Il Crepuscolo del Fantasy

Copertina de Gli Eroi del Crepuscolo Titolo originale: Gli Eroi del Crepuscolo
Autore: Chiara Strazzulla

Anno: 2008
Nazione: Italia
Lingua: Italiano
Editore: Einaudi

Genere: Fantasy, Elfi
Pagine: 772

Per tutti quelli che hanno a cuore il mio tempo libero, che si preoccupano che io sprechi la mia giovinezza a scrivere critiche inutili, ecco una recensione veritiera, precisa e di poche parole de Gli Eroi del Crepuscolo:

Gli Eroi del Crepuscolo è una schifezza.

Contenti? Avete la vostra recensione, potete chiudere la finestra del browser e passare ad altro. Se invece decidete di continuare, è una vostra scelta, non vi sto puntando una pistola alla tempia, perciò evitate di venire a rompermi l’anima riguardo quello che avrei o non avrei dovuto fare.

Piccola premessa

Nel corso della recensione non farò alcun riferimento all’età dell’autrice. Com’è giusto che sia: non credo che cambi per nessuno l’esperienza di lettura sapendo che l’autore ha 17 anni piuttosto che 71. O è un bel romanzo o non lo è, non importa chi l’ha scritto.
Tuttavia voglio prendere ad esempio la Strazzulla per rimarcare una certa differenza di mentalità fra gli autori nostrani e anglosassoni. Differenza che secondo me è una delle ragioni per cui gente come Crichton vende milioni di copie anche da noi, ma nessun nostro autore vende milioni di copie in Inghilterra o in America.

Come già avevo ricordato, la Strazzulla, alla presentazione del suo romanzo, ha rilasciato alcune dichiarazioni sulla scrittura che ho trovato poco condivisibili:

[...] chi scrive scrive per sé, scrive perché gli piace scrivere, perché scrivere non è una cosa che s’impara, è una cosa che ti viene, è come uno starnuto, è come una risata, ti esce, è lì, devi pigliare una penna e scrivere.

Sfogliando il volume The Essential Ellison: A 50 Year Retrospective ho trovato questa lettera di un giovanissimo Harlan Ellison, indirizzata alla rivista Writer’s Digest:

Dear Editor:
I’ve been following W.D.’s wonderful material for years now, and couldn’t resist sharing the glad news with you. I’ve made my first sale, and I owe every bit of the kick I get out of it to good old DIGEST. Of course it was only six dollars, but I’m on my way. I’m only sixteen years old, so this means a lot to me. Everything in the DIGEST is tremendously helpful to young writers like me, so keep it coming.
Harlan Ellison

L’Ellison sedicenne già da diversi anni seguiva una rivista di scrittura per imparare, la Strazzulla è nata “imparata” e scrive a furia di starnuti e risate. La differenza si vede, o meglio si legge.

Il video con le affermazioni “incriminate” della Strazzulla

Un romanzo da manuale

Un mondo abitato da elfi debosciati (qui chiamati Eterni) è minacciato dalla Tenebra, malvagia creatura, incarnatasi nel Signore delle Tenebre (d’oh!), all’anagrafe “Gylion Cuore di Ghiaccio”. I piani del Signore delle Tenebre sono tanto precisi quanto terrificanti:

A dispetto di quel che lasciava intuire, non gli interessava il potere, né la vendetta. Quello che voleva era la completa distruzione di tutto ciò che di buono poteva esistere, il trionfo del male, l’annullamento definitivo di felicità, amore, pietà, speranza.

Per fortuna a difendere felicità, amore, pietà, speranza, democrazia e diritti degli animali, ci sono quattro baldi giovanotti adolescenti (in realtà hanno 300 anni circa, ma un elfo di 300 anni in rapporto agli altri della sua specie è più o meno come un umano di 16).
A guidare il gruppo, Lyannen, figlio di un’umana e di un elfo. Ovvero un mezzelfo! Lyannen si nota subito fra i suoi compatrioti perché gli altri hanno i capelli color oro, lui li ha corvini, gli altri sono alti due metri e mezzo, lui solo poco meno di due, gli altri sono nipoti del Re, lui è solo figlio del più importante generale dell’intero Reame, gli altri sono immortali, e lui pure, perché è uno dei pochi meticci con il tratto genetico dell’immortalità. Ah, è anche amante della principessa Eileen, sebbene sia un amore proibito (Ohhh!!!) Da non sottovalutare la sua abilità di spadaccino e l’essere uno dei pochi elfi (mezzi o no) a poter usare la magia, seppur inconsciamente.
Alto, bello, buona famiglia, immortale, schermidore provetto, mago, amante della principessa: secondo la pubblicità lui e amici sarebbero “[...] tutt’altro che gli eroi stereotipici cui la letteratura fantasy, e non solo, ci ha abituati.” Secondo Rosella Postorino, editor del romanzo, “Negli Eroi del crepuscolo, non sono gli eroi, appunto, a salvare il Reame, ma sono i reietti, gli scarti, gli incompetenti, i diversi, i giovani: gli adolescenti.”
Alto, bello, buona famiglia, immortale, schermidore provetto, mago, amante della principessa: uno così lo definirei proprio un reietto, o forse uno scarto, “diverso” ci può stare, così com’è “diverso” il Sultano del Brunei.

Il sultano del Brunei
Il Sultano del Brunei: tipico adolescente?

Le parole della Postorino sono la ragione per la quale così tante mie recensioni sono brutali: mi procura enorme fastidio sentire la gente mentire o raccontare stronzate con l’unico scopo di vendere, di guadagnare, di intascare un euro in più. Un minimo di dignità, che diamine!
Senza contare che anche la storia del “perdente” che diventa eroe è di per sé un cliché.
Dunque abbiamo una banda di eroi banali e stereotipati che cerca, senza riuscirci, di imitare una banda di eroi banali ma che seguono altri stereotipi. Geniale!

Gli Eroi del Crepuscolo è una presa per i fondelli. È stato preso un celeberrimo articolo, in Rete da anni, How to write a best selling fantasy novel, e lo si è seguito quasi alla lettera. Peccato quello sia nelle intenzioni dell’autore un articolo ironico.

Qualche citazione a caso.

How to:

Despite the need to keep the book long, some bits are just too hard to write. A thousand mile journey by foot is long, but easy to write. Battles on the other hand are hard because there’s a lot going on and you probably require some knowledge of military strategy. So if you’re writing a battle scene and it’s just getting too hard, simply have the hero suffer a wound and lapse into unconsciousness [...] Next thing our hero wakes on a white alabaster slab in the Healing Room where the Pure Maiden Warrior tells him that the battle is over and, Guess what? They won! Result: you’ve saved 50 pages of intricate military description.

Strazzulla:

Barcollò di nuovo, e l’uomo accanto a lui dovette sorreggerlo. Lyannen sbatté le palpebre. Forse stava sognando. Tutto girava, intorno a lui. Chiuse gli occhi e si abbandonò tra le braccia dell’uomo. [...] Lyannen sbatté le palpebre due, tre volte. Era adagiato tra morbide lenzuola di lino, i capelli sparsi sul guanciale. Nell’aria c’era un forte odore di medicinali. La stanza era in penombra, illuminata da torce, ma guardandosi attorno vide altri letti accanto al suo. Doveva trovarsi in un’infermeria. [...] Un pensiero gli attraversò la mente, rapidissimo. – La battaglia là fuori? È finita? Abbiamo vinto?
– Magari, – esclamò il Capitano. – Siamo rientrati prima che facesse buio e abbiamo barricato il portone a Sud come potevamo, ma quelli continuano con le frecce, e hanno ricominciato anche con le scale.

In effetti la Strazzulla non fa vincere ai Buoni la battaglia fuori scena, ma solo perché prepara una sorpresona al lettore: uno dei più beceri deus ex machina mai concepiti!

How to:

It will be necessary to create Bad Expendables. These are the orcs, goblins, trolls, dragons, wights or any other creatures that we are happy to kill in their thousands. They are usually black, hairy, sweaty or in some other way unacceptable by middle class Caucasian standards. Often they are deformed, based on the traditional belief that an ugly body reflects an ugly soul. It is our way of doing a service to the sick and disabled by reminding readers that people who are disfigured look that way because they’re evil.

I Buoni sono alti, belli, capelli dorati al vento, fieri, muscolosi; i Cattivi brutti, deformi, putridi. Al massimo un brutto può essere raggirato e servire i Buoni come schiavo o poco più (i poveri Droqq). La Strazzulla è adamantina su questo punto:

E poi ci sono Brandan Fierolampo e Venissian l’Arciere, e Leidhall di Mymar, in persona! Vengono per combattere ovviamente: pare che il nemico arriverà qui a giorni. Figurati che c’è anche il Sire, tutto vestito di bianco, con Alvidrin che gli regge lo stendardo. Uno spettacolo. Sono così belli che inizi a chiederti come è possibile che stiano perdendo la guerra.

Ma niente paura! I Belli alla fine vinceranno, mentre i Brutti finiranno tutti quanti bruciati vivi, com’è giusto che sia. D’altra parte:

Lyannen non era mai parso bello come in quel momento, mentre da solo sbaragliava i pixies confusi e spaventati, menando fendenti a destra e a manca, i capelli scompigliati, gli abiti e la pelle luridi di sangue e di polvere. Quando infine con un solo colpo tagliò di netto le teste di due folletti, i tre o quattro pixies superstiti lasciarono cadere le armi e scapparono senza ritegno, andando a rifugiarsi nel bosco.

Quello che mi disturba in questo passaggio non è tanto l’esaltazione della violenza (cosa rende una persona più bella se non il decapitare nemici confusi e spaventati?), esaltazione perpetrata dal Narratore in persona, quanto la banalità di tutto ciò. Come ricordato anche dall’articolo, è cliché scontatissimo quello di Bello = Buono e Brutto = Cattivo. Sarebbe ora di andare oltre…

Uno gnometto
Uno gnometto. Avanti, Lyannen, fai vedere quanto sei uomo elfo, ammazza anche lui mentre scappa spaventato!

How to:

If Wizards and Lords actually used their magical powers they wouldn’t need the Loser/Hero to save them and the book will be over in a hundred pages. So, although wizards can bring trees to life, summon spirits from earth and sky, they have to use guile to defeat the stupidest troll.

Nel romanzo della Strazzulla, il Solitario, uno dei personaggi, si trova fin dall’inizio in possesso di un oggetto magico, un talismano, di potere assoluto, “E ho pensato che avresti creduto che quel talismano potesse fare qualsiasi cosa. In effetti poteva farlo [...]“, il talismano può addirittura uccidere un (semi)dio; con un singolo atto di volontà il Solitario potrebbe concludere la guerra, ma:

– Il punto è, – proseguì il Solitario, – che molto spesso è utile avere la magia a disposizione senza saperlo. Molte persone, pensando di poter contare sulla magia in ogni caso, ne diventano dipendenti. Si affidano sempre alla magia e sono incapaci di andare avanti da soli quando non possono usarla. E, fattelo dire da uno che usa la magia da sempre, non conviene affatto affidarsi a una forza del genere. Meglio contare su se stessi. –

In altri termini, non credo sia giusto che siano dati antibiotici e altri medicinali ai malati: perché altrimenti quelli si abituano, e poi quando ne sono privi non sanno più come tirare avanti. Meglio una guerra lunga anni, un numero incalcolabile di morti, città distrutte e interi popoli annientati, piuttosto che diventare dipendenti della magia… Ovviamente Slyman, l’allievo del Solitario, la persona alla quale il Solitario si sta rivolgendo, accetterà senza batter ciglio le sagge parole del maestro.

How to:

Note: the Enemy’s fatal flaw will always be that he is over-confident.

Strazzulla:

– Eileen, – ripeté. [...] – Dimmi dov’è Eileen, maledetto!
Questa volta fu Gylion a ridere. [...] – Ma sì, in fondo penso che te lo dirò, – concluse Gylion a sorpresa. Si accarezzò il mento liscio, senza smettere di sorridere in modo inquietante. – Tanto poi a chi andresti a dirlo? I morti non parlano –. [nota: qui oltre all'eccessiva confidenza c'è anche la cosa da non fare numero 7 per gli aspiranti Evil Overlord]

In realtà, al di là di questa citazione, Gylion perde perché si fida ciecamente del suo unico amico, il demone Scrubb. Scrubb, senza nessun buon motivo, lo tradirà.
E visto che ne parliamo, l’ottimo finale del romanzo è il seguente: i Buoni stanno perdendo la battaglia finale, Lyannen sta per essere ucciso; a questo punto Scrubb decide appunto di cambiare bandiera. Con assoluta nonchalance scatena fiamme magiche che:

  • Uccidono i soldati delle Truppe Nere (sì solo loro, la fiamma brucia solo i malvagi i brutti).
  • Uccidono Il Signore delle Tenebre (sì, così come se niente fosse).
  • Liberano Eileen dalla prigione senza uscite dov’era tenuta.

Fino alla pagina precedente Scrubb lavorava per i Cattivi. Come nel caso del Solitario, Scrubb avrebbe potuto usare la sua di magia a pagina 1, e ammazzare così tutti i Buoni. Ma perché privare il lettore di questo delizioso deus ex machina?

È sempre la solita solfa

Potrei fare copia/incolla dalla recensione di Nihal della Terra del Vento, e, cambiando le citazioni, potrei lasciare il testo identico. Con questo non voglio dire che Gli Eroi del Crepuscolo sia al livello dell’esordio della Troisi, voglio dire che è peggio. Sono presenti tutti i difetti già visti in Nihal, e manca invece il ritmo della Troisi, che almeno in quel romanzo riusciva a tenere lontana la noia. Da un punto di vista linguistico la Strazzulla è più brava, ha più dimestichezza con le parole, tuttavia non ha la stessa energia della Troisi. Nihal non lascia indifferenti, sebbene per le ragioni sbagliate; Gli Eroi del Crepuscolo è piatto, vuoto, inutile. Roba che si dimentica due giorni dopo averla letta.

Ciò premesso, ripetete in coro con me…

PRIMA DI SCRIVERE OCCORRE DOCUMENTARSI.
Chissà se prima o poi entrerà nella testa di qualcuno. Se si scrive di guerre e duelli (e purtroppo per la Strazzulla tali attività sono parti importanti della sua storia), bisogna conoscere l’argomento, altrimenti si fa la figura dei fessi.
E per l’ennesima volta, tendere un arco richiede forza! Ne richiede tanta!

E allora, all’improvviso, le frecce crosciarono come una pioggia, e il nemico, stupito dall’inaspettata pioggia mortale, si fermò e perse la sicurezza, e tutti levarono lo sguardo al cielo, stupiti. [...] sugli spalti, le mogli, le figlie, le madri avevano preso gli archi dei loro padri, fratelli, figli e mariti, e adesso tiravano sull’esercito nemico.

La popolazione femminile dell’Ultima Città sta riversando una “pioggia mortale” sulle truppe del Signore delle Tenebre, truppe che si trovano ad almeno 100 metri di distanza (ma con ogni probabilità la distanza è maggiore). Be’, è in pratica impossibile. Una persona, senza specifico addestramento, non è in grado di compiere un gesto del genere, e parliamo di anni d’addestramento.
In più, nella società degli elfi, le donne non solo non ricevono addestramento all’uso dell’arco, ma di nessun tipo. Il loro compito è badare alla casa e ai figli, non hanno nessun ruolo civile o militare. Dal fidanzamento fino al matrimonio devono anche girare velate, e si rivolgono al proprio sposo chiamandolo “Mio Signore”. Che bello!

Un brano da un tipico duello in stile “troisiano”, stile qui così ben imitato dalla Strazzulla:

L’essere misterioso aveva attaccato con un guizzo rapidissimo, che Lyannen non si sarebbe mai aspettato, ma dal canto suo Lyannen aveva subito provato una mossa d’alta scherma, e credeva che l’altro avesse notato la sua abilità. Lentamente allontanarono le spade, arretrando di un passo. Si squadrarono ancora, immobili, poi Lyannen tentò fulmineo un affondo. Dimostrando di nuovo una velocità e un’abilità ragguardevoli, l’essere rovesciò la lama e parò il colpo. Si separarono di nuovo, e ripresero a duellare con velocità crescente. Lo scontro proseguiva in un botta e risposta equilibrato: i due contendenti sembravano equivalersi per bravura, all’attacco di uno corrispondeva sempre una pronta parata e risposta dell’altro. Nessuno dei due abbassava la guardia, neppure per un momento, e d’altra parte nessuno dei due aveva davvero cercato di uccidere l’altro, ma solo di disarmarlo, o al massimo ferirlo in maniera non grave.

Valgono sempre le solite considerazioni: innanzi tutto il duello è raccontato e non mostrato. E questo crea non pochi problemi al lettore: Lyannen prova una mossa d’alta scherma, ovvero? Cosa debbo immaginare nella mia testa? “una mossa d’alta scherma” sono solo parole, non sono immagini. Poi è un duello, un’attività emotivamente coinvolgente per i partecipanti, eppure il punto di vista è lontano, un debolissimo Narratore Onnisciente, che ciancia di parate e risposte e uguale abilità, senza però che ci sia alcuna partecipazione del lettore. Non assistiamo (perché non è mostrato) annoiati a uno spettacolo interpretato da gente che non conosciamo.

La prima stoccata arrivò piuttosto alta e non fu affatto il tipo di colpo che [Loredan] si sarebbe aspettato. Fu costretto a fare alta anche la sua parata e il peso che l’altro aveva caricato sulla lama fu tale che con la forza del proprio braccio e del polso quasi non riuscì a defletterla. Gli riuscì in qualche modo, ma fu costretto a fare un passo indietro e due a destra, scoprendosi il petto; non c’era nessuna speranza di un colpo di risposta. Prevedibilmente l’attacco successivo fu basso, ma il fatto che stavolta se lo aspettasse non rese meno complicato il pararlo. Due rapidi passi verso destra lo misero fuori portata, ma la sua guardia era tuttora troppo alta e una ferita al ginocchio destro che era rimasto scoperto, sarebbe stata la fine.
Fortunatamente il suo avversario optò invece per un’altra stoccata alta. Due passi indietro dettero a Loredan abbastanza spazio per parare di prima, caricando la lama di tutto il peso del proprio corpo e deviando così nettamente la spada dell’altro verso destra. A quel punto inclinò il polso per una botta corta, più che altro un fendente con il polso girato, diretto allo stomaco. Il suo avversario arretrò, ma non abbastanza in fretta; la punta della sua spada penetrò di qualche centimetro prima che Loredan la ritirasse [...]

Questo brano è invece preso da Tutti i Colori dell’Acciaio (Colours in the Steel) un fantasy di K.J. Parker. Parker non è un genio della letteratura, è un onesto scrittore, neanche poi tanto bravo. Ma appunto non bisogna essere dei geni per capire che occorre mostrare, che bisogna sapere di quel che si parla, e che è molto più efficace in una scena d’azione mantenere il punto di vista ancorato a un personaggio.

Copertina di Colours in the Steel
Copertina di Colours in the Steel

Ora mi rivolgo alla gentile editor del romanzo, Rosella Postorino, sperando che il mio tono sia abbastanza pacato perché vossignoria possa ritenere opportuno rispondermi. Se né lei né l’autrice ne capite niente di argomento bellico, non sarebbe stato il caso di assumere un consulente? Si risparmiava un po’ sul libretto pubblicitario pieno di disegni a colori, e si pagava qualcuno per dare una sistemata agli aspetti militari del romanzo. Funziona così, quando una casa editrice ha rispetto del pubblico.
E anche in mancanza di ciò, un editor dovrebbe forse correggere quando l’autore, per inesperienza o distrazione, non dipinge al meglio una scena. Gli errori commessi dalla Strazzulla sono elementari.

I problemi dal lato documentazione non finiscono certo qui. Non c’è niente di neanche vagamente razionale nel comportamento degli eserciti in campo. Nel mondo della Strazzulla è bandita ogni genere di strategia, tattica, catena di comando, ordine di battaglia; gli scontri si riducono a enormi risse senza capo né coda. Così come è sconclusionato l’uso dei termini, per esempio qualunque unità militare, da 30 a 5.000 uomini, è sempre un “plotone”.

Aveva gli occhi blu a pagina cinque e verdi a pagina diciotto

Le incongruenze possono essere più o meno gravi. In certi casi possono minare la credibilità della storia (il classico eroe che si salva sparando sette colpi, con una rivoltella che ne tiene nel tamburo solo sei), in altri casi possono solo sfregiarla.
È come andare dal concessionario, uscirne con un’auto nuova e scoprire che la carrozzeria è rigata. L’auto funziona lo stesso, ma non credo che si accetti la situazione con un’alzata di spalle.
Lo stesso vale per i romanzi. Le contraddizione e le incongruenze, anche quando non vitali per lo svolgimento della storia, sono comunque uno sputare in faccia al lettore. Non c’è nessuna buona ragione per la quale autore, editor e chiunque sia stato coinvolto non abbia posto rimedio a tali errori.

Per esempio – e mi si scuserà se metto solo il numero di pagina e non riporto per intero le citazioni, non sono divertenti in sé:

A pagina 71 Vandriyan spiega che per la buona riuscita della missione, la Compagnia dei Rinnegati(sic) dovrà fare affidamento solo su se stessa, e sarebbe controproducente affiancarle personale più qualificato. A pagina 122 viene accolto nella compagnia Ventel, militare di professione, al grido di “più siamo meglio è!” E nel corso della storia chiunque voglia unirsi alla Compagnia sarà accolto. In altre parole sarebbero potuti partire da subito alla testa dell’Alavento (le truppe d’elite del Reame), ma così si sarebbe rischiato di combinare qualcosa, e si sarebbe privato il lettore di un viaggio inutile di 500 e passa pagine…

A pagina 87 è descritta la partenza della Compagnia dei Rinnegati dalla capitale del Reame. I quattro giovanotti sono salutati da due ali di folla esultante, perché tutti sanno che lo scopo della loro missione è salvare la principessa Eileen, rapita dal Signore delle Tenebre. Ma a pagina 110 uno della Compagnia è reticente a rivelare la natura della missione a un suo parente, a pagina 114 Lyannen conferma che sono “partiti in gran segreto”. LOL!

A pagina 200, dopo lo scontro con i folletti cui si è già accennato, la Compagnia decide di seppellire i cadaveri dei nemici. Nessuno pare scosso dal macabro lavoro, non dopo quello che hanno visto in guerra, dopo i mesi passati al fronte. Peccato che nessuno di loro è mai stato al fronte! I quattro sono appena usciti dal collegio militare e non hanno nessuna esperienza di combattimento.

A pagina 325 si parla di una serata estiva molto calda, tanto che Slyman si lamenta. Lo stesso Slyman a pagina 333 è infastidito dalla finestra aperta, con tutti quegli spifferi potrebbe morire assiderato. E si trova in una camera con il camino acceso…

E così via. Certe scene poi sono così campate per aria da essere oltre la contraddizione. La Compagnia dei Rinnegati incontra i centauri. Ventel si fa portavoce presso gli equini perché ne conosce usi e costumi; malgrado ciò, quasi apposta fa infuriare il capo centauro. Durante lo scontro Lyannen combatte contro tre centauri contemporaneamente. Il corpo di uno gli cade addosso, e lui ha tutto il tempo di strisciare fuori, di rialzarsi e di ferire un altro centauro. Quando poi i nostri eroi sono in difficoltà – sul punto di lasciarci la pelle – un misterioso corno risuona nella foresta e i centauri scappano. È in arrivo un grande pericolo deducono quelli della Compagnia, perché solo un grande pericolo può aver terrorizzato i centauri.
Non arriverà nessun pericolo. La storia del corno sarà scordata cinque pagine dopo. Così, senza spiegazioni, senza raziocinio. Un momento sei circondato da centauri imbizzarriti, l’attimo dopo scappano. Ma è tutto ok, è fantasy!!! (per bambini deficienti).

Centauro e amazzone
Un feroce centauro in compagnia dell’amazzone Irdris

Altra roba marcia

Dialoghi insulsi. Quasi tutti i personaggi hanno la stessa “voce”, e sono indistinguibili uno dall’altro quando parlano. Non che si dicano molto, la gran parte dei dialoghi sono uno stucchevole rimarcare l’ovvio:
Narratore: «Gli elfi sono in guerra da quindici anni.»
Primo Elfo: «Lo sai che gli elfi sono in guerra da quindici anni?»
Secondo Elfo: «Sì, sapevo che gli elfi erano in guerra da quindici anni.»
Tra i tanti, spicca un dialogo tra Eileen, la principessa rapita, e il Signore delle Tenebre. Non credo di aver mai letto niente di così balordo, neppure scavando tra le fanfic o l’editoria a pagamento.
Ricordo che Eileen è l’unica erede al trono degli elfi (in realtà non è vero, ma lei non sa dell’altro erede) e che il Signore delle Tenebre è l’incarnazione stessa della Malvagità:

[Il Signore delle Tenebre ha appena accennato alla principessa che Lyannen è partito per salvarla, lei chiede conferma]
Il Signore delle Tenebre non parve per nulla impressionato. – Immagino che sia nelle sue intenzioni, – rispose.
– Non vedo altrimenti perché dovrebbe prendere l’eroica risoluzione di partire dal sicuro asilo della capitale con un paio di fidati amici e dirigersi a nord, convinto che nessuno sappia della sua partenza. [sì è un'altra contraddizione visto che come detto tutti sanno della partenza] Beata ingenuità. Comunque, visto che vi è così caro, cercherò di non distruggerlo [sic] subito, così almeno potrà morire felice dopo avervi rivista per l’ultima volta. Quanto sentimentalismo. Non mi trovate straordinariamente generoso?
Sorrideva. Eileen sapeva benissimo che quella era tutta una provocazione, e che avrebbe dovuto resistere. Ma il pensiero di Lyannen in pericolo, Lyannen che, non ne dubitava, doveva aver davvero lasciato Dardamen per andare da lei, era troppo. [troppo cosa?]
– Voi fate schifo, – disse, tra i denti. – Siete l’essere più disgustoso che questa terra abbia mai visto! Non trovo nemmeno le parole per descrivervi. Siete ripugnante, ecco quello che siete! [e siete vittima di un disdicevole caso di alopecia precoce] Ma state attento, voi e la vostra boria. Non sottovalutate Lyannen, e non sottovalutate gli Eterni. Hanno molte risorse che voi non potete neanche immaginare. Fate attenzione! Quelli che avete di fronte sono i valorosi che già tre volte hanno sconfitto la Tenebra, che era un milione di volte più potente di voi, [Eileen non sa che Il Signore delle Tenebre è la Tenebra!!!] e l’hanno messa in fuga! Credete davvero che si piegheranno di fronte a uno come voi?
– Un po’ di rispetto!
Lo schiaffo bruciò sulla guancia di Eileen con tanta improvvisa violenza da strapparle un piccolo grido. Sulle prime, non riuscì nemmeno a credere che lui l’avesse fatto per davvero; non aveva mai alzato le mani su di lei, in tutto il tempo che l’aveva tenuta sua prigioniera. [oh, no! La principessa ha fatto arrabbiare la Malvagità incarnata, e quella le ha dato uno schiaffo!!! Forte!!! Kome s e' xmessa???]
[...] – Un po’ di rispetto, signorina, quando parli con me.

Dopo dialoghi del genere è naturale voltarsi di scatto alle spalle, si potrebbe sorprendere un folletto del marketing Einaudi che imbraccia una telecamera: «Sorridi, sei su Candid Camera !» Perché appunto una porcheria del genere non può essere altro che uno scherzo di cattivo gusto. A meno che non sia Candid Camera ma Ai Confini della Realtà

Ordini di grandezza. Qui sotto potete ammirare la mappa del mondo dove gli Eroi del Crepuscolo scorazzano.

Mappa del mondo
Un angolo di Sicilia? Clicca per ingrandire

Il riquadro in basso a sinistra ricorda la Sicilia. Ulteriore conferma la si ha tentando di desumere la grandezza del territorio rappresentato. Purtroppo in nessun punto del romanzo vengono fornite distanze precise tra due luoghi, ci si deve accontentare di sapere che il personaggio tal dei tali ha raggiunto la tal città, partendo dalla tal altra, in tot giorni, a piedi o a cavallo. In particolare è utile sapere che l’Esercito Nero, riunitosi presso il Cerchio dei Druidi, potrebbe raggiungere Dardamen in meno di otto giorni di marcia.
Facendo un po’ di conti, si può alla fine desumere che la mappa abbia un lato di circa 370 chilometri. A questo punto si sovrappone la mappa a una vera cartina della Sicilia: con tale chilometraggio, le distanze corrispondono.
Perciò Gli Eroi del Crepuscolo potrebbe essere ambientato in Sicilia in un’epoca mitica, o comunque è ambientato in un mondo delle stesse dimensioni della Sicilia. Niente di male in ciò, è anche un’idea parzialmente originale (già Zuddas aveva ambientato le sue storie di Amazzoni nel bacino del Mediterraneo).

Il problema è che gli elfi abitano la Sicilia da 250.000 (duecentocinquantamila) anni! Non 200 anni, non 2.000, non 20.000, ma 200.000! Ebbene in questo lasso di tempo enorme, i signori elfi non hanno neanche finito di esplorare tutta la Sicilia! Basta dare uno sguardo alla nostra di storia per rendersi conto di quanto sia assurdo tutto ciò… a meno che gli elfi della Strazzulla non condividano con i vampiri della Meyer (a cent’anni ancora al Liceo) un problema di ritardo mentale. Va da sé che non è così piacevole leggere romanzi con protagonisti dei cerebrolesi.

elfi
Sono sempre loro, gli elfi! Con un bel carico di tare genetiche dovuto ai matrimoni fra consanguinei

Fieri guerrieri tra le bolle di sapone. Per carità, ognuno può descrivere la sessualità dei propri personaggi come preferisce, tuttavia un autore deve rendersi conto che in determinati contesti certe scene sono ridicole:

[i protagonisti qui sono Vandriyan e Greyannah, due dei più grandi guerrieri del reame]
Per un po’ Vandriyan fece la spola tra l’acquaio e la vasca da bagno incassata nel pavimento di cotto rosso; portando secchi d’acqua calda. Aveva proprio voglia di farsi un bel bagno come si deve, con i sali profumati, un sacco di schiuma e tutti quei piccoli lussi ai quali gli Eterni tengono tanto. Si era appena immerso, con un sospiro di sollievo, e stava rilassandosi tra nuvole di schiuma candida [sob] quando sentì qualcuno tirare il chiavistello ed entrare a lunghi passi ticchettanti nell’anticamera, senza bussare né chiedere permesso. Imprecò a mezza voce, infastidito. Detestava essere disturbato mentre faceva il bagno.
Sempre senza bussare, il misterioso visitatore aprì la porta della stanza da bagno e comparve sulla soglia, alta silhouette scura. Vandriyan imprecò di nuovo.
– Ma insomma, è questo il modo… – cominciò, polemico. Poi alzò lo sguardo verso l’uomo sulla soglia. E la sua espressione corrucciata cedette il posto a un largo sorriso.
– Bella accoglienza mi tocca ricevere, signor Capitano! – esclamò allegro il Luogotenente Greyannah. – O forse vi spiace rivedere un vecchio amico?
[...]
Era identico a quando Vandriyan l’aveva visto per l’ultima volta. Alto, con un bel fisico muscoloso da combattente e un incarnato chiaro ma non pallido, aveva un aspetto nobile e severo, e insieme un po’ stravagante. Il suo volto era aperto e leale, illuminato da due begli occhi blu oceano con ciglia piuttosto lunghe per un uomo, di taglio allungato, scuri e vivaci sotto le sopracciglia arcuate. Aveva un bel naso dritto, a dire il vero un po’ lungo, che gli conferiva un profilo particolare, dall’aria sprezzante, e una sottile cicatrice bianca gli spaccava di traverso le labbra. All’orecchio sinistro portava un piccolo orecchino d’oro con incastonata un’antica gemma, di un perfetto blu elettrico. I capelli, lunghi e dorati, erano raccolti nell’inconfondibile acconciatura fatta da miriadi di trecce e treccine. Sorrideva, e scopriva bei denti bianchi e regolari.
Andò a sedersi sul bordo della vasca, scoppiando con un dito le bolle profumate che di tanto in tanto si levavano dalla superficie schiumosa.

… non commento, non sono una lettrice abituale di Harmony, perciò non saprei dire, mi sembra adeguato, ma penso la Strazzulla possa migliorare.
In compenso vorrei spendere due parole per quei “bei denti bianchi e regolari.” Particolare insignificante? Non proprio. Questi sono elfi immortali. Sono in vita da migliaia e migliaia di anni. E il tipo con i denti bianchi e regolari è anche militare di professione. Assumiamo pure che sia sempre stato fortunato in battaglia e che gli elfi siano immuni dalle carie, ma si pensi solo al masticare. Due pasti al giorno per migliaia e migliaia di anni. Come diamine fai ad avere denti bianchi e regolari? Saranno scheggiati e consumati. O forse agli elfi i denti ricrescono di continuo? Si rigenerano ossa e tessuti? Chi lo sa? Scommetto neanche l’autrice.
Qui c’è la differenza fra uno scrittore che ha davvero visto gli elfi immortali, e uno che invece parla di elfi immortali ma sta solo descrivendo uno gnokko qualunque, che sia vampiro, cantante alla moda, bello della scuola o debosciato abitatore dei boschi.

Non è l’unica scena yaoi, in un’altra occasione è Lyannen nel bagno di schiuma e Vandriyan gli passa un pettine per consentirgli di lisciare i lunghi capelli corvini. Oppure abbiamo Lyannen e Tyke ai bagni pubblici della fortezza di Syrkun: passano varie belle ragazze, ma alla fine è proprio Lyannen che Tyke invita in camera sua per una cenetta romantica loro due soli. Credo gli elfi avrebbero un’esistenza meno sfibrante se ammettessero i propri gusti invece di far finta di struggersi per principesse e madamigelle varie.

A mollo
Non c’è la schiuma ma il concetto è quello…

Fantasia portami via. Almeno per me c’è un elemento che può risollevare qualunque fantasy, anche il più disgraziato: una cospicua dose di fantasia. La ragione per la quale leggo fantasy e fantascienza è per stupirmi, per riuscire a riempire la fantasia con elementi nuovi, con cose che altrimenti da sola non sarei mai riuscita a immaginarmi.
Disgraziatamente anche sotto questo aspetto Gli Eroi del Crepuscolo non offre niente. Al di là delle solite razze preconfezionate (goblin, coboldi, fatine, centauri, folletti, ent, ecc.) non c’è nulla. In nessun angolino si annida una scintilla di sense of wonder.
Siamo al punto che, ripensandoci, gli occhi viola e i capelli blu di Nihal mi paiono trovate originali. Sigh.

Orco preconfezionato
Razza preconfezionata (attenzione! Normalmente non sono vendute già dipinte!)

Varia umanità. Ovviamente gli errori e i problemi non finiscono qui. Ci sono lunghe parti, in più punti, di riassunto; parti raccontate e non mostrate, quasi servissero all’autrice – più che al lettore – a ricordarsi dov’era arrivata. Ci sono scene nelle quali il punto di vista cambia da paragrafo a paragrafo, ci sono poi moltissime scene inutili per lo svolgersi della storia – il romanzo ha almeno 300 pagine di troppo – e ciò suscita noia. Il linguaggio cerca a tratti di sembrare aulico, ma ci sono fastidiosissime cadute sul moderno. Tipo personaggi che parlano di deja-vu, o che descrivono il ferire un orco metterlo “fuori uso”(sic), o Il Signore delle Tenebre che nella sua lettera di estorsione si autodefinisce “versione migliorata” del padre, per tacere poi di quell’orribile “testa di pigna” unico idiota insulto che gli elfi si scambiano.

Un gamberetto fresco

Le pagine che seguono la “morte” di Ventel e il suo ritorno in vita sono decenti. È l’unico momento semi passabile dell’intero romanzo.

Considerazione finale

Concludo con una considerazione generale. Nel suo saggio Supernatural Horror in Literature, H.P. Lovecraft inquadra la storia della narrativa d’orrore in una chiave di evoluzione. Più passa il tempo, più, in media, gli scrittori diventano più bravi. L’analisi psicologica è sempre più approfondita, le fantasie più complesse, i personaggi più realistici. Le catene che sbatacchiano la notte ne Il Castello di Otranto di Walpole sono superate. Non bastano più a suscitare orrore, vero orrore.

The best horror-tales of today, profiting by the long evolution of the type, possess a naturalness, convincingness, artistic smoothness, and skilful intensity of appeal quite beyond comparison with anything in the Gothic work of a century or more ago. Technique, craftsmanship, experience, and psychological knowledge have advanced tremendously with the passing years, so that much of the older work seems naive and artificial; redeemed, when redeemed at all, only by a genius which conquers heavy limitations.

Mi piacerebbe vedere lo stesso nel fantasy. Eppure non solo non è facile scorgere questo tipo di evoluzione (se evoluzione c’è stata), ma addirittura spesso l’evoluzione è rifiutata.
Un romanzo come Gli Eroi del Crepuscolo imita in maniera maldestra Tolkien, e quel che è peggio, non aspira a niente di più. Il suo ambito è tra brutta copia di Tolkien e copia decente di Tolkien. Non sarebbe il caso di finirla? Il tempo passa, e Tolkien assomiglia sempre più a Walpole. Non sarebbe il caso di proporre qualcosa di nuovo? Così come i fantasmi che scuotono le armature non fanno più paura, i dannati elfi non accendono più la fantasia.

La nuova Regina

Non era facile. Era un’impresa che richiedeva menti raffinate, un piano studiato in ogni particolare, e un’esecuzione impeccabile. Perciò non posso far altro che complimentarmi con autrice, editor, e quanti altri coinvolti, era difficile, molto difficile, ma ce l’avete fatta: avete dato vita a un romanzo più brutto di Nihal della Terra del Vento! Congratulazioni! Sul trono d’immondizia sale un nuovo campione, il nuovo punto più basso del fantasy italiano: Gli Eroi del Crepuscolo.
Speriamo solo che il crepuscolo passi in fretta e scenda la notte, così certi orrori spariranno alla vista.

un reptiloide
Costui è un reptiloide. I reptiloidi sono alieni che si nascondo tra noi; una delle loro armi è il brutto fantasy, usato per ridurre l’umanità in uno stato di passività bovina. Ogni volta che sentite qualcuno dire: “non bisogna ragionare mentre si legge un romanzo fantasy perché… è fantasy!!!” state certi che da qualche parte un reptiloide sta gongolando


Approfondimenti:

Gli Eroi del Crepuscolo su iBS.it
Gli Eroi del Crepuscolo presso il sito dell’editore
Il sito MySpace di Chiara Strazzulla
Un Add-on per Firefox che blocca l’accesso a MySpace
Un’intervista a Chiara Strazzulla
Chiara Strazzulla sulla Wikipedia siciliana
L’opuscolo pubblicitario con i disegni di Massimiliano Frezzato

The Essential Ellison: A 50 Year Retrospective su Amazon.com
Il sito della rivista Writer’s Digest
Tutti i Colori dell’Acciaio presso Delos Store
Il sito ufficiale della regione Sicilia
The Castle of Otranto disponibile online
Supernatural Horror in Literature disponibile online
Per saperne di più su reptoidi, reptiloidi, rettiliani & soci

 

Giudizio:

Ogni tanto la scrittura è decente. +1 -1 Storia banale, già vista mille volte.
Ventel che muore e risorge. +1 -1 Storia incongruente, piena di controsensi.
-1 Storia infarcita di episodi inutili.
-1 Storia a tratti noiosa.
-1 Incipit orribile.
-1 Finale ancor peggiore.
-1 Assoluta mancanza di fantasia.
-1 Nessun lavoro di documentazione.
-1 Linguaggio non sempre all’altezza.
-1 Editing pessimo.
-1 Ennesimo fantasy per bambini scemi.
-1 Una marea di dannati elfi cerebrolesi.
-1 Gli elfi immersi nella schiuma.
-1 Gli elfi con i bei denti bianchi e regolari.
-1 Gli elfi che si dicono “testa di pigna”.
-1 Gli elfi che dicono qualunque cosa.
-1 Quel fesso di Lyannen.
-1 Quella cretina di Eileen.
-1 Quel mentecatto del Signore delle Tenebre.
-1 Quel lazzarone del Solitario.
-1 Dato che per lei a scrivere non s’impara, sinceri auguri alla Strazzulla: ne ha bisogno!

Diciannove Gamberi Marci: clicca per maggiori informazioni sui voti14

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477 Commenti to “Il Crepuscolo del Fantasy”

Pagine: « 5 [4] 3 2 1 » Mostra tutto

  1. 377 Angra

    @Merphit Kydillis

    Il sito dell’Einaudi commenta “…e conferma il talento della piú giovane autrice di fantasy italiana. ”

    conferma il talento vuol dire che il romanzo è allo stesso livello del precedente, non che la Strazzu è migliorata! ^_^

  2. 376 Clio

    Mah, anche la copertina non la trovo speciale… Il solito gruppo di energumeni vestiti in modo poco intelligente che si agitano.
    Sarebbe un interessante romanzo se: i cattivi si scoprissero alla fine buoni e… pof! Essendo buoni non possono portare a termine la missione e vincono i Gremlins! :D

  3. 375 DelemnO

    Sì, la copertina è carina, però diamine, a giudicare dalla lista della spesa, pardon, dei personaggi, sarà un altra schifezza non originale. Blah. Non vedo l’ora di leggere una recensione crudele a tal merito ^^

  4. 374 Maudh

    @Merphit Kydillis:
    Mea culpa, mea culpa, mea culpa.
    Io non so veramente cosa dire: solo nella scheda del libro presentano 31 personaggi principali, questa non ne sa gestire uno!
    Rigorosamente i personaggi sono divisi in pratica cartella excel, ordinati per provenienza, ruolo (potagonista, alleato, amico, parente, ed inoltre) e se sarà un cattivissimo buono od un cattivo esemplare.

    P.S Naturalmente,conoscendo Strazzula, saranno tutti buoni esemplari e si scontreranno infine a colpi di magici raggi delll’àmmòre.

  5. 373 Merphit Kydillis

    Sono latore di brutte notizie (sono in ginocchio sui ceci mentre scrivo, giusto per penitenza).
    Ciò che sembravano solo voci o, addirittura, leggende metropolitane, corrispondono a verità.
    L’Einaudi pubblica il secondo libro della Strazzu.

    http://www.einaudi.it/libro/scheda/(isbn)/978880619795/(desau)/chiara-strazzulla/(desti)/la-strada-che-scende-nell-ombra

    La strada che scende dall’ombra… mi pare più un titolo per romanzi noir che un fantasy. L’unica cosa che promette bene è la copertina, anche se immagino che il 90% delle spese siano state effettuate per l’aspetto artistico del romanzo anziché per il suo contenuto. Ma questa volta non mi fregano: almeno che non lo trovi gratis (in biblioteca o me lo prestano), non spenderò nemmeno un centesimo per loro. Siamo in un paese libero e sono io lettore a decidere se un libro è buono da leggere o no, checché ne dicano i promoter e l’Einaudi stessa.

    Il sito dell’Einaudi commenta “…e conferma il talento della piú giovane autrice di fantasy italiana. ” Spero che dicano il vero, altrimenti li denuncio per falsa pubblicità. Non sto scherzando: quando ho speso 20 euri per presunti mezzelfi discriminati avevo voglia di piombare a casa Einaudi e fare un bel discorsetto a Rosella Postorino o a Strazzu (meglio se tutte due), dicendogli che Gli Eroi del Crepuscolo erano una scopiazzatura tra il Signore degli Anelli e la Trilogia di Drizzt (quest’ultima mi sta sullo stomaco,e mai avrei pensato di trovare una sua variante in storie fantasy italiane).

    Spero VERAMENTE che Strazzu, a distanza di un anno, abbia migliorato la sua abilità narrativa… almeno che non abbia passato il tempo a starnutire e ridere. E che nessuno mi venga a dire “Eh, tu dici così perché lei ha 18 anni, ma voglio proprio vedere un libro scritto da te…”, perché uno, ho 19 anni, due, sto decidendo se scrivere un libro o no e tre, prendo molto male insulti.

    Per chi se lo domandasse: no, non è il seguito de Gli Eroi del Crepuscolo, ma elfi e altre creature fantasy (nani, draghi e folletti) ci sono lo stesso , così come si intravedono molti cliché. E poi: i figli dell’Ombra non ricordano i figli della Tenebra? Staremo a vedere, tanto i buoni vinceranno grazie a qualche Deus ex Machina magari grazie a Chuck Norris o Nyarlathotep (un momento, Nyarlathotep è malvagio! Ma ci sarà un motivo se lo chiamano il Caos Striciante <.<)…

  6. 372 fitz

    Il signor Duca che ammiro e rispetto in virtù del suo essere una creatura sessualmente riprovevole dovrebbe però smettere di tediarci coi calcoli meccanici sull’arco da guerra. Egli non sa forse che nelle terre del fentesi le armi di questo genere vengono fabbricate servendosi del legno dell’albero di Uaang cresciuto dai testicoli recisi del dio Appang e che tali ordigni consentono anche ad un bambino di lanciare dardi con la potenza e la precisione di un missile hellfire e senza spreco di Mana, purché chi li maneggi sia puro di quore e si batta per la Giusta Causa?
    La smetta quindi signor Duca e si documenti, per Cernunnu. Il fentesi é una cosa seria.

  7. 371 Etciù… letteratura (che se ne va)! « Τύρσις ὕστατης ἔκλειψεως

    [...] frequenza possibile. Una buona recensione di “Gli Eroi del Crepuscolo”(1) la trovate qui. Non è imparziale ma sicuramente è curata in modo egregio. Siete convinti che la storia appena [...]

  8. 370 Merphit Kydillis

    Surymae, se devi fare un romanzo NON ambientarlo nel mondo reale come hanno fatto il Ghirardi e G.L.: mi secca ammetterlo, ma noi maschi preferiamo vedere Roma, Parigi, Tokio (e qualunque altra città del mondo reale) invasa da maghi smemorati e mezzidemoni con accento piemontese… l’unico fattore buono che riconosco nella Troisi e Strazzulla è che si è fatta un mondo tutto suo… anche se fra mezzelfi siciliani e mezzidemoni piemontesi una guerra alla Mondo Emerso come minimo dovrebbe starci!

    Un consiglio: se nel tuo romanzo ci sono gli elfi, mettiliin stile Harry Potter, e guai dire al cattivo di turno “Bello come un elfo” xP

  9. 369 Surymae Rossweisse

    Questa è stata la prima recensione che ho letto di Gamberetta, qualche mese fa. Che dire: concordo pienamente! Anch’io sono stata invischiata in questo libro, ma non in senso positivo; soltanto questo commento, però, mi ha fatto capire veramente che schifezza mi fossi portata a casa. E’ un libro noioso, che passa a momenti di pseudo linguaggio aulico (per niente ispirato da Tolkien) a termini giovanili come “puzzava da far schifo”. Per non parlare poi delle varie contraddizioni, dei personaggi piatti, della fine tirata via alla bell’e meglio (quando, per essere trattata decentemente, aveva bisogno di minimo altre 100 pagine)…
    Mi dispiace molto per l’autrice: ha pochi anni più di me, anch’io sto provando “l’ebbrezza” di scrivere fantasy, e quando ho letto il suo blog mi è sembrata una persona abbastanza intelligente e modesta (da quel poco che posso capire dal suo carattere). Però il suo romanzo non mi piace, punto. Leggerò anche il secondo romanzo, se lo troverò in biblioteca (ma non lo comprerò MAI), ma la trama ha scritto sopra, con lettere al neon colore giallo fosforescente: “Copia del Signore degli Anelli”.

    Ps: come ho scritto prima, anch’io sto scrivendo fantasy. Questo blog mi ha aiutato veramente molto a migliorare il mio stile, e di questo ne sono grata. Grazie mille, Gamberetta!

  10. 368 Gemini

    Non so se sia un seguito dell’altro romanzo, a occhio no. Ma quando ho letto la trama, con ‘gli esponenti più meschini e sleali di ogni Gente’ mi sono venuti in mente i ‘reietti’ del Crepuscolo… scommetto che questi bieschi esponenti, minimo minimo, barano quando giocano a briscola e rubano le caramelle all’autogrill.

    @Gamberetta: la notizia l’ho letta su wuz.it e lo dà in uscita a maggio; altri siti a luglio, però su quello della Einaudi non l’ho trovato.
    Mah… Einaudi, perseverare diabolicum!

  11. 367 Gamberetta

    @Gemini. Hai ragione, non ne avevo sentito parlare da nessuna parte. D’altra parte meno ne so, meglio è.

  12. 366 Diego

    @Gemini: Uh? Ma è una storia a se? Ho capito male o doveva esserci un seguito a ‘Gli eroi del crepuscolo’?

  13. 365 Gemini

    Scopro ora che tra poco uscirà il nuovo libro della Strazzulla! E sempre per la Einaudi! E costerà ben 22 euro!
    Ma sbaglio o questa volta la Einaudi non lo ha pubblicizzato per niente?

    Io non vedo l’ora che esca solo perché spero di leggermi la recensione di Gamberetta :)
    Eccolo qui:

    La strada che scende nell’ombra
    Strazzulla Chiara
    Prezzo € 22,00
    600 p., br.

    Nell’antichità le Otto Terre, abitate dalle Otto Genti, furono attaccate dai Gremlins, sconfitti grazie al sacrificio di otto maghi che riuscirono a intrappolare la magia nera all’interno di una pietra, la Gemma Bianca, che viene nascosta in un luogo segreto. Quando i Gremlins sembrano aver riacquistato la loro forza, il solo modo di sconfiggerli è entrare nell’Impenetrabile e distruggere la Gemma. Ma l’oracolo della Profetessa dice che dovranno farlo gli esponenti più meschini e sleali di ogni Gente. Cooptato più con le cattive che con le buone, e guidato dal Magus, partirà per la missione un gruppo di veri e propri malviventi, animati dalla reciproca diffidenza e dal desiderio di fuga e libertà.

  14. 364 Merphit Kydillis

    Allora… mi ritrovo a fare la tesina su prof. Tolkien (quest’anno ho gli esami di stato), e spero che la cosa riesca. Orbene, dopo aver scoperto questo bellissimo blog (poiché purtroppo sono finito nella trappola della Einaudi, e i venti euri non li rivedrò più), ho visto che, veramente, il SdA è stato vittima di un plagio mostruoso. Se Strazzu avesse fatto una parodia (tipo “Il Signore dei Tranelli”) magari la cosa sarebbe stata bella… ma anche no!
    Ad esempio, nel primo libro della Trilogia, vediamo Frodo colpito dal Re Nazgul con un pugnale magico. VI ricorda qualcosa? Ma sì, proprio nelle ultime pagine degli EdC uno dei amici del protagonista viene colpito da un pugnale magico. Ricopiato (quasi) le battute del SdA quando il suddetto pugnale viene analizzato dal mezzo-demone. Mi sa che Tolkien si rivolterebbe nella tomba…

  15. 363 caterinaA.

    “Da qualche parte, un gufo ululava. Un grido disperato”.
    Anch’io mi ero fatta la tua stessa idea ma continuando a leggero non ho trovato il perchè il gufo ululasse invece di gufare.

  16. 362 Gamberetta

    @caterinaA. Non ricordo il contesto, ed è molto probabile che la Strazzulla si sia sbagliata, ma in generale si può attribuire un verso di un animale a un altro, se lo scopo è comunicare un determinato tono o stato d’animo.
    Anche le persone abbaiano ordini e squittiscono felici.

  17. 361 caterinaA.

    ops…bazzecola…per un attimo sono stata posseduta dalla Strazzulla!!!

  18. 360 caterinaA.

    Della Strazzulla ho “amato” il gufo che ulula…mi sembra strano che sia sfuggito a Gamberetta…io mi chiedo: ok lei non sa, non capisce, non comprende, ha sbagliato…il gufo gufa e il lupo ulula…ma l’editor quando l’ha letto come ha fatto a non notarlo?…Questa è una bazzeccola…ma il resto…

  19. 359 Angra

    @Gladstone, Gamberetta:

    Dice la Strazzu:

    temo che il concetto che volevo esprimere in quel contesto sia stato frainteso, ed è doverosa una spiegazione. quel che volevo intendere con la mia metafora “scrivere è come una risata, come uno starnuto, ti viene” è che l’istinto dello scrivere, non il talento, è innato.

    Peccato che nel video la frase cominciasse con “Scrivere non è una cosa che si impara” ^_^

    Se comincia ad essere fraintesa già così giovane allora un giorno potrebbe arrivare alla Mondadori (nel senso di comprarsela).

  20. 358 caterinaA.

    Ti è sfuggita una piccolezza…chiamiamola così…i gufi che ululano…la Strazzulla ha dato ai gufi la capacità di ululare e di urlare… Mitico…se non è fantasia questa!

  21. 357 Gamberetta

    @Gladstone. Ho letto. Mi sembrano le solite frasi fatte. Può essere che per diventare grandi scrittori sia necessaria una dose di talento, ma qui non stiamo parlando di Arte, stiamo parlando di fantasy con gli elfi: contano molto di più tecnica ed esercizio. Non credo che per scrivere questo tipo di fantasy sia richiesto talento, è un mestiere come un altro.

  22. 356 Gladstone

    http://blogs.myspace.com/index.cfm?fuseaction=blog.view&friendID=351218466&blogID=468970250
    Guarda, gamberetta! Strazzu ti risponde!

  23. 355 Nocoldin

    Non capico perchè la Strazzu si ostina ad inserire ad ogni capitolo migliaia di personaggi nella compagnia senza caratterizzarli minimamente e riducendoli a merce sacrificabile e resuscitabile.
    Questo libro nonostante tutto mi ha impartito un importante lezione di vita:
    Mai comprare libri imballati senza prima leggere una recensione su internet!

  24. 354 KoShiatar

    Il problema è che gli editori, o perchè sanno che fa vendere o per controbilanciare il contenuto mediocre, spesso danno da illustrare le copertine di questi libri a degli ottimi artisti. Questo libro non fa eccezione. Peccato che poi quando uno poi se li compera, scopre che l’equazione “copertina bella = libro bello” non è valida.
    Peraltro io inviterei Gamberetta a spendere due parole sulle copertine dei libri, perchè la maggior parte di esse, per quanto ben fatte, sono tragicamente simili le une alle altre come stile, soggetto, esecuzione.

  25. 353 Sakura87

    Bella recensione. Mi hai fatto risparmiare un po’ di soldi. La voglia di leggere questo libro è aumentata (spesso le recensioni negative mi fanno venir voglia di *leggere* il libro per vedere se la penso allo stesso modo, molto più di quelle positive), ma quella di comprarlo è scemata del tutto. Mi affiderò ad altri mezzi o, eventualmente, al prestito.

    Purtroppo certe copertine mi attirano come il miele fa con le mosche. Devo smetterla, o rischio di incappare in un ennesimo Twilight.

  26. 352 Kya

    Condivido tutto quello che hai scritto, questo libro fa un bel po’ di acqua (diciamo che ha talmente tanti buchi da somigliare a uno scolapasta). Mi spiace davvero tanto per questa giovane autrice che è stata sbattuta, dopo fior fior di presentazione, in pasto ai lettori. Avessero scritto “romanzo per ragazzi dai 12 ai 15 anni” non avrei avuto nulla da ridire, ma visto che l’hanno osannato manco fosse un miracolo letterario, tanto da indurre Einaudi a pubblicarlo (parole di Einaudi stessa) e poi ritrovarsi in mano con questa “cosa” mi riempie di delusione e rabbia (soprattutto visto il costo).
    Capisco che la Strazzulla sia inesperta, ma chi ha coordinato il lavoro, chi lo ha supervisionato, lo ha mai riletto sto libro? Si è mai posto delle semplicissime domande quali “ma siamo sicuri che si possa fare davvero o che si scriva così?” perché quando leggo simili boiate mi si rivolta il sangue nelle vene. Uno può pure scrivere di getto, come la Strazzulla ha dichiarato nell’intervista, ma sarebbe buona cosa rileggerlo, sistemarlo, documentarsi quando non si sanno le cose, soprattutto se è qualcosa destinato a venire stampato e venduto!
    Ok è un fantasy, e nei fantasy solitamente accadono cose che nella realtà non potrebbero accadere (gente che resuscita, magie e affini ecc), ma un minimo di credibilità dove la mettiamo? A gettarsi della finestra?!
    Non solo il testo è di una noia mortale sia per le descrizioni minuziose, sia per le innumerevoli ripetizioni nella stessa facciata! (usare dei sinonimi no eh?) Ma anche per gli stessi concetti ripetuti fino alla nausea! A volte sembra che i personaggi siano affetti da amnesia o che si stiano prendendo per i fondelli o che siano totalmente deficienti!
    Oltretutto a volte compaiono dei termini ampollosi e ricercati in frasi dalla struttura semplicissima, o si trovano paragrafi dalla sintassi alla Yoda. Ok che è scritto da una di 17 anni, ma nessuno si è premurato di correggere queste imperfezioni?
    E tralasciamo pure la scopiazzatura, o se preferite “il prendere ispirazione”, da altri romanzi, ma non è possibile che sta benedetta ragazza non si ricordi le cose una pagina con l’altra. Posso capire se dopo 500 pagine non si ricordasse di un avvenimento o di un particolare, ma non da una facciata con l’altra (o quasi!) La più eclatante di queste dimenticanze, come tu stessa hai riportato, è quella della “missione segreta”.
    Un’altra cosa che proprio non ho apprezzato è l’uso inappropriato di alcune parole o scene campate per aria (4 sbarbatelli che non hanno mai messo il naso fuori dal Reame che si atteggiando a grande guerrieri veterani …). Non puoi scrivere “l’acqua era torbida e lattiginosa, ma potabile”! se l’acqua è torbida non è potabile per niente! Oltretutto il termine “torbido” vuol dire appunto “impuro”…
    E volgiamo parlare dei termini riguardanti le armi?! Secondo lei prima si tende l’arco e poi si incocca … vorrei davvero vedere chi riesce a fare una cosa simile, perché se ne fosse in grado bisognerebbe fargli tutti i complimenti del caso. Incoccare vuol dire “inserire la cocca nella corda dell’arco” ed è un procedimento che puoi fare solo prima di tendere la corda non dopo! Oltretutto nessuno mai estrarrebbe una freccia nel modo da lei descritto perchè è impossibile! (per non dire assai doloroso …) Le punte delle frecce sono fatte a V proprio per evitare di venire estratte. L’unico modo per estrarre una freccia è quella di farla uscire dalla parte opposta da cui è entrata (dopo aver spazzato parte dell’asta).
    In conclusione, più che un romanzo, sembra di leggere una fanfiction di varie serie più o meno famose, ricca di personaggi che ricordano uno shojo manga (tutti belli, alti, biondi, bellissimi, bravissimi, tuttosissimi. Se non fosse per le illustrazioni di Frezzato, che hanno conferito ai personaggi un minimo di vigore maschile, parrebbe di vedere un branco di verginelle), dalle tendenze a volte yaoi, infarcito di ripetizioni, errori grossi come case, disattenzioni, dialoghi al limite del ridicolo e banalità a gogo. 20 euro buttati dalla finestra …

  27. 351 WordSmuggler

    Innanzi tutto, complimenti per la recensione e il blog in generale – divertente, ben scritto e ben pensato, anche se magari su alcuni basi fondanti siamo in disaccordo (o forse è una questione di semantica: abbiamo due definizioni diverse della parola “rispetto”, per esempio).

    In secondo luogo, visto che lo vedo qui portato avanti dall’ennesimo enfant prodige della letteratura mondiale, vorrei dire la mia su un concetto che trovo al pari di “se non sai scrivere meglio, non criticare”, ovvero:

    “Chi scrive scrive per sé, scrive perché gli piace scrivere”

    Chiariamoci, non la trovo una baggianata in sé e per sé, ma lo trovo ridicolo e pericolosamente autoassolutorio quando si parla di pubblicazioni in qualsiasi forma – grandi case editrici, piccole case editrici, autoproduzioni, vanity press, siti di fanfiction.

    [Seconda Persona Generica, a Scanso di Equivoci] Se scrivi per te, tientelo per te. Se scrivi per condividere, far leggere, pubblicare – paghi il fio. Stai chiedendo alle persone di regalarti la più preziosa delle loro risorse, devi dar loro qualcosa in cambio. Olio di gomito e datti da fare. [/econda Persona Generica, a Scanso di Equivoci]

  28. 350 Okamis

    Ritorno su questo articolo solo per dire che dopo la bellezza di quattro (no, dico quattro!) mesi, FM ha infine deciso di pubblicare la mia recensione su “Gli er(r)o(r)i del crepuscolo”. Peccato che ormai il danno e fatto e molti si sono comprati il libro T_T

  29. 349 Carraronan

    Gamberetta ha giustamente parlato dell’importanza della forza per impiegare gli archi da guerra. Con il suo consenso mi ricollego alla questione fornendo il link a un mio articolo dedicato alle Performance dell’Arco da Guerra inglese, con gittate, fisica elementare dell’arco visto come molla, ipotesi sulla penetrazione delle armature al tempo di Crecy e successive, dati degli archi recuperati dalla Mary Rose ecc…
    Spero possa tornare utile a qualcuno.

  30. 348 leia87

    Secondo me, c’è un fraintendimento: penso che la Strazzulla volesse solo dire che (almeno all’inizio) uno scrittore scrive per un impulso, quindo per se stesso; ciò non toglie che poi l’aspirante scrittore non rielabori questo impulso cercando di mediare l’idea iniziale con le migliori tecniche letterarie, un lessico e uno stile che si sposi con ciò che l’autore vuole dire ed esprimere.
    Ovviamente per fare ciò l’autore deve essere informato, anche e soprattutto per rispetto verso coloro per i quali si propone di scrivere.
    Non avendo letto Gli Eroi del Crepuscolo (che, ironia, in inglese è twilight!), non entro nel merito della Strazzulla; ma rimango convinta che i capolavori migliori scaturiscano dal perfetto connubio ed equilibrio tra emozioni/idee/immagini che si vogliono esprimere per impulso personale e abilità/conoscenze tecniche.
    A mio parere sono importantissimi entrambi, anche perchè chi scrive non scrive solo per vendere, lo fa anche e soprattutto perchè gli piace.

  31. 347 Clio

    A vally
    Non mescoliamo Tolkien (che ha scritto un’opera davvero unica nel suo genere) con questo romanzetto.

    tutte le più grandi storie hanno un cattivo, un buono e una principessa da salvare ( Biancaneve, Cenerentola etc. )

    Te ne cito di altrettanto famose che non ce l’hanno:
    I dodici cigni (favola scandinava), i crisantemi verdi (favola cinese), la Baba-jaga (favola russa), La brutta notte di Ross O’Hara (favola irlandese), La teiera balluerina (favola giapponese), La bella Calitea (favola spagnola), Il serpente dell’arcobaleno (favole aborigena), Il mercante e l’angelo nero (favola fiamminga)…
    Vogliamo favole italiane?

    Prezzemolina, Giannino Rospo, La madonna aquilina, Cento amici a Napoli, Pigottino, Il mago mestolaio,Giovannin Senza Paura…

    La favola del buono che libera la principessa dal cattivo esiste, è una favola, ma ce ne sono migliaia di varianti, e tutte sono strutturate allo stesso modo: il buono parte, supera tre prove, vince e sposa la bella.
    La Strazzulla ha preso la fiaba e l’ha spogliata di ciò che la rende interessante (le tre prove), sostituendolo con ciò che rende il tipico romanzo fantasy noioso (un viaggio inutile).

    Ci sono contraddizioni indiscutibili, citate nella recensione, e trovate di dubbio gusto (il dialogo tra Cattivone e Principessa è veramente tamarro, non c’è niente da fare!).

    Infine, una cosa è una favola, una cosa è un romanzo. Una favola è solitamente breve, senza introspezione, a lieto fine (parlando di favole popolari). Un romanzo è solitamente più lungo, con personaggi psicologicamente più dettagliati, ed un finale che può essere lieto come no. Uno può ispirarsi ad una favola, ma per farne un romanzo deve elaborarla.

    In conclusione, il libro forse può piacere, ma io non vedo nessuna fantasia in un cattivo cattivissimo di nome Sognoredelletenebre, un buono che combatte benissimo con otto compari bravi quanto lui ed una principessa inutile da salvare. Poi può benissimo piacere, ma è un romanzetto, che non vale il suo prezzo né le stomachevoli lodi.

  32. 346 Diarista incostante

    @Vally
    Mi congratulo con te per aver trovato quel che avevi perso. Detto questo, ti contraddico. Ci sono grandi storie senza principesse. Ci sono storie amate da grandi e piccini addirittura senza cattivo. E tienti forte: ci sono storie grandi o meno scritte molto meglio degli eroi del crepuscolo.
    Lo so. Se ne impara sempre una nuova.

  33. 345 AryaSnow

    Vi ricordo, inoltre, che tutte le più grandi storie hanno un cattivo, un buono e una principessa da salvare ( Biancaneve, Cenerentola etc. )

    Ma che tristezza >_>

  34. 344 vally

    Sentite tutti,
    Questo mi ha fatto ritrovare il senso di fantasia che ho trovato SOLO nel signore degli anelli di Tolkien… e che a parer mio siete tutti voi gli STOLTI che credono al giudizio di un incompetente, la cui fantasia è andata persa, senza aver letto minimamente il libro.
    Vi ricordo, inoltre, che tutte le più grandi storie hanno un cattivo, un buono e una principessa da salvare ( Biancaneve, Cenerentola etc. )
    ma che sono amati da grandi e piccini.
    Il mio consiglio è che impariate a leggere ( e giudicare ) più con il cuore e il cervello che con il solo uso degli occhi !!!

  35. 343 Gamberetta

    @KopikO.

    Hai già fatto una recensione a proposito di Bryan di Boscoquieto? E’ un altro libro dell’ennesimo babyscrittore, e mi piacerebbe sentire la tua opinione in merito…

    Per ora il Boscoquieto non rientra nei miei programmi di lettura, e in ogni caso deve prima apparire su emule, non è il tipo di libro per il quale rischio dei soldi.

  36. 342 KopikO

    Infatti, 20 euro per la solita solfa (principessina da salvare, il bello-e-impossibile e il super cattivo da sconfiggere) sono veramente troppi.
    E intanto il libro ha raggiunto i quattordici gamberi marci… va bene, mi avete convinto su quanto fa schifo questo libro.

    @ Gamberetta
    Hai già fatto una recensione a proposito di Bryan di Boscoquieto? E’ un altro libro dell’ennesimo babyscrittore, e mi piacerebbe sentire la tua opinione in merito…

  37. 341 -Ayame-

    Un piccolo commento sulla tua recensione: come puoi pretendere un pò di dignità da parte degli editori quando tu spari a raffica su chiara strazzulla dicendole quanto fa schifo il suo libro? Mi piacerebbe davvero vedere un libro scritto da te e sapere che cosa ne pensano le altre persone, magari gli stessi scrittori che tu hai premiato con una cattiva recensione. Faresti meglio ad imparare che le persone hanno dei sentimenti, e gli scrittori non sono esclusi, sono solo quelli che hanno il coraggio di raccontarli nelle loro storie…

    Che assurdità. Che assurdità!
    Cosa c’entra il fatto che gli scrittori abbiano dei sentimenti? Noi lettori spendiamo SOLDI per leggere quello che scrivono e vogliamo leggere cose decenti, non porcherie. 20€ per leggere la solita boiata trita e ritrita, scritta pure in maniera pesante? No, grazie.
    Quando pubblica lo scrittore sa che è esposto a critiche…se ha paura delle critiche, se è troppo sensibile si tiene il suo libro, lo fa leggere all’amica/o del cuore e vive felice. PUNTO.
    E, per favore, smettiamola con la solfa vorrei vedere un libro scritto da te!
    Lo vogliamo capire o no che i lettori hanno DIRITTO di giudicare ciò che leggono?

  38. 340 Gamberetta

    @KopikO. Qui:
    http://fantasy.gamberi.org/2008/03/20/laura-e-gli-anime/

  39. 339 KopikO

    Da dove è possibile scaricare il racconto di Gamberetta?

  40. 338 Clio

    Vorrei intanto pormi delle domande… Questo è un blog, giusto? Perchè i loro proprietari non dovrebbero esprimervi i loro sinceri pareri? Perchè dovrebbero avere riserve? Qui ci stanno scritte le loro opinioni, se me le vengo a leggere è perchè m’interessano, altrimenti evito, no? Questo “potresti evitare”, “potresti aver più tatto”… Gamberetta avvalora le sue opinioni con un’analisi puntigliosa e interessante, quando potrebbe tranquillamente dire “fa schifo”, punto, e sarebbe perfettamente legittimo, dato che ci troviamo sul suo blog.
    Cela dit…

    Marta Persci:
    Forse non ci avete pensato ma di sicuro l’autrice l’avrà letto, e lo so perchè se anche io avessi scritto un libro mi sarei fiondata in internet a leggerle tutti i commenti.

    Well, Chiara Strazzulla ha pubblicato il libro, ergo è perfettamente naturale che la gente ne discuta e si esprima a suo riguardo. Se non voglio avere a che fare con opioni anche acide, la storia me la tengo sul pc e nessuno mi rompe le scatole. Quando tu pubblicherai, allora dovrai accettare critiche come questa, altrimenti ti consiglio di lasciar perdere.
    Anche perchè questa critica, con tutto il suo sarcasmo, può essere utilissima alla Strazzulla.

    Non c’è proprio niente di buono? Un totale schifo?

    Ehi, due gamberi freschi ce li ha ^_^

    Sarà che nessuno nasce “imparato”…però la scrittura è come l’arte. All’inizio si impara ma poi se non ti viene dal cuore non ha senso. Se non ti viene spontaneo scrivere come quando ridi, puoi aver avuto tutte le lezioni del mondo e aver letto tutte le riviste che vuoi, ma non sarai mai un autentico scrittore.

    Non so te, a me piace moltissimo scrivere, questo non significa che mi venga “spontaneo”! Magari la storia può essere frutto di un’”illuminazione”, ma di qui a scrivere un romanzo decente ce ne corre… Ti assicuro che passo la maggior parte del tempo a documentarmi, calcolare tempi, stagioni, e quant’altro, cose che mi piace fare essendo io una fanatica ed una masochista, ma che di solito sono considerate qualcosa di faticoso vedi noioso.
    Tutto sta nel cosa scrivi. Se vuoi scrivere una stupidaggine divertente, la puoi scrivere spontaneamente, se vuoi scrivere quacosa di qualità passi il tempo a tentare, studiare, riprovare, cancellare (e bere calvados…).
    Prendi un altro esempio, un affresco. La cappella degli Scrovegni non è nata con una risata, è frutto di fatica, studio, riflessione, polvere, intonaco e sudore.
    Con solo i ferri del mestiere sei un buon artigiano.
    Con solo l’ispirazione sei un fallito.
    E spesso vince il ricco, perchè il povero non ha i mezzi per procurarsi i ferri del mestiere…

    P.S. Non prendere questo commento come una critica perchè per criticare qualcuno bisogna credere di essere di più di quella persona.

    E perchè mai? Io ti sto criticando, mica mi credo più di te…

    Preparazione? Impegno? Non sono neccesari sono più che indispensabili! La Strazzulla non si sarà impegata in ogni pagina del suo libro, anzi in ogni riga?

    No, perchè ha scritto un sacco di stupidaggini:
    -fanciulle che tempestano di frecce una mischia a centinaia di metri di distanza;
    -elfi che in 200000 anni non sono riusciti ad esplorare un’isola grande come la Sicilia;
    -Il Solitario circondato da 50 nemici (forse si tratta di puffi)…
    Questi sono errori che fa gente che non si documenta. Un romanzo può piacere lo stesso, non dico di no, ma è un romanzo di bassa qualità che denota un impegno insufficiente o proprio menefrghismo.

    Poi, il libro avrà anche qualcosa di buono, non dico di no, però se questo qualcosa è affogato in banalità o errori, certo non viene voglia di cercarlo…

    M@r@:
    Mi piacerebbe davvero vedere un libro scritto da te

    Credo che un racconto di Gamberetta sia già in linea.
    Quanto al resto, vedi domande esistenziali iniziali…

  41. 337 Gamberetta

    @KopikO. La recensione è lì ed è veritiera. Gli Eroi del Crepuscolo è davvero un brutto romanzo. Ci sono passaggi, scene, situazioni, idee meno peggio di altre, ma punti sul serio belli non saprei indicarne, a parte forse la già citata resurrezione di Ventel. Ma 20 pagine semi decenti su 800 sono pochine…

  42. 336 Aletheia Loki

    Esiste una ragionevole spiegazione riguardo al perché soltanto chi è “superiore” dovrebbe poter criticare qualcuno? E perché questo indicherebbe l’inferiorità del criticato? Perché mi sfugge totalmente questo ragionamento. o_ò
    E perché tutti sfidano Gamberetta a pubblicare un libro? E’ come dire che se un film mi fa schifo non posso dirlo: non ho mica fatto un film, che voglio saperne? E poi il regista e lo sceneggiatore ci rimangono male! Come oso dire che fa schifo? Sono proprio un mostro.

    Vo a impiccarmi con una stringa di liquirizia per aver detto in lungo e in largo che il film di Eragon è bello come uno spadone a due mani su per l’intestino, chissà come hanno sofferto i produttori! ù_ù

  43. 335 Stefano

    Perchè marta e mara non ci spiegano cosa hanno amato di questo romanzo?

  44. 334 KopikO

    @ GiD

    Da questi commenti traspare l’immaturità di alcune persone (diciamocelo, l’uscita “scrivilo tu un libro” è ormai vecchia e scontata). Ma io ribadisco ciò che ha detto Marta: davvero non c’è nulla di buono nel libro? So bene che parecchi libri che vengono pubblicati non sono per niente belli, ma si è parlato tanto del fenomeno dei babyscrittori e soprattutto di quanto siano bravi, quindi la recensione mi lascia parecchio perplessa.
    Per il resto approvo ciò che Gamberetta dice a proposito del libro, soprattutto quando fa riferimento all’editor che afferma che “Negli Eroi del crepuscolo, non sono gli eroi, appunto, a salvare il Reame, ma sono i reietti, gli scarti, gli incompetenti, i diversi, i giovani: gli adolescenti.” Quindi Lyannen sarebbe uno scarto? Ne dubito fortemente.

  45. 333 DelemnO

    @ m@r@

    La frase che più mi salta agli occhi è “gli scrittori hanno dei sentimenti” . No, ma va? E allora? Ma dal momento che si pubblica qualcosa si deve essere pronti a ricevere critiche, anche negative. Che anzi, possono essere molto utili. Se secondo me un libro è penoso non vedo perchè non dovrei dirlo. Poi è chiaro, la cosa deve essere accompagnata da analisi e motivazioni. E lo dico da una che scrive.
    E poi c’è sempre quel ridicolo “mi piacerebbe vedere un libro scritto da te.” Cosa cavolo c’entra? Come se io chiamassi un idraulico per sistemare le tubature, se questi me le facesse che perdono da tutte le parti, io non avrei diritto di protestare perchè non sono un’idraulica, scusa? Era già stato fatto un discorso simile, con l’imbianchino,da qualche parte.

  46. 332 GiD

    @ Marta Pesci

    Io apprezzo il tono del tuo commento perché mi sembri aperta al dialogo (non come chi risponde con frasi del tipo “scrivilo te un libro!”).
    Alcuni concetti però non li condivido per niente.

    Non c’è proprio niente di buono? Un totale schifo? Come ha fatto ad essere pubblicato allora?

    Questo ragionamento “se lo hanno pubblicato allora è bello” è infantile. Da come scrivi penso che tu abbia almeno 14/15 anni, dovresti essere abbastanza matura per capire che le case editrici pubblicano ciò che sanno di poter vendere, o anche ciò che vogliono pubblicare (in caso di raccomandazioni). Ti ricordo che una persona compra un libro prima di leggerlo, quindi una buona campagna pubblicitaria può fare miracoli.

    “chi scrive scrive per sé, scrive perché gli piace scrivere, perché scrivere non è una cosa che s’impara, è una cosa che ti viene, è come uno starnuto, è come una risata, ti esce, è lì, devi pigliare una penna e scrivere”

    In questa frase ci sono due problemi di fondo.
    1)”chi scrive scrive per sé”: una persona che decide di pubblicare deve avere coscenza che scrive per essere letta. Un diario lo si scrive per sé, un romanzo che aspira alla pubblicazione lo si scrive perché sia letto.
    2)”perché scrivere non è una cosa che s’impara”: questa idea è sbagliatissima. Ci sono doti innate (che comunque vanno sviluppate) e ci sono meccanismi e tecnicismi che si imparano. Che si devono imparare.

    Un tipo qualunque non può prendere lezioni di pittura senza capire perchè dipinge.

    Ti assicuro, da disegnatore, che una persona incline al disegno, anche brava, se non fa uno studio accurato dell’anatomia e della prospettiva non arriverà mai a fare disegni validi.

    Forse non ci avete pensato ma di sicuro l’autrice l’avrà letto, e lo so perchè se anche io avessi scritto un libro mi sarei fiondata in internet a leggerle tutti i commenti.

    Scusa ma questi sono problemi dell’autrice. Se un autore pubblica un romanzo deve essere consapevole che il libro verrà giudicato da chiunque lo leggerà. Chi pubblica pretende del denaro in cambio del suo lavoro e si presenta al lettore come scrittore. Se secondo me lo scrittore in questione non sa scrivere è giusto che io lo dica. Qui si critica la scrittrice, non la persona. La Strazzulla potrà essere un’ottima persona, ciò non toglie che per Gamberetta è una pessima scrittrice.

    Certe volte mi è sembrato pure che le critiche siano del tutto ingiustificate.

    Ecco, questo è un altro discorso, ma questa frase da sola non serve a molto. Se secondo te alcune critiche sono ingiuste elencale. Scrivi dove secondo te Gamberetta è ingiusta.

    Non prendere questo commento come una critica perchè per criticare qualcuno bisogna credere di essere di più di quella persona.

    Questo come ragionamento è insieme infantile e ipocrita, perché non prende atto del fatto che il giudicare è un normale comportamento di qualunque essere dotato di intelleto. Non si critica per dispetto o per superiorità, si critica e basta. Si critica in senso positivo se una cosa piace, in senso neagtivo se una cosa non mi piace.
    Una critica, poi, può anche essere poco valida, ma ciò non toglie che tutti hanno il diritto di criticare.

  47. 331 m@r@

    Un piccolo commento sulla tua recensione: come puoi pretendere un pò di dignità da parte degli editori quando tu spari a raffica su chiara strazzulla dicendole quanto fa schifo il suo libro? Mi piacerebbe davvero vedere un libro scritto da te e sapere che cosa ne pensano le altre persone, magari gli stessi scrittori che tu hai premiato con una cattiva recensione. Faresti meglio ad imparare che le persone hanno dei sentimenti, e gli scrittori non sono esclusi, sono solo quelli che hanno il coraggio di raccontarli nelle loro storie…

  48. 330 Marta Pesci

    Pensavo di poter scrivere un commento senza essere insultata…uff…evidentemente se leggo libri fantasy e mi piacciono il mio cervello deve essere pur un pò indietro. Non so se qui avete delle recensioni positive io ho letto tutte quelle dei libri che conoscevo e non ne ho trovate. Bho. Ho detto solo la mia, non mi sembra di averti attaccanto in qualche modo o averti offeso ma si vede che i pareri differenti qui non si possano scrivere. Le boiate le ho pensate da sola mi spiace non sono salvabile, perchè non ho creduto ha fandonie ma me le sono create. Joseph Conrad doveva tenere molto hai suoi libri e se dopo otto ore non trovava cosa scrivere lo trovava dopo suppongo, e suppongo anche che amasse il suo lavoro alrimenti non l’avrebbe fatto. Preparazione? Impegno? Non sono neccesari sono più che indispensabili! La Strazzulla non si sarà impegata in ogni pagina del suo libro, anzi in ogni riga? Non voglio iniziare a litigare o mettere inutili commenti che allunghino solo la sfilza. Commenti stupidi che fanno solo male. Volevo sapere se il libro Gli eroi del crepuscolo ha dentro qualcosa di buono, perchè ripeto per quanto i libri degli adolescenti vendano ci sarà pur stato qualcosa per cui l’hanno pubblicato. Tutto qui.

  49. 329 Gamberetta

    @Marta Pesci.

    Se non ti viene spontaneo scrivere come quando ridi, puoi aver avuto tutte le lezioni del mondo e aver letto tutte le riviste che vuoi, ma non sarai mai un autentico scrittore.

    Ma ‘ste boiate chi te le racconta? Scrivere, scrivere bene, può essere divertente, ma richiede un sacco d’impegno e preparazione. Col cavolo che è spontaneo come quando ridi! Joseph Conrad racconta come spesso dopo otto ore passate di fila a scrivere, si ritrovasse con sole tre misere frasi, che neanche gli piacevano. Così cancellava quel poco scritto e si alzava dal tavolo disperato. Ma evidentemente Conrad non era un autentico scrittore, visto che non riusciva a essere spontaneo come quando sorrideva…

    P.S2 Sono una fan di Licia Troisi e adoro i suoi libri. Specialmente Nihal della terra del vento :)

    Questo spiega molte cose… ^_^

  50. 328 Angra

    @Marta Pesci:

    Non c’è proprio niente di buono? Un totale schifo? Come ha fatto ad essere pubblicato allora? Sono domande che mi sorgono spontanee.

    Provo a risponderti. E’ stato pubblicato perché la moda del momento nel fantasy è quella di lanciare autori sempre più giovani, con l’idea che tanto i lettori son tutti scemi e quello che conta è solo un adeguato investimento pubblicitario. Ogni casa editrice spera di scoprire il Paolini de noatri e fare un sacco di soldi.

    “chi scrive scrive per sé, scrive perché gli piace scrivere, perché scrivere non è una cosa che s’impara, è una cosa che ti viene, è come uno starnuto, è come una risata, ti esce, è lì, devi pigliare una penna e scrivere”

    Non è una frase molto bella, è una fesseria anche parecchio presuntuosa. Per seguire il tuo discorso, è come dire “io sono un genio”. I geni esistono, per carità, ma sono casi molto rari. Quando compro un romanzo non mi aspetto di leggere l’opera di un genio, ma quella di un onesto artigiano che ha studiato, ha fatto pratica e col suo lavoro mi dà un prodotto che vale quello che lo pago. Non pretendo un capolavoro, ma nemmeno mi sta bene un pacco di fogli sputazzati di starnuti.

    Tieni presente poi che specialmente in un caso come questo una critica anche feroce al romanzo non va intesa come diretta all’autore ma solo al romanzo stesso, e semmai all’editore che ha avuto la faccia tosta di pubblicarlo.

  51. 327 Marta Pesci

    Vorrei fare un commento all’articolo, non sono mai venuta su questo sito e non credo che ci tornerò però mi sento in dovere di dire la mia. Questo articolo è come dire…una totale e crudele demolizione del libro della Stazzulla. Forse non ci avete pensato ma di sicuro l’autrice l’avrà letto, e lo so perchè se anche io avessi scritto un libro mi sarei fiondata in internet a leggerle tutti i commenti. Non ho letto gli eroi del crepuscolo ma ho letto Bryan di Boscoquieto e sarà brutto quanto volete però io ho spedito un e-mail all’autore dicendogli chiaramente che non mi era piaciuto e gli ho detto cosa non era secondo me giusto e invece quali erano i suoi punti di forza. Questo articolo è solo un pugno in faccia. Non c’è proprio niente di buono? Un totale schifo? Come ha fatto ad essere pubblicato allora? Sono domande che mi sorgono spontanee. Certe volte mi è sembrato pure che le critiche siano del tutto ingiustificate. All’nizio la scrittrice dice una frase molto bella:
    “chi scrive scrive per sé, scrive perché gli piace scrivere, perché scrivere non è una cosa che s’impara, è una cosa che ti viene, è come uno starnuto, è come una risata, ti esce, è lì, devi pigliare una penna e scrivere”
    Sarà che nessuno nasce “imparato”…però la scrittura è come l’arte. All’inizio si impara ma poi se non ti viene dal cuore non ha senso. Se non ti viene spontaneo scrivere come quando ridi, puoi aver avuto tutte le lezioni del mondo e aver letto tutte le riviste che vuoi, ma non sarai mai un autentico scrittore. Un tipo qualunque non può prendere lezioni di pittura senza capire perchè dipinge, imparare tutte le tecniche e poi pensare di poter essere paragonato ai grandi artisti perchè lui ha imparato da persone che ne sapevano di più dei loro maestri. Se fosse così non ci sarebbero i geni. Se fosse così vincerebbe sempre il riccone che si può permettere di imparare dai grandi invece che il povero che impara da solo e segue il suo cuore. Non è mai successo che vincesse il ricco. Per me almeno è così.

    P.S. Non prendere questo commento come una critica perchè per criticare qualcuno bisogna credere di essere di più di quella persona. Io sono lettrice e scrittrice ma non sono niente di più di un altro qualunque scrittore o sognatore del pianeta.
    P.S2 Sono una fan di Licia Troisi e adoro i suoi libri. Specialmente Nihal della terra del vento :)

  52. 326 mariateresa

    Concordo in pieno con Angra…ma, parlando degli eroi del crepuscolo, dove sono le “razze”? Voglio dire, spero che una razza non si dica tale solo perchè tutti i suoi appartenenti hanno la stessa capigliatura bionda e gli stessi occhi azzurri(parlo degli Eterni).

  53. 325 Angra

    Più in generale, sono del parere che utilizzare in maniera pedissequa o troppo simile creature già utilizzate da altri finisca con lo svilire l’elemento fantastico delle proprie opere.

    Basta con gli umani, quindi! ^_^

    A parte gli scherzi, non credo che il problema stia nelle razze. Orecchie a punta o tonde, le razze sono nella maggior parte dei casi sfondo, colore, scenografia, e un pretesto per scannarsi. Pretesto quantomai realistico, per carità, si vedano Utu e Tutsi. Credo che sia molto difficile per un umano inventarsi la psicologia di un qualcosa che umano non è e che questa costruzione possa reggere per centinaia di pagine senza cadute e incoerenze. Il problema lo vedo su altri aspetti: perché la storia della seconda guerra mondiale è più varia e interessante della maggior parte di storie di guerre fantasy che ci sono in circolazione? A mio avviso perché il signore del male che si fa chiamare Signore del Male e i buoni che vanno in giro con la maglietta con scritto BUONI non rende le cose interessanti. Nemmeno Hitler adorava Satana. Intratteneva rapporti ambigui col Vaticano e questo rende la storia varia e complessa. I suoi nemici come Churchill e Stalin non erano meno cinici di lui, forse anzi di più perché meno idealisti. Vabbe’, penso che il concetto sia chiaro…

  54. 324 mariateresa

    Intendo dire che queste violenze faranno sviluppare ai personaggi una parte di carattere che non credevano di avere. Nel caso della donna, questa viene stuprata sotto gli occhi del marito, e muore. Il marito tira fuori un carattere forte e deciso che non credeva di avere, quasi freddo alle volte. Nel secondo caso, il bambino impara ad odiare e vive solo per vendicarsi.

  55. 323 Carraronan

    La violenza sessuale in questione si ripete due volte…la prima è su una donna

    Non ho nulla contro la violenza sulle donne. Non capisco perché la tua amica non l’apprezzi! Un vicolo buio, un negrone armato di coltello, due napoletani con la sigaretta che pende in bocca, il fascino dell’avventura di una sera…

    la seconda è uno stupro di gruppo nei riguardi di un bambino.

    Ci vogliono, servono allo sviluppo dei miei personaggi.

    Un bello stupro, ecco quello di cui hanno bisogno i giouvani d’oggi! Un bello stupro è meglio di anni di liceo e università per il loro sviluppo psicofisico!
    ^__^

  56. 322 mariateresa

    La violenza sessuale in questione si ripete due volte…la prima è su una donna, la seconda è uno stupro di gruppo nei riguardi di un bambino. Ci vogliono, servono allo sviluppo dei miei personaggi.

  57. 321 DelemnO

    Bhe, forse sentirsi dedicare una scena di violenza sessuale non le è sembrato il massimo XD però concordo, specialmente nei fantasy la violenza ci vuole, imho. E nel mio libro non manca. Per le scene di sesso dovete aspettare il secondo, per ragioni di trama.

  58. 320 mariateresa

    FInalmente qualcuno che ama il crudo! la mia migliore amica mi ha tartassato sulla scena di violenza sessuale che metto nel racconto che le ho dedicato! la violenza, purtroppo, fa parte della vita

  59. 319 barbara

    Non vorrei offendere nessuno ma mi sembra che gli estratti postati non siano così diversi da quelli della Strazzulla (che non ho letto), ovvero descrizioni lunghissime e molto particolareggiate di esseri non umani che risultano comunque noiose.
    Premetto che non scrivo niente ma sono solo una semplice lettrice anche di fantasy. Quello che cerco in un libro fantastico è appunto la fantasia, ma non limitata al solo inventarsi 1000 razze diverse che non mi dicono niente o una ambientazione favolistica stile Troisi, buttata li a casaccio e non approfondita tra l’altro, ma avventure possibilmente non banali e soprattutto una introspezione psicologica dei personaggi eccellente, oltre al fattore sorpresa naturalmente, se intuisco la storia prima di averla letta il piacere si dimezza notevolmente.
    Ci metterei anche la cura dei piccoli particolari che rendono l’ ambientazione più reale, senza esagerare ma quel tanto che basta per immedesimarsi completamente, ad esempio un odore, un cibo, un rumore ecc.
    Per gli Elfi non ho problemi a trovarli alla Tolkien o come rappresentanti del Piccolo Popolo, diciamo che se non ci sono proprio ho meno problemi ancora visto che non mi piacciono particolarmente.
    Altra cosa preferisco storie un po’ crude, con sesso e violenza, sempre che siano funzionali alla trama e non fini a se stesse, che storielle di adolescenti cerebrolesi che devono salvare il mondo.

  60. 318 mariateresa

    Ma gli elfi dei racconti di Tolkien non sono di Tolkien, li ha presi dalla mitologia nordica, così come tutte le sue creature. La mitologia è un pozzo dove ognuno attinge le basi per costruire determinati caratteri più o meno simili agli uomini, con lo scopo di rappresentare meglio le varie parti del loro carattere. In particolare, Tolkien si serve degli elfi per rappresentare la natura immortale(era cattolico, questo è da tener presente)e nobile dell’essere umano. Essere originali non significa rinnegare la tradizione, significa aggiungervi qualcosa di nuovo, che non sia in contrasto con il vecchio o risulterà tutto falso. Guardate la Strazzulla:nel tentativo di rendere i suoi Eterni più originali, cercando di farli diventare belli ed intelligenti al di là di ogni limite, li ha rovinati e trasformati in una massa di stereotipi ambulanti. Gli elfi di cui parla Tolkien invece hanno un aspetto del tutto umano, qualche eccezione fatta per le orecchie leggermente a punta e per la vista più acuta, e soprattutto ognuno ha il suo carattere distintivo sia estetico che caratteriale. Alcuni sono malinconici come detto nel post precedente al mio, altri invece allegri come bambini, altri ancora saggi e pieni di ricordi. Ma ci sono anche quelli violenti e passionali, come il famoso Feanor. Non differisco in nulla dall’animo umano, se non forse che si elevano verso un piano più nobile e più”spirituale” essendo simili alle divinità. Ma in un elfo Tolkeniano ci si può immedesimare almeno. Provate ad immedesimarvi in un Dobby o in un elfo della Strazzulla! Il primo è assolutamente ridicolo, ma almeno ha un suo accenno di carattere, il secondo…beh…voi conoscete persone alte 2,20(che non sia giocatore di basket)con i capelli ossigenati e il corpo privo di ciccia?
    Se si, ditemi dove che ci vado subito!

  61. 317 Davide

    L’ha già fatto Paolini in Eragon, mi spiace…XD

  62. 316 DelemnO

    Io ho l’idea vincente. I cavalieri jedi elfi!

  63. 315 Davide

    Anche qui, Mariateresa, penso si tratti di propensioni personali, in fondo… Ad esempio, non trovo gli elfi particolarmente affascinanti, quanto piuttosto asettici e – per quel che mi riguarda – fastidiosamente melancolici. I vampiri sono usati e straabusati, e i nani – tu stessa mi citi Gimli e le sue treccine e il suo nasone, quindi capirai di sicuro ciò che dico – sono difficili da utilizzare senza farli cadere nel macchiettistico.
    Ammetto di avere una certa simpatia per i mutantropi in generale, in ogni caso.^^

    Più in generale, sono del parere che utilizzare in maniera pedissequa o troppo simile creature già utilizzate da altri finisca con lo svilire l’elemento fantastico delle proprie opere. Per dire, non userei mai elfi di derivazione tolkieniana: Tolkien li ha usati magistralmente, utilizzarli di nuovo mi sembrerebbe assurdo quanto riutilizzare, chessò, i cavalieri Jedi di Star Wars.

    Preferisco quindi inventare creature con un tocco di originalità in più o comunque riutilizzare archetipi già esistenti da un punto di vista diverso.

  64. 314 mariateresa

    Beh, sinceramente ci sono creature più interessanti(anche se non più affascinanti)degli elfi…i vampiri, i licantropi, e forse anche le creature mutaforma come il mio antrodraco. Vorrei mettere anche i drow, ma assomigliano agli elfi fisicamente, quindi non penso siano di molto più affascinanti. Però dai, poveri nani! Gimli nel SdA aveva una barba fichissima! Quelle treccine che spuntavano da sotto al naso(nasone) erano deliziose!

  65. 313 Davide

    “Per il resto, conconcordo con Atheleia Loki su Maedhros ( anche se a me affascinava tantissimo anche Eol). E sul discorso generale degli elfi, nani ecc. come razze trite e ritrite concordo, vorrei solo riassicurare che non tutti gli autori le usano. Io ad esempio non faccio uso di elfi ( detta così sembra una sostanza stupefacente XD ), nè di alcuna razza non umana tradizionale, eccezion fatta per i Draghi, che però sono fuori da ogni concezione normale e/o stile D&D. Butto lì, se può consolare qualcuno ù.ù .”

    Idem: in una delle due storie lunghe che sto scrivendo ci sono solo umani e un unico drago – anche se più che un drago pare una gargolla di Notre-Dame – e in più un’altra razza che è centrale ai fini della trama ma compare pochissimo qui e là e che è liberamente ispirata alla filosofia greca.XD

    Quanto ad elfi e nani, ho fatto sacro voto di non usarli mai.XD

  66. 312 mariateresa

    Diarista Incostante, non ti preoccupare, non me la prendo per la correzione. Spero non te la prenderai se non cambierò. Come hai fatto tu il ritmo è di sicuro più veloce e incalzante, ma a me piace sia lento nelle descrizioni di certi personaggi, proprio perchè devono impressionare. Quanto agli aggettivi, si mi piacciono un po’ troppo, così come le similitudini…però sempre che siano giuste e non contrastanti tra loro!
    In realtà nel fantasy ci sono gli antrodraghi, mezzi draghi e mezzi umani. Il mio uomo serpente è invece un antrodraco, alla greco-latina, per sottolineare che l’animale a cui somiglia è un serpente. Come la maggior parte degli umanoidi descritti nel mio racconto, è stato sognato da me poco prima che scrivessi il racconto. L’ho risognato diverse volte, assieme alle vicende della mia storia, ma aveva un aspetto più umano. Così ho deciso di fargli assumere doppia identità, ma per adesso rimarrà un antrodraco agli occhi di Rose. La sua storia è triste e sa di fantascenza. Era un biologo e chimico eccezionale, uno dei maghi più famosi del mondo della magia come sarà noto in seguito, ma aveva un debole per gli esperimenti. Usava cavie umane, prevalentemente affette da vampirismo e licantropia, per fare i suoi esperimenti. Il suo proggetto era quello di creare una razza perfettamente equilibrata che potesse vivere al meglio delle sue possibilità accanto alle altre razze(vampiri e licantropi sono malati nelle mie storie)e creare un mondo migliore. Amando particolarmente i serpenti, li usava spesso nei suoi esperimenti. Finchè un giorno qualcosa andò storto. La cavia che aveva usato per l’esperimento, tra l’altro era il suo migliore amico, decide di vendicarsi e, in un eccesso di ira, lo morde. La saliva gli trasmette i geni della mutazione, e si ammala di una malattia genetica che lo costringe ad assumere per un certo tempo l’aspetto di un serpente, precisamente ogni qual volta vi è la luna piena(non per analogia con i licantropi, ma perchè il ciclo lunare influenza molte delle attività dell’uomo fin dall’antichità).
    Da allora, non smette mai di cercare una cura per sè e per gli esseri mostruosi che ha creato. Mentre quando è umano….è tutta un’altra storia.
    Sei vi va di sapere il seguito, ovvero il discorso tra lui e la protagonista, ditemelo e lo posto(è breve, quasi meno della descrizione)

  67. 311 Aletheia Loki

    …o.o… il mio commento si è auto-privato di una parte di sé!
    Che commento cattivo. Vabeh, dicevo che non è certo colpa di questi poveri uomini lucertola se sono così e che non li biasimo.
    E aggiungevo che amo le razze strane e creative. X_x E poi c’è il post scriptum, quello è rimasto dov’era. Ma com’è possibilie?! O_O Va bene, forse non voglio saperlo.
    Chiedo venia per il doppiopost! <3

  68. 310 Aletheia Loki

    @DelemnO
    Beh, IO un po’ lo trovo consolante. ù_ù

    @mariateresa
    Allora, sorvolando sulla descrizione in sé (che direi essere stata resa perfetta da Diarista Incostante – gli aggettivi sono cosa buona e giusta, ma con moderazione! <3). A me non dispiace. Non mi dispiace affatto. Anzi, direi che non è affatto male! Ora, io personalmente non ho idea di come dei rettili si sarebbero evoluti in esseri umanoidi, però l’idea mi sembra resa bene.
    Anche perché apprezzo molto che per una volta non siano stati descritti come umanoidi con la testa da rettile appiccicata sulle spalle, ho sempre trovato che fosse un po’ così come idea di “uomo-lucertola”. U_u Cioè, non che ce l’abbia con questi poveri uo

    (p.s.: sarebbe da farci una campagna televisiva. “Dì NO agli Elfi”. Tipo quelle pubblicità per convincere i giovani a non fumare. u_ù Ok la pianto di dire cacchiate. X_x)

  69. 309 Diarista incostante

    @ mariateresa
    Io farei come segue (scusa se mi permetto di correggerti, ma invece che darti un parere preferisco mostrarti il mio punto di vista):

    Vicino alla vasca vide un uomo con un mantello grigio dall’aspetto davvero singolare.
    Il volto era lungo e appuntito, incavato. La pelle che lo ricopriva era sottile come carta velina, increspata e striata d’argento, somigliante a quella squamosa di un serpente.
    Gli occhi erano sottili, con la pupilla allungata, blu cobalto come il cielo notturno. La bocca era lunga e sottile, esangue. I capelli canuti conservavano alcune striature di rosso, ed erano raccolti in una coda che ricadeva oltre la nuca increspata dalle rughe. Il naso schiacciato aveva fessure verticali profondamente incise nella carne, e gli zigomi alti erano spigolosi.
    Quel che però restava impresso dell’uomo erano le mani. Lunghe, esili e fragili,assomigliavano a ramoscelli. La loro pelle traslucida e screpolata era così disidratata da rendere perfettamente visibili le vene sottostanti, intricate come una ragnatela.

    Eppure, guardandone la figura alta dritta, l’uomo appariva quasi giovane, come se avesse appena passato la cinquantina, non vecchio come faceva pensare la sua pelle raggrinzita. Fissava Rose con espressione divertita, i suoi occhi erano ammaliatori.

  70. 308 mariateresa

    Ieri ho finito di perfezionare al descrizione di questo uomo-serpente(antrodraco). Mi date un parere?
    Difronte a lei, in piedi vicino alla vasca, c’era un uomo ammantato di grigio dall’aspetto davvero singolare. Il volto era lungo e appuntito, profondamente incavato, e la pelle che lo ricopriva era sottile come carta velina e increspata da tante venature e grinze, striate d’argento, che rendevano il derma simile a quello squamoso di un serpente. Gli occhi erano sottili e dalla pupilla allungata, di un profondo blu cobalto, il colore del cielo notturno quando è privo di ogni fonte di luce. La bocca, lunga e sottile, era bianca ed esangue, mentre i capelli canuti conservavano alcune striature di rosso, ed erano racconti in una coda dietro la nuca increspata dalle rughe. Il naso era piuttosto schiacciato, le fessure verticali profondamente incise nella carne, e gli zigomi alti erano quasi perforati dalle ossa. Ma ciò che faceva più impressione nell’uomo erano le mani. Lunghe, esili, fragili ,assomigliavano ai ramoscelli secchi che crepitano sul fuoco d’inverno. La pelle traslucida e screpolata, secca e disidratata, rendeva perfettamente visibili le vene intricate e fitte come le trame tessute dai ragni. Eppure, guardandone la figura alta e slanciata per nulla ingobbita o resa fiacca dal peso degli anni, l’uomo appariva piuttosto giovane, forse passata appena la cinquantina, ma di certo non vecchio come dimostrava la sua pelle raggrinzita.
    Fissava Rose quasi con un’espressione divertita e incuriosita, e i suoi occhi erano affascinanti e ammaliatori.

  71. 307 DelemnO

    @Gamberetta
    Le persone che abitano dalle parti di Innsmouth..si, proprio delle personcine dabbene..XD

    Per il resto, conconcordo con Atheleia Loki su Maedhros ( anche se a me affascinava tantissimo anche Eol). E sul discorso generale degli elfi, nani ecc. come razze trite e ritrite concordo, vorrei solo riassicurare che non tutti gli autori le usano. Io ad esempio non faccio uso di elfi ( detta così sembra una sostanza stupefacente XD ), nè di alcuna razza non umana tradizionale, eccezion fatta per i Draghi, che però sono fuori da ogni concezione normale e/o stile D&D. Butto lì, se può consolare qualcuno ù.ù .

  72. 306 Aletheia Loki

    @mariateresa
    Immenso amore per Maglor, anche se il mio preferito in assoluto è Maedhros.

    @tutti in generale (u_ù”)
    Personalmente l’unica cosa che VERAMENTE riconosco alla Rowling, a parte l’aver sfornato qualcosa che ha fatto tanti tanti soldi, è che una tantum l’idea di Elfo è diversa. E questo lo dico da antica fan degli elfi, che da quando ho conosciuto mi hanno sempre affascinata come figura. Però, ehi. Dopo un po’, BASTA. Senza offesa ma che rottura di palle gli Elfi ultimamente (quelli della Strazzulla sembrano dei cosi, come si chiamano… quegli uomini bellissimi ed un po’ effemminati dei manga. Figurarsi se mi viene in mente come si chiamano. Vabeh, capitemi. È anche l’una del mattino).
    Qualche anno fa decisi che avrei scritto il primo Romanzo Fantasy Elfi Free (poi non ce l’ho fatta, però chi può dirlo, ho ancora tempo! :D) per il semplice fatto che da quando Tolkien ha inventato Elfi, Nani e compagnia bella pare che quasi nessuno abbia voglia di inventare qualcosa di nuovo. È molto bello ispirarsi alle leggende o alle cose scritte da altri, ma esistono tante cose che uno si può inventare anche dal nulla. Oppure, le figure si possono stravolgere. Ho sempre sognato un romanzo in cui gli Elfi sono una nuova razza, prediletta dagli dei, mentre gli umani si stanno estinguendo perché gli dei li schifano. Io la butto lì, metti che qualche futuro scrittore passa di qua e un giorno mi manda qualcosina sui diritti. u_ù
    Il punto è che ho l’impressione che i nuovi scrittori si adagino su ciò che è stato fatto prima così, per comodità di non doversi inventare altro… il che è una cosa triste, perché la cosa bella di scrivere è inventare – o almeno così ho sempre pensato dovesse essere. Certo, a meno che non si scriva tanto per far soldi, lì vabeh, è un’astuta operazione commerciale. u_ù
    Mi sembra poi che in molti libri contenenti gli Elfi questi avrebbero benissimo potuto essere sostituiti da centinaia di invenzioni… che ne so, un’antica cultura umana in decadenza, per dirne una abbastanza ovvia. O anche un computer. o_ò Invece nel fantasy si è creato un comodo stereotipo di elfo che, beh, se fossi Tolkien me ne starei nella mia bara, tutto rannicchiato a piangere e chiedermi perché ho creato un mostro.
    Tutto ciò per dire che il mio ideale di Elfo (nonostante il mio immenso amore per i Noldor <3) è qualunque Elfo non sia già stato descritto e sia pertanto trito e ritrito, come un piatto di maccheroni vecchi di un mese.

  73. 305 Gamberetta

    Aggiungo la mia sulla questione Elfi. Il mio ideale di elfo è quello descritto da Conan Doyle nella sua fase teosofica, ovvero quando non ci stava più con la testa: l’elfo è un rappresentante del Piccolo Popolo; più spesso che non è grottesco, deforme, maligno, dispettoso, e alieno. Come noto rapisce i bambini e molte volte senza alcuna ragione se non pura “cattiveria” (ma la si può definire cattiveria solo ragionando – impropriamente – in termini umani).
    Questi elfi sono rappresentanti di un mondo molto diverso dal nostro e lontanissimo dalla Terra di Mezzo. Più che imparentati con gli elfi di Tolkien, sono amici dei suini mostruosi di Hodgson o delle “persone” che abitano dalle parti di Innsmouth.

  74. 304 mariateresa

    Anche nel Silmarillion si avverte la profondità degli elfi. Chi lo ha letto, di certo si ricorderà di Maglor. Secondo me, è il personaggio tragico tolkeniano più bello dopo Gollum.

  75. 303 DelemnO

    Il problema base degli elfi, secondo me, è che nel perpetrarli si è mantenuta solo la loro bellezza estetica o poco più. Tolkien nel SdA impregnava gli elfi di una tale solennità, mista a una tristezza profonda, dovuta alla consapevolezza della propria decadenza e fine ( nella Terra di Mezzo) che era splendida. Nel Silmarillion la cosa già era diversa. Premetto che non ho letto gli eroi del crepuscolo, e che in questo momento parlo a carattere generale : gli elfi in Tolkien sono profondi, e il peso della loro immortalità lo portano sulle spalle, cosa che sembra invece allegramente dimeticata ultimamente. Per praticità, D&D ha tolto l’immortalità agli elfi. Come se il lettore medio si aspettasse di vedere Drizzt Do’Urden morire di vecchiaia.

    Concordo su Gollum, io quando leggevo la parte di Moria, quando Frodo camminava e gli pareva di sentire dei passi, che non era l’eco dei suoi perchè continuava poco dopo di lui, avevo i brividi.

  76. 302 mariateresa

    Sei stata più che chiara, e sono felice tu non sia d’accordo con me. Io scrivo proprio per quelli che non hanno le mie opinioni, perchè grazie a loro rafforzo la fede nelle mie, e dalle critiche prendo al forza per andare avanti(e prendo pure nuovi spunti).

  77. 301 Morgante

    C’è poco da aggiungere, Mariateresa.
    Considerando che Tolkien di sicuro desiderava davvero che la fantasia si accrescesse, e si approfondisse, e non venisse considerata solo evasione ma…(e qui segue tutto quanto ha sempre esposto), la cosa triste è proprio quella massa di “fedeli” che hanno praticato un rimasticamento decennale dei suoi elfi, senza quasi mai alterarne minimamente neanche i tratti fisici.
    Viva i folletti anche solo negativi o positivi, sempre meglio di montagne di elfi sempre belli, sempre alti, sempre alteri, sempre soavi…considerando poi che Tolkien diceva di sentirsi hobbit : )
    Non credo si augurasse decine e decine di romanzi scritti per riproporre in una serie infinita, senza pace, le sue creature, quasi identiche perfino nei nomi. Povero professore. Eh, non solo la Troisi ha mancato, ma parecchi autori prima di lei.
    Ripeto, per me il male peggiore non sono folletti o spiritelli mal tratteggiati, ma decine di elfi e mezz’elfi che hanno affollato la letteratura solo sulla scia lasciata da Tolkien, senza aggiungere quasi mai nulla di diverso, o originale.
    Ora però basta, non credo che risponderò oltre a questo argomento, perché come con le decine di storie di elfi che ho sentito, mi sono annoiata abbastanza.
    Non c’è il pericolo di un lavaggio del cervello. Anche altri possono avere idee ben radicate, e ben motivate, come te. Non ti preoccupare, stai tranquilla. E’ solo che abbiamo opinioni radicalmente diverse, e qualche discussione è normale che si accenda, giusto?

    Comunque, io ho concluso, spero di essermi sempre fatta capire.

  78. 300 mariateresa

    Anche io adoro Gollum…è adorabile il modo in cui pronuncia la parola “Tesssoro”!
    Parlando del resto, credo che il pensiero di Tolkien sia stato frainteso. Lui desiderava arricchire la fantasia, anzi dice esplicitamente che l’uomo sub-creatore non deve mai rinunciare al diritto di reinventare e riscoprire le cose già esistenti combinandole in modo nuovo. Come se vi fossero tante lettere come base, e uno si divertisse a combinarle in modo da formare ogni volta nuove parole(questo era un gioco che mi piaceva da matti quando ero bambina). Però c’è un limite. La fantasia deve nutrirsi delle realtà, deve partire dalle sue basi, altrimenti risulterà illusione appunto. In poche parole, perchè gli elfi ossigenati della Strazzulla attecchiscono poco? Perchè sono illusioni, non sono credibili. Ecco l’esempio di cattiva fantasia. Poi c’è anche la capacità di giudizio. Ritengo, come gamberetta ha dimostrato qui, che questa valga anche e soprattutto nel campo del fantastico. Se è così, si dovrà riconoscere le idee buone da quelle cattive, le basi che sanno di realtà e quelle che invece sanno di apparenza e falsità. Cito anche la Troisi e il personaggio di Nihal, uno dei personaggio secondo me più falsi e mal costruiti di tutta la letteratura fantasy. Gollum non ha niente a che vedere con i personaggi della Troisi e della Strazzulla, Gollum è vero, è tangibile, è fortemente immedesimabile. La qualità che lo distingue è l’indiscutibile originalità rispetto alle altre creature umane e antropomorfe(elfi, nani, hobbit), ma non ne danneggia l’ottima caratterizzazione. Non si basa su fondamenti apparenti, il solito cattivone stile Signore delle Tenebre, ma rispecchia quanto di più meschino ma anche di più compassionevole si trovi nell’animo umano. E credo sia per questo che è uno dei personaggi tolkeniani più amati.
    Non sono qui per convingere nessuno, ben inteso. Per farlo uso le mie storie, non testi argomentativi che odio e nei quali prendo sempre strillate dalla prof di itialiano. ma per le miei storie qui non c’è spazio, quindi resterà tutto fermo sulle convinzioni di ciascuno, che poi è anche normale. Riguardo ai folletti sitle irlandese non ho nulla contro, anzi mi piaccioni, solo non sopporto quando assumono solo caratteristiche negative o positivie e un aspetto nemmeno antropomorfo(andiamo, vi risulta sia credibile Phos di Licia con le alette o i coboldi caotici che svolazzano addirittura senza ali nel libro della Strazzulla?).
    Ma ripoeto, non voglio fare il lavaggio del cervello a nessuno! Del resto, de gustibus non esse dispuntandum! Però ci sono anche criteri oggettivi nei gusti e non solo soggettivi, col tempo ci si può accorgere attraverso l’esperienza di sbagliare(vale anche per me)…ma io sono pazza, credo negli esseri magici che descrivo nelle mie storie, quindi non ascoltatemi e sarete sicuri di mantenere una mente bella sana e a lungo!

  79. 299 wewec

    In effetti sembra anche a me alquanto ingiustificato questo razzismo nei confronti dei poveri elfi irlandesi: cavoli, se adesso uno non è alto, bello e biondo viene subito bollato come illusione morbosa?! Sarà, ma a questo punto mi chiedo quali siano i criteri fisici a separare la fantasia dalla morbosità.

  80. 298 Morgante

    Ops, ho dimenticato una cosa.
    So di cosa parli, quando citi fantasia o illusioni morbose. Spesso però quello che trovavo io morboso in quei testi erano proprio le convinzioni dell’autore.
    Amo le sue opere, anche i libricini che scriveva per i suoi figli e le lettere che scriveva fingendo di essere Babbo Natale e faceva recapitare dal postino. Ma semplicemente trovo debole difendere l’importanza di un’idea (parlo dell’idea della Fantasia), denigrando il resto.
    Questo solo trovo dannoso. Penso che se credi in qualcosa, ci sono altri argomenti da portare invece di definire “cattivo” il resto, in questo caso altri tipi di immaginazione. Perché una buona idea resta in piedi senza abbattere le altre.
    Dico così, perché parlando di fantasia ho tanta paura che più paletti le si impongano, più la si mortifica, invece di accrescerla. Tutto qui.
    Il succo è questo: a me piacciono visioni sempre diverse del mondo e delle sue idee, e dell’immaginazione che cambia col cambiare dei tempi. Ecco, spero di essermi spiegata.

    Comunque, uno scambio di idee non guasta mai.

  81. 297 Morgante

    Beh,
    io resto della mia opinione, Mariateresa. Illusioni morbose…Bah! Che cosa triste. Mi sembra di sentir parlare di fantasia come delle distinzioni odiose tra plebe e aristocrazia del passato; di nuovo, bah! Io amo le storie, e di Alta, Media o Bassa Fantasia non mi preoccupo. Se raccontate in modo onesto, le storie hanno la loro dignità, di qualunque cosa vogliano parlare. Sinceramente continuare a discuterne è noioso, no? Non c’è proprio verso di essere d’accordo, ed è meglio che non ascolti i tuoi dialoghi sulla buona o cattiva fantasia, ma grazie lo stesso. Se sono tutte sulla stessa falsa riga, mi convincerebbero solo di più in quel che penso, e non serve.
    Abbiamo esposto le nostre idee, abbiamo capito che proprio non c’è verso, e va bene così. Un’altra cosa buona delle storie. Ognuno può amare quelle che vuole, e se credi che in alcune ci siano illusioni morbose, io non ho nulla da ridire o da risentirmi. Per dirla alla Clark Gable, francamente me ne infischio, e continuo ad amarle : )

  82. 296 Davide

    Beh, alla fine credo che dipenda da persona a persona… Per dire, credo che la mia idea di fantastico sia quasi diametralmente opposta da quella di Tolkien; e non a caso il personaggio de “Il signore degli anelli” che preferisco è Gollum, che è quello più difficilmente inquadrabile (nonché secondo me quello meglio costruito) all’interno di uno schema fantasy “classico”.
    Apprezzo Tolkien per la sua trilogia (ma anche per “Lo Hobbit”) ma non condivido la gran parte delle sue idee riguardo al fantastico.

  83. 295 mariateresa

    Se hai letto il saggio di Tolkien Morgante, saprai anche la differenza tra Fantasia e Illusione Morbosa. L’immaginazione dalla quale vengono quelle ridicole creature stile Rowling appartiene alla seconda definizione. Se hai letto le differenze, non ho bisogno di aggiungere altro. Il mio concetto di fantasia è uguale a quello di Tolkien, e non perchè è stato il primo scrittore fantasy da me conosciuto. Ho letto i suoi saggi due anni fa, mentre il SdA l’ho letto che avevo tredici anni(4 anni fa partendo da adesso). Tra la sua prima lettura e i saggi ci sono due anni di differenza, quindi quello che pensava lui io l’ho sempre pensato e ci ho sempre creduto. E continuerò a crederci e mostrare le mie credenze nei miei racconti, anche se ora il filo che mi legava strettamente solo a Tolkien si è molto allentato. Non mi dilungo oltre. Ho scritto lunghi saggi in forma di dialogo sulla fantasia “buona” e su quella “cattiva”, tutti inseriti nei miei racconti, ma postarli da soli non avrebbe senso e qui sarebbe fuori luogo.

  84. 294 Morgante

    Sì, dicevo folletti, per dire “creature non alte e bellissime, o regali, ma goffe, o, ridanciane o, maligne, come i goblin, i bogei o altro”.
    So che c’è differenza fra le creature irlandesi e molte di quelle britanniche. Inoltre non prendo come punto di riferimento le creature citate dalla Rowling. Parlo sempre in generale.
    Era solo un modo per intendere la differenza fisica. Il fatto poi ci siano creature giudicate “infantili” non mi turba né mi scuote. Non capisco cosa ci sia di male nell’immaginarle o parlarne, mariateresa. Io ho sia Albero e Foglia che Il Medioevo e il Fantastico, in più ho letto varie lettere del professore. Ma la mia fantasia me la creo da sola, la sua vera bellezza per me è proprio poter immaginare tutto quello che mi pare.
    Sembra quasi di fare del classismo anche fra creature magiche. : )
    Creature di razza e creature un po’ bastarde.

    Mah, almeno io la penso così. Poi uno in un libro può preferire quel che vuole naturalmente. Siamo sempre nel Mondo dei Gusti.

  85. 293 Vincent Law

    Parto dal fatto che non venero Tolkien come un agnello d’oro, ma comunque ha il mio rispetto per tutto il suo lavoro. A proposito di Dobby e dei folletti, se ben ricordo Dobby viene descritto come un elfo (domestico), ma non come un folletto di stampo irlandese. Infatti queste creature, i folletti, in HP vengono descritte diversamente (Es. alla coppa del mondo di Quidditch, nel quarto libro, le mascotte della squadra irlandese sono proprio folletti).

  86. 292 mariateresa

    Non tutte le tradizioni sono buone. Quella degli elfi stile Dobby è una delle più sciocche, esempio di cattiva fantasia. E i folletti irlandesi erano visti più come hobbit Tolkeniani che come quelle ridicole creature amate dalla letteratura Vittoriana. Ma non c’è da meravigliarsi che i poeti dell’epoca amassero questa visione infantile di tali creature mitologiche. Si era in pieno romanticismo, e tutte le parole che finiscono con ismo sono da evitare come peste, perchè esaltano fino all’esagerazione totale. Ma, ripeto, io sono purista e condivido le idee di Tolkien sulla fantasia riportate nel saggio Sulle Fiabe e nel Medioevo e il fantastico. Se volete capire meglio ciò che intendo, consiglio la lettura almeno del primo saggio, che io ritengo molto bello.

  87. 291 Morgante

    Infatti, Darthsid,
    come hai precisato non sono io che ho detto che non mi piacciono gli elfi di Yeats. Leggendo, per un attimo ho avuto un dubbio atroce: avevo forse scritto da sonnambula di notte mentre sognavo degli elfi?
    : )
    Comunque, io faccio così, per me ci sono benissimo gli elfi descritti da Tolkien e poi quelli che, sinceramente, nella mia profonda ignoranza, considero molto semplicemente la grande famiglia dei “folletti”.
    Sì, magari uso il termine elfo, se l’autore lo fa, ma nella mia testa, la categoria fisica è quella dei folletti. Poi ci sono gli spiritelli, i demoni. Ma le creature irlandesi, o i vari piccoli popoli dei folklori nordici si distinguono abbastanza bene…
    Bene, allora non sono sonnambula, e non sogno gli elfi. Mi rende felice.
    Lascio la risposta alla vera destinataria del tuo pensiero.
    Ciao

  88. 290 Darthsid

    Edit: ci andava mariateresa, non morgante, pardon -_-

  89. 289 Darthsid

    @Morgante: Odio Yeats per gli elfi brutti.

    O__________O
    Sono sconvolto.
    Come da te ben spiegato queli NON sono gli elfi di Tolkien, sono gli elfi di Alfheimr della mitologia nordica, sputati.
    L’anello di Sauron è l’anello forgiato con l’oro del Reno, il drago di Bilbo è quello di Sigfrido e qui si potrebbe andare avanti per ore.
    Tolkien non è un punto di partenza, era un professore e ha fatto sua la letteratura che aveva alle spalle, riadattandola, bene o male, questo non lo giudico, reinventandola (p.s. Gimli = nuovo mondo dei nordici dopo il Ragnarok, and so on).

    Gli elfi di Yeats sono semplicemente gli elfi del folklore irlandese, perciò, con tutto il rispetto, trovo stupida un’affermazione come “ha rovinato gli elfi”.
    E’ come dire che gli autori medievali hanno rovinato le sirene visto che prima erano donne con le ali, e poi sono diventate acquatiche.

    Sono semplicemente due visioni dirediverse. Può piacere o no, ma dire che ha rovinato una tradizione secolaria (tra l’altro non inventando niente ma raccogliendo solo testimonianze della cultura orale) mi indispone e mi risulta una carenza di documentazione irritante.

    Per inciso, nessuno ha mai detto che Tolkien fosse letteratura per ragazzi. Ma la Troisi lo è eccome; quando c’è una battaglia e non c’è un minimo accenno al sangue e alla violenza della guerra tutto diventa ambito di censura, perchè allora è meglio scrivere che Nihal raccoglie fiori di campo, non che si butta in battaglia.

    Tolkien non è splatter ma conosce molto meglio la realtà della guerra – per ovvi motivi, visto che c’è stato.

    Per quanto riguarda gli Elfi del Crepuscolo… mah, proverò a leggerlo lo stesso, queste recensioni mi invogliano :P.

  90. 288 mariateresa

    Non suona male il “fece” in alcune occasioni, da colore alla frase. Tolkien ne fa ampio uso ne I racconti Incompiuti.

  91. 287 DelemnO

    Ah sì? Io pensavo che fosse un modo di dre contemporaneo. Bhe, buono a sapersi. ( non intendo comunque usarlo)

  92. 286 mariateresa

    Si, si può dire, e forse è da classificarsi come un arcaismo. Però va bene in determinate situazioni, quando alla frase corrisponde una certa enfasi o espressività del volto e dei modi(gesti, smorfie).

  93. 285 Davide

    “però so che quando leggevo frasi tipo “-Andiamo, fece Nihal.” Mi si rizzavano i capelli sulla testa. Fece?Magari disse?!”

    Veramente “fece” si può dire benissimo, non è per nulla un errore.

  94. 284 DelemnO

    Su Tolkien hai pienamente ragione. Anche lessi il Signore Degli Anelli in una settimana o poco più. Per il Silmarillion non ricordo quanto ci misi, ma mi colpì profondamente. Per la straordinaria umanità dei suoi personaggi, così ben descritti, persino gli elfi sembravano..umani. Poi è chiaro che Tolkien prende a piene mani dalla mitologia, però si tratta di opere splendide.
    Non ho letto Bryan di Boscoquieto, quindi non ti saprei dire.
    Il prato in bonaccia della Troisi non l’avevo notato, però so che quando leggevo frasi tipo “-Andiamo, fece Nihal.” Mi si rizzavano i capelli sulla testa. Fece?Magari disse?!

  95. 283 mariateresa

    Io sono devota a Tolkien, come tutti qui ormai sanno, e trovo che sia davvero impossibile eguagliarlo. Il Silmarillion è scritto con uno stile di certo semi epico e aulico, ma questo perchè la trama richiedeva un linguaggio simile. Si passa, come lui stesso dice alla fine, dalla bellezza suprema allo squallore più infimo. Ecco perchè lo ritengo un genio, perchè non ha raccontato la solita favoletta sdolcinata dove vincono i buoni per sempre, ma ha raccontato la realtà inevitabile del mondo. Ed ha lasciato, seppure in piccola quantità, quel barlume di speranza che ci fa ancora credere nelle fiabe a lieto fine, che ci spinge ancora a lottare per migliorare il mondo. Non è affatto difficile da seguire, io in una settimana l’ho finito(tre anni fa circa). Ci si deve solo abituare al linguaggio, che io reputo musicale ed armonico. Dopo, è fatta, ci si immerge in un mondo meraviglioso che è tutt’altro che lontano dalla realtà. Dovrebbero leggerle tutti le opere di Tolkien, bambini e adulti, e se proprio alcune parole risultano incomprensibili non è un crimine prendere il vocabolario ed arricchire il proprio lessico. Comunque, per dirla tutta, sono altri i linguaggi inaudibili che vanno evitati in un libro. Quello usato dalla Troisi, che sarà pure fresco, ma che dopo un po’ sa di pesce marcio. Ciò che mi affascina del linguaggio è la sua musicalità, diversa a seconda della combinazione delle parole, musicalità che di volta in volta crea un effetto diverso. Ora, sapete cosa mi ha fatto detestare Le Cronache di Licia dalla prima pagina di lettura? Il prato in BONACCIA.Orribile parola, dico sul serio. Forse da colto, da dotto, ma davvero orribile. Con il mare avrei potuto accettarla, ma con il prato proprio no. E vogliamo parlare del linguaggio usato da Ghrirardi in Bryan di Boscoquieto? Cinque o sei parolacce ogni due o tre righe, in contesti proprio inadeguati ad un simile linguaggio. Il linguaggio colorito serve a creare un certo effetto, se me lo usi dappertutto anche davanti ad una bella ragazza il libro diventa squallido!

  96. 282 DelemnO

    Grazie Gamberetta!Ho postato un frammento sul blog.

    Comunque, tornando al discorso del genere.. bhe, è un discorso complesso. Ci sono numerosi “fantasy” che io classificherei tranquillamente per bambini, che non sono che un’evoluzione delle classiche favole ( Fairy Oak, per esempio). Altri che una persona che ha superato i 15 anni ed è in pieno possesso delle sue facoltà mentali non apprezzerebbe mai ( la Troisi et similia). E di per sè non è questo ad essere scorretto. Il problema è che i libri della fascia “troisiana” non sono curati per niente. Privati di tutti gli strafalcioni e con qualche modifica qua e là, diventerebbero persino godibili nella loro leggerezza. Anche se ammetto che la Troisi non mi lascerebbe molto, anche se corretta.Io sono dell’opinione che i libri debbano lasciare qualcosa.
    P.S. Ci sono libri, come il Signore degli Anelli, o peggio, il Silmarillion, la cui lettura è un’impresa non facile, ma non di certo impossibile.Non vorrei fare la solita invettiva contro i giovani d’oggi, però è chiaro che se uno si abitua a leggere certe cose, non riesce a leggere Tolkien.

  97. 281 Vincent Law

    salve a tutti, continuo la scia di commenti a proposito della letteratura “per ragazzi”. Purtroppo è facile confondere il target dal paletto “non aspettarti di più, io prometto solo questo.” perchè in effetti il risultato finale è lo stesso: una persona che ha voglia di leggere qualcosa di maturo eviterà quella sezione di libreria. E’ vero però che molti racconti denominati “per ragazzi” possono essere dei bellissimi racconti e a modo loro maturi, e questo penso accadi perchè una buona parte di scrittori decidono in seguito, dopo aver finito il romanzo, di etichettare la loro opera così, esortati forse dall’editore o dall’allettante aspettativa di guadagnarci qualcosa di più. E’ comprensibile: molti lettori sono giovani, e uno scrittore di professione punta anche al profitto. Il fatto che mi fa pensare è piuttosto cio che viene spacciato per un altro genere quando palesemente non lo è, vedi twilight il libro harmony spacciato per fantasy, gli eroi della strazzulla cioè una fanfiction yaoi di cattivo gusto, o le cronache della troisi, un altro pseudo-fantasy. Quello che mi da fastidio è il secondo fine commerciale che si cela dietro a queste scelte editoriali: se il “genere” è nato per classificare i libri in modo da far orientare il lettore, trovo abbastanza squallido che poi si vendi un libro fantasy quando con il fantasy non ci azzecca proprio, anche perchè poi il lettore lo si delude. Allora tanto vale abolire i generi ed orientarsi solo con la moda del momento. Se adesso mi metto a scrivere un giallo lo pubblico come fantasy giusto? ci infilo qualche arbusto elfico in mezzo ed è fatta! le mie vendite saliranno alle stelle perchè il fantasy va di moda! oppure scrivo un giallo ed il mio editore mi dice:”no, il protagonista non va. fallo diventare un vampiro palestrato, vedrai che successo! ai giovani piace questa roba!” ed io, che mi guadagno il pane scrivendo, mi lascio convincere. Quello che voglio dire è che, a mio parere, non è giusto dare tutta la colpa del fenomeno agli scrittori, credo sia causa loro quanto degli editori e dei ragazzi stessi. Se la domanda è buona, perchè diminuire la produzione?

  98. 280 Morgante

    E’ vero, i libri sono libri, e un buon libro è per chiunque.
    A volte mi sembra che la definizione “per ragazzi”, “per adulti” voglia mettere una specie di paletto con scritto: NON ASPETTARTI DI PIU’, IO PROMETTO SOLO QUESTO.
    A volte lo uso per farmi capire in un discorso; purtroppo è convenzione, e per spiegarsi ci si deve rifare a concetti accettati per abitudine. Ma quando leggo non penso nemmeno più al genere che sto leggendo. Penso solo alla storia, e mi chiedo dove mi porterà.

  99. 279 Gamberetta

    @Morgante. Non ho letto Zeferina. Purtroppo è rimasto disponibile l’anno scorso solo per pochissimo tempo, perché poi l’editore ha chiuso. Secondo il sito ufficiale dovrebbe essere ristampato con altro editore a gennaio 2009.

    @DelemnO. D’accordo, domani passerò a guardare.

  100. 278 DelemnO

    Concordo su tutto con mariateresa. Io non saprei mai come classificare il mio. A proposito, gamberetta.. tra poco( bhe ormai domani) posterò alcuni pezzi del mio libro sul mio blog, ti andrebbe di dirmi il tuo impietoso parere?

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