La Fogna dei Commenti
Problema: negli ultimi tempi il livello dei commenti è sceso tanto che le pubblicità del viagra bloccate dal filtro anti-spam sarebbero più interessanti. Per ogni commento semi intelligente ci sono pagine e pagine di spazzatura. Perciò ho deciso di cambiare politica riguardo ai commenti.
I commenti Off Topic (fuori argomento) non saranno più accettati.
I commenti contenenti insulti ad altri commentatori non saranno più accettati.
* * *
Partiamo dagli insulti. Da ora in avanti, le uniche persone che possono essere fatte oggetto d’insulti, allusioni, ingiurie, minacce e quant’altro di carino, sono le seguenti:
- me stessa (Gamberetta).
- Capitan Gambero.
- Bubba.
- Signor Stockfish.
- L’autore del romanzo oggetto della recensione in esame, se l’articolo è una recensione.
FINE. Se volete insultarvi tra di voi andate da un’altra parte. Grazie.
I commenti fuori argomento. Qui mi devo affidare all’intelligenza di ognuno, ma se non vi dimostrerete abbastanza furbi, ci penserò io per voi. E visto che molti dimostrano l’acume di un criceto, farò qualche esempio:
«Gamberetta dice che Il Talismano del Potere è brutto, vuol dire che Gamberetta è scema!!!» (questo è un commento idiota, ma è in argomento, sarà accettato).
«Gamberetta non dovrebbe insultare gli autori, perché è maleducazione.» (questo è un commento altrettanto idiota, e in più non è in argomento perché non riguarda né il romanzo né la recensione dello stesso, bensì la “filosofia” di Gamberetta, tale commento non sarà accettato).
«Gamberetta non può criticare la Troisi quando lei scrive recensioni tutte sgrammaticate!!!» (non importa se l’affermazione sia vera o no, questo commento non sarà accettato perché non riguarda la recensione, ma in generale il mio modo di scrivere).
«Gamberetta è cretina, perché ha scritto “o avuto” senz’acca nel terzo paragrafo della recensione.» (questo commento è specifico alla recensione in esame, e non solo sarà ben accetto, ma mi scuserò e correggerò subito l’errore).
I commenti non accettati non saranno cancellati. Odio la censura, non cancellerò mai niente, bensì sposterò i commenti incriminati dall’articolo originale a questo, che non a caso è chiamato Fogna dei Commenti. Lo spostamento non sarà “in tempo reale” perché né io né mio fratello siamo tutto il giorno davanti a un PC, non di meno, appena ne avrò la possibilità provvederò. Perciò se sapete che il vostro commento è fuori argomento, potete metterlo direttamente qui, tanto ci finirà comunque.
Qualche altra noticina:
Se ho scritto qualcosa che non vi piace e volete farmi cambiare idea, l’unica possibilità è attraverso un ragionamento con basi logiche e documentate. Insulti, minacce, ripetizione ad nauseam, vanto di titoli accademici e non, precetti religiosi o filosofici: niente di tutto ciò mi fa né caldo né freddo.
Se commette degli errori di ortografia nel commento, NON scrivetene un altro per correggervi. NON CE N’È BISOGNO. A meno che il commento non sia del tutto sgrammatico, tanto da risultare incomprensibile, lasciatelo così com’è. Sbagliare a digitare capita a tutti e non c’è niente di male. Ciò non toglie che spendere un paio di minuti a rileggere, o magari installare lo spellchecker per la lingua italiana dentro Firefox male non vi fa.

Non è difficile, persino per una fan della Troisi!!!
* * *
E già che ci siamo parliamo dei furboni che commentano con nick diversi, dicendo la stessa cosa. Uno degli ultimi esempi:
![]()
mitoancess & amiketti. Clicca per ingrandire
Ora, io non so se “Pamy & Moldy” e “mitoancess” siano la stessa persona, o gente diversa che usa lo stesso computer. Non lo so e non m’interessa. PIANTATELA CON QUESTI GIOCHINI. Non è la prima volta che succede, finora sono stata tollerante, ma davvero non c’è nessuna ragione per la quale uno non possa esprimere la propria opinione, per quanto rude, senza spacciarsi per tre persone diverse contemporaneamente. D’ora in poi, quando beccherò qualcun altro a fare ‘ste cose, farò un’eccezione ai miei principi e cancellerò i suoi commenti.
Infine, ricordo che in fondo a ogni pagina e nella sidebar a destra c’è l’indirizzo di posta elettronica con il quale potete contattarmi in privato: usatelo pure per qualunque argomento, meglio una mail in più (anche d’insulti) che non un commento a vanvera che non c’entra un tubo.
Spero di essere stata chiara, ma se avete dubbi chiedete.
EDIT: per maggiori informazioni sulla politica dei commenti di questo blog, consultate l’apposita sezione nella pagina delle FAQ.
Approfondimenti:
La Cloaca Massima, una delle più antiche fogne del mondo
Scritto da Gamberetta •
Gamberolink •
Lascia un Commento » •
Feed dei commenti a questo articolo •
Questo articolo in versione stampabile
• Donazioni

2 luglio 2009 alle 10:16
Da quanto dici, è fantasy decisamente diverso; non dico che non ci siano altri motivi, ma il semplice “È fantasy” non penso faccia rientrare automaticamente le due cose nella stessa collana.
Diverse persone, potenziali acquirenti, che hanno letto i tuoi racconti li hanno trovati ancora immaturi e bisognosi di una pesante revisione, quando non di una riscrittura; forse, attualmente sono meno validi di quanto pensi (lo dico senza intento critico, non è strano che un autore veda la sua opera meglio di com’è).
Gamberetta:
Novità?
Nel mentre, sarebbe possibile inserire nelle colonne “Ultimi commenti” la data del commento? Aiuterebbe a discriminare i nuovi dai vecchi.
1 luglio 2009 alle 17:19
Mi hanno semplicemente risposto che il mio libro non rientra nella loro collana. Comunque da un lato sono felice. Questo rifiuto mi darà modo di migliorare il libro. So che ci sono molte cose da aggiustare, anche se la forma in se è corretta. Speravo di farlo assistita da un editor interessato a pubblicarmi, ma se così non è pazienza. Ora avrò la possibilità di rendere migliore il mio lavoro
1 luglio 2009 alle 17:12
@ mariateresa:
Ringrazia per l’avviso ^^ E Licia Troisi non è fantasy ^^
Della serietà di certa gente si inizia a dubitare già solo vedendo cosa pubblicano. Credo che Gamberetta abbia già detto abbastanza riguardo ai loro “pupilli”.
Visto che le hai dedicato tanta cura, sei in pace con te stessa; entrambe le cose vanno bene (anche se c’è gente che se ne frega altamente dei particolari e non ha alcun senso di colpa, ma questi son dettagli u_ù).
Sbagli a credere che guardino la qualità del “prodotto” e non la vendibilità. Se il tuo libro non lo ritengono vendibile, non importa quanto ci hai lavorato sopra, non te lo pubblicano nemmeno se piangi in aramaico. Dopotutto devono cacciare soldi di tasca loro. ^^
Ah, sappi che non ho nulla contro di te (temo di esser stata un po’ antipatica XD).
1 luglio 2009 alle 14:30
@ mariateresa:
Andare in giro a lamentarsi della Mondadori perché non ti accetta un libro non mi sembra un attegiamento produttivo :p.
Ce ne sono sempre, anche questo non mi sembra l’atteggiamento giusto :p.
In ogni caso la Mondadori ha già speso un casino per pubblicizzare la Troisi, mi sembra difficile che prenda un altro autore esordiente sul fantasy (a meno che non abbia parentele o simili immagino :p).
Quindi hai due scelte:
a) Cercare un altro editore o provare ad autopromuoverti per vedere se qualcuno ti nota.
b) fidanzarti (o commettere atti impuri) con un pezzo grosso della Mondadori.
1 luglio 2009 alle 14:05
mariateresa, che cosa ti hanno risposto nel dettaglio?? sn curioso
1 luglio 2009 alle 13:24
Volevo ringraziare e scusarmi con tutti coloro i quali, a partire da gamberetta, mi hanno messa in guardia nei confronti di Dazieri e della Mondadori. Mi hanno rifiutata in meno di un mese, dicendo che il mio lavoro non rientra nella loro collana. E Licia Troisi allora cos’è? Non è fantasy anche quello? E tutti gli altri?
Mi rifiuto di credere ad una risposta simile. Ora comincio a dubitare della serietà di Dazieri e della casa editrice. Hanno pubblicato storie fantasy disgustose, scritte in poco più di qualche mese. Non dico che la mia storia sia migliore, però l’ho curata in ogni minimo dettaglio in ben 4 anni. Non un’incongruenza bellica, non un inforigurgito nè altro di sballato. Dove sbaglio?
26 giugno 2009 alle 13:54
@ Gamberetta
Mi è venuto in mente perché la Meanwhile City che appare nella parti “non terrestri” del film mi sembra abbastanza rispondente al criterio New Weird di cui si discuteva (e a giudizio mio e di altri avrebbe meritato più spazio nel film…)
25 giugno 2009 alle 23:44
@Syrdon.
Uhm, no. Però ho guardato adesso su IMDb e sembra potenzialmente interessante. Lo metto in download!
25 giugno 2009 alle 22:27
Tapiroulant:
“Beh, di certo la tua ultima affermazione non dimostra nulla circa l’universalità del linguaggio matematico, dato che non mi risulta che qualche entità extra-umana abbia mai risposto a quei messaggi. Detto questo, io mi sento istintivamente più d’accordo con i formalisti circa la natura degli enti matematici: come si può dire che un numero esiste di per sé, se lo si può osservare soltanto all’interno di una pratica umana?”
L’ultima affermazione era solo per sottolineare come esista un certo livello di consenso a livello scientifico riguardo l’universalità della matematica. Tutto qua.
Riguardo il seguito, non è il numero, ma il concetto che il numero esplicita a esistere indipendentemente dall’osservazione umana. “1″ è il modo che noi abbiamo per indicare un intero finito. Per esempio, una mela. Ora, prendendo un intero finito e aggiungendovi un altro intero finito avremo 2, a prescindere da come definiamo il 2 e l’atto del sommare. Insomma, ci saranno due mele.
Si potrebbe pensare che l’invenzione arrivi a livelli di complessità successivi, ma in realtà da quel 1+1=2 arrivi a cose come phi (1.61803399 ecc ecc ecc) che guarda caso si scopre poi esistere anche in natura, confermando il fatto che la matematica è un linguaggio – in questo soggettivamente umano – che però parte da regole reali e descrive una realtà oggettiva.
25 giugno 2009 alle 20:53
Grazie di nuovo: ora tutto comincia ad assumere una fisionomia più definita. Grazie anche per l’elenco, nel quale peraltro figurano titoli che mi lasciano davvero perplesso: tra quelli che ho letto (che non sono poi molti) vedo ad esempio Wraeththu, che in coscienza – anche con la migliore buona volontà del mondo – non riesco assolutamente a far quadrare con la definizione di Vandermeer…
L’unica idea che mi viene in questo momento è che forse ha voluto espandere la selezione fino includere quel che vediamo per non trovarsi con un elenco troppo scarno. Ma è una teoria come un’altra.
Per curiosità, Gamberetta, hai visto il film Franklyn, passato nei cinema qualche mese fa?
25 giugno 2009 alle 19:42
@Syrdon. Il weird tradizionale è quello dove un elemento di stranezza si introduce nella realtà. Se si immagina il weird come la bava di qualche mostro lovecraftiano, ne cadono solo poche gocce nel nostro mondo. Sappiamo che le poche gocce indicano che c’è tutto un universo di weird, ma questo universo non invade mai la realtà, minaccia solo.
Nel racconto di Barker è tutto al 100% realistico, è senza dubbio la Terra che conosciamo, tranne le due città-giganti che vanno a spasso.
Nel New Weird invece la realtà è sommersa di bava. Tanto che perde di significato capire se stiamo parlando della nostra di realtà o no. Non a caso Vandermeer all’inizio della definizione parla di “secondary-world”. In qualche misura è pleonastico, perché se ti “arrendi al bizzarro”, per forza alla fine crei un mondo secondario.
Per come la vedo io, il New Weird è il dopo delle storie weird. È il mondo dopo il risveglio di Cthulhu. Quello che prima era strano, diviene normalità. Infatti non mi vengono in mente romanzi New Weird con personaggi che si stupiscono del weird (mentre nel weird tradizionale è quasi un cliché che i personaggi rischino di diventare pazzi a contatto con lo strano, tanto lo strano è per loro estraneo e innaturale).
Comunque, per curiosità, questo è l’elenco di Vandermeer. I titoli anteriori al 2000 dovrebbero essere più precursori che vero New Weird, ma il confine non è chiaro (in verità niente è proprio chiaro…)
Clive Barker: The Books of Blood (vols. 1-3) (1984).
K. J. Bishop: The Etched City (2003).
David Britton: Lord Horror (1990), Motherfuckers: The Auschwitz of Oz (1996).
Richard Calder: Dead Girls (1992), Dead Boys (1994), Dead Things (1996), Cythera (1998), The Twist (1999), Malignos (2000), Impakto (2001).
Alan Campbell: Scar Night (2006).
Michael Cisco: The Divinity Student (1999), The Tyrant (2003), The San Veneficio Canon (2004), The Traitor (2007).
Storm Constantine: Wraeththu (omnibus) (1993).
Paul Di Filippo: A Year in the Linear City (2002).
Jefferey Ford: The Physiognomy (1997), Memoranda (1999), The Beyond (2001).
Mary Gentle: Scholars and Soldiers (1989), Rats and Gargoyles (1990), The Architecture of Desire: A Secret History (1991), Ash (2000).
Felix Gilman: Thunderer (2008).
M. John Harrison: The Pastel City (1971), A Storm of Wings (1980), In Viriconium (1982), The Course of the Heart (1992), Signs of Life (1996), Things That Never Happen (2002), Viriconium (omnibus) (2005).
Simon Ings: City of the Iron Fish (1994).
Kathe Koja: The Cipher (1991), Bad Brains (1992), Skin (1993), Strange Angels (1994), Kink (1996).
Leena Krohn: Tainaron (2004).
Jay Lake: Trial of Flowers (2006), Madness of Flowers (2008).
China Miéville: Perdido Street Station (2000), The Scar (2002), The Tain (2002), Iron Council (2004).
Michael Moorcock: The Stealer of Souls (1963), The Final Programme (1969), Gloriana (1978), Byzantium Endures (1981), The Laughter of Carthage (1984), Mother London (1988), Jerusalem Commands (1992), The Vengeance of Rome (2006).
Mervyn Peake: Titus Groan (1946), Gormenghast (1950), Titus Alone (1959).
Nicholas Royle: Counterparts (1993), The Matter of the Heart (1997).
Steph Swainston: The Year of Our War (2004), No Present Like Time (2005), The Modern World (2007).
Jeffrey Thomas: Punktown (2000), Deadstock (2007).
Jeff Vandermeer: Dradin, In Love (1996), City of Saints and Madmen (2001), Veniss Underground (2003), City of Saints and Madmen (2003; expanded edition), Secret Life (2004), Shriek: An Afterword (2006), The Situation (2008).
Conrad Williams: London Revenant (2004), The Unblemished (2006).
25 giugno 2009 alle 17:36
@ Gamberetta. Grazie Gamberetta, è un’analisi che posso condividere. Però a questo punto mi sorge un’altra domanda: come distinguo il weird tradizionale dal New Weird? O meglio, se il secondo è caratterizzato dal “surrender to the weird” (accettando l’auctoritas di Vandermeer), che cosa caratterizza in specifico il primo? Esiste una definizione applicabile, per quanto nebulosa?
Lo chiedo perché tra gli esempi citati da Vandermeer mi pare di vedere una grande distanza: certi racconti di Barker sono invero bizzarri (In collina, le città era quello dei due giganti, ricordo bene?) ma cosa li accomuna ad Ash, che io nella mia testa ho sempre classificato come un “normale” fantasy in un mondo alternativo, con al massimo qualche infisso para-tecnologico non particolarmente rilevante?
Insomma, esistono dei criteri per dissipare un po’ la nebulosità della definizione “weird”?
25 giugno 2009 alle 16:22
@Doarcissa. Hai ragione. Sono mesi che dovrei preparare una pagina di FAQ, ma per una ragione o per l’altra non ho mai tempo. Magari quest’estate è la volta buona.
@Syrdon. Secondo me no. Non mi sembra che quello che scrive Evangelisti sia New Weird, non mi sembra che voglia “abbandonarsi al bizzarro” (“surrender to the weird” – dalla definizione di Vandermeer).
E non mi sembra sia utile includerlo nel New Weird. Se io – ma non solo io –, penso al New Weird, penso a Miéville, Vandermeer, la parte onirica dei romanzi della Swainston, lo Swanwick di Cuore d’Acciaio, ecc. Quando cerco un romanzo New Weird cerco quel tipo di ambientazione/stranezza, Evangelisti non risponde ai requisiti.
Tuttavia Vandermeer in appendice all’antologia The New Weird include nella lista di letture New Weird consigliate delle opere ancora meno weird di Evangelisti. Per dire Ash della Gentle (che con tutta la buona volontà non vedo dove sia il weird) o i Libri di Sangue di Barker (che anche nei racconti più bizzarri, tipo In collina, le città, rimane ampiamente nel weird tradizionale).
Perciò, per me, Evangelisti non è New Weird. E non lo è secondo la definizione di Vandermeer. Però il fatto che lo Vandermeer stesso sia il primo a partire per la tangente appiccicando l’etichetta New Weird dove capita, dimostra quanto nebuloso sia il concetto di “weird”.
25 giugno 2009 alle 15:54
@Hypnos: Beh, di certo la tua ultima affermazione non dimostra nulla circa l’universalità del linguaggio matematico, dato che non mi risulta che qualche entità extra-umana abbia mai risposto a quei messaggi. Detto questo, io mi sento istintivamente più d’accordo con i formalisti circa la natura degli enti matematici: come si può dire che un numero esiste di per sé, se lo si può osservare soltanto all’interno di una pratica umana?
25 giugno 2009 alle 15:33
Spinone:
“Che, ad esempio, in matematica non ci sono leggi, ma che si comincia col dire: “Posto che 1+1 faccia 2, tutto il resto ne consegue”.
Perché che 1+1 faccia 2, diceva lui, è un presupposto, non una certezza.
Quindi, è forse il caso di lasciar fuori le scienze.”
Il tuo amico dev’essere un formalista spinto. Ma l’interpretazione prevalente presso i matematici contemporanei è che le “entità” matematiche esistano a prescindere dal pensiero umano, e che quindi la matematica venga scoperta, non inventata. Questo vale oggettivamente per l’universo intero, quindi eventuali alieni utilizzeranno magari un linguaggio diverso, ma scopriranno gli stessi concetti matematici, a partire dal fatto che 2 + 2 faccia 4, a prescindere da come lo dici.
La matematica è il linguaggio universale, e infatti è stata usata anche nei messaggi che la NASA e il SETI hanno lanciato nello spazio profondo nella speranza che raggiungano qualche civiltà aliena.
25 giugno 2009 alle 15:33
Ho una domanda letteraria per Gamberetta, che posto qui perché non ha attinenza con nessuna delle discussioni in corso: secondo te, la produzione di Valerio Evangelisti può essere considerata New Weird? (mi riferisco solo ai libri sull’inquisitore Eymerich, o al limite anche a quelli su Pantera). La questione è apparsa in seno a una discussione a cui ho partecipato di recente, e ha suscitato pareri contrastanti: mi piacerebbe avere l’opinione di una persona che di New Weird ne ha letto più di me.
25 giugno 2009 alle 15:02
@ Gamberetta: potresti aggiungere tra i link in evidenza nella colonna di destra i collegamenti agli articoli “dichiarazione di intenti”? Tipo: Alcune note sullo scrivere recensioni… sperando che questo eviti di dover ripetere le stesse discussioni all’infinito con chi passa per caso e non conosce i precedenti.
Non sono tutti subdoli lurker come me, fortunatamente!
25 giugno 2009 alle 12:20
@Gamberetta: be’, non è che si sia cominciato esattamente qui a degenerare…
25 giugno 2009 alle 11:53
Edit di Gamberetta.
Non degeneriamo. Grazie.
—
@SpinOne:
Risposta: un merdosissimo troll ^__^
25 giugno 2009 alle 07:32
@Gamberetta.
Ciao,
mi accomodo direttamente qui, perché non c’entra niente con altri articolo. Parlando di esordienti abbastanza recenti (anche se ormai siamo già al terzo libro), ti è capitato di leggere Hyperversum, il libro d’esordio del 2006 di Cecilia Randall?
Ho visto che hai commentato il suo racconto presente in Sanctuary, ma hai anche un’idea sull’autrice in generale?
Quel libro sul gioco di ruolo ambientato nel Medioevo mi incuriosisce, vorrei qualche parere.
23 giugno 2009 alle 23:43
Edit di Gamberetta.
Terrò presente, ma questo non c’entra nulla con Sanctuary.
—
buongiorno aragosta! volevo chiederti se potevi recensire il libro “maya fox- la predestinata” mi piacerebbe avere un giudizio da qualcuno. e quel qualcuno sei tu aragosta! ihihih
22 giugno 2009 alle 15:23
Capisco, vorresti una soluzione a-la hardware upgrade.
Peccato, perchè ne guadagnerebbero molto, le discussioni. Per il problema dei moderatori, credo ci sarebbe più di una persona disposta ad accollarsi l’onere (io per primo), soprattutto se la linea di moderazione resta la stessa che adotti qui.
22 giugno 2009 alle 14:59
@Hellfire. Nessuno ti vieta di aprire un forum, mettere come thread i link ai miei articoli e discutere. Il problema è che poi metà della discussione avviene nei commenti e metà sul forum. Per quello ci dev’essere un’integrazione. E purtroppo non è un problema semplice.
22 giugno 2009 alle 14:07
io ho fin troppo tempo da perdere, quindi se la linea di moderazione può limitarsi a cancellare lo spam e, al massimo, muovere gli off topic qui e là, di spazio sul mio sito ne ho quanto vuoi, qualcosa di essenziale dovrei essere capace di metterlo su anche io.
la trasparenza è adeguata, basta mettere qui i link diretti alle discussioni e magari un pulsante al sottoforum, nessuno dei tuoi lettori dovrà sorbirsi le cagate che scrivo a meno di non cercarle volontariamente.
eh, lo so, è come avere stephen hawking presentato da alvaro vitali.
22 giugno 2009 alle 13:54
@Drest. I problemi sono due:
1) L’integrazione di wordpress con il futuro forum. Non ci sono soluzioni semplici – a meno di rinunciare a wp, non è un’opzione – l’unica fattibile è usare bbpress. L’ultima volta che avevo provato però era ancora alpha e non funzionava molto bene, adesso siamo alla 1.0-RC, ed è probabile vada meglio. In futuro farò gli opportuni esperimenti.
2) Non avrei tempo per amministrare il forum. Già non riesco a star dietro a spostare i commenti nelle giornate trafficate, figuriamoci gestire un forum pieno di Spinoni e gente del genere.
22 giugno 2009 alle 13:40
Mi unisco al quesito di Drest.
22 giugno 2009 alle 13:30
Gamberetta, dovresti veramente tirare su un forum da qualche parte, anche solo per commentare gli articoli.
Il blog inizia a essere limitante (oltre che è un macello da leggere).
Forse hai già risposto, ma come mai non lo fai?
21 giugno 2009 alle 17:36
@Klytia. Non credo recensirò Veniss Underground perché ormai l’ho letto diversi mesi fa – quasi un anno credo – e per recensirlo come si deve dovrei rileggerlo, non ho tempo.
È un buon romanzo. A me è piaciuto molto per la componente weird/bizzarra che Vandermeer usa bene come pochi altri. È però anche uno dei suoi primi scritti e una certa inesperienza si vede. L’idea di scrivere tre parti usando la prima, la seconda e la terza persona per narrare, è un’idea bizzarra, ma che distrae più che coinvolgere.
Ciò detto se ti piace il (new) weird e sei affascinata da ambientazioni inconsuete e fantasiose è un’ottima lettura. Ma lo Swanwick di Cuore d’Acciaio e The Dragons of Babel è meglio. E il Vandermeer di City of Saints and Madmen è ancora più strampalato di quello di Veniss Underground.
Prova a leggere The Situation sempre di Vandermeer che è corto e disponibile gratis senza pirateria. Così ti puoi fare un’idea se sia un autore che ti affascina.
@Maudh. Io ho dato alcuni suggerimenti all’autrice di Esbat e sono orgogliosa che ne abbia tenuto conto. Ma proprio per questo non posso recensirlo: sebbene in piccolissima parte, ci sono anche idee mie.
Ne parlerò comunque senza recensire settimana prossima. Per me è un bel romanzo, ma non sono appunto nella posizione di poter giudicare in maniera imparziale.
21 giugno 2009 alle 17:04
Mi associo a Klytia, ed inoltre invoco il nome della dolce decapode per elemosinare una recensione del romanzo Esbat, di Lara Manni. So che hai dato alcuni consigli durante la stesura dello stesso, e per tanto vorrei sapere cosa ne pensi della versione finale (sempre se l’hai letta).
21 giugno 2009 alle 15:59
Conoscendo le regole di questo blog mi piazzo volontariamente nella fogna dei commenti, poiché sarei OT in tutti gli altri canali e per il “fan club” mi sembra un po’ prematuro (°_°’).
Tempo fa, quando razzolavo per FM (e mi piaceva), criticai Gamberetta per i toni, ai limiti tra l’ironia e l’insulto, delle sue recensioni. I contenuti li ho invece sempre considerati approfonditi, cosa rara, documentati e ben scritti.
Da quel commento ne è passata di fuffa sugli scaffali e di autori, editori e, di recente, anche traduttori, con la spocchia del “Solo io S*ho come funziona la vita, l’universo e tutto quanto” (to’ le stesse critiche che fanno a Gamberetta).
Per fortuna c’è sempre la possibilità di tornare sui propri passi e quando leggo stralci da romanzi come come, Le chiavi del fato o Bryan di Vattelapesca (ma ce ne sono anche altri) che da soli gridano vendetta all’italiano, la letteratura, l’editoria e tutto quanto (senza dimenticare le piante inutilmente abbattute) be’ anche i toni sarcastici ci stanno tutti; soprattutto quando poi sono seguiti da discussioni esilaranti con commenti e di lettori ke nn sn dakkrd e di autori che vantano una maestria nell’uso del colorismo timbrico dell’aggettivazione evocativa, gne, gne, gne.
Continua così!
E dopo la sviolinata una domanda per Gamberetta se passa di qua.
Hai scritto che hai letto Veniss Underground e, se le stelline di aNobii non mentono, ti è piaciuto; ebbene sarei curiosa di leggere una recensione su questo romanzo, che una volta tanto non dovrebbe spussare di gamberi marci.
Essendo una sconosciuta che parte subito con una richiesta, non fa nulla se rispondi “no, ho già una lista d’attesa lunghissima di bellissimi fantasy scritti dai Tolkien e Gaiman nostrani” le leggerò ugualmente (^_^)
21 giugno 2009 alle 00:45
Mariateresa, alle case editrici il primo capitolo basta e avanza per indirizzare un manoscritto alle rotative o al cestino. Hai provato con altre case editrici? Se sì, che ti hanno risposto (se hanno risposto)?
20 giugno 2009 alle 12:18
L’Età dell’acquario pubblica fantasy, infatto l’ho scelta perchè spiccava nella lista delle case editrici per fantasy. Ma la domanda è:perchè Romagnoli e non me? Cosa mi manca? Al di là del fatto che quello che ho scritto può piacere o meno, anche io sono un’esordiente come lo era lei tempo fa e anche io ho scritto un fantasy. Cosa cambia? Forse il tipo di fantasy, ma mi sembra sciocco. Hanno pubblicato diverse tipologie del genere negli ultimi anni. La cosa mi puzza parecchio, anche perchè in tre giorni non si può decidere già se pubblicare un libro o no. Cosa avranno fatto in tempo a leggere, solo il primo capitolo? Nemmeno quello forse. Io aspetto una risposta, anche se sospetto non mi sarà mai data.
19 giugno 2009 alle 22:51
@ Mariateresa:
Non so che dirti, non ho letto la tua opera, potrebbe essere uno schifo assoluto come un capolavoro degno di Tolkien, magari semplicemente l’aver scelto fantasy epico nel momento
dei vampiridegli gnokki potrebbe aver minato il tutto assai seriamente agli occhi del tipo della casa editrice.In quanto alle precedenti pubblicazioni fantasy dei suddetti, io pensavo che l’eta dell’acquario pubblicasse solo saggi sui felini, quindi non posso esprimermi.
Comunque sia auguroni per il tuo romanzo.
19 giugno 2009 alle 21:59
@Maudh:il punto è che il mio non è nemmeno vero fantasy epico. Mi sono ispirata a Tolkien, ma ho sviluppato le idee in modo del tutto diverso. Isgard è parallela al nostro mondo, la magia è intesa come arte individuale(forse unico vero concetto tolkeniano che ho ripreso)e non come capacità sovrannaturale. I normali sono le persone che hanno ripudiato l’arte e vivono con assolutà passività la vita, e compongono la società moderna, mentre gli speciali si servono della magia per migliorare il mondo nel quale vivono. Riprendo molre delle creature mitologiche, soprattutto quelle della mitologia nordica, ma l’elemento epico finisce qui. Inoltre, fate e folletti sono molto simili agli umani, se non forse addirittura più “sempliciotti” e spensierati.
Non ho capito perchè sono così mal vista. Il mio lavoro non è perfetto, ci ho dovuto lavorare molto sopra, sfruttando anche i consigli di Gamberetta, ma non ho copiato nessuno. Ho attinto da più fonti, ma non si può dire che non sia per lo meno diverso dagli altri lavori. C’è lo stile e l’impronta di Tolkien, tanto è che Isgard ha una sua storia strutturata in sei età, ma non è certo la Terra di Mezzo. Così come esistono scuole per studiare la magia, tipo alla Harry Potter, ma sono diversificate a seconda delle specialità e ognuno apprende a seconda del proprio elemento naturale. Rose non è un eroe, lotta solo per quello che ritiene giusto, per tutelare coloro che ama. E il più delle volte, per la sua inesperienza, ha grandi batoste. Forse tutto questo non piace, non è fico. Non lo so, io voglio solo raccontare una storia, e questo è il modo in cui mi piace farlo. Non capisco perchè Età dell’Acquario abbia pubblicato molti altri autori fantasy, come la Romagnoli, e ignorato totalmente me.
19 giugno 2009 alle 15:06
@Mariateresa
Certamente non è che sia una cosa particolarmente gentile, almeno qualche spiegazione io ce la metterei.
Comunque temo che il fantasy epico (che comunque io, scusa per la franchezza, mal sopporto) si stia prendendo un “momento di riflessione” , e se poi uno si legge le chiavi del fato come inizio, beh…
Comunque, lieto di esserti stato d’aiuto!
19 giugno 2009 alle 14:20
Grazie per la breve sintesi di Il libro del destino. Ho letto degli stralci e non mi è piaciuto tanto, anche se è leggibile. I personaggi li ho trovati male caratterizzate, specie quando parlano o si muovono. E ogni tanto ci sono quegli interventi diretti dell’autrice, sotto forma di riflessioni, che mi danno fastidio. Però è decente, da sufficienza. Appena trovo mamma di buon umore, me lo faccio regalare^^.
ps:una domanda. Si può respingere un manoscritto solo dicendo “Non fa per noi” entro nemmeno tre giorni? Lo ha fatto con me Età dell’Acquario, ne sono rimasta delusa. Mi aspettavo almeno una critica, invece niente. Pare che tutti amino i fantasy moderni, questi stile o Martin(o anche Brooks) o Troisi. Che ha di male il fantasy epico? Che poi il mio nemmeno epico è a dirla tutta.
19 giugno 2009 alle 13:55
@mister x: ROTFL! ^_^
In effetti…
http://www.fantascienza.com/blog/esseasterisco/about/
19 giugno 2009 alle 12:18
Starsky dovrebbe essere silvio sosio ;)
18 giugno 2009 alle 21:34
Ah, e dimenticavo che io sono molto di manica larga, l’ho letto tempo fa e non rammento molto, e se lo leggesse Gamberetta gli darebbe -26
Comunque è qualche spanna sopra Troisi, Strazzu, Stupramarta.
Se non l’hai letto ti posso consigliare “Il raccoglitore di anime”?
18 giugno 2009 alle 21:10
A Mariateresa #542: Piuttosto scemo: c’è l’erede al trono della città distrutta che viene nascosto in un paesotto, c’è la maga, gli elfi, i draghi… Ogni tanto c’era qualche pagina che lasciava ben sperare per futuri avvenimenti, ma deevidentemente oltre la fine del libro.
Devo pero dire che nonostante la storia banale lo stile era leggibile (le battaglie piuttosto dettagliate, “solo” pochi errori di coerenza militare, personaggi tutto sommato sopportabili (a parte gli elfi, mentre ricordo con affetto il demone alato, gli altri erano minimamente caratterizzati). Ah, si, mi sembra che addirittura dicesse che serviva molta forza per un arco.
Poi la magia era abbastanza particolare, si basava sull’evocazione delle ninfe dei vari elementi, oppure la classica negromanzia.
La cosa che mi aveva profondamente deluso erano stati i cattivi, ovvero gli “amorphi”, che con un nome simile io me li aspettavo fichissimi, e invece erano dei grossi orsi.
Alla fine non era male, ma se possibile scaricatelo, e non aspettarti capolavori. E neanche un buon libro.
18 giugno 2009 alle 18:20
@John Steed. “John Steed”, non fare il troll. Hai cominciato a commentare come “Starsky”, continua a commentare come “Starsky”. Come è spiegato nel semplicissimo regolamento del blog, questo spacciarsi per più persone contemporaneamente non è gradito.
I primi due tuoi commenti sono finiti in Fogna perché davano del patetico e indirettamente ignorante ad altri commentatori, e anche questo non è tollerabile.
18 giugno 2009 alle 17:57
@Glorelen: complimenti per la tua prossima pubblicazione!
Spero che tu non abbia dovuto pagare molto, oggi si trovano editori a pagamento abbastanza economici.
js
18 giugno 2009 alle 17:32
@Starsky: Potresti dirmi quali punti della mia tesi sono sbagliati, e perché sarebbero sbagliati? Ma suppongo che essendo stati infognati, tu non mi risponderai.
18 giugno 2009 alle 16:28
Scrivo direttamente qua perché tanto verrei spostato in quanto off topic ovunque:
Ma fanno una scuola apposta per scrivere commenti cretini?
Dico, di tutti quelli che non sono d’accordo con le recensioni scritte qua (ed uso un’espressione morbida), ce ne fosse almeno UNO che non dico sappia argomentare le sue obiezioni, ma ci provasse quantomeno!
Nada.
Gli ultimi che ho letto stanno tra il “impara a leggere libri oltre che fumetti” e il “la tua opinione si basa sui entrambi i libri che hai mai letto?”
Neppure un tentativo di mostrare ipotesi-tesi e/o antitesi. Si va sull’attacco personale diretto, come se attaccare personalmente una persona dimostrasse la ragione di chi parla, come se sparare ad un coniglio servisse a decidere chi aveva diritto di precedenza ad un incrocio in cui è avvenuto un incidente.
Deve davvero esserci una scuola per Troll, altrimenti non mi spiego proprio… a me alle ELEMENTARI (si parla di oltre venti anni fa) avevano insegnato che per discutere bisogna portare evidenze. Mah.
18 giugno 2009 alle 15:53
@Starsky: se il fatto che non riesci a distinguere tra i concetti “non capire” e “non essere d’accordo” ti aiuta ad allietarti i pomeriggi, mi fa piacere per te. A volte basta poco per divertirsi.
18 giugno 2009 alle 15:48
Per Tapiroulant: la tua è un’impressione basata su tutti e due i libri che conosci?
18 giugno 2009 alle 15:46
È uno spasso veder dissertare di politiche editoriali gente che dimostra di non capirne assolutamente nulla!
Interessante comunque vedere quanto livore cola non solo da chi scrive ma anche da chi legge questo sito. get a life, siete in po’ patetici.
16 giugno 2009 alle 14:33
Per ovvie ragioni, io posso parlare della mia esperienza e non di quelle altrui. Non posso quindi sapere se in altri casi recensioni positive abbiano necessitato di settimane di attesa o viceversa. Tieni presente, comunque, che per quanto ne so quei 4 mesi circa dipesero in parte anche da questioni personali della persona che si occupava della mia recensione. Se avessero voluto, avrebbero potuto o non pubblcarmi o far uscire una seconda recensione più positiva della mia, cosa non accaduta.
16 giugno 2009 alle 12:38
@Okamis: forse, più semplicemente, per FM le recensioni positive vanno bene sempre e comunque, mentre a quelle negative vanno a fare le pulci. Hanno anche ragione a starci attenti: scrivere recensioni negative è già di per per sé indice di invidia e maleducazione.
16 giugno 2009 alle 11:34
Ritorno un attimo sulla questione della recensione della Strazzulla, solo per evitare fraintendimenti riguardo un paio di miei passaggi scritti di fretta.
In quel mio commento parlo di “concetti”, non di “contenuti”. Perché questa sottile differenza? Semplicemente per dire che non mi è stato chiesto di modificare nessuno dei miei pensieri inerenti il romanzo della Strazzulla, ma solo di pulire la forma.
Altra nota, riguardante invece i “tempi di consegna”. L’ironia, o se vogliamo il velo di nervosismo, di quel mio commento riguarda il fatto che in altre occasioni su FM sono state pubblicate recensioni “lampo” (vedi quella di Brisingr). Non mi lamento quindi dei tempi per la pubblicazione della mia recensione (ci possono stare quando si tratta della prima collaborazione, soprattutto se si è costretti a dialogare via e-mail), quanto della poca attenzione verso altre recensioni e recensori. Probabilmente ciò dipende anche dal fatto che (suppongo) le diverse recensioni pubblicate non vengono seguite sempre dalla stessa persona, ragion per cui l’attenzione verso tali aspetti (leggasi professionalità) può cambiare.
16 giugno 2009 alle 11:21
@Mariano: Legend of the Seeker è bellissimo, una specie di hercules o xena con effetti speciali migliori! La sagra del trash…però sono riusciti a stupirmi nell’ultima puntata della prima stagione :D
(è raimi, maledetto raimi. non è proprio capace di fare qualcosa con una trama che duri più di un episodio, non ce la fa sto mbecille)
15 giugno 2009 alle 20:13
@Okamis: d’accordo, ma non è mica serio. Messo così sembra il giudizio di chi scrive la notizia, e invece è quello della mamma dello scrittore.
15 giugno 2009 alle 17:26
@ Angra:
Beh, consideriami che il 99% delle notizie inerenti le nuove uscite arrivano direttamente dagli uffici stampa delle case editrici, quindi non c’è da sorprendersi se i toni sono sempre entusiastici ^_^
15 giugno 2009 alle 16:04
Signore e signori, propongo una petizione per ottenere maggiori informazioni sul prossimo romanzo di Gamberetta.
Per ora, ne ha solo accennato, e tutto ciò che si sà e il seguente:
Fate sentire la vostra voce! Anzi, il vostro MAIUSC!
15 giugno 2009 alle 15:22
@Davide: possiamo anche parlare di Ghirardi, che dopo aver preso solo 2 stellette (nella scala di FM equivale a ‘nammerda) con Boscoquieto ora
e dal fratello di FM Horrormagazine:
15 giugno 2009 alle 15:18
@ Davide: ti rispondo qui riguardo la Strazzulla, visto che quello recensione l’ho scritto “io”. Metto le virgolette, in quanto mi fu chiesto di modificarla in più punti, in quanto ritenuta “troppo personale”. Alla fine ci vollero quattro mesi buoni e non so quante modifiche prima che me l’accettassero. Prima e ultima recensione che ho scritto per FM. Andai avanti solo per non dargliela vinta, esprimendo alla fine gli stessi concetti, ma con parole più “morbide”. Almeno mi permisero di non cambiare il voto originale (2/5).
Riguardo Ghirardi, non è mai stato recensito, ma se ne è parlato ampiamente poche settimane fa in merito alla notizia dell’uscita del suo secondo romanzo. In quel caso, però, anche molti addetti di FM non hanno riservato parole dolci per il pischello. Per la serie, c’è un limite a tutto ^_^
15 giugno 2009 alle 14:07
Oddio, che tristezza… Intendiamoci, ho riso, ma abbastanza amaro.
Adesso mi cercherò pure le recensioni di tutti gli altri allegri amici del bosco, giusto per vedere su che cosa sono riusciti a sbrodolare.
In ogni caso, grazie mille per i link!
15 giugno 2009 alle 13:44
@Davide: all’esordio di Licia Troisi uscì un editoriale molto critico di Silvio Sosio. Poi arrivarono i banner pubblicitari de Le Cronache, e da allora Licia Troisi in FM è diventata come per magia la regina del fantasy italiano.
Una volta Franco Clun ha avuto il coraggio di dire che
Già, probabilmente insieme ai soldi per i banner mandavano direttamente le recensioni da pubblicare.
Particolarmente comica è stata la vicenda della doppia recensione di Adhara. Ne era inopinatamente uscita su FM una da due stellette, così quattro giorni dopo l’onta di questo atto di lesa maestà è stata lavata con una recensione da quattro stellette, ad opera di un novello Parsifal alla sua prima recensione nominato cavaliere così su due piedi per mandarlo a difendere l’onore della regina.
12 giugno 2009 alle 17:01
Qualcuno di voi ha visto Legend of the seeker? Un telefilm “fantasy”…
Ho visto solo le prime due puntate. E mi sono fermato, perché a me pare una gran pacchianata. Una “sola”, come si dice a Roma.
Preso da Goodkind. Che ve ne pare?
11 giugno 2009 alle 21:36
Rispondo a questo commento: http://fantasy.gamberi.org/2009/05/24/recensioni-romanzo-wunderkind/#comment-10964 e al successivo (non metto il collegamento ipertestuale perché mi dà problemi).
Potreste provare qualcuno dei giochi con manuali piccoli, senza una parte solo per il master e senza possibilità da parte del master di cambiare regole; per esempio, Dogs in the Vineyard ha un manuale di 160 pagine A5 e un sistema solido; difficile cercarci cavilli.
Altri esempi sono In a Wicked Age, Don’t Rest Your Head, My Life With Master; alcuni li trovi anche in vendita in PDF (quelli elencati tutti) a prezzi accessibili (per dire, In a Wicked Age costa dieci dollari).
Poi ce ne sono mille altri, dipende da cosa cercate. Alcuni sono anche stati tradotti in Italiano; se si possono dare collegamenti commerciali, vi segnalo le case editrici.
10 giugno 2009 alle 17:10
sOb! hO appena letto la noticina di Gamberetta sugli errori di ortografia. Eviterò gli errata corrige in futuro. Chiedo venia.
10 giugno 2009 alle 17:07
ERRATA CORRIGE del mio ultimo commento.
[strerminata ----> sterminata]
[acuisti --------> acquisti]
10 giugno 2009 alle 17:05
@Gamberetta
Mi piacerebbe che prima o poi venisse redatta la recensione del Ciclo di Shannara di Terry Brooks. Non per niente. Forse più per la serie “Mal comune, mezzo gaudio”.Cioè secondo me tanto Gamberetta, che molti qui, lo troverebbero una micidiale boiata.
Non solo “stra-copia” il Signore Degli Anelli, ma ha precipitose cadute di stile (oddio! Lo stile in quel cosiddetto ciclo è una caduta in un baratro senza fondo), le descrizioni sono autenticamente soporifere, quasi scritte per allungare il brodo, addirittura ripetitive e i personaggi sono una serie strerminata di cliché.
Se vi fidate del mio giudizio, non leggetelo. Lo dico per il vostro bene. Ovviamente lo stesso consiglio a Gamberetta, in quanto non sono sadico, e dio ne scampi dalla lettura di un simile obbrobrio.
Tengo a ribadire che quando ho acquistato il libro ero reduce da una passeggiata in città che mi aveva sfinito.
Quindi, quando si fanno gli acuisti, bisogna farli a testa lucida. :D
10 giugno 2009 alle 02:47
porca miseria ho sbagliato argaomento il ps era per Fan Club, vabbè non è serata.
Se si potesse togliere…
9 giugno 2009 alle 22:16
Qualcuno di voi ha letto il libro di Elisa Rosso, il Libro del destino? Me lo consigliate?
9 giugno 2009 alle 17:12
http://www.hoepli.it/libro/zeferina.asp?ib=9788895313085&pc=000010001001011
Per chi fosse interessato (mi pareva che qualcuno lo cercasse, era esaurito da un po’) è stato ristampato Zeferina, l’ho trovato anche in negozio, non l’ho letto ma ne ho sentito parlare bene.
5 giugno 2009 alle 17:42
La mia incapacità a linkare è venuta fuori. Riferito al mio precedente post.
Il link che dicevo è questo: http://idiscepolidellamanticora.wordpress.com/2009/03/10/fiaba-vs-fantasy-pt-ii-dd-vs-vampiri/
5 giugno 2009 alle 17:38
Nelle mie folli navigazioni nel maremagnum del web, ho trovato questo:
Il link in questione rimanda a un articolo che parla di quanto sia fondamnetale il ruolo nei gichi di ruolo. Ossia dibatte in fondo sul significato stesso del ruolo.
L’autore parte da una diatriba tra Vampiri e D&D, che nella mia vita di giocatore di ruolo (ruolo nel senso vero della parola, e non entra e distruggi le creature e vinci), non ho mai avuto modo di affrontare direttamente.
I giocatori di D&D e Vampiri non sono necessariamente diversi tra loro. Ma questa è un’altra storia.
Mi sembrava utile far presente ai Gamberi questo articolo in quanto premia l’importanza dei dettagli nel gioco di ruolo, l’importanza del personaggio e delle descrizioni.
Un parallelismo con la letteratura salta subito all’occhio!
4 giugno 2009 alle 21:24
Un flagello ubiquitario: i writers
Da tempo le mura private e pubbliche di tutte le città italiane sono umiliate da scritte demenziali e disegni osceni e lo stesso dicasi delle carrozze ferroviarie, delle statue e dei monumenti anche i più famosi, imbrattati da vernici colorate, che penetrando in profondità creano danni irreversibili. Una situazione intollerabile, sconosciuta all’estero, dove tali scempi non solo non sono tollerati, ma nemmeno immaginabili.
Alcuni cattivi maestri, che si credono critici d’arte, hanno in passato tessuto le lodi di questa arte povera ed espressiva ed hanno cercato di spiegarci che si trattava di pittori incompresi, una fandonia alla quale stesso loro non credevano, ma blateravano in giro queste idiozie per mostrarsi alla page e anticonformisti.
Questa scriteriata devastazione deve essere fermata al più presto e per farlo, in attesa di una auspicabile normativa che preveda pene esemplari per i writers, basterebbe applicare la legge, imputando i trasgressori di danneggiamento aggravato e, quando molto spesso agiscono in gruppo, prevedere anche l’ipotesi dell’associazione a delinquere, che permette l’arresto, un escamotage ben noto alla magistratura quando vuole eseguire dei provvedimenti con grande risalto mediatico.
Non dovrebbe essere difficile raggiungere lo scopo, gli avversari da battere sono semplicemente dei giovani disadattati, non certo pericolosi criminali, per cui una eventuale sconfitta contro tali scalcagnati personaggi rappresenterebbe per le istituzioni una cocente sconfitta e la lampante dimostrazione di non saper gestire nemmeno l’ordinaria amministrazione.
Achille della Ragione
4 giugno 2009 alle 16:52
Cercando tutt’altro mi sono imbattuto in questo:
Umberto Eco – come scrivere bene
Ho trovato in Internet una serie di istruzioni su come scrivere bene.
Le faccio mie, con qualche variazione, perché penso che possano essere utili a molti, specie a coloro che frequentano le scuole di scrittura.
1. Evita le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi.
2. Non è che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando necessario.
3. Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata.
4. Esprimiti siccome ti nutri.
5. Non usare sigle commerciali & abbreviazioni etc.
6. Ricorda (sempre) che la parentesi (anche quando pare indispensabile) interrompe il filo del discorso.
7. Stai attento a non fare… indigestione di puntini di sospensione.
8. Usa meno virgolette possibili: non è “fine”.
9. Non generalizzare mai.
10.Le parole straniere non fanno affatto bon ton.
11.Sii avaro di citazioni. Diceva giustamente Emerson: “Odio le citazioni. Dimmi solo quello che sai tu.”
12.I paragoni sono come le frasi fatte.
13.Non essere ridondante; non ripetere due volte la stessa cosa; ripetere è superfluo (per ridondanza s’intende la spiegazione inutile di qualcosa che il lettore ha già capito).
14.Solo gli stronzi usano parole volgari.
15.Sii sempre più o meno specifico.
16.La litote è la più straordinaria delle tecniche espressive.
17.Non fare frasi di una sola parola. Eliminale.
18.Guardati dalle metafore troppo ardite: sono piume sulle scaglie di un serpente.
19.Metti, le virgole, al posto giusto.
20.Distingui tra la funzione del punto e virgola e quella dei due punti: anche se non è facile.
21.Se non trovi l’espressione italiana adatta non ricorrere mai all’espressione dialettale: peso e! tacòn del buso.
22.Non usare metafore incongruenti anche se ti paiono “cantare”: sono come un cigno che deraglia.
23.C’è davvero bisogno di domande retoriche?
24.Sii conciso, cerca di condensare i tuoi pensieri nel minor numero di parole possibile, evitando frasi lunghe — o spezzate da incisi che inevitabilmente confondono il lettore poco attento — affinché il tuo discorso non contribuisca a quell’inquinamento dell’informazione che è certamente (specie quando inutilmente farcito di precisazioni inutili, o almeno non indispensabili) una delle tragedie di questo nostro tempo dominato dal potere dei media.
25.Gli accenti non debbono essere nè scorretti nè inutili, perchè chi lo fà sbaglia.
26.Non si apostrofa un’articolo indeterminativo prima del sostantivo maschile.
27.Non essere enfatico! Sii parco con gli esclamativi!
28.Neppure i peggiori fans dei barbarismi pluralizzano i termini stranieri.
29.Scrivi in modo esatto i nomi stranieri, come Beaudelaire, Roosewelt, Niezsche, e simili.
30.Nomina direttamente autori e personaggi di cui parli, senza perifrasi. Così faceva il maggior scrittore lombardo del XIX secolo, l’autore del 5 maggio.
31.All’inizio del discorso usa la captatio benevolentiae, per ingraziarti il lettore (ma forse siete così stupidi da non capire neppure quello che vi sto dicendo).
32.Cura puntiliosamente l’ortograffia.
33.Inutile dirti quanto sono stucchevoli le preterizioni.
34.Non andare troppo sovente a capo. Almeno, non quando non serve.
35.Non usare mai il plurale majestatis. Siamo convinti che faccia una pessima impressione.
36.Non confondere la causa con l’effetto: saresti in errore e dunque avresti sbagliato.
37.Non costruire frasi in cui la conclusione non segua logicamente dalle premesse: se tutti facessero così, allora le premesse conseguirebbero dalle conclusioni.
38.Non indulgere ad arcaismi, apax legomena o altri lessemi inusitati, nonché deep structures rizomatiche che, per quanto ti appaiano come altrettante epifanie della differanza grammatologica e inviti alla deriva decostruttiva – ma peggio ancora sarebbe se risultassero eccepibili allo scrutinio di chi legga con acribia ecdotica – eccedano comunque le competente cognitive del destinatario.
39.Non devi essere prolisso, ma neppure devi dire meno di quello che.
40. Una frase compiuta deve avere.
tratto da: Umberto Eco, La Bustina di Minerva, Bompiani 2000
4 giugno 2009 alle 16:05
Gamberetta, grazie… a dire il vero non ho ancora capito come ho postato per 2 volte lo stesso post. Forse ero stato posseduto dallo Spirito <.<
Comunque, riguardo il commento nella recensione del Bryan ho fatto un piccolo errore: volevo scrivere leggible non accettabile. Prendiamo ad esempio L’isola di Arturo : per me è un romanzo che ti mette angoscia, ma per alcuni è bello, anzi ci pescano pure delle metafore… tanto che la mia insegnante di lettere del secondo anno delle superiori c’è lo aveva assegnato per le vacanze natalizie. Quello è accettabile (sebbene provi un ribrezzo ogni volta che lo guardo).
Il romanzo di Federico Ghirardi: non è che sia accettabile, non è leggibile: se, come dice Gamberetta, fosse stata una parodia bene: ma secondo uno che fa 100 pagine la trama principale, 100 pagine sulle turbe mentali di Bryan che fa pensieri sconsci con Marta (e c’è una differenza d’età notevole fra i due), 100 pagine andarsene a zonzo con il suo nuovo amico tra orge e scavatori di tombe, e 100 pagine descrivere la “battaglia” fra le due organizzazioni… era meglio che faceva una fan fiction e la pubblicava nel suo sito.
Ultima cosa: ragazzo mio, non puoi parlare del fantomatico Talismano se me lo citi solo nel primo capitolo (giusto 3 pagine) e nel pensiero di un tizio che sta per figliare (scusate il termine :P): perché se NON mi dici cos’è questo oggetto e le sue caratteristiche, tanto valeva risparmiartelo…
4 giugno 2009 alle 12:42
scusate per il doppio. Gamberetta, se possibile rimuovere il primo.
3 giugno 2009 alle 15:35
@Marzolino. Grazie! E sei il benvenuto nel Fan Club, però il tuo commento non c’entrava niente con Wunderkind.
@Merphit Kydillis. Ho cancellato il post doppio.
@Klaus. Non sono su FB. Passo – e purtroppo devo dire spesso perdo – già troppo tempo online. Tuttavia la pagina del Fan Club è pubblica e la possono vedere tutti anche se non si è iscritti.
2 giugno 2009 alle 23:41
OT
Ho cercato anche io Gamberetta su FB, ma non l’ho trovata. :-(
/OT
2 giugno 2009 alle 22:54
Il celebre aforsima attribuito ad A.Einstei.
Due cose sono infinite: “l’universo e la stupidità umana. Del primo non sono sicuro”.
Bene, con buona pace di tutti noi che qui e altrove ci ostiniamo a combattere la crociata del buon fantasy…Leggevo più indietro nei commenti di un romanzo uscito con un maghetto all’università di magia etc. Praticamente storia già sentita.
Dico: continuiamo a lottare contro la banalità.
Ma tutto questo sarà se siamo fortunati riducibile nelle sue dimensioni ma non del tutto eliminabile.
è un discorso analogo un po’ a certi film da cassetta.
Qunate storie trasmesse e ritrasmesse in tv hanno la stessa trama e cambiano solo i nomi dei personaggi? Beh, anche così continuano a fare successo (più o meno relativo successo).
Questo perché non tutti hanno il palato sopraffino.
Non tutti hanno il senso dell’appetito. A molti piace saziarsi con delle porcherie che rimepiono lo stomaco.
è come lottare contro i mulini a vento, ma speriamo bene…!
Paragone assurdo: ti faccio il film Supersizeme contro le multinazionali dei fast food….poco tempo dopo esce la legge che proibisce di fare causa a queste multinazionali.
Certo, qui si parla di letteratura. Ma contro la sete di denaro…
Oh tempore, oh mores….
2 giugno 2009 alle 22:47
Ooops, scusate.. per sbaglio ho postato per 2 volte lo stesso messaggio :P Gamberetta, chiedo perdono, m’inghinocchio sui ceci x dimostrarti la mia sincerità…
2 giugno 2009 alle 20:25
Ciao,
ti scrivo solo per dirti che il tuo blog mi piace moltissimo e che leggo sempre i tuoi post con interesse.
Mi dirai: “Ma allora perché mi lasci questi commenti, che ricordano quelli delle fan sfegatate della Troisi (quelle con la gigantografia di Sennar appesa sopra il letto) su ibs?”
Risposta: perché non ho il tempo di scriverti qualcosa di più originale e dettagliato…accontentati, oppure non accettarmi nel tuo fan club!
30 maggio 2009 alle 18:54
Oh, Lo stagno di fuoco. L’ho letto anche io, era una bella storia. Forse un po’ ridondante, ma niente male…
29 maggio 2009 alle 15:22
@Gamberetta.
Prego. Magari se ti piace puoi farne una piccola recensione. Non è un fantasy in senso stretto. Niente mondo da medioevo, niente elfi (^.^ di questo sarai contenta). Viene affrontato un viaggio all’Inferno e la caratterizzazione di esso è particolare. Ci sono varie digressioni culturali secondarie raccontate da vari dannati (in pratica il signor Nadir aveva possibilità infinite avendo quasi tutta l’umanità dei dannati da far parlare). In alcuni passaggi magari lo scritto non è proprio charissimo, ma sono piccole pecche su quasi 800 pagine. Lo Stagno di Fuoco ha un finale per niente scontato e presenta elementi decisamente nuovi rispetto all’immaginario dantesco che un pò tutti abbiamo dell’inferno.
29 maggio 2009 alle 14:47
@Blakie. È il solito discorso che si è fatto anche qui con Strazzulla, Ghirardi & soci: se sono così giovani, hanno scritto un romanzo, e sono pubblicati da una (grossa) casa editrice allora sono dei gegni. E chi non vorrebbe leggere il romanzo di un gegno?
E viste le vendite questo tipo di ragionamento pubblicitario ha funzionato in pieno. Dunque si continuerà. Magari il prossimo fantasy sarà scritto da un gatto.
Grazie per la segnalazione de Lo stagno di Fuoco, lo leggerò.
29 maggio 2009 alle 12:43
@Mauro
Sul La Scacchiera Nera io so solo che dovebbe essere rivolto a young adults.
La trama ad una prima occhiata ricorda qualcosa del film Jumanji.
29 maggio 2009 alle 12:39
Non c’è fine all’inconcepibile…in Spagna è stato pubblicato un bimbetto di 9 anni con la storia di ”Thok, il drago inutile”..e ha pure venduto 1000 copie il primo giorno in cui è uscito il libro (che almeno ha solo 38 pagine.)..
Ora, io dico, ma la gente è veramente impazzita o sono io che non sono di lunghe vedute?
Intano è uscito Bryan di BoscoGnocca 2! urrà
@Gamberetta.
Ti consiglio Lo stagno di Fuoco. L’ho finito qualche giorno fa e ne sono rimasto soddisfatto, anche se nel finale avrei preferito qualche chiarimento in più su vari aspetti, ma credo che questo sia stato voluto dall’autore stesso per lasciare spazio ad interpretazioni personali.
29 maggio 2009 alle 10:12
Edit di Gamberetta. Ehm, ok. Ma con John Woo non c’entra niente.
—
Salve a tutti
in quanto al libro “il nome del vento” di Patrick Tothfuss si puo’ tranquillamente usare il lapidario commento di Fantozzi nei riguardi de ” La corazzata Kotiomkin”. Vi basti sapere che la storia è quella di un ragazzino a cui il signore del male ammazza i genitori e che va all’universitá della Magia. Già sentito?
Risparmiate i soldi che è meglio.
Ciao
28 maggio 2009 alle 20:39
@Mauro. Io no, però i due romanzi precedenti di Miki Monticelli mi sembravano per bambini.
@Barbara. Ok, ho scaricato Imagica, proverò a leggerlo.
28 maggio 2009 alle 14:49
@Gamberetta, appunto perchè in Imagica si parte dal nostro mondo per finire a “Imagica”, un mondo alternativo parecchio strano, denso di simbologie religiose, creature strane, città fantastiche, regni ecc.
Dovrei rileggerlo perchè da adolescente lo avevo trovato troppo strano e abbastanza difficoltoso, mi chiedevo solo se non potesse ricadere almeno in parte nella definizione.
Comunque se vuoi darci un occhio forse potrebbe piacerti, i personaggi sono abbastanza ambigui ^^
28 maggio 2009 alle 12:21
Sapete qualcosa su La Scacchiera Nera?
27 maggio 2009 alle 23:14
@barbara. Non ho letto Imagica, ma dubito c’entri qualcosa con il New Weird. E in generale non mi pare che nessuna opera di Barker si avvicini (magari qualche momento di Abarat). Il New Weird è molto weird, lo strano e il bizzarro devono abbondare, devono permeare l’ambientazione. Non basta una cosa strampalata qui e là, ci dev’essere il progetto di creare un intero mondo secondario weird.
27 maggio 2009 alle 15:00
@lo zeno, le Montagne della Follia, uno dei miei racconti preferiti di Lovecraft, non il migliore ma ricordo che è stato uno dei pochi libri in grado di inquietarmi parecchio mentre lo leggevo.
@Gamberetta vorrei sapere cosa ne pensi di Barker, libri tipo Imagica se lo hai letto tu come lo definiresti? Potrebbe essere New Weird? Mi sembra che ci siano alcuni elementi in comune, anche se l’ho letto più di quindici anni fa e non lo ricordo molto bene.
26 maggio 2009 alle 16:47
@Finnegan, @Gamberetta: io vedo la differenza in Lovecraft nel fatto che i suoi aggettivi sono sempre accompagnatori di un oggetto. MI spiego in modo molto semplice: Lovecraft non descrive mai Un quadro che rappresenta l’immagine più abominevole che l’uomo possa concepire, ma semmai descrive un bassorilievo abominevole, rappresentante alieni dalla forma cilindrica con orrendi tentacoli posti a stella attorno alla bocca demoniaca, intenti in rituali blasfemi attorno ad un altare sacrilego.
La profusione di aggettivi è indubbia, ma almeno so che cosa è rappresentato in quel cavolo di quadro!
26 maggio 2009 alle 13:58
@Finnegan. È una bella domanda. Potrei dire che semplicemente Lovecraft “funziona”. Mi spiego: non è che c’è l’ho su con gli aggettivi in sé. Il problema è che quando arrivo alla fine di una pagina scritta come quella di Wunderkind che ho citato ho noia. Mi vien voglia di chiudere il romanzo. Invece raramente mi sono annoiata con Lovecraft.
Però sono convinta che sia nonostante gli aggettivi. Il caso di Charles Dexter Ward è affascinante perché strapieno di fatti oscuri, abominevoli, fantasiosi, nonostante lo stile non sia un granché (per esempio è più raccontato che mostrato).
Lo stesso Lovecraft diceva di non avere l’abilità narrativa di E.A. Poe o altri contemporanei. Però aveva sicuramente una fantasia eccezionale.
Inoltre non è che Lovecraft scrivesse come capita: magari avrebbe potuto compiere scelte migliori, ma c’è un’attenzione nel creare la giusta atmosfera che hanno in pochi. La crescente tensione ne La maschera di Innsmouth prima che gli uomini-pesce assaltino la camera del protagonista è difficile trovarla in altri romanzi.
25 maggio 2009 alle 18:57
Ciao! Leggendo alcune recensioni e commenti sul blog, mi è parso di capire che apprezzi la narrativa di Lovecraft. Visto che l’argomento mi intressa per motivi di studio, volevo chiederti come concili la sua “aggettivazione incontrollata” con la tua concezione di scrittura pulita. In pratica: cos’è che rende le storie di Lovecraft così speciali da farti chiudere un occhio su tutti quegli “aborrito” e “blasfemo”?
25 maggio 2009 alle 00:28
mah, io non mi riferisco alle quest (che sono state ottimamente sistemate dal “Circle of Eight”) mi riferisco a bug più pesanti, come gli incantesimi che un round vanno e quello dopo no, quelli che proprio non funzionano come dovrebbero, i corpi che non si riesce a lootare, memory leak spaventosi e casuali…
ecco, quelli. :P
24 maggio 2009 alle 13:16
@Drest. Non sto parlando in assoluto, sto parlando per me. Quel poco che ho visto degli RPG carta & penna mi ha annoiata, ma ribadisco che è un problema mio.
ToEE: sì, aveva molti problemi, un sacco di quest “rotte”, però sono riuscita a finirlo tutto sommato senza particolari disagi. Mi è piaciuto, perché i combattimenti erano ottimo e al tempo stesso c’era una certa libertà di azione. ToEE non è un “dungeon crawler” come può esserlo Icewind Dale.
24 maggio 2009 alle 10:25
@Gamberetta: I PnP non sono più noiosi di quanto può essere noioso leggere. Se giochi qualcosa di coinvolgente, con qualcuno che ti sa coinvolgere, penso sia alla pari, se non meglio, di un ottimo libro, proprio per la questione che descrivevi in uno dei tuoi articoli passati sullo “show, don’t tell”.
C’è però da dire che non so se ti godresti una campagna di D&D. Io personalmente, come master, avrei paura a farti giocare: se fossi anche solo per la metà puntigliosa di come sei nei tuoi articoli, mi distruggeresti la campagna nel mezzo della prima sessione, scovando 15 buchi narrativi, 12 espressioni errate e almeno un paio di acque bagnate.
Al contrario, però, ti vedrei non male come DM, se possedessi delle doti interpretative e di improvvisazione (cosa che non so – le hai? – e dando ovviamente per scontato che ti servirebbe almeno un pò di esperienza come giocatrice, prima).
p.s. non so come tu abbia fatto a giocare (e finire) il tempio del male elementale: per quando abbia i combattimenti più fedeli nelle meccaniche a D&D3e che ho visto, è IMPESTATO di bug all’inverosimile, nonchè trasposizione di una tra le campagne più noiose mai create (il fatto che sia roba ammodernata si sente…i dungeon andavano di più, na volta :D )
21 maggio 2009 alle 15:16
@Mariano. Ho seguito Lost solo a spizzichi e bocconi. Penso lo riguarderò dal principio quando finirà e ci saranno in Rete i vari DVD.
20 maggio 2009 alle 18:05
Grazie per la risposta.
Io non ci gioco più da un po’ e cioè da quando il gruppo si è un po’ spezzato per imepgni vari.
A parte questo, faccio un’ultima domanda idiota:
@Gamberetta
segui LOST? Se si, sei d’accordo con me nel giudicare che la sua costruzione narrativa ha molto da insegnare anche alla letteratura fantasy? Intendo il modo in cui è congegnata questa serie di successo, assolutamente fenomenale!
20 maggio 2009 alle 17:05
@Mariano. No, in pratica non ho mai giocato. Mio fratello ogni tanto giocava, e io ci ho provato un paio di volte, ma ammetto di non essere mai entrata nello spirito della cosa e di aver accettato di partecipare solo per dar fastidio a lui e ai suoi amici.
Perciò non saprei che dire. In generale gli RPG carta & penna mi sono sempre parsi noiosi.
Ho invece giocato diversi RPG di D&D su PC, tipo Baldur’s Gate II o The Temple of Elemental Evil. Mi sono piaciuti entrambi.
20 maggio 2009 alle 15:09
Prima o poi la domanda banale doveva arrivare!
O magari “tornare” se è già stata fatta in passato…
Ma si…facciamola…!
@Gamberetta:
hai mai giocato/giochi a D&D? Se si, cosa ne pensi di questo gdr?
18 maggio 2009 alle 21:25
Mi scuso per i tre post uguali…mi era andato in tilt il pc!
17 maggio 2009 alle 22:22
Gamberetta, grazie mille! Comunque c’ero andata vicina col ragionamento…avevo mancato di appena mezz’ora.