Recensioni :: Romanzo :: La Setta degli Assassini

Copertina de La Setta degli Assassini Titolo originale: La Setta degli Assassini
Autore: Licia Troisi

Anno: 2006
Nazione: Italia
Lingua: Italiano
Editore: Mondadori

Genere: “Fantasy”
Pagine: 516

Prima di avventurarmi a parlare de La Setta degli Assassini (una setta… di assassini! Che paura!), voglio ribadire alcuni concetti espressi nelle precedenti recensioni dei romanzi della Troisi, concetti dispersi nella marea dei commenti idioti e delle polemiche.

Non ho mai offeso Licia Troisi. Ho solo detto che la disprezzo, e non potrebbe essere altrimenti, dato che la mia passione è la narrativa fantastica e lei ha scritto alcune delle opere peggiori in tale ambito. Al di là del fantasy, la signora Troisi potrebbe essere – molto probabilmente è – una degnissima persona. Non lo so e non m’interessa. Qui è come se un cuoco sputasse nella minestra: può essere benissimo che fuori dal ristorante sia la persona migliore del mondo, non di meno non ha certo la mia simpatia.
Discorso più complicato per personaggi come Dazieri o gli editor dei romanzi. Quando il signor Dazieri afferma per esempio che Le Cronache del Mondo Emerso sono un’opera “originale”, io cosa dovrei pensare?
Potrei pensare che il signor Dazieri non ha letto molti fantasy. Niente di male, sennonché come mai si trova nella posizione di dover scegliere chi o cosa pubblicare qualcuno che non ha esperienza del genere? E non sarebbe onesto rifiutarsi di ricoprire incarichi per i quali non si ha la necessaria competenza?
Potrei pensare che il signor Dazieri stia mentendo. Come dovrei giudicare una persona che cerca d’ingannarmi? Potrei anche fregarmene, ma attenzione: Dazieri e Mondadori non sono lì per la gloria, lo scopo è vendere. Io credo che le persone dovrebbero sapere che quando comprano le opere di certa gente stanno dando soldi a dei bugiardi.
Potrei infine pensare che il signor Dazieri stia dicendo stronzate. Ovvero non gliene importi un tubo se il romanzo sia davvero originale o no, è solo pubblicità. Non aggiungo altro, ognuno valuti quale dovrebbe essere l’atteggiamento da tenere con gente che si comporta così.

I toni. Joseph Goebbels, il famoso Ministro della Propaganda del Terzo Reich, diceva che se si continua a ripetere una bugia abbastanza grande, la gente finirà col crederci. Quello che sfugge è che il meccanismo funziona anche con se stessi.
Uno legge un libro della Troisi e pensa: “Dio, che schifo!”. Poi però quando ne parla con gli amici, quando scrive sul proprio blog, quando interviene su un forum, crede che più importanti della verità siano l’educazione, il “rispetto”, il “politicamente corretto”:

Innanzi tutto vorrei fare i complimenti a Licia perché è davvero brava! Scrive molto bene, ho letto il suo nuovo romanzo in appena due giorni! Questo dimostra che anche gli scrittori italiani possono competere con quelli anglosassoni: ancora brava! Devo però aggiungere – parere del tutto personale, da non prendere certo come una critica – che il personaggio di Nihal alle volte si comporta in maniera un po’ infantile. Per i miei gusti, ben inteso! Ma è solo un piccolo appunto riguardo un romanzo per altro ottimo.

Non solo qui abbiamo quel misto di ipocrisia & falsità che a me fa venir nausea, ma il nostro anonimo commentatore dovrebbe rendersi conto che a furia di ripetere ’ste scempiaggini, rischia anche lui di crederci!
Dire che la spazzatura è spazzatura, dire che quando un romanzo fa schifo, fa schifo, è la condizione necessaria per mantenere la giusta lucidità di giudizio. Ogni volta che si smussa, si addolcisce, si fa finta di niente, solo perché il contrario viene considerato socialmente disdicevole, si rischia di perdere la capacità di giudicare in maniera corretta. Secondo me non vale la pena.

Joseph Goebbels
Joseph Goebbels

I libri di Licia incoraggiano alla lettura!!! Secondo una certa corrente di pensiero, ogni romanzo che riscuota un minimo di successo, tipo le opere di Moccia o di Melissa P. o appunto della Troisi, è comunque un romanzo “positivo”, perché ha spinto la gente a leggere, in particolar modo i giovani. Sarà. Non ho la preparazione per affrontare un discorso di questo genere, ma non è questo il punto, il punto è che non m’interessa.
Mettiamo che la Troisi devolvesse tutti i suoi ricavi in beneficienza. In questo caso i suoi romanzi avrebbero di sicuro un positivo impatto sociale, ma per tale ragione sarebbero dal punto di vista letterario meno brutti? No.
Prendo atto che non tutto il male vien per nuocere, ma male rimane. In più, e questo è già facilmente constatabile, il grande successo dei romanzi della Troisi ha cementificato in pubblico, autori ed editori il concetto che il fantasy sia roba neanche per ragazzi, proprio per bambocci. Non mi sembra una bella cosa.

Basi minime. La Setta degli Assassini viene spacciato quale romanzo fantasy. Per tale ragione sarebbe opportuna una minima conoscenza dei meccanismi del genere. Ho cercato d’illustrare alcuni dei principali meccanismi nell’articolo Riassunto delle Puntate Precedenti.

La Setta degli Assassini

La Setta degli Assassini è il primo romanzo della seconda trilogia di Licia Troisi, Le Guerre del Mondo Emerso. Per chi fosse interessato a un’introduzione al Mondo Emerso, può leggere le recensioni della prima trilogia, Le Cronache del Mondo Emerso:
Nihal della Terra del Vento.
La Missione di Sennar.
Il Talismano del Potere.

* * *

Sono passati quarant’anni dalla sconfitta del Tiranno e il Mondo Emerso è di nuovo sconvolto dalla guerra. Dohor, divenuto Re della Terra del Sole, ha deciso di conquistare il Mondo!!! Ad aiutarlo nell’infame impresa una misteriosa setta di assassini, che per non sbagliarsi ha scelto di chiamarsi: la Gilda degli Assassini.

Maghetta
Ciao a tt. ho trovato qst romanzo sul banco libri di 1 supermercato e me ne sono innamorata all’istante: dovevo leggerlo, subito. 1bella copertina, 1titolo ad effetto e finalmente 1donna x protagonista, 1assassina x giunta. avevo già sentito il nome dell’autrice ma nn avevo letto la sua opera precedente. sn corsa subito in biblioteca. ho letto tt i libri della trilogia in 1 settimana! La Setta degli Assassini in 2 giorni. Stupendi!!! ho apprezzato di + il personaggio di Dubhe ke qll di Nihal xk mi è+ vicino. mi sn immedesimata in lei cm mai avevo fatto cn 1 xsonaggio di 1 libro. 1 storia veramente commovente e ben scritta. avrei fatto + attenzione al lessico, ma nn si può certo negare ke la trama sia ottima, anke xk l’autrice ha sl 26anni ed è molto migliorata dal 1° libro ke ha scritto. Nn vedo l’ora ke esca il 2° volume. sxo ke sia bello cm il 1°, anzi, ne sn sicura! Brava Licia!
Voto: 5 / 5

In realtà Le Guerre del Mondo Emerso, nonostante il titolo, non contengono guerre! Come sottolineato da Francesco Falconi in un’indegna recensione-sviolinata al terzo romanzo delle Guerre, Un Nuovo Regno:

Un libro che si può riassumere in una sola parola: Guerra. Una guerra di anime, sensazioni e sentimenti contrastanti.

Infatti la signora Troisi si tiene ben lontana da battaglie campali e assedi. Visti i precedenti è stata una buona idea, ma mi sembra il caso di sottolineare che se qualcuno cercasse azione militare in una trilogia intitolata Le Guerre del Mondo Emerso, non la troverebbe.

La storia è incentrata intorno alla figura di Dubhe, che incredibile a dirsi – non ci avrei creduto se non l’avessi letto con i miei occhi – è una ragazzina, come Nihal!!!
Nihal si è scavata una nicchia tutta sua nell’ambito delle donne guerriere del fantasy, grazie alla sovrannaturale capacità di frignare a ogni piè sospinto. Nel primo romanzo delle Cronache, Nihal scoppia a piangere ben 22 volte.
Dubhe com’è messa ne La Setta degli Assassini ? Vediamo…

Dubhe e Gornar rotolano a terra, e lui le tira forte i capelli, fino a farla piangere. (1)
Dubhe si tira su dal letto e stringe forte a sé suo padre, e piange, piange, (2) come quel giorno in riva al fiume, come da allora non ha più fatto.
Dubhe inizia a piangere lentamente. (3)
Dubhe piange in silenzio. (4)
Dubhe piange ancora. (5) È tutto assurdo, confuso. (a chi lo dici!)
[Dubhe] Ogni tanto piange, (6 – eh, ma piange solo ogni tanto!) chiama suo padre, come se la sua voce potesse arrivare fino a Selva.
[A Dubhe] Le viene da piangere. (7 – anche a me)
«Su, su, non fare così» le dice il cavaliere asciugandole una lacrima. (ancora 7, è una lacrima sola!)
[Dubhe] La sera piange ancora. (8)
Dubhe si mette a piangere. (9)
Dubhe si mette a piangere. (10 – sì uguale come sopra, ma più avanti)
[Dubhe] Piange con rabbia, (11) soffocando i singhiozzi, come gli adulti.
Prima ancora della voce, è il suo odore che Dubhe riconosce. Si getta sul suo petto, lo stringe, piange. (12)
[Dubhe] piange un pianto di bambina, (13) l’ultimo pianto della sua infanzia.
e poi [Dubhe] si accucciò a terra, il volto tra le mani, a piangere come una bambina. (14)
[Dubhe] Si sentiva ancora gli occhi lucidi, e le bruciavano per le lacrime. (15) Era un sacco di tempo che non piangeva così tanto. (proprio!)
Le lacrime presero a scendere (16) di nuovo da sole. (sì, è sempre Dubhe che piange!)
[Dubhe] Riprese a piangere. (17)
E lei [Dubhe] si mette a piangere. (18)
Dubhe piange di nuovo. (19)
[Dubhe] Piange. (20)
[Dubhe] Non sa darsi pace, piange, (21) poi cerca di farsi forza, si incolla alla finestra.
Dubhe inizia a piangere. (22)
[Dubhe] Non ha più lacrime da piangere. (23 – che schifo!)
Con le mani tremanti e la testa che gira [Dubhe] lo apre, prende il formaggio e piangendo (24) lo mangia a morsi.
Dubhe cadde in ginocchio e pianse (25) senza più alcun freno.
Dubhe allora era andata nel solaio, senza sapere perché lo faceva, e si era chiusa lì. Le lacrime le scendevano da sole lungo le guance, (26) ma non si sentiva triste.
La prima lacrima le scese giù per la guancia senza neppure un singhiozzo. Aveva dimenticato come si facesse, in tutti quegli anni. (sempre 26, magari non ci sono state altre lacrime!)
Dubhe si è alzata in piedi, e grida con le lacrime agli occhi. (27)
Dubhe tira su col naso, cerca di asciugarsi le lacrime, ma non c’è niente da fare. (28)
Il Maestro la ascolta senza battere ciglio, lascia che racconti tutto, non la riprende neppure quando spuntano le prime lacrime. (29 – lacrime al plurale)
Dubhe stringe gli occhi, ma stavolta non c’è nulla che possa fermare le lacrime. (30)
«No! Non lo voglio! Non lo voglio più fare!» dice [Dubhe] tra le lacrime, (31) stringendolo con forza. «Ma tu non mi lasciare!»
Singhiozza, lo guarda negli occhi cercando di frenare le lacrime. (32)
Dubhe si gira di scatto, gli occhi pieni di lacrime. (33)

Menzione d’onore per la frignata numero 23. Quel non ha più lacrime da piangere è orribile. È un’espressione trita, vuota di significato, che indica solo pigrizia nell’autore.

Dubhe
Una foto di Dubhe

A parte ciò, vincerebbe Dubhe 33 contro 22! Ma La Setta è un romanzo più lungo di Nihal della Terra del Vento, dunque non basta il dato assoluto, bisogna considerare l’indice PpP (Pianti per Parola).

  • Nihal in Nihal della Terra del Vento: 22 pianti in circa 88.586 parole, indice PpP: 4026,63.
  • Dubhe in La Setta degli Assassini: 33 pianti in circa 123.094 parole, indice PpP: 3730,12.

Con un margine di circa 300 parole vince Dubhe!
A onor del vero, Nihal bambina occupa solo poche pagine del suo romanzo, molte meno rispetto a Dubhe bambina. Molti dei pianti occorono a Dubhe nell’arco che va dagli 8 ai 17 anni, successivamente le scenate si diradano.
Non che abbia granché importanza: la sciatteria della Troisi rimane evidente. Come si fa a ripetere per 33 volte la stessa situazione? E sempre con le stesse parole o quasi!

SOFY
MI SPIACE MA DUETTO E CERVANTES NON HANNO CAPITO PROPRIO 1 BEL NULLA!!!!QUESTO LIBRO MI è PIACIUTO MOLTO E MI SPIACE SOLO DI NON AVER POTUTO LEGGERE GLI ALTRI TRE PRECEDENTI…NON è VERO NIENTE KE NON DANNO EMOZIONI, ANZI..TUTT’ALTRO!!!ATTENDO CON ANSIA I PROSSIMI 2 LIBRI DELLA SAGA DI DUBHE!!!!LICIA TROISI IN BOCCA AL LUPO!!!NON TI FAR SCONCERTARE SE Sè QUALCUNO KE NON APPREZZA I TUOI LIBRI!!!
Voto: 5 / 5

A proposito di statistiche e ripetizioni: la Troisi ha un’insana passione per la parola “piuttosto”, tanto da usarla ben 87 volte nel corso del romanzo, comprese perle di questo tipo:

In fondo alla stanza c’era una porta piuttosto anonima. Dubhe si avvicinò. Era di legno consunto ed era chiusa da una serratura piuttosto semplice. Non perse tempo; lavorò per qualche secondo col grimaldello, la porta si aprì docile innanzi a lei.
L’interno era ancora buio, ma piuttosto piccolo, e la candela riuscì a rischiararlo senza problemi.

A me sembra piuttosto brutto: Mondadori potrebbe pagare degli editor competenti piuttosto che affidarsi a gente che ha come pinnacolo della carriera un manuale per donne single pubblicato da Harmony. Sì, sono piuttosto cattiva!!!

E per fortuna che la Troisi, dopo la trionfale esperienza delle Cronache, sarebbe migliorata! No, non è migliorata neanche di poco. È vero, il numero di clamorose incongruenze ne La Setta è inferiore rispetto a quello dei romanzi de Le Cronache, ma è anche diminuito drasticamente il numero degli avvenimenti. Nihal della Terra del Vento è un romanzo sconclusionato ma con un buon ritmo. Gli avvenimenti si susseguono veloci: non hanno senso, ma si sostituiscono uno all’altro ogni poche pagine. Infatti non mi sono annoiata a rileggerlo per recensirlo.
Invece questa recensione de La Setta arriva dopo così tanti mesi anche perché ho fatto una fatica enorme a rileggere il romanzo in questione. Per tre volte mi sono letteralmente addormentata. Le scene si trascinano oltre la loro naturale conclusione. La storia si muove piano, lenta, impantanata, non succede niente di notevole per pagine e pagine. In più i già scarsi elementi fantastici della prima trilogia spariscono: i draghi sono relegati sullo sfondo, i Fammin sono trattati alla stregua dei mendicanti per le vie di Bombay, e la magia è quasi assente.
Anche la maledizione di Dubhe non ha niente di “inevitabilmente” fantastico: se la Setta avesse usato un qualche tipo di veleno allucinogeno sarebbero stato lo stesso.

Lettura Consigliata

Di romanzi dove il protagonista deve combattere contro la sua Bestia interiore ce ne sono a mucchi. Perciò ne segnalo uno non molto famoso ma che ho trovato divertente: When Gravity Fails (Senza Tregua è il titolo italiano) di George Alec Effinger.
È un miscuglio di poliziesco e cyberpunk con un’originale ambientazione mediorientale. Qui la “Bestia” si scatena non per colpa di maledizioni ma grazie a particolari chip che s’interfacciano direttamente con il cervello.

Copertina di When Gravity Fails
Copertina di When Gravity Fails

La solita solfa

Ho criticato Le Cronache per la loro mancanza di originalità, eppure sono sfavillanti d’idee rispetto a questo nuovo romanzo!
Per il resto il solito, la Troisi colleziona tutti i possibili errori che i dilettanti compiono scrivendo, per esempio:

Inforigurgito molesto, che quando va bene è un paragrafo:

«È un uomo di fiducia di Dohor.»
«Tutti sono uomini di fiducia di Dohor. Ti ricordo che buona parte del Mondo Emerso è suo.»
Era vero. Partito come semplice Cavaliere di Drago, col matrimonio con Sulana era diventato re, quindi, lentamente, s’era dato alla conquista di tutto il Mondo Emerso. Sei delle Otto Terre erano più o meno direttamente sotto il suo controllo, e con le ultime tre terre completamente indipendenti, la Terra del Mare e le Marche delle Paludi e dei Boschi, un tempo unite nella Terra dell’Acqua, era ormai quasi guerra aperta.

e quando va meno bene è inforigurgito da manuale:

Cenarono discutendo a bassa voce dell’impresa che li attendeva e del loro bersaglio. Dubhe partecipò controvoglia. Non vedeva l’ora che quella maledetta storia finisse. Toph assunse l’aria da cospiratore, e si chinò verso di lei, per non farsi udire dall’oste e dagli altri avventori della locanda.
«Nerla, quel babbeo di figlio del sacerdote Berla, a chi credi che obbedisca?»

Inforigurgito molesto… ▼


«So bene che appartengono di fatto a Dohor» rispose Dubhe.

Lunghe parti raccontate, tra l’altro di una banalità dolorosa, come l’amore di Dubhe per il suo Maestro, Sarnek:

Dubhe ha avuto un’educazione del tutto differente da quella delle altre ragazzine della sua età, e i suoi interessi non hanno mai contemplato bambole, giochi o cose come l’amore. [Dubhe non conosce l'amore, oh poverina!] Però anche lei ha letto qualche ballata, di sera, di nascosto dal Maestro, e ha fantasticato su quei racconti. Il sentimento per Mathon è morto insieme alla sua vecchia vita, ma spesso, prima di addormentarsi, ha sognato di trovare qualcuno di cui innamorarsi, un omicida come lei, magari.
Ora, all’improvviso, ha capito che quell’uomo è il Maestro.
A volte sente irresistibile la voglia di baciarlo ancora, e ancora, e dirgli tutto, chiedergli se anche lui la vuole, se la ama anche lui. Ma si trattiene sempre. Un po’ perché lui da quel giorno non si è più concesso alcun gesto di tenerezza nei suoi confronti, un po’ perché ha paura. Finché non gli dice nulla, tutto è sospeso, e può continuare a guardarlo con occhi adoranti, e sognare un giorno di diventare sua moglie. Se glielo dicesse, invece, lui risponderebbe qualcosa, forse un no, e tutto finirebbe in un istante. E lei non vuole. Vuole continuare così, ad amarlo senza chiedere nulla in cambio, per sempre.
[...]
Quel periodo è completamente offuscato dall’amore per il Maestro. Non c’è posto per altro nella sua vita. Tutto gira attorno a quell’unico argomento, tutti i sentimenti sono inghiottiti da quella passione senza confini che la fa sentire come se fosse sempre intontita, che toglie contorno e nitidezza a tutto ciò che la circonda.
Lui è come sempre, forse più freddo del solito, anche se Dubhe non vuole ammetterlo. I suoi occhi sono sfuggenti, e il suo sguardo sempre più spesso triste.
[...]
Dubhe vorrebbe prendere su di sé quella stanchezza, quella tristezza, vorrebbe che il suo amore fosse capace di risollevarlo dalla prostrazione e dargli finalmente pace, perché sente che ne ha bisogno. Semplicemente non è possibile. Resta sempre qualcosa tra loro, uno schermo che li separa, qualcosa cui Dubhe non sa dare nome, ma che l’addolora infinitamente.
Così scorrono i giorni uno dopo l’altro come grani di una collana. Fino al giorno in cui qualcuno appare sulla soglia della loro casa.
[...]
Dubhe si alza di scatto. Si sente irata, tradita, e spaventata. Corre verso il mare.
Sulla sabbia, resta un scritta.
Amo Sarnek.

L’amore di Dubhe per il Maestro è una delle chiavi del romanzo, eppure di mostrato abbiamo… “Amo Sarnek” scritto sulla sabbia. È tutto molto bello.

Saretta
ho solo una parola per descrivere l’intera triologia più questo nuovo libro della troisi….STUPENDO!!! é stato molto avvincente..mi sn sempre piaciuti i libri ke trattano di fantasy e devo dire k qst volta la Troisi ha colto nel segno..sn molto presa da questo libro e anche se nn sn contenta di alcuni avvenimenti presenti sul finale, aspetto il secondo con molta impazienza..spero solo ke esca presto..Consiglio le cronache e le guerre del mondo emerso a kiunque legga libri fantasy..il motivo???PERKÈ SONO STUPENDE…!!!!
Voto: 5 / 5

Situazioni inverosimili. Questo più che un errore diffuso fra i dilettanti, è un marchio di fabbrica della Troisi. Le incongruenze più grosse purtroppo non si possono “citare” perché si spandono su troppe pagine, ma qualche chicca da poche righe si trova:

Pubblicità progresso

«Salve! Ancora bisogno del mio aiuto?» la salutò lo gnomo quando Dubhe entrò.
«Come sempre…» sorrise lei da sotto il cappuccio.
«Mi complimento per il tuo ultimo lavoro… perché sei stata tu, vero?»
Tori era uno dei pochi che sapesse qualcosa di lei e del suo passato.
«Già, sono stata io» tagliò corto Dubhe. Poca pubblicità era sempre stato il suo motto.
Tori l’accompagnò nel retrobottega, e lei si sentì a casa propria.

Braccio di ferro

[Dubhe] Ha otto anni. Una vivace ragazzina con lunghi capelli castani non molto diversa da altre. Niente fratelli né sorelle, genitori contadini.
[...]
Dubhe tira su il secchio dal pozzo e si lava con l’acqua gelida. È una cosa che le piace, lavarsi con l’acqua fredda. E poi si sente forte ogni volta che tira fuori il secchio. È orgogliosa della propria forza: tra tutte le ragazzine, è l’unica a saper tener testa a Gornar, il più vecchio della sua compagnia. È un gigante di dodici anni, il capo indiscusso della banda, e la sua supremazia se l’è conquistata a botte. Dubhe però non la riesce a mettere sotto, e la tratta con diffidenza, avendo cura di non stuzzicarla troppo. Qualche volta lei l’ha battuto a braccio di ferro, e sa che la cosa gli brucia molto.

Il mistero della finestra

La donna entrò, e Dubhe la seguì. La stanza era oltremodo piccola. Non aveva alcuna finestra, se non il solito piccolo buco che dava verso l’esterno, e in fondo una finestrella di vetro, da chiudere in caso di pioggia o neve.
[...]
Entrò e sbatté l’uscio dietro di sé. L’odore di chiuso la prese alla gola. Non c’era fuga alcuna in quel luogo affondato nelle viscere della terra, né una finestra da cui contemplare il cielo per sognare una impossibile libertà.
[...]
La notte trascorse tormentata. Sebbene la finestra fosse spalancata, Dubhe era perseguitata dal sentore del sangue. [ovviamente si sta sempre parlando della stessa stanza sotterranea...]

E così via. C’è anche Dubhe che si arrampica dentro un camino chikas_pink03.gif e che scala un muro alto fino a dieci metri (a proposito, il Mondo Emerso dopo la sconfitta del Tiranno ha assunto il sistema metrico decimale) come niente fosse e con un ginocchio in disordine; la stessa Dubhe avendo la possibilità di rubare o sfasciare la teca che contiene lo spirito di Aster non fa né una cosa né l’altra, pur essendo consapevole del pericolo; la “segretissima” setta degli assassini lascia entrare chiunque nella sua base sotterranea, senza controlli, basta che sia vestito di nero!; quando è ordinato a Dubhe di uccidere Jenna, le viene concesso un intero mese, anche se basterebbero pochi giorni e questo solo perché la poverina altrimenti non troverebbe una via di fuga; ecc. ecc.

Babbo Natale & un'amica
Quando Babbo Natale ha saputo che Dubhe era tanto abile nell’arrampicarsi dentro i camini, le ha offerto un posto di assistente. Ma Dubhe l’ha ucciso!!! Poi quel capitolo è stato censurato…

È tutto campato per aria, com’era ne Le Cronache. Certi particolari sono persino divertenti, tipo quando è descritta la vita tra la setta degli assassini, gente spietata, spinta da cieca obbedienza, tesa solo a render gloria al Dio oscuro Thenaar, però hanno stanze singole, sauna, e:

La cena finì in poco più di un’ora. Furono ancora una volta i servi a prendere i piatti sporchi. Avevano occhi vuoti, e si muovevano con gesti meccanici.

Ci vuole molta disciplina per riuscire a cenare in appena un’ora o poco più…
E non entro neanche nel merito del problema della continuità fra Le Cronache e Le Guerre: basti dire che in questo romanzo scopriamo come il Tiranno avesse un braccio destro fedelissimo, Yeshol, così importante per i suoi piani che ne Le Cronache non è citato neanche una volta! Ah, e le macchine da guerra volanti? Che fine hanno fatto?

rossella
questo libro mi ha affascinato tanto vorrei che farebbero un film su di esso
Voto: 5 / 5

Struttura non lineare senza nessuna buona ragione. La Setta degli Assassini è narrato in terza persona limitata. Il punto di vista è quasi sempre quello di Dubhe, tranne poche pagine dove invece il punto di vista è del giovane mago Lonerin. La narrazione inizia con Dubhe diciassettenne ed è al passato. Tuttavia quasi altrettante pagine sono dedicate alla storia di Dubhe bambina, e queste parti sono al presente. Infine spesso Lonerin ha dei flashback del suo di passato, ancora una volta al presente e in corsivo.
Perché gli eventi più lontani nel passato sono narrati con il tempo presente? L’importanza di questa domanda sta nel fatto che mi pongo la domanda (e me la sono posta anche alla prima lettura), ovvero sono distratta dalla storia per meditare su una incomprensibile scelta di stile. Così come non ha molto senso intrecciare passato e presente: già la storia è scarsa di ritmo, interromperla di continuo con questi sbalzi temporali non è una grande idea. In più già da subito sappiamo quale sia stato il destino di Dubhe bambina e che il Maestro è morto, dunque si sa già il finale della narrazione al tempo presente, non c’è neanche il gusto di sapere come andrà a finire la sottotrama di Dubhe bambina.
Certo, rispetto ad altri, questo non è un grosso difetto, ma per me è emblematico di un tipo di scrittura inconsapevole, dove le scelte non sono compiute con raziocinio, ma così, “tanto per”.

* * *

Di buono c’è poco o niente. La Troisi scrive ancora in maniera semplice e scorrevole, ma come già ne Le Cronache le sbavature abbondano, sbavature che nessun editor ha pensato di correggere (a che pro? tanto vendi lo stesso) e così tocca leggere:

Lì dove l’ago dell’assassino della Gilda l’aveva colpita c’era ora un simbolo assai chiaramente visibile.

Ma proprio si vedeva bene! Oppure stralci di dialogo insulsi, come questo fra Theana e Lorenin

«Io devo andare. Se mi conosci, se mi vuoi bene, lo sai.»
Theana scosse la testa, i riccioli si mossero con lei.
«No, invece. Avevi detto che saresti tornato da me, ma è come se non lo avessi fatto, se ora riparti. Io credevo che avremmo avuto del tempo per noi.»
Già, lo aveva creduto anche lui. Si fermò, la guardò.
«Sono successe molte cose…»
Theana lasciò che le lacrime scendessero.
«È per lei?»
«Chi?»
Ma lo sapeva bene.
«Lo sai.»
«No, affatto.»
Theana si alzò.
«Devi decidere, capire.»
«Non fare la stupida, non c’è nulla da capire, nulla su tutta la linea.»
Theana scosse la testa.
«E invece sì. Perché io non riesco mai a tenerti qui con me, a fermarti, mentre per lei hai rischiato la vita.»
Lonerin scosse il capo.
«Sono solo tue fantasie.»
Theana sorrise tristemente.
«Cerca di tornare, ma se anche lo farai, so che non sarà da me.»

Sembra la peggior Meyer. Comunque Theana ha anche ragione dato che: «Partire è sempre un po’ morire [...]» parola di Ido.
Finito di leggere La Setta degli Assassini, ho dovuto lavarmi le mani, erano tutte appiccicaticce di Banalità. Ho temuto persino di poter sfasciare il lettore di ebook, con tutta quella Banalità che si spandeva sullo schermo.

Irresistibili furetti!
Sarebbero potuti mancare i furetti? No! “[...] corrono come furetti nel bosco, senza che niente li fermi e senza che nessuno li senta.”

Tirando le somme

Un brutto romanzo. Neanche così brutto da essere divertente, come a tratti era Nihal. La mancanza d’idee è tale che anche la scrittura semplice della Troisi non riesce a tenere lontana la noia. Mi ricordo di averci messo una settimana buona a leggerlo appena comprato, e adesso per rileggerlo ho impiegato un mese.

Come sempre però questa è solo la mia opinione, altri molto più preparati di me hanno tessuto le lodi de La Setta degli Assassini, ad esempio gli espertoni di FantasyMagazine. Perciò lasciate perdere quel che scrivo io, affidatevi a gente che sa quello che dice, come Luca Azzolini.

Licia Troisi ancora una volta ha affilato la sua penna e con una stoccata e un affondo ha vinto l’ennesima battaglia col foglio bianco.

Questo si chiama recensire!

sasuke
mitico supremo!! Anke se nn al livello di eragon ma di certo è migliore del signore degli anelli e della leggenda di earthsea
Voto: 5 / 5

La Setta degli Assassini è il primo volume di una trilogia. Il secondo volume si intitola: Le Due Guerriere. Dal capitolo primo de Le Due Guerrire:

Lei fece un cenno col capo, poi si rimise il cappuccio. «Grazie mille, ci siete stato di grande aiuto.»
Uscirono senza aggiungere altro, e Bhyf notò con inquietudine che i loro passi, e persino i loro mantelli, non producevano quasi rumore.
Torio era seduto sul bordo di casa sua, con le gambe che penzolavano fuori dalla piattaforma. Era un vecchio piuttosto vigoroso, con l’aria un po’ ottusa di chi è sempre vissuto nello stesso luogo, senza neppure immaginare che fuori possa esserci un mondo più grande. Stava riparando le reti da pesca quando sentì un rumore di tacchi avvicinarsi.

Insomma sono un po’ stufa dell’Idiozia imperante nel Mondo Emerso. Per questo lascerò perdere per un po’ Le Guerre per dedicarmi ad altro, e anzi propongo un sondaggio: di quale romanzo preferireste che ci occupassimo sulla Barca dei Gamberi?

  • Le Due Guerriere! Le Due Guerriere! Non si può lasciare la trilogia in sospeso!
  • Gli Eroi del Crepuscolo! La Strazzulla è la nuova Troisi!
  • Bryan di Boscoquieto nella Terra dei Mezzidemoni! Con un titolo così non può essere che strabellissimo!!!
  • La Ragazza Drago! La Troisi questa volta è migliorata! Sul serio!

Irresistibili furetti!
È un uccello? È un aereo? È Superman? No! È La Ragazza Drago!

Perciò votate, usando il widget in alto a destra. Notate però che cercherò sempre di essere obbiettiva, e dunque non è detto che votando la Strazzulla ne verrà fuori una presa in giro dell’autrice e del suo romanzo. Se è bello, ne parlerò bene. Vale anche per la Troisi e la sua ragazza lucertola.


Approfondimenti:

La Setta degli Assassini su iBS.it
La Setta degli Assassini su Wikipedia
Un’intervista alla Troisi alla vigilia dell’uscita de La Setta degli Assassini
La Setta degli Assassini in formato ebook acquistabile presso il sito Mondadori (ovviamente è anche disponibile gratis su emule)

When Gravity Fails su Amazon.com
Senza Tregua presso Delos Store
George Alec Effinger su Wikipedia

La verità su Babbo Natale
Joseph Goebbels su Wikipedia
La Web TV dedicata ai furetti!!!

Gli Eroi del Crepuscolo presso il sito dell’editore
Bryan di Boscoquieto presso il sito dell’editore
La Ragazza Drago presso il sito dell’editore

 

Giudizio:

Da qualche parte, scavando, forse c’è qualcosa di decente. +1 -1 Noioso…
-1 …tanto da far addormentare.
-1 Dubhe è una lagna peggio di Nihal…
-1 …ed è pure una lagna stupida.
-1 Le solite situazioni inverosimili.
-1 Le solite situazioni banali.
-1 Le solite sbavature nello stile.
-1 Totale mancanza di idee.
-1 Ancora una volta un romanzo della Troisi che è fantasy per modo di dire.
-1 Più di un dialogo insulso.
-1 Struttura narrativa inutilmente complessa.
-1 Inforigurgito molesto.
-1 La Troisi non è migliorata di una virgola.

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141 Commenti per “Recensioni :: Romanzo :: La Setta degli Assassini”

  1. Clio scrive:

    Yatta! Finalmente! Hum, eri più mordente durante l’esecuzione sommaria delle Cronache però, ammtto che come recensioni erano più divertenti, però è anche vero che non si può far del sarcasmo sul niente. Come noia direi che questo Tomo è secondo solo a Twilight, per la mia limitata esperienza… Mi sforzai di finirlo solo perchè lo avevo pagato.
    Ricordo che rimasi incantata dalla descrizione della Casetta degli Assassini: nera, con gente vestita di nero, puzzolente di sangue, macchiata di sengue, e nel Sancta Sanctorum l’orrore è estremo, non solo è nera, ma di sangue ce ne sono addirittura due piscine! Scialiamo, come dicono in Calabria, ma il sangue non coagula? Ogni quanto lo cambiano? Due piscine? Eppure di vittime se ne vede una sola, se non sbaglio… Forse che rabboccavano con sangue di elefante di nascosto?
    E questi terribili assassini lasciano una novizia nemmeno troppo furma andare a zonzo tranquilla, niente guardie, niente sistemi d’allarme, niente cani… Wow.
    C’è una cosa che però, secondo me, non hai afferrato: il passato al presente in corsivo serve a dare privido alla storia. Almeno, io dopo esermene sciroppata due o tre brani leggevo nell’angoscia che, voltata pagina, saltasse fuori l’ennesimo prosieguo di “la triste storia di una iettatrice”. Un brivido mi correva lungo la schiena ogni volta che arrivava il punto dolente, soffrivo all’idea di quanti disastri sfiorano la marmocchia senza sopprimerla! Queste sì che sono emozioni…

    Giovedì, 12 Giugno 2008 @ 7:47pm

  2. Davide scrive:

    Un altro punto a favore di questa nuova trilogia potrebbe essere (per le mie limitatissime informazioni a riguardo, perlomeno) il fatto che Nihal ha finalmente tirato le cuoia, no?
    Per il resto, il tutto mi sembra davvero desolante. Dovrò recuperare la nuova trilogia tramite biblioteca per leggere di persona ed evitare di parlare solo per congetture, ma se le premesse sono queste… Beh, se non altro mi divertirò un po’.

    Giovedì, 12 Giugno 2008 @ 8:11pm

  3. scriterio scrive:

    Bella recensione.
    Lucida, affilata.

    Anche se non ho mai letto la Signora Troisi, non ho difficoltà a trovare nei tuoi stralci di romanzo pecche impressionanti.

    Riguardo la tua apertura sulla giusta cattiveria con cui giudicare un’opera, mi trovo d’accordo.
    Quando mi capita di editare i racconti di ragazzi che hanno voglia di migliorare uso il fioretto: mi interessa che capiscano e che ripensino su cosa hanno scritto in maniera costruttiva, non che si chiudano indignati, scegliendo di vedere le offese all’opera come personali. Quando sottolineo errori su libri pubblicati e pagati, invece impugno la sciabola, anzi, la mannaja. Perché al momento di finire sui banconi o negli scaffali un’opera deve essere edulcorata degli errori grossolani. E se questi hanno cadenza tale da farmi credere che lo scrittore abbia lacune profonde, passo all’ascia da boia!

    Ti segnalo un piccolo errore:

    oltre la loro natura conclusione

    .

    Giovedì, 12 Giugno 2008 @ 8:23pm

  4. Clio scrive:

    @Davide
    Non vorrei sbagliarmi, ma ricordo (non senza un certo orrore) che Nihal e Sennar risaltino fuori alla fine… Mi sembra che Dubhe e Lonerin (sempre una ragazzina ammazzasette ed un mago enfant prodige, che originalità questa donna!) partano a cercare loro figlio… o qualcosa del genere…
    Correggetemi se sbaglio.

    Giovedì, 12 Giugno 2008 @ 8:28pm

  5. AryaSnow scrive:

    Riguardo alla storia del presente-passato, la Troisi ha detto:

    Perchè, per come la vedo io, i ricordi sono congelati in un eterno presente, e quindi usare questo tempo verbale credevo mi permettesse di rendere questa particolare caratteristica che riconosco quanto meno alla mia di memoria.

    Giovedì, 12 Giugno 2008 @ 8:33pm

  6. ZioBlood scrive:

    Mamma mia. Le perle con cui ci hai deliziato sono da manuale (si fa per dire ^^). La finestra che appare e scompare, poi…stupenda, stupenda.

    Adesso vado, però, che gli esami bussano alla porta, ciao Gambere’ . Continua così,

    Giovedì, 12 Giugno 2008 @ 9:18pm

  7. Mari scrive:

    Finalmente la nuova recensione!
    Devo dire che sei stata più tenera di quanto immaginassi. E poi, secondo me, non è vero che Dubhe è meno divertente di Nihal: ho trovato chicche meravigliose, leggendo La Setta degli Assassini.

    1) La torre nera nel regno della notte, sede della Gilda, fatta interamente di cristallo nero; materiale rarissimo e quasi introvabile nella prima trilogia.
    2) Lonerin che nasconde le pietre magiche agli assassini chinandosi “per allacciarsi le fibbie dei calzari” e lanciando via le pietre, coprendone il rumore “con un colpo di tosse”. Evviva la setta degli assassini al completo! Se sono così attenti quando fanno i controlli, chissà quando sono distratti …
    3) Per entrare nel covo segreto degli assassini, Dubhe deve trovare il meccanismo che ne aziona la porta in una statua a forma di serpente nascosta in un anfratto. Passa ore intere a palpare e premere ogni anfratto del povero pezzo di pietra. Nulla. Torna la sera successiva: ricontrolla tutto da capo e ancora nulla. Fino a quando non le viene in mente di infilare la mano nella bocca spalancata del serpente. E ricordiamo che per vivere faceva la ladra!
    4) Le targhette sulle porte del covo segreto degli assassini!!! Ho riso fino alle lacrime XD
    5) A parte il fatto che Dubhe crea una pozione per cambiare aspetto con una pietra consacrata e delle erbette di campo, ma… diventa il Maestro e rientra nella Gilda con il suo aspetto! Diamine, quell’uomo è vissuto e cresciuto lì, è stato un ricercato nonché è attualmente dato per morto! Possibile che Dubhe possa passeggiare lì dentro con il suo aspetto e nessuno la noti? Ma chi sono?! Di certo non la gilda degli assassini…
    6) Per ultimo, il bacio con il maestro.

    Dubhe lo abbraccia con forza, si stringe a lui … Il Maestro la scosta delicatamente da sé, le avvicina le labbra alla fronte, con delicatezza. E’ Dubhe che, spinta da chissà cosa, alza la testa quel poco che basta, e per un soffio le loro labbra si toccano

    Leggetelo bene. Qualcuno di voi ha letto Berserk (prima che diventasse una porcheria)? E’ il primo bacio tra Gatsu e Caska; con conclusione differente, certo, ma dalla medesima dinamica. Per conferma, se non avete il manga, guardate qui

    A parte questo, nel sondaggio ho votato per una prossima recensione sulla Strazzulla, nella speranza di non trovarci di fronte a un’altra Troisi.
    Ciao ^_^

    Giovedì, 12 Giugno 2008 @ 9:53pm

  8. Clio scrive:

    Non capite niente, nella prima triologia vi lamentate che i buoni sono una manica di mentecatti, lei da brava che ascolta le critiche fa che anche i cattivi sono dementi, e ancora giù a criticare… Ma non siete mai contenti, eh!
    Se penso agli assassini di AnkhMorpok, quelli si che sono gente a posto, molto professionali…
    Ah, dimenticavo l’estrema originalità di far risaltar fuori il Cattivissimo… Non muoiono mai del tutto, eh?

    Giovedì, 12 Giugno 2008 @ 10:05pm

  9. avvocatospadaccino scrive:

    ci siamo fatti la palla con la troisi.
    poi ho paura che gamby ci rimetta le penne a leggere altri due libri del genere.
    vogliamo la strazzulla, la strazzulla!!!

    Azzolini, ma quanto ti hanno dato?
    no, perchè se l’hai fatto gratis, non ci stai con la testa.
    Azzolini, qui ci vuole una scena da Caro Diario, dove il critico viene tormentato per i suoi pareri insulsi.

    Giovedì, 12 Giugno 2008 @ 10:22pm

  10. Tyreal scrive:

    Sempre graffiante! Senza nulla togliere alla recensione (che in gran parte condivido), cosa non torna nella “pubblicità” e nel “braccio di ferro”?
    Sono termini realtivamente moderni, ma entrati nell’italiano comune: non ci vedo nulla di male nell’utilizzarli in questo particolare contesto.
    Addirittura il “gigante di dodici anni” lo trovo appropriato: è il punto di vista di una ragazzetta che vede come un gigante un bambino più grosso di lei.
    Solo dettagli eh… non vuole essere una critica alla tua recensione.

    Giovedì, 12 Giugno 2008 @ 10:33pm

  11. Clio scrive:

    X Tyreal
    Credo si riferisse al fatto che:
    -Dubhe non vuole pubblicità, MA ammette al tipo di essere stata lei a fare il colpo;
    -Dubhe è una ragazzina di otto anni e quell’altro è più grosso e più grande, MA lei lo batte comunque a braccio di ferro.
    I suppose…

    Giovedì, 12 Giugno 2008 @ 10:37pm

  12. AryaSnow scrive:

    Penso che Gamberetta non si riferisse alla terminologia, ma al fatto che:
    -Una bambina di 8 anni (definita pure in altri passaggi come magrolina, se nno ricordo male) fisicamente più forte di un gigante di 12 non è molto possibile.
    -Dubhe vuole evitare di farsi pubblicità, ma dichiara subito al tizio di essere effettivamente stata lei a compiere quel furto, quando poteva anche mentire.

    Giovedì, 12 Giugno 2008 @ 10:55pm

  13. Gamberetta scrive:

    @Clio. Hai ragione, questa recensione non è venuta divertente come altre. Purtroppo la materia prima non offriva più di tanto, come detto mi sono annoiata a morte. Probabilmente è il romanzo peggiore della Troisi, anche se formalmente ci sono meno errori rispetto agli altri. È proprio che non succede niente o quasi, calma piatta, finiti i bei tempi delle catapulte che abbattono i draghi in volo…

    @Davide. Nihal ritornerà nel finale della trilogia, non ti preoccupare (o preoccupati pure!).

    @scriterio. Grazie per aver segnalato l’errore, adesso lo correggo.

    @AryaSnow. Interessante. Mi era sfuggita quella dichiarazione della Troisi. Be’, devo riconoscerle di non aver agito a caso, ha sbagliato apposta!

    @Mari. Per il punto 1) credo che la sede della setta sia stata costruita prima della sconfitta del Tiranno, avrà fornito Lui il materiale.
    3) Era difficile! Cioè tutti pensano di guardare nella bocca, nessuno crederebbe che è così elementare!
    5) È quello che dicevo: per entrare nel covo della setta basta che ti vesti di nero e ti copri il volto…
    Per la prossima recensione vedo appunto che la Strazzulla sta vincendo nettamente. A essere onesta ho una certa perversa curiosità nei confronti de La Ragazza Drago: leggevo in giro che persino molti fan della Troisi dicono che è uno schifo. Non oso immaginarmi che orrore possa essere… ma mi atterrò alla volontà dei votanti.

    @Tyreal. Un bambina di 8 anni batte a braccio di ferro un “gigante” di 12, e Dubhe pensa di non farsi pubblicità ammettendo di essere lei ad aver compiuto il furto…

    Giovedì, 12 Giugno 2008 @ 11:01pm

  14. gugand scrive:

    Graffiante, ma meno comica del solito (e’ dura trovare sempre battute nuove, eh).

    @Mari
    Perche’ Berserk sarebbe diventato una vaccata? E’ uno dei miei fantasy preferiti e probabilmente e’ il manga fantasy migliore mai uscito.

    Giovedì, 12 Giugno 2008 @ 11:05pm

  15. Mari scrive:

    @Davide. Nihal ritornerà nel finale della trilogia, non ti preoccupare (o preoccupati pure!).

    NnnOOOooooOOOOoooo!!!! L’unica cosa che mi rendeva felice era che finalmente ci fosse rimasta secca in qualche modo (o meglio, che l’autrice abbia avuto finalmente il coraggio di farla morire…)!!!
    Non ero andata oltre il primo capitolo de Le due guerriere, e adesso sono certa che non mi azzarderò a leggere più un’altra sola parola. Basta -.-

    @Gamberetta. Ti dirò: ero indecisa proprio tra la Strazzulla e la Ragazza Drago. Però anch’io avevo sentito dire che è terribile, quindi ho pensato di votare per una recensione non necessariamente negativa. Poi, ovviamente, se ti va di leggere e recensire entrambi i volumi, fai pure: è sempre un piacere, e non credo solo per me ^_^

    @gugand. Io adoro Berserk, lo leggo sin dalla prima serie. Purtroppo però sta andando degenerando. Non mi piace più sin dalla seconda eclissi. E’ semplicemente un altro manga. Proprio oggi ho letto il numero 63 … Miura sta allungando il brodo in maniera scandalosa, secondo me. Ovviamente continuerò a comprarlo (tanto escono pochi volumi l’anno, quindi non conta nemmeno come spesa), e spero sempre che mi/ci stupisca con qualche colpo di tacco a sorpresa.

    Giovedì, 12 Giugno 2008 @ 11:32pm

  16. Federico Russo "Taotor" scrive:

    Difatti io ho votato la Strazzulla perché magari potremmo assistere a un cambiamento.

    Bella recensione, come al solito. Fa sempre piacere sapere che esiste qualcuno che fa più schifo di te ma che è stato pubblicato e venduto. Almeno alimentiamo un po’ il nostro senso dell’onore letterario. ☺
    I collegamenti a FM però mi fanno montare un rabbia indicibile. Il solo ricordare quelle assurdità di recensioni mi fa andare fuori dai gamberi gangheri…

    Venerdì, 13 Giugno 2008 @ 12:15am

  17. Stefano scrive:

    Io non ho votato per la Strazzulla, se poi si scopre che sei tu questa benedetta autrice, che figura ci fai? ;-)
    La recensione mi è piaciuta, ma non posso dire molto di più: non ho avuto lo stomaco di sciropparmi un altro libro della Troisi. Sull’ipocrisia, beh è un vizio diffuso: a volte ci vuole, la verità può essere deleteria, ma in letteratura il lettore che paga ha ogni diritto e il recensore delle responsabilità precise.
    La recensione di Falconi non va a suo onore, anche se credo che la redazione di FM, per prima, avrebbe dovuto irruvidire un po’ certe lisciate.

    Venerdì, 13 Giugno 2008 @ 1:10am

  18. gugand scrive:

    @Mari
    Sono d’accordo che Miura stia allungando il brodo mostrando sempre di piu’ combattimenti che durano per numeri e per questo la storia prosegue lentamente, troppo lentamente.
    In giappone tendono a far allungare il piu’ possibile i manga di successo visto che prevedono che finiscano.
    Comunque ha una gran storia, per questo che mi era sembrata eccessiva la tua definizione di “vaccata”.

    Venerdì, 13 Giugno 2008 @ 8:14am

  19. alice scrive:

    Finalmente! Apettavo questa recensione con ansia.
    Scrivo poche righe perchè i libri della Troisi parlano da soli.
    E’ una cosa orribile questo libro, anche se devo ammettere che non l’ho letto (e non lo leggerò nemmeno morta!). La Troisi mi sembra quasi un Moccia con un pizzico di fantasy, tra l’altro orribile.

    La scempiaggine della finestra è una favola!!
    La Setta degli assassini fa proprio schifo… no commento O.O

    Ho votato per la Strazzulla, speriamo che almeno lei sia brava. Non vogliamo mico l’erede della Troisi!!

    Venerdì, 13 Giugno 2008 @ 8:41am

  20. alice scrive:

    *no comment

    Venerdì, 13 Giugno 2008 @ 8:41am

  21. mhrrr scrive:

    ok, grandiosa, al solito.
    mi permetto di consigliarti (ma non da recensire, come opera di purificazione) di leggere almeno i primi tre fumetti della serie “la fortezza” di lewis trondheim (quelli numerati dall’uno al tre)(ok, sembra una cazzata, ma il simpatico lewis ha fatto tre serie, numerandole a partire da 1, da 100 e da -100. meno cento poteva essere considerato il primo).
    non leggerò l’ennesima porcata, non credo che l’avrei comunque letta, ma ora ne sono proprio convinto (anche perché non credo nel discorso per cui bisogna leggere per poterne parlare: basta fidarsi di qualcuno che si è sobbarcato l’infausto compito oppure semplicemente non parlarne)(quel discorso sovvenziona cattive opere di editoria).
    l’idea del presente storico per il passato non era male, probabilmente lycia (detergente intimo) era anche più soddisfatta dell’astuto artificio stilistico. il fatto che accada poco è perché l’autrice ha capito che tutti quegli eventi danneggiano la sua capacità di espressione: non ci vuole un cazzo a raccontare qualcosa; il difficile è non dire alcunché.

    io ho votato strazzulla, ma solo perché mi spiace sentire dei tuoi tormenti da lettrice.

    Venerdì, 13 Giugno 2008 @ 10:08am

  22. Lo Sparviero scrive:

    Ottima recensione, però, secondo me, hai preso un gambero… ehm… un granchio quando hai affermato che in questa trilogia non ci sono guerre. Beh, sbagli, perché ci sono molte guerre solo che Dubhe non prende parte a nessuna di esse.
    Ancora complimenti ☺!

    Venerdì, 13 Giugno 2008 @ 12:38pm

  23. GiD scrive:

    “La setta degli assassini” è stato il primo romanzo della Troisi che ho letto (anche perché è stato il primo cho ho trovato in edizione economica!).
    In generale concordo con molte cose che hai evidenziato, Gamberetta, prima fra tutte la lentezza del racconto e la mancanza di elementi fantasy determinanti. Penso però che tu abbia trascurato due importanti pecche del romanzo.

    1) Il parallelismo fra la coppia Nihal/Sennar e la coppia Dubhe/Lonerin, che più che un parallelismo è un ripetersi degli stessi personaggi, quasi identici fra loro. Capisco tentare di ricordare in qualche modo i personaggi passati (per la gioia dei fan), ma sforzarsi di cambiare un po’ almeno… poteva anche proporre un LUI guerriero e una LEI maga stavolta, già sarebbe stato qualcosa.
    2) La continua angoscia della Troisi nel ripetere sempre gli stessi pensieri dei personaggi, sempre nelle stesse situazioni. Sembra quasi che abbia paura che il lettore non capisca bene il personaggio, così non solo ti dice cosa fa, non solo ti dice cosa pensa, ma ti dice anche che fa quella cosa perché pensa quella cosa… va bene caratterizzare il personaggio mostrandone i tormenti interiori, ma a un certo punto il lettore conosce il personaggio e non ha certo bisogno del narratore che interviene a giustificare continuamente quello che il personaggio fa.
    Altrettanto fastidioso è il continuo rimarcare gli stessi concetti: Dubhe è maledetta, la morte l’accompagna, non ha futuro, è tutto nero intorno a lei, si lascia solo vivere… mamma mia… soprattutto ne “Le due guerriere” c’è da prenderla a testate (non so se Dubhe o la Troisi).

    Però devo ammettere che alcune delle idee di fondo del romanzo sono buone, e potevano davvero essere il punto di partenza per un buon fantasy.
    1)Il personaggio di Dubhe: ok, il protagonista tormentato non è una novità , però la figura della ragazza che costretta dagli eventi diventa assassina e ladra è molto interessante e ha molto potenziale.
    2)Anche la Gilda degli assassini non era male come idea, certo se non fosse stato un covo di imbecilli, oltre che di assassini, sarebbe stato meglio… però l’idea di base della setta che distorce il culto della divinità a cui era stata benedetta Nihal è una buona idea. (Spero che la Troisi avesse già parlato di Sheevrar nelle Cronache, altrimenti la storia di Theenar sarebbe una forzatura).

    P.S.
    Anche a me l’idea del passato narrato al presente e col corsivo è piaciuta.
    Penso che la Troisi abbia ragione su questo punto. In un romanzo dove solitamente si parla al passato, la narrazzione al presente richiama subito la sensazione del ricordo, del passato quindi. Ma questa è un’osservazione soggettiva.
    Oggettivamente parlando, però, l’uso del presente e del corsivo permette al lettore di distinguere anche visivamente la linea narrativa principale (Dubhe adulta) da quella secondaria (Dubhe bambina).
    L’Idea poi di raccontare il passato del personaggio in questo modo è a mio parere intrigante,oltre che originale, soprattutto perchè il passato viene raccontato fino a ricongiungersi col presente.

    Venerdì, 13 Giugno 2008 @ 1:13pm

  24. Tyreal scrive:

    @Gamberetta, ora è chiaro, grazie.

    Venerdì, 13 Giugno 2008 @ 1:16pm

  25. Tuareg scrive:

    Ciao, ho trovato un errore di ortografia: benefic-i-enza.

    Venerdì, 13 Giugno 2008 @ 1:58pm

  26. Tuareg scrive:

    Mi piacerebbe che recensissi un libro della trilogia di Magdeburg, quando ti sarai stufata degli adolescenti. Non mi perdo un tuo articolo e sarei molto curiosa di sapere cosa ne pensi :-)

    Venerdì, 13 Giugno 2008 @ 2:29pm

  27. Angra scrive:

    @Gamberetta: ti prego, non leggere più la Troisi, sto male per te ^_^
    Va bene che dai brutti libri si impara, ma mi pare che la Troisi tenda a ripetersi. Un appunto sul commento che hai citato:

    Innanzi tutto vorrei fare i complimenti a Licia perché è davvero brava! Scrive molto bene, ho letto il suo nuovo romanzo in appena due giorni! Questo dimostra che anche gli scrittori italiani possono competere con quelli anglosassoni: ancora brava! Devo però aggiungere – parere del tutto personale, da non prendere certo come una critica – che il personaggio di Nihal alle volte si comporta in maniera un po’ infantile. Per i miei gusti, ben inteso! Ma è solo un piccolo appunto riguardo un romanzo per altro ottimo.

    Questa in gergo si chiama “tecnica del sandwich” ed è un modo molto efficace di parlare male di qualcosa o qualcuno. Si chiama così perché i giudizi positivi all’inizio e alla fine sono le due fette di pane, mentre la sostanza del discorso è nel mezzo e solo quella viene percepita e ricordata da chi ascolta. Il partire con dei complimenti generici serve a convincere l’altro che non sei prevenuto e che quindi la tua critica è sincera e attendibile. La tecnica del sandwich si riconosce dal fatto che i complimenti all’inizio e alla fine sono sempre molto generici, mentre la critica che sta in mezzo è specifica. Non so di chi sia il commentatore ma scommetterei che il romanzo gli è piaciuto poco, solo che per qualche ragione ha paura a esprimersi liberamente.

    Venerdì, 13 Giugno 2008 @ 2:34pm

  28. Gamberetta scrive:

    @Tuareg. Beneficienza si può scrivere anche con la ‘i’:
    http://www.demauroparavia.it/13255

    Per quanto riguarda Magdeburgo, c’è il problema che dire che sia fantasy è una forzatura. Comunque non è escluso che ne parli, Altieri è bravo (ma secondo me nei primi polizieschi lo è stato molto di più che non in quest’ultima trilogia).

    @GiD. Secondo me se la Troisi avesse cominciato con Dubhe bambina e fosse andata avanti in maniera lineare con la storia, ne sarebbe venuta fuori una vicenda più interessante, perché almeno la morte del Maestro sarebbe stata un “colpo di scena”.

    Venerdì, 13 Giugno 2008 @ 2:53pm

  29. AryaSnow scrive:

    2) La continua angoscia della Troisi nel ripetere sempre gli stessi pensieri dei personaggi, sempre nelle stesse situazioni. Sembra quasi che abbia paura che il lettore non capisca bene il personaggio, così non solo ti dice cosa fa, non solo ti dice cosa pensa, ma ti dice anche che fa quella cosa perché pensa quella cosa… va bene caratterizzare il personaggio mostrandone i tormenti interiori, ma a un certo punto il lettore conosce il personaggio e non ha certo bisogno del narratore che interviene a giustificare continuamente quello che il personaggio fa.

    Ohh, ecco! E’ quello che ho sempre detto pure io!
    Si sente proprio la Troisi preoccupata ad insegnare la lettore un particolare concetto, a ripeterlo e a spiegarlo nel modo più esplicito e chiaro possibile. Prende la manina del lettore e si preoccupa di guidarlo come un bambino, come se quello che dice fosse chissà quale grandiosa scoperta filosofica-psicologica. In realtà non c’è assolutamente bisogno di scrivere (e le scrive male, sembra un tema di prima superiore) in continuazione tutte quelle seghe mentali e “pseudo riflessioni profonde”. Si può rendere gli stessi concetti in un modo molto meno fastidioso e molto meno scolastico. Possono dire molto di più poche frasi ben strutturate, inserite nel modo giusto, un particolare gesto, un comportamento, una battuta ecc. Quando invece alcuni dicono che la Troisi “caratterizza bene i personaggi”, sembra che la qualità della caratterizzazione sia per forza proporzionale alla quantità di queste lagne banali.
    Leggere la Troisi mi dà fastidio anche perchè in vari momenti momenti mi viene da dire “Ehhh, ma va? Che scoperta, non si era capito. Avanti, rispiegamelo ancora!” =P

    Però devo ammettere che alcune delle idee di fondo del romanzo sono buone, e potevano davvero essere il punto di partenza per un buon fantasy.
    1)Il personaggio di Dubhe: ok, il protagonista tormentato non è una novità , però la figura della ragazza che costretta dagli eventi diventa assassina e ladra è molto interessante e ha molto potenziale.
    2)Anche la Gilda degli assassini non era male come idea, certo se non fosse stato un covo di imbecilli, oltre che di assassini, sarebbe stato meglio… però l’idea di base della setta che distorce il culto della divinità a cui era stata benedetta Nihal è una buona idea. (Spero che la Troisi avesse già parlato di Sheevrar nelle Cronache, altrimenti la storia di Theenar sarebbe una forzatura).

    Saranno anche idee buone, ma di sicuro non sono idee nuove :-)
    Non che richieda per forza chissà quali idee nuove, eh, era solo per precisare. La cosa principale che rende pessimi i libri della Troisi per me è che sono scritti male, sia negli eventi che nelle parti riflessive.

    Venerdì, 13 Giugno 2008 @ 3:06pm

  30. AryaSnow scrive:

    @GiD. Secondo me se la Troisi avesse cominciato con Dubhe bambina e fosse andata avanti in maniera lineare con la storia, ne sarebbe venuta fuori una vicenda più interessante, perché almeno la morte del Maestro sarebbe stata un “colpo di scena”.

    Mah, a me invece forse lo spezzettamento ha reso la lettura meno noiosa, almeno si passa un po’ da uno scenario all’altro.

    Comunque la parte di Dubhe da piccola è quella che ho sopportato meglio, probabilmente perchè la scrittura infantile e dilettantesca della Troisi stona un po’ meno con dei ricordi dell’infanzia.

    Venerdì, 13 Giugno 2008 @ 3:17pm

  31. Tuareg scrive:

    Prendo atto. Sul mio (Garzanti cartaceo del ‘65) c’è scritto proprio che è errato, ma si vede che panta rei. Comunque a me suona “vernacolo meridionale” e preferisco senz’altro senza la i.

    Venerdì, 13 Giugno 2008 @ 3:51pm

  32. Tuareg scrive:

    Sì, anche secondo me Magdeburg rientra con difficoltà nel fantasy, ma dato che lo avevi citato ne approfittavo per suggerirtelo, anche per cambiare un po’ l’oggetto delle tue critiche. Personalmente non trovo costruttivo (anche se capisco i motivi dell’accanimento) esaminare tanti testi tanto simili tra loro. Va bene che repetita juvant, ma gli errori di uno scrittore possono essere tanti e su piani diversi. Magdeburg (tanto per dirne uno) amplierebbe lo spettro degli approcci letterari e delle tecniche di scrittura presi in esame. Sono scelte che a mio avviso sarebbero a volte criticabili già in sé e per sé. Anche se sarebbe inevitabile aprire l’ennesimo dibattito su cosa è soggettivo e cosa no…

    Venerdì, 13 Giugno 2008 @ 4:03pm

  33. GiD scrive:

    Per quanto riguarda la prossima recensione ho votato per la Stazzulla, e non mi vergogno a dire che spero che la recensione sia distruttiva… Scusate, ma “Il signore delle tenebre” come cattivo non mi va proprio giù!

    @Gamberetta
    Mi piacerebbe leggere una tua recensione, o anche un articolo, sui libri di Terry Pratchett, soprattutto sotto il punto di vista tecnico. L’hai citato più volte, se non sbaglio in maniera positiva. Io ho provato a leggere due suoi libri (Il colore della magia e La luce fantastica) e entrambe le volte sono rimasto deluso e incazzato insieme. Idee geniali scritte in un modo… non so neanche come definirlo… confusionario, forse…
    So solo che non sono mai riuscito a leggerne neanche sei pagine di seguito; mi veniva mal di testa già alla quinta.

    Venerdì, 13 Giugno 2008 @ 4:05pm

  34. scriterio scrive:

    @Tuareg
    Anche a me interesserebbe una recensione della trilogia di maestro Altieri; ha però ragione Gamberetta nel non ritenerlo uno scrittore fantasy.
    Ancora se ne discute, sul perché lo abbiano incasellato nel fantastico, vista la sua solida struttura storica ed il lavoro di certosina ricerca.

    Ah, prima di dimenticarmene: voto anche io per Strazzulla

    Venerdì, 13 Giugno 2008 @ 4:19pm

  35. Storm scrive:

    Dubhe pensa di non farsi pubblicità ammettendo di essere lei ad aver compiuto il furto…

    Qua mi sembra ci sia un errore ancora più grave, cioè l’uso del termine ‘pubblicità’.

    Premetto che non ho mai letto nulla della Troisi, e pertanto non so se nel mondo che ha creato siano a conoscenza del concetto di pubblicità o meno. Nel caso non lo fossero, come credo sia probabile, l’utilizzare la parola pubblicità equivale a inserire una sparatoria in un romanzo storico ambientato ai tempi di Gesù, quando la polvere da sparo era sconosciuta.

    Di fatto hai il lettore che si chiede “come cappero è possibile ’sta cosa?” e tanti saluti al sense of wonder.

    Venerdì, 13 Giugno 2008 @ 4:20pm

  36. Asher-Kunitz scrive:

    Piuttosto interessante come recensione, anche se piuttosto cattivella. Ma io adoro le cose piuttosto cattivelle, piuttosto che cose faziose. Piuttosto, piuttosto, piuttosto XD

    Venerdì, 13 Giugno 2008 @ 4:52pm

  37. Loreley scrive:

    Qua mi sembra ci sia un errore ancora più grave, cioè l’uso del termine ‘pubblicità’.

    Sì, anche io ricordo di aver storto il naso quando ho letto il termine. Lo trovo ben poco appropriato nel contesto specifico (che dovrebbe essere simil-medievale) e indica una generale sciatteria dell’autrice nella scelta dei termini per denotare un concetto, che ricorre il più delle volte a terminologie banali e fastidiosamente moderne.
    Comunque a essere sincera mi sono stancata delle cronache Troisiane. Aspetto la prossima recensione del libro della Strazzulla! (che infatti ho votato :D)

    Venerdì, 13 Giugno 2008 @ 5:03pm

  38. Clio scrive:

    @Gamberetta
    Scusa l’OT, per Magdeburg: lo spacciano per romanzo storico. Io l’ho comprato per questo e lo odio con tutte le mie forze sempre per questo. Se quello è un romanzo storico, Indiana Pipps ed il mistero di Eldorado è un saggio di storia precolombiana. Raramente mi sono trovata per le mani un’accozzaglia di baggianate simili.
    Anche a me piacerebbe sapere cosa ne pensi (contando che ci sono alcune delle scene di combattimento più deliranti che abbia mai letto! Notare che le armature non servono MAI a NULLA! Ma ce le mettevano a fare?).

    Venerdì, 13 Giugno 2008 @ 7:17pm

  39. The Jackal scrive:

    Gamby,
    Sto traducendo il libro di Gerrold per un’amica.
    Quando l’avrò finito, lo mandiamo alla Troisi? Non imparerà a scrivere ma… chissà…

    Venerdì, 13 Giugno 2008 @ 8:03pm

  40. Gamberetta scrive:

    @Tuareg, @GiD. Avete probabilmente ragione. Ho sbagliato a promettere di recensire l’opera omnia della Troisi. In futuro cercherò di recensire romanzi più interessanti (ma il blog ha un occhio di riguardo per il fantasy italiano, perciò spesso c’è solo da scegliere tra il brutto e il più brutto).

    @Storm. È normale per la Troisi usare termini e riferimenti moderni, non credo si sia mai posta il problema.

    @gealach. Ethlinn non sono riuscito a finirlo, non sono andata neanche tanto in là, solo fino a pagina 80 o giù di lì. È soporifero.

    @Clio. Oddio. Così su due piedi non mi viene in mente nessuna particolare scena di combattimento del tutto inverosimile.

    Venerdì, 13 Giugno 2008 @ 9:17pm

  41. Clio scrive:

    @Gamberetta
    Mah, a me pare abbastanza inverosimile che dei mercenari si facciano macellare a quel modo in delle rovine. Non ricordo la pagina, ma ricordo che li massacra come se fossero stati nudi: un mescenario di solito era protetto da una cotta di maglia con relativa imbottitura, pettorale d’acciaio ed elmo… Ma anche un pettorale e basta non lo tagli con una katana, amico, ma nemmeno se sei Benkei. Uno addirittura viene fatto secco da un secchio che gli cade -vuoto- sulla testa sfondandogli l’elmo. Ammazza, e di che era, titanio?
    Inoltre nell’epoca descritta (inizi 1600, se non sbaglio), il Giappone è ermeticamente chiuso ai gaijin. Inoltre anche prima solo i portoghesi (e forse gli spagnoli) avevano i portolani per recarsi in Giappone. Quindi non capisco tutte ’ste katane da dove arrivino. Non dalla Cina, che ha sempre usato armi differenti.

    Poi la chicca della fuga dei due ebre per i sotterranei di Magdeburg… E poi vedere i pipistrelli… oddio i pipistrelli, attenzione, fate piano! Ma perchè? Uno o mille, sono tra le bestie più innoque della Terra…

    Hum, gomenne, mi sono fatta prendere dal furor e sto andando fuori tema…

    Venerdì, 13 Giugno 2008 @ 9:44pm

  42. scriterio scrive:

    @Clio:

    il Giappone è ermeticamente chiuso ai gaijin

    Corretto: infatti si tratta di Kali (escrima filippina).

    Inoltre anche prima solo i portoghesi (e forse gli spagnoli) avevano i portolani per recarsi in Giappone.

    Corretto anche questo (complimenti per la tua cultura!): infatti le Filippine sono colonia spagnola dal ca. 1521.

    PS ti invito, se ne avrai voglia, a girarmi le pagine del combattimento cui ti riferisci, così mi diverto a girarlo ad un paio di professionisti del forum Altieri… eheh

    Venerdì, 13 Giugno 2008 @ 11:21pm

  43. Clio scrive:

    @scriterio
    La scherma sarà filippina, ma una daikatana è giapponese, come anche gli shuriken che fa fare all’ebreo. Che ci fanno in Germania? I tedeschi il Cipengo lo hanno a malapena intravisto nel 1866 (se non ricordo male).
    Non posso girarti le pagine perchè il libro ce l’ho in Italia, ma posso dirti in che “punto”: l’eretico ha raccattato la ragazza e si è ritirato in una (credo) convento abbandonato (sempre che non mi ricordi male), il posto viene attaccato dai mercenari tra cui il ragazzotto di buona volontà di cui non ricordo il nome, e che poi seguirà l’eretico. Uno dei mercenari ha anche l’idea assolutamente geniale di tentare di violentare lei mentre i suoi si fanno massacrare. Giuro che, se in frangente simile ci fosse riuscito, tanto di cappello…
    Poi, io lessi solo il primo libro, se nel secondo spiega che l’amico era una spia portoghese e che i pipistrelli delle sterminate fogne di Magdeburg erano, nel 1600, l’unica specie al mondo pericolosa per gli esseri umani, mi scuso, ma sono rimasta talmente male del primo che certamente non mi è venuta voglia di leggere il secondo… Anche per le cose che non mi sono piaciute non sono soltanto queste, ce ne sono molte altre, ma stiamo andando mostruosamente fuori tema.

    Sabato, 14 Giugno 2008 @ 12:35am

  44. Sandy85 scrive:

    Bene, finalmente la recensione tanto attesa XD Cosa dire: come sempre ben fatta ed arguta al punto giusto. Naturalmente sono d’accordo con te al 110%, visto che ho trovato il libro talmente insulso, banale, scritto per bambocci scemi e chi più ne ha, più ne metta.
    Ma cos’è questa mania, in Italia, di ridurre tutto a “letture per ragazzi”, che poi non sono neanche per ragazzi (visto quanto sangue – e non solo – scorra in questo libro… e ci stupiamo del bullismo a scuola)? E poi gli editor dove sono? Nascosti sotto il mantello insonorizzato di Dubhe, l’ennesima Mary Sue della letteratura Troisiana?
    Forse queste domande sono già state poste, ma non ho ancora letto tutti i commenti, quindi perdonate le ripetizioni.

    Sabato, 14 Giugno 2008 @ 11:11am

  45. scriterio scrive:

    @Clio:
    ti giro questo link che spero troverai interessante.

    Riguardo lo scontro, cercherò di ritrovarlo per leggerlo in nuova ottica.

    Sabato, 14 Giugno 2008 @ 11:20am

  46. Spike scrive:

    Ciao Gamberetta!

    In tema di recensioni future… Pensi di leggere prima o poi anche il romanzo “La dichiarazione” dell’inglese Gemma Malley, che è uscito da poco in Italia? si tratta di un romanzo con ambientazione fantascientifica, non fantasy. Magari in inglese lo trovi già su internet.

    Per soddisfare un po’ la tua curiosità morbosa sulla ragazza drago, puoi leggerne il prologo qui (se non lo hai già fatto…)

    Sabato, 14 Giugno 2008 @ 4:09pm

  47. Terra scrive:

    Devo dire una cosa: meno male che non ho comprato i libri delle Guerre del Mondo Emerso! Volevo mantenere il ricordo delle buone idee che ho visto nelle Cronache, senza dovermi sorbire un’altra trilogia, e a quanto pare ho fatto bene.
    (Tra parentesi, le Cronache le ho lette con disimpegno totale: manco visto le incongruenze, pensavo sempre ad altro mentre leggevo. XD)
    Ottima recensione, pungente come piace a me, e la citazione dei commenti in perfetto amyketta/o-style è il colpo di grazia. Ho riso quasi fino alle lacrime, soprattutto per la comparazione tra i pianti di Nihal e di Dubhe… Un comportamento non molto guerresco!

    Quel link sul prologo della Ragazza Drago è inquietante: mi son trovata stampati davanti al naso il font di Nightmare Before Christmas, il Book Antiqua e l’Yggdrasil. Ma non si finisce mai di saccheggiare la mitologia nordica e la saga di Earthsea? Sì, la storia dei draghi saggi e intelligenti che interagiscono con gli umani mi ricorda tanto uno degli ultimi libri di Earthsea… Se poi consideriamo che coprotagonista di detto libro è una ragazza-drago, siamo a cavallo.
    Mi scuso per l’OT, ma trattandosi della Troisi.. ^^”’

    E prima di dimenticarlo, voterò per Bryan di Boscoquieto ecc ecc, il titolo promette bene!

    Sabato, 14 Giugno 2008 @ 4:43pm

  48. gealach scrive:

    Gamberetta, mi ero persa la tua risposta, la stavo cercando dall’altra parte, dove ti avevo scritto… Comunque, Ethlinn è in effetti, in un po’ di punti, soporifero. Il vero bel lavoro della Rizzo, come ha fatto notare Davide dall’altra parte- insomma, ai commenti a “Riassunto delle puntate precedenti”- è “Il viaggio di Aelin”, che ti consiglio vivamente. E se vogliamo restare in tema, giusto per dimostrarti che in Italia il fantasy di qualità esiste e non è un’utopia, ti consiglio anche “Lo stagno di fuoco” di Daniele Nadir… e “Il lamento dell’usignolo di Laura Schirru.
    Ecco, io un paio di titoli te li ho detti… Con la speranza prima o poi di trovarne una tua recensione positiva. ;)

    Sabato, 14 Giugno 2008 @ 4:53pm

  49. Clio scrive:

    @scriterio
    Sulle informazioni storico tecniche lascerei perdere. L’articolo decanta la sua bravura e la sua prosa. Io non sto dicendo che scrive male, sto dicendo che scrive assurdità, che è diverso.
    Se l’amico combattesse secondo una disciplina Filippina, nessun problema, ma, come lo stesso articolo riporta, il tutto è infarcito di trovate ninja che nessun occidentale poteva avere perchè:
    - Portoghesi e spagnoli andavano e venivano dal Giappone, ma se non ricordo male erano relegati a Nagasaki, e potevano muoversi per l’isola solo con enormi difficoltà, pastoie e controlli.
    - I ninja erano estremamente gelosi del loro sapere.
    E’ possibile che un Barbaro del Sud sia riuscito ad insinuarsi, sono possibili tante cose, poi io non ho letto tutti i libri…
    Ma ciò sarebbe possibile solo se costui fosse un ispanico.

    Inoltre:
    “Nel 1500 esistevano scuole di Escrima in tutto l’arcipelago delle Filippine e non inverosimile pensare che i ryu ninja, sempre alla ricerca di tecniche efficaci, ne avessero avuto notizia”
    E’ molto inverosimile invece. I ninja, dopo Nobunaga, se ne stavano di moooolto tranquilli. Per quanto ne so, ancora oggi i discendenti stanno seduti in un catino d’acqua fradda da quante ne hanno prese. Non penso avessero il fiato nè i mezzi di andare e venire dalle Filippine, e se anche qualche eco di questa scherma particolare fosse giunta per miracolo a Kiyushu dubito che loro si sarebbero lasciati sfuggire altrettante eco della loro arte verso l’esterno. La lotta ninja è sempre rimasta un’arte proibita per i giapponesi non ninja, che ora la impari qualcuno nelle Filippine… Mah.

    Poi, magari negli altri due libri la cosa è spiegata in modo realistico ed illuminante, anche se non immagino come ciò sia possibile. Io non li ho letti nè mi vien voglia di leggerli dopo quell’articolo XD

    Chiedo umilmente perdono alla Barca dei Gamberi, questo sarà il mio ultimo post fuori luogo, prometto!

    Sabato, 14 Giugno 2008 @ 10:55pm

  50. Gamberetta scrive:

    @Spike. Mi sono segnata il titolo del romanzo della Malley. Se c’è su emule, lo metto in coda di lettura.

    Per il prologo della Troisi: solita solfa. Situazione banale, il tizio scoppia a piangere due volte in 11 pagine, solita solfa appunto… comunque visto come procede l’inchiesta, non ci sarà bisogno di approfondire.

    @gealach. Hai ragione, mi sono confusa io con i commenti. Per il viaggio di Aelin, non so, avevo letto non so dove un commento che diceva che in pratica era una fanfiction con tanto di autrice inserita nella storia…
    “Lo stagno di fuoco” non lo conosco, grazie della segnalazione. Invece riguardo all’usignolo ho avuto uno scambio di mail con l’autrice e non siamo proprio partite con il piede giusto, perciò lo leggerò un’altra volta.

    @Clio. Sei off topic, ma è molto interessante. Devo ammettere che io non mi ero posta questo problema dei rapporti fra giapponesi e filippini. Ho guardato un po’ i libri che ho in casa e cercato su Internet, ma non ho trovato niente di particolare. Probabilmente dovrei cercare google scrivendo in giapponese, ma non sono capace. ^_^

    Sabato, 14 Giugno 2008 @ 11:22pm

  51. Giupeppe scrive:

    >bisogna considerare l’indice PpP (Pianti per Parola).
    ehm… mi sai che hai sbagliato i calcoli.
    PpP= numero pianti/parole , e non il contrario ;-)
    prendendo per buoni i tuoi dati:
    Nihal= 0,000248346 PpP
    Dubhe= 0,00026808 PpP
    la vincitrice resta Dubhe :D

    ps:Concordo con la recensione, il libro è una vera schifezza.

    Domenica, 15 Giugno 2008 @ 1:08am

  52. Clio scrive:

    Il link della Ragazza Drago è… è…
    No, una signorina certe cose non le dice!
    Però può agire. Può dare fuoco a quella donna, per esempio.
    Quando ho letto Albero del Mondo mi è venuta un’ulcera quadrupla.
    Santa donna, sei una scrittrice incapace, superficiale e banale, vuoi, per favore, tenere quelle zampacce profane lontane dalla mitologia?! La mitologia è una cosa seria, non un self service per confezionare piatti precotti!
    Io avevo votato la Ragazza Drago, forse per sesto senso… Gamberetta, prima o poi mi piacerebbe davvero tanto vederla massacrata.
    La massacrerei io, ma dovrei leggere il libro, ed io sono uno spirito delicato, ho già avuto una sincope nel Prologo. Qui ci vuole qualcuno tosto che riesca a resistere fino all’ultima pagina!

    Domenica, 15 Giugno 2008 @ 1:42am

  53. Giupeppe scrive:

    o forse volevi scrivere Parole per Pianti ?
    :D

    Domenica, 15 Giugno 2008 @ 3:10am

  54. scriterio scrive:

    @clio: sarà che ho letto un altro articolo…
    Da parte mia tengo a dire che rispetto della storicità e documentazione possono permettere un minimo di forzatura nella presentazione di un caso-limite (rendendo plausibile un evento unico nel suo genere).
    Per quel che mi riguarda le congetture alla base dell’articolo riportato sono buone quanto le tue, e si basano su ragionamenti altrettanto validi e corroborati.
    Perciò non mi sono sentito preso in giro nel leggere di un ninja nel corso della Guerra dei Trent’anni, né lo fui di un singolo inglese naufragato sulle coste nipponiche nel XV secolo e divenuto intimo di uno shogun…

    @ Gamberetta: anche da parte mia la cosa si chiude qui.

    Domenica, 15 Giugno 2008 @ 4:09am

  55. Spike scrive:

    @Gamberetta: Buona lettura!

    la cosa che mi inquieta di più sulla saga della ragazza drago è sapere che la signora Troisi ha in mente addirittura una pentalogia, come dichiarato qui… insomma non ce ne liberiamo più…

    Domenica, 15 Giugno 2008 @ 10:50am

  56. Okamis scrive:

    Mi ci è voluta la concentrazione di un monaco zen per leggere la seconda trilogia della Troisi. E questo non perchè il libro sia pesante (nel bene e nel male, tutto si può dire del suo stile tranne che sia di difficile lettura), ma perchè di fronte a una tale sequela di errori, imprecisioni, contraddizioni interne arrivare fino in fondo è davvero dura. Solo che tendo ad essere più buono del necessario a volte, e così avevo deciso di darle una seconda possibilità (eh sì, anch’io sono caduto nella trappola “tanto peggio del primo non potrà essere”). Che illuso… A prescindere da ciò, però, il libro non è proprio riuscito a lasciarmi nulla. Ci fosse stata una sola pagina capace di farmi provare un’emezione qualsiasi che fosse diversa dalla noia.
    Solo un appunto, Gamberetta. Continuo a non capire il senso di una delle critiche che muovi alla Troisi. Quando citi, ad esempio, i modi di uso corrente che lei usa (come: “la carta vincente” o “rapido come un furetto”) dove starebbe l’errore? Non c’è bisogno da parte dell’autore di mostrarci una scena in cui dei personaggi giocano a carte per farci intuire che nel Mondo Emerso conoscono quell’oggetto. Un conto sono le metafore del tipo “il cavallo correva veloce come un treno”, anacronisticamente sbagliate, un conto è supporre l’esistenza di oggetti già in uso nel nostro medioevo senza che l’autore sia obbligato a spiattellarceli ogni volta in una sorta di presentazione.

    Domenica, 15 Giugno 2008 @ 6:26pm

  57. Mari scrive:

    Okamis, sei lo stesso okamis che sta inutilmente cercando di intavolare una discussione con la Troisi sul forum di FantasyMagazine (che leggo, anche se con disgusto)?

    Per quanto riguarda la domanda che hai fatto a Gamberetta, devo dirti che anche a me dà fastidio leggere frasi come quelle. Non so cosa ci trovi di sbagliato Gamberetta, ma per quanto mi riguarda le ritengo fuori luogo rispetto al mondo fantasy in cui dovrebbe essere ambientato il suo libro (scrivo “dovrebbe” perchè la Troisi non ha una ambientazione: come ci ha ben mostrato in diverse occasioni, scrive a caso). Sono modi di dire del nostro mondo, non di quello del personaggio. Si può dire la stessa cosa senza usare modi di dire italiani che spezzano la narrazione a chiunque abbia un minimo di conoscenze per notarli. Come quando, nel primo libro di Nihal, scrive che suo padre faceva lavoretti “gratis”. Un obbrobbrio da leggere, almeno per me. Poteva esprimere lo stesso concetto in 20 modi differenti, ma no!
    Gli errori anacronistici che citi tu sono da sottolineare in blu, cerchiare, cerchiare ancora e poi spingono a bruciare un libro; la gran quantità di “cosa diavolo” e robe simili sono inaccettabili tanto quanto.
    Il “veloce come un furetto” è semplicemente brutto da leggere, e diciamo che partecipa, insieme a tutto il resto, a rendere illegibili i libri della Troisi.

    Domenica, 15 Giugno 2008 @ 7:02pm

  58. Stefi scrive:

    Bella lanuova recensione!
    Io, dopo le Cronache non ce l’ho fatta a leggere anche le Guerre

    Domenica, 15 Giugno 2008 @ 7:07pm

  59. Gamberetta scrive:

    @Okamis. I problemi sono due: da un lato espressioni appunto come “la carta vincente” o “uno a zero per me” implicano che nel Mondo Emerso ci sono giochi che hanno una fin troppo fastidiosa somiglianza con quelli nostri, dall’altro il fatto che i personaggi usino certe espressioni indica che tali giochi sono diffusissimi (come da noi): allora perché mai nessuno ci gioca?
    Lo stesso vale per i furetti: possibile che ci sia una marea di riferimenti ai furetti ma sempre solo come similitudine? Tutti si paragonano ai furetti e nessuno vede mai un furetto dal vivo!
    La sensazione comunicata al lettore è che la Troisi stia facendo una similitudine proprio con la bestia terrestre, il che è un errore grossolano quando il punto di vista è quello di un personaggio e una roba sciatta quando il punto di vista è onnisciente.

    Domenica, 15 Giugno 2008 @ 8:04pm

  60. Okamis scrive:

    Eh sì, sono lo stesso Okamis. E anche su IBS sono sempre io, anche se li c’è un mio omonimo che si diverte pure a firmare con la mia mail (non ho mai capito come faccia ad esistere gente del genere, ma vabbè) Comunque, sul fatto che siano espressioni brutte dal punto di vista stilistico mi trovi perfettamente d’accordo, anche se il loro legame con il nostro mondo mi pare più una forzatura (oddio, sto difendendo la Troisi! domani piovono rane…). Mi spiego. Le Cronache e le Guerre rimangono pur sempre libri che non basano la loro forza (ammesso che ne abbiano) sullo stile ricercato, quindi una scrittura per così dire “alla mano” posso anche accettarla (ma non giustificarla). Un conto sono termini palesemente anacronistici (v. gratis) i quali rappresentano un errore, così come anche l’uso di concetti del nostro mondo (v. diavolo). Ma formule (seppur brutte) come quelle aventi per protagonisti i famigera