Vittima natalizia + Bambolina omaggio
Quest’anno ho recensito meno fantasy italiani degli anni scorsi. Posso assicurare che non dipende dal fatto che sono diventata “buona”, tutt’altro: il mio cuore marcio trabocca come non mai di astio e invidia. Però mi sono stancata di ripetere sempre le stesse cose. È una questione di dignità: lo scrittore medio di fantasy italiano è un idiota fatto e finito, è degradante per me perderci del tempo appresso.
Per esempio, non so quante volte, in pubblico e in privato, ho sostenuto conversazioni tipo questa:
Io: «Non devi raccontare che Giulietta è cattiva, devi mostrarlo. Non so, falle picchiare la sorellina.»
Autore X: «Ma “show don’t tell” non si applica sempre!!!»
Che sarebbe come dire:
Io: «Non mordere la prolunga del televisore, potresti prendere la scossa.»
Autore X: «Ma l’elettricità non fa sempre male!!! Guarda il defibrillatore!!!»
Ha senso proseguire dialoghi del genere? No, è solo buttare del tempo che potrei spendere meglio fissando le macchie di umidità sul soffitto.
Ciò non vuol dire che mi adagerò nell’ipocrisia del “recensisco solo quello che mi è piaciuto”; continueranno a esserci recensioni oneste: se il romanzo è bello dirò che è bello, se fa schifo dirò che fa schifo. Però le recensioni saranno scelte con cura, saranno recensite solo opere che promettano qualcosa di interessante. Sono arcistufa di recensire ritardati.
Detto questo, come promesso, ho aperto il sondaggio per la recensione natalizia. Di seguito sono elencate dodici possibilità: leggete le descrizioni e scegliete con attenzione. Durante le vacanze di Natale mi sorbirò il romanzo vincitore e poi lo recensirò. Se sceglierete romanzi che non sembrano complete porcherie fin dal titolo ve ne sarò grata, ma sentitevi liberi di comportarvi come preferite.
EDIT del 19 dicembre 2009: Sondaggio chiuso, ha vinto Il Silenzio di Lenth.
EDIT del 16 gennaio 2010: Romanzo vincitore recensito.
Prima, però, un modesto consiglio per gli acquisti.
L’altro giorno ero in libreria. Mentre mi aggiravo per il reparto fantasy è arrivata una signora dall’aria smarrita. Dopo qualche minuto una commessa le ha chiesto se aveva bisogno di aiuto. La signora ha spiegato che voleva regalare un libro a una bambina di dodici anni – ha anche fatto gesto con la mano a indicare l’altezza della ragazzina, come se le stesse comprando un vestito. La commessa ha sorriso alla signora e le ha rifilato l’ultimo romanzo di Licia Troisi… un’altra bambina che avrà la vita rovinata per colpa di una madre mentecatta.
Signori genitori, non fatevi ingannare dalla retorica imbecille del “se legge è sempre meglio!!!”. Una bambina che legge le cretinate della Troisi o della Meyer si rovina il cervello. E quando il danno è fatto, rimane solo la trapanazione.
Perciò regalate videogiochi. I videogiochi rendono più intelligenti, è un fatto dimostrato. Ma se proprio volete spingere alla lettura un ragazzino o una ragazzina, il mio consiglio è di regalare Little Brother di Cory Doctorow, di cui è uscita da poco l’edizione italiana, con titolo X (sì solo “ics”, che cosa c’entri con “Little Brother” mi sfugge, ma pazienza). L’editore è Newton Compton.

Copertina di X
Ho recensito il romanzo in lingua originale a suo tempo, qui. Non è un romanzo privo di difetti, ma è cento volte più interessante e coinvolgente di tutti i libri di Licia Troisi e Stephanie Meyer messi assieme. Almeno provateci a regalarlo: forse vostra figlia non è ancora una cerebrolesa e avete la possibilità di salvarla!
* * *
I dodici candidati, in ordine alfabetico. Le trame sono prese dalle schede dei libri su iBS.it.
#1.
Titolo: Bryan di Boscoquieto e il Talismano del Male (Newton Compton)Trama: Da quando Bryan di Boscoquieto ha scoperto di possedere doti soprannaturali il suo mondo non è più lo stesso. Come se la sua percezione si fosse allargata fino a dilatare i confini tra la vita quotidiana e la magia, ora è in grado di rendersi conto di tutti gli strani esseri di cui l’universo è popolato. Capitani di una guerra millenaria, Morpheus il mezzodemone, fondatore della Baia, e Insorta, temuto leader della Comunità Ribelle, tentano di conquistarsi la fiducia di Bryan. Insieme a lui, la bellissima Gaia, la ladra di corpi, le imbattibili gemelle Alba e Aurora, e Achille, con le sue facoltà medianiche, compongono un piccolo esercito di eroi giovanissimi e pronti a tutto pur di disinnescare le minacce che si addensano intorno al leggendario e terribile Talismano del Male. Che la Terra continui a esistere o che tutto si risolva in uno spaventoso olocausto nucleare, a questo punto, dipenderà dalle gesta di Bryan, E dalla sua capacità di distinguere ciò che appartiene a questo mondo da ciò che si può soltanto sognare.
Autore: Federico Ghirardi. Ha esordito ancora minorenne l’anno scorso con Bryan di Boscoquieto nella Terra dei Mezzidemoni. Un giovane gegno. Senza dubbio.
Perché parto prevenuta: perché Bryan di Boscoquieto nella Terra dei Mezzidemoni l’ho letto.
Perché potrebbe essere decente: perché sarà pieno di gnocche tutte nude che si fanno sculacciare dai demoni? Non è quello che ogni ragazza sogna di leggere in un romanzo fantasy? Magari questa volta il Ghirardi saprà superarsi e mi regalerà una bella scena di stupro tentacolare!
#2.
Titolo: Buio (Fazi)Trama: Diciassette anni, bellissima, apparentemente sicura di sé ma fragile e inquieta, Alma ha un solo credo: “Sorrisi e lacrime possono essere molto pericolosi se lasciati fuori controllo”. Se lo ripete ogni mattina, quando esce di casa per affrontare la Città là fuori e cammina sotto un perenne cielo grigio, diretta a scuola con il suo zaino, rigorosamente viola. Tutto ciò che Alma adora è viola. Come la copertina del quaderno che ha comprato in una strana cartoleria del centro pochi giorni prima, quando tutto ha avuto inizio e la sua vita ha cominciato a scivolare in un assurdo incubo senza fine. Una serie di efferati omicidi sta infatti trasformando in realtà i racconti che Alma scrive di notte, come in preda a un’inspiegabile trance, rendendosi conto solo al suo risveglio che i deliri di paura e violenza affidati alle pagine di quel quaderno anticipano le mosse dell’assassino. Mentre la polizia indaga senza risultati e i giornali si scatenano, Alma si ritrova sempre più isolata, alle prese con qualcosa di grande e oscuro, che sfiora la natura stessa del Male e che pure sembra riemergere dal suo passato, insieme ai continui, lancinanti mal di testa che la assalgono come per avvertirla di qualche pericolo. Soltanto Morgan, il ragazzo più misterioso e sfuggente della scuola, i cui incredibili occhi viola sanno leggere nel suo cuore come nessun altro, sembra in grado di fornirle le risposte sulle sinistre presenze che le si addensano intorno.
Autore: Elena P. Melodia, al suo esordio.
Perché parto prevenuta: la signorina Melodia sarà sicuramente un’ottima scrittrice – altrimenti come potrebbe essere stata pubblicata da una prestigiosa casa editrice? – ma non è capace di mettere assieme una descrizione decente.
Perché potrebbe essere decente: Morgan – il ragazzo più misterioso e sfuggente della scuola – è troppo gnokko!!!
#3.
Titolo: Figli di Tenebra (Curcio)Trama: La fine è vicina, lo sa. Ma nessun dolore gli sarà risparmiato nell’ultimo tratto del viaggio. Non a lui, non ai suoi compagni. L’obiettivo e ancora Kurt Darheim, quasi all’apice della potenza, ormai padrone della forza corruttrice che in un’epoca remota ha rischiato di annientare il mondo. Bisogna raggiungerlo, quindi, e in fretta: al destino non si può sfuggire, e necessario assecondarlo, è necessario costruirlo. Mentre nel mondo l’estate muore, Lothar e la sua compagnia penetrano terre malate, regolate da leggi insondabili e popolale dai figli di un atto di violenza sulla natura stessa: esseri né vivi né defunti in eterna putrescenza, dominati da un’intera casta di vampiri, che li corroderanno nell’anima e nel corpo. Lì, nella Gehenna, dove la sofferenza diventa disperazione e follia, l’odio e l’amore daranno a Lothar la forza, il Potere gli metterà in mano gli strumenti, i ricordi e le perdite saranno la ragione per lottare ancora… Fino a quando tornerà a sorgere la luna di sangue.
Autore: Marco Davide. Sì, due nomi e nessun cognome. Questo Figli di Tenebra è il terzo volume nella trilogia di Lothar Basler.
Perché parto prevenuta: il primo volume della trilogia, La Lama del Dolore, si era classificato secondo nel sondaggio natalizio dello scorso anno. Ho provato a leggere La Lama del Dolore: è scritto da cani, una roba insopportabile. Pur con tutta la buona volontà non sono riuscita a finirlo.
Perché potrebbe essere decente: nel frattempo Marco Davide ha imparato a scrivere?
#4.
Titolo: Gli Orchi di Kunnat (Delos Books)Trama: “Pulsa. Tutto pulsa, freme e risplende come sempre, quando sono morfizzato. Aromi, suoni, movimenti, sensazioni e percezioni risultano amplificate come i cerchi concentrici di una goccia caduta in uno stagno: le formiche scuotono il terreno come elefanti, le foglie frusciano come valanghe, le coccinelle urlano e disegnano lente traiettorie nel cielo come tartarughe azzoppate e volanti, le feci lontane e ancora calde di un daino mi offuscano la mente inebriandola della loro essenza pungente, mentre le cortecce nodose degli alberi su cui faccio leva mi trasmettono l’energia della linfa e la solidità del legno. Sono invincibile e terrificante. Se gli umani mi vedessero adesso, scapperebbero urlanti. I più coraggiosi (o forse i più stupidi) tenterebbero di uccidermi. Come se fossi io il loro problema…”
Autore: Cristian Pavone, esordiente.
Perché parto prevenuta: il romanzo fa parte della collana “Storie di Draghi, Maghi e Guerrieri”, una collana nata con l’idea che il pubblico è una massa di scimuniti e dunque è giusto guadagnare propinando sempre le stesse storie trite e ritrite. Ho recensito i primi due volumi qui.
Perché potrebbe essere decente: il pubblico si è dimostrato non così fesso come Delos sperava. Infatti il curatore della collana, Franco Forte, scrive: “Libro per noi (per me) importantissimo, perché segnerà il destino di questa collana. Si tratta infatti dell’ultimo tentativo di capire se il mercato è interessato a una collana fantasy come questa oppure no.” Perciò Gli Orchi di Kunnat è l’ultima possibilità per “Storie di Draghi, Maghi e Guerrieri”. Magari hanno scelto un romanzo tollerabile.
#5.
Titolo: I Cacciatori del Tempo (Piemme)Trama: Yonec ha sedici anni, è figlio di una fata e di un uomo misterioso di cui deve ancora scoprire l’identità, e vive nel Medioevo, nei primi anni del XII secolo. Janis ha quattordici anni, frequenta la prima liceo e una maledizione la costringe a vivere ai giorni nostri. Quando la madre la iscrive ad un severissimo collegio privato, Janis scopre di poter tornare per brevi periodi nel passato, sotto forma di lupa, accanto all’amato Yonec. Insieme dovranno trovare l’antica pergamena che contiene il segreto della costruzione della prima cattedrale gotica in Francia, Saint Denis. Ma una confraternita medioevale, i cui poteri oscuri e malvagi giungono fino alla nostra epoca, farà di tutto per impedirglielo. I due ragazzi saranno impegnati in una lotta all’ultimo sangue contro le forze che li ostacolano e che vogliono separarli per sempre.
Autore: Vanna De Angelis. Autrice di saggi storici, aveva già pubblicato due romanzi fantasy nella serie “Le Carovane del Tempo” per Edizioni San Paolo.
Perché parto prevenuta: la trama puzza. I due ragazzini separati dalla maledizione, l’antica pergamena, il segreto, i poteri oscuri e malvagi, zzz.
Perché potrebbe essere decente: i romanzi precedenti della De Angelis hanno suscitano l’entusiasmo della critica. Scrive per esempio “fliss”: “adoro qst trilogia.sn libri cn 1 stupendissima trama, li leggi tt d’un fiato e ti scaraventi nelle pagine cm se sei tu eva e company. è 1 libro coinvolgentissimo,rivivi le stesse emozioni,specialmente la storia d’amore tra eva e liam. sn libri stupendi. eva e liam si devono fidanzare. ho letto 100 libri e qst trilogia mi ha colpita assai. la preferisco ad harry pottre, twilight ecc.(libri ch nn mi piacciono). p.s.: eva e liam x ever.”
(nota per mamma e papà di “fliss”: questa è “fliss” dopo 100 libri. Non potevate comprarle la PlayStation 3?)
#6.
Titolo: Il Silenzio di Lenth (Piemme)Trama: Sono passate ore da quando Hertha del clan Fyerno e Kaas, il Sommo Sacerdote di Lenth, hanno intrapreso quel sentiero scosceso. La fatica li ha quasi sopraffatti; non possono permettersi di restare in quel luogo, quello è l’Esterno, abitato da creature malefiche contro cui i loro incantesimi non possono nulla. Sulla via del ritorno, però, hanno sentito in lontananza il pianto di un neonato e sono accorsi a salvarlo. Per Hertha, che fin da giovane non ha dimostrato di possedere le doti per diventare mago, il segno sulla fronte del piccolo non è che una macchia scura, ma Kaas lo ha subito riconosciuto: quello è un frigie, un simbolo magico, e il neonato è l’Eletto, l’incarnazione di Kexan, il dio che lui e la sua gente hanno temuto e odiato, e che pensavano sconfitto per sempre. Dopo aver fatto ritorno al villaggio, il Sommo Sacerdote mostra il fanciullo ai dieci del Consiglio Dominante e tutti si mostrano sconcertati e impauriti. Il bambino-dio deve essere eliminato. Ma grazie a uno stratagemma Kaas riesce a mantenere in vita il piccolo, a cui ha dato il nome Windaw. Una visione notturna, infatti, gli ha mostrato l’imminente invasione delle loro terre per mano dei terribili stregoni di Tarass, che solo la forza divina dell’Eletto può fermare. Sarà lui a custodire la Pietra Alchemica che i malvagi stanno cercando e a riportare la pace e il silenzio nella verde Terra di Lenth.
Autore: Luca Centi. Questo è il suo primo romanzo.
Perché parto prevenuta: ma si può, senza ironia, ideare una storia del genere? I malvagi, la Pietra Alchemica, il bambino con la macchia che non è una macchia ma un simbolo magico, il tizio che salva di nascosto il neonato… c’è un dettaglio – uno solo – che non sia un cliché?
Perché potrebbe essere decente: in copertina c’è un tipo incappucciato. Con un bastone!!!
#7.
Titolo: Il Principe delle Nebbie (Piemme)Trama: Dopo aver recuperato le pagine del Libro del Destino, la compagnia delle Cinque Razze Libere ha una nuova missione: partire alla ricerca di alleanze per combattere insieme il malvagio Signore delle Nebbie. Proprio alla vigilia della partenza, però, Eynis fugge all’improvviso dalle Foreste di Feira Haillen. La ragazza, erede della più potente stirpe magica degli elfi, è partita per seguire la traccia incerta e insistente di un ricordo che dovrebbe condurla a trovare un altro membro della famiglia degli Ethilin, sopravvissuto come lei alla strage compiuta dai Mohrger. Senza la sua potente magia, i suoi amici hanno poche speranze di sfuggite agli attacchi delle forze del male, e cerne se non bastasse anche Jadifh, il giovanissimo capo dei ribelli, abbandona la compagnia per seguirla. Ma durante il viaggio Eynis si accorge che Jadifh le nasconde qualcosa.
Autore: Elisa Rosso. È la più giovane autrice italiana di fantasy. A sedici anni è già al suo secondo romanzo. Un gegno al cubo!
Perché parto prevenuta: la Rosso è chiaramente troppo gegnale perché io possa apprezzarne le opere.
Perché potrebbe essere decente: uh… aehm… accetto suggerimenti.
#8.
Titolo: La Leggenda degli Eldowin (Fanucci)Trama: Venti di guerra spirano sull’Arwal. Le mire espansionistiche di Adras, eminenza grigia dell’Argelar, sembrano inarrestabili. Manipolando come un fantoccio il piccolo sovrano di Rygan, il mago rivolge la propria attenzione al ducato di Vniri, dominio dei Doria-Malvolas e dei vampiri di corte, ultimo ostacolo in vista dell’ambiziosa invasione del Varlas. La tensione per il conflitto imminente sconvolge la vita di poveri e ricchi, nobili e villici, mortali e vampiri. Dal montuoso Tarvaal fino alle immense Terre dei Barbari, la maga Reven e il suo schiavo cercano disperatamente un’arma in grado di contrastare la minaccia dell’Oscuro, un tempo maestro e mentore della donna, ora suo acerrimo nemico. Intanto, sul bosco di Madian incombe e si rinforza la minaccia della rocca di Krun, al punto da spingere la Guardiana a inviare una delegazione verso l’inospitale Ovest, nella speranza di ottenere l’aiuto dell’unica autorità che potrebbe riunire contro il tiranno gli elfi dell’Arwal: i leggendari Eldowin.
Autore: Laura Iuorio. La Leggenda degli Eldowin prosegue la vicenda iniziata con Il destino degli Eldowin. La Iuorio è inoltre autrice della trilogia fantascientifica del “Sicario”.
Perché parto prevenuta: gli Eldowin sono elfi.
Perché potrebbe essere decente: ci sono anche
i vampirigli gnokki!!!
#9.
Titolo: La Scacchiera Nera (Piemme)Trama: Nello stesso istante, a migliaia di chilometri l’uno dall’altro, tre ragazzi Ryan, un americano, Morten, danese, e Milla, italiana -, entrano in possesso di una scacchiera ottagonale dall’aria molto antica. Il Guerriero, l’Arciere e il Ladro Nero sono le sole tre pedine rimaste sulla scacchiera e sembrano invitarli a fare la prima mossa. Ma appena le toccano, i tre ragazzi vengono trasportati in un mondo parallelo dove è in corso una guerra, una guerra sanguinosa e secolare che un mago ha trasferito sul tavoliere in modo che il mondo degli uomini potesse continuare a esistere. Così Ryan si accorge di essere diventato il Guerriero del Fuoco. Lui, però, non riesce a credere di essere un eroe e soprattutto che il Ladro Nero, quella ragazza dagli occhi di smeraldo e dall’aria indifesa, sia il suo più acerrimo nemico. Contro ogni regola del gioco, Ryan decide di fidarsi di quella ragazza che combatte contro il proprio lato oscuro, e scoprirà che a volte una mossa imprevedibile può cambiare le sorti di una partita.
Autore: Miki Monticelli. Ha già scritto diversi fantasy per bambini, questo però dovrebbe essere dedicato a un pubblico un po’ più adulto.
Perché parto prevenuta: Ryan, un americano; Morten, un danese; Milla, un’italiana entrano in un bar… la trama sembra una barzelletta.
Perché potrebbe essere decente: l’autrice assicura che la trama non corrisponde all’effettivo contenuto del romanzo.
#10.
Titolo: La Strada che Scende nell’Ombra (Einaudi)Trama: In un mondo diviso e stanco, l’Ombra si è destata e le Otto Genti non sanno se ci sarà l’alba di una nuova èra, oppure la fine. I prescelti dalla profezia per raggiungere la Fortezza Impenetrabile e combattere il malefico potere sprigionato dalla Gemma Bianca sono i meno presentabili che si possa immaginare. Mentre la resa dei conti si avvicina e tutti i popoli entrano in guerra, il Magus guida la Compagnia più ribalda e riottosa che si sia mai vista verso il destino che trasformerà gli ultimi, i peggiori delle Otto Terre, nei nuovi Eroi.
Autore: Chiara Strazzulla. Giovanissima, è famosa per scrivere i suoi libri a forza di starnuti. Questo è il suo secondo romanzo.
Perché parto prevenuta: il primo romanzo della Strazzu, Gli Eroi del Crepuscolo, è attualmente il peggior romanzo fantasy mai pubblicato in Italia da un editore non a pagamento. L’ho recensito qui.
Perché potrebbe essere decente: non c’è alcuna possibilità che La Strada che Scende nell’Ombra possa essere un romanzo passabile. Per questo voglio fare un appello: risparmiatemi la Strazzu, ve ne prego! Sarò una brava bambina, prometto, croce sul cuore, ma non costringetemi a leggere 800 pagine di Strazzu. Grazie.
#11.
Titolo: Rimosso. (N/A)Trama: Nessuna.
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.Autore: Uno che non sa scrivere.
Perché parto prevenuta: N/A.
Perché potrebbe essere decente: N/A.
#12.
Titolo: Altro (Quell’Altro)Trama: Segnalate nei commenti altri romanzi fantasy italiani degni di recensione, se ne ho dimenticati. Però:
Niente Troisi. Di Licia ho recensito quattro romanzi e ci sono altri due articoli dedicati a lei. È sufficiente. Inoltre non c’è più molto da aggiungere: non sa scrivere e non ha un briciolo di fantasia, fine della questione.
Niente romanzi pubblicati a pagamento. Mi spiace, ma se pubblicate a pagamento dimostrate di essere dei fessi, dunque non sono interessata a quello che scrivete.
I romanzi autoprodotti sono accettabili. Ma solo se scaricabili gratis. Il livello delle autoproduzioni è bassissimo (la media è ampiamente sotto la Strazzu), perciò a scatola chiusa soldi non ne spendo.
Se il romanzo segnalato è pubblicato da una piccola casa editrice che ha scarsa distribuzione in libreria, non garantisco di riuscire a procurarmelo per Natale. Però, se sembra interessante, lo recensirò lo stesso in un altro momento. Infine, se il romanzo si trova su emule o simile è ancora meglio. L’anno scorso così ho scoperto Lo Specchio di Atlante, ed è stata una bella scoperta.
Autore: Un Altro.
Perché parto prevenuta: uno vale l’Altro.
Perché potrebbe essere decente: Un Altro non è la Strazzu.
Che sfilata di schifezze. Mi domando se, avendo gli occhiali giusti, vedrei la verità, come nel film They Live (Essi Vivono, 1988) di John Carpenter.
| L’amara verità che ci vogliono tenere nascosta |
Sono sempre più convinta che il fantasy sia uno stratagemma degli alieni per rendere stupida la popolazione.
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Bambolina Omaggio Gli ultimi due anni avevo recensito il romanzo vincitore del Premio Urania. Quest’anno non ci sono riuscita: sono arrivata a pagina 36 di E-Doll e non ce l’ho fatta ad andare avanti. Lo stile è pessimo – il Ghirardi scrive meglio, senza ironia – e le poche idee presenti sono banali o contraddittorie. Una roba raccapricciante.
E-Doll è ambientato a Mosca nel 2053. Il mondo è rimasto più o meno quello che conosciamo, tranne gli e-doll. Gli e-doll sono androidi usati come schiavi sessuali in modo che la gente possa soddisfare le proprie perversioni senza rischi. A pagina 15, scoperto un e-doll morto, il tenente incaricato delle indagini verifica che fino a quel momento non ci sono mai stati omicidi di e-doll in Europa (“[...] a una prima analisi, non vengono segnalati omicidi di e-doll in Europa.”) A pagina 20 un e-doll che passa per strada suscita l’interesse di tutti (“E la strada va in subbuglio, colta dallo stupore che si materializza intorno agli e-doll [...]“). A pagina 27 un personaggio “Ha preso questo andazzo da quando ha scovato su un sito web vietato ai minori l’esistenza degli e-doll.” Il loro [degli e-doll] business, incluso il variegato indotto, fatto di tecnici per la manutenzione, corrieri per il ritiro e la consegna a domicilio, stilisti d’avanguardia, visagisti estetici, programmatori di sensistema, addetti al marketing pornografico, finanziatori di sessoteche, si calcola sia paragonabile per grandezza e pervasività del settore a quello delle automobili del secolo scorso. Senza contare i gadget venduti a corredo e quelli spediti per posta anonima di cui tante case abbondano all’insaputa dei coinquilini. A parte il blocco di inforigurgito spiattellato senza grazia, si dice che il mercato degli e-doll è al livello di quello delle automobili. Com’è possibile? Dovrebbero esserci milioni di e-doll! Ma questo è in contraddizione con quanto esposto all’inizio. Non si può neanche invocare la difesa d’ufficio, “tanto è fantasy!!!”, perché qui parliamo di fantascienza: estrapolare le conseguenze dei progressi scientifici è al cuore del genere. La coerenza è vitale. A pagina 15 è scritto: A testa bassa, Gankin scruta quel corpo indifeso, nato per soddisfare desideri e voglie inconfessabili: tutto ciò che in molti volevano senza sapere dove trovarlo. Fino alla comparsa degli e-doll. A pagina 17 un e-doll ragiona su se stesso: D’altro canto, è ciò che la gente s’aspetta da un essere attrezzato per solleticare le fantasie fino a percorrerne ogni ramificazione. Desideri e voglie inconfessabili, fantasie percorse in ogni ramificazione: io mi aspetto che gli e-doll possano garantire all’acquirente qualunque tipo di perversione. Ma a pagina 35 un poliziotto della scientifica dice: –… e a quanto ne so [gli e-doll] non sudano, sputano, puzzano o roba del genere. Fino a oggi non hanno mai defecato, né urinato. Può anche essere una limitazione della verosimiglianza, sta di fatto che i bisogni evacuativi degli umani non sono stati trasposti loro. Delusione! Perciò questi e-doll, pronti a esaudire ogni fantasia, non possono far niente per gli amanti della coprofilia o dell’urofilia? Che è, razzismo? È notevole vedere un autore che parte da una premessa semplicissima e già vista mille volte in altri romanzi e, nonostante ciò, non è capace di mantenere un minimo di coerenza. In un sacco di passaggi la scrittura è vuota. Non comunica niente. Non solo non mostra, ma non racconta neanche. Sono frasi senza senso. [Berenice Cubarskij] è rimasta impressionata dalle conturbanti doti di Angel [un e-doll], quando vi si è imbattuta al Cirque du Sex, dove lu/ei s’esibiva in veste di domatore di donne frustrate dall’atavico ruolo che la natura ha assegnato loro. 172 parole e non c’è scritto un emerito tubo. Qual è l’atavico ruolo che la natura ha assegnato alle donne? Che senso ha scoperto da attribuire a se stessa Berenice? Cosa prescrive (erroneamente) il codice genetico? Che cosa elargiscono i sembianti? Che cosa la società aveva condannato come rigurgiti primordiali? Qual è il compromesso snaturante e disumano? Esempio più corto ma altrettanto efficace (pag. 21): Il suono abrasivo, di metallo stridente, ricorda ad Angel una ricorrenza remota, dei tempi della capsula vivificante presso i laboratori Silitron di Hanoi. Quasi cinque anni fa, un periodo breve in termini umani e ancor più breve per una macchina capace di eludere il fattore erosivo del tempo. Archiviata in una bolla di memoria, quando il suo sensistema era scevro d’esperienze libidiche e computazionali, eccezion fatta per le istruzioni base e le inferenze native. Poi si parla d’altro. Ora, quale sarebbe la “ricorrenza remota” che Angel ricorda? È la “ricorrenza remota” il soggetto – una frase dopo – di “archiviata”? Cos’è, non è un romanzo ma un puzzle, dove io pago e poi devo riscrivere da zero per capirci qualcosa? Poi c’è il blaterare sgradevole dello scrittore dilettante che si crede Artista (pag. 23): Mosca è un universo vorticante e vandalizzato, è il riflesso incrinato di un’anima dispersa tra le nuvole cirriformi del Nord, è l’ansia e al tempo stesso la malattia della vita. Questa frase segnatevela perché un classico esempio di uso idiota delle metafore. Non vuol dire niente, però si percepisce la ricerca delle parole perché suonino pompose per impressionare i gonzi, con la città vista come “il riflesso incrinato di un’anima dispersa tra le nuvole cirriformi del Nord”. Proprio. È lo scopo della narrativa, vero? Non far capire una mazza a chi legge, ma mettere in soggezione i pochi ignoranti che ancora pensano che scrivere sia mischiare paroloni a caso. Ciliegina sulla torta: questo sproloquio sono i pensieri di una ragazzina al primo anno di Liceo, preoccupata perché l’autobus è in ritardo; la mamma la sgriderà se rientra dopo l’orario stabilito. Siamo a livello di Sergio Rocca, l’immortale poeta (“«Chi sei stregone?» ruggì il bambino istericamente, pronto a gridare.”) Infine c’è il classico raccontare invece di mostrare. Passaggi così (pag. 24): [la ragazzina di cui sopra è raggiunta da un tipo in macchina] Non sapendo che fare, le salta in mente un pensiero sconcio ma poi, incerta sugli esiti di eventuali imprevisti, storna lo sguardo. Funziona in questo modo: io pago 4 euro e 20 centesimi e compro una porzioncina della fantasia dell’autore. Lui mi deve dire qual è il pensiero sconcio. Lui mi deve dire quali sono gli esiti degli imprevisti eventuali. Meno grave ma sempre fastidioso è il mostrare & raccontare. In particolare, quando il raccontare precede il mostrare fa venire i nervi. A Gankin non resta che negare tramite una pericolosa iperbole. – Al contrario, non hai considerato lo stadio di avanzamento della mia passione necrofila… “A Gankin non resta che negare tramite una pericolosa iperbole” è l’equivalente del tizio rompiscatole al cinema. Preciso identico. Visto che mostri la “pericolosa iperbole”(sic), non c’è bisogno che l’anticipi prima. Svuoti di tensione il paragrafo.
L’autore gestisce il punto di vista usando la tecnica del chi se ne frega, scrivo come mi capita. Nel primo capitolo, che comprende un’unica scena – l’esame del cadavere dell’e-doll da parte del tenente Gankin e del suo assistente Aleksej –, il punto di vista cambia almeno dodici volte, saltando di continuo da un personaggio all’altro. Senza alcuna giustificazione o alcun ritmo; ci sono pagine e pagine con Gankin, poi qualche paragrafo con Aleksej, poi si ritorna a Gankin per ancor meno spazio, poi Aleksej un po’ di più, tutto così come capita. Alla fine tocca rileggere più volte certi passaggi per capire a chi attribuire parole e pensieri. Un capitolo degno di Atlanta Nights. Un cameriere addobbato con un’impeccabile livrea lattea compare sull’uscio e lu/ei [sempre Angel] viene annunciato alla signora Cubarskij, non prima d’essersi sistemato le sopracciglia decorate dalle mani fatate di Sharunas. L’ometto, barba e baffi curatissimi, gli rifila un’occhiata lasciva dall’angolo degli occhialini, ma pare più preoccupato di trovare un modo per non ascoltare ciò che sarebbe successo nel sotterraneo. Si ricorda di una cera d’antica memoria versata nelle orecchie di un re a salvaguardia della sua sanità mentale. Si ricorda che grazie all’espediente, egli riuscì a resistere a una tentazione letale. Il paragrafo comincia con il punto di vista dell’e-doll. È confermato da quel “gli rifila un’occhiata lasciva [...] ma pare più preoccupato”: l’e-doll coglie l’occhiata del cameriere e ne deduce la lascivia e al contempo il desiderio di non ascoltare (come faccia questa deduzione è un mistero). Ma le frasi dopo? È l’e-doll che ricorda l’episodio di Ulisse e le Sirene o è il cameriere? Io ho riletto tre volte e non ne sono sicura. Mi sembra così innaturale che di punto in bianco si entri nella testa del cameriere, d’altra parte l’e-doll conosce Ulisse? E lui, macchina, ne ha solo un ricordo così approssimativo? Mah! In altri momenti l’autore si contraddice nello spazio di un paragrafo (pag. 19): L’olografia di Berenice Cubarskij la ritrae in pose provocanti: alla signora piace farsi vedere e proprio quella fantasia rappresenta il suo punto debole. Un aspetto su cui il marito non s’è interrogato, né s’è preoccupato d’esplorare, coinvolgendola in giochetti di mano in ascensore, lubrici amplessi tra le foreste di conifere o eccitanti fellatio durante le attese ai semafori… Allora: L’autore ha spiegato che Maya, la ragazzina in attesa dell’autobus, non frequenta molto i coetanei, tutti “delinquentelli” o “gallinelle”, poi scrive (pag. 26): [Maya] Da qualche mese ha scoperto un altro passatempo, cose impensabili per dei ragazzini bifolchi ma già malavitosi in erba come loro. Gli unici a cui si concede e che se la godono tutta, sono quelli dell’ultimo anno, Roman “Frigo” Saratov in testa e poi Misha la Miccia, Pavel il Labbruto e il Peloso Ivan. Solo loro se la spupazzano a turno ma in ordine rigorosamente decrescente. La cosa strana però, agli occhi dei compagni, non è tanto la promiscuità di Maya e l’indifferenza a darsi in pubblico, doti ampiamente condivise dalle sue coetanee [...] Nella prima frase il sesso è “cosa impensabile” per i coetanei di Maya, nell’ultima frase la promiscuità, addirittura “l’indifferenza a darsi in pubblico” sono doti ampiamente condivise per i coetanei di Maya. [Gankin] Infilati guanti e mascherina, s’accosta al corpo, cabotandogli attorno per non incappare in sgradevoli sorprese quali contaminazioni a tempo o esalazioni a innesco, ultima moda degli attacchi terroristici, oggi in voga anche tra le bande metropolitane. “Cabotare” significa navigare, spesso per tratti brevi (da qui l’espressione “piccolo cabotaggio”). Dunque Gankin “naviga” intorno al corpo a distanza ravvicinata… per non incappare in contaminazioni a tempo? Il legame logico sarebbe? Non dovrebbe scappare il più lontano possibile e stare lontano se vuole evitare le contaminazioni a tempo? Un’incongruenza a qualche paragrafo di distanza (pag. 11): [Gankin] Allunga l’altra mano, scoprendo il resto della ferita. Gli occhi si trasformano in due feritoie orizzontali. Deve restare lucido e attento perché ogni volta lo stomaco gli manda dei singulti per avvertirlo di non abituarsi a quella vista. È una specie di campanello d’allarme con cui mantiene una barriera di separazione tra sé e quello che succede. Il giorno in cui saprà d’essersi assuefatto a quello spettacolo e potrà guardare quelle oscenità come se fossero un film o un documentario, sarà il giorno in un cui chiederà il trasferimento a un’altra sezione per un insormontabile conflitto d’interessi. Ma poco prima così è descritta la ferita (pag. 10): Sotto il vestito stropicciato, uno squarcio di 10 cm di profondità per 25 di lunghezza lo saluta truculento. Idea mia, ma descrivere una ferita come 10×25 non è proprio “guardarla come se fosse un documentario”? Inutile dire che Gankin non ci pensa nemmeno a chiedere il trasferimento, né si accorgerà di questo “insormontabile conflitto d’interessi”. Ok, lo stile è orribile; ok, le incongruenze abbondano, ma chissà questo romanzo di fantascienza com’è infarcito di interessanti questioni sulla robotica e le Intelligenze Artificiali! – Dunque, il sensistema è stato cortocircuitato. Per l’esattezza tra la pompa cardiaca e il collettore di raccordo. Poi, versato il contenuto all’esterno dell’esemplare, s’è impedita la riparazione da parte dei nanobot che, diminuiti sotto la soglia di auto-alimentazione, hanno provocato lo spegnimento terminale del sensistema e con esso dell’e-doll. È un bug conosciuto e a più riprese l’abbiamo segnalato alla Silitron affinché intervenga. È il tipico difetto di fabbricazione che potrebbe risolversi con poco, anche perché è l’unico metodo di mandare in crash un organo wetware così sofisticato come il sensistema e inibire il ricaricamento e il successivo ripristino tramite vivificazione. Sigh. E in mezzo a questa valanga di termini inventati per dare una patina di scientificità a una marea di stupidate, nessuno chiede se c’è una copia di backup di “ciò che vi è registrato sopra”. E stendiamo un velo pietoso quando (pag. 35) l’autore confonde la melatonina con la melanina… * * * Una volta sono stata accusata di prendere per scema la giuria del Premio Urania. Non è vero. Non sono io che prendo per scema la giuria del Premio Urania, è la giuria del Premio Urania che si prende per scema da sola, avendo deciso di premiare questo cumulo di spazzatura. |
Approfondimenti:
Intervista a Federico Ghirardi
Intervista a Elena P. Melodia
Intervista a Marco Davide
Intervista a Cristian Pavone
Intervista a Luca Centi
Intervista a Elisa Rosso
Intervista a Laura Iuorio
Intervista a Miki Monticelli
Intervista a Chiara Strazzulla
Intervista a Massimo Bianchini
Intervista a Francesco Verso
Non ho trovato interviste recenti a Vanna De Angelis, perciò vi beccate il booktrailer del suo romanzo
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16 dicembre 2009 alle 11:11
@Adriano. /@Massimo Bianchini. Non intendo recensire Nephandum, a meno che non vinca il sondaggio – il che però mi pare improbabile. E comunque, anche se mi venisse voglia di recensirlo per qualche ragione che ora mi sfugge, dovrei averlo piratato, non ci spendo soldi.
La frase del fiume:
È scritta con lo stesso stile delle prime pagine che ho letto, ed è lo stile appunto di Draghetta94 – intesa non come minorenne, ma intesa come persona che ha scarsa esperienza con la narrativa, nel suo caso per colpa della giovane età.
Potrebbe essere o no pleonastico specificare che c’è un fiume sotto al ponte, dipende dal contesto, ma non è quello il problema. Il problema è la descrizione statica e generica, dove gli aggettivi fanno la parte del leone. È la tipica descrizione di chi non ha l’abitudine a scrivere narrativa.
È tutto fiacco, i sensi del lettore non sono stimolati.
Partiamo dagli aggettivi:
“principale” => posso vedere, sentire, odorare, toccare la “principalità”? No. Dunque è inchiostro sprecato.
“imponente” => un po’ meglio perché stimola la vista, ma rimane molto generico. “Imponente” può essere il Golden Gate, “imponente” può essere il ponte sullo stretto di Messina, “imponente” è il ponte che congiunge due pianeti in un romanzo di Charles Sheffield. Se dici “imponente” in un fantasy non dici molto.
“arcuata” => ok, sappiamo che il ponte non è piatto. Meglio che niente, ma non certo la specificazione più interessante.
“ampie” => generico e pleonastico (se il ponte è “imponente” è ovvio che le rampe siano “ampie”).
“inclinate” => pleonastico dato che il ponte è “arcuato”.
“due” => pleonastico. Le sponde di un fiume è difficile che non siano due.
C’è pochissima carne per il lettore. Poco per far lavorare l’immaginazione. Qui hai scritto, parafrasando, che “c’era un grosso ponte sopra a un fiume.” È un po’ poco per chiedere soldi in cambio.
Non aiutano altri dettagli: “giunsero” è funzionale, ma anche qui generico. Non evoca passi di corsa o al contrario una persona che si avvicina con cautela. Andrebbe bene accoppiato a una vivida descrizione del ponte (l’attenzione del lettore è catturata dal ponte e non da come è raggiunto), ma così è altro fastidio.
Poi la frase inizia con “Infine” e termina con “fiume”: ovvero nei punti dove è maggiore l’attenzione del lettore, ci sono due termini entrambi probabilmente pleonastici.
Ora, come bisognava scrivere? Come volevi, ma cercando di stimolare il lettore.
Non so: i nostri sentono delle grida, si mettono a correre, arrivano al ponte e un elefante è azzoppato, sdraiato di traverso lungo la rampa. Le mercanzie che l’elefante trasportava stanno ancora rotolando giù. Gli altri commercianti che hanno le loro botteghe sul ponte si fanno appresso all’elefante caduto, ma rimane ancora spazio per far passare un mastodonte della guardia cittadina.
E così via.
E la spiego a scanso di equivoci: i particolari del ponte, quali l’inclinazione della rampa o la sua imponenza, invece di essere spiattellati davanti al lettore, sono mostrati attraverso l’azione.
Detto questo, per rispondere alle solite considerazioni idiote:
a) A me la frase piace moltissimo!!! Ottimo, buon per te. Gli errori rimangono.
b) Se analizzassi così tutte le frasi dei libri troveresti errori in tutte!!! Non è vero. Ma se fosse vero vorrebbe dire che è ora di buttare tutti i libri e darsi ai videogiochi, non che tutti i libri sono belli.
c) Anche in Scespir ci sono frasi così!!! Certo. Anche i bravi scrittori hanno cadute di stile. Però qui le (poche) pagine che ho letto erano tutte una continua caduta di stile.
d) È cercare il pelo nell’uovo!!! No. È proprio roba terra terra, l’ABC della narrativa. Ovviamente libero di non crederci.
e) Non puoi giudicare il romanzo da un frase!!! E chi giudica il romanzo? Ho solo detto che non intendo leggerlo.
f) Sei invidiosa, acida, frustrata!!! Sì, e me ne vanto. Problemi?
16 dicembre 2009 alle 10:51
@Uljanka: C’è già una differenza. I pornorobot sono il fulcro del romanzo, sono ciò che presta il titolo all’opera e uno compra il libro perché è interessato a loro, e a ciò che su di loro dirà l’autore. Quindi i pornorobot devono essere fatti bene.
Ma Nephandum uno non lo compra “perché c’è lo scorpione di ossa”…
16 dicembre 2009 alle 10:38
Se per è per quello non la rovinano neppure i pornorobot che non fan pipì e gli elfi che hanno ancora i denti a millemila anni… non sono i particolari balordi a rovinare una storia… a meno che non siano una vera Wunderkammer di mostruosità.
16 dicembre 2009 alle 10:20
Onestamente, mi sembra che i difetti rilevati finora nel romanzo di Bianchini (quando si tratta di difetti effettivi) siano ben poca cosa… Dire con arroganza che l’autore ha ancora molta strada da fare sulla base di questi soli elementi, mi fa inarcare più di un sopracciglio.
Piuttosto, a chi il romanzo l’ha letto, mi piacerebbe sapere cosa pensa della trama, della coerenza interna (sviste a parte come quella della ferita lieve), della gestione dei personaggi e della loro psicologia, dello stile in generale… queste cose qui. Non è certo il ponte che collega due rive di un fiume a rovinare una storia.
16 dicembre 2009 alle 10:08
Bene, ho scampato (col beneficio del dubbio) la critica sul ponte.
Cerco ora di sollevare veli (pietosi) sulla scena dello scorpione. Si svolge all’interno della “Landa delle Ossa” (nome banale, ma qualche significato l’avrà). Recita così:
“Di lì a poco le ossa sul terreno intorno a loro si animarono, andando a ricomporre sagome di creature deformi. Scheletri di bipedi e animali mostruosi si sollevarono da terra. Arthian si ritrovò a pochi passi da una bestia che somigliava a uno scorpione gigante; alle sue spalle Shalith vide un serpente formato da scaglie ossee che strisciava verso di lui con uno stridio raccapricciante. Poco lontano, due teschi dotati di zanne sporgenti si sollevarono in volo lanciandosi contro Leoril.”
Chiaramente, se vogliamo aggrapparci al fatto che una creatura che SEMBRA uno scorpione fatto d’ossa (all’interno della Landa delle Ossa) costituisca un errore gravissimo in un romanzo fantasy allora non c’è molto di cui discutere.
Credo.
Massimo Bianchini
16 dicembre 2009 alle 09:40
Mi cospargo il capo di cenere. E’ un ambientazione Eberron, non Forgotten Realms.
Concediamo all’autore che una descrizione simile, che contiene la precisazione di come un ponte congiunga due rive, sebbene ridondante, è quasi accettabile.
E’ sugli scorpioni vertebrati (corrispondenti ai serpenti invertebrati) che si deve stendere un velo pietoso… ma sicuramente il romanzo di questo ragazzo avrà altri pregi.
16 dicembre 2009 alle 09:25
Bianchini dixit
Beh, allora, senza cercare immagini dei Forgotten Realms, neppure i cavalcavia autostradali passano sopra fiumi…
I rettili (tra cui i serpenti) sono vertebrati. Casomai sono i Vermi a essere invertebrati.
16 dicembre 2009 alle 08:55
@ Adriano
Qui c’è una città fantasy con dei ponti che non passano sopra fiumi: http://brennor.dyndns.org/~steve/Eberron/Sharn6.jpg
(Sulla virgola sono d’accordo.)
Qui invece c’è un mostro di D&D fatto d’ossa, sebbene abbia la forma di serpente (invertebrato come uno scorpione).
http://www.snotling.org/modules/MiniTracker/images/unhallowed/34.jpg
Quella non è l’unica battuta di Berond in situazioni critiche (oltre al “conglomerato di vermi” in precedenza menziona anche un “ricettacolo di parassiti”). Insomma, quello era il taglio dato al personaggio, vagamente assimilabile a Kit Carson.
Nulla da dire sulla ferita: quella è una svista bella e buona.
Per carità, sono il primo a dirlo.
Massimo Bianchini
16 dicembre 2009 alle 08:22
La frase che mi ha fatto (sor)ridere è a pag. 226.
A parte il fatto che dopo “inclinate” ci starebbe bene una virgola (altrimenti il “che” sembra riferito a “rampe” e non si capisce perché il verbo sia al singolare), la frase che ho messo in corsivo mi pare ridondante. Avresti dovuto specificare qualcosa nel caso il ponte non avesse congiunto le due rive. Tra l’altro, ora come ora, non mi vengono in mente esempi reali di ponti messi sopra qualcosa che non sia un fiume (anche se asciutto). Fammi un esempio, che magari mi sbaglio io.
Uno scorpione è un animale con una certa anatomia e la descrizione dello Scorpione Gigante nel mio manuale di D&D (Expert Set) non accenna allo scheletro. Presumo perciò che sia identico a un comune scorpione, pur essendo dieci o quindici volte più grosso. L’idea di una serie di ossa che si riuniscono a mo’ di Meccano per formare la sagoma di uno scorpione mi fa sorridere nuovamente.
Si trova alle pagg. 75 e 76, quando Palanir attacca Gunthenor.
Subito dopo Palanir uccide Gregard e la palude si anima. Reynard allora interviene per difendere Gunthenor e lo aiuta a rialzarsi.
Hai visto? Il “taglio superficiale” diventa una “profonda ferita”, senza apparente ragione.
Poi ci sono qua e là alcune scelte lessicali non felicissime.
Qui sta parlando un vecchio Ranger, nel pieno dell’azione, mentre subisce un attacco inaspettato: a me pare che si esprima come un professore di Biologia intento ad armeggiare con un microscopio.
Ma qui mi fermo, perché la recensione la deve scrivere Gamberetta.
Non ti voglio offendere, ma penso che tu abbia ancora un bel po’ di strada davanti.
Senza rancore,
Adriano
15 dicembre 2009 alle 19:42
Ok mi diverto un po’ XD
1 – Brian di Boscoquieto: non ti è bastato il primo? :/
2 – Buio: 17 anni, bellissima. *rimette a posto il libro*
3 – Lothar-qualcosa: non ho capito una parola di quello che c’è scritto alla voce “trama”
4 – Gli orchi di qualcosaltro: la mente offuscata dalle feci di un daino? WTF? °___°”
5 – Il figlio della fata e dell’uomo misterioso di cui dobbiamo sapere l’identità… wow! ma anche no :/
6 – Il silenzio di Lenth: vi prego risparmiatemi dall’ennesimo neonato abbandonato dal grande e oscuro potere magico… ma se sono così magici e fantastigliosi perchè li abbandonano tutti? Aprire un circo no? :/
7 – La Rosso: Mary Sue alla riscossa… salvateci °AA°
8 – gli Eldowin: odio gli elfi :/ (tutti tranne Legolas *ç*)
9 – La scacchiera nera: sebbene ricordi una partita di Jumanji la trama sembra quasi interessante…
10 – La strazzulla: dalla trama non si capisce una ceppa, ma non vorrei che con i suoi starnuti ti attaccasse il raffreddore ò.ò
11 – Nephandum: se è ispirato a un GDR spero che non sia scritto come un GDR
12 – Non sono ancora pronta per affrontare una recensione di Gamberetta ma appena scrivo un libro decente te lo faccio sapere X°D
In conclusione, scelgo La Scacchiera Nera (anceh se già ne ho sentito parlare male XD ma mi sembra uno di quelli che fanno meno schifo ò.ò)
Ossequi a tutti
15 dicembre 2009 alle 17:57
Una lista meravigliosa: dubito che più di un paio siano decenti(ok sono stato generoso).
Fra tutti quello che invoglia di più è il nuovo parto della Strazzu ma non ho avuto il cuore di votarlo: non ho il coraggio di infierire su qualcuno che si è letto tutto Wunderkind.
Ho votato “La scacchiera nera” che sembra avere qualche possibilità di decenza, o almeno in quarta non ha una raccolta di tutti i cliché del (pessimo)fantasy.
Elisa Rosso credo sia inutile recensirla. Probabilmente sarà come il precedente: ficcyna fantasy da livello molto basso su EFP, mary sue con la compagnia di cliché nella terra HappyMedievaleggiante #543
Ed elfi.
Per gli altri probabilmente si potranno ripetere i soliti commenti. Boscoquieto II avrà parecchie cose da segnalare ma credo che bastino le informazioni sul primo volume del capolavoro.
15 dicembre 2009 alle 16:06
@ Gamberetta: non so perché, ma temevo peggio, anche se è difficile pensare di aver scritto a livello di una minorenne, ma insomma… diciamo che hai usato metafore ben più pesanti in altri casi, e sono quasi contento. ;)
Saluti,
Massimo Bianchini
15 dicembre 2009 alle 14:55
@Massimo Bianchini. Sono un po’ in imbarazzo. Più fan ho, più mi fa piacere, ma un mio fan dovrebbe scrivere un minimo meglio. Ho letto le prime pagine di Nephandum su FantasyMagazine (mi pare) e il livello oscilla tra “mi cavo gli occhi per la disperazione” e “draghetta94 posta il suo primo raccontino su un forum”. Con l’aggravante che tu stesso ammetti che il romanzo esplora territori già noti, dunque è difficile che l’originalità delle idee possa compensare lo stile. Poi, avendo letto appunto solo poche pagine, non posso dir niente sulle ferite, i ponti o gli scorpioni, o anche sul libro nel suo complesso, però, insomma… sigh.
15 dicembre 2009 alle 13:32
Salve, sono Massimo Bianchini, autore del romanzo di Nephandum (“La Profezia Oscura”). Ho votato il mio romanzo un po’ perché sono sadomasochista, un po’ per sapere cosa ne pensa Gamberetta, un po’ perché sono un suo fan (alcune recensioni mi hanno fatto piangere dalle risate) e un po’ per vedere dove potenzialmente ho toppato. Anche perché leggere che “fa discretamente pena” (cit. Adriano) sulla base di queste osservazioni mi sembra un tantino ingeneroso.
Sì, decisamente Gamberetta ha un altro stile. Insomma, sono consapevole di non avere scritto Il Signore degli Anelli: credo di avere scritto un romanzo “onesto”, che strizza l’occhiolino ai giocatori di Dungeons & Dragons ma senza che la cosa disturbi chi non ha mai preso in mano un dado a 20 facce. Soprattutto, vuole raccontare una storia, senza l’obiettivo più o meno recondito di trasmettere messaggi moraleggianti (il bene/il male o simili…) o altre motivazioni che spesso esulano dalla letteratura di genere fantasy. Che poi non sia un capolavoro sono il primo a dirlo.
Per questo spero di finire prima o poi sulla graticola. ;)
(Il fiume viene menzionato perché scorre in mezzo a una città e viene nominato solo due pagine prima; un ponte, per quanto strano, potrebbe passare anche sopra ad altro. Gli scorpioni non hanno evidentemente uno scheletro, ma non sono nemmeno lunghi due metri. Non voglio difendermi con il solito “tanto è fantasy!”, ma insomma immaginare uno scorpione gigante composto di ossa credo che possa ricadere sotto la definizione di “licenza”. Non ho trovato il punto in cui le ferite lievi diventano gravi.)
Un saluto,
Massimo Bianchini
15 dicembre 2009 alle 12:35
io invece volevo proporre una cosa diversa per la recensione di gamberetta
una serie animata flash
TALES OF BRACHENWOOD
è una serie fantasy un pò atipica e molto ironica, io la adoro
qui si possono visionare i flash
http://www.newgrounds.com/collection/brackenwood.html
mentre questi sono i corrispondenti su youtube (nella giusta sequenza)
http://www.youtube.com/watch?v=cEvpdHtUQPw
http://www.youtube.com/watch?v=QibePnr3YMA
http://www.youtube.com/watch?v=56rme4hufto&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=WPq_C6Z6MHA&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=n9QHEbU0cWY&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=pCxPEB-uu20&feature=fvw
e infine l’autore svacca tutto con questo ultimo in cui rivela le origini di bitety (assolutamente gratuito)
http://www.youtube.com/watch?v=0dCegsjzH44
14 dicembre 2009 alle 17:21
@Tapiroulant:
Eh… Memoria un po’ così, mi sto scervellando ma proprio mi manca.
Son quasi certa fosse in un Urania, ma dirti quale mi è proprio impossibile, e son andata a scartabellarne un po’ nlla libreria, ma proprio mi sfugge.
Se mi viene in mente, lo scrivo qua volentieri.
14 dicembre 2009 alle 16:43
Scusate, per un banale errore ho messo che è stato tutto quotato, e invece solo la prima frase lo era! Che sbadata! ^///^
14 dicembre 2009 alle 16:40
Quotato da Gamby:
Questa frase contiene da sola offese sia al credo religioso che all’orientamento politico. Anch’io odio la censura, ma considerando che si tratta di una cattiveria veramente gratuita e peraltro non pertinente all’argomento trattato, direi di trovargli un’altra sistemazione più consona (tipo fogna, ma puoi scegliere anche il tuo comodino, per me è uguale). Giusto per non urtare senza motivo le credenze altrui (tipo della sottoscritta, monarchica convinta ;P).
14 dicembre 2009 alle 15:35
Cit: Gamberetta
@Aigor.
Gamberetta hai pensato a Il fuoco della fenice e Magie di Omnia della Corte
editore?
Ho litigato con entrambi gli autori. Non ho voglia di ricominciare.
—-
Magari è proprio quello che volevano.
14 dicembre 2009 alle 14:23
Ho votato Il silenzio di Lenth (se il pc a criceti alla fine ha collaborato, maledetti lui e la connessione lenta come la morte per fame!) perché ne ho letto commenti discreti, e soprattutto perché il resto era da deprimente in giù. O_o
Costringere Gamberetta a un nuovo viaggio negli orrori del Ghirardi o della Strazzulla mi sembrava un po’ troppo cattivo anche per me, poi Babbo Natale mi cazziava e niente regali di natale! T.T
14 dicembre 2009 alle 12:59
Non posso che quotare Ste.
Inoltre si possono anche riprendere personaggi già esistenti per creare storie completamente nuove (Pratchett docet). Un elfo non un male in quanto elfo, è un male perché sai già cosa farà, dirà, penserà. Appena entra in scena so già che è Buono, che ama la natura, che è agile e delicato, che ha 2000 anni ma ragiona come un quattordicenne, che è il primo della classe. Leggere libri del genere è come pagare un biglietto per un film che hai già visto.
Infine, l’opinione espressa da Vincent sugli americani mi sembra molto riduttiva. L’America ha prodotto eccellenti artisti (Mark Twain è il primo che mi viene in mente), e ora come ora l’italiano medio non ha nulla da invdiare all’americano (vedere i provini del GF trasmessi da Mai Dire Martedì per crederci).
14 dicembre 2009 alle 11:00
@ Vincent
La mia è solo un’opinione personale.
Sono convinto che si possa ancora scrivere parecchie opere originali, il limite è nella pigrizia di chi scrive.
Perchè nel fantasy si trovano spesso: elfi, draghi e orchi? Per il semplice motivo che tutti li conoscono già e l’autore non deve faticare a pensare coem creare e rendere coerente un qualcosa di nuovo (ed inserirlo in quello che scrive evitando di redarre una sorta di enciclopedia)
lo stesso nella fantascienza. Guarda solamente (usando google immagini ad esempio) le forme delel astronavi: o assomigliano alle navi di star trek o sembrano le navi che solcano i nostri mari.
Ho l’impressione che il 99,8% degli autori non voglia sforzarsi ad immaginare qualcosa di nuovo e diverso, e probabilmente anche perchè pensano “gli elfi funzionano da 100 anni, perchè cambiare?”
Anche Gamberetta (che dà gamberi amrci se ci sono elfi) li ha inseriti ne “le avventure della giovane Laura”; cito: “Sollevò la faccia dalla cena: un elfo era in piedi accanto al tavolo”
Le note musicali sono 7 ma le musiche esistenti sono innumerevoli, il DNA si basa sulla combinaziione di 4 basi e le forme di vita esistenti sono innumerevoli.
Il solo limite degli autori è la loro pigrizia.
14 dicembre 2009 alle 05:45
1) Io i libri che scarico di solito non li compro neppure se belli. Devo essere proprio in buona e con tanta voglia di buttare soldi (sono anche uno di quei bastardi che si incula i libri “liberati” se non sono troppo lontano e il titolo mi interessa). E’ per questo che non condivido l’idea poetica del lettore buono che concede al buon autore il dovuto se lo merita. Uso il mio metro
2) Grazie per il libro vedrò di procurarmelo dopo le feste (c’è mica la traduzione di “How to Build a Universe That Doesn’t Fall Apart Two Days Later “?)
13 dicembre 2009 alle 23:04
@Lupo.
Mamma mi leggeva a puntate i romanzi di John Campbell Jr. come favole della buona notte, perché le fiabe tradizionali mi spaventavano a morte! ^_^
I primissimi romanzi che ho letto da sola solo stati: 20.000 leghe sotto i mari di Verne, Un Americano del Connecticut alla Corte di Re Artù di Mark Twain, Killdozer di Theodore Sturgeon, Assurdo Universo di Frederic Brown e La Maschera di Innsmouth di H. P. Lovecraft.
Il Maestro e Margherita è divertentissimo!
13 dicembre 2009 alle 22:17
Personalmente trovo molto interessante che la maggior parte dei commenti riguardanti questo articolo vertevano su questa domanda di Gamberetta:
Chiaramente era una domanda retorica, volta solo ad evidenziare i vari errori commessi dall’ autore (mancanza di documentazione, di logica e poca considerazione per i lettori).
Invece si è scatenata un’accesa discussione sulle varie pratiche (devianze) sessuali. L’enfasi profusa in alcuni commenti, anche di alcuni “frequentatori abituali” di questo blog, mi hanno veramente stupito. In negativo.
Ribadisco: molti hanno fatto delle esternazioni molto interessanti (da un punto di vista clinico).
Anche questa affermazione di Gamberetta mi ha colpito:
A questo punto la domanda sorge spontanea: cosa hanno fatto leggere a Baby-Gamberetta quando era piccola? quali sono state le sue prime letture, quelle che l’hanno formata, che l’hanno resa la persona che tutti conosciamo? Che l’hanno spinta a scrivere quello che leggiamo? (intendo i primi romanzi, come ad esempio quelli che vengono regalati da un genitore od un fratello ad una figlia/sorellina più piccola, non i libri che un adolescente acquista di propria iniziativa).
Chissà, questa domanda potrebbe essere usata come spunto per un nuovo articolo -Prime Letture-
Io intanto propongo delle ipotesi: i fiori del Male? Damien? Il Maestro e Margherita? ;-)
P.s: ho espresso il mio voto per il sondaggio “Vittima natalizia”.
13 dicembre 2009 alle 22:17
Non ho capito se per te oggi si può scrivere qualcosa di originale oppure no, queste due frasi che hai scritto mi sembrano in contraddizione, ma forse ho frainteso.
13 dicembre 2009 alle 20:35
Per Terzago: Originalità? Convinto che ancora oggi si possa scrivere qualcosa di ASSOLUTAMENTE originale???? MAHHHH!
Cmq non è perché Dick ha parlato di certi argomenti non ne può parlare più nessuno. Sai, certe idee di Dick sono di Platone. Dick le ha riscritte in maniera originale, ma non si è inventato nulla. Ha trasferito argomenti filosofici circa l’esistenza dell’uomo dall’essere umano all’androide.
Come dicono i Wu Ming: c’era un uomo che non diceva alla sua innamorata Ti Amo disperatamente perché lo aveva già detto Liola. Poi si decise e disse: nonostante Liola, ti amo disperatamente.
Per Uriele: basta leggere la breve raccolta della Feltrinelli, VITA BREVE E FELICE DI UNO SCRITTORE DI FANTASCIENZA. (Non è una biografia, ma raccoglie saggi e pensieri di Dick).
Scusa mi fai un esempio di cosa già esisteva e gli americani hanno solo formalizzato?
Diciamo che la maggior parte degli americani è sempre convinta di dover insegnare agli altri qualsiasi cosa. Loro non hanno una tradizione letterale, non hanno nulla che possa avvicinarsi alla tradizione orientale ed europea. Che si inventano? Noi c’è l’abbiamo più grosso e vi diciamo noi come si fa a scrivere.
Mangiamo americano, guardiamo i film americani, pensiamo americano.
Basterebbe citare come esempio della storia dell’evoluzione cinematografica, studiare tutti i risvolti economici e sociali. La creazione delle conglomerate, delle multinazionali, della loro intenzione del dominio culturale del mondo. Il sistema paramafioso che hanno costruito attorno ai meccanismi di distribuzione filmica.
È sciocco non accorgersi di questa fissa del dominio e della visione giusta del mondo.
Un fatto è dire sarebbe meglio scrivere in un certo modo, un fatto è dare dell’incompetente a qualcuno che non scrive in un certo modo.
E siccome questo non è il mio sito, mi fermo qui.
Nonostante tutto ringrazio G. per la libertà concessami nell’esprimere il mio pensiero.
Per Giovanni,
Sei nel posto sbagliato. Qui la maggior parte scarica i libri senza nemmeno pagare l’autore, sia esso una merda o un bravo ‘quaglione. Eccetto Uriele ?
13 dicembre 2009 alle 19:53
@Tapiroulant. Grazie per la segnalazione del libro, cercherò di procurarmelo. La mia era un’osservazione generale sulla “moralità”; per quanto riguarda la moralità in E-Doll non dico niente, avendo appunto letto solo poche pagine.
13 dicembre 2009 alle 18:44
E’ la prima volta che scrivo qui, e vorrei approfittarne per ringraziare Gamberetta per le sue ottime recensioni. Per quanto riguarda la Recensione Natalizia, sono stato combattuto tra il mio quasi conterraneo Ghirardi e la Struzzalla, optando infine per la seconda (tutto sommato non può che migliorare, mentre ho il sentore che nella sua seconda opera Ghirardi possa aver diminuito le perle trash gratuite che rendevano, a suo modo, esilarante il primo volume).
Per quanto riguarda il premio Urania E-Doll di Francesco Verso, lungi dall’essere un capolavoro, personalmente l’ho trovato un miglioramento rispetto a quello dello scorso anno (“Il dono di Svet” di Donato Altamare) che ho trovato piuttosto disonesto intellettualmente (Della serie: ho cinque racconti che non c’entrano un caxxo l’uno con l’altro e appartengono a generi differenti, diamoli una specie di filo conduttore che li tenga assieme e spediamo il tutto a quei polli di Urania). Resta il mistero di perchè debbano ostinarsi a pubblicare queste porcherie, tenendo conto del fatto che quest’anno Urania ha pubblicato diversi romanzi piuttosto buoni (su tutti “Revelation Space”).
13 dicembre 2009 alle 16:53
Intanto ringrazio Gamberetta per le smodate risate natalizie dovute ai nuovi capolavori del fantasy italiano.
Per rispondere ai dubbi…
Nella cute esistono due tipi di melanina, la feomelanina e l’eumelanina, la prima assorbendo la luce solare da origine ad un pigmento rosso che poi ci appare di colore rosato, mentre l’eumelanina è un pigmento di colore marrone-nero.
Chiunque le possiede entrambe, ma i caucasici come noi producono molta più feomelanina e di conseguenza hanno la pelle chiara, i negroidi invece producono più eumelanina ed hanno la pelle scura. Il numero di melanociti (che essi producano feomelanina o eumelanina) è comunque simile in tutte le razze e non determina la colorazione cutanea.
L’abbronzatura, la quale rappresenta una questione differente, è dovuta invece sia alla maggiore produzione di melanina (e sua rivelazione tramite assorbimento della luce solare) che alla sua velocità di trasferimento dai melanociti ai cheratinociti, cioè le cellule dell’epidermide. Le persone di pelle molto chiara, come i nordici, non è vero che non si abbronzino, semplicemente trasferiscono feomelanina nei cheratinociti e ben poca eumelanina, di conseguenza appaiono rossi come gamberi. Questo non significa che si siano scottati (anche se sono più soggetti alle scottature). Le persone che si abbronzano facilmente e assumono colorito bronzeo invece trasferiscono molta eumelanina diventando simili a persone di razza negroide.
La melatonina è secreta dall’epifisi, dalla retina e in tracce dal sistema gastrointestinale, nei vertebrati inferiori funziona da organo fotorecettore, mentre nell’uomo la sua fisiologia e funzione è alquanto controversa.
Svolge sicuramente un ruolo di contrasto dei radicali liberi, reagendo con essi irreversibilmente così da eliminare la loro reattività.
Si pensa che coadiuvi il sistema nervoso centrale nella regolazione del ritmo sonno-veglia, ma questo è basato più che altro sul fatto che sembra particolarmente attiva dalle 23 alle 8 di mattina, il che corrisponde all’incirca all’ora in cui si passa dalla veglia al sonno e dal sonno alla veglia.
Raggiunge il suo picco a notte fonda, in particolare durante la fase REM del sonno, sembra quindi correlata con l’attività onirica.
Poi possiede presumibilmente altre funzioni, ma è meglio non discuterne troppo visto che fa fin troppe cose e per nessuna di queste è ben noto il funzionamento.
13 dicembre 2009 alle 16:42
Rettifico: il titolo completo è Sorvegliare e punire. Nascita della prigione.
13 dicembre 2009 alle 16:41
@Gamberetta: Qui però non si sta discutendo di quale sia la morale migliore, ma di come la morale ‘ufficiale’ agisca oggettivamente sulla società. Ogni società porta sempre avanti una propria morale ufficiale, che è quella sancita dalla legge e urlata dalle persone conformiste (in realtà il discorso sarebbe più complicato: direi che una società è fatta da tanti ‘insiemi’ di morali che si intersecano in vario modo. Ma ora semplifico per comodità). Quindi la domanda che ci si pone è: in una società che si presume simile alla nostra, come quella di E-Doll, fino a che punto possiamo immaginare che possa spingersi un’azienda produttrice di E-doll prima di infrangere la legge o di incontrare una tale riprovazione morale generale da rischiare il fallimento?
Comunque, mi pareva che una volta avessi detto che la filosofia ti interessa. Posso consigliarti un saggio che trovo davvero geniale, che mescolando filosofia e studi storici mette a nudo i meccanismi di controllo e disciplinamento del corpo all’interno della nostra società: Nascita delle prigioni, di Michel Foucault. Se l’argomento ti interessa, posso darti altre informazioni.
13 dicembre 2009 alle 16:25
@Gamberetta: la morale di quel tipo tiene conto dei bisogni delle persone e della società in negativo. Il potere sulle coscienze si ottiene passando per i divieti, e più sono immotivati e meglio funzionano allo scopo. E funziona, perché c’è una bella fetta di umanità a cui subire divieti assurdi piace un sacco.
13 dicembre 2009 alle 15:07
Sulla morale: diffido di qualunque tipo di morale che si basa su concetti astratti di “giusto” o “sbagliato”, senza tenere conte delle esigenze e dei desideri delle persone, come individui e come società. Se poi la “morale” è ispirata da entità sovrannaturali di dubbia esistenza, per me vale meno che niente.
“L’umanità sarà libera quando l’ultimo Re sarà impiccato con le budella dell’ultimo prete”. Parole sante.
@Aigor.
Ho litigato con entrambi gli autori. Non ho voglia di ricominciare.
@Supertopogigio. Avelion è autoprodotto ma non è disponibile gratuitamente, dunque niente. Per i romanzi di Asengard: l’anno scorso nella settimana di Natale avevano tempi di spedizione biblici, perciò non li ho messi in lista. Comunque se usciranno opere potenzialmente interessanti (tipo l’antologia Sanctuary) le recensirò indipendentemente dal sondaggio.
@Miroku.
Se per caso non hai ancora letto L’Acchiapparatti, aspetta ancora un po’: fra non molto uscirà una seconda edizione per Baldini Castoldi Dalai migliorata rispetto alla prima. Vale la pena.
13 dicembre 2009 alle 13:44
Sono d’accordo con Angra. Anzi, a mio parere l’utilizzo di bambole antropomorfe molto simili all’originale sarebbe una cosa moralmente meno perseguibile della pedopornografia (anche di quella senza l’utilizzo di bambini veri).
Perché secondo molti pareri, quando uno vede un film (che sia pornografico o meno) o un anime in cui fanno certe cose, subito corre ad imitare. “Non guardare Hokuto no Ken che sennò diventi violento!”. In genere queste cose valgono soltanto per i bambini (dai 0 ai 18 anni°°), che sono considerati incapaci di intendere e di volere. Però questa teoria spesso viene rigirata anche agli adulti: “no ai PACS che se uno vede le coppie di fatto subito va ad annullare il matrimonio”, “no ai matrimoni ghei che se uno vede un ghei (scritto così apposta) poi corre a fare il ghei”, “no ai musulmani che se uno vede un musulmano subito corre a sposarsi con mille donne” eccetera. Quindi “no al materiale pedopornografico, anche se fintissimo (come i manga/anime shotacon), che se uno li vede corre a violentare i bambini”. In questo caso si potrebbe supplire con queste bambole antropomorfe, immagino, perché il soggetto non assiste solo alla scena ma ne è artefice e dunque per i soggetti meno deprecabili sarebbe una valvola di sfogo mica male.
Anche perché ci sono molti pedofili che sanno di essere tali e appunto per questo si reprimono e non hanno mai fatto niente ai bambini. Si sottopongono a cure psicologiche, ma non so quanto funzionino…
13 dicembre 2009 alle 13:19
Ok ho letto quasi tutto compresi i commenti (che fatica)
Per il sondaggio:
ho notato che mettere “h” e “y” a caso è un ottima tecnica per far uscire nomi dal sapore fantasy (Eldhamyr Mirandor Lalivyhr…funziona!)
Detto questo eviterò i soliti noti. Gamberetta ha già descritto le loro attuali carenze, e se pubblicano a distanza di un anno è difficile abbiano fatto grossi passi avanti. Avrebbe senso ripescarli tra un pò. Perciò prendo in considerazione quelli che potrebbero essere interessanti da leggere.
1) la scacchiera nera (come ha detto qualcuno prima, anche io ho un bel ricordo di Jumanji :) anche se probabilmente la scacchiera non giocherà un grande ruolo.) Mi ha incuriosito la relazione guerra/gioco. Ammesso che la relazione fra i due ci sia.
2) Nephandum: perchè? perché è uno dei pochi di cui ho capito la descrizione.
3) Gli orchi di Kunnat: leggendo quelle poche righe ho settito il battito del cuore, ho sentito la corteccia degli alberi e ho sentito l’odore della cacca di daino. Tanto basta. Il voto lo do a lui.
Volevo fare solo un appunto a Rotolina (se non erro).
Mi pare che tu abbia detto che nessun autore è stato in grado di rispondere educatamente e argomentando (se mi sbaglio correggimi) ma non è vero. L’autore dell’Acchiapparatti ha risposto in modo molto maturo e piacevole , ha ingoiato la recensione (tra l’altro tendenzialmente positiva) e ha corretto certe cose. Gia la recensione del libro mi aveva fatto venire voglia di leggerlo; il modo in cui si è posto l’autore (mi sfugge il nome) è stata una conferma.
Detto questo -e ho finito- io capisco che un autore che finisca sul blog cercando recensioni del suo libro, leggendo Gamberetta (ignaro del suo stile) possa reagire in modo aggressivo. E’ comprensibile (forse non giustificabile ma comprensibile). Però sarebbe lodevole dopo il primo momento di incazzatura, prendere fiato e discutere (non parlo nello specifico di Verso, che mi pare poi abbia abbassato i toni).
Saluti.
13 dicembre 2009 alle 13:01
@Uriele:
E’ vero, i giapponesi si regolano in tutt’altro modo, però anche i modelli che hai linkato tu si può benissimo sostenere che hanno 18 anni, tanto il certificato di nascita non c’è ^___^ In altre parole, non dimostrano inoppugnabilmente 4 anni. Comunque, se provi a importare qui una cosa del genere finisci appeso a un lampione. Infatti non c’è la sezione in inglese nel sito, credo che non si sognino nemmeno di venderle in occidente.
13 dicembre 2009 alle 12:38
angra angra angra… i giapponesi sono sempre più avanti. ;D
I modelli petit sono a forma di bambine. Anche nei manga hanno esplorato tutte le perversioni possibili, anche due gemelli che si accoppiano nell’utero della madre…
Per quanto riguarda la pedopornografia, visto che ogni volta che arrestano qualcuno trovano tonnellate di materiale pedopornografico nei loro hard disk, comincio a pensare che per la legge sia pedopornografia anche un manga o la foto in costume di Hermione
13 dicembre 2009 alle 12:37
Corollario a 214
ricordo che nei manga (almeno la Star Comics qualche anno fa fu costretta a metterlo – in tempi recenti non lo so) si deve più o meno affermare che i personaggi rappresentati sono maggiorenni (anche quando è evidente il contrario), onde evitare che un minimo di nudo faccia scattare una denuncia o almeno per pararsi il sedere…
il fatto che siano dei disegni non conta
13 dicembre 2009 alle 11:54
Non so se sono già scaduti i tempi della proposta
Non so se è un editore a pagamento etc.. etc..
Non so se è già stata citata
Non so manco come mi chiamo
Ma ho visto (comunque in una grossa libreria di Milano) anche
Avelion vol 1 – La figlia dell’acqua
Avelion vol 2 – Il figlio del fuoco
Anche se meriterebbero anche I Sigilli vari della Asengard
13 dicembre 2009 alle 10:40
@Uriele
Ora però la morale (e quindi la legge) funziona in modo molto diverso, anche come tendenza. Esistono già produttori di bambole sessuali molto sofisticate (come le RealDoll), ma nessuno si sogna di produrle a forma di bambina o bambino, perché finirebbe crocifisso e la sua azienda rasa al suolo.
La morale tende a colpire non l’atto che causa un danno a una vittima, ma l’intenzione e la fantasia di chi lo commette. Se provi a chiedere in giro, molti ti risponderanno che un film pedopornografico fatto con una tecnica 3D indistinguibile dalla realtà è una cosa orribile quanto lo stesso film girato dal vero, e quasi nessuno prenderà in considerazione un piccolo dettaglio: per girare il film in 3D nessun bambino reale viene abusato.
E nulla importa alla morale (e quindi alla legge) se la bambola gonfiabile a forma di chierichetto potrebbe essere addirittura benefica, permettendo magari al prete pedofilo di sfogarsi su quella lasciando così in pace i ragazzini…
13 dicembre 2009 alle 02:24
Gli snuff, violenze reali su persone non consenzienti che spesso terminano con omicidi e mutilazioni o pestaggi (come in Bad Chili di Lansdale)
12 dicembre 2009 alle 20:51
@Anacarnil: il punto non è che io pretenda che a tutti piacciano quelle pratiche! Scherziamo? Anzi, diciamo pure che a me personalmente danno i brividi quando si spingono troppo in là, il mio è un puro interesse “scientifico”.
E comunque il fatto che non ci abbia nemmeno pensato non è per niente una scusa, per l’autore, per averle trascurate. Almeno non pretendere di parlare di qualcosa che non conosci.
Fa davvero ridere, fa crollare tutto il racconto.
12 dicembre 2009 alle 20:10
Effettivamente non c’è alcuna prova a sostenere la tesi che l’autore ignori le pratiche della coprofilia e del pissing per razzismo o puritanesimo. Del resto se fosse puritano non credo che avrebbe scritto un libro che pretende di trattare anche di BDSM.
Comunque io ho scoperto l’esistenza di queste due perversioni su wikipedia a quindici o sedici anni, non mi ci è voluto molto, basta cercare il portale sesso e le varie perversioni o parafilie. Non dico di leggere per forza De Sade, ma almeno conoscere l’esistenza di certe pratiche sarebbe auspicabile. Bastava semplicemente evitare quella descrizione (“le e-doll non sudano ecc ecc”) che ha rovinosamente tradito l’autore. Non dico descrivere le scene, se si prova disgusto a farlo.
Comunque escludere quelle pratiche è stata proprio un’asinata. Ancora mi chiedo quali siano secondo l’autore le più nascoste perversioni umane, davvero.
12 dicembre 2009 alle 18:49
@Vincent
Non lo metto in dubbio ma, se mi permetti, E-Doll è un plagio di concetti, se vuoi sarò più morbido – sono palesi le ‘memorie psicologiche’ di un film e del libro da cui questo film è stato tratto: “ma gli androidi sognano pecore elettriche?”
Ora, devo leggere come omaggio queste analogie?
Originalità, originalità per piacere.
E, sebbene Dick fosse ‘indulgente’ è anche vero che si infastidiva abbastanza quando qualcuno si appropriava dei suoi ‘cavalli di battaglia’,
anche in italiano è disponibile un’intervista in cui ciò può essere verificato: la trovi in quella raccoltina… “Rapporto di minoranza e altri racconti”.
Comunque andare a congetturare su un modo di dire è come volersi mettere a un tavolo per discutere sul sesso degli angeli o su quanti angeli possano stare sulla punta di uno spillo.
Saluti.
12 dicembre 2009 alle 17:17
^_^ nessun problema per il nick.
12 dicembre 2009 alle 16:43
@Fabrizio.
Io avevo premesso che non ero sicuro della sigla, non essendo un conoscitore. Visto che l’ignoranza su questo argomento non è mia esclusiva, sarà bene che sdottoreggi meno :D
@lilyj
Capisco il tuo punto di vista, ma secondo me non ci sono certezze se si tratti di ignoranza o censura. Concordo con Tapiroulant.
Ah, scusa per aver sbagliato il tuo nick, erano quasi le tre di notte…
12 dicembre 2009 alle 15:45
Gamberetta hai pensato a Il fuoco della fenice e Magie di Omnia della Corte editore?
12 dicembre 2009 alle 15:06
Tutti abbonati a Famiglia Cristiana qui, eh? XD
12 dicembre 2009 alle 14:43
L’e-doll costa e tanto… sono oggetti di lusso per ricconi (se no ce ne sarebbero di più in giro). Costa molto di più di una donna reale. Ucciderla non è conveniente, nè intelligente. Puoi però mutilarla (cosa che non puoi fare con una donna vera) o puoi prenderla a forma di bambina vergine da violentare (magari con un imene che si rigenera).
12 dicembre 2009 alle 14:10
@Rotolina: Avevo già replicato a delle simili osservazioni di Uriele; se ti interessa, era il commento 149. Le mie posizioni rimangono quelle.
Mi chiedevo invece, che racconto è quello che citi? Mi incuriosisce parecchio.
12 dicembre 2009 alle 13:53
@Tapiroulant:
Ma questo non rende minore la “colpa”.
Dopotutto è la solita vecchia solfa. Documentarsi prima di scrivere.
Ed effettivamente, perché comprare una costosa bambolotta per farci solo quello che trovi a volte gratis con le persone? C’è gente che si offre volontariamente come schiavo/a.
Anzi, a mio modesto parere, avere uno schaivo “amorfo” come potrebbe essere una e-doll toglie tutto il gusto.
Viceversa, essendo una e-doll una creatura non umana, dovrebbe essere immensamente più logico usarla per pratiche illegali. Vedi mutilazioni, uccisioni, pedofilia… E invece una e-doll morta causa stupore, se ne deduce che nessuno le uccide.
Ricordo un racconto dove una “bambina” che di tale aveva solo l’aspetto, veniva usata in una realtà virtuale per essere letteralmente scannata e devastata. E ne usciva praticamente morta ogni volta, tant’è che non era raro che alcune delle “attrici” morissero realmente.
Ecco, quello era un uso “logico” di una e-doll. Non usarla come bambolina e basta.
Tutto questo parlando per pura ipotesi.
12 dicembre 2009 alle 12:06
Uhm, non ci siamo ancora.
Bondage and Domination, Sado Maso.
12 dicembre 2009 alle 10:21
@lilyj: Propendo anch’io per la tesi di Anacarnil. L’autore non è un puritano o un ipocrita; più probabilmente, e più semplicemente, quelle pratiche non gli sono nemmeno venute in mente. Lo sto assolvendo? No, perché equivale a dire che l’autore affronta un argomento (il sesso nelle sue varianti più perverse) essendo impreparato. La sua concezione del sesso spinto, almeno a quanto mi è dato di capire da questi pochi estratti, è legata più ad elementi psicologici che fisici: il voyeurismo, l’esibizionismo, dominazione e sottomissione come strumento di umiliazione, l’idea generica di poter fare cosacce in privato con una cosa-persona priva di diritti e del riconoscimento di un’individualità privata (le e-dolls). Ma in questo modo accantona completamente tutto un altro universo che è quello che avete evocato voi. E’ una colpa di noncuranza e/o ignoranza; ma non si può dire che l’abbia fatto apposta.
12 dicembre 2009 alle 09:46
BDSM!
BonDage+ SadoMaso.
Almeno, se volete criticare, scrivete le sigle giuste…
12 dicembre 2009 alle 02:31
@ Anacarnil: il problema non è parlare o non parlare esplicitamente di pissing e coprofilia. Il problema è che -riporto dalla recensione- “a pagina 35 un poliziotto della scientifica dice:
–… e a quanto ne so [gli e-doll] non sudano, sputano, puzzano o roba del genere. Fino a oggi non hanno mai defecato, né urinato. ”
Quindi queste ipertecnologiche bambole per adulti non fanno qualcosa che -per soddisfare TUTTI i desideri più gretti dell’umanità- dovrebbero essere in grado di fare. Date le premesse su cosa È una doll, non mi sembra per niente coerente, ma ipocrita.
12 dicembre 2009 alle 02:21
Ho letto la serie di commenti sulle pratiche BSDM (scritto giusto?) e mi chiedo se sia così terribilmente insopportabile per alcuni che qualcuno affermi che gli fanno schifo certe pratiche sessuali. Dobbiamo per forza esser buonisti nell’approvare ogni depravazione, anche la più stramba? Per non sembrare puritani dobbiamo eiaculare cemento mentre pasteggiamo con la diarrea ancora calda del nostro amante neonato, appena sodomizzato con un ombrellone da spiaggia?
Credo che la libertà di espressione e di pensiero non stia semplicemente nel consentire a qualcuno di dire che gli piace una determinata cosa, ma anche nel poter dichiarare che gli fa immensamente schifo, senza timore di sembrare reazionari.
@ lilji. Non è detto che non parlare esplicitamente di coprofagia e pissing si configuri come una censura. Per me è più semplicemente non aver considerato il fatto, per ignoranza o trascuratezza.
12 dicembre 2009 alle 01:51
Prova a recensire “L’ultimo Elfo” di Silvana de Mari. E’ un libro per bambini paurosamente adulto, e anche molto sarcastico, direi. Sono stufa di vedere i romanzi italiani bistrattati… secondo me questo risolleverebbe un po’ la media. Pensaci, ti prego! *.*
12 dicembre 2009 alle 00:50
Grazie per la bambolina, “e-doll” è una gustosa porcata :D
Nella mia grande magnanimità, ma soprattutto per l’egoistico interesse a veder recensito qualcosa che non sia la solita zuppa di escrementi, ho scelto “I cacciatori del tempo”. Ma credo che sia più facile che Io vinca il Nobel per l’economia che il suddetto vinca il sondaggio.
Ah, un punto. Tu hai scritto:
>Chiara Strazzulla. Giovanissima, è famosa per scrivere i suoi libri a forza di >starnuti. Questo è il suo secondo romanzo.
Io stavo leggendo: “[...] a forza di starnuti. Questo è il suo secondo raffreddore“.
Giuro che mi sono stupito quando ho visto che avevi semplicemente scritto “romanzo” :D
11 dicembre 2009 alle 23:37
Quali? Hai mica la biografia di cui parli o le fonti? Di quali autori parli (intendo autori scarsi o bistrattati dalla critica, se Dick avesse detto” Quell’Ellison, è proprio un bravo guaglione, te lo consiglio”, non conterebbe :D)
11 dicembre 2009 alle 22:46
@Gamberetta: sì, è uscito questo mese per Edizioni XII. Prova anche Archetipi :)
11 dicembre 2009 alle 22:16
@Tyreal. Lo so che era un rischio. Ma era un rischio anche non dire niente. Ho sperato nel buon cuore del mio pubblico. Non è detto che abbia sbagliato, ci sono ancora 8 giorni di tempo…
@mariateresa. Zeferina volevo leggerlo da molto tempo, poi per una ragione o per l’altra non è mai capitato. Magari leggerò direttamente il nuovo romanzo di Coltri, La Corsa Selvatica che mi pare sia uscito da poco.
11 dicembre 2009 alle 22:01
Non votate la Strazzulla! Non ci sarà niente di nuovo o di divertente… votate Il silenzio di Lenth, che non l’ho ancora letto e sono curiosa, dato che conosco l’autore XD
11 dicembre 2009 alle 21:37
@Gamberetta: non posso mancare all’appuntamento più a atteso dell’anno!^^ Sono sincera, La leggenda degli Eldowin mi attrae, dicono che gli elfi non siano poi così male. Comunque Il silenzio di Lenth non è malaccio, l’ho recensito a Luglio, certo ci sono delle pecche anche belle grosse. Il tema è accettabile e migliore di tanti altri in circolazione, IMHO. Se cerchi un fantasy “alternativo”, ti propongo Zeferina. Ne parlano bene e, da quello che ho letto, la storia è abbastanza intrigante. Sono molto curiosa a riguardo, ma non mi va di spendere a vuoto!^^
ps: scusa se vado OT, mi trovo e te lo chiedo. Hai mai visto Vampire Knight? Ha molto, anche troppo, in comune con la Meyer, ma è davvero ben fatto
11 dicembre 2009 alle 21:22
Secondo me te la sei cercata! Inserire nel commento: “non c’è alcuna possibilità che La Strada che Scende nell’Ombra possa essere un romanzo passabile. Per questo voglio fare un appello: risparmiatemi la Strazzu, ve ne prego! Sarò una brava bambina, prometto, croce sul cuore, ma non costringetemi a leggere 800 pagine di Strazzu. Grazie” significa convincere un gozzilione di persone a votare proprio la Strazzulla!
Non è il mio caso, ma temo che quelle 800 pagine ti siano destinate. Lo so perché me l’ha detto un elfo anche un po’ gnokko.
11 dicembre 2009 alle 18:00
Tzenobite (perdona se ho scritto male il tuo nome, ma intanto i messaggi si sono moltiplicati)
Se guardi bene non ho scritto da nessuna parte che sei TU puritano. Coda di paglia?
11 dicembre 2009 alle 17:09
Ops
Francesco,
11 dicembre 2009 alle 17:09
Vincenzo Terzago
Se avessi letto anche la biografia di Dick non avresti mai detto una cosa del genere.
Dick era molto indulgente con gli aspiranti ed esordienti di science- fiction.
Ci sono molte testimonianze a riguardo.
11 dicembre 2009 alle 15:17
Be’, io scelgo “Il Re in giallo”. Tutti quelli che hai messo in lista non li farei leggere nemmeno al mio peggior nemico. E per quanto riguarda E-Doll, immagino che Philip K. Dick si stia rivoltando nella tomba.
Saluti.
11 dicembre 2009 alle 15:07
@Silente:
LOL
Chissà perché un po’ mi ispirava. Invece noto ora che non ne è entuasiasta nemmeno la redazione di FM! ^__^
Tre misere stellette…
11 dicembre 2009 alle 14:37
Ma… come fate a scegliere Il silenzio di Lenth?
É pieno di cliché, nomi incomprensibili, non ci sono gnokki e l’autore non è neanche minorenne!!
No no, non va affatto bene. u_u
11 dicembre 2009 alle 13:48
Io sarei spinto a votare la Strazzulla, ma insomma, è Natale e siamo tutti più buoni, quindi diciamo Buio di miss Melodia che promette bene e ispira anche di più.
Avrei anche detto Gli orchi di Kunnat, più che altro perché io l’ho comprato in una parentesi di vuoto mentale e ne soffrirò sicuramente sotto le vacanze, ma forse è una giusta punizione per l’uso sbagliato del portafogli.
Comunque, i momenti migliori di e-Doll sono quelli in cui c’è la virgola tra soggetto e verbo. Apoteosi.
(Ah, io blablabla ti leggo sempre blablabla ma sono timido blablabla e non avevo mai commentato prima blablabla :P )
11 dicembre 2009 alle 13:39
Adoro i GdR e quindi ho scelto “La profezia oscura”.
A vedere i risultati parziali vedo che ci sono molti tafazi che leggono questo splendido blog!!
:-)
11 dicembre 2009 alle 11:16
@Gamberetta:
sì, l’ho visto anch’io ieri, ma ho la sensazione che non sia molto fantasy – nel senso che se al posto di angelo e demone ci metti una brava ragazza e un teppistello un po’ drogato probabilmente la storia non cambia. Così a naso, ma magari mi sbaglio. L’idea era ottima per un manga porno, ma di sicuro l’hanno già fatto.
11 dicembre 2009 alle 04:21
>Ma davvero c’è gente che si diverte a falsificare i sondaggi?
Ti ricordi chi ha vinto l’MTV music award per il miglior video musicale di tutti i tempi?
“Never Gonna Give You Up” Di Rick Astley.
Ma e’ stato divertente vedere rickrollati milioni di telespettatori.
11 dicembre 2009 alle 04:18
Secondo me tu te le cerchi…
Come puoi dire “risparmiatemi le porcherie” mettendo Brian di Boscoquieto e la Strazzu?
Quelle recensioni sono le piu’ divertenti suvvia, quelle che ho letto tre volte perche’ mi facevano ridere.
Le recensioni serie sono forse utili, ma non sono divertenti…
Io voglio sia Brian di Boscoquieto sia la Strazzu, assolutamente, non si transige, potrei uhm… ripagarti della sofferenza spedendoti una bottiglia di alcolico a casa.
Se proprio non vuoi recensire uno di questi due libri, allora dovresti giocare ai videogiochi, che rendono piu’ intelligenti. Ti consiglio Half Life 2, dove ci sono un paio di puzzle fisici da risolvere, lo compri nella collezione orange box dove c’e’ pure portal che e’ un videogioco con un concetto intelligente.
11 dicembre 2009 alle 00:50
Ma davvero c’è gente che si diverte a falsificare i sondaggi? A questo punto io direi di chiudere tutto. Gamberetta, scegli tu quello che ti ispira di più. Alle volte meglio essere nazisti che idioti come certe persone. >: (
11 dicembre 2009 alle 00:05
A Gamberetta
Quel libro promette benissimo *w* Sono sicura che, se lo recensirai, Tenjin-sama te lo conterà come Atto Meritorio. Nella prossima vita potresti nascere nella Terra Pura in un fiore di loto! (non so se ne valga la pena, ma la recensione sarebbe comunqe uno spasso)
10 dicembre 2009 alle 22:54
@Gamberetta: Madò, un altro! Ma che è, un’invasione aliena di libri di adolescenti? Giuro che adesso, per partito preso, non leggerò più niente di chi non abbia almeno superato i sei lustri di età. O in alternativa libri di quindicenni, ma scritti da almeno due quindicenni insieme. A quattro mani. E che cavolo…
10 dicembre 2009 alle 22:04
@Angra. Piuttosto questo. L’articolo dice che è in vendita da settimane, ma io non l’ho visto! Sigh.
Gli elementi per un’ottima recensione ci sono tutti:
– L’autrice ha 17 anni.
– È al suo secondo romanzo dopo Destinazione Tokio Hotel.
– C’è un angelo che si innamora di un demogno!!!
– Ke bllo!!1!!!!!!!
10 dicembre 2009 alle 21:57
Dimenticavo, anche se ne ho parlato un po’ di tempo fa, I maghi degli elementi. Per essere brutto dev’esser brutto forte: ho letto il precedente Il dominio della regola che è una specie di manuale pratico su come scrivere pessimi romanzi fantasy. Purtroppo non faceva sghignazzare. Per cui boh, non so. Tanto mi pare che se la giocheranno Lenth e la Strazzu.
10 dicembre 2009 alle 20:28
Alcuni dei romanzi proposti li avevo, tempo prima, avvistati verso l’estate.
Allora, per quanto riguarda Lenth: è stato scritto da uno studente universitario dell’Aquila, e nel suo blog (se ricordo bene) ha scritto che odia i cliché e che ha cercato di evitarli. Vedremo ^_^
Per la Schacchiera (stessa casa di Lenth) l’autrice è la stessa di alcuni libri della serie Il battello a vapore, una serie di libri per bambini… che
bruttibei ricordi <-<10 dicembre 2009 alle 19:35
LOL sto morendo
Cioè, al di là della letteratura, dei romanzi fantasy, delle recensioni… Mi chedo se sia possibile aprire un blog e ritrovarsi dopo un po’ di tempo tizi che ti danno del nazista e sperano che tu venga violentato mentre muori trapassato da una spada.
è esilarante :DD
Io non ho nessuna esperienza con blog e simili, quindi mi rivolgo a chi abitualmente ne gestisce uno, o lo ha fatto in passato: è normale ‘sta cosa?
Cioè uno magari apre un blog sulla pesca d’altura e si ritrova con gente che spera muoia soffocato nel sonno?
:DD non riesco a smettere di ridere
10 dicembre 2009 alle 18:07
Gamberetta:
piuttosto che puntare a rendere del tutto impossibile truccare il sondaggio dovevate cercare di scoraggiare la cosa quel tanto che basta per liberarvi di chi vandalizza per goliardia. Ad esempio impedendo il voto ad ip che non frequentano solitamente il blog.
Credo comunque che lasciare correre sia la decisione migliore….è triste ma più frequento internet più mi rendo conto che l’inciviltà impera ovunque. Pensa alle tante opere che vengono rilasciate solo in formato elettronico.
Gli autori non chiedono che un giusto compenso e magari, dopo qualche ora, il frutto della loro fatica è già nelle reti di p2p.
10 dicembre 2009 alle 17:35
Titolo: Nephandum. La Profezia Oscura (Curcio)
Consiglio questa, oppure, nella sezione altro ” Icewolf” di Lady Maltras
Oddio, non so se posa essere considerato pubblicato a pagamento, visto che ha fondato una sua casa editrice. Esatto.
10 dicembre 2009 alle 16:49
@GSeck. Nelle prime ore del sondaggio ho eliminato alcuni voti farlocchi, poi ho lasciato perdere: per fare un lavoro accurato ci vuole tempo, e non ho voglia di star dietro tutti i giorni a chi ha il solo scopo di rompere le scatole.
I sondaggi online sono intrinsecamente insicuri, persino quello del Times sull’uomo dell’anno è stato vandalizzato. Se una persona si mette d’impegno, non c’è modo di impedirle di stravolgere i risultati.
Pazienza. Evidentemente certi tizi sono così sfigati che “vantarsi” di rovinare il sondaggio di un blog è la loro unica soddisfazione. È Natale, lasciamogliela. Sono nati “diversi”, non è colpa loro.
10 dicembre 2009 alle 16:34
Maledizione.
E’ tutto il giorno che mangio melanina per diventare l’uomo nero al servizio del Male… e ora vengo a scoprire che potrei essere discriminato per il colore della mia pelle a causa delle evidenti tendenze demodè di Gamberetta.
Come posso non essermene accorto subito? Grazie della dritta Eleas.
10 dicembre 2009 alle 16:07
Per il voto, molte persone si orientano anche in base ai risultati già raggiunti.
Visto il rischo di doppio voto, bisognerebbe eliminarli appena vengono messi oppure nascondere i risultati in modo che non influenzino gli utenti.
10 dicembre 2009 alle 15:44
@Ai
Credo che più volte sia stato detto che lo stile con cui sono recensiti i libri nel sito sia volutamente pungente, dato che una critica pungente è uno spasso da leggere e da scrivere (cit. Ratatouille).
Forse una critica più morbida potrebbe aprire un dialogo sotto auspici meno battaglieri, ma per portarlo avanti sarebbe comunque necessario avere una certa apertura mentale, e soprattutto la disponibilità personale a mettersi davvero in gioco, autocriticarsi, essere disposti a capire che non è perchè Gamberetta gravita attorno ai vent’anni eppure non ha ancora pubblicato nulla di stravenduto che non ha voce in capitolo in materia di come si scrive in modo efficace. Insomma servirebbe da parte degli autori umiltà e oggettività. Verso e Rocca (due a caso, ma non sono gli unici) non ne hanno dimostrata una quantità minima nei loro interventi, quantità da minimo sindacale proprio, e questo senza voler togliere nulla a quanto cuore potrebbero aver messo nella loro storia.
Gamberetta, quando è stato il momento di portarsi a casa le critiche per quello che aveva scritto lei, ha incassato con una serenità esemplare. Se uno le dice che quel che scrive gli fa schifo, lei risponde che è suo diritto pensarlo e farglielo sapere, il che è vero. Un’altra grande differenza è che a Gamberetta non si può rimproverare che non sa scrivere. Quel che mette sulla carta, o nel sito, scorre molto bene, è efficace, è ragionato, è coerente. Poi anche io lascio puntualmente perdere le sue storie, perchè non mi appassionano. Gliel’ho anche scritto, e lei non si è rotolata per terra urlando, invocando la peste e il colera sulla mia famiglia, e gridando che non capisco niente di arte e poesia. O se l’ha fatto poi non ha scritto nulla che potesse farmelo intuire. E credo che anche lei ci metta il cuore in quel che scrive.
Com’è che invece tanti altri proprio non ce la fanno a comportarsi così? Com’è che in giro si leggono tante storie sciatte e tanti commenti piccati di autori offesissimi? Personalmente sono un po’ stufa.
10 dicembre 2009 alle 15:16
Questi antidemocratici che danno voti doppi potrebbero usare anche sistemi per la navigazione anonima tipo Tor o Proxify: occhio mi raccomando.
10 dicembre 2009 alle 15:13
In risposta ad Ai, ma solo per “chiudere” visto che non è propriamente un forum qua :)
Deh, perché mai non si dovrebbe…
Questo è falso.
Magari sono critiche pesanti sarcastiche, volutamente ironiche e via dicendo. Ma comunque sono tutte piuttosto costruttive. Sono documentate, sono corredate di esempi e spiegazioni.
Si può non essere d’accordo, ma non si può dire che non sono costruttive.
I toni sarcastici possono non piacere (io personalmente adoro ironia e sarcasmo, ma sono gusti) ma sono solo “il colore” sopra alle critiche, che sono comunque sempre costruttive alla fine.
Du-dhum, solito discorso.
Chi va al Grande Fratello a mostrare le tette, magari ci mette il cuore (oltre che il c…) ma devo per forza apprezzare?
Se il ragazzo a scuola fa un tema senza le H, con gli accenti a cacchio, ci ha sicuramente messo il cuore, ma il voto sempre 3 resta. (sto leggendo Mastracola)
La critica non c’entra proprio un tubazzo con il cuore.
Se no allora posso criticare aspramente solo chi fa le opere senza il cuore? Chiedo prima se ce l’ha messo o no?
No, valuto dal lavoro finale…
10 dicembre 2009 alle 15:06
@tzenobite
Ehm…nel caso ti stia riferendo anche a me con quell’ “accolite del marchese” caschi male.
Non mi piace per niente, ma nemmeno un po’, mi sembra un elenco di oscenità buttato lì per scandalizzare, senza il minimo tentativo di farlo sembrare ironico o anche solo porno.
Bisogna dire che è alla base del genere (sadismo deriva da lì, presumo) perciò…
Ma no, non è tra le mie letture preferite e non sono accolita del marchese, dato che molte cose che descrive mi fanno parecchio schifo.
E non conta che tu scriva o meno racconti erotici o che so io, il punto è che il tuo commento dimostra una chiusura mentale un po’ desolante. Non so, c’è gente a cui piace. Hmbè? Io non lo farei perchè mi fa schifo, ma non vedo dove sia il problema.
Almeno loro non ci affliggono vendendo a prezzi improponibili aborti letterari, sono da apprezzare per questo.
Non ho intenzione di giudicarti, purtroppo posso parlare di quello che mi viene mostrato, non ho la palla di cristallo.
10 dicembre 2009 alle 14:49
Ho votato Il Principe delle Nebbie, ma non perché influenzato dal buonismo natalizio: al controrio, l’ho scelto perché mi sembra abbia i numeri per insidiare il primato della Strazzu…
Complimenti a Gamberetta per il blog e tanti auguri (per le feste e per la lettura, qualsiasi essa sia)!
10 dicembre 2009 alle 14:08
@Il Duca Carraronan. Tanto i voti sono tutti registrati. I voti doppi saranno eliminati, non adesso, quando mancherà poco alla fine del sondaggio, in modo che non ci sia più tempo per altri brogli.
L’Eleas è un altro di quelli che mi accusa di essere maleducata, ecc. ecc. adesso addirittura di usare “metodi nazisti”(?). Mi chiedo come cataloga i commenti in cui mi si augura di essere trapassata con una spada e violentata mentre muoio. Credo sia “scherzo di buon gusto che diverte ogni ragazza”.
10 dicembre 2009 alle 14:00
@Ai:
Il che non è necessariamente un fatto positivo. Il se stesso può essere l’arroganza di chi usa paroloni pensando di poter impressionare i bifolchi, o quella di chi crede di non avere niente da imparare da nessuno.
A questo trovi una risposta qui, sotto Un concetto serio.
http://fantasy.gamberi.org/2009/01/13/non-ce-gnocca-per-noi-a-boscoquieto/
10 dicembre 2009 alle 13:49
@adriano: qua purtroppo nn ci sono le faccine adeguate, che a volte aiutano a far capire l’ironia con la quale chiedevo di chi erano i mini pony ;-)
@ste: dire che farsi frustare e’ insito nella natura genetica della donna che per secoli e’ stata frustrata negandoselo blablabla (strano che nessuna delle accolite del machese abbia accennato alla religione cattolica) e’ un bell’alibi per nn affrontare le cose per come stanno, cioe’ che sono scelte (fino a che punto consapevoli e’ un altro discorso) di infliggere/subire violenze gratuite (mi fermo)
insomma, nn siamo noi a far qualcosa che per la maggior parte della gente (statisticamente parlando) e’ giudicabile insano, e’ il resto della razza umana che nega la propria natura… hai presente quella del pazzo contromano in autostrada?
@vincent: io nn impongo nulla, ci mancherebbe, io impongo qualcosa solo a me stesso
forse nn hai letto dove l’ho scritto, ma io sribacchio modesti racconti erotici, e in vari casi sono crossover sf-eros
dove vedi accanimento contro il romanzo in questione?
10 dicembre 2009 alle 13:42
…continuo a non capire perchè tutta questa polemica su gamberetta. A volte non condivido quello che dice, a volte sì, ma almeno dice le cose che pensa chiaramente.
E ha ragione, certa roba che recensisce fa schifo.
Sono d’accordissimo con Angra: perchè le lodi sperticate non le critica nessuno? Nessuno dice a chi loda “eh, non hai le competenze per farlo”.
Qui invece c’è un autore che viene a dire che puoi capire la sua metafora solo se sei stato a Mosca. Scherziamo?
Sono libera di lodare come di insultare un libro, se una cosa fa schifo c’è poco da fare. Invece di stare a sindacare su come uno dice le cose bisognerebbe anche guardare ai contenuti.
Credo comunque che il tono di gamberetta sia dovuto all’aperta boria e supponenza di gente così, che si sbrodola addosso per fare vedere quanto è brava a scrivere e anche alla poca cura che mettono nello scrivere. Per me mettere poca attenzione in quello che si scrive è sputare in faccia al lettore, c’è poco da fare.
E scrivere robe astruse, contorte, per il pure gusto di farlo, è uno sfotterlo, il lettore. E dovrei pure pagare per farmi prendere per i fondelli?
10 dicembre 2009 alle 13:24
@ Rotolina
Sono inanzitutto contenta di poter dialogare civilmente, e posso dirti di essere d’accordissimo quando affermi che ogni autore deve saper accettare le critiche a cuore aperto.
E soprattutto perchè la maggior parte delle volte le critiche possono aiutare a migliorarsi.
Devo però ammettere che su questo blog molto raramente ho letto critiche costruttive.
Troppo dispregiative, troppo presuntuose, cattive e che lasciano poco spazio a un dibattito realmente costruttivo.
Partecipo attivamente su Anobii, e mi sono sempre trovata bene nelle discussioni relative ai libri, perchè le recensioni che ho letto avevano sempre qualcosa di costruttivo.
Io stessa, ho sempre cercato di criticare ciò che non mi piaceva in modo educato e sensibile, perchè so che se anche ciò che leggo mi fa schifo, ciò non toglie che chi l’ha scritto ci ha comunque messo se stesso dentro.
Non è questo il caso e mi dispiace, perchè avrebbe potuto essere anche un blog interessante, ma credo che nella vita tutti abbiamo il diritto di dire tutto, basta solo una giuste dose di sensibilità.
Verso tutto e tutti. Senza quella, mi dispiace ragazzi ma non ci sarà mai vero dialogo.
E’ solo un punto di vista, per carità….ma mi faceva piacere dire la mia, dopo tanti anni che vi leggo e mi rifiuto di partecipare a questi dibattiti.
magari non servirà, ma avevo volgia di aggiungere la mia opinione, tutto qui.
10 dicembre 2009 alle 13:19
Triste constatare fin dove il marketing di un’opera, poco più di un’opera prima, poco più di un anomino romanzo, possa spingersi…
Diatriba sterile tra accoliti gamberetti e accoliti versetti. Tra i pudicabondi bdsm-life-style e gli sguaiati teo-sf. TOTALMENTE AUTOREFERENZIALE!
I miei complimenti a gamberetta, signorilmente spartana, eccetto che nelle sue competenti recensioni.
10 dicembre 2009 alle 13:13
Segnalo dal sito di Gianrico/Eleas
Non sapevo che il nazismo fosse la critica motivata, basata sulle citazioni puntuali del testo e sull’uso di un metodo preciso.
Interessante invece scoprire che chi è contro il Male, i protettori del Bene supremo, credano in alti valori come la falsificazione del voto popolare.
Al popolo bue non è concesso nemmeno decidere che libro leggere.
Belle idee.