Assault Fairies

Il Duca è un grande appassionato di fatine, e mi ha sempre invitata a scrivere narrativa a proposito. Per molto tempo non gli ho dato retta – se vuoi le fatine, scrivitele tu![1] – ma l’anno scorso, durante i mesi di chiusura del blog, in un periodo di malinconia, mi è venuta voglia di scrivere un racconto con le fatine, in ricordo di momenti più felici.
Buttate giù poche pagine ci ho preso gusto. Ho scartato il progetto iniziale e mi sono messa d’impegno: ho creato un’ambientazione adatta (tra l’altro “rubando” pezzi di scenografia dal romanzo di guerra che porto avanti già da tempo), ho ideato una trama degna, ho inserito gli spunti che il Duca mi aveva suggerito in ambito fatine durante gli anni.

E così è nato il primo volume di Assault Fairies!

Assault Fairies

Siamo all’alba del ventesimo secolo, in un mondo che ricorda il nostro. Però è un mondo nel quale il Piccolo Popolo ha fondato una civiltà tecnologica e non ha alcun bisogno di nascondersi agli occhi degli umani.
La fatina Astride abita in un modesto appartamento a Londra, in volontario esilio dal Reame delle Fatine. Trascorre un’esistenza miserevole, costretta a lavorare come hostess in un locale notturno per pagare l’affitto. Finché una sera riceve una proposta che potrebbe cambiarle la vita. È l’occasione per riscattare il proprio onore di fatina e per salvare la città. Forse.

Postazione di artiglieria delle fatine
Postazione di artiglieria delle fatine

Assault Fairies potrebbe rientrare nel sottogenere dello steampunk del vaporteppa, e non mi offenderò se qualcuno lo catalogherà così, tuttavia penso che sia limitativo. Assault Fairies è abbastanza originale da meritarsi il proprio sottogenere. Assault Fairies è il primo (e che io sappia l’unico) romanzo esponente del military aetheric fairypunk!
Sì, ho appena fondato un nuovo sottogenere della narrativa fantastica, bando alla modestia!

Military Aetheric Fairypunk

Le caratteristiche del military aetheric fairypunk (MAFp), partendo dell’elemento cruciale:

Icona di un gamberetto Fairy. La presenza di fatine è fondamentale. Non può esistere MAFp senza fatine! Inoltre le fatine devono essere protagoniste o comunque devono essere elemento centrale della narrazione. Infine devono essere vere fatine, non le versioni edulcorate della Disney o dei libri per bambini.

Icona di un gamberetto Military. Combattimenti ed eventi bellici devono essere presenti e ed essere significativi per la trama. In rispetto dell’intima natura delle fatine, che le spinge alla carriera militare.
Come scrive Robert A. Heinlein nel suo celebre romanzo Starship Fairies[2]:

bandiera EN The most noble fate a fairy can endure is to place her own mortal body between her loved home and the war’s desolation.

bandiera IT Il destino più nobile per una fatina è porre il proprio corpicino mortale tra l’amata tana e la desolazione della guerra.

Icona di un gamberetto Aetheric. Il riferimento all’etere è simbolico: indica la necessità per chi vuole scrivere MAFp di inserire elementi scientifici/tecnologici. Il MAFp non è puro fantasy, è science-fantasy.

Icona di un gamberetto -punk. L’ho messo solo perché se no il nome suonava male! L’elemento “punk” può esserci come può non esserci, non è importante.

Invece è importante sottolineare che il MAFp non è legato a nessuna particolare ambientazione: può essere ambientato nell’epoca Vittoriana come durante la Seconda Guerra Mondiale, nell’antica Roma o cento anni nel futuro. Sulla Terra o altrove. Basta che si inseriscano gli elementi elencati.

military aetheric fairypunk
Il mio appunto originale nel quale colloco il military aetheric fairypunk alla confluenza tra romanzi di guerra, fantascienza tecnologica e fantasy fiabesco

Mi sono molto divertita a scrivere Assault Fairies. Mi sono divertita a ideare la personalità delle fatine e a costruire il loro Reame. Mi sono divertita a mescolare veri riferimenti storici (spesso poco conosciuti) con il fantastico. Mi sono divertita a vedere il mondo attraverso gli occhi di un esserino alto poco più di un palmo.
Spero che vi divertirete a leggere. Come sempre ogni commento sarà il benvenuto, e ricordatevi di votare nel sondaggio per la vostra fatina preferita!

Progetti futuri

Adesso posso tornare a S.M.Q. Ho provato a scriverlo contemporaneamente ad Assault Fairies, ma la mancanza di tempo e la troppa distanza tra le due storie hanno reso l’impresa impossibile.
Finito S.M.Q. riprenderò il romanzo di guerra e scriverò il secondo volume di Assault Fairies. Forse uno dei due lo metterò a puntate stile S.M.Q., devo ancora decidere.
Infine farò la revisione 2.0 di Laura, magari aggiungendo nuove avventure.

* * *

Assault Fairies
~Volume I~

Tabella riassuntiva delle caratteristiche del prodotto

Fatine hostess in locali notturni Icona per sì
Coniglietti fumatori Icona per sì
Uomini-elefante Icona per sì
Draghi galvanici Icona per sì
Giro-incrociatori elettrici Icona per sì
Fucili ipersonici Icona per sì
Operazioni a cervello aperto Icona per sì
Elfi Icona per no
Vampiri Icona per no
Licantropi Icona per no
Angeli Icona per no
Gnokki assortiti Icona per no
Ragazze con occhi di colori diversi Icona per no
Spade magiche Icona per no

Download

 Assault Fairies ~Volume I~ in formato PDF A4. Leggibile a video e ideale per la stampa (~806KB).

 Assault Fairies ~Volume I~ in formato ePub. Per i lettori di ebook (~183KB).

 Assault Fairies ~Volume I~ in formato Mobipocket. Per il Kindle e altri dispositivi portatili supportati (~287KB).

 Assault Fairies ~Volume I~ in formato RTF. Formato leggibile da Microsoft Word e da praticamente tutti i programmi di elaborazione testi (~2.432KB).

 Un archivio .ZIP contenente tutti i file di cui sopra (~1.444KB).

Il romanzo è distribuito con licenza Creative Commons 2.5 Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo. Per sapere in dettaglio quello che ci potete fare, consultate questa pagina. Inoltre date un’occhiata alle FAQ.

EDIT del 18 agosto 2011: Se volete aggiungere il romanzo alla vostra biblioteca di aNobii lo trovate qui. Se lo volete aggiungere alla biblioteca di goodreads è qui.
Ringrazio Kimberly Anne, Il Duca e ATNO per aver inserito le schede relative nei due siti.

Uno dei primi modelli di Giro-incrociatore elettrico
Uno dei primi modelli di Giro-incrociatore elettrico

* * *

note:
 [1] ^ Magari lo ha fatto. Dovete sapere che il Duca è bravo a scrivere, però è troppo timido per far leggere ad altri le sue opere.

 [2] ^ Lo so che nelle librerie è apparso con il titolo Starship Troopers e invece di fatine vi si trovavano esseri umani: Heinlein è stato costretto a modificare il romanzo per pubblicare. Questo a causa del complotto. Per maggiori informazioni, si veda l’articolo dedicato all’inaugurazione dell’Osservatorio Fatine.


Approfondimenti:

bandiera IT Osservatorio Fatine
bandiera EN Terrificanti macchine belliche retrofuturistiche
bandiera EN Starship Troopers Fairies su library.nu
bandiera EN calibre: un software per convertire gli ebook da un formato all’altro

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337 Commenti a “Assault Fairies”

Pagine: [4] 3 2 1 » Mostra tutto

  1. 337 Le fatine di Luca Tarenzi | Tapirullanza

    […] le altre cose me ne ero sempre sbattuto delle fatine. Finché nell’estate 2011 non è uscito Assault Fairies, il romanzo steam-fantasy di Gamberetta che immaginava un’Inghilterra vittoriana alternativa […]

  2. 336 Do you remember “i 10 migliori autori italiani autopubblicati”? | Penne Matte

    […] Gamberetta – “Assault Fairies“ Ultimamente il suo sito, Gamberi Fantasy, si aggiorna di rado, ma la Gamberetta rimane una […]

  3. 335 I 10 migliori autori italiani autopubblicati secondo WIRED | Io Editore

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  4. 334 Le storie sui sogni, Inception VS Paprika | Un fiume da un panno strizzato

    […] apprezzato che, vorrei azzardare abbia pure ispirato Gamberetta nel concetto della noosfera in Assault Fairies Vol I. Non so se ci sia stata ispirazione o due idee sviluppatesi indipendentemente, ma le analogie sono […]

  5. 333 La classifica dei 10 migliori autori self di Wired.it è ancora valida? | Penne Matte

    […] Gamberetta – “Assault Fairies“ Ultimamente il suo sito, Gamberi Fantasy, si aggiorna di rado, ma la Gamberetta rimane una […]

  6. 332 Saga89

    oggi a Mistero parlavano di orbs e fatine XD

  7. 331 Ste

    Alcuni commenti (nell’articolo di cui sotto vi è il link) alquanto disuctibili… comunque

    http://www.wired.it/play/libri/2014/02/28/10-migliori-autori-italiani-autopubblicati/

  8. 330 Introduzione allo Steampunk, prima parte | Vaporteppa

    […] fantasy. Per esempio nell’opera autopubblicata (e incompleta, c’è solo la prima metà) Assault Fairies di Chiara […]

  9. 329 reno

    tra l’altro “rubando” pezzi di scenografia dal romanzo di guerra che porto avanti già da tempo

    Gamberetta sul romanzo di guerra ci sono novità?

  10. 328 Chi sarà il migliore scrittore italiano edito in self-publishing? - Scrivo.me

    […] Chiara Gamberetta, autrice di un sottogenere fantastico da lei inventato, il “military aetheric fairypunk”, fra steampunk e fairy tale (insomma le fatine – ma fatine serie, mica quelle disneyane). I romanzi di Chiara possono essere scaricati dal suo blog. […]

  11. 327 Saga89

    notizie sul seguito?

  12. 326 Darlene Alibigie

    Ti segnalo che Assault Fairies è stato citato come esempio positivo in un articolo dedicato al self publishing sulla rivista online Le Nius:

    http://www.lenius.it/tre-romanzi-autopubblicati-che-valgono-la-pena/

  13. 325 Mao

    Fantastica notizia!
    Io tifavo Anemone l’adorabile saputella, mi ricorda molto una mia amica. Il mio voto è stato speso bene! Evviva! ^_____^

  14. 324 Gamberetta

    Ho tolto evidenti voti doppi e chiuso il sondaggio per la fatina preferita. Ha vinto la fatina Anemone con 128 voti! Grazie a tutti quelli che hanno partecipato.

  15. 323 Alexander91

    Gamberetta, un appuntino ino ino…

    Perché, sebbene il POV sia quello di una fatina, per giunta in prima persona (scelta che già di per sé non mi entusiasma, ma vabbè, son dettagli), si parla di “cuoricini”, “manine”, “piedini”?
    Cioè, una fatina avrà cuori, mani e piedi piccoli per noi umani, ma se il POV è quello di una fatina, perché dovrebbe parlare delle proprie parti anatomiche al diminutivo?
    Per me ‘sta cosa non ha molto senso, e nella lettura mi ha straniato un pochino… E’ una scelta voluta? Se sì, perché?

    Ah, poi, Astride è un personaggio molto ben fatto etc etc, quindi non gli si può dire nulla… Però io personalmente non sono riuscito ad immedesimarmici molto… Non l’avrai fatta un po’ troppo… “acidella”?

    Per il resto, questo primo volume mi è piaciuto abbastanza, e mi piacerebbe molto leggere il seguito quando uscirà…

  16. 322 lolloby

    Tentare di scrivere poesie o romanzi fantasy è un passatempo molto diffuso con esiti generalmente pessimi, purtroppo anche questo racconto è molto amatoriale, lo stile è goffo e i personaggi stereotipati. Con molto esercizio e umiltà potrai sicuramente migliorare.

  17. 321 spiritocritico

    Ovvio che Eoin Colfer non ha scritto di fatine, ma ha comunque creato un sottogenere in cui molti protagonisti erano creature delle fiabe tradizionali, come gnomi o elfi, che possono rientrare benissimo nel “fayrytale fantasy”

  18. 320 Lyu

    @spiritocritico: piccolo appunto, giusto per cercare il pelo nell’uovo: Poul Anderson non lo conosco, ma Eoin Colfer non ha scritto di fatine vere e proprie, anche se il suo (bel) mondo è militareggiante (quasi) quanto quello di Gamberetta. No, giusto per dire…
    Ovviamente se consideri il “fairy” del “fairypunk eccetera” come fatato in senso generale hai pienamente ragione!

  19. 319 spiritocritico

    Il racconto sembra decente, ma non eccezionale: supera molti “grandi nomi” del genere quanto a coerenza della trama, ma non certo per la chiarezza della stessa. anche lo stile è leggibile, ma niente di più. in ogni caso , è evidente che il “military aetheric fairypunk” è già stato fondato da Eoin Colfer con Artemis Fowl,se non da Poul Anderson con “Regina dell’aria e della notte”

  20. 318 LilFred

    http://farm4.static.flickr.com/3038/2864639535_945922e486.jpg <3

    Esco dal mio comodo lurkare giusto per i dolcetti, già che ci sono ti butto lì anche le mie impressioni di lettrice media 'niurante ^^

    L'ho letto tutto in due orette scarse, è filato via che è un piacere. Però c'è un pezzo che mi ha spiazzato un attimo, quando Astride pensa alla sua infanzia:

    La sera prima avevo giocato a scacchi con le mie amiche fino al tramonto.
    Stanchissima, avevo lasciato che la mamma mi prendesse in braccio e mi
    portasse alla tana. Mi ero acciambellata nell’alcova di piume. Subito il sonno
    mi aveva rapita.
    Il prurito alla schiena mi sveglia. Ho l’impressione che rivoli caldi mi
    scorrano sulla pelle.

    Ma.. Ma come? Mi passi dall’ imperfetto al presente così all’ improvviso, per continuare a parlarmi di un avvenimento che si è svolto al passato?
    Si intuisce che sia una scelta e non una svista… Però, messo in quel modo, mi è sembrato bruttino. Mi piacerebbe sapere cosa ti ha portato a questa scelta.

    Grazie per questo bel “film d’azione” e per il bel blog, spero che tornerai a scrivere presto! :3

  21. 317 Assault Fairies « taccuinodaaltrimondi

    [...] consigliabile, l’ebook è scaricabile gratuitamente a questo indirizzo:http://fantasy.gamberi.org/2011/06/28/assault-fairies/ Share this:TwitterFacebookLike this:Mi piaceBe the first to like this. Etichette: ebook, [...]

  22. 316 Greatad

    @Coniglio Volante Grazie mille! E bella intervista ^^

  23. 315 Coniglio Volante

    @Greatad:
    Mi prendo il permesso di rispondere perché gliel’ho chiesto qualche giorno fa nell’intervista che le ho fatto ^_^

    Assault Fairies, a parte qualche voce fuori dal coro, è stato generalmente accolto bene sul web. Sei ancora soddisfatta di AF o lo rifaresti in modo diverso? C’è qualche scena che cambieresti?

    Sì, sono soddisfatta. Rileggendo trovi sempre da cambiare – togli questo particolare, metti quest’altro, modifica quest’altro ancora – ma in generale è venuto come mi aspettavo. L’unico dubbio riguarda l’incipit: fino all’ultimo sono rimasta incerta se inserire o no un prologo con Astride nel Reame e il suo processo davanti alla corte marziale, ma in ogni caso queste scene le inserirò nel volume 2.

    Hai qualcosa in lavorazione? Il seguito di Assault Fairies, magari, o qualcosa di differente?

    Ho diversi progetti, ma anche una vita abbastanza incasinata al momento, perciò non dico niente, non voglio fare annunci a vuoto.

  24. 314 Greatad

    Davvero bello! In attesa dell’atteso seguito. Attenderò attentamente! Prenditi pure tutto il tempo che vuoi, basta che l’attesa non si faccia troppo pesante!
    P.S. : so che ti darà fastidio sentirtelo chiedere, ma come sei presa con la stesura del seguito? E a parer mio sarebbe interessante che scrivessi un “making of” del libro… Giusto per dare qualche dritta, come sempre, a noi utenti e aspiranti scrittori!

  25. 313 Coniglio Volante

    Più che altro la questione diventa (vagamente) rilevante nel momento in cui, anziché pensare a quello che succede (e ne succedono di cose), ci si accende una lucina che ci avverte “oh, stai leggendo un libro, occhio”. A me questo con AF non è capitato – ma conto di rileggerlo presto per analizzarlo meglio.
    Se si è “presi” dall’ambientazione, dai personaggi, da tutte le piccole cose in cui ci si imbatte, non ci si pone il problema dello sdoppiamento del punto di vista e lo si accetta per quello che è: una convenzione letteraria piuttosto utile. “Utile”, e faccio un esempio che mi sta particolarmente a cuore. Rorschach in Watchmen sarebbe altrettanto vivido come personaggio se parlasse al passato? Assolutamente no.

  26. 312 Hendioke

    Diciamo che, al di là delle questioni logico-filosofiche, è una scelta stilistica che premia la chiarezza a dispetto della verosimiglianza. Se Astride non raccontasse a noi lettori quello che fa, vede, sente e pensa ma noi lettori fossimo nella mente inconsapevole della nostra presenza di Astride a “leggere” i suoi pensieri in presa diretta il risultato finale avrebbe ricordato più “La signorina Else” che “Hunger Games”. Sarebbe stato più autentico ma molto meno chiaro e, soprattutto, sarebbe stato molto più difficile scrivere una storia di azione e investigazione come, a conti fatti, è Assault Fairies.
    Dopo di che stante che abbiamo di fronte due stili diversi credo che, a livello tecnico non logico ne filosofico, abbiamo sia in un caso che nell’altro un unico POV. Il fatto che in Assault Fairies Astride è sia personaggio che l’ideale autrice non toglie il fatto che il suo punto di vista è l’unico che abbiamo ed è uno solo. L’unica questione che resta in piedi è se si tratta del POV del personaggio o del narratore ma direi che, se proprio vogliamo andare a sottilizzare, la differenza con lo stile in soggettiva de “La signorina Else” ci aiuta a rispondere: è il POV del narratore.

    Questioni di lana caprina FTW XD

  27. 311 Capitan Razzo

    C’è una contraddizione logica nell’uso del tempo presente quando si scrive un romanzo in prima persona.
    Quando uno scrittore usa il tempo presente e nello stesso tempo propone una voce narrante degli avvenimenti (lui stesso o un personaggio protagonista), il fascino di questa tecnica sta nel fatto che il protagonista descrive gli eventi con la presa emozionale dell’attualità (“tutto sta succedendo ora davanti ai miei occhi”) e senza che lui sappia cosa succederà dopo ogni scena: potrà succedergli tutto, oppure niente. Tuttavia in questo c’è un errore di logica, un errore generato dal problema della contemporaneità soggettiva.

    “Assault Fairies” è un resoconto tecnicamente analogo a quelli che capita a tutti noi di fare a voce usando il tempo presente (per esempio, quando raccontiamo a qualcuno: “Allora io vado là… e così io gli dico questo e quest’altro…”). Tuttavia va sottolineata una differenza: mentre noi raccontiamo a voce al nostro ascoltatore con l’uso del tempo presente, noi sappiamo già tutto quello che ci è successo durante la vicenda, compresa la sua conclusione.
    In “Assault Fairies”, la narratrice Astride descrive per iscritto al lettore usando anch’essa il tempo presente, ma con una singolare differenza: lei vede cosa le succede durante ogni episodio, ma non sa affatto quale sarà la conclusione di quell’episodio.
    Oppure lo sa?
    Ora seguitemi: la scrittrice che ha scritto il romanzo è (idealmente) la fatina Astride, poiché Chiara stessa elegge Astride al ruolo di voce narrante in prima persona. E si deve parlare di una tecnica molto precisa, quando Chiara finge che la vera autrice del romanzo sia Astride.
    Tuttavia, questo ci costringe a dire che – avendo scritto lei il romanzo – Astride fosse fin dall’inizio al corrente della trama e ne conoscesse già svolgimento e fine. Infatti, se Astride non conoscesse già l’intera vicenda con tutti gli elementi che ne fanno un possibile romanzo, non si sarebbe mai messa lì a scrivere un romanzo.
    Di conseguenza, mentre scrive questo romanzo, Astride sta facendo due cose che sono l’una esattamente il contrario dell’altra. La prima: lei (come protagonista del romanzo) non sa cosa le succederà dopo ogni episodio. La seconda: lei (come ideale scrittrice del romanzo) sa già fin dall’inizio di ogni episodio cosa le succederà dopo.
    Questo errore logico si verifica sempre quando uno scrittore usa la tecnica della narrazione col tempo presente e in prima persona, perché così facendo deve forzatamente attribuire al protagonista un ruolo che è doppio: quello di voce narrante e quello di scrittore (ideale) del romanzo. E doppio ruolo significa doppio punto di vista.

  28. 310 Di qualità, eBook e fanfiction « Prisca's Lab-

    [...] Assault Fairies di Gamberetta esiste pur essendo scaricabile in tutti i formati a… quanto? Gratuitamente. Così come per tanti altri personaggi che seguo nei vari blog; così come per quanto riguarda me [...]

  29. 309 Alexander91

    C’erano passaggi in cui non capivo sinceramente dov’ero. Se mi fossi sforzata e fossi tornata indietro per capirci un po’ di più ci sarei anche riuscita, effettivamente. Pigrizia mia. MA sia non capire cosa succede, sia sforzarsi/tornare indietro per poterlo fare danneggiano tantissimo l’immedesimazione.

    E’ lo stesso esatto problema che ho riscontrato io; un vero peccato visto che per il resto la storia funziona… Quando avrai meno impegni magari rimettici mano: sono sicuro che si può far meglio di così.
    Invece sull’antipatia che suscita naturalmente la protagonista, non mi pronuncio: può piacere o non piacere, ma comunque il personaggio rimane ben caratterizzato e ben fatto.

  30. 308 Ettore

    C’erano passaggi in cui non capivo sinceramente dov’ero. Se mi fossi sforzata e fossi tornata indietro per capirci un po’ di più ci sarei anche riuscita, effettivamente. Pigrizia mia. MA sia non capire cosa succede, sia sforzarsi/tornare indietro per poterlo fare danneggiano tantissimo l’immedesimazione.

    Secondo me i passaggi da una scena all’altra sono troppo improvvisi: mi hanno lasciato spiazzato più volte (soprattutto quando si parla di noosfera). Le descrizioni non mi sono dispiaciute, però in questo senso doveva senz’altro rendere i passaggi più chiari.

  31. 307 thyangel83

    @ Federica

    Mi pare chiaro. Ed è lo stesso problema che ho riscontrato, francamente parlando, ne “Le Avventure della Giovane Laura”.
    Gamberetta mi è sembrata scrittrice ottima per “dinamismo”, nonché per la tecnica narrativa; un po’ troppo alla ricerca del sense of wonder e con ritmi esageratamente serrati, che talvolta portano, ad una lettura attenta, ad alcuni problemi di coerenza; decisamente troppo scarna di descrizioni “raccontate”, che dovrebbero essere presenti almeno quel minimo da non fare disorientare il lettore.
    Per quello che ho letto, si avvicina alla sufficienza, ma non la centra in pieno.
    Chiaramente, molto diverso è il discorso per quanto riguarda gli articoli, che sono generalmente ben fatti, divertenti da leggere (anche se non sono incline ad apprezzarne molto i toni di critica verso gli altri scrittori e il cinismo), interessanti e sempre IT.

  32. 306 Federica

    Scusate il doppio post, ma mi è venuta in mente un’altra cosa. Le descrizioni di questo libro non mi sono piaciute. Il troppo raccontato non dà emozioni, è vero, ma a volte anche il troppo mostrato fa la stessa cosa. Se per esempio si deve descrivere un luogo molto piacevole, e non si specifica che lo è ma si tenta di farlo capire, si può facilmente fallire. Le persone hanno idee diversissime di cosa è bello cosa non lo è, quindi quello che per il personaggio (o l’autore) è un paesaggio suggestivo, potrebbe non suscitare nulla nel lettore. Quindi perché non aggiungere, oltre alla descrizione mostrata, l’impressione che il paesaggio suscita nel personaggio, anche solo un “Era proprio bello”. O qualcosa di un po’ meglio, vabbé. Io se vedo una cosa bella penso che è bella, quindi perché il personaggio non può fare lo stesso, aiutando il lettore a capire quello che prova?
    Non so se è chiaro/sensato.

  33. 305 Federica

    Mi è piaciuto così così. C’è una cosa che non capisco. Sarà un problema mio, ma non vedo perché un po’ di spiegazioni su dove siamo/cosa sta succedendo dovrebbero danneggiare la storia. C’erano passaggi in cui non capivo sinceramente dov’ero. Se mi fossi sforzata e fossi tornata indietro per capirci un po’ di più ci sarei anche riuscita, effettivamente. Pigrizia mia. MA sia non capire cosa succede, sia sforzarsi/tornare indietro per poterlo fare danneggiano tantissimo l’immedesimazione. Molto, molto di più che un po’ di infodump, che a me non ha mai dato molto fastidio nei libri che leggo. Ok se è eccessivo, ma perché una piccola spiegazione dovrebbe infastidirmi? A me infastidisce non capire, invece.

  34. 304 Recensione: Assault Fairies « Hendioke's Lair

    [...] Editore: autopubblicazione, reperibile qui [...]

  35. 303 Ettore

    Ciao, ho finito ieri di leggere la tua fatica. Mi ha proprio divertito!

    Ho scritto Assault Fairies in un periodo poco felice della mia vita.

    Beh, io l’ho letto in un periodo poco felice della mia, e per un paio di giorni mi ha fatto dimenticare le mie grane, quindi intanto grazie!
    Considerazioni su trama ed ambientazione:
    Mostra spoiler ▼

    Considerazioni sullo stile (sono proprio 2 cents, eh!):
    Mostra spoiler ▼

    Ecco, considerazione a parte non vedo l’ora del volume II!

  36. 302 Alex 404

    Ok, prima lettura di AF vol.1 completata.

    A presto secondo passaggio per opinioni meno vacue.

    Come primo accenno, ammetto la mia ignoranza sulle fatine. Non avevano mai riscosso molto del mio interesse :D ho già ordinato il cilicio.

    Devo dire che qui sono dipinte esattamente come me le aspettavo. Piene di zucchero fino alla punta dei capelli e per questo completamente immuni alla dolcezza. E con il cuore veramente vicino al buco del culo. +1

    Finito questo mio primo commento sulle fatine stesse, passo a dire che, a parte una certa dose di infodump, il testo scorre addirittura troppo carico.
    Mi spiego: i primi capitoli, ad esempio, li ho dovuti leggere in apnea.

    Una serie di disavventure a fuoco rapido che non lasciano tregua e che trascinano il lettore senza nemmeno un calo di tensione per riprendere fiato, probabilmente dovuto ad un gran numero di periodi brevi che descrivono le azioni e le sensazioni senza stacchi o pause nell’impostazione del testo.

    Scritto meglio: Si notano dei muri di testo dove accadono un gran numero di cose, scritte in modo secco e netto. Non sono esperto abbastanza per definire quanto sia una cosa oggettiva o mio gusto personale, ma credo che qui si sia all’ “estremo opposto” di quel ramo del lago di como etc.

    Nella seconda rilettura guarderò se mi provoca le stesse sensazioni, ora che so cosa succede “dopo”. :P

  37. 301 Ugo

    @Gamberetta
    Un mio amico (che conosce particolari della Storia a me ignoti…) mi ha fatto notare che la frase “Questa volta citando Hermann Göring: “Ogni persona che ha ricevuto un’educazione sarà un futuro nemico.” ” non è corretta: la frase è da attribuire a Martin Bormann (il segretario personale di Adolf Hitler) ed è tratta da una lettera diretta a Rosenberg (siamo nell’anno 1942): “Gli slavi devono lavorare per noi. Nella misura in cui non ne avremo bisogno che muoiano pure. Le vaccinazioni obbligatorie e i servizi sanitari tedeschi sono superflui.
    La fertilità degli Slavi è indesiderabile. Possono usare i contraccettivi o praticare l’aborto, più lo faranno meglio sarà.
    L’educazione è pericolosa. Sarà già sufficiente che sappiano contare sino a 100. Soltanto un’educazione che produca una utilità pratica per noi è auspicabile. Ogni persona istruita è un futuro nemico.
    Occorre lasciar loro la religione come mezzo di distrazione.
    Per quanto riguarda il cibo non dovranno ricevere nulla più del necessario. Noi siamo i padroni e noi veniamo per primi”.
    Su internet la frase ogni tanto è attribuita a Goring e ogni tanto a Bormann, ma solo del secondo ho trovato maggiori informazioni…
    Scusa se sono puntiglioso… ma mi sembrava giusto segnalartelo ^_^

  38. 300 Ugo

    @lilyj
    si, è vero, in origine thou era semplicemente il singolare di ye (equivalente a you come hai scritto te).
    Io in particolare mi riferivo alla frase “Following a process found in other Indo-European languages, thou was later used to express intimacy, familiarity or even disrespect, while another pronoun, you, the oblique/objective form of ye, was used for formal circumstances” (Thou – wikipedia) dove appunto afferma: “il nostro ‘tu’ sarebbe thou e voi (anche come singolare di cortesia) sarebbe you.” (riprendendo la tua frase)
    Comunque giusta puntualizzazione! ^_^

  39. 299 lilyj

    @Ugo: in realtà, thou e you, sono i pronomi rispettivamente della seconda persona singolare e la seconda plurale (però thou è ormai in disuso se non in poche frasi fatte). Quindi il nostro ‘tu’ sarebbe thou e voi (anche come singolare di cortesia) sarebbe you.

  40. 298 Ugo

    ciao!

    Il romanzo mi è piaciuto moltissimo il romanzo, capace di unire alla perfezione fatine e tecnologia, dando loro la possibilità di muoversi ed agire in un mondo pseudo-realistico. Mi sono piaciute moltissimo alcune idee che hai inserito magistralmente nel racconto,

    come la noosfera (l’esplorazione diretta e i conigli guardiani sono semplicemente fantastici!!), la macchina-che-sembra-avere-coscienza-di-se e l’anima artificiale (ma l’anima, dopo, che fine fa? E l’anima dello gnomo nel pentolone? poverino….) e soprattutto l’idea della noosfera creata da ombre, a loro volta abitanti della noosfera,

    e la scelta di utilizzare la prima persona è azzeccatissima (il narratore esterno non immedesima il lettore, lo fa più sembrare come uno che guarda tutti gli avvenimenti dall’alto… è come giocare ad un videogioco horror senza la prima persona:orripilante).
    Il rapporto tra le fatine è divertente (e pure io mi ero immaginato una scena yuri…) e non vedo l’ora di leggere il seguito!!! ^_^

    Ogni tanto ammetto che pure io mi perdevo tra le descrizioni delle fatine, confondendo la realtà con gli incubi(visioni/viaggi nella noosfera) ma probabilmente quello era il tuo obiettivo… (nel caso contrario, anche solo scrivere in corsivo fa capire il cambio improvviso di scena… ma questo credo che lo sai già…)

    @Simone:
    1) In realtà nell’inglese arcaico esistono due forme di voi: thou e you, il primo è usato in ambito informale, familiare, il secondo invece è usato solo nelle circostanze informali(fonte: wikipedia)
    5) Forse non lo sai, ma le teste di cuoio (e gli SWAT americani) sono soliti usare granate (luminose, stordenti o lacrimogene) quando devono fare interventi stealth (contro terroristi, malviventi che si sono barricati in edifici con ostaggi ed altro…) e dal mio punto di vista la scena era chiara (eventi in rapidissima successione): colpo di fucile ipersonico per eliminare il guardiano, cannonata che distrugge la porta, soldati che entrano in azione (“aprite, granata e sgomberate”, classica frase di SWAT 4…). L’utilizzo delle granate non mi meraviglia, anzi mi avrebbe meravigliato il contrario

    Non sono solito a commentare quello che scrivi… ma mi era piaciuto troppo il romanzo e volevo che tu lo sapessi!! ^_^

  41. 297 E rieccoci! « Hendioke's Lair

    [...] argomento. Nei prossimi giorni cominceremo con una cosa che volevo fare da molto: la recensione di Assault Fairies di [...]

  42. 296 Ste

    @Angra
    Innanzi tutto una domanda: hai mai usato un visore a infrarossi?
    Io sì.
    Il mio discorso sarà anche privo di senso (?) ma le tue “spiegazioni” non sono corrette.
    Riguardo al tuo punto 1: quanto hai scritto da ragione a me: se rilevo il calore più alto è il calore più elevato sarà il segnale di uscita per cui la fonte di calore NON può essere dello stesso colore di ciò che la circonda.
    Il tuo punto 2 non ribadisce la mia critica sui “contorni netti di OGNI oggetto” ma dici solo che il calore essendo diffuso non ah confini netti. Vero, ma hai usato solo parole, non hai “smontato” la mia critica. Quindi, secondo te, a parità di temperatura con un visore ad infrarosso si possono distinguere due oggetti diversi? Secondo me decisamente no appunto perché non hanno differenze di temperatura così nette da rendere una visione chiara come quella descritta.
    Il tuo punto 3. Rivolgo una domanda diretta Gamberetta: nello scrivere il pezzo in discussione avevi presente quanto descritto da Angra? E una ad Angra: potresti darmi i dati di tali telecamere?
    Il senso del tuo punto 4 non l’ho capito, o era solo per allungare il tuo post? In quanto è una ripetizione di quanto hai già scritto. Inoltre, riassumendo quello che tu hai detto, se a parità di lunghezza d’onda ricevuta (e quindi di calore emesso) assegno un certo colore in uscita io continuo a non distinguere due oggetti con lo stesso calore, e in una sera, lungo un fiume penso siano molti gli oggetti che non potrei vedere con un visore ad infrarossi, inoltre proprio perché rilevo il calore dovrei essere in grado di rilevare anche le fonti di calore che si trovano oltre un muro o un vetro, particolare molto interessante ma del tutto trascurato nel pezzo in questione.
    Il tuo punto 5. E quindi? A maggior ragione non uso uno schermo monocromatico. Mettiamo di avere una camera sensibile a temperature variabili dai 0 ai 37 gradi… anzi no vista la tua “inutile” puntualizzazione dai –273 ai.. quanto? Facciamo 150 gradi? MA lasciamo pure dagli 0 ai 150 gradi… ho 150 tonalità di verde discriminabili fra loro? O è meglio avere dei “pacchetti “ di rilevazione 0-5 gradi; 5-10 gradi, e così via.. e si torna alla mia critica di base: con un visore a infrarossi e schermo monocromatico non puoi avere quella definizione di dettagli.
    Ammettere che Gamberetta a fatto un errore?

    P.s.
    “Il tuo è un discorso totalmente privo di senso.”
    Direi anche le tue giustificazioni.

  43. 295 drstinson

    Ho letto il racconto un paio vi volte. Mi è piaciuto molto ci sono solo due cose che mi hanno dato “prurito”:

    - il mondo delle fatine mi sembra un filo troppo caramelloso e zuccheroso. Spero per loro che siano geneticamente predisposte a non avere il diabete.

    - alcuni flashback per le prime 10-15 righe sono un pelo confusi, non si capisce immediatamente che sono tali e che non è il presente (ma potrebbe essere anche distrazione mia -ultimamente riesco a leggere solo in treno).

    Aspetto con ansia il secondo volume.

  44. 294 E.G.P.

    @E.G.P.
    non ho tempo e voglia in questo momento di discutere quindi mi limito ad un paio di appunti su quanto hai scritto senza affrontare altri discorsi che lascio per un eventuale futuro:

    Non è mia intenzione “discutere”.

    il tuo commento è piuttosto lungo ma quanto a contenuti è molto carente. potresti trovare il tempo per concentrarti di più sulla parte di analisi invece che sulla fuffa in modo che gli altri utenti abbiano la possibilità di discutere sulla sostanza?

    io ho trovato AF un romanzo carino e ben scritto, che non mi sono pentito di aver letto. non ero partito aspettandomi un capolavoro e ammetto di non averlo trovato. tra l’altro i miei gusti non sono esattamente in linea con quelli dell’autrice quindi non me ne sono innamorato. nel complesso voto positivo.

    Io l’ho trovato “scritto in modo invidiabile” ma piatto e a tratti confuso. (ovviamente è una mera opinione personale e non una sentenza)

    la tua aspettativa di capolavoro mi pare artefatta con l’unico scopo di poter denigrare quello che un capolavoro non è e non ha nemmeno la pretesa di essere. mi sembra un discorso astioso del tipo “ma come, la grande gamberetta che fa le pulci a tutti quando scrive ti aspetti un’opera d’arte e invece non è niente di speciale…”

    Capolavoro invece rappresentava per me una metafora che desse il senso dello “spessore ” che credevo di trovare. Perdona infine il quesito: come potrei provare astio per una persona che non conosco e della quale ho seguito il blog per un lungo periodo ?

    e la tua stoccata alle regole di scrittura l’ho trovata fastidiosa e ho qualche sospetto che sia in malafede.

    Capisco che la mia opinione sulle “regole” possa essere considerata fastidiosa per un individuo in totale disaccordo con il mio punto di vista, perchè di questo si tratta; tuttavia non mi capacito di come possa essere valutata in “malafede”.
    Perdona la franchezza ma alla mia età se mai dovessi usare “malafede” in qualcosa non lo farei certo per scrivere su un blog.

    posso concordare che AF non sia il romanzo perfetto che ti aspettavi (o fingevi di aspettarti) ma questo non significa che il fatto che gamberetta abbia seguito “le regole” sia ciò che rovina il romanzo.
    magari è vero ma non puoi aspettarti che ti si creda sulla fiducia, dovresti fornire delle motivazioni che mostrino come il romanzo sarebbe stato migliore se la tale regola non fosse stata rispettata.

    Non ho detto che le regole hanno rovinato il romanzo; ho detto che il modo con cui sono state applicate è per me troppo rigido; questo dopo aver premesso di essere uno scrittore mediocre. Il mio parere pertanto non ha nessun valore.

    del resto non sei il primo che passa da queste parti per mettere in discussione le regole di scrittura, e come tutti quelli che ti hanno preceduto non ti sei degnato di argomentare.

    ho letto tanti commenti di gente che parlava di come le regole siano solo “di principio” ma che si possono benissimo non seguire, ignorare, violare…
    peccato che queste persone dimostravano chiaramente con i loro discorsi che le regole che mettevano in discussione nemmeno le conoscevano.

    ricordo dei deliri sullo “show, don’t tell” ad esempio…

    A differenza di questi signori non mi pare di aver mai detto nulla di tutto ciò.

    Buona notte

  45. 293 Zave

    @E.G.P.
    non ho tempo e voglia in questo momento di discutere quindi mi limito ad un paio di appunti su quanto hai scritto senza affrontare altri discorsi che lascio per un eventuale futuro:

    il tuo commento è piuttosto lungo ma quanto a contenuti è molto carente. potresti trovare il tempo per concentrarti di più sulla parte di analisi invece che sulla fuffa in modo che gli altri utenti abbiano la possibilità di discutere sulla sostanza?

    io ho trovato AF un romanzo carino e ben scritto, che non mi sono pentito di aver letto. non ero partito aspettandomi un capolavoro e ammetto di non averlo trovato. tra l’altro i miei gusti non sono esattamente in linea con quelli dell’autrice quindi non me ne sono innamorato. nel complesso voto positivo.

    la tua aspettativa di capolavoro mi pare artefatta con l’unico scopo di poter denigrare quello che un capolavoro non è e non ha nemmeno la pretesa di essere. mi sembra un discorso astioso del tipo “ma come, la grande gamberetta che fa le pulci a tutti quando scrive ti aspetti un’opera d’arte e invece non è niente di speciale…”

    e la tua stoccata alle regole di scrittura l’ho trovata fastidiosa e ho qualche sospetto che sia in malafede.

    posso concordare che AF non sia il romanzo perfetto che ti aspettavi (o fingevi di aspettarti) ma questo non significa che il fatto che gamberetta abbia seguito “le regole” sia ciò che rovina il romanzo.
    magari è vero ma non puoi aspettarti che ti si creda sulla fiducia, dovresti fornire delle motivazioni che mostrino come il romanzo sarebbe stato migliore se la tale regola non fosse stata rispettata.

    del resto non sei il primo che passa da queste parti per mettere in discussione le regole di scrittura, e come tutti quelli che ti hanno preceduto non ti sei degnato di argomentare.

    ho letto tanti commenti di gente che parlava di come le regole siano solo “di principio” ma che si possono benissimo non seguire, ignorare, violare…
    peccato che queste persone dimostravano chiaramente con i loro discorsi che le regole che mettevano in discussione nemmeno le conoscevano.

    ricordo dei deliri sullo “show, don’t tell” ad esempio…

  46. 292 E.G.P.

    Salve a tutti scrivo queste poche righe per esprimere il mio commento in merito al lavaoro di Gamberetta.
    Premetto di aver conosciuto e rispetatto questo blog sin dall’inizio e di aver tratto ottimi suggerimenti da esso, attraverso i commenti e le recensioni pubblicate.
    Vi prego di perdonarmi per l’italiano poco fluente ma sto scrivendo “d’un getto” dal luogo di lavoro e pertanto non posso prestare particolare attenzione alla punteggiatura.
    Vorrei aggiungere, per fornire un quadro il più dettagliato possibile sulla natura del mio commento, di essere uno dei tanti “pseudo scrittori fantasy” del mercato nazionale; fortunatamente non faccio questo per sopravvivere e pertanto ho un’esistenza felice e una vita abbastanza agiata (lontana da quella che avrei vissuto sopravvivendo dei frutti del mio miserrimo lavoro artistico).
    Ho conosciuto e amato questo blog per la franchezza con cui determinati lavori venivano accuratamente analizzati, tanto da far trapelare errori che nemmeno il più giovane degli scrittori avrebbe commesso (draghi grandi come pony, cadute di 24 mt con sole sbucciature, nessuna conoscenza in ambito militare/trategico).
    Mi sono trovato in disaccordo quando alcuni dei mostri sacri della letteratura mondiale sono stati messi in discussione da una perfetta sconosciuta ma ho evitato di intervenire, ho cercato di capire e analizzare, come la mia natura di “scrutatore” mi impone. (anche se la più ovvia delle domande si insinuava nella mia mente: perchè questa ragazza non ha successo ? – (fortuna, fato, intrecci strali, volontà del Divino)
    Finalmente poi sono riuscito a mettere le mani su un lavoro di una delle più rispettate “critiche online” a livello nazionale; sicuramente è stata l’idea che mi ero fatto di questo lavoro che mi ha impedito di apprezzarlo, anche minimamente.
    Credevo di trovare finalemente un prodotto che rasentasse la perfezione tanto decantata e ricercata, o almeno questo ho capito, dalle recensioni redatte.
    MI sono trovato invece davanti un racconto scritto in modo “invidiabile” che però non mi ha lasciato nulla; mi sono innervosito nell’estenuante ricerca di dettagli spesso, per me, irrilevanti e non ho trovato un personaggio o più personaggi che mi trasmettessero una qualsiasi emozione. Un racconto sigillato da dogmi inviolabili, inopinabili e pertanto poco elastici (mi sono accorto che più leggevo e più provavo un senso di agitazione inspiegato; come quando, per capirci, l’allenatore della mia squadra del cuore continua imperterrito a proporre in 4/2/4 anche se l’avversario presenta un 3/5/2; perdonate la metafora sportiva ma questa è la sensazione che ho avuto). Reputo corretto seguire regole cardine e saggio plasmarle alle situazione rendendole “violabili e opinabili”.
    Non voglio dire sia colpa della scrittrice ma non mi sento nemmeno di affermare che sia colpa mia, del mio aver capito poco, della mancanza di concentrazione.
    Il mito che il mio immaginario aveva costruito basandosi su un metodo di scrittura utilizzato per “recensire, criticare, distruggere”, forse non mi ha permesso di analizzare con la dovuta oggettività questo racconto.
    Ho deciso quindi di passarlo alla mia compagna (una ventott’enne mangiatrice di libri) che alla fine mi ha detto: perchè mi hai suggerito questa roba ? (cito testualmente).
    Credo quindi che il prodotto non abbia ottenuto il risultato sperato “sulla massa” e non si sia distinto da altri lavori del medesimo genere, se non per una maggior padronanza dellla “tecnica descrittiva/narrativa”.
    Spero che i prossimi volumi mi impressionino positivamente vista l’enorme credibilità che avevo attribuito, basandomi su idee e non su fatti, alla Signorina/Signora Gamberetta.

    Buona giornata a tutti

  47. 291 Angra

    @Ste:

    Il tuo è un discorso totalmente privo di senso.

    Gli infrarossi vedono solo il calore come chiazze di colore sempre più chiaro, i contorni sono tutt’altro che netti (appunto per la lunghezza d’onda rilevata) e ciò che non emana calore è.. nero, non verde.

    1) Esistono diversi tipi di telecamere che vedono l’infrarosso. Il più semplice non è nient’altro che una normale telecamera in bianco e nero che ha una banda passante diversa da quella della luce visibile (400 nm (violetto) – 700 nm (rosso)), e vede lunghezze d’onda > 700 nm. Una telecamera come questa trasforma la luce ricevuta da ogni pixel del sensore in un livello di tensione (o in un numero se l’uscita è digitale), e qui finisce la storia. Il modo in cui questa sequenza di numeri/segnale di tensione verranno visualizzati non ha nessun collegamento con la natura fisica della sorgente. Se per qualche ragione uso un monitor monocromatico a fosfori verdi, ad esempio perché risultano più luminosi di altri tipi di fosfori, ecco lì la foschia verdognola. P.S. i visori degli intensificatori di luce sono verdi per lo stesso motivo, mica perché gli intensificatori di luce vedono luce verde: gli intensificatori di luce sono monocromatici.

    2) Il fatto che nella visione infrarossa non si vedano altro che macchie non ha proprio nulla a che fare con la lunghezza d’onda della luce infrarossa, ma semplicemente con il fatto che il calore tende a distribuirsi nell’ambiente in modo molto più uniforme rispetto al modo in cui gli oggetti riflettono la luce visibile. La luce visibile infatti viene riflessa dagli oggetti, mentre quella infrarossa viene principalmente emessa dagli stessi (a meno che non siano illuminati da lampade all’infrarosso).

    3) Così come esistono telecamere in bianco e nero (che registrano solo l’intensità luminosa) e telecamere a colori (che discriminano anche tra le lunghezze d’onda), così esistono telecamere all’infrarosso monocromatiche e altre in grado di discriminare sulle lunghezze d’onda (e quindi sulla temperatura dei corpi). Ti assicuro che la risoluzione può anche essere molto alta, tanto da poter leggere le scritte su un microchip a causa della differenza di radiazione fra la scritta bianca e lo sfondo nero.

    4) Essendo un’immagine all’infrarosso originata da luce non visibile, non ha senso parlare di colori o macchie di colore. Quando tu guardi su uno schermo un’immagine agli infrarossi, i colori sono assegnati in modo arbitrario da chi costruisce il sistema di visualizzazione alle varie lunghezze d’onda associate ai pixel.

    5) Qualsiasi cosa emana calore, a meno che non sia a una temperatura di -273 C.

  48. 290 Gamberetta

    @Ste. Le modifiche che ho fatto al romanzo da quando l’ho messo online riguardano solo la correzione dei refusi, perché posso farle senza dover “rimontare” i file nei vari formati. Modifiche più sostanziali sono rimandate a quando farò una revisione generale, che probabilmente sarà quando uscirà il volume 2 che non ho idea quando sarà perché non ho tempo.

    Detto questo ammetto di non essere un’esperta nel campo della visione notturna e di essermi affidata a Wikipedia (inglese) per quel passaggio. Da quel che ho letto io funziona così: lo spettro infrarosso della luce ambientale è amplificato da un materiale fotocatodico e infine filtrato al verde perché l’occhio umano ha particolare sensibilità con le sfumature di verde.
    Può darsi che non sia accurato e che per qualche ragione non si usino i fosfori verdi quando si prende la luce infrarossa, mi documenterò meglio e nel caso cambierò.

  49. 289 Ste

    Per curiosità ho guardato se avi fatto una correzione che ti indicai a suo tempo (ovvero quando tu misi on line Fairy)
    La correzione riguardava i visori all’infrarosso.
    Vedo che la correzione non è stata fatta.
    Opzioni:
    - Quella che scaricabile qui non è l’ultima versione
    - Te ne sbatti delle indicazioni che ti fanno gli altri
    - Non ti informi e sei convinta di essere nel giusto
    - Ti sei informata, ti è stata data un’informazione sbagliata ma ritieni che sia giusta perché te l’ha detta il tuo amiketto
    - Altro

    La correzione te la ripeto:
    “foschia verdognola dell’infrarosso”
    Già essendo infraROSSO il verde non esiste, secondo quando ti fanno vedere immagini verdognole e la scritta “visione all’infrarosso” ti stanno pigliando per il culo. Quelle sono riprese fatte con intensificatori di luce. Gli infrarossi vedono solo il calore come chiazze di colore sempre più chiaro, i contorni sono tutt’altro che netti (appunto per la lunghezza d’onda rilevata) e ciò che non emana calore è.. nero, non verde.
    Ti avevo messo i link di immagini relative a riprese all’infrarosso, quindi evito di rimetterle.

    Spero, per te, che l’ipotesi giusta sia la prima anche se però in tal caso non dimostri un grande rispetto per chi ti segue.

  50. 288 LupusInFabula

    sì, ok, bastano poche righe per dire qualcosa, ma per mostrarlo ci vuole un pò di più, e questo fa la differenza.

  51. 287 Evan

    Beh, no.
    Si è capito che è una fatina, deve fare un’intervista, odia il suo manager e veste manga.
    Bastavano 15 righe per dirlo.
    Due pagine sono rindondanti.
    Come dire … allungano il brodo e basta.

  52. 286 Mao

    Incredibile .. le prime due pagine per dire che la fatina è incazzata.
    Direi che mi fermo qui.

    Peggio per te, tesoro. D’altra parte se in due pagine hai capito solo che Astride è incazzata, hai ragione: meglio fermarsi qui! ^_^

  53. 285 Evan

    Incredibile .. le prime due pagine per dire che la fatina è incazzata.
    Direi che mi fermo qui.
    Peggio ho letto solo questo:

    “…l’erba era ancora d’un verde vivido e ondeggiava contro le mura della città come un mare in bonaccia…

    E parliamo della seconda riga del primo paragrafo del primo capitolo del primo libro della Troisi (NIHAL DELLA TERRA DEL VENTO – Cronache del Mondo Emerso).
    Non oso pensare in tutti gli altri libri cosa abbia scritto.

  54. 284 fademaster

    So che sembra un tentativo di lecchinaggio, ma chissene. Sto leggendo le prime pagine di Assault Fairies e sono…wow! Mi sta piacendo! Sarà che l’inizio è sempre molto più curato del resto, fatto sta che

    in rete sto scoprendo gente che sa scrivere.

    Sarò strano io,
    ma secondo me questa è la dimostrazione che il mondo dell’editoria cartacea è legato al vecchio

    o interpreta malissimo il mondo dei giovani relegandolo a semplice boiata, vedi alcuni libracci famosi con errori su più livelli di lettura.

    Insomma, brava.

  55. 283 Zave

    beh se hai problemi a leggere sul pc potresti stamparlo. XD

    o prendere un ebook reader con schermo e-ink e caricare il formato epub o mobi a seconda del modello che prendi (a me piace l’epub ma il kindle non lo supporta per fare un esempio).

    non credo esistano versioni cartacee o che qualcuno si sia attivato per renderlo disponibile con print on demand.

  56. 282 Cry

    C’è modo di averne una versione cartacea, magari con una bella copertina, magari in edizione Adelphi? Mi si friggono gli occhietti!

  57. 281 La nobile (ducale) arte dell’editing | Sudare inchiostro

    [...] Gamberetta (che già da un po’ offre servizi di editing) vi basta scaricare gratuitamente il suo Assault fairies. Insomma, più trasparenti di [...]

  58. 280 Ebook gratis per Natale | e-letteratura

    [...] autrice del blog Gamberi Fantasy, ha scritto e messo a disposizione un romanzo intitolato “Assault fairies”, per la descrizione dettagliata rimando al post dedicato (mobi, epub, pdf, [...]

  59. 279 Franek Miller

    Ho preso in mano l’ebook per la terza volta. Le prime pagine son ben scritte, divertenti e scorrevoli. Mi sono innamorato di Astride.
    Verso pagina 20 -o poco prima- cambia la musica, tempo e luogo cambiano completamente più volte nel giro di poche pagine. Per riprendere a timone la storia ci vuole mi ci è voluta (probabilmente anzi sicuramente son sub-dotato io) una buona dozzina di righe e una rilettura. Mi sono sconcertato, irritato e ho chiuso l’ebook. Ammetto che se l’autrice non fosse stata Gamberetta a colpo sicuro non l’avrei riaperto. Ammetto anche di essere parziale: questo blog è uno dei miei preferiti e difficilmente mi sarei rassegnato a un lavoro deludente da parte della sua autrice. Ho riletto tutto daccapo e superato quello scoglio la storia riprende a filare, a tratti è anche molto divertente. La squadra di fatine è molto convincente e credo di aver intravisto Swanwick nei metodi d’interrogatorio che hai mostrato. Mi scuso per il commento basato su lettura parziale, tempo permettendo sarò più completo/competente in futuro.

  60. 278 Fabrizio


    Posto la mia modesta recensione direttamente dal blog che irregolarmente tengo.
    Un saluto
    Fabrizio

  61. 277 Gli Autopubblicati #02: Marstenheim | Tapirullanza

    [...] World, Planet of Exile, City of Illusions). Sul piano degli autopubblicati se la gioca con Assault Fairies, ma dalla sua ha che almeno è finito [...]

  62. 276 Christian_Eris

    Il libro mi è piaciuto Gamberetta, ti dò però un paio di modesti consigli.
    Sulla questione di Astride che pretenda le venga dato del Lei: il fatto che dovrebbero parlare in un Inglese novecentesco e nell’inglese novecentesco non ci si dia dei Lei per essere formali… quello è una quisquilia rispetto ad un problema più grosso: questa parte è intraducibile in Inglese e non so davvero come si farebbe a rendere la stizza di Astride perché l’intervistatore si rivolge a lei in maniera informale. Secondo me Assault Fairies ha le potenzialità per essere venduto nelle librerie ed approdare nel mercato internazionale, e devi renderre più facile il lavoro degli eventuali traduttori evitando espressioni che non possono essere rese in inglese.
    Non so se qualcun altro l’ha già detto, ma il paragone del rumore delle antenne di latta a forma di cuore col suono della moneta nella ciotola del mendicante è profondamente infelice. Distrae il lettore con un termine di paragone difficile da immaginare (questa ciotola come dovrebbe essere? Di legno? Un barattolo di latta?) e non rende (almeno non in me) l’idea di squallore che dovrebbe evocare il rumore delle antenne. Dì piuttosto che sono fastidiose, irritanti, il rumore le fa venire il malditesta, ma evita il paragone che è molto tirato per i capelli.
    (Mi deludi Gamberetta, proprio te che sostieni l’importanza di limitare le similitudini!)
    Buon libro comunque

  63. 275 Laurantoine

    Ieri ho finalmente preso il lettore di e-book e Assault Fairies è stato il primo libro a finirci sopra :)
    E dato che mi ero dimenticata di scriverlo nel commento di n settimane fa, la mia fatina preferita è Alyssa!

  64. 274 Anonimo Qualsiasi

    @Mauro
    Ti ringrazio, anche se per leggere il tuo riferimento ho dovuto giocare a mosca cieca per evitare gli spoiler.
    (E’ stato divertente, non sentirti in colpa; per mia fortuna poi Gamberetta ha per avatar un’ufficiale con capelli rosa shocking!)
    Interessante, ad ogni buon conto. Sia ben chiaro: per me gli universi (con relativi mostri-divinità) a n>3 dimensioni di Lovecraft suonano semplici e simpatici al confronto, ma ammetto che sia interessante. XD

    @Gamberetta
    Se volessi cambiare il teorema matematico, cerca di ficcarci dentro i frattali*.
    * = a detta di matematici e persino dei profani come me, i frattali sono molto kawaii. ^_^

  65. 273 Mauro

    Anonimo Qualsiasi: magari per caso, ma ci sei andato vicino: nell’enunciato del libro manca la condizione “ogni numero pari maggiore di due“, che lo rende indimostrabile (come fai a ottenere due come somma di due numeri primi diversi da uno?). Se n’era parlato qui (continua nei messaggi successivi, anche con la risposta di Gamberetta).

    Randall Fall: http://fantasy.gamberi.org/faq-sui-gamberi/#faq_ask_84.

  66. 272 Anonimo Qualsiasi

    @Gamberetta
    E allora ho capito malissimo io, eheheh.
    Sono decisamente fuori allenamento. .-.
    Grazie per aver chiarito, gentilissima.

  67. 271 Randall Fall

    Ehm, ehm, ehm… Gamberetta, se sei così sicura dall’alta qualità del tuo scritto perchè non lo pubblichi con l’ausilio di una casa editrice?
    Oppure non reputi nessuna casa editrice italiana degna di diffondere la Tua arte? Potresti rivolgerti a case editrici straniere.
    O, ancora, non vuoi utilizzare della carta per non danneggiare la Foresta Amazzonica? Quale nobile intento.
    Ma forse ho sbagliato tutto, magari dovrei considerare una spregevole congettura: Tu non sei sucura dell’eccellanza del Tuo MAFp, oppure tutto ciò che ai detto sono baggianate e idee astratte.
    Ho ragione o non ho ragione?
    Rispondimi presto ( preferibilmente fuori di Te e priva della cinica lucidità che Ti contraddistingue).

    Baci, baci!

  68. 270 Gamberetta

    @Anonimo Qualsiasi.

    Ho capito malissimo io, o è una sciocchezza?

    Ehm, non proprio. ^_^”

  69. 269 Anonimo Qualsiasi

    Ho cominciato da poco e sono arrivato al capitolo 8. Finora ho un ottimo livello di godimento. *_*

    Tuttavia c’è un passaggio che mi pare, nel migliore dei casi, oscuro.

    Anemone dimostra alla lavagna che ogni numero pari può essere rappresentato come la somma di due numeri primi diversi da uno;

    Ho capito malissimo io, o è una sciocchezza?
    Per numeri primi intendi quelli che hanno al massimo due divisori (se stessi e 1), o ti riferisci ad altro? In tal caso ti consiglierei di cambiare i termini usati, perché il pensiero va senza alcuna ombra di dubbio ai numeri primi canonici, per l’appunto.
    In caso contrario, hai scritto una cosa falsa. Inoltre c’è un metodo pià semplice per indicare un numero pari generico, ossia 2n. :-)

  70. 268 Gamberetta

    @uno che ne sa molto poco. In generale preferisco i periodi corti, perché mantenendo l’idea “un concetto/una frase” di solito si ottiene un testo molto leggibile. Inoltre, nel caso particolare, il personaggio che narra in prima persona è un personaggio che ragiona sempre in termini molto precisi e dunque non pensa mai frasi troppo lunghe o contorte.
    Non è una “regola” però appunto spesso è più facile la lettura con frasi corte, e la facilità di lettura è fondamentale se vuoi narrare una storia senza attirare l’attenzione sulla scrittura in se stessa.

  71. 267 uno che ne sa molto poco

    Ciao, per il momento ho dato una letta veloce alle prime due pagine, devo ritagliarmi il tempo per leggerlo. Avevo una domanda: perché non usi virgole e/o le congiunzioni? È una scelta stilistica o è un regola della narrativa di genere? Perché alcuni periodi mi sembrano troppo corti.

  72. 266 kalufunsui

    Ciao Chiara, comincio dal fondo del volume.
    Sarà perché anch’io non attraverso un fase felicissima della mia vita, ma ho trovato subito una bella intesa con Astride. Non amo le fatine convenzionali, lo steampunk o il bizarro, ma questa storia mi è piaciuta tantissimo. Veloce, scorrevole, un po’ troppo leggera sul carattere di alcune fatine, ma molto avvincente.
    Molto brava. Propongo anch’io il bottone “Donate”, qualche soldino per questa storia l’avrei speso davvero.
    Quando ci sarà il secondo atto lo leggerò volentieri.
    Gassho

  73. 265 Michele

    @Gamberetta:
    Ah.

  74. 264 Gamberetta

    @Michele. I diminutivi sono usati apposta per sottolineare come le fatine abbiano una mentalità diversa dalla nostra. Se vai a leggere i primi commenti la questione è spiegata più in dettaglio.

  75. 263 Michele

    Hai sbagliato il POV: perché la fatina definisce le parti del suo stesso corpo con dei diminutivi (testINA, manINE, ecc.)? Esse sono definibili così solo da chi le può giudicare tali in relazione alle dimensioni delle proprie parti del corpo…

  76. 262 Davide

    Salute!
    Ho letto di queste fatine e lamento alcune cose:

    Mostra spoiler ▼

  77. 261 Ale2

    Ciao!
    Leggo sempre il tuo blog anche se non commento spesso. Trovo utili i tuoi consigli di lettura e scrittura e, incuriosita, ho letto “Assault fairies”. Ecco la mia opinione.
    Scrivi molto bene.
    Le immagini che crei con le tue parole si presentano chiare davanti agli occhi del lettore. Sei molto attenta, la tua tecnica è curata e rispetti le regole e i consigli che ci proponi sul tuo blog. Le descrizioni sono approfondite e interessanti e i dialoghi ben costruiti, non c’è mai infodump.
    Hai idee molto originali (la noosfera per esempio) e riesci a esporle al lettore in maniera interessante, intessendole nell’ambietazione in modo da renderle ancora più attraenti e senza perderti troppo in inutili approfondiment. L’ ambientazione, peraltro, è molto curata e interessante.
    Tuttavia ho trovato la storia debole.
    Non per carenza di costruzione o di verosimiglianza, semplicemente non l’ho trovata coinvolgente. Ho proseguito la lettura più che altro per scoprire quali invenzioni originali avessi introdotto nell’ambientazione. Inoltre mi sono stupita di come badassi molto più alla tecnica di scrittura che alla narrazione in sè.
    Per me, che amo peronaggi molto approfonditi e complicati, la pecca più grande del tuo romanzo sono stati i personaggi. Le fatine mi sono sembrate indistinguibili, stereotipate e senza nessuna profondità psicologica, caratterizzate solo da un paio di elementi (gli esplosivi, il sapore di fragole). Nessuna di loro mi sembrava avere una vera motivazione (a eccezione di Anisia che però mi sembrava molto poco verosimile nelle sue reazioni e mi faceva storcere il naso ad ogni apparizione).
    La cosa mi ha soprattutto infastidito per Astride, la quale, a parte il ripetuto odio per gli umani, mi sembrava sottile come un foglio di carta. I flashback non mi hanno aiutato a inquadrarla meglio. Il fatto poi che il PDV fosse il suo (per di più in prima persona) mi ha fatto sentire la mancanza di spessore ancora di più.
    Un esempio. Ho appreso dai commenti a questo post la motivazione per cui gli umani scelgono lei per la missione e non mi sembrava affatto trasparente nel testo. In tutto il romanzo, poi, ne Astride e nemmeno le altre fatine sembrano dubbiose o si pongono la questione.
    Ho trovato i diminutivi inutili, i flashback disorientanti e il finale sospeso fastidioso. Il giornalista del primo capitolo poteva essere sosituito da qualsiasi altro evento che facesse scattare allo stesso modo la vicenda.
    Non sono curiosa di sapere che cosa succederà nel seguito e non pagherei per leggere il tomo II, mi spiace.
    Come già stato detto qui nei commenti, mi è sembrato la sceneggiatura di un episodio di un anime.
    Complimenti comunque, perchè, anche se ho fatto le mie critiche, l’ho trovato valido e abbastanza interessante da spingermi ad intervenire, quindi qualcosa me lo ha lasciato il tuo libro!
    Spero di esserti stata utile!
    Ale

  78. 260 Laurantoine

    Dan, ho provato a leggere il tuo racconto.
    A schermo, con il mouse in mano; ti devo ringraziare, ho capito che il post-modernismo non fa per me.
    E’ notevole inoltre il grado delle tue lodi sperticate per una cosa che io, da beta-reader di EFP del Tempio rimanderei subito all’autore, con due righe riguardo allo scherzo che no, non è stato divertente.
    Inoltre, sono gli altri a dover giudicare arte la tua opera e artista chi l’ha creata, o quelle due definizioni diventano fastidiose riguardo alla tua persona.

    Poi, andiamo. Perché Gamberetta nei tuoi commenti è l’unica a beccarsi la minuscola?

    Comunque, Assault Fairies mi è piaciuto tantissimo!
    Mi ha fatto venire in mente un tema che avevo fatto alle medie, con fatine cattive che volevano distruggere il mondo :)
    Anche se non sono una fan del presente mi è parsa una scelta azzeccata.
    Manine, piedini e cuoricini non mi hanno infastidita particolarmente, mentre ho rilevato sì poche differenze tra le fatine.
    Aspetto impaziente il secondo volume :D

  79. 259 Gamberetta

    Ho spostato tutti i commenti di Dan e di chi gli rispondeva in Fogna. Questo articolo è dedicato ad Assault Fairies (d’oh!) e dunque tutti quei commenti erano off topic. Inoltre mi sfugge la perversione di voler discutere di Tolkien, di Joyce o dell’Arte quando si può parlare di fatine. La gente è strana.
    E Dan, la scelta del presente indicativo per scrivere in prima persona non è una scelta “ideologica” è una scelta “tecnica”, come da manuale. Adesso non ho tempo per illustrate tutti i passaggi, ma non c’entra niente il rifiuto del passato o roba del genere, c’entra lo scrivere tecnicamente al meglio possibile; trasferire nella maniera più efficiente possibile immagini nel cervello del lettore.

  80. 258 Piero

    Ci tenevo a complimentarmi con l’autrice di questo romanzo, mi ha piacevolmente invaso il pomeriggio. L’unico appunto che farei riguarda l’eccessiva specificità – la terminologia tecnica – di alcune descrizioni (limite di chi legge, in buona misura), senza nulla togliere al potere di suggestione del racconto, alla sua scorrevolezza e alla simpatia (spero che le fatine non la prendano a male) dei personaggi.
    Tra l’altro, la mia preferita è Alyssa (ho un debole per le figure di contorno che lasciano il segno). Non vedo l’ora di leggere la continuazione!
    ps: è il mio primo commento e volevo approfittarne per ringraziarti degli utili consigli letterari, mi hanno reso un po’ più aperto in materia di fantasy e ispirato i miei ultimi lavori (aperto e ispirato, mi sembra di parlare del vaporub)
    Saluti
    Piero

  81. 257 ATNO

    Ho appena finito di leggere Assault fairies. Non ho letto ancora le note, ma vabbè. L’ho trovato bello, soprattutto alla fine. Ho divorato gli ultimi capitoli. Anche secondo me alcune descrizioni si rivelano un po’ macchinose, in particolar mode per chi, come me, non è un’intenditore di romanzi fantascientifici o di guerra. Comunque, mi è piaciuto. Spero che concluderai presto il prossimo volume (no, non può finire così!xD), in cui mi auguro ci sarà una maggiore analisi dei personaggi secondari. Ah, e dò il mio voto ad Arina :)

  82. 256 Montagne di carta e tre consigli di lettura | e-letteratura

    [...] secondo libro invece è Assault Fairies di Gamberetta (è possibile scaricare GRATIS ed in tutti i formati possibili l’e-book tramite [...]

  83. 255 ATNO

    Tanto per la cronaca, a respingere la richiesta è stata una certa La vecchia strega, che, quando le ho chiesto perchè avesse respinto la mia richiesta, ha risposto così:

    Personalmente respingo tutto ciò che non è verificabile e riscontrabile in Opac o su siti di case editrici o di vendita online. Il titolo è solo un pdf di gamberettta, come tale può essere sempre da lei cambiato, ritirato o presentato da una casa editrice vera.
    Ne ho respinte già 4 o 5 di richieste come la tua, sempre per lo stesso titolo.
    Mi dispiace

  84. 254 ATNO

    Figurati gamberetta. E bravo duca! :)

  85. 253 Gamberetta

    Per ricapitolare: il romanzo su aNobii è qui; il romanzo su goodreads è qui.
    Grazie a Kimberly Anne, Il Duca e ATNO per essersi dati da fare in favore delle fatine. ^_^

  86. 252 Il Duca Carraronan

    Fatto. È su anobii.
    Ma non come libro di Lulu.

    Questo qualcuno potrebbe trovarlo divertente, ma dopo il rifiuto immotivato e le lamentele di questi giorni contro la cosa qui, casualmente hanno subito accettato il libro (nella versione rifiutata dopo settimane di attesa, i tempi possono essere lunghi per tutti i nuovi inserimenti) e mi hanno avvertito dell’inserimento:

    “Grazie per averci suggerito “Assault Fairies – Volume 1″ (ISBN: No ISBN). Ora è stato aggiunto al nostro database”

    Link:
    http://www.anobii.com/books/Assault_Fairies_-_Volume_1/01b8429dcee9390f43/

    Notare:
    Libri Italiani
    eBook 136 Pagine
    Edizione: 1
    Editore: Gamberi Fantasy
    Data di pubblicazione: Aug 17, 2011

    I dati sono un miscuglio dei dati inviati oggi, con la data del 17 agosto per l’edizione Lulu, e di quelli originali del primo inserimento (editore Gamberi Fantasy).

    Bizzarro il modo in cui è stato approvato, ma ora c’è.
    Qualcuno si era per caso lamentato con lo staff in privato? In casi precedenti (accorpamenti di nomi d’autore scritti in modo leggermente diverso, lingue dei libri sbagliate da correggere ecc…) mi hanno raccontato che di norma se ne fregano abbondantemente.

  87. 251 Jakala

    Sugli ebook sono molto pignoli e fastidiosi, tempo fa avevo provato a mettere su anobii la scheda di una raccolta di Konrath opera che lui distribuisce sia gratuitamente sia tramite Amazon.
    L’editore c’era, Amazon appunto, ma mi è stato rifiutato con motivazioni simili.

  88. 250 Gwenelan

    Incrocio le dita per la nuova richiesta! Scusate l’ignoranza profonda, ma aNobii non ha una qualche “autorità” a cui rivolgersi in casi simili? Cioè, possibile che un piccolo mentecatto possa decidere a priori quali libri inserire e quali no?

  89. 249 Eosforo

    Duca, facci sapere ;)

    Ma poi, vorrei sapere qual è il problema. Insomma, ammetto che a me Gamberetta non sta proprio simpatica, ammetto che spesso sono in disaccordo con lei, ammetto di non approvare i suoi metodi. Certo non sono un fan, ma non per questo la boicotto in ogni ridicolo modo.
    Io e Gamberetta siamo diversi e la pensiamo in modo diverso. Spesse volte vorrei solo insultarla. Ma meglio così! Che mondo sarebbe se tutti avessimo le stesse opinioni? Invece è un bene confrontarsi con le opinioni altrui: è l’unico modo per crescere.
    E anche se Gamberetta non mi sta proprio simpatica, non ho problemi a leggere il suo romanzo e ammettere che mi è piaciuto tantissimo. Per me è davvero un ottimo romanzo, di molto superiore al 90% di quelli che si trovano in libreria.
    L’ho anche recensito sul mio blog!

    Direi che quelli di FM si sono solo resi ridicoli. E non si rendono conto che spesso neppure gli scrittori apprezzano il loro lecchinaggio. Per lo meno gli scrittori onesti.

  90. 248 Il Duca Carraronan

    Gamberetta ha caricato il PDF gratuito su Lulu.
    Ho rifatto la scheda. Essendo l’editore Lulu indicato, non ho messo un link per reperire il libro (il motivo inventato del rifiuto era comunque l’editore).

    Ora non vedo cosa la feccia di FM infiltrata in Anobii per manometterne le normali funzioni potrebbe inventarsi per discriminare chi osa “criticare” loro e i loro amichetti lecchini.

  91. 247 Angra

    La differenza fra un libro pubblicato da una casa editrice(*) e un libro pubblicato in proprio non esiste giuridicamente. Un libro pubblicato in proprio può essere tranquillamente registrato presso il Registro pubblico generale delle opere protette del Ministero dei Beni Culturali, e non serve il codice ISBN.

    È per definizione editore del libro chi pubblica il libro (scusate l’ovvietà): si è editori perché si pubblica qualcosa, non accade invece il contrario, ovvero che un testo pubblicato diventi edizione perché a pubblicarlo è un editore che è tale per investitura papale.

    (*)Cos’è una casa editrice? Una casa editrice fatta da una sola persona come Asengard è sempre una casa editrice? Qual’è la discriminante, il fatto che sia un’attività commerciale(**)? La differenza per l’ammissione su Anobii è determinata dal fatto che il romanzo pubblicato sia o meno un prodotto commerciale? WTF?!

    (**) Se l’attività commerciale è in perdita, come parrebbe in quel caso, ha la dignità di casa editrice solo in un antiuniverso fatto di antimateria?

  92. 246 Mauro

    Anche trovassero mille scuse, almeno fagliele trovare, anche visto che hanno dato solo quella motivazione; se poi lo si fa in pubblico, come detto da Tapiroulant, almeno (1) si farebbe conoscere la cosa e (2) si farebbe conoscere il libro.

  93. 245 Tapiroulant

    Io seguirei il parere di Mauro.
    Si potrebbe aprire una discussione nel gruppo sull’assistenza tecnica (o in uno similare), in cui si parla del rifiuto e si elenca una decina di titoli privi di casa editrice che sono stati accettati (tra i quali particolarmente incredibile è quello citato da Siò).
    Così almeno la questione sarebbe pubblica. E potremmo assistere a qualche elegantissima arrampicata sugli specchi ^-^

    Che poi quale sarebbe il problema?
    Anobii è un luogo in cui si segnalano i libri letti e ci si discute sopra. Forse che non si può far sapere al mondo di aver letto un libro di Gamberetta? O forse che è un non-libro solo perché non ha ricevuto il sacro marchio di approvazione di una casa editrice?
    WTF.

  94. 244 Ste

    Troverebbero mille scuse.
    Hai presente la favolo del lupo e dell’agnello? Il lupo ha sempre ragione.
    Per loro sfortuna qui l’agnello potrebbe divenire carnivoro e più pericoloso del lupo, tra l’altro alquanto spelacchaito (mi ricorda un racconto di fantascienza di tanti anni fa in cui le pecore diventavano carnivore e assalivano gli uomini)

  95. 243 Mauro

    Fare un elenco di libri non pubblicati da una casa editrice e chiedergli: “E questi, allora?”?

  96. 242 ATNO

    Brutte notizie da parte di aNobii.

    La tua richiesta di aggiungere “Assault Fairies”

    Motivo del rifiuto: Informazione errata

    Caro/a ATNO,

    Grazie per la tua richiesta di inserimento di Assault Fairies ma siamo spiacenti di informarti che è stata respinta per il seguente motivo:

    Informazione errata

    Il titolo non è un libro edito e pubblicato da una casa editrice, perché gambery fantasy è solo un blog.

    Per favore controlla l’informazione che hai inserito.

    Il team di aNobii

  97. 241 ATNO

    @Duca Guarda lo spero proprio perchè Gamberetta lo merita. E perchè non mi va di non inserire nella mia libreria un libro che sto leggendo xD. Scherzi a parte, spero proprio che non sia come dici tu. Comunque, per FM intendi Fantasy Magazine, vero?

  98. 240 Siobhán

    Per chi non lo ha colto, ripeto ancora che il codice ISBN non è obbligatorio su Anobii e il modulo prevede l’inserimento dei libri anche privi del codice e non “riscontrabili” nell’OPAC.

    Confermo, a mia madre hanno accettato un libro autopubblicato su Lulù, e addirittura un libro fatto stampare in cartoleria, di cui esiste solo una copia.

    E’ molto strano che un ebook così famoso sia stato rifiutato.

  99. 239 Il Duca Carraronan

    @ATNO
    Spero che la tua richiesta vada a buon fine. Ho provato anche io, con una descrizione simile a quella accettata su GoodReads, quindi con un URL a cui trovare il libro, ma non è stata approvata.

    Ti ricopio quanto detto nel fanclub su Facebook. Ti riporto i messaggi che avevo inserito al volo, appena informato, in bacheca.

    Primo:

    Anobii ha risposto oggi. Inserimento rifiutato. Motivazione:

    “Pdf, ebook, autoprodotti non sono riscontrabili in Opac e nella descrizione c’è molto spam per il sito di Gamberetta, che non è ancora diventata Casa Editrice”

    Il molto spam era, dopo la descrizione, l’indicazione che era gratis e dove reperirlo. Identica a come presente in Good Reads.
    La politica di Anobii per l’Italia ora è quindi questa: gli ebook non sono libri perché non hanno un corrispettivo nell’Opac e solo una Casa Editrice registrata può produrli.

    Dato che una volta si potevano aggiungere anche libri senza ISBN liberamente, non è da escludere l’ipotesi dell’addetto italiano amico di qualcuno e con le palle girate contro Gamberetta in sé. ^_^

    Secondo messaggio:

    Ah, subito prima della motivazione c’era il motivo riassunto: “Informazioni insufficienti”.
    Quindi l’assenza della riscontrabilità nell’OPAC rende le informazioni insufficienti (strano, il loro modulo permette di inserire libri senza ISBN) perché non si sa come verificare la sua esistenza e indicare dove è reperibile in modo che possano verificarla per quel singolo addetto di Anobii è Spam.

    Ultimo:

    Ora mi è arrivato un ulteriore messaggio di conferma del rifiuto di inserimento. Testo identico al precedente.
    L’Admin indicato come inviatore del rifiuto è “la vecchia strega”, appartenente ai gruppi anobii Reverdito Editore (in cui la nuova collana fantasy è gestita da Azzolini, uno dei lecchini di FM detestati da Gamberetta), e Il Salotto di FM (effettivamente ricordavo quel nick su Fantasy Magazine).

    Sarà solo un caso che un rifiuto con motivazioni ridicole, rifiuto ad personam si direbbe visto che ad altri libri senza ISBN non venne fatto, venga da personaggi legati ad ambienti di quel genere? ^__^

    Per chi non lo ha colto, ripeto ancora che il codice ISBN non è obbligatorio su Anobii e il modulo prevede l’inserimento dei libri anche privi del codice e non “riscontrabili” nell’OPAC.

    Mi pare chiaro il vero motivo dietro la non inclusione.

    Spero a te vada meglio! ^_^

  100. 238 ATNO

    P.S. Ho fatto la richiesta per aggiungere il libro su aNobii, spero che non ti dispiaccia. Come editore, dato che era obbligatorio metterlo, ho messo Gamberi Fantasy.

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