La Fogna dei Commenti

Problema: negli ultimi tempi il livello dei commenti è sceso tanto che le pubblicità del viagra bloccate dal filtro anti-spam sarebbero più interessanti. Per ogni commento semi intelligente ci sono pagine e pagine di spazzatura. Perciò ho deciso di cambiare politica riguardo ai commenti.

I commenti Off Topic (fuori argomento) non saranno più accettati.

I commenti contenenti insulti ad altri commentatori non saranno più accettati.

* * *

Partiamo dagli insulti. Da ora in avanti, le uniche persone che possono essere fatte oggetto d’insulti, allusioni, ingiurie, minacce e quant’altro di carino, sono le seguenti:

  • me stessa (Gamberetta).
  • Capitan Gambero.
  • Bubba.
  • Signor Stockfish.
  • L’autore del romanzo oggetto della recensione in esame, se l’articolo è una recensione.

FINE. Se volete insultarvi tra di voi andate da un’altra parte. Grazie.

I commenti fuori argomento. Qui mi devo affidare all’intelligenza di ognuno, ma se non vi dimostrerete abbastanza furbi, ci penserò io per voi. E visto che molti dimostrano l’acume di un criceto, farò qualche esempio:

«Gamberetta dice che Il Talismano del Potere è brutto, vuol dire che Gamberetta è scema!!!» (questo è un commento idiota, ma è in argomento, sarà accettato).

«Gamberetta non dovrebbe insultare gli autori, perché è maleducazione.» (questo è un commento altrettanto idiota, e in più non è in argomento perché non riguarda né il romanzo né la recensione dello stesso, bensì la “filosofia” di Gamberetta, tale commento non sarà accettato).

«Gamberetta non può criticare la Troisi quando lei scrive recensioni tutte sgrammaticate!!!» (non importa se l’affermazione sia vera o no, questo commento non sarà accettato perché non riguarda la recensione, ma in generale il mio modo di scrivere).

«Gamberetta è cretina, perché ha scritto “o avuto” senz’acca nel terzo paragrafo della recensione.» (questo commento è specifico alla recensione in esame, e non solo sarà ben accetto, ma mi scuserò e correggerò subito l’errore).

I commenti non accettati non saranno cancellati. Odio la censura, non cancellerò mai niente, bensì sposterò i commenti incriminati dall’articolo originale a questo, che non a caso è chiamato Fogna dei Commenti. Lo spostamento non sarà “in tempo reale” perché né io né mio fratello siamo tutto il giorno davanti a un PC, non di meno, appena ne avrò la possibilità provvederò. Perciò se sapete che il vostro commento è fuori argomento, potete metterlo direttamente qui, tanto ci finirà comunque.

Qualche altra noticina:

Se ho scritto qualcosa che non vi piace e volete farmi cambiare idea, l’unica possibilità è attraverso un ragionamento con basi logiche e documentate. Insulti, minacce, ripetizione ad nauseam, vanto di titoli accademici e non, precetti religiosi o filosofici: niente di tutto ciò mi fa né caldo né freddo.
Se commette degli errori di ortografia nel commento, NON scrivetene un altro per correggervi. NON CE N’È BISOGNO. A meno che il commento non sia del tutto sgrammatico, tanto da risultare incomprensibile, lasciatelo così com’è. Sbagliare a digitare capita a tutti e non c’è niente di male. Ciò non toglie che spendere un paio di minuti a rileggere, o magari installare lo spellchecker per la lingua italiana dentro Firefox male non vi fa.

Spellchecker di Firefox
Non è difficile, persino per una fan della Troisi!!!

* * *

E già che ci siamo parliamo dei furboni che commentano con nick diversi, dicendo la stessa cosa. Uno degli ultimi esempi:

Accessi al sito la notte del 30 Aprile
mitoancess & amiketti. Clicca per ingrandire

Ora, io non so se “Pamy & Moldy” e “mitoancess” siano la stessa persona, o gente diversa che usa lo stesso computer. Non lo so e non m’interessa. PIANTATELA CON QUESTI GIOCHINI. Non è la prima volta che succede, finora sono stata tollerante, ma davvero non c’è nessuna ragione per la quale uno non possa esprimere la propria opinione, per quanto rude, senza spacciarsi per tre persone diverse contemporaneamente. D’ora in poi, quando beccherò qualcun altro a fare ‘ste cose, farò un’eccezione ai miei principi e cancellerò i suoi commenti.

Infine, ricordo che in fondo a ogni pagina e nella sidebar a destra c’è l’indirizzo di posta elettronica con il quale potete contattarmi in privato: usatelo pure per qualunque argomento, meglio una mail in più (anche d’insulti) che non un commento a vanvera che non c’entra un tubo.

Spero di essere stata chiara, ma se avete dubbi chiedete.

EDIT: per maggiori informazioni sulla politica dei commenti di questo blog, consultate l’apposita sezione nella pagina delle FAQ.


Approfondimenti:

bandiera IT La Cloaca Massima, una delle più antiche fogne del mondo

bandiera IT L’homepage di Firefox

 

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2.106 Commenti a “La Fogna dei Commenti”

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  1. 2106 Steamdoll

    Trattasi di schifo in italiano corretto.
    Il tuo, purtroppo, no :)

  2. 2105 Il Critico

    Per ”Steamdoll”

    ”Un’idea me la sono fatta io subitissimo.”

    Che schifo è mai questo? Sembri un robot di Star Trek.
    Potevi scrivere:

    Un’idea me la son fatta subito.

  3. 2104 Steamdoll

    @Il Critico: Il stile?
    Un’idea me la sono fatta io subitissimo.

    Il libro non l’ho letto, alla fine della fiera, semplicemente perché ho aperto la pagina e ho trovato delle frasi in una spirale.
    Questo mi ha convinto al volo che non avessi tempo da perdere.

    Anche Carroll in “Attraverso lo specchio” si permette di usare qualche cambio di forma, ma una scelta simile mi sembra quantomeno delirante.
    Sarà anche il libro più bello del mondo, poi, ma non fa per me.
    Leggerò Pan.

  4. 2103 Dan

    In merito all’incipit: so che Martin piace molto, non discuto la sua bravura… Solo che l’incipit mi suonava un po’ come uno di tredici anni che tira la gonna alla mamma e dice: ‘mamma, mamma! Guarda, sto scrivendo un libro fantasy!’…
    Non mi piace il fantasy che (palesemente) la tira sul male che s’addensa; che poi lo spiattelli, uff… Non so, a me personalmente fa cadere da subito le braccia. Se non altro perché è ormai un lunghissimo tormentone editoriale.
    Il male s’addensa, la foresta si fa buia e forse qualche lupo cattivo è in agguato. Non metto in dubbio che andando avanti la cosa si faccia interessante, ma come invito alle nozze, s’ammetterà spero che non è il massimo (o almeno, che esiste o potrebbe esistere di molto meglio)…
    Ma io non solo il Verbo, e i miei gusti non sono i soli in circolo -forse per fortuna (per editori e scrittori).
    L’idea di capitoli ‘tatuaggio’, invece, è ottima e stimabile. In linea di massima mi piacciono le ‘fiabe’ che vergano solo l’essenziale e il necessario.

  5. 2102 Il Critico

    Per ”MakKo”

    Io non ho detto alcuna stronzata. Se non ti piace cosa scrivo, vattene e non ritornare più.

  6. 2101 MakKo

    @ Il Critico

    C’era bisogno di dare aria alla fogna che hai per bocca per ben due volte per venire qui a dire sta stronzata?

  7. 2100 Il Critico

    Ottima recensione. Veramente ottima. Il stile con cui hai scritto questa recensione assomiglia molto alla scrittura di Stephenie Meyer. Quindi fatti un’idea…

  8. 2099 lila

    Per un periodo limitato, sono di nuovo disponibile a svolgere editing e valutazioni a pagamento

    Pure a pagamento! Per carità, se fai editing come scrivi preferisco di no.

  9. 2098 MakKo

    @Dan

    (purtroppo ho visto che esiste una pagina facebook dedicata a ‘le tenebre stavano avanzando’, e sempre purtroppo ho scoperto che è una pagina d’elogio per l’incipit più originale, arguto e sottile della storia della narrativa fantasy di ogni epoca. Non metto il link perché chi vuole associarsi a tanta banalità è giusto che fatichi di più, o quantomeno che non sia così stoltamente facilitato).

    Scusa Dan, una curiosità: cosa non va nel incipit de Il Trono di Spade?
    “Le tenebre stavano avanzando” o quello che viene dopo?

  10. 2097 Hendioke

    @Dan

    A me l’incipit di Martin non spiace: mette subito in chiaro le cose.

    Martin ha effettivamente uno stile “annacquato” e il suo incipit ne è un ottimo esempio e in questo è molto onesto fin da subito.
    Il problema non è se l’incipit è buono o meno ma se è buono o meno lo stile “annacquato” di Martin.

    Secondo me è più che buono. Andando al fondo della cosa la sensazione di annacquamento è dovuta al fatto che Martin non ha intenzione di perdere troppo tempo dietro al POV, al mostrato che spesso costringe all’accennato; Martin va dritto alla sostanza.
    Se per far questo deve metterti affianco invece che dentro al personaggio, dicendoti che è un veterano che mal sopportrta i nobili invece di inserire X dettagli da cui si possa intuirlo, lo fa, se deve ricorerrere al narratore e compiere una digressione dalla storia lo fa.

    Martin non è mai esattamente nel personaggio POV ma la sua maestria è nel riuscire a ritagliare la narrazione attorno al personaggio così che i capitoli di Tyrion non assomigliano affatto a quelli di Sansa e danno al lettore la netta sensazione di star guardando il mondo dome lo vedrebbe il Nano anche se il narratore non è perfettamente sualla sua spalla ma gli cammina accanto.

    Diciamo che Martin di un paio di regole molto amate dai manuali e da questo sito se ne sbatte ma ha la capacità per aggirarle senza risultare fastidioso o alienante.

    Semmai è preoccupante quanto stia annacquando la sostanza dell’opera: la trama. A volte mi chiedo se sopravviverà fino a scrivere la parole fine u.u

  11. 2096 Miss Tress

    Ciao a tutti! volevo chiedere se qualcuno di voi ha letto “Black Friars l’ordine della spada” di Virginia de Winter. Ho letto tanti commenti entusiastici e anche pesanti stroncature. Il libro l’ho già comprato, sono nel periodo “evviva l’acquisto di mattoni”, ma non so se cominciarlo adesso o più avanti. Voi che ne pensate?

  12. 2095 Dan

    Davide: sì, immaginavo un po’ la stessa cosa: saga corposa e doverosa, ma la cui scrittura è compromessa perché un po’ troppo annacquata… L’incipit, come dissi all’amico che l’adora, mi sembrava un po’ del tipo: iniziamo alla svelta, che chi ben cominciaà è a metà dell’opera…
    E sì, Buon Natale a tutti voi…!

  13. 2094 Cecilia

    Mi state mettendo voglia di leggere anche Barbi. Mannaggia a voi, ho una coda di lettura che non finisce più!

    @Davide

    Di niente, una volta tanto che dei fantasy italiani sono belli ^^
    A questo proposito, segnalerei anche “Il tesoro del Bigatto” di Giuseppe Pederiali (vecchiotto, va recuperato su reti P2P). Libretto minuscolo, parecchio strano, ma l’ho trovato adorabile. Stereotipi non ce ne sono, originalità sì, i personaggi sono simpatici, l’ambientazione è italiana e particolare (non si dica che poi gli italiani vengono sempre schifati).
    Consigliato davvero.

    @Mauro

    Hunger Games e La ragazza di fuoco (il secondo della trilogia) sono stati gli unici YA ad essermi piaciuti davvero. Dando per scontato che tu sappia la trama, l’ambientazione è curata (molto più di qualunque trashata nostrata), la protagonista femminile non è un’ameba in stile Bella Swan, ha un carattere specifico, le sue abilità sono giustificate in modo ragionevole e quando ci sono da fare scelte difficili (omicidi, nella fattispecie) le fa, l’autrice non gliele abbuona perché sì.
    Difetti ce ne sono (troppe cose/situazioni si presentano proprio al momento giusto) ma nemmeno in questi casi si tratta di “perché sì”, anzi, la possibilità del verificarsi di queste cose (medicine che cadono dal cielo) era stata presentata precedentemente e non ti portano a pensare “L’autrice mi prende per il culo”.

  14. 2093 Lidia Perfinta

    @Davide. Concordo su tutto quello che hai detto su “Il burattinaio”. La cosa che preferisco sono i personaggi, come dici tu molto molto ben caratterizzati. Ma hai ragione, la trama è piena di sorprese. Sono contenta che anche a te sia piaciuto quel libro! :-D

    Ah, buon Natale a tutti!

  15. 2092 Davide

    @Cecilia: Non ho letto niente di Zuddas, ma grazie del link, mi incuriosisce.

    @Lidia Perfinta: Da poco ho finito di leggere Il burattinaio di Barbi e mi è piaciuto un sacco. Mi era piaciuto molto anche L’Acchiapparatti di Tilos ma questo, secondo me, è veramente un bel libro, ottimo stile, personaggi perfettamente caratterizzati, ambientazione curata e trama piena di sorprese. Si possono leggere le prime 37 pagine qui. Anch’io sarei curioso di sapere che ne pensa Gamberetta.

    @Dan: Su Martin dico solo che secondo me ha allungato e sta allungando un po’ troppo la storia, che alcuni capitoli e alcuni personaggi non sono scritti e non prendono come altri, ma che alla fine Le cronache del ghiaccio e del fuoco sono una grande, e non solo lunga, opera di narrativa.

  16. 2091 Dan

    (purtroppo ho visto che esiste una pagina facebook dedicata a ‘le tenebre stavano avanzando’, e sempre purtroppo ho scoperto che è una pagina d’elogio per l’incipit più originale, arguto e sottile della storia della narrativa fantasy di ogni epoca. Non metto il link perché chi vuole associarsi a tanta banalità è giusto che fatichi di più, o quantomeno che non sia così stoltamente facilitato).

  17. 2090 Dan

    G., la mia rocambolesca comparsa nel tuo sito può essere stata cosa infelice, ma, se mi riesce, io proporrei una tregua (un riappacificamento? Un chetarsi? Fate voi) con qualcosa che -spero- ci metta d’accordo. Estendo la cosa a tutti coloro che l’hanno letto e ne hanno tratto conclusioni positive o negative… Si tratta dell’incipit dell’inizio della saga di R. R. Martin. Non ne chiedo un articolo più freddo d’una lancia nel costato, ma semplicemente vorrei sapere se sono l’unico a vedervi -sin- troppa pedanteria e banalità. Vai col playback:
    Le tenebre stavano avanzando.
    “Meglio rientrare”. Gered osservò i boschi attorno a loro farsi più oscuri. “I bruti sono morti”.
    “Da quando hai paura ei morti?” C’era l’accenno di un sorriso sui lineamenti di ser Waymar Royce.
    Gared non raccolse. Era un uomo in età, oltre i cinquanta, e di nobili ne aveva visti andare e venire molti. “Ciò che è morto resta morto” disse “e noi non dovremmo averci niente a che fare.”
    “Che prova abbiamo che sono davvero morti?” chiese Royce a bassa voce.
    “Will li ha visti. Come prova, a me basta.”
    Will sapeva che prima o dopo l’avrebbero trascinato nella discussione. Aveva sperato che accadesse dopo, piuttosto che prima. “Mia madre diceva che i morti non parlano” s’intromise.
    “Davvero, Will?” rispose Royce. “E’ la stessa cosa che mi diceva la mia balia. Mai credere a quello che si sente vicino alle tette di una donna. C’è sempre da imparare, perfino dai morti.”
    La doresta piena d’ombre rimandò echi della voce di ser Waymar. Troppi echi, troppo forti e definiti.
    “Ci aspetta una lunga cavalcata” insisté Gared. “Otto giorni, forse nove. E sta calando la notte.”
    “Cala ogni giorno, quasi sempre a quest’ora.” Ser Waymar alzò uno sguardo privo d’interesse al cielo che imbruniva. “Qualche problema con il buio, Gared?”
    Will vide le labbra di Gared stringersi e la rabbia repressa a stento invadere i suoi occhi. Gared aveva passato quarant’anni nei Guardiani della notte, la maggior parte della sua vita di ragazzo, tutta la sua vita di uomo, e non era abituato a essere preso con leggerezza. Ma questa volte nel vecchio guerriero c’era qualcosa di più dell’orgoglio ferito. Una tensione nervosa che arrivava pericolosamente vicino alla paura.
    Will la percepiva, la sentiva. Forse perché lui stesso aveva paura.
    Era di guarnigione sulla Barriera da quattro anni. La prima volta che l’avevano mandato sull’altro lato tutte le antiche, sinistre storie gli erano tornate alla mente come una valanga. Aveva sentito le viscere attorcigliarsi e il sangue andare in acqua. In seguito ne aveva riso. Era un veterano adesso, con centinaia di pattugliamenti alle spalle. Per lui non c’erano più terrori in agguato nella sterminata estensione verde scuro che quelli del Sud chiamavano la Foresta stregata.
    O per lo meno, non c’erano stati terrori fino a quella notte. C’era qualcosa di diverso, quella notte, qualcosa che gli mandava brividi gelidi lungo la schiena: le tenebre, la loro densità. Erano fuori da nove giorni, e avevano cavalcato prima verso nord, poi verso nord-est, poi di nuovo verso nord, seguendo da vicino le tracce di una banda di bruti e allontanandosi sempre di più dalla Barriera. Ogni giorno era stato peggiore del precedente.
    E quel giorno era il peggiore di tutti. Il vento gelido che soffiava da settentrione faceva oscillare e frusciare gli alberi della foresta come se fossero dotati di una loro vitalità interna. Per l’intera giornata Will non era stato in grado di scacciare la sensazione di essere osservato da occhi implacabili, paralizzanti, carichi d’odio. Anche Gared aveva avuto la stessa sensazione. E adesso Will aveva un’univa idea in mente: partire al galoppo sfrenato, tornare al più presto dietro la sicurezza della Barriera. Ma non era un’idea da condividere con il comandante.
    Specialmente con un comandante come quello.

    Ai posteriori l’ardua sentenza…
    -non sapevo dove inserirlo: la fogna mi sembra appropriato.

  18. 2089 Mauro

    Per caso sapete dirmi com’è The Hunger Games (e i seguiti)?

  19. 2088 DarkPhoenix

    Salve, Gamberetta! Mi auto-esilio nella Fogna, visto che il mio commento ha due scopi: farti sapere che le tue recensioni mi divertono molto (e mi hanno fatto capire cosa c’era che non andava nei libri della Troisi) e attirare la tua attenzione e quella degli altri lettori sul nuovo fenomeno fantasy, gli angeli. Ho appena finito Angelology di Danielle Trussoni e… mi ha privata della favella. Sono solo io o c’é molto che non va in quel libro? Ovvio che tu fai come ti pare, ma credo che verrebbe fuori una recensione divertente. Certo, se si ha voglia di spararsi 500 pagine che sembrano 1000…
    Grazie dell’ottimo lavoro svolto, e ne approfitto per augurarti buone feste!

  20. 2087 Merphit Kydillis

    Cara Gamberetta,

    Quest’anno sono stato buono. Ti prego, per Natale fai la recensione di Unika – La Fiamma della Vita

    Grazie

  21. 2086 Lidia Perfinta

    Visto che qui spesso si citano nuovi titoli, mi piacerebbe sapere cosa ne pensate de “Il burattinaio” di Francesco Barbi. Io l’ho finito da poco e mi è piaciuto molto. L’ho trovato anche migliore del primo, più compatto e scorrevole.

    @Gamberetta. Ho scoperto questo autore grazie alla tua recensione dell’Acchiapparatti di Tilos, quando era ancora pubblicato da una piccola casa editrice. So che poi hai mandato al diavolo Francesco, però a me quella recensione ha fatto scoprire proprio una bella storia, (com’era stato per Pan di Dimitri). In questo secondo libro ho trovato migliorato stile e intreccio. Poi c’è tanto mostrato, e descrizioni incisive… Mi sembra che l’autore si stia muovendo nella direzione giusta. Questa la mia opinione. Tu l’hai letto?

  22. 2085 Cecilia

    Segnalazione su fantasy italiano non trash (!!!):

    Tal “Tabula Fati” ripubblica tutto il Ciclo delle Amazzoni di Zuddas, che se non sbaglio era sparito dalle librerie da anni e anni (il primo è stato recensito anche qui sui Gamberi)
    I libri costicchiano (14 euri primo e quarto, 22 euri il secondo e il terzo) ma penso li valgano. Di sicuro più di molti altri che girano adesso.

    Info più dettagliate qui.

  23. 2084 MakKo

    In un articolo sul sito di National Geographic ho trovato un bel riferimento a
    questi nuovi funghi che prendono il controllo del cervello.

    Ho pensato potesse interessare.

    Mi ha fatto subito pensare a questo:

    http://fantasy.gamberi.org/2010/10/23/funghi-assassini/

    Che il futuro dell’umanità sia davvero l’essere dominati dai funghi?

  24. 2083 Hendioke

    Molte specie di formiche si nutrono e a volte perfino coltivano i funghi! Che ironia della sorte. Che ci si debba preparare a venire zombificati dall’insalata? XD

  25. 2082 Tom

    In un articolo sul sito di National Geographic ho trovato un bel riferimento a
    questi nuovi funghi che prendono il controllo del cervello.

    Ho pensato potesse interessare.

  26. 2081 Anormalmen

    Majaiba! Tabbonamokk! Tashish!

  27. 2080 DagoRed

    Gamberetta, mi permetto di segnalare l’ultima spassosissima puntata dei simpson. Il plot in breve:

    Lisa learns the shocking truth about the world of tween novel publishing and decides to write her own fantasy novel. Bart, Homer, and others write their own fantasy novel for tweens, but the publisher wants to make it into a cliche vampire novel.

    Giuro, credo sia la più spassosa e al contempo arguta puntata dei simpson degli ultimi 5 anni. Una presa per il culo spietata della moda dei fantasy a ripetizione, delle storielle potteriane e di quelle coi vampiri. In più ci sono: Lisa aspirante esordiente piena di buone intenzioni ma afflitta dal temuto blocco dello scrittore, un editore esattamente uguale a come li descrivi tu, Stephenie Meyer e Neil Gaiman che porta le pizze.

    Ve lo consiglio ^_^

  28. 2079 Merphit Kydillis

    Gamberetta, c’è una discussione sul Forum di Palazzo che potrebbe interessarti. Anche ad Angra :)

    http://kpforum.blogfree.net/?t=3791291

  29. 2078 Sarastro

    Ciao, non so se ne è parlato, volevo fare una segnalazione: da un paio di settimane sono nuovamente disponibili in italiano, pubblicati da Fanucci, i quattro romanzi del famoso ciclo di Hyperion di Dan Simmons, da tempo irreperibile in italiano.

    Un saluto a Gamberetta e ai frequentatori del blog!

  30. 2077 Rogue

    Ti ringrazio moltissimo per le informazioni. Credo che farò uso di quella licenza quando aprirò il blog, cosa che spero di fare entro l’anno.
    Devo solo riuscire a finire almeno un racconto!
    A presto.
    Elena

  31. 2076 Gamberetta

    @Rogue. Per la legge italiana all’atto di scrivere qualcosa hai il completo controllo sulla tua opera. Il che vuole dire che se la metti online, nessuno ha il diritto di riprodurla senza la tua esplicita autorizzazione.
    Perciò se è solo questo che ti preoccupa non hai bisogno di alcun tipo di licenza, sei già legalmente protetta dal momento in cui scrivi. Ovvio poi che ci sono una serie di problemi pratici: per esempio se vale la pena finire in tribunale per un copione, anche se tecnicamente hai ragione. Ma problemi di questo tipo sono inevitabili.
    La licenza CC, che è gratuita, serve a limitare il tuo controllo sull’opera. Per esempio la licenza che ho messo sul blog consente a chiunque di riprodurre i miei articoli purché lo faccia in un contesto non commerciale e mi citi come autrice. Se non avessi messo la licenza CC le persone non avrebbero in nessun caso potuto riprodurre i miei articoli, non legalmente.
    Per maggiori informazioni, ti consiglio di leggere attentamente il sito italiano della CC, a partire dalle FAQ.

  32. 2075 Rogue

    Ciao Chiara, mi metto direttamente in fogna perchè devo solo chiedere un’informazione. Ho visto che il blog è protetto da Creative Commons.
    Come funziona questa licenza? É una specie di copyright?
    Tra qualche tempo vorrei aprire un blog dove postare i miei racconti (fantasy/sword and sorcery), CC impedirà a chicchessia di appropriarsi di quello che scrivo e spacciarlo per suo? Non che io scriva capolavori, però non si sa mai.
    Un’altra cosa, avere questa licenza ha un costo o è gratuita?
    Ti ringrazio in anticipo.
    Elena

  33. 2074 Franek Miller

    @clio

    che ricicli sempre il cliché dell’eroina girovaga non ci piove. Ho quasi nostalgia delle pistole di Miss Croft quando leggo di spade magggiche e pugnali stregati.

  34. 2073 Clio

    La trama riguarda una certa Figlia dell’Estate che deve farsi una sgambettata nei regni delle altre stagioni.

    E’ un’impressione mia, o la nostra Licia nazionale scrive e riscrive sempre la stessa storia (che peraltro non era una bomba di inventiva nemmeno all’origine)?

  35. 2072 Franek Miller

    è uscita in edicola l’ultima fatica di Licia Troisi. Ho letto il primo paragrafo e ci son già due domande retoriche. La trama riguarda una certa Figlia dell’Estate che deve farsi una sgambettata nei regni delle altre stagioni. Avanguardia.

  36. 2071 Emile

    “bhe io sono dell’idea che un bravo critico non dovrebbe mai fare un errore più grande di quel che è o farlo credere un errore di tipo diverso ”

    Assolutamente d’accordo, rimane comunque un’ “imprecisione” evitabile.

  37. 2070 Emile

    Sisi, se leggi mi ero già corretto in corsa, avevo in mente varie cose e avevo fatto un’ “amalgama” a cazzo : p

  38. 2069 Hendioke

    In ogni caso, per quanto riguarda gli aspiranti scrittori, ribadisco che per me il fatto che prendano un errore per più grave di quel che è non è un male, finché cmq l’errore è oggettivamente esistente; è invece DECISAMENTE un male quando l’esempio è proprio errato e l’errore non sussiste.

    Ah ok e io che avevo già risposto XD
    bhe io sono dell’idea che un bravo critico non dovrebbe mai fare un errore più grande di quel che è o farlo credere un errore di tipo diverso ma diamine, direi che su questo pezzo che ti ho quotato possiamo chiudere la discussione in accordo al 99% ;)

  39. 2068 Hendioke

    Ripeto ANCORA a scanso di equivoci: concordo sul fatto che accanirsi sia sbagliato, assolutamente.

    L’ho capito benissimo e non sto sostenendo che tu abbia un’altra posizione :)

    Sto solo cercando di spiegarmi bene. Quando mi riferisco allo scrittore non intendo lo scrittore del libro su cui G. si accanisce ma l’aspirante scrittore o lo scrittore che vuol emigliorare, gente tipo Angra, me e molti altri (ma l’avevo pure scritto in un commento precedente “l’aspirante scrittore”).
    E’ su di lui che rischia di scattare la conseguenza negativa di cui al commento precedente :)

  40. 2067 Emile

    Mh, ho fatto un pò di casotto nel reply, inizialmente parlavo dello scrittore come “autore dell’opera demolita”, pardon : p
    In ogni caso, per quanto riguarda gli aspiranti scrittori, ribadisco che per me il fatto che prendano un errore per più grave di quel che è non è un male, finché cmq l’errore è oggettivamente esistente; è invece DECISAMENTE un male quando l’esempio è proprio errato e l’errore non sussiste.

  41. 2066 Emile

    “Appunto, per il lettore non cambia niente. ”

    No, se rileggi meglio i miei interventi vedrai che sostenevo l’ “innocuità” della cosa anche dal punto di vista dello scrittore, che potrà ovviamente risentirsi ecc, ma non potrà valutare in modo troppo severo la sua opera perché “fuorviato” da G., visto che la sua opera in effetti E’ merda, e se lo pensa fa solo bene!
    Quanto invece al “eh ma poi lui inizia a pensare che X errore sia più grave di quel che è ecc” per me non è spaccare il capello in quattro, ma in otto: tecnicamente può essere anche vero ma un bel CHISSENEFREGA no? Ok diciamo che io autore di Ancess mi fisso su un errore veniale pensando che sia una roba molto grave, mbè? Finché cmq di errore si tratta questo potrebbe anzi essergli d’aiuto per fargli prestare più attenzione in futuro; discorso diverso per quando l’errore proprio non c’è, ma sono casi davvero rari (però è grave quando succede).

    Ripeto ANCORA a scanso di equivoci: concordo sul fatto che accanirsi sia sbagliato, assolutamente.

  42. 2065 Hendioke

    Appunto, per il lettore non cambia niente. Quello su cui volevo mettere l’accento è che per lo scrittore in cerca di esempi da non imitare e viene su questo blog per imparare (dai manuali e dalle recensioni) cambia qualcosa.
    Cambia che mentre il lettore dice “ok ok questo libro non solo è brutto è davvero una merda” lo scrittore vede il dettaglio di contorno massacrato e fatto a fette, ne ha sicuramente di simili nel proprio libro e pensa “oddio, sto scrivendo una merda!” mentre in realtà non sta scrivendo una merda (o se la sta scrivendo non è una merda per colpa dell’elemento di contorno, il “falciare il prato”) è solo G. che si sta accanendo contro un libro!

    Quando una persona sa che molta gente viene sul proprio blog per imparare o migliorarsi dovrebbe stare più attenta a queste cose (oppure mettere un dislaimer: scrittori, rifatevi ai miei manuali ma non affidatevi a tutti gli esempi che faccio nelle rece, alcuni son lì solo per sfogo) ^^

  43. 2064 Emile

    Poi ribadisco eh: NON è una cosa corretta da fare, e fossi una delle sue “vittime” mi sentirei mortificato per l’aborto partorito, ma mi infastidirebbero cmq certi “eccessi”; però per me rimangono sostanzialmente “innocui” da ogni punto di vista.

  44. 2063 Emile

    “però la trovo una cosa sbagliata”

    Ma anche io non lo trovo giusto, e l’ho ribadito. Non concordo però sulle conseguenze, ovvero sul far passare un’opera per una schifezza ancora più grande di quella che in realtà sia: tutti i libri su cui si è accanita per me già erano al livello più basso possibile della scala, e punto. Del resto là dove si può notare “accanimento” è in qualche dettaglio di contorno, e non sono quelli a poter far rivalutare in qualche modo un libro: non è che se mi storpi il cane, uccidi la mamma e stupri la ragazza in qualche modo puoi parzialmente rifarti falciandomi il prato!

  45. 2062 Hendioke

    Quanto al punto che sollevi tu concordo solo in parte: quando un libro si dimostra davvero brutto (e quindi la “disgusta”) tende a calcare eccessivamente la mano anche su particolari minori, ed è qualcosa che nemmeno a me fa impazzire.
    D’altra parte rimane però un dato di fatto: la valutazione complessiva rimarrà sempre molto accurata, la merda sempre merda sarà: si può spaccare il capello e farle notare come su X riga si sia accanita in modo eccessivo, ma rimane il fatto che nella stessa recensione porta sempre allo scoperto talmente tanta merda che comunque non c’è il sospetto che si sia sottovalutata un’opera magari meno scadente di quel che appariva nel pezzo.

    Anch’io concordo in parte (sembra la fiera delle mezze concordie :D), se Gamberetta si accanisce su un libro vuol dire che questo è brutto e l’ha già dimostrato a sufficienza nel resto della recensione, però la trovo una cosa sbagliata perché questo accanirsi ha più di una conseguenza.

    Se un libro è brutto e G. si accanisce per farlo passare per una merda oppure se è una merda e G. si accanisce per farlo diventare una merda assoluto a me lettore cambia poco.
    Il libro non l’avrei comprato nel momento stesso in cui dalla recensione emerge che è brutto, se poi G. vuole accanirsi e farlo passare per peggio di quel che è additando a frasi che in altri libri non avrebbe segnato come errori non mi cambia niente.

    Ma se io sono un aspirante scrittore o scrittore (come buona parte delle persone che passano di qui) che è qua per imparare dai manuali (ottimi) di Gamberetta puoi immaginare che effetto facciano certe sue recensioni? Se recensendo un libro di merda vuol farlo passare per una merda assoluta e mi tira in mezzo una riga, riprendo l’esempio della frase sul ponte, per dirmi “ecco, il libro è una merda assoluta questo errore esecrabile è la prova” io aspirante scrittore vengo portato a pensare, soprattutto dopo aver visto che in pagine e pagine di commenti difende a spada tratta la sua idea, che quello è un errore squalificante, e se quello (di fatto una minchiatella) è un errore squlificante non posso fare a meno di pensare che quanto scrivo sia pieno di merda fino alle orecchie!

    Poi magari vado a prendermi uno di quei libri che lei recensisce positivamente e, tho, ritrovo certe frasi dello stesso identico tenore.
    Se uno è qui per imparare impara anche dagli errori che lei riporta nelle rece, ma se oltre ad errori oggettivi ed imperdonabili quando le salta il ticchio mi riporta come errori madornali errori lievi o non-errori (ma semplici frasi legittime che avrebbero potuto essere scritte meglio) cosa impara? Che dovrebbe showdon’ttellare tutto il romanzo (cosa che mi son chiesto davanti ad un paio di sue recensioni di quelle strong) dalla scena clou a quando il protagonista va al cesso?

    Pereira nella sua incapacità di portare esempi uno buono per il mio discorso l’ha portato: quando nel romanzo di G. il coniglietto prende una sigaretta. E’ il tipo di frase che quando decide di accanirsi contro un romanzo prende e smonta brandendo l’arma suprema e oggettiva dello show don’t tell i cui confini di utilizzo in questi casi tende a dilatare oltre il lecito.

    Gamberetta è molto in gamba però trovo che a volte un po’ più di onestà e meno fanatismo farebbero bene a tutti: a lei (che si rovinerebbe meno il fegato di fronte a certi libri) e a noi che siam qui per imparare :)

  46. 2061 Emile

    Bla bla bla.
    E’ già la terza volta che saluti, speriamo sia quella buona.

  47. 2060 Pereira

    Continua pure a crederlo precludendoti margini di miglioramento, non ti preoccupare non mi sono affatto stizzito, anzi in fin dei conti è stato perfino un piacere, solo che una volta arrivati al muro contro muro c’è poca strada che si possa fare quindi mi limito a salutare ed augurare una buona serata.

  48. 2059 Emile

    “Purtroppo i fatti rimangono”

    Vero…purtroppo per te.

    Fatto 1: non sei riuscito ad argomentare NULLA DI NULLA
    Fatto 2: OGNI volta che ti ho chiesto di entrare nel concreto hai svicolato in maniera indegna
    Fatto 3:ti sei messo a dissertare su “quanto sarebbe bello sapere perché tante persone apprezzano Twilight” e altre cazzate simili che NULLA c’entrano con una recensione
    Fatto 4: quando ti si inizia a criticare non sai più che diavolo dire se non ripetere in loop le stess 2/3 idiozie (ovviamente senza mai argomentarle) e cominciare a fare lo stizzito con battutine sull’ “aprire la mente” ecc dette dall’alto del tuo…NULLA

    Potrei continuare ma direi che ce n’è più che a sufficienza per il

    Fatto Finale: sei un povero fesso

  49. 2058 Pereira

    Se per te le sue recensioni sono non dico ampie ma “complete” la cosa è preoccupante, poi ho già detto che non voglio gloss… oh lascia perdere, arrivato a questo punto il teatrino diventa noioso e ridondante, mi auguro solo che col tempo tu riesca a maturare un pochino e a smettere di autoingannarti rinchiudendoti sulle tue posizioni, non ti riesce bene. Purtroppo i fatti rimangono, ci son più sfoghi che recensioni.

    Ti lascio qui un articolo che mi è capitato di leggere dopo una bella dose di quelli di Gamberetta, non lo condivido in toto ma ha alcuni spunti parecchio interessanti, forse ti aiuterà ad aprire un po’ la mente, qui in mezzo fra tutti sei quello che ha dimostrato di averne più bisogno.
    http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=uriel%20fenelli%20gamberi&source=web&cd=2&ved=0CCYQFjAB&url=http%3A%2F%2Fwww.keinpfusch.net%2F2010%2F10%2Fcritica-capricciosa-e-letteratura.html&ei=Fdy1TqmeI6fE4gSHpLDGAw&usg=AFQjCNFQSU0naj5N82jyN-yTzKcAScgA6g&cad=rja

    È stato un piacere conversare con voi signori!

  50. 2057 Emile

    “se per te “tanta merda” equivale all’analisi di una minima parte del testo sono felice per te”

    ahuahuahuahuahuahuahuuahahu, incredibile santo cielo.
    Le sue recensioni credo siano le più complete e ampie che io abbia mai letto, ma forse in effetti doveva inserire ogni singola pagina del libro ed analizzarla riga per riga per fare un buon lavoro ahauahuahuahuhuahuaahuahuahuahuahu
    La tua “minima” parte è fatta di citazioni puntuali dell’opera prese come esempio per mostrare gli errori più gravi e ripetuti dell’autore, ma forse hai ragione cavolo: non ci sono PROVE che il resto del libro non sia scritto in maniera totalmente differente, che imperdonabile trascuratezza!
    Oltrettutto ci vuole davvero la faccia come il culo a dire certe cose dal tuo punto di vista, dato che ancora non hai mostrato UN esempio concreto per dare forza alle tue cazzate opinioni, dato che quando ti si chiede di farlo o inventi scuse o glissi totalmente.
    Per il tuo bene, sii un troll.

  51. 2056 Emile

    “Emile, vuoi forse negare che le sue “recensioni” in fin dei conti non siano solo un prendere pezzi di testo per demolirli sistematicamente su una base di regole e manuali”

    Sì, lo nego decisamente.
    G. demolisce ciò che merita essere demolito e lamentarsi che venga fatta a pezzi un’opera degna solo della spazzatura è patetico è ridicolo, soprattutto se lo fa qualcuno che nemmeno sa di che cazzo sta parlando. E’ PIENO di sue recensioni dove non si demolisce nulla e, ma tu guarda il caso, coincidono tutte con opere ritenute da G. valide.

    “Che anche sui manuali ci possano essere “cazzate” concordo, ma dovrebbero essere i primi ad evitarle”

    Maggiura? E la prossima qual è, “l’acqua bagna”?
    Ma, ancora, va a MERITO di G. il suo segnalare imprecisioni e difetti trovati in un manuale, perlomeno se le segnalazioni sono corrette.
    E, guarda il caso, ancora non mi hai mostrato UNA sua critica infondata in tal senso, UN esempio dal quale partire e ragionare.

    “ritengo più interessante capire anche perchè una cosa possa avere dei riscontri positivi”

    CHISSENEFREGA cosa ritieni più interessante tu, CHISSENEFOTTE
    Come ti avevo GIA’ fatto notare, NON è questo che si deve fare in sede di RECENSIONE, se vuoi leggerti qualche bella analisi sociologica sul fenomeno Twilight hai sbagliato sito, punto.
    Se non arrivi nemmeno a capire una cosa semplice hai davvero SERI problemi.

  52. 2055 Pereira

    Mi sembrava di aver già chiarito di aver criticato il suo modo di operare e non i giudizi finali, per i secondi è essenziale aver letto il libro, il primo è facilmente osservabile, se per te “tanta merda” equivale all’analisi di una minima parte del testo sono felice per te

    Mi auguro davvero che tu non abbia ancora raggiunto la maggiore età.

  53. 2054 Pereira

    Emile, vuoi forse negare che le sue “recensioni” in fin dei conti non siano solo un prendere pezzi di testo per demolirli sistematicamente su una base di regole e manuali di cui molti (non faccio parte di questi) criticano perfino l’utilità fino a spingerla a creare la lista di “miti e leggende”? A questo punto sono io che ti consiglio di andare a rileggere qualcuna delle sue recensioni, tipo quelle sulla Troisi (dove per fare un esempio nella prima l’unico punto positivo è riconosciuto solo allo scopo di rincarare la dose di veleno). Continua a negare la realtà, senza dubbio ti risulterà più facile.

    Che anche sui manuali ci possano essere “cazzate” concordo, ma dovrebbero essere i primi ad evitarle, se vengono a mostrarsi anche su di questi in base a cosa arrivi a definire i criteri lì illustrati come oggettivi ed universali?

    Prosegui alla grande travisando ancora una volta le mie parole, inizio a chiedermi se tu lo faccia di proposito o per difficoltà di comprensione, un film/libro può anche vendere tanto ed essere stroncato dai più, non ho detto che equivalga ad un capolavoro, ma ritengo più interessante capire anche perchè una cosa possa avere dei riscontri positivi invece di limitarmi a demolirla perchè “armato di tre manuali” riesco a far passare tutto per schifezza tramite l’analisi di cinque-sei parti del testo.

    Capisco il perchè le sue recensioni piacciano (e qui lavoro su due fronti), ed essendo questo un blog l’autrice ha tutto il sacrosanto diritto di continuare a procedere come ha sempre fatto (non è mia intenzione farle cambiare metodo), così come io ho colto l’occasione per buttare giù i miei pensieri qui nella sezione commenti in base a delle osservazioni che ho fatto.

    Osservazioni che viste certe reazioni comunque sono riuscite a colpire nel segno.

  54. 2053 Emile

    “Se a Gamberetta un libro non piace non ne nasconde le qualità ma a volte ne esalta i difetti con un accanimento che fa sospettare dell’oggettività delle sue critiche.
    Oltre all’esempio su HP che facevo sotto ricordo che nella recensione di un libro a suo dire orribile (e certamente brutto) riportò e critico durissimamente, oltre a degli estratti oggettivamente indifendibili, una frase d’una riga descrittiva di un ponte.”

    Questo è tutto un altro discorso rispetto alle sparate di Pereira, sparate che, si scopre ora, sono pure state fatte senza la minima cognizione di causa.
    Quanto al punto che sollevi tu concordo solo in parte: quando un libro si dimostra davvero brutto (e quindi la “disgusta”) tende a calcare eccessivamente la mano anche su particolari minori, ed è qualcosa che nemmeno a me fa impazzire.
    D’altra parte rimane però un dato di fatto: la valutazione complessiva rimarrà sempre molto accurata, la merda sempre merda sarà: si può spaccare il capello e farle notare come su X riga si sia accanita in modo eccessivo, ma rimane il fatto che nella stessa recensione porta sempre allo scoperto talmente tanta merda che comunque non c’è il sospetto che si sia sottovalutata un’opera magari meno scadente di quel che appariva nel pezzo.
    Per dire: nel breve articolo (NON recensione, comunque) su Ancess secondo me alcune volte G. si accanisce in modo troppo duro su determinati “peccati veniali”: rimane il fatto che non credo di aver MAI letto in vita mia qualcosa di scritto peggio e che, anzi, in un commento successivo viene riportato un pezzo dello stesso libro MOLTO più brutto di quello analizzato da G.
    Ma, lo ripeto ancora per chiudere, stiamo comunque parlando di qualcosa di TOTALMENTE DIVERSO rispetto a “maddai se è piaciuto a tanti avrà anche dei lati positivi!!!!11″.

  55. 2052 Emile

    “evidentemente qualcuno è riuscito a trovarci aspetti positivi”

    Quindi se un’opera vende ha per forza dei pregi giusto?
    Successo=qualità eh?
    Vacanze di Natale=capolavoro del cinema eh?

    Ma va a quel paese, va.

  56. 2051 Emile

    “Purtroppo per fare un lavoro del genere dovrei aver letto i libri recensiti, forse in futuro se ne riparlerà.”

    Insomma hai sempre parlato a cavolo? Stai ammettendo candidamente di non avere minimamente le basi per poter parlare con cognizione di causa dell’argomento e il massimo che sai tirare fuori è “maddai ci sarà qualcosa di buono anche in Twilight!” (“argomento” francamente imbarazzante, per non scadere nel volgare)?

    “Guardando però le sue considerazioni sugli stessi potrai notare che vengono criticati a loro volta (tipo quelli sulla descrizione: esempi pessimi, trattazione superficiale ecc.) se si arriva a criticare la fonte dello stesso metro di giudizio che ci si pone, secondo quale criterio puoi ancora andare a definirlo come oggettivo?”

    La vuoi PIANTARE di parlare di aria fritta ripetendo le stesse cose a pappagallo e iniziare a citare casi CONCRETI in cui lei avrebbe fatto questo tipo di cose? Fermo restando che la tua frase è delirante: ci mancherebbe solo che i manuali non siano perfettamente criticabili quando riportano cazzate, anche su questioni oggettive si possono scrivere fesserie se si comincia a ragionare in modo sbagliato. Ma questo non toglie un atomo alla validità delle regole della buona narrativa, semplicemente c’è chi le ha ben comprese e chi no.
    Ma ripeto ancora: a monte ci devi essere TU che mi citi critiche di G. che non ti hanno convinto, o continuerai solo a renderti ridicolo.

  57. 2050 Pereira

    Oddio, è sempre un po’ triste vedere qualcuno che si scalda così, mi dispiace ma non mi baso sul nulla, questo è quello che ti piacerebbe, c’è anche chi le mie obiezioni magari non condividendole (o non condividendone la portata, come Hendioke) è riuscito a capirle.

    I libri recensiti fortunatamente non li ho letti, ma molta di quella robaccia ha avuto seguito, le cronache a quanto risulta dalla stessa recensione della gamberetta hanno avuto numerosi sostenitori, evidentemente qualcuno è riuscito a trovarci aspetti positivi, non proiettare la tua incapacità sugli altri. D’altro canto se arrivati a questo punto non hai ancora capito che della grande G. critico solo il modus operandi e non il giudizio finale c’è ben poco che io possa fare per te.

    Sulla questione delle “misure a cazzo” di ponti/draghi/castelli massicci e simili potrebbe anche essere un tuo problema riguardante la capacità d’immersione, c’è chi ci riesce con poco e chi ha bisogno di più spinta, chi si accorge della cazzata e lascia correre, chi se la prende a male e chi perchè distratto non fa neanche caso all’errore.

    Reprimi la rabbia adolescenziale e ragiona a mente più lucida, forse ti accorgerai che le mie opinioni valgono quanto se non più delle tue.

    Se posso darvi un’altro consiglio tenetevi ben stretti utenti come Hendioke, ce ne son pochi, a quanto pare qui chi riporta fatti scomodi o non concorda è un “troll” un “tale che si basa sul nulla” o “cazzataro” e quindi un semplice (e comodo, per cambiare) bersaglio da demolire, dovrò rimproverare più duramente del previsto l’amico che mi ha consigliato questo blog.

  58. 2049 Zave

    @Pereira:
    hai detto bene: per parlare dovresti avere cognizione di causa.
    quello che stai facendo ora è aprire la bocca e vomitare stronzate!

    fai solo discorsi sul nulla, come quest’ultimo sul fatto che G non faccia altro che evidenziare i difetti ignorando i pregi ma quando ti chiedono di argomentare rispondi “eh ma dovrei aver letto i libri recensiti”.

    ma vuoi portare un cazzo di esempio valido che sia uno?
    su cosa stiamo discutendo?
    sul fatto che secondo te G ignori i pregi dei libri recensiti perché kattiva così sulla fiducia, perché tu questi pregi ignorati non li conosci visto che i libri recensiti non li hai letti?

    per fare un paio di esempi di roba recensita da G io ho letto la prima saga della troisi e la saga della meyer.
    di pregi ignorati da G mi spiace tanto ma non ne ho proprio visti.

    le cronache le avevo lette anni fa quando non ero molto critico come lettore, ma già allora mi ero reso conto di diverse stronzate.
    per farti un esempio avevo cercato di immaginarmi la città all’inizio del primo libro dalle descrizioni della troisi ma non ci avevo capito nulla per via di misure alla cazzo e cose completamente inverosimili.

    twilight l’ho letto più di recente (sfidato da un amico che era stato pressato a leggerlo dalla sorella) quindi ricordo meglio.
    la recensione è completamente calzante e anzi gamberetta segnala l’unico pregio (relativamente ad altra spazzatura, sarebbe azzardato definirlo pregio in termini assoluti) della scrittura scorrevole, e mi ha fatto crepare dal ridere constatare come fosse anche l’unico pregio che io avevo riscontrato: il mio commento alla saga infatti era stato “saga di merda ma almeno è scorrevole, la definirei diarrea”.

    tu stai di fatto rivendicando il diritto di parlare senza sapere di cosa parli, per partito preso.
    se non sai nulla dell’argomento e non vuoi nemmeno farti lo sbattimento di documentarti un minimo puoi evitare di condividere le tue opinioni in merito perché tanto non valgono nulla e anche qualora fossero corrette sarebbe per puro caso e in ogni caso non potresti dimostrarlo senza argomentazione.

  59. 2048 Hendioke

    Vi trovo entrambi esagerati.
    Pereira,
    Gamberetta se un libro ha delle qualità le mette in luce (nel caso di Twilight se non l’hai letto spero vorrai fidarti di me che mi son spinto fino a metà di qualità non ne ha, a parte l’esser stato scritto in inglese corrente e avere un protagonista, se vogliamo considerarla una qualità, con cui è un attimo sostituirsi).

    Emile,
    Se a Gamberetta un libro non piace non ne nasconde le qualità ma a volte ne esalta i difetti con un accanimento che fa sospettare dell’oggettività delle sue critiche.
    Oltre all’esempio su HP che facevo sotto ricordo che nella recensione di un libro a suo dire orribile (e certamente brutto) riportò e critico durissimamente, oltre a degli estratti oggettivamente indifendibili, una frase d’una riga descrittiva di un ponte.
    Una frase probabilmente infelice per la scelta dei termini ma che difficilmente poteva definirsi oggettivamente errata visto che serviva a definire quel ponte come un tipo preciso di ponte fra i tanti tipi possibili.
    Ne scoppiò una discussione di non ricordo quante pagine a riguardo XD
    Invece se un libro le piace non arriva a riportare e criticare come errori frasi così al limite dell’oggettivamente giusto sbagliato, anzi ci passa sopra quando magari in altri libri vi dedicherebbe un paragrafo.

  60. 2047 Hendioke

    Vi trovo entrambi esagerati.
    Pereira,
    Gamberetta se un libro ha delle qualità le mette in luce (nel caso di Twilight se non l’hai letto spero vorrai fidarti di me che mi son spinto fino a metà di qualità non ne ha, a parte l’esser stato scritto in inglese corrente e avere un protagonista, se vogliamo considerarla una qualità, con cui è un attimo sostituirsi).

    Emile,
    Se a Gamberetta un libro non piace non ne nasconde le qualità ma ne esalta i difetti con un accanimento che fa sospettare dell’oggettività delle sue critiche.
    Oltre all’esempio su HP che facevo sotto ricordo che nella recensione di un libro a suo dire orribile (e certamente brutto) riportò e critico durissimamente, oltre a degli estratti oggettivamente indifendibili, una frase d’una riga descrittiva di un ponte.
    Una frase probabilmente infelice per la scelta dei termini ma che difficilmente poteva definirsi oggettivamente errata visto che serviva a definire quel ponte come un tipo preciso di ponte fra i tanti tipi possibili.
    Ne scoppiò una discussione di non ricordo quante pagine a riguardo XD
    Invece se un libro le piace non arriva a riportare e criticare come errori frasi così al limite dell’oggettivamente giusto sbagliato, anzi ci passa sopra quando magari in altri libri vi dedicherebbe un paragrafo.

  61. 2046 Pereira

    Purtroppo per fare un lavoro del genere dovrei aver letto i libri recensiti, forse in futuro se ne riparlerà.
    Tuttavia vuoi farmi davvero credere che anche in “porcate” come Twilight non ci sia davvero neanche una qualità che si possa mettere in mostra? La verità è che non si è mai neanche sforzata, far leva sui difetti esaltandoli al massimo per sommergere i pregi è molto più semplice e sicuramente più appagante, non ho mai parlato di un lavoro di glossa su tutti i libri che “recensisce”.

    Riguardo l’oggettività sappiamo che queste recensioni si basano su una serie di conoscenze e vari manuali. Guardando però le sue considerazioni sugli stessi potrai notare che vengono criticati a loro volta (tipo quelli sulla descrizione: esempi pessimi, trattazione superficiale ecc.) se si arriva a criticare la fonte dello stesso metro di giudizio che ci si pone, secondo quale criterio puoi ancora andare a definirlo come oggettivo? Non riguardava il fatto che i manuali non convincessero ME, ma che a tratti anche la stessa Gambera sollevasse obiezioni a riguardo.

    Almeno Dan sembra aver capito molto bene ciò che intendo, evidentemente ciò che dico qualche riscontro ce l’ha.

  62. 2045 Emile

    “A dir la verità un buon recensore dovrebbe possedere anche la capacità di2 riconoscere ad un’opera le qualità che presenta”

    Ma hai letto/capito il mio intervento almeno? Se un’opera presenta pregi OGGETTIVI di una certa rilevanza (no, “Edward è troppo fico” NON rientra nella categoria) e il recensore li ignora, commette un errore, e questo rientra perfettamente nel mio discorso sui commenti che mettono alla luce qualche errore nella recensione. Ma io ancora aspetto qualche esempio PRATICO in merito, tu che mi citi un dannatissimo passo scritto da G. che presenti un simile problema.
    Sottolineo quel “di una certa rilevanza” però: se un libro fa acqua da tutte le parti non mi si può venire a dire “ehhh ma quell’X personaggio che appare a pag 39 e 40 è ben tratteggiato e G. non l’ha sottolineato!”, che mi metto a ridere: devono essere pregi in qualche modo in grado di far pendere la bilancia della valutazione un pò meno verso il negativo.

    “Per il resto non mi sembra che tu abbia toccato i miei esempi sulle sue considerazioni mosse agli stessi manuali che dovrebbero essere “esempi di buona scrittura” oggettiva.”

    Ancora non riesco a capire se prendi per il culo o meno, boh.
    Ma che devo toccare? Ma ti pare che ora vado a rileggermi tutti i vari pezzi in questione cercando di capire cosa intendessi TU sulle sue considerazioni ecc??? Fammi qualche dannato esempio PRATICO di commento di G. ad un manuale che non ti ha convinto e ne riparliamo, parli sul NULLA e pretendi pure risposte, lol.

  63. 2044 Dan

    Già dire che debba esistere un gusto universale (valido per tutti, e nei tempi dei tempi) è quanto di più ridicolo: io sono indifferentemente lettore di Borges, Calvino, Tolkien, Lewis, eppure questi autori differiscono in stile così tanto da credre che sia impossibile che una sola persona se ne innamori.
    In effetti, se ognuno di noi ha il suo bel mondo fantastico da mostrare, perché non dire che tale mondo è anche fatto di personalissimi ritmi narrativi, e stili, e vocabolari?
    Lo troverei ben corretto; ogni comico si dice che ha i suoi tempi comici, e ciò avviene anche in scrittura. Ogni scrittore ha in mente le sue storie, che vogliono nascere in lui perché solo lui ha lo stile e il vocabolario adeguati.
    Sono estremamente d’accordo anche sull’idea che possa essere del tutto erroneo estrapolare dei pezzi, per quanto incisivi e rappresentativi: la narrativa è fatta di informazioni acquisite per l’80, 90%, e sarebbe come pretendere di giudicare una poesia dalla sua metà.
    Comunque, se l’esercizio di introdurti in un mondo non funziona all’inizio, il giudizio sull’opera è inevitabilmente compromesso.
    Forse sarebbe giusto interessarsi di quei libri che, avendoci correttamente catturato, c’hanno poi deluso nel percorso: sarebbe molto meno fazioso e più interessante.
    Se sfogo è, il suo, lo ritengo uno sfogo più che comprensibile; opinabile il metodo, a mio avviso, e le argomentazioni dello sfogo, che vertono sempre su delle regole che io non percepisco come imprescindibili. Fra l’altro, non vedo come non si possa trovare nell’accantonato Manzoni il padre fondatore del ‘piacere di mostrare’ (ripeto, non diciamo regola ‘ché nessuno dovrebbe bocciare nessuno se un mancato mostrare è un giusto non mostrare onde lasciare che s’interpreti e ci s’immedesimi).

  64. 2043 Pereira

    A dir la verità un buon recensore dovrebbe possedere anche la capacità di riconoscere ad un’opera le qualità che presenta senza lasciare il compito ai commentatori, da questo punto di vista quello di Gamberetta è un lavoro fatto a metà proprio perchè si concentra unicamente sul lato distruttivo.
    Ad essere precisi in certi casi più che recensioni si dovrebbero chiamare “sfoghi”, il prendere pezzi del testo avulsi dal contesto e commentarli in modo distruttivo è un lavoro che è possibile fare su qualunque opera con risultati ottimi.

    Riguardo il sarcasmo ho già specificato che quando lo utilizza non riguarda tutti i suoi interventi ma una buona parte, senza dubbio più di quanto consigliato.

    Per il resto non mi sembra che tu abbia toccato i miei esempi sulle sue considerazioni mosse agli stessi manuali che dovrebbero essere “esempi di buona scrittura” oggettiva.

  65. 2042 Dan

    Se ho ben capito la ‘regola’ (io preferisco definirlo vezzo, ‘ché le regole ce le hanno solo i militari) dello sciòdontel, e la sua negazione, vogliono dire una lente d’ingrandimento maggiore o minore data una data situazione. Ora, credere che sempre bisogni afferrare uno strumento di lavoro al posto d’un altro, io lo trovo ridicolo tanto quanto il credere che bisogni utilizzare le due lenti a discrezione propria.
    Sarebbe come se un chirurgo, affezionato al bisturi, non faccia altro che tagliare.
    Direi semplicemente che dipenda dalla situazione offerta dal racconto…
    Ende diceva: io non mi devo rendere conto della scrittura. Sarebbe come se in un film non faccio altro che indovinare la telecamera: sarebbe un occhio malato. La bella regia è quando ti dimentichi della telecamera, e il bravo scrittore è quello che riesce a farsi dimenticare per dar pieno posto alla storia esposta…
    Ora, mostrare sempre è sbagliato per il semplice fatto che il fruitore è impassibile e incapace d’interpretare ciò che immagina: la sua fantasia è pluriforzata, e si deve arrovellare le meningi per sapere puntigliosamente com’è che deve figurare una tale scena secondo la testa dell’autore. Se questo dovesse essere il metro di giudizio, cinque minuti di narrativa peserebbero come tre secoli di storia. La penna, poi, sarebbe usata impropriamente, a mio avviso, perché esistono altre arti descrittive fino al pedante, che la scrittura: la pittura, la cinematografia… La scrittura non è arte visiva, è arte d’interpretazione.
    Il bravo scrittore è colui che ‘feconda’ la fantasia del lettore secondo il principio richiesto dalla storia (possono immaginare tutto, TRANNE che questo questo e questo). La obbliga verso una direzione, ma non la forza o costringe.
    Uno scrittore, in qualche modo, dev’essere mentalmente in un calcolo delle probabilità: è obbligato a figurarsi, dato il suo scrivere, cosa il lettore possa immaginarsi, e al limite correggere se non vuole assolutamente che una data scena figuri in un modo che ritiene non congeniale. Anche non volendolo, la scrittura è una regia in comune.
    Nessuno può dire di aver visitato Fantàsia per quello che è, ma di certo potrà dire d’aver visitato la propria Fantàsia, che muterà di certo alla prossima lettura.
    G. non usa sempre questa regola (fortunatamente): il coniglio bianco dà una botta al pacchetto e ne esce una sigaretta, che poi fuma.
    Ma se io lettore lì avessi avuto il capriccio di dirle: ma come dà questa botta? In che modo è fatta la zampa? Come regge il pacchetto? La sigaretta come devo immaginarla, fra due unghie? Ecc., sarei un lettore pedante e scorretto: la storia non lo richiede, e in questa mancata richiesta figura anche l’ironia dell’assurdo e la regola del dato illogico che assumo come logico per amore della storia e dei personaggi.

  66. 2041 Emile

    Espando un secondo il discorso sui “commenti” perché son stato un pò sintetico e vorrei si capisse bene il punto.
    Un commento di un lettore ad una recensione può essere rilevante per la recensione stessa solo a ben precise condizioni:, e cioè che analizzi in maniera corretta (o perlomeno in maniera che ad una prima analisi possa sembrare corretta) un determinato aspetto dell’opera, e lo faccia offrendo un punto di vista diverso da quello del recensore (perché se si ripetono le stesse cose non serve a nulla ovviamente). Questo perché, in quel caso, si getterebbe perlomeno un’ombra sulla recensione: se chi ha commentato è nel giusto allora il recensore, che aveva analizzato in modo diverso quell’aspetto specifico, è nel torto, la sua recensione non è totalmente accurata.
    Ma, come vedi, in quel caso il commento rivelerebbe solo in modo del tutto indiretto, come un mezzo per far notare un errore nella recensione.
    Prova ne è il fatto che, se invece G. parlasse dei buchi logici della storia e un altro rispondesse “chissenefrega dei buchi logici, io leggo HP per la freschezza dei personaggi” cadremmo nell’ambito del commento totalmente irrilevanti ai fini della valutazione della recensione, visto che, dando anche per buono che i personaggi di HP “trasmettano freschezza” (?), questo non andrebbe in nessun modo ad intaccare l’appunto di G. sui buchi logici.

    Esempio di commento rilevante:

    “HP fa schifo perché ci sono un sacco di cose che rimangono senza una spiegazione sensata, come la Bacchetta Realizza Desideri che viene usata solo 1 volta in tutta la saga!”
    “Gamberetta cazzo dici? Nel terzo libro si diceva chiaramente che la bacchetta si scaricava totalmente dopo averne esaudito uno!”

    Se quel che dice il commentatore è vero G. in quel caso ha toppato, c’è poco da fare. La sua recensione è macchiata da un difetto oggettivo.

    Esempio di commento NON rilevante:

    “Il Cattivone Finale si comporta come un povero pirla, aveva in mano il protagonista e invece di farlo secco lo sfida ad una gara di indovinelli!”
    “Ma chissenefrega G. : sta cosa l’avevo notata anche io, ma HP è figo per la caratterizzazione dei personaggi, per la trama avvincente e per lo stile di scrittura impeccabile!”

    A quello che hai detto a te interessa leggere cosa ne pensano i vari lettori di un’opera e quindi anche commenti come questi dovrebbero interessarti, e va benissimo, come avevo già detto. Il punto però è che in questo caso il commento non ha il MINIMO impatto sulla recensione, non può in nessun modo servire come strumento di critica ergo, ai nostri fini (valutare la qualità della recensione di G.) è totalmente inutile.

  67. 2040 Emile

    Andiamo già meglio, stavolta qualche argomentazione l’hai portata; non cambia però il fatto che il tuo discorso di fondo non abbia per me il minimo senso.

    “da detrattore preferisco conoscere perchè sia piaciuto, cosa passi per la testa di chi è riuscito a gradirlo”

    Mi spiace ma quella descritta da te NON è una recensione, al limite potrebbe essere un’analisi sociologica o salcazzo, magari interessante ma totalmente altra cosa. In una recensione si prova ad analizzare obbiettivamente un’opera secondo canoni il più possibili oggettivi, mettendone in luce pregi e difetti; NON ci si sofferma sul perché e il percome “Twilight sia piaciuto così tanto a milioni di id…adolescenti!1!1″ o roba simile perché NON è quello l’argomento di una recensione. Dici che i commenti dei fan di HP ti hanno interessato, niente di male: ma questo non c’entra un TUBO con l’argomento “recensione”, a meno che da un commento non salti fuori qualche errore o imprecisione commesso da G. nel pezzo; questo naturalmente sorvolando sul fatto che G. NON abbia recensito HP, chiaramente.

    Quanto ai commenti sarcastici sono messi per “fare colore”, ma SEMPRE accompagnati da spiegazioni più dettagliate e precise del perché e del percome un certo libro faccia schifo: è vero che se si legge la rece di un libro della Troisi si troveranno un sacco di prese per il culo, ma è altrettanto vero che si potranno leggere anche un sacco di valide e approfondite argomentazioni “serie”. Il tuo appunto avrebbe senso se G. si limitasse a sfottere le opere che considera immeritevoli, ma non è così: le sfotte E le analizza, ti sfido a trovare UNA recensione dove sia presente solo il perculaggio.

  68. 2039 Pereira

    Ops non avevo letto la descrizione della sezione marciume, errore mio ^^;

    Comunque il concetto che voglio trasmettere è quello, spero di averlo espresso bene stavolta.

  69. 2038 Hendioke

    Quella su Harry Potter non è una recensione ma solo un elenco di osservazioni quindi non vi si può aspettare il rigore che di solito mette nelle recensioni. Non è un buon esempio per sostenere quel che dici, per esempio perché se fosse una recensione si sarebbe soffermata di più e meglio sui buchi logici.

    Potrebbe però esserlo per la parte in cui critica lo stile della Rowling visto che riporta estratto che ritiene significativo e lo analizza, e sembra proprio star criticando una scelta più che lo stile…ma inutile che ne scriva qui: ho già lasciato un commento di là :)

  70. 2037 Pereira

    Emile, non mi va di credere che prima d’ora Gamberetta non abbia avuto detrattori un minimo sopra il livello medio della fan di Twilight, ti sono forse rimasto sullo stomaco perchè ho detto che per me la letteratura d’evasione è “fuffa”? Evidentemente come primo post non era il massimo, ma visto lo squallore dell’intervento “consiglio sincero” non ho ritenuto necessario innalzare il tenore del mio, avrei dovuto evitare e me ne scuso.

    Non ho nulla contro i manuali di buona scrittura, anzi i pochi articoli a riguardo su questo sito sono veramente ben fatti oltre ad essere gli unici a non sembrare frutto di rabbia adolescenziale e ricerca di attenzioni (come fece notare tale Uriel al tempo sul suo blog, anche se non condivido appieno il suo intervento).

    Tuttavia ti vorrei far notare che la stessa Gambera in certi passaggi ha criticato e mosso obiezioni ad alcuni esempi fatti nei manuali, esempi che dovrebbero essere “di buona scrittura”, non ti dice niente questo sulla presunta oggettività dei tali?

    Questo sorvolando sul fatto che spesso le “recensioni” si riducono in buona parte a prendere pezzi del testo condendoli con commenti sarcastici invece di analizzarle.

    Hendioke ha colto in parte ciò che volevo dire, oltre a questo ci tengo a sottolineare che non me ne importa nulla di sapere perchè le cronache del mondo emerso faccia schifo, da detrattore preferisco conoscere perchè sia piaciuto, cosa passi per la testa di chi è riuscito a gradirlo, e questo è un lavoro che si deve fare sui due fronti.
    Gamberetta non lo fa, ha i suoi manuali, le sue regole e si limita ad applicarli, prende passaggi del libro e (se va bene) li riporta sviscerandoli alla luce dei primi, se poco poco in giornata si sente pigra si limita a schiaffarci un commento sarcastico, una panacea per chi ha poca voglia di argomentare.

    Un ottimo esempio è l’articolo su Harry Potter, da una recensione decisamente pessima si è passati ad una serie di commenti molto intelligenti in cui i fan spiegavano come mai hanno apprezzato il libro nonostante i numerosi e giganteschi plot-holes di cui la serie è piena, questo mi ha aiutato a capire la loro posizione e non sento più il bisogno viscerale di sfottere chi mi dice che superati i 14 ancora lo legge, questa è un’evoluzione del pensiero che nasce dal conflitto di idee diverse.
    Preferirei che una cosa del genere accadesse più spesso, e non da parte di chi commenta ma da chi recensisce.

  71. 2036 Emile

    “Io credo che voglia intendere col suo ultimo intervento che alle volte a G. capita di criticare scene narrate e non mostrate senza chiedersi se l’aver scelto in quel punto il narrare sia davvero un errore oggettivo oppure frutto di una scelta, opinabile ma legittima, dell’autore.”

    Eh, peccato sia tutta fuffa al vento finché non cita esempi ben precisi.
    Ma del resto, come hai detto, è un troll al 99%, basta vedere il suo commento sulla letteratura fantasy nel suo complesso.

  72. 2035 Hendioke

    Uhm, probabile che sia un troll e non ne vale la pena ma voglio provare a cercare di capire il senso del suo intervento.

    Io credo che voglia intendere col suo ultimo intervento che alle volte a G. capita di criticare scene narrate e non mostrate senza chiedersi se l’aver scelto in quel punto il narrare sia davvero un errore oggettivo oppure frutto di una scelta, opinabile ma legittima, dell’autore.

    C’è una bella differenza fra il decidere di narrare invece di mostrare le vicende di Merry e Eowyn nei campi del Pelennor o due settimane di cazzeggio a Granburrone. Nel primo caso non può che essere un errore oggettivo, nel secondo caso una scelta legittima.

  73. 2034 Emile

    Uff, ho dimenticato di inserire una cosa fondamentale, a differenza tua a me piace argomentare.

    “spesso è più produttivo mettersi anche dalla parte opposta della barricata e cercare di capire certe scelte dell’autore invece di tagliare corto e catalogarlo “incompetente” come fa la vostra beniamina”

    questa NON è una valida argomentazione, una valida argomentazione è MOSTRARE (già che siamo in tema) qualche esempio in cui G. non ha colpevolmente cercato di “capire certe scelte dell’autore”, e argomentare da lì (come mai G. ha sbagliato nell’occasione? cosa avrebbe dovuto considerare che invece non ha calcolato? ecc).
    Fermo restando che, in generale, l’idea di “ma nooo devi capire cosa voleva intendere lo scrittore!!!” mi fa sorridere visto che lo scrittore può avere in testa le idee migliori del mondo ma se non riesce a mostrarle a dovere al lettore ha comunque toppato in pieno: se G. in X passaggio ha male interpretato il senso di una frase criticandola per quello allora G. ha toppato, ma se uno si mette a sostenere che G. è scema perché in realtà Twilight voleva essere una critica al capitalismo e lei non è riuscita a cogliere la cosa quel qualcuno è un ritardato, punto.
    Quindi se hai validi esempi in cui G. ha sbagliato a interpretare qualche passaggio di un’opera (e quindi, chessò, criticando una frase grammaticamente scorretta senza accorgersi che in quel momento si stava usando il punto di vista di un idiota analfabeta) bene, altrimenti rimani piscio al vento.

  74. 2033 Emile

    “il tuo considerare chi non concorda con te come “troll” o idiota ne è la dimostrazione perfetta.”

    ROTFL
    E’ ufficiale: o sei un troll o non capisci un tubo, visto che non si tratta di “concordare con me”, ma riconoscere che 2+2 fa 4 e non 5 (ovvero che regole oggettive in campo letterario esistono eccome, a dispetto del tuo predicare il contrario); io stesso ho discusso piuttosto “duramente” con Gamberetta in passato (si parlava di 1984, è qui da qualche parte su questo sito) e non mi frega nulla se qualcuno “critica la mia beniamina”, a patto che siano critiche SENSATE e ARGOMENTATE.
    Tu nemmeno stavolta hai fornito mezzo straccio di argomentazione a sostegno di “le recensioni di Gamberetta sono penose”, ergo continua pure a trollare da solo, sei già venuto a noia.

  75. 2032 Pererira

    È una regola oggettiva, ma stabilire quando tale regola è stata usata propriamente è una questione più delicata, spesso è più produttivo mettersi anche dalla parte opposta della barricata e cercare di capire certe scelte dell’autore invece di tagliare corto e catalogarlo “incompetente” come fa la vostra beniamina (anche se quasi sempre a ragione).

    È un processo faticoso quello di sforzarsi a guardare le cose da punti di vista differenti, un processo che i più non vogliono fare, il tuo considerare chi non concorda con te come “troll” o idiota ne è la dimostrazione perfetta.

    È il processo di critica che spero sempre di trovare in un sito che si occupa di recensioni, evidentemente sono destinato a rimanere perennemente insoddisfatto, è solo un problema mio, evita di prenderla sul personale.

  76. 2031 Emile

    Pereira, stai sparando un mare di cazzate senza argomentare nulla. Anche in letteratura è pieno di regole da seguire e sul rispetto o meno delle stesse si può tranquillamente impostare una recensione OGGETTIVA: ad esempio la regola del “mostrare” E’ qualcosa di oggettivo.
    Ma questo è l’ultimo reply che spreco per te a meno che tu non inizi ad argomentare in qualche modo, perché altrimenti o ti dimostri un troll (e in quel cazo sticazzi) o un povero fesso che non sa nemmeno cosa sia una discussione.

  77. 2030 Pereira

    @Laurantoine potrei rivolgere la stessa domanda a lei, il far proprio un canone ed applicarlo come metro di giudizio non è proprio sinonimo di oggettività se non nei confronti del canone stesso.
    Però a quanto pare è l’unico modo con cui la maggior parte dei critici o presunti tali riesce ad esprimersi, dimostrando un’arroganza che raramente possono permettersi.

  78. 2029 Laurantoine

    Pereira, a questo punto mi chiedo con quanta effettiva attenzione tu abbia letto le recensioni di Gamberetta.
    Ho una mia idea, ma non vorrei spacciarla per verità assoluta; dopotutto siamo su internet, no?

  79. 2028 Pereira

    @Emile questo è quello che piace credere a chi si diverte a spacciare ciò che è solo un ammasso di opinioni come verità.

    Non ho detto che non siano presenti anche dei fatti in ciò che scrive.

  80. 2027 Emile

    Veramente l’oggettività esiste eccome, e il non rendersene conto mostra solo incrediile ottusità. Oltretutto mi fa ridere come il 90% di chi critichi Gamberetta non sia mai in grado di argomentare un cavolo di nulla, di andare oltre il “ahahah le tue rece fanno cagare ahahah schiappa ahahaah” (e le recensioni di G. , pur mediamente molto ben fatte, NON sono incriticabili: ma serve un minimo di testa per farlo).

  81. 2026 Pereira

    Bah, ho incasinato tutto il mio commento precedente, mi butterò anch’io sotto al prossimo treno che passa

  82. 2025 Pereira

    @Makko preferisco andare sul Beowulf direttamente, oltretutto Tolkien non è forse stato criticato da Gamberetta in persona? Ciò per te lo rende un autore meno valido? Mi auguro di no.

    Il mio giudizio su fantasy e fantascienza era solo un esempio per il concetto che volevo esprimere riguardo la qualità di queste “recensioni” e sulla loro più grave pecca, il pretendere di vantare un’oggettività che non esiste, del resto siamo su internet, qui è la normalità.

    @Clio ti basterebbe leggi il mio nick ed avrai già un titolo.

  83. 2024 Clio

    @Pereira
    Hai ragione. Guarda gente tipo questo N00b! Un vero insulto all’arte dello storytelling.
    (Disclaimer per i diversamente ironici: Yes, I’m feeding the troll :D)

  84. 2023 MakKo

    @Pereira

    @Makko: sarebbe bello capire chi ha diritto di decidere cosa vada considerato “buona letteratura” dato che per me i generi fantasy e fantascientifico con la loro stessa esistenza sono un insulto alla stessa.

    Per il resto ho dato un’occhiata in giro, è interessante leggere i deliri di una diciottenne che si improvvisa critica letteraria, auguro anche alla nostra cara Gamberetta di buttarsi sotto ad un treno, possibilmente insieme ai fan della Meyer e della Troisi.

    Blog pessimo, recensione pessime, au revoir!

    Beh, se per te Fantasy e Fantascienza non sono letteratura (addirittura un insulto? Scusa, ma tu cosa leggi di tanto “elevato”?) questo non è certo il posto che fa per te.

    Cito: “Un sondaggio svolto nel 1997 dall’emittente televisiva britannica Channel 4 e dalla catena libraria Waterstone ha eletto Il Signore degli Anelli di John Ronald Reuel Tolkien “miglior libro del secolo”. Un’indagine condotta nel 1999 tra i clienti di Amazon.com lo ha indicato addirittura come “miglior libro del millennio”.

    Sondaggio discutibile quanto vuoi ma se davvero questo libro è arrivato a tanto, definire il fantasy “un insulto” è quantomeno da ottusi…

  85. 2022 Merphit Kydillis

    Basta, non ce la faccio più. Devo dirtelo.
    Gamberetta, potresti recensire Unika e la Fiamma della Vita? Ti consiglio l’edizione tascabile (10 euri), così paghi di meno rispetto al mattone originale (su 15-17 euri).
    Credimi: in confronto Licia Troisi prende il nobel per la letteratura, e la Strazzulla si merita una stretta di mano da Tolkien. Ovviamente, tornato nel 2011 come uno zombie.

  86. 2021 Pereira

    @Makko: sarebbe bello capire chi ha diritto di decidere cosa vada considerato “buona letteratura” dato che per me i generi fantasy e fantascientifico con la loro stessa esistenza sono un insulto alla stessa.

    Per il resto ho dato un’occhiata in giro, è interessante leggere i deliri di una diciottenne che si improvvisa critica letteraria, auguro anche alla nostra cara Gamberetta di buttarsi sotto ad un treno, possibilmente insieme ai fan della Meyer e della Troisi.

    Blog pessimo, recensione pessime, au revoir!

  87. 2020 Tapiroulant

    @Mauro: Beh, visto che è breve potrei anche buttarci un occhio.

  88. 2019 Mauro

    Se t’interessa, The Girl Who Ruled Fairyland — For a Little While è breve (31 pagine) e si trova sia su Amazon a 0.99 $ 3.44 $ (grazie, Amazon), sia gratuito su tor.com. Anticipa qualcosetta dell’altro libro, ma direi nulla di particolarmente rilevante.
    Però l’ho trovato meno scorrevole del primo (in ordine cronologico d’uscita, si possono leggere a sé).

  89. 2018 Tapiroulant

    @Mauro:

    No, preciso: non ho mai letto nulla della Valente, se non sinossi e commenti qua e là. Devo ammettere che mi incuriosisce, ma non so quando troverò il tempo di attaccarla.

  90. 2017 Mauro

    Riprendo da qui.
    Tapiroulant, hai dato un’occhiata anche a The Girl Who Circumnavigated Fairyland In a Ship of Her Own Making? Se sì, cosa ne pensi dell’uso del narratore?
    Io al momento ho letto solo, come dicevo, quello e The Girl Who Ruled Fairyland — For a Little While; stesso uso del narratore, ma a mio parere meno riuscito: l’ho trovato più pesante dell’altro.

  91. 2016 ProgrammadicontrolloM

    Butto lì una segnalazione: “La notte dei biplani” di D.Morosinotto, ed. Fanucci. Superato l’impatto di una delle cover più brutte che abbia mai visto (well, diciamo delle meno significative e più blande), mi ha sorpreso in positivo,

    La scelta dello sfondo bellico (I GM) e il titolo richiamano I biplani di D’Annunzio di Masali, che a parte il terribile finale mi era piaciuto parecchio: ma direi che i punti di contatto si fermano qui. La via steampunk percorsa da Morosinotto mi sembra notevole per realismo e uso dei dettagli tecnici, sia veri che finti-ma-plausibili (biplani insettoidi, biplani che diventano mech, protesi cingolate, internet con modulatori e schermi a polvere magnetica, to name a few); ma anche per come viene descritta la vita (grama!) in una piccola cittadina di minatori nell’Inghilterra del primo ’900, per lo sguardo sulla vicenda bellica nel complesso decisamente cupo e pessimista, e per l’impatto drammatico della vicenda – forte, quasi “pesante”, malgrado alcune forzature sul versante spionistico della trama limitino in parte l’effetto: i protagonisti sono ragazzi perseguitati dalla sorte ma coriacei oltre ogni dire (troppo, a tratti) e però decisamente fallibili, non vi sono ostacoli superati che non lascino conseguenze.

    Young adult, avrei detto così a naso e da profano: target (ohibò) che di solito non mi attira per nulla, ma alla fine sono stato contento di aver fatto un’eccezione.

  92. 2015 Merphit Kydillis

    @LupusinFabula:oh, un altro lettore :3

    Una cosa che si potrebbe fare è una versione italiana alternativa: anziché gli esempi del duo americano, si usano come esempi veri estratti da fantatrash italiano (ma anche Moccia e compagniI

  93. 2014 mikecas

    non so se sia un vero troll… ma è sicuramente e senza alcun dubbio un coglione…

  94. 2013 LupusInFabula

    sorry

  95. 2012 Clio

    Don’t feed the troll…

  96. 2011 LupusInFabula

    e te, Randal, perché usi uno pseudonimo? Qual’è il tuo vero nome? Per intenderci, non me ne può fregare di meno, solo che mi sembra strana la tua domanda sull’uso dei nickname quando anche te ne fai uso.

  97. 2010 Giles Habibula

    Gamberetta, come mai il Duca, visto che si chiama Marco Carrara e mi sembra un personaggio piuttosto noto, usa uno pseudonimo?
    A proposito, qual è il tuo vero nome?

    http://it.wikipedia.org/wiki/Nickname

  98. 2009 Randall Fall

    Gamberetta, come mai il Duca, visto che si chiama Marco Carrara e mi sembra un personaggio piuttosto noto, usa uno pseudonimo?
    A proposito, qual è il tuo vero nome?

  99. 2008 LupusInFabula

    “come NoN scrivere un romanzo” l’ho letto tempo fa. un libro davvero spassoso e interessante, molto meglio di tanti manuali di scrittura creativa che riportano sempre le solite cose. e per inciso, i brani riportati come esempi sono volutamente ironici, estremizzando in modo grottesco l’errore preso in esame.

  100. 2007 Cecilia

    @arnica

    Il tizio sta commentando allegramente in più articoli e i suoi post hanno un unico comun denominatore: l’autore non ha capito una cippa di quello che commenta. Si veda, come esempio, il commento lasciato alla storia di Gomitolo:

    Io non sarò un bambino coraggioso o un adulto che ama riflettere, però a me questo racconto sembra più una fiaba della buonanotte, neanche tanto buona, piuttosto che una favola con morale tipo quelle di Fedro.
    Tuttavia sono aperto a critiche (costruttive e distruttive) che possano farmi cambiare idea.

    MCC.

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