Il Crepuscolo del Fantasy

Copertina de Gli Eroi del Crepuscolo Titolo originale: Gli Eroi del Crepuscolo
Autore: Chiara Strazzulla

Anno: 2008
Nazione: Italia
Lingua: Italiano
Editore: Einaudi

Genere: Fantasy, Elfi
Pagine: 772

Per tutti quelli che hanno a cuore il mio tempo libero, che si preoccupano che io sprechi la mia giovinezza a scrivere critiche inutili, ecco una recensione veritiera, precisa e di poche parole de Gli Eroi del Crepuscolo:

Gli Eroi del Crepuscolo è una schifezza.

Contenti? Avete la vostra recensione, potete chiudere la finestra del browser e passare ad altro. Se invece decidete di continuare, è una vostra scelta, non vi sto puntando una pistola alla tempia, perciò evitate di venire a rompermi l’anima riguardo quello che avrei o non avrei dovuto fare.

Piccola premessa

Nel corso della recensione non farò alcun riferimento all’età dell’autrice. Com’è giusto che sia: non credo che cambi per nessuno l’esperienza di lettura sapendo che l’autore ha 17 anni piuttosto che 71. O è un bel romanzo o non lo è, non importa chi l’ha scritto.
Tuttavia voglio prendere ad esempio la Strazzulla per rimarcare una certa differenza di mentalità fra gli autori nostrani e anglosassoni. Differenza che secondo me è una delle ragioni per cui gente come Crichton vende milioni di copie anche da noi, ma nessun nostro autore vende milioni di copie in Inghilterra o in America.

Come già avevo ricordato, la Strazzulla, alla presentazione del suo romanzo, ha rilasciato alcune dichiarazioni sulla scrittura che ho trovato poco condivisibili:

[...] chi scrive scrive per sé, scrive perché gli piace scrivere, perché scrivere non è una cosa che s’impara, è una cosa che ti viene, è come uno starnuto, è come una risata, ti esce, è lì, devi pigliare una penna e scrivere.

Sfogliando il volume The Essential Ellison: A 50 Year Retrospective ho trovato questa lettera di un giovanissimo Harlan Ellison, indirizzata alla rivista Writer’s Digest:

Dear Editor:
I’ve been following W.D.’s wonderful material for years now, and couldn’t resist sharing the glad news with you. I’ve made my first sale, and I owe every bit of the kick I get out of it to good old DIGEST. Of course it was only six dollars, but I’m on my way. I’m only sixteen years old, so this means a lot to me. Everything in the DIGEST is tremendously helpful to young writers like me, so keep it coming.
Harlan Ellison

L’Ellison sedicenne già da diversi anni seguiva una rivista di scrittura per imparare, la Strazzulla è nata “imparata” e scrive a furia di starnuti e risate. La differenza si vede, o meglio si legge.

Il video con le affermazioni “incriminate” della Strazzulla

Un romanzo da manuale

Un mondo abitato da elfi debosciati (qui chiamati Eterni) è minacciato dalla Tenebra, malvagia creatura, incarnatasi nel Signore delle Tenebre (d’oh!), all’anagrafe “Gylion Cuore di Ghiaccio”. I piani del Signore delle Tenebre sono tanto precisi quanto terrificanti:

A dispetto di quel che lasciava intuire, non gli interessava il potere, né la vendetta. Quello che voleva era la completa distruzione di tutto ciò che di buono poteva esistere, il trionfo del male, l’annullamento definitivo di felicità, amore, pietà, speranza.

Per fortuna a difendere felicità, amore, pietà, speranza, democrazia e diritti degli animali, ci sono quattro baldi giovanotti adolescenti (in realtà hanno 300 anni circa, ma un elfo di 300 anni in rapporto agli altri della sua specie è più o meno come un umano di 16).
A guidare il gruppo, Lyannen, figlio di un’umana e di un elfo. Ovvero un mezzelfo! Lyannen si nota subito fra i suoi compatrioti perché gli altri hanno i capelli color oro, lui li ha corvini, gli altri sono alti due metri e mezzo, lui solo poco meno di due, gli altri sono nipoti del Re, lui è solo figlio del più importante generale dell’intero Reame, gli altri sono immortali, e lui pure, perché è uno dei pochi meticci con il tratto genetico dell’immortalità. Ah, è anche amante della principessa Eileen, sebbene sia un amore proibito (Ohhh!!!) Da non sottovalutare la sua abilità di spadaccino e l’essere uno dei pochi elfi (mezzi o no) a poter usare la magia, seppur inconsciamente.
Alto, bello, buona famiglia, immortale, schermidore provetto, mago, amante della principessa: secondo la pubblicità lui e amici sarebbero “[...] tutt’altro che gli eroi stereotipici cui la letteratura fantasy, e non solo, ci ha abituati.” Secondo Rosella Postorino, editor del romanzo, “Negli Eroi del crepuscolo, non sono gli eroi, appunto, a salvare il Reame, ma sono i reietti, gli scarti, gli incompetenti, i diversi, i giovani: gli adolescenti.”
Alto, bello, buona famiglia, immortale, schermidore provetto, mago, amante della principessa: uno così lo definirei proprio un reietto, o forse uno scarto, “diverso” ci può stare, così com’è “diverso” il Sultano del Brunei.

Il sultano del Brunei
Il Sultano del Brunei: tipico adolescente?

Le parole della Postorino sono la ragione per la quale così tante mie recensioni sono brutali: mi procura enorme fastidio sentire la gente mentire o raccontare stronzate con l’unico scopo di vendere, di guadagnare, di intascare un euro in più. Un minimo di dignità, che diamine!
Senza contare che anche la storia del “perdente” che diventa eroe è di per sé un cliché.
Dunque abbiamo una banda di eroi banali e stereotipati che cerca, senza riuscirci, di imitare una banda di eroi banali ma che seguono altri stereotipi. Geniale!

Gli Eroi del Crepuscolo è una presa per i fondelli. È stato preso un celeberrimo articolo, in Rete da anni, How to write a best selling fantasy novel, e lo si è seguito quasi alla lettera. Peccato quello sia nelle intenzioni dell’autore un articolo ironico.

Qualche citazione a caso.

How to:

Despite the need to keep the book long, some bits are just too hard to write. A thousand mile journey by foot is long, but easy to write. Battles on the other hand are hard because there’s a lot going on and you probably require some knowledge of military strategy. So if you’re writing a battle scene and it’s just getting too hard, simply have the hero suffer a wound and lapse into unconsciousness [...] Next thing our hero wakes on a white alabaster slab in the Healing Room where the Pure Maiden Warrior tells him that the battle is over and, Guess what? They won! Result: you’ve saved 50 pages of intricate military description.

Strazzulla:

Barcollò di nuovo, e l’uomo accanto a lui dovette sorreggerlo. Lyannen sbatté le palpebre. Forse stava sognando. Tutto girava, intorno a lui. Chiuse gli occhi e si abbandonò tra le braccia dell’uomo. [...] Lyannen sbatté le palpebre due, tre volte. Era adagiato tra morbide lenzuola di lino, i capelli sparsi sul guanciale. Nell’aria c’era un forte odore di medicinali. La stanza era in penombra, illuminata da torce, ma guardandosi attorno vide altri letti accanto al suo. Doveva trovarsi in un’infermeria. [...] Un pensiero gli attraversò la mente, rapidissimo. – La battaglia là fuori? È finita? Abbiamo vinto?
– Magari, – esclamò il Capitano. – Siamo rientrati prima che facesse buio e abbiamo barricato il portone a Sud come potevamo, ma quelli continuano con le frecce, e hanno ricominciato anche con le scale.

In effetti la Strazzulla non fa vincere ai Buoni la battaglia fuori scena, ma solo perché prepara una sorpresona al lettore: uno dei più beceri deus ex machina mai concepiti!

How to:

It will be necessary to create Bad Expendables. These are the orcs, goblins, trolls, dragons, wights or any other creatures that we are happy to kill in their thousands. They are usually black, hairy, sweaty or in some other way unacceptable by middle class Caucasian standards. Often they are deformed, based on the traditional belief that an ugly body reflects an ugly soul. It is our way of doing a service to the sick and disabled by reminding readers that people who are disfigured look that way because they’re evil.

I Buoni sono alti, belli, capelli dorati al vento, fieri, muscolosi; i Cattivi brutti, deformi, putridi. Al massimo un brutto può essere raggirato e servire i Buoni come schiavo o poco più (i poveri Droqq). La Strazzulla è adamantina su questo punto:

E poi ci sono Brandan Fierolampo e Venissian l’Arciere, e Leidhall di Mymar, in persona! Vengono per combattere ovviamente: pare che il nemico arriverà qui a giorni. Figurati che c’è anche il Sire, tutto vestito di bianco, con Alvidrin che gli regge lo stendardo. Uno spettacolo. Sono così belli che inizi a chiederti come è possibile che stiano perdendo la guerra.

Ma niente paura! I Belli alla fine vinceranno, mentre i Brutti finiranno tutti quanti bruciati vivi, com’è giusto che sia. D’altra parte:

Lyannen non era mai parso bello come in quel momento, mentre da solo sbaragliava i pixies confusi e spaventati, menando fendenti a destra e a manca, i capelli scompigliati, gli abiti e la pelle luridi di sangue e di polvere. Quando infine con un solo colpo tagliò di netto le teste di due folletti, i tre o quattro pixies superstiti lasciarono cadere le armi e scapparono senza ritegno, andando a rifugiarsi nel bosco.

Quello che mi disturba in questo passaggio non è tanto l’esaltazione della violenza (cosa rende una persona più bella se non il decapitare nemici confusi e spaventati?), esaltazione perpetrata dal Narratore in persona, quanto la banalità di tutto ciò. Come ricordato anche dall’articolo, è cliché scontatissimo quello di Bello = Buono e Brutto = Cattivo. Sarebbe ora di andare oltre…

Uno gnometto
Uno gnometto. Avanti, Lyannen, fai vedere quanto sei uomo elfo, ammazza anche lui mentre scappa spaventato!

How to:

If Wizards and Lords actually used their magical powers they wouldn’t need the Loser/Hero to save them and the book will be over in a hundred pages. So, although wizards can bring trees to life, summon spirits from earth and sky, they have to use guile to defeat the stupidest troll.

Nel romanzo della Strazzulla, il Solitario, uno dei personaggi, si trova fin dall’inizio in possesso di un oggetto magico, un talismano, di potere assoluto, “E ho pensato che avresti creduto che quel talismano potesse fare qualsiasi cosa. In effetti poteva farlo [...]“, il talismano può addirittura uccidere un (semi)dio; con un singolo atto di volontà il Solitario potrebbe concludere la guerra, ma:

– Il punto è, – proseguì il Solitario, – che molto spesso è utile avere la magia a disposizione senza saperlo. Molte persone, pensando di poter contare sulla magia in ogni caso, ne diventano dipendenti. Si affidano sempre alla magia e sono incapaci di andare avanti da soli quando non possono usarla. E, fattelo dire da uno che usa la magia da sempre, non conviene affatto affidarsi a una forza del genere. Meglio contare su se stessi. –

In altri termini, non credo sia giusto che siano dati antibiotici e altri medicinali ai malati: perché altrimenti quelli si abituano, e poi quando ne sono privi non sanno più come tirare avanti. Meglio una guerra lunga anni, un numero incalcolabile di morti, città distrutte e interi popoli annientati, piuttosto che diventare dipendenti della magia… Ovviamente Slyman, l’allievo del Solitario, la persona alla quale il Solitario si sta rivolgendo, accetterà senza batter ciglio le sagge parole del maestro.

How to:

Note: the Enemy’s fatal flaw will always be that he is over-confident.

Strazzulla:

– Eileen, – ripeté. [...] – Dimmi dov’è Eileen, maledetto!
Questa volta fu Gylion a ridere. [...] – Ma sì, in fondo penso che te lo dirò, – concluse Gylion a sorpresa. Si accarezzò il mento liscio, senza smettere di sorridere in modo inquietante. – Tanto poi a chi andresti a dirlo? I morti non parlano –. [nota: qui oltre all'eccessiva confidenza c'è anche la cosa da non fare numero 7 per gli aspiranti Evil Overlord]

In realtà, al di là di questa citazione, Gylion perde perché si fida ciecamente del suo unico amico, il demone Scrubb. Scrubb, senza nessun buon motivo, lo tradirà.
E visto che ne parliamo, l’ottimo finale del romanzo è il seguente: i Buoni stanno perdendo la battaglia finale, Lyannen sta per essere ucciso; a questo punto Scrubb decide appunto di cambiare bandiera. Con assoluta nonchalance scatena fiamme magiche che:

  • Uccidono i soldati delle Truppe Nere (sì solo loro, la fiamma brucia solo i malvagi i brutti).
  • Uccidono Il Signore delle Tenebre (sì, così come se niente fosse).
  • Liberano Eileen dalla prigione senza uscite dov’era tenuta.

Fino alla pagina precedente Scrubb lavorava per i Cattivi. Come nel caso del Solitario, Scrubb avrebbe potuto usare la sua di magia a pagina 1, e ammazzare così tutti i Buoni. Ma perché privare il lettore di questo delizioso deus ex machina?

È sempre la solita solfa

Potrei fare copia/incolla dalla recensione di Nihal della Terra del Vento, e, cambiando le citazioni, potrei lasciare il testo identico. Con questo non voglio dire che Gli Eroi del Crepuscolo sia al livello dell’esordio della Troisi, voglio dire che è peggio. Sono presenti tutti i difetti già visti in Nihal, e manca invece il ritmo della Troisi, che almeno in quel romanzo riusciva a tenere lontana la noia. Da un punto di vista linguistico la Strazzulla è più brava, ha più dimestichezza con le parole, tuttavia non ha la stessa energia della Troisi. Nihal non lascia indifferenti, sebbene per le ragioni sbagliate; Gli Eroi del Crepuscolo è piatto, vuoto, inutile. Roba che si dimentica due giorni dopo averla letta.

Ciò premesso, ripetete in coro con me…

PRIMA DI SCRIVERE OCCORRE DOCUMENTARSI.
Chissà se prima o poi entrerà nella testa di qualcuno. Se si scrive di guerre e duelli (e purtroppo per la Strazzulla tali attività sono parti importanti della sua storia), bisogna conoscere l’argomento, altrimenti si fa la figura dei fessi.
E per l’ennesima volta, tendere un arco richiede forza! Ne richiede tanta!

E allora, all’improvviso, le frecce crosciarono come una pioggia, e il nemico, stupito dall’inaspettata pioggia mortale, si fermò e perse la sicurezza, e tutti levarono lo sguardo al cielo, stupiti. [...] sugli spalti, le mogli, le figlie, le madri avevano preso gli archi dei loro padri, fratelli, figli e mariti, e adesso tiravano sull’esercito nemico.

La popolazione femminile dell’Ultima Città sta riversando una “pioggia mortale” sulle truppe del Signore delle Tenebre, truppe che si trovano ad almeno 100 metri di distanza (ma con ogni probabilità la distanza è maggiore). Be’, è in pratica impossibile. Una persona, senza specifico addestramento, non è in grado di compiere un gesto del genere, e parliamo di anni d’addestramento.
In più, nella società degli elfi, le donne non solo non ricevono addestramento all’uso dell’arco, ma di nessun tipo. Il loro compito è badare alla casa e ai figli, non hanno nessun ruolo civile o militare. Dal fidanzamento fino al matrimonio devono anche girare velate, e si rivolgono al proprio sposo chiamandolo “Mio Signore”. Che bello!

Un brano da un tipico duello in stile “troisiano”, stile qui così ben imitato dalla Strazzulla:

L’essere misterioso aveva attaccato con un guizzo rapidissimo, che Lyannen non si sarebbe mai aspettato, ma dal canto suo Lyannen aveva subito provato una mossa d’alta scherma, e credeva che l’altro avesse notato la sua abilità. Lentamente allontanarono le spade, arretrando di un passo. Si squadrarono ancora, immobili, poi Lyannen tentò fulmineo un affondo. Dimostrando di nuovo una velocità e un’abilità ragguardevoli, l’essere rovesciò la lama e parò il colpo. Si separarono di nuovo, e ripresero a duellare con velocità crescente. Lo scontro proseguiva in un botta e risposta equilibrato: i due contendenti sembravano equivalersi per bravura, all’attacco di uno corrispondeva sempre una pronta parata e risposta dell’altro. Nessuno dei due abbassava la guardia, neppure per un momento, e d’altra parte nessuno dei due aveva davvero cercato di uccidere l’altro, ma solo di disarmarlo, o al massimo ferirlo in maniera non grave.

Valgono sempre le solite considerazioni: innanzi tutto il duello è raccontato e non mostrato. E questo crea non pochi problemi al lettore: Lyannen prova una mossa d’alta scherma, ovvero? Cosa debbo immaginare nella mia testa? “una mossa d’alta scherma” sono solo parole, non sono immagini. Poi è un duello, un’attività emotivamente coinvolgente per i partecipanti, eppure il punto di vista è lontano, un debolissimo Narratore Onnisciente, che ciancia di parate e risposte e uguale abilità, senza però che ci sia alcuna partecipazione del lettore. Non assistiamo (perché non è mostrato) annoiati a uno spettacolo interpretato da gente che non conosciamo.

La prima stoccata arrivò piuttosto alta e non fu affatto il tipo di colpo che [Loredan] si sarebbe aspettato. Fu costretto a fare alta anche la sua parata e il peso che l’altro aveva caricato sulla lama fu tale che con la forza del proprio braccio e del polso quasi non riuscì a defletterla. Gli riuscì in qualche modo, ma fu costretto a fare un passo indietro e due a destra, scoprendosi il petto; non c’era nessuna speranza di un colpo di risposta. Prevedibilmente l’attacco successivo fu basso, ma il fatto che stavolta se lo aspettasse non rese meno complicato il pararlo. Due rapidi passi verso destra lo misero fuori portata, ma la sua guardia era tuttora troppo alta e una ferita al ginocchio destro che era rimasto scoperto, sarebbe stata la fine.
Fortunatamente il suo avversario optò invece per un’altra stoccata alta. Due passi indietro dettero a Loredan abbastanza spazio per parare di prima, caricando la lama di tutto il peso del proprio corpo e deviando così nettamente la spada dell’altro verso destra. A quel punto inclinò il polso per una botta corta, più che altro un fendente con il polso girato, diretto allo stomaco. Il suo avversario arretrò, ma non abbastanza in fretta; la punta della sua spada penetrò di qualche centimetro prima che Loredan la ritirasse [...]

Questo brano è invece preso da Tutti i Colori dell’Acciaio (Colours in the Steel) un fantasy di K.J. Parker. Parker non è un genio della letteratura, è un onesto scrittore, neanche poi tanto bravo. Ma appunto non bisogna essere dei geni per capire che occorre mostrare, che bisogna sapere di quel che si parla, e che è molto più efficace in una scena d’azione mantenere il punto di vista ancorato a un personaggio.

Copertina di Colours in the Steel
Copertina di Colours in the Steel

Ora mi rivolgo alla gentile editor del romanzo, Rosella Postorino, sperando che il mio tono sia abbastanza pacato perché vossignoria possa ritenere opportuno rispondermi. Se né lei né l’autrice ne capite niente di argomento bellico, non sarebbe stato il caso di assumere un consulente? Si risparmiava un po’ sul libretto pubblicitario pieno di disegni a colori, e si pagava qualcuno per dare una sistemata agli aspetti militari del romanzo. Funziona così, quando una casa editrice ha rispetto del pubblico.
E anche in mancanza di ciò, un editor dovrebbe forse correggere quando l’autore, per inesperienza o distrazione, non dipinge al meglio una scena. Gli errori commessi dalla Strazzulla sono elementari.

I problemi dal lato documentazione non finiscono certo qui. Non c’è niente di neanche vagamente razionale nel comportamento degli eserciti in campo. Nel mondo della Strazzulla è bandita ogni genere di strategia, tattica, catena di comando, ordine di battaglia; gli scontri si riducono a enormi risse senza capo né coda. Così come è sconclusionato l’uso dei termini, per esempio qualunque unità militare, da 30 a 5.000 uomini, è sempre un “plotone”.

Aveva gli occhi blu a pagina cinque e verdi a pagina diciotto

Le incongruenze possono essere più o meno gravi. In certi casi possono minare la credibilità della storia (il classico eroe che si salva sparando sette colpi, con una rivoltella che ne tiene nel tamburo solo sei), in altri casi possono solo sfregiarla.
È come andare dal concessionario, uscirne con un’auto nuova e scoprire che la carrozzeria è rigata. L’auto funziona lo stesso, ma non credo che si accetti la situazione con un’alzata di spalle.
Lo stesso vale per i romanzi. Le contraddizione e le incongruenze, anche quando non vitali per lo svolgimento della storia, sono comunque uno sputare in faccia al lettore. Non c’è nessuna buona ragione per la quale autore, editor e chiunque sia stato coinvolto non abbia posto rimedio a tali errori.

Per esempio – e mi si scuserà se metto solo il numero di pagina e non riporto per intero le citazioni, non sono divertenti in sé:

A pagina 71 Vandriyan spiega che per la buona riuscita della missione, la Compagnia dei Rinnegati(sic) dovrà fare affidamento solo su se stessa, e sarebbe controproducente affiancarle personale più qualificato. A pagina 122 viene accolto nella compagnia Ventel, militare di professione, al grido di “più siamo meglio è!” E nel corso della storia chiunque voglia unirsi alla Compagnia sarà accolto. In altre parole sarebbero potuti partire da subito alla testa dell’Alavento (le truppe d’elite del Reame), ma così si sarebbe rischiato di combinare qualcosa, e si sarebbe privato il lettore di un viaggio inutile di 500 e passa pagine…

A pagina 87 è descritta la partenza della Compagnia dei Rinnegati dalla capitale del Reame. I quattro giovanotti sono salutati da due ali di folla esultante, perché tutti sanno che lo scopo della loro missione è salvare la principessa Eileen, rapita dal Signore delle Tenebre. Ma a pagina 110 uno della Compagnia è reticente a rivelare la natura della missione a un suo parente, a pagina 114 Lyannen conferma che sono “partiti in gran segreto”. LOL!

A pagina 200, dopo lo scontro con i folletti cui si è già accennato, la Compagnia decide di seppellire i cadaveri dei nemici. Nessuno pare scosso dal macabro lavoro, non dopo quello che hanno visto in guerra, dopo i mesi passati al fronte. Peccato che nessuno di loro è mai stato al fronte! I quattro sono appena usciti dal collegio militare e non hanno nessuna esperienza di combattimento.

A pagina 325 si parla di una serata estiva molto calda, tanto che Slyman si lamenta. Lo stesso Slyman a pagina 333 è infastidito dalla finestra aperta, con tutti quegli spifferi potrebbe morire assiderato. E si trova in una camera con il camino acceso…

E così via. Certe scene poi sono così campate per aria da essere oltre la contraddizione. La Compagnia dei Rinnegati incontra i centauri. Ventel si fa portavoce presso gli equini perché ne conosce usi e costumi; malgrado ciò, quasi apposta fa infuriare il capo centauro. Durante lo scontro Lyannen combatte contro tre centauri contemporaneamente. Il corpo di uno gli cade addosso, e lui ha tutto il tempo di strisciare fuori, di rialzarsi e di ferire un altro centauro. Quando poi i nostri eroi sono in difficoltà – sul punto di lasciarci la pelle – un misterioso corno risuona nella foresta e i centauri scappano. È in arrivo un grande pericolo deducono quelli della Compagnia, perché solo un grande pericolo può aver terrorizzato i centauri.
Non arriverà nessun pericolo. La storia del corno sarà scordata cinque pagine dopo. Così, senza spiegazioni, senza raziocinio. Un momento sei circondato da centauri imbizzarriti, l’attimo dopo scappano. Ma è tutto ok, è fantasy!!! (per bambini deficienti).

Centauro e amazzone
Un feroce centauro in compagnia dell’amazzone Irdris

Altra roba marcia

Dialoghi insulsi. Quasi tutti i personaggi hanno la stessa “voce”, e sono indistinguibili uno dall’altro quando parlano. Non che si dicano molto, la gran parte dei dialoghi sono uno stucchevole rimarcare l’ovvio:
Narratore: «Gli elfi sono in guerra da quindici anni.»
Primo Elfo: «Lo sai che gli elfi sono in guerra da quindici anni?»
Secondo Elfo: «Sì, sapevo che gli elfi erano in guerra da quindici anni.»
Tra i tanti, spicca un dialogo tra Eileen, la principessa rapita, e il Signore delle Tenebre. Non credo di aver mai letto niente di così balordo, neppure scavando tra le fanfic o l’editoria a pagamento.
Ricordo che Eileen è l’unica erede al trono degli elfi (in realtà non è vero, ma lei non sa dell’altro erede) e che il Signore delle Tenebre è l’incarnazione stessa della Malvagità:

[Il Signore delle Tenebre ha appena accennato alla principessa che Lyannen è partito per salvarla, lei chiede conferma]
Il Signore delle Tenebre non parve per nulla impressionato. – Immagino che sia nelle sue intenzioni, – rispose.
– Non vedo altrimenti perché dovrebbe prendere l’eroica risoluzione di partire dal sicuro asilo della capitale con un paio di fidati amici e dirigersi a nord, convinto che nessuno sappia della sua partenza. [sì è un'altra contraddizione visto che come detto tutti sanno della partenza] Beata ingenuità. Comunque, visto che vi è così caro, cercherò di non distruggerlo [sic] subito, così almeno potrà morire felice dopo avervi rivista per l’ultima volta. Quanto sentimentalismo. Non mi trovate straordinariamente generoso?
Sorrideva. Eileen sapeva benissimo che quella era tutta una provocazione, e che avrebbe dovuto resistere. Ma il pensiero di Lyannen in pericolo, Lyannen che, non ne dubitava, doveva aver davvero lasciato Dardamen per andare da lei, era troppo. [troppo cosa?]
– Voi fate schifo, – disse, tra i denti. – Siete l’essere più disgustoso che questa terra abbia mai visto! Non trovo nemmeno le parole per descrivervi. Siete ripugnante, ecco quello che siete! [e siete vittima di un disdicevole caso di alopecia precoce] Ma state attento, voi e la vostra boria. Non sottovalutate Lyannen, e non sottovalutate gli Eterni. Hanno molte risorse che voi non potete neanche immaginare. Fate attenzione! Quelli che avete di fronte sono i valorosi che già tre volte hanno sconfitto la Tenebra, che era un milione di volte più potente di voi, [Eileen non sa che Il Signore delle Tenebre è la Tenebra!!!] e l’hanno messa in fuga! Credete davvero che si piegheranno di fronte a uno come voi?
– Un po’ di rispetto!
Lo schiaffo bruciò sulla guancia di Eileen con tanta improvvisa violenza da strapparle un piccolo grido. Sulle prime, non riuscì nemmeno a credere che lui l’avesse fatto per davvero; non aveva mai alzato le mani su di lei, in tutto il tempo che l’aveva tenuta sua prigioniera. [oh, no! La principessa ha fatto arrabbiare la Malvagità incarnata, e quella le ha dato uno schiaffo!!! Forte!!! Kome s e' xmessa???]
[...] – Un po’ di rispetto, signorina, quando parli con me.

Dopo dialoghi del genere è naturale voltarsi di scatto alle spalle, si potrebbe sorprendere un folletto del marketing Einaudi che imbraccia una telecamera: «Sorridi, sei su Candid Camera !» Perché appunto una porcheria del genere non può essere altro che uno scherzo di cattivo gusto. A meno che non sia Candid Camera ma Ai Confini della Realtà

Ordini di grandezza. Qui sotto potete ammirare la mappa del mondo dove gli Eroi del Crepuscolo scorazzano.

Mappa del mondo
Un angolo di Sicilia? Clicca per ingrandire

Il riquadro in basso a sinistra ricorda la Sicilia. Ulteriore conferma la si ha tentando di desumere la grandezza del territorio rappresentato. Purtroppo in nessun punto del romanzo vengono fornite distanze precise tra due luoghi, ci si deve accontentare di sapere che il personaggio tal dei tali ha raggiunto la tal città, partendo dalla tal altra, in tot giorni, a piedi o a cavallo. In particolare è utile sapere che l’Esercito Nero, riunitosi presso il Cerchio dei Druidi, potrebbe raggiungere Dardamen in meno di otto giorni di marcia.
Facendo un po’ di conti, si può alla fine desumere che la mappa abbia un lato di circa 370 chilometri. A questo punto si sovrappone la mappa a una vera cartina della Sicilia: con tale chilometraggio, le distanze corrispondono.
Perciò Gli Eroi del Crepuscolo potrebbe essere ambientato in Sicilia in un’epoca mitica, o comunque è ambientato in un mondo delle stesse dimensioni della Sicilia. Niente di male in ciò, è anche un’idea parzialmente originale (già Zuddas aveva ambientato le sue storie di Amazzoni nel bacino del Mediterraneo).

Il problema è che gli elfi abitano la Sicilia da 250.000 (duecentocinquantamila) anni! Non 200 anni, non 2.000, non 20.000, ma 200.000! Ebbene in questo lasso di tempo enorme, i signori elfi non hanno neanche finito di esplorare tutta la Sicilia! Basta dare uno sguardo alla nostra di storia per rendersi conto di quanto sia assurdo tutto ciò… a meno che gli elfi della Strazzulla non condividano con i vampiri della Meyer (a cent’anni ancora al Liceo) un problema di ritardo mentale. Va da sé che non è così piacevole leggere romanzi con protagonisti dei cerebrolesi.

elfi
Sono sempre loro, gli elfi! Con un bel carico di tare genetiche dovuto ai matrimoni fra consanguinei

Fieri guerrieri tra le bolle di sapone. Per carità, ognuno può descrivere la sessualità dei propri personaggi come preferisce, tuttavia un autore deve rendersi conto che in determinati contesti certe scene sono ridicole:

[i protagonisti qui sono Vandriyan e Greyannah, due dei più grandi guerrieri del reame]
Per un po’ Vandriyan fece la spola tra l’acquaio e la vasca da bagno incassata nel pavimento di cotto rosso; portando secchi d’acqua calda. Aveva proprio voglia di farsi un bel bagno come si deve, con i sali profumati, un sacco di schiuma e tutti quei piccoli lussi ai quali gli Eterni tengono tanto. Si era appena immerso, con un sospiro di sollievo, e stava rilassandosi tra nuvole di schiuma candida [sob] quando sentì qualcuno tirare il chiavistello ed entrare a lunghi passi ticchettanti nell’anticamera, senza bussare né chiedere permesso. Imprecò a mezza voce, infastidito. Detestava essere disturbato mentre faceva il bagno.
Sempre senza bussare, il misterioso visitatore aprì la porta della stanza da bagno e comparve sulla soglia, alta silhouette scura. Vandriyan imprecò di nuovo.
– Ma insomma, è questo il modo… – cominciò, polemico. Poi alzò lo sguardo verso l’uomo sulla soglia. E la sua espressione corrucciata cedette il posto a un largo sorriso.
– Bella accoglienza mi tocca ricevere, signor Capitano! – esclamò allegro il Luogotenente Greyannah. – O forse vi spiace rivedere un vecchio amico?
[...]
Era identico a quando Vandriyan l’aveva visto per l’ultima volta. Alto, con un bel fisico muscoloso da combattente e un incarnato chiaro ma non pallido, aveva un aspetto nobile e severo, e insieme un po’ stravagante. Il suo volto era aperto e leale, illuminato da due begli occhi blu oceano con ciglia piuttosto lunghe per un uomo, di taglio allungato, scuri e vivaci sotto le sopracciglia arcuate. Aveva un bel naso dritto, a dire il vero un po’ lungo, che gli conferiva un profilo particolare, dall’aria sprezzante, e una sottile cicatrice bianca gli spaccava di traverso le labbra. All’orecchio sinistro portava un piccolo orecchino d’oro con incastonata un’antica gemma, di un perfetto blu elettrico. I capelli, lunghi e dorati, erano raccolti nell’inconfondibile acconciatura fatta da miriadi di trecce e treccine. Sorrideva, e scopriva bei denti bianchi e regolari.
Andò a sedersi sul bordo della vasca, scoppiando con un dito le bolle profumate che di tanto in tanto si levavano dalla superficie schiumosa.

… non commento, non sono una lettrice abituale di Harmony, perciò non saprei dire, mi sembra adeguato, ma penso la Strazzulla possa migliorare.
In compenso vorrei spendere due parole per quei “bei denti bianchi e regolari.” Particolare insignificante? Non proprio. Questi sono elfi immortali. Sono in vita da migliaia e migliaia di anni. E il tipo con i denti bianchi e regolari è anche militare di professione. Assumiamo pure che sia sempre stato fortunato in battaglia e che gli elfi siano immuni dalle carie, ma si pensi solo al masticare. Due pasti al giorno per migliaia e migliaia di anni. Come diamine fai ad avere denti bianchi e regolari? Saranno scheggiati e consumati. O forse agli elfi i denti ricrescono di continuo? Si rigenerano ossa e tessuti? Chi lo sa? Scommetto neanche l’autrice.
Qui c’è la differenza fra uno scrittore che ha davvero visto gli elfi immortali, e uno che invece parla di elfi immortali ma sta solo descrivendo uno gnokko qualunque, che sia vampiro, cantante alla moda, bello della scuola o debosciato abitatore dei boschi.

Non è l’unica scena yaoi, in un’altra occasione è Lyannen nel bagno di schiuma e Vandriyan gli passa un pettine per consentirgli di lisciare i lunghi capelli corvini. Oppure abbiamo Lyannen e Tyke ai bagni pubblici della fortezza di Syrkun: passano varie belle ragazze, ma alla fine è proprio Lyannen che Tyke invita in camera sua per una cenetta romantica loro due soli. Credo gli elfi avrebbero un’esistenza meno sfibrante se ammettessero i propri gusti invece di far finta di struggersi per principesse e madamigelle varie.

A mollo
Non c’è la schiuma ma il concetto è quello…

Fantasia portami via. Almeno per me c’è un elemento che può risollevare qualunque fantasy, anche il più disgraziato: una cospicua dose di fantasia. La ragione per la quale leggo fantasy e fantascienza è per stupirmi, per riuscire a riempire la fantasia con elementi nuovi, con cose che altrimenti da sola non sarei mai riuscita a immaginarmi.
Disgraziatamente anche sotto questo aspetto Gli Eroi del Crepuscolo non offre niente. Al di là delle solite razze preconfezionate (goblin, coboldi, fatine, centauri, folletti, ent, ecc.) non c’è nulla. In nessun angolino si annida una scintilla di sense of wonder.
Siamo al punto che, ripensandoci, gli occhi viola e i capelli blu di Nihal mi paiono trovate originali. Sigh.

Orco preconfezionato
Razza preconfezionata (attenzione! Normalmente non sono vendute già dipinte!)

Varia umanità. Ovviamente gli errori e i problemi non finiscono qui. Ci sono lunghe parti, in più punti, di riassunto; parti raccontate e non mostrate, quasi servissero all’autrice – più che al lettore – a ricordarsi dov’era arrivata. Ci sono scene nelle quali il punto di vista cambia da paragrafo a paragrafo, ci sono poi moltissime scene inutili per lo svolgersi della storia – il romanzo ha almeno 300 pagine di troppo – e ciò suscita noia. Il linguaggio cerca a tratti di sembrare aulico, ma ci sono fastidiosissime cadute sul moderno. Tipo personaggi che parlano di deja-vu, o che descrivono il ferire un orco metterlo “fuori uso”(sic), o Il Signore delle Tenebre che nella sua lettera di estorsione si autodefinisce “versione migliorata” del padre, per tacere poi di quell’orribile “testa di pigna” unico idiota insulto che gli elfi si scambiano.

Un gamberetto fresco

Le pagine che seguono la “morte” di Ventel e il suo ritorno in vita sono decenti. È l’unico momento semi passabile dell’intero romanzo.

Considerazione finale

Concludo con una considerazione generale. Nel suo saggio Supernatural Horror in Literature, H.P. Lovecraft inquadra la storia della narrativa d’orrore in una chiave di evoluzione. Più passa il tempo, più, in media, gli scrittori diventano più bravi. L’analisi psicologica è sempre più approfondita, le fantasie più complesse, i personaggi più realistici. Le catene che sbatacchiano la notte ne Il Castello di Otranto di Walpole sono superate. Non bastano più a suscitare orrore, vero orrore.

The best horror-tales of today, profiting by the long evolution of the type, possess a naturalness, convincingness, artistic smoothness, and skilful intensity of appeal quite beyond comparison with anything in the Gothic work of a century or more ago. Technique, craftsmanship, experience, and psychological knowledge have advanced tremendously with the passing years, so that much of the older work seems naive and artificial; redeemed, when redeemed at all, only by a genius which conquers heavy limitations.

Mi piacerebbe vedere lo stesso nel fantasy. Eppure non solo non è facile scorgere questo tipo di evoluzione (se evoluzione c’è stata), ma addirittura spesso l’evoluzione è rifiutata.
Un romanzo come Gli Eroi del Crepuscolo imita in maniera maldestra Tolkien, e quel che è peggio, non aspira a niente di più. Il suo ambito è tra brutta copia di Tolkien e copia decente di Tolkien. Non sarebbe il caso di finirla? Il tempo passa, e Tolkien assomiglia sempre più a Walpole. Non sarebbe il caso di proporre qualcosa di nuovo? Così come i fantasmi che scuotono le armature non fanno più paura, i dannati elfi non accendono più la fantasia.

La nuova Regina

Non era facile. Era un’impresa che richiedeva menti raffinate, un piano studiato in ogni particolare, e un’esecuzione impeccabile. Perciò non posso far altro che complimentarmi con autrice, editor, e quanti altri coinvolti, era difficile, molto difficile, ma ce l’avete fatta: avete dato vita a un romanzo più brutto di Nihal della Terra del Vento! Congratulazioni! Sul trono d’immondizia sale un nuovo campione, il nuovo punto più basso del fantasy italiano: Gli Eroi del Crepuscolo.
Speriamo solo che il crepuscolo passi in fretta e scenda la notte, così certi orrori spariranno alla vista.

un reptiloide
Costui è un reptiloide. I reptiloidi sono alieni che si nascondo tra noi; una delle loro armi è il brutto fantasy, usato per ridurre l’umanità in uno stato di passività bovina. Ogni volta che sentite qualcuno dire: “non bisogna ragionare mentre si legge un romanzo fantasy perché… è fantasy!!!” state certi che da qualche parte un reptiloide sta gongolando


Approfondimenti:

Gli Eroi del Crepuscolo su iBS.it
Gli Eroi del Crepuscolo presso il sito dell’editore
Il sito MySpace di Chiara Strazzulla
Un Add-on per Firefox che blocca l’accesso a MySpace
Un’intervista a Chiara Strazzulla
Chiara Strazzulla sulla Wikipedia siciliana
L’opuscolo pubblicitario con i disegni di Massimiliano Frezzato

The Essential Ellison: A 50 Year Retrospective su Amazon.com
Il sito della rivista Writer’s Digest
Tutti i Colori dell’Acciaio presso Delos Store
Il sito ufficiale della regione Sicilia
The Castle of Otranto disponibile online
Supernatural Horror in Literature disponibile online
Per saperne di più su reptoidi, reptiloidi, rettiliani & soci

 

Giudizio:

Ogni tanto la scrittura è decente. +1 -1 Storia banale, già vista mille volte.
Ventel che muore e risorge. +1 -1 Storia incongruente, piena di controsensi.
-1 Storia infarcita di episodi inutili.
-1 Storia a tratti noiosa.
-1 Incipit orribile.
-1 Finale ancor peggiore.
-1 Assoluta mancanza di fantasia.
-1 Nessun lavoro di documentazione.
-1 Linguaggio non sempre all’altezza.
-1 Editing pessimo.
-1 Ennesimo fantasy per bambini scemi.
-1 Una marea di dannati elfi cerebrolesi.
-1 Gli elfi immersi nella schiuma.
-1 Gli elfi con i bei denti bianchi e regolari.
-1 Gli elfi che si dicono “testa di pigna”.
-1 Gli elfi che dicono qualunque cosa.
-1 Quel fesso di Lyannen.
-1 Quella cretina di Eileen.
-1 Quel mentecatto del Signore delle Tenebre.
-1 Quel lazzarone del Solitario.
-1 Dato che per lei a scrivere non s’impara, sinceri auguri alla Strazzulla: ne ha bisogno!

Diciannove Gamberi Marci: clicca per maggiori informazioni sui voti14

Scritto da GamberettaGamberolinkLascia un Commento » Questo articolo in versione stampabile Questo articolo in versione stampabile

477 Commenti to “Il Crepuscolo del Fantasy”

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  1. 477 Racconti sulla soglia

    Salve a tutti!
    Non ci pronunceremo riguardo al testo in questione(gli eroi del crepuscolo) , visto che la spazzatura ormai ci sta soffocando.
    Ormai, già da altri commenti rilasciati in questo forum, si intuisce la nostra solidarietà con la sorella Gamberetta.
    Purtroppo i più grandi responsabili di questo tracollo sono proprio gli editori che permetto lo scempio in atto. Stanno uccidendo la fantasia!
    Che tristezza…
    …e, come disse il vecchio saggio al fanciullo, mentre indicava l’orizzonte: -quella è la culla del sole, ragazzo, si chiama tramonto-.

  2. 476 Alric

    Beh grazie mille, Gamberetta.

    Ah, una si fa gli archi in casa ( la Parker) e una non apre nemmeno wikipedia ( La Strazzu). Meglio non pensarci XD

  3. 475 Gamberetta

    @Alric. Sì, è stata tradotta, gli altri due li trovi anche su emule:
    eBook.ITA.2672.K.J.Parker.Gli.Archi.Di.Scona.(doc.lit.pdf.rtf).[Hyps].rar (3.504.332 bytes)
    eBook.ITA.2735.K.J.Parker.Il.Palazzo.Delle.Prove.(doc.lit.pdf.rtf).[Hyps].rar (3.825.709 bytes)

  4. 474 Alric

    Ah si, anche io l’ho scoperto dopo che era una donna. Tra parentesi, siamo certi che tutta la trilogia sia stata tradotta?

  5. 473 Zweilawyer

    @Gamberetta
    Devo segnalare un piccolo errore. K.J. Parker è una donna.
    Per me è più di una onesta scrittrice, la reputo una delle migliori scrittrici fantasy dell’ultima decade. Ha delle conoscenze in ambito metallurgico davvero difficili da riscontrare in altri autori e l’idea dell’avvocato spadaccino l’ho trovata geniale.

    Zweilawyer

  6. 472 Gamberetta

    @Alric. No, gli altri due devo ancora leggerli. Riguardo alla documentazione Parker è un fanatico: del tipo che si costruisce gli archi in casa e li prova in prima persona.

  7. 471 Alric

    Lo dico qui dato che è citato in questo articolo, sto leggendo Tutti i colori dell’acciaio e devo dire che mi piace molto..Parker non è uno scrittore sublime, però bisogna ammettere che è onesto e si documenta (ammetto di non avere verificato tutte le misure delle macchine da guerra, ma mi pare credibile). I punti di vista mi paiono gestiti abbastanza bene, e ogni personaggio ha una sua voce. Alla fine di fantasy c’è poco ( mi mancano le ultime 100 pagine e per ora la cosa più irrazionale, se non l’unica, è l’uso del Principio..)
    Comunque ti ringrazio per la segnalazione, Gamberetta..a proposito, ho letto che è il primo di una trilogia, hai mai letto gli altri?

  8. 470 Evangeline

    Riconoscete qualcuno dei libri in elenco? XD
    http://www.liceobellini.it/Public/library/giornalino.pdf

  9. 469 Azu Momo

    No, non ci credo! Einaudi ha sfornato il secondo volume di sta roba? Qualcuno l’ha letto? Sarà una porcheria come il primo (scusate se parto prevenuta, ma le premesse non sono buone)

  10. 468 mandragola

    Romanzo terrificante. Anche le illustrazioni di Frezzato sono fredde, spente, insapori. L’autrice dovrebbe curarsi l’influenza e la ridarella, poi, forse, riconsiderare l’idea dello scrivere.

  11. 467 j

    cari miei e mie, il nome strazzulla dice già di per se parecchio sulla qualità della sua produttività (”carta strazzulla”)

    yo!!!

  12. 466 Evangeline

    @Maria. Ti dirò… Il primo libro della Strazzulla l’ho puntato a lungo prima di comprarlo. E fino ad ora è la cosa peggiore che io abbia mai letto. L’ho finito giusto perché non volevo rendere vano il sacrificio dei miei 20 euro di paghetta. :’( Dopo averlo finito mi sono chiesta se era solo a me che era parso orribile, se ero io ad avere gusti sofisticati, o se qualcun altro la pensava come me… E così ho scoperto il blog di Gamberetta. ^^ Come dire, non tutti i mali vengono per nuocere. E allora grazie Strazzulla! ^^
    Concordo quando dici che “dietro ogni pagina stampata c’è uno scrittore, che bene o male è un essere umano”, ma appunto perché si è esseri umani si fanno degli errori, e non bisogna avere paura di ammetterlo. Quando uno scrittore dice che “chi scrive scrive per sé”, allora secondo me non ha ben chiaro che il suo libro verrà letto anche da altre persone. Se vuole scrivere per sé, ed è legittimo, si compra un diario segreto col lucchettino. E, sempre secondo me, nonostante i toni un po’ caustici Gamberetta non è da biasimare. Lei dice quello che pensa e lo motiva. Per me questo è l’essenziale.  Poi, sul giudizio personale dei romanzi recensiti, ognuno ha la sua opinione. Se ne può discutere. Ma su certi errori palesi proprio no.
    Aggiungo che la Strazzulla non è l’unica a inseguire un sogno. Non la biasimo perché ha accettato di farsi pubblicare, la biasimo perché si rifiuta di vedere i propri errori solo perché chi glieli mostra non la tratta coi guanti di velluto.

  13. 465 Maria

    Posso raccontarvi la mia disavventura strazzullesca?
    Avevo sentito parlare di questo romanzo, sapevo che era una giovane autrice italiana. Al che ho fatto i quasi salti di gioia, perché autrici giovani italiane di fantasy talentuose (almeno così veniva presentata) non se ne trovano molte oggi.
    Perciò io non ero assolutamente prevenuta o roba simile nei confronti dell’autrice. Anzi, proprio l’incontrario! Mi aspettavo tanto. Forse è proprio per questo che la delusione è stata così cocente.
    Guardo il prezzo. Primo shock. Decido, nonostante tutto, di sborsare i 22 euro, perché il libro è pubblicato da Einaudi, che mi sembrava una casa editrice di alto livello… Appunto, mi sembrAVA.
    La sottoscritta, colei che ha terminato le Cronache di narnia in 28 giorni a dodici anni, colei che una notte è rimasta sveglia fino alle 4 per finire di leggere il SdA, non è riuscita a terminare il libro “La strada che scende nell’ombra”. Sono arrivata a pagina 210. E ci ho messo un mese.
    Il prologo… Sembra una specie di incrocio tra il biblico e il pagano. “In principio”… Ora, io sono un’esperta (si fa per dire XDXD) di mitologia greca. E questi dèi sono identici a quelli greci, l’unica differenza sono i nomi. Non spicca di originalità, la ragazza… Ma nonostante tutto vado avanti nella lettura.
    Che ci crediate o no, a pagina 190 non riconoscevo i personaggi quando parlavano. Mi sembravano tutti identici e dovevo continuamente seguire il risvolto di copertina per capire chi era lui lì. Io sto scrivendo un libro, perciò capisco la fatica che ci sta dietro eccetera… Ma i personaggi, i PERSONAGGI!! Un po’ di carattere, suvvia! Questi malviventi (tranne Ametista, l’unica donna e quindi facilmente riconoscibile) sembrano identici. Non sono troppi, è bella una varietà di personaggi, ma se è appunto una VARIETA’. Non ho ancora ben capito chi cavolo sono questi nemici-ombra, questi Gremlin, ma la cosa che più non ho capito è perché questi nemici, descritti come invincibili, stiano ad aspettare prima di assaltare le città dele Otto Terre, distruggere ed ammazzare tutti.
    Non mi sono affezionata a nessun personaggio. Nemmeno *cerco il nome sul libro* Dhannam, che viene descritto come un sognatore, un poeta… Il lessico non è affatto male, si vede che la Strazzulla lo sa, l’italiano. Ma il registro.. l’ho trovato un po’ troppo solenne, a tratti addirittura pomposo. Capisco che sia qualcosa che si vuole spacciare per epico, ma l’epica è, secondo me la scena, l’immagine che ti trasmette, e non il linguaggio in sè. Che, anzi, più è chiaro e scorrevole, meglio è. Io non dicendo che dobbiamo degenerare a espressioni adolescenziali, quali “che schifo” e schifezze (XD) del genere. Dico però che invece che sprecarsi a curare così tanto il linguaggio, la Strazzulla poteva caratterizzare meglio i personaggi e delineare meglio lo sfondo, queste Otto Terre che a me non sanno proprio di niente… Si descrive come funziona il Consiglio delle Genti, ma non si descrivono, come dire,le storie e l’esperienze umane dei personaggi, che credo sia una delle cose più importanti in un libro…
    Riasssumendo: Una grande delusione.
    Che dire, mi è stato comunque d’aiuto per capire quali sono gli errori più comuni e le principali banalità in cui inevitabilmente cadono gli scrittori..
    Gamberetta, il tuo blog è molto utile… tuttavia non apprezzo i toni, perché secondo me dietro ogni pagina stampata c’è uno scrittore, che bene o male è un essere umano. Trattandosi di una giovanissima autrice, Chiara secondo me sta comunque inseguendo un sogno, una sua aspirazione… non dico “se l’hanno pubblicato un motivo ci sarà” perché a dir la verità di solito quelli pubblicati da case editrici così autorevoli e che hanno fatto un’eccezione per lei sono dei raccomandati. Dico solo che magari moderare un po’ i toni non sarebbe male..

  14. 464 Gamberetta

    @kukiness. Sì, i denti sono una forzatura, lo ammetto. Ma è questo genere di particolari che danno concretezza a un mondo secondario. I denti bianchi e regolari, messi lì solo perché gli elfi sono belli per contratto, sono cliché e subdolamente inverosimili.
    Più interessante, realistico e divertente, mostrare per esempio gli elfi che si portano sempre appresso un legnetto da rosicchiare, perché i denti – bianchi e regolari – ricrescono ininterrottamente.
    Più interessante, realistico e divertente, mostrare gli elfi che quando sorridono hanno una gioielleria, dato che i denti veri – un tempo bianchi e regolari – li perdono tutti nei primi 100 anni di vita. E poi c’è l’elfo che ha ogni dente finto lavorato con miniature di draghetti.
    E così via. Ci sono mille soluzioni se ci pensi. Ma devi pensarci. Mettere i denti bianchi e regolari è abbandonarsi senza lottare al cliché becero.

  15. 463 kukiness

    Va bene tutto – il romanzo è pessimo, la trama insulsa, i personaggi vuoti – ma la parte dei denti bianchi e regolari mi ha fatto capottare dalla sedia. xD

    Insomma, se ci si mette a questionare sui denti di un elfo, allora bisogna domandarsi come facciano a funzionargli i reni, il fegato e le sinapsi cerebrali. Nemmeno a me esalta la figuretta dell’elfo versione, come dite voi, “gnokko” (come quella di vammepirlo e via discorrendo), però dai, qui si esagera. La razza degli elfi è diversa da quella degli umani, perciò non si può valutare in termini umani. Altrimenti pretendo un paragrafo anche sulla funzione del fegato e sulla generalità degli organi interni.

  16. 462 francy

    Ho da poco scoperto questo sito (davvero fantastico!) e non poteva capitare più a fagiolo di così, perchè avevo una mezza idea di comprare gli eroi del crepuscolo, attirata dalla pubblicità ingannatoria! Ti devo davvero ringraziare, Gamberetta, per la tua recensione, perchè così ho aperto gli occhi e ho evitato di spendere soldi inutilmente! Ti faccio anche i miei complimenti, i tuoi articoli sono bellissimi, ironici e divertenti, ma anche seri e fondati. Anche io sto scrivendo un libro fantasy (ma niente elfi, nani e simili, tranquilli…) e ti dico, anche se suonerà un po’ masochista, che se mai lo pubblicheranno sarò feliccissima di vederlo recensito da te, anche se dovessi demolirlo senza pietà! W GAMBERETTA!!!

  17. 461 mikecas

    un semplice PS
    ma sono quasi solo io, qui, a leggere senza voler anche scrivere?
    Sarà magari perchè l’adolescenza ormai faccio fatica a ricordarmela?
    Avendo letto Fantasy per circa 30 anni (sì, solo 30 anni perchè all’inizio non mi piaceva per niente, ma era un’altra fantasy), vorrei dire agli aspiranti autori che cercare di scrivere è una bella cosa, ma cercare di scrivere seguendo le mode riesce solo a professionisti della scrittura, perchè gli esordienti fanno solo delle pessime imitazioni. Molto meglio cercare di inventare qualche cosa di nuovo, magari avendo una conoscenza abbastanza generale del settore, avendo cioè letto non dico tutto, perchè non ci sono riuscito nemmeno io, ma almeno una buona parte di quanto è stato scritto in precedenza. Giusto per capire come le proprie idee si vengono a collocare….
    Che a 16 anni questo sia praticamente impossibile la dice molto lunga sulla responsabilità degli editor e delle case editrici…..

  18. 460 mikecas

    ho scansato la Strazzulla per puro istinto di sopravvivenza.
    Ero capitato, senza rendermene conto perchè non frequentavo i siti di critica in rete, nel pieno del baby boom del fantastico, e non solo italiano. Avevo iniziato con la prima trilogia della Troisi, cui ho dato un giudizio tutto sommato ragionevole, perchè speravo potesse maturare letterariamente, data la sua base totalmente scientifica, molto vicina alla mia, ma il pompaggio di Mondadori mi ha disgustato e mi ha reso impossibile leggere altro di lei, e ora ho capito che ho fatto bene.
    Ma ci sono stati anche romanzi della LLywelyn, della Dart-Thorton, di Fabrizio Casa…. e l’elenco di quello che ho letto io è ancora lungo….
    Una sequela di romanzi di esordienti che definirli ingenui, come ho fatto io per la Troisi, è fargli un grande favore.
    Per cui quando ho letto la presentazione del primo romanzo della Strazzulla, la sua età e la trama banale, nonostante il richiamo della casa editrice ho preferito lasciar perdere…..
    Che culo…..

  19. 459 Azu Momo

    @ Angra

    Einaudi è di proprietà del gruppo Mondadori ormai da quindici anni…

    Scusa, non lo sapevo. Confesso la mia ignoranza su questo. Ah be, se fa parte del gruppo Mondadori si spiegano un sacco di belle(?) cose!

  20. 458 Angra

    @Azu Momo:

    Einaudi è di proprietà del gruppo Mondadori ormai da quindici anni…

  21. 457 Azu Momo

    Hai ^_^ sono a Parigi, Inalco, Licenza di Giapponese.

    Beata te, Clio-san! Io Venezia…

    Se ho distribuito 40.000 copie posso in effetti sostenere di aver venduto 40.000 copie

    Sì penso anch’io usino questi stratagemmi. Ma ancora non mi capacito Einaudi abbia potuto fare una cosa simile.

  22. 456 Angra

    @Clio: la pubblicità, tutta la pubblicità, è falsa e ingannevole per definizione (infatti andrebbe vietata).

    Nel caso in questione, si può giocare su un equivoco: stiamo parlando delle copie vendute da Einaudi alle librerie o di quelle vendute dalle librerie ai lettori? io Einaudi posso dire di aver venduto 40.000 copie, omettendo di spiegare che parlo di quelle vendute alle librerie. Dal momento che il libraio fa l’ordine, le copie ordinate sono vendute a tutti gli effetti, tant’è vero che dopo 60 giorni (in genere) il libraio me le deve pagare, che lui le abbia vendute o no. Però ha la facoltà di restituirmi quelle invendute in qualsiasi momento, anche a distanza di anni (ma non è mica scemo, in genere me le ridà dopo qualche mese). Se ho distribuito 40.000 copie posso in effetti sostenere di aver venduto 40.000 copie, sto solo omettendo di dire quante me ne sono tornate indietro e non spiego che non sto parlando le copie davvero acquistate dai lettori.

  23. 455 Clio

    A Azu Momo

    Wow Clio, facciamo più o meno gli stessi studi. Lingue e culture orientale curriculum giapponese?

    Hai ^_^ sono a Parigi, Inalco, Licenza di Giapponese.
    Momo-san, gambatte kudasai!

    Tornando IT, ma la falsa pubblicità non è un reato?
    Insomma, non si tratta di esagerare le qualità di un prodotto, si tratta di mentire su dei numeri verificabili!

  24. 454 lisse

    ho letto il primo capitolo sul sito Einaudi; a parte il prologo leggermente ispirato, a parer mio, al Silmarillion, qualcuno sa spiegarmi cos’è la Gilda Folletta e perchè una gilda che si chiama “folletta” recluti dei mercenari?

  25. 453 aealith

    Mi sembra che sappia di quello del Duca, presumibilmente sa anche di questo.
    So che sono cifre mostruose e che 40 000 copie la classificherebbero fra i best seller (e io non ho mai visto gli eroi in questa sezione). Per fare un confronto avevo guardato sul sito dei Wu Ming dato che dichiarano il numero esatto di copie vendute.

    Nel 2007, primo anno (anzi, dieci mesi) di presenza in libreria, Manituana ha venduto 54.152 copie. E’ di gran lunga il nostro miglior primo anno da quando siamo in attività. Nel 1999 Q, finalista al Premio Strega, ne vendette 31.469.

    Dal loro sito.
    Perciò dovrebbe essere un best seller mostruoso per fare le cifre dichiarate. Anche io ne dubito, in ogni caso se il secondo non vende ci sono ottime possibilità che scompaia dalla scena futura.

  26. 452 Azu Momo

    Wow Clio, facciamo più o meno gli stessi studi. Lingue e culture orientale curriculum giapponese?

    No ragazzi, come hanno detto alcuni 40000 copie è eccessivo.
    Sarebbe bello scrivere un articolo sulla psicologia che conduce la massa di gente ad acquistare libri come biografie di calciatori o altro.
    Ma la Strazzulla sa di questo blog? lol

  27. 451 Angra

    Sì, 40.000 copie sono con tutta probabilità quelle che Einaudi ha distribuito ai librai (e probabilmente la cifra è già esagerata), poi bisogna vedere quante ne hanno venduto davvero e quante invece sono tornate indietro per andare al macero. Per inciso, questi dati sono molto difficili da conoscere, a breve termine persino per lo stesso editore. Come dice Diego, se parliamo di 40.000 copie saremmo quasi al best seller, sugli ordini di grandezza della prima Troisi,

  28. 450 Diego

    Boh… a me sta cosa delle 40k copie continua a puzzare, a costo di farci la figura del San Tommaso. Tutto l’articolo per la verità mi sembra una spintarella un po’ raffazzonata per promuovere il nuovo tomo, o poco più. Insomma 40 mila copie vendute lo liquida come ‘un notevole successo’ quando in questo paese sarebbe un successo grandioso anche per un mainstream. 800 pagine di fantasy di stampo classico a 20 bombe (di un’esordiente, da non dimenticare) che vendano più di diecimila copie non sarebbe errato definirlo un successo clamoroso, altro che notevole… e pure quel ‘diritti di traduzione venduti in Germania e forse presto altrove‘ che razza di frase sarebbe?
    Mah, boh, mah. Io continuo a ummeggiare.

  29. 449 Clio

    5) Perché credono che il fantasy è letteratura per “ragazzi”. E chi meglio sa come (e cosa) pensano i ragazzi se non un ragazzo?

    :D
    sì, è un’idea che era venuta anche a me, una volta. Avevo quattordici anni. Ed ero cascata sulla testa XD
    Forse anche il padrone di Einaud ha quattordici anni, una predisposizione genetica e un bernoccolo in testa…

  30. 448 Maudh

    5) Perché credono che il fantasy è letteratura per “ragazzi”.

    In qualità di sciocco ragazzino analfabeta sono indignato e offeso dal ragionamento delle case editrici: neanche noi ragazzini sciocchi e analfabeti meritiamo cotanto pattume!

  31. 447 Merphit Kydillis

    @ Clio: avrei in mente qualche motivazione “logica”:

    1) Perché ;
    2) Perché è fantasy;
    3) Perché scoraggiare le attività creative dei giovani potrebbero scoraggiarli in futuro;
    4) Perché le case editrici amano fare pubblicità, meglio se questa funzioni;
    5) Perché credono che il fantasy è letteratura per “ragazzi”. E chi meglio sa come (e cosa) pensano i ragazzi se non un ragazzo?

  32. 446 Clio

    Io a 17 anni forse scrivevo peggio. O magari io a 17 anni non scrivevo proprio, ero analfabeta.
    Che cambia?
    Il libro è ridicolo, punto.
    “Eh, ma capisci, aveva solo 17 anni!”
    Ne desumo che i diciassettenni scrivano schifezze. E’ umano, immagino. Ma allora, perché pubblicarli?
    Annose domande a pochi giorni dell’esame di Storia del Giappone Antico…

  33. 445 aealith

    @angra
    su repubblica parlano di 40 000 (!) copie + diritti di traduzione in Germania (poveri crucchi).

    questo il link. Anche se io non ho mai visto i suoi libri in classifica (ad esempio quella della feltrinelli).

  34. 444 Maudh
    DEGNA DI LICIAAAAA!

    temo molto peggio. Nihal perlomeno scorre e non dura 800 pagine.

    1+1=3

  35. 443 Angra

    @Aealith: hai dei dati di vendita per Gli eroi del crepuscolo? Io ho sentito dire invece che non è stato quello che si può dire un successo.

  36. 442 aealith

    E la Einaudi “ce riprova”? Masochismo?

    No: €uri ^_^ (sì ha venduto e anche tanto)

    E’ possibile ma non consigliabile ^____^

    :D

    DEGNA DI LICIAAAAA!

    temo molto peggio. Nihal perlomeno scorre e non dura 800 pagine.

  37. 441 Azu Momo

    DEGNA DI LICIAAAAA!!!!!!!!!

    Ma pure peggio. In una biblioteca della mia zona una che ha assistito ad un’intervista della Strazzulla ha presentato il libro: io ci sono andata per massacrare “Gli eroi del crepuscolo” . Io contestavo con il libro aperto per verificare (oh, carta canta!) ma niente.
    Risposte tipo “se Einaudi l’ha pubblicata ci sarà un motivo?” fioccavano a più non posso. O anche, “tu a 17 anni (io ora ne ho 26) avresti potuto scrivere un libro così?” Così come? Così schifoso? Io penso sia vergognoso.
    Ma che risposta demente è dico io.
    Inoltre per fortuna il libro non l’avevo comprato, ma preso proprio in quella biblioteca.

  38. 440 Angra

    si chiama “La strada che scende nell’ombra” ed è possibile leggere le prime pagine sul sito dell’editore(einaudi) “buona” lettura

    E’ possibile ma non consigliabile ^____^

  39. 439 Azu Momo

    Coooosa? 22euro? Ma neppure fosse la Divina Commedia rilegata in pelle!
    Grazie comunque per l’informazione. Era pura curiosità. Mi ha molto divertito la recensione inserita qui e in effetti “Il crepuscolo” targato Einaudi mi ha fatto scivolare lo stomaco all’altezza della tibia.
    Non mi pare abbia avuto molto successo o sbaglio?
    E la Einaudi “ce riprova”? Masochismo?

  40. 438 Maudh

    @azu momo:
    La strada che scende nell’ombra, di Chiara strazzulla, pp. 839, €22,00, edito da Einaudi, anno di pubblicazione: 2009, trama: DEGNA DI LICIAAAAA!!!!!!!!!

    Piangi con Me!!! XD

  41. 437 aealith

    si chiama “La strada che scende nell’ombra” ed è possibile leggere le prime pagine sul sito dell’editore(einaudi) “buona” lettura

  42. 436 Azu Momo

    Ma sono vere le voci che asseriscono la Strazzulla abbia scritto un altro libro? Ditemi di no vi prego. E gente continua ad investire soldi e risorse su una così? Chissà se avrà letto la tua recensione :)

  43. 435 veronica

    siete grandi chi ha fatto questo blog? beh COMPLIMENTI ora devo andare … alla prossimaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

  44. 434 Emile

    Rik: i personaggi del SdA sono piatti E perfettamente inquadrabili come “bianchi” o “neri”. L’unica eccezione è Gollum che, pur chiaramente “nero”, si mostra come una figura in tre dimensioni.

  45. 433 l'astuto procione

    @lo zeno

    No, indica semplicemente che chi lo legge vuole vederci qualcosa :-)
    E’ indicativo solo del fatto che la storia ha avuto successo e che tutti quelli che la leggono cercano di metterci dentro del proprio.

    sì, capisco cosa intendi ma io non penso che uno “voglia” sempre vederci qualcosa… io penso che il lettore medio che non si mette ad analizzare un testo a scopo esegetico ma si limita a leggerlo e basta veda eventualmente quel qualcosa proprio perchè filtra quello che legge con il proprio “io”… non parlerei di volontà cosciente in questo caso :-)
    c’è poi chi invece vuole dimostrare qualcosa ed utilizza il testo più o meno correttamente ma questa è appunto strumentalizzazione e siamo d’accordissimo (su matrix hanno raggiunto delle vette di fantasia notevoli) :-)

    cmq sia, bel post :-)

    ciao
    Stefano

  46. 432 Lo Zeno

    @l’astuto procione:

    Il fatto che a distanza di 50 anni siamo ancora qui a parlarne (e questo è un semplice dato di fatto) e sarà probabilmente così anche tra 50, è semplicemente indicativo della grandezza dell’autore.

    No, indica semplicemente che chi lo legge vuole vederci qualcosa :-)
    E’ indicativo solo del fatto che la storia ha avuto successo e che tutti quelli che la leggono cercano di metterci dentro del proprio. Non è nè il primo nè l’ultimo caso di testo che continua a far nascere interpretazioni a volte anche assurde, mi viene da pensare ad esempio a quando si accusava La Storia Infinita di essere un’inno al paganesimo.

    Si chiama strumentalizzazione, cioè il piegare il testo per i propri fini.
    Nota che non sempre quando un testo suscita interpretazioni differenti queste sono solo “positive”, anzi molto spesso le interpretazioni “deviate” nascono come condanna di un testo di successo (successo inteso come numero di copie vendute, non come stile).
    Centomila interpretazioni diverse non indicano quindi grandezza dell’autore, ma solo centomila persone che strumentalizzano un testo.

    Con questo non voglio dire che la mia interpretazione sia corretta, eh: io dico quello che ho studiato di filologia britannica, che è una materia tutt’altro che rigorosa e scientifica visto che nello stesso testo di riferimento che ho usato i tre autori principali pongono tre tesi di sviluppo dei temi di Shakespeare completamente differenti, ma tutte argomentate in modo valido. Però per lo meno sul fenomeno della strumentalizzazione dei testi di ampio successo sono tutti concordi, ed in effetti lo si vede abbastanza bene anche nel cinema e nella TV: perfino la trilogia di Matrix subisce questo fenomeno, con pseudo-esperti che ritrovano nel primo film metafore del sacrificio di Cristo per la rinascita del mondo, o metafore della vita del Buddha verso l’illuminazione, o addirittura elementi segreti della massoneria…

  47. 431 Rik

    @Emile
    Una osservazione IT ea un OT.
    IT. La mia provocazione era volta a manifestare il dubbio che Chiara Strazzulla sia abbastanza esperta di fantasy da parlarne (se poi si possa scrivere un libro fantasy senza saperne parlare non ho idea, alcuni fatti suggeriscono di sì).
    Se la provocazione ha avuto l’effetto che speravo, bene. Altrimenti pazienza, non è che ti chiedo di darmi ragione.
    OT. Compili per piacere la lista dei Buoni e dei Cattivi, tanto per vedere se riusciamo a metterci d’accordo? Tu mi parli di “psicologicamente complesso”, io ho scritto manicheo.
    Non mi sto chiedendo se i personaggi tolkeniani siano piatti, mi domando se escano dagli schemi di bianco e nero con qualche grigio qua e là.
    @Tutti
    Grazie, non pensavo l’esempietto che ho fatto suscitasse un dibattito. :-D
    Un saluto,
    Rik

  48. 430 Emile

    Non è riduttivo Clio, è quello che è.
    Sei tu che in quell’opera vedi o vuoi vedere più di quel che c’è.

  49. 429 Clio

    A Lo Zeno

    E come i personaggi dell’epica greca, i personaggi di Tolkien sono MONOTEMATICI. Monotoni. Piatti.

    Credo che questa sia una castroneria. Potrei citare un brano celeberrimo: il dialogo tra Ettore ed Andromaca sulle porte Scee; dell’Odissea potrei citare un altro famosissimo episodio: Ulisse che inorridisce al racconto della presa di Troia nella reggia dei Feaci. Sono passaggi che fanno leggere a tutti i ragazzi del liceo. Raramente in letteratura si leggono personaggi più umani, reali e tragici.
    Inoltre nell’Iliade non c’è un Bene contro Male, ci sono vari personaggi di vario carattere e spessore. E’ vero che il punto focale non è la psicologia, ma perché l’Iliade vuole raccontare dei fatti (l’ira di Achille che infiniti lutti addusse agli Achei, per intendersi), e ciò nonostante i personaggi impotanti non sono macchiette, come ho già detto, ma esseri umani con tutte le loro contraddizioni e coerenze.
    Per quanto riguarda il SdA, definirla una lotta BuoniVSCattivi è riduttivo. E’ una storia di riscatti e fallimenti. A differenza dell’Iliade, il punto di vista è sempre quello dei “buoni” (anche se non tutti gli alleati di Sauron sono mostri Brutti e Cattivi, come si legge nell’imboscata ai Sudroni da parte degli uomini di Faramir).
    E “buoni”. Combattono contro un nemico comune, ma… spiacente, buoni non sempre. Gli elfi sono creature estremamete pericolose; i Rohirrim sono gente impulsiva e orgogliosa; gli hobbit si disinteressano del mondo finché non sono colpiti in prima persona. Un tribunale di guerra ci avrebbe sguazzato nelle vicende del romanzo. Ma è naturale: chi umano non è, non ha la stessa scala di valori degli uomini, e chi appartiene ad una certa cultura non può avere una morale simile a quella del lettore. Quindi “buoni”, dipende. Diciamo piuttosto che ci sono esempi di estrema bontà ed esempi di carognaggine.

    Tornando alla Strazzulla, non mancano nel romanzo scivoloni di dubbia morale (e temo non siano voluti), ma sono cose che accadono nella realtà. Quello che secondo me invalida il romanzo sono la banalità della trama, gli strafalcioni tecnici ed il Signore del Male che firma in inchiostro viola.
    Il fatto che tutti i belli stiano dalla parte dei buoni e tutti i brutti dalla parte dei cattivi è un’ulteriore banalità.

    Chiaro, non voglio scatenare un flame :-D Questa è la mia opinione di appassionata di epicae mitologia. So long.

  50. 428 l'astuto procione

    @lo zeno

    è da quando Tolkien è morto che nascono e muoiono interpretazioni più nuove e più ricche della sua opera.

    questo secondo me è esattamente il punto focale: uno puo’ scrivere quello che vuole, dargli un determinato significato seguendo determinati canoni ma, una volta che pubblica la sua opera questa diventa di patrimonio comune e sarà oggetto di continue interpretazioni. Volendo si potrebbe dire a posteriori che il libro sia andato oltre le intenzioni dell’autore :-)
    Il fatto che a distanza di 50 anni siamo ancora qui a parlarne (e questo è un semplice dato di fatto) e sarà probabilmente così anche tra 50, è semplicemente indicativo della grandezza dell’autore.

    detto questo, io non ho alcun interesse a contestare o cercare di far cambiare idea a chicchessia su questo punto, ho solo espresso il mio parere o meglio, il mio sentire, su un libro senza alcuna pretesa di avere ragione e mi fa sempre piacere leggere opinioni diverse, si impara sempre qualcosa :-)

    ciao
    Stefano

  51. 427 Lo Zeno

    Per ammissione di Tolkien stesso, l’opera del SdA, personaggi inclusi, è stata scritta in modo che assomigliasse molto all’epica greca, sia come stile che come temi (era un filologo appassionato).
    E c’è riuscito: sia nella scrittura epica ed evocativa delle grandi battaglie e dei duelli topici, che usano lo stesso ritmo e lo stesso “colore” dell’Iliade, sia nella pedanteria dei passaggi sulla Contea, che riprendono lo stile fortemente descrittivo e lento di alcuni brani dell’Odissea (e anche dell’Eneide direi, ma non sono sicuro che Tolkien abbia considerato l’opera latina dato che era fissato sui greci soprattutto).

    E come i personaggi dell’epica greca, i personaggi di Tolkien sono MONOTEMATICI. Monotoni. Piatti.
    Achille era l’eroe invincibile, Ulisse l’eroe furbo, Agamennone il re giusto ma avido…
    In tutto il SdA ogni personaggio ha, come massimo, un lato positivo e un lato negativo. Perfino Boromir non è che una maschera da teatro greco: l’eroe ambizioso, che pensa di far del bene, rischia la caduta e si redime alla fine. Mi pare poco per chiamarli “personaggi complessi”.

    Tanto lo so che i prossimi che risponderanno riporteranno la frasettina, il periodo incompleto, la parola estrapolata dal contesto che stravolge le mie parole, perché è da quando Tolkien è morto che nascono e muoiono interpretazioni più nuove e più ricche della sua opera.
    Inclusa una “allegoria del Cristianesimo” dove Frodo è Cristo che sale il Golgota (il Monte Fato) con la sua croce (l’Unico Anello) per redimere l’umanità.
    Che se si parlasse di Lewis e le sue Cronache di Narnia, ok, sono dichiaratamente una allegoria del cristianesimo. Ma così è forzato quanto dire che gli elfi “non sono solo altezzosi”.

  52. 426 l'astuto procione

    @emile

    Ma per piacere, su.
    Non c’è nessuna “lettura superficiale” che tenga, i personaggi del SdA visti oggi risultano banalissimi, quasi tutti piatti e stra facilmente inquadrabili

    confermo che non siamo affatto d’accordo :-)

    E’ semplice fanboysmo il voler vedere dietro un’opera che si apprezza (ed è comunemente ritenuta un capolavoro, in questo caso) cose che l’autore manco si sognava,

    ecco, su questo invece… non siamo d’accordo :-D
    a prescindere dal discorso specifico, non è fanboysmo filtrare quello che si legge in base alla propria sensibilità (su Evangelion, ad esempio, le interpretazioni da te citate non me le sarei sognate manco morto :-D)
    peraltro il concetto di fanboy non mi appartiene proprio, nè per età nè per inclinazione.

    Comunque sia, ad ognuno le sue idee, va benissimo così, se la pensassimo tutti alla stessa maniera il mondo sarebbe un posto tremendamente noioso :-)

    ciao
    Stefano

  53. 425 Emile

    Ma per piacere, su.
    Non c’è nessuna “lettura superficiale” che tenga, i personaggi del SdA visti oggi risultano banalissimi, quasi tutti piatti e stra facilmente inquadrabili, altro che “il bene dei nani e quello degli umani”, che a leggere una frase simile senza conoscere l’opera uno si aspetterebbe un libro totalmente diverso da come è in realtà.
    Ripeto: L’UNICO personaggio la cui psicologia è veramente esplorata è Gollum, gli altri sono poco più che semplici abbozzi.
    E’ semplice fanboysmo il voler vedere dietro un’opera che si apprezza (ed è comunemente ritenuta un capolavoro, in questo caso) cose che l’autore manco si sognava, un pò come chi guardava Evangelion e si metteva a sostenere serissimo che Shinji rappresentava Gesù Cristo, la tizia silenziosa la Madonna e gli Eva nonricordocosa (la Trinità forse, boh).

  54. 424 l'astuto procione

    @Rik
    bellissima provocazione :-)
    dico provocazione perchè dovendo classificarli sono pochi i personaggi che in Tolkien definirei semplicemente “buoni”. E’ vero che nel SdA c’è il Bene contro il Male, alla fine il bene trionfa ed evviva evviva… ma se poi si guarda a chi rappresenta la parte buona ci sarebbe da discutere sul concetto stesso di bene perchè il bene degli elfi non è necessariamente lo stesso degli uomini o dei nani (l’unico punto in comune che hanno per me è sconfiggere Sauron).

    nello specifico io li definirei così (ma è una forzatura):

    Aragorn buono
    Gandalf buono
    Galadriel “altra” (gli elfi sono una razza “altra” non trovo altro modo per definirla in breve)
    Saruman corrotto
    Gimli buono
    Bilbo Baggins buono ma di fatto personaggio che sta sullo sfondo nel sda
    Samvise Gangee lui è la bontà in persona, anche troppo
    Frodo Baggins buono ma inevitabilmente corrotto dall’anello.
    Smeagol aka Gollum entrambe le cose
    Faramir lo definirei più saggio che buono
    Boromir buono ma corrotto
    Denethor non lo definirei cattivo quanto vittima delle propria arroganza e, alla fine, corrotto
    Elrond “altro”

    in sostanza, a differenza di Emile, io credo che se si lasciano perdere gli schieramenti (bene e male) e si guarda invece ai singoli, in Tolkien molti personaggi non sono semplici o lo sono ad una lettura superficiale.

    scusate se ho proseguito l’OT (in fondo qua si dovrebbe parlare della Strazzullaaaargh) ma la mia passione per la lettura è nata con Tolkien taaaaaaaanti anni fa e non ho resistito ad intervenire :-)))

    ciao,
    Stefano

    P.S. giusto per essere IT in qualcosa :-), io l’ultimo libro della giovane scrittrice non l’ho letto ma ho leggiucchiato il primo spinto dalla curiosità (i commenti negativi a volte incuriosiscono ^^) e l’ho trovato un ottimo motivo per evitare il secondo, il terzo… magari il quarto no, magari migliorerà con gli anni… ma a spese degli altri :-)

  55. 423 Emile

    Bell’esempio comunque.
    Se c’è un libro fantasy in cui sono presenti pochissime zone di grigio ed è facilissimo distinguere tra Bene e Male è proprio il SdA, dove L’UNICO personaggio dotato di una certa complessità è Gollum.

  56. 422 uriele

    Aragorn Buono
    Gandalf Buono
    Galadriel Bona
    Saruman Cattivo
    Gimli Buono
    Balin… ma non era morto nel SdA??? Io me lo ricordo bene nell’Hobbit
    Bilbo Baggins Buono, ma corrotto dall’anello, comunque rimane buono
    Samvise Gangee Buono
    Frodo Baggins Sacco da viaggio di Sam, ma Buono
    Smeagol aka Gollum Cattivo e psicopatico
    Faramir Buono, piú difficile da catalogare il fratello che definirei solo buono con la b minuscala
    Boromir
    Denethor
    Elrond

  57. 421 Rik

    Prima di essere indirizzato a questo blog ed alla presente recensione, grazie alla quale ho maturato il proposito di lasciare il libro sullo scaffale casomai lo trovassi in una libreria, ero rimasto colpito da una dichiarazione della novella autrice.

    Uno dei grandi limiti del fantasy secondo me è di avere una concezione molto manichea: il bene è Bene con la B maiuscola, il male è Male, non ci sono sfumature né mezze tinte.

    Ah!
    Se lo dice lei che di fantasy lo scrive deve essere vero. Io ne ho letto pochi, pochissimi libri.
    La mia inesperienza è tale che avrei bisogno di un illuminato esempio su una delle cose che conosco, “Il Signore degli Anelli” tolkeniano… è un fantasy giusto?
    Ecco, questa è una lista di personaggi: chi mi aiuta a metterli tra i Buoni e i Cattivi?

    Aragorn
    Gandalf
    Galadriel
    Saruman
    Gimli
    Balin
    Bilbo Baggins
    Samvise Gangee
    Frodo Baggins
    Smeagol aka Gollum
    Faramir
    Boromir
    Denethor
    Elrond

  58. 420 Flavour

    Ho finito qulache giorno fa di leggere il secondo capolavoro della Strazzulla e ne ho fatto una specie di recensione (secondo i miei insindacabili gusti e metri di giudizio). Ho analizzato nel dettaglio alcuni aspetti e ne è venuto fuori un “libello” di 7 pagine, perciò non lo posso postare direttamente qui.

    Comunque, per chi fosse interessato a un giudizio sintetico eccolo qui:

    Ho trovato il romanzo passabile, cioè meglio di molti altri, ma peggio di alcuni altri. Il romanzo scorre, non è melenso o stucchevole come la storia di Nihal o di Bella, però non ha neppure quell’atmosfera epica che vorrebbe darsi, né è particolarmente innovativo/curioso/brillante. Sarebbe un fantasy decente, ma scade troppo spesso nel banale, nell’ingenuo, nel prevedibile e in alcune scelte veramente pessime (tra tutte, l’accozzaglia delle razze e la scelta dei Gremlin come nemici!)
    Quindi, per me sulla scala decimale, merita un 5, al massimo un 5½ .

    Purtroppo la qualità media del fantasy italiano è scadente quindi questo romanzo potrebbe davvero essere uno dei migliori fantasy in circolazione, ma comunque uno dei tanti inutili fantasy che occupano gli scaffali. Nella mia scala di valutazione, però è ben lontano dagli orrori assoluti (Rocca e i suoi fratelli).

    Confermo, purtroppo, tutto quello che ho già accennato in un post precedente.

  59. 419 Tapiroulant

    Sublime calcolo!

  60. 418 Merphit Kydillis

    Ho ragionato riguardo la psicologia elfica strazzulliana.

    A detta dell’autrice, un Eterno diventa “maggiorenne” all’età di 300 anni. Che, convertibile in termini umani, vuol dire un sedicenne umano.
    Ora, gli elfi dovrebbero avere una mentalità molto sviluppata poiché sono una razza, come si defiscono loro, eterna. Ma un sedicenne Eterno ragiona come un sedicenne umano di Boscoquieto.
    Vi chiederete il motivo di questo logoramento mentale. Il motivo è semplice.
    Fate 300 diviso 16 e otterrete 18,75. Cosa vuol dire?

    Che un elfo aumenta di 1 anno mentale per ogni 18 anni e 9 mesi xP

  61. 417 Flavour

    @ Pelopida
    No, non è poi così brutto, ma non è certo un buon romanzo, lo classificherei più come inutile, nel senso che non dà idee nuove o spunti originali, non ti spinge a leggerlo tutto d’un fiato ma non mi sembra neppure scritto male (per quanto me ne possa intendere…); forse nel giudizio mi sono lasciato trasportare dallo spirito gamberettiano ed ho un po’ ecceduto con la polemica, però le cose che ho scritto sono facilmente riscontrabili e per ora non ho trovato abbastanza elementi positivi che possano controbilanciare quelli negativi, quindi non consiglierei ad un amico di comprarlo né di leggerlo, però non credo faccia danni sulle giovani menti quanto Bryan di OrmoneInquieto.
    Comunque, portate pazienza, sono 834 pagine! Cercherò di finirlo prima di darne un giudizio preciso e chiaro, e spero di potermi ricredere. Sono un inguaribile ottimista!

  62. 416 Angra

    Non buttate i soldi per qualcosa che già non vi convince, è immorale. Aspettate che esca la versione piratata, poi se invece vi piace siete sempre in tempo ad andarlo a comprare in libreria. Dico che è immorale perché poi quando l’editore si vanta di 15.000 copie vendute dentro ci sono anche quelle comprate da chi aveva la curiosità di vedere quanto il libro facesse schifo.

  63. 415 Annaf

    Io ho letto solo il prologo del nuovo libro: mi è bastato e avanzato.

  64. 414 Pelopida

    @Flavour: wow! Ma è davvero così brutto????? Io avevo già una mezza di idea di comprarlo, giusto per vedere com’era. Del resto in quasi 800 pagine dovranno pur esserci 2-3 capitoli decenti,no?

  65. 413 Flavour

    Ho da poco comprato il nuovo libro della Strazzulla, purtroppo ancora ignaro delle pesanti critiche qui lette e speranzoso di riuscire a leggere qualcosa di nuovo, incuriosito dalla quarta di copertina e deciso a scovare un romanzo fantasy decente dopo le tante cocenti delusioni (Troisi, Paolini, Meyer ecc).
    Devo ammettere tuttavia che per quanto ho letto finora – qualche centinaio di pagine – restano confermati i timori della vigilia e il dubbio di aver speso male quei sudati 22 euro!
    Non darò un giudizio complessivo del volume finché non l’avrò letto tutto, ma prometto di segnarmi fin d’ora tutte le incongruenze, banalità e scempiaggini che riscontrerò.

    Ecco intanto alcuni elementi:

    - la Cosmogonia iniziale “richiama” molto quella del Silmarillion, quindi non appare molto originale (sebbene si possa dire che tutte le cosmogonie si assomiglino un po’), ma a differenza di quella tolkieniana che si è stratificata in lunghi anni ed ha tutta una serie di complicate conseguenze, qui è tutto molto più banale, a tratti ingenuo e funzionale soltanto a motivare le immediate circostanze.

    - da subito nel romanzo compaiono creature di ogni tipo: otto genti (Goblin, Fate, Gnomi, Nani, Umani, Elfi, Demoni, Folletti) che mettono insieme tutte le razze più improbabili di Tolkien, Brooks, Warcraft e D&D; i Gremlins come nuovi mostri ed avversari, che da simpatiche creaturine maligne e guastatrici (tale è il loro ruolo nella “mitologia” americana) assurgono così al rango di neri orrori indescrivibili ed inafferrabili… buh, che paura!

    - la linearità e banalità della trama (nonostante la Strazzulla nell’intervista affermi che la trama sia mooolto più complessa che nel primo libro!), che dalle origini del mondo passa a descrivere le Ere, la Conta dei Giorni e il funzionamento del Consiglio delle Razze, senza lasciar niente all’immaginazione e alla suspance del lettore!
    In seconda di copertina c’è pure l’elenco dei personaggi buoni e cattivi!
    Mi spiego meglio: nel SdA (il libro, intendo!) non si cominciava spiegando per filo e per segno tutto il funzionamento del cosmo, le ere del mondo, la storia degli anelli ecc, ma la narrazione si espandeva con l’aumentare della consapevolezza dei protagonisti hobbit. Qui invece si capisce da subito come andrà a finire…

    - i cliché triti e ritriti: il Magus che rievoca da subito Gandalf, il Consiglio delle Genti come nel SdA, l’ordine dei Druidi come custodi dell’equilibrio (dal mondo di Shannara?), il diverso o l’improbabile come eroe (cfr. Frodo, l’elfo scuro Drizzt, il giovane Artù ecc).

    - l’impressione di trovarsi dentro un calderone in cui sono mescolate troppe idee poco originali, con un inutile spreco di personaggi…

    - la spiacevole sensazione di essere stati ingannati: dove sono i “serrati colpi di scena” e le “battaglie memorabili”? Pare più un romanzo per chi si avvicina per la prima volta al fantasy, dopo esser cresciuto con i Pokemon o le Winx, insomma per la fascia 12-15 anni.

  66. 412 DelemnO

    Alla Feltrinelli alcuni libri di Verne sono nei classici e altri nella sezione ragazzi con l’etichetta da 11 a 13 anni. Misteri della distribuzione.
    Comunque l’ho visto anche io l’ultimo della strazzu, non incellofanato ma cartonato, mi pare che gli Eroi non lo fosse, nemmeno alla prima edizione.

  67. 411 zeros

    Ieri ho visto in vendita non solo la nuova fatica della Strazzulla (in vendita non celofanata) ma anche Gli eroi del Crepuscolo, miracolosamente senza plastica a celarne i segreti.
    Tra l’altro c’erano anche Bryan di Ormone inquieto 1 (una ventina di copie ammassate in basso) e 2 (una decina di copie nell’espositore novità), nella sezione fantasy. Ma per trovare Luk’janenko e i suoi Guardiani della Notte e Guardiani del Giorno sono dovuta andare nella sezione ragazzi: adoro la grande distribuzione! O.o

  68. 410 Merphit Kydillis

    A quanto ho capito, il Dark Lord di turno ha rapito la principessa Eileen all’interno del suo castello, nella sua camera, lasciando nel suo letto la lettera (anche se non viene detto come ci sia riuscito).
    A questo punto, non era meglio invece:

    1) Teletrasportarsi, insieme a un nutrito numero di Truppe Nere, all’interno di Rocca Elfa:
    2) Farsi strada tra sangue e budella Eterna dei soldati di Sire Myrachon, arrivando a quest’ultimo e sgozzarlo sul posto:
    3) Imprigionare o ammazzare Eileen (ed eventuali eredi), giustiziare il padre di Lyannen poiché generale delle armate Eterne e proclamarsi re indiscusso e legittimo dei Regni Limitrofi. Gli Eterni che non sono d’accordo diventano cibo per orchi.

    Un vero e proprio colpo di Stato (con un esito ben diverso del putsch di Monaco) che, sicuramente, avrebbe stravolto gran parte della trama, magari vedendo la resistenza elfa contro l’OIscuro Usurpatore, e magari sarebbe uscita una storia ben diversa, e magari carina…

    Ma anche no: la Strazzulla ha perso un’occasione d’oro, facendo passare Gylion come uno scemo. Peccato. Almeno l’autrice avrebbe fatto avvenire il rapimento di Eileen in un altro modo, ad esempio catturarla mentre questi era fuori Dardamen per un pic-nic con Lyannen: quest’ultimo, in seguito, viene ostracizzato dai sudditi de re Eterno (e da Sire Myrachon in persona) poiché non ha saputo proteggere la principessa, e allora sì che il razzismo elfico sarebbe stata una buona componente! Ma poi riesce a farsi perdonare addossandosi qualunque responsabilità e, armato di Amici™, Speranza™ e Deus x Machina™, parte per salvare la sua amata… Ma anche no: le modalità del rapimento di Eileen rimarranno un segreto noto solo a un Gylion bruciacchiato.

    Pertanto, Gylion stesso ha rovinato gran parte del romanzo. Come giustamente ha notato Gamberetta, il malvagio non ha avuto modo di consulatre l’apposita guida per il Perfect Villain (di cui, modestamente, ho contribuito nella realizzazione con qualche regoletta concepita dal sottoscritto <.<)
    Vabbé, sarà alla prossima volta…

  69. 409 Gamberetta

    @ThN1saHead.
    – La Strazzulla sulla scrittura a starnuti: c’è lì l’intero filmato preso da YouTube senza tagli, ognuno giudichi come preferisce.

    – Non vedo come aggiungere “A dispetto di quel che lasciava intuire, non gli interessava il potere, né la vendetta” cambi qualcosa rispetto alla ridicola frase successiva, ma visto che ti fa contento, ho modificato.

    – La scena mancante tra pagina 628 e pagina 635: come dici tu c’è gente che PARLA. Ben diverso dal descrivere scene d’azione durante una battaglia. Il punto era mostrare che la Strazzu evita le parti difficili e tu confermi.

    – I belli e i brutti. Sì può discutere, ma la mia non è una citazione, dunque è fuori dal tuo argomento che io citi a sproposito.

    – Il talismano. Come da citazione: “E ho pensato che avresti creduto che quel talismano potesse fare qualsiasi cosa. In effetti poteva farlo” Se può fare qualsiasi cosa… be’, può fare qualsiasi cosa!

    – La conversione di Scrubb. Non mi sembra che sia credibile. Non è perché sei a disagio a cena che decidi di massacrare tutti i cattivi invece di tutti i buoni. In ogni caso non hai riportato citazioni mie travisate. Era su questo che si stava discutendo.

    – I compagni di viaggio di Lyannen hanno esperienza militare? No, come dichiara anche Vandriyan (pagina 55):

    Al centro della stanza, il Capitano Vandriyan stava ancora in piedi. Una mezza risata amara gli salì alle labbra. – E voi credere, – disse, e suonava quasi divertito – voi credete davvero che vi lasceranno andare? Quattro collegiali che non sanno nemmeno cos’è la guerra, ad affrontare una missione così pericolosa contro un nemico sconosciuto?

    Nella tua citazione Lyannen parla di generici amici, non delle persone che in particolare lo accompagneranno e poi seppelliranno i folletti.

    – I denti. Ancora: puoi non essere d’accordo con le mie argomentazioni, ma non vedo citazioni a sproposito.

    – La scena nella vasca da bagno: yaoi + incesto, andiamo bene!

  70. 408 ThN1saHead

    @Gamberetta

    Scusa se ci ho messo un po’ a rispondere, ma ho voluto cercare i riferimenti precisi all’interno del libro in modo da non incorrere in

    errori dozzinali doovuti al non aver ricontrollato i riferimenti sul testo (a nessuno piace fare gli errata corrige degli errata corrige).

    Dalla recensione:

    [...] chi scrive scrive per sé, scrive perché gli piace scrivere, perché scrivere non è una cosa che s’impara, è una cosa che

    ti viene, è come uno starnuto, è come una risata, ti esce, è lì, devi pigliare una penna e scrivere.

    L’Ellison sedicenne già da diversi anni seguiva una rivista di scrittura per imparare, la Strazzulla è nata “imparata” e scrive a furia di

    starnuti e risate. La differenza si vede, o meglio si legge.

    Riguardo questo estratto, la strazzulla ha pubblicato sul suo blog una rettifica in cui spiega dettagliatamente come andassero interpretate

    le sue parole. Che ne dici di contestare quello che lei pensa invece di insistere su un’interpretazione sbagliata di una singola battuta

    (che, tra l’altro, inserita nel discorso originale, mi era sembrata abbastanza inequivocabile: come si sia fatto a misinterpretarla non

    riesco a spiegarmelo… mah).

    Ma andiamo avanti.

    Dalla recenzione, citando il romanzo:

    Quello che voleva era la completa distruzione di tutto ciò che di buono poteva esistere, il trionfo del male, l’annullamento

    definitivo di felicità, amore, pietà, speranza.

    Peccato che tu abbia tagliato subito prima la frase “A dispetto di quel che lasciava intuire, non gli interessava il potere, né la

    vendetta” (siamo a pagina 295, per tutti coloro che vogliano verificare). È questo il momento in cui Tyke realizza che il loro nemico non è

    solo uno stregone che vuole diventare re, come invece il nemico stesso aveva lasciato trapelare dalla sua lettera (Pagina 52) dove le

    richieste da lui avanzate sono molto precise: “Quello che vi chiedo è l’immediata esecuzione del cosiddetto Sire Myrachon e del carissimo

    capitano Vandriyan, e l’altrettanto immediata cessione della corona del Reame all’unica persona alla quale spetti per diritto di sangue,

    che, è superfluo aggiungere, sono io”.

    Fino a questo punto io mi ero immaginato il signore delle tenebre come un individuo con la brama per il potere desideroso di conquistare il

    dominio sui Regni Limitrofi, e invece qui vengo a conoscenza del vero oggetto dei suoi desideri: non mi sembra, dunque, essere una

    descrizione fine a se stessa di un cattivo da operetta, come invece tu sostieni.

    Dalla recensione:

    Barcollò di nuovo, e l’uomo accanto a lui dovette sorreggerlo. Lyannen sbatté le palpebre. Forse stava sognando. Tutto girava,

    intorno a lui. Chiuse gli occhi e si abbandonò tra le braccia dell’uomo. [...] Lyannen sbatté le palpebre due, tre volte. Era adagiato tra

    morbide lenzuola di lino, i capelli sparsi sul guanciale. Nell’aria c’era un forte odore di medicinali. La stanza era in penombra,

    illuminata da torce, ma guardandosi attorno vide altri letti accanto al suo. Doveva trovarsi in un’infermeria. [...] Un pensiero gli

    attraversò la mente, rapidissimo. – La battaglia là fuori? È finita? Abbiamo vinto?
    – Magari, – esclamò il Capitano. – Siamo rientrati prima che facesse buio e abbiamo barricato il portone a Sud come potevamo, ma quelli

    continuano con le frecce, e hanno ricominciato anche con le scale.

    In effetti la Strazzulla non fa vincere ai Buoni la battaglia fuori scena, ma solo perché prepara una sorpresona al lettore: uno dei più

    beceri deus ex machina mai concepiti!

    Prima dei secondi puntini di omissione siamo a pagina 628, dopo approdiamo miracolosamente a pagina 635. In mezzo si inserisce un’intera

    scena, per la precisione quella in cui Theresian guarisce Venissian, nella quale l’autrice ci spiega cosa siano le armi Taleth e

    approfondisce il personaggio di Theresian (che fino a quel momento non era ben chiaro se stesse con i buoni o con i cattivi).

    Tu contesti che la scena serva ad evitare la descrizione di una battaglia, descrizione che, però, continua (pressapoco dal punto in cui era

    stata interrotta) a pagina 638. A me sembra che questa scena finisca col fornire informazioni sulla battaglia (in particolare sulle armi)

    più che a evitare di darne, non trovi?

    Dalla recensione:

    I Buoni sono alti, belli, capelli dorati al vento, fieri, muscolosi; i Cattivi brutti, deformi, putridi. Al massimo un brutto

    può essere raggirato e servire i Buoni come schiavo o poco più (i poveri Droqq).

    Strano, leggendo il libro scopro che con i cattivi combatte l’intero esercito dei mortali, che in nessun punto vengono descritti come

    brutti (anzi, sono della stessa razza del buono Tyke, allora o sono brutti entrambi o sono entrambi belli). Inoltre (e ho fatto veramente

    fatica a ritrovarla nel libro) c’è la descrizione del folletto Rabba Nix (buono) che non è certo una bellezza (siamo a pagina 235, la

    descrizione è lunga, ma ne riporto qualche stralcio)

    Rabba Nix gli sembrava una piccola creatura molto strana. Aveva la pelle di un verde vivace, un viso aguzzo e giovanile e

    grandi orecchie a punta [...] i capelli erano di un vivace arancione, lisci ma scompigliati, lunghi fino alla spalla. [...] Non era più

    alto di un metro e mezzo.

    Proseguiamo:

    Dalla recensione:

    Nel romanzo della Strazzulla, il Solitario, uno dei personaggi, si trova fin dall’inizio in possesso di un oggetto magico, un

    talismano, di potere assoluto, “E ho pensato che avresti creduto che quel talismano potesse fare qualsiasi cosa. In effetti poteva farlo

    [...]“, il talismano può addirittura uccidere un (semi)dio; con un singolo atto di volontà il Solitario potrebbe concludere la guerra,

    ma:

    Non sono riuscito a trovare il punto in cui si dice che il talismano potrebbe fermare la guerra. Me lo indichi?

    In compenso, il Solitario (pagina 754) dice a Slyman che il talismano lo ha difeso, ma aggiunge subito dopo che già il solo sforzo

    necessario per difenderlo è stato tale da romperlo. Non direi che il talismano sembri essere in grado di sconfiggere la tenebra da solo,

    così, con uno schiocco di dita. A pagina 764, inoltre, Lyannen e Slyman giungono alla conclusione che tutt’al più a distruggere la tenebra

    è stata la azione congiunta di entrambi (e non certo il solo talismano di Slyman).

    Dalla recensione:

    Fino alla pagina precedente Scrubb lavorava per i Cattivi. Come nel caso del Solitario, Scrubb avrebbe potuto usare la sua di

    magia a pagina 1, e ammazzare così tutti i Buoni.

    Purtroppo non posso quotarti tutto il libro, ma i rimorsi di coscienza di Scrubb lo percorrono tutto. Ti quoto, a titolo di esempio, pagina

    283, dove Scrubb brinda con il Signore delle Tenebre dopo avergli dato un consiglio per risolvere i suoi problemi (dunque dopo essersi

    schierato temporaneamente con i cattivi):

    Ma mentre alzava il bicchiere nel brindisi e se lo portava alle labbra, Scrubb provò ancora la sensazione di essere la persona

    sbagliata nel posto sbagliato, e di stare facendo le cose sbagliate.

    Dalla recensione:

    A pagina 200, dopo lo scontro con i folletti cui si è già accennato, la Compagnia decide di seppellire i cadaveri dei nemici.

    Nessuno pare scosso dal macabro lavoro, non dopo quello che hanno visto in guerra, dopo i mesi passati al fronte.

    Peccato che nessuno di loro è mai stato al fronte! I quattro sono appena usciti dal collegio militare e non hanno nessuna esperienza di

    combattimento.

    Falso. A pagina 37, Lyannen, parlando con suo padre proprio dei suoi amici, si lamenta che loro sono stati al fronte e lui no. in

    particolare citiamo:

    … a sentirli raccontare di tutte le cose grandiose che hanno visto e che hanno fatto al fronte, delle battaglie e tutto il

    resto.

    Gamberetta wrote:

    In compenso vorrei spendere due parole per quei “bei denti bianchi e regolari.” Particolare insignificante? Non proprio. Questi

    sono elfi immortali. Sono in vita da migliaia e migliaia di anni. E il tipo con i denti bianchi e regolari è anche militare di professione.

    Assumiamo pure che sia sempre stato fortunato in battaglia e che gli elfi siano immuni dalle carie, ma si pensi solo al masticare. Due

    pasti al giorno per migliaia e migliaia di anni. Come diamine fai ad avere denti bianchi e regolari? Saranno scheggiati e consumati. O

    forse agli elfi i denti ricrescono di continuo? Si rigenerano ossa e tessuti? Chi lo sa? Scommetto neanche l’autrice.

    Mi auguro che l’autrice non se lo sia nemmeno chiesto. Evidentemente, come dici tu i denti degli elfi ricrescono di continuo. O forse sono

    di diamante, o forse sono protesi magiche, o forse ne hanno tre file come gli squali, o forse i loro dentisti sono dei virtuosi

    dell’amalgama. Sinceramente me ne frega di più della zanzara che è appena entrata dalla finestra.

    Ti lamenti che il libro è troppo lungo, per cui suggerire di allungarlo aggiungendo dettagli inutili mi sembra la tecnica migliore per

    accorciarlo. Per concludere, ti faccio notare che Galadriel è decisamente più vecchia, eppure Tolkien non si scomoda a spiegarci perché non

    sia ridotta a mangiare brodini al semolino.

    Gamberetta wrote:

    Non è l’unica scena yaoi, in un’altra occasione è Lyannen nel bagno di schiuma e Vandriyan gli passa un pettine per

    consentirgli di lisciare i lunghi capelli corvini.

    Hai presente il fatto che Vandriyan sia il padre di Lyannen? Non ti è mai capitato che tua madre sia dovuta venire a prendere qualcosa in

    bagno mentre facevi la doccia (magari anche no, in effetti per parlare di certe cose è meglio che sia presente un assistente sociale).

    Io non vedo alcuna ambiguità nella scena, ma, Freud docet, il subconscio sa suggerire l’interpretazione che meglio si coonfà a ciascuno di

    noi.

    Detto tutto ciò, mi chiedo: manterrai la promessa e correggerai le imprecisioni?

  71. 407 Anacarnil

    Ho visto i due filmati dell’intervista a Chiara Strazzulla. Intervista poi per modo di dire, nel senso che, come in genere accade, più che domande, gli si dà il la per un monologo.

    Ma ho notato alcune cose che mi consento di rispondere a THN1saHead (spero di aver riportato giusto il nick). Lui testualmente afferma:

    Ti ricordo, inoltre, che Einaudi non pubblica fantasy, questo dovrebbe essere indicativo di come il libro non nasca con l’intento di essere un fantasy, bensì un romanzo di formazione.

    Però la Repubblica parla di lei come autrice di libri fantasy, l’intervistatrice definisce “La strada che porta nell’ombra” un fantasy, senza che la Strazzu la corregga… e pure sulla quarta di copertina Einaudi stessa fa stampare che è FANTASY!

  72. 406 Gamberetta

    Le case editrici (e in generale le aziende di qualunque tipo) ritengono giustificato raccontare balle se questo può avere un effetto positivo sulle vendite. Perciò le affermazioni del tizio Einaudi non mi sorprendono.

    Per quanto riguarda il discorso generale bisogna prendere atto della realtà: la Troisi poteva essere un caso “fortunato”, unico, ma è ovvio che non sia così. C’è una larga fetta di pubblico che è contento (e lo dimostra pagando) di passare da Meyer a Strazzulla, da Ghirardi a Paolini, per tacere del tizio dei pirati o di quell’altra del Libro del Destino. Se una persona è genuinamente felice di spendere fior di euro per leggere gli “autori” appena citati, be’, buon per lei.
    Certo, potrebbe impiegare il proprio tempo in attività più utili o meno dannose, quali fissare il soffitto o drogarsi, ma ognuno sceglie come preferisce.

  73. 405 Davide

    “Optammo subito per la Strazzulla riconoscendo un vero talento narrativo e anche per la sua cifra originale nel delineare le categorie di Bene e Male: negli Eroi del crepuscolo i vincenti erano una “sporca dozzina”. Non gli Eterni, immortali e prediletti dagli dei, ma gli ibridi e i mezzosangue. Non la stirpe degli alti e biondi, ma i neri”

    Ma ci prendono per i fondelli?O_O Cioé, i vincenti sono proprio eterni, alti e biondi, o sbaglio? Il fatto che Lyannen sia alto mezzo metro in meno e abbia i capelli neri non giustifica il chiamarlo un diverso o uno sfortunato… E’ come se io fossi il gemello di Brad Pitt e mi sentissi orribile perché invece di avere gli occhi azzurri li avessi neri. E’ una cosa che non ha assolutamente senso.

    E poi dove sta la “cifra originale nel definire le categorie di Bene e Male”? Con il Signore delle Tenebre che è un cattivo da operetta e dove i buoni sono ancora più belli (perchè i buoni sono sempre belli, ovvio) quando sono sporchi di liquami vari e trucidano altri esseri viventi?

    Dalle mie parti si dice: “Se non hai nulla di intelligente da dire, è meglio se taci”.

  74. 404 Rotolina

    Quando vado a vedere le interviste segnalate, prima del filamto parte una pubblicità sui fermenti lattici, per regolarizzare l’intestino…
    Ci sarà un significato nascosto? :P

  75. 403 Spike

    Una segnalazione veloce dell’intervista della strazzulla a repubblica.it in cui parla del nuovo romanzo ma anche delle critiche che le sono arrivate riguardo al suo primo romanzo. L’intervista è divisa in due parti:

    un libro tormentato

    le critiche, pervenute

  76. 402 Diego

    @Fracis: guarda, hai tutto il diritto ad avere la tua opinione, io però mi sto rompendo di sentir strillare “Ma se il libro ti faceva così schifo, chi te l’ha fatto fare di leggerlo?” e poi (a volte addirittura dalle stesse persone sigh): “Se non l’hai neanche letto come fai a commentarlo?”. Sorvolando poi sul fatto che tu tacci il recensore di invidia e malafede pur affermando in primis di non aver ancora letto il libro in questione… sinceramente l’atteggiamento prevenuto mi pare il tuo, ma sarà…

  77. 401 Cat

    @Fracis: Guarda che qui credo siano pochi ad avercela con l’autrice. La gente in questo blog se la prende perché l’Einaudi ha pubblicato un libro scritto male, e sicuramente poteva scegliere meglio. Ah, e non tutti qui sono scrittori, tesoro mio. Perché uno per fare una critica deve per forza essere avvelenato dall’invidia?

    Fermo restando che sono d’accordo che prendersela con l’autrice per aver colto l’opportunità è assurdo, e che fare recensioni preventive sul suo romanzo, partendo dalla quarta di copertina, infantile. Non mi riferisco a questo blog.

  78. 400 DelemnO

    Ma LOL, se non sono critiche costruttive quelle di Gamberetta non saprei quali. E comunque il fatto che le opere migliori nel campo del fantastico siano inglesi o americane è un fatto innegabile, e non credo che dipenda dall’immensa pubblicità perchè non mi pare di vedere cartelloni su cartelloni che pubblicizzino Westerfeld, o Di Filippo, o Mieville. Vice versa, la pubblicità influenza tantissimo erp quanto riguarda gli autori nostrani. Qui nessuno dice che la Strazzu non doveva pubblicare perchè si chiama Chiara e non Luisa o che so io, in teoria siamo tutti uguali di fronte all’editor. Ma se un libro non è originale, e contiene strafalcioni che ne minano la credibilità, non vedo perchè non dirlo.

  79. 399 Fracis

    Eh eh. L’invidia è una brutta bestia. Il libro ancora non l’ho letto ma credo lo leggerò presto.

    Che sia bello o brutto mi vien da ridere a leggere i commenti acidi e anche tutto quello che ha scritto l’autore di questo articolo.

    Non parlo del merito o demerito dell’opera. Ma del fatto che se anche il libro fosse bruttissimo come mai siete così inaspriti? Vi hanno obbligato a leggerlo con la forza? Sotto tortura? L’autrice vi ha ucciso la nonna? Lo avete scritto voi, ma ve lo ha rubato e ci ha guadagnato lei?

    Poi ognuno scrive ciò che vuole. Io tutto questo astio lo trovo ridicolo. E soprattutto trovo ridicolo inneggiare agli anglosassoni e intanto dire che questo libro ha successo solo perchè è stato pubblicizzato tanto. Ma secondo voi, se quello che va bene in America o Inghilterra arriva sempre da noi, ma non succede mai il contrario è perchè loro sono grandi artisti e gli altri no?
    NO! Loro arrivano da noi perchè la loro cultura è quella che si è imposta a livello mondiale… e se non è pubblicità questa.

    In ogni caso io mi sento di stare dalla parte dell’autrice… Ha scritto un libro, lo ha mandato ad una casa editrice e questa glielo ha pubblicato. Cosa faccia incazzare tanto non lo capisco. Quando vengono pubblicati libri come scusa ma ti chiamo amore (e anche questi per quanto non li ami hanno tutto il diritto di essere pubblicati), non vedo perchè il libro di questa ragazza non possa essere pubblicato.
    Scelte di einaudi che giustamente una volta che investe su un’opera la pubblicizza e mi sembrerebbe ridicolo il contrario. Siete così incazzati perchè avete dovuto pagare voi le spese?

    Per il resto auguro a tutti che vi pubblichino il vostro romanzo così forse smetterete di essere così acidi. Sarebbe bello leggere critiche costruttive ogni tanto.

  80. 398 Momoshade

    @ThN1saHead: Mi insierisco nella discussione dopo aver letto i precedenti commenti e aver notato una cosa un po’ fastidiosa. Voglio chiederti: perché hai ignorato la domanda di Gamberetta? Io ho letto il libro e non ho trovato UNO e dico UN ESTRATTO che, “estrapolato” dal contesto, avesse un significato differente da quello che chi recensiva ha lasciato intendere. Indicamene tu uno, se lo trovi. Fra l’altro mi sento di aggiungere che sarà pure questione di gusti, ma non si possono negare errori terribili in questo testo, che lo minano alla radice. Non ce l’ho affatto con la Strazzulla, e penso che abbia fatto bene a cogliere l’occasione di pubblicare. Ce l’ho con chi le ha editato il romanzo. In più è proprio vero che, al di là del plagio, se non si scrive una storia coerente (fantasy o romanzo di formazione che sia) è inutile, superfluo e stucchevole inserire citazioni di altri autori, di qualsiasi livello essi siano e per qualsiasi ragione lo si faccia. Perché anziché perdere tempo a cercare di rendere omaggio a Tolkien o Baudelaire (che di gloria ne hanno anche troppa) la Strazzulla non ha cercato di migliorare la propria opera, creando un testo che portasse “gloria” a lei?

  81. 397 asterrrix

    Riguardo citazioni ecc: Tarantino è famoso per quello.

  82. 396 Tapiroulant

    1. Ti stai sbagliando: io non ho mai detto che la Strazzulla plagiasse. Non avrebbe senso. Io ho detto che citare o evocare Autori del passato non costituisce il minimo merito (come tu asserisci nella tua difesa del romanzo), e che anzi spesso – e sottolineo spesso: non è una regola assiomatica – denota immaturità nell’autore. Quindi la mia argomentazione resta corretta.
    2 & 3. tapiroulant@hotmail.com. Quando vuoi.

    E chiedo venia per aver detto che l’amorosa visione appartiene alla prosa (il che comunque non cambia di una virgola il succo del mio discorso, che ancora rimane corretto).

  83. 395 ThN1saHead

    il tipo di prosa di Boccaccio è una prosa in cui la presenza del Narratore, le sue osservazioni e i suoi giudizi sono importanti.

    In ogni caso l’”amorosa visione” non è in prosa.

  84. 394 ThN1saHead

    si tratta comunque di un gesto fine a sé stesso dell’autore,

    1. Finalmente ci siamo capiti! Allora lasciamo che la Strazzulla citi chi vuole senza continuare a gridare al plagio. Semplice, no?

    2. OT
    3. Decisamente OT

    Ne parliamo via mail?

  85. 393 Phlebas

    cito quell’imbecille di Callimaco (considerato uno dei must della letteratura greca antica; ma a mio avviso, un imbecille).

    aveva proprio ragione montale, su callimaco: ventinque lettori ogni secolo, ma che lettori!

  86. 392 Tapiroulant

    Ti rispondo per punti:
    1. Io non ho mai ‘casualmente’ dimenticato la seconda opzione. Ho continuato ad associarla alla terza come sintomo di ‘citazione inutile’. Che la Strazzulla citi Tolkien per dire “Guardate! Ho letto Tolkien!” (terza ipotesi) o per dire “Sappiate che stimo Tolkien!” (seconda ipotesi), non fa nessuna differenza: si tratta comunque di un gesto fine a sé stesso dell’autore, che non aggiunge meriti al romanzo.
    2. Riguardo a Boccaccio, due cose. a. Boccaccio non è ricordato perché cita Dante. Non è ritenuto un merito il fatto in sé che abbia citato Dante. Che lo citi o meno di per sé non fa differenza: altri sono i suoi meriti, altrove sta il ‘bello’ che ha fatto sì che Boccaccio fosse ricordato. Quindi: la citazione a scopo di omaggio non innalza la qualità del romanzo. b. Si tratta inoltre di un contesto differente. Boccaccio non sta scrivendo un romanzo, men che meno un romanzo di tipo immedesimativo: il tipo di prosa di Boccaccio è una prosa in cui la presenza del Narratore, le sue osservazioni e i suoi giudizi sono importanti. Dunque la presenza di quell’elemento è più in tema e più giustificabile.
    3. Per quanto riguarda gli altri autori, citami i passi che tu ritieni ratifichino la tua tesi e io li considererò. O mi stai dicendo di spiegare perché trovo che Foscolo e Pascoli siano pessimi?

  87. 391 ThN1saHead

    In realtà tu citi tre diversi motivi per inserire delle citazioni (sebbene poi casualmente te ne dimentichi una immediatamente sotto raggruppando insieme a tuo piacimento le ultime due).

    Si può citare un autore nell’intenzione di riprendere (e sviluppare) alcune loro tematiche e riflessioni

    si può citare un autore per il gusto di citarlo, o di rendergli omaggio,

    o per far sapere a tutti che si è letti quell’autore

    E io sostengo che le citazioni compiute nel libro rientrino nella seconda delle tre categorie. Aggiungiamo che Boccaccio nell’ “amorosa visione” cita Dante in più luoghi con riprese testuali al solo (e dichiarato) scopo di rendergli omaggio. Passino pure Shakespeare e Ariosto (anche se almeno su Shakespeare ci sarebbe molto da dire, ma non andiamo OT) ma che mi dici di tutti gli altri autori che ti ho citato?

  88. 390 Tapiroulant

    Non si spiega, in quest’ottica, perché quasi tutti i grandi della letteratura si citassero a vicenda: Boccaccio cita Dante, Pietro Bembo cita Petrarca, Ugo Foscolo cita Goethe e Catullo, Thomas Mann cita Marlowe, Shakespeare cita Plutarco e Seneca, Ariosto cita Boiardo, Pascoli cita Leopardi, Rimbaud cita Baudelaire e l’elenco potrebbe continuare ad aeternum.

    Con ciò non volendo paragonare la Strazzulla ai grandi dell’antichità, solo smentire il fatto che citare e tributare altri autori è cosa comune anche fra i grandi.

    Sì, hai ragione; ma con una differenza. Si può citare un autore nell’intenzione di riprendere (e sviluppare) alcune loro tematiche e riflessioni (è il caso di Shakespeare, di Boccaccio, di Ariosto…): e questo è un agganciarsi agli Autori finalizzato ad uno scopo. Oppure si può citare un autore per il gusto di citarlo, o di rendergli omaggio, o per far sapere a tutti che si è letti quell’autore (sfoggio di cultura): un agganciarsi agli Autori fine a sé stesso, o al limite all’autoesaltazione di sé. Ora, da come hai parlato sembra che il caso della Strazzulla sia il secondo: parli di ‘tributo a Tolkien’ inserendo le Entesse, o di ’sottili riferimenti’ eruditi a Baudelaire. Di qui la mia risposta. Se invece non è il secondo ma il primo caso, ti prego di dimostrarmelo. Una precisazione: il fatto che un Grande Autore del Passato si comporti in un certo modo non rende di fatto quel certo comportamento una cosa encomiabile. Personalmente penso che Foscolo e Pascoli, per quanto studiatissimi, siano due esempi di pessima letteratura, e dei personaggi francamente dimenticabili. Per quanto riguarda precedenti illustri che si divertivano col gioco deteriore della citazione arguta e dell’erudizione fine a sé stessa, cito quell’imbecille di Callimaco (considerato uno dei must della letteratura greca antica; ma a mio avviso, un imbecille).

  89. 389 ThN1saHead

    @gugand

    Non e’ che da un libro fantasy uno si aspetti di leggere fantasy?

    Sostituisci il primo “fantasy” con “storia ad ambientazione fantastica” ed il secondo con “romanzo fantasy moderno” e ti sarà chiaro l’equivoco.

    @Tapiroulant

    Non ci vuole niente a fare delle operazioni del genere; tanto più che spesso sono lette come il marchio del dilettante piuttosto che dello scrittore navigato (che non sente il bisogno di rimarcare la sua cultura inserendo citazioni e omaggi agli Autori).

    Non si spiega, in quest’ottica, perché quasi tutti i grandi della letteratura si citassero a vicenda: Boccaccio cita Dante, Pietro Bembo cita Petrarca, Ugo Foscolo cita Goethe e Catullo, Thomas Mann cita Marlowe, Shakespeare cita Plutarco e Seneca, Ariosto cita Boiardo, Pascoli cita Leopardi, Rimbaud cita Baudelaire e l’elenco potrebbe continuare ad aeternum.

    Con ciò non volendo paragonare la Strazzulla ai grandi dell’antichità, solo smentire il fatto che citare e tributare altri autori è cosa comune anche fra i grandi.

  90. 388 DelemnO

    Temo però che vista la prestigiosa pubblicazione si abbandoni all’idea che per scrivere fantasy basta la fantasia ed aver letto Tolkien

    Ma magari, qui di fantasia non se ne vede nemmeno un po’, è quello il problema.

  91. 387 Gamberetta

    @ThN1saHead. Sulle citazioni sto sempre molto attenta. Ma può essere pure mi sia sbagliata: quale delle citazioni che ho riportato hanno un significato diverso nel libro? Se ci sono citazioni che cambiano significato dovessi aggiungere frasi precedenti o seguenti, dimmele, ché le correggo.

  92. 386 kanako91

    Temo però che vista la prestigiosa pubblicazione si abbandoni all’idea che per scrivere fantasy basta la fantasia ed aver letto Tolkien.

    Non dimentichiamo la necessità di starnuti e risate <3

  93. 385 Clio

    A ThN1saHead
    Personalmente ritengo Tolkien uno degli scrittori più eccezionali della Letteratura, ma se la Strazzulla ci teneva a citarlo, perché invece che limitarsi alle cose che hai evidenziato non ha ripreso la sua comptenza tecnica ed il realismo in ambito bellico?
    Il problema non sono solo le descrizioni (noiose o meno dipnde dai gusti), quanto paradossi come fanciulle arciere che dal nulla inchiodano nemici a cento metri o elfi che dopo decine di migliaia di anni non hanno nemmeno finito di esplorare un territorio grande come la Sicilia!
    Francamente non nutro per la Strazzulla il sincero disprezzo che ho per autrici come Meyer o Troisi: La Strazzulla era molto giovane, forse se avesse avuto più tempo e dei collaboratori decenti (non dei briganti) forse avrebbe ammassato abbastanza conoscienza tecnica da rendere decente una storia scontata. Temo però che vista la prestigiosa pubblicazione si abbandoni all’idea che per scrivere fantasy basta la fantasia ed aver letto Tolkien.

  94. 384 maudh

    Io amo le citazioni a Tolkien e Baudelaire, specie in acccoppiata a meravigliose descrizioni mai scontate, un uso oculato del deus ex machina, una grande sapienza in ambito militare e ai dialoghi stupendi e appassionanti.

  95. 383 Tapiroulant

    Dubito che inserire sottili citazioni, riferimenti, omaggi o reinterpretazioni delle opere di Baudelaire o Tolkien abbia il benché minimo merito letterario. Non ci vuole niente a fare delle operazioni del genere; tanto più che spesso sono lette come il marchio del dilettante piuttosto che dello scrittore navigato (che non sente il bisogno di rimarcare la sua cultura inserendo citazioni e omaggi agli Autori).

  96. 382 gugand

    @ThN1saHead
    Non e’ che da un libro fantasy uno si aspetti di leggere fantasy?

  97. 381 Angra

    @ThN1saHead: ma secondo te uno non distingue un bel romanzo da una porcheria solo perché ha sbagliato il genere in cui inquadrarlo?

  98. 380 ThN1saHead

    Carissima Gamberetta,

    Hai mai ventilato l’ipotesi che la Strazzulla non scriva romanzi per teenager e che produrre una trama mozzafiato e originale non sia il suo obbiettivo primario? Le descrizioni che tu esecri come “di una noia mortale” sono in realtà l’elemento più bello del romanzo, un elemento che, tuttavia non è facile apprezzare in gioventù.

    Ti ricordo, inoltre, che Einaudi non pubblica fantasy, questo dovrebbe essere indicativo di come il libro non nasca con l’intento di essere un fantasy, bensì un romanzo di formazione.

    Aggiungiamo il fatto che qualunque persona di buon senso, nel momento in cui decide di plagiare un’opera letteraria cerca di dissimulare più che può il misfatto; questo romanzo, invece, ci mostra citazioni palesi di Tolkien (in realtà al lettore più attento non sfuggono più sottili riferimenti a Baudelaire). Caso esemplare quello delle Entesse: in Tolkien gli Ent non sanno dove si trovino le loro compagne, l’autrice, decide che le loro compagne (per circostanze a noi non note) si trovino nella terra dove si svolge la vicenda (fatto perfettamente plausibile con la narrazione Tolkeniana), circostanza che le permette di dedicare un tributo (esplicitissimo) a Tolkien.

    Per concludere, carissima, ti faccio notare che pubblicare frammenti decontastualizzati è un ottima tecnica per gettare acqua al proprio mulino, ma non è molto corretta nei confronti dell’opera. Ti faccio un esempio: mettiamo che in un blog a caso, in cui non è chiaro che recensione tu stia compiendo, io pubblichi il seguente frammento

    non credo sia giusto che siano dati antibiotici e altri medicinali ai malati: perché altrimenti quelli si abituano, e poi quando ne sono privi non sanno più come tirare avanti

    e ne concluda subito sotto che sei una pazza omicida che se potesse farebbe abolire tutti i medicinali del mondo per far morire la gente di diabete.

    Ti sembrerebbe corretto?

  99. 379 Mattia

    L’ho comprato.Ho provato a leggerlo.Dico sul serio.Ho veramente provato.Non ci sono riuscito.Non ce l’ho fatta a finirlo.Sono arrivato a pagina cento.Poi ho cominciato ad imprecare.Contro l’autrice,contro il libraio che me l’aveva venduto e contro l’imbecille,io,che l’aveva comprato.Il romanzo ricalca gli stereotipi che ogni ragazzina cretina,o donna con il cervello di una ragazzina cretina,può avere sul fantasy.Devo ammettere che nell’accezione ragazzina cretina non faccio necessariamente rientrare le ragazze stupide 0ma quelle che oltre ad essere stupide ritengono che “tutti i gusti sono gusti”.Non è vero.Ci sono cose belle e cose brutte in senso assoluto.Anche se difficilmente chiunque sa riconoscerle in quanto la visioone individuale e per definizione soggettiva.Dove volevo arrivare?Qui: “Gli eroi del crepuscolo”rientra nella seconda categoria.Quella delle cose brutte.In senso assoluto.Senza dubbio alcuno.
    Saluti.

  100. 378 Tapiroulant

    Beh dai, un romanzo dove ci sono Terra Gnoma e Terra Folletta dev’essere per forza belliximo!!!!!

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