Warning: Creating default object from empty value in /storage/content/82/1008682/fantasy.gamberi.org/public_html/wp-content/plugins/paginated-comments/paginated-comments.php on line 37 Gamberi Fantasy » Blog Archive » Il Crepuscolo del Fantasy » Comment Page 4

Il Crepuscolo del Fantasy

Copertina de Gli Eroi del Crepuscolo Titolo originale: Gli Eroi del Crepuscolo
Autore: Chiara Strazzulla

Anno: 2008
Nazione: Italia
Lingua: Italiano
Editore: Einaudi

Genere: Fantasy, Elfi
Pagine: 772

Per tutti quelli che hanno a cuore il mio tempo libero, che si preoccupano che io sprechi la mia giovinezza a scrivere critiche inutili, ecco una recensione veritiera, precisa e di poche parole de Gli Eroi del Crepuscolo:

Gli Eroi del Crepuscolo è una schifezza.

Contenti? Avete la vostra recensione, potete chiudere la finestra del browser e passare ad altro. Se invece decidete di continuare, è una vostra scelta, non vi sto puntando una pistola alla tempia, perciò evitate di venire a rompermi l’anima riguardo quello che avrei o non avrei dovuto fare.

Piccola premessa

Nel corso della recensione non farò alcun riferimento all’età dell’autrice. Com’è giusto che sia: non credo che cambi per nessuno l’esperienza di lettura sapendo che l’autore ha 17 anni piuttosto che 71. O è un bel romanzo o non lo è, non importa chi l’ha scritto.
Tuttavia voglio prendere ad esempio la Strazzulla per rimarcare una certa differenza di mentalità fra gli autori nostrani e anglosassoni. Differenza che secondo me è una delle ragioni per cui gente come Crichton vende milioni di copie anche da noi, ma nessun nostro autore vende milioni di copie in Inghilterra o in America.

Come già avevo ricordato, la Strazzulla, alla presentazione del suo romanzo, ha rilasciato alcune dichiarazioni sulla scrittura che ho trovato poco condivisibili:

[...] chi scrive scrive per sé, scrive perché gli piace scrivere, perché scrivere non è una cosa che s’impara, è una cosa che ti viene, è come uno starnuto, è come una risata, ti esce, è lì, devi pigliare una penna e scrivere.

Sfogliando il volume The Essential Ellison: A 50 Year Retrospective ho trovato questa lettera di un giovanissimo Harlan Ellison, indirizzata alla rivista Writer’s Digest:

bandiera EN Dear Editor:
I’ve been following W.D.’s wonderful material for years now, and couldn’t resist sharing the glad news with you. I’ve made my first sale, and I owe every bit of the kick I get out of it to good old DIGEST. Of course it was only six dollars, but I’m on my way. I’m only sixteen years old, so this means a lot to me. Everything in the DIGEST is tremendously helpful to young writers like me, so keep it coming.
Harlan Ellison

bandiera IT Caro Editor:
Seguo i meravigliosi contenuti del W.D. ormai da anni, e non ho resistito alla tentazione di condividere con voi la bella notizia. Ho venduto la mia prima storia, e il merito è tutto del buon vecchio DIGEST. Naturalmente si tratta di soli sei dollari, ma sono sulla giusta strada. Ho solo sedici anni, perciò significa molto per me. Ogni cosa nel DIGEST è tremendamente utile per i giovani scrittori come me, continuate così.
Harlan Ellison

L’Ellison sedicenne già da diversi anni seguiva una rivista di scrittura per imparare, la Strazzulla è nata “imparata” e scrive a furia di starnuti e risate. La differenza si vede, o meglio si legge.
Il video con le affermazioni “incriminate” della Strazzulla

Un romanzo da manuale

Un mondo abitato da elfi debosciati (qui chiamati Eterni) è minacciato dalla Tenebra, malvagia creatura, incarnatasi nel Signore delle Tenebre (d’oh!), all’anagrafe “Gylion Cuore di Ghiaccio”. I piani del Signore delle Tenebre sono tanto precisi quanto terrificanti:

A dispetto di quel che lasciava intuire, non gli interessava il potere, né la vendetta. Quello che voleva era la completa distruzione di tutto ciò che di buono poteva esistere, il trionfo del male, l’annullamento definitivo di felicità, amore, pietà, speranza.

Per fortuna a difendere felicità, amore, pietà, speranza, democrazia e diritti degli animali, ci sono quattro baldi giovanotti adolescenti (in realtà hanno 300 anni circa, ma un elfo di 300 anni in rapporto agli altri della sua specie è più o meno come un umano di 16).
A guidare il gruppo, Lyannen, figlio di un’umana e di un elfo. Ovvero un mezzelfo! Lyannen si nota subito fra i suoi compatrioti perché gli altri hanno i capelli color oro, lui li ha corvini, gli altri sono alti due metri e mezzo, lui solo poco meno di due, gli altri sono nipoti del Re, lui è solo figlio del più importante generale dell’intero Reame, gli altri sono immortali, e lui pure, perché è uno dei pochi meticci con il tratto genetico dell’immortalità. Ah, è anche amante della principessa Eileen, sebbene sia un amore proibito (Ohhh!!!) Da non sottovalutare la sua abilità di spadaccino e l’essere uno dei pochi elfi (mezzi o no) a poter usare la magia, seppur inconsciamente.
Alto, bello, buona famiglia, immortale, schermidore provetto, mago, amante della principessa: secondo la pubblicità lui e amici sarebbero “[...] tutt’altro che gli eroi stereotipici cui la letteratura fantasy, e non solo, ci ha abituati.” Secondo Rosella Postorino, editor del romanzo, “Negli Eroi del crepuscolo, non sono gli eroi, appunto, a salvare il Reame, ma sono i reietti, gli scarti, gli incompetenti, i diversi, i giovani: gli adolescenti.”
Alto, bello, buona famiglia, immortale, schermidore provetto, mago, amante della principessa: uno così lo definirei proprio un reietto, o forse uno scarto, “diverso” ci può stare, così com’è “diverso” il Sultano del Brunei.

Il sultano del Brunei
Il Sultano del Brunei: tipico adolescente?

Le parole della Postorino sono la ragione per la quale così tante mie recensioni sono brutali: mi procura enorme fastidio sentire la gente mentire o raccontare stronzate con l’unico scopo di vendere, di guadagnare, di intascare un euro in più. Un minimo di dignità, che diamine!
Senza contare che anche la storia del “perdente” che diventa eroe è di per sé un cliché.
Dunque abbiamo una banda di eroi banali e stereotipati che cerca, senza riuscirci, di imitare una banda di eroi banali ma che seguono altri stereotipi. Geniale!

Gli Eroi del Crepuscolo è una presa per i fondelli. È stato preso un celeberrimo articolo, in Rete da anni, How to write a best selling fantasy novel, e lo si è seguito quasi alla lettera. Peccato quello sia nelle intenzioni dell’autore un articolo ironico.

Qualche citazione a caso.

How to:

bandiera EN Despite the need to keep the book long, some bits are just too hard to write. A thousand mile journey by foot is long, but easy to write. Battles on the other hand are hard because there’s a lot going on and you probably require some knowledge of military strategy. So if you’re writing a battle scene and it’s just getting too hard, simply have the hero suffer a wound and lapse into unconsciousness [...] Next thing our hero wakes on a white alabaster slab in the Healing Room where the Pure Maiden Warrior tells him that the battle is over and, Guess what? They won! Result: you’ve saved 50 pages of intricate military description.

bandiera IT Nonostante la necessità di mantenere il libro lungo, certe parti sono semplicemente troppo difficili da scrivere. Un viaggio di mille chilometri a piedi è lungo, ma facile da scrivere. D’altro canto le battaglie sono difficili da scrivere, perché sono piene d’azione e probabilmente richiedono che abbiate una qualche conoscenza delle strategie militari. Così, se state scrivendo una scena di battaglia e sta diventando troppo difficile andare avanti, semplicemente fate in modo che l’eroe si becchi una ferita e perda conoscenza [...] Subito dopo il nostro eroe si ritroverà sveglio su una tavola di alabastro bianco nell’Infermeria; la Guerriera Vergine lo informerà che la battaglia è finita e, indovinate? Hanno vinto! Risultato: vi siete risparmiati 50 pagine di intricate descrizioni belliche.

Strazzulla:

Barcollò di nuovo, e l’uomo accanto a lui dovette sorreggerlo. Lyannen sbatté le palpebre. Forse stava sognando. Tutto girava, intorno a lui. Chiuse gli occhi e si abbandonò tra le braccia dell’uomo. [...] Lyannen sbatté le palpebre due, tre volte. Era adagiato tra morbide lenzuola di lino, i capelli sparsi sul guanciale. Nell’aria c’era un forte odore di medicinali. La stanza era in penombra, illuminata da torce, ma guardandosi attorno vide altri letti accanto al suo. Doveva trovarsi in un’infermeria. [...] Un pensiero gli attraversò la mente, rapidissimo. – La battaglia là fuori? È finita? Abbiamo vinto?
– Magari, – esclamò il Capitano. – Siamo rientrati prima che facesse buio e abbiamo barricato il portone a Sud come potevamo, ma quelli continuano con le frecce, e hanno ricominciato anche con le scale.

In effetti la Strazzulla non fa vincere ai Buoni la battaglia fuori scena, ma solo perché prepara una sorpresona al lettore: uno dei più beceri deus ex machina mai concepiti!

How to:

bandiera EN It will be necessary to create Bad Expendables. These are the orcs, goblins, trolls, dragons, wights or any other creatures that we are happy to kill in their thousands. They are usually black, hairy, sweaty or in some other way unacceptable by middle class Caucasian standards. Often they are deformed, based on the traditional belief that an ugly body reflects an ugly soul. It is our way of doing a service to the sick and disabled by reminding readers that people who are disfigured look that way because they’re evil.

bandiera IT Sarà necessario creare Malvagi Sacrificabili. Costoro sono orchi, goblin, troll, draghi, wight e altre creature che saremo felici di uccidere a migliaia. Normalmente sono creature nere, pelose, sudate o in qualche altra maniera poco accettabili per gli standard della classe media bianca. Spesso queste creature sono deformi, sulla base della tradizionale credenza che un corpo orribile riflette un’anima orribile. È il nostro modo per aiutare i malati o i disabili, ricordando ai lettori che se una persona ha un aspetto poco piacevole è dovuto al fatto che è una persona malvagia.

I Buoni sono alti, belli, capelli dorati al vento, fieri, muscolosi; i Cattivi brutti, deformi, putridi. Al massimo un brutto può essere raggirato e servire i Buoni come schiavo o poco più (i poveri Droqq). La Strazzulla è adamantina su questo punto:

E poi ci sono Brandan Fierolampo e Venissian l’Arciere, e Leidhall di Mymar, in persona! Vengono per combattere ovviamente: pare che il nemico arriverà qui a giorni. Figurati che c’è anche il Sire, tutto vestito di bianco, con Alvidrin che gli regge lo stendardo. Uno spettacolo. Sono così belli che inizi a chiederti come è possibile che stiano perdendo la guerra.

Ma niente paura! I Belli alla fine vinceranno, mentre i Brutti finiranno tutti quanti bruciati vivi, com’è giusto che sia. D’altra parte:

Lyannen non era mai parso bello come in quel momento, mentre da solo sbaragliava i pixies confusi e spaventati, menando fendenti a destra e a manca, i capelli scompigliati, gli abiti e la pelle luridi di sangue e di polvere. Quando infine con un solo colpo tagliò di netto le teste di due folletti, i tre o quattro pixies superstiti lasciarono cadere le armi e scapparono senza ritegno, andando a rifugiarsi nel bosco.

Quello che mi disturba in questo passaggio non è tanto l’esaltazione della violenza (cosa rende una persona più bella se non il decapitare nemici confusi e spaventati?), esaltazione perpetrata dal Narratore in persona, quanto la banalità di tutto ciò. Come ricordato anche dall’articolo, è cliché scontatissimo quello di Bello = Buono e Brutto = Cattivo. Sarebbe ora di andare oltre…

Uno gnometto
Uno gnometto. Avanti, Lyannen, fai vedere quanto sei uomo elfo, ammazza anche lui mentre scappa spaventato!

How to:

bandiera EN If Wizards and Lords actually used their magical powers they wouldn’t need the Loser/Hero to save them and the book will be over in a hundred pages. So, although wizards can bring trees to life, summon spirits from earth and sky, they have to use guile to defeat the stupidest troll.

bandiera IT Se i Maghi e i Signori effettivamente usassero i propri poteri magici, non avrebbero bisogno che lo Sfigato/Eroe li salvasse, e il libro sarebbe concluso in un centinaio di pagine. Così, sebbene i Maghi possano animare gli alberi ed evocare gli spiriti della terra e del cielo, devono farsi aiutare da un gonzo per sconfiggere anche il più stupido dei troll.

Nel romanzo della Strazzulla, il Solitario, uno dei personaggi, si trova fin dall’inizio in possesso di un oggetto magico, un talismano, di potere assoluto, “E ho pensato che avresti creduto che quel talismano potesse fare qualsiasi cosa. In effetti poteva farlo [...]“, il talismano può addirittura uccidere un (semi)dio; con un singolo atto di volontà il Solitario potrebbe concludere la guerra, ma:

– Il punto è, – proseguì il Solitario, – che molto spesso è utile avere la magia a disposizione senza saperlo. Molte persone, pensando di poter contare sulla magia in ogni caso, ne diventano dipendenti. Si affidano sempre alla magia e sono incapaci di andare avanti da soli quando non possono usarla. E, fattelo dire da uno che usa la magia da sempre, non conviene affatto affidarsi a una forza del genere. Meglio contare su se stessi. –

In altri termini, non credo sia giusto che siano dati antibiotici e altri medicinali ai malati: perché altrimenti quelli si abituano, e poi quando ne sono privi non sanno più come tirare avanti. Meglio una guerra lunga anni, un numero incalcolabile di morti, città distrutte e interi popoli annientati, piuttosto che diventare dipendenti della magia… Ovviamente Slyman, l’allievo del Solitario, la persona alla quale il Solitario si sta rivolgendo, accetterà senza batter ciglio le sagge parole del maestro.

How to:

bandiera EN Note: the Enemy’s fatal flaw will always be that he is over-confident.

bandiera IT Nota: il difetto fatale del Nemico sarà sempre la sua troppa sicurezza.

Strazzulla:

– Eileen, – ripeté. [...] – Dimmi dov’è Eileen, maledetto!
Questa volta fu Gylion a ridere. [...] – Ma sì, in fondo penso che te lo dirò, – concluse Gylion a sorpresa. Si accarezzò il mento liscio, senza smettere di sorridere in modo inquietante. – Tanto poi a chi andresti a dirlo? I morti non parlano –. [nota: qui oltre all’eccessiva confidenza c’è anche la cosa da non fare numero 7 per gli aspiranti Evil Overlord]

In realtà, al di là di questa citazione, Gylion perde perché si fida ciecamente del suo unico amico, il demone Scrubb. Scrubb, senza nessun buon motivo, lo tradirà.
E visto che ne parliamo, l’ottimo finale del romanzo è il seguente: i Buoni stanno perdendo la battaglia finale, Lyannen sta per essere ucciso; a questo punto Scrubb decide appunto di cambiare bandiera. Con assoluta nonchalance scatena fiamme magiche che:

  • Uccidono i soldati delle Truppe Nere (sì solo loro, la fiamma brucia solo i malvagi i brutti).
  • Uccidono Il Signore delle Tenebre (sì, così come se niente fosse).
  • Liberano Eileen dalla prigione senza uscite dov’era tenuta.

Fino alla pagina precedente Scrubb lavorava per i Cattivi. Come nel caso del Solitario, Scrubb avrebbe potuto usare la sua di magia a pagina 1, e ammazzare così tutti i Buoni. Ma perché privare il lettore di questo delizioso deus ex machina?

È sempre la solita solfa

Potrei fare copia/incolla dalla recensione di Nihal della Terra del Vento, e, cambiando le citazioni, potrei lasciare il testo identico. Con questo non voglio dire che Gli Eroi del Crepuscolo sia al livello dell’esordio della Troisi, voglio dire che è peggio. Sono presenti tutti i difetti già visti in Nihal, e manca invece il ritmo della Troisi, che almeno in quel romanzo riusciva a tenere lontana la noia. Da un punto di vista linguistico la Strazzulla è più brava, ha più dimestichezza con le parole, tuttavia non ha la stessa energia della Troisi. Nihal non lascia indifferenti, sebbene per le ragioni sbagliate; Gli Eroi del Crepuscolo è piatto, vuoto, inutile. Roba che si dimentica due giorni dopo averla letta.

Ciò premesso, ripetete in coro con me…

PRIMA DI SCRIVERE OCCORRE DOCUMENTARSI.
Chissà se prima o poi entrerà nella testa di qualcuno. Se si scrive di guerre e duelli (e purtroppo per la Strazzulla tali attività sono parti importanti della sua storia), bisogna conoscere l’argomento, altrimenti si fa la figura dei fessi.
E per l’ennesima volta, tendere un arco richiede forza! Ne richiede tanta!

E allora, all’improvviso, le frecce crosciarono come una pioggia, e il nemico, stupito dall’inaspettata pioggia mortale, si fermò e perse la sicurezza, e tutti levarono lo sguardo al cielo, stupiti. [...] sugli spalti, le mogli, le figlie, le madri avevano preso gli archi dei loro padri, fratelli, figli e mariti, e adesso tiravano sull’esercito nemico.

La popolazione femminile dell’Ultima Città sta riversando una “pioggia mortale” sulle truppe del Signore delle Tenebre, truppe che si trovano ad almeno 100 metri di distanza (ma con ogni probabilità la distanza è maggiore). Be’, è in pratica impossibile. Una persona, senza specifico addestramento, non è in grado di compiere un gesto del genere, e parliamo di anni d’addestramento.
In più, nella società degli elfi, le donne non solo non ricevono addestramento all’uso dell’arco, ma di nessun tipo. Il loro compito è badare alla casa e ai figli, non hanno nessun ruolo civile o militare. Dal fidanzamento fino al matrimonio devono anche girare velate, e si rivolgono al proprio sposo chiamandolo “Mio Signore”. Che bello!

Un brano da un tipico duello in stile “troisiano”, stile qui così ben imitato dalla Strazzulla:

L’essere misterioso aveva attaccato con un guizzo rapidissimo, che Lyannen non si sarebbe mai aspettato, ma dal canto suo Lyannen aveva subito provato una mossa d’alta scherma, e credeva che l’altro avesse notato la sua abilità. Lentamente allontanarono le spade, arretrando di un passo. Si squadrarono ancora, immobili, poi Lyannen tentò fulmineo un affondo. Dimostrando di nuovo una velocità e un’abilità ragguardevoli, l’essere rovesciò la lama e parò il colpo. Si separarono di nuovo, e ripresero a duellare con velocità crescente. Lo scontro proseguiva in un botta e risposta equilibrato: i due contendenti sembravano equivalersi per bravura, all’attacco di uno corrispondeva sempre una pronta parata e risposta dell’altro. Nessuno dei due abbassava la guardia, neppure per un momento, e d’altra parte nessuno dei due aveva davvero cercato di uccidere l’altro, ma solo di disarmarlo, o al massimo ferirlo in maniera non grave.

Valgono sempre le solite considerazioni: innanzi tutto il duello è raccontato e non mostrato. E questo crea non pochi problemi al lettore: Lyannen prova una mossa d’alta scherma, ovvero? Cosa debbo immaginare nella mia testa? “una mossa d’alta scherma” sono solo parole, non sono immagini. Poi è un duello, un’attività emotivamente coinvolgente per i partecipanti, eppure il punto di vista è lontano, un debolissimo Narratore Onnisciente, che ciancia di parate e risposte e uguale abilità, senza però che ci sia alcuna partecipazione del lettore. Non assistiamo (perché non è mostrato) annoiati a uno spettacolo interpretato da gente che non conosciamo.

La prima stoccata arrivò piuttosto alta e non fu affatto il tipo di colpo che [Loredan] si sarebbe aspettato. Fu costretto a fare alta anche la sua parata e il peso che l’altro aveva caricato sulla lama fu tale che con la forza del proprio braccio e del polso quasi non riuscì a defletterla. Gli riuscì in qualche modo, ma fu costretto a fare un passo indietro e due a destra, scoprendosi il petto; non c’era nessuna speranza di un colpo di risposta. Prevedibilmente l’attacco successivo fu basso, ma il fatto che stavolta se lo aspettasse non rese meno complicato il pararlo. Due rapidi passi verso destra lo misero fuori portata, ma la sua guardia era tuttora troppo alta e una ferita al ginocchio destro che era rimasto scoperto, sarebbe stata la fine.
Fortunatamente il suo avversario optò invece per un’altra stoccata alta. Due passi indietro dettero a Loredan abbastanza spazio per parare di prima, caricando la lama di tutto il peso del proprio corpo e deviando così nettamente la spada dell’altro verso destra. A quel punto inclinò il polso per una botta corta, più che altro un fendente con il polso girato, diretto allo stomaco. Il suo avversario arretrò, ma non abbastanza in fretta; la punta della sua spada penetrò di qualche centimetro prima che Loredan la ritirasse [...]

Questo brano è invece preso da Tutti i Colori dell’Acciaio (Colours in the Steel) un fantasy di K.J. Parker. Parker non è un genio della letteratura, è un onesto scrittore, neanche poi tanto bravo. Ma appunto non bisogna essere dei geni per capire che occorre mostrare, che bisogna sapere di quel che si parla, e che è molto più efficace in una scena d’azione mantenere il punto di vista ancorato a un personaggio.

Copertina di Colours in the Steel
Copertina di Colours in the Steel

Ora mi rivolgo alla gentile editor del romanzo, Rosella Postorino, sperando che il mio tono sia abbastanza pacato perché vossignoria possa ritenere opportuno rispondermi. Se né lei né l’autrice ne capite niente di argomento bellico, non sarebbe stato il caso di assumere un consulente? Si risparmiava un po’ sul libretto pubblicitario pieno di disegni a colori, e si pagava qualcuno per dare una sistemata agli aspetti militari del romanzo. Funziona così, quando una casa editrice ha rispetto del pubblico.
E anche in mancanza di ciò, un editor dovrebbe forse correggere quando l’autore, per inesperienza o distrazione, non dipinge al meglio una scena. Gli errori commessi dalla Strazzulla sono elementari.

I problemi dal lato documentazione non finiscono certo qui. Non c’è niente di neanche vagamente razionale nel comportamento degli eserciti in campo. Nel mondo della Strazzulla è bandita ogni genere di strategia, tattica, catena di comando, ordine di battaglia; gli scontri si riducono a enormi risse senza capo né coda. Così come è sconclusionato l’uso dei termini, per esempio qualunque unità militare, da 30 a 5.000 uomini, è sempre un “plotone”.

Aveva gli occhi blu a pagina cinque e verdi a pagina diciotto

Le incongruenze possono essere più o meno gravi. In certi casi possono minare la credibilità della storia (il classico eroe che si salva sparando sette colpi, con una rivoltella che ne tiene nel tamburo solo sei), in altri casi possono solo sfregiarla.
È come andare dal concessionario, uscirne con un’auto nuova e scoprire che la carrozzeria è rigata. L’auto funziona lo stesso, ma non credo che si accetti la situazione con un’alzata di spalle.
Lo stesso vale per i romanzi. Le contraddizione e le incongruenze, anche quando non vitali per lo svolgimento della storia, sono comunque uno sputare in faccia al lettore. Non c’è nessuna buona ragione per la quale autore, editor e chiunque sia stato coinvolto non abbia posto rimedio a tali errori.

Per esempio – e mi si scuserà se metto solo il numero di pagina e non riporto per intero le citazioni, non sono divertenti in sé:

A pagina 71 Vandriyan spiega che per la buona riuscita della missione, la Compagnia dei Rinnegati(sic) dovrà fare affidamento solo su se stessa, e sarebbe controproducente affiancarle personale più qualificato. A pagina 122 viene accolto nella compagnia Ventel, militare di professione, al grido di “più siamo meglio è!” E nel corso della storia chiunque voglia unirsi alla Compagnia sarà accolto. In altre parole sarebbero potuti partire da subito alla testa dell’Alavento (le truppe d’elite del Reame), ma così si sarebbe rischiato di combinare qualcosa, e si sarebbe privato il lettore di un viaggio inutile di 500 e passa pagine…

A pagina 87 è descritta la partenza della Compagnia dei Rinnegati dalla capitale del Reame. I quattro giovanotti sono salutati da due ali di folla esultante, perché tutti sanno che lo scopo della loro missione è salvare la principessa Eileen, rapita dal Signore delle Tenebre. Ma a pagina 110 uno della Compagnia è reticente a rivelare la natura della missione a un suo parente, a pagina 114 Lyannen conferma che sono “partiti in gran segreto”. LOL!

A pagina 200, dopo lo scontro con i folletti cui si è già accennato, la Compagnia decide di seppellire i cadaveri dei nemici. Nessuno pare scosso dal macabro lavoro, non dopo quello che hanno visto in guerra, dopo i mesi passati al fronte. Peccato che nessuno di loro è mai stato al fronte! I quattro sono appena usciti dal collegio militare e non hanno nessuna esperienza di combattimento.

A pagina 325 si parla di una serata estiva molto calda, tanto che Slyman si lamenta. Lo stesso Slyman a pagina 333 è infastidito dalla finestra aperta, con tutti quegli spifferi potrebbe morire assiderato. E si trova in una camera con il camino acceso…

E così via. Certe scene poi sono così campate per aria da essere oltre la contraddizione. La Compagnia dei Rinnegati incontra i centauri. Ventel si fa portavoce presso gli equini perché ne conosce usi e costumi; malgrado ciò, quasi apposta fa infuriare il capo centauro. Durante lo scontro Lyannen combatte contro tre centauri contemporaneamente. Il corpo di uno gli cade addosso, e lui ha tutto il tempo di strisciare fuori, di rialzarsi e di ferire un altro centauro. Quando poi i nostri eroi sono in difficoltà – sul punto di lasciarci la pelle – un misterioso corno risuona nella foresta e i centauri scappano. È in arrivo un grande pericolo deducono quelli della Compagnia, perché solo un grande pericolo può aver terrorizzato i centauri.
Non arriverà nessun pericolo. La storia del corno sarà scordata cinque pagine dopo. Così, senza spiegazioni, senza raziocinio. Un momento sei circondato da centauri imbizzarriti, l’attimo dopo scappano. Ma è tutto ok, è fantasy!!! (per bambini deficienti).

Centauro e amazzone
Un feroce centauro in compagnia dell’amazzone Irdris

Altra roba marcia

Dialoghi insulsi. Quasi tutti i personaggi hanno la stessa “voce”, e sono indistinguibili uno dall’altro quando parlano. Non che si dicano molto, la gran parte dei dialoghi sono uno stucchevole rimarcare l’ovvio:
Narratore: «Gli elfi sono in guerra da quindici anni.»
Primo Elfo: «Lo sai che gli elfi sono in guerra da quindici anni?»
Secondo Elfo: «Sì, sapevo che gli elfi erano in guerra da quindici anni.»
Tra i tanti, spicca un dialogo tra Eileen, la principessa rapita, e il Signore delle Tenebre. Non credo di aver mai letto niente di così balordo, neppure scavando tra le fanfic o l’editoria a pagamento.
Ricordo che Eileen è l’unica erede al trono degli elfi (in realtà non è vero, ma lei non sa dell’altro erede) e che il Signore delle Tenebre è l’incarnazione stessa della Malvagità:

[Il Signore delle Tenebre ha appena accennato alla principessa che Lyannen è partito per salvarla, lei chiede conferma]
Il Signore delle Tenebre non parve per nulla impressionato. – Immagino che sia nelle sue intenzioni, – rispose.
– Non vedo altrimenti perché dovrebbe prendere l’eroica risoluzione di partire dal sicuro asilo della capitale con un paio di fidati amici e dirigersi a nord, convinto che nessuno sappia della sua partenza. [sì è un’altra contraddizione visto che come detto tutti sanno della partenza] Beata ingenuità. Comunque, visto che vi è così caro, cercherò di non distruggerlo [sic] subito, così almeno potrà morire felice dopo avervi rivista per l’ultima volta. Quanto sentimentalismo. Non mi trovate straordinariamente generoso?
Sorrideva. Eileen sapeva benissimo che quella era tutta una provocazione, e che avrebbe dovuto resistere. Ma il pensiero di Lyannen in pericolo, Lyannen che, non ne dubitava, doveva aver davvero lasciato Dardamen per andare da lei, era troppo. [troppo cosa?]
– Voi fate schifo, – disse, tra i denti. – Siete l’essere più disgustoso che questa terra abbia mai visto! Non trovo nemmeno le parole per descrivervi. Siete ripugnante, ecco quello che siete! [e siete vittima di un disdicevole caso di alopecia precoce] Ma state attento, voi e la vostra boria. Non sottovalutate Lyannen, e non sottovalutate gli Eterni. Hanno molte risorse che voi non potete neanche immaginare. Fate attenzione! Quelli che avete di fronte sono i valorosi che già tre volte hanno sconfitto la Tenebra, che era un milione di volte più potente di voi, [Eileen non sa che Il Signore delle Tenebre è la Tenebra!!!] e l’hanno messa in fuga! Credete davvero che si piegheranno di fronte a uno come voi?
– Un po’ di rispetto!
Lo schiaffo bruciò sulla guancia di Eileen con tanta improvvisa violenza da strapparle un piccolo grido. Sulle prime, non riuscì nemmeno a credere che lui l’avesse fatto per davvero; non aveva mai alzato le mani su di lei, in tutto il tempo che l’aveva tenuta sua prigioniera. [oh, no! La principessa ha fatto arrabbiare la Malvagità incarnata, e quella le ha dato uno schiaffo!!! Forte!!! Kome s e' xmessa???]
[...] – Un po’ di rispetto, signorina, quando parli con me.

Dopo dialoghi del genere è naturale voltarsi di scatto alle spalle, si potrebbe sorprendere un folletto del marketing Einaudi che imbraccia una telecamera: «Sorridi, sei su Candid Camera !» Perché appunto una porcheria del genere non può essere altro che uno scherzo di cattivo gusto. A meno che non sia Candid Camera ma Ai Confini della Realtà

Ordini di grandezza. Qui sotto potete ammirare la mappa del mondo dove gli Eroi del Crepuscolo scorazzano.

Mappa del mondo
Un angolo di Sicilia? Clicca per ingrandire

Il riquadro in basso a sinistra ricorda la Sicilia. Ulteriore conferma la si ha tentando di desumere la grandezza del territorio rappresentato. Purtroppo in nessun punto del romanzo vengono fornite distanze precise tra due luoghi, ci si deve accontentare di sapere che il personaggio tal dei tali ha raggiunto la tal città, partendo dalla tal altra, in tot giorni, a piedi o a cavallo. In particolare è utile sapere che l’Esercito Nero, riunitosi presso il Cerchio dei Druidi, potrebbe raggiungere Dardamen in meno di otto giorni di marcia.
Facendo un po’ di conti, si può alla fine desumere che la mappa abbia un lato di circa 370 chilometri. A questo punto si sovrappone la mappa a una vera cartina della Sicilia: con tale chilometraggio, le distanze corrispondono.
Perciò Gli Eroi del Crepuscolo potrebbe essere ambientato in Sicilia in un’epoca mitica, o comunque è ambientato in un mondo delle stesse dimensioni della Sicilia. Niente di male in ciò, è anche un’idea parzialmente originale (già Zuddas aveva ambientato le sue storie di Amazzoni nel bacino del Mediterraneo).

Il problema è che gli elfi abitano la Sicilia da 250.000 (duecentocinquantamila) anni! Non 200 anni, non 2.000, non 20.000, ma 200.000! Ebbene in questo lasso di tempo enorme, i signori elfi non hanno neanche finito di esplorare tutta la Sicilia! Basta dare uno sguardo alla nostra di storia per rendersi conto di quanto sia assurdo tutto ciò… a meno che gli elfi della Strazzulla non condividano con i vampiri della Meyer (a cent’anni ancora al Liceo) un problema di ritardo mentale. Va da sé che non è così piacevole leggere romanzi con protagonisti dei cerebrolesi.

elfi
Sono sempre loro, gli elfi! Con un bel carico di tare genetiche dovuto ai matrimoni fra consanguinei

Fieri guerrieri tra le bolle di sapone. Per carità, ognuno può descrivere la sessualità dei propri personaggi come preferisce, tuttavia un autore deve rendersi conto che in determinati contesti certe scene sono ridicole:

[i protagonisti qui sono Vandriyan e Greyannah, due dei più grandi guerrieri del reame]
Per un po’ Vandriyan fece la spola tra l’acquaio e la vasca da bagno incassata nel pavimento di cotto rosso; portando secchi d’acqua calda. Aveva proprio voglia di farsi un bel bagno come si deve, con i sali profumati, un sacco di schiuma e tutti quei piccoli lussi ai quali gli Eterni tengono tanto. Si era appena immerso, con un sospiro di sollievo, e stava rilassandosi tra nuvole di schiuma candida [sob] quando sentì qualcuno tirare il chiavistello ed entrare a lunghi passi ticchettanti nell’anticamera, senza bussare né chiedere permesso. Imprecò a mezza voce, infastidito. Detestava essere disturbato mentre faceva il bagno.
Sempre senza bussare, il misterioso visitatore aprì la porta della stanza da bagno e comparve sulla soglia, alta silhouette scura. Vandriyan imprecò di nuovo.
– Ma insomma, è questo il modo… – cominciò, polemico. Poi alzò lo sguardo verso l’uomo sulla soglia. E la sua espressione corrucciata cedette il posto a un largo sorriso.
– Bella accoglienza mi tocca ricevere, signor Capitano! – esclamò allegro il Luogotenente Greyannah. – O forse vi spiace rivedere un vecchio amico?
[...]
Era identico a quando Vandriyan l’aveva visto per l’ultima volta. Alto, con un bel fisico muscoloso da combattente e un incarnato chiaro ma non pallido, aveva un aspetto nobile e severo, e insieme un po’ stravagante. Il suo volto era aperto e leale, illuminato da due begli occhi blu oceano con ciglia piuttosto lunghe per un uomo, di taglio allungato, scuri e vivaci sotto le sopracciglia arcuate. Aveva un bel naso dritto, a dire il vero un po’ lungo, che gli conferiva un profilo particolare, dall’aria sprezzante, e una sottile cicatrice bianca gli spaccava di traverso le labbra. All’orecchio sinistro portava un piccolo orecchino d’oro con incastonata un’antica gemma, di un perfetto blu elettrico. I capelli, lunghi e dorati, erano raccolti nell’inconfondibile acconciatura fatta da miriadi di trecce e treccine. Sorrideva, e scopriva bei denti bianchi e regolari.
Andò a sedersi sul bordo della vasca, scoppiando con un dito le bolle profumate che di tanto in tanto si levavano dalla superficie schiumosa.

… non commento, non sono una lettrice abituale di Harmony, perciò non saprei dire, mi sembra adeguato, ma penso la Strazzulla possa migliorare.
In compenso vorrei spendere due parole per quei “bei denti bianchi e regolari.” Particolare insignificante? Non proprio. Questi sono elfi immortali. Sono in vita da migliaia e migliaia di anni. E il tipo con i denti bianchi e regolari è anche militare di professione. Assumiamo pure che sia sempre stato fortunato in battaglia e che gli elfi siano immuni dalle carie, ma si pensi solo al masticare. Due pasti al giorno per migliaia e migliaia di anni. Come diamine fai ad avere denti bianchi e regolari? Saranno scheggiati e consumati. O forse agli elfi i denti ricrescono di continuo? Si rigenerano ossa e tessuti? Chi lo sa? Scommetto neanche l’autrice.
Qui c’è la differenza fra uno scrittore che ha davvero visto gli elfi immortali, e uno che invece parla di elfi immortali ma sta solo descrivendo uno gnokko qualunque, che sia vampiro, cantante alla moda, bello della scuola o debosciato abitatore dei boschi.

Non è l’unica scena yaoi, in un’altra occasione è Lyannen nel bagno di schiuma e Vandriyan gli passa un pettine per consentirgli di lisciare i lunghi capelli corvini. Oppure abbiamo Lyannen e Tyke ai bagni pubblici della fortezza di Syrkun: passano varie belle ragazze, ma alla fine è proprio Lyannen che Tyke invita in camera sua per una cenetta romantica loro due soli. Credo gli elfi avrebbero un’esistenza meno sfibrante se ammettessero i propri gusti invece di far finta di struggersi per principesse e madamigelle varie.

A mollo
Non c’è la schiuma ma il concetto è quello…

Fantasia portami via. Almeno per me c’è un elemento che può risollevare qualunque fantasy, anche il più disgraziato: una cospicua dose di fantasia. La ragione per la quale leggo fantasy e fantascienza è per stupirmi, per riuscire a riempire la fantasia con elementi nuovi, con cose che altrimenti da sola non sarei mai riuscita a immaginarmi.
Disgraziatamente anche sotto questo aspetto Gli Eroi del Crepuscolo non offre niente. Al di là delle solite razze preconfezionate (goblin, coboldi, fatine, centauri, folletti, ent, ecc.) non c’è nulla. In nessun angolino si annida una scintilla di sense of wonder.
Siamo al punto che, ripensandoci, gli occhi viola e i capelli blu di Nihal mi paiono trovate originali. Sigh.

Orco preconfezionato
Razza preconfezionata (attenzione! Normalmente non sono vendute già dipinte!)

Varia umanità. Ovviamente gli errori e i problemi non finiscono qui. Ci sono lunghe parti, in più punti, di riassunto; parti raccontate e non mostrate, quasi servissero all’autrice – più che al lettore – a ricordarsi dov’era arrivata. Ci sono scene nelle quali il punto di vista cambia da paragrafo a paragrafo, ci sono poi moltissime scene inutili per lo svolgersi della storia – il romanzo ha almeno 300 pagine di troppo – e ciò suscita noia. Il linguaggio cerca a tratti di sembrare aulico, ma ci sono fastidiosissime cadute sul moderno. Tipo personaggi che parlano di deja-vu, o che descrivono il ferire un orco metterlo “fuori uso”(sic), o Il Signore delle Tenebre che nella sua lettera di estorsione si autodefinisce “versione migliorata” del padre, per tacere poi di quell’orribile “testa di pigna” unico idiota insulto che gli elfi si scambiano.

Un gamberetto fresco

Le pagine che seguono la “morte” di Ventel e il suo ritorno in vita sono decenti. È l’unico momento semi passabile dell’intero romanzo.

Considerazione finale

Concludo con una considerazione generale. Nel suo saggio Supernatural Horror in Literature, H.P. Lovecraft inquadra la storia della narrativa d’orrore in una chiave di evoluzione. Più passa il tempo, più, in media, gli scrittori diventano più bravi. L’analisi psicologica è sempre più approfondita, le fantasie più complesse, i personaggi più realistici. Le catene che sbatacchiano la notte ne Il Castello di Otranto di Walpole sono superate. Non bastano più a suscitare orrore, vero orrore.

bandiera EN The best horror-tales of today, profiting by the long evolution of the type, possess a naturalness, convincingness, artistic smoothness, and skilful intensity of appeal quite beyond comparison with anything in the Gothic work of a century or more ago. Technique, craftsmanship, experience, and psychological knowledge have advanced tremendously with the passing years, so that much of the older work seems naive and artificial; redeemed, when redeemed at all, only by a genius which conquers heavy limitations.

bandiera IT Le migliori storie dell’orrore odierne, grazie alla lunga evoluzione del genere, possiedono una naturalezza, una verosimiglianza, una rifinitura artistica e un fascino che non si possono riscontrare in nessuna opera Gotica del secolo scorso o antecedente. Tecnica, perizia, esperienza e conoscenze psicologiche sono cresciute tremendamente con il passare degli anni, così tanto che le opere più vecchie sembrano naïve e artefatte; riscattate, quando lo sono, solo dal genio che supera le più gravi limitazioni.

Mi piacerebbe vedere lo stesso nel fantasy. Eppure non solo non è facile scorgere questo tipo di evoluzione (se evoluzione c’è stata), ma addirittura spesso l’evoluzione è rifiutata.
Un romanzo come Gli Eroi del Crepuscolo imita in maniera maldestra Tolkien, e quel che è peggio, non aspira a niente di più. Il suo ambito è tra brutta copia di Tolkien e copia decente di Tolkien. Non sarebbe il caso di finirla? Il tempo passa, e Tolkien assomiglia sempre più a Walpole. Non sarebbe il caso di proporre qualcosa di nuovo? Così come i fantasmi che scuotono le armature non fanno più paura, i dannati elfi non accendono più la fantasia.

La nuova Regina

Non era facile. Era un’impresa che richiedeva menti raffinate, un piano studiato in ogni particolare, e un’esecuzione impeccabile. Perciò non posso far altro che complimentarmi con autrice, editor, e quanti altri coinvolti, era difficile, molto difficile, ma ce l’avete fatta: avete dato vita a un romanzo più brutto di Nihal della Terra del Vento! Congratulazioni! Sul trono d’immondizia sale un nuovo campione, il nuovo punto più basso del fantasy italiano: Gli Eroi del Crepuscolo.
Speriamo solo che il crepuscolo passi in fretta e scenda la notte, così certi orrori spariranno alla vista.

EDIT del 31 gennaio 2011. Per chi fosse interessato, il romanzo è ora disponibile su emule, come da segnalazione.

un reptiloide
Costui è un reptiloide. I reptiloidi sono alieni che si nascondo tra noi; una delle loro armi è il brutto fantasy, usato per ridurre l’umanità in uno stato di passività bovina. Ogni volta che sentite qualcuno dire: “non bisogna ragionare mentre si legge un romanzo fantasy perché… è fantasy!!!” state certi che da qualche parte un reptiloide sta gongolando


Approfondimenti:

bandiera IT Gli Eroi del Crepuscolo su iBS.it
bandiera IT Gli Eroi del Crepuscolo presso il sito dell’editore
bandiera IT Il sito MySpace di Chiara Strazzulla
bandiera EN Un Add-on per Firefox che blocca l’accesso a MySpace
bandiera IT Un’intervista a Chiara Strazzulla
bandiera IT Chiara Strazzulla sulla Wikipedia siciliana
bandiera IT L’opuscolo pubblicitario con i disegni di Massimiliano Frezzato

bandiera EN The Essential Ellison: A 50 Year Retrospective su Amazon.com
bandiera EN Il sito della rivista Writer’s Digest
bandiera IT Tutti i Colori dell’Acciaio presso Delos Store
bandiera IT Il sito ufficiale della regione Sicilia
bandiera EN The Castle of Otranto disponibile online
bandiera EN Supernatural Horror in Literature disponibile online
bandiera EN Per saperne di più su reptoidi, reptiloidi, rettiliani & soci

 

Giudizio:

Ogni tanto la scrittura è decente. +1 -1 Storia banale, già vista mille volte.
Ventel che muore e risorge. +1 -1 Storia incongruente, piena di controsensi.
-1 Storia infarcita di episodi inutili.
-1 Storia a tratti noiosa.
-1 Incipit orribile.
-1 Finale ancor peggiore.
-1 Assoluta mancanza di fantasia.
-1 Nessun lavoro di documentazione.
-1 Linguaggio non sempre all’altezza.
-1 Editing pessimo.
-1 Ennesimo fantasy per bambini scemi.
-1 Una marea di dannati elfi cerebrolesi.
-1 Gli elfi immersi nella schiuma.
-1 Gli elfi con i bei denti bianchi e regolari.
-1 Gli elfi che si dicono “testa di pigna”.
-1 Gli elfi che dicono qualunque cosa.
-1 Quel fesso di Lyannen.
-1 Quella cretina di Eileen.
-1 Quel mentecatto del Signore delle Tenebre.
-1 Quel lazzarone del Solitario.
-1 Dato che per lei a scrivere non s’impara, sinceri auguri alla Strazzulla: ne ha bisogno!

Diciannove Gamberi Marci: clicca per maggiori informazioni sui voti14

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517 Commenti a “Il Crepuscolo del Fantasy”

Pagine: « 6 5 [4] 3 2 1 » Mostra tutto

  1. 317 Davide

    L’ha già fatto Paolini in Eragon, mi spiace…XD

  2. 316 DelemnO

    Io ho l’idea vincente. I cavalieri jedi elfi!

  3. 315 Davide

    Anche qui, Mariateresa, penso si tratti di propensioni personali, in fondo… Ad esempio, non trovo gli elfi particolarmente affascinanti, quanto piuttosto asettici e – per quel che mi riguarda – fastidiosamente melancolici. I vampiri sono usati e straabusati, e i nani – tu stessa mi citi Gimli e le sue treccine e il suo nasone, quindi capirai di sicuro ciò che dico – sono difficili da utilizzare senza farli cadere nel macchiettistico.
    Ammetto di avere una certa simpatia per i mutantropi in generale, in ogni caso.^^

    Più in generale, sono del parere che utilizzare in maniera pedissequa o troppo simile creature già utilizzate da altri finisca con lo svilire l’elemento fantastico delle proprie opere. Per dire, non userei mai elfi di derivazione tolkieniana: Tolkien li ha usati magistralmente, utilizzarli di nuovo mi sembrerebbe assurdo quanto riutilizzare, chessò, i cavalieri Jedi di Star Wars.

    Preferisco quindi inventare creature con un tocco di originalità in più o comunque riutilizzare archetipi già esistenti da un punto di vista diverso.

  4. 314 mariateresa

    Beh, sinceramente ci sono creature più interessanti(anche se non più affascinanti)degli elfi…i vampiri, i licantropi, e forse anche le creature mutaforma come il mio antrodraco. Vorrei mettere anche i drow, ma assomigliano agli elfi fisicamente, quindi non penso siano di molto più affascinanti. Però dai, poveri nani! Gimli nel SdA aveva una barba fichissima! Quelle treccine che spuntavano da sotto al naso(nasone) erano deliziose!

  5. 313 Davide

    “Per il resto, conconcordo con Atheleia Loki su Maedhros ( anche se a me affascinava tantissimo anche Eol). E sul discorso generale degli elfi, nani ecc. come razze trite e ritrite concordo, vorrei solo riassicurare che non tutti gli autori le usano. Io ad esempio non faccio uso di elfi ( detta così sembra una sostanza stupefacente XD ), nè di alcuna razza non umana tradizionale, eccezion fatta per i Draghi, che però sono fuori da ogni concezione normale e/o stile D&D. Butto lì, se può consolare qualcuno ù.ù .”

    Idem: in una delle due storie lunghe che sto scrivendo ci sono solo umani e un unico drago – anche se più che un drago pare una gargolla di Notre-Dame – e in più un’altra razza che è centrale ai fini della trama ma compare pochissimo qui e là e che è liberamente ispirata alla filosofia greca.XD

    Quanto ad elfi e nani, ho fatto sacro voto di non usarli mai.XD

  6. 312 mariateresa

    Diarista Incostante, non ti preoccupare, non me la prendo per la correzione. Spero non te la prenderai se non cambierò. Come hai fatto tu il ritmo è di sicuro più veloce e incalzante, ma a me piace sia lento nelle descrizioni di certi personaggi, proprio perchè devono impressionare. Quanto agli aggettivi, si mi piacciono un po’ troppo, così come le similitudini…però sempre che siano giuste e non contrastanti tra loro!
    In realtà nel fantasy ci sono gli antrodraghi, mezzi draghi e mezzi umani. Il mio uomo serpente è invece un antrodraco, alla greco-latina, per sottolineare che l’animale a cui somiglia è un serpente. Come la maggior parte degli umanoidi descritti nel mio racconto, è stato sognato da me poco prima che scrivessi il racconto. L’ho risognato diverse volte, assieme alle vicende della mia storia, ma aveva un aspetto più umano. Così ho deciso di fargli assumere doppia identità, ma per adesso rimarrà un antrodraco agli occhi di Rose. La sua storia è triste e sa di fantascenza. Era un biologo e chimico eccezionale, uno dei maghi più famosi del mondo della magia come sarà noto in seguito, ma aveva un debole per gli esperimenti. Usava cavie umane, prevalentemente affette da vampirismo e licantropia, per fare i suoi esperimenti. Il suo proggetto era quello di creare una razza perfettamente equilibrata che potesse vivere al meglio delle sue possibilità accanto alle altre razze(vampiri e licantropi sono malati nelle mie storie)e creare un mondo migliore. Amando particolarmente i serpenti, li usava spesso nei suoi esperimenti. Finchè un giorno qualcosa andò storto. La cavia che aveva usato per l’esperimento, tra l’altro era il suo migliore amico, decide di vendicarsi e, in un eccesso di ira, lo morde. La saliva gli trasmette i geni della mutazione, e si ammala di una malattia genetica che lo costringe ad assumere per un certo tempo l’aspetto di un serpente, precisamente ogni qual volta vi è la luna piena(non per analogia con i licantropi, ma perchè il ciclo lunare influenza molte delle attività dell’uomo fin dall’antichità).
    Da allora, non smette mai di cercare una cura per sè e per gli esseri mostruosi che ha creato. Mentre quando è umano….è tutta un’altra storia.
    Sei vi va di sapere il seguito, ovvero il discorso tra lui e la protagonista, ditemelo e lo posto(è breve, quasi meno della descrizione)

  7. 311 Aletheia Loki

    …o.o… il mio commento si è auto-privato di una parte di sé!
    Che commento cattivo. Vabeh, dicevo che non è certo colpa di questi poveri uomini lucertola se sono così e che non li biasimo.
    E aggiungevo che amo le razze strane e creative. X_x E poi c’è il post scriptum, quello è rimasto dov’era. Ma com’è possibilie?! O_O Va bene, forse non voglio saperlo.
    Chiedo venia per il doppiopost! <3

  8. 310 Aletheia Loki

    @DelemnO
    Beh, IO un po’ lo trovo consolante. ù_ù

    @mariateresa
    Allora, sorvolando sulla descrizione in sé (che direi essere stata resa perfetta da Diarista Incostante – gli aggettivi sono cosa buona e giusta, ma con moderazione! <3). A me non dispiace. Non mi dispiace affatto. Anzi, direi che non è affatto male! Ora, io personalmente non ho idea di come dei rettili si sarebbero evoluti in esseri umanoidi, però l’idea mi sembra resa bene.
    Anche perché apprezzo molto che per una volta non siano stati descritti come umanoidi con la testa da rettile appiccicata sulle spalle, ho sempre trovato che fosse un po’ così come idea di “uomo-lucertola”. U_u Cioè, non che ce l’abbia con questi poveri uo

    (p.s.: sarebbe da farci una campagna televisiva. “Dì NO agli Elfi”. Tipo quelle pubblicità per convincere i giovani a non fumare. u_ù Ok la pianto di dire cacchiate. X_x)

  9. 309 Diarista incostante

    @ mariateresa
    Io farei come segue (scusa se mi permetto di correggerti, ma invece che darti un parere preferisco mostrarti il mio punto di vista):

    Vicino alla vasca vide un uomo con un mantello grigio dall’aspetto davvero singolare.
    Il volto era lungo e appuntito, incavato. La pelle che lo ricopriva era sottile come carta velina, increspata e striata d’argento, somigliante a quella squamosa di un serpente.
    Gli occhi erano sottili, con la pupilla allungata, blu cobalto come il cielo notturno. La bocca era lunga e sottile, esangue. I capelli canuti conservavano alcune striature di rosso, ed erano raccolti in una coda che ricadeva oltre la nuca increspata dalle rughe. Il naso schiacciato aveva fessure verticali profondamente incise nella carne, e gli zigomi alti erano spigolosi.
    Quel che però restava impresso dell’uomo erano le mani. Lunghe, esili e fragili,assomigliavano a ramoscelli. La loro pelle traslucida e screpolata era così disidratata da rendere perfettamente visibili le vene sottostanti, intricate come una ragnatela.

    Eppure, guardandone la figura alta dritta, l’uomo appariva quasi giovane, come se avesse appena passato la cinquantina, non vecchio come faceva pensare la sua pelle raggrinzita. Fissava Rose con espressione divertita, i suoi occhi erano ammaliatori.

  10. 308 mariateresa

    Ieri ho finito di perfezionare al descrizione di questo uomo-serpente(antrodraco). Mi date un parere?
    Difronte a lei, in piedi vicino alla vasca, c’era un uomo ammantato di grigio dall’aspetto davvero singolare. Il volto era lungo e appuntito, profondamente incavato, e la pelle che lo ricopriva era sottile come carta velina e increspata da tante venature e grinze, striate d’argento, che rendevano il derma simile a quello squamoso di un serpente. Gli occhi erano sottili e dalla pupilla allungata, di un profondo blu cobalto, il colore del cielo notturno quando è privo di ogni fonte di luce. La bocca, lunga e sottile, era bianca ed esangue, mentre i capelli canuti conservavano alcune striature di rosso, ed erano racconti in una coda dietro la nuca increspata dalle rughe. Il naso era piuttosto schiacciato, le fessure verticali profondamente incise nella carne, e gli zigomi alti erano quasi perforati dalle ossa. Ma ciò che faceva più impressione nell’uomo erano le mani. Lunghe, esili, fragili ,assomigliavano ai ramoscelli secchi che crepitano sul fuoco d’inverno. La pelle traslucida e screpolata, secca e disidratata, rendeva perfettamente visibili le vene intricate e fitte come le trame tessute dai ragni. Eppure, guardandone la figura alta e slanciata per nulla ingobbita o resa fiacca dal peso degli anni, l’uomo appariva piuttosto giovane, forse passata appena la cinquantina, ma di certo non vecchio come dimostrava la sua pelle raggrinzita.
    Fissava Rose quasi con un’espressione divertita e incuriosita, e i suoi occhi erano affascinanti e ammaliatori.

  11. 307 DelemnO

    @Gamberetta
    Le persone che abitano dalle parti di Innsmouth..si, proprio delle personcine dabbene..XD

    Per il resto, conconcordo con Atheleia Loki su Maedhros ( anche se a me affascinava tantissimo anche Eol). E sul discorso generale degli elfi, nani ecc. come razze trite e ritrite concordo, vorrei solo riassicurare che non tutti gli autori le usano. Io ad esempio non faccio uso di elfi ( detta così sembra una sostanza stupefacente XD ), nè di alcuna razza non umana tradizionale, eccezion fatta per i Draghi, che però sono fuori da ogni concezione normale e/o stile D&D. Butto lì, se può consolare qualcuno ù.ù .

  12. 306 Aletheia Loki

    @mariateresa
    Immenso amore per Maglor, anche se il mio preferito in assoluto è Maedhros.

    @tutti in generale (u_ù”)
    Personalmente l’unica cosa che VERAMENTE riconosco alla Rowling, a parte l’aver sfornato qualcosa che ha fatto tanti tanti soldi, è che una tantum l’idea di Elfo è diversa. E questo lo dico da antica fan degli elfi, che da quando ho conosciuto mi hanno sempre affascinata come figura. Però, ehi. Dopo un po’, BASTA. Senza offesa ma che rottura di palle gli Elfi ultimamente (quelli della Strazzulla sembrano dei cosi, come si chiamano… quegli uomini bellissimi ed un po’ effemminati dei manga. Figurarsi se mi viene in mente come si chiamano. Vabeh, capitemi. È anche l’una del mattino).
    Qualche anno fa decisi che avrei scritto il primo Romanzo Fantasy Elfi Free (poi non ce l’ho fatta, però chi può dirlo, ho ancora tempo! :D) per il semplice fatto che da quando Tolkien ha inventato Elfi, Nani e compagnia bella pare che quasi nessuno abbia voglia di inventare qualcosa di nuovo. È molto bello ispirarsi alle leggende o alle cose scritte da altri, ma esistono tante cose che uno si può inventare anche dal nulla. Oppure, le figure si possono stravolgere. Ho sempre sognato un romanzo in cui gli Elfi sono una nuova razza, prediletta dagli dei, mentre gli umani si stanno estinguendo perché gli dei li schifano. Io la butto lì, metti che qualche futuro scrittore passa di qua e un giorno mi manda qualcosina sui diritti. u_ù
    Il punto è che ho l’impressione che i nuovi scrittori si adagino su ciò che è stato fatto prima così, per comodità di non doversi inventare altro… il che è una cosa triste, perché la cosa bella di scrivere è inventare – o almeno così ho sempre pensato dovesse essere. Certo, a meno che non si scriva tanto per far soldi, lì vabeh, è un’astuta operazione commerciale. u_ù
    Mi sembra poi che in molti libri contenenti gli Elfi questi avrebbero benissimo potuto essere sostituiti da centinaia di invenzioni… che ne so, un’antica cultura umana in decadenza, per dirne una abbastanza ovvia. O anche un computer. o_ò Invece nel fantasy si è creato un comodo stereotipo di elfo che, beh, se fossi Tolkien me ne starei nella mia bara, tutto rannicchiato a piangere e chiedermi perché ho creato un mostro.
    Tutto ciò per dire che il mio ideale di Elfo (nonostante il mio immenso amore per i Noldor <3) è qualunque Elfo non sia già stato descritto e sia pertanto trito e ritrito, come un piatto di maccheroni vecchi di un mese.

  13. 305 Gamberetta

    Aggiungo la mia sulla questione Elfi. Il mio ideale di elfo è quello descritto da Conan Doyle nella sua fase teosofica, ovvero quando non ci stava più con la testa: l’elfo è un rappresentante del Piccolo Popolo; più spesso che non è grottesco, deforme, maligno, dispettoso, e alieno. Come noto rapisce i bambini e molte volte senza alcuna ragione se non pura “cattiveria” (ma la si può definire cattiveria solo ragionando – impropriamente – in termini umani).
    Questi elfi sono rappresentanti di un mondo molto diverso dal nostro e lontanissimo dalla Terra di Mezzo. Più che imparentati con gli elfi di Tolkien, sono amici dei suini mostruosi di Hodgson o delle “persone” che abitano dalle parti di Innsmouth.

  14. 304 mariateresa

    Anche nel Silmarillion si avverte la profondità degli elfi. Chi lo ha letto, di certo si ricorderà di Maglor. Secondo me, è il personaggio tragico tolkeniano più bello dopo Gollum.

  15. 303 DelemnO

    Il problema base degli elfi, secondo me, è che nel perpetrarli si è mantenuta solo la loro bellezza estetica o poco più. Tolkien nel SdA impregnava gli elfi di una tale solennità, mista a una tristezza profonda, dovuta alla consapevolezza della propria decadenza e fine ( nella Terra di Mezzo) che era splendida. Nel Silmarillion la cosa già era diversa. Premetto che non ho letto gli eroi del crepuscolo, e che in questo momento parlo a carattere generale : gli elfi in Tolkien sono profondi, e il peso della loro immortalità lo portano sulle spalle, cosa che sembra invece allegramente dimeticata ultimamente. Per praticità, D&D ha tolto l’immortalità agli elfi. Come se il lettore medio si aspettasse di vedere Drizzt Do’Urden morire di vecchiaia.

    Concordo su Gollum, io quando leggevo la parte di Moria, quando Frodo camminava e gli pareva di sentire dei passi, che non era l’eco dei suoi perchè continuava poco dopo di lui, avevo i brividi.

  16. 302 mariateresa

    Sei stata più che chiara, e sono felice tu non sia d’accordo con me. Io scrivo proprio per quelli che non hanno le mie opinioni, perchè grazie a loro rafforzo la fede nelle mie, e dalle critiche prendo al forza per andare avanti(e prendo pure nuovi spunti).

  17. 301 Morgante

    C’è poco da aggiungere, Mariateresa.
    Considerando che Tolkien di sicuro desiderava davvero che la fantasia si accrescesse, e si approfondisse, e non venisse considerata solo evasione ma…(e qui segue tutto quanto ha sempre esposto), la cosa triste è proprio quella massa di “fedeli” che hanno praticato un rimasticamento decennale dei suoi elfi, senza quasi mai alterarne minimamente neanche i tratti fisici.
    Viva i folletti anche solo negativi o positivi, sempre meglio di montagne di elfi sempre belli, sempre alti, sempre alteri, sempre soavi…considerando poi che Tolkien diceva di sentirsi hobbit : )
    Non credo si augurasse decine e decine di romanzi scritti per riproporre in una serie infinita, senza pace, le sue creature, quasi identiche perfino nei nomi. Povero professore. Eh, non solo la Troisi ha mancato, ma parecchi autori prima di lei.
    Ripeto, per me il male peggiore non sono folletti o spiritelli mal tratteggiati, ma decine di elfi e mezz’elfi che hanno affollato la letteratura solo sulla scia lasciata da Tolkien, senza aggiungere quasi mai nulla di diverso, o originale.
    Ora però basta, non credo che risponderò oltre a questo argomento, perché come con le decine di storie di elfi che ho sentito, mi sono annoiata abbastanza.
    Non c’è il pericolo di un lavaggio del cervello. Anche altri possono avere idee ben radicate, e ben motivate, come te. Non ti preoccupare, stai tranquilla. E’ solo che abbiamo opinioni radicalmente diverse, e qualche discussione è normale che si accenda, giusto?

    Comunque, io ho concluso, spero di essermi sempre fatta capire.

  18. 300 mariateresa

    Anche io adoro Gollum…è adorabile il modo in cui pronuncia la parola “Tesssoro”!
    Parlando del resto, credo che il pensiero di Tolkien sia stato frainteso. Lui desiderava arricchire la fantasia, anzi dice esplicitamente che l’uomo sub-creatore non deve mai rinunciare al diritto di reinventare e riscoprire le cose già esistenti combinandole in modo nuovo. Come se vi fossero tante lettere come base, e uno si divertisse a combinarle in modo da formare ogni volta nuove parole(questo era un gioco che mi piaceva da matti quando ero bambina). Però c’è un limite. La fantasia deve nutrirsi delle realtà, deve partire dalle sue basi, altrimenti risulterà illusione appunto. In poche parole, perchè gli elfi ossigenati della Strazzulla attecchiscono poco? Perchè sono illusioni, non sono credibili. Ecco l’esempio di cattiva fantasia. Poi c’è anche la capacità di giudizio. Ritengo, come gamberetta ha dimostrato qui, che questa valga anche e soprattutto nel campo del fantastico. Se è così, si dovrà riconoscere le idee buone da quelle cattive, le basi che sanno di realtà e quelle che invece sanno di apparenza e falsità. Cito anche la Troisi e il personaggio di Nihal, uno dei personaggio secondo me più falsi e mal costruiti di tutta la letteratura fantasy. Gollum non ha niente a che vedere con i personaggi della Troisi e della Strazzulla, Gollum è vero, è tangibile, è fortemente immedesimabile. La qualità che lo distingue è l’indiscutibile originalità rispetto alle altre creature umane e antropomorfe(elfi, nani, hobbit), ma non ne danneggia l’ottima caratterizzazione. Non si basa su fondamenti apparenti, il solito cattivone stile Signore delle Tenebre, ma rispecchia quanto di più meschino ma anche di più compassionevole si trovi nell’animo umano. E credo sia per questo che è uno dei personaggi tolkeniani più amati.
    Non sono qui per convingere nessuno, ben inteso. Per farlo uso le mie storie, non testi argomentativi che odio e nei quali prendo sempre strillate dalla prof di itialiano. ma per le miei storie qui non c’è spazio, quindi resterà tutto fermo sulle convinzioni di ciascuno, che poi è anche normale. Riguardo ai folletti sitle irlandese non ho nulla contro, anzi mi piaccioni, solo non sopporto quando assumono solo caratteristiche negative o positivie e un aspetto nemmeno antropomorfo(andiamo, vi risulta sia credibile Phos di Licia con le alette o i coboldi caotici che svolazzano addirittura senza ali nel libro della Strazzulla?).
    Ma ripoeto, non voglio fare il lavaggio del cervello a nessuno! Del resto, de gustibus non esse dispuntandum! Però ci sono anche criteri oggettivi nei gusti e non solo soggettivi, col tempo ci si può accorgere attraverso l’esperienza di sbagliare(vale anche per me)…ma io sono pazza, credo negli esseri magici che descrivo nelle mie storie, quindi non ascoltatemi e sarete sicuri di mantenere una mente bella sana e a lungo!

  19. 299 wewec

    In effetti sembra anche a me alquanto ingiustificato questo razzismo nei confronti dei poveri elfi irlandesi: cavoli, se adesso uno non è alto, bello e biondo viene subito bollato come illusione morbosa?! Sarà, ma a questo punto mi chiedo quali siano i criteri fisici a separare la fantasia dalla morbosità.

  20. 298 Morgante

    Ops, ho dimenticato una cosa.
    So di cosa parli, quando citi fantasia o illusioni morbose. Spesso però quello che trovavo io morboso in quei testi erano proprio le convinzioni dell’autore.
    Amo le sue opere, anche i libricini che scriveva per i suoi figli e le lettere che scriveva fingendo di essere Babbo Natale e faceva recapitare dal postino. Ma semplicemente trovo debole difendere l’importanza di un’idea (parlo dell’idea della Fantasia), denigrando il resto.
    Questo solo trovo dannoso. Penso che se credi in qualcosa, ci sono altri argomenti da portare invece di definire “cattivo” il resto, in questo caso altri tipi di immaginazione. Perché una buona idea resta in piedi senza abbattere le altre.
    Dico così, perché parlando di fantasia ho tanta paura che più paletti le si impongano, più la si mortifica, invece di accrescerla. Tutto qui.
    Il succo è questo: a me piacciono visioni sempre diverse del mondo e delle sue idee, e dell’immaginazione che cambia col cambiare dei tempi. Ecco, spero di essermi spiegata.

    Comunque, uno scambio di idee non guasta mai.

  21. 297 Morgante

    Beh,
    io resto della mia opinione, Mariateresa. Illusioni morbose…Bah! Che cosa triste. Mi sembra di sentir parlare di fantasia come delle distinzioni odiose tra plebe e aristocrazia del passato; di nuovo, bah! Io amo le storie, e di Alta, Media o Bassa Fantasia non mi preoccupo. Se raccontate in modo onesto, le storie hanno la loro dignità, di qualunque cosa vogliano parlare. Sinceramente continuare a discuterne è noioso, no? Non c’è proprio verso di essere d’accordo, ed è meglio che non ascolti i tuoi dialoghi sulla buona o cattiva fantasia, ma grazie lo stesso. Se sono tutte sulla stessa falsa riga, mi convincerebbero solo di più in quel che penso, e non serve.
    Abbiamo esposto le nostre idee, abbiamo capito che proprio non c’è verso, e va bene così. Un’altra cosa buona delle storie. Ognuno può amare quelle che vuole, e se credi che in alcune ci siano illusioni morbose, io non ho nulla da ridire o da risentirmi. Per dirla alla Clark Gable, francamente me ne infischio, e continuo ad amarle : )

  22. 296 Davide

    Beh, alla fine credo che dipenda da persona a persona… Per dire, credo che la mia idea di fantastico sia quasi diametralmente opposta da quella di Tolkien; e non a caso il personaggio de “Il signore degli anelli” che preferisco è Gollum, che è quello più difficilmente inquadrabile (nonché secondo me quello meglio costruito) all’interno di uno schema fantasy “classico”.
    Apprezzo Tolkien per la sua trilogia (ma anche per “Lo Hobbit”) ma non condivido la gran parte delle sue idee riguardo al fantastico.

  23. 295 mariateresa

    Se hai letto il saggio di Tolkien Morgante, saprai anche la differenza tra Fantasia e Illusione Morbosa. L’immaginazione dalla quale vengono quelle ridicole creature stile Rowling appartiene alla seconda definizione. Se hai letto le differenze, non ho bisogno di aggiungere altro. Il mio concetto di fantasia è uguale a quello di Tolkien, e non perchè è stato il primo scrittore fantasy da me conosciuto. Ho letto i suoi saggi due anni fa, mentre il SdA l’ho letto che avevo tredici anni(4 anni fa partendo da adesso). Tra la sua prima lettura e i saggi ci sono due anni di differenza, quindi quello che pensava lui io l’ho sempre pensato e ci ho sempre creduto. E continuerò a crederci e mostrare le mie credenze nei miei racconti, anche se ora il filo che mi legava strettamente solo a Tolkien si è molto allentato. Non mi dilungo oltre. Ho scritto lunghi saggi in forma di dialogo sulla fantasia “buona” e su quella “cattiva”, tutti inseriti nei miei racconti, ma postarli da soli non avrebbe senso e qui sarebbe fuori luogo.

  24. 294 Morgante

    Sì, dicevo folletti, per dire “creature non alte e bellissime, o regali, ma goffe, o, ridanciane o, maligne, come i goblin, i bogei o altro”.
    So che c’è differenza fra le creature irlandesi e molte di quelle britanniche. Inoltre non prendo come punto di riferimento le creature citate dalla Rowling. Parlo sempre in generale.
    Era solo un modo per intendere la differenza fisica. Il fatto poi ci siano creature giudicate “infantili” non mi turba né mi scuote. Non capisco cosa ci sia di male nell’immaginarle o parlarne, mariateresa. Io ho sia Albero e Foglia che Il Medioevo e il Fantastico, in più ho letto varie lettere del professore. Ma la mia fantasia me la creo da sola, la sua vera bellezza per me è proprio poter immaginare tutto quello che mi pare.
    Sembra quasi di fare del classismo anche fra creature magiche. : )
    Creature di razza e creature un po’ bastarde.

    Mah, almeno io la penso così. Poi uno in un libro può preferire quel che vuole naturalmente. Siamo sempre nel Mondo dei Gusti.

  25. 293 Vincent Law

    Parto dal fatto che non venero Tolkien come un agnello d’oro, ma comunque ha il mio rispetto per tutto il suo lavoro. A proposito di Dobby e dei folletti, se ben ricordo Dobby viene descritto come un elfo (domestico), ma non come un folletto di stampo irlandese. Infatti queste creature, i folletti, in HP vengono descritte diversamente (Es. alla coppa del mondo di Quidditch, nel quarto libro, le mascotte della squadra irlandese sono proprio folletti).

  26. 292 mariateresa

    Non tutte le tradizioni sono buone. Quella degli elfi stile Dobby è una delle più sciocche, esempio di cattiva fantasia. E i folletti irlandesi erano visti più come hobbit Tolkeniani che come quelle ridicole creature amate dalla letteratura Vittoriana. Ma non c’è da meravigliarsi che i poeti dell’epoca amassero questa visione infantile di tali creature mitologiche. Si era in pieno romanticismo, e tutte le parole che finiscono con ismo sono da evitare come peste, perchè esaltano fino all’esagerazione totale. Ma, ripeto, io sono purista e condivido le idee di Tolkien sulla fantasia riportate nel saggio Sulle Fiabe e nel Medioevo e il fantastico. Se volete capire meglio ciò che intendo, consiglio la lettura almeno del primo saggio, che io ritengo molto bello.

  27. 291 Morgante

    Infatti, Darthsid,
    come hai precisato non sono io che ho detto che non mi piacciono gli elfi di Yeats. Leggendo, per un attimo ho avuto un dubbio atroce: avevo forse scritto da sonnambula di notte mentre sognavo degli elfi?
    : )
    Comunque, io faccio così, per me ci sono benissimo gli elfi descritti da Tolkien e poi quelli che, sinceramente, nella mia profonda ignoranza, considero molto semplicemente la grande famiglia dei “folletti”.
    Sì, magari uso il termine elfo, se l’autore lo fa, ma nella mia testa, la categoria fisica è quella dei folletti. Poi ci sono gli spiritelli, i demoni. Ma le creature irlandesi, o i vari piccoli popoli dei folklori nordici si distinguono abbastanza bene…
    Bene, allora non sono sonnambula, e non sogno gli elfi. Mi rende felice.
    Lascio la risposta alla vera destinataria del tuo pensiero.
    Ciao

  28. 290 Darthsid

    Edit: ci andava mariateresa, non morgante, pardon -_-

  29. 289 Darthsid

    @Morgante: Odio Yeats per gli elfi brutti.

    O__________O
    Sono sconvolto.
    Come da te ben spiegato queli NON sono gli elfi di Tolkien, sono gli elfi di Alfheimr della mitologia nordica, sputati.
    L’anello di Sauron è l’anello forgiato con l’oro del Reno, il drago di Bilbo è quello di Sigfrido e qui si potrebbe andare avanti per ore.
    Tolkien non è un punto di partenza, era un professore e ha fatto sua la letteratura che aveva alle spalle, riadattandola, bene o male, questo non lo giudico, reinventandola (p.s. Gimli = nuovo mondo dei nordici dopo il Ragnarok, and so on).

    Gli elfi di Yeats sono semplicemente gli elfi del folklore irlandese, perciò, con tutto il rispetto, trovo stupida un’affermazione come “ha rovinato gli elfi”.
    E’ come dire che gli autori medievali hanno rovinato le sirene visto che prima erano donne con le ali, e poi sono diventate acquatiche.

    Sono semplicemente due visioni dirediverse. Può piacere o no, ma dire che ha rovinato una tradizione secolaria (tra l’altro non inventando niente ma raccogliendo solo testimonianze della cultura orale) mi indispone e mi risulta una carenza di documentazione irritante.

    Per inciso, nessuno ha mai detto che Tolkien fosse letteratura per ragazzi. Ma la Troisi lo è eccome; quando c’è una battaglia e non c’è un minimo accenno al sangue e alla violenza della guerra tutto diventa ambito di censura, perchè allora è meglio scrivere che Nihal raccoglie fiori di campo, non che si butta in battaglia.

    Tolkien non è splatter ma conosce molto meglio la realtà della guerra – per ovvi motivi, visto che c’è stato.

    Per quanto riguarda gli Elfi del Crepuscolo… mah, proverò a leggerlo lo stesso, queste recensioni mi invogliano :P.

  30. 288 mariateresa

    Non suona male il “fece” in alcune occasioni, da colore alla frase. Tolkien ne fa ampio uso ne I racconti Incompiuti.

  31. 287 DelemnO

    Ah sì? Io pensavo che fosse un modo di dre contemporaneo. Bhe, buono a sapersi. ( non intendo comunque usarlo)

  32. 286 mariateresa

    Si, si può dire, e forse è da classificarsi come un arcaismo. Però va bene in determinate situazioni, quando alla frase corrisponde una certa enfasi o espressività del volto e dei modi(gesti, smorfie).

  33. 285 Davide

    “però so che quando leggevo frasi tipo “-Andiamo, fece Nihal.” Mi si rizzavano i capelli sulla testa. Fece?Magari disse?!”

    Veramente “fece” si può dire benissimo, non è per nulla un errore.

  34. 284 DelemnO

    Su Tolkien hai pienamente ragione. Anche lessi il Signore Degli Anelli in una settimana o poco più. Per il Silmarillion non ricordo quanto ci misi, ma mi colpì profondamente. Per la straordinaria umanità dei suoi personaggi, così ben descritti, persino gli elfi sembravano..umani. Poi è chiaro che Tolkien prende a piene mani dalla mitologia, però si tratta di opere splendide.
    Non ho letto Bryan di Boscoquieto, quindi non ti saprei dire.
    Il prato in bonaccia della Troisi non l’avevo notato, però so che quando leggevo frasi tipo “-Andiamo, fece Nihal.” Mi si rizzavano i capelli sulla testa. Fece?Magari disse?!

  35. 283 mariateresa

    Io sono devota a Tolkien, come tutti qui ormai sanno, e trovo che sia davvero impossibile eguagliarlo. Il Silmarillion è scritto con uno stile di certo semi epico e aulico, ma questo perchè la trama richiedeva un linguaggio simile. Si passa, come lui stesso dice alla fine, dalla bellezza suprema allo squallore più infimo. Ecco perchè lo ritengo un genio, perchè non ha raccontato la solita favoletta sdolcinata dove vincono i buoni per sempre, ma ha raccontato la realtà inevitabile del mondo. Ed ha lasciato, seppure in piccola quantità, quel barlume di speranza che ci fa ancora credere nelle fiabe a lieto fine, che ci spinge ancora a lottare per migliorare il mondo. Non è affatto difficile da seguire, io in una settimana l’ho finito(tre anni fa circa). Ci si deve solo abituare al linguaggio, che io reputo musicale ed armonico. Dopo, è fatta, ci si immerge in un mondo meraviglioso che è tutt’altro che lontano dalla realtà. Dovrebbero leggerle tutti le opere di Tolkien, bambini e adulti, e se proprio alcune parole risultano incomprensibili non è un crimine prendere il vocabolario ed arricchire il proprio lessico. Comunque, per dirla tutta, sono altri i linguaggi inaudibili che vanno evitati in un libro. Quello usato dalla Troisi, che sarà pure fresco, ma che dopo un po’ sa di pesce marcio. Ciò che mi affascina del linguaggio è la sua musicalità, diversa a seconda della combinazione delle parole, musicalità che di volta in volta crea un effetto diverso. Ora, sapete cosa mi ha fatto detestare Le Cronache di Licia dalla prima pagina di lettura? Il prato in BONACCIA.Orribile parola, dico sul serio. Forse da colto, da dotto, ma davvero orribile. Con il mare avrei potuto accettarla, ma con il prato proprio no. E vogliamo parlare del linguaggio usato da Ghrirardi in Bryan di Boscoquieto? Cinque o sei parolacce ogni due o tre righe, in contesti proprio inadeguati ad un simile linguaggio. Il linguaggio colorito serve a creare un certo effetto, se me lo usi dappertutto anche davanti ad una bella ragazza il libro diventa squallido!

  36. 282 DelemnO

    Grazie Gamberetta!Ho postato un frammento sul blog.

    Comunque, tornando al discorso del genere.. bhe, è un discorso complesso. Ci sono numerosi “fantasy” che io classificherei tranquillamente per bambini, che non sono che un’evoluzione delle classiche favole ( Fairy Oak, per esempio). Altri che una persona che ha superato i 15 anni ed è in pieno possesso delle sue facoltà mentali non apprezzerebbe mai ( la Troisi et similia). E di per sè non è questo ad essere scorretto. Il problema è che i libri della fascia “troisiana” non sono curati per niente. Privati di tutti gli strafalcioni e con qualche modifica qua e là, diventerebbero persino godibili nella loro leggerezza. Anche se ammetto che la Troisi non mi lascerebbe molto, anche se corretta.Io sono dell’opinione che i libri debbano lasciare qualcosa.
    P.S. Ci sono libri, come il Signore degli Anelli, o peggio, il Silmarillion, la cui lettura è un’impresa non facile, ma non di certo impossibile.Non vorrei fare la solita invettiva contro i giovani d’oggi, però è chiaro che se uno si abitua a leggere certe cose, non riesce a leggere Tolkien.

  37. 281 Vincent Law

    salve a tutti, continuo la scia di commenti a proposito della letteratura “per ragazzi”. Purtroppo è facile confondere il target dal paletto “non aspettarti di più, io prometto solo questo.” perchè in effetti il risultato finale è lo stesso: una persona che ha voglia di leggere qualcosa di maturo eviterà quella sezione di libreria. E’ vero però che molti racconti denominati “per ragazzi” possono essere dei bellissimi racconti e a modo loro maturi, e questo penso accadi perchè una buona parte di scrittori decidono in seguito, dopo aver finito il romanzo, di etichettare la loro opera così, esortati forse dall’editore o dall’allettante aspettativa di guadagnarci qualcosa di più. E’ comprensibile: molti lettori sono giovani, e uno scrittore di professione punta anche al profitto. Il fatto che mi fa pensare è piuttosto cio che viene spacciato per un altro genere quando palesemente non lo è, vedi twilight il libro harmony spacciato per fantasy, gli eroi della strazzulla cioè una fanfiction yaoi di cattivo gusto, o le cronache della troisi, un altro pseudo-fantasy. Quello che mi da fastidio è il secondo fine commerciale che si cela dietro a queste scelte editoriali: se il “genere” è nato per classificare i libri in modo da far orientare il lettore, trovo abbastanza squallido che poi si vendi un libro fantasy quando con il fantasy non ci azzecca proprio, anche perchè poi il lettore lo si delude. Allora tanto vale abolire i generi ed orientarsi solo con la moda del momento. Se adesso mi metto a scrivere un giallo lo pubblico come fantasy giusto? ci infilo qualche arbusto elfico in mezzo ed è fatta! le mie vendite saliranno alle stelle perchè il fantasy va di moda! oppure scrivo un giallo ed il mio editore mi dice:”no, il protagonista non va. fallo diventare un vampiro palestrato, vedrai che successo! ai giovani piace questa roba!” ed io, che mi guadagno il pane scrivendo, mi lascio convincere. Quello che voglio dire è che, a mio parere, non è giusto dare tutta la colpa del fenomeno agli scrittori, credo sia causa loro quanto degli editori e dei ragazzi stessi. Se la domanda è buona, perchè diminuire la produzione?

  38. 280 Morgante

    E’ vero, i libri sono libri, e un buon libro è per chiunque.
    A volte mi sembra che la definizione “per ragazzi”, “per adulti” voglia mettere una specie di paletto con scritto: NON ASPETTARTI DI PIU’, IO PROMETTO SOLO QUESTO.
    A volte lo uso per farmi capire in un discorso; purtroppo è convenzione, e per spiegarsi ci si deve rifare a concetti accettati per abitudine. Ma quando leggo non penso nemmeno più al genere che sto leggendo. Penso solo alla storia, e mi chiedo dove mi porterà.

  39. 279 Gamberetta

    @Morgante. Non ho letto Zeferina. Purtroppo è rimasto disponibile l’anno scorso solo per pochissimo tempo, perché poi l’editore ha chiuso. Secondo il sito ufficiale dovrebbe essere ristampato con altro editore a gennaio 2009.

    @DelemnO. D’accordo, domani passerò a guardare.

  40. 278 DelemnO

    Concordo su tutto con mariateresa. Io non saprei mai come classificare il mio. A proposito, gamberetta.. tra poco( bhe ormai domani) posterò alcuni pezzi del mio libro sul mio blog, ti andrebbe di dirmi il tuo impietoso parere?

  41. 277 Luca Zaffini

    @Claudio Tassitano
    “Ho letto in giro sul web qualche tuo racconto (anche se purtroppo non ancora un tuo romanzo), ho grande rispetto di te come autore e una tua opinione da scrittore mi farebbe molto piacere. Inoltre, nelle nostre foto ufficiali sfoggiamo entrambi un pizzetto a dir poco maestoso! :)”

    Ha! Il pizzetto! Poi dicono che imitiamo Lucarelli! ;)
    Cmq i racconti che si trovano in rete sono roba vecchia, che non mi appartiene più tanto. Spero di riuscire a pubblicare un thriller esoterico ambientato in Italia che è all’esame di alcune case editrici. C’è anche una spruzzata di urban fantasy, forse.

    Per tornare in tema: sono davvero curioso di dare un’occhiata al tuo libro… terrò gli occhi aperti in libreria.

  42. 276 mariateresa

    Se c’è una cosa che mi manda in bestia è sentire l’espressione fantasy per ragazzi, per bambini, per adulti(per vecchietti allo spizio no?). Non esiste un fantasy per un’età specifica, esiste solo il fantasy, se buono o cattivo dipende poi da come è scritto e da cosa vi è scritto. Perchè mai dovrebbe essere categorizzato? Credete forse che un fantasy per adulti sia farcito solo di sesso(Melissa P. dove la mettiamo, nella categoria adulti allora?), uno per ragazzini di cotte e primi baci, uno per bambini di lecca-lecca e caramelle? Sentire queste cose mi fa schifo onestamente. In fantasy di questo tipo, ogni età è trattata come se fosse affetta da ritardo mentale. Di che parliamo con gli adulti? Di sesso e violenza, loro capiscono solo quello, no? Di che parliamo con gli adolescenti? Beh,vediamo un po’, per il sesso ci ha già pensato Moccia quindi in linea di massima arriviamo alle pomiciate. E con i bambini? Ah no, niente sesso e baci con quelli, credono ancora alla storia della cicogna e del cavolo! Diamogli tante caramelle, così l’eccesso di zuccheri gli impappina il cervello! Così, a furia di trattare gli adulti come maniaci sessuali, gli adolescenti come bestioline selvatiche alle prese con le turbe ormonali, e i bambini come emediti deficienti il cervello dello scrittore perde un neurone al giorno e quello del lettore ne perde due.
    Con questa critica non ce l’ho con nessuno, ma solo con il termine fantasy per…deficienti!

  43. 275 Claudio Tassitano

    @Gamberetta: bellissima la tua trama “alternativa”… sto seriamente considerando di farci uno spin-off da pubblicare nella sezione extra del sito dedicato al romanzo :)
    A parte gli scherzi, sono certo (e lo vedrai) che nel mio libro ci siano tantissime trovate fantasiose, colpi di scena nient’affatto scontati, anacronisimi curiosi dovuti all’ambientazione in un futuro post-Catastrofe tornato medioevo, insomma non è il classico Mondo Fantasy #49, e assomiglia alle commistioni FinalFantasyane più di quanto possa sembrare (c’è anche una decisa virata horror che credo i fan di Lovecraft apprezzeranno).
    Ovviamente tutto questo nella sinossi è stato “edulcorato” e normalizzato, ma è un prezzo che pago volentieri per aver pubblicato con un editore conosciutissimo e ben distribuito come Fanucci, e aver avuto l’opportunità che la mia personalissima visione del fantasy raggiungesse un pubblico vastissimo.
    Quindi mi trovi assolutamente d’accordo con te sul fatto che lo scrittore fantasy debba avere fantasia e inventiva, io di sicuro non mi sono risparmiato!

    @Luca: perdonami, non avevo capito appieno quello che volevi dire. Comunque mi trovo d’accordo con te, eccetto che non mi è piaciuto Martin (per i miei gusti troppo poco sense of wonder e troppi intrighi nel “Trono di Spade”, sembrava quasi un romanzo storico), Erikson lo voglio approfondire perché il tentativo che ho fatto di leggerlo mi ha un po’ disorientato (è una trama labirintica) anche se mi ha lasciato con la voglia di riprovarci. Locke Lamora invece mi ha esaltato, su Anobii l’ho consigliato a tutti e non vedo l’ora di leggere il secondo capitolo. Di recente ho letto anche Rothfuss, che non mi è dispiaciuto. Quello, tendenzialmente, è il tipo di fantasy che prediligo: ambientazioni “ibride” (quindi non i mondi tutti uguali di ispirazione pseudo-Tolkeniana di certo fantasy seriale: dopo aver letto il SdA, per me non c’è più nulla da aggiungere su elfi, orchetti, nani, etc.), magia e scienza miste insieme in una visione ben studiata, protagonista non ancora maturo (e quindi con il solito trauma o ossessione che lo segnano, topos abusatissimo nel fantasy per adulti ma non solo) ma ancora giovane, aperto all’avventura, con ideali e sogni ancora in divenire, impreparato all’amore, etc. Se posso permettermi uno shameless self-plug, prova a leggere il mio libro: se non ti piace te lo rimborso (Vanna Marchi docet!), ma qualcosa mi dice che potrebbe piacerti. Ho letto in giro sul web qualche tuo racconto (anche se purtroppo non ancora un tuo romanzo), ho grande rispetto di te come autore e una tua opinione da scrittore mi farebbe molto piacere. Inoltre, nelle nostre foto ufficiali sfoggiamo entrambi un pizzetto a dir poco maestoso! :)

    @Morgante: grazie degli auguri per Gaia! Non c’è niente da fare, voi donne capite al volo quali sono le priorità della vita :) Per il resto, sono perfettamente d’accordo con la tua “difesa” del fantasy per ragazzi con Luca (anche se in effetti il suo non voleva essere un attacco) e ti auguro che Ottobre sia foriero di buone nuove sul tuo romanzo :) Anche io ho ricevuto 4 lettere di rifiuto, e nessuna con uno straccio di motivazione (eccetto quella di Editrice Nord), quindi so bene come ci sente a macerare nell’attesa…

  44. 274 Morgante

    Sì, è vero, la questione non è semplice.
    Lo chiedo perché il mio chiodo fisso era scrivere una storia ambientata interamente in Italia, ora, nel presente, con i nostri miti, il folklore (ma parecchie cose me le sono inventate, diamine! a cosa serve la fantasia, non è mica inutile come le tonsille!) Ma ci ho messo quasi 10 anni a trovare la frase che mi convincesse ad ambientare una storia qui, e la facesse pure sembrare la cosa più naturale del mondo (per me, è ovvio). Volevo una di quelle storie con una frase particolare, una frase chiave, come quelle delle storie più classiche: “Uno per tutti, tutti per uno”, “L’Isola che Non c’è, la terra dove i bambini non crescono mai”, “segui il coniglio bianco.”
    E volevo che fosse tutta italiana. Ma ho un problemino. Adesso mi sento fino un po’ sperduta in mezzo a tutte queste ambientazioni in mondi paralleli o simil medievali. Mi sa che mi sono assuefatta all’ambientazione italiana e sono un po’ nella M.
    Che ne dici di Zeferina, l’hai letto tu?
    Proverò anche a cercare gli altri libri che hai citato, grazie.

  45. 273 Gamberetta

    @Morgante.L’ambientazione italiana rende la questione non semplice.
    * I romanzi di Zuddas del ciclo delle Amazzoni sono ambientati nel bacino del Mediterraneo, anche se in epoca mitica.
    * Pentar di Luca Terenzi dovrebbe essere ambientato in Italia, correggetemi se sbaglio, ne ho sentito parlare bene ma non l’ho ancora letto.
    * Un romanzo fantasy fuori di testa come Messaggi per la mente di Damon Knight è ambientato per una buona fetta a Milano. Ma ovviamente Knight è autore straniero.

  46. 272 Morgante

    Bah! Due però in due righe. Oggi sono pessima.
    Aggiungo solo: qualcuno ha qualche romanzo fantastico ambientato in Italia da consigliare (a parte Pan)? Vorrei tanto leggere qualcosa di veramente italiano!

  47. 271 Morgante

    Hm,
    beh, non è che debbano sempre esserci squartamenti e gente che viene decapitata, o maiali impiccati, o telefoni che piovono dal cielo (riferimento all’articolo “Incipit” ), però ho capito cosa intendi, Gamberetta. Però, come ho detto credo che le sinossi siano proprio una piaga piuttosto maligna per le storie. Anche la sinossi del Signore degli Anelli è intollerabile, almeno per me. Se potessero scriverle gli scrittori le trame dei loro libri…chissà se è possibile, se lo lasciano fare. Magari si eviterebbero certe sviolinate. Ah, già, ma nel caso di certi autori, come Sergio Rocca, ti ritroveresti direttamente il semplice consiglio di sostituire la Bibbia con le Chiavi del Fato.
    No, forse neanche questa è una grande idea…

  48. 270 Morgante

    Ciao Claudio,
    anch’io sono contenta di aver letto il tuo intervento. Questo è l’unico angolo di rete in cui scriva ogni tanto (qualche volta scaldandomi un po’ -spero però senza mai fastidiosa, nemmeno con te Luca, no? Ormai ci siamo capiti. Bene, non eri frustrato, la tua era solo una considerazione sorpresa! Non lo dimenticherò. : )
    Cercando nuovi autori sono capitata sul tuo sito, (Claudio) ma, appunto, è già raro che scriva in rete, quindi non ti ho lasciato nessun commento lì. Io sono tre anni che aspetto, aspetto e aspetto ancora un po’ le risposte delle case editrici. Per ora sono stata rifiutata da sei o sette, e ad Ottobre dovrei ricevere la risposta di due grandi case editrici.
    Ecco, mi conforta un po’ saltare ogni tanto qui e lasciare qualche riga (qualche decina), nell’attesa che non finisce mai; mi tira su! Piacere di aver letto i vostri commenti.

    Ah, ho letto che hai appena avuto una bambina, Gaia. Congratulazioni!
    Ciao

  49. 269 Gamberetta

    @Claudio Tassitano. Il mio problema non è tanto riguardo i romanzi per ragazzi o no, il mio problema e che dopo “Arthur, Roddy e Sarah, tre adolescenti che partono dalla cittadina di Wyndham per diventare soldati dell’Armata Repubblicana;” mi piacerebbe leggere: “dopo un rapido esame delle attitudini psico-fisiche i tre adolescenti sono decapitati. Il corpo sarà utilizzato come manovalanza zombie dai reparti del genio, le teste sono buttate in discarica. I negromanti di una colonia di granchi rapiscono le teste e le riportano in vita, a loro le teste servono perché il computer quantistico che hanno comprato per corrispondenza accetta solo comandi vocali.”
    Insomma al di là di tutto io credo che se uno scrittore scrive fantasy deve innanzi tutto essere fantasioso. Il nucleo della sua opera dev’essere uno o più elementi fantastici. Altrimenti è avventura a sfondo fantasy, western a sfondo fantasy, rosa a sfondo fantasy, ecc.
    Tra l’altro è anche una delle ragioni per le quali anch’io apprezzo gli RPG e gli anime giapponesi: per esempio i vari Final Fantasy sono un delizioso miscuglio di fantasy, fantascienza, bizzarria, miti di ogni latitudine e chi più ne ha più ne metta.

    Per quanto riguarda il romanzo ti ho mandato una mail.

  50. 268 Luca Zaffini

    @Claudio Tassitano
    “Ciao a tutti,
    visto che sono stato citato in questa discussione mi pareva giusto intervenire :)
    Capisco la frustrazione di Luca Zaffini nel constatare che gran parte delle uscite “fantasy” dei prossimi mesi, italiane e non, sono romanzi con protagonisti giovanissimi o adolescenti, ma – visto che ne ho scritto uno – vorrei dire la mia.”

    Ciao Claudio, fa piacere vedere intervenire gli autori in maniera pacata e intelligente. Volevo precisare che (come ho poi specificato) non intendevo tirare in ballo proprio gli autori elencati, mi aveva solo incuriosito la sequela di protagonisti adolescenti. Ci sei capitato in mezzo… E ripeto che non è frustrazione: non scrivo fantasy. Non ne sono nemmeno grande appassionato… devo proprio trovare un gran bel libro per interessarmene. Diciamo che sono un osservatore esterno del fenomeno! ;)

    “Non è certo per via di Harry Potter, o perché l’editoria sembra prediligere questo particolare genere, che ho scelto di scrivere il mio romanzo con queste caratteristiche, tutt’altro.”

    E’ chiaro che si tratta di generalizzazioni, ripeto. Però mi sembra di capire che anche secondo te l’editoria sembra attualmente prediligere questo genere (fantasy adolescenziale?). Ecco il mio interrogativo era solo questo: capire se era una mia impressione o meno. Non intendevo certo entrare nel merito dei singoli romanzi (che non ho letto – che ho elencato solo ad esempio). Volevo solo capire se sta succedendo quello che è successo dopo i romanzi di Moccia: hanno iniziato a uscire cloni in quantità.

    “Questo per dire che non mi sono accodato passivamente a un trend letterario che per la maggior parte produce roba scadente: sono stato il primo a demolire Gli Eroi del Crepuscolo, non amo Licia Troisi, non credo che il mio romanzo si possa accomunare, al di là degli aspetti puramente “anagrafici” agli altri che sono stati citati nel listone pubblicato da Luca.”

    Ok, Claudio. In fondo l’articolo era solo un elenco di uscite di settembre, non è che ci fosse un tema comune, a parte il periodo d’uscita! Tranquillo!

    “Questo, al momento, è il mio mondo espressivo, e per me va bene così; il fantasy spiccatamente per adulti (Martin, Erikson) non mi entusiasma, mentre credo di essere stato tra i primi a postare in Italia una recensione entusiasta di “Gli inganni di Locke Lamora”, segno che non vivo certo nel mondo della fatine di panna montata e degli elfi di zucchero ;)”

    Ah! Allora siamo di gusti opposti! A me l’unico fantasy che piace è quello sporco e crudo. Martin, John Marco, qualcosa di Gemmell, Mieville… e appunto recentemente Locke Lamora che sto trovando estremamente divertente e originale.
    In bocca al lupo per il romanzo e grazie per il punto di vista da autore!

  51. 267 Claudio Tassitano

    Ciao a tutti,
    visto che sono stato citato in questa discussione mi pareva giusto intervenire :)
    Capisco la frustrazione di Luca Zaffini nel constatare che gran parte delle uscite “fantasy” dei prossimi mesi, italiane e non, sono romanzi con protagonisti giovanissimi o adolescenti, ma – visto che ne ho scritto uno – vorrei dire la mia.
    Non è certo per via di Harry Potter, o perché l’editoria sembra prediligere questo particolare genere, che ho scelto di scrivere il mio romanzo con queste caratteristiche, tutt’altro.
    La mia grande ispirazione per Arthur e lo Stregone Nero è venuta ovviamente Il Signore degli Anelli (letto oltre 20 anni fa, quindi in tempi non sospetti) e lì le dinamiche in qualche modo sono simili: gli hobbit non sono certo adolescenti, ma degli adolescenti (parlo dei miei adolescenti ideali, eh, non quelli sgamatissimi di oggi) hanno la spontaneità, il candore, gli slanci disinteressati che derivano loro dall’aver vissuto lontani dal mondo (e dal male) nella loro isolata comunità della Contea.
    L’altra mia grande ispirazione è derivata dai videogiochi di scuola giapponese (Final Fantasy, Suikoden, Ico, etc.) dove i protagonisti sono altresì tutti giovanissimi o adolescenti.
    Naturalmente amo anche Harry Potter, non potrei negarlo, e io stesso mi sono stupito non poco quando terminato “Il Principe Mezzosangue” ho sentito fortissimo l’impulso di scrivere e mettere finalmente su carta la storia che, seppur nebulosa, avevo in mente da diversi anni. Potenza dei castelli d’Irlanda, probabilmente (quelli comprati dalla Rowling con gli incassi del libro :)
    Comunque, a mio avviso scegliere protagonisti adolescenti per un bravo romanziere è una “manna dal cielo”, perché permette di mettere in scena uno dei topos delle storie fantasy: l’avventura di formazione, in cui i protagonisti partono senza sapere niente e poi scoprono il mondo scontrandosi con il male (quasi sempre rappresentato dagli adulti), scoprono l’amore e i sentimenti, i valori, rinsaldano la loro amicizia nelle avversità, etc.
    Se in qualche modo riescono poi a “salvare il mondo” secondo le formule da quarta di copertina che sono un po’ la piaga impostaci dal marketing (insieme al concetto di “target”), la cosa non può che appassionare ulteriormente i giovani lettori (e magari causare qualche orticaria a chi di storie di ragazzini che salvano il mondo è già saturo!).
    Naturalmente, e qui casca l’asino (come dice la Strazzulla), c’è modo e modo di “salvare il mondo”, così come di scrivere un romanzo che dalla quarta di copertina può sembrare banale, o mostrare punti in comune con altri. I concetti di fondo, spogliati dell’inventiva, della trama e delle trovate, in molti romanzi possono risultare triti e ritriti; ma se un romanzo è scritto bene funzionano ancora, eccome.
    Questo per dire che non mi sono accodato passivamente a un trend letterario che per la maggior parte produce roba scadente: sono stato il primo a demolire Gli Eroi del Crepuscolo, non amo Licia Troisi, non credo che il mio romanzo si possa accomunare, al di là degli aspetti puramente “anagrafici” agli altri che sono stati citati nel listone pubblicato da Luca.
    A parte quello che c’è scritto nella sinossi, in Arthur e lo Stregone Nero comincia una bella avventura, piena di trovate divertenti ma anche di parti epiche e appassionanti; credo sia una lettura verosimile e originale, nient’affatto limitata a un pubblico adolescenziale. Tanto è vero che il mio romanzo, prima della pubblicazione, è stato letto solo da adulti, che nonostante la loro pluriennale esperienza con il fantasy anglosassone (alcuni avevano anni di esperienza come Dungeon Master in D&D) ugualmente ne hanno apprezzato la freschezza e anche le parti “leggere”.
    Questo, al momento, è il mio mondo espressivo, e per me va bene così; il fantasy spiccatamente per adulti (Martin, Erikson) non mi entusiasma, mentre credo di essere stato tra i primi a postare in Italia una recensione entusiasta di “Gli inganni di Locke Lamora”, segno che non vivo certo nel mondo della fatine di panna montata e degli elfi di zucchero ;)

    P.S: Gamberetta, se pensi di voler recensire il romanzo, richiedimene pure una copia all’indirizzo e-mail di questo commento. Prometto che mi comporterò bene e non frignerò, anche se mi servirai una salamoia di gamberi marci :)

  52. 266 AryaSnow

    Io della Hobb ho L’Apprendista Assassino e L’assassino di Corte (comprati appunto a Milano, alla Feltrinelli). Ma poi ne ho visti pure degli altri in vendita.

    Erikson in effetti è… un po’ “particolare”…
    Io I Giardini della Luna l’ho finito tutto. Però preferirei leggere il secondo per dare un giudizio sulla saga. A me non ha creato tanti problemi proseguire (ma posso capire che altri fatichino…), è nel finale che secondo me cala. Però dicono tutti che quello è il suo libro più immaturo, quindi provo a proseguire. Ovviamente proseguo perchè nel primo comunque già ci sono delle cose che mi hanno “colpita”.

  53. 265 FrauBlucher

    @luca zaffini

    qui il ciclo di Ash lo trovi ed è pure scontatissimo.

    http://www.ibs.it/libri/Gentle+Mary/libri.html

    inoltre Fanucci ha ristampato Moorcock (Elric di Melnibonè) e Jordan e anche la Hobb, anche quelli su Ibs e molti scontati.
    Dato che stanno ristampando a tutto spiano, può darsi che ristampino anche Swanwick, che era uscito per i tipi di Fanucci.

    Ciao!

  54. 264 Luca Zaffini

    @Aryasnow
    ” Mi piacerebbe leggere i libri di Robin Hobb. Non si trovano.

    Nelle librerie del centro di Milano si trova abbastanza spesso. Penso che ciò valga pure per le altre grandi città.
    La Gentle non l’ho mai trovata nemmeno io.
    John Marco non lo so perchè non l’ho mai cercato.
    Mai provato Erikson?”

    Ciao, nelle grandi città intorno alla mia non si trova nulla di Hobb, se non i romanzi più recenti (l’ultimo?).
    Ho provato mediante Internebookshop o BOL, non ricordo, ma nemmeno loro avevano in stock quei libri che ho detto.
    Erikson? Ho comprato “I giardini della luna”, ho provato a iniziarlo tre volte, e mi sono sempre arenato (ho letto che non sono l’unico).
    Grazie

  55. 263 AryaSnow

    Mi piacerebbe leggere i libri di Robin Hobb. Non si trovano.

    Nelle librerie del centro di Milano si trova abbastanza spesso. Penso che ciò valga pure per le altre grandi città.
    La Gentle non l’ho mai trovata nemmeno io.
    John Marco non lo so perchè non l’ho mai cercato.
    Mai provato Erikson?

  56. 262 Luca Zaffini

    “Insomma, per finire: il mio voleva essere uno spunto polemico, ma solo una riflessione su una cosa che mi è balzata all’occhio solo adesso! :D”

    Ovviamente da leggersi “il mio NON voleva essere uno spunto polemico”…

  57. 261 Luca Zaffini

    “Ah, meno male, Luca.
    Era molto molto strano che proprio un amante di libri fantasy non apprezzasse un genere di letteratura che ne è sempre stato la base.
    E’ vero, mi è saltata la mosca al naso, ma solo per il brutto ricordo di tanta gente (altri qui avranno avuto questa esperienza) che dice proprio di non capire “a cosa serva la fantasia nelle storie”.
    “I bambini dovrebbero leggere cose serie, non scemenze con magia e cose inesistente. Finiranno per buttarsi dal balcone con la scopa tonkita”. Sì, anche questo ho sentito.”

    Ah, be’ allora siamo proprio sulla stessa linea di pensiero. Sono d’accordo con te, la fantasia nelle storie serve eccome! Solo che io a quattordici anni leggevo Lovecraft… hahaha!
    Cmq, ormai è chiaro che ci siamo fraitesi. Es. ritengo Harry Potter un toccasana, dato che avrà avvicinato alla lettura migliaia di ragazzini che altrimenti non avrebbero mai preso in mano un libro. E’ che non mi piacciono molto gli sfruttamenti commerciali di questo genere di cose, e l’approccio formulaico di moltissime pubblicazioni attuali mi puzza proprio di espediente. N.B. L’elenco che ho citato è solo un esempio, magari all’interno vi si trovano capolavori. Ho sottolineato l’età dei protagonisti proprio per evidenziare una tendenza: l’articolo parla di “uscite fantasy” di settembre, non di “uscite fantasy per ragazzi” di settembre.

  58. 260 Luca Zaffini

    @Gamberetta.
    “Secondo me il problema non è l’età dei protagonisti (la protagonista di Cuore d’Acciaio di Swanwick è una ragazzina, ma questo non impedisce a Swanwick di scrivere tutto ciò che vuole”

    Esatto. E quello di Swanwick è uno dei romanzi che cerco da tempo. Perché è un bel romanzo. Che poi la protagonista sia una ragazzina, un furetto o una scimmia non importa. E’ ovvio che le storie per ragazzi siano fondamentali, ecc. ecc. insomma tutto quello che ha scritto Morgante ha senso. Però in quell’elenco di libri in uscita a settembre, che ho citato da FantasyMagazine, mi sembra proprio di vedere una formula ormai applicata a man bassa. E’ questo ciò che mi ha lasciato di stucco: non pensavo fosse così preponderante. Mi sembra che – e posso sbagliare – ormai per le case editrici il fantasy sia un genere per ragazzini. Ripeto, posso sbagliare, ma gradirei avere una lista di bei libri fantasy usciti di recente, con target adulto, che non sia il solito Martin.
    Mi piacerebbe leggere i libri di Robin Hobb. Non si trovano.
    Mi piacerebbe leggere l’ultimo libro di John Marco (della trilogia dello sciacallo di Nar). Non si trova.
    Swanwick, non si trova.
    Mary Gentle (Ash) non si trova.
    Oh, magari su ebay… ma possibile che in libreria non ci debba essere niente del genere, ma si viene sommersi da 50 copie di “La ragazza drago” o “Eldest”?

    Insomma, per finire: il mio voleva essere uno spunto polemico, ma solo una riflessione su una cosa che mi è balzata all’occhio solo adesso! :D

  59. 259 Morgante

    Ah, meno male, Luca.
    Era molto molto strano che proprio un amante di libri fantasy non apprezzasse un genere di letteratura che ne è sempre stato la base.
    E’ vero, mi è saltata la mosca al naso, ma solo per il brutto ricordo di tanta gente (altri qui avranno avuto questa esperienza) che dice proprio di non capire “a cosa serva la fantasia nelle storie”.
    “I bambini dovrebbero leggere cose serie, non scemenze con magia e cose inesistente. Finiranno per buttarsi dal balcone con la scopa tonkita”. Sì, anche questo ho sentito.
    Oppure: “Ah, Harry Potter, una storia cupa e orrenda, con tutti quei mostri, mi ha ricordato Il Silenzio degli innocenti.” (???????!!!!!!)

    Ho i neuroni in viaggio verso un’altra galassia dopo quella affermazione, sto ancora cercando di tornare nella Via Lattea con il prossimo passaggio della cometa Hale Bopp. Forse il mio intervento di stamattina era solo un richiamo d’aiuto nel mio sistema di comunicazione interspaziale.

    Lunga vita e prosperità

  60. 258 Morgante

    Per Gamberetta.
    Sono d’accordo con te sugli spazi in libreria.
    Quello che faceva storcere a me il naso in quel commento erano le citazioni sottolineate riguardanti soltanto l’età dei protagonisti, come anche tu hai evidenziato. Mi sembrava superficiale giudicare un libro soltanto da quello.
    Comunque, sono d’accordo con te anche sull’altro punto. Anch’io credo che un buon libro possa avere protagonisti giovanissimi, l’importante è cercare di scrivere qualcosa di avvincente, sforzarsi sempre di essere onesti, o ispirarsi anche a ciò che è classico, ma sempre puntando su qualche dettaglio nuovo. Un dei libri che hai citato era Arthur e lo stregone Nero, no? E’ uscito il 26, mi pare. In effetti, fino all’arruolamento tutto va bene, ma anche a me rodono le iperboliche pubblicità, in cui sembra che tutti debbano salvare il mondo. Non so se Claudio parlerebbe davvero così del suo libro, ho letto qualche suo commento sul suo sito, ma ora non ricordo se c’era qualcosa di simile.
    Le sinossi! Quelle sono una vera piaga, non dovrei mai leggerle, o tre quarti dei libri li lascerei a far da tana ai ragni.

    Già, forse ho frainteso Luca, Mariateresa; magari il suo commento non implicava tutto quello che ho intravisto io. Ma avevo proprio bisogno di esprimere quel che pensavo, perché la questione dei romanzi con giovani protagonisti non è la prima volta che è diventata spinosa.
    Già all’epoca del Mago di Oz molti intellettuali erano insorti. Lo avevano perfino bandito dalle biblioteche, qualcuno, anche allora lo aveva decretato come la morte della letteratura, quindi…

  61. 257 Luca Zaffini

    @Morgante:
    “Scusa, ma vorrei dire la mia. Mi spiace, ma trovo il tuo commento proprio sciocco.”

    Mmmm… partiamo male…

    “Ti scrivo perché ho avuto l’impressione di leggere il pensiero di uno di quegli adulti ottusi che per trovare letture che ama, vorrebbe non veder sugli scaffali quelle che non gli interessano.”

    Non ho scritto una cosa del genere. Se poi sei in grado di leggermi nel pensiero… ;)

    ” Spero che fosse solo un po’ di frustrazione la tua, per le schifezze che ci sono in giro.”

    Frustrazione? Nemmeno per sogno. Non scrivo fantasy, quindi non è nemmeno invidia malcelata. E’ solo sconcerto per vedere come una tendenza (quella del fantasy scritto per ragazzini, con protagonisti ragazzini) sia ormai diventata preponderante nelle librerie. Tendenza nata, guarda caso, a partire dal alcuni romanzi che hanno sbancato “il botteghino”.

    “Ti basta solo aguzzare la vista, no? Cerchi fantasy adulti? Benissimo. Sforzati, abbi pazienza, vedrai che li trovi, anche in mezzo a libri che a te non interessano.”

    Questo non è così vero. Ormai certi libri non si trovano più nemmeno su ebay, figurarsi in libreria. Poi io, per tutta una serie di motivi, mi rifiuto di scaricarli dalla rete.

    “Perché si dovrebbe smettere di scrivere storie con protagonisti giovani? ”

    Chi ha mai scritto una cosa del genere? Ho solo scritto che è una moda e che tornerà nell’oblio.

    “Ma forse te la prendi più con le case editrici che danno spazio solo a romanzi con protagonisti giovani. Non con i giovani, mi auguro proprio. ”

    Certo che no. Perché dovrei? Anche perché molti dei romanzi che appartengono al genere “fantasy per ragazzini con protagonisti ragazzini” sono scritti da adulti. Poi quella del fantasy baby-boom con scrittori adolescenti è un’altra cosa…

    “Ed è triste che ci siano adulti che per le loro esigenze (e dire che dovrebbero essere più maturi) si agurano che quello che non è di loro gradimento semplicemente scompaia.”

    Non ci siamo proprio capiti…

    “Spero di aver frainteso il tuo sbigottimento.”

    Di brutto! Non ce l’ho con le storie da te elencate. A dire il vero non ce l’ho con nessuno: ho solo postato una cosa che mi è saltata all’occhio, e cioè come ormai sia preponderante pubblicare libri fantasy con protagonisti adolescenti scritti per adolescenti, sulla scia di aulcuni romanzi di successo. E’ chiaro che è una formula. E’ ovvio che è una politica commerciale delle case editrici, per carità… ma il brutto è che spesso per seguire quella politica si pubblica di tutto e di più, basta che abbia certe caratteristiche appetibili al mercato. E’ lecitissimo, non fraintendere! Ma mi piacerebbe che accanto quei romanzi che tu consideri “propedeutici” per sviluppare l’amore per la fantasia venissero ristampati anche dei grandi romanzi da tempo fuori catalogo o tradotti romanzi di autori stranieri mai considerati.

    “Sono partita proprio in quarta, scusate, anche tu, Luca. Ma certe cose mi fanno star male.”

    Non ti preoccupare, nessun problema. Non ci siamo capiti. :)

  62. 256 Gamberetta

    @Luca Zaffini. Secondo me il problema non è l’età dei protagonisti (la protagonista di Cuore d’Acciaio di Swanwick è una ragazzina, ma questo non impedisce a Swanwick di scrivere tutto ciò che vuole, e anche, non so, il tipo di Fanteria dello Spazio quanti anni ha il giorno dell’arruolamento? 17? 18?) ma l’interagire di questi tizi giovani con la trama:

    Arthur, Roddy e Sarah, tre adolescenti che partono dalla cittadina di Wyndham per diventare soldati dell’Armata Repubblicana; – fin qui per me non c’è nessun problema, è abbastanza normale che una recluta sia giovane – [...] li spingeranno verso un’avventura di portata epica che cambierà il destino del mondo. – è qui che cominciano i guai, perché se tu sei recluta nell’Armata Repubblicana crepi in qualche trincea lontano migliaia di miglia dai destini del mondo; poi per carità magari il romanzo è del tutto verosimile. Certo se invece che gli adolescenti reclute c’era il capo dell’ufficio ricerche sulle armi atomiche era più probabile avesse a che fare con i destini del mondo…

    Pandora è una ragazzina normale, vive in una città come tante, va a scuola tutti i giorni, ha degli amici e un fratello più grande. Pandora però ha un segreto: – anche qui, per me può andar bene. Questo scampolo di trama non mi fa storcere il naso – quando è sola nella sua stanza, apre il computer e scrive. – !!! E questo sarebbe il segreto? Chissà cosa scrive? Invocazioni a Nyarlathotep? – Scrive di un’altra Pandora, che vive in un regno lontano, popolato di abitanti magici, guidato da un re saggio e da una regina bellissima. – Ecco è qui che il romanzo è da buttare, non prima.

    @Morgante. Il problema è che di libri ce ne sono un’infinità, ma lo spazio nelle librerie è limitato. Se io riempio la sezione fantasy con 50 copie della Troisi e il resto con porcherie assortite, un romanzo decente non avrà spazio. Se non ha spazio non lo compra nessuno, se non lo compra nessuno la prossima volta la casa editrice non lo pubblica/traduce più.
    Le cose con Internet cambieranno – stanno cambiando – ma allo stato attuale i libri “esistono” (almeno dal punto di vista commerciale) solo se sono fisicamente presenti in libreria. Perciò i brutti i libri a tutti gli effetti danneggiano i buoni romanzi, rubando loro spazio vitale (già poco in partenza).

  63. 255 mariateresa

    Forse luca è stato un po’ frainteso, forse ha sbagliato ad esprimersi. Per me intendeva dire che i protagonisti ragazzini fatti per piacere ai ragazzini sono infantili e sciocchi proprio perchè costruiti a tavolino, falsi e stereotipati. Ma se non voleva dire questo, beh concordo in pieno con Morgante

  64. 254 Morgante

    Per Luca Zaffini.

    Scusa, ma vorrei dire la mia. Mi spiace, ma trovo il tuo commento proprio sciocco. Io ho 28 anni, quindi non parlo da mocciosetta. Ti scrivo perché ho avuto l’impressione di leggere il pensiero di uno di quegli adulti ottusi che per trovare letture che ama, vorrebbe non veder sugli scaffali quelle che non gli interessano. Spero che fosse solo un po’ di frustrazione la tua, per le schifezze che ci sono in giro.
    Ti basta solo aguzzare la vista, no? Cerchi fantasy adulti? Benissimo. Sforzati, abbi pazienza, vedrai che li trovi, anche in mezzo a libri che a te non interessano. Perché si dovrebbe smettere di scrivere storie con protagonisti giovani? Di libri ce ne possono essere un’infinità. E’ questa la loro forza.
    Ma forse te la prendi più con le case editrici che danno spazio solo a romanzi con protagonisti giovani. Non con i giovani, mi auguro proprio. Anche perché sarebbe una follia. Mi pare che storie con bambini, ragazzini, anche più piccoli di quelli citati, da quelli dei fratelli Grimm, a quelli di Barrie in Peter Pan, nel Mago di Oz, Alice nel Paese delle Meraviglie, La Storia Infinita, abbiano arricchito molto (e non da un anno o due, qui si parla di secoli, non di mode!) il mondo delle storie, anche quelle a cui molto spesso grandi autori di fantasy “adulto”, si sono profondamente ispirati.
    Che la letteratura sia piena di schifezze, copiature scialbe, sciatte, prive di spunti o fantasia, su questo concordo pienamente con te.
    Ma ricorda che a 4 anni o a 8 un bambino non legge Tolkien, non legge Martin. E se glieli leggessero a forza, non potrebbe mai afferrarne i significati più profondi. Ad ogni età i messaggi vanni trasmessi nel modo più adatto. Certo, non si dovrebbe scadere nel banale, concordo, ma i protagonisti giovani non sono un male. Tutti siamo piccoli all’inizio, o no? E poi, la fantasia dei grandi autori nasce fin da bambini, quindi è un bene che le storie continuino ad essere scritte anche per loro.
    Tutto qui. La storia che le storie di un certo tipo siano una moda passeggera è una sciocchezza (ricordo sempre i grandi classici, che non ci sono da due giorni). Probabilmente è vero in Italia, ma in realtà è una tragedia che sia così. Quando avevo 5 anni ed ero l’unica tra i bambini che frequentato ad aver ascolta Il Mago di Oz, Il Vento nei Salici, Alice nel Paese delle Meraviglie Peter Pan (non le versioni Disney, ma quelle dei libri), ti assicuro che non era bello. Gli altri mi guardavano stralunati. Sfido che poi qui si copino solo sceme storie di elfi, si debbano per forza scimmiottare romanzi stranieri. E’ fin da piccoli che si dovrebbe alimentare l’amore per il fantastico, il bizzarro, oltre che il realistico.
    Ed è triste che ci siano adulti che per le loro esigenze (e dire che dovrebbero essere più maturi) si agurano che quello che non è di loro gradimento semplicemente scompaia. Spero di aver frainteso il tuo sbigottimento. Non ce l’ho con te, scusa la foga, ma queste idee non riesco a comprenderle. Troppo spesso su siti scritti anche da studiosi del fantastico, non da scrittori, ho letto che questa convinzione della “moda” è uno dei cancri che non riesce a dare la dignità che meritano le storie per i ragazzi, che forse un un giorno potrebbero anche diventare come Tolkien che leggeva di draghi a sette anni, o Philip Dick, che tra le prime letture che lo hanno ispirato, aveva scelto proprio il mondo della “bambina” del Kansas del Mago di Oz.

    Questo è quello che penso: arrabbiati contro le storie banali, ma non augurarti mai che le storie fantastiche per ragazzi scompaiano. Perché se non ci fossero state quelle, probabilmente metà dei fantasy che hai letto tu non sarebbero mai nemmeno esistiti.

    Sono partita proprio in quarta, scusate, anche tu, Luca. Ma certe cose mi fanno star male.

  65. 253 mariateresa

    Ho notato una cosa nella recensione che prima non avevo notato per via della brevità del suo contenuto. Gamberetta parla di gamberetto fresco riferendosi alla morte e resurrezione di Ventel.Io dico che è una delle parti peggiori. Sarebbe stata bella e credibile se non fosse che Ventel è stato trafitto da una freccia al petto in un punto fatale. Non mi risulta che gli Eterni possano sopravvivere anche trapassati da parte a parte. A questo ci arriverebbe perfino la Strazzulla, dai! Perchè scrivere cose così stupide?

  66. 252 Luca Zaffini

    Da un articolo di Fantasy Magazine in cui si presentano le novità e le uscite di settembre. Sono rimasto sconcertato.

    Claudio Tassitano, Arthur e lo stregone nero, Teens, pagg. 288, euro 11,90
    Sul continente di Empyrea, in un mondo fantastico di impronta medievale, si svolge la vicenda di Arthur, Roddy e Sarah, tre adolescenti

    Paola Zannoner, La settima strega, TIF Extra, pagg. 320, euro 9,90
    Meg, una ragazza di tredici anni

    Catherine Banner, Gli occhi di un re, I Grandi, pag. 320, euro 17,00
    Un fantasy che non è solo un fantasy ma una storia magica, ipnotica, che si sviluppa capovolgendo i canoni classici del genere. La narrazione inizia nel regno di Malonia, un mondo fantastico in cui un giorno il quindicenne Leo trova un misterioso libro

    Anthony Horowitz, I cinque guardiani. Il varco del corvo, I Grandi pagg. 224, euro 16,00
    Matt, teppistello di quattordici anni

    Matteo Mazzucca, La clessidra del potere. L’ultimo pirata, I Grandi, pagg. 272, euro 17,00
    Spinn, tredici anni, è un agile ladruncolo

    P. Baccalario; E. Dalò; G. Kaborè, Il principe della città di sabbia, I Grandi, pagg. 322, euro 17,00
    Una storia che nasce dal cuore magico dell’Africa, dove il racconto si fa incanto, suggestione e avventura. La piccola Rokia

    Jan Page, Selina Penaluna, I Grandi, pagg. 352, euro 17,00
    Uno stile evocativo e lirico, un romanzo dove i tempi e le voci si intrecciano, da quella della sedicenne Selina

    Sara Boero, Il sogno di Pandora, One shot, pagg. 192, euro 12,90
    Pandora è una ragazzina normale

    Guido Quarzo, Il libraio sotterraneo, Gl’istrici, pagg. 128, euro 7,00
    Tutti i grandi eroi hanno fatto almeno un viaggio nel sottosuolo: Ulisse, Enea, Dante… Nicolò (quinta elementare)

    Tonya Hurley, Ghostgirl, pagg. 320, euro 16,50
    Invisibile: così si sente Charlotte Usher a scuola.

    Edward Bloor, London calling, Oltre, pagg. 360, euro 14,00
    Martin Conway, quattordici anni, americano, incontra Jimmy Harker, dieci anni, inglese.

    Ma cosa deve fare uno per leggere fantasy adulta? Diamine, sto leggendo “Gli inganni di Locke Lamora” e non mi sembra vero. Truce, crudo, volgarità… perfetto. Invece questi qui continuano a pubblicare libri con protagonisti bambocci per lettori adolescenti. Il fantasy (quello con protagonisti bambini scritto per pubblico bambino) è una moda. Passerà, e giustamente il fantasy di questo genere tornerà nell’oblio.

  67. 251 mariateresa

    Non me la prendo, ma tu mi sopravvaluti. Imitare Tolkien è impossibile. Ho preso ispirazione dai suoi lavori perchè sono stati la mia prima lettura fantasy e questa trilogia l’ho scritta grazie alla sua influenza, ma non potrei mai nemmeno sognare di arrivare al suo livello. Accetto qualsiasi critica, tranne che ho copiato lui. Mi sono ispirata a lui, ma poi ci ho messo del mio. Ripeto che Aiwen e Romir essendo nomi elfici assomigliano a quelli dei suoi personaggi, ma non sono assolutamente uguali. Hanno significati differenti. E comunque l’elfico non è propriamente suo. L’ha reinventato basandosi su lingue già esistenti, tra le quali ho avuto modo di imparare solo un po’ di anglosassone(e molto modestamente purtroppo). Spero di poter imparare un po’ più di gallese, so solo qualche parola e verbo, e anche il finnico. Mi darò da fare a scuola conclusa.

  68. 250 GiD

    @ mariateresa

    Fammi capire: Oltre a riprendere elementi tolkeniani (lingua elfica, elfi, stile, tipologia di storia…) hai chiamato i tuoi personaggi con i nomi storpiati dei personaggi di Tolkien?
    Aiwen/Arwen e Ròmir/Boromir sono casi isolati o questa somiglianza dei nomi è una costante del tuo romanzo? Ti prego dimmi che non ci sono personaggi che si chiamano Fordor, Ganhalf o Elgolas…
    Credimi, non voglio criticare a prescindere il tuo lavoro (anche perché ne ho letto solo una pagina, o meno) ma penso che sia meglio che tu rifletta su quello che stai scrivendo.
    Spero per il tuo lavoro che i due nomi sopracitati siano l’unico caso di “richiamo” ai personaggi de “Il signore degli anelli”. Ti dico questo perché corri il rischio di essere etichettata come la brutta copia di Tolkien. Se riprendi le tematiche, le situazioni, i personaggi e perfino i nomi di Tolkien finisci per sminuire quello che di tuo c’è nel tuo lavoro.
    Per quanto potrà essere brillante la trama, profondo il messaggio o calzante il ritmo, chi lo leggerà lo considererà sempre uno pseudo-signore-degli-anelli, un volerlo imitare. Non riuscirà mai a vederlo e a leggerlo come un romanzo con un’anima propria.
    Poi, detto per inciso, magari a te va bene, dipende dagli obbiettivi che uno si pone. Se mi dicessero che il mio romanzo sembra l’ottavo libro della serie di Harry Potter io me la prenderei, per quanto ammiri il lavoro di J.K. Rowling.
    Ribadisco che non ho letto il tuo romanzo, quindi non posso dire che è la brutta copia de “Il signore degli anelli”. Quello che posso dirti è che se apro un romanzo scritto nello stile de “Il signore degli anelli”, con le stesse ambientazioni, e con un’elfa che si chiama Aiwen, il primo pensiero che mi viene è “Che palle, un altro copia-incolla del signore degli anelli!”.
    Spero tu non te la prenda, ma ,come dice Gamberetta, meglio la sincerità che l’educazione.

  69. 249 mariateresa

    Aiwen non ha nulla a che vedere con Arwen, anzi forse ne è l’esatto contrario(tanto più che il suo nome, seppur simile ad arwen, in elfico significa fanciulla-uccello). Arwen ha creduto nella forza del suo amore fino alla fine, Aiwen si è arresa al dolore e alla disperazione dimostrandosi debole(questo dimostra che non è perfetta). Il fascino degli elfi sta proprio nella loro delicatezza, nel loro essere eterei. Ròmir ha alcune cose in comune con Boromir, come lui ama la sua patria, ma è più malinconico e triste e molto più duro. Il suo carattere torna ad essere quello che era all’inizio solo dopo l’incontro con Aiwen. Il nome Ròmir è un’abbreviazione dell’elfico Romarilla, che significa gioiello dell’est, infatti lui è un uomo dell’est immigrato nel sud(regno di mezzielfi). Ho ripreso l’elfico inventato da Tolkien, riuscendo solo di recente ad imparare l’anglosassone a cui in parte esso si ispira, ma l’ho combinato col greco e col latino. Romàrilla potrebbe infatti significare, nel dialetto dell sud-est, gioiello di forza(marilla è elfico, rom dal greco rome). Una differenza sostanziale tra Ròmir e Boromir(è una forma mista di ovestron ed elfico a sentire tolkien, e non ne è stata mai data la traduzione esatta, anche se io credo significhi gioiello scintillante) è il motivo della loro caduta. Boromir cade per la tentazione nei confronti dell’Anello, quindi per la tentazione nei confronti del potere, Ròmir invece cade per difendere colei che ama. Da questo punto si vista, risulta più “nobile”di Boromir e la sua anima riscattata dal male già da un bel po’, a differenza di Boromir che si pente veramente di tutto solo in punto di morte.
    Se proprio si vuole trovare una fonte che mi ha ispirata quella è Giulietta e Romeo di shakespeare, e in parte una vicenda accaduta a mia nonna che qui non riporto.
    Alcuni elfi, specie quelli della stirpe di Aiwen, si sentono superiori agli uomini perchè in loro vedono la causa dell’ascesa al potere di Morgon. altri invece, come gli elfi del crepuscolo e Aiwen stessa, ne sono incuriositi e li amano per la loro stranezza. Più avanti nella trilogia sono descritte varie bellezze elfiche e mezz’elfiche e umane, ognuna particolare per diversi dettagli.Si,in genere la bellezza elfica è raffinata ed elegante, ho detto che più di bellezza si dovrebbe parlare di grazia.le donne mortali hanno una bellezza completamente diversa, ecco perchè parlo di fascino elfico riferendomi al punto di vista degli uomini mortali e anche di altre creature come folletti e nani(i nani non sono molto belli nei lineamenti, ma hanno sguardi fieri e maestosi che non lasciano indifferenti).

  70. 248 FrauBlucher

    Forse dovresti scriverlo nel tuo romanzo, perchè se descrivi la fanciulla elfica (Aiwen-Arwen?) come fai, sottile, capelli d’oro, con la pelle vellutata, le forme tonde e sode, cioè esattamente come chiunque descriverebbe una bella donna raffinata (a differenza della Hilton) mi riesce difficile crederti quando affermi che i tuoi elfi non sono belli nel senso comune del termine. Anche perchè li descrivi come migliori degli umani sotto ogni punto di vista (vedi dialogo con Romir/BoRomir), tutti alti, magri con bellissimi occhi.
    Sono belli, e non c’è niente di male in questo, ma a chi legge non basta sentirsi ripetere quanto sono belli, descrivere capelli occhi canti e risate per trovarli ANCHE affascinanti. Il fascino lo si deve rendere credibile costruendolo sul personaggio, possibilmente non facendo dire da altri quanto costui sia super.

  71. 247 FrauBlucher

    E la faccia gli rimane pure un po’ butterata

    Tipo Scamarcio, via! :D

  72. 246 mariateresa

    Non so come spiegare che i miei elfi non sono belli secondo il senso moderno del termine, ma belli in quanto affascinanti, misteriosi, dai tratti fisici particolari. la loro malia è l’essere diversi dagli umani, il non appartenere del tutto a Loth ma anche ad una realtà secondaria. Aiwen non è bella come lo è Paris Hilton per intenderci(cito lei perchè tutte e due bionde), ma è di una bellezza più naturale, semplice e delicata, tant’è che io la paragono alle betulle. Comunque sia, per concludere ed evitare di andare nuovamente troppo avanti sul tema elfo, i miei eroi non sono perfetti. Gli eroi non devono essere perfetti. Gli eroi, se vogliamo essere paradossali, non devono essere eroi. Devono essere guerrieri, nella vita di tutti i giorni, persone che lottano per ciò in cui credono. Herya in realtà poi non è nemmeno l’eroe della mia storia. L’orco Urush è il vero protagonista, che disincarna Morgon per riscattare la sua anima dannata. Herya invece, dotato com’è di ottime abilità di arciere e di spadaccino, fallisce. E la faccia gli rimane pure un po’ butterata(sigh, lo volevo bello fino alla fine…la principessa che se lo sposa si rifà a me!).

  73. 245 FrauBlucher

    Quello che intendo dire, è che il fascino non è una caratteristica razziale, ma individuale, ed è dato più che dall’aspetto fisico, dalla personalità. Tu descrivi gli elfi come nobili e bellissimi, pensando che al lettore debbano piacere perchè piacciono a te, ma quello che arriva è il fastidio che si provava da bambini quando la maestra ti portava ad esempio il primo della classe.

    I personaggi letterari che si ricordano per sempre, non sono quasi mai gli eroi senza macchia e senza bruttezza, ma quelli che hanno lati oscuri, personalità, carattere, non necessariamente positivi: Gollum batte Legolas 100 a 1.
    E, in questo senso, un buon cattivo tira avanti una storia molto meglio di cento bellocci canterini. Va bene che in libro epico come vuole essere il tuo, ci devono essere i perfettissimi, ma non possono monopolizzare la trama (così mi è parso di capire, correggimi se sbaglio) perchè il lettore si stufa.

    Gli angeli saranno anche belli, ma se passi venti giorni in mezzo ad un coro di Cherubini, al sesto cominci a desiderare di essere nella casa del grande fratello.

  74. 244 mariateresa

    Dipende da cosa ci vedi, quali ideali o modelli vedi in loro. Io vi vedo, su insegnamento di Tolkien, quanto di più bello e nobile esiste al mondo. Sono angeli terrestri, per così dire. Ma io sono, per così dire, purista nel fantasy. Gli altri vi vedranno qualcosa di diverso. Non per la cronaca, ma gli elfi non infiammano solo la fantasia delle ragazzine. Anche perchè il fantasy non lo scrivono solo le ragazzine. Ci sono altre ragioni per cui li amo, ma hanno tutte a che vedere con Tolkien, e siccome ho notato che ha molti risulta noioso non mi dilungo oltre.
    Non posterò più nulla sugli elfi. Dovrei postare l’intera trilogia per mostrarli! E nelle appendici oltre la descrizione fisica c’è anche quella mentale per così dire, ma come ripeto è lunga, e non posso di certo prendermi tutto lo spazio su questo blog. Chi vorrà, potrà leggermi a trilogia pubblicata e darmi un giudizio davvero completo.

  75. 243 FrauBlucher

    Domanda oziosa: ma che hanno di speciale gli elfi da infiammare la fantasia di tutte, dicesi tutte, le ragazzine che scrivono fantasy?
    A me sembrano creature mortalmente noiose.

  76. 242 Morgante

    Ehm, Mariateresa, ti scrivo un ultimo commento, perché sei stata gentile a spiegare tante cose e a metterti in gioco. Ma non vado troppo oltre perché l’argomento qui era appunto Gli Eroi del Crepuscolo.
    Dunque, l’unica cosa che dico è questa: per il momento, e forse è solo perché qui non hai spazio a sufficienza, hai solo descritto i tuoi elfi, non li hai minimamente mostrati. Ho potuto leggere solo infinite descrizioni di occhi, muscoli e centimetri di statura, o le varie amicizie con altri popoli. Quando si parla di mostrare, far capire, quando si parla di caratteri, peculiarità di razze, sono altre le cose che vorrei sentire.
    Se mi devi parlare di un pesce palla, e di uno squalo, in un documentario, non passerai mai tutto il tempo a dirmi solo come sono fatti fisicamente. Perché sono ben altre le differenze che li distinguono, no? Cibo, habitat, riproduzione, durata della vita, accoppiamento.
    In un mondo magico, questo può voler dire: parlare ad esempio di poteri, capacità, tradizioni nella costruzione di manufatti, e molto altro ancora. Forse l’hai fatto nelle tue appendici, lo spero. Io giudico ovviamente solo quanto hai scritto. E ti dico, spero che tu ti sia concentrata molto di più su caratteristiche ben diverse da occhi e capelli.

    Grazie comunque per le precisazioni. In bocca al lupo

  77. 241 mariateresa

    Ho sbagliato io a comprendere. I “veri” elfi sono quelli tolkeniani, non quei gnomicelli vittoriani a cui ci ha abituato la Rowling! Tolkien i suoi elfi li ha presi dalla mitologia nordica, e gli ha dato una cultura simile a quella dei popoli celti e scandinavi. Non sono contraria alle innovazioni, ma ho un concetto di fantasy piuttosto rigido, che non mi fa vedere di buon occhio fatine con le alucce e altre porcherie simili. I miei concetti sono gli stessi espressi nel saggio di Tolkien sulla fiaba, Albero e Foglia e Il medioevo e il Fantastico. I miei elfi non hanno nulla a che vedere con quelli della Strazzulla. Ognuno ha la sua cultura, ognuno il suo modo di vivere. Aiwen appartiene agli elfi della luce. Come razza hanno solitamente i capelli chiari e gli occhi azzurri, sono piuttosto snelli e abbastanza alti. Il biondo varia da dorato, come nel caso della principessa, ad argenteo, come nel caso di suo padre Aluin. Come carattere sono piuttosto nobili e altezzosi, non amano molto i mortali ma alcuni hanno simpatia per i mezzi elfi(come nel caso di Ròmir). Sono molto curiosi e versati nelle arti intellettuali.
    Poi vi sono gli elfi del crepuscolo, in parte la stirpe alla quale appartiene Herya. Sono molto alti e più robusti degli elfi della luce, perchè vivono nelle valli o nei boschi e svolgono attività quali allevamento e agricultura. Hanno i capelli solitamente argentei o comunque chiari, ma non è raro trovare chi li ha castano dorato. Il loro fascino sta tutto negli occhi, grandi e profondi, verdi oppure blu-grigi. hanno un carattere meno chiuso e più allegro rispetto agli elfi della luce, sono esperti dei segreti della natura e nella musica. Fra tutti gli elfi sono quelli che più amano gli umani, con i quali si sono spesso mischiati. Non hanno molta simpatia per i nani.
    Gli elfi silvestri sono una variante di questa stirpe. Herya è a conti fatti uno di loro. Hanno le stesse caratteristiche, anche se sono meno alti, e tendono ad avere chiome scure ed occhi verdi o color nocciola, anche se non mancano le chiome rossicce, per via del loro mischiarsi con i folletti. Amano le foreste, la luce della luna e delle stelle, non amano molto gli umani e i nani. Sono più muscolosi rispetto agli altri elfi e molto agili, abili musicisti e boscaioli. Alcuni sanno allevare animali particolarmente selvatici.Sono gentili con tutti, persino con gli umani, ma diffidano di chi non mostra rispetto per la natura. La loro bellezza diciamo sta tutta nelle forme armoniose del corpo. Herya è un meticcio, metà elfo del crepuscolo metà elfo silvestre, quindi presenta i tratti di entrambe le razze. Così come negli elfi della luce possono esserci eccezioni quando la razza non si conserva pura. Zelda(non ho preso il nome dal videogioco, giuro!)è celebre per la chioma corvina ereditata dalla madre(una dea).
    L’ultima stirpe è quella degli elfi scuri. Se vogliamo dirla tutta, non sono molto diversi dai nani, anche se più affascinanti. Sono i più bassi tra gli elfi e i più robusti di fisico, amano lavorare la terra e le gemme e forgiare armi. Hanno capelli scuri, bruni o neri, e occhi delle medesime tinte. Nel caso ci siano matrimoni misti,possono nascere meticci.Vanno particolarmente d’accordo con i nani, per via degli interessi comuni, e spesso si sono mischiati con loro. Sono schivi e chiusi di carattere persino con gli altri elfi, più che mai con umani dell’ovest e del sud e con folletti o altri che non appartengano alla loro stirpre o a quella nanica. Si mischiano volentieri agli umani imparentantai con i nani del nord o ai mezzielfi dell’est.
    Gli elfi in generale appaiono affascinanti agli occhi degli umani e delle altre razze per via della loro orgigine semi divina. Gli unici che li eguagliano in leggiadria ed eleganza sono fate e ninfe, ma all’epoca della grande guerra non ve ne rimangono che pochissimi esemplari a Loth. Ciò che colpisce di loro è la fragilità e l’eleganza, l’armoniosità delle forme e la nobiltà del portamento. La loro, più che bellezza, è grazia. ma non sono perfetti. hanno avuto, come gli uomini, una caduta prima di quella umana, e il loro carattere passionale e orgoglioso li ha tratti in inganno diverse volte. Molti sono diventati malvagi per la sete di potere e si si sono tramutati in orrendi orchi(gli orchi sono brutti non perchè malvagi, ma perchè mutilati e torturati da Morgon). Ma ogni elfo ha il suo fascino particolare, chi gli occhi, chi i lineamenti del volto, chi il fisico snello. In particolare, c’è un elfo nel primo libro che io non ho postato il cui aspetto è stato rovinato dalla guerra ma i cui occhi luminosi sono talmente belli da far impallidire le stelle e innamorare di lui una graziosa e mezz’elfica fanciulla. Questo è tutto sui miei elfi, ma chi vuole può benissimo richiedermi alcuni passi della mia appendice. Lì è tutto mostrato con più calma.

  78. 240 Morgante

    Nota:
    quando si dice che un libro non va giù, o si preferisce leggere altro, non significa che ciò che si è letto lo si sia trovato incomprensibile.
    Mi pare una scorciatoia per pensare: questi qui non sanno leggere.
    Pensa invece che chi legge lo conosce l’italiano, e semplicemente gradisce molto di più un altro tipo di scrittura. Tutto qui, per precisare. Sono un po’ stufa, quando dico che non mi piace qualcosa, di sentirmi dire che non era incomprensibile. Ma va’? Che scoperta!
    Ma non mi piace lo stesso! Punto.

  79. 239 Morgante

    Beh, forse è giusto che almeno una cosa la spieghi meglio: ebbene, quando pensavo agli elfi pensavo proprio alle creature di Tolkien!
    In realtà speravo che non li rendessi come lui, perché sarebbe bello ogni tanto evolversi, questo è il mio gusto.
    Sessant’anni con lo stesso tipo di creature: alte, belle, snelle, dai capelli lunghi e setosi. Parlo esclusivamente dei brani che hai mostrato, ovvio, ma almeno da quelli sembra proprio che tu li abbia ripresi in pieno, riesumati per l’ennesima volta, senza cambiare una virgola. Sempre belli, sempre eroici.
    Poi magari ci sono brani più significativi in cui mostrano un po’ di “personalità” che finalmente esce dall’orbita tolkeniana, ma fin qui non vedo nulla di nuovo. E purtroppo, non vedo pressoché differenza (sempre per i pochi brani citati) fra te e Strazzulla. Mi spiace molto. Se tu avessi trascritto passaggi diversi, forse, ma con questi la primissima impressione, che naturalmente potrebbe anche cambiare, è questa. Come tu stessa affermi in altri interventi, bisogna aprire la mente, accettare anche critiche dure, e mai chiudersi in se stessi. Chissà, ogni commento è utile, e non bisonga mai catalogarlo come infantile. : ) C’è sempre da imparare.
    E voi, elfi, riposate in pace!

  80. 238 mariateresa

    Questione di gusti, certo. Non sono qui per convincere che il linguaggio epico è affascinante. Altrimenti lo fare, e come! Ho convinto un bel po’ di persone. Comunque non trovo che le parole usate siano incomprensibili. Ma lasciamo stare. Il mio maestro è stato Tolkien, quindi il mio amore per l’epico e l’arcaico non deve sconvolgere tanto. Non sempre uso questo stile, lo alterno con altri a seconda delle situazioni. Ma non vi tedio oltre, state tranquilli!

  81. 237 Morgante

    Sinceramente, quando penso agli elfi, l’ultimo che mi viene in mente è Dobby. Ma lasciamo pure perdere, non avevo intenzione di far polemica, anche se la tua spiegazione non ha cambiato il mio parere, (forse non hai compreso bene cosa intendevo, pazienza).
    Mi devo però associare a Forrest Gump: dopo due righe di un libro scritto in uno stile simile, purtroppo temo che interromperei la lettura per passare a qualcos’altro; naturalmente, parlo del mio personale gusto, e non sto qui a seccare spiegando di che “gusto” parlo, o andrei fuori tema. Comunque, la cosa che si evince di sicuro, è che hai davvero una gran voglia di mostrare la tua opera, eh? I tuoi brani si allungano ogni tuo intervento di più. Se non stai attenta, fra un po’ ci troveremo a commentare direttamente il tuo romanzo.
    Così salti a due piedi la richiesta al gestore del blog di leggerlo e lo lasci a tutti quanti! : )

    Ciao ciao

  82. 236 mariateresa

    Sembra sdolcinata, vero? Ma assicuro che non finisce tanto bene. Ecco la dimostrazione(parte del finale).
    In quel momento,Aiwen fu percorsa da un brivido,e le sembrò che una parte di lei se ne fosse andata per sempre.Si accasciò tra le braccia di Herya senza alcuna forza e l’elfo capì cosa era accaduto.La lasciò lì nelle mani dei compagni,e a cavallo corse giù per il sentiero chiamando Ròmir,che non gli rispondeva.Quando giunse alla fine del sentiero,lo trovò steso a terra accanto all’orco morto,e che a fatica respirava.Velocemente gli si accostò e spezzò l’asta del dardo per estrarlo dal petto,e disse:”Ròmir,non temere,ti salverò!”ma egli rispose”No Herya,non serve che tu tolga questo dardo dal mio petto e me lo medichi,ormai per me è finita.Non sono stato un buon principe,e questa è la mia punizione ma non temo la morte,perché il mio spirito era morto e lei,piccola e fragile creatura,Sìril,mi ha salvato.Non piangere per me elfo,sono stato crudele con te,ed ora ti chiedo perdono per quello che ti ho fatto.Non sei un inetto,ma la salvezza di Loth ed io ti auguro di essere felice con la tua amata e di regnare su questa terra per sempre.Ecco,sento che il mio spirito si sta staccando dal corpo,la mia ora è giunta.Lascio a te Aiwen,proteggila”e morì felice,tra le braccia del suo unico amico che piangeva per lui.
    Aiwen ancora sedeva sull’erba circondata dai prescelti,e il pensiero dell’amato la tormentava.Ma quando Ròmir spirò,ella si sentì morire,e gemendo si alzò e prese a correre per il sentiero strappandosi le vesti e sciogliendosi la lunga treccia d’oro,e il sole si rifletté sui suoi capelli producendo un rifulgente bagliore.I prescelti le corsero dietro,ma ella correva molto rapidamente come fosse un daino,ed era dissennata e in preda alla disperazione.Arrivò alla fine del sentiero gridando il nome di Ròmir e quando lo vide girò la testa di scatto,e si rifiutò di credere che fosse morto.
    Dopo di lei giunsero anche i prescelti e per ultimo il vile Elemor,che con quel poco di forza che gli rimaneva era riuscito ad aggrapparsi al suo cavallo ed ora giungeva in sella ad esso sporco e butterato.Vide Aiwen sola e disperata davanti a Ròmir,e pensò di poterla convincere a venire con lui e le disse:”Vedi cosa succede quando ami un mortale?Egli è morto,non ha mantenuto la sua promessa,ti ha abbandonato per sempre,dunque vieni con me adesso o muori per sempre”e tese la mano nella speranza che lei accettasse,mentre nell’altra stringeva un pugnale per ucciderla se avesse rifiutato.Ma la fanciulla non lo ascoltò nemmeno,andò vicino a Ròmir,gli tolse il pugnale dal fodero e,vittima della sua follia,se lo piantò nel cuore.
    Herya urlò e corse per farsela cadere in braccio e,quando si rese conto che era morta,la posò delicatamente a terra,ed ella era persino più bella di prima con i fiori appuntati in petto e il riverbero del sole imprigionato nei suoi capelli radiosi.

  83. 235 Forrest Gump

    niente da dire, molto carino questo stralcio di storia, anche se non è proprio il mio genere.
    parlando francamente, mi sono immaginato tidus e yuna nella scena del bosco di kilika. E a chi non conosce final fantasy dico che mi sono immaginato uno stalker squilibrato che s’innamora di un usignolo (o era un elfa?) che è il sosia di sua sorella.
    non è cattiveria, intendiamoci: oggettivamente è uno stile apprezzabile, anche se soggettivamente lo detesto.
    personalmente non leggerei mai una storia del genere, mi dispiace :)

  84. 234 mariateresa

    Ah, dimenticavo una cosa. Per chi fosse interessato di botanica, i celyrn sono una variante dei mallorn tolkeniani. Sono snelli come le betulle, di cui sono una variante, ed hanno fiori e foglie d’oro e d’argento(il tronco è liscio e grigio come quello delle betulle).

  85. 233 mariateresa

    Odio Yeats, colui che ha rovinato gli elfi! La colpa è tutta sua, per aver diffuso l’idea orrenda e grottesca degli elfi stile Dobby. E da allora è stato difficile liberarsi di questa associazione. Anche Tolkien lo affermava, e fu per questo che con sua somma indignazione dovette cambiare il nome degli elfi Saggi da Gnomi a Noldor. E sono sicura che alcuni, con la mente ancora permeata d’infantilità(ma assicuro che in questi alcuni non ci sono bambini, perchè sono molto più intelligenti di certi adulti), leggendo Elphoi avrebbe associato i Luminosi alle lucciole che svolazzano in cielo o alle fatine con le alucce della Strazzulla(in quel caso le avrei distrutto la vita!). Qualunque nome può portare ad associazioni sbagliate. Fortunatamente, io do la descrizione dei miei elfi nella trilogia, facendo un po’ di inforigurgito. Non eccessivamente molesto, ritengo, ma comunque sufficiente. La necessità delle appendici si rivela quando uno, dotato di buon senso, si accorge che un eccesso di informazioni mal piazzate possono sfregiare il racconto. Nel racconto ho mostrato come sono gli elfi e qual è il loro stile di vita, nelle appendici ne ho approfondito i dettagli fisici e storici. Ecco un esempio di elfo, o per meglio dire elfa, mostrato.
    Mentre così andavano,Ròmir ammirò le splendide betulle dai tronchi grigio-argento e il sole che filtrava fra le foglie tenere dei celyrn,e la sua mente vagò altrove,ai tempi della sua giovinezza,nei boschi della sua terra ove giocava con la sorellina Arlin prima che questa lo lasciasse per sempre.Pensando a questi dolci e tristi ricordi,involontariamente prestò l’orecchio al suono della natura,al cinguettare degli uccelli,e un’improvvisa melodia giunse dal fiume fino a lui.La voce che la decantava era limpida e sonora,delicata come quella degli usignoli,e ovunque spargeva allegria.Era di un’incomparabile bellezza e Ròmir ne fu così attratto che si staccò dai compagni e cominciò a correre per un sentiero alternativo a quello che stava seguendo.La voce era sempre più vicina,ed ora udiva distintamente le parole del canto,e s’avvide trattarsi di una lode alla primavera.Affannandosi per quel sentiero alberato,giunse nel cuore del bosco e qui scorse una radura incantata e colma di splendenti ùrindil,dal colore giallo vivo.Al centro,sorgeva il limpido lago di Nelote,colmo di grandi ninfee ed esili giunchi,e il rumore dell’acqua che vi si immetteva rendeva il canto ancora più bello.Romìr si acquattò dietro due alberi che facevano d’ingresso al lago, lontani più o meno una decina di metri,e da lì silenzioso ascoltava il canto,accompagnato adesso da gaie e squillanti risate.Poi la canzone cessò,e nell’attimo finale la voce divenne sempre più soave e tenue,fino a spegnersi completamente.
    Incuriosito,Ròmir si avvicinò alle acque per scoprire di chi fosse quella voce meravigliosa e rimase allibito da ciò che vide.
    Una fanciulla elfica dalla pelle chiara e vellutata,con lunghi capelli lisci come la seta,che sembravano tanti fili d’oro,e i raggi del sole li inondavano in un fulgore scintillante.Il suo corpo era sottile e grazioso come quello dei giunchi,dalle forme dolci e sode,avvolte in un vestito grigio-argento come i tronchi delle betulle e chiuso in petto da un dorato girasole.Ovunque intorno a lei vi erano lomelindi,ed ella ballava sui flutti bassi del lago poggiando i piedini danzanti sulle ninfee,talmente leggiadra che era.Ella era la principessa Aiwen Mìril detta dagli elfi del luogo Lomelinde,poiché la sua voce ricordava quella degli usignoli,perché ne possedeva la stessa vitalità ma nel frattempo la stessa tristezza,donde scaturiva bellezza.Per molto tempo Ròmir stette nascosto ad osservarla,ed era pieno di meraviglia e di gioia perché ella le ricordava la sorella perduta e,pur non volendo,se ne innamorò.

  86. 232 Morgante

    Interessante la questione dell’origine degli elfi, ma ho un piccolo grande dubbio.
    Se tu avessi scelto di chiamare questa razza gli Elphoi, dalla natura angelica, come spieghi, sarebbe sembrata una trovata almeno carina; un ammiccamento voluto alla mitologia di Tolkien, che dici di amare, ma con un risvolto e una radice stavolta meridionale. E’ vero, dici di spiegarlo in un’appendice, ma per me (dico per me, naturalmente) non basta affatto, anzi, mi lascia l’amaro in bocca per una strada diversa che poteva imboccare una storia e che invece l’autrice non ha percorso.
    Se leggessi un romanzo con un mago adolescente con gli occhiali rotondi, è naturale che il primo pensiero andrebbe ad H.P., giusto? Anche se poi fosse invece il diavolo in persona che ha preso l’aspetto di uno dei personaggi più amati dai ragazzi per seminare terrore e far razzia di bambini (ehi, non male come idea…ma quella sarebbe parodia grottesca, e non mi pare che tu abbia scritto una parodia).
    Se vuoi che si dia credito e vuoi rendere “tuo” un personaggio devi dargli qualcosa in più, o almeno qualcosa di diverso. Ecco, i nomi sono fondamentali, hanno una forza evocativa tremenda, no?
    Ti dico, già Elphoi sarebbe stato carino, ma purtroppo Elfo a me fa venire in mente solo una cosa, è così radicata negli anni…che non mi bastano 100 appendici per credere nelle origini che mi vuoi dare tu. Specie se sono appunto appendici e non parte della storia.
    Se mi parli di certi personaggi dandomi mille diverse spiegazioni ma poi me li chiami elfi, mi spiace, ma in me restano impresse le decine di spiegazioni arrivate prima della tua.
    Non è malizia o pigrizia, è proprio istintivo!

  87. 231 mariateresa

    Per lo stile ti do ragione, non a tutti piace. Quanto all’aggettivo paziente unito alla negazione, intendevo dire, come si mostrerà in seguito, che non sa aspettare. Lento nel perdonare non ha nulla a che vedere con l’aggettivo precedente. Sembrano uniti per via del tono arcaicizzante, ma non lo sono. Approfondendo il carattere del personaggio, si vedrà bene che i due aggettivi sono da intendersi a parte. Sconsiderato mi sembra si adatti bene ad uno che ha fretta di prendere la via che gli sembra più rapida, ma sicuramente più insidiosa, per combattere un nemico che proprio come dici tu è degno di batterlo. Morgon, nel mio racconto, è l’equivalente del Lucifero cristiano. Non ha pari, e Serke è forse l’unico mostro che come forza gli si avvicini(in realtà è sua sorella nella mia mitologia). Dimmi se non è sconsiderato uno che pretende di battersi con il Diavolo in persona! Per di più convinto di essere più forte. Il termine elfo l’ho fatto derivare, con mia somma gioia per la coincidenza, da oi elphoi, che in greco suona più o meno come “i luminosi”. ma questo è spiegato nell’appendice B, nella storia dei popoli di Loth, messa appunto per evitare il fastidiosissimo infodump. Forse gli elfi sono le uniche creature che, avendo natura angelica in parte, possono tenere testa a Morgon. Infatti, Herya riuscirà a disincarnarlo con l’aiuto della Dea Ronda e dell’orco Urush. Ma, a differenza della Tenebra nel romanzo della Strazzulla, non lo annienterà del tutto. Nè salverà le nuove terre dai popoli invasori del Nord. Questo per dimostrare che il male ritorna sempre, e che le forze di tutti sono limitate. Se a qualcuno dovesse interessare l’evolversi del personaggio di Ròmir, la sua mutazione caratteriale e la sua morte, posterò altro. Ma solo se dovesse interessare.

  88. 230 GiD

    @ mariateresa

    Penso tu abbia postato questo brano anche per avere dei commenti, oltre che per chiarire la tua idea di personaggio prima-mostrato-poi-raccontato.
    Innanzitutto ti dico che non mi piace. Neanche un po’.
    Non prendertela, non avrei mai potuto fare un commento positivo. Se c’è una cosa che non sopporto nei romanzi è lo stile “epicheggiante”, quindi non è in particolare quello che hai scritto tu che non mi piace, ma il tono con cui hai scelto di raccontare il tutto.
    Comunque a molti questo stile piace. Anzi, molti credono che sia essenziale che i fantasy siano scritti così. Contenti loro…

    Passando a problemi oggettivi…

    (…)un forte spirito combattivo che lo spingeva a prendere sempre la strada che gli appariva più facile per arrivare prima all’obbiettivo da colpire.Non era paziente e lento nel perdonare,subito pronto all’ira e a guerreggiare,(…)

    La frase in neretto mi lascia perplesso, soprattutto affiancata al resto.
    “Non era paziente e lento nel perdonare”; Una persona paziente e lenta nel fare qualcosa è una persona che impiega molto tempo nel farla (intendendo “paziente” come persona che aspetta prima di agire).
    Quindi deduco che il personaggio in questione non impiega molto tempo nel perdonare, quindi perdona facilmente.
    Ma non è strano che una persona combattiva e irosa perdoni con facilità? Questa contraddizione caratteriale dovrebbe come minimo essere sottolineata.
    “Era subito pronto all’ira e a guerreggiare, ma non era paziente e lento nel perdonare”
    Già andrebbe meglio, anche se non capisco bene cosa intendi per “paziente” riferito al perdonare. Secondo me come termine è fuori posto.

    “Parli da sconsiderato”lo rimproverò Aruin (…)

    Anche qui la scelta del termine sembra stonare. “Sconsiderato” indica una persona incauta, molto impulsiva, che si preoccupa più dell’azione che di strategie e piani.
    Nel brano che hai riportato il personaggio non mi sembra così “sconsiderato”. Si preoccupa della strada che hanno intrapeso e valuta i pericoli che corrono a proseguire. Più che sconsiderato lo definirei diffidente (nei confronti dell’elfo).

    Rapida e dolorosa sarà la nostra fine se qui resteremo e io voglio morire combattendo valorosamente contro Morgon,un nemico degno di me.

    1) Qui forse sono troppo pignolo io, ma una fine rapida di solito è indolore, o comunque non è una fine particolarmente dolorosa. Quando penso a una fine dolorosa penso a una fine lenta, a una tortura, a una persona che muore dissanguata, squartata pezzo per pezzo… Sto Serke sarà anche temibile ma penso ammazzi come ammazza chiunque altro.
    2) “(…)contro Morgon,un nemico degno di me”.
    Come? Fino a tre secondi prima Serke era un avversario temutissimo, che ha ucciso (velocemente e dolorosamente) chiunque abbia incontrato, e ora non è neanche “degno di lui”?
    Intendiamoci, capisco che lui voglia combattere proprio con Morgon, ma per come è posta la cosa sembra che consideri Morgon degno di batterlo, al contrario di Serke.

    p.s.

    “E tu ti fidi dell’elfo?”

    Ma sei PAZZA?! Hai idea di quello che succede ogni volta che Gamberetta legge la parola “elfo” in un romanzo fantasy? Il tuo è praticamente un suicidio! :D :D :D

  89. 229 mariateresa

    Chiedo venia! Le parentesi uncinate avevano cancellato i dialoghi!
    Più ostile ad Herya di ogni altro si rivelò Ròmir,figlio di Arthalion,unitosi alla compagnia per difendere Loth.Non era malvagio,né tantomeno vigliacco e debole di mente,possedeva invero un forte spirito combattivo che lo spingeva a prendere sempre la strada che gli appariva più facile per arrivare prima all’obbiettivo da colpire.Non era paziente e lento nel perdonare,subito pronto all’ira e a guerreggiare,sebbene lo facesse per giuste cause e questo suo carattere impulsivo e alquanto sconsiderato lo aveva molto legato a Kira sua cugina e a Aruin,suo grande amico a lui simile per molti aspetti,mentre poca simpatia aveva riscosso in Namàr, dall’indole tranquilla e razionale. Ròmir non considerava per niente buona l’idea che aveva avuto la loro guida di imboccare quell’angusto sentiero,a suo parere un’inutile perdita di tempo. :”Perché dobbiamo prendere la via più lunga”chiese sottovoce ad Aruin”quando ci sono vie più corte e facili?Inoltre il nostro comandante forse si è scordato che qui vive Serke.Non che l’idea di scontrarmi con lui non mi piaccia,anzi ne sarei lieto,è solo che qui il vero nemico è Morgon,lui dobbiamo vincere e a mio parere prima giungiamo ad Huin per combatterlo e meglio è” “Parli da sconsiderato”lo rimproverò Aruin sorridendo appena,non essendo la sua una predica”anche se in effetti un po’ di ragione ce l’ hai.Ricorda però che è la nostra guida a prendere le decisioni e noi dobbiamo ubbidire” “E tu ti fidi dell’elfo?” “Ciecamente,mi farei condurre per queste terre da lui anche bendato.Lo conosco da molto tempo,ed egli è un grande principe e condottiero,saggio e valoroso più di ogni altro elfo ora esistente e inoltre appartiene alla nobile stirpe elfica,più saggia e lungimirante di quella degli uomini,che indovina ogni segreto nascosto della terra,e vede cose a noi precluse.Chi può dire che Herya non abbia nel suo cuore sentore delle cose che avverranno?” “Nessuno è infallibile”ribattè Ròmir”e può darsi benissimo che egli ci stia conducendo alla morte e per la via più rapida.Pochi sono coloro che hanno affrontato Serke e nessuno di essi lo ha mai vinto,né qualcuno è uscito vivo da qui per raccontarlo.Rapida e dolorosa sarà la nostra fine se qui resteremo e io voglio morire combattendo valorosamente contro Morgon,un nemico degno di me.Poco mi fido di codesto elfo e avrei preferito di gran lunga assumere io la guida di questa spedizione, per tema che egli possa rivelarsi un inetto” “Non giudicarlo male”lo rimbrottò Aruin,questa volta severamente,”egli non è come tu lo definisci e non hai il diritto,come d’altronde non lo ha nessuno di noi,di giudicare una persona che non conosci. Aspetta,e vedrai che col tempo arriverai ad amarlo e stimarlo come un vero amico” “Staremo a vedere”rispose l’altro a cuor leggero,per nulla convinto dalle parole del compagno.

  90. 228 mariateresa

    Con questo mio intervento non desidero fare la maestrina, solo mostrare la mia idea di personaggio prima raccontato e poi mostrato attraverso le parole. Se non ci troverete nulla di male, mostrerò il personaggio anche con gli atti, che avvengono subito dopo questo piccolo dialogo.
    Più ostile ad Herya di ogni altro si rivelò Ròmir,figlio di Arthalion,unitosi alla compagnia per difendere Loth.Non era malvagio,né tantomeno vigliacco e debole di mente,possedeva invero un forte spirito combattivo che lo spingeva a prendere sempre la strada che gli appariva più facile per arrivare prima all’obbiettivo da colpire.Non era paziente e lento nel perdonare,subito pronto all’ira e a guerreggiare,sebbene lo facesse per giuste cause e questo suo carattere impulsivo e alquanto sconsiderato lo aveva molto legato a Kira sua cugina e a Aruin,suo grande amico a lui simile per molti aspetti,mentre poca simpatia aveva riscosso in Namàr, dall’indole tranquilla e razionale. Ròmir non considerava per niente buona l’idea che aveva avuto la loro guida di imboccare quell’angusto sentiero,a suo parere un’inutile perdita di tempo. :<>chiese sottovoce ad Aruin<> <>lo rimproverò Aruin sorridendo appena,non essendo la sua una predica<> <> <> <>ribattè Ròmir<> <>lo rimbrottò Aruin,questa volta severamente,<> <>rispose l’altro a cuor leggero,per nulla convinto dalle parole del compagno.

  91. 227 Gamberetta

    @Marion. In effetti direi quello che ha detto fabbiuzz. Poi c’è appunto un problema culturale: come sono definiti coraggio e vigliaccheria tra gli elfi scuri? Magari per loro vigliaccheria è cedere alla pietà e dare il colpo di grazia al nemico che sta morendo dissanguato. Perciò non c’è niente da fare, devi per forza far vedere il tuo elfo mentre si comporta in una certa maniera piuttosto che in un’altra, il lettore trarrà le sue conclusioni.

    Inoltre bisogna stare attenti a usare metafore quando si scrive fantasy. Non sempre è chiaro quando siano da prendere alla lettera (e parte del divertimento nel fantasy è proprio scoprire che quelle che si credevano metafore non lo erano). Quando scrivi:

    Era solo un involucro di carne e pelle che però non conteneva nulla, assolutamente nulla.

    Io m’immagino questo seguito:

    L’elfo si sedette di fronte allo specchio, avvicinò una lampada e distese la mano. Con l’altra mano impugnò il coltello. Tagliò dall’attaccatura dell’indice fino al polso. Non uscì una sola goccia di sangue, niente, neppure un alito di etere. Infilò un dito nella piaga. Sentiva sotto il polpastrello la pelle del dorso della mano. Spariti erano ossa, muscoli, cartilagini, tutto quanto. Posò il coltello, frugò in tasca e riprese in mano l’annuncio della facoltà di Medicina dell’Università. Sotto la descrizione dell’esperimento gli pareva di ricordare ci fosse un numero da chiamare nel caso fossero sorte complicazioni…

  92. 226 fabbiuzz

    Era solo un involucro di carne e pelle che però non conteneva nulla, assolutamente nulla.
    Quando si guardava in uno specchio vedeva un elfo oscuro che il tempo e gli avvenimenti avevano sbattuto come uno straccio. Si sentiva brutto, polemico, egoista, si stupiva di essersi pensato, una volta, bello, capace e coraggioso.

    penso che Gamberetta ti direbbe che il tuo personaggio è “narrato” ma non è “mostrato con efficacia”.
    Che significa “polemico”? Io non riesco a immaginarmelo “polemico”. Però, se mostri il personaggio in questione che discute animatamente con gli altri per qualsiasi motivo – fosse anche banale – allora avrai un tipo polemico.
    “Egoista” non significa niente, non mostra niente. Se invece descrivi lo stesso personaggio che si rifiuta di aiutare un amico per i propri interessi, ecco che avrai un personaggio egoista (e anche bastardo).
    “Brutto” che vuol dire? Brutto rispetto a cosa? Agli standard della sua specie (suppongo di sì)? E’ uguale, io non ho mai visto un elfo oscuro, quindi non so dire in base a quali parametri sia bello o brutto. Certo che se lo descrivi come un essere dal viso ricoperto di pustole purulente che colano pus giallo, allora sarà disgustoso per i “miei” standard. Ma per quelli elfici come la mettiamo? Serve qualcosa che mi mostri che il tizio è brutto: mettilo in una situazione in cui viene rifiutato da qualsiasi femmina della sua specie e allora capirò che è brutto o ripugnante per i suoi simili, o almeno non così “bello” per i loro standard.
    Lo stesso vale per gli altri aggettivi.

  93. 225 mariateresa

    Su giornale.it è spuntato un articolo della Strazzulla che dice di aver sconfitto i bulli della scuola trasportandoli nel mondo degli Eroi del Crepuscolo…e ci ha messo millenni per combatterli come gli Eterni contro la Tenebra? Ma no, dimenticavo la magia. Un tocco di medaglione ed è fatta, i bulli spariscono nell’aria come fumo, tutti si sposano e vivono felici e contenti!

  94. 224 Marion

    Ciao Gamberetta.
    Devo dire che spesso non mi sono trovata d’acordo con te riguardo ad altri romanzi, ma in questo caso si. Alcune descrizioni sono davvero banalissime per non parlare dei dialoghi.Io stessa sono giovane e sto “tentando” di scrivere un fantasy (lo ammetto) farcito di elfi e co. E se mai pubblicherò (se,se ,se…) già temo i tuoi commenti. Comunque devo dre che sto rileggendo il mio testo in base hai tuoi commenti e sto cercando di rendere più umile il mio personaggio se posso permettermi cito un pezzettino del mio testo:

    Era solo un involucro di carne e pelle che però non conteneva nulla, assolutamente nulla.
    Quando si guardava in uno specchio vedeva un elfo oscuro che il tempo e gli avvenimenti avevano sbattuto come uno straccio. Si sentiva brutto, polemico, egoista, si stupiva di essersi pensato, una volta, bello, capace e coraggioso.

    Vabbè lasciamo perdere…la parte della tua recensione che più mi ha impressionato è stata quella delle bolle e dei denti perfetti. Sto ancora ridendo. Davvero banale.
    Consiglio alla suddetta scrittrice di provare a leggere un po’ e variare nei generi perchè nessuno è nato imparato.

  95. 223 mariateresa

    La piccola che mi ha chiesto 1300 euro è stata Edizioni Universitarie Romane.

  96. 222 mariateresa

    Ah,quasi dimenticavo…per far fare due risate,sapete che ho messo nel bigliettino di presentazione della trilogia scritto a mano?
    Nome,cognome,età,paese e …vi va di dare un’occhiata alla mia trilogia fantasy?
    Molto esauriente,vero?

  97. 221 Morgante

    Ops!
    Hai risposto prima di me, Mariateresa! Beh, anche la Newton e Compton è buona. Ma, quali sono le piccole che ti hanno chiesto soldi?

  98. 220 mariateresa

    Ho intenzione di provare con la Newton&Compton e con Cairo editore…ma credo che,se l’Einaudi mi risponderà picche(ho inviato tutto sta mattina)proverò un po’ tutte le case grandi.Purtroppo le medie e piccolo vogliono soldi,e ne vogliono tanti…e io voglio avere la certezza che il mio racconto vale almeno un euro e che non è pubblicato solo perchè pago.

  99. 219 Morgante

    Hm, ciao Maria teresa,
    (spero di non andare fuori tema, ma mi andava di risponderti, e condividere anche la mia esperienza visto che qui siam tutti sulla stessa barca, si parla di pubblicazioni, e strade da percorrere).
    Anch’io penso che ci sia una bella fetta di case editrici tra quelle a pagamento e l’Einaudi, e anche molto valide. Tu fai bene a pensare alla Einaudi, e poi, mi raccomando, sotto anche con le altre e in bocca al lupo!
    Quando ho spedito il mio libro mi sono fatta una scaletta, che comprendeva sia le grandi, poi via via anche le medie case editrici. Alcune sono proprio molto attente ai dettagli, e l’idea che non siano colossi…non so, ti toglie un po’ la pressione di dosso (la fama già collaudata della casa editrice, e le solite accuse di raccomandazioni ecc).
    Però capisco perché si parta dalle grandi, io l’ho fatto per due motivi semplicissimi già letti molte volte in rete: si è sicuri che una casa editrice ben avviata NON ti chiederà mai un contributo, quindi non arriverà mai quel terribile giorno in cui tra lusinghe e mezze frasi ti sentirai dire: “sì, il tuo libro è bello, vogliamo aiutarti, ti pubblicheremo, basta un piccolo contributo di…4000 euro!”
    E poi la seconda ragione, che è lo scopo delle storie: essere diffuse. Ovvio che più grande è la casa editrice, e più saranno gli scaffali che il tuo libro raggiungerà.
    Nel mio caso, ho contattato appunto per prime due grandi case editrici, una proprio la famigerata M, con presentazione e tre capitoli in visione (mi ci sono ammazzata su quella presentazione), ed entrambe mi hanno chiesto in visione il manoscritto, poi rifiutato dopo 4 mesi (la M) e 7 l’altra.
    La terza grande casa editrice non ha mai risposto alla presentazione.
    Ho pensato che fosse comunque un buon segno. Non mi sono arresa, non ho pensato: “Non mi hanno preso perché prendono solo i raccomandati.” Sinceramente queste cose non mi interessano. Se pensassi così, non muoverei mai più un passo fuori casa. Preferisco pensare che c’era da migliorare, che ero immatura, e dovevo crescere.
    Ora che ho riscritto non so più quante volte il romanzo, e una agenzia mi ha accettato (e non è affiliata a nessuna casa editrice, anzi sostiene la media e piccola editoria), ho voluto fare la sfrontata e mi sono ripresentata alle grandi. Di nuovo la famigerata casa editrice ha accettato di visionare il manoscritto (previa assicurazione che fosse migliorato molto a livello sostanziale). E un’altra grande casa editrice ha deciso di prenderlo in visione (forse anche un paio di medie, non ricordo più bene chi hanno contattato).
    Ho il netto sentore che sarò di nuovo rifiutata, ma non importa un fico secco. Nessuno mi ha obbligato a fare i cambiamenti che ho fatto, ogni modifica è dipesa fin qui solo da me e ne sono felice. Essere pubblicata subito sarebbe stata la rovina! E se sarò presa, non sarà stato dopo tre mesi, ma dopo tre anni (che sono comunque pochi).
    In cui sono maturata tantissimo.

    Un in bocca al lupo a tutti i vostri progetti!
    Ciao

  100. 218 Mari

    Beh, mariateresa, io ti consiglio di provare una via di mezzo tra la casa editrice a pagamento e la Einaudi. Principalmente perchè, per farsi pubblicare da una casa editrice così grossa, a mio parere, si ha necessità quasi vitale o di una quantità immensa del famigerato “culo” citato da Paladino, oppure di una spintarella di qualche genere (anche perchè, e non mi stancherò mai di dirlo, l’Einaudi è della Mondadori… E sappiamo bene chi comanda quest’ultima e come funzionano le cose oggigiorno). E’ triste da dire ma, viste le ultime pubblicazioni delle grandi case, la qualità efettiva del libro passa assai in secondo piano -.-
    Comunque ripeto: ci sono diverse vie di mezzo tra la casa editrice a pagamento e la grandissima casa.
    Magari spedisci il tuo manoscritto all’Einaudi, ma prova anche con le medie e piccole case editrici che fanno onestamente il loro lavoro. Se la tua opera merita davvero, le possibilità di pubblicazione aumentano.
    Poi, oh, è un mio parere.

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