblica e il mio blog pure. Eviterò di tornare a discutere qui, perché il gestore di questo blog pensa che sono un cretino in malafede o un servo dei padroni, o un ignorante che non legge libri, o un gobbo sbavante o… e non mi sembra il caso di indugiarvi troppo. Voglio però ringraziare quelli che tra voi si sono rapportati con me in modo civile: ascoltare opinioni diverse dalle proprie può essere meno divertente che mettersi in gruppo a massacrare qualcuno, ma credo sia più utile.
ciao a tutti e buone letture.
s
Domenica, 3 Febbraio 2008 @ 5:48pm
Dazieri, ma quanti anni hai?
“Maestra, maestra, Gamberetta mi ha trattato male! Guardi qui, ha fatto questo brutto disegno su di me! Non gioco più!”
È vero, io penso che tu sia un incompetente, e allora? Tu sei venuto qui a dirmi che parlo a vanvera (le osservazione che lasciano il tempo che trovano), hai alluso al fatto che non ho reale conoscenza delle cose di cui scrivo (tecniche fra virgolette), mi hai accusato di parlare non sulla base di dati oggettivi ma perché spinta da acredine e invidia e infine hai sollevato il sospetto che se 900.000 persone o quante sono pensano che la Troisi sia brava, be’, magari non sono loro i cretini.
Mi sono offesa? No. Se questo è quello che pensi, liberissimo di esprimerlo, ma c’è una differenza fra noi: io ho mostrato quello che non funziona nei romanzi della Troisi. Tu non hai mostrato il contrario.
Nelle tre recensioni, per filo e per segno, è mostrato come la Troisi non si documenti, non segua neanche le più basilari tecniche narrative (senza virgolette, come il mostrare invece di raccontare, e il rispetto della coerenza interna), non sappia gestire il punto di vista, usi il linguaggio in maniera pacchiana, sia banale e tanto altro.
Questo rende i romanzi della Troisi spiacevoli da leggere per chiunque sia appassionato di fantasy, e certo non aiuta a sfatare il pregiudizio che il fantasy sia merda.
Il resto sono chiacchiere. I problemi legati alla pubblicazione della Troisi e alle vendite sono dovuti al fatto che il romanzo fa schifo. Se la Troisi avesse scritto un bel romanzo ci sarebbero state un millesimo delle polemiche.
Perciò, tornando alla questione centrale: io penso che tu sia un incompetente e sia vergognoso che tu abbia avuto (hai?) la responsabilità di scegliere di pubblicare romanzi fantasy.
Perché non dimostri il contrario? Secondo te perché un editor in Germania o dov’è ha scelto anche lui di pubblicare la Troisi i difetti scompaiono? Per me no. Non è una questione di autorità. La coerenza interna è, come suggerisce il nome, interna al romanzo, ed è tale (o non è tale) indipendentemente se il Papa, la Dea Kalì o chiunque altro pensa il contrario.
E chiudo con “ascoltare opinioni diverse dalle proprie può essere meno divertente che mettersi in gruppo a massacrare qualcuno, ma credo sia più utile.” Quale utilità?! A me piace scrivere e piace il fantasy. I due tuoi interventi quale utilità hanno avuto? Non sei mai entrato nel cuore del discorso, ovvero narrativa e fantasy. Forse non puoi, perché sei un incompetente ignorante del genere? Non è vero? Perché non lo dimostri?
Non posso certo obbligarti, ma se davvero vuoi essere utile a qualcuno, sarebbe bello che spiegassi perché quelli che a me paiono così lampanti difetti, tali da rendere i romanzi della Troisi i peggiori che abbia letto in vita mia, in realtà non lo siano. Possibilmente evitando il “perché tanto vende!” o “perché l’editor tedesco dice così!!!”.
Per tua comodità questo commento ti è stato inviato anche via mail.
Domenica, 3 Febbraio 2008 @ 7:22pm
A voler essere sinceri, una parte del discorso di Dazieri ci sta. Quando parla degli esordienti pubblicati dalla Mondadori,