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	<title>Commenti per Gamberi Fantasy</title>
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	<description>«Vi farò Pescatori di Gamberi»</description>
	<lastBuildDate>Tue, 07 Feb 2012 00:07:32 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Commenti su Il Crepuscolo del Fantasy di Kirtash</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/07/03/il-crepuscolo-del-fantasy/#comment-60592</link>
		<dc:creator>Kirtash</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 00:07:32 +0000</pubDate>
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		<description>Gamberetta sei il mio idolo lo sai? Cioè, nel senso proprio che ti adoro. Da tempo ho il desiderio di scrivere un romanzo nuovo, diverso.... ma mi scoraggio sempre per quello che leggo. Due anni fa ho comprato gli eroi del crepuscolo (VENTITRE EURO). Non ce l&#039;ho fatta neanche a finirlo dal tanto che mi ha fatto schifo! Tutte quelle contraddizioni... brrr... e il peggiore modo di scrivere che ho mai incontrato.. secondo me cara la mia Chiara sei il nuovo termine di paragone... cioè il peggio per antonomasia.
Al posto di dire &#039;ho fatto una cazzata&#039;, la gente adesso potrà dire &#039;ho fatto una strazzullata&#039; ! Da allora non ho più ricomprato un libro per il terrore che ho di un altra inchiappettata come quella che mi hai dato, Strazzu.  Gamberetta continua così, non importa se aggiorni il blog ogni 6 anni, tu tienilo aperto che dai a tutti noi un po&#039; di ordine in questo casino di spazzatura fantasy italiano!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gamberetta sei il mio idolo lo sai? Cioè, nel senso proprio che ti adoro. Da tempo ho il desiderio di scrivere un romanzo nuovo, diverso&#8230;. ma mi scoraggio sempre per quello che leggo. Due anni fa ho comprato gli eroi del crepuscolo (VENTITRE EURO). Non ce l&#8217;ho fatta neanche a finirlo dal tanto che mi ha fatto schifo! Tutte quelle contraddizioni&#8230; brrr&#8230; e il peggiore modo di scrivere che ho mai incontrato.. secondo me cara la mia Chiara sei il nuovo termine di paragone&#8230; cioè il peggio per antonomasia.<br />
Al posto di dire &#8216;ho fatto una cazzata&#8217;, la gente adesso potrà dire &#8216;ho fatto una strazzullata&#8217; ! Da allora non ho più ricomprato un libro per il terrore che ho di un altra inchiappettata come quella che mi hai dato, Strazzu.  Gamberetta continua così, non importa se aggiorni il blog ogni 6 anni, tu tienilo aperto che dai a tutti noi un po&#8217; di ordine in questo casino di spazzatura fantasy italiano!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Manuali 3 – Mostrare di Eddy</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/11/18/manuali-3-mostrare/#comment-60591</link>
		<dc:creator>Eddy</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 19:41:39 +0000</pubDate>
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		<description>@ Dan
Guarda, io sono da poco arrivato a capire, almeno in parte, lo &quot;show, don&#039;t tell&quot;. Dato l&#039;esempio che hai portato sui cavalieri della tavola rotonda ne deduco che tu non l&#039;hai capito.
Non è la quantità di dettagli a far funzionare questo stile, ma la tipologia degli stessi, nonché il punto di vista...
Raccontare vita, morte e miracoli dei dodici cavalieri durante il prologo sarebbe inutile, nonché contrario alla filosofia di questo stile, che privilegia il mostrare l&#039;essenziale che serve a mandare avanti la storia stessa... quindi del tuo esempio è proprio sbagliato l&#039;assioma...
Prova a leggere Assault Fairies ;-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Dan<br />
Guarda, io sono da poco arrivato a capire, almeno in parte, lo &#8220;show, don&#8217;t tell&#8221;. Dato l&#8217;esempio che hai portato sui cavalieri della tavola rotonda ne deduco che tu non l&#8217;hai capito.<br />
Non è la quantità di dettagli a far funzionare questo stile, ma la tipologia degli stessi, nonché il punto di vista&#8230;<br />
Raccontare vita, morte e miracoli dei dodici cavalieri durante il prologo sarebbe inutile, nonché contrario alla filosofia di questo stile, che privilegia il mostrare l&#8217;essenziale che serve a mandare avanti la storia stessa&#8230; quindi del tuo esempio è proprio sbagliato l&#8217;assioma&#8230;<br />
Prova a leggere Assault Fairies ;-)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Recensioni :: Romanzo :: La Setta degli Assassini di Mao</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/06/12/recensioni-romanzo-la-setta-degli-assassini/#comment-60589</link>
		<dc:creator>Mao</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 18:13:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=808#comment-60589</guid>
		<description>&lt;blockquote&gt;Scusate, la tentazione di fare la deficiente era troppo forte.
&lt;/blockquote&gt;

Ci sei riuscita alla grande! Complimenti! ^_^</description>
		<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Scusate, la tentazione di fare la deficiente era troppo forte.
</p></blockquote>
<p>Ci sei riuscita alla grande! Complimenti! ^_^</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Recensioni :: Romanzo :: La Setta degli Assassini di LICIA E LA MILIORE</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/06/12/recensioni-romanzo-la-setta-degli-assassini/#comment-60588</link>
		<dc:creator>LICIA E LA MILIORE</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 16:23:28 +0000</pubDate>
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		<description>OH MA CM T XMETTI D INSULTARE I MY LIBRI PREFERITI?!?!?!?!!!!!!??? LA LICIA TROISI E LA + GRANDE AUTRICE DL MND!!!!!!!!!!!!!!!!!!!111!!!1 EPPOI KI T DA IL DIRITTO DI CRITICARE X CRITICARE 1 LIBRO CM FAI TU ALLORA FACCI 1 PO VEDERE QNT SEI BRAVA TU K SEI TT BELLIX VERO TE? E GUARDA SE SCOPRO DOVE ABITI VENGO LI E TI RIEMPO DI BOTTE XK TU ALLA LICIA NN LA INSULTI + CAVOLO!




Scusate, la tentazione di fare la deficiente era troppo forte.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>OH MA CM T XMETTI D INSULTARE I MY LIBRI PREFERITI?!?!?!?!!!!!!??? LA LICIA TROISI E LA + GRANDE AUTRICE DL MND!!!!!!!!!!!!!!!!!!!111!!!1 EPPOI KI T DA IL DIRITTO DI CRITICARE X CRITICARE 1 LIBRO CM FAI TU ALLORA FACCI 1 PO VEDERE QNT SEI BRAVA TU K SEI TT BELLIX VERO TE? E GUARDA SE SCOPRO DOVE ABITI VENGO LI E TI RIEMPO DI BOTTE XK TU ALLA LICIA NN LA INSULTI + CAVOLO!</p>
<p>Scusate, la tentazione di fare la deficiente era troppo forte.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Due o tre parole su Harry Potter di MakKo</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2011/09/21/due-o-tre-parole-su-harry-potter/#comment-60587</link>
		<dc:creator>MakKo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 08:18:09 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=5797#comment-60587</guid>
		<description>No dai... Paragonare il lavoro della Rowling a quello di Tolkien... E dire addirittura che è meglio la prima... Ma per favore. Capisco essere fan, ma questo è rasentare il ridicolo... anzi, il &lt;i&gt;ridiculus&lt;/i&gt;!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>No dai&#8230; Paragonare il lavoro della Rowling a quello di Tolkien&#8230; E dire addirittura che è meglio la prima&#8230; Ma per favore. Capisco essere fan, ma questo è rasentare il ridicolo&#8230; anzi, il <i>ridiculus</i>!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Recensioni :: Saggio :: Characters and Viewpoint di &#8220;L&#8217;acchiapparatti&#8221; di Francesco Barbi &#124; Space of entropy</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2007/10/27/recensioni-saggio-characters-and-viewpoint/#comment-60586</link>
		<dc:creator>&#8220;L&#8217;acchiapparatti&#8221; di Francesco Barbi &#124; Space of entropy</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 21:53:37 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/2007/10/27/recensioni-saggio-characters-and-viewpoint/#comment-60586</guid>
		<description>[...] gestione del POV (Point of View, per i non addetti ai lavori: lunghe e manualistiche delucidazioni qui) mi ha fatto schifo, eppure Barbi stesso [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] gestione del POV (Point of View, per i non addetti ai lavori: lunghe e manualistiche delucidazioni qui) mi ha fatto schifo, eppure Barbi stesso [...]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Due o tre parole su Harry Potter di Zave</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2011/09/21/due-o-tre-parole-su-harry-potter/#comment-60584</link>
		<dc:creator>Zave</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 16:04:50 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=5797#comment-60584</guid>
		<description>la protezione della casa di harry è una delle cazzate più abnormi della serie.
come la storia del fidelius in generale.

si tratta di deus ex machina per giustificare il fatto che harry sia dovuto stare con gli zii che lo odiano e che debba tornarci alla fine di ogni anno scolastico.
sinceramente, una protezione che impedisce a voldemort e anche a suoi alleati di trovare la casa di un consanguineo di harry posto che accetti di ospitarlo non è tirata per i capelli, ma per i peli del culo.
se poi va bene un consanguineo qualsiasi perché harry stesso non va bene? più consanguineo di sè stesso non c&#039;è nessuno. poteva comprarsi un appartamento che tanto i soldi li aveva...
che poi dopo il quarto libro, dove voldemort risorge grazie al sangue di harry e diventa per modo di dire suo consanguineo e assorbe anche la protezione data ad harry dalla madre (infatti lo può toccare senza che insorgano i problemi avuti nel primo libro), come mai la protezione continua a funzionare? non viene spesa nemmeno una parola per spiegarne il motivo se non il sottinteso &quot;harry alla fine di ogni libro deve tornarsene dagli zii cattivi perché sì&quot;.
altra cazzata è il fatto che la protezione funzioni solo fintanto che harry è minorenne, bella la magia che funziona a scartoffie e carte bollate...

lo stesso fidelius era un bel deus ex machina coi controfiocchi, col suo funzionamento molto macchinoso e inverosimile.
nel settimo libro poi la rowling dà il colpo di grazia al minimo di senso che ancora rimaneva alla cosa mostrandoci come non sia un problema se il custode del segreto si trovi egli stesso all&#039;interno del luogo protetto.
infatti abbiamo harry, ron ed hermione che dopo la morte di silente hanno in qualche modo ereditato la condizione di custodi del segreto della casa di sirius (sì è un&#039;altra trovata che non si sa da dove la rowling l&#039;abbia tirata fuori anche se io ho dei sospetti) e il tutto funziona perfettamente anche se loro abitano lì dentro per diverso tempo.
questo pone la questione: ma se il fidelius è così potente perché non lo usano tutti?
ma soprattutto: ma perché cazzo i genitori di harry non hanno scelto lily o james come custode del segreto visto che oltretutto c&#039;era il sospetto di una spia nell&#039;ordine della fenice?

su, fanboy di harry potter, coraggio!
voglio vedervi che vi date da fare per impapocchiare una spiegazione che mi spieghi come questi non siano dei plot hole...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>la protezione della casa di harry è una delle cazzate più abnormi della serie.<br />
come la storia del fidelius in generale.</p>
<p>si tratta di deus ex machina per giustificare il fatto che harry sia dovuto stare con gli zii che lo odiano e che debba tornarci alla fine di ogni anno scolastico.<br />
sinceramente, una protezione che impedisce a voldemort e anche a suoi alleati di trovare la casa di un consanguineo di harry posto che accetti di ospitarlo non è tirata per i capelli, ma per i peli del culo.<br />
se poi va bene un consanguineo qualsiasi perché harry stesso non va bene? più consanguineo di sè stesso non c&#8217;è nessuno. poteva comprarsi un appartamento che tanto i soldi li aveva&#8230;<br />
che poi dopo il quarto libro, dove voldemort risorge grazie al sangue di harry e diventa per modo di dire suo consanguineo e assorbe anche la protezione data ad harry dalla madre (infatti lo può toccare senza che insorgano i problemi avuti nel primo libro), come mai la protezione continua a funzionare? non viene spesa nemmeno una parola per spiegarne il motivo se non il sottinteso &#8220;harry alla fine di ogni libro deve tornarsene dagli zii cattivi perché sì&#8221;.<br />
altra cazzata è il fatto che la protezione funzioni solo fintanto che harry è minorenne, bella la magia che funziona a scartoffie e carte bollate&#8230;</p>
<p>lo stesso fidelius era un bel deus ex machina coi controfiocchi, col suo funzionamento molto macchinoso e inverosimile.<br />
nel settimo libro poi la rowling dà il colpo di grazia al minimo di senso che ancora rimaneva alla cosa mostrandoci come non sia un problema se il custode del segreto si trovi egli stesso all&#8217;interno del luogo protetto.<br />
infatti abbiamo harry, ron ed hermione che dopo la morte di silente hanno in qualche modo ereditato la condizione di custodi del segreto della casa di sirius (sì è un&#8217;altra trovata che non si sa da dove la rowling l&#8217;abbia tirata fuori anche se io ho dei sospetti) e il tutto funziona perfettamente anche se loro abitano lì dentro per diverso tempo.<br />
questo pone la questione: ma se il fidelius è così potente perché non lo usano tutti?<br />
ma soprattutto: ma perché cazzo i genitori di harry non hanno scelto lily o james come custode del segreto visto che oltretutto c&#8217;era il sospetto di una spia nell&#8217;ordine della fenice?</p>
<p>su, fanboy di harry potter, coraggio!<br />
voglio vedervi che vi date da fare per impapocchiare una spiegazione che mi spieghi come questi non siano dei plot hole&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Due o tre parole su Harry Potter di arnica</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2011/09/21/due-o-tre-parole-su-harry-potter/#comment-60579</link>
		<dc:creator>arnica</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 18:22:48 +0000</pubDate>
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		<description>quoto,era quasi &quot;ovvio&quot;fosse a hogwarts,nella mia mente me lo sono sempre immaginato lì il momento fatale,oppure avrebbe dovuto riguardare un posto babbano molto frequentato dalla magia come Londra,ma lì sarebbe stato scomodo per tutte problematiche del tipo: si devono assoldare babbani,oppure lasciarli perdere?e dopo?concordato del 1600 non ricordo che anno fosse,va a farsi benedire,o si fa cancellare la memoria all&#039;interno pianeta?(perché ti pare che non fanno vedere ai telegiornali esteri?) poteva essere interessante,ma avrebbe implicato praticamente un altro libro...
hogwarts è protetta dalla visione dei babbani,è la &quot;vera casa&quot;di harry e i suoi amici,ma lo era stata anche per Voldemort.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>quoto,era quasi &#8220;ovvio&#8221;fosse a hogwarts,nella mia mente me lo sono sempre immaginato lì il momento fatale,oppure avrebbe dovuto riguardare un posto babbano molto frequentato dalla magia come Londra,ma lì sarebbe stato scomodo per tutte problematiche del tipo: si devono assoldare babbani,oppure lasciarli perdere?e dopo?concordato del 1600 non ricordo che anno fosse,va a farsi benedire,o si fa cancellare la memoria all&#8217;interno pianeta?(perché ti pare che non fanno vedere ai telegiornali esteri?) poteva essere interessante,ma avrebbe implicato praticamente un altro libro&#8230;<br />
hogwarts è protetta dalla visione dei babbani,è la &#8220;vera casa&#8221;di harry e i suoi amici,ma lo era stata anche per Voldemort.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Due o tre parole su Harry Potter di Chris_Eris</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2011/09/21/due-o-tre-parole-su-harry-potter/#comment-60577</link>
		<dc:creator>Chris_Eris</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 11:52:28 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;b&gt; @ Doc. Herbert West, M.D. &lt;/b&gt; a mio parere per essere una scrittrice a Rowling &lt;b&gt;si è presa tutto il tempo necessario&lt;/b&gt;. Il confronto con Tolkien non ha tanto senso. Hanno prodotto in tempi diversi, in un differente mercato editoriale, con una diversa reperibilità di fonti e stimoli, e la trama della Rowling non è così prona all&#039;ambientazione: Tolkien sembra si sia più impegnato per creare la geografia, le lingue, le storiografie, le canzoni della Terra di Mezzo, invece la Rowling non ci ha risparmiato questa noia mortale, almeno a mio parere, con un&#039;ambientazione molto più divertente ed essenziale. Che lo scontro finale sia ad Howgarts è visibilmente forzato, ma dopo averci trascorso sei libri, l&#039;ho sentita come una tappa obbligata. I protagonisti mi hanno dato un forte senso di spaesamento a muoversi in uno spazio aperto e non Howgarts, nel settimo libro</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><b> @ Doc. Herbert West, M.D. </b> a mio parere per essere una scrittrice a Rowling <b>si è presa tutto il tempo necessario</b>. Il confronto con Tolkien non ha tanto senso. Hanno prodotto in tempi diversi, in un differente mercato editoriale, con una diversa reperibilità di fonti e stimoli, e la trama della Rowling non è così prona all&#8217;ambientazione: Tolkien sembra si sia più impegnato per creare la geografia, le lingue, le storiografie, le canzoni della Terra di Mezzo, invece la Rowling non ci ha risparmiato questa noia mortale, almeno a mio parere, con un&#8217;ambientazione molto più divertente ed essenziale. Che lo scontro finale sia ad Howgarts è visibilmente forzato, ma dopo averci trascorso sei libri, l&#8217;ho sentita come una tappa obbligata. I protagonisti mi hanno dato un forte senso di spaesamento a muoversi in uno spazio aperto e non Howgarts, nel settimo libro</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Scacchi e Scrittura di Sul Gioco di Ruolo parte prima &#8211; Verosimiglianza e realismo &#124; Space of entropy</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/07/13/scacchi-e-scrittura/#comment-60570</link>
		<dc:creator>Sul Gioco di Ruolo parte prima &#8211; Verosimiglianza e realismo &#124; Space of entropy</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 13:46:09 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=843#comment-60570</guid>
		<description>[...] seguente soluzione.   Credo sia perché quando giochi a D&amp;D parti dal presupposto che “hey, dopotutto è fantasy!” E visto che è fantasy, tutto e il contrario di tutto può avvenire. Non ti poni eccessivi [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] seguente soluzione.   Credo sia perché quando giochi a D&amp;D parti dal presupposto che “hey, dopotutto è fantasy!” E visto che è fantasy, tutto e il contrario di tutto può avvenire. Non ti poni eccessivi [...]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Due o tre parole su Harry Potter di Doc. Herbert West, M.D.</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2011/09/21/due-o-tre-parole-su-harry-potter/#comment-60569</link>
		<dc:creator>Doc. Herbert West, M.D.</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 10:40:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=5797#comment-60569</guid>
		<description>&lt;b&gt;@ Christian: &lt;/b&gt;
Le tue osservazioni sono giuste, ma ciò non toglie che Zia Rowee, dal IV libro in poi, avrebbe fatto a non tirare troppo la corda, anzi, avrebbe fatto proprio bene a non scrivere altro dopo il III! 
Tanto per fare un nome a caso, per scrivere i 3 libri del SdA JRR ci mise qualcosa come 15 anni e questo non lo ha salvato comunque da errori marchiani come Gandalf che si ricorda solo a momenti alterni delle aquile che già lo aiutarono ai tempi della lotta contro Smaug( la demenza senile esiste anche nella Terra di Mezzo...), costringendo Frodo e compagni ad un&#039;improba, rischiosissima e sostanzialmente inutile marcia: la Rowling, invece, dopo averci messo dieci anni circa per il primo libro fra correzioni ed editings, per i successivi dieci ha sfornato il resto della saga, con un ritmo fra le 300-500 pagine ogni 1\ 2 anni (!). Era tanto strano pensare che sarebbe stata colpita dalla Sindrome di King, cioé pagine intere, piene di puffa, stampate ed altre pagine al contrario essenziali rimaste sulla penna ?
Poi, comprendo che la lotta contro Voldemort dovesse finire fra botti e fuochi d&#039;artificio, ma proprio perché anche l&#039;autrice sapeva di rivolgersi ormai a ragazzi in età da leva la &lt;b&gt;s&lt;/b&gt;tro&lt;b&gt;nz&lt;/b&gt;vata di tutta Hogwarts schierata col prode eroe contro il Signore Oscuro senza se e senza ma avrebbe fatto bene a lasciarla sulla penna...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><b>@ Christian: </b><br />
Le tue osservazioni sono giuste, ma ciò non toglie che Zia Rowee, dal IV libro in poi, avrebbe fatto a non tirare troppo la corda, anzi, avrebbe fatto proprio bene a non scrivere altro dopo il III!<br />
Tanto per fare un nome a caso, per scrivere i 3 libri del SdA JRR ci mise qualcosa come 15 anni e questo non lo ha salvato comunque da errori marchiani come Gandalf che si ricorda solo a momenti alterni delle aquile che già lo aiutarono ai tempi della lotta contro Smaug( la demenza senile esiste anche nella Terra di Mezzo&#8230;), costringendo Frodo e compagni ad un&#8217;improba, rischiosissima e sostanzialmente inutile marcia: la Rowling, invece, dopo averci messo dieci anni circa per il primo libro fra correzioni ed editings, per i successivi dieci ha sfornato il resto della saga, con un ritmo fra le 300-500 pagine ogni 1\ 2 anni (!). Era tanto strano pensare che sarebbe stata colpita dalla Sindrome di King, cioé pagine intere, piene di puffa, stampate ed altre pagine al contrario essenziali rimaste sulla penna ?<br />
Poi, comprendo che la lotta contro Voldemort dovesse finire fra botti e fuochi d&#8217;artificio, ma proprio perché anche l&#8217;autrice sapeva di rivolgersi ormai a ragazzi in età da leva la <b>s</b>tro<b>nz</b>vata di tutta Hogwarts schierata col prode eroe contro il Signore Oscuro senza se e senza ma avrebbe fatto bene a lasciarla sulla penna&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Manuali 3 – Mostrare di Dan</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/11/18/manuali-3-mostrare/#comment-60568</link>
		<dc:creator>Dan</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 09:08:07 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=4985#comment-60568</guid>
		<description>Volendo solo un attimo avvalorare maggiormente il punto di vista di Stefano, mi sento di dire che effettivamente il rischio maggiore, e anche inaspettato, di questo stile lagato al mostrare, e dunque suppongo io a forti descrizioni e dettagli, è, ahimé, la pedanteria. La pedanteria è un vizio da sempre evitarsi, ed è bene ricordarlo, perché è giusto che d&#039;un vantaggio stilistico si colgano pregi e difetti...
Se, come espone G., il pregio è suscitare nella mente del lettore, fedeli immagini da ricordarsi, il contro è o può essere la noia del lettore... ed è una noia da mettere in calco.
Si calcoli infatti che sì, la priorità è sempre a una storia e a una storia molto bella, ma nessun lettore è dotato di pazienza infinita, ed ogni scrittore sa fino a che punto forzarla, quando incoraggiarla, quando metterla alla prova, quando sottotorchio, quando rilassarla e lasciarla a riposo...
Pensiamo (pur se in un aspetto diverso) alla pazienza dello spettatore de Il Signore degli Anelli: dopo forti scontri, shock emotivi ecc., c&#039;è sempre una chetarsi, che è terapeutica e utile anche per tornare sulle cose d&#039;effetto... In termini di &#039;fatica&#039;, il fruitore d&#039;un film l&#039;esercita con la sopportazione d&#039;immagini &#039;forti&#039;, truculente e stucchevoli -basti pensare che una signora canadese è morta alla vista della crocefissione di The Passion.
Il un libro, la &#039;fatica&#039; è quasi sempre in termini di concentrazione e sopportazione delle trovate descrittive dello scrittore. Si fa presto a rompere la soglia, il patto silenzioso che stabilisce un rapporto prolifico fra le parti, e ad abbandonare un libro promettente a se stesso... Il patto che stabilisce il lettore medio (anche noi, se poi ci facciamo un autoesame) con lo scrittore, è più o meno questo: io ti concedo il mio tempo, ma tu farai in modo che non venga sprecato nemmeno un secondo, mi giuri che tutto ciò che dici mi sarà utile, e non sarà mai davvero superfluo... E in qualità di scrittori a questo patto bisogna tener fede.

Fermo restando che uno stile lo fiuto anzitempo, le trovate descrittive non dovrebbero mai esercitare il lettore più del previsto, e se lo faranno, lo scrittore l&#039;avrà messo in calcolo come &#039;cigliegina sulla torta&#039; (pensiamo alla guerra del fosso di Helm, lunga ma mai estenuante).
Se, ad esempio, l&#039;incipit d&#039;un libro mi vede alle prese con i cavalieri della tavola rotonda, solo un &#039;cieco&#039; fan del mostrato spenderà le prime sette pagine col dirmi di ogni cavaliere, descrivendolo fedelmente affinché il lettore non si senta &#039;smarrito&#039;: in un racconto, un lettore si sente smarrito solo se non si racconta... Ai fini della narrazione, ad esempio, potrebbe essere del tutto superfluo sapere del passato di dodici cavalieri; descriverli tutti e dodici, come detto prima, assueferebbe con troppa facilità, e la fiducia iniziale è importante...
Personalmente partirei secco e deciso: &quot;Non c&#039;è più un attimo da perdere!&quot; cominciò -e concluse- l&#039;attempato Re. &quot;Partire è ormai necessario: le legioni di Orchi oltre le nebbie sono oltre l&#039;immaginabile!&quot;.
Poi prenderanno parola altri, e magari, dopo un lungo discorso di tre pagine, del Re concludo solo che è attempato, che ha una corona vetusta sul capo e che la sua barba è screziata di grigio.
Sorvolo rapido sugli altri, deducendo che Percival è un po&#039; stempiato rispetto all&#039;ultima volta (quale? Non si sa: il lettore ne trarrà una conseguenza), Lancillotto è meno bello d&#039;un tempo e che gl&#039;altri sono molto attenti, chi moro, chi biondo.
Cosa ho fatto? Ho indicato che il protagonista non è il gruppo un po&#039; arrugginito di Cavalieri, ma l&#039;urgenza della loro Missione, e questo è molto più importante che ricalcare aspetti sui quali potrò tornare quando ci sarà tempo per farlo (ad esempio una cavalcata).
Inoltre non ho mancato di descrivere: ma l&#039;ho fatto secondo un principio di sottrazione, non di addizione... Ho cioè sottratto dalla fantasia del lettore i dati che assolutamente non poteva far propri, non trascurando di fornirgli i principali. Molte volte si arriva ad un&#039;immagine nitida d&#039;un solo personaggio sprecando tutto il tempo della lettura, ma la proprità è sempre alla storia.
La creatività d&#039;uno scrittore è nel comporre una storia riuscita, no nel creare immagini pittoricamente nitide, e il più volte possibili... Cosa si dice del Ponte di Kazadum, su ISdA...? Praticamente nulla, ma un lungo ponte di roccia nel vuoto è sufficientemente evocativo per trarre una forte immagine nel lettore...
E&#039; come, cioè, se le descrizioni si rendono necessarie ogni qual volta so, sento, deduco, che il mio lettore medio sarebbe totalmente spaesato, senza il mio ausilio, o privo dell&#039;emozione che intendo conferirgli; ma non userò la penna per l&#039;ovvio e per ciò che anche lui può sapere anche meglio di me. Perché se do del deficente (se gli dico che è un inetto privo di qualsivoglia immaginazione) è giusto che mi ridia del deficente...
A mio parere, parole sufficientemente cariche di significato, di storia, d&#039;immaginazione collettiva, di vissuto arcaico, sono il più delle volte da lasciare a se stesse e all&#039;esperienza che il Lettore privatamente ne ha conchiuso. &#039;Drago&#039;, &#039;Magia&#039;, e se si vuole anche &#039;Torre&#039;, &#039;Bastione&#039;, &#039;Castello&#039;, sono parole talmente cariche di esperienze personali che le intaccherò solo se ne troverò una vera motivazione... E&#039; assolutamente inutile aggiungere al Drago qualcosa (aveva un collo lungo-lungo, una bocca grande e aguzza di denti, era come un pipistrello gigante con un collo di lucertola; forse il bambino ha bisogno d&#039;una conferma oggettiva del suo immaginario, ma per un adulto questa fatica non è solo superflua, è sciocca), a meno che non intenda dire, ad esempio, che sul muso, oltre alle scaglie, partivano piccoli e grandi corni d&#039;avorio, sempre più grandi man mano che raggiungevano le due lunghe corna di cui era munito. Oppure se il Drago ha due mandibole, e dunque due bocche capaci di due fuochi...
Sulla magia, poi, quando se ne vogliono trarre delle conclusioni diverse rispetto a quelle che anche un bambino immaginerebbe, a mio avviso si fanno per lo più dei grandi buchi nell&#039;acqua: fa chiasso, clamore, ma la magia in quanto tale, con l&#039;accezione primitiva, non la si smuove...

Personalmente calcolo (e spero che ognuno calcoli) anche questo: io, acquirente della storia, esercito il mio diritto sulla storia proprio perché ne trarrò un&#039;esperienza personale, e questa esperienza personale si nutre giocoforza della mia fantasia, caro scrittore, non solo della tua. Tu dovrai aiutare la mia, e non io infilarmi nella tua per adularti... Il prezzo l&#039;ho pagato io, la fatica di leggere è la mia, e tu farai sì che questo viaggio non sia il tuo viaggio, ma il mio. Pertanto, con il prezzo di copertina ho diritto ad un mio sfogo immaginativo che troverà l&#039;ausilio della tua e mia fantasia, in collaborazione; ricorda che i personaggi sono miei, perché l&#039;ho comprati e perché nascono nella mia testa quando ne dici, pertanto baderai di non munirli di troppi orpelli che li legano esclusivamente alla tua. I miei diritti d&#039;acquirente e ascoltatore sono proprio questi, e tu lascerai che io possa esercitarli.
Sappi che io ho già un&#039;esperienza legata al vocabolario, alle parole, e tu avrai la cura di non frapporti sgarbatamente a questa esperienza: non intaccherai con trovate stupide le parole che compongono il mio immaginario, e ne avrai profondo rispetto; pertanto eviterai l&#039;ovvio e il banale...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Volendo solo un attimo avvalorare maggiormente il punto di vista di Stefano, mi sento di dire che effettivamente il rischio maggiore, e anche inaspettato, di questo stile lagato al mostrare, e dunque suppongo io a forti descrizioni e dettagli, è, ahimé, la pedanteria. La pedanteria è un vizio da sempre evitarsi, ed è bene ricordarlo, perché è giusto che d&#8217;un vantaggio stilistico si colgano pregi e difetti&#8230;<br />
Se, come espone G., il pregio è suscitare nella mente del lettore, fedeli immagini da ricordarsi, il contro è o può essere la noia del lettore&#8230; ed è una noia da mettere in calco.<br />
Si calcoli infatti che sì, la priorità è sempre a una storia e a una storia molto bella, ma nessun lettore è dotato di pazienza infinita, ed ogni scrittore sa fino a che punto forzarla, quando incoraggiarla, quando metterla alla prova, quando sottotorchio, quando rilassarla e lasciarla a riposo&#8230;<br />
Pensiamo (pur se in un aspetto diverso) alla pazienza dello spettatore de Il Signore degli Anelli: dopo forti scontri, shock emotivi ecc., c&#8217;è sempre una chetarsi, che è terapeutica e utile anche per tornare sulle cose d&#8217;effetto&#8230; In termini di &#8216;fatica&#8217;, il fruitore d&#8217;un film l&#8217;esercita con la sopportazione d&#8217;immagini &#8216;forti&#8217;, truculente e stucchevoli -basti pensare che una signora canadese è morta alla vista della crocefissione di The Passion.<br />
Il un libro, la &#8216;fatica&#8217; è quasi sempre in termini di concentrazione e sopportazione delle trovate descrittive dello scrittore. Si fa presto a rompere la soglia, il patto silenzioso che stabilisce un rapporto prolifico fra le parti, e ad abbandonare un libro promettente a se stesso&#8230; Il patto che stabilisce il lettore medio (anche noi, se poi ci facciamo un autoesame) con lo scrittore, è più o meno questo: io ti concedo il mio tempo, ma tu farai in modo che non venga sprecato nemmeno un secondo, mi giuri che tutto ciò che dici mi sarà utile, e non sarà mai davvero superfluo&#8230; E in qualità di scrittori a questo patto bisogna tener fede.</p>
<p>Fermo restando che uno stile lo fiuto anzitempo, le trovate descrittive non dovrebbero mai esercitare il lettore più del previsto, e se lo faranno, lo scrittore l&#8217;avrà messo in calcolo come &#8216;cigliegina sulla torta&#8217; (pensiamo alla guerra del fosso di Helm, lunga ma mai estenuante).<br />
Se, ad esempio, l&#8217;incipit d&#8217;un libro mi vede alle prese con i cavalieri della tavola rotonda, solo un &#8216;cieco&#8217; fan del mostrato spenderà le prime sette pagine col dirmi di ogni cavaliere, descrivendolo fedelmente affinché il lettore non si senta &#8216;smarrito&#8217;: in un racconto, un lettore si sente smarrito solo se non si racconta&#8230; Ai fini della narrazione, ad esempio, potrebbe essere del tutto superfluo sapere del passato di dodici cavalieri; descriverli tutti e dodici, come detto prima, assueferebbe con troppa facilità, e la fiducia iniziale è importante&#8230;<br />
Personalmente partirei secco e deciso: &#8220;Non c&#8217;è più un attimo da perdere!&#8221; cominciò -e concluse- l&#8217;attempato Re. &#8220;Partire è ormai necessario: le legioni di Orchi oltre le nebbie sono oltre l&#8217;immaginabile!&#8221;.<br />
Poi prenderanno parola altri, e magari, dopo un lungo discorso di tre pagine, del Re concludo solo che è attempato, che ha una corona vetusta sul capo e che la sua barba è screziata di grigio.<br />
Sorvolo rapido sugli altri, deducendo che Percival è un po&#8217; stempiato rispetto all&#8217;ultima volta (quale? Non si sa: il lettore ne trarrà una conseguenza), Lancillotto è meno bello d&#8217;un tempo e che gl&#8217;altri sono molto attenti, chi moro, chi biondo.<br />
Cosa ho fatto? Ho indicato che il protagonista non è il gruppo un po&#8217; arrugginito di Cavalieri, ma l&#8217;urgenza della loro Missione, e questo è molto più importante che ricalcare aspetti sui quali potrò tornare quando ci sarà tempo per farlo (ad esempio una cavalcata).<br />
Inoltre non ho mancato di descrivere: ma l&#8217;ho fatto secondo un principio di sottrazione, non di addizione&#8230; Ho cioè sottratto dalla fantasia del lettore i dati che assolutamente non poteva far propri, non trascurando di fornirgli i principali. Molte volte si arriva ad un&#8217;immagine nitida d&#8217;un solo personaggio sprecando tutto il tempo della lettura, ma la proprità è sempre alla storia.<br />
La creatività d&#8217;uno scrittore è nel comporre una storia riuscita, no nel creare immagini pittoricamente nitide, e il più volte possibili&#8230; Cosa si dice del Ponte di Kazadum, su ISdA&#8230;? Praticamente nulla, ma un lungo ponte di roccia nel vuoto è sufficientemente evocativo per trarre una forte immagine nel lettore&#8230;<br />
E&#8217; come, cioè, se le descrizioni si rendono necessarie ogni qual volta so, sento, deduco, che il mio lettore medio sarebbe totalmente spaesato, senza il mio ausilio, o privo dell&#8217;emozione che intendo conferirgli; ma non userò la penna per l&#8217;ovvio e per ciò che anche lui può sapere anche meglio di me. Perché se do del deficente (se gli dico che è un inetto privo di qualsivoglia immaginazione) è giusto che mi ridia del deficente&#8230;<br />
A mio parere, parole sufficientemente cariche di significato, di storia, d&#8217;immaginazione collettiva, di vissuto arcaico, sono il più delle volte da lasciare a se stesse e all&#8217;esperienza che il Lettore privatamente ne ha conchiuso. &#8216;Drago&#8217;, &#8216;Magia&#8217;, e se si vuole anche &#8216;Torre&#8217;, &#8216;Bastione&#8217;, &#8216;Castello&#8217;, sono parole talmente cariche di esperienze personali che le intaccherò solo se ne troverò una vera motivazione&#8230; E&#8217; assolutamente inutile aggiungere al Drago qualcosa (aveva un collo lungo-lungo, una bocca grande e aguzza di denti, era come un pipistrello gigante con un collo di lucertola; forse il bambino ha bisogno d&#8217;una conferma oggettiva del suo immaginario, ma per un adulto questa fatica non è solo superflua, è sciocca), a meno che non intenda dire, ad esempio, che sul muso, oltre alle scaglie, partivano piccoli e grandi corni d&#8217;avorio, sempre più grandi man mano che raggiungevano le due lunghe corna di cui era munito. Oppure se il Drago ha due mandibole, e dunque due bocche capaci di due fuochi&#8230;<br />
Sulla magia, poi, quando se ne vogliono trarre delle conclusioni diverse rispetto a quelle che anche un bambino immaginerebbe, a mio avviso si fanno per lo più dei grandi buchi nell&#8217;acqua: fa chiasso, clamore, ma la magia in quanto tale, con l&#8217;accezione primitiva, non la si smuove&#8230;</p>
<p>Personalmente calcolo (e spero che ognuno calcoli) anche questo: io, acquirente della storia, esercito il mio diritto sulla storia proprio perché ne trarrò un&#8217;esperienza personale, e questa esperienza personale si nutre giocoforza della mia fantasia, caro scrittore, non solo della tua. Tu dovrai aiutare la mia, e non io infilarmi nella tua per adularti&#8230; Il prezzo l&#8217;ho pagato io, la fatica di leggere è la mia, e tu farai sì che questo viaggio non sia il tuo viaggio, ma il mio. Pertanto, con il prezzo di copertina ho diritto ad un mio sfogo immaginativo che troverà l&#8217;ausilio della tua e mia fantasia, in collaborazione; ricorda che i personaggi sono miei, perché l&#8217;ho comprati e perché nascono nella mia testa quando ne dici, pertanto baderai di non munirli di troppi orpelli che li legano esclusivamente alla tua. I miei diritti d&#8217;acquirente e ascoltatore sono proprio questi, e tu lascerai che io possa esercitarli.<br />
Sappi che io ho già un&#8217;esperienza legata al vocabolario, alle parole, e tu avrai la cura di non frapporti sgarbatamente a questa esperienza: non intaccherai con trovate stupide le parole che compongono il mio immaginario, e ne avrai profondo rispetto; pertanto eviterai l&#8217;ovvio e il banale&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Due o tre parole su Harry Potter di Chris_Eris</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2011/09/21/due-o-tre-parole-su-harry-potter/#comment-60562</link>
		<dc:creator>Chris_Eris</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 10:40:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=5797#comment-60562</guid>
		<description>In verità sarebba da inaugurare un forum solo su questa tematica: quali sono le imprecisioni che ad uno scrittore sono concesse per non appensantire la trama? E come gestirle? Glissare su genitori e nonni del protagonista ne è una, anche se una mezza pagina di &quot;Harry i tuoi nonni paterni sono morti giovani per questo tuo papà era pieno di soldi&quot; la Rowling effettivamente se la poteva concedere. Almeno ci ha fornito una spiegazione per il fatto che Harry riesca a mantenersi agli studi senza problemi, trasformandola poi in un interessante spunto narrativo. La banca Gringott è uno dei luoghi più originali creati dall&#039;autrice e poi nel settimo libro ci è ambientata una delle scene più movimentate e divertenti dell&#039;intera saga. Una boccata d&#039;ossigeno, dopo i due libri, il quinto ed il sesto, che erano solo una sequela di batoste.

A tal proposito, l&#039;anime Puella Magi Madoka Magica, di cui Gamberetta aveva parlato positivamente, è un esempio lampante dell&#039;assenza dei genitori. La protagonista è l&#039;unica di cui si veda la famiglia. Delle altre quattro ragazze due sono orfane (ed inspiegabilmente si mantengono, anche con un tenore di vita molto buono, probabilmente nel mondo di Madoka c&#039;è una particolare giurisdizione in materia di adolescenti orfani, oppure usano la magia per generare denaro a palate) di una i genitori semplicemente non si vedono ma si intuisce che li abbia, dell&#039;ultima non si capisce assolutamente in che situazione famigliare sia. Sembra viva da sola ma non si spiega che fine abbiano fatto i genitori. Non c&#039;è che dire, il paradiso degli adolescenti emancipati!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In verità sarebba da inaugurare un forum solo su questa tematica: quali sono le imprecisioni che ad uno scrittore sono concesse per non appensantire la trama? E come gestirle? Glissare su genitori e nonni del protagonista ne è una, anche se una mezza pagina di &#8220;Harry i tuoi nonni paterni sono morti giovani per questo tuo papà era pieno di soldi&#8221; la Rowling effettivamente se la poteva concedere. Almeno ci ha fornito una spiegazione per il fatto che Harry riesca a mantenersi agli studi senza problemi, trasformandola poi in un interessante spunto narrativo. La banca Gringott è uno dei luoghi più originali creati dall&#8217;autrice e poi nel settimo libro ci è ambientata una delle scene più movimentate e divertenti dell&#8217;intera saga. Una boccata d&#8217;ossigeno, dopo i due libri, il quinto ed il sesto, che erano solo una sequela di batoste.</p>
<p>A tal proposito, l&#8217;anime Puella Magi Madoka Magica, di cui Gamberetta aveva parlato positivamente, è un esempio lampante dell&#8217;assenza dei genitori. La protagonista è l&#8217;unica di cui si veda la famiglia. Delle altre quattro ragazze due sono orfane (ed inspiegabilmente si mantengono, anche con un tenore di vita molto buono, probabilmente nel mondo di Madoka c&#8217;è una particolare giurisdizione in materia di adolescenti orfani, oppure usano la magia per generare denaro a palate) di una i genitori semplicemente non si vedono ma si intuisce che li abbia, dell&#8217;ultima non si capisce assolutamente in che situazione famigliare sia. Sembra viva da sola ma non si spiega che fine abbiano fatto i genitori. Non c&#8217;è che dire, il paradiso degli adolescenti emancipati!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Due o tre parole su Harry Potter di Zave</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2011/09/21/due-o-tre-parole-su-harry-potter/#comment-60557</link>
		<dc:creator>Zave</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 19:52:21 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=5797#comment-60557</guid>
		<description>salvo rare eccezioni il punto di vista è sempre su harry e mi pare di ricordare che non sia mai su hermione.
non ritengo importante conoscere i nomi dei genitori di hermione, anzi visto che non sono importanti per la storia va benissimo così.
naturalmente essendo harry e ron amici è più che plausibile che abbiano parlato tra di loro delle rispettive famiglie e quindi i nomi li conoscano, solo che non viene mostrata la cosa al lettore. e giustamente, perché non è importante.
al contrario eventuali nonni di harry sarebbero stati importanti per la storia quindi avrebbe dovuto affrontare la cosa, anche solo per dire &quot;sono morti durante la guerra&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>salvo rare eccezioni il punto di vista è sempre su harry e mi pare di ricordare che non sia mai su hermione.<br />
non ritengo importante conoscere i nomi dei genitori di hermione, anzi visto che non sono importanti per la storia va benissimo così.<br />
naturalmente essendo harry e ron amici è più che plausibile che abbiano parlato tra di loro delle rispettive famiglie e quindi i nomi li conoscano, solo che non viene mostrata la cosa al lettore. e giustamente, perché non è importante.<br />
al contrario eventuali nonni di harry sarebbero stati importanti per la storia quindi avrebbe dovuto affrontare la cosa, anche solo per dire &#8220;sono morti durante la guerra&#8221;.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Manuali 3 – Mostrare di Dan</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/11/18/manuali-3-mostrare/#comment-60553</link>
		<dc:creator>Dan</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 17:54:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=4985#comment-60553</guid>
		<description>Interessante...
Forse si tratta d&#039;una critica contro la frigidità analitica dei settecentisti, contro il verismo del &#039;700... Molto molto coraggioso, come tentativo romantico...
Suggerirei comunque, per ampliare la visuale in merito all&#039;&#039;occhio narrativo&#039;, di cui spessissimo si parla, &#039;Esercizi di Stile&#039; di Queneau, traduzione di Eco: un fatterello asciutto e stringato ripetuto un centinaio di volte con stili sempre diversi, proprio per comprendere in quanti modi è possibile dire una cosa.
Esistono stili aulici, lusinghieri, gretti, blasfemi, stili che si focalizzano sul colore (si prenda Morckock, ad esempio), basati sulla recitazione di qualche personaggio spettatore diretto o indiretto, stili ironici, ecc. ecc. ecc.
Non dico che sia errore tutto ciò: nulla è errore, ma di certo questo criterio di scrittura non rappresenta un punto di partenza universale, ed io lo potrò gustare meglio in alcuni lavori e meno in altri...
Verrà fuori meglio con certe idee, meno con altre, per nulla con altre ancora. Ciò che critico non è la passione di G. (stimo profondamente chiunque sia capace di passioni): è una, a mio avviso, mancata obiettività di fondo; così come lei, col suo metro di giudizio, boccia ogni uscita e a volte libri molto importanti, così potrei fare io con i miei e voi coi vostri... ma è stupido. Iniziamo a capire che le persone sono quel che sono, e che ognuno avrà il suo stile personale e la sua capacità personale. Puoi al limite rimproverare di non averla portata alle massime conseguenze, ma è un altro paio di maniche...
Proprio non le riconosco la capacità di saper entrare nel mondo altrui: c&#039;è molta (troppa) centralità in merito alle proprie idee e poca apertura... grave anche nel caso delle stroncature, perché potrò sempre obiettarle secondo queste scuse -non piccole.
Insomma: trapela troppo lei come scrittrice, e il critico è un mestiere (o un&#039;attitudine) decisamente diversa, aldilà dei voti in pagella che si danno... L&#039;obiezione d&#039;un critico non è mai filtrata da un proprio personalissimo e puntiglioso punto di vista sull&#039;arte in generale, e dunque le critiche che escono sono sempre le critiche d&#039;una scrittrice che ama una certa scrittura che puntualmente non riconosce in ciò che compra. Ma questo fa parte di ogni scrittore o aspirante tale: Tolkien disse a Lewis: &#039;temo che i libri che piacciono a noi dovremo scriverceli&#039;... E avevano ragione, perché davvero non c&#039;erano.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Interessante&#8230;<br />
Forse si tratta d&#8217;una critica contro la frigidità analitica dei settecentisti, contro il verismo del &#8217;700&#8230; Molto molto coraggioso, come tentativo romantico&#8230;<br />
Suggerirei comunque, per ampliare la visuale in merito all&#8221;occhio narrativo&#8217;, di cui spessissimo si parla, &#8216;Esercizi di Stile&#8217; di Queneau, traduzione di Eco: un fatterello asciutto e stringato ripetuto un centinaio di volte con stili sempre diversi, proprio per comprendere in quanti modi è possibile dire una cosa.<br />
Esistono stili aulici, lusinghieri, gretti, blasfemi, stili che si focalizzano sul colore (si prenda Morckock, ad esempio), basati sulla recitazione di qualche personaggio spettatore diretto o indiretto, stili ironici, ecc. ecc. ecc.<br />
Non dico che sia errore tutto ciò: nulla è errore, ma di certo questo criterio di scrittura non rappresenta un punto di partenza universale, ed io lo potrò gustare meglio in alcuni lavori e meno in altri&#8230;<br />
Verrà fuori meglio con certe idee, meno con altre, per nulla con altre ancora. Ciò che critico non è la passione di G. (stimo profondamente chiunque sia capace di passioni): è una, a mio avviso, mancata obiettività di fondo; così come lei, col suo metro di giudizio, boccia ogni uscita e a volte libri molto importanti, così potrei fare io con i miei e voi coi vostri&#8230; ma è stupido. Iniziamo a capire che le persone sono quel che sono, e che ognuno avrà il suo stile personale e la sua capacità personale. Puoi al limite rimproverare di non averla portata alle massime conseguenze, ma è un altro paio di maniche&#8230;<br />
Proprio non le riconosco la capacità di saper entrare nel mondo altrui: c&#8217;è molta (troppa) centralità in merito alle proprie idee e poca apertura&#8230; grave anche nel caso delle stroncature, perché potrò sempre obiettarle secondo queste scuse -non piccole.<br />
Insomma: trapela troppo lei come scrittrice, e il critico è un mestiere (o un&#8217;attitudine) decisamente diversa, aldilà dei voti in pagella che si danno&#8230; L&#8217;obiezione d&#8217;un critico non è mai filtrata da un proprio personalissimo e puntiglioso punto di vista sull&#8217;arte in generale, e dunque le critiche che escono sono sempre le critiche d&#8217;una scrittrice che ama una certa scrittura che puntualmente non riconosce in ciò che compra. Ma questo fa parte di ogni scrittore o aspirante tale: Tolkien disse a Lewis: &#8216;temo che i libri che piacciono a noi dovremo scriverceli&#8217;&#8230; E avevano ragione, perché davvero non c&#8217;erano.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Manuali 3 – Mostrare di Stefano</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/11/18/manuali-3-mostrare/#comment-60552</link>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 15:54:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=4985#comment-60552</guid>
		<description>Mi viene in mente un racconto di Heinrich Von Kleist, &#039;La Marchesa d&#039;O.&#039;, del 1808. E&#039; uno dei più famosi racconti in lingua tedesca. Una ventina di pagine fredde e misteriose, scomode e inquietanti.
Siamo nell&#039;Italia del Nord ma ogni traccia di colore locale è assente: potremmo essere dovunque. Le città e i paesi sono indicati con le sole iniziali, come pure le persone - la Marchesa d&#039;O., il Conte di F. - a meno che non vengano indicate con la qualifica: il Comandante, la moglie del Comandante, il Generale etc.
Descrizioni fisiche zero: del Conte e della Marchesa sappiamo che sono belli; di tutti gli altri nemmeno quello. Così pure le descrizioni d&#039;ambiente, il minimo necessario per far muovere i personaggi.
L&#039;azione si svolge durante una guerra non precisata (anche se la presenza di truppe russe in Italia indica abbastanza chiaramente il 1800, la campagna di Marengo). E&#039; durante l&#039;assalto alla città da parte delle truppe russe che accade l&#039;evento traumatico che mette in moto l&#039;azione. L&#039;evento è veramente pesante ma non ci viene mostrato in alcun modo; ci rendiamo conto di quel che è successo solo qualche pagina dopo e da quel punto della storia noi sappiamo e i personaggi, tranne uno, no. La storia è come essi, soprattutto la Marchesa, vengono a saperlo e come reagiscono.
In pratica un racconto di pura &#039;situazione&#039;, che assomiglia a un riassunto o un diagramma, ma che è incredibilmente efficace (ovviamente non può essere più lungo di quel che è) pur violando letteralmente TUTTE le regole della narrativa moderna. Da un lato ci dimostra che, a volte, si può giocare con le proprie regole; dall&#039;altro ci ricorda la vecchia saggezza secondo cui le regole debbono essere conosciute bene per poterle infrangere con comodo.
(fra l&#039;altro, concordo che la regola &#039;show don&#039;t tell&#039; funziona bene se non è usata troppo maniacalmente. Per esempio, dire di un personaggio che è &#039;vecchio&#039; va benissimo, non è davvero una parola astratta dato che ogni lettore darà senza problemi un volto &#039;vecchio&#039; al personaggio in questione)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi viene in mente un racconto di Heinrich Von Kleist, &#8216;La Marchesa d&#8217;O.&#8217;, del 1808. E&#8217; uno dei più famosi racconti in lingua tedesca. Una ventina di pagine fredde e misteriose, scomode e inquietanti.<br />
Siamo nell&#8217;Italia del Nord ma ogni traccia di colore locale è assente: potremmo essere dovunque. Le città e i paesi sono indicati con le sole iniziali, come pure le persone &#8211; la Marchesa d&#8217;O., il Conte di F. &#8211; a meno che non vengano indicate con la qualifica: il Comandante, la moglie del Comandante, il Generale etc.<br />
Descrizioni fisiche zero: del Conte e della Marchesa sappiamo che sono belli; di tutti gli altri nemmeno quello. Così pure le descrizioni d&#8217;ambiente, il minimo necessario per far muovere i personaggi.<br />
L&#8217;azione si svolge durante una guerra non precisata (anche se la presenza di truppe russe in Italia indica abbastanza chiaramente il 1800, la campagna di Marengo). E&#8217; durante l&#8217;assalto alla città da parte delle truppe russe che accade l&#8217;evento traumatico che mette in moto l&#8217;azione. L&#8217;evento è veramente pesante ma non ci viene mostrato in alcun modo; ci rendiamo conto di quel che è successo solo qualche pagina dopo e da quel punto della storia noi sappiamo e i personaggi, tranne uno, no. La storia è come essi, soprattutto la Marchesa, vengono a saperlo e come reagiscono.<br />
In pratica un racconto di pura &#8216;situazione&#8217;, che assomiglia a un riassunto o un diagramma, ma che è incredibilmente efficace (ovviamente non può essere più lungo di quel che è) pur violando letteralmente TUTTE le regole della narrativa moderna. Da un lato ci dimostra che, a volte, si può giocare con le proprie regole; dall&#8217;altro ci ricorda la vecchia saggezza secondo cui le regole debbono essere conosciute bene per poterle infrangere con comodo.<br />
(fra l&#8217;altro, concordo che la regola &#8216;show don&#8217;t tell&#8217; funziona bene se non è usata troppo maniacalmente. Per esempio, dire di un personaggio che è &#8216;vecchio&#8217; va benissimo, non è davvero una parola astratta dato che ogni lettore darà senza problemi un volto &#8216;vecchio&#8217; al personaggio in questione)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Manuali 3 – Mostrare di Dan</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/11/18/manuali-3-mostrare/#comment-60549</link>
		<dc:creator>Dan</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 14:55:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=4985#comment-60549</guid>
		<description>E questo è l’errore del cattivo narratore. Costringere il lettore a immaginarsi da solo cosa fa Anna quando “comincia a studiare”. ^_^
Strano, perché qui sembrava avessi capito:

    Se ‘Anna sottolinea i paragrafi del libro al capitolo giusto’, non voglio dire che Anna comincia a studiare, ma che Anna è meticolosa, forse di suo.
    Se ‘Anna scarabocchia cuoricini lungo il bordo della pagina’, non voglio dire che Anna comincia a studiare, ma che Anna è, molto probabilmente, inguaribilmente innamorata… 


Scua ma non capisco sul serio... Una semplice verità come il fatto che Anna studi, IN OGNI CASO deve essere farcita con altro, qualcosa che addirittura ne muti la sostanza...?
Potrei dire Anna studia matematica, ma se ai fini del racconto la matematica me la sbatto, Anna non la studia -non voglio dire che è pragmatica e calcolatrice: se apre il libro di matematica, la sola presenza del libro mi induce a credere che lo sia o possa esserlo.
Potrei dire che lo fa con dedizione, ma se non la desidero concentrata eviterò di dirlo.

Mi è capitato molte volte di sentire un regista che, alla domanda dell&#039;attore: &quot;Questa come la faccio?&quot;, risponde: &quot;Falla come ti viene&quot;. Significa: è un preludio di cui ci interessa fino a un certo punto, l&#039;importante è che si sappia che studi... E questo avviene miriadi di volte anche in narrativa. In questo caso, lo scrittore dice al lettore: immaginala come vuoi, non è importante...
E se il lettore non è un malato di mente Anna non studierà con le gambe sulla scrivania, la schiena nel vuoto e la testa sulla sedia; se non altro perché non si sentirà autorizzato a vederla in questo modo.
Mi sembra ci sia troppo studio di detto e pochissimissimo studio di non-detto, che è tanto importante quanto, se non molto più del detto...
E poi bisognerà che prima o poi che s&#039;affronti seriamente il tema &#039;figure retoriche&#039;, che sono i VERI strumenti del narratore...
Inizierei dal protagonista de Il Postino: la metafora.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E questo è l’errore del cattivo narratore. Costringere il lettore a immaginarsi da solo cosa fa Anna quando “comincia a studiare”. ^_^<br />
Strano, perché qui sembrava avessi capito:</p>
<p>    Se ‘Anna sottolinea i paragrafi del libro al capitolo giusto’, non voglio dire che Anna comincia a studiare, ma che Anna è meticolosa, forse di suo.<br />
    Se ‘Anna scarabocchia cuoricini lungo il bordo della pagina’, non voglio dire che Anna comincia a studiare, ma che Anna è, molto probabilmente, inguaribilmente innamorata… </p>
<p>Scua ma non capisco sul serio&#8230; Una semplice verità come il fatto che Anna studi, IN OGNI CASO deve essere farcita con altro, qualcosa che addirittura ne muti la sostanza&#8230;?<br />
Potrei dire Anna studia matematica, ma se ai fini del racconto la matematica me la sbatto, Anna non la studia -non voglio dire che è pragmatica e calcolatrice: se apre il libro di matematica, la sola presenza del libro mi induce a credere che lo sia o possa esserlo.<br />
Potrei dire che lo fa con dedizione, ma se non la desidero concentrata eviterò di dirlo.</p>
<p>Mi è capitato molte volte di sentire un regista che, alla domanda dell&#8217;attore: &#8220;Questa come la faccio?&#8221;, risponde: &#8220;Falla come ti viene&#8221;. Significa: è un preludio di cui ci interessa fino a un certo punto, l&#8217;importante è che si sappia che studi&#8230; E questo avviene miriadi di volte anche in narrativa. In questo caso, lo scrittore dice al lettore: immaginala come vuoi, non è importante&#8230;<br />
E se il lettore non è un malato di mente Anna non studierà con le gambe sulla scrivania, la schiena nel vuoto e la testa sulla sedia; se non altro perché non si sentirà autorizzato a vederla in questo modo.<br />
Mi sembra ci sia troppo studio di detto e pochissimissimo studio di non-detto, che è tanto importante quanto, se non molto più del detto&#8230;<br />
E poi bisognerà che prima o poi che s&#8217;affronti seriamente il tema &#8216;figure retoriche&#8217;, che sono i VERI strumenti del narratore&#8230;<br />
Inizierei dal protagonista de Il Postino: la metafora.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Manuali 3 – Mostrare di Dan</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/11/18/manuali-3-mostrare/#comment-60548</link>
		<dc:creator>Dan</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 14:31:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=4985#comment-60548</guid>
		<description>Tu dici bene che in quel punto ho capito... Ma se ogni frase fosse un mero pretesto per andare a fondo o ancora più a fondo, il gioco può andare avanti all&#039;infinito (se disegno cuoricini, veramente sottolineo molto di più che è innamorata, e non che studia: un bravo regista saprebbe dirtelo meglio di me; ma posso dire che scrive sotto i cuoricini Marco, che non è Giovanni, e che è magari sia il cugino che il compagno di classe, dunque suscito il dubbio d&#039;un possibile incesto oppure no; e così via...).
Il punto è Quale Verità Tu Come Scrittore Ti Senti di Dover Mettere In Luce Per Dare Consequenzalità al Narrato. Non è detto che sia la più dettagliata possibile, quella giusta: l&#039;ho detto anche prima, e mi sembra molto semplice, dipende come proseguo la frase, ma BOCCIARLA A PRIORI no, perché sennò questa è una scuola di stupidi... Anna cominciò a studiare; era svogliata.
Che c&#039;è di male in questa frase? Il modo in cui cadono entrambe, il tono svogliato, è anche tautologico, mi sembra...
A te come lettore, poi, non è dato di avere troppe curiosità: non quelle che ti pare, solo quelle concesse dalla Curiosità primaria dello scrittore, che mette in luce quelle giuste... La scrittura e la regia sono una splendida dittatura, l&#039;uncia bella e l&#039;unica possibile. Puoi solo metterti in balia di questa dittatura, e dire che bel regno o che brutto regno... La mancata libertà che alcuni potrebbero rimproverarmi con questa asserzione, è proprio bocciata dal fatto che Anna me la posso immaginare come voglio, così come i suoi modi. La narrativa, da questo punto di vista, è l&#039;arte più democratica che ci sia, ed è proprio questo suo cuore pulsante che mi sento di difendere.

Di fatto, insomma, è una frase semplice, e nella sua semplicità anche possibilmente necessaria. Ho capito che dite: evitiamo lo scrittore pigro... ma tolta la pigrizia, esiste un terzo passaggio: tornare alla semplicità, per condensare più eventi insieme e più esperienze insieme -di lettore- così che ad ognuno arrivi il suo...
Questo è molto più difficile ma molto più adulto.
E tutto questo bagaglio informativo essenziale, rischia d&#039;andar perduto, se diamo per buono che non va MAI bene.
Si abbatte la fiaba, la favola e tutto ciò che ne consegue; Fantasy compreso, che vi deriva pienamente.
Specie, io trovo, si omette quell&#039;ingrediente necessario che è il mistero, e che ogni buon lavoro dovrebbe contemplare in minima parte, almeno per il gusto della rilettura. Altrimenti diamo pure per buono che fra il libro e la tv passa solo questa differenza: la tv descrive molto molto meglio del libro...
Mentre il punto di forza della narrativa è proprio la cooperazione del fruitore, e questo te lo potrebbe giurare ogni esperto del settore.
In merito ai dettagli splatter, se lei li preferisce c&#039;è poco da difenderla: li preferisce e basta... Non mi dice &#039;andateci piano&#039;, &#039;vanno fatti in questo caso e in quest&#039;altro no&#039;, pertanto non sono autorizzato a credere che queste difese siano buone. Ha una predilezione per il macabro, che, siccome nel dettaglio, va sempre bene: questo si deduce dal suo dire, e questo capisco. Il fatto è che è Horror, non Fantasy, o se nel Fantasy, la cosa deve in qualche modo essere motivata... G. ama freddare tutto e tutti; è molto più Pulp che altro, e questi manuali, l&#039;estensione dei suoi ragionamenti e dei suoi gusti privati.
Pulp con l&#039;accezione moderna, da intendersi: non credo abbiamo le stesse letture (Howard, Lovecraft, ecc.)...

Per riassumere: la verità ultima che indica lo scrittore, è quella che arriva come informazione al cervello del lettore, e se il dettaglio &#039;innamorata&#039; fa scaccomatto alla necessità di vedere Anna alle prese con lo studio, il racconto contemplerà Anna innamorata, a quel punto, aldilà che la cosa sia messa in luce tramite lo studio, una partita di tennis o gl&#039;orsacchiotti rosa della carta igenica.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tu dici bene che in quel punto ho capito&#8230; Ma se ogni frase fosse un mero pretesto per andare a fondo o ancora più a fondo, il gioco può andare avanti all&#8217;infinito (se disegno cuoricini, veramente sottolineo molto di più che è innamorata, e non che studia: un bravo regista saprebbe dirtelo meglio di me; ma posso dire che scrive sotto i cuoricini Marco, che non è Giovanni, e che è magari sia il cugino che il compagno di classe, dunque suscito il dubbio d&#8217;un possibile incesto oppure no; e così via&#8230;).<br />
Il punto è Quale Verità Tu Come Scrittore Ti Senti di Dover Mettere In Luce Per Dare Consequenzalità al Narrato. Non è detto che sia la più dettagliata possibile, quella giusta: l&#8217;ho detto anche prima, e mi sembra molto semplice, dipende come proseguo la frase, ma BOCCIARLA A PRIORI no, perché sennò questa è una scuola di stupidi&#8230; Anna cominciò a studiare; era svogliata.<br />
Che c&#8217;è di male in questa frase? Il modo in cui cadono entrambe, il tono svogliato, è anche tautologico, mi sembra&#8230;<br />
A te come lettore, poi, non è dato di avere troppe curiosità: non quelle che ti pare, solo quelle concesse dalla Curiosità primaria dello scrittore, che mette in luce quelle giuste&#8230; La scrittura e la regia sono una splendida dittatura, l&#8217;uncia bella e l&#8217;unica possibile. Puoi solo metterti in balia di questa dittatura, e dire che bel regno o che brutto regno&#8230; La mancata libertà che alcuni potrebbero rimproverarmi con questa asserzione, è proprio bocciata dal fatto che Anna me la posso immaginare come voglio, così come i suoi modi. La narrativa, da questo punto di vista, è l&#8217;arte più democratica che ci sia, ed è proprio questo suo cuore pulsante che mi sento di difendere.</p>
<p>Di fatto, insomma, è una frase semplice, e nella sua semplicità anche possibilmente necessaria. Ho capito che dite: evitiamo lo scrittore pigro&#8230; ma tolta la pigrizia, esiste un terzo passaggio: tornare alla semplicità, per condensare più eventi insieme e più esperienze insieme -di lettore- così che ad ognuno arrivi il suo&#8230;<br />
Questo è molto più difficile ma molto più adulto.<br />
E tutto questo bagaglio informativo essenziale, rischia d&#8217;andar perduto, se diamo per buono che non va MAI bene.<br />
Si abbatte la fiaba, la favola e tutto ciò che ne consegue; Fantasy compreso, che vi deriva pienamente.<br />
Specie, io trovo, si omette quell&#8217;ingrediente necessario che è il mistero, e che ogni buon lavoro dovrebbe contemplare in minima parte, almeno per il gusto della rilettura. Altrimenti diamo pure per buono che fra il libro e la tv passa solo questa differenza: la tv descrive molto molto meglio del libro&#8230;<br />
Mentre il punto di forza della narrativa è proprio la cooperazione del fruitore, e questo te lo potrebbe giurare ogni esperto del settore.<br />
In merito ai dettagli splatter, se lei li preferisce c&#8217;è poco da difenderla: li preferisce e basta&#8230; Non mi dice &#8216;andateci piano&#8217;, &#8216;vanno fatti in questo caso e in quest&#8217;altro no&#8217;, pertanto non sono autorizzato a credere che queste difese siano buone. Ha una predilezione per il macabro, che, siccome nel dettaglio, va sempre bene: questo si deduce dal suo dire, e questo capisco. Il fatto è che è Horror, non Fantasy, o se nel Fantasy, la cosa deve in qualche modo essere motivata&#8230; G. ama freddare tutto e tutti; è molto più Pulp che altro, e questi manuali, l&#8217;estensione dei suoi ragionamenti e dei suoi gusti privati.<br />
Pulp con l&#8217;accezione moderna, da intendersi: non credo abbiamo le stesse letture (Howard, Lovecraft, ecc.)&#8230;</p>
<p>Per riassumere: la verità ultima che indica lo scrittore, è quella che arriva come informazione al cervello del lettore, e se il dettaglio &#8216;innamorata&#8217; fa scaccomatto alla necessità di vedere Anna alle prese con lo studio, il racconto contemplerà Anna innamorata, a quel punto, aldilà che la cosa sia messa in luce tramite lo studio, una partita di tennis o gl&#8217;orsacchiotti rosa della carta igenica.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Due o tre parole su Harry Potter di Chris_Eris</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2011/09/21/due-o-tre-parole-su-harry-potter/#comment-60547</link>
		<dc:creator>Chris_Eris</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 13:48:37 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=5797#comment-60547</guid>
		<description>&lt;b&gt;@ anrica&lt;/b&gt; beh può darsi, la spiegazione psicologica non l&#039;avevo mai presa in considerazione. E nemmeno la possibilità che la montagna di oro ereditata da Harry potesse esser dovuta alla morte prematura dei nonni. Probabilmente, essendo chenella narrativa contemporanea è sconsigliato introdurre elementi e personaggi che non abbiano un ruolo nella storia (niente deve casuale nella fiction) la Rowling, non volendo mettere in campo i nonni, ha proprio evitato che Harry si ponesse la domanda. Un&#039;omissione più involontaria che altro secondo me. In questa fiction il personaggio ideale è sempre l&#039;orfano, eprché non ha freni</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><b>@ anrica</b> beh può darsi, la spiegazione psicologica non l&#8217;avevo mai presa in considerazione. E nemmeno la possibilità che la montagna di oro ereditata da Harry potesse esser dovuta alla morte prematura dei nonni. Probabilmente, essendo chenella narrativa contemporanea è sconsigliato introdurre elementi e personaggi che non abbiano un ruolo nella storia (niente deve casuale nella fiction) la Rowling, non volendo mettere in campo i nonni, ha proprio evitato che Harry si ponesse la domanda. Un&#8217;omissione più involontaria che altro secondo me. In questa fiction il personaggio ideale è sempre l&#8217;orfano, eprché non ha freni</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Manuali 3 – Mostrare di Mao</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/11/18/manuali-3-mostrare/#comment-60546</link>
		<dc:creator>Mao</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 12:18:13 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;blockquote&gt;In pratica: nessuna frase può rendere meglio il concetto che Anna cominciò a studiare della frase ‘Anna cominciò a studiare’. Un libro vive anche dell’esperienza del lettore: dacché immagino che non sia un burundi, che leggerà il mio scritto, può darsi che io scrittore faccia appello alle consuetudini che solitamente hanno portato ciascuno di noi a compiere quelle azioni vitali per iniziare lo studio…&lt;/blockquote&gt;

E questo è l&#039;errore del cattivo narratore. &lt;i&gt;Costringere&lt;/i&gt; il lettore a immaginarsi da solo cosa fa Anna quando &quot;comincia a studiare&quot;. ^_^
Strano, perché qui sembrava avessi capito:

&lt;blockquote&gt;Se ‘Anna sottolinea i paragrafi del libro al capitolo giusto’, non voglio dire che Anna comincia a studiare, ma che Anna è meticolosa, forse di suo.
Se ‘Anna scarabocchia cuoricini lungo il bordo della pagina’, non voglio dire che Anna comincia a studiare, ma che Anna è, molto probabilmente, inguaribilmente innamorata… &lt;/blockquote&gt;

Lo scopo è proprio rendere il personaggio &lt;i&gt;vivido&lt;/i&gt;. Caratterizzarlo (anche e soprattutto) tramite le sue azioni. &quot;Anna cominciò a studiare&quot; è un&#039;azione vuota, e di Anna non mi dice proprio niente. Me ne frego. Anna che studia guardando la tv invece mi dice che Anna è una ragazza a cui non importa niente di quella materia. Questo mi interessa.

E perdonami, ma il mostrato non centra una mazza con il genere. La regola vale sia per il fantasy sia per l&#039;horror sia per l&#039;erotico e per quello che ti pare. Non vedo proprio niente di splatter in Anna che disegna cuoricini sul bordo del foglio. Eh. ^_^
Ciao.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>In pratica: nessuna frase può rendere meglio il concetto che Anna cominciò a studiare della frase ‘Anna cominciò a studiare’. Un libro vive anche dell’esperienza del lettore: dacché immagino che non sia un burundi, che leggerà il mio scritto, può darsi che io scrittore faccia appello alle consuetudini che solitamente hanno portato ciascuno di noi a compiere quelle azioni vitali per iniziare lo studio…</p></blockquote>
<p>E questo è l&#8217;errore del cattivo narratore. <i>Costringere</i> il lettore a immaginarsi da solo cosa fa Anna quando &#8220;comincia a studiare&#8221;. ^_^<br />
Strano, perché qui sembrava avessi capito:</p>
<blockquote><p>Se ‘Anna sottolinea i paragrafi del libro al capitolo giusto’, non voglio dire che Anna comincia a studiare, ma che Anna è meticolosa, forse di suo.<br />
Se ‘Anna scarabocchia cuoricini lungo il bordo della pagina’, non voglio dire che Anna comincia a studiare, ma che Anna è, molto probabilmente, inguaribilmente innamorata… </p></blockquote>
<p>Lo scopo è proprio rendere il personaggio <i>vivido</i>. Caratterizzarlo (anche e soprattutto) tramite le sue azioni. &#8220;Anna cominciò a studiare&#8221; è un&#8217;azione vuota, e di Anna non mi dice proprio niente. Me ne frego. Anna che studia guardando la tv invece mi dice che Anna è una ragazza a cui non importa niente di quella materia. Questo mi interessa.</p>
<p>E perdonami, ma il mostrato non centra una mazza con il genere. La regola vale sia per il fantasy sia per l&#8217;horror sia per l&#8217;erotico e per quello che ti pare. Non vedo proprio niente di splatter in Anna che disegna cuoricini sul bordo del foglio. Eh. ^_^<br />
Ciao.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Due o tre parole su Harry Potter di arnica</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2011/09/21/due-o-tre-parole-su-harry-potter/#comment-60545</link>
		<dc:creator>arnica</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 11:28:40 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=5797#comment-60545</guid>
		<description>inoltre,io trovo una spiegazione(non giustificazione,stiamo attenti)ai problemi familiari vissuti dalla row quando era piccola. ribadisco,non è una giustificazione,ma implicitamente la tua mente ti porta ad annullare presenze &quot;neutre&quot;. nei suoi personaggi gli adulti o sono particolarmente stronzi e fessi oppure particolarmente buoni e fessi. questo potrebbe essere dovuto al fatto che non ha trovato grande varietà nella sua vita personale.
mi spiego meglio:ogni tanto pure io scrivo storielle,senza alcuna veilletà artistica,giusto per.
avendo avuto un&#039;infanzia veramente brutta,con genitori assenti(ma in senso negativo,non che lavoravano tutto i giorno:proprio assenti)e adulti che potrei tranquillamente sbattere in galera per quel che mi hanno fatto, oppure adulti particolarmente buoni a cui mi sono affezionata(i miei nonni paterni,per dire),i miei personaggi adulti o sono stronzi o sono particolarmente buoni. ma non lo faccio apposta,anzi mi rincresce molto perchè mi piacerebbe dare maggiore varietà,ma quasi sempre i protagonisti sono bambini o bambine e non riesco a staccarmi dalla visione della vita che ho avuto.
a questo punto,se è stato così anche per la row,direi che il problema non è stato tanto il fatto che inconsciamente abbia agito così,quanto piuttosto che nessun&#039;altro glielo abbia fatto notare,o abbia deciso che le stava bene così.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>inoltre,io trovo una spiegazione(non giustificazione,stiamo attenti)ai problemi familiari vissuti dalla row quando era piccola. ribadisco,non è una giustificazione,ma implicitamente la tua mente ti porta ad annullare presenze &#8220;neutre&#8221;. nei suoi personaggi gli adulti o sono particolarmente stronzi e fessi oppure particolarmente buoni e fessi. questo potrebbe essere dovuto al fatto che non ha trovato grande varietà nella sua vita personale.<br />
mi spiego meglio:ogni tanto pure io scrivo storielle,senza alcuna veilletà artistica,giusto per.<br />
avendo avuto un&#8217;infanzia veramente brutta,con genitori assenti(ma in senso negativo,non che lavoravano tutto i giorno:proprio assenti)e adulti che potrei tranquillamente sbattere in galera per quel che mi hanno fatto, oppure adulti particolarmente buoni a cui mi sono affezionata(i miei nonni paterni,per dire),i miei personaggi adulti o sono stronzi o sono particolarmente buoni. ma non lo faccio apposta,anzi mi rincresce molto perchè mi piacerebbe dare maggiore varietà,ma quasi sempre i protagonisti sono bambini o bambine e non riesco a staccarmi dalla visione della vita che ho avuto.<br />
a questo punto,se è stato così anche per la row,direi che il problema non è stato tanto il fatto che inconsciamente abbia agito così,quanto piuttosto che nessun&#8217;altro glielo abbia fatto notare,o abbia deciso che le stava bene così.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Due o tre parole su Harry Potter di arnica</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2011/09/21/due-o-tre-parole-su-harry-potter/#comment-60544</link>
		<dc:creator>arnica</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 11:21:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=5797#comment-60544</guid>
		<description>ma state ancora qui a commentare?cavolo non entro per un po&#039; e mi perdo tutti questi bei ragionamenti!;)


il mio unico suggerimento può essere che,vista la CORPOSA eredità da parte del padre, anche lui fosse senza genitori.
quindi nonni paterni eliminati..
anche se sicuramente sarebbe stato carino dirci qualcosa a riguardo.
per i genitori di hermione,non si vedono per il semplice fatto che nella sua vita li vede durante le vacanze natalizie ed estive(quando non sta alla tana,of course),quindi è normale che non compaiano,visto che in quel periodo si segue quel che fa harry,che poveretto rimane ad hogwarts,sta ingabbiato dai dursley oppure alla tana. però ogni tanto hermione ne parla: sono dentisti, non vogliono che si utilizzi la magia più di tanto(vedasi capitolo denti del..4?sì mi pare fosse il 4),e poi fa loro scordare di avere una figlia quando parte alla ricerca con gli altri due. francamente a me dei genitori di hermione interessa relativamente poco,ergo non la ritengo una grande perdita non averli visti di più.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ma state ancora qui a commentare?cavolo non entro per un po&#8217; e mi perdo tutti questi bei ragionamenti!;)</p>
<p>il mio unico suggerimento può essere che,vista la CORPOSA eredità da parte del padre, anche lui fosse senza genitori.<br />
quindi nonni paterni eliminati..<br />
anche se sicuramente sarebbe stato carino dirci qualcosa a riguardo.<br />
per i genitori di hermione,non si vedono per il semplice fatto che nella sua vita li vede durante le vacanze natalizie ed estive(quando non sta alla tana,of course),quindi è normale che non compaiano,visto che in quel periodo si segue quel che fa harry,che poveretto rimane ad hogwarts,sta ingabbiato dai dursley oppure alla tana. però ogni tanto hermione ne parla: sono dentisti, non vogliono che si utilizzi la magia più di tanto(vedasi capitolo denti del..4?sì mi pare fosse il 4),e poi fa loro scordare di avere una figlia quando parte alla ricerca con gli altri due. francamente a me dei genitori di hermione interessa relativamente poco,ergo non la ritengo una grande perdita non averli visti di più.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Manuali 3 – Mostrare di Dan</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2010/11/18/manuali-3-mostrare/#comment-60543</link>
		<dc:creator>Dan</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 10:58:15 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=4985#comment-60543</guid>
		<description>Qualche tempo fa, Anna ha avuto un incidente e si è fatta male.

con:

    Ieri Anna è scivolata. Le ruote del tram le hanno tranciato le dita delle mani.

In pratica: lo splatter è sempre da preferirsi... Ma chi è il malato di mente che ad un&#039;amica, una fidanzata o una parente direbbe: &#039;Sai, ieri un camion ha tranciato le gambe di Anna&#039;...? E chi te lo dice che la sensibilità d&#039;un lettore non debba MAI essere calcolata...?
Ancora una volta t&#039;invito SEMPRE ad indicare il target di riferimento, il genere in questione (a mio avviso non centrerebbe una mazzaferrata col Fantasy; forse Stephen King, si permette certe libertà), il prima e il dopo rispetto alla frase, che se è giusta è anche obbligata.

Anna cominciò a studiare.

Sostituirlo con altre cose... ma se &#039;Anna consulta il diario per sapere quali capitoli leggere&#039;, Anna di fatto non sta cominciando a studiare: si sta preparando per lo studio, e tu che ci capisci più di me e tutti noi messi insieme, dovresti sapere che la cosa narrativamente parlando è moooolto diversa... Stai dando un&#039;altra informazione, un&#039;informazione molto precisa. Le informazioni precise non sono gratuite: debbono avere SEMPRE una motivazione di fondo, e se non la si trova, diventano come i suppellettili e i souvenir d&#039;un&#039;arredamento caotico.
Di fatto, non esprimo il concetto voluto, e possono addirittura risultare fuorvianti, né più e né meno che come i pensieri irrisolti della nostra mente (azioni programmate e non fatte, lasciate a metà, incompiute, ecc.)...

Se &#039;Anna sottolinea i paragrafi del libro al capitolo giusto&#039;, non voglio dire che Anna comincia a studiare, ma che Anna è meticolosa, forse di suo.
Se &#039;Anna scarabocchia cuoricini lungo il bordo della pagina&#039;, non voglio dire che Anna comincia a studiare, ma che Anna è, molto probabilmente, inguaribilmente innamorata... Concetto importantissimissimo, perché può deragliare un&#039;intera storia (e comunque è diverso avere o non avere un personaggio innamorato).

In pratica: nessuna frase può rendere meglio il concetto che Anna cominciò a studiare della frase &#039;Anna cominciò a studiare&#039;. Un libro vive anche dell&#039;esperienza del lettore: dacché immagino che non sia un burundi, che leggerà il mio scritto, può darsi che io scrittore faccia appello alle consuetudini che solitamente hanno portato ciascuno di noi a compiere quelle azioni vitali per iniziare lo studio...
E dacché si suppone essere prosa, e non poesia, ciò che vuoi rendere meglio, lo puoi dire tranquillamente in seconda istanza, nessuno te lo vieta...
Ma andare sempre in fondo, avere sempre una lente d&#039;ingrandimento, può essere un rischio. E&#039; come se un fotografo pretendesse che la sua macchina fotografica cominciasse a mettere a fuoco TUTTO, a prescindere: ne deriva che tutto è soggetto e nulla è sfondo.
Si faceva nel fumetto Pulp anni &#039;80, come Ranxerox; oggi è un effetto un po&#039; patetico, troppo carnale e viscerale... che a mio avviso ha a che vedere col Fantasy tanto quanto una pila di fagioli o un mazzo d&#039;asparagi. Ha molto più a che vedere con l&#039;Horror -e, dati gl&#039;esempi, non ne sei troppo distante- ma tu invece pretendi che sia lo standard del Fantasy e addirittura della narrativa in generale...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche tempo fa, Anna ha avuto un incidente e si è fatta male.</p>
<p>con:</p>
<p>    Ieri Anna è scivolata. Le ruote del tram le hanno tranciato le dita delle mani.</p>
<p>In pratica: lo splatter è sempre da preferirsi&#8230; Ma chi è il malato di mente che ad un&#8217;amica, una fidanzata o una parente direbbe: &#8216;Sai, ieri un camion ha tranciato le gambe di Anna&#8217;&#8230;? E chi te lo dice che la sensibilità d&#8217;un lettore non debba MAI essere calcolata&#8230;?<br />
Ancora una volta t&#8217;invito SEMPRE ad indicare il target di riferimento, il genere in questione (a mio avviso non centrerebbe una mazzaferrata col Fantasy; forse Stephen King, si permette certe libertà), il prima e il dopo rispetto alla frase, che se è giusta è anche obbligata.</p>
<p>Anna cominciò a studiare.</p>
<p>Sostituirlo con altre cose&#8230; ma se &#8216;Anna consulta il diario per sapere quali capitoli leggere&#8217;, Anna di fatto non sta cominciando a studiare: si sta preparando per lo studio, e tu che ci capisci più di me e tutti noi messi insieme, dovresti sapere che la cosa narrativamente parlando è moooolto diversa&#8230; Stai dando un&#8217;altra informazione, un&#8217;informazione molto precisa. Le informazioni precise non sono gratuite: debbono avere SEMPRE una motivazione di fondo, e se non la si trova, diventano come i suppellettili e i souvenir d&#8217;un&#8217;arredamento caotico.<br />
Di fatto, non esprimo il concetto voluto, e possono addirittura risultare fuorvianti, né più e né meno che come i pensieri irrisolti della nostra mente (azioni programmate e non fatte, lasciate a metà, incompiute, ecc.)&#8230;</p>
<p>Se &#8216;Anna sottolinea i paragrafi del libro al capitolo giusto&#8217;, non voglio dire che Anna comincia a studiare, ma che Anna è meticolosa, forse di suo.<br />
Se &#8216;Anna scarabocchia cuoricini lungo il bordo della pagina&#8217;, non voglio dire che Anna comincia a studiare, ma che Anna è, molto probabilmente, inguaribilmente innamorata&#8230; Concetto importantissimissimo, perché può deragliare un&#8217;intera storia (e comunque è diverso avere o non avere un personaggio innamorato).</p>
<p>In pratica: nessuna frase può rendere meglio il concetto che Anna cominciò a studiare della frase &#8216;Anna cominciò a studiare&#8217;. Un libro vive anche dell&#8217;esperienza del lettore: dacché immagino che non sia un burundi, che leggerà il mio scritto, può darsi che io scrittore faccia appello alle consuetudini che solitamente hanno portato ciascuno di noi a compiere quelle azioni vitali per iniziare lo studio&#8230;<br />
E dacché si suppone essere prosa, e non poesia, ciò che vuoi rendere meglio, lo puoi dire tranquillamente in seconda istanza, nessuno te lo vieta&#8230;<br />
Ma andare sempre in fondo, avere sempre una lente d&#8217;ingrandimento, può essere un rischio. E&#8217; come se un fotografo pretendesse che la sua macchina fotografica cominciasse a mettere a fuoco TUTTO, a prescindere: ne deriva che tutto è soggetto e nulla è sfondo.<br />
Si faceva nel fumetto Pulp anni &#8217;80, come Ranxerox; oggi è un effetto un po&#8217; patetico, troppo carnale e viscerale&#8230; che a mio avviso ha a che vedere col Fantasy tanto quanto una pila di fagioli o un mazzo d&#8217;asparagi. Ha molto più a che vedere con l&#8217;Horror -e, dati gl&#8217;esempi, non ne sei troppo distante- ma tu invece pretendi che sia lo standard del Fantasy e addirittura della narrativa in generale&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Due o tre parole su Harry Potter di Zave</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2011/09/21/due-o-tre-parole-su-harry-potter/#comment-60534</link>
		<dc:creator>Zave</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 20:26:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=5797#comment-60534</guid>
		<description>ho come l&#039;impressione che stiamo dicendo la stessa cosa senza intenderci:
la rowling voleva che harry fosse solo al mondo e venisse cresciuto dagli zii cattivi che odiavano la magia? non contesto questa sua scelta.
solo che avrebbe dovuto fornire una spiegazione per questo.
poteva liquidare la cosa in poche parole, ma l&#039;ha proprio ignorata.
il fatto che harry non si chieda mai &quot;ma i miei genitori erano giovani quando, non dovrei avere dei nonni ancora in vita?&quot; è strano.
ok, magari harry si è posto questa domanda durante la sua infanzia ovvero al di fuori dell&#039;arco di tempo coperto dai libri, ma dopo aver saputo la verità sui suoi genitori non poteva fare a meno di chiedersi &quot;ma quindi i genitori di mio padre? cosa ne è stato di loro, sono morti durante la guerra?&quot;
invece niente: nessuno si pone la questione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ho come l&#8217;impressione che stiamo dicendo la stessa cosa senza intenderci:<br />
la rowling voleva che harry fosse solo al mondo e venisse cresciuto dagli zii cattivi che odiavano la magia? non contesto questa sua scelta.<br />
solo che avrebbe dovuto fornire una spiegazione per questo.<br />
poteva liquidare la cosa in poche parole, ma l&#8217;ha proprio ignorata.<br />
il fatto che harry non si chieda mai &#8220;ma i miei genitori erano giovani quando, non dovrei avere dei nonni ancora in vita?&#8221; è strano.<br />
ok, magari harry si è posto questa domanda durante la sua infanzia ovvero al di fuori dell&#8217;arco di tempo coperto dai libri, ma dopo aver saputo la verità sui suoi genitori non poteva fare a meno di chiedersi &#8220;ma quindi i genitori di mio padre? cosa ne è stato di loro, sono morti durante la guerra?&#8221;<br />
invece niente: nessuno si pone la questione.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Due o tre parole su Harry Potter di Chris_Eris</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2011/09/21/due-o-tre-parole-su-harry-potter/#comment-60533</link>
		<dc:creator>Chris_Eris</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 16:07:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fantasy.gamberi.org/?p=5797#comment-60533</guid>
		<description>&lt;b&gt;@ Zave&lt;/b&gt; avrebbe avuto di sicuro poco senso introdurre dei personaggi ininfluenti nella trama. Il problema è che eventuali nonni e zii non sarebbero stati affatto ininfluenti! Harry avrebbe dato carte false per passare le vacanze con loro piuttosto che coi Dursley, e momenti cruciali che si svolgono mentre Harry passa il Natale a scuola non ci sarebbero stati, oppure avrebbero tolto Harry da Howgarts rendendosi conto che non era normale per un ragazzo rischiarci la vita una o due volte ogni anno scolastico.
Per difendere la Rowling, non è raro che nella narrativa avente per protagonisti bambini e ragazzini ci siano parenti assenti, o perfettamente all&#039;oscuro di ciò che combina il figlio. Se guardi i romanzi di Gamberetta, Chiara ed SQM, le madri delle protagoniste sono del secondo tipo, che accusano la figlia di drogarsi quando semplicemente è di ritorno da una battaglia con mostri interdimensionali. E quasi mai si va oltre la famiglia nucleare. I personaggi non protagonisti sono spesso figli unici e spesso i loro genitori non compaiono mai (vedi Hermione).
Riassumendo, Harry Potter è stata una saga lunga, partita come racconti per ragazzi per poi cercare di evolvere in libri per adulti (anche perché nel tempo in cui sono stati pubblicati tutti e sette i libri i fan erano passati dalla quinta elementare alla laurea) con tutti i difetti che un progetto tanto lungo e con tanti cambiamenti comporta: perosnaggi che non escono dalla loro dimensione fiabesca, narratore che continua a fare affidamente sugli &quot;atti di fede&quot; di un piccolo lettore per non dover rendere le trame e i personaggi plausibili.
Nessuno saprà mai cosa avrebbe fatto la Rowling se non avesse avuto il fiato dell&#039;editor sul collo.
&lt;b&gt;Ah firmo il 500mo commento, che onore!&lt;/b&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><b>@ Zave</b> avrebbe avuto di sicuro poco senso introdurre dei personaggi ininfluenti nella trama. Il problema è che eventuali nonni e zii non sarebbero stati affatto ininfluenti! Harry avrebbe dato carte false per passare le vacanze con loro piuttosto che coi Dursley, e momenti cruciali che si svolgono mentre Harry passa il Natale a scuola non ci sarebbero stati, oppure avrebbero tolto Harry da Howgarts rendendosi conto che non era normale per un ragazzo rischiarci la vita una o due volte ogni anno scolastico.<br />
Per difendere la Rowling, non è raro che nella narrativa avente per protagonisti bambini e ragazzini ci siano parenti assenti, o perfettamente all&#8217;oscuro di ciò che combina il figlio. Se guardi i romanzi di Gamberetta, Chiara ed SQM, le madri delle protagoniste sono del secondo tipo, che accusano la figlia di drogarsi quando semplicemente è di ritorno da una battaglia con mostri interdimensionali. E quasi mai si va oltre la famiglia nucleare. I personaggi non protagonisti sono spesso figli unici e spesso i loro genitori non compaiono mai (vedi Hermione).<br />
Riassumendo, Harry Potter è stata una saga lunga, partita come racconti per ragazzi per poi cercare di evolvere in libri per adulti (anche perché nel tempo in cui sono stati pubblicati tutti e sette i libri i fan erano passati dalla quinta elementare alla laurea) con tutti i difetti che un progetto tanto lungo e con tanti cambiamenti comporta: perosnaggi che non escono dalla loro dimensione fiabesca, narratore che continua a fare affidamente sugli &#8220;atti di fede&#8221; di un piccolo lettore per non dover rendere le trame e i personaggi plausibili.<br />
Nessuno saprà mai cosa avrebbe fatto la Rowling se non avesse avuto il fiato dell&#8217;editor sul collo.<br />
<b>Ah firmo il 500mo commento, che onore!</b></p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
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