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Copertina di Nihal della Terra del Vento Titolo originale: Nihal della Terra del Vento
Autore: Licia Troisi

Anno: 2004
Nazione: Italia
Lingua: Italiano
Editore: Mondadori

Genere: “Fantasy”
Pagine: 380

Ho deciso di recensire uno alla volta i sei romanzi della Troisi. Avevo una mezza idea di recensire la prima trilogia quale un tutt’uno, basandomi sui miei ricordi della prima lettura, ma sarebbe stato poco professionale. Perciò ho ripreso in mano i romanzi e ho deciso di rileggerli e recensirli via via. Questa prima recensione servirà anche come introduzione generale all’opera della Troisi.

Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana…

Questa storia comincia un giorno del 2003. Licia Troisi, giovane laureanda in fisica e aspirante scrittrice, mette la parola fine alla sua opera fantasy, un tomo da 1.000 e passa pagine. Senza indugio spedisce il malloppo a Mondadori, e tre mesi dopo riceve una telefonata: la Mondadori è disposta a pubblicarla!

La storiella di cui sopra narrata dalla viva voce di Licia Troisi

Se questa storia fosse un romanzo, già al primo paragrafo avrebbe problemi di credibilità. Infatti è noto che le grandi case editrici, e non solo loro, sono molto restie a pubblicare opere di esordienti, specie nell’ambito della narrativa fantastica. Non è difficile verificare questo fatto semplicemente recandosi in libreria: sebbene negli ultimi tempi le cose siano migliorate, gli esordienti in ambito fantasy pubblicati da Mondadori o Rizzoli o simili si contano sulle dita di una mano sola, monca.
Un altro fatto noto è che per quanto uno sia bravo o abbia poi dimostrato di essere in sintonia con il pubblico, è difficile che tali qualità siano riconosciute subito. Da Verne a Heinlein e da Stephen King alla Rowling, quasi tutti si sono beccati più di un rifiuto a inizio carriera, e spesso anche dopo.
Qui abbiamo una scrittrice esordiente che spedisce a una sola grande casa editrice e immediatamente viene scelta per la pubblicazione. Ha dell’incredibile. Tre possibili spiegazioni:

La Troisi è raccomandata. È amica di questo o di quell’altro, o c’è qualche altro losco intrallazzo sotto. Non voglio credere a quest’ipotesi! E non perché sia improbabile o perché creda nell’onestà delle persone o delle case editrici, non ci voglio credere perché io disprezzo la signora Troisi. Una Troisi raccomandata è una Troisi che sa di aver scritto una marea di scempiaggini, è una Troisi cinica e consapevole. Potrei quasi avere in simpatia una persona così, e non voglio! Nella mia scala di valori è meglio essere disonesti piuttosto che scemi, perciò preferisco figurarmi la Troisi scema.

La Troisi ha scritto un capolavoro. Ipotesi che si può scartare senza problemi. Persino tra le fan scatenate della Troisi, quelle che dormono con gigantografie di fan art di Sennar appese sopra il letto, persino tra queste cerebrolese non è così facile trovarne che dichiarino che Nihal è un capolavoro.

La Troisi è stata fortuna. È la risposta che fornisce la Troisi medesima quando nelle interviste le si domanda a tale riguardo. Ha avuto un’inaudita fortuna. Questa è l’ipotesi più deprimente, perché non lascia alcun margine per agire e migliorarsi.
Una persona molto ricca. Le si chiede il segreto del suo successo. Risponde di aver rapinato una banca. È questione di scelta: vuoi diventar ricco? Rapini la banca. Vuoi rimanere onesto? Non diventi ricco.
Una persona vince la medaglia d’oro alle Olimpiadi nella maratona. Le si chiede il segreto del suo successo. Risponde che si allena 16 ore al giorno ogni giorno, Natale compreso. È questione di scelta: vuoi vincere la medaglia d’oro? Devi ammazzarti di fatica a furia di allenamento. Vuoi spassartela? Non vinci la medaglia d’oro.
Una scrittrice esordiente viene pubblicata da una grande casa editrice. Le si chiede il segreto del suo successo. Risponde che è stata fortunata. È questione di… cosa? Non c’è niente da fare! Puoi rapinare la banca come non farlo, allenarti come dormire tutto il giorno, non cambierà niente, perché è solo questione di fortuna.
È difficile basare, non dico una carriera, ma anche solo un hobby sulla mera fortuna. A questo punto conviene darsi al Super Enalotto o al gioco d’azzardo: con un po’ di fortuna si avranno i soldi per pubblicare in proprio!

Quel che ho scritto finora non è una novità, se ne è parlato parecchio ai tempi dell’esordio della Troisi. Tanto per citare una fonte al di sopra di ogni sospetto:

La propria potenza editoriale la Mondadori l’ha spesa puntando su una giovanissima ragazza esordiente, Licia Troisi. Alla faccia di tutti gli scrittori che fanno gavetta, spendono anni a migliorare la propria scrittura, si fanno assistere da editor capaci, scrivono e riscrivono e riscrivono, partecipano a concorsi, e poi finalmente, quando si sentono maturi, lavorano al loro primo romanzo: qui abbiamo una giovane (va be’, in confronto a Paolini è quasi una vecchietta…) che comincia subito scrivendo una saga fantasy di mille pagine, la manda a Mondadori tanto per provare e la Mondadori non solo le accetta il libro, ma lo stampa in rilegato in decine di migliaia di copie, fa pubblicare pagine intere di recensione/pubblicità su settimanali come Panorama o quotidiani come Repubblica.
E’ quel genere di cose che ai bravi scrittori in genere fa prudere le mani. Ma il libro lo comprano lo stesso, per vedere in cosa loro hanno sbagliato, e dopo averne iniziato la lettura si rendono conto che forse hanno sbagliato proprio il pianeta in cui vivere. Perché forse tutto sommato qualcosa da imparare prima di arrivare alla grande tiratura ce l’aveva anche lei.
Aspettiamo incuriositi e anche un po’ preoccupati i risultati delle vendite delle Cronache del mondo emerso. Preoccupati perché ci attanaglia un timore terribile. Quello che alla fin fine un libro di questo tipo possa vendere molto più di un libro di qualità, andando incontro alle aspettative dei piani alti del palazzone di Segrate. Perché la pubblicità comunque ha il suo effetto, qualunque sia il prodotto. E perché abbiamo il sospetto (speriamo con tutto il cuore di sbagliarci) che per vendere davvero tante copie il fatto di scrivere qualcosa che ricorda altri mille libri già letti non importi così tanto, perché la maggior parte della gente gli altri mille libri non li ha letti affatto; perché dettagli stonati e scrittura ingenua, in fondo non vengono notati o forse sono addirittura più congeniali a un pubblico generico poco avvezzo alla lettura.
Magari dopo aver letto questo libro proveranno con qualcosa di diverso, e scopriranno un intero universo di libri anche migliori.
L’alternativa è che mettano via il libro sconcertati pensando che tutto sommato aveva ragione il loro vecchio professore di italiano, che tutta la fantasy (come anche la fantascienza) è roba tirata via buona solo per la spiaggia e il treno, e che tornino a leggere i buoni vecchi classici. Magari domani, oggi facciamoci una partitina con la Playstation.

Era Silvio Sosio in un vecchio editoriale (20 Aprile 2004) su Fantascienza.com. Al di sopra di ogni sospetto perché la Delos (la casa editrice che gestisce tra gli altri i siti di Fantascienza.com e FantasyMagazine) ha sempre avuto un occhio di riguardo per gli scrittori italiani. Specie negli ultimi tempi. Specie se pubblicati da Mondadori.
Lo stesso Sosio, commentando il suo editoriale qualche giorno fa, a quattro anni di distanza, è rientrato nei ranghi:

[...] direi che nel frattempo Licia Troisi è cresciuta e ha mantenuto le promesse. D’altro canto ormai le librerie sono piene di libri fantasy di livello abissalmente peggiore di quello dei suoi libri.

Anche se la prima parte può essere intesa in maniera ironica: sì Licia Troisi ha mantenuto le promesse, prometteva di scrivere schifezze, ha continuato imperterrita a scriverne.
Quello che è cambiato in questi quattro anni è stato il successo commerciale della Troisi, questo innegabile. I numeri sono ballerini, ho letto di tutto, da 100.000 a 600.000 copie vendute per tutti e sei i romanzi, ma qualunque sia la cifra è un successo straordinario, senza discussioni. Quando si pensa che Andrea D’Angelo, che spesso viene considerato il secondo più “importante” scrittore di fantasy in questo momento in Italia, vende poco più di 1.000 copie del suo ultimo romanzo, si può capire quanto i numeri della Troisi siano eccezionali.

Perciò finora la storia è questa: esordiente scrive una boiata e incredibilmente viene pubblicata al primo colpo da un grande casa editrice. Vende moltissimo.

Sarebbe di sicuro interesse sociologico capire perché la Troisi abbia venduto tanto. Io credo che le ragioni non abbiano niente a che fare con l’opera in sé: dipendano da pubblicità, copertina e distribuzione. Con la stessa pubblicità alle spalle, bella copertina e distribuzione capillare, anche D’Angelo o Giannone o Falconi o qualunque altro scrittore italiano attuale di fantasy avrebbe venduto cifre simili. Ma è un discorso inutile: anche se analizzando le vendite della Troisi si riuscisse a tratte la ricetta del successo editoriale non servirebbe a niente. Come ricordato il segreto è solo la fortuna. Dunque perché perder tempo a cercare formule inutili?

Quadrifoglio
Tutto quello di cui uno scrittore ha bisogno

Più interessante è capire se tale successo abbia o stia beneficiando in generale al fantasy in Italia.
Dal punto di vista della “critica” o anche solo dei lettori smaliziati. È stato un danno. Se prima uno aveva dei pregiudizi sulla fantasy italiana ora li ha visti confermati in pieno. Se prima uno ci pensava due volte prima di comprare un fantasy scritto da un italiano ora ci pensa sopra cinque volte e poi non lo compra.
Dal punto di vista del pubblico. Difficile giudicare, la speranza è che le tante persone che iniziano a leggere fantasy (o anche solo a leggere) con la Troisi si appassionino all’hobby in sé, piuttosto che alla scrittrice e finiscano per leggere anche altro. Si può solo sperare, non ho idea se si stia verificando.
Dal punto di vista delle case editrici. Il successo della Troisi avrebbe dovuto convincere altre case editrici a puntare di più su scrittori italiani in campo fantasy. È in parte successo, si pubblicano molti più italiani rispetto a quattro anni fa, ma non mi pare si sia mosso moltissimo. La stessa Mondadori dopo la Troisi non ha più pubblicato nessun’altro esordiente italiano in tale ambito. Perciò forse un effetto positivo la Troisi l’ha avuto, ma non credo molto intenso.
Dal punto di vista degli scrittori. È stato un disastro. I danni che ha prodotto la Troisi sono incalcolabili. La Troisi, sia nei romanzi in sé, sia nel modo in cui li scrive, è un manuale vivente su come non scrivere. La Troisi non si documenta, non legge niente del campo in cui scrive, non revisiona, se ne infischia non solo delle più basilari regole della narrativa, ma persino del buon senso. Diventa difficile spiegare a qualcuno che per produrre qualcosa di decente ci vuole applicazione, fantasia, impegno e anche un pizzico di talento, quando senza nessuna di queste doti si riescono a vendere centinaia di migliaia di copie.
L’esercito di quelli che pensano: non ho niente di nuovo da dire, credo di scrivere da cani, ma se la Troisi ha tanto successo, posso averlo anch’io! è vastissimo. Purtroppo è tutto vero: sì, possono avere anche loro successo, in fondo è sempre e solo questione di fortuna, giusto? ma è anche vero che scrivono da cani, perciò la loro eventuale fortuna sarà ancora a scapito di tutti gli altri.
Senza contare i giovani (o meno giovani) “scrittori”, questi sì senza alcuna speranza, che credono davvero che la Troisi sia brava e vogliono imitarla! Per carità, no! Ne basta e avanza una!
La tenue speranza è che la Troisi non sia riuscita a spronare solo una massa di gonzi, ma anche qualche scrittore degno di questo nome. Chissà! Per ora la Troisi rimane solo un pessimo esempio.

Cronache del Mondo Emerso

La prima trilogia della Troisi in realtà non era una trilogia. Lei ha mandato un volume unico a Mondadori, è stata Mondadori a decidere di spezzare il romanzo in tre parti, da stamparsi a caratteri cubitali a prova di orbo, per cercare di cavare quanti più soldi possibile al pubblico. Operazione per altro riuscita benissimo.

Copertina de Le Cronache del Mondo Emerso
Cronache del Mondo Emerso, il volume unico

La vicenda inizia con Nihal della Terra del Vento.

Nihal è una ragazza adolescente, ma non una ragazza qualunque. Nihal ha i capelli blu e gli occhi viola: è l’ultima mezzelfo, l’ultima rappresentate di tale stirpe nel Mondo Emerso. Nihal è una guerriera eccezionale e ha il fisico di una modella. La Troisi non si risparmia con la sua beniamina:

Non si poteva dire che rispondesse ai canoni tipici della bellezza, ma tutta la sua figura emanava fascino. Sotto le lunghe ciglia i suoi occhi viola avevano uno sguardo fiero. Era sottile come un giunco, ma aveva anche curve sinuose. Il modo in cui si muoveva in combattimento incantava chi la guardava. E poi, eccezion fatta per il suo maestro, che era l’unico con cui parlasse, era fredda come il ghiaccio.

E ancora:

Osservò i muscoli compatti delle gambe, la pancia piatta, le braccia forti, frutto degli allenamenti con la spada e delle battaglie. Si stupì che il suo corpo fosse cresciuto tanto in fretta, quasi a sua insaputa, trasformandola in una donna: aveva belle forme e un seno forse un po’ abbondante, ma ben disegnato. Si avvicinò al riflesso del suo volto. Ho gli occhi troppo grandi. Però il colore le piaceva: era intenso e profondo.

Lo dico per esperienza personale: è dura guardarsi allo specchio e accorgersi dell’orribile difetto di avere gli occhi troppo grandi. Si vede il tocco della grande Scrittrice che non costruisce un personaggio perfetto, ma aggiunge quei piccoli difetti in modo che ognuna si possa identificare!
Con tali qualità, Nihal potrebbe aspirare a qualunque carriera (televisione? circo equestre?), ma decide di combattere: combattere contro il terribile Tiranno, un despota sanguinario che da quarant’anni sta cercando di sottomettere al suo volere l’intero Mondo Emerso. Inoltre il Tiranno, per qualche oscura ragione, ha sterminato tutti gli altri mezzelfi del Mondo. Come ci sia riuscito non è ben chiaro. Infatti la storia che imbastisce la Troisi è la seguente: il Tiranno dapprima viene aiutato e poi si rivolta contro i Re di quattro delle otto “Terre” che compongo il Mondo Emerso. In poco tempo è padrone di metà del Mondo, ma in quarant’anni di guerra non riesce a conquistare neanche una pagliuzza del resto. Ai mezzelfi sarebbe bastato rifugiarsi in qualche Terra ancora libera per continuare a vivere in pace. Ma non l’hanno fatto e sono rimasti a farsi massacrare. E se si cerca una ragione, per questa e per tutte le assurdità che seguiranno, ne offro due: ragione numero uno, “è un fantasy!!!”; ragione numero due: “perché sì!!!”.

Il desiderio di vendetta di Nihal condurrà la giovane eroina in giro per il Mondo, e le farà vivere mille avventure. O qualcosa del genere.

Mappa del Mondo Emerso
Mappa del Mondo Emerso. Clicca per ingrandire

Nihal della Terra del Vento è un romanzo allucinato. È un romanzo che quasi a ogni pagina fa a botte con il Buon Senso e ne esce sempre vincitore! È un romanzo così ingenuo e sconclusionato che a tratti suscita tenerezza. È anche un manuale sul come non scrivere: la Troisi compie ogni errore possibile e immaginabile (e anche molti che non mi sarei mai immaginata!).
È la pietra di paragone negativa per il fantasy, è una specie di zero assoluto, ogni altro romanzo può essere classificato indicando quanto sia meglio di Nihal.

Documentarsi è brutto

La Troisi scrive senza sapere di quel che parla. Non solo, ma neanche le vengono dei dubbi. Faccio subito un esempio lampante:

Dopo le iniziali difficoltà, però, Nihal prese confidenza con quell’arma insolita. La forza non era fondamentale per usarla e, superata la frustrazione per i bersagli mancati, prese a darle grandi soddisfazioni. Scoprì di avere ottima mira, un dono che pochi altri condividevano nel suo gruppo, e si impratichì nel tirare anche in movimento.

Qui, quello che la Troisi definisce “arma insolita” sono arco e frecce. La forza è fondamentale per usare un arco! Ma mettiamo che una non lo sappia, possibile che non abbia mai sentito le tante leggende legate alla difficoltà di tendere gli archi? Ulisse e il suo arco che nessuno dei proci riusciva a usare? Possibile che a quel punto non le venga voglia di controllare? Ci vogliono meno di cinque minuti per scoprire che un arco richiede proprio in particolare forza e addestramento per essere usato. CINQUE MINUTI, non di più.

Arco Lungo Inglese
Arco Lungo Inglese: poteva avere un libbraggio di 140 e oltre libbre (65 chili)

Il problema è a monte, è l’idea che scrivere sciocchezze abbia lo stesso valore che l’essere verosimili. O, peggio, che la verosimiglianza non abbia importanza, sia un orpello e nulla più: così si ottiene quel tipo di narrativa che Lovecraft chiama “immatura, volgare e ciarlatana”. Lovecraft ha ragione.

Ma fosse solo un arco, sarebbe nient’altro che un particolare. Non è solo un arco, l’arco è appunto un esempio. Ogni volta che la Troisi prova a parlare di un qualunque argomento legato alla sfera militare dimostra un miscuglio di ignoranza e stupidità che lascia esterrefatte.
Ci sono eserciti composti da centinaia di migliaia di soldati che riescono ad attraversare una pianura e mettere sotto assedio una città nell’arco di trenta secondi! Altro che blitzkrieg! Ci sono catapulte che colpiscono al volo dei draghi in aria, Generali che ordinano l’assalto a fortezze che stanno già per capitolare di loro (vedi l’articolo del mese scorso), scelte di vestiario quanto meno bizzarre… uh… questa merita la citazione!
Piccola premessa: i Cavalieri dei Draghi sono l’elite combattente del Mondo Emerso, ne sono operativi qualche centinaio e l’apposita Accademia non ne sforna più di quattro o cinque l’anno. Nonostante siano così in pochi, pare che diano un contributo fondamentale agli sforzi bellici delle Terre libere. Sono l’arma più preziosa per i “buoni”.
Per selezionare chi riceverà l’addestramento a Cavaliere, i cadetti all’ultimo anno dell’Accademia sono mandati in battaglia e…

A ciascuno di loro sarebbe stato dato un corpetto a colori sgargianti, che permettesse di identificarli come allievi dell’Accademia. In quel modo per il supervisore sarebbe stato più facile controllare il comportamento dei ragazzi in battaglia.

Pare solo a me un’idea demente? Le truppe più preziose delle Terre libere mandate allo sbaraglio con tanto di corpetto a colori sgargianti, in modo che ogni nemico sappia chi sia da uccidere a ogni costo! È geniale! Grande Licia!!!
Per usare un termine inglese, Licia è clueless, non ha la più pallida idea.

[Nihal] Poi scendeva in campo con tutta la foga di cui era capace, sempre prima tra quelli del suo gruppo, incurante del pericolo. Molte battaglie le vinse, molte le perse, e dovette abituarsi a vedere il suolo coperto di cadaveri di commilitoni.

Queste battaglie molte vinte, molte perse, si svolgono nell’arco di due mesi. In tutta la Guerra dei Trent’Anni ci sono state una quarantina di battaglie… a quanto pare nel Mondo Emerso invece si combatte un giorno sì e uno no, con questo ritmo non c’è il tempo di finire una battaglia prima di cominciare la successiva! Interessante poi il particolare che Nihal e i suoi hanno perso molte battaglie: si direbbe che combattendo contro il Tiranno, che punta all’annientamento del nemico, perdere anche solo una battaglia sarebbe di troppo, ma evidentemente mi sbaglio io.

Il concetto di disciplina militare e di come funzioni un’Accademia sono per la Troisi misteri insondabili. Come le basi aeree della Novik sono villaggi turistici, così lo sono gli accampamenti della Troisi. Non ci sono turni di guardia, non c’è una catena di comando (i Generali parlano di continuo con le reclute), la gente va e viene come meglio le pare, e Nihal, dopo più di un anno di addestramento:

«Preparati che si esce!»
Si esce? Nihal si vestì in fretta e furia e balzò fuori dalla stanza. «E dove andiamo? Piove!»

Oddio piove!!! Ido, il maestro gnomo di Nihal, le risponde per le rime, sembra quasi una versione per l’asilo di Ufficiale e Gentiluomo.

«Non mi risulta che una guerra si sia mai fermata per la pioggia. Gli esseri di questo mondo si ammazzano con il bello e con il cattivo tempo, mia cara» disse Ido [...]

Nihal non è ancora convinta:

Nihal era allibita: la mandavano ad addestrarsi con un mezzo uomo che si voleva allenare sotto la pioggia e non sapeva nulla del suo drago.

Io m’immagino la Troisi seduta alla scrivania durante una giornata di pioggia. Scosta le tendine e guarda fuori: piove forte, e i pochi passanti si affrettano a rifugiarsi dentro gli androni dei palazzi. Torna a fissare il monitor, rilegge quel che ha scritto e pensa: “Uhm, addestrarsi sotto la pioggia? Non sarà un po’ esagerato? I soldati veri mica lo fanno, perché altrimenti… ecco… si bagnerebbero! Ma Nihal è una dura!”
Grande Licia!!!

Locandina di Ufficiale e Gentiluomo
Locandina del film “Ufficiale e Gentiluomo”

Raccontare

Mostrare, non raccontare! Per chi fosse anche lui clueless: “Nihal infilò la spada nella pancia di un fammin [mostro troisiano, stile orchetto], trapassandolo da parte a parte, quando estrasse la lama sangue nero prese a uscire a fiotti. Il mostriciattolo cadde in ginocchio, Nihal con un fendente gli mozzò la testa.” Questo si chiama mostrare. “Nihal uccise un fammin.” Questo si chiama raccontare. Il raccontare è una sorta di riassunto degli eventi.

Sul quando sia opportuno mostrare e quando raccontare si potrebbe andare avanti per giorni, ma in certi casi è facile decidere: quando un avvenimento è importante per la storia, occorre mostrarlo.

La città era libera. Non era un risultato da poco: in quarant’anni di guerra erano state poche le volte in cui l’esercito delle Terre libere era riuscito a strappare territori al Tiranno.

La liberazione della tal città è stata una delle più significative imprese belliche in quarant’anni di guerra. Sembra un avvenimento importante, almeno a me! Non per la Troisi, che decide di sbrigarsi in pochi paragrafi dove tutto è raccontato e niente mostrato:

Nihal si lanciò fra i primi con un furore e una rabbia anche maggiori della prima volta che aveva combattuto. Si scagliava sui nemici senza alcun timore di esporsi ai fendenti delle asce dei fammin, la mente dominata dal pensiero di distruggere tutto ciò che le capitava a tiro.
Ido ebbe il tempo, dall’alto, di vedere di tanto in tanto la sua allieva che infieriva sul nemico senza pietà.
Anche Nihal, nei pochi attimi in cui la battaglia le dava respiro, osservava il suo maestro volteggiare insieme a Vesa.
L’esercito guidato da Ido sembrava una infallibile macchina da guerra. Lo gnomo comandava le sue truppe con fermezza, senza scomporsi ma senza risparmiarsi. Schivava le frecce e al contempo attaccava senza timore. Le lingue di fuoco del suo drago spargevano il panico sui nemici a terra, presi alla sprovvista dall’attacco improvviso.
Quando la situazione fu ben delineata, Ido lasciò Vesa libero di continuare l’attacco dall’alto e scese a terra a combattere con la spada. Nihal lo seguì sicura, continuando la sua strage.
Fu una vittoria facile: poche perdite, molti prigionieri.

Neanche mezza paginetta e una battaglia importantissima è sbrigata. Non è un caso isolato, quasi tutte le battaglie e i duelli di Nihal sono raccontati e non mostrati. Nihal che si allena con il padre Livon:

Nihal non era dotata di grande resistenza, e la sua tecnica era tutt’altro che impeccabile, ma sopperiva alle lacune con l’intuito e la fantasia. Parava e scartava ogni assalto, sceglieva i tempi giusti per l’attacco e saltava a destra e a manca con grande agilità. Il suo vantaggio era tutto lì, e lei lo sapeva.

È tutto generico, raccontato, riassunto. Nella propria mente non si vede Nihal combattere, si vede l’autrice raccontare che Nihal sta combattendo.
Come detto, capire quando raccontare e quando mostrare può essere difficile, ma non in questi casi! Qui è facilissimo capirlo!
L’altro punto che dimostrano questi esempi e quelli che seguiranno è che la favola dell’editor è un mito. Non so se per ragioni economiche (pagare qualcuno perché revisioni un romanzo costa) o per il semplice fatto che in Italia mancano persone competenti, ma i romanzi fantasy italiani non vengono sottoposti a nessun tipo di editing degno di tal nome. Chiunque lasci passare quanto visto e si definisca editor: non sa fare il suo mestiere. È curioso: perché uno ha la posizione di editor presso Mondadori, o Rizzoli o quel che sia, per antonomasia è adatto a tale posizione. Non è vero, la dimostrazione sono i romanzi pubblicati. La Troisi scrive male, ma chi ha fatto l’editing dei suoi romanzi è altrettanto ignorante rispetto al proprio lavoro.

Un’altra scena raccontata, che in più sputa in un occhio al Buon Senso:

Il punto debole di Fen era la prevedibilità: aveva una tecnica impeccabile ma proprio per questo scontata. In breve tempo Nihal fu in grado di anticiparne le mosse.

A parte l’idiozia dell’equivalenza tra tecnica impeccabile e prevedibilità, idiozia anche a livello linguistico (se la prevedibilità è una pecca, la tecnica non può essere definita impeccabile), due paragrafi dopo:

Nihal trattenne un sorriso d’orgoglio. Combattere con quell’uomo le piaceva. Non era affatto prevedibile. Era preciso. Aveva la capacità di restare lucido. Ed era pronto a tutto pur di vincere.

Dunque Fen è prevedibile o non è prevedibile?
Non è neanche un problema di editor, qui il romanzo non l’ha riletto nessuno, manco l’autrice!
E che dire di:

L’esercito del Tiranno, dopo alcuni giorni di scorrerie per la Terra del Vento, era penetrato nella Foresta per fare incetta di legname, aveva scoperto i folletti e si era lanciato alla loro caccia. Era stato terribile. Tanti erano stati catturati, molti altri uccisi. Phos aveva radunato quanti più folletti poteva e li aveva portati verso l’unico rifugio sicuro: il Padre della Foresta. Non appena i fammin si erano mossi verso il grande albero, il Padre della Foresta li aveva difesi. Con i suoi rami aveva agguantato per la gola quattro o cinque di quegli orrendi mostri e li aveva strangolati. Gli altri si erano dati alla fuga.

I fammin fanno parte di quell’esercito di centinaia di migliaia di cui si parlava prima; dopo che ne vengono agguanti alla gola quattro o cinque (quattro o cinque? Non stiamo parlando di 49 o 50, si distinguono facilmente quattro mostri da cinque mostri…) centinaia di migliaia di compagni si danno alla fuga! Be’, almeno si comincia a capire perché il Tiranno in quarant’anni non ha guadagnato una spanna di territorio!

Albero vivo
È il Padre della Foresta o un Ent qualunque?

Giuro che il mio più grande desiderio, in questo momento, mentre scrivo queste righe, è che l’editor di Mondadori, o il correttore di bozze o il correttore automatico di Word, chiunque abbia letto prima della pubblicazione il romanzo della Troisi mi spieghi perché non ha fatto una piega. Possibile che solo a me paia una tale colossale idiozia?!

A difesa della Troisi, bisogna ammettere che quando mostra era meglio se si fosse limitata a raccontare:

Il ragazzo si fermò un istante per ricaricare il braccio per il successivo fendente e Nihal, rapida, lo colpì al fianco con la spada. La corazza che gli copriva il petto scivolò dolcemente a terra. Il colpo aveva tranciato i lacci in cuoio. Al gigante sfuggì di mano la spada. Restò perplesso per un istante, guardando stupito il sottile segno rosso che gli segnava il petto.

Resto perplessa anch’io: Nihal colpisce il nemico al fianco, il “gigante” perciò perde la presa sulla spada (ma perché?!) e si trova ferito al petto (eh?! Ma se Nihal l’ha colpito al fianco!). Stendiamo un velo pietoso sul design delle armature, con questi lacci di cuoio in bella mostra pronti a essere tranciati dall’avversario di turno. Dicevo? Geniale! Grande Licia!!!
Un altro momento mostrato: Nihal che si taglia i capelli. In fondo Nihal è una ragazza, la Troisi, da Scrittrice con la S maiuscola qual è, sa bene che per le ragazze il parrucchiere è più importante di qualunque battaglia.

Si sciolse la lunga treccia blu, che per anni non aveva visto le forbici. Guardò quel fiume di capelli che le scendeva oltre i fianchi. Erano capelli da regina, quelli di cui cantano i menestrelli, in cui gli amanti annegano dolcemente.
Prese la spada.
Le ciocche caddero a terra una per volta, lentamente.
Quando ebbe finito, in testa aveva una zazzera corta e arruffata.
Gettò i capelli in fondo al giardino.

Ci sono alcuni piccoli particolari stonati in questa scena, del tipo: è notte, Nihal non ha con sé né una lampada, né uno specchio, e la sua spada è affilatissima.

Interludio: Quanto è grande un Drago

Non c’è aspetto del romanzo della Troisi che sia verosimile e coerente. Prendiamo le misure. La Troisi parla di “braccia”, “leghe” e “miglia”. Delle ultime due fornisce pochi esempi e credo sia impossibile fare assunzioni. Riguardo le braccia si sa che:

  • Salazar, la città-torre di Nihal, è alta 1.200 braccia.
  • Il portale d’ingresso di Salazar è imponente, ed è alto 10 braccia.
  • Una cascata che si getta in un “abisso” sono 60 braccia.
  • Un Drago “gigantesco” misura al garrese 4 braccia.

Partiamo dall’ultimo dato. Per chi non lo sapesse, il garrese è il punto più alto della schiena di un quadrupede, dove inizia il collo. Nel Mondo Emerso esistono i cavalli, sono usati regolarmente, e da come sono descritti sono simili ai nostri di cavalli. Nel nostro di mondo, il cavallo vivente più alto al garrese è alto 2,02m, mentre a metà dell’800 visse un cavallo alto fino a 2,20m. Perciò possiamo dire che un cavallo gigantesco è un cavallo con un 2m di altezza al garrese. Nel Mondo Emerso i Draghi sono cavalcati proprio come gli equini, dunque non sembra assurdo immaginarsi un Drago “gigantesco” almeno grande quanto un cavallo “gigantesco”. In realtà a me piace pensare che un Drago sia ben più imponente di un cavallo, ma sto cercando di seguire la Troisi.
Perciò il Drago “gigantesco” è anche lui almeno 2m al garrese, ovvero 1 braccio sono 50 centimetri.

Un grosso cavallo
Cavallo gigantesco o fantino pigmeo?

Questo comporta che: un “abisso” sono 30 metri, una porta imponente 5 metri, e Salazar è alta 600 metri!
Per dare l’idea, proprio in questi mesi si sta terminando la costruzione del grattacielo più alto del mondo, a Dubai, e raggiungerà proprio i 600m di altezza. È richiesta una tecnologia non proprio elementare per innalzare strutture di quel genere, tecnologia che i popoli del Mondo Emerso non possiedono. Né è mai accennato che tali prodigi possano essere realizzati con la magia. Ma questo sarebbe il meno, il problema è che Salazar è composta da cinquanta piani, cioè un piano ogni 12 metri e:

Il ragazzino poteva quasi sentire il suo fiato sul collo. Si gettò per le scale ma cadde rovinosamente due piani più in basso. Si rialzò dolorante, controllò di essere al piano giusto, quindi si buttò fuori dalla finestra. [...]
«Ti sei fatto male?»
Barod [il ragazzino] si guardò le ginocchia sbucciate.

Il ragazzino prima rotola giù per 24 metri di scale, poi salta da una finestra a un piano inferiore, salto di altri 12 metri e si sbuccia le ginocchia… io invito con tutto il cuore la signora Troisi a sperimentare di persona questo salto!
Il “bello” è che la Troisi è laureata in fisica. Verrebbe da chiedersi come abbia fatto. Ma so già la risposta: fortuna!
Si può ridurre il braccio per salvare la vita a Barod, ma così facendo un “gigantesco” Drago diventa più piccolo di un pony…

Il Personaggio di Nihal

Dopo la pausa aritmetica, che sono sicura molti avranno seguito con le dita ben premute contro le orecchie e gli occhi chiusi, gridando a voce alta: “fantasy, fantasy, fantasy!” veniamo a parlare dei personaggi del romanzo. La protagonista assoluta è Nihal, anche se una piccola fetta di spazio riesce a ritagliarsela l’amico mago Sennar.

Nihal è imbattibile con la spada e qualunque altra arma. Nihal è bellissima. Nihal è capricciosa, maleducata e indisponente. Nel romanzo la Troisi ci tiene sempre a sottolineare come facendo i capricci a più non posso si riesca sempre a ottenere quel che si vuole. Infatti più che con la forza, è frignando che Nihal si fa strada nella vita. Nihal scoppia a piangere ventidue (22) volte in 380 pagine! E non ho contato le volte che riesce a trattenersi all’ultimo istante e i pianti multipli, quando inizia a singhiozzare, poi piange apertamente, poi tira su col naso, e così via. Ho messo solo le occasioni nella quali è passata da occhi asciutti a piagnisteo. Ventidue volte. È incredibile!
Ecco dunque una vera sintesi di Nihal della Terra del Vento!

Per tutta risposta Nihal gli sferrò un sonoro pugno sul naso e scappò via in lacrime.
Nihal si chiuse in un silenzio astioso, mentre calde lacrime di rabbia le solcavano le guance.
Nihal sentì le lacrime pungerle gli occhi.
Allora cadde in ginocchio e lo sconforto l’attanagliò così forte che iniziò a piangere.
Riprese a piangere sommessamente: sentiva il disperato bisogno di avere vicino qualcuno con cui parlare.
Nihal gettò via la spada e gli si avventò contro piangendo.
Sapere che Fen aveva già una donna la faceva soffrire, e versò anche qualche lacrima da amante disperata.
Vederli insieme era una sofferenza e qualche volta, in totale solitudine, Nihal scoppiava in lacrime, ma non avrebbe rinunciato a quell’amore per nulla al mondo.
Nihal iniziò a piangere. Le lacrime le sgorgavano dagli occhi, senza che lei riuscisse a trattenerle.
[Sennar] Ricordava ancora i discorsi vuoti che gli avevano fatto i soldati per cercare di consolarlo. Meglio il silenzio. Vedendola [Nihal] in lacrime, però, non poté più tacere.
Nihal non rispose. Guardava e riguardava quel foglio consumato dagli anni. Gli occhi le si riempirono di lacrime.
Gli occhi di Nihal iniziarono a colmarsi di lacrime.
Gli occhi le si riempirono di lacrime e l’assalì una rabbia incontrollabile.
Pianse a lungo, cercando di soffocare i singhiozzi e asciugandosi con rabbia le lacrime, che si strappava dal volto con il dorso della mano. Si assopì piangendo.
Lei si liberò dalla stretta, poi esplose in un pianto rabbioso.
Continuò a urlare, la voce rotta dai singhiozzi, le guance solcate dalle lacrime.
Improvvisamente lacrime calde iniziarono a rigarle le guance.
Il volto della giovane mezzelfo rigato dalle lacrime apparve sullo specchio dell’acqua per sparire subito dopo.
La ragazza abbassò lo sguardo sulle coperte. Non voleva che lo gnomo si accorgesse che gli occhi le si stavano riempiendo di lacrime.
Lacrime calde iniziarono a rigarle il viso sporco di polvere e di sangue.
Nihal cadde in ginocchio, le mani serrate sulle orecchie e gli occhi pieni di lacrime.
Nihal sorrise amara, mentre le lacrime riprendevano a farsi strada lungo l’ovale del suo viso.

Ora viene una parte così involontariamente ridicola che mi ha fatto cascare dal letto a furia di ridere: Ido, il maestro di Nihal, nel bel mezzo di questo fiume in piena di lacrime.

Ido le cinse le spalle. «Piangi, piangi finché vuoi. Da quanto non lo facevi?»

“Da quanto non lo facevi?” “Da quanto non lo facevi?” Ma ROTFL!!! Da tre righe!
Se la Troisi ci avesse messo solo un briciolo di autoironia, Nihal sarebbe potuta essere una lettura piacevolissima. Ma come anche Novik e Meyer, scrive cretinate del tutto seria. L’ironia non fa mai capolino, è tutto da prendere con mortale serietà.

Ragazza che piange
Una foto di Nihal!

Secondo molte commentatrici, Nihal rispecchierebbe le adolescenti di oggi, i loro problemi e il loro carattere. Scemenze. Nihal rispecchia una scrittrice senza esperienza, né dal punto di vista della scrittura, né dal punto di vista della conoscenza del genere. La stessa Troisi non ha difficoltà ad ammettere che la propria conoscenza del fantasy, al momento di stendere le Cronache, non andava al di là del Signore degli Anelli e di qualche manga.

Del personaggio di Sennar riparlerò in futuro quando recensirò il secondo volume delle Cronache. Gli altri personaggi di questo primo volume non vanno oltre il cliché: Soana è una maga bellissima, Fen l’amore impossibile, Ido uno gnomo che si comporta da nano, Laio un vigliacco che si comporta da idiota.
I nemici restano nell’ombra. Il Tiranno è solo citato, non agisce mai in prima persona, e il suo tirapiedi Dola è visto solo da lontano, in groppa al proprio Drago.

Interludio Bonus: Deus Ex Machina!

Poteva mancare? Ecco qui:

Pensa, Nihal. Respira. Pensa. Una via di fuga. Tutto quello che ti serve è una via di fuga.
Il condotto! Era ancora una bambina quando, giocando, l’aveva scoperto. Passava esattamente dietro la bottega e anticamente veniva usato per la manutenzione delle mura: un cunicolo scuro e senz’aria costruito nell’intercapedine del muro di cinta.

Nihal è ferita e braccata dai fammin, e guarda caso ecco che si ricorda di un condotto d’emergenza che aveva scoperto giocando da bambina. Il romanzo si apre con Nihal bambina che gioca, ma di questo condotto non v’è traccia…

Scrivere semplice

La Troisi ha un solo pregio: scrive in maniera semplice. Non scrive bene, ma almeno scrive chiaro.

Spesso lo stile della Troisi è però ridondante e pieno di parole inutili. Si va da obbrobri quali: “I mercanti mercanteggiavano” (editor Mondadori, se ci sei batti un colpo) a frasi come “Era una sorta di castello piuttosto massiccio [...]” senza ulteriore specificazione.
Esperimento mentale: immaginate un castello massiccio. Ora immaginate una sorta di castello piuttosto massiccio. Per me avete in mente la stessa identica immagine. La Troisi spreca spesso inchiostro in questa maniera.
Un altro marchio di fabbrica della nostra Scrittrice è quello di mettere in bocca ai suoi personaggi espressioni che denotano un preciso contesto culturale presente nel nostro mondo ma assente nel Mondo Emerso. I personaggi strillano “uno a zero per me!” ma non esiste il calcio nel Mondo Emerso. Dicono: “al Diavolo”, ma non c’è l’Inferno. Parlano di “carta vincente” ma non giocano mai a carte, e si compiacciono di avere un fisico atletico, quando non esistono atleti di sorta.
Notare che sono dialoghi e pensieri dei personaggi, non del narratore. Un narratore onnisciente può usare espressioni moderne, è brutto, ma è passabile, e con la dovuta cautela può essere divertente, ma un personaggio non può usare certe espressioni! A meno che non sia una parodia o una commedia. E Nihal non lo è.
In certi dialoghi la Troisi si supera, un paio di perle:

Alla notizia Nihal quasi saltò sul letto. Era entusiasta. «Grande Sennar! Fantastico! Siamo una coppia di vincenti! Non siamo ancora adulti e abbiamo già realizzato i nostri sogni!»

Sigh. Abbiamo poi:

Quello che tratteneva Eleusi si voltò. «Oh, vedo che ci sono ospiti. Be’, molta brigata vita beata!» disse ridendo [...]

Il tipo sta per violentare Eleusi, e non so “molta brigata vita beata” ma per sul serio?
Per chi temesse: ovviamente l’aspirante stupratore non riuscirà nel suo intento, interverrà Nihal. Sarebbe inutile sottolinearlo, ma il massimo della tensione erotica in Nihal della Terra del Vento è un bacio sulla guancia.
Dal punto di vista del cattivo stile, la Troisi sfodera ogni asso, ecco una bella serie di domande retoriche che la protagonista si pone:

Che cosa c’era di sbagliato nell’odiare il Tiranno? Non era forse l’odio che dava la forza per combattere? Non era forse giusto odiare i fammin e vivere per sterminarli? Che cosa non andava in quella logica?

Ne aggiungo una io: che cosa non va nella testa della Troisi? E non ho risposta.

La Troisi è stata criticata per il suo stile semplice, quasi fosse un difetto in sé. Vorrei chiarire questo punto. Uno stile semplice va benissimo, è un ottimo stile, uno stile bellissimo. L’importante è non confondere lo stile con i contenuti. È così difficile scrivere in maniera semplice perché spesso occorre scrivere di argomenti complessi. La sfida è parlare di battaglie campali o ingegneria genetica senza istupidire l’argomento ma mantenendo uno stile semplice e dunque comprensibile a tutti.
La Troisi mantiene uno stile semplice ma a scapito degli argomenti. Le situazioni descritte dalla Troisi sono semplicistiche, irrealistiche se non senza mezzi termini stupide. Certo, la Troisi avrebbe potuto far di peggio, e usare un linguaggio astruso per parlare di argomenti stupidi. C’è chi ci riesce.
Perciò non è un difetto uno stile semplice, tutt’altro. È un difetto raccontare corbellerie.

Opinioni altrui

La Troisi ha subito più di una volta pesanti critiche. Per quello che ha scritto e per la sua incredibile fortuna. La Troisi in diverse interviste ha dichiarato che questi attacchi l’hanno portata alle lacrime. Ha pianto come la sua eroina, povera cocca! È sconcertante la crudeltà di alcune persone: una ragazza scrive il suo primo romanzo, una porcheria immonda, e la più grande casa editrice italiana la pubblica al volo, con decine di migliaia di copie di tiratura e pubblicità a tutto spiano. E certe persone malignano. Mah! Assurdo!

In compenso, sono spuntati come i funghi i difensori della Troisi. È una specie di servizio che rendono alla comunità: se trovate un sito, rivista, o quant’altro che parla bene dell’opera della Troisi si tratta o di ignoranti o d’ipocriti. Con Nihal non siamo nel campo delle opinioni personali, non è dibattibile, questo è un romanzo al fondo di qualunque scala di valori. Non ha niente di buono. Persino due campioni del trash quali Melissa P. e Moccia hanno maggiore dignità intellettuale.
Non credo che Moccia abbia mai voluto scrivere nient’altro che storie cretine di adolescenti fessi, e Melissa P. sapeva benissimo che raccontando in maniera più o meno realistica la propria vita sessuale avrebbe attratto la curiosità morbosa. Sono operazioni commerciali, sono due (di Moccia si prenda un’opera a caso) romanzi bruttissimi, ma in fondo sono due romanzi onesti.

Copertina di Scusa ma ti chiamo amore
“Scusa ma ti chiamo amore”: no, non sei scusato!

La Troisi invece non voleva neanche scrivere un’onesta storia fantasy, parole sue, di un’intervista: “Cerco di rendere credibili le vicende esistenziali dei miei personaggi, ma se dalla trama si tolgono draghi e mezz’elfi, i miei romanzi potrebbero svolgersi anche adesso”.
Perciò non scrive neppure fantasy. Scrive di “vicende esistenziali” addobbate da racconto fantastico. O meglio spazzatura travestita d’immondizia.

Ci sono opinioni diverse dalle mie. La Troisi, come la buona parte degli scrittori italiani di fantasy, ha ottenuto sempre molte più lodi che stroncature. Spesso queste lodi sono tanto sperticate quanto campate in aria e dimostrano non la bellezza del romanzo, ma la disonestà del recensore. Cito una recensione per tutte, non la più entusiasta, ma emblematica, la recensione di Nihal della Terra del Vento da parte di Franco “franz” Clun, per FantasyMagazine. La recensione è qui. Perché emblematica? Perché FC arriva a scrivere:

I personaggi principali hanno sentimenti e si muovono in modo coerente e credibile.

Devo commentare? E ancora:

La descrizione delle battaglie è il vero punto di forza. Il momento dell’esaltazione è quello che ci consente di udire il clangore delle spade, vedere le lame ricavare scintille dallo scontro con altre lame.

Ancora, devo commentare? Non ci sono molte alternative: FC è disonesto, FC è un idiota, FC è clueless tanto quanto Licia Troisi. Scegliete voi.

La Troisi ha fatto anche capolino in ambiente accademico. Sono rimasta di stucco scoprendo al suo sito che si poteva scaricare una tesi a lei dedicata. Un tizio, Domenico Marino, si è laureato in letteratura italiana con una tesi dal titolo: “La letteratura fantasy in Italia. Il caso Troisi”. Commento di un mio amico: “Ma a lettere è legale una cosa del genere??? È come se a ingegneria elettronica ci si potesse laureare con una tesi sul citofono!”
Tale tesi si occupa in una prima parte del fantasy in generale e poi del fantasy in Italia e in particolare delle Cronache del Mondo Emerso.
Piccola curiosità: questo articolo che state leggendo è più lungo e dettagliato della parte della tesi dedicata alla Troisi. Ed è solo il primo articolo di sei (si spera). Il relatore della tesi mi pare di capire sia stato tale professor Pappalardo; che ne dice, prof, non mi sono meritata anch’io una laurea?

Questa laurea è interessante perché mostra come la Troisi, a parte la mia ironia sulla fortuna, non sia un caso a sé, è il frutto di una generale mentalità di sciatteria che avvolge il campo della letteratura di genere. Cito dalla laurea:

La storia è narrata in terza persona, ma non c’è un narratore onnisciente [...]

Sfoglio appena le prime pagine:

Livon non era solo il miglior armaiolo del mondo noto e probabilmente anche di quello ignoto: era un artista. Le sue spade erano armi incredibili, di una bellezza così fulgida da mozzare il fiato, armi che sapevano adattarsi al proprietario ed esaltarne le capacità. [...]

Eccolo qui il narratore onnisciente! D’accordo, d’accordo, questo brano non l’ho davvero scelto a caso: già che c’ero ho preso due piccioni con una fava, quel “miglior armaiolo del mondo noto e probabilmente anche di quello ignoto” è una bruttura che meritava citazione!
In verità il punto di vista della Troisi è un guazzabuglio. In certi punti è in terza persona limitata su Nihal o sul personaggio protagonista di una scena, in altri è appunto onnisciente e in alcuni casi è schizofrenico, passando dalla mente di un personaggio a quella di un altro nel volgere di un paragrafo. È il punto di vista dello scrittore dilettante. Magari non il Marino, ma il professor Pappalardo avrebbe dovuto accorgersene.
Ma non voglio insistere sulla tesi, che per quanto riguarda la Troisi non è altro che un riassunto delle opere della stessa, senza nessuna particolare analisi, e d’altra parte che si può dire quando la tesi stessa si conclude con affermazioni quali che le Cronache dimostrerebbero: “incredibile maturità per un’autrice esordiente”?

Conclusioni

In questa recensione ho lasciato da parte alcuni aspetti tipici dell’opera della Troisi (per esempio la Banalità costante), tutto il discorso sull’Invidia e il cianciare del presunto “fantasy per ragazzi”: andranno a rimpolpare le recensioni successive.
Un giudizio finale su Nihal della Terra del Vento. Per una volta è semplice: è un romanzo che fa schifo.

Copertina de La Missione di Sennar
La Missione di Sennar: il volume secondo delle Cronache del Mondo Emerso

Un ultimo appunto: scrivere articoli così lunghi e documentare ogni passaggio con puntuali citazioni richiede molto tempo. Non mi lamento perché mi diverto, prendersela con la Troisi è un piacere sadico con pochi eguali letterari, ma mi divertono anche altre attività, prima fra tutte scrivere. Inoltre devo studiare. Questo per preannunciare che il massacro dei successivi cinque libri avverrà con calma.

I Fan della Troisi!!!

Seconda puntata per la rubrica dimmi chi sono i tuoi fan e ti dirò chi sei. Ricordo che è una rubrica che si basa sul sarcasmo che sconfina nel dileggio. Non siete obbligati a leggerla, potete pure andare oltre. Non che ci sia nient’altro, a parte tanti bei Gamberi marci!

Vediamo un po’ alcuni giudizi su Nihal della Terra del Vento da parte dei sempre sagaci commentatori di iBS.it.

Francesco
Ragazzi questo libro mi e’ piaciuto un casino,davvero molto bello. GRANDE LUCIA!!!!!!!!!!!!
Voto: 5 / 5

Partenza tranquilla con Francesco, al quale il romanzo sarà piaciuto tantissimo, ma non è riuscito a imparare il nome dell’autrice.

Lordkiller
Arrivato a pag 327 in sol tre giorni dall’acquisto di certo non mi pongo a chi critica negativamente. Lo stil degno di una lettura semplice come fluida ma soprattutto di abili descrizioni. Errore, laddove l’Autrice descrive colpi lasciando che sol la parola fendente definisca molteplici mosse. Ma ciò è sol un piccolo punto di un libro che fa gola a molti. Anch’io seco Voi altri attendo che esca “La missione di Sennar” col sol rammarico di aspettare qualche mese con il primo libro già chiuso.
Voto: 5 / 5

Graziosa favella! ehm… Lordkiller!

CORY
assolutamente stupendo!!!!!!!!!!! un fantasy a tutti gli effetti, ma con qualcosa in più! la riflessione, cercare se stessi, sotterrare l’odio verso colui che ha ucciso chi ci ha voluto bene nella nostra vita, il nostro crescere nel male che si sparge a macchia d’olio! credo che sia 1 dei fantasy più belli che abbia mai letto, non credo assolutamente che sia prevedibile, banale, ma ben sì un libro di alte aspettative, bello, con colpi di scena e riflessioni sul nostro “IO” interriore
Voto: 5 / 5

Ma dove abita CORY?! Perché per fortuna io non ho dovuto sotterrare l’odio verso colui che ha ucciso chi mi ha voluto bene, perché non hanno ancora ucciso nessuno (perché nessuno mi ha voluto bene; non resisto a una possibile cattiveria, persino quando è contro me stessa!) né cresco nel male che si sparge a macchia d’olio (oddio, a meno che tale male non siano i romanzi della Troisi…)

acquarius
Posso dire che e uno dei libri piu belli mai letti degli autori di fantasy italiani e una critica la voglio fare a quelli che hanno dato voto basso e dirvi se quasi tutti hanno dato voti alti ci sara un motivo no ?posso solo dire una cosa per chiudere rileggetevi il libro e fate andare il cervello forse ne avete fatto andare poco la prima volta
Voto: 5 / 5

Sì, un motivo c’è per i voti alti, c’era anche l’altra volta con Twilight, è sempre lo stesso: è quella sindrome descritta da John Langdon Down nel 1866.

The Royale Vampire
Libro stupendo, l’ho leto tutto d’un fiato. sono d’accordissimo con chi dice che assomiglia molto ad un manga!! mi sono identificata subito con Nihal e i suoi “problemi interiori” ke tutte le adolescenti (me compresa) hanno. aspetto con ansia il secondo volume!
Voto: 5 / 5

Tutte le adolescenti hanno il problema degli occhi troppo grossi, è vero.

Squall Liohearth
Carissimi amici, è da un pò di tempo che ho cercato un bel libro fantasy e dopo Eragon di Paolini questo è il miglior libro che ho letto solo che nihal,bellisima, è troppo portata alla ricerca di se stessa, mentre chi mi ha colpito è stato sennar.Altri personnaggi per me troopo forti sono Ido,Aires e Ondine.(Apprezzo molto la sensualità di Aires). Sono alla ricerca di un altro libro fantasy e chiunque voglia conttattarmi mi troverà a Makrat all’accademia dei Cavalieri di drago!
Voto: 5 / 5

La Troisi dovrebbe essere orgogliosa di poter essere la migliore dietro quel genio di Paolini!

Darkdragon_18
Ho letto la saga cronake del mondo emerso è l’ho trovato il fantasy + stupefacente del mondo, mi sn rispekiata molto in Nihal la protagonista è qst mi ha fatto apprezzare ancor di + la saga, qsta saga mi ha fatto volare cn la fantasia, credo ke sia la miscelazione perfetta di avventura,guerra, amore e fantasy! voglio congratularmi cn licia troisi x aver scritto un capolavoro fantasy così bello!
Voto: 5 / 5

Pensa se scriveva un capolavoro fantasy brutto!

alice
non mi trovo assolutamente daccordo con chi sblatera a vandera che le descrizioni sono pessime e gne gne gne il problema miei cari critici de strapazzo non è il libro ma voi che non siete abbastanza sensibili o bravi nell’entrare in un libro io personalmente trovo che questo libro ti apra gli occhi su un sacco di cose e trovo interessante che la scrittrice abbia fatto passare la protagonista come una persona così diversa dagli altri eppure così uguale negli sbagli, insomma non è PERFETTA come la maggior parte dei protagonisti di libri fantasy,no, e una persona che sbaglia che a molto da imparare e che soffrea a mio parere la scrittrice ci ha fatto vedere un modo di pensare diverso e voi l’avete subito scartata sputandoci sopra!!! mi volevo infine congratulare vivamente con Licia Troisi per aver scritto un libro nuovo
Voto: 5 / 5

Ma chi ha sputato sulla Troisi?! Mi voglio congratulare! E non sto sblaterando a vandera…

Enrico
Sinceramente non capisco perchè si debba criticare così un libro… Certo non si può paragonare una giovane scrittrice a Tolkien, ma se una casa come la Mondadori ha dato fiducia a Licia Troisi probabilmente sarà perchè in lei ha riscontrato del talento non credete? [...]
Voto: 5 / 5

No, non ci credo.

Zoe
è inutile… certe xsone non riescono proprio a capire nulla di libri. forse topolino è più alla vostra portata… questo libro, come gli altri, è un vero e proprio capolavoro…
Voto: 5 / 5

Capisco la frustrazione di Zoe. È proprio vero che certe persone non riescono a capire nulla di libri.

ZOFY
WOW, WOW, WOW… NN RIESCO A DIRE ALTRO.. è TROPPISSIMO EMOZIONANTE… TI PRENDE E TI PORTA VIA, NN TI LASCIA SFUGGIRE NEANKE X UN SECONDO NN TI DISTRAI… NN CI RIESCI….NN PUOI… NN PUOI SMETTERE…XKE NN CI RIESCI…HAI SEMPRE PAURA KE IL CAPITOLO FINISCA… E SE FINISCE VUOLE DIRE KE MANCA SEMPRE UN CAPITOLO IN MENO ALLA FINE DELL’LIBRO…E TU NN VUOI KE IL LIBRO FINISCA XKE TU NE FAI PARTE… CI SEI DENTRO, IN MEZZO A QUEL TURBINE DI BATTAGLIE, SENTIMENTI, EMOZIONI, TU MENTRE LO LEGGI SEI IL LIBRO, LA STORIA, NIHAL, SENNARA, IDO E TUTTI QUELLI KE NE FANNO PARTE… BELLO, PUNTO E BASTA. 1 ABBRACCIO DI IN BOCCA AL LUPO A LICIA… -SOFY-
Voto: 5 / 5

Poteva mancare la fan scatenata che s’è venduta il tasto shift pur di comprarsi il romanzo?

Maria
Dopo Marion Zimmer Bradley credo che la Troisi sia l’espressione più interessante e importante nel mondo del Fantasy, la prima in quello italiano! Ho letto la trilogia in 4 giorni trovandola stupenda!
Voto: 5 / 5

Mamma mia com’è messo male il fantasy!

Marco76
Devo ammettere….sono un teledipendente… Ho comprato il libro x curiosita,l’ho finito in una giornata…STREPITOSO!!! Oggi ho comperato “LA MISSIONE DI SENNAR”. Scrivi veramente bene,sei riuscita a strapparmi anche le lacrime. Continua cosi!!!
Voto: 5 / 5

Sì, la Troisi fa piangere. Concordo.

Debby
Non riesco a capire come si possa dare un voto così basso ad un libro Eccezionale.Non può assolutamente essere definito scadente perchè presenta numerose qualità. è scritto in maniera scorrevole ed esemplare, la vicenda è davvero particolare e piena di messaggi nascosti(che solo i veri lettori riescono a cogliere).Ho letto l’intera trilogia e devo dire che ritrovo fiducia nella letteratura italiana.Grandissimi complimenti a questa autrice che, a differenza di altri, io trovo piuttosto matura e dotata.Inoltre deve essere lodata la sua capacità di descrivere gli stati d’animo:non mi ero mai così immedesimata in un personaggio.Credo che un bel 5 sia più che meritato.
Voto: 5 / 5

Lo sapevo! I messaggi nascosti! Se leggi Nihal al contrario evochi Belzebù! Spero il Papa faccia qualcosa!

elena
bellissimo questo libro, l’ho letto tutto d’un fiato…ero curiosissima di sapere cosa accadeva a nihal e a sennar, soprattutto se finalmente si baciassero…non faccio anteprime sulla loro storia… direi che è un libro di tutto rispetto, mi ha fatto “sognare” come pochi libri che ho letto lo consiglio vivamente a chi piace il fantasy
Voto: 5 / 5

Anch’io! Uguale! Lo leggevo e tra me e me mi arrovellavo: ma si baceranno Nihal e Sennar? Sì? No? Forse? Domani? Lo saprò mai???

giovanna
è sicuramente l’esempio migliore di letteratura di genere degli ultimi tempi…la protagonista rivendica e porta dentro di sè anni di lotte femministe che in questo libro finalmente approdano anche alla rappresentazione fantastica. la leggerezza e insieme forza di Nihal ridanno vigore all’immaginario femminile che solo una Scrittrice poteva tradurre in immagini…da quasi ninfa, si trova a trasformarsi in virago per poter tener testa al tiranno riproponendo il modello di cyber-donna dei movimenti scum in un fantasy che finalmente si tinge di rosa. il fantasy è sempre stato un genere di nicchia, ma qui si fa veicolo di tematiche socio-linguistiche che ne elevano il povero e scontato contenuto. spero che anche i colleghi lettori riescano a cogliere anche questi aspetti che danno nuova luce al lavoro di Licia troisi.
Voto: 5 / 5

Questo è il genere di giudizio che suscita in me un disprezzo assoluto, vicino all’odio. Gli altri giudizi sono ingenui, è chiaro che chi li ha scritti non hai mai letto (fantasy) in vita sua. Ma non lo nasconde. Qui invece c’è qualcuno altrettanto a digiuno di narrativa fantastica come dimostra quel “un fantasy che finalmente si tinge di rosa” (ce ne sono a valanghe di fantasy femminili/femministi), ma che non lo ammette, sperando di costruire con la retorica un giudizio coerente. Missione fallita. Non ci sono tematiche socio-linguistiche in Nihal, c’è lo schifo di un romanzo orribile. Fine.

Jac meteius
Non ho il compiuter. sono a scuola, durante uno sciopero vado su internet e trovo questo libro. Non lo ho ancora letto ma ho letto le recensioni. Tutti abbiamo i nostri punti di vista e i nostri gusti e opinioni. Ma noi siamo italiani e non dobbiamo esserer nel ombra di scrittori stranieri che per quanto possono essere anche magnifici come Trrry e David ma la nostra letteratura è il meglio in assoluto. Il fantasy è un settore che sarà presto nostro. Alla scrittrice, di cui non ho ancora letto il libro voglio dire: non ti abbattere, hai scritto un romanzo è già un inizio. Devi perseverare, non mollare. Solo chi ha sritto un libro ne può giudicare altri.
Voto: 5 / 5

Solo chi ha scritto un libro ne può giudicare altri, e inoltre chi è senza computer a scuola durante uno sciopero.

SuperKikka
è normale che il Fantasy sia ripetitivo, i personaggi sono più o meno i soliti, Maghi, folletti, mezzielfi, streghe…il Fantasy è questo ragazzi! Una sola cosa: per apprezzare veramente questo libro bisogna essere costretti dai genitori a leggere tutti i classici… (nessuno è stato costretto a leggere “Piccole Donne” quando vicino a voi c’è qualcuno che loda in un modo infinito la bellezza del Fantasy?!)
Voto: 5 / 5

Non ho capito se per apprezzare la Troisi occorra aver letto i classici perché danno le basi della buona letteratura, o bisogna averli letti per capire cosa s’intende per noia, in confronto alla scrittura frizzante della nostra autrice preferita? Non lo so, ma SuperKikka ha ragione!

 

Uno dei covi dei fan della Troisi è il forum ufficiale, raggiungibile a questo indirizzo. Ci sarebbe molto da pescare, lo farò in una prossima occasione. Segnalo solo il titolo di una discussione inaugurata da Sennar James Potter93 nel canale Questioni serie: “Gli animali.Esseri viventi proprio come noi….” deliziosamente ironico!

Coniglietto triste
La Troisi e i suoi fan sono riusciti a far piangere un Coniglietto! Cattivi! Per fortuna non si tratta di Grumo


Approfondimenti:

bandiera IT Il mio articolo precedente sull’argomento
bandiera IT E il vecchio articolo di confronto fra Ash, Nihal & Chariza.
bandiera IT La mia recensione de La Missione di Sennar
bandiera IT La mia recensione de Il Talismano del Potere

bandiera IT Nihal della Terra del Vento su iBS.it
bandiera IT Nihal della Terra del Vento su iBS.it (edizione economica)
bandiera IT Il sito ufficiale di Licia Troisi
bandiera IT Con relativo blog: si parla di tutto tranne che di letteratura
bandiera IT Lands & Dragons: il forum ufficiale di Licia Troisi

 

Giudizio:

Scrittura semplice. +1 -1 Argomenti semplicistici.
-1 Stile ridondante.
-1 Riferimenti culturali impossibili per il Mondo Emerso.
-1 Punto di vista spesso schizofrenico.
-1 Non è un fantasy, per ammissione dell’autrice.
-1 Nihal è una lagna capricciosa.
-1 Gli altri personaggi non sono meno fastidiosi.
-1 Draghi pony o torri alte 600 metri.
-1 Situazioni inverosimili.
-1 Situazioni impossibili.
-1 Situazioni banali.
-1 Situazioni idiote.
-1 Ignoranza abissale di ogni argomento (bellico).
-1 Spregio continuo del Buon Senso.
-1 Il Mondo Emerso è abitato da mongoloidi incapaci.
-1 L’autrice è un pessimo esempio per tecnica e metodo.
-1 L’autrice ha scritto altri cinque romanzi!
-1 Troppa fortuna per i miei gusti.
-1 In fondo sono una persona comprensiva, mi fermo qui.

Diciotto Gamberi Marci: clicca per maggiori informazioni sui voti13

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892 Commenti a “Recensioni :: Romanzo :: Nihal della Terra del Vento”

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    […] la parentesi di livore, vi linko le recensioni (volumi I, II e III per la Vostra comodità): io li ho regolarmente comperati e letti, così come tutti i […]

  3. 890 Mordred

    Beh, finalmente qualcuno con cui mi trovo d’accordo (cioè tutto sto rosa-arancio da crostaceo che mi ha fatto pure venire na voglia di gamberi che non vi immaginate… ma come diceva Michael Ende questa è un’altra storia).
    Anzi, no. Mi DEVO trovare d’accordo viste le numerose citazioni riportate, e le dovute correzioni. Per scrivere Fantasy, o conosci il genere, o sei un genio. Tolkien ha rivoluzionato l’ambiente rispetto al vecchio sword & sorcery (cito Howard, che personalmente ho letto e adoro), per cui lo ritengo un genio.
    Altrimenti sei informato, alla peggio puoi scopiazzare le idee, o i concetti base (elfi con gli orecchi a punta o nani bassi e tozzi, ma lo fece anche Tolkien ispirandosi alla mitologia nordica) e fare comunque un buon lavoro. Non sarà un lavoro originale ma comunque sarà un buon lavoro.
    Brian Lumley ha scritto un fantasy basato sui miti Lovercraftiani, che portai come compito per le vacanze al liceo: feci una tale recensione che la professoressa volle leggere il suddetto libro.
    Lo giudicò come scritto male.

    - la maledissi invocando il Grande Cthulhu -

    Questo per dire che la Troisi ha scopiazzato male degli stili, ha applicato dei concetti base ma li ha applicati trasformando un bel romanzetto di harmony per adolescenti, mettendo un pizzico di autogestione del liceo, un cartone americano mal riuscito e qualche scaglia di rettile per creare un pout pourri all’aroma di “fantasia”, la stessa che usa tua nonna per fare quelle tendine orribili che metti davanti alle finestre della casa al mare.
    Il risultato lo giudico pessimo, perché se gli ingredienti fanno schifo allora anche il piatto fa schifo. A questo aggiungiamo anche una scarsa capacità “scrittoria” (basandomi su ogni giudizio, praticamente tutti negativi, a livello di stilistica). Quindi anche il cuoco fa schifo. Perdonate se non ho letto (e non leggerò) tutta questa cellulosa strappata ad alberi innocenti, ma il mio primo fantasy fu Ursula Le Guin (la Saga di Earthsea). Lo dico con fierezza e un pizzico di arroganza, quando un omino le strinse la mano, dicendo ottimo lavoro.
    L’omino era J.R.R. Tolkien

    Una volta lessi un bellissimo articolo (non vi dico dove, ma offro una pinta di stout a chi indovina) che descriveva la differenza tra Fantasy e Fantascienza (ve lo faccio breve):
    la Fantascienza è l’insieme di cose in un mondo che non esiste ma POTREBBE esistere (sviluppo tecnologico? scoperte innovative ritenute impossibili?).
    il Fantasy è l’insieme di cose in un mondo che non esiste e NON PUO’ esistere (magia, draghi, elfi, folletti e via dicendo).

    Posso quindi dire che il romanzo della Troisi è Fantasy?
    No.
    Però posso affermare con assoluta certezza che è Fantasy dire che il lavoro della Troisi è un romanzo.

  4. 889 Madame Freida su Skan Magazine numero 13 | Herr Joe & Madame Freida

    […] qui sopra mi sembra in linea con i dettami evidenziati da Gamberetta nei suoi millemila articoli (qui uno per tutti, e segnalo anche il paragrafo: Il mostrare e la verosimiglianza), per cui avere come […]

  5. 888 Recensione: Shadowhunters – Città di Ossa | Cal the Pal

    [...] perplesso, perché in alcuni punti rasenta l’idiozia (senza mai tuttavia raggiungere lo Zero Assoluto nostrale, vera pietra di paragone negativa per ogni valutazione non solo in campo fantasy) e in [...]

  6. 887 Loren

    Salute a tutti,
    da diversi anni pratico scherma storica e posso dire alcune cosette… è impossibile essere spadaccini e avere il fisico da modella. Mi spiace per le guerriere tettone, ma nel giro di due anni di pratica o si diventa corpulente stile lancio del peso, o si ha un fisico a dir poco androgino. E’ il prezzo da pagare per maneggiare una spada, a meno di non essere delle belle bambine che giocano con una spada. Prima cambia la camminata, poi spalle e braccia si ingrossano – in modo naturale, non immaginatevi Scwarznegger però braccia con muscoli che si vedono e vene che sporgono, sì. Le puppore non servono, se ci sono sono un peso morto e quindi o si hanno piccole oppure è come andare in montagna con un salvagente nella borsa! E questo accade a gente che fa scherma per spettacolo, non a gente ch con la scherma deve sopravvivere.

    Capisco che è dura raccontare un duello se non si ha mai preso in mano una spada, ma almeno poteva richiedere un consiglio a chi lo fa. Addirittura, a parte la descrizione del guerriero supergnocco – spero che oltre al drago flambé gli sia caduta in capo una montagna di pupu’ da concimare l’intero Texas – ci sono descrizioni improbabili.
    Tipo, lei accorcia la distanza e il nemico alza la spada sulla testa… ma quando mai??? Per esperienza personalmente vissuta, se sei piccoletto la distanza la devi mantenere TUTTA, oppure ridurre di così tanto da entrare subito in gioco stretto e andare veloce dove arrivi, con elsa, pomolo, con quello che hai in mano. Uno che è molto vicino non può tirare un fendente, perché quando le braccia finalmente arrivano in basso, l’avversario è già dentro la guardia e addio!

    Ovviamente non pretendo che Licia prenda mai in mano una cosa vile come una spada, sennò adieu al fisico alla Nihal, ma almeno poteva documentarsi e scrivere cose sensate. Tanti autori di gialli sono in polizia o ci sono stati, oppure si fanno aiutare da chi le cose le vive.

    La stessa faccenda dell’arco. ebbene, servono anni di pratica e tanta forza per tenderlo, già 40 libbre sono belle toste. Per l’arco non occorre magari saper correre e ci sono atleti in sedia a rotelle che possono competere alla pari, però di tronco e braccia sono messi bene! Vedasi ancora l’aspetto di Nihal.

    Il problema è che è difficile resistere alla tentazione di avere la Mary Sue, è duro mettere d’accordo realismo e trovate commerciali.
    Non credo nemmeno un momento, leggendo, che Nihal sia una creatura viva: puzza di copia e incolla, ha sentimenti contrastanti e il suo carattere è credibile quanto il suo aspetto.

    Ringrazio dello sfogo, ma non si può vedere massacrare così scherma antica e letteratura.

  7. 886 Cal

    è palese che questa maledetta sia raccomandata.
    Nessuno potrà impedirmi di pensarlo, e anche se mi rileggo spesso questo masterpiece, quando ho voglia di ridere un po’, mi fa sinceramente incazzare il pensiero del successo (ma soprattutto della fama) che costei ha ottenuto scrivendo merda cacata a spruzzo.

    Davvero, cose del genere non dovrebbero succedere.

  8. 885 grazia

    Non lo lessi a priori quando uscì il primo romanzo e nemmeno ci tengo a far lo ora. Sinceramente, scrivo da quando ho sette anni, solo da poco mi sono dedicata al fantasy e, devo dire, che per descrivere le epiche battaglie bisogna documentarsi. Io per esempio, leggo le descrizioni di battaglie avvenute nel passato es: Corinto, Canne ecc. In quanto ad avere fortuna, nel mondo nell’editoria non esiste. O sei bravo o sei scartato subito. Ho pubblicato “Alit e lo spirito dei sogni” con la casa editrice il ciliegio, e il primo romanzo di una trilogia fantasy “Gilian spirito drago” con il pavone editore e senza contributi. Il romanzo riprende in parte la saga dei nibelunghi … non ho avuto la “fortuna” di Licia ma almeno sono sicura di non scrivere proprio baggianate. no, non ho già scritto questo commento … garantito
    complimenti per il Blog.
    Grazie Elettra Cormaci

  9. 884 Glinda

    Fra l’altro, non so se qualcuno prima di me se n’è accorto (sinceramente non ho la pazienza né la voglia di andare a spulciare i commenti precedenti), ma il titolo di questo primo capitolo della saga riecheggia tanto quello del film di Hayao Miyazaki Nausicaä della Valle del vento.

    Che dire, forse di quest’omaggio reso dalla Troisi (se di tale si tratta) Miyazaki poteva fare tranquillamente a meno, visti i risultati…

  10. 883 rossella

    gamberetta ha ragione, sulla Troisi e su molte altre cose,su altre invece non condivido, ma per favore, cari commentatori, non scannatevi l’uno con l’altro per faccende su cui è impossibile avere tutti la stessa idea! se qualcuno differisce da voi non è per forza un troglodita! certi commenti acidi rovinano l’atmosfera del blog…
    detto ciò, mi piacerebbe leggere qualche altra sana recensione… brava gamberetta, hai un grande spirito critico e buona attenzione!

  11. 882 Anonima sonnolenta

    E’ tardissimo, salvo la pagina e torno a finire di leggere appena possibile: sei troppo forte!!! Ciao notte:)

  12. 881 BIoS

    La triste realtà purtroppo risiede nel fatto che al giorno d’oggi il livello medio della cultura generale degli italiani si sta abbassando sempre più irrimediabilmente. La situazione è sul serio preoccupante. Oramai non si tratta più soltanto di banale ignoranza, o della mancanza di conoscenze specifiche nei vari ambiti dello scibile umano. Non è più solo questo, no. Oramai si è arrivati al punto in cui l’adolescente medio, a quindici o sedici anni, non è neanche capace di scrivere. Fatica a leggere e rasenta il quasi totale analfabetismo. Siamo arrivati al punto in cui un neolaureato qualsiasi è raramente in grado di compiere dei ragionamenti sensati e di svolgere in autonomia anche i più semplici incarichi che gli sono richiesti. La gente non vale più un cazzo, per dirla in soldoni. Fra queste nuove generazioni, trentenni e quarantenni di oggi, non ci sono nemmeno più i professionisti capaci di svolgere il proprio mestiere con competenza. Non resta quasi più niente, in questo paese del cavolo. Solo una massa di pecore sconclusionate. Il discorso è notevolmente più ampio, ma poi la letteratura e le altre arti più in generale finiscono col rispecchiare esattamente questa tendenza. Ed ecco spiegato l’arcano. Bella recensione, di un libro che ora a maggior ragione non leggerò mai.

  13. 880 Glinda

    Ciao Gamberetta e complimenti per le tue recensioni, sempre puntuali e impeccabili nello smontare le varie e molteplici falle narrative dei romanzi della Troisi…

    In particolare, vorrei quotare il seguente passaggio, tratto dalla tua recensione:

    Per selezionare chi riceverà l’addestramento a Cavaliere, i cadetti all’ultimo anno dell’Accademia sono mandati in battaglia e…

    A ciascuno di loro sarebbe stato dato un corpetto a colori sgargianti, che permettesse di identificarli come allievi dell’Accademia. In quel modo per il supervisore sarebbe stato più facile controllare il comportamento dei ragazzi in battaglia.

    Pare solo a me un’idea demente? Le truppe più preziose delle Terre libere mandate allo sbaraglio con tanto di corpetto a colori sgargianti, in modo che ogni nemico sappia chi sia da uccidere a ogni costo! È geniale! Grande Licia!!!

    Il tuo punto di vista non fa una piega. Nemmeno una. E’assolutamente sensato. E non solamente sul lato teorico, ma anche – e soprattutto – su quello pratico. Chi si sognerebbe mai di mandare in battaglia dei veri e propri bersagli mobili con su scritto sul petto ‘Ehi, sono qui, non mi vedi? Cosa aspetti a centrarmi?!”

    E’ un principio talmente pratico che se ne hanno esempi a bizzeffe. Senza andare troppo indietro nel tempo, basti pensare alle divise dei soldati di qualsivoglia esercito nazionale e/o internazionale…

    Insomma, ci sarà pure una ragione se sono mimetiche!

    Se invece si vuole risalire un po’ indietro nel tempo, esistono altri degnissimi esempi sull’arte di camuffarsi per non farsi individuare dal nemico. Prendiamo il Galles, per esempio.

    Uno dei simboli del Galles è il porro, tanto che i suoi colori, ossia il verde e il bianco, sono inclusi nella bandiera ufficiale. Ma perché? Che il Galles sia un paese in cui il porro cresce particolarmente rigoglioso? Indubbiamente!

    Ma il motivo principale è un altro. In mancanza di divise precise, per distinguersi dagli invasori che regolarmente minacciavano la loro regione, i guerrieri (leggi: contadini…) gallesi nascondevano un porro nel proprio cappello. Facile, dunque, identificare un possibile nemico. Non esattamente una strategia eclatante come quella offerta dalla Troisi, ma proprio per questo sicuramente più efficace!

    Anzi, ripensandoci: efficace e basta.

    Licia, gli ignoranti contadini gallesi ne sapevano molto più di te sull’arte della battaglia… XD

  14. 879 Lucrezia

    Non mi sono mai divertita tanto a leggere una recensione! Ho letto la saga anni fa (a 12\13 anni) e non mi ero accorta di tutte le imprecisioni, semplicemente non mi era piaciuto. L’ho letto velocemente giusto per vedere come andava a finire, e devo dire che non ci tengo a rileggerlo. L’unica cosa che mi ha lasciato è stata un po’ di ispirazione per dei disegni (anche se quello probabilmente è dovuto alle copertine di Barbieri)

  15. 878 Dawnrun

    Credo di essere un pò in ritardo per lasciare un commento su questo articolo, nonostante questo sento la necessità di farlo. Non ricordo di aver mai riso tanto leggendo una recensione – certo, riso amaro, in quanto vedere un simile scempio nelle librerie mi intristisce enormemente. Il problema di coloro che difendono il “lavoro” della Troisi è l’ignoranza. Mi spiego meglio, ignoranza nel senso che ignorano cosa sia un buon libro, e che cosa renda un libro degno di essere pubblicato e pubblicizzato – la responsabilità di tanta ignoranza sta proprio nella scelta di case editrici tanto influenti di pubblicare simile SPAZZATURA. E’ uno sfruttare la mancanza di giudizio (normalissima) nei lettori più giovani. Inizieranno con Licia Troisi, e sarà per loro difficilissimo comprendere la differenza fra una, permettetemi, ciofeca – ed un buon libro. Una Troisi, come molte altre marionette delle case editrici, è un danno gravissimo per i lettori (intellettualmente) e per il mondo letterario (una Licia Troisi in più è un potenziale bravo scrittore/scrittrice in meno). Ad ogni modo, complimenti all’autrice dell’articolo, una delle migliori letture che abbia avuto il piacere di fare recentemente.

  16. 877 Makko

    @ Clio:
    Clio, mi sono (ri)letto i tuoi commenti all’articolo su Pan e… siamo totalmente d’accordo!!!! Sostanzialmente il mio giudizio è la somma del tuo e quello di Tapiro.
    Rispetto a te però io sono più lapidario: quei difetti per me fanno del libro un’immonda schifezza. Poco importa se alla base c’è un tocco in più di originalità del solito e ormai ritrito “sorge un potente cattivo, l’eroe/eroina di turno (di solito un minchiettino nemmeno adolescente dai poteri/valori/ormoni/genomi/sarcazzi eccezionali) ed egli sarà destinato a salvare il mondo” (Off: visto ieri sera primo episodio de La Spada della Verità… il peggio del peggio del peggio che si può cercare nel fantasy direi, tanto che non credo gli concederò il beneficio del dubbio guardando la seconda puntata, figuriamoci anche solo toccare i libri).
    Concludendo, per me Pan non è meglio ne peggio di Nihal nella valle delle scoregge. E’ pessimo uguale.

    Ciao

  17. 876 Clio

    Una che si chiama gamberetta non può fare commenti ironici sulla Troisi

    Sticazzi,questi sì che è un argomento! All has benn said. Sipario.

    No, un attimo!
    Ho una domanda per la commentatrice: se non ti piace questo blog, perché ci perdi tempo?

  18. 875 isa

    Dico solo questo:
    Una che si chiama gamberetta non può fare commenti ironici sulla Troisi

    Ti chiedo di pensare prima di dire le cose perché se non ti piace il libro perché ci sprechi tempo ?

  19. 874 Clio

    @Makko
    Io il libro di Dimitri l’ho trovato scritto meglio di quello della Troisi, e per lo meno la storia non era la solita riedizione dell’UltimoDellaRazza VS Sauron.
    Cela dit, io non lo trovo un buon libro, anzi (nell’articolo in questione ho anche riassunto il perché), ma migliore della Troisi sì. Non foss’altro che per maggiore originalità (il che non vuol dire che sia originale, vuol dire che rispetto alla Troisi è originale).

  20. 873 Makko

    Dimitri col suo Pan è certamente più originale. A me non è piaciuto, ma come qualità è nettamente migliore (almeno ci risparmiamo l’ennesima tiritera del Signore Oscuro e la guerriera gnocca in completo di pelle nera).

    Mhhhh…. no. Decisamente no. Il libro di Dimitri è drasticamente sopravvalutato. Un’accozzaglia di idee e credenze scollegate e (ri)mescolate in un calderone di pessima scrittura che si autocontraddice spesso. Senza contare la pesante e costante presenza dell’io scrittore che sembra li dietro di te a sussurrarti: “Hai visto quante ne so? Gioco a Vampiri, il Richiamo di Cthulhu e D&D, ho visto i film migliori e letto i migliori capolavori letterari come Lovecraft, King e sarcazzo. Son figo, eh?”.
    Libro decisamente da buttare nel cesso e non certo meglio delle (pessime) Cronache.

    PS: ma hanno akerato il sito? Cos’è sta novità delle bandierine spagnole?

  21. 872 Gwenelan

    O Giorgio, ma ancora qui sei?

    Certo che i troll sono le cozze più dure a staccarsi, oh.

  22. 871 Giorgio

    Da quanto è che state discutendo sui gusti? Da quanti mesi? Adesso poi siete finiti a paralre di sensibilità del lettore, dicendo che il libro della Troisi fa schifo a coloro che hanno una sensibilità più alta, o, se preferite, che sono più dotti, più esperti o qualsivoglia cosa intendiate.

    Le Cronache del Mondo Emerso hanno venduto tanto perché i lettori sono ignoranti, io invece sono dotto e intelligente quidni non mi sono piaciute.

    Peccato che qui non stiamo parlando di scienza. Il sistema di propulsione che ho intentato io ha permesso all’astronave di percorrere 1000 anni luci in 1 secondo, il tuo ci ha messo 3 secondi, quindi il mio è meglio.

    Qui si parla di arte, cioé quella cosa che ha lo scopo unico di suscitare emozioni e l’immaginazione. Dire Le Cronache del Mondo emerso è scritto male e fa schifo, e La Figlia del Drago di Ferro (Miachel Swanwick) è bellissimo e scritto benissimo, tecnicamente benissimo, è come dire niente.

    Quel tecnicamente (in cui possiamo metterci la costruzione della storia e l’utilizzo di qualsivoglio tecnica narrativa), è inutile se non lo si mette in relazione con lo scopo. Esempio: la propulsione da te inventata tecnicamente non va bene perché il razzo ci impiega 3 secondi invece di 1, e dali spiegare perché.

    Ma Le Cronahce del Mondo Emerso piace a tantissima gente, a molta piu gente di La Figlia del Drago di Ferro, incredibilmente più gente. Quindi, per ciò che concerne lo scopo, e cioé emozionare e suggestionare, è stato molto più efficace la Troisi che Swanwick.

    Ecco perché è SOLO una questione di gusti. Non esisto prodotti di nicchia incredibili o altre cazzate del genere. ciò che è di nicchia, semplicemente è stato scritto in un modo, o affronta tipi di temi che non hanno emozionato e suggestionato tante persone, quindi sono prodotti scadenti, come il razzo che impiega 3 secondi.

    Continuate pure a masturbarvi su questo blog e a colmare le vostre frustrazioni dicendo che siete autori o lettori di nicchia. Nel frattempo Licia Troisi fa i soldi.

  23. 870 Solvente

    La questione della qualità della scrittura non può prescindere dalla “qualità” dei lettori.
    Ad un lettore giovanissimo o inesperto, le incongruenze e le ingenuità non balzeranno all’occhio; egli troverà originali quelle che al lettore maturo sembreranno banalità, si accontenterà di dialoghi privi di intelligenza e brillantezza (senza neppure sapere di stare accontentandosi, perché non ne ha mai letti di eccellenti).
    Ecco spiegato il motivo per cui non buttano il romanzo dopo poche righe, e anzi ne rimangono colpiti.
    Quello che piace ad un gran numero di questo tipo di lettori, non è detto sia di qualità.
    Ciò che è amato da lettori maturi, può invece essere considerato scrittura di qualità, perché possiede i requisiti che interessano e attraggono lettori consapevoli ed esigenti.
    Lo stesso vale per il cinema. La qualità dei cinepanettoni è direttamente proporzionale a quella degli spettatori.
    Riguardo la questione del perché questo tipo di pubblico legge la Troisi e non altro: va considerata la pubblicità (che porta a conoscenza del grande pubblico e crea fenomeni di moda) e anche una pseudo-scelta auto-diagnostica (il lettore si dirige verso quel genere di lettura, temendo che altre possano essere troppo impegnative).
    Laddove il marketing prenda altre direzioni, anche fantasy di qualità può raggiungere la massa e piacere (vedi il caso delle Cronache di Martin che, dopo 15 anni nell’ombra, grazie alla serie tv, sono diventate di moda). Altri autori, infinitamente superiori alla Troisi, (vedi ad esempio il citato Abercrombie) rimangono invece sconosciuti.

  24. 869 Clio

    @EttoreGolem
    Condivido il fatto che non ci sia ragione d’imbestialirsi, ma ritengo indubbio che andrea o sia un troll, o un tredicenne maldestro che racconta fole.
    Lo dico perché:
    1) chiede come facciamo a dire che il libro fa schifo conto tenuto del suo successo. Ora, c’è scritto nella dannata recensione il perché, recensione che non si è nemmeno preso la briga di leggere, a quanto pare. Non esattamente un comportamento adulto.
    2) porta il fatto che sia stato pubblicato dalla Mondadori come indice di qualità. Chiunque non viva sulla Luna sa benissimo che da sempre l’editore si piazza subito dietro l’usuraio nella scala dei mestieri senza coscienza (mi pare ci sia anche una simpatica novella di Twain a riguardo). O è terribilmente ingenuo e ignorante, o sta trollando.
    3) continua a confondere “arte” e “marketing”.
    4) Quattro, ovviamente.
    5) Il “fatemi leggere roba vostra, allora!” è la classica provocazione del troll o reazione stizzita del suddetto tradicenne maldestro. E’ totalmente ininfluente nel discorso e punta solo ad insinuare che o le critiche sono mosse da invidia/frustrazione.
    6) risponde raramente a proposito. Non solo sulle questioni fondamentali (ha poi spiegato cosa c’era di tanto rivoluzionario nel libro? No? no) ma anche sui motteggi (alla mia battuta sull’arabo sul cesso ha risposto con le Turcate, che mi sfugge proprio come possano entrarci, e meno male che l’arte è il suo campo).

    Ceci dit, insultarlo mi pare una reazione eccessiva. It’s not such a big deal! Diavolo, e se Rocca riemergesse dall’oblio cosa gli si dovrebbe fare?

  25. 868 ElettroGolem

    Non siate così severi col povero andrea, non mi pare stia trollando, anche se dice cose sbagliate mi pare stia cercando di capirne di più e sta mantenendo un tono rispettoso, il suo ragionamento è: se vende e piace a tanti può essere così schifoso? Lasciate che legga il libro e giudicherà da solo. Poi ha chiesto gentilmente se qualcuno avesse scritto un libro, per vedere com’è invece un libro scritto con metodo, era un’ingenua domanda a scopo informativo, non un “vediamo cosa scrivete voi se siete capaci a fare di meglio!”.

    State mettendo in bocca ad andrea cose che non ha detto, forse è un pò ingenuo ma mi pare sia stato frainteso.

    @andrea: Gamberetta ha scritto due libri più un terzo incompleto, se ti interessa, cercando nel sito trovi i link per il download. A dire il vero af non mi è piaciuto, le avventure della giovane laura non l’ho letto mentre S.M.Q. non era male, peccato sia incompleto.

  26. 867 Emile

    Ma poi, credi davvero di essere un dritto?
    Pensi davvero che riproporre il buon vecchio “ahahahahaah fatemi vedere qualcosa di scritto da voi se siete così capaci!1!!” rielaborato in modo tale da risultare più indiretto sia prova di grande sagacia?
    Ti spiego un’altra cosa va, che mi sento buono: qui NON siamo al Club degli Aspiranti Scrittori, qui siamo su un sito dove, da LETTORI, discutiamo di opere fantasy.
    Capisci la differenza? Capisci quanto sia stupida e/o in malafede la tua richiesta?
    Aggiungo: ma come sei messo se, per giudicare la bontà di un libro, hai bisogno per forza di paragonarlo ad altro?
    Nella sua recensione G ha illustrato con dovizia di particolari ed esempi come mai quel libro è una ciofeca, se per te ha sbagliato non ce la fai a citare i passaggi non corretti e dire la tua? O DAVVERO tutto quello su cui ti basi per teorizzare che il libro non può essere così male è “aho, ha venduto”?
    Mah.

  27. 866 lupus in fabula

    andrea, fammi capire: ti definisci un esperto d’arte, e poi ti riduci a valutare la qualità di un’opera in base a quanto vende? allora con questo criterio twilight dev’essere per forza superiore a tanti nobel per la letteratura, oppure film come transformers 3 dev’essere per froza migliore di, che so’, 2001 odissea nello spazio.

  28. 865 Clio

    X°D Andrea, scusa tanto, ma stai trollando.
    Hai letto la recensione prima di commentarla? C’è scritto perché questo libro è pattume.
    E l’uscita sulla Mondadori… priceless XD
    Compra pure la Troisi. Magari ti piacerà (sui gusti ‘un ci si scaracchia, diceva quello che succiava i calzini sudici), ma buona fortuna per dimostrare come i difetti indicati qui sopra non ci sono.
    Uno scrittore italiano migliore? Dimitri col suo Pan è certamente più originale. A me non è piaciuto, ma come qualità è nettamente migliore (almeno ci risparmiamo l’ennesima tiritera del Signore Oscuro e la guerriera gnocca in completo di plle nera). Comunque non conosco molti autori italiani decenti (posso consigliartene molti di penosi, ultimamente c’è stata una specie di boom dello scribacchino fantasy fallito). Se vuoi autori fantasy decenti a prescindere, dai un occhio alla prima trilogia di Abercrombie (The fist Law – The blade itself, non tradotto in italiano).
    E no, non c’è nessuna differenza col resto dell’arte. Infatti la Troisi non va da nessuna parte nella Letteratura “che conta”: benché sia in vendita anche in altri paesi, nessuno se la fila e quando la nomini la gente ti guarda bovinamente e scrolla le spalle. Invece Martin, Heinelein, Asimov o Pratchett tutti sanno chi sono dappertutto. Strano il mondo, eh?

    Magari qualcosa scritta da voi, sarebbe l’ideale, cosi li leggo tutti e due e mi faccio un opinione più chiara.

    X°°°D Ossantodio, dopo il “se vende deve essere buono” e “se l’ha pubblicato Mondadori deve essere buono” mancava giusto il “chissà cosa scrivete voi”. Potrà sembrarti strano, ma personalmente non ho nessuna intenzione di diventare scrittrice di mestiere. Non ci guadagno niente a criticare la Troisi, non ha nulla che le possa invidiare. E mi dispiace, ma non ho niente da farti leggere, visto che al momento quello che scrivo è una trattazione storica del disfunzionamento del Regime dei Codici nel decimo secolo tramite l’analisi della rivolta di Masakado, in francese, e se anche ti interessasse non è pronto.

  29. 864 Emile

    Te lo provo a dire un’ultima volta, che magari non era abbastanza chiaro.
    Qui a NESSUNO frega NULLA di quanto dichiari di sapere del “mondo dell’arte”, NULLA.
    Recepito stavolta? Ottimo.
    Detto ciò, io non so come funziona nel “mondo dell’arte” e nemmeno mi frega nulla di scoprirlo, ma so bene come va nel MONDO NORMALE, e lì, in ogni campo, è pieno di prodotti di qualità scadente che hanno avuto un successo incredibile per scelte azzeccate di marketing, aver saputo sfruttare il momento giusto o mille altre ragioni.

    Vacanze di Natale è IMMONDIZIA ma spopola, un MARE di videogiochi tratti da nomi famosi fanno VOMITARE ma spopolano (faccio questo esempio perché è il mio campo) e, sì, lo stesso vale per i libri.
    Se ce la fai ad afferrare un simile concetto bene, se no ingaggia un insegnante di sostegno.

  30. 863 andrea

    Emile e Clio, allora devo pensare che l’arte e la letteratura, corrono su binari diversi?, ossia: nell’arte se tu non hai contenuti e idee, non vai da nessuna parte( nell’arte che conta intendo), nessuna fondazione, nessun museo ti terrà in considerazione se non hai qualità, poi ci vuole anche fortuna e chiaro, ma alla base se non hai questa dote rimani un mediocre, e artisti così e pieno il mercato.
    Nella letteratura invece, puoi essere vuoto di contenuti, sgrammaticato, e comunque avere successo (di questo livello intendo), ma allora perché un editore come Mondadori dovrebbe fare scelte così sbagliate, o per lo meno azzardate, credo che in Italia ci siano bravi scrittori emergenti del genere fantasy, una/o di voi per esempio, visto che siete cosi attente e appassionate, avete mai mandato alla Mondadori un vostro manoscritto? se si, che cosa via hanno risposto.
    Per cui, se ho ben capito, Cronache del mondo emerso = Vacanze di natale, e questa la qualità di questo libro?
    Domani vado a comperarlo, mi date per cortesia il titolo di un altro libro fantasy, scritto da un autore Italiano emergente, che ritenete molto al di sopra della Troisi.
    Magari qualcosa scritta da voi, sarebbe l’ideale, cosi li leggo tutti e due e mi faccio un opinione più chiara.
    Grazie

  31. 862 Emile

    Aa siamo tornati davvero a “se vende allora deve essere un prodotto qualitativamente valido”?
    Per la serie “Vacanze di Natale=capolavoro”? Maaamma mia…

  32. 861 Clio

    @andrea

    Puoi continuare all’infinito a trovare difetti, sta di fatto, da quello che sento, è una che sta vendendo, e molto.

    ALT! Ecco il punto.
    Nessuno qui mette in dubbio che la Troisi venda bene. Qui molti sostengono che la Troisi sia pattume, il che è diverso.
    Il fatto che abbia successo indica che è una buona operazione commerciale, non che sia un buon libro. Perché in narrativa ci sono dei criteri oggettivi con cui valutare un’opera (a maggior ragione un’opera come questa, che non ha nemmeno la scusa di essere un qualche genere di sperimentazione inedita), e quella della Troisi non si salva in nessun modo. Se hai comprato la casa da un architetto e appena infili le chiavi nella toppa crolla tutto, questo non significa che tu non riesci a capire il genio del non usare tondini della buona misura, significa che quell’architetto è un cane.

    Twilight ha avuto un successo mostruoso. Questo lo rende un buon prodotto? Hell, no! Lo rende una buona operazine commerciale. Con una buona pubblicità e una numerosa clientela ignorante (per lo meno ignorante del genere), un prodotto banale e tirato via vende benissimo. Non è Arte, è Marketing.

    Qui non si parla né di gusti né di successo economico, si parla della qualità del libro in sé. Se il libro è privo di originalità, zeppo di errori logici e stilistici, il libro è pattume. E il fatto che i bambini non se ne accorgano non è una scusa, è un’aggravante (gli stai vendendo un prodotto scadente approfittando della loro ignoranza). Peraltro io uno dei suoi libri lo lessi che ero ancora adolescente, e lo trovai stupido fino alla nausea (e a me il fantasy piace!).

  33. 860 andrea

    Clio, se il tuo era sarcasmo il mio lo era di più, non sono un partigiano dell’idea e basta, questo lo dici tu, io ho detto che l’idea è fondamentale per avere successo in arte, e chiaro che non basta solo quella, e per questo che ti ho invitata (prima di dire che Hirst fa cagare) a studiare l’artista BENE, perché allora ti accorgeresti che le splendide idee di Hirst sono supportate da una profonda conoscenza dell’uomo.
    Per quanto riguarda il romanzo di questa autrice, quello che volevo dire, e: chi legge questo tipo di romanzi, ha una fascia di età adolescenziale, che non gli frega niente se voi criticate gli strafalcioni che può dire, tipo le misure dei palazzo o le altezze dei draghi, se le corazze dei cavalieri sono legate con le cinghie nei fianchi (vado a spanne), sono sicuro che nemmeno se ne accorgono leggendo, è l’idea della storia nel suo complesso che attrae il lettore.
    Puoi continuare all’infinito a trovare difetti, sta di fatto, da quello che sento, è una che sta vendendo, e molto.
    forse sarà anche come dite voi, senza idee, ma allora perché vende, non mi dite solo per fortuna, perché non ci credo, forse starà cavalcando un onda favorevole, non lo so, quello che so’ di certo però, (ho una galleria d’arte moderna) e che un critico non riuscirà mai a capire fino in fondo il successo di un artista, e qui mi sembra di vedere le stesse cose.
    Mi scuso se ti ho offeso non era mia intenzione

  34. 859 Emile

    PS FoC=Emile, mi si eran resettati i campi e ho fatto confusione col nick : p

  35. 858 FoC

    Andrea: due cose che si chiamano “logica” e “buonsenso”.
    Ma guarda te se ora si deve pure discutere se una forma adeguata è meglio di una non adeguata, come se la stessa definizione dei due termini non lo implicasse necessariamente.

    “Ehy chi ti dice che chi ha torto debba necessariamente non avere ragione???”
    santo cielo…

  36. 857 Clio

    @andre
    A parte il fatto che non mi pare che Mondino abbia mai disegnato un arabo sul cesso intento a suonare nacchere (nel caso saresti così gentile da postarmi il link? sono curisa :D), se non si fosse capito, il mio era sarcasmo. Sarcasmo per i partigiani del “basta l’idea”.
    Sia ben chiaro, io concordo sul fatto che la tecnica pura non sia Arte (è tecnica, per l’appunto), ma trovo che il “basta l’idea” sia una bestialità pura e dura.
    A meno che col “creare Arte” tu non intenda “azzeccare la cosa che fa successo”. Perché quella non è Arte, quello è Marketing.

    In conclusione, nella tua fretta di darmi dell’ignorante hai dimenticato la cosa fondamentale: l’argomentazione.
    Tu dici: criticate lo stile, ma bastano le idee;
    noi ribattiamo: QUALI idee?
    Perché le storie della Troisi ne sono SPROVVISTE (fatto, come direbbero gli inglesi painfully obvious). Ne desumo che tu non abbia letto la recensione e abbia commentato a vanvera giusto per dare torto a qualcuno. Se così non è, sarebbe carino commentare a proposito (per esempio, spigando quali rivoluzionarie idee ci siamo persi).

    Emile, chi ti dice che sarebbe stata 10 volte meglio se scritta in maniera adeguata

    Laziest answer ever XD

  37. 856 andrea

    Clio, vuoi dirmi che tu hai anticipato Aldo Mondino?, ma tu guarda dove Mondino a copiato le sue Turcate, nel cesso della clio
    Idiozie alla moda?, no no, non ci siamo proprio, ti invito ancora a studiare L’arte moderna e contemporanea, ma BENE.
    Emile, chi ti dice che sarebbe stata 10 volte meglio se scritta in maniera adeguata

  38. 855 ElettroGolem

    Parlando di grandi scrittori con una tecnica non esattamente eccezionale si può citare Lovecraft, scrisse bellissimi racconti pur non usando lo show don’t tell.

    In ogni caso meglio un libro che abbia sia idee buone che un bello stile piuttosto che un libro con una solo buone idee (anche se poi magari è bello anche solo con le idee, Gamberetta ha affermato che può passare sopra ad un brutto stile se ci sono buone idee). Poi c’è Licia Troisi…

    La merda d’artista è un’opera provocatoria e pensarci mi fa ridere, ma non credo che pagherei per esporla nel mio salotto…

  39. 854 Gwenelan

    -_- Ovviamente non mi ero premunita di leggere il messaggio di Clio… sorry.

  40. 853 Gwenelan

    Scusa, andrea, ma anche se fosse come dici tu… e la grande idea nel romanzo della Troisi dove sta O_o? Perché, come Gamberetta ha ripetuto più olte, lei si concentra sullo stile proprio perché le idee che lo stile “mostrano” fanno ancora più cagare.

  41. 852 Clio

    X°D Ossanto cielo! Questo mi ricorda quando per scherzo disegnai un arabo su cesso con nacchere (long story, bro). Vi rendete conto che MAI NESSUNO l’aveva fatto prima??? Nn è trp qlcs??? X°D
    E per la cronaca, Manzoni stava trollando con la Merda d’Artista (e per questo ha la mia più alta stima).

    Ciò a parte… continuo a non vedere le buone idee nel romanzo della Troisi. A meno che la buona idea non sia scrivere un libro pieno di clichés e bischerate mangose per un’orda di pseudo-lettori e appassionati di trash. La tua idea di Arte è scovare l’idiozia mainstream di moda che vende bene col minimo dello sforzo?
    Per il resto: quoto Emile.

  42. 851 Emile

    Sì, è tutto molto bello ma…ce la fai a fare un esempio di grande opera LETTERARIA, possibilmente fantasy, (qui si parla di questo, sai) di grande valore nonostante un brutto stile?
    E, anche trovandolo, sai argomentare in modo convincente come quella stessa opera non sarebbe stata 10 volte meglio se scritta in modo adeguato?

  43. 850 andrea

    per Emile, questo per dire, che tu puoi criticare un artista, o uno scrittore a 360°, ma alla fine questo non conta un cazzo, nell’arte l’idea è vincente, non come la presento, puoi fare un bellissimo dipinto e non dire niente(il più delle volte è così), oppure puoi presentare un barattolo di “Merda d’artista” e dire tutto.
    Non è detto che se uno frequenta l’ accademia d’arte, debba per forza diventare un grande artista, anzi il mondo dell’arte è pieno di grandi artisti autodidatti, da Van Gogh, a Picasso, da Brancusi, a Fontana, tanto per citarne qualcuno, ma la lista è infinita, Hirst è uno di questi.
    Per Clio, Hirst fa cagare le persone come te che di arte non ne capiscono niente, ti converrebbe studiarlo BENE, prima di dire cazzate.
    Da Duchamp, in poi se non te ne sei accorta l’ arte e cambiata radicalmente (per fortuna).
    Tutto questo per dire che non serve essere scrittori stilisticamente perfetti per essere vincenti, ma avere come nell’arte una buona idea.

  44. 849 Clio

    Penso si traduca con: “lei intanto ha fatto i soldi, kritikoni!”
    P.S. Hirst fa cagare. E la Merda d’Artista ha venduto benissimo.

  45. 848 Emile

    Questo per dire…?

  46. 847 andrea

    Aldilà della critica che tu fai, che potrebbe essere anche giusta, volevo risponderti con una frase detta dal più grande, e più venduto artista di arti visive(pittore/ scultore) vivente di oggi Damien hirst.
    Che alla fine di due tornate d’Asta da Sotheby’s nel 2009, dove sono state vendute 223 sue opere, per un totale di 202 milioni di dollari, al giornalista che gli chiese se si aspettava un successo così eclatante, lui rispose, “è incredibile dove si possa arrivare, con un quattro in arte, un immaginazione bacata, e una motosega.

  47. 846 Sara

    Ciao!! Ho letto tutta la tua recensione e anche qualche commento dei fans della Troisi con sotto le tue battute e devo dire che mi sono ammazzata dalle risate. Mi ha sinceramente sconvolto un fan che ha scritto sbagliato il nome della presunta scrittrice che difende. Mah!
    Comunque lessi a 16 anni i primi due libri di Nihal e devo dire che confermo le critiche, cioè ammetto che il primo libro mi coinvolse in generale, forse perchè ero piccola ed era la prima volta che leggevo un fantasy, ma devo dire che nonostante mi piaceva, più continuavo la lettura e più ne notavo i difetti e l’assurdità . Mi sono fermata al secondo libro, che ho letto sperando che il tutto migliorasse, ma niente. Lo trovavo una presa in giro. La cosa che ricordo chiaramente era il fatto che tutti gli ostacoli, a cui la protaginista andava incontro, erano superate con una difficoltà che non andava oltre le due righe e soprattutto ricordo che, alla prova a cui Nihal fu sottoposta per entrare nell’Accademia, pensai che il romanzo era indifendibile!!
    Cioè lei, una ragazzina, alta un metro e cinquanta, ha affrontato e sconfitto, in qualche pagina, i 10 guerrieri più forti di quei mondi??
    Accetto la fantasia di creare un eroe in grado di liberare la terra dal male ma Nihal, 50 pagine prima, era una ragazzina innocente e bella che giocava nei prati. Insomma il modo in cui scrive questa scrittrice non è credibile per niente. A livello di fantasia può anche coinvolgere, chi lo voglia leggere, lo legga pure ma è inammissibile che in due giorni i suoi romanzi siano stati pubblicati e pubblicizzati a più non posso, a discapito di chi si impegna per scrivere un buon libro che magari non verrà nemmeno pubblicato fra mille anni. Ma diciamocelo: la colpa non è sua, della Troisi, uno scrive come scrive, la responsabilità ce l’ha chi pubblica, chi corregge il libro e chi ha il potere di raccomandare.
    Bene, volevo solo lasciare un mio commento in quanto mi è piaciuta questa pagine. Saluti!!

  48. 845 TrashGirl

    Ciao Gamberetta e complimentoni per il blog!

    Ho letto anche io questo romanzo, poco dopo la sua uscita. Una mia amica me lo portò tutta entusiasta dicendo che era supermegaiperfikissimo e che mi sarebbe piaciuto sicuramente e io, povera stolta, mi fidai. Lo finii in un mesetto con grande sofferenza, mortalmente annoiata dalle innumerabili frignacce di Nihal.
    Negli anni a venire ho poi sviluppato una enorme passione per il trash e, come un serpente che si morde la coda, sono tornata li dove tutto è iniziato: tra le pagine di Nihal.
    Stavolta l’ ho finito in una settimanella scarsa, scoppiando in fragorose risate ogni volta che leggevo di archi magici per il cui utilizzo non serve forza, ogni volta che una descrizione quasi-decente veniva spezzata da un commento fuori PoV, ogni volta che la Troisi si contraddiceva da sola nel giro di mezza pagina, ogni volta che Nihal imprecava dicendo “Al diavolo!” in un mondo dove il diavolo non esiste, ogni volta che leggevo “Tu non puoi possedere un drago! Potresti mai possedere un tornado o un maremoto?”: non li puoi possedere ma li puoi rinchiudere in una stalla alla stregua di un qualunque ronzino.

    Ho rivalutato molto la Troisi, in fondo ha solo sbagliato genere: se invece che “fantasy” fosse etichettata come “letteratura dell’assurdo per bimbe” sarebbe un’ottima autrice! :)

  49. 844 lilyj

    È bello vedere degli ignoranti che mettono i cartelloni 10x30m con su scritto “sono ignorante e ve lo dimostro nero su bianco”. Prima di sparare cavolate (mamma, come sono fine!) prova a dare un’occhiata in giro. Ci faresti più bella figura U_U

  50. 843 lalala

    La Troisi è raccomandata. È amica di questo o di quell’altro, o c’è qualche altro losco intrallazzo sotto. Non voglio credere a quest’ipotesi! E non perché sia improbabile o perché creda nell’onestà delle persone o delle case editrici, non ci voglio credere perché io disprezzo la signora Troisi. Una Troisi raccomandata è una Troisi che sa di aver scritto una marea di scempiaggini, è una Troisi cinica e consapevole. Potrei quasi avere in simpatia una persona così, e non voglio! Nella mia scala di valori è meglio essere disonesti piuttosto che scemi, perciò preferisco figurarmi la Troisi scema.

    ma lo sai che stai criticando una persona?
    poi, se non ti piacciono sti libri, perchè te li vai a leggere?
    qui c’è solo critica, non ti va nulla bene.
    poi, vediamo un po’ te. scrivi un fantasy e fallo decente, come dici tu e vediamo chi critica te. tu qua sei riuscita solo a scrivere una pagina intera di sole critiche, pure noiose.
    prima di criticare pensaci.

  51. 842 Licia Troisi, solo marketing? «

    [...] Spulciando qua e là su Licia Troisi, mi sono imbattuto in questo divertentissimo post di Gamberi Fantasy. [...]

  52. 841 Mousse

    @sandavi: in effetti sono entrambe interpretazioni valide, le tue. Nonostante tutto non è pesante da leggere (e vorrei vedere, vista la profondità della trama).

    Io non sapevo nulla di quel romanzo, l’ho comprato per l’illustrazione della copertina di Barbieri.

  53. 840 Sandavi

    @Mousse
    Per me bisognerebbe distinguere fra il fatto che è leggibile e il fatto che ha avuto un successo spropositato.

    Nel primo caso anche un brutto film può essere guardabile, e si tende ad arrivare ai titoli di coda anche se dopo dieci minuti è già chiaro il livello di idiozia.
    Anche io ho letto tutta la prima trilogia e il primo volume della seconda. Che so.. sindrome di Stoccolma? Masochismo? Se non altro alla fine volevo solo sapere dove andava a parare per poterne parlare con cognizione di causa. In ogni caso se leggi bene la recensione, c’è scritto che tutto sommato la lettura scorre, quindi è un libro leggibile. Fra questo e un romanzo di valore però ce ne passa un bel po’. Il fatto che sia leggibile non esclude quindi che sia una cacata.

    Nel secondo caso non so che spiegazione dare, se non che i lettori della Troisi sono interessati alle sole vicende, senza guardare al come le vicende sono riportate pertanto se ne sbattono. E in più ci va aggiunto il battage pubblicitario Mondadori….

  54. 839 Mousse

    @lilyj: praticamente ha detto “chissenefrega se il racconto non è coerente con se stesso, è fantasy e nel fantasy la coerenza non serve”.

    Problemi di definizione di genere “fantasy”, direi.

    Resta la mia domanda: perché a me quel romanzo non ha fatto schifo se, come è chiaro, “non funziona”? Non è tifoseria, intendiamoci: anche io avevo trovato un sacco di incongruenze e altrettanti problemi di inesperienza dell’autrice: POV che cambiano, dialoghi improbabili e così via. Nella seconda trilogia andiamo anche peggio, per certe cose… Tuttavia.. tuttavia l’ho finito di leggere senza vomitare ogni due pagine.

    Quindi, come può un romanzo malfatto risultare comunque leggibile?

  55. 838 Il Mulo

    Complimenti Gamby! (Posso chiamarti Gamby?)
    Grande articolo! Tra tutte le recensioni lette questa se la batte con la Strazzu per essere la number one. La mascella mi si è slogata un paio di volte a forza di immaginarmi il botto del ragazzino da 20 metri di altezza. Indistruttibile come il mitico Ugo.
    “Ragionier Fantozzi si è fatto male?”
    “No no, ho solo un ginocchia sbucciato.”
    A tutti i Nahil-supporters che rispondono con la domanda: “Se siete così bravi perché non lo scrivete voi un fantasy così all’esordio?” vorrei rispondere ponendogli un’altra domanda: “Avete gli strumenti per poter distinguere la cacca dalla cioccolata?”
    Oggi il lato oscuro dell’editoria manda avanti solo i raccomandati e quei 4 o 5 fortunati scrittori che un minimo se la cavano ed hanno già un proselito di fedeli lettori. Dovreste ringraziare chi usa il cervello al posto vostro e vi pone davanti alcune domande ed osservazioni invece di inveire scuotendo il santino di Sennar tra le mani. Non c’è da convincere nessuno, c’è solo da osservare e prendere nota. Le regole sono li per essere seguite. Se poi continuate a pensare che il POV è una marca di detersivo, la verosomiglianza e la coerenza sono parole svedesi di cui si ignora il significato e lo “show don’t tell” è una canzone dei Queen, allora alzo le mani e benedico il Signore di aver risparmiato il mio cervello dalla caccia indiscriminata che ha afflitto i cuccioli di scimmia nuda (cit.) in tempi recenti.
    Finché si penserà a farsi pubblicare immondizia indifferenziata a suon di calci in culo senza badare al contenuto dell’opera, non esisterà mai quella scuola di buona e corretta scrittura per formare le future leve della letteratura tricolore. Ho letto sette libri di genere nell’ultimo mese e mi è dispiaciuto constatare che la narrativa anglosassone ci fa sembrare dei cerebrolesi usciti da una lobotomia per salvare il salvabile. Prima o poi uscirà qualche Gaiman, Heinlein, Swanwick, Gibson, Angra anche nelle nostre italiche sponde. :D
    Il buon duca ho letto che ha perso la fiducia di leggere buon fantasy dagli autori nostrani. Spero vivamente che sia in errore.
    À bientôt!

  56. 837 Solvente

    @lilyj. Niente: è un altro che non ha capito niente riguardo alla questione della coerenza interna nel fantasy e, gioiosamente ignaro, interviene a sproposito pontificando sul potere della fantasia e sul “farsi una vita”.

  57. 836 lilyj

    @hellfire: ah. Ok, mi fido di te ^_^

  58. 835 Hellfire

    “get a life” in sostanza.

  59. 834 lilyj

    Sarò anche stanca, ma c’è qualcuno che ha capito che sta dicendo ‘sto tizio qua sotto? Non ha capo né coda… O_O

  60. 833 Bla bla bla

    Ma dai Ca..o fatevi una vita quello che dite è vero ma un pò di fantasia non l’ avete ( se uno dice che salazar è alta 600 m lo dice per dare al lettore l’idea di una torre altissima infatti se guardate il libro “le creature del mondo emerso” ti accorgi che salazar non è alta veramente 600 m suvvia . Questo è per questo ma per tutte le altre cose che voi chiamate imprecisioni. Su co sta fantasia su ;) cmq BELLLAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

  61. 832 Mousse

    Non ho letto ancora tutta la recensione ma lo farò perché sono curioso.

    Però prima di continuare, ho un problema. A me i romanzi non sono dispiaciuti.

    Parlo della prima trilogia, ho finito la seconda solo per poter dire “l’ho fatto” e la terza (di cui ho letto a fatica il primo romanzo) era orribile.

    Ma sto divagando. Com’è possibile che mi siano piaciuti se sono scritti COSI’ da cani, se in definitiva “non funzionano”? La dissertazione che fai è molto tecnica, quasi “matematica” dei romanzi, usi parametri in un certo senso misurabili e non impressioni o interpretazioni del contenuto. Ancora meglio. Ma mi spieghi perchè li ho letti e non mi hanno fatto dire “Che schifo! Sono scritti di melma! Non si capisce niente!”

    Certo, ho letto di meglio, ma ho letto anche cose molto peggiori di autori molto più incensati anche dalla critica, Crypto di Dan Brown per esempio, l’ho mollato a pagina 60.

  62. 831 Sandavi

    La lettura del primo volume di “Le Cronache del Mondo Emerso” ha prodotto in me due risultati certi:
    1. la mia stima della letteratura fantasy italiana è crollata rapidamente verso lo zero
    2. la mia fiducia verso gli editori è crollata ampiamente sotto lo zero

    Non contento, dopo un lungo periodo di disintossicazione a base di pillole quotidiane di Tolkien, Marin, Pullman, Dick, Lovecraft, ho deciso di dare, in qualità di lettore, una seconda chance alla Troisi e mi sono letto il primo volume della saga successiva, sperando che potesse andare meglio. E in effetti, dopo la lettura del primo volume de “Le Guerre del Mondo Emerso” avevo deciso di darmi per sempre ai fumetti. La Troisi ha un pregio: a chi ha poca voglia di leggere, la toglie del tutto, a chi ama la lettura procura uno shock cerebrale. Se ti sta sulle balle qualcuno, regalagli un romanzo della Troisi.

  63. 830 Denise

    Uff, menomale!!! E’ sempre bello scoprire di non essere soli! Anch’io, appassionata del genere, dopo una strenua lotta contro il mio intuito che mi diceva di non farlo, sono caduta nella trappola della “propaganda” e ho appena finito di leggere questa puerile favoletta! Mi è piaciuto incommensurabilmente più del libro leggere la recensione, ho rivissuto le fasi che ho attraversato durante la lettura della trilogia (grazie di aver sciolto l’enigma delle misure, questa cosa delle braccia mi levava il sonno!!). Ho letto anche i graziosi commenti qui sopra (tutti!! devo proprio essere malata!)…quelli del partito del pro completano il quadro della tristezza, soprattutto quelli che si infervorano e offendono! Mi sono permessa di scrivere un commento pur non avendo mai scritto (ahimè) un libro, con l’unico appiglio di averne però letti tanti (ma aiutatemi a dire tanti!) ed è con questo conforto che mi unisco al coro dello sdegno! Amen

  64. 829 thyangel83

    Argh…! Non ho mai letto i libri di Licia. ho sempre desiderato comprarne uno, perché erano così famosi che pensavo dovessero essere bellissimi. Questa recensione ha smontato ogni mia velleità in merito. Se Licia ha avuto fortuna, buon per lei. Mi auguro di avere la stessa fortuna pure io (perché no? In fondo, uno dei miei personaggi assomiglia molto a Nihal, cioè è una mezzelfa; un bel po’ meno brava in battaglia, un bel po’ meno capricciosa, un bel po’ meno piagnucolosa, e un bel po’ meno fortunata. Almeno se la recensione non mi tradisce). Però non penso che capiterà. E questo mi fa un po’ rabbia. Non perché io sia bravo: molti scrivono ben meglio di me; ma perché sarebbe giusto che fossero i meritevoli ad avere successo.
    Parlo in generale, al di là della Troisi, di cui leggo qui qualche stralcio. Ma mi sembra che il panorama fantasy sia di un grande “piattume”; spesso conviene comprare on-line dei libri editi da case editrici poco note, ne ho letti di buoni…
    Molte saghe fantasy arcinote sono invece assai scontate.
    Forse dirò una assurdità, ma personalmente di un ciclo famoso come quello di Shannara non sono riuscito ad andare oltre al primo libro, scopiazzato dal Signore degli Anelli in più punti.
    E non è un caso isolato.
    Spero nel futuro di leggere di meglio. Ci sono scrittori italiani che meritano di più (il non-più-edito Andrea D’Angelo con “La Rocca dei Silenzi”, o Chiara Guidarini con “Alchemia”, almeno a parer mio…) e che invece per ora hanno avuto ben poca notorietà.

  65. 828 Alessia

    “I personaggi devono vivere, il loro respiro deve condensarsi nell’aria.”

    Questa è una delle tante frasi che si trovano nei manuali di scrittura creativa, questo nei libri della troisi non esiste. Tutto quello che hai detto nelle recensioni l’ho riscontrato io stessa leggendo questa benedetta triologia. Ne sono uscita frustrata, tanto che ho provato un senso di vuoto e una mera tristezza… il fantasy è arrivato alla frutta e se qualcuno non pone rimedio questa meravigliosa parte di letteratura morrà come spazzatura da supermercato… io mi auguro che questo non accada mai, ma la vedo dura…

    Mi chiedo se la signora Troisi abbia mai rispolverato un libro di grammatica anche solo per pura curiosità! Non lo sà che la grammatica serve? Che è la bibbia dello scrittore? O.0′
    Credo la troisi pecchi di pigrizia per la ricerca, e la ricerca quando si scrive è la base per non fare figure di merda dopo…

  66. 827 Mao

    La grande pecca di ogni romanzo fantasy scritto da una donna.
    Quando descrive la sua eroina descrive come lei stessa vorrebbe essere.

    L’identificazione dell’autore con il personaggio è un errore dilettantesco indipendente dal sesso. E il test Mary Sue/Gary Stu ha valore solo se applicato a romanzi di scrittori alle prime armi (o incapaci, come quelli di cui si parla qui). Per un autore che voglia fare il mestiere in maniera seria, il test ha la stessa utilità di un manuale di giardinaggio.

    Per questo ritengo che le scrittrici dovrebbero scrivere di uomini proprio come ha fatto egregiamente Gillian Rubinstein con la sua “Leggenda di Otori”.

    Distinguiamo: gli scrittori dilettanti, semmai, sarebbe meglio se prediligessero protagonisti del proprio sesso, per non rischiare di sbagliare anche gli aspetti più banali della caratterizzazione; gli scrittori esperti possono scrivere utilizzando il Pov di entrambi i sessi. Se sono esperti davvero.

  67. 826 Clio

    La grande pecca di ogni romanzo fantasy scritto da una donna.
    Quando descrive la sua eroina descrive come lei stessa vorrebbe essere.

    No, questa è la pecca di ogni romanzo scritto da un incapace (maschi o femmina che sia) ^_^ Il sesso dell’autore è ancora meno rilevante della sua età. Più che “come verrebbe essere”, penso che l’autore incapace crei semplicemente MarySue/GaryStu: il personaggio trp figixximo in cui i lettori buoi possano riconoscersi e per cui possano fungirlare (chiedo venia per i neologismi).

    Per questo ritengo che le scrittrici dovrebbero scrivere di uomini proprio come ha fatto egregiamente Gillian Rubinstein con la sua “Leggenda di Otori”.

    I primi tre libri degli Otori sono “passabili” (con molte riserve), il quarto è talmente stupido che non sono riucita a finirlo. Ho lasciato perdere, par la suite, quella scrittrice. Ad ogni modo, anche nei primi tre le reazioni umane sono proprio il punto debole maggiore (dall’innamoramento di loro due, alla loro prima notte d’ammmore, roba da sbattere la testa contro uno spigolo).

  68. 825 Tom Bombadil

    La grande pecca di ogni romanzo fantasy scritto da una donna.
    Quando descrive la sua eroina descrive come lei stessa vorrebbe essere.
    Per questo ritengo che le scrittrici dovrebbero scrivere di uomini proprio come ha fatto egregiamente Gillian Rubinstein con la sua “Leggenda di Otori”.

  69. 824 Zave

    @couf couf:
    a dirla tutta non è che la saga di paolini sia questo gran che…

  70. 823 Cecilia

    anche superare il grande paolini!!

    Ehm… sì. Spero tu sia ironica ^^

  71. 822 *couf couf*

    P.S. quant’è tenero quel coniglietto!!!!! assomiglia alla mia!!!!

  72. 821 *couf couf*

    ok… 2-3 anni fa ti avrei ricoperta di insulti per aver insultato la mia scrittrice preferita…
    ora, invece, mi sono fatta 4 risate!!! xD
    hai ragione, talento ne ha poco, però bisogna ammetterlo, ha un gran coraggio! sinceramente se dovessi mai scrivere un romanzo del genere non mi sognerei mai di mandarlo alla Mondadori!! D:
    comunque io avrei un’altra spiegazione per la sua fama: la Mondadori ha pubblicato il suo libro perchè i libri come quello vendono!
    ormai è così i libri li si scrive solo per i SOLDI!
    (per esempio, l’altro giorno ho comprato un libro fantasy pensando fosse carino perchè avevo trovato la sua pubblicità nel segnalibro che mi hanno dato con inheritance… era terribilmente brutto!!! OSCENO!!! anche peggio di quelli della troisi!!!! il libro in questione si chiama “Sitael” di alessia fiorentino…. il protagonista è un coglionazzo che ad un certo punto cambia completamente personalità! senza considerare il fatto che quasi in ogni capitolo gli succede qualcosa nel quale rischia la vita e riesce a cavarsela con chissà quali capacità…
    la scrittrice, finendo il libro a soli 14 anni credeva di poter eguagliare o magari anche superare il grande paolini!! poveretta mi fa una pena!!!)

    una cosa a favore della troisi la vorrei dire però: un libro buono nella sua vita lo ha fatto, sembra strano ma lo ha fatto. Il libro si chiama “I dannati di Malva”… non è il solito libro con la protagonista gnocca e il cattivo senza pietà… parla di un ragazzo mezzo drow (esseri schiavizzati dagli umani) e mezzo umano che veniva sempre discriminato per questo, ma un giorno va a lavorare in incognito con i suoi simili e…. vabbò non continuo, è meglio, potrei rovinare la sorpresa a qualcuno… ti consiglio di leggerlo… e il finale ti stupirà moltissimo!!!! ;D

  73. 820 Clio

    Bastava che Nihal, invece di essere flessuosa come un giunco, avesse il fisico da guerriera: spalle larghe, fisico compatto, braccia ben sviluppate. Ma non rientrava più nei nostri canoni di figaggine, e poi tanto è fantasy.
    Per il resto, quoto Cecilia. Nihal prende in mano un arco da guerra tarato per un uomo e si rallegra del fatto che “la forza non sia necessaria”. Scena irrecuperabile.

  74. 819 Cecilia

    @Marco

    Vorrei fare un paio di osservazioni sulla questione arco/ragazze. Che le donne possano usare gli archi, è giustissimo (io stessa ne uso uno, anche se non un lungo inglese ^^) ma non tutte le donne possono usare tutti gli archi, tant’è che ritieni scorretto il paragone con l’arco lungo. Nihal avrebbe potuto benissimo saper usare un arco, ma la frase, messa così, è tirata via. Innanzitutto “non è necessaria la forza” è una generalizzazione (visto che sta parlando di un tipo di arma in generale e non di un singolo oggetto) e di conseguenza è sbagliata. Donna o uomo che sia ci vuole molta forza per usare un arco, anche un arco olimpico contemporaneo. Forse non per tenderlo una volta o per tirare una freccia, ma già per scoccarne dieci o hai i muscoli (quindi la forza) o ti si stira qualcosa/sei distrutto dalla fatica.
    Poi si potrà parlare della differenza tra archi per donne e per uomini (entrambi devono però essere addestrati), ma l’assunto generico “per un arco non ci vuole forza” è e rimane sbagliato.
    Un ultimo appunto: dici che esistevano archi utilizzabili dalle donne e dagli uomini, benissimo. Peccato che all’Accademia Nihal sia l’unica donna, peraltro appena arrivata e sentita come corpo estraneo, come intrusa. Non viene mai detto che alcune armi siano state fatte apposta per lei, il che vuol dire che usa quelle che usano tutti. In tal caso gli archi sono “tarati” sulla forza degli uomini e lei, “flessuosa come un giunco”, non può neppure sperare di usarne uno.

    Non ci voleva tanto a sistemare la questione: la Troisi avrebbe potuto far sì che la ragazza avesse armi personalizzate, che i mezzelfi avessero una straordinaria forza data dall’unione di due razze o che so io. Se non l’ha fatto è perché non si è neppure posta il problema. Il che non è che sia proprio un bel modo di trattare i lettori, per dirla con un eufemismo.

  75. 818 Marco

    Ciao, complimenti per la recensione, l’ho trovata decisamente divertente e molto accurata, un bel lavoro.
    L’unico appunto tecnico e’ quello sull’arco, la Troisi ha ragione a dire che e’ un’arma che una ragazza ( mezzelfa) puo’ trovare congeniale. Il tuo paragone con l’arco inglese e’ improprio, e’ un’arco per uso statico contro bersagli pesantemente corazzati e molto poco efficiente da un punto di vista dinamico; il problema dell’arco di Ulisse era la difficolta’ ad armarlo, piu’ che a tenderlo, dato che armarlo richiede molta piu’ forza rispetto alla tensione dello stesso.
    Esistono e sono esistiti in diverse epoche e tempi archi che potevano essere usati con efficacia da donne e il problema principale era il loro seno, non la forza della tensone (da qui le Amazzoni raffigurate senza seno destro per agevolare il tiro con l’arco ). Penso che per di criticare un autore “fantasy” di mancanza di competenza si debba avere anche un minimo di conoscenza nel campo criticato.
    L’idea che ti ha cosi’ scandalizzato, che figure militari importanti possano indossare uniformi facilmente riconoscibili e’ molto coerente con un mondo fantasy-medievale, non c’e’ nulla di strano: il concetto di mimetica e divise che nascondono e’ proprio della seconda guerra mondiale e fino ad epoche moderne era perfettamente normale che individui importanti ( ufficiali ) o particolarmente abili ( cavalieri ) avessero divise che li distinguessero dalla plebaglia, sia per effetto psicologico sia per far si’ ( come nel libro della troisi) che fossero immediatamente riconosciuti dalle truppe amiche, con tutti i benefici del caso, tanto i missili e i cecchini ( catapulte contraeree a parte) non c’erano.
    Tendenzialmente, non si combatteva con la pioggia, ne’ d’inverno, salvo casi estremi, per tutta una serie di fattori che non staro’ ad elencare.

    Hai ragione, documentarsi e’ brutto, a pochissimi piace.

  76. 817 Cry

    Io confesso dinnanzi a tutti che ho letto tutti e nove i libri della Troisi e che all’inizio la prima trilogia mi era piaciuta. Va bene, era un periodo buio della mia vita, che rinnego, però mi ha fatto riflettere. Perché una lettrice accanita come me, cresciuta leggendo nove volte di fila Tolkien, si è fatta fregare in maniera così becera? La risposta è: mi hanno drogata, ero molto giovane o non ero in me (una a scelta). Non trovo altre spiegazioni. Mi pento e mi dolgo e riverso odio contro chi mi ha fregata così. Per rimediare ora mi scaglio danzando (ma con indosso una pesante armatura di cristallo nero) contro tutti coloro che leggono la Troisi, per far vedere loro la luce.
    Perché poi io abbia preso anche gli altri non lo so ancora, so solo che mi hanno aperto gli occhi. La Troisi stessa contiene in sè il germe della sua distruzione: i suoi personaggi femminili sono semplicemente odiosi ed è stato grazie a loro che mi sono risvegliata dal sonno.

  77. 816 Alessandro

    Giuro che per la prima volta lascio vero nome e vera mail su un blog.

    Probabilmente una delle recensioni più approfondite e dedicate che abbia mai letto di un libro. Il semplice fatto che ci siano i rimandi, le parole, le citazioni e che tutte siano ottimamente spiegate (parlo a puro livello di forma, non di punto di vista) Mi fa capire quanto effettivamente sia solida la tua lettura del libro.

    Che poi condivida tutto quello che c’è scritto sopra ovviamente sono cazzi miei, ma devo dire che effettivamente quello che leggo mi rimbomba in testa come familiare.

    vorrei che ci fossero più persone che sfilettino così i libri per bene. Male sicuramente non farebbe.

  78. 815 MakKo

    @Alessia
    1 gennaio 2012 alle 20:01

    Sai,la tua recensione mi da la vaga idea che anche tu abbia provato a inviare un tuo lavoro ma che purtroppo non lo abbiano accettato… Beh consolati ci sono sempre i siti di fanfiction

    AHAHAHAHAHAHA!!!!!!

    … aspetta…

    AHAHAHAHAHAAHAH!!!!!

    PS: prima di dire cazzate, cara Alessia, leggiti un pò tutto il blog vah. Ti da fastidio che qualcuno dica: LICIA TROISI SCRIVE DA CRISI DI DIARREA A SPRUZZO? Fatti tuoi. Ma, nonostante le scoregge delle bimbominchiafan come te, l’inconfutabilità dei fatti resta inconfutabile.

  79. 814 Alessia

    Sai,la tua recensione mi da la vaga idea che anche tu abbia provato a inviare un tuo lavoro ma che purtroppo non lo abbiano accettato… Beh consolati ci sono sempre i siti di fanfiction

  80. 813 Scimmia Furente

    Pensavo di essere l’unico al mondo.
    Pensavo di essere pazzo.

    Invece c’è gente che capisce che LICIA… non puo’ essere definita una scrittrice.

    Chiunque abbia scritto questo articolo ha la mia TOTALE STIMA (per quanto possa valere).

    Ho iniziato da poco a scrivere un libro, che si prefigge l’obiettivo di fare il culo a gente del suo calibro. XD

  81. 812 Bros

    Mi hanno regalato il primo libro della saga della troisi non troppo tempo fa e come altri fantasy che mi hanno regalato (eragon ed eldest) non sono riuscito ad arrivare alla fine del 4 capitolo.

  82. 811 Cesco

    Sì sono d’accordo con Makko : boicottiamo le immani porcherie troisiane!
    A meno che non costino meno della carta igenica…

  83. 810 Blu

    La copertina scartata è oscena, ma meglio di quella scelta! Sembra una Super Sayan con i capelli arancioni invece che biondi.

  84. 809 Cecilia

    @Makko

    Questa è la prima copertina, poi scartata:

    http://images.wikia.com/troisipedia/it/images/b/b9/Licia-Nashira.jpg

    sono proprio rossi.

    Per quel che mi riguarda, i personaggi ‘sti capelli possono pure averli cangianti, chissene ^^. E’ altro che mi preoccupa (quelle terre… brr) ma, appunto, i primi capitoli non mi uccideranno ^^

  85. 808 MakKo

    @Cecilia
    Ma che specchi e specchi. Io non mi arrampico su nulla. Ma la vedi la copertina? Quelli sono capelli di fuoco… forse perchè la tizia è una nobile del Regno dell’Estate (sigh).
    Cmq non è il colore in se il problema. Non so perchè ma ho come il sospetto che non proprio tutti su Nashira hanno i capelli di quel colore…

  86. 807 Cecilia

    @Makko

    Non ti arrampicare sugli specchi, sono rossi ^^. Il resto è effetto photoshop, nient’altro.

    Per il resto… beh, in questi giorni mi sento ottimista quindi un’occhiata ai primi capitoli ho deciso di darla (aggratis, ovvio ^^). Vedremo.

  87. 806 MakKo

    Parlo di (come si vede dalla copertina) capelli infuocati, non rossi…. XD!
    Ma dai, ma davvero qualcuno vuole leggere ancora la Troisi? Cioè ma la trama è spiccicata a quella del suo primo libro! Cambia solo il colore dei capelli e il fatto che il “segreto innamorato” è un servo e non un amico di infanzia…
    Ma per l’amor di tutti gli dei di tutti i cieli e di tutti gli inferi!

    (Ah no, scusate. Cambia anche che qui i regni son solo 4 e non una dozzina. Forse ci ripenso… umpfhahahahah).

    E come al solito il futuro di TUTTO IL MONDO è nelle mani di due adolescenti. Seh! Come no!

  88. 805 Cecilia

    @Makko

    Io invece sono abbastanza speranzosa (in fondo è l’ultima a morire). A parte l’eroina “ribelle”, lo schiavo innamorato e le nazioni dal clima monomaniaco, tutte cose prese di peso dal ME con micro variazioni, il resto mi sembra promettere un po’ più di originalità per i suoi standard.

    Piccola nota: i capelli rossi esistono da che mondo è mondo (nel nostro) e qui siamo anche in un mondo differente. Con tutte le critiche che si possono fare alla quarta, che senso ha prendersela con il colore dei capelli, che perdipiù non ha nulla di strano?

  89. 804 MakKo

    Non c’è mai fine al peggio:

    http://www.fantasymagazine.it/notizie/15714/i-regni-di-nashira-il-sogno-di-talitha-licia-tr/

    Dopo l’eroina dai capelli blu elettrico, l’eroina dai capelli infuocati.
    Solo la lettura della “Quarta di copertina” mi ha dato il voltastomaco: invito tutti a boicottare il più possibile la diffusione di questa porcheria.

  90. 803 Miss Tress

    I libri della Trosi li ho comprati prima di andare al mare, perchè ero alla ricerca di un fentasy da spiaggia. E posso dirlo con gioia di averlo trovato: un mucchio di boiate con guerriera cazzuta, mago truzzo-fighetto, drago-ferrari e amici-buoni-sentimenti felici&contenti (cit.)
    Almeno mi sono divertita. :D

  91. 802 Cesco

    Ciao a tutti

    Ho letto per curiosità il primo libro della Troisi, perchè vedevo in ogni libreria grande o piccola le sue trilogie, e mi sono chiesto se fosse davvero una scrittrice di valore che meritasse tutto questo successo. Quindi nonostante la mia diffidenza per chi riscuote un successo commerciale improvviso e così grande, nonostante già la copertina con questa eroina giovane e bella degna di un manga facesse scattare in me: “alert, alert, alert”… ho letto “Nihal della Terra del Vento”.
    Il libro è molto fluido e si legge anche piacevolmente, ma è tutto qua.
    I capitoli sono da copione telefilm/libretto/fumetto per adolescenti, per non parlare dei personaggi, a cominciare dalla protagonista: una giovane ragazza bellissima che combatte come Rambo. E’ quello che sognano di essere le ragazzine di oggi, però si doveva accontentare anche i maschetti, e allora ecco il suo amichetto mago. E serve un universo in cui il lettore si deve calare ed ecco il “mondo emerso”: ok come idea può non essere male, ma ragazzi … fantasy non vuol dire scrivere una sacco di cose impossibili,illogiche ed incoerenti con sè stesse. Come alcune ricordate nell’articolo di Gamberetta, cui faccio i miei complimenti.
    Insomma propongo: i libri della Troisi (se sono così anche gli altri) vietato ai MAGGIORI di 14 anni, per preservare lo sviluppo mentale.
    Non credo che leggerò anche gli altri, forse uno degli ultimi per vedere se è cambiato qualcosa.

    P.S. : è stata tutta un OTTIMA OPERAZIONE COMMERCIALE, dal testo scritto alla pubblicità, dallo studio del mercato allo sviluppo della saga.

  92. 801 Hendioke

    Bethan ha anche ragione a modo suo solo ha clamorosamente cannato il punto.
    Vedi Bethan, quando dici che quel che conta è che un libro piaccia e scorra stai riconoscendo una verità commerciale: se un libro “scorre” bene, cioè si fa leggere, può avere un pubblico che lo gradisce e vendere anche se banale e infarcito di inesattezze e controsensi.
    Questo perché comunque per accorgersi che s’è scritta una minchiata da un punto di vista tecnico bisogna avere 2 conoscenze in croce e quel lato del nostro cervello dove alloggia il nostro senso critico acceso durante la lettura.

    Molti lettori non hanno né le due conoscenze in croce né tengono il loro senso critico acceso mentre leggono (vogliono solo rilassarsi e abbandonarsi a un lettura scorrevole dopotutto).
    L’esistenza di un pubblico generalista che compra un romanzo che parli, chenneso, di aerei senza sapere neanche per quale principio fisico questi volano e quindi non vive come una fastidiosa incongruenza eventuali cazzate sull’argomento e che non vuole “leggere attivamente” è legittima e anche i lettori più “navigati” ogni tanto vi si abbandonano.
    Ed è altrettanto legittimo che esistano libri di infima qualità che possano soddisfare le loro esigenze.

    Le lamentazioni esposte in questo blog sono 3 ed esulano dq aunto da me detto:
    1) Purtroppo in Italia questo tipo di letteratura viene osannata come letteratura alta invece che per quello che è: letteratura da ombrellone e cerebro in vacanza
    2) Gli aspiranti scrittori alle prime, vedendo la critica elogiare detto tipo di letteratura, finiscono col pensare che quello sia il livello a cui mirare sprecando il proprio potenziale
    3) Un lettore che non sa niente di militaria e vuol tenere il senso critico spento mentre legge non deve necessariamente leggere Nihal per godere di una pausa letteraria, potrebbe ottenere lo stesso, anzi un migliore, risultato, leggendo libri scritti meglio. Ma fintanto che qualcuno non gli dirà che ci sono libri scritti meglio e che quelli che affollano le librerie e sono osannati dalla critica (rimanendo sempre e rigorosamente nell’ambito fantasy eh) sono la bassa letteratura il lettore non lo scoprirà mai.

    Tutto qui ^^

  93. 800 Giacomo

    Quoto Koda, lui si è cercato i nomi comuni in irlanda e negli stati uniti (e scommetterei un occhio che si è andato a cercare altre informazioni utili) ed io mi sono studiato l’armamento vichingo, i loro metodi di navigazione, le tattiche militari, una piccola parte della loro lingua e un bel po’ (ma mai abbastanza, maledizione!) di manuali di scrittura.
    Poi alla fine, quando cominci a scrivere e rileggendo vedi i risultati, infinitamente migliori rispetto a come scrivevi un tempo, diamine… che soddisfazione! Oh, che soddisfazione!
    Dovresti provare Bethan. O se non vuoi scrivere, prova a leggere di meglio (La Gentle consigliata da Cecilia ad esempio!), poi torna qui è liberati del peso con un bel: “Avevate Ragione!”

  94. 799 Cecilia

    Ma giusto a titolo di personale curiosità: quale parte di

    Don’t feed the troll

    vi risulta incomprensibile?

    Look, please:

    EDIT:
    Lo so, “Don’t feed the troll, please”. Però è divertente, IT e magari, magari, a qualcuno si aprono gli occhi.

    Dal mio commento del 5/09, 18:25.

  95. 798 DagoRed

    Ma giusto a titolo di personale curiosità: quale parte di

    Don’t feed the troll

    vi risulta incomprensibile?

  96. 797 MakKo

    @Bethan: … un altra cosa sui “nuovi scrittori fantasy” tutti Tolkien…. La Troisi ha ormai scritto, se non erro, oltre dieci romanzi, più o meno lunghi. Non è che tra il primo e l’ultimo mi risulti ci sia poi questa gran differenza. Un pessimo scrittore rimane un pessimo scrittore…
    Tra l’altro Tolkien ammetteva di non essere un buon romanziere. Figuriamoci che invidiava C. S. Lewis. in quanto a capacità e stile.
    La Troisi invece se la tira nemmeno fosse la nuova Dickens. Ma per favore…

  97. 796 Koda

    Quoto Cecilia direi, uhm, al 100%, ma soprattutto, Bethan… hai letto metà articolo: non ha molto senso che parli, no?

    Io non ho scritto nulla, di completo almeno, ma ti assicuro che la BUONA soddisfazione di avere un personaggio realistico perchè hai passato un’ora a cercare nomi e cognomi più comuni in Irlanda e Stati Uniti, e a informarti sui luoghi in cui ambienti una storia, è notevole.
    Hai ragione, la Troisi non è affatto il peggio in Italia, infatti dopo di lei è arrivato il peggio vero e la gente che prima sorrideva sarcastica, ora piange senza tregua. Io ho letto tutto quello che aveva scritto nelle prime serie e la verità è che le pagine erano scivolate via leggere, senza problemi. Poi ho iniziato a studiare e ho capito: volavano via leggere come mi vola via Twilight, spengo il cervello e la storia va avanti. Perchè una qualità accomuna la Meyer e la Troisi, scrivono di niente, ma lo scrivono in maniera fluida. E va benissimo, ma non è abbastanza per scrivere buona narrativa. Le buone idee pagano più di uno stile… dignitoso (?), ma le buone idee, spesso, vanno costruite bene, se no rimangono buoni spunti ampliati male, quindi inutili. E per carità, si vede che la Troisi ha letto solo Tolkien, non ha fantasia.
    Tu dici che bisogna avere immaginazione quando si legge, e concordo, infatti io ho una grande immaginazione, mi immergo proprio quando leggo, e mi sono immerso anche nelle Cronache del Mondo Emerso, ma ho ricordi più forti de La Prigione della Libertà di Ende, letto da bambino, che dei libri di Licia, letti sopra i vent’anni. E sai perchè? Perchè Ende aveva le idee.
    E sapeva anche mostrarle, ma questo è un altro discroso. ‘Notte! : )

  98. 795 Cecilia

    Comincio ad adorare i troll. Dimostrano un’ignoranza tale che fa quasi tenerezza.

    tutti gli scrittori fantasy devono essere dei nuovi Tolkien?

    Se solo tu avessi indagato un attimo più a fondo ti saresti resa conto che a Gamberetta Tolkien non piace. L’ha detto più e più volte, quindi, per cortesia, prima di digitare idiozie, documentati. Fai una figura migliore.

    perchè si devono trovare assillati con gente che gli contesta ogni frase?

    Perché magari avrebbero potuto far di meglio? A inventare personaggi e storie son buoni tutti, è farlo bene che è difficile. E siccome non è che i libri vengono proprio regalati… uno se trova una schifezza si lamenta.

    Ma non è che perchè lo dici tu a tutti debba fregare qualcosa se per tendere un arco ci vogliano braccia da culturista o se la battaglia dura poco.

    All’autrice avrebbe dovuto fregare. Non si scrivono boiate: se non sai qualcosa ti informi e la scrivi giusta.
    E’ una cosa che da tanta soddisfazione, sai? Impiegare 15 minuti su internet per scrivere un solo termine corretto. Il lettore disattento non se ne accorgerà; uno attento sì, sarà più contento e non penserà che l’autore è un imbecille. E io sono sicura, almeno in quel punto, di aver fatto il mio lavoro.

    Anzi, invece di quelle descrizioni assurde in cui viene minuziosamente riportato anche il pelo sul naso del cavallo dipinto sull’armatura del soldato di fanteria, preferisco tre righe in cui capisco che cacchio succede e poi la storia va avanti.

    Qui ti sfugge il concetto che non va mostrato tutto. Vanno mostrate le cose importanti, non le inezie che riporti tu. Tipico commento da chi non ha capito un accidente. O non vuole capire, che è peggio.

    La Troisi non si presenta come un saggio sulla storia e tattica militari.

    Nessuno pretende questo da lei o da qualsivoglia romanziere. Si pretende che una che scrive di guerra sappia di cosa parli, per cui i saggi se li deve leggere prima di scrivere il suo romanzo.
    Dimmi, chi è da ammirare: uno che scrive a caso, usando come unica “documentazione” i telefilm e i fumetti, o uno che ha tanto rispetto per i suoi lettori da laurearsi in storia militare prima di mettere mano alla tastiera? Troisi o Gentle? Li ho provati entrambi e, due mani sul fuoco: Gentle.

    Se hai un genio inespresso così grande, scrivilo tu, un libro, e poi guarda come ci si sente a vedersi scassare i maroni in questo modo.

    E rieccoci con la stronzata cosmica. E tu che elogi la Troisi hai scritto almeno un libro? No? E allora non puoi elogiarla. Perchè, cara, il ragionamento o funziona nei due casi o non funziona. Se non bisogna essere scrittori per tesserne le lodi, allora non bisogna nemmeno per esserne detrattori. Non è difficile da capire: se un pizza ti fa schifo non lo capisci da sola senza bisogno di essere una pizzaiola? Ovviamente sì.
    E giusto per la cronaca, Gamberetta di libri ne ha scritti tre. Per cui, anche secondo il tuo ragionamento, sì, può criticare.

    EDIT:
    Lo so, “Don’t feed the troll, please”. Però è divertente, IT e magari, magari, a qualcuno si aprono gli occhi. In fondo anche a me, da ingeuotta lettrice, la prima volta la Troisi piaque. Si cambia e si migliora.

  99. 794 MakKo

    @Bethan: lascia stare. I libri della Troisi sono pessimi libri. La tua difesa all’arma bianca fa solo capire che di letteratura ne capisci meno della mia gatta.
    Poi, se a te piacere leggere porcherie, sei liberissima di farlo. Ma Gamberetta ha ragione. Sacrosanta ragione. E non serve avere una laurea in letteratura. Basta leggere buoni libri.

  100. 793 Bethan

    Non ho avuto voglia di leggere tutto il tuo articolo perchè sinceramente a metà mi sono rotta le palle.
    Ma cos’è, tutti gli scrittori fantasy devono essere dei nuovi Tolkien? Finchè uno riesce a creare personaggi e storie che, per quanto imperfette e non gradite da tutti, riescono comunque a raccogliere un pubblico che ne è coinvolto, perchè si devono trovare assillati con gente che gli contesta ogni frase?
    Mi sembri una di quelle che recensiscono le fanfiction di efp con le osservazioni più pedanti e rompicoglioni per totalizzare più punti. Seriamente, con un saggio del genere ti ritroveresti in cima alla classifica a vita natural durante.
    Sinceramente, avesse fatto degli errori grammaticali, avesse una scrittura che non scorre, avesse copiato altri libri, attacchi di vario genere si potrebbero già più capire.
    Ma non è che perchè lo dici tu a tutti debba fregare qualcosa se per tendere un arco ci vogliano braccia da culturista o se la battaglia dura poco. Anzi, invece di quelle descrizioni assurde in cui viene minuziosamente riportato anche il pelo sul naso del cavallo dipinto sull’armatura del soldato di fanteria, preferisco tre righe in cui capisco che cacchio succede e poi la storia va avanti.
    La Troisi non si presenta come un saggio sulla storia e tattica militari. Alcuni libri possono non essere dei capolavori della letteratura, ma sono in grado di coinvolgere persone che hanno un minimo di immaginazione e non si fermano a sottoporre a rigido esame ogni virgola.
    In poche parole, datti un po’ meno arie. Un libro può non piacere, può anche fare schifo, ma scrivere pagine e pagine il cui significato implicito è “avrei potuto scriverlo meglio io” è un tantino patetico. Per non parlare delle sottili (nemmeno tanto, anzi) allusioni all’idiozia della scrittrice e di chi legge i suoi libri. Se hai un genio inespresso così grande, scrivilo tu, un libro, e poi guarda come ci si sente a vedersi scassare i maroni in questo modo.

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