La Fogna dei Commenti
Problema: negli ultimi tempi il livello dei commenti è sceso tanto che le pubblicità del viagra bloccate dal filtro anti-spam sarebbero più interessanti. Per ogni commento semi intelligente ci sono pagine e pagine di spazzatura. Perciò ho deciso di cambiare politica riguardo ai commenti.
I commenti Off Topic (fuori argomento) non saranno più accettati.
I commenti contenenti insulti ad altri commentatori non saranno più accettati.
* * *
Partiamo dagli insulti. Da ora in avanti, le uniche persone che possono essere fatte oggetto d’insulti, allusioni, ingiurie, minacce e quant’altro di carino, sono le seguenti:
- me stessa (Gamberetta).
- Capitan Gambero.
- Bubba.
- Signor Stockfish.
- L’autore del romanzo oggetto della recensione in esame, se l’articolo è una recensione.
FINE. Se volete insultarvi tra di voi andate da un’altra parte. Grazie.
I commenti fuori argomento. Qui mi devo affidare all’intelligenza di ognuno, ma se non vi dimostrerete abbastanza furbi, ci penserò io per voi. E visto che molti dimostrano l’acume di un criceto, farò qualche esempio:
«Gamberetta dice che Il Talismano del Potere è brutto, vuol dire che Gamberetta è scema!!!» (questo è un commento idiota, ma è in argomento, sarà accettato).
«Gamberetta non dovrebbe insultare gli autori, perché è maleducazione.» (questo è un commento altrettanto idiota, e in più non è in argomento perché non riguarda né il romanzo né la recensione dello stesso, bensì la “filosofia” di Gamberetta, tale commento non sarà accettato).
«Gamberetta non può criticare la Troisi quando lei scrive recensioni tutte sgrammaticate!!!» (non importa se l’affermazione sia vera o no, questo commento non sarà accettato perché non riguarda la recensione, ma in generale il mio modo di scrivere).
«Gamberetta è cretina, perché ha scritto “o avuto” senz’acca nel terzo paragrafo della recensione.» (questo commento è specifico alla recensione in esame, e non solo sarà ben accetto, ma mi scuserò e correggerò subito l’errore).
I commenti non accettati non saranno cancellati. Odio la censura, non cancellerò mai niente, bensì sposterò i commenti incriminati dall’articolo originale a questo, che non a caso è chiamato Fogna dei Commenti. Lo spostamento non sarà “in tempo reale” perché né io né mio fratello siamo tutto il giorno davanti a un PC, non di meno, appena ne avrò la possibilità provvederò. Perciò se sapete che il vostro commento è fuori argomento, potete metterlo direttamente qui, tanto ci finirà comunque.
Qualche altra noticina:
Se ho scritto qualcosa che non vi piace e volete farmi cambiare idea, l’unica possibilità è attraverso un ragionamento con basi logiche e documentate. Insulti, minacce, ripetizione ad nauseam, vanto di titoli accademici e non, precetti religiosi o filosofici: niente di tutto ciò mi fa né caldo né freddo.
Se commette degli errori di ortografia nel commento, NON scrivetene un altro per correggervi. NON CE N’È BISOGNO. A meno che il commento non sia del tutto sgrammatico, tanto da risultare incomprensibile, lasciatelo così com’è. Sbagliare a digitare capita a tutti e non c’è niente di male. Ciò non toglie che spendere un paio di minuti a rileggere, o magari installare lo spellchecker per la lingua italiana dentro Firefox male non vi fa.

Non è difficile, persino per una fan della Troisi!!!
* * *
E già che ci siamo parliamo dei furboni che commentano con nick diversi, dicendo la stessa cosa. Uno degli ultimi esempi:
![]()
mitoancess & amiketti. Clicca per ingrandire
Ora, io non so se “Pamy & Moldy” e “mitoancess” siano la stessa persona, o gente diversa che usa lo stesso computer. Non lo so e non m’interessa. PIANTATELA CON QUESTI GIOCHINI. Non è la prima volta che succede, finora sono stata tollerante, ma davvero non c’è nessuna ragione per la quale uno non possa esprimere la propria opinione, per quanto rude, senza spacciarsi per tre persone diverse contemporaneamente. D’ora in poi, quando beccherò qualcun altro a fare ‘ste cose, farò un’eccezione ai miei principi e cancellerò i suoi commenti.
Infine, ricordo che in fondo a ogni pagina e nella sidebar a destra c’è l’indirizzo di posta elettronica con il quale potete contattarmi in privato: usatelo pure per qualunque argomento, meglio una mail in più (anche d’insulti) che non un commento a vanvera che non c’entra un tubo.
Spero di essere stata chiara, ma se avete dubbi chiedete.
EDIT: per maggiori informazioni sulla politica dei commenti di questo blog, consultate l’apposita sezione nella pagina delle FAQ.
Approfondimenti:
La Cloaca Massima, una delle più antiche fogne del mondo
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5 gennaio 2009 alle 22:59
@leia87.
Veramente è tutto il contrario: lo scopo di una recensione è riuscire a comunicare al lettore un concetto molto semplice, ovvero vale la pena spendere tot euro e tot ore di tempo per il tal romanzo?
Tutto qui. Proprio per questa ragione una recensione dovrebbe, nei limiti del possibile, rimanere confinata al testo e nient’altro. Un romanzo può averlo scritto Tolkien come Chiara Strazzulla, né in un caso né nell’altro mi deve interessare la vita e la filosofia dell’autore (a meno che tali informazioni non siano contenute in apposito volume allegato senza sovrapprezzo).
In quell’articolo prendevo anche in giro Conan Doyle convinto di vedere le fate. Anche qui Doyle aveva i suoi buoni motivi personali per andare fuori di testa, tuttavia che importa? Cosa mi importa se Doyle era depresso, pazzo o solo ubriaco mentre scriveva?
Al massimo, se sono appassionata all’argomento, posso indagare, ma questo non sposta di una virgola un’eventuale recensione del testo di Doyle sulle fate.
Come scrivevo nella recensione di Vampire Kisses, mentre leggevo credevo che certe scene fossero copiate dalla Meyer, invece era il contrario, ma in fondo cosa cambia? Le scene erano buone prima e lo sono dopo (vale anche per la Meyer stessa, per chi l’apprezza).
E qui veniamo al bello: l’articolo che contesti non era una recensione. Infatti non ci sono Gamberi né giudizio sul saggio in sé. Sono mie considerazione sui concetti espressi dal saggio: non è la stessa cosa.
Se dovessi scrivere una recensione di “On Fairy Stories” sarebbe senz’altro positiva: Tolkien esprime le sue idee in maniera chiara e precisa, e non c’è dubbio che queste idee hanno avuto un’influenza notevole sul genere fantasy (a torto o a ragione, con il beneplacito di Tolkien o no). Dunque, se uno è appassionato del genere, leggere “On Fairy Stories” sono soldi e tempo ben spesi. Il fatto che le idee non mi piacciono non implica che non siano degne di essere lette. È un po’ come la Bibbia: io non sono credente e per me sono tutte favolette, ciò non toglie che se una persona è interessata alla storia delle religioni o al cristianesimo deve leggere tale libro.
Il resto non m’interessa, tipo la noiosissima polemica di quello che potrei non potrei fare. Se io ho voglia di scrivere: “la fascinazione per la natura di Tolkien è una stupidaggine” lo scrivo. Puoi non essere d’accordo, ma questo non ha niente a che fare con l’ignoranza.
Tu mi accusi di ignoranza solo perché non giungo alle tue conclusioni: che ne sai se ho letto la biografia di Tolkien di Carpenter, i dodici volumi della storia della Terra di Mezzo e poi alla fine sono sempre convinta siano scemenze? Per te non lo sono, ottimo, questa è la tua personalissima opinione, non è questione o meno d’ignoranza.
5 gennaio 2009 alle 21:31
a Gamberetta
Nella traduzione Fantasy (spesso maiuscolo) è tradotto con Fantasia, non con (genere) fantasy; io l’ho intesa quindi in maniera diversa, ma magari sbaglio.
Gamberetta scrive:
Il fatto che determinati atteggiamenti siano comprensibili a fronte della storia personale di Tolkien non li rende meno ridicoli. Se mi morde una cane magari sarò spaventata e ogni volta che ne vedo uno per strada cambierò marciapiede, ciò non toglie che a chi guarda verrà da ridere. Giustamente.
Qui bisogna chiarirsi: va benissimo ridere di qualcosa di strano o grottesco, ma se devo scrivere una recensione cerco di capire cosa ci sta dietro, anche se non mi piace.
Per criticare devo almeno cercare di capire, non limitarmi a riderci su.
Gamberetta scrive:
Tu mi hai accusata di ignorare la materia. Non la sto ignorando, sto solo dicendo che la fascinazione di Tolkien per la natura è una stupidaggine. Poi puoi non essere d’accordo, ma spiegami dove sia l’ignoranza.
Tu ignori tutto ciò che sta dietro il discorso sulle fiabe, a partire dal fatto che si trattava di una conferenza del 1939 tenuta all’Università di St. Andrews, nella quale tratta del tema delle fiabe e del mondo del fantastico che vi sta alla base. Non indica affatto come scrivere opere fantasy in generale!Che le sue idee non ti piacciano è più che legittimo (e anche comprensibile), ma, ripeto, si tratta di analisi circoscritte ad un certo ambito (quello medievale e fiabesco).Tu prendi in giro il fatto che sia cattolico senza cercare di capire le tematiche trattate solo perchè le ritieni stupide.Se le ritieni stupide non occupartene. Nel Signore degli Anelli la tematica centrale, secondo alcuni, è la morte e il fatto che è un dono, non una punizione. Non mi sembra una tematica stupida. Ed è opinabile il fatto che termini con un lieto fine (di fatto Frodo va nell’aldilà).
Che la fascinazione di Tolkien per la natura sia una stupidaggine è una tua opinione, non è una verità assoluta nè tantomeno un dato di fatto. Piantala di dire che è stupido tutto ciò che non ti piace ( a meno che non sia davvero stupido, ma su basi oggettive, non soggettive).
Gamberetta scrive:
Poi tieni presente che sono altri a prendere a modello queste idee di Tolkien per scrivere fantasy oggi. Fosse per me che m’importa? Il mio concetto di fantasy ha poco a che vedere con quello di Tolkien.
Ma tu non hai preso ad esempio uno dei nuovi autori, copiatori di tolkien. Parli di lui e se parli di lui devi tener conto del personaggio e dell’epoca, come bisognerebbe fare con tutti gli autori.Se parlo di Shakespeare tengo presente il suo concetto di teatro e il teatro del ’500 in generale.Tolkien non è così lontano nel tempo, è vero, ma c’è una bella differenza tra il 1939 ed oggi.Se non la vedi ripassati storia.
Gamberetta scrive:
Tolkien esprime idee davvero fragili se già sessant’anni dopo cominciano a perdere valore per loro stesse e devono essere interpretate nell’ottica dell’epoca in cui sono state scritte. Con Lovecraft, Stevenson, Heinlein e tanti altri non ho avuto questi problemi.
E perchè mai idee che devono essere reinterpretate dovrebbero aver perso valore?Tutte le idee vengono reinterpretate nei vari momenti storici. Si reinterpretano proprio perchè sentiamo che hanno ancora qualcosa da dirci, altrimenti cadrebbero nel dimenticatoio. Credi davvero che qualcuno nel 2050 leggerà Tolkien o Lovecraft con lo stesso approccio con cui lo leggi tu? Il fatto che per te sia stato più semplice leggere altri autori mi fa piacere per te (perdona la ripetizione), ma sinceramente non me ne frega. Vuol solo dire che ti piacciono di più.
Gamberetta scrive:
La verità è che in fairy-stories Tolkien racconta una bella fetta di scemenze (non sempre, ci sono di certo anche considerazioni acute e interessanti), e purtroppo, dato il successo del Signore degli Anelli, molti le hanno prese per oro colato.
Sono scemenze solo se prese come dogmi ed applicate ad un ambito sbagliato. Prese per quello che sono, cioè considerazioni personali sul fiabesco e il suo rapporto col fantastico, dettate da studi filologici, non sono affatto scemenze.
Ti ho accusato di ignoranza perchè, cercando di capire le idee da cui Tolkien è partito per scrivere Il Signore degli Anelli, hai tralasciato alcuni aspetti fondamentali:
la sua concezione di uomo come creatore di altri mondi (una sorta di neo demiurgo), così come dio ha creato il nostro, la sua aspirazione a creare un passato mitologico per il suo paese e le implicazioni che ciò comporta con altri generi come la mitologia e l’epica altomedievale, di cui era grande conoscitore (e non solo di quella anglosassone). Il Signore degli Anelli è una sorta di poema epico-fantasy in prosa, con riferimenti alla mitologia nordica.Nasce dal desiderio di dare all’Inghilterra una mitologia originale inglese,è quindi anche un’operazione di mitopoiesi.Insomma Il signore degli Anelli è può essere visto come un’esplorazione, da parte di Tolkien, dei suoi interessi per la filologia, le fiabe e la mitologia, sia nordica che celtica. Tolkien infatti riempì in maniera incredibile la sua opera di dettagli e particolari: creò una vera e propria mitologia per la sua Terra di Mezzo, con tanto di genealogie dei personaggi, linguaggi dei vari popoli, tradizioni, calendari e storie; dettagli che vanno spesso al di là della narrazione dei vari libri, che sono quindi, apparentemente, fini a sé stessi.
5 gennaio 2009 alle 18:33
È vero che fairy-stories e fantasy non sono la stessa cosa, e non ho idea come il saggio sia stato tradotto in italiano, ma nella sua versione in lingua originale, Tolkien spiega che le “fairy-stories” e il “fantasy”, condividono un aspetto fondamentale:
Dunque una “fairy-story” è tale in base alla presenza del Mondo Secondario, Faerie. Ma
Per cui è vero che fairy-stories e fantasy non coincidono, ma è altrettanto vero che le fairy-stories, per Tolkien, condividono con il fantasy un aspetto decisivo, ovvero la creazione di Faerie. O in altri termini, quando scrivi una fairy-stories stai anche scrivendo un fantasy e viceversa. Non a caso nell’epilogo Tolkien usa il termine Fantasy (F maiuscola) a indicare quello che fino a quel momento è stata “fairy-story”.
Poi tieni presente che sono altri a prendere a modello queste idee di Tolkien per scrivere fantasy oggi. Fosse per me che m’importa? Il mio concetto di fantasy ha poco a che vedere con quello di Tolkien.
E allora? Il fatto che determinati atteggiamenti siano comprensibili a fronte della storia personale di Tolkien non li rende meno ridicoli. Se mi morde una cane magari sarò spaventata e ogni volta che ne vedo uno per strada cambierò marciapiede, ciò non toglie che a chi guarda verrà da ridere. Giustamente.
Quando uno si augura che la gente scenda in strada a buttar giù i lampioni, minino è da prendere per i fondelli.
E due, e allora? Tu mi hai accusata di ignorare la materia. Non la sto ignorando, sto solo dicendo che la fascinazione di Tolkien per la natura è una stupidaggine. Poi puoi non essere d’accordo, ma spiegami dove sia l’ignoranza.
1947 non sono mille anni fa. Tolkien esprime idee davvero fragili se già sessant’anni dopo cominciano a perdere valore per loro stesse e devono essere interpretate nell’ottica dell’epoca in cui sono state scritte. Con Lovecraft, Stevenson, Heinlein e tanti altri non ho avuto questi problemi.
La verità è che in fairy-stories Tolkien racconta una bella fetta di scemenze (non sempre, ci sono di certo anche considerazioni acute e interessanti), e purtroppo, dato il successo del Signore degli Anelli, molti le hanno prese per oro colato.
5 gennaio 2009 alle 16:23
Vorrei chiarire che non sono una di quelle persone che pensa tolkien uguale fantasy e viceversa.Non sono così ignorante, e non sono nemmeno un adepta alla religione tolkeniana, anche se l’esistenza di fan ignoranti ed esaltati non me lo fa piacere di meno.
5 gennaio 2009 alle 16:16
Anzitutto dai per scontato che fairy stories sia sinonimo di fantasy:a me non risulta,tanto che in italiano il suo saggio è stato tradotto Sulle fiabe ( si legge ne Il medioevo e il fantastico edito da bompiani-si tratta di una racolta di sette saggi sul medioevo e sul fantasico).Se per fairy intendiamo fiaba e non fantasy (in senso moderno) in generale, la tua analisi cambia significato. Inoltre non tieni in conto l’autore tolkien, la sua biografia e i suoi studi, sbeffeggiando il suo essere antimoderno.Egli da giovane aveva partecipato alla Grande Guerra, in cui aveva perso 3 dei suoi migliori amici ed era rimasto ferito; di qui il suo astio verso la tecnologia (che,all’epoca, non era come quella di adesso).Egli era un filologo, glottoteta e studioso di letteratura anglosassone:ha ricreato un mondo basandosi sui suoi studi, che fanno riferimento ad un ambito ben preciso.Non ha mai voluto dare ordini su come un fantasy debba essere scritto.Studiava un certo tipo di letteratura fantastica, legata al medioevo, e in particolare anche all’epica medievale, dal beowulf al Kalevala finnico. Non mi sembra un crimine.Come appassionato filologo,poi, non stupisce che prediligesse lo strumento letterario per la creazione di fiabe.
Per quanto riguarda la fascinazione per la natura, il fatto che tu non ci trovi alcun fascino è una tua considerazione personale: io non trovo alcun fascino in draghi elettronici o cose simili, insomma in ciò che ti piace tanto.De gustibus.
L’epilogo sul credo cristiano, concordo con te, per molti può non avere senso.Ma Tolkien stesso, parlando del Signore degi Anelli, disse che non ha intenzioni allegoriche, morali,religiose o politiche.Ha poi anche detto che pur essendo il SdA un opera fondamentalmente cristana e “all’inizio non ne ero consapevole, lo sono diventato durante la correzione. Questo spiega perché non ho inserito, anzi ho tagliato, praticamente qualsiasi allusione a cose tipo la “religione”, oppure culti e pratiche, nel mio mondo immaginario. Perché l’elemento religioso è radicato nella storia e nel simbolismo. Tuttavia detto così suona molto grossolano e più presuntuoso di quanto non sia in realtà. Perché a dir la verità io consciamente ho programmato molto poco”.Insomma tolkien ha scritto facendo riferimento al suo patrimonio culturale, come credo facciamo tutti (e ognuno ha il suo).
A mio parere il tuo errore è stato il recensire Sulle Fiabe come se fosse stato scritto ieri, e non nel 1947 (anche se la conferenza da cui è tratta risale al 1939), cosa che tu stessa sai.
Detto questo, se uno scrittore prende per dogma tutto ciò che ha scritto Tolkien senza inserirlo nel suo panorama storico e letterario, hai ragione a dire che la sua fantasia sarà molto limitata.Aggiungo che ogni scrittore deve crearsi il suo percorso senza percorrere pedissequamente quello di un altro scrittore, per quanto grande.
4 gennaio 2009 alle 21:06
@leia87.
Per esempio?
4 gennaio 2009 alle 20:46
Ad essere sinceri alcune delle cose dette in quel blog non sono sbagliate, Gamberetta è una persona competente e possiede una verve inimitabile ma capisco anche chi si sente offeso dai suoi insulti…ma secondo me non va presa sul serio, bisogna farci una risata sopra, e nemmeno lei è infallibile, su tolkien e le faery stories ha detto un sacco di cose che dimostravano la sua quasi totale ignoranza sul professore di Oxford.Ma bisogna ammettere che molto spesso dice cose sensate, a parte i toni talora discutibili.
4 gennaio 2009 alle 20:43
Va a tuo onore, anche se francamente non sarei stato altrettanto buono al tuo posto.
4 gennaio 2009 alle 18:09
Edit di Gamberetta.
Il signor Rocca è il gestore, sotto mentite spoglie, di quel blog. Onestamente non mi pare il caso di insistere sull’argomento.
—
Segnalo in tono neutro le presentazioni e il curriculum dell’autore su you tube:
http://it.youtube.com/watch?v=wiaB7HM1P_M&feature=related
http://it.youtube.com/watch?v=jjyxfjj1hYg&feature=related
http://it.youtube.com/watch?v=ZUrnK9ljybY&feature=related
http://it.youtube.com/watch?v=Oo-EmXyR86Q&feature=related
E questo BLOG nato come antitesi a gamberi.org
http://www.salvalibri.splinder.com/post/18045761/BENVENUTI
4 gennaio 2009 alle 12:22
Cercando recensioni su Libba Bray mi sono imbattuta in questo libro: Farfalle nere di Tara Bray Smith.
Però non credo possa essere interessante, i commenti di chi ha letto sono contrastanti.
Vabbè, l’ho messo qui apposta.
È che ho quasi finito di leggere gli articoli arretrati (anzi, senza il quasi).
3 gennaio 2009 alle 18:02
Ops, non lo sapevo! : ) Meglio così, no? Idea carina.
3 gennaio 2009 alle 16:32
@Lidia. È scritto apposta così per suonare come pronunciato da un pirata. Il tema del blog è stato creato da Capitan Gambero in un momento d’ispirazione piratesca.
3 gennaio 2009 alle 15:49
Ciao Gamberetta,
mi pare di aver visto un piccolo errore di battitura in uno dei riquadri. C’è scritto: “Arr Cose tenniche” invece di tecniche.
ciao ciao
2 gennaio 2009 alle 14:47
È vero, Chiara, rileggendo quaqlche pagina, ieri (e io ho comprato il libro, non l’ho scaricato) ho potuto constatare che Mieville è davvero mediocre, come scrittore. Troppi aggettivi, troppi avverbi. Nemmeno io credo che leggero gli altri libri della saga (e se anche dovesse succedere, non li comprerei certo).
Ennesima idea buttata via? Penso di sì, anche a me piace questo tipo di ambientazione fantastica. Proverò a rimediare Dragons of Babel.
A propos, auguri!
2 gennaio 2009 alle 07:02
@Vale. Sì, l’ho letto. Avrei voluto parlarne dopo aver letto anche gli altri due volumi ambientati nell’universo di Bas-Lag ma onestamente non so se li finirò mai.
Il problema è che Miéville ha una buona/ottima fantasia (ma non eccezionale) e di sicuro ha creato un’ambientazione interessante e affascinante, ma la scrittura è farraginosa*, e la trama così così.
Le prime 100-150 pagine di PSS si leggono volentieri, finché l’ambientazione rappresenta una “novità” il romanzo scorre, poi si fa strada la noia. Troppo poco ritmo e troppe parole.
Perciò nel complesso il giudizio è difficile: il tipo di fantasy che scrive Miéville è quello che a me piace, ma Miéville come scrittore è mediocre.
*Miéville fra le altre cose confonde che l’usare dei termini a caso non è ulteriore sintomo di fantasia, è solo cattiva scrittura, tipo:
“Il tunnel faceva parte di una topografia sovversiva.” che è una topografia sovversiva?
Per non parlare poi di problemi da scrittore dilettante tipo lo sbrodolarsi d’avverbi inutili. “Il barcaiolo scatarra oscenamente nell’acqua.” oh, be’, se lo fa oscenamente allora cambia tutto… e ho perso il conto di quante volte qualche personaggio fa qualcosa “nervosamente” (tra l’altro dopo aver confrontato la versione inglese con la traduzione ho scoperto che il traduttore ha tolto alcuni degli avverbi, usando aggettivi o altri giri di parole).
1 gennaio 2009 alle 19:18
Gamberetta, avevi scritto su una vecchia “segnalazione” che avevi intenzione di leggere Perdido Street Station, e recensirlo.
Lo hai già fatto, o no?
Io l’ho letto, e la prima volta mi è piaciuto, ma dovrei rivederlo per avere un quadro più chiaro…
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi tu, invece…
31 dicembre 2008 alle 06:28
@Okamis
Scusa Gamberetta, non sapevo dove scrivere questa domanda.
Ho cercato di entrare nel tuo sito, Okamis, ma non ci riesco più. Da qualche parte qui dicevi che stavi scrivendo una recensione del libro di Tassitano, e dato che finora non ne ho trovate e anch’io l’ho letto, volevo ascoltare qualche altra opinione. Ma non trovo più il tuo sito! Se ci sei, batti un colpo!
ciao
24 dicembre 2008 alle 22:15
Ciao Chiara, buone feste! ^__^
24 dicembre 2008 alle 21:18
xPolyqualcosa: impara l’italaino se non capisci razza di deficente mia nonna è più intelligente di te!!!!!! metti ti gli occhiali opossum del minkia!
17 dicembre 2008 alle 16:10
Sì, scusa! Non avevo visto il tuo indirizzo email. Ti avrei scritto in privato altrimenti.
17 dicembre 2008 alle 13:18
@Mirco. Magari ci passo, ma ovviamente questo non c’entra con il sondaggio.
17 dicembre 2008 alle 12:12
Ciao Gamberetta. Se ti va (e hai tempo) puoi darmi un giudizio sul racconto che ho scritto per Sanctuary?
Sii spietata, come sempre! :D
Grazie!
http://fenicedicarta.blogspot.com/2008/12/nato-di-donna.html
16 dicembre 2008 alle 17:37
Veramente volevo leggerlo davvero, polemica a parte che comunque ci stava. E vattene a fare in culo, una volta tanto!
Simone
16 dicembre 2008 alle 16:02
@Simone. A te di quello che scrivo io non te ne frega niente, e lo sai benissimo, non è che ci “conosciamo” da oggi. È la solita polemica da quattro soldi: “invece di criticare gli altri, pensa a scrivere te, gne, gne, gne”. Che noia.
16 dicembre 2008 alle 11:56
Questo silenzio significa “ora lo metto online e ti stupisco” o “non ho scritto manco una riga”? Guarda che passati i 18 anni rischi che gli editori ti giudichino troppo vecchia per fare la scrittrice! ^^
Simone
13 dicembre 2008 alle 18:42
La redazione di “Terre di Confine”, rivista dedicata al fantasy, alla
fantascienza e agli anime, è lieta di annunciare l’uscita del n. 9 dedicato
ai Pirati.
http://www.terrediconfine.eu/Indicerivista/tabid/53/Default.aspx
12 dicembre 2008 alle 23:43
Ripeto qui ciò che ho scritto via mail a Gamberetta, in caso vi fosse qualche altro interessato…
Ho messo da poco sul mio blog il racconto scritto per partecipare al concorso “Un esoriente per Sanctuary”.
Mi farebbe piacere avere più opinioni possibili sul mio modo di scrivere. Le critiche sono bene accette, e abbondate pure col sarcasmo! :D
La pagina esatta del blog la trovate a questo link!
10 dicembre 2008 alle 00:20
@gamberetta:non voglio certo farti passare un brutto Natale, ma sinceramente trovo che questa volta la Troisi sia davvero migliorata. Ho letto il primo capitolo del nuovo libro e Adhara mi è parso un personaggio tangibile e concreto, non impossibile come Nihal o Dubhe. Però è anche vero che all’inizio mi piacevano i suoi scritti, era allo svolgimento che tutto crollava…però voglio darle fiducia. perchè non provi almeno a leggerlo e a darne un’impressione?Così evito di fare un acquisto sbagliato!
8 dicembre 2008 alle 10:15
Edit di Gamberetta. E tutto ciò c’entra con la recensione di Bloodsucking Fiends, perché?
—
Sono l’ideatore di una community che raccoglie più di 600 artisti e si chiama Progetto Cicero (http://progettocicero.ning.com).
Stiamo tentando un esperimento di comunicazione on-line basato sulla creazione di comunità piccole ma dotate di una forte coesione tra i membri che viene ottenuta sia con regole di comportamento (nominalità, tolleranza, proattività ed educazione) sia con la condivisione di discussioni e ragionamenti.
Allo scopo di alimentare la discussione tra di noi e trarre ispirazione dalla stessa, abbiamo dato il via ad un’attività che si chiama “Quindi-Ci” (http://progettocicero.ning.com/group/quindici).
In soldoni, ogni 15 giorni ci diamo un tema e lo trattiamo con diversi linguaggi.
In una sorta di gioco/concorso, passata la quindicina, scegliamo l’intervento più interessante.
Il tema attuale è ” morte e nascita: nostalgia e speranza”.
Ti scrivo in quanto ho trovato il tuo blog ed ho pensato di invitarti ad alimentare con essa la nostra discussione nella convinzione che, quello che per te sarebbe un secondo di taglia ed incolla, per noi potrebbe essere la fonte di spunti interessanti e la possibilità di aggiungere nuove menti brillanti al nostro gruppo.
Tu potresti pubblicizzare il tuoi scritti e trovare persone interessanti con cui discutere.
Spero che considererai il mio messaggio come il complimento che esso è.
Una cosa importante: ognuno di noi ha i suoi siti, il suo blog, i suoi spazi e non li abbandona.
Il Progetto è un luogo dove discutere o presentare questi tuoi lavori (oppure semplicemente le tue idee) e non per fa alcuna concorrenza a blog siti e comunità che già li contengono.
Un saluto
Guido Mastrobuono
(Direttore del Progetto Cicero)
PS.
Coerentemente con i nostri obiettivi, per l’accesso alla comunità, richiediamo una registrazione nel sito all’indirizzo http://progettocicero.ning.com/?xgi=db6QQdU , per la quale sono richiesti i seguenti dati: Nome, Cognome, Età, Residenza ed una foto del viso.
25 novembre 2008 alle 14:37
@Vale. Appena avrò di nuovo un po’ di tempo da dedicarci, ci vorranno ancora una decina di giorni.
25 novembre 2008 alle 12:25
Lo metto direttamente qui:
Quando lo aggiorniamo, sto blog?
22 novembre 2008 alle 00:13
infatti era una nota spammosa direttamente messa nella fogna ;)
21 novembre 2008 alle 23:35
A Uriele
Lo so che nel libro non sguaina la spada una sola volta, infatti parlavo del film ;)
20 novembre 2008 alle 21:27
@ Clio: questo lo metto direttamente nella fogna. Quello della scherma infatti è un’aggiunta di una discutibile sceneggiatura a un romanzo ben costruito ( può non piacere il libro, ma Gaiman è un professionista all’americana e sta attento a queste cose)
15 novembre 2008 alle 22:06
@guglielmo
Non so minimamene a cosa tu faccia riferimento.
Non ricordo di aver mai detto di volermi togliere sassolini dalle scarpe.
Posso dire che l’unica cosa che mi rode del successo della Troisi e’ che quel tipo di libri che a me fanno schifo putroppo vendono tanto. Quindi trovo difficile che qualcuno pubblichera’ qualce autore che scrive come piacerebbe a me.
Comunque, sinceramente sei divenato noioso e ti sei messo su un piedisallo a fare il professorino, per me la questione finisce qui (hai persino tirato fuori l’espressione “intelletualodi di sinistra” che e’ tutto un dire del tuo pensiero)
15 novembre 2008 alle 21:39
@mariateresa.
http://www.liciatroisi.it/bibliografia/la-saga-del-mondo-emerso/
15 novembre 2008 alle 21:30
@gamberetta
Scusa tanto gamberetta, ma vorrei sapere se è vero che tra poco uscirà un nuovo libro della Troisi sul Mondo Emerso, tale “Leggende del mondo emerso”. Ne sai qualcosa?
15 novembre 2008 alle 19:48
maddai su, stiamo girando in tondo: i pregi? WARING!!!SOGGETIVAZIONE!!!La tua argomentazione imploderà tra 3…2…1… *puff*
E poi oh, sei stato tu a dire che chi criticava la Troisi aveva qualche sassolino nella scarpa da levarsi, quindi…
15 novembre 2008 alle 15:29
Continui a non capire.
Non e’ la presenza di errori (che sono oggettivi) in se che rende brutto un romanzo, ma solo la mancanza di pregi ad esaltarli, tenendo conto anche la loro quantita’.
Mai fatto discorsi simili.
Anzi metterli in argomento significa che ti sei chiuso a riccio e la tua unica differenza con quei branchi di ragazzini che riempono il blog d’insulti e’ l’uso di un italiano corretto.
15 novembre 2008 alle 13:43
Ok, già se mi fai questo discorso possiamo essere d’accordo.
Però(c’è sempre un però :D), ti vorrei far notare due cose:
Nessuno pretende di avere la verità in tasca non corrisponde alla pretesa di questo blog di usare un taglio sarcastico nella recensione. Loro dicono per ragioni comunicative, ma questo è solo un effetto collaterale del sarcasmo. Perchè il primo passo, necessario, è quello di mettersi al di sopra di chi si critica in quel modo.
Seconda cosa: anche gli errori sono soggettivi, e la loro importanza è giudicata in maniera soggettiva. Ti hanno già fatto notare che se il metodo scova errori usato dai Gamberi rende spazzatura praticamente qualsiasi libro, forse, dico forse c’è qualcosa che non và.
Unisci questo al discorso che mi facevi tu sulle premesse emotive – rancore, preconcetti, voglia di vendetta, rosikamento che stanno dietro a questi giudizi, e il quadro è completo.
15 novembre 2008 alle 12:58
PS:sopra e’ capisca non capisce…
15 novembre 2008 alle 12:57
@Guglielmo
Non ho studi umanistici alle spalle. I tuoi discorsi filosofici su cosa sia la bellezza li puoi mettere anche nel cestino, non mi interessano proprio. La bellezza e’ soggettiva, gli errori no.
C’e’ chi ritiene degli errori/forzature causa della rovina della bellezza di un racconto, per altri no.
Una volta che tu sai quali siano gli errori e quanto incidono sul giudizio degli altri puoi anche capire il loro punto di vista.
Nessuno pretende di avere la verita’ in tasca, ma espone i propri gusti e cerca di farlo in modo che chi legge capisce la costruzione del giudizio.
Se determinati metodi trovano errori anche in pietre miliari della letteratura non significa ritenere quelle opere spazzatura, specie se gli errori sono pochi.
15 novembre 2008 alle 00:33
Io infatti critico la singola recensione criticando il metodo generale, quindi ero perfettamente in topic.
14 novembre 2008 alle 22:54
@Guglielmo. Questo blog, che non è un’istituzione pubblica, è il blog privato della Barca dei Gamberi, e ha due semplici regole: non offendere gli altri commentatori (me esclusa) e non andare off topic.
Com’è ampiamente illustrato negli esempi, tra l’off topic c’è il criticare il metodo generale. Puoi criticare la singola recensione, il singolo libro o autore, ma non il mio metro di giudizio.
Ora, è molto semplice: se ti sta bene, bene. Se non ti sta bene, bene uguale, però piantala di postare commenti fuori luogo in articoli che non parlano dell’estetica secondo Gamberetta, ma parlano di Ash o Chariza o Twilight. Grazie.
14 novembre 2008 alle 22:19
A parte che io non penso tu abbia la preparazione teorica per affrontare una discussione su questo piano [mia opinione basata sui precedenti tuoi interventi], non è stato segnalato da nessuna parte che queste regole, su cui insistiamo, siano soggettive.
Perché altrimenti, come nella tua paradossale frase, la bruttezza di un libro sarebbe indimostrabile.
Io dico che la bellezza non si misura?Non hai capito nulla: la bellezza è una convenzione.
E fino a prova contraria, parlando di “saggi”, non sono io quello che ha aperto un blog per criticare, ridicolizzare e spesso offendere scrittori e lettori di opere che non si apprezzano [e guardandosi bene di intervenire quando i metri di giudizio di queste critiche vengono messi in discussione!].
14 novembre 2008 alle 18:38
Guglielmo
Io dico invece che non hai capito nulla, come a suo tempo non capii Carlo il quale, se non erro, e’ finito bannato.
Il sistema di gamberetta e della barca e’ questo, e’ il loro modo di valutazione.
Se non ti piace puoi sbattere i piedini quanto vuoi, ma a loro piace che i racconti seguano quelle regole.
Hanno piu’ volte detto che le regole non sono vere assolute, ma, genialate a parte, la loro sistematica violazione da parte di un autore rende i suoi romanzi brutti.
Naturalmente sempre alla loro ottica.
Se tu non sei d’accordo puoi anche dirlo, ma non venire qui, come Carlo, a fare il saggio che va dicendo che la bellezza non si misura.
La bellezza si misura eccome, ognuno lo fa col proprio metro di giudizio basato su esperienze, ambiente e cultura personale.
Serve che ad ogni recenzione venga specificato: la seguente recensione e’ una opinione?
Sarebbe come premettere sempre che l’acqua e’ trasparente.
14 novembre 2008 alle 18:17
E’ un peccato tu non abbia continuato, con parole diverse abbiamo espresso lo stesso pensiero.
Diciamo che Gamberetta ha fatto il passo più lungo della gamba.
10 novembre 2008 alle 14:21
Grazie Morgante, ma nel frattempo ho trovato due nomi che fanno al caso mio. Il primo è anglosassone, Maelwyrd, che approssimativamente significa “Sfortunata”(mael=cattivo, wyrd=destino). Il secondo è gallese, un dialetto celtico da poco scoperto e meraviglioso che sto imparando, ed è Owen e significa agnello. Il particolare degli occhi da cerbiatta è molto importante, perchè come la drow stessa sa e come le diranno alcuni è l’unica cosa veramente bella che possiede, con la quale è in grado di ammaliare chiunque. Un retaggio della madre elfa scura, ma anche una sorta di fattore discriminante. Non è una drow pura, il che si intuisce anche dal fisico esile e dalla pelle solo leggermente ambrata(i drow l’hanno olivastra o molto scura come l’ebano). Il fatto stesso di possedere più nomi, secondo la tradizione elfica, è simbolo del suo essere “una sporca meticcia”, come tutti i licantropi e i drow hanno premura di farle sempre ricordare. Ma è il suo carattere a renderla veramente diversa dagli altri drow. I drow sono elfi oscuri, decaduti, abituati a servire la tenebra in quanto di natura violenta e iraconda. Tuttavia, non è detto che non possano scegliere il bene e riscattarsi dalla condizione di schiavitù alla quale il dio Mael(equivalente di Lucifero)li ha condotti, essendo comunque figli di Dio e dotati di volontà propria. Maelwyrd è propensa al bene, in parte grazie agli insegnamenti della madre elfa scura(non oscura, sono cose diverse),in parte essendo discriminata da tutti per via del fisico minuto e della condizione di meticcia. Si rende conto che quella vita da schiava, di soprusi e sofferenza, non le piace. Sente di poterla cambiare, e ci prova. Ma fallisce. Ho ideato questo personaggio per mostrare la società dei drow e dei licantropi, apparentemente cattiva, sotto il punto di vista di un non-eroe. Ma Maelwyrd è soprattutto una figura tragica. Rappresenta la fragilità umana portata all’estremo, l’insignificanza dell’essere umano(e non)difronte ad un male grande come la guerra, come l’odio, come la stessa Ombra(Mael). Gli esseri del mio mondo sanno perfettamente di non poter sconfiggere in eterno questi mali, sanno di essere esseri limitati e imperfetti. Lo sanno perfino gli elfi,le fate e i folletti, detti dagli umani immortali. Maelwyrd è in torto perchè non ha il coraggio di prendere in mano il proprio destino e di costruirselo da sola,invece di credere che il suo male è l’essere figlia di una razza maledetta e di dover per questo soffrire in eterno. La sua debolezza è da un lato compatita, dall’altro odiata. Fa rabbia vedere un esserino rannicchiato in un angolo che piange tutto il giorno mentre fuori si combatte, e fa anche pena guardare il suo corpo pieno di lividi, tagli e segni di anni ed anni di violenze. Anche gli altri abitanti di Dream sanno che non possono eliminare il male dal mondo per sempre, sanno che il dolore ritornerà, ma almeno combattono per un presente e futuro migliore. Nel loro piccolo, fanno ciò che possono per migliorarsi e migliorare il mondo. Il dramma di Maelwyrd è di non riuscire a trovare la forza di reagire, uno scopo nella vita. Tenterà di fuggire dalla sua terra e tornerà indietro spaventata, poi proverà ad uccidersi ma non ne avrà il coraggio. Allora andrà in guerra affianco al licantropo che ama, ma che non la ricambia. E lì troverà la morte, e sarà veramente libera.
10 novembre 2008 alle 10:13
Devo avere la febbre…Scusa per il suggerimento.
Potevo fare di meglio, ma senza aver davanti il racconto, dato che hai il tuo personale mondo di nomi e intrecci più o meno reali fra lingue, non è immediato capire cosa cerchi, esattamente.
Di nuovo in bocca al lupo.
10 novembre 2008 alle 10:06
Ciao Mariateresa, bentornata.
Anzi, ben tornata anche a me, dato che mancavo da un po’.
Difficile scegliere un nome in base a un riassunto (solo una cosa: un po’ trita la storia degli occhi da cerbiatto, potresti trovare qualcosa che renda meno comune la descrizione della ragazza? :) )
Più che con i nomi greci, mi sento in sintonia con quelli latini.
Al momento non saprei che dirti. La ragazza si chiama Synne, peccato, dici. Mah, magari chiamarla Ance? (pronunciato come si scrive, dal lat: “anceps”, “ambiguo”). Verrebbe fuori qualcosa di simile a “ambiguo peccato”. Povera ragazza, un nome, un destino?
In bocca al lupo per il racconto. Ti hanno poi fatto sapere qualcosa dalla casa editrice?
Ciao
9 novembre 2008 alle 13:37
Scusate se mi rivolgo ancora una volta a voi, ma ho disperatamente bisogno di aiuto altrimenti non andrei avanti nella stesura del racconto.
Potete aiutarmi a trovare un nome ad una fanciulla drow? Ne ha già uno, Synne, ma ne vorrei uno più significativo e da mettere come primo nome. Nel mio libro i drow sono schiavi dei licantropi, o comunque considerati inferiori a loro, e per lo più fanno i mercenari, i ladri e altre attività altamente illegali. Parlano, a differenza dei licantropi che usano il greco come prima lingua, l’anglosassone o diversi dialetti celtici, segno della loro appartenenza antica alla razza elfica. Synne in anglosassone significa peccato, tentazione. Vorrei un altro nome, magari anche greco e mitologico, da poterle dare e magari adattandolo al greco. Se può aiutare, Synne è minuta e alquanto graziosa, ha due occhi da cerbiatta che stregano chi la guarda, la pelle ambrata(segno che non è una drow pura)e i capelli lisci e scuri. Fa la cameriera, ma in seguito ad una lite nella locanda e ad una tentata violenza sessuale da parte dell’oste si ritrova assassina ed entra nel giro della Gilda dei Mercenari, che la usano come spia e ladra. Qualche idea?
5 novembre 2008 alle 19:33
e lei nn è una ragazza ignorante,….
5 novembre 2008 alle 19:30
giusto,…meglio ke nn ti abbia offesa xkè nn era mia intenzione sn mortificata sn una ke si pente subito,….
5 novembre 2008 alle 19:27
Tu non mi hai offesa minimamente, comunque ho detto città, quindi direi cha la Lombardia è esclusa, no?
5 novembre 2008 alle 19:07
mi dispace se ti ho offessa ma tu abiti a udine ho in lombardia nn ho capito??
5 novembre 2008 alle 19:04
Peccato che nella mia città ci sia gente così ignorante u.u
Per il resto, cara alessandra, ti ho risposto perché mi hanno insegnato a essere educata.
5 novembre 2008 alle 18:52
scs ma ero incazzata cn mio fratello ke da fastidio e nn lo sopporto se ti ho offeso mi dispiace ma cmq io scrivo cm voglio anke xkè ormai sn abituata csì,…
5 novembre 2008 alle 18:51
In verità ho usato Harry Potter come esempio degli antipodi delle mie letture. da una parte una serie famosissima, e diretta più che altro a bambini e lettori giovani, dall’altra parte un autore non proprio conosciutissimo (forse un po’ di più di recente) e dedicato ad un pubblico esclusivamente adulto, e anche con un certo gusto per le psicosi :P
In ogni caso ho espresso solo un’opinione, aggredirmi e mandarmi a quel paese per questo mi pare a dir poco eccessivo, opinione mia.
Oltre al fatto che sarebbe cortesia evitare le terribili abbreviazioni che rendono il tutto un po’ illeggigiibile, insieme al caps e innumerevoli punteggiature. Fatico a leggere il commento, a volte li salto a piè pari quelli scritti in quel modo.
Ma tornando al libro, spiacente di aver letto il peggiore, ma dopotutto quando leggo una serie parto dal primo libro, mi pare ovvio. E deve appassionarmi subito. Se il primo è moscio, non prende, è banale e scontato, non andrò di certo a cercare il secndo nella speranza che sia meglio!
Ma visto il consiglio, magari proverò a scaricarlo, non di certo a comprarlo!
Anche perché il prezzo di 12-13 euro per un libro di 200 pagine stirate su 400, non è ammissibile. La copertina di cartone con la tizia in posa non mi serve grazie, vado negli economici.
PS:
Aggiungo che nonostante io abbia la mia età, trovo i libri di Geronimo Stilton estremamente graziosi. Certo, sono per bambini, ma un buon libro per bambini deve paicere anche ad un adulto (non ricordo ben chi lo abbia detto, ma condivido)
5 novembre 2008 alle 18:44
e io continuo a leggere i libri di licia bn abbiamo finito o dobbiamo continuare a insultarci a vicenda sinceramente mi sn rotta le palle,….va bè tanto su stò sito nn ci torno xkè nn mi piace,…e così nn scrivo + nulla sei contenta???e ricordati ke nn mi sn arresa ho solo finito la mia rabbia verso le critike ke avete scritto,…però devo ammetterlo piangono uun po troppo le protagoniste ma nn ti gasare xkè ora nn scriverò più qui,….64 18
5 novembre 2008 alle 18:35
esatto io uso il linguaggio degli sms x scrivere più veloce,…non siamo la stessa persona,lei abita a udine e io in lombardia quindi,…ma vedi tu hai scritto ke la scrittrice di Harry potter x te in questo momento sia l’unica degna di nota e lo stesso è x me è lo stesso x licia capisci??grammatica la insegnano bn forse sarò io ke sn difettosa,…e se nn ti avrebbe fatto ne caldo ne freddo quello ke ho scritto xkè hai rsposto??é solo 1 domanda quindi nn ti “scaldare”,…cm dici tu,….
5 novembre 2008 alle 18:26
@ SiGnOrA OsCuRa o alessandra (tanto scommetto che siete la stessa persona): Sto ridendo tantissimo per le cose (?) e gli insulti (??) che hai scritto, è evidente che la scuola italiana è allo scatafascio, soprattutto perché vedo che scrivi solo in sms-ese e poi mi vieni a dire che grammatica(/lingua italiana sarebbe più corretto) la fai a scuola? Beh, complimenti per la tua scuola.
Rido molto per ciò che hai scritto perché nonostante i tuoi insulti (?) a HP, questo non mi fa né caldo né freddo perché ognuno ha le sue opinioni, io amo HP ma so benissimo che c’è gente che odia la saga. E allora? Cavoli loro, io continuo a leggere ciò che voglio (la Rowling non è l’unica autrice che mi piace, ma di questi tempi per me è l’unica degna di nota), continuo a scrivere di HP e gli altri personaggi perché sono una buona palestra per fare un po’ di esercizio di scrittura, ma tanto cosa parlo a fare?
Ah, ringrazio per avermi dato della pantegana o suola di ciabatta, questi insulti (?) mi mancavano.
5 novembre 2008 alle 17:59
allora vediamo nn puoi dire questo sai xkè??ho sbagliato solo qualke lettera ma è xkè scrivo forse troppo veloce al computer e quindi anke se skiaccio le lettere il mio computer dato ke è ritardato alcune nn riesce sempre a metterle,e cmq geronimo stilton lo leggevo da piccola quindi no grazie,…e ho provato a leggere altri fantasy anke Harry potter e nn suscitano nexuna emozione!almeno xme, e no grammatica la faccio già a scuola e mi basta,…e sicuramente quello ke scrivi nn è meglio di quello ke scrive Licia,SICURAMENTE!,e nn mi stò scaldando sn solo offesa da quello ke a scritto gamberetto sul mio idolo!e HA RAGIONE KE ANKE LEI SISENTA OFFESA X QUELLO KE LE HO SCRITTO MA è LAVERITà E ANKE LEI PUò TIRARMI TUTTE LE MADONNE KE VUOLE TANTO A ME NN ME NE FREGA NNT!PUò DIRE QUELLO KE VUOLE!!!E NN METTERE AUTRICE FRA VIRGOLETTE!!E CM VEDI ORA NN HO FATTO ERRORI!!!XKè HO SCRITTO PIANO!VAI A F,….
5 novembre 2008 alle 17:54
COME OSI!!!!!!!!!!!!!! COME OSI OFFENDERE UNA MIA AMIKA???????????? sei una cazzona!!!!!!!! leggi te geronimo stilton, almeno le avventure dei topi di fogna ti si addicono e poi ti ci puoi ispirare, brutta pantegana morta!!!!!!
e poi leggi Harry potter…….. con tutto il dovutissimo rispetto alla scrittrice, quei libri fanno pena!!!!!!!!! per , il film è carino, ma non mi capacito di leggere su maghi froccetti che si divertono a fare magie li ho sempre odiati!!!!!!!!!!!! si nascondo dietro le illusioni. e poi non permetterti di insultare il MONDO EMERSO, brutta suola di ciabatta!!!!!!!!! non c’è niente di meglio di vedere donne come protagonisti invece che maschi stronzoni!!!!!!!!! ma vatti a leggere le Winx che è meglio, infatti il mondo emerxo è brutto perchè dubhe e nihal non sono due troie che fanno magie da stronzine………….va fan color!!!!!!!!!!!!!!!! schifossa fan dei sonorha se brutta come loro!!!!!!!!!!!!!!!!
5 novembre 2008 alle 16:37
ma stai zitta herry potter ti leggi???ma vai a quel paese licia sa scrivere benissimo,… ti sei letta la parte più brutta di tutta la trilogia xkè nel primo libro nn succede qusi nulle di così entusiasmante ma se avresti letto gli altri avresti cambiato idea!!!!!!!!!!!ti odio gamberetto!!!!tornate nel prondo degli abissi!!!
30 ottobre 2008 alle 23:06
vorreste rispondere?!
30 ottobre 2008 alle 16:25
chi ha scritto che nihal è capricciosa perchè nn è vero!
30 settembre 2008 alle 14:16
@gamberetta:ti ringrazio in anticipo ^_^
28 settembre 2008 alle 23:57
@mariateresa. Non ho detto di no, solo la lista dei romanzi da leggere è molto lunga, perciò ci vuole il tempo che ci vuole. Verrà anche la tua ora, non ti preoccupare! ^_^
@Grace. Evitare il superfluo è considerata dalla buona parte degli scrittori una regola di primaria importanza, in quest’ottica poco importa se sono descrizioni di personaggi, di tramonti, o di francobolli: se non è essenziale per la storia dev’esser tolto.
Poi ognuno può pensarla come crede.
28 settembre 2008 alle 19:52
Sandy, questo è esattamente quello che sto cercando di dire io fin dall’inizio. XD
Quello che ho contestato è proprio il fatto che si sia fatta passare per regola generale quella di “non inserire una descrizione fisica se non è essenziale”.
Non mi è mai passato per la testa di fare un paragone d’importanza tra la descrizione fisica e quella psicologica (ci mancherebbe altro!). L’unica cosa che ho detto è che non per tutti è un male o un elemento di troppo la descrizione fisica anche non essenziale, e riporto le mie testuali parole:
28 settembre 2008 alle 19:11
Non ti voglio convincere di niente e neanche cerco di far leggere ciò che scrivo (mi sembrerebbe molto sbagliato da parte mia pretendere una cosa del genere… e fa anche molta tristezza), ma hai mai provato a leggere qualche libro dove la descrizione fisica non c’è ed è importante immedesimarsi in un personaggio?
Io personalmente il più delle volte non riesco a farmi piacere un libro che, nonostante la scrittura eccelsa, la trama bellissima, abbia i personaggi nei quali è difficile immedesimarsi perché hanno un aspetto fisico totalmente sbagliato e che non rispecchia i tratti psicologici che ha descritto prima l’autore. Per questo preferisco lasciare liberi di elaborare i personaggi.
Poi ognuno ha i suoi pareri, ma il tuo (e anche quello di altri), mi dispiace, non è legge, come non lo è il mio. Sono solo punti di vista e, come aspirante scrittrice, posso dirti che lo stile personale deve rispecchiare anche qualcosa di congeniale allo scrittore stesso, non si possono sempre corrispondere i gusti dei lettori. Non sarebbe corretto né per loro né per lo scrittore stesso, sarebbe come mentire e anche quando si scrive non è bello mentire, anzi mi sentirei presa in giro da quel dato lettore.
28 settembre 2008 alle 18:13
Cerco di spiegarmi meglio, perché temo che nel mio solito fiume di parole, abbia finito per perdere di vista il punto principale della questione. :)
Io non sto cercando di convincere voi del fatto che le belle descrizioni vadano sempre cercate e apprezzate. E’ ovvio che ogni lettore abbia il diritto di dire che preferisce usare la fantasia ed immaginare l’aspetto dei personaggi a modo suo, e che vuole descrizioni fisiche solo laddove l’aspetto fisico abbia una funzione all’interno della storia. Padronissimi, è nel vostro pieno diritto.
Da parte mia, come sarà ormai chiaro, considero la mancanza di descrizione una, per l’appunto, mancanza, perché nel mio gusto personale per un buon libro rientra anche la capacità dello scrittore di dipingere nella mia mente l’immagine dei suoi personaggi, anche puramente fine a se stessa. Capacità che, ovviamente, gli riconosco solo se le sue descrizioni sono ben scritte e ben inserite nel corpo della storia.
In altre parole, per me il concetto “La descrizione fisica va inserita solo se è essenziale per la trama” non è vero. Molti la penseranno come voi, molti altri la penseranno come me. Perciò, quello che io dico è che non dovreste fare di questa vostra personale preferenza una regola generale di buona scrittura. Una regola generale è, ad esempio, che il romanzo mantenga la coerenza interna: se non lo fa, cade in un oggettivo errore. Ma che uno scrittore dia una descrizione fisica (e parlo di una BUONA descrizione fisica, quindi non pesante né eccessivamente prolissa) anche se poi, ai fini della trama, non cambierà nulla sapere che il protagonista è un biondo di un metro e ottanta o un tappetto con gli occhi a mandorla, non è oggettivamente una cosa da evitare o che sarà considerata di troppo da chiunque.
28 settembre 2008 alle 15:21
Mi sento di dire anch’io la mia in merito alle descrizioni fisiche dei personaggi.
Come scrittrice (anche se non mi posso definire così a pieno titolo, visto che per il momento di cose importanti ne ho scritte ben poche e al momento mi dedico prevalentemente alle fanfiction) ho provato un po’ tutti gli stili perché penso sia il metodo migliore per trovare quello più congeniale, da questa “analisi” è capitato che più di qualche volta scrivessi senza descrivere i personaggi, ma solo dicendo come si muovevano sulla scena e nient’altro. I lettori di un mio racconto del genere hanno molto apprezzato questa cosa perché hanno potuto figurarsi i personaggi come volevano, anche perché la descrizione fisica dettagliata non era importante ai fini della storia e la parte psicologica era quella che doveva raggiungere il lettore.
Tutto questo per dire che c’è modo e modo di fare le descrizioni, certo, ma se non sono essenziali non vedo perché ammorbare il lettore con cose inutili. Non lo dico perché la storia così è più breve, bensì perché penso che anche la fantasia del lettore sia importante quando si legge (se poi si parla di fantasy e non è fondamentale che vengano descritti certi dettagli, ognuno può figurarsi la scena come vuole, anche perché non siamo tutti uguali).
In quel raccontino di cui ho parlato qui sopra volevo che i lettori si immedesimassero con i protagonisti non per l’aspetto fisico, ma per ciò che stavano provando, per questo non ho voluto intasare troppo la storia inserendo una cosa inutile come la descrizione fisica. In questo caso.
Se parliamo di Imrhien nella Trilogia di Bitterbynde, allora il discorso è diverso, perché tutta la storia gira intorno al fatto che lei è praticamente sfigurata. Naturalmente questo di Imrhien è solo un esempio, solo che è il primo che mi è venuto in mente.
28 settembre 2008 alle 14:33
@Gamberetta:
Tra un po’ Aliberti mi farà sapere la data di pubblicazione. Mi rivolgo a te perchè sarei felice di essere DEMOLITA da una delle tue critiche. Sono sarcastiche ma fanno ridere, non sono solo schifosissime lodi di chi pensa che solo perchè uno ha concluso la trilogia è Dio eterno! Ovviamente puoi rifiutare, anche perchè avevo promesso di non importunare più nessun membro di questo forum…però vorrei tanto che tu accettassi. E sta sicura che non mi scatenerò come Rocca qui a criticare a destra e a manca!
24 settembre 2008 alle 09:49
@Grace
Intanto puntualizziamo subito l’ovvio: qui si parla di descrizione puramente fisica. Psicologia, modo di parlare, ecc. sono tutt’altra cosa, e sulla loro ovvia importanza non sto nemmeno a soffermarmi.
Se torni a leggere il mio commento a cui ti riferisci nella tua risposta, ti accorgerarai che questo fa riferimento ad un brano postato da Mariateresa, uno dei molti.
Questa ragazza, che ora ha aperto un blog per conto proprio, si diletta di scrittura, ci mette buona volontà, ma ha il pallino della descrizione molto dettagliata e del linguaggio aulico (cercati il brano che ha postato sull’antodraco o come si chiama, dev’essere tra i commenti al libro della Strazzulla).
E’ pensando a questo che ho detto che il lettore ha dalla sua il diritto di fare a meno di certe descrizioni. Esattamente come hai scritto tu c’è modo e modo di descrivere, e scendere nei minimi dettagli porta il lettore a sviluppare l’orchite, nè più nè meno.
Quando ho scritto “voglio immaginarmi un elfo moro invece che biondo” stavo calcando la mano su un dettaglio tra i tanti possibili, per cercare di farle capire che la pesantezza derivata dalla minuziosità descrittiva è davvero opprimente.
Certo, anche io non ho nulla in contrario sul farmi un’idea di massima di com’è fatto il protagonista. Diciamo biondo, snello, occhi di ghiaccio? Ok. Ora però cerchiamo di non tirare fuori il ghiccio dei suoi occhi ogni dieci righe. Grazie.
In questo modo posso farmi un’idea del mio elfo biondo, snello, occhio grigio, che sarà differente dal tuo elfo biondo, sempre snello, sempre coll’occhio glaciale.
Ma se un autore mi deve andare a dire quanto è lungo il naso, quanto distanti gli occhi, quante sono le orecchie e quanto siano a punta, oh, ragazzi, che due palle! Come per i pesci a 20000 leghe sotto i mari di cui raccontavi tu, e il buon Jules prima di te.
Detto questo, aldilà della pallosità della descrizione, io penso anche che i dettagli in un libro non debbano mai essere superflui.
Un esempio. E’ importante descrivere l’eroina più che sommariamente? Magari sì, dà idea del fatto che questa qui è una dura ma che da fuori sembra solo una mammoletta. Allora ok, descriviamo gli occhioni, la minuta costituzione fisica che nasconde la forza sorprendente, ecc.
Ma se è una dura con la faccia da dura e i modi da dura, e tutti sanno che è una dura, me la posso immaginare anche da sola, dimmi due cose su come devo fare – colore del capello, altezza, quanti occhi ha- poi mi arrangio, grazie tante. Cosa me ne faccio di sapere che ha i capelli ingellati, gli occhiali da sole, e si veste come Trinity di matrix? A me un dettaglio così, anzi, mi fa cascare le braghe. (Sei una dura e vai in giro paludata come un giocatore di ruolo dodicenne. Ottimo. Quando ti incontro per strada mi ammazzerai di sicuro: dalle risate. Andiamo, su.)
Un altro esempio. Se sto leggendo un libro storico, sapere come vanno vestiti i personaggi fa colore, può essere divertentissimo. Un sacco di libri sul medio evo giapponese si dilungano sulle descrizioni di kimono, tazze, giardini, e io me ne godo ogni singola riga.
Ma in un fantasy io suppongo di doverla usare la fantasia, non solo di dover madare giù quella preconfezionata per me dall’autore. E’ un autore, mi racconta la storia, ma non è padrone della mia mente. Se è questo che vuole da me, passo e leggo altro. Credo sia un mio diritto pensarlo, farlo, e dirlo se ne ho l’occasione.
Poi è ovvio che a questo mondo ci sarà chi la pensa, la legge e la dice diversamente. A me non dà fastidio. Ed è altrettanto ovvio che ci saranno delle eccezioni. Ci sono scrittori capacissimi di farti mandare giù descrizioni anche molto dettagliate, ma con una bravura ed un garbo tali da meritare attenzione e considerazione. Altri autori essenziali e scarni raccontano così male da non meritarsi la lettura di pagina 2.
Stavolta dovrei essermi spiegata. Spero. Probabilmente no. E vabè.
23 settembre 2008 alle 15:01
Allora diciamo che avrei dovuto essere più specifica: io apprezzo le buone descrizioni.
Il discorso di Diarista, e su cui io dissento, è il concetto secondo cui “Se il fatto che Tizio abbia i capelli neri o gli occhi blu non è vitale per la storia, allora va omesso perché il lettore deve poterselo immaginare come vuole”. No, non è vero, non è così. Potrà essere lei a preferire questa scelta stilistica da parte dello scrittore, ma è un suo personale gusto, non una regola. Se io presento un personaggio, lo presento sotto ogni aspetto, incluso quello fisico.
Certo, c’è descrizione e descrizione. Prendiamo una cosa di questo tipo:
“Tizio era altro 1.80, aveva gli occhi blu, i capelli neri e lunghi fino a tre quarti della schiena, ma scalati sulle spalle, e a destra c’era una cioccia con un ricciolo ribelle, e aveva la frangia lunga ma un po’ asimmettrica sul lato sinistro, e bla bla bla”
Questa è una descrizione pesante, piatta, brutta, e diciamocelo, è davvero pallosa. Ma se uno scrittore è un grado di dipingere i tratti fisici di un personaggio in un modo diverso dalla lista della spesa, se lo sa fare inserendo le sue caratteristiche nella narrazione senza dar loro pesantezza ma rendendole parte fluida del tutto, io arrivo a considerarlo un bravo scrittore o quanto meno un bravo narratore. Ed avrò apprezzato la sua capacità di delinearmi in testa il personaggio, sebbene il fatto che Tizio abbia i capelli neri e gli occhi blu continuerà ad avere la stessa funzionalità di prima all’interno della storia, ovvero nessuna. Poi magari il libro racconterà una storia banale e allora non varrà granché nella mia personale considerazione, ma lui resterà comunque un bravo narratore.
Non ho detto che ogni descrizione va bene a prescindere, io per prima mi sono ritrovata con due zebedei grossi così grazie alle pagine e pagine (e pagine e pagine e pagine…) di descrizioni minuziose di pesci in “Ventimila leghe sotto i mari”. E’ una cosa totalmente inutile ma soprattutto è lunga e monotona, piatta, noiosa, che dopo un po’ non può che far venire voglia di saltarla a piè pari, perché tanto si sa già che è fine a se stessa e che non leggerla non comporterà problemi per la comprensione della storia. E’ un elenco di caratteristiche di pesci, nient’altro. Ma è questo il motivo per cui non è una buona descrizione, è la pesantezza e monotonia con cui è scritta, non il fatto che non serva a niente nella storia. Se fosse scritta in modo fluido e catturante, io l’apprezzerei nonostante il fatto che non serva a niente. Servirebbe a godersi una bella narrazione, e per me questo è uno degli scopi per cui leggo.
In ogni caso, i pesci che si vedono dagli oblò del Nautilus possono effettivamente esserci o non esserci e non me ne preoccuperei più di tanto, ma la descrizione fisica dei personaggi ci dev’essere, per i miei parametri. Fluida, inserita con maestria nel testo (il che vuol dire che non deve per forza trovarsi nel capitolo 1 e sparata lì tutta insieme), ma per me è giusto che ci sia.
E in generale, dire che il lettore sprofonderà nella noia di fronte ad una descrizione dettagliata, anche scritta divinamente e rispettosa del punto di vista da cui parte ed inserita in modo fluido nel testo, ma non vitale per la storia, è falso. E’ un’estensione di un’opinione personale all’intera massa dei lettori.
In ultimo, a me sembra un po’ difficile che la descrizione fisica di un personaggio scompaia del tutto. Se nel capitolo 10 è arrivato in scena un nuovo personaggio che io ti descrivo come biondo, tu inizierai ad avere nella testa l’immagine di un biondo ogni volta che lui agisce. Ovvio poi che per essere un buon personaggio dovrà avere una caratterizzazione molto più approfondita sul piano di azioni e parole/pensieri, e questo anche nel caso in cui l’aspetto fisico abbia un ruolo particolare. Per esempio, la bellezza di Edward Cullen ha un ruolo nel tentativo della protagonista di capire il suo segreto, ma il modo in cui l’autrice si concentra su questo aspetto e lo rimarca ogni tre righe, è da esaurimento nervoso; senza contare che vi si concentra così tanto da farlo diventare l’unico elemento approfondito di caratterizzazione del personaggio.
Insomma, le descrizioni bisogna saperle fare, senza dubbio. Ma il discorso di base, è che non sono d’accordo nel considerare opinione di massa il fatto che un libro debba contenere solo l’essenziale, specie se si tratta di delineazione del personaggio. Ci sono lettori che sono contenti di sapere che Tizio hai capelli neri e gli occhi blu semplicemente per il piacere di dipingerlo con cura nella propria mente, anche se capelli e occhi non avranno importanza alcuna nella storia. Ce ne saranno altri che lo troveranno di troppo. Ma essendoci questa soggettività di ricezione nei lettori, non ha senso dire che lo scrittore DEVE fare così o cosà.
23 settembre 2008 alle 13:49
@Grace. Tu puoi apprezzare in particolare le descrizioni, ma, parlando in generale, le descrizioni, come tutto il resto, devono essere funzionali alla storia.
Prendiamo una descrizione particolareggiata, fino all’ultima circonvoluzione, di una dentatura. Se è un giallo e quella descrizione farà scoprire chi è l’assassino, sarà emozionante, e il lettore non vedrà l’ora di scoprire com’è fatto il prossimo molare. Se è un romanzo d’avventura, il lettore capirà presto che sono particolari inutili e sprofonderà nella noia.
E ancora: le descrizioni dipendono dal punto di vista adottato. Se in un western prendo il punto di vista del colono razzista, gli indiani saranno tutti uguali, con tratti indistinti, come fossero bestie. Se mi metto a descrive con dovizia di particolari, non sono fedele al personaggio. In un romanzo rosa la descrizione che può fare una ragazza innamorata non è la stessa della madre della ragazza o del gatto della ragazza. I particolari cambiano, aumentano o diminuiscono.
Perciò non c’è un giusto e uno sbagliato per le descrizioni. Si deve descrivere in funzione della storia. Indulgere nel gusto di descrivere per il puro gusto di descrivere, porta alla noia il lettore.
Inoltre, a meno di tratti particolari, le descrizioni fisiche dei personaggi sbiadiscono molto in fretta. La descrizione al capitolo 1 è dimenticata al capitolo 5. Rimangono molto più impresse le azioni e i dialoghi/pensieri, perciò se si vuole caratterizzare bene un personaggio, è molto meglio concentrarsi su questi aspetti (a meno appunto che il fisco non abbia un ruolo vitale: il personaggio cieco, storpio, bassissimo, altissimo, bellissimo, ecc.)
23 settembre 2008 alle 13:00
Scusate se ripesco un discorso di oltre dieci giorni fa, ma questo argomento mi interessa molto. :)
Non sono d’accordo. Io sono sempre stata una grande sostenitrice delle descrizioni, che siano vitali per la storia o che abbiano il solo scopo di dipingermi la scena in testa nel modo più dettagliato possibile. Trovo giusto (e sì, anche bello, mi dà un autentico piacere mentale) che lo scrittore esprima la capacità di prendere il personaggio esattamente come vive nella sua testa e trasmetterlo nella mia, caratterialmente, psicologicamente e fisicamente. Se un personaggio è biondo, è biondo, e biondo me lo devo tenere, poco importa che io, singolo lettore, possa detestare i capelli biondi. Di certo non sarà la capigliatura a farmi piacere di più o di meno il personaggio in sé.
Non che non capisca chi preferisce un linguaggio più svelto ed immediato, ma devo dissentire sul fatto che sia una regola assoluta. Se io mi trovo davanti uno scrittore che mi delinea solo l’essenziale e lascia il resto all’insegna di “immaginati un po’ quello che pare a te”, io lo considero uno scrittore mediocre. Per i miei parametri di “scritto valido”, un testo deve contenere molto di più del semplice essenziale: non deve mancare di nessun elemento strettamente vitale per la trama, ovviamente, ma deve anche essere esteticamente ricco e bello. Gli elementi estetici quasi mai sono vitali per la trama, e infatti il loro scopo è un altro: soddisfare il puro piacere del lettore nel vedere una scena o un personaggio dipinti con maestria. Un libro che abbia solo l’essenziale, per me è un libro mediocre, tutt’al più posso arrivare a considerarlo buono se ha una storia molto interessante. Ma non lo considererò mai ottimo, né mai lo consiglierò a nessuno (a meno che si tratti di qualcuno con gusti simili ai tuoi, Diarista. ;) ).
Il lettore ha il “diritto” di preferire diversamente, certo, ma non ha il diritto di pretenderlo sostenendo che sia la sola maniera valida di scrivere e che qualsiasi lettore si aspetti questo; ci sono prove viventi del fatto che non sia così, come vedi, ed io non sono l’unica esponente di questo pensiero. :)
Perciò, su questo terreno, ritengo che lo scrittore abbia il diritto di scegliere la strada che preferisce. In entrambi i casi, qualcuno lo apprezzerà e qualcun altro no.
22 settembre 2008 alle 18:39
non è vero, era solo una mia amica stupida!! Soliti scherzi!!
22 settembre 2008 alle 18:34
mi chiamo lucia e amo tanto matteo marsili
21 settembre 2008 alle 20:02
Ciao Gamberetta! è da un po’ che seguo il blog, e trovo che tu (ma anche tutta la Barca) sia una persona assolutamente ed indiscutibilmente GENIALE. Hai un tipo di lettura “attiva” e scrupolosa che quasi mi fa rizzare i capelli.A parte la sviolinata assurda XD volevo farti i complimenti per il blog, e per come lo gestisci. Piacerebbe anche a me fare qualcosa del genere.Baibai, scusa per la sviolinata XD
19 settembre 2008 alle 19:53
Scusami tanto se mi ripresento Gamberetta, ma non so a chi rivolgermi…il blog è fatto, ma vorrei mettergli uno sfondo più carino…come posso fare? Ti va di darmi delle dritte? Scusami ancora se ti disturbo sempre.
18 settembre 2008 alle 21:55
@Arya. Ti ho mandato una mail.
18 settembre 2008 alle 16:20
Ciao a tutti, Gamberetta, Capitan Gambero e compagnia…Leggendo le vostre recensioni (che mi hanno fatto troppo ridere, specie quelle di Twilight e dei libri di Troisi e Strazzulla) ho notato che siete molto attenti e puntigliosi;non vi fate problemi a muovere critiche o essere sarcastici e pungenti. Volevo chiedervi se posso inviare per e-mail un capitolo del mio racconto (solo una decina di pagine, non ho la minima intenzione di tediarvi con una saga chilometrica); avrei bisogno di un parere che fosse il più “crudo” possibile. (passatemi il termine XD). Penso che le critiche non possono che far bene, e io mi sento ben disposta ad accettarle; mi piacerebbe sapere cosa ne pensate, e non me la prenderò se dovessi ricevere una cassa di gamberi putrefatti :-) Grazie.
11 settembre 2008 alle 21:00
Ti voglio rispondere prima di rendere la mia decisione definitiva, Diarista. Non ce l’ho assolutamente con te e con le critiche che mi hai mosso, nè posso darti torto. La mia storia non è conclusa, non si è sviluppata fino infondo. Non dovevo postare quella bozza. ma l’ho fatto perchè mi servivano delle impressioni. Ma tu hai ragione. Come puoi darmi delle impressioni su personaggi che non conosci bene? Sono io a scusarmi. Ma me ne vado per un altro motivo. Ho spiegato tutto a gamberetta tramite mail. Non mi piace per niente la piega che sta prendendo la critica qui. Pochi, troppo pochi, sanno veramente come si scrive una critica. Non è un ammasso di insulti acidi o lodi eccelse! Ripeto:criticare significa illustrare i lati positivi e negativi delle cose, e non lo dico solo io, ma anche i critici venuti prima di me! Anche nel testo più orrido, anche nella narrazione più emozionante, ci saranno pregi e difetti. la stessa gamberetta ha ammesso che un punto buono gli Eroi del crepuscolo ce l’ha, così come i romanzi di Licia non saranno buoni riguardo lo sviluppo della trama e dei personaggi ma presentano un linguaggio scorrevole.
Era questo che volevo sentirmi dire, dove le idee erano buone e potevano essere migliorate, e dove invece non centravano per nulla. Poi che decida di cambiare o no sono fatti miei, ti pare? Infondo il racconto, lo scrivo io, decido io se seguire i consigli oppure no. E fin ora ne ho seguiti molti, soprattutto quelli di gamberetta. Ma rispeto che la colpa è mia, sono io ad essere sbagliata qui, non il blog in sè. Diciamo che qui fra tanti gamberi mi sento come un “pesce fuor d’acqua”se questo può rendere l’idea. Se tu volessi conoscere lo sviluppo della storia, non ha che da dirmi la tua mail. Ti conforterebbe sapere che Boreas bambino non è capace solo di provare sentimenti negativi, il che sarebbe proprio anormale, ma è un bambino come tutti gli altri, in balia di emozioni nuove e potenti. Diventa dedito alla vendetta e all’odio dopo tutti i maltrattamenti che subisce. E fidati tu di me se ti dico che conosco molto bene il Boreas adulto e so quello che ha passato(eccetto la violenza sessuale, quella è una mia aggiunta venutami da un incubo). Sto ricostruendo l’infanzia di questo bambino partendo dai ricordi e dalle spiegazioni dell’adulto che è diventato. Se ti va di sapere come finisce e non vuoi darmi la mail, io ho un blog, il link esatto è questo:http://lufeshir.blogspot.com/. Vienimi a trovare lì, se ti va.
Non preoccuparti riguardo alle tue parole “acide”, ho sorbito di peggio…tipo gente che mi ha detto, senza aver mai letto una sola riga di ciò che avevo scritto, che i miei scritti fanno venire l’orchite. Perciò tu mi hai fatto dei complimenti!
11 settembre 2008 alle 18:33
@Mariateresa
Non so se leggerai mai questo commento, spero di sì, ma pazienza se non sarà così.
Non volevo nel modo più assoluto far sì che tu smettessi di postare, nè tantomeno essere polemica. Io ho solo preso nota che i tuoi brani hanno dei difetti, e pensavo che potesse esserti utile un commento argomentato. Ho volutamente moderato i toni, perchè quando comincio a sentimi di casa in qualche nicchia in rete tendo a mettermi “in ciabatte” (leggi: comincio a scrivere tale e quale come parlo, il che dà spesso adito a fraintendimenti sul tono che uso nei miei interventi. Cioè: sì, posso essere anche peggio di così se mi ci metto. Ma dovrei avercela con la persona con cui discuto, non è assolutamente il tuo caso), ma rileggendomi mi accorgo che l’ultima serie di cose che ti ho scritto potevano suonare… ehm… acidine. Acide. Ok, molto acide. Ero al lavoro e ho scritto in fretta. Ti chiedo scusa, perchè non volevo darti l’impressione che tu fossi il mio piattello per il tiro al bersaglio. Volevo davvero farti un favore.
Io vedo in te la voglia di fare. Vedo che finisci quello che inizi a scrivere il che mi riempie di stupore (e anche invidia… ma come fate?). E i tuoi brani mi ricordano certe schifezze che mettevo insieme io, probabilmente quando avevo la tua età. Schifezze è riferito a me, sottolineo. E sì, dopo tutto questo tempo continuo a mettere insieme discrete schifezze, nel caso tu te lo chieda. Come vedi non è che io ti possa servire da esempio o sia scevra da errori. Però qualcosina la so, e questo poco io ti comunico, tutto qui.
Insomma, non ho nulla contro di te, solo penso che quel che scrivi sia ampiamente migliorabile, e tra l’altro con poca fatica. La fantasia ce l’hai, l’originalità ti arriverà man mano che il tempo passa, ti manca giusto un po’ di tecnica, ma questa volendo si rimedia.
Non diventarmi un’altra Strazzulla, fammi questo favore. “Perdi” un po’ di tempo per mettere assieme una prosa efficace e scorrevole, le tue storie ne trarranno giovamento.
In quanto all’insistenza sulla verosimiglianza del bambino: ho una figlia di 14 mesi e 3 fratelli minori, oltre alla frequentazione assidua con una quindicina di figli di amici sotto i 10 anni. So quindi molto bene come sono i bambini, e mi innervosisce vederli stereotipati, storpiati e menomati nella narrativa a destra e a manca. L’infanzia merita di essere espressa per quello che è: l’età del tormento e dell’estasi, dell’innocenza che piano piano si perde, del cuore indifeso, dell’incredibile forza che trascende la statura. Eravamo tutti così, molti di noi sotto sotto lo sono ancora. Quell’età merita una descrizione migliore e verosimiglianza. Secondo me. Quindi Boreas merita una tua revisione.
Di nuovo in bocca al lupo, e mi auguro di averti rasserenata sulle mie intenzioni e sulla serietà con cui tengo conto della tua voglia di fare per diventare una -wow!- scrittrice.
Forza!
11 settembre 2008 alle 17:29
@Gamberetta
Grazie ;) E’ che l’ho acquistato un po’ di tempo fa ma per un motivo o per l’altro non sono riuscita a leggerlo, così volevo avere qualche anticipazione. ^^
11 settembre 2008 alle 17:24
Come pensavo,
se l’è presa…E non ha capito il vero errore. Non accettare critiche.
Speriamo che le vada bene.
11 settembre 2008 alle 16:49
Ripeto che non mi sono arrabbiata per la critica ricevuta, ma per il modo in cui si critica qui. Ma lo sbaglio è stato mio. Non sapevo fosse vietato postare propri scritti per un eventuale parere. Ho letto le regole sugli Off topic solo all’inizio, dove parla degli insulti. Non credo di scrivere benissimo, non mi permetterei mai di dire una cosa del genere. Lo stile è finto aulico, si. Volutamente. Non ci vedo nulla di male anzi, adoro l’aulico misto al linguaggio più “comico”. Le descrizioni in un racconto mi sono sempre piaciute. Secondo me sono essenziali per delineare bene le immagini del paesaggio o del personaggio. Le mie sono utili ai fini della storia. Anche se non sembra, ha molta importanza che la madre adottiva di Boreas sia bionda e che lui abbia i capelli d’argento. Ma visto che non interessa a nessuno, mi fermo qui. E dico di più. Lascio questo blog. Non per le critiche che mi sono state mosse, ma perchè qui nessuno sa CRITICARE, ma solo POLEMIZZARE. La Strazzulla è stata criticata per non essersi documentata. Sarebbe ora che molti degli utenti di questo blog si documentassero su come CRITICARE. Concludo dicendo solo a chi è interessato, ma dubito fortemente che qualcuno lo sia, che ho creato un mio blog su blogspot. Basta digitare la parola Lufhesir e si trova subito. Sono tutti benvenuti. Detto questo, arrivederci, è stato un vero piacere conoscere questo blog. Io scrivo per la gente che POLEMIZZA QUI. Più polemizzano, più io trovo la grinta di andare avanti. Grazie e ciao.
11 settembre 2008 alle 16:42
@mariateresa. Non mi è chiaro il problema: chi, come, dove non vuole caricare lo sfondo? Con quale servizio? Se fornisci qualche particolare in più forse io e qualcun altro possiamo aiutarti.
11 settembre 2008 alle 16:41
Mariateresa,
io non volevo polemizzare con te, davvero. Non mi interessa litigare.
Ma hai visto, insieme al mio e ad altri, anche il tuo brano inserito in quell’ articolo è stato spostato, era proprio fuori tema rispetto all’argomento che si trattava, come ti dicevo.
Ho letto le tue risposte, dopo, molto più nervose di qualche giorno fa. E’ comprensibile, posso solo dirti di cercare di capire che le critiche vere, e approfondite, di solito non arrivano mai insieme alle carezze.
Se le liquidi come “polemiche”, quindi robetta inutile, eviterai puntualmente i consigli più importanti, che arrivano di solito proprio con le freddure.
Ho letto anche gli appunti che ti sono stati fatti; dall’esterno, quindi senza il rammarico che puoi provare tu, io li ho visti piuttosto precisi, diretti.
Sì, molto decisi, ma ad esempio, Diarista Incostante ha motivato ogni suo appunto, non ti ha detto: “fai schifo!” Ha cercato di spiegarti cosa, per lei, non andava nel tuo brano. Non stare a preoccuparti del tono, drizza piuttosto le antenne su quello che la gente sottolinea.
Pensa che la prima volta che ho fatto leggere qualcosa a mia madre (e dico, mia madre) mi ha a dir poco raggelata con la sua critica. Non mi ha detto: “No, Chiara, così non va.” Mi ha detto…hm, meglio se non lo scrivo! : )
Se ti aspetti che la gente che legge quel che scrivi sia sempre gentile e premurosa, solo per lo sforzo e la cura che ci metti, considererai ogni cosa come una polemica contro di te.
Prova invece a pensare che le opinioni dure, senza concessioni, sono quelle che ti serviranno di più. Non cadere nella tentazione facile di liquidarle come “polemica”. O avrai sonni amari, senza mai approdare a nulla o avere un confronto onesto fino in fondo, anche a costo di uscirne un po’ ammaccata.
Buona fortuna col tuo blog.
11 settembre 2008 alle 16:27
@Mariateresa, non mi sembra che nessuno abbia polemizzato, anche io mi trovo concorde con i consigli che ti sono stati dati sull’estratto, anzi ti dirò che non mi è piaciuto proprio per niente. Secondo me fai gli stessi errori che Gamberetta ha evidenziato nella recensione della Strazzulla. Troppe descrizioni che appesantiscono inutilmente la trama, scene non molto coerenti, stile finto aulico che sembra quello di Rocca nelle chiavi del fato, se non sai chi è leggi la pseudorecensione che si trova in questo sito.
Anche tu sembri uno di quegli aspiranti scrittori che vuole solo essere lodato, che pensa di scrivere benissimo e che si inalbera non appena riceve una critica, quindi mi sembra inutile che posti i tuoi estratti da qualsiasi parte se poi non vuoi stare a sentire gli altri.
11 settembre 2008 alle 15:51
Non mi incavolata per quello che mi è stato detto, ma per il modo di POLEMIZZARE in questo blog. Ma non sono qui per criticare i metodi di valutazione di gamberetta. Non mi va bene come recensisce questo blog? Poco importa, me ne sono appena fatto uno tutto mio? Chi fa da se fa per tre! Ora però gamberetta spero mi spiegherà come caricare uno sfondo. Ho provato ma mi dice che ciò che cerco non è rintracciabile in quella pagina. Se non mi vuole aiutare, di certo non la biasimo.
11 settembre 2008 alle 15:47
@Loreley. È un libricino che lascia un po’ il tempo che trova. Ci sono alcuni interessanti consigli tattici su come muovere l’esercito su vari tipi di terreno, usare le spie o appiccare incendi, ma il meglio sono i passaggi “filosofici”, ottimi per citazioni estemporanee, tipo:
Sun Tzu disse:
«Chi è abile nel sortire bizzarri stratagemmi è inesauribile come il Cielo, la Terra e i grandi fiumi.»
oppure
Sun Tzu disse:
«Per attaccare con la certezza del successo si attacchi ciò che non è difeso; per difendere con una certezza di stabilità si difenda ciò che non viene attaccato.» (ma davvero?!)
o anche
Sun Tzu disse:
«Un esercito accerchiato deve avere una via di scampo; se è ridotto alla disperazione non va schiacciato.» (questa non è banale)
Comunque si fa prima a leggerlo che a recensirlo!
11 settembre 2008 alle 15:15
Visto che non so dove chiederlo, e un’email mi sembra un po’ eccessiva, posto qui. Gamberetta, su anobii ho notato che hai letto “L’arte della guerra” di Sun Tzu. Mi potresti dire anche brevemente che ne pensi? :)
11 settembre 2008 alle 15:07
Mariateresa:
Cioè, riempi un blog non tuo di estratti lunghissimi (e non richiesti) di tuoi racconti, liquidi ogni commento negativo con “L’ho fatto apposta”/”E’ lo stile”/”Grazie ma non cambio nulla”, poi (dopo qualcosa come 5 estratti postati) qualcuno ti fa notare che forse forse non è adatto postare qui i tuoi scritti… e ti incazzi pure! Certo che cominci bene la carriera di scrittrice!
11 settembre 2008 alle 14:22
@mariateresa. Dato che non sei esperta, ti conviene usare un servizio già pronto. I due più diffusi sono WordPress e Blogger/BlogSpot (Google).
WordPress mi sembra permetta maggior flessibilità, però forse è un filo più complesso da gestire.
Provali magari tutti e due e tieni quello che ti piace di più.
Per iniziare basta seguire le istruzioni:
BlogSpot
WordPress
Se hai problemi chiedi pure.
11 settembre 2008 alle 14:12
Credo proprio che lo aprirò un blog, dove accettare CRITICHE E NON POLEMICHE(c’è molta differenza, ma non sto qui a spiegarla). Solo non so come fare. Sono andata su free blog ma non ci sono riuscita. Sono una frana in queste cose. Posso chiedere a qualcuno di spiegarmi come si fa oppure è vietato?
11 settembre 2008 alle 14:03
Tutti i commenti precedenti non c’entravano davvero niente né con Il Talismano del Potere, né con La Setta degli Assassini.
11 settembre 2008 alle 13:49
@mariateresa
Fai come credi, ma tenere un blog è facilissimo: ci riesco anche io.
Comunque le spiegazioni che dai sul bambino continuano a “non tenere” e sono comunque inutili. Ti spiego.
Non tengono perchè:
1) A cinque anni i bambini si arrabbiano, e anche parecchio. Hanno le loro antipatie. Ma credimi, non odiano veramente ancora nessuno. A meno che non siano stati spesso maltrattati. La dolce mammina adottiva morta era anche sadica oltre che una biondona platinata? Se lo era ci siamo, altrimenti no.
2) In quanto al paradiso terrestre che avrebbe tenuto al sicuro dal dolore il bambino, anche questo è un luogo comune.
Tutti noi, sin da quando usciamo dalla pancia di mamma, capiamo molto in fretta cos’è il dolore. Fisico e non.
Successivamente, anche solo imparare a parlare e farsi capire genera frustrazioni immani, figurati imparare a camminare. Bambagia o no, chiunque a questo mondo conosce presto il dolore, la rabbia, i sentimenti negativi, il che è normale. Si chiama vita.
Inoltre i bambini si spaventano a livelli altissimi (inconcepibili per un adulto) per delle microscopiche cazzatelle. Quindi i piccoli sanno benissimo anche cos’è il terrore.
Poi scusa: ha gli incubi ma non conosce il terrore? Come sarebbe?
3) I perchè. Ok, tutti ce l’abbiamo avuta la fase dei perchè (papà, tu le tette non ce le hai? Perchè?). Ma questo è un libro, non real life.
Nella vita reale i dialoghi sono sempre smozzicati, ci si interrompe, non si capisce una mazza, si sbagliano le parole. Nei libri no, perchè devono risultare leggibili. Stessa cosa per i perchè.
Boreas è un bambino, è vivace, ok. Ma quei punti interrogativi sono una rottura. Troviamo un modo alternativo per dire quel che si vuole conservando scorrevolezza, grazie.
4) Ah, tua madre muore e tu “accogli” la novità? Che aplomb. Che palle di granito. Beh, guarda, io invece dico che urli come un’aquila. Mi permetto di insistere.
Ora invece ti dico perchè secondo me tutte quelle che tu hai gentilmente fornito sono spiegazioni inutili.
Se ho bisogno di leggermi circa 500 parole di retroscena per dare senso al 90% di quel che hai scritto, quel che hai scritto fa acqua. Tutto qui.
Forse è il caso di cambiare, aggiungere, rimaneggiare, potrebbe persino piacerti, riscrivere è divertentissimo.
In quanto allo stile, fai come preferisci. Io dico che potresti fare di meglio, ma è solo un’opinione.
Ora, Mariateresa, le cose girano in questo modo: se posti qualcosa di tuo (ma forse hanno ragione, è meglio che tu lo faccia altrove) devi tenerti aperta a critiche e commenti, ed avere l’umiltà (e la furberia, perchè ti fanno anche comodo e sono gratis) di riconoscerli come validi se lo sono. Che non significa che i miei lo siano, anche se ho letto abbastanza fantasy in vita mia.
Ok?
In bocca al lupo.
11 settembre 2008 alle 13:36
@mariateresa
spero che sia la volta buona, visto che, causa commenti chilometrici tuoi, non si riesce a seguire cosa dicono gli altri.
mi pare francamente che tu stia abusando di uno spazio che non è tuo.
Peraltro non capisco perchè tu posti regolarmente pezzi dei tuoi racconti ciedendo pareri se, di solito, la tua risposta è: grazie ma non cambierò nulla oppure un’altra lunghissima spiegazione delle motivazioni dei personaggi che dovrebbero trasparire dal testo.
Un ultima cosa: ma in quello che scrivi c’è qualcosa di anche vagamente simile ad un intreccio?
Senza rancore, Frau Blucher.