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	<title>Gamberi Fantasy</title>
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	<description>«Vi farò Pescatori di Gamberi»</description>
	<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 18:20:00 +0000</pubDate>
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	<language>en</language>
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		<title>Recensioni :: Romanzo :: Fuoco nella Polvere</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/10/07/recensioni-romanzo-fuoco-nella-polvere/</link>
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		<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 18:18:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gamberetta</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Fantasy]]></category>

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		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

		<category><![CDATA[Straniero]]></category>

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		<description><![CDATA[



Titolo originale: Zeppelins West
Titolo italiano: Fuoco nella Polvere
Autore: Joe R. Lansdale
Anno: 2001
Nazione: USA
Lingua: Inglese
Traduzione in lingua italiana: Maurizio Nati
Editore: Fanucci (2008)
Genere: Science-Fantasy, Steampunk, Western, Surreale
Pagine: 208


Dopo un &#8220;incidente domestico&#8221;, Buffalo Bill si ritrova con la testa staccata dal corpo. Per fortuna i suoi amici riescono a salvargli la vita, riponendo la testa mozzata dentro un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left">
<table border="0" align="center" cellPadding="5" cellSpacing="0">
<tr>
<td bgColor="#fff4f4" vAlign="top"><img align="left" src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/fnp_zep_cover.jpg" alt="Copertina di Fuoco nella Polvere" /></td>
<td bgColor="#fff4f4" vAlign="top">Titolo originale: <strong>Zeppelins West</strong><br />
Titolo italiano: <strong>Fuoco nella Polvere</strong><br />
Autore: <strong>Joe R. Lansdale</strong></p>
<p>Anno: <strong>2001</strong><br />
Nazione: <strong>USA</strong><br />
Lingua: <strong>Inglese</strong><br />
Traduzione in lingua italiana: <strong>Maurizio Nati</strong><br />
Editore: <strong>Fanucci (2008)</strong></p>
<p>Genere: <strong>Science-Fantasy, Steampunk, Western, Surreale</strong><br />
Pagine: <strong>208</strong></td>
</tr>
</table>
<p>Dopo un &#8220;incidente domestico&#8221;, Buffalo Bill si ritrova con la testa staccata dal corpo. Per fortuna i suoi amici riescono a salvargli la vita, riponendo la testa mozzata dentro un vaso riempito di urina di maiale, whiskey e un particolare prodotto chimico chiamato Numero 415. Senza più corpo, Buffalo Bill si affida a un automa a vapore pilotato da un nano. Non ha però rinunciato alla possibilità di riottenere il suo vero corpo e per questo sta conducendo il suo Wild West Show fino in Giappone. Ufficialmente è una missione diplomatica – per addolcire i rapporti fra Giappone e Stati Uniti, dopo che l&#8217;inettitudine del Generale Custer durante la battaglia di Little Big Horn è costata la vita a troppi samurai – ma in realtà Buffalo Bill ha in mente di rapire la creatura del dottor Frankenstein, tenuta prigioniera dallo Shogun. La speranza è che studiando la creatura si possa scoprire un sistema per riattaccargli la testa – e al dottor Victor Frankenstein non si può più chiedere, perché scomparso in circostanze misteriose.</p>
<p align="center"><img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/fnp_brain.jpg" alt="Locandina di The Brain That Wouldn't Die" /><br />
<em>Esiste tutta una tradizione legata a personaggi dei quali sia rimasta viva solo la testa. Per esempio è quello che capita alla fidanzata del protagonista de <a href="http://www.imdb.com/title/tt0052646/">Il Cervello che non Voleva Morire</a>&#8230;</em></p>
<p align="center"><img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/fnp_futurama.jpg" alt="Fotogramma da Futurama" /><br />
<em>Succede molto spesso in <a href="http://www.imdb.com/title/tt0149460/">Futurama</a>&#8230;</em></p>
<p align="center"><img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/fnp_cane.jpg" alt="Cane senza testa" /><br />
<em>Ed è capitato a questo povero cagnolino, vittima della scienza sovietica. Ma di lui e del suo caso riparlerò</em></p>
<p>Il piano non andrà come previsto e il cast del Wild West Show – Buffalo Bill, Toro Seduto, Wild Bill Hickok e Anne &#8220;Miss Tiratrice Provetta&#8221; Oakley – finirà per rimanere immischiato con gli esperimenti del dottor Moreau sulla sua isola, incontrerà l&#8217;Uomo di Latta del Mondo di Oz, il capitano Nemo, anzi Bemo, e Ned la foca. Ned la foca è una foca cui è stato artificialmente ingrandito il cervello; ora è capace di scrivere (tiene un diario) e di leggere, in particolare è appassionata di romanzi d&#8217;appendice.</p>
<p align="center"><strong>* * *</strong>
</p>
<p>La linea che separa la bizzarria dall&#8217;idiozia è molto sottile. Lansdale la varca più di una volta, anche se nel complesso il romanzo si legge volentieri. La trama legata al desiderio di Buffalo Bill di riavere un corpo biologico è molto esile, poco più di una scusa per condurre i personaggi da una (dis)avventura all&#8217;altra. All&#8217;inizio l&#8217;atmosfera è quella di certo western steampunk, si pensi al film <em><a href="http://www.imdb.com/title/tt0120891/">Wild Wild West</a></em> o <em><a href="http://www.imdb.com/title/tt0105932/">The Adventures of Brisco County Jr.</a></em> poi si passa dalle parti di <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_Lega_degli_Straordinari_Gentlemen">The League of Extraordinary Gentlemen</a></em> e infine si finisce nel surreale senza paragoni calzanti.</p>
<p align="center"><img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/fnp_west.jpg" alt="Locandina di Wild Wild West" /><br />
<em>Locandina di Wild Wild West</em></p>
<p>C&#8217;è molto gusto dello strano per il gusto dello strano; è anche una sorta di regola generale che governa le altre: se un fatto è strano, è &#8220;accettato&#8221; nell&#8217;ambito del romanzo, anche se sarebbe oggettivamente incoerente con il resto. A me lo strano piace e dunque ho poco da eccepire, ma chi non apprezza il bizzarro potrebbe storcere il naso.<br />I personaggi sono quasi tutti rozzi e sboccati. I dialoghi sono spesso volgari. Alle volte è divertente – perché non ci si aspetta che certi personaggi, conosciuti nel contesto di altri romanzi o dei libri di storia, parlino come scaricatori di porto – altre volte è un po&#8217; stucchevole. Nondimeno alcuni passaggi sono assolutamente brillanti, come quando l&#8217;Uomo di Latta racconta alla creatura del dottor Frankenstein qual è stato il vero destino di Dorothy nel Mondo di Oz.<br />
L&#8217;Uomo di Latta e la creatura del dottor Frankenstein sono anche protagonisti di&#8230; <a href="javascript:void(null);" onclick="s_toggleDisplay(document.getElementById('SID2071398941'), this, 'mostra un piccolo spoiler &#9660;', 'nascondi un piccolo spoiler &#9650;');">mostra un piccolo spoiler &#9660;</a></p>
<div id='SID2071398941' style='display:none;'>
una storia d&#8217;amore omosessuale che credo abbia pochi eguali.
</div>
<p></p>
<p>Lo stile di Lansdale è scorrevole, direi fin troppo. C&#8217;è una certa fretta in diversi punti, e il ritmo indiavolato alcune volte scade nella confusione.<br />
Il Narratore di Lansdale lo definirei sornione: non entra quasi mai direttamente nella storia, ma il tono vagamente ironico con cui la racconta lo fa immaginare in disparte a sorridere sotto i baffi. Lansdale è consapevole che non sta scrivendo un&#8217;opera piena di Contenuti Importanti™ e Profonde Considerazioni™ e non si prende troppo sul serio: meno male! Almeno ci si diverte, il che non è poco.
</p>
<p>Il titolo originale di <strong><em>Fuoco nella Polvere</em></strong> è <strong><em>Zeppelins West</em></strong>, è stato scritto da Lansdale nel 2001, ma da noi è arrivato solo quest&#8217;anno. Nel 2006 è apparso un seguito, intitolato <em>Flaming London</em>, nel quale i sopravvissuti di <strong><em>Zeppelins West</em></strong> devono vedersela con i Marziani invasori de <em>La Guerra dei Mondi</em> di H.G. Wells. Un terzo romanzo nella serie, intitolato <em>The Sky Done Ripped</em>, dovrebbe uscire a breve in America.</p>
<p align="center"><img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/fnp_london.jpg" alt="Copertina di Flaming London" /><br />
<em>Copertina di Flaming London</em></p>
<p><strong><em>Fuoco nella Polvere</em></strong> è disponibile via emule:<br /><strong>eBook.ITA.3402.Joe.R.Lansdale.<br />Fuoco.Nella.Polvere.(doc.lit.pdf.rtf).[Hyps].rar</strong> (1.835.359 bytes)</p>
<p>Il consiglio, come sempre, è di scaricarlo e di comprarlo solo se è piaciuto. È un romanzo eccentrico, facilmente può sembrare solo una gran stupidata, è inutile buttare i soldi. Se viceversa lo si apprezza, non ci vuole molto a ordinarlo via <a href="http://www.ibs.it/code/9788834713747/lansdale-joe-r/fuoco-nella-polvere.html">iBS.it</a> o sito simile, magari facendo un regalo a qualcuno – dato che noi l&#8217;abbiamo già letto – così si premia l&#8217;autore e si fa leggere un bel romanzo a un&#8217;altra persona.
</p>
<p align="center"><strong>* * *</strong>
</p>
<p>Questa è la prima pagina del romanzo:</p>
<table style="width: 100%; font-family: Times New Roman, Times, serif; font-size: 14pt;" cellspacing="1" border="1" cellpadding="15">
<tr>
<td bgColor="#fff4f4">
<p style="text-align: justify">Visti dal basso sembravano dodici sigari dai colori sgargianti. Come se Dio li avesse inavvertitamente lasciati cadere dalla sua scatola a prova di umidità. Ma a cadere non ci pensavano proprio. Galleggiavano aggrappati al cielo e ogni tanto, come fumati da labbra invisibili, emettevano vapore.</p>
<p style="text-align: justify; text-indent:16.0pt;">Se si ascoltava attentamente, e se non erano troppo in alto, si poteva udire il ronzio dei motori, e se era pieno pomeriggio e il tempo era buono si poteva sentire anche l&#8217;orchestrina di John Philip Sousa che si esibiva sul ponte di passeggiata, impegnata a soffiare e picchiare sugli strumenti come se dovesse abbattere il cielo o evocare il diavolo.</p>
<p style="text-align: justify; text-indent:16.0pt;">Dentro la cabina principale dello Zeppelin di testa, chiamato <i>Vecchia Tinta</i> per via della tela chiazzata, Buffalo Bill Cody, o ciò che rimaneva di lui, se ne stava nel suo vaso pieno di liquido, con i lunghi capelli grigi che gli galleggiavano sopra la testa. Aspettava che venisse Buntline a girare la manovella per dargli il cicchetto. Ne aveva proprio bisogno. Gli sembrava di avere la testa imbottita di ovatta.</p>
<p style="text-align: justify; text-indent:16.0pt;">Buntline era ubriaco: era svenuto accanto al tavolo, lo stesso su cui era appoggiata la testa di Cody dentro il grosso vaso con il marchio MASON che gli campeggiava sul vetro proprio dietro. Era grato a Morse per aver fatto in modo che quel nome figurasse alle sue spalle; l&#8217;idea di dover guardare il mondo attraverso la parola MASON per il resto della sua vita era deprimente.</p>
<p style="text-align: justify; text-indent:16.0pt;">Cody immaginava di dover essere grato al dottor Morse e al professor Maxxon per averlo sistemato lì, ma c&#8217;erano delle volte in cui si sentiva come consegnato al purgatorio o, forse peggio, a un inferno vivente.</p>
<p style="text-align: justify; text-indent:16.0pt;">Il liquido dentro il vaso, quello che il professor Maxxon chiama urina attivata - in effetti conteneva per un quarto urina di maiale, e per il resto whisky a cento gradi e un prodotto chimico ambrato chiamato Numero 415 - gli teneva in vita la testa, ma non poteva impedire al cervello di sentirsi ottuso, addirittura assonnato. Per pensare bene, per avere il succo che gli serviva&#8230; be&#8217;, c&#8217;era bisogno che Buntline girasse quella fottuta manovella.</p>
<p style="text-align: justify; text-indent:16.0pt;">Dalle finestre con gli avvolgibili a stecche, Cody poteva vedere che era mattino inoltrato e il sole stava già scaldando il suo vaso. Aveva la terribile sensazione che potesse scaldarlo a tal punto da far bollire il liquido e cuocergli la testa. Si domandò come se la cavasse il resto di lui nel laboratorio di Morse nel Colorado. Erano in grado di conservare il corpo, certo, e di far battere il cuore, e naturalmente stavano tenendo in vita il suo cervello, ma che importanza poteva mai avere? Testa e corpo si sarebbero mai riattaccati?</p>
<p style="text-align: justify; text-indent:16.0pt;">Un pensiero troppo impegnativo.</p>
<p style="text-align: justify; text-indent:16.0pt;">Il boccaglio del corno di ottone era fissato proprio sotto la sua mandibola; quando lo afferrava e parlava, la sua voce per via del liquido usciva gorgogliante, però poteva farsi sentire grazie al congegno di Morse assicurato proprio al centro della gola. «Buntline» gridò. «Pezzo d&#8217;idiota, svegliati.»</p>
</td>
</tr>
</table>
<p>Al di là del gusto personale, un altro ottimo esempio di come iniziare una storia. La testa di Buffalo Bill in un vaso dentro la cabina di uno Zeppelin in compagnia di un assistente ubriaco: subito vien voglia di saperne di più. Fin da pagina uno si è &#8220;presi&#8221; dalla vicenda, catapultati nel bel mezzo delle bislaccherie, senza perdite di tempo, senza spreco di parole. E non ci sono Elfi! Dannati Elfi!
</p>
<p align="center"><strong>* * *</strong>
</p>
<p>Per potersi gustare al meglio <strong><em>Fuoco nella Polvere</em></strong>, è necessaria una minima conoscenza dei classici della narrativa fantastica. Le opere più in evidenza nel romanzo di Lansdale sono:<br /><img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/dcag_book.png" alt="Icona di un libro" align="bottom" />&nbsp;<em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ventimila_leghe_sotto_i_mari">Ventimila Leghe sotto i Mari</a></em> di Giulio Verne.<br /><img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/dcag_book.png" alt="Icona di un libro" align="bottom" />&nbsp;<em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/L%27isola_del_dottor_Moreau">L&#8217;Isola del Dottor Moreau</a></em> di H.G. Wells.<br /><img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/dcag_book.png" alt="Icona di un libro" align="bottom" />&nbsp;<em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Frankenstein">Frankenstein, o il Prometeo Moderno</a></em> di Mary Shelley.<br /><img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/dcag_book.png" alt="Icona di un libro" align="bottom" />&nbsp;<em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dracula">Dracula</a></em> di Bram Stoker.<br /><img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/dcag_book.png" alt="Icona di un libro" align="bottom" />&nbsp;<em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_meraviglioso_mago_di_Oz">Il Meraviglioso Mago di Oz</a></em> di L. Frank Baum.</p>
<hr />
<p align="left"><strong>Approfondimenti:</strong></p>
<p align="left"><img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/gamberi_it.png" alt="bandiera IT" align="bottom" />&nbsp;<a href="http://www.ibs.it/code/9788834713747/lansdale-joe-r/fuoco-nella-polvere.html"><em>Fuoco nella Polvere</em> su iBS.it</a><br />
<img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/gamberi_en.png" alt="bandiera EN" align="bottom" />&nbsp;<a href="http://www.amazon.com/Zeppelins-West-Joe-R-Lansdale/dp/193108100X/"><em>Zeppelins West</em> su Amazon.com</a><br />
<img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/gamberi_en.png" alt="bandiera EN" align="bottom" />&nbsp;<a href="http://www.amazon.com/Flaming-London-Joe-R-Lansdale/dp/1596060255/"><em>Flaming London</em> su Amazon.com</a><br />
<img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/gamberi_en.png" alt="bandiera EN" align="bottom" />&nbsp;<a href="http://www.joerlansdale.com/">Il sito ufficiale di Joe R. Lansdale</a><br />
<img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/gamberi_it.png" alt="bandiera IT" align="bottom" />&nbsp;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Joe_R._Lansdale">Joe R. Lansdale su Wikipedia</a></p>
<p><img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/gamberi_it.png" alt="bandiera IT" align="bottom" />&nbsp;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Buffalo_Bill">Buffalo Bill su Wikipedia</a><br />
<img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/gamberi_it.png" alt="bandiera IT" align="bottom" />&nbsp;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Toro_Seduto">Toro Seduto su Wikipedia</a><br />
<img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/gamberi_en.png" alt="bandiera EN" align="bottom" />&nbsp;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Annie_Oakley">Anne &#8216;Little Sure Shot&#8217; Oakley su Wikipedia</a><br />
<img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/gamberi_en.png" alt="bandiera EN" align="bottom" />&nbsp;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Wild_Bill_Hickok">Wild Bill Hickok su Wikipedia</a>
</p>
<p align="left">&nbsp;</p>
<p align="left"><strong>Giudizio:</strong></p>
<table border="0">
<tbody>
<tr>
<td bgcolor="#fff4f4">Strano come pochi&#8230; <strong>+1</strong></td>
<td bgcolor="#d9d1d9"><strong>-1</strong> &#8230;purtroppo a scapito della trama, molto esile.</td>
</tr>
<tr>
<td bgcolor="#fff4f4">Stile scorrevole e veloce&#8230; <strong>+1</strong></td>
<td bgcolor="#d9d1d9"><strong>-1</strong> &#8230;alle volte fin troppo.</td>
</tr>
<tr>
<td bgcolor="#fff4f4">Umorismo a tratti brillante&#8230; <strong>+1</strong></td>
<td bgcolor="#d9d1d9"><strong>-1</strong> &#8230;ma in altre occasioni solo volgare.</td>
</tr>
<tr>
<td bgcolor="#fff4f4">L’Uomo di Latta &#038; la creatura del dottor Frankenstein <strong>+1</strong></td>
<td></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><a href="http://fantasy.gamberi.org/recensioni-e-voti/" title="Un Gambero Fresco: clicca per maggiori informazioni sui voti"><img src="http://fantasy.gamberi.org/gamberi/GB1.gif" alt="Un Gambero Fresco: clicca per maggiori informazioni sui voti" /></a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>La Leggenda dei Cinque Ardenti</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/09/24/la-leggenda-dei-cinque-ardenti/</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Sep 2008 10:10:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gamberetta</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo FantasyMagazine tale &#8220;Shanna O&#8217;Manley&#8221;, autrice de La Leggenda dei Cinque Ardenti, sarebbe in realtà una scrittrice italiana. Sarà vero? Mentre si dipana il mistero, si può cominciare a leggere il romanzo, ovviamente scaricandolo da emule.

eBook.ITA.2733.Shanna.O&#8217;Manley.La.Leggenda.Dei.Cinque.Ardenti.(doc.lit.pdf.rtf).[Hyps].rar (3.782.104 bytes)

Copertina de La Leggenda dei Cinque Ardenti
La trama, come riportata da iBS.it:
Sono trascorsi duecentoventidue anni dalla nascita di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo <a href="http://www.fantasymagazine.it/notizie/9362">FantasyMagazine</a> tale &#8220;Shanna O&#8217;Manley&#8221;, autrice de <strong><em>La Leggenda dei Cinque Ardenti</em></strong>, sarebbe in realtà una scrittrice italiana. Sarà vero? Mentre si dipana il mistero, si può cominciare a leggere il romanzo, ovviamente scaricandolo da emule.
</p>
<p><strong>eBook.ITA.2733.Shanna.O&#8217;Manley.<br />La.Leggenda.Dei.Cinque.Ardenti.(doc.lit.pdf.rtf).[Hyps].rar</strong> (3.782.104 bytes)</p>
<p align="center"><img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/sss_ardenti.jpg" alt="La Leggenda dei Cinque Ardenti" /><br />
<em>Copertina de La Leggenda dei Cinque Ardenti</em></p>
<p>La trama, come riportata da <a href="http://www.ibs.it/code/9788834420003/omanley-shanna/leggenda-dei-cinque">iBS.it</a>:<br />
<blockquote>Sono trascorsi duecentoventidue anni dalla nascita di Elsinor, elfa di Boscargento: ora, finalmente, il dono di Pirus sarà suo. Ma che cosa aveva previsto il vecchio saggio tanti anni prima? Già intuiva che il ghiaccio e il fuoco si sarebbero mossi nello stesso momento per impadronirsi del Regno? &#8220;Questo è il tempo in cui le profezie si avverano e il mito torna a camminare sulla terra&#8221;, proclama Eldaren il ghidra. Quando dal profondo nord discende un gelo innaturale e dal deserto avanza un popolo antico a reclamare la terra che gli fu tolta, agli abitanti del Regno, presi tra i Gelidi e i Tarraska, non resta che tentare un arcana e pericolosa evocazione: cinque eroi saranno chiamati a trasformare se stessi per virtù d&#8217;una Pietra che conferirà loro un potere ancora più grande e terribile al prezzo di&#8230;</p></blockquote>
<p>Elfi! <em>Elfi di Boscargento!</em> Dannati Elfi! Io credo lascerò perdere&#8230;</p>
 <img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/plugins/feed-statistics.php?view=1&post_id=1056" width="1" height="1" style="display: none;" />]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Nuove Segnalazioni</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/09/20/nuove-segnalazioni/</link>
		<comments>http://fantasy.gamberi.org/2008/09/20/nuove-segnalazioni/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 20 Sep 2008 18:18:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gamberetta</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>

		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Ogni tanto ho scritto degli articoli di segnalazioni, indicando film, libri e quant&#8217;altro d&#8217;interessante uscito in Rete. Il formato finora adottato è però troppo farraginoso. Perciò ho deciso di cambiare la politica delle segnalazioni, passando a singoli articoli brevissimi, in stile microblog (tipo tumblr.)

Oltre a segnalare le release di film, libri e videogiochi, userò le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni tanto ho scritto degli articoli di segnalazioni, indicando film, libri e quant&#8217;altro d&#8217;interessante uscito in Rete. Il formato finora adottato è però troppo farraginoso. Perciò ho deciso di cambiare la politica delle segnalazioni, passando a singoli articoli brevissimi, in stile <em>microblog</em> (tipo <a href="http://www.tumblr.com">tumblr.</a>)
</p>
<p>Oltre a segnalare le <em>release</em> di film, libri e videogiochi, userò le segnalazioni per recensire in poche parole quei romanzi che non si meritano lunghi articoli. Spero così anche di rendere più maneggiabili i commenti, perché sarà più facile creare argomenti di discussione ad hoc senza intasare di <em>Off Topic</em> le recensioni già presenti.<br />Le nuove segnalazioni <strong>non</strong> appariranno nella home page del blog. Chi le vorrà leggere potrà seguire il link appena aggiunto nel riquadro &#8220;Pagine Utili&#8221;, oppure cliccare sulla categoria &#8220;Segnalazioni&#8221; del riquadro &#8220;Categorie Ittiche&#8221; o infine fare riferimento al riquadro &#8220;Ultime Segnalazioni&#8221;.</p>
<p align="center"><img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/sss_dove.png" alt="Segnalazioni" /><br />
<em>Come raggiungere le Segnalazioni</em></p>
<p>Per quando riguarda i <em>feed</em> RSS, il <em>feed</em> predefinito conterrà sia articoli sia segnalazioni, per chi vuole i due separati, ho creato altrettanti <em>feed</em>, si veda il riquadro &#8220;Arrrr, Cose Tenniche&#8221; in basso a destra. Nessuno cambiamento invece nella gestione dei commenti, che procederà come sempre.</p>
<p align="center"><img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/sss_feed.png" alt="Nuovi feed" /><br />
<em>I nuovi feed per ricevere solo gli Articoli o solo le Segnalazioni</em></p>
<p>Cosa ne pensate? No, non rispondete, perché è un&#8217;idea venuta a <strong>me</strong>, perciò è bella per forza!  <img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/plugins/more-smilies/gamberomix/chikas_pink28.gif" alt="chikas_pink28.gif" class="wp-smiley" /> </p>
<hr />
<p align="left"><strong>Approfondimenti:</strong></p>
<p align="left"><img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/gamberi_en.png" alt="bandiera EN" align="bottom" />&nbsp;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Microblog">Micro-blogging su Wikipedia</a><br />
<img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/gamberi_it.png" alt="bandiera IT" align="bottom" />&nbsp;<a href="http://fantasy.gamberi.org/category/insalata/segnalazioni/">Archivio delle Segnalazioni</a>
</p>
<p align="left">&nbsp;</p>
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		<title>Estasia 2</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/09/20/estasia-2/</link>
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		<pubDate>Sat, 20 Sep 2008 18:14:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gamberetta</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Disponibile via emule il secondo volume di Estasia, Estasia 2: Il Sigillo del Triadema, autore Francesco Falconi. Non essendomi piaciuto il primo Estasia non leggerò il secondo, anche se dalle recensioni pare ci sia stato un miglioramento sia nello stile sia nei contenuti. Come sempre ognuno può verificare in prima persona scaricando il relativo file.

eBook.ITA.3363.Francesco.Falconi.Estasia.2.Il.Sigillo.Del.Triadema.(doc.lit.pdf.rtf).[Hyps].rar [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Disponibile via emule il secondo volume di Estasia, <strong><em>Estasia 2: Il Sigillo del Triadema</em></strong>, autore Francesco Falconi. Non essendomi piaciuto il primo Estasia non leggerò il secondo, anche se dalle recensioni pare ci sia stato un miglioramento sia nello stile sia nei contenuti. Come sempre ognuno può verificare in prima persona scaricando il relativo file.
</p>
<p><strong>eBook.ITA.3363.Francesco.Falconi.<br />Estasia.2.Il.Sigillo.Del.Triadema.(doc.lit.pdf.rtf).[Hyps].rar</strong> (4.147.795 bytes)</p>
<p align="center"><img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/sss_estasia2.jpg" alt="Copertina di Estasia 2" /><br />
<em>Copertina di Estasia 2</em></p>
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		<title>Il Segreto dell’Alchimista</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Sep 2008 18:11:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gamberetta</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Avevo recensito il romanzo d&#8217;esordio di Antonia Romagnoli qui. Non mi era piaciuto molto, però quello era un romanzo un po&#8217; particolare, una storia comica che non faceva ridere neanche  per sbaglio. Questo Il Segreto dell&#8217;Alchimista è un fantasy &#8220;serio&#8221;, e può essere che la Romagnoli se la sia cavata meglio. Per scoprirlo si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avevo recensito il romanzo d&#8217;esordio di Antonia Romagnoli <a href="http://fantasy.gamberi.org/2007/09/20/fantasy-demenziale-la-magica-terra-di-slupp-e-blart#slupp">qui</a>. Non mi era piaciuto molto, però quello era un romanzo un po&#8217; particolare, una storia comica che non faceva ridere neanche  per sbaglio. Questo <strong><em>Il Segreto dell&#8217;Alchimista</em></strong> è un fantasy &#8220;serio&#8221;, e può essere che la Romagnoli se la sia cavata meglio. Per scoprirlo si possono spendere 24 euro(!) oppure lanciare emule&#8230;
</p>
<p><strong>eBook.ITA.3353.Antonia.Romagnoli.<br />Il.Segreto.Dell&#8217;Alchimista.(doc.lit.pdf.rtf).[Hyps].rar</strong> (4.327.569 bytes)</p>
<p align="center"><img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/sss_segreto1.jpg" alt="Il Segreto dell'Alchimista (Romagnoli)" /><br />
<em>Copertina de Il Segreto dell&#8217;Alchimista (Antonia Romagnoli)</em></p>
<hr />
<p>È curioso notare che era già uscito qualche anno fa un fantasy italiano intitolato <strong><em>Il Segreto dell&#8217;Alchimista</em></strong>. Uscì per Longanesi nel 2000, autrice Mariangela Cerrino. Non l&#8217;ho letto, però anch&#8217;esso è reperibile via emule.
</p>
<p><strong>eBook.ITA.2765.Mariangela.Cerrino.<br />Il.Segreto.Dell&#8217;Alchimista.(doc.lit.pdf.rtf).[Hyps].rar</strong> (2.121.672 bytes)</p>
<p align="center"><img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/sss_segreto2.jpg" alt="Il Segreto dell'Alchimista (Cerrino)" /><br />
<em>Copertina de Il Segreto dell&#8217;Alchimista (Mariangela Cerrino)</em></p>
 <img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/plugins/feed-statistics.php?view=1&post_id=1021" width="1" height="1" style="display: none;" />]]></content:encoded>
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		<title>Sul Copyright</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/09/16/sul-copyright/</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Sep 2008 17:45:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gamberetta</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Insalata di Mare]]></category>

		<category><![CDATA[Libri]]></category>

		<category><![CDATA[Non Fantasy]]></category>

		<category><![CDATA[Straniero]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa Cory Doctorow ha pubblicato un nuovo libro, Content: Selected Essays on Technology, Creativity, Copyright, and the Future of the Future. Come chiarisce il titolo non è un romanzo, è un raccolta di articoli e brevi saggi scritti da Doctorow negli ultimi anni e già apparsi su riviste online e cartacee. Fosse un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa Cory Doctorow ha pubblicato un nuovo libro, <em>Content: Selected Essays on Technology, Creativity, Copyright, and the Future of the Future</em>. Come chiarisce il titolo non è un romanzo, è un raccolta di articoli e brevi saggi scritti da Doctorow negli ultimi anni e già apparsi su riviste online e cartacee. Fosse un altro parlerei di mezza truffa, visto che si cerca di vendere roba vecchia e in molti casi ancora reperibile in Rete, ma Doctorow, fedele alle sue idee, ha deciso anche questa volta di rendere disponibile per il download il testo completo del libro. Perciò chi vuole può pagare i 15 dollari del prezzo di copertina, e chi non vuole può lo stesso leggerlo.</p>
<p align="center"><img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/suc_content.jpg" alt="Copertina di Content" /><br />
<em>Copertina di Content</em></p>
<p>Gli articoli trattano i temi più svariati, dalle fanfiction, ai MMORPG, alla Singolarità e tanti altri argomenti. La parte del leone è però appannaggio del discorso sul diritto d&#8217;autore e il futuro della scrittura nell&#8217;epoca di Internet. Doctorow ha una posizione radicale in merito, non a caso durante tutta la sua carriera di scrittore ha sempre distribuito i suoi romanzi e racconti con licenza <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Creative_commons">Creative Commons</a>. E bisogna subito notare un particolare importante: Doctorow <em>ha una carriera</em>. Non è facile inventarsi una carriera come scrittore, specie scrittore di fantascienza, Doctorow ci è riuscito e secondo lui uno dei fattori è stato proprio il distribuire liberamente i suoi romanzi.<br />Io non ho (ancora) una carriera come scrittrice di fantascienza, ma sono d&#8217;accordo con Doctorow.<br />
Ho già affrontato la questione in diversi articoli, ma mai in maniera sistematica. Come nel caso della scrittura, con il <a href="http://fantasy.gamberi.org/2008/05/31/riassunto-delle-puntate-precedenti/">Riassunto delle Puntate Precedenti</a>, è giunto il momento di chiarire in maniera inequivocabile quale sia la posizione della Barca dei Gamberi rispetto al diritto d&#8217;autore e problemi affini. E per non suscitare inutili polemiche, puntualizzo subito un fatto incontrovertibile, una verità auto evidente: io ho ragione, chi non è d&#8217;accordo sbaglia!
</p>
<p style="font-size:medium"><strong>Sul Copyright</strong>
</p>
<p>Partiamo dal principio. Il principio è che le opere d&#8217;arte sono utili per la società nel suo complesso. Qui per &#8220;opere d&#8217;arte&#8221; intendo quelle opere che così sono comunemente definite, da Beethoven a Moccia, ovvero non entrerò nella polemica: &#8220;Mozart è arte, Britney Spears è spazzatura!&#8221; Può essere che ascoltare Mozart sia benefico e ascoltare Britney Spears no, può essere che leggere la Troisi sia addirittura dannoso, ma <em>nel complesso</em>, assumerò che leggere, ascoltare musica, andare al cinema o a teatro, e attività simili suscitano emozioni e trasmettono conoscenze che arricchiscono l&#8217;individuo e di conseguenza l&#8217;intera società.<br />Il ruolo positivo dell&#8217;arte lo darò per scontato; non tutti la pensano così, ma discutere questo punto esula dagli scopi del presente articolo. Questo articolo parte dal presupposto che più gli individui fruiscono delle opere d&#8217;arte, meglio è <em>per tutti</em>.</p>
<p>Dunque è necessario produrre e distribuire più arte possibile. Purtroppo la tecnologia attuale non permette di creare arte in maniera industriale. Se la società ha bisogno di sedie, pomodori pelati in scatola o carri armati, non è un problema, materie prime permettendo,  produrre tali beni in quantità. Con l&#8217;arte non funziona così. Creare un&#8217;opera d&#8217;arte richiede l&#8217;intervento specialistico di un essere umano (credo, certi romanzi fantasy me ne fanno dubitare). Ci sono programmi per computer che in automatico scrivono brevi racconti o poesie, ma almeno per ora i risultati non sono all&#8217;altezza. Non è detto che sarà sempre così: a molti piace pensare che solo il sublime intelletto umano possa  partorire le <em>Cronache del Mondo Emerso</em> o <em>Vacanze di Natale</em>, tuttavia non ci sono prove scientifiche a sostegno di questa tesi; è possibile che il segreto di un buon romanzo sia più semplice di quanto non si creda e che perciò non sia lontano il giorno nel quale sarà un software a scrivere in automatico i romanzi di Licia Troisi. Con la differenza che saranno belli! Sfortunatamente quel giorno, purché forse vicino, è ancora di là da venire.</p>
<p align="center"><img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/suc_cosplay.jpg" alt="Licia Troisi &#038; cosplayer" /><br />
<em>Licia Troisi (a sinistra) e fan. Guardando queste immagini (altre <a href="http://www.liciatroisi.it/cosplay.php">qui</a>) non è difficile credere che presto le Intelligenze Artificiali saranno in grado di scrivere romanzi&#8230;</em></p>
<p>Non potendo industrializzare l&#8217;arte, una società deve spronare chi è in grado di produrla a darsi da fare. E qui nasce il diritto d&#8217;autore: la società conferisce dei diritti particolari agli artisti quale incentivo a produrre più arte possibile. Questo è un punto fondamentale. Il copyright <strong><em>non ha basi morali</em></strong>, non sancisce diritti divini, è una sorta di contratto: io società ti sventolo davanti al naso la carota di vivere e diventar ricco scrivendo invece di lavorare in miniera, e tu artista in cambio produci più arte possibile. Ed è anche la ragione per la quale il copyright ha durata limitata: se io, i miei figli, i miei nipoti, i miei amici, il mio editore e tutti i suoi dipendenti potessimo vivere di rendita in eterno sulla base dei diritti delle opere già create, non avrei più nessun incentivo a crearne altre. L&#8217;idea è che quando i diritti su Topolino stanno per scadere, il signor Disney esclami: &#8220;Ostrega! Adesso devo inventarmi un altro personaggio!&#8221;, invece il signor Disney paga più o meno sottobanco i membri del Congresso americano per far allungare la durata del copyright. Ma questa è un&#8217;altra <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Bono_Act">storia</a>.<br />C&#8217;è da notare che la società potrebbe cambiare i termini dell&#8217;accordo con gli artisti andando in altre direzioni: se ogni individuo adulto non produce la sua quota di arte, pubblica fustigazione e galera! Da quanto ne so nessuno ci ha mai provato, nondimeno potrebbe funzionare.<br />Le leggi sul copyright possono essere paragonate a un condono edilizio: si offre un incentivo perché delle persone compiano azioni ritenute utili allo società (mettersi in regola / evitare di continuare a costruire senza permesso), tuttavia nulla vieta che l&#8217;anno dopo invece del condono ci siano ruspe e manette. Siamo su questo piano, parliamo di un incentivo, con lo scopo ultimo di accrescere la quantità di opere d&#8217;arte fruibili dalla società nel suo complesso, tutto qui, <strong>da nessuna parte il copyright sancisce un fantomatico diritto al guadagno degli artisti</strong>, al massimo offre una <strong>possibilità</strong> di guadagno.
</p>
<p>Come accennato, oltre a produrla, l&#8217;arte occorre distribuirla. Prima dell&#8217;invenzione della stampa, distribuire un libro significava innanzi tutto ricopiarlo a mano, lavoro che poteva richiedere anni. È facile intuire come i benefici dell&#8217;arte sulla società siano minimi quando l&#8217;accesso è così limitato.<br />Con il passare dei secoli la tecnologia è via via progredita, rendendo sempre più facile usufruire delle opere d&#8217;arte. Quindi sono arrivati i computer e Internet. Internet è quell&#8217;incredibile Rete con decine di milioni di nodi il cui unico scopo è trasmette informazioni. Grazie a Internet il costo di diffusione dell&#8217;arte si è avvicinato a zero, almeno nei paesi occidentali. Con un normale abbonamento ADSL da 15 euro al mese posso spedire un film su DVD dall&#8217;Italia all&#8217;Australia spendendo pochi centesimi. Una frazione infinitesimale rispetto ai costi del mondo pre Internet. Meraviglioso! Il problema è che questo risultato è ottenibile solo violando il diritto d&#8217;autore. Il punto di forza di Internet è la possibilità per ognuno dei nodi di ricopiare e (ri)trasmettere le informazioni. Ma come recitano le parole scritte in piccolino in ogni libro, DVD, e quant&#8217;altro, la riproduzione dell&#8217;opera in oggetto senza autorizzazione è vietata.<br />Perciò da un lato abbiamo un sistema che permette di abbattere in maniera stratosferica i costi di distribuzione, ma dall&#8217;altro, per raggiungere tale risultato, deve necessariamente violare il copyright<sup><a href="#nota_1">[1]</a></sup>. Qual è la soluzione? Storicamente è stato adattare il copyright alle nuove tecnologie.<br />Doctorow illustra vari casi, per altro piuttosto famosi: per esempio la minaccia delle <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pianola">pianole</a> sulla salute degli Americani.<br />Ai primi del &#8216;900, se si voleva ascoltare della musica, era necessario andare a un concerto o pagare qualcuno perché venisse a suonare a casa nostra. Poi iniziarono a diffondersi le pianole e i pianoforti automatici. Questi apparecchi musicali non avevano bisogno che qualcuno li suonasse, le note venivano lette da rulli di carta perforata. Com&#8217;è facile immaginare, superato l&#8217;investimento iniziale della pianola, era molto più semplice ed economico acquistare i rulli con i vari brani, piuttosto che ogni volta affittare un pianista. Inoltre i produttori di rulli non pagavano un centesimo di diritti a nessuno: prendevano gli spartiti, li convertivano in rulli e i compositori potevano pure morire di fame!</p>
<p align="center"><img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/suc_rullo.jpg" alt="Piano roll" /><br />
<em>Un &#8220;rullo&#8221; (piano roll) sbobinato</em></p>
<p>Compositori e musicisti andarono a piangere presso il Congresso americano, lamentando che se non fossero state proibite le pianole era la morte dell&#8217;arte musicale. Peggio, i giovani, soverchiati dall&#8217;incessante gracchiare delle infernali macchinette, avrebbero perso ogni entusiasmo per il canto, finché le loro corde vocali non fossero avvizzite, lasciando in dote all&#8217;America una generazione di muti.<br />Il Congresso decise che i produttori di rulli dovessero pagare una licenza per usufruire degli spartiti, e dall&#8217;altra parte fosse <strong>obbligatorio</strong> concedere tale licenza, <strong>secondo termini stabiliti per legge</strong>. Alla faccia del Libero Mercato! Però, alla fine, ci guadagnarono tutti.<br />La stessa storia si ripeté con la radio, le musicassette, i videoregistratori e la televisione via cavo. Ogni volta nasceva un sistema più economico ed efficiente di distribuire le opere d&#8217;arte e ogni volta qualcuno si abbandonava a previsioni catastrofiche piangendo miseria. Ogni volta si è deciso che non era nell&#8217;interesse della società rinunciare a un progresso tecnologico in nome di privilegi presunti inviolabili, e dunque si sono adattate le leggi per tener conto dei diritti di tutte le parti in causa.<br />Poi è arrivato <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Napster">Napster</a>, il sistema per scambiare musica via Internet. L&#8217;antesignano di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Emule">eMule</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gnutella">Gnutella</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bittorrent">BitTorrent</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/P2p">soci</a>. Napster in poco più di un anno ha raccolto 50 milioni di utenti: mai nessuna tecnologia nella storia era stata adottata tanto in fretta. Le società discografiche, come sempre, si sono messe a piangere – e qui cominciano i guai – il Congresso ha dato loro ragione.<br />Da leggi utilitaristiche, le leggi sul copyright sono diventate Vangelo, per cui tutto può cambiare ma il diritto d&#8217;autore diviene intoccabile. Napster è stato chiuso, le pene per la violazione di copyright sono state inasprite, e gli USA hanno cominciato a richiedere come base per eventuali accordi commerciali che le leggi dei vari Paesi venissero modificate fino a copiare quelle americane.<br />Da non dimenticare poi la nascita di campagne pubblicitarie <em>terroristiche</em>, come quelle basate sul concetto che la violazione del diritto d&#8217;autore sia equivalente a rubare beni fisici. Questa è una stronzata, ma purtroppo più di qualcuno ci ha creduto e ci crede tutt&#8217;ora.<br />
<table align="center" border="0">
<tbody>
<tr>
<td align="center">
[See post to watch Flash video]
</td>
</tr>
<tr>
<td align="center">
<em>Il demenziale spot antipirateria che equipara il rubare allo scaricare da Internet. No, non ruberei mai una macchina, però <strong>spaccherei volentieri il cranio</strong> di chi ha inventato questa idiozia</em>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Ricordo perciò che perché ci sia furto io devo impossessarmi di qualcosa di un altro. Entro in un museo e mi frego un quadro: questo è rubare. Se entro in un museo e <em>fotografo</em> il quadro, <strong>non lo sto rubando!</strong> Quando si copia un film o un libro non si sta portando via niente a nessuno, il legittimo proprietario è ancora legittimo proprietario.<br />&#8220;Ma, ma, cioè tu è come se rubassi!!! Perché ecco se non avessi la copia compreresti il libro e dunque hai rubato il guadagno all&#8217;autore!!!&#8221; Vicino a casa mia c&#8217;è una fermata dell&#8217;autobus e a meno di venti metri un concessionario. Ogni volta che prendo l&#8217;autobus invece di pagare 5.000 euro per un&#8217;auto, <strong>sto derubando il concessionario!!!</strong> Perché, se non ci fosse l&#8217;autobus, sarei costretta a prendere la macchina. Stronzate. Se non ci fosse l&#8217;autobus, <strong>andrei a piedi</strong>. Se il tal romanzo non è disponibile su Internet, non spendo 20 euro per comprarlo, <strong>ne leggo un altro</strong> o non leggo niente del tutto e mi metto a giocare a <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Puzzle_quest">Puzzle Quest</a> (piratato).<br />
<table align="center" border="0">
<tbody>
<tr>
<td align="center">
[See post to watch Flash video]
</td>
</tr>
<tr>
<td align="center">
<em>Trailer di Puzzle Quest. Un gioco semplice ma divertentissimo!</em>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>E qui torniamo al discorso di partenza: più gli individui usufruiscono dell&#8217;arte, meglio è. <strong>Perciò è più utile per la società che io legga il romanzo gratis piuttosto che <u>non</u> lo legga a 20 euro</strong>.</p>
<p>Ciò non significa che non spenderò mai 20 euro – in fondo anche se ci sono gli autobus quasi tutti un&#8217;auto la comprano – significa che la società deve approfittare del fatto che la tecnologia permette di distribuire gratis l&#8217;arte, perché <strong>è questo lo scopo</strong>, non creare un regime da borsa nera, dove artificialmente si riduce l&#8217;offerta per tenere alti i prezzi.<br />Non sto parlando in teoria, basta guardare il pastrocchio delle regioni sui DVD. I produttori cinematografici si sono accordati per dividere il mondo in 7 regioni, e si sono garantiti per legge che i lettori di DVD venduti in una regione possano riprodurre solo i DVD pensati per quella regione. E questo perché i signori produttori sanno benissimo che in Europa o in America possono vendere un DVD a 30 euro, ma nessuno lo comprerà a quel prezzo in Cina o in Russia. Dunque era necessario un meccanismo perché le regioni più ricche non potessero importare i DVD venduti a prezzi bassi nelle regioni più povere. In Russia non è raro trovare DVD a 5 euro e anche meno. Non piratati, DVD ufficiali, di film appena usciti. E con i DVD a 5 euro le case cinematografiche <em>ci guadagnano</em>. Però che brutto guadagnare 5 quando puoi guadagnare 30, facendo approvare quelle due o tre leggi che danneggiano la collettività ma ti  favoriscono&#8230;
</p>
<p>Con la chiusura di Napster si è persa l&#8217;occasione di legalizzare l&#8217;utilizzo di Internet come sistema per la diffusione dell&#8217;arte. Da un lato i &#8220;detentori dei diritti&#8221; hanno cominciato la loro opera tendente a censurare Internet, dall&#8217;altro le persone hanno continuato a scambiarsi opere d&#8217;arte a costi vicini allo zero.<br />&#8220;Censurare&#8221; non è un termine scelto a caso: secondo i signori discografici &amp; amici, il copyright è così sacro che non solo è inammissibile distribuire opere protette da diritti senza permesso, ma è inammissibile discutere di come si possano distribuire tali opere, è inammissibile discutere delle opere stesse e addirittura citarle. La MLB, la lega americana dei giocatori di baseball professionisti, ha denunciato gente sulla base che secondo lei, le <em>statistiche</em> dei giocatori erano <a href="http://www.techdirt.com/articles/20060116/0220256.shtml">coperte da copyright</a>!<sup><a href="#nota_2">[2]</a></sup> Sarebbe come dire che io non posso utilizzare o comunicare il fatto che Maradona ha segnato 115 gol col Napoli senza il permesso della Lega Calcio! In questi giorni quei mentecatti di Scientology hanno spedito 4.000 diffide a YouTube perché togliesse altrettanti video, sostenendo che citare Scientology senza permesso è violazione di copyright. Ascoltare la radio ad alto volume con le finestre aperte non è disturbo della quiete pubblica, ma un reato ben più grave: <a href="http://arstechnica.com/news.ars/post/20071008-the-next-copycrime-making-hearable-rings-up-200000-copyright-suit.html">violazione di copyright</a>! Anche in questo caso ci sono state denuncie.<br />Come ovvio il solo denunciare non basta. È importante che ci siano pene esemplari, che la gente vada in <em>galera</em> per essersi <em>scambiata informazioni</em>.<br />
Ci sono poi i lecchini che fanno a gara a essere &#8220;più realisti del Re&#8221;. Quel citrullo di Sarkozy ha per esempio introdotto in Francia la così detta &#8220;dottrina Sarkozy&#8221;: i provider devono staccare la connessione a Internet quando un utente raggiunge le tre violazioni del copyright. Chi decide delle violazioni? I detentori dei diritti. Se io casa cinematografica decido che tu stai violando il mio copyright, faccio in modo di staccarti la connessione (e questo non esclude una successiva denuncia).</p>
<p align="center"><img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/suc_sarkozy.jpg" alt="Sarkozy" /><br />
<em>Secondo Sarkozy, a causa della pirateria via Internet, “corriamo il rischio di essere testimoni della distruzione della cultura.” Come si fa a discutere con gente così? Mazzate, questo è l’unico atteggiamento civile da tenere</em></p>
<p>Qualcuno – ingenuo! – potrebbe pensare che forse sarebbe il caso indagasse qualcuno esterno alle parti, tipo un giudice, ma purtroppo il reato di violazione di copyright è troppo grave perché ci si possa affidare alla giustizia, tanto più che i tribunali funzionano in questa maniera assurda: prima di condannare qualcuno ci devono essere delle prove. Chi ha <a href="http://blog.wired.com/27bstroke6/2008/06/mpaa-says-no-pr.html">bisogno di prove</a>, quando basta il sospetto? Passare per vie legali va bene per lo stupro o l&#8217;omicidio o le rapine a mano armata, ma per fatti davvero gravi, che minano le basi stesse della società, come <em>lo scambio senza fini di lucro di musica</em>, bisogna intervenire in maniera drastica e senza tentennamenti. Naturalmente i detentori dei diritti svolgono loro le opportune indagini, affidandosi a sofisticati metodi per scoprire i violatori dei diritti, non a caso in questi anni grazie a tali sopraffini metodi hanno scoperto che infrangevano il copyright <a href="http://p2pnet.net/story/3773">vecchietti morti da tempo</a>, così come <a href="http://arstechnica.com/news.ars/post/20051227-5848.html">gente</a> che non lo sa neppure usare un computer, e appurato ciò, è toccato ai <a href="http://arstechnica.com/news.ars/post/20061103-8150.html">figli</a> essere torchiati. D&#8217;altra parte una commissione del Senato USA <a href="http://punto-informatico.it/1230508/PI/News/terroristi-finanziati-pirateria.aspx">ha stabilito</a> che le reti P2P con il loro scambio <em>libero</em> di opere protette da diritti <em>finanziano</em> il terrorismo. Osama &amp; soci scaricano i film via eMule, masterizzano migliaia di copie, le rivendono e con il ricavato si comprano il tritolo! È palese come l&#8217;unica soluzione sia chiudere i sistemi P2P, così i terroristi non potrebbero più procurarsi i film. Proprio.</p>
<p>Ma lasciamo perdere questi pazzi. Quello che sostengono molti è che in un regime di sistematica violazione del copyright, venga a mancare l&#8217;incentivo che il copyright offriva. In poche parole l&#8217;artista pensa: &#8220;Brutti bastardi piratoni! Ogni volta che scrivo qualcosa me la copiate e la gente legge a sbafo senza pagarmi, non diventerò mai ricco! Basta! Non scrivo più neanche una riga!&#8221;<br />Assumiamo sia vero; è, in altri termini, la morte del professionismo in campo artistico. L&#8217;arte può essere al massimo solo un hobby, dato che i piratoni impediscono qualunque guadagno. È così grave? Kafka è stato un impiegato per tutta la vita, Tolkien era professore, Tom Clancy mentre scriveva il suo primo e miglior romanzo lavorava come assicuratore. Se questi tre signori fossero stati professionisti della scrittura, se avessero potuto dedicare 24 ore su 24 all&#8217;arte dello scrivere, avrebbero creato opere più belle? Forse sì, forse no. Clancy da quando si è dedicato esclusivamente alla scrittura ha prodotto materiale più scadente. In ogni caso mi sembra ovvio che anche se sparisse il professionismo, non necessariamente sparirebbe la (buona) arte. Kafka forse avrebbe potuto fare più di quel che ha fatto, ma già così ad averli tutti questi Kafka!</p>
<p align="center"><img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/suc_casco.jpg" alt="Casco" /><br />
<em>Questo è un casco antinfortunistico, del tipo che gli operai dovrebbero sempre tenere in testa mentre lavorano nei cantieri, per evitare incidenti. Ebbene, è stato inventato da nient’altri che Franz Kafka!</em></p>
<p>Inoltre non si tiene conto di un altro fatto: già ora la gran parte delle opere artistiche sono prodotte da dilettanti. In Italia si stampano decine di migliaia di libri l&#8217;anno, ma come noto, i personaggi che possono sopravvivere grazie alla sola scrittura sono pochissimi. Perciò il 99% della produzione è frutto di hobbysti che non ci guadagnano niente o quasi. Siamo sicuri che tutto questo esercito <em>che non guadagna niente</em>, smetterebbe di scrivere solo perché ha il sospetto che non guadagnerà mai niente? Davvero questi migliaia di libri nascono unicamente dalla prospettiva per gli autori d&#8217;intascare tanti soldi quanti la Rowling? Io non credo, perché se sul serio l&#8217;obbiettivo di una persona fosse la ricchezza, non ci proverebbe neanche con la scrittura.</p>
<p>Ricapitolando:
<ul>
<li>La qualità artistica non è legata al professionismo; intuitivamente se una persona ha la possibilità di dedicare tutto il suo tempo a un&#8217;attività è probabile che la svolga al meglio, tuttavia non è una condizione indispensabile, anche <em>part time</em> si può diventare scrittori sopraffini.</li>
<li>La prospettiva del guadagno non può essere la sola motivazione a spingere così tanta gente a scrivere. Perciò, se dovesse sparire tale prospettiva, rimarrebbero lo stesso un buon numero di scrittori.</li>
</ul>
<p>E questo partendo dal presupposto: assumiamo sia vero. <strong>Ma non è vero</strong>. Già da diversi anni ogni singolo album musicale, videogioco o film è disponibile gratis in Rete. Con i romanzi non siamo ancora a questa copertura capillare ma non manca molto. Ebbene, se fosse vero che i piratoni mangiano tutti i guadagni, la cosidetta &#8220;Industria dell&#8217;intrattenimento&#8221; sarebbe dovuta crollare da tempo. Ma se si sommano i guadagni di discografici, editori, produttori cinematografici e di videogiochi, nel complesso sono stabili o <strong>in crescita</strong>. In particolare i videogiochi hanno avuto un boom in questi ultimi anni, <a href="http://arstechnica.com/news.ars/post/20080124-growth-of-gaming-in-2007-far-outpaces-movies-music.html">raggiungendo in America gli introiti di musica e cinema</a>. Eppure ogni singolo gioco lo posso scaricare, senza difficoltà.<br />Perciò il piagnisteo dell&#8217;artista dovrebbe essere questo: &#8220;Ecco, 10 anni fa c&#8217;erano 1.000 artisti professionisti, e io avrei potuto essere uno di questi, ma ho preferito giocare a ping-pong, adesso ci sono 2.000 artisti professionisti, e dunque le possibilità sono aumentate, però se non ci fossero i piratoni bastardi, forse ci sarebbero 3.000 artisti professionisti! Ecco, i piratoni mi hanno rubato 1.000 possibilità di successo! Ho deciso: non scriverò mai più una riga!&#8221; Dobbiamo davvero rispondere a questo <em>frignone?</em> Non credo.<br />Anche qui partendo dall&#8217;ipotesi più negativa, cioè che la libera diffusione delle opere abbia intaccato i possibili guadagni globali riducendo la crescita. È vero? Non ci possono essere riposte certe, ma con ogni probabilità <strong>no</strong>.</p>
<p align="center"><img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/suc_pong.jpg" alt="Signora che gioca a ping-pong" /><br />
<em>Avrebbe potuto essere una scrittrice fantasy di successo, invece ha scelto di dedicare la vita al ping-pong</em></p>
<p>Studi empirici hanno dimostrato che la disponibilità gratuita di un&#8217;opera artistica non incide sulle vendite, e quando questo avviene è un&#8217;incidenza <em>positiva</em>. Per rimanere in campo editoriale, come avevo già ricordato in un <a href="http://fantasy.gamberi.org/2008/01/07/ebook-e-distribuzione-gratuita/">articolo</a> di qualche mese fa, può far testo l&#8217;<a href="http://radar.oreilly.com/2007/06/free-downloads-vs-sales-a-publ.html">esperimento</a> svolto dal signor O&#8217;Reilly, che ha provato a misurare l&#8217;andamento delle vendite di un libro da lui pubblicato in presenza della contemporanea distribuzione gratuita del testo. In breve, le vendite sono state in linea con le previsioni, la libera disponibilità del libro non ha avuto alcuna influenza negativa. Però 180.000 persone hanno potuto leggere tale libro, la società nel suo complesso è stata arricchita.<br />Lo stesso Doctorow racconta come all&#8217;inizio Tor Books (il suo editore – uno dei più grandi editori di fantasy e fantascienza <em>del mondo</em>) fosse un po&#8217; scettico riguardo quest&#8217;idea balzana di offrire online gratis i libri, ma dopo i primi tentativi, adesso è l&#8217;editore stesso a spingere perché gli scrittori adottino questa tattica. E per una semplice ragione: perché così si vendono più libri!<br />Si vendono più libri perché la disponibilità libera del testo genera pubblicità, rende conosciuto il nome dell&#8217;autore. Infatti in un <a href="http://www.openp2p.com/lpt/a/3015">celebre articolo</a> ancora il signor O&#8217;Reilly spiega che per un artista il problema numero uno non è certo la pirateria, bensì l&#8217;anonimato. La gente non compra il romanzo del tal scrittore perché può leggerlo a sbafo o perché non piace il genere o per le critiche negative, non compra <em>perché non sa neanche che lo scrittore e il suo libro esistono!</em> La distribuzione gratuita online può far molto per ovviare al problema.
</p>
<p>Qui i miscredenti fanno notare che il &#8220;trucco&#8221; funzionerà finché saranno pochi gli autori ad adottare questa tattica, quando tutti o quasi distribuiranno liberamente, sparirà la novità e la gran parte degli artisti torneranno nell&#8217;anonimato. Forse, ma nel frattempo i rapporti di forze potrebbero cambiare. Un mondo di opere libere significa che se io scrivo una recensione negativa di un romanzo della signora Troisi, ognuno può <em>verificare</em>, e se viceversa la Mondadori intasa di pubblicità la Rete, ognuno può controllare se le affermazioni entusiastiche corrispondono alla realtà. Credo che la possibilità di accedere alle fonti senza pagare possa cambiare il rapporto con la pubblicità tradizionale. Se prende piede l&#8217;abitudine di prima leggere <em>e poi</em> pagare, può essere che si crei un nuovo ambiente, dove la selezione naturale favorisca i più bravi e non i più ricchi.<br /><a href="http://sourceforge.net">Sourceforge.net</a> è uno dei più frequentati siti di Internet. Raccoglie progetti software <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Open_source">open source</a></em> e gratuiti. Allo stato attuale ci sono 133.256 progetti, eppure se si controlla <a href="http://sourceforge.net/top/topalltime.php?type=downloads">la pagina con i progetti più scaricati</a>, si può notare come molti di questi siano di qualità eccelsa. I migliori sono stati premiati. <em>eMule</em> è il notissimo programma di <em>filesharing</em>, programma che uso regolarmente, <em>Azureus</em> è un <em>client</em> BitTorrent (non il migliore, il migliore è <a href="http://www.utorrent.com/"><em>uTorrent</em></a>, anch&#8217;esso gratuito – ma comunque <em>Azureus</em> è buon secondo), <em>VirtualDub</em> è un programma di editing video che, in un centesimo dell&#8217;occupazione di memoria di mastodonti come Adobe Premiere, svolge una marea di funzioni (è il programma che uso per tagliare, montare, e correggere i colori dei video che metto qui sul blog), <em>guliverkli</em> racchiude vari sottoprogetti tra i quali il <em>Media Player Classic</em>, il miglior player multimediale per Windows.<br />In TV o sui giornali non si è mai visto uno spot per <em>Azureus</em> o <em>VirtualDub</em>, e nonostante questo i download si contano a <em>decine di milioni</em>.<br />Non vedo perché con la letteratura non possano attivarsi gli stessi meccanismi, facendo emergere le opere più meritevoli.</p>
<p align="center"><img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/suc_vdub.jpg" alt="VirtualDub" /><br />
<em>Uno screenshot di VirtualDub. Maggiori informazioni al <a href="http://www.virtualdub.org/">sito ufficiale</a></em></p>
<p>Riassumendo, i vantaggi di un&#8217;abolizione delle attuali norme sul copyright – o anche solo un ritorno alla punibilità per il solo lucro, il che renderebbe legale la distribuzione gratuita via Internet  da parte di chiunque:
<ul>
<li>Costo zero per chi vuole usufruire dell&#8217;arte, con aumento della diffusione, a beneficio di tutta la società.</li>
<li>Maggiori vendite per gli artisti coinvolti, perché la distribuzione in Rete garantisce pubblicità.</li>
<li>Ulteriore incentivo per i nuovi artisti, dato che le possibilità di guadagno sono <em>aumentate</em>.</li>
</ul>
<p>E gli svantaggi? <strong>Nessuno</strong>.<br />Qui ci sono analogie con il Proibizionismo e la &#8220;Guerra alla Droga&#8221;. Liberalizzare le droghe significa privare la Mafia e le altre organizzazioni criminali di enormi guadagni, significa far sparire tutti i reati connessi ai prezzi artificialmente alti delle sostanze, significa poter fornire prodotti più controllati e meno dannosi per la salute. Non lo si fa perché sarebbe <strong>immorale</strong>.<br />Con il copyright è uguale: stringi stringi la motivazione di chi vuole mantenere o inasprire il presente stato di cose è che è <strong>immorale</strong> usufruire di un servizio senza pagare.<br />Nei due campi c&#8217;è chi parla così sapendo di mentire (la già citata Mafia nel caso della droga, e la <a href="http://mafiaa.org/">MAFIAA</a> nel caso del copyright): costoro si mascherano da difensori della moralità solo per coprire ben più concreti interessi economici. Per gli altri, quelli sul serio convinti che sia un problema morale, non ho risposte, perché questi sono in pratica quelli che citavo a inizio articolo, quelli che non pensano che la diffusione dell&#8217;arte sia in assoluto un beneficio per la società.<br />Ben inteso, il fatto che non possieda i mezzi retorici o di coercizione fisica per convincere i &#8220;moralisti&#8221; non implica che la mia posizione e la loro siano sullo stesso piano. Ripeto: <em>io ho ragione</em>. <strong>Punto</strong>.
</p>
<p>Concludo raccomandando di leggere Doctorow, perché gli argomenti sono interessanti, la prosa brillante e nel primo articolo scrive persino come Capitan Gambero, facendo il pirata! Arrrrr!&nbsp;(sic)</p>
<p align="center"><strong>* * *</strong></p>
<p>note:<br /><a name="nota_1"></a>&nbsp;<sup>[1]</sup>&nbsp;Prendiamo <a href="http://www.youtube.com/">YouTube</a>, il famoso sito di condivisione di video. YouTube spende da 1 a 6 milioni di dollari al mese per acquistare la banda necessaria a fornire il servizio. E i video su YouTube hanno qualità infima. Se un’azienda volesse vendere film in formato HD (tipo Blu-Ray) usando Internet come mezzo di distribuzione avrebbe spese enormi in termini di banda da acquistare. Tali costi sarebbero ugualmente inferiori a quelli di un trasporto del disco fisico fino ai negozi, ma non sarebbero certo prossimi a zero. Lo zero si raggiunge solo quando si ha l’attiva collaborazione di migliaia e più nodi, come avviene nei sistemi peer-to-peer (P2P). Ognuno dei nodi deve sostenere una spesa infinitesimale e nel complesso il sistema sposta quantità enormi di dati. Ma questo significa che molteplici copie devono esistere in diversi nodi, violando così il copyright.<br />
L’unica eccezione può essere l’editoria: i libri sono piccolissimi e a differenza dei film o dei videogiochi non è prevedibile che crescano in grandezza con il passare del tempo (riguardo ai film si parla già di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ultra_High_Definition_Video">Ultra HD</a>). In altre parole un editore, pur mantenendo un solo punto di distribuzione, può lo stesso diffondere i suoi libri via Internet a un costo prossimo allo zero.</p>
<p><a name="nota_2"></a>
<p>&nbsp;<sup>[2]</sup>&nbsp;Per fortuna dopo un paio d’anni di tira e molla le richieste della MLB sono state respinte: non è possibile pretendere di avere il copyright sui <em>fatti</em>. Ma non dubito ci riproveranno e magari la prossima volta troveranno giudici e politici più “malleabili”&#8230;</p>
<hr />
<p align="left"><strong>Approfondimenti:</strong></p>
<p align="left"><img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/gamberi_en.png" alt="bandiera EN" align="bottom" />&nbsp;<a href="http://www.amazon.com/Content-Selected-Technology-Creativity-Copyright/dp/1892391813/"><em>Content</em> su Amazon.com</a><br />
<img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/gamberi_en.png" alt="bandiera EN" align="bottom" />&nbsp;<a href="http://craphound.com/content/">Il sito di <em>Content</em> da cui è possibile scaricare il testo completo</a></p>
<p><img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/gamberi_en.png" alt="bandiera EN" align="bottom" />&nbsp;<a href="http://www.eff.org/">Il sito della Electronic Frontier Foundation in prima linea nella difesa delle libertà digitali</a><br />
<img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/gamberi_en.png" alt="bandiera EN" align="bottom" />&nbsp;<a href="http://torrentfreak.com/">TorrentFreak, uno dei siti più aggiornati per le notizie riguardanti il P2P</a><br />
<img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/gamberi_en.png" alt="bandiera EN" align="bottom" />&nbsp;<a href="http://www.freedom-to-tinker.com/">Freedom to Tinker, noto blog che si occupa degli argomenti trattati nell&#8217;articolo</a></p>
<p><img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/gamberi_en.png" alt="bandiera EN" align="bottom" />&nbsp;<a href="http://www.infinite-interactive.com/puzzlequest/">Il sito ufficiale di <em>Puzzle Quest</em><br />
</a></p>
<p align="left">&nbsp;</p>
 <img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/plugins/feed-statistics.php?view=1&post_id=983" width="1" height="1" style="display: none;" />]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Cose da un altro mondo</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Sep 2008 20:40:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gamberetta</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Film]]></category>

		<category><![CDATA[Libri]]></category>

		<category><![CDATA[Non Fantasy]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel 1845 il Capitano Sir John Franklin partì dall&#8217;Inghilterra con 128 uomini e due navi equipaggiate di tutto punto per la navigazione in acque polari. Il suo scopo era trovare il Passaggio a Nordovest, ovvero tracciare una rotta che portasse dall&#8217;Oceano Atlantico all&#8217;Oceano Pacifico passando lungo la costa settentrionale del Canada, tra i ghiacci dell&#8217;Oceano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 1845 il Capitano Sir John Franklin partì dall&#8217;Inghilterra con 128 uomini e due navi equipaggiate di tutto punto per la navigazione in acque polari. Il suo scopo era trovare il Passaggio a Nordovest, ovvero tracciare una rotta che portasse dall&#8217;Oceano Atlantico all&#8217;Oceano Pacifico passando lungo la costa settentrionale del Canada, tra i ghiacci dell&#8217;Oceano Artico.<br />Nei tre anni successivi le due navi, la HMS <em>Erebus</em> e la HMS <em>Terror</em>, tenteranno invano di aprirsi una via. Intrappolate nel pack artico, saranno abbandonate dagli equipaggi. I marinai di Franklin proveranno a tornare alla civiltà marciando a piedi per centinaia di chilometri di desolazione: non sopravvivrà nessuno.</p>
<p align="center"><img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/cdm_hms_terror.jpg" alt="HMS Terror" /><br />
<em>La HMS Terror intrappolata nei ghiacci artici durante una precedente spedizione (1836- 1837), da un disegno del Capitano George Back</em></p>
<p>Quel che sia davvero successo alla spedizione non è mai stato accertato. È opinione comune che a uccidere Franklin e i suoi uomini sia stata una combinazione di scorbuto, polmonite, tubercolosi, avvelenamento da piombo dovuto al cibo inscatolato e cannibalismo. Tuttavia le cose potrebbero anche essersi svolte in maniera diversa&#8230;
</p>
<p>Nel suo ultimo romanzo, <strong><em>The Terror</em></strong> (titolo italiano: <em>La Scomparsa dell&#8217;Erebus</em>), Dan Simmons suggerisce che oltre alle delizie già elencate, gli equipaggi siano stati vittime di una misteriosa creatura, dotata di forza e abilità sovrannaturali.<br />Due navi bloccate dai ghiacci nel circolo polare artico, isolate e senza possibilità di ricevere aiuto, e in più assalite da una bestia maligna: se la trama non suona originale è perché è una rielaborazione di un classico della fantascienza, ovvero <strong><em>Who Goes There?</em></strong> (titolo italiano: <em>La &#8220;cosa&#8221; da un altro mondo</em>), romanzo breve di John W. Campbell Jr.<br />Dalla &#8220;cosa&#8221; sono state anche tratte due versioni cinematografiche, forse più famose del romanzo stesso: <strong><em>The Thing from Another World</em></strong> (<em>La Cosa da un Altro Mondo</em>) del 1951 e <strong><em>The Thing</em></strong> (<em>La Cosa</em>) del 1982 per la regia di John Carpenter.
</p>
<p>Il romanzo di Campbell è del 1938. Penso sia interessante osservare come una stessa storia sia stata interpretata in maniera diversa nel 1938, 1951, 1982 e 2007. Devo però avvertire che non ci sarà molto modo di esercitare il sarcasmo né riuscirò a insultare nessuno, anche se Simmons mi è un po&#8217; antipatico!</p>
<hr />
<a name="c1938"></a>
<p align="left">
<table border="0" align="center" cellPadding="5" cellSpacing="0">
<tr>
<td bgColor="#fff4f4" vAlign="top"><img align="left" src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/cdm_who_goes.jpg" alt="Copertina di Who Goes There?" /></td>
<td bgColor="#fff4f4" vAlign="top">Titolo originale: <strong>Who Goes There?</strong><br />
Titolo italiano: <strong>La &#8220;cosa&#8221; da un altro mondo</strong><br />
Autore: <strong>John W. Campbell Jr.</strong></p>
<p>Anno: <strong>1938</strong><br />
Nazione: <strong>USA</strong><br />
Lingua: <strong>Inglese</strong></p>
<p>Genere: <strong>Fantascienza</strong><br />
Pagine: <strong>137</strong></td>
</tr>
</table>
<p>Campbell scrive <strong><em>Who Goes There?</em></strong> nel 1938, usando lo pseudonimo di Don A. Stuart. Campbell era già famoso come autore di <em>space opera</em> avventurosa, piena d&#8217;invenzioni mirabolanti e avvenimenti catastrofici – ed era molto bravo: un romanzo come <em>The Mightiest Machine</em> (titolo italiano: <em>I Figli di Mu</em>) se letto ai giorni nostri può a tratti risultare ingenuo e <em>inforigurgitoso</em>, ma rimane lo stesso divertentissimo. <strong>Io</strong> mi sono divertita! – tuttavia all&#8217;epoca era considerata narrativa di serie B, e così per le sue storie più &#8220;serie&#8221; Campbell usava uno pseudonimo.</p>
<p align="center"><img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/cdm_mu.jpg" alt="Copertina de I Figli di Mu" /><br />
<em>Copertina de I Figli di Mu</em></p>
<p>In <strong><em>Who Goes There?</em></strong>, una spedizione scientifica al Polo Sud trova una nave spaziale sepolta da milioni di anni nel ghiaccio. Nel tentativo di liberarla, gli scopritori compiono la scelta sbagliata, pensando bene di sciogliere il ghiaccio usando bombe incendiarie! La nave spaziale viene così accidentalmente distrutta. Ma non tutto è perduto: a poca distanza dal relitto, in un blocco di ghiaccio, è rimasta surgelata un&#8217;inquietante creatura, evidentemente uno dei passeggeri dell&#8217;UFO. Gli scienziati riportano il blocco alla loro base.<br />Dopo un&#8217;accanita discussione su cosa fare del mostro, si decide di sciogliere il blocco e iniziare a studiare la carcassa della creatura. Purtroppo per loro la creatura non è proprio morta&#8230;</p>
<p align="center"><img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/cdm_thing1.jpg" alt="La cosa di Campbell" /><br />
<em>La &#8220;cosa&#8221; scoperta tra le nevi del Polo Sud vista dall&#8217;illustratore George Barr sulla base della descrizione di Campbell</em></p>
<p><strong><em>Who Goes There?</em></strong> inizia con la discussione di cui sopra, nella quale sono anche riassunti i fatti relativi alla scoperta della nave spaziale. Una volta presa la decisione di procedere con l&#8217;autopsia della &#8220;cosa&#8221;, il romanzo si muove a ritmo velocissimo, senza più pause fino al termine. È per molti versi uno scorrere fin troppo frenetico, che lascia un po&#8217; l&#8217;amaro in bocca, perché certe situazioni meriterebbero maggior approfondimento. Ma dal mio punto di vista è da apprezzare come Campbell mantenga sempre l&#8217;attenzione sugli aspetti <strong>essenziali</strong> della storia che sta narrando, senza mai perdersi in quisquiglie.
</p>
<p>Uno degli aspetti essenziali è la &#8220;cosa&#8221; stessa. La &#8220;cosa&#8221; è una creatura intelligentissima, con poteri telepatici e malvagia fino al midollo. La &#8220;cosa&#8221; inoltre è in grado di &#8220;assorbire&#8221; qualunque essere che venga in contatto con lei. Una volta contaminato dalla &#8220;cosa&#8221; un uomo o un animale si trova le proprie cellule sostituite da quelle della &#8220;cosa&#8221; e in poco tempo non è più lui ma un&#8217;altra &#8220;cosa&#8221;, che però rimane ancora parte della &#8220;cosa&#8221; originaria.<br />
<blockquote>«Che cosa aveva intenzione di fare?» Barclay fissò il telo cerato.<br />Blair sogghignò, sgradevolmente. L&#8217;aureola ondeggiante di capelli sottili che gli cingeva la testa calva fremette in un soffio d&#8217;aria.<br />«Impadronirsi del mondo, immagino.»<br />«Impadronirsi del mondo? Così, da solo?» ansimò Connant. «Diventare un dittatore solitario?» <br />«No.» Blair scosse il capo. Il bisturi con il quale stava giocherellando cadde; si chinò a raccoglierlo, e il suo volto rimase nascosto, mentre parlava. «Sarebbe diventato la popolazione del mondo.»<br />«Diventato&#8230; avrebbe popolato il mondo? Si riproduce asessualmente?» <br />Blair scosse ancora il capo e deglutì. <br />«Non&#8230; non ne ha bisogno. Pesava quaranta chili. Charnauk <em>[qui si sta parlando dei cani da slitta, prime vittime della "cosa"]</em> ne pesava circa quarantatre. Sarebbe diventato Charnauk, e gli sarebbero rimasti ancora quaranta chili per diventare&#8230; oh, Jack, per esempio, o Chinook. Può imitare qualunque cosa&#8230; cioè, può diventare qualunque cosa. Se avesse raggiunto l&#8217;oceano antartico, sarebbe diventato una foca, o magari due foche. E le foche avrebbero potuto aggredire un&#8217;orca, e diventare orche, oppure un branco di foche. O forse avrebbe catturato un albatros, una procellaria, e sarebbe arrivato a volo nell&#8217;America meridionale.» <br />Norris bestemmiò sottovoce. <br />«E ogni volta che avesse digerito qualcosa e l&#8217;avesse imitata&#8230;» <br />«Avrebbe avuto a disposizione la sua massa originaria, per ricominciare,» terminò Blair. «Niente potrebbe ucciderlo. Non ha nemici naturali, perché diventa quello che vuole diventare. Se una orca l&#8217;avesse aggredito, sarebbe diventato un&#8217;orca. Se fosse stato un albatros, e un&#8217;aquila l&#8217;avesse attaccato, sarebbe diventato un&#8217;aquila. Dio, poteva diventare un&#8217;aquila femmina, tornare indietro, fare un nido e deporre le uova!»<br />«Sei sicuro che quella cosa infernale sia morta?» chiese sottovoce il dottor Copper.<br />«Si, grazie al cielo,» ansimò il piccolo biologo. <em>[ma non è vero, la "cosa" non è morta!!!]</em></p></blockquote>
<p>La proprietà della &#8220;cosa&#8221; di essere al contempo una e molti, verrà sfruttata per scoprire chi tra gli scienziati non è più lui ma solo un&#8217;imitazione, nella famosa scena dell&#8217;esame del sangue, scena che diventerà un momento chiave anche nel film di Carpenter.
</p>
<p>Il punto saliente della lotta alla &#8220;cosa&#8221; nel romanzo di Campbell è la razionalità dei personaggi coinvolti. Tutto il &#8220;cast&#8221;, &#8220;cosa&#8221; in testa, si comporta sempre in maniera lucida, con freddezza e determinazione. Non c&#8217;è gente che gira da sola negli angoli bui della base, né tizi che danno fuori di testa, o altre scene ormai presenti in ogni tipo di film/romanzo simile. Qui abbiamo degli scienziati, persone considerate intelligenti, e come tali si comportano. Dall&#8217;altra parte la &#8220;cosa&#8221; proviene da una civiltà in grado di viaggiare tra le stelle, perciò una creatura evoluta, e dimostrerà di esserlo.<br />Ho apprezzato molto. Come invece non apprezzo la diffusa tendenza a giustificare personaggi che si comportino in maniera irrazionale in situazioni di stress, anzi, in qualche maniera tale comportamento viene considerato più &#8220;realistico&#8221;. In realtà più spesso che non è l&#8217;autore a non saper come cavarsi fuori dagli impicci se non riducendo artificialmente il quoziente intellettivo delle persone coinvolte. Campbell ha rispetto per i suoi personaggi e per i lettori, e nessuno si comporterà da idiota.<br />È probabile influisca anche una visione di fondo nei riguardi della scienza: in Campbell gli scienziati in quanto tali sono personaggi positivi, appunto razionali e intelligenti, mentre già nel film del &#8216;51 saranno considerati dei bambini troppo cresciuti, che si baloccano con giocattoli che sarebbe meglio lasciar perdere. Nel &#8216;51 non ci si può più fidare degli scienziati; come spiegherà un personaggio: è la stessa gentaglia che ha inventato la bomba atomica! Bastardi!</p>
<p align="center"><img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/cdm_tsar.jpg" alt="Tsar Bomba" /><br />
<em>Il 30 Ottobre 1961 i sovietici fecero detonare tra i ghiacci del Circolo Polare Artico il più potente ordigno mai costruito: la Tsar Bomba. Una bomba atomica della potenza di 50 megaton (50 <strong>milioni</strong> di tonnellate di tritolo). L&#8217;esplosione produsse una sfera di fuoco (nell&#8217;immagine) del raggio di quattro chilometri, visibile a più di mille chilometri di distanza. Il susseguente &#8220;fungo&#8221; si alzò per 60 chilometri nel cielo, con un diametro di 40 chilometri. L&#8217;onda d&#8217;urto fu tale da infrangere le finestre di molti palazzi in Finlandia e Norvegia, a centinaia di chilometri di distanza dall&#8217;epicentro del cataclisma</em></p>
<p>Un altro punto da notare è come i personaggi di Campbell non abbiano nessuna particolare caratterizzazione. Escluso qualche tratto fisico, sono in buona parte intercambiabili. Non so in che misura sia stata una scelta ponderata – Campbell non è che sia famoso per la complessità psicologica dei suoi personaggi – però può anche essere che abbia voluto accentuare il clima di paranoia che si crea alla base quando si scoprono i poteri della &#8220;cosa&#8221;. Così come  gli scienziati non sanno più chi sia umano e chi sia &#8220;cosa&#8221;, anche il lettore ha difficoltà a distinguere questo da quello. Si crea una particolare atmosfera d&#8217;inquietudine, che tra l&#8217;altro fa sorgere la domanda: e se tutto il mondo fosse già una &#8220;cosa&#8221;?<br />In <em>The Body Snatchers</em> (<em>L&#8217;Invasione degli Ultracorpi</em>), gli esseri umani che ormai di umano mantengono solo l&#8217;aspetto, sono distinguibili dai veri esseri umani. Gli alieni non hanno problemi a dichiararsi tali, rivendicano la loro superiorità sui terrestri. La &#8220;cosa&#8221; imita in maniera totale. Certo, data la situazione tattica, una perfetta imitazione è quello che le serve, ma si ha la netta impressione che anche quando la &#8220;cosa&#8221; avesse conquistato il mondo, all&#8217;apparenza non cambierebbe niente. E se all&#8217;apparenza non è cambiato niente, come possiamo dire che non ci sono più esseri umani? In fondo nessuno può spiare l&#8217;&#8221;anima&#8221; del prossimo, possiamo stabilire che una persona è un essere umano solo se si comporta come tale.</p>
<p align="center"><img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/cdm_kampff.jpg" alt="Macchinario per il Voight-Kampff" /><br />
<em>Un particolare dell&#8217;apparecchiatura necessaria per svolgere il test Voight-Kampff, in grado di discriminare gli esseri umani dai Replicanti. La &#8220;cosa&#8221; supererebbe il test senza difficoltà</em></p>
<p>Campbell segue il precetto di narrare solo l&#8217;essenziale anche riguardo l&#8217;ambientazione. Pochissimi paragrafi sono spesi per il gelo del Polo Sud, ma è sottolineato con maestria il punto chiave delle condizioni del tempo. All&#8217;inizio la base è isolata, senza possibilità di ricevere aiuto dall&#8217;esterno, e questo acuisce il senso di pericolo e paura; più avanti il tempo migliora e invece di allentarsi la tensione aumenta, perché significa che la &#8220;cosa&#8221; ha la possibilità di allontanarsi e forse di contaminare altri insediamenti, divenendo impossibile da fermare.<br />È un ottimo esempio di gestione della narrazione. Il cuore della storia di Campbell è la lotta fra &#8220;cosa&#8221; e scienziati, il resto ha valore solo fin quando contribuisce alla causa.
</p>
<p>Il romanzo termina con un lieto fine. In qualche misura fin troppo lieto date le premesse: non solo gli scienziati riescono a distruggere la &#8220;cosa&#8221;, ma s&#8217;impossessano anche  dell&#8217;affare antigravitazionale che la &#8220;cosa&#8221; stessa stava costruendo per fuggire dalla base. Non è un finale forzato, però non ha l&#8217;impatto emotivo che avrebbe potuto avere un finale con la &#8220;cosa&#8221; libera di conquistare il mondo.
</p>
<p>Una curiosità: secondo il critico Sam Moskowitz, Campbell avrebbe tratto ispirazione da episodi della sua infanzia per scrivere il romanzo. Infatti la madre di Campbell aveva una sorella gemella, e pare che le due spesso si scambiassero ruolo di nascosto, allo scopo di tirare brutti scherzi al povero bambino&#8230;</p>
<hr />
<a name="c1951"></a>
<p align="left">
<table border="0" align="center" cellPadding="5" cellSpacing="0">
<tr>
<td bgColor="#fff4f4" vAlign="top"><img align="left" src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/cdm_thing_faw.jpg" alt="Locandina di The Thing from Another World" /></td>
<td bgColor="#fff4f4" vAlign="top">Titolo originale: <strong>The Thing from Another World</strong><br />
Titolo italiano: <strong>La Cosa da un Altro Mondo</strong><br />
Regia: <strong>Christian Nyby</strong></p>
<p>Anno: <strong>1951</strong><br />
Nazione: <strong>USA</strong><br />
Studio: <strong>Winchester Pictures Corporation</strong><br />
Genere: <strong>Fantascienza con vegetali molesti</strong><br />
Durata: <strong>1 ora e 27 minuti</strong></p>
<p>Lingua: <strong>Inglese</strong>
</td>
</tr>
</table>
<p>Tredici anni dopo la pubblicazione del romanzo di Campbell, Howard Hawks (famoso regista tra gli altri di <em>Scarface</em>, <em>Sergeant York</em>, <em>Red River</em>, <em>Rio Lobo</em>), decide di trarne un film. Ufficialmente la regia è del suo aiutante Christian Nyby, ma secondo gli stessi attori, era Hawks a dirigere.</p>
<p><strong><em>The Thing from Another World</em></strong> ha solo alcuni punti di contatto con la storia originale. Alcune differenze sono spiegabili con il diverso clima politico e tecnologico seguito alla Seconda Guerra Mondiale, ma altre non hanno giustificazione se non un tentativo di rendere il materiale più accessibile alla &#8220;massa&#8221;, riducendo la complessità della vicenda.<br />Alla fine ne esce tutto sommato un film decente, che però lascia deluso chi si aspettava una trasposizione fedele.<br />
<table align="center" border="0">
<tbody>
<tr>
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[See post to watch Flash video]
</td>
</tr>
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<em>Trailer di The Thing from Another World</em>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>La differenza più grande riguarda la &#8220;cosa&#8221; stessa: sparita è la capacità di imitare altri esseri viventi, sparita è la telepatia, sparita è anche l&#8217;intelligenza. Rimane un mostro che somiglia vagamente alla creatura del dottor Frankenstein, e che vagola per la base ad ammazzare chi gli capiti a tiro. Quando sarà organizzata una trappola per questa &#8220;cosa&#8221;, lei ci cascherà come una rapa. E ho detto rapa non per caso, perché nel film è stabilito che la &#8220;cosa&#8221; è in realtà un vegetale!</p>
<p align="center"><img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/cdm_faw_ss1.jpg" alt="Un fotogramma da The Thing from Another World" /><br />
<em>Scott [Il tipo alto e con la pelata a sinistra]: «Ma è come se&#8230; come se steste descrivendo una specie di&#8230; super-carota»<br />Carrington [lo scienziato al centro]: «Avete quasi indovinato. Questa&#8230; carota, come voi la chiamate, ha costruito un apparecchio capace di volare per milioni di chilometri attraverso lo spazio, sospinto da una forza che a noi è sconosciuta» <br />Scott: «Una carota di genio&#8230; mi gira la testa!» [e sì, questo dialogo nel film è da intendersi serio!]</em></p>
<p>Il rinunciare al potere più inquietante della &#8220;cosa&#8221;, significa che il terrore può essere comunicato solo dall&#8217;aspetto esteriore dell&#8217;essere. Lee Greenway, che si occupava del makeup della &#8220;cosa&#8221;, preparò non meno di 18 modelli diversi prima che Hawks fosse soddisfatto. Ma è difficile giudicare a priori la reazione della gente, così l&#8217;attore James Arness fu costretto a conciarsi da &#8220;cosa&#8221; e venne spedito in giro per Los Angeles. Si ripeté l&#8217;esperimento con vari makeup, finché le persone per strada non cominciarono a spaventarsi sul serio.<br />James Arness non la prese bene: dichiarò che travestito da &#8220;cosa&#8221; si sentiva una carota gigante ed era uno dei ruoli più imbarazzanti della sua carriera. Non si presentò neanche alla &#8220;prima&#8221; del film. <br />Dopo tanta fatica, minuti e minuti di girato con primi piani della &#8220;cosa&#8221; vennero eliminati in fase di montaggio: vista da vicino la creatura faceva solo ridere&#8230;</p>
<p align="center"><img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/cdm_arness.jpg" alt="James Arness" /><br />
<em>James Arness nei panni della &#8220;cosa&#8221;, in tutto il suo&#8230; ehm, terrificante splendore?</em></p>
<p>Un&#8217;altra differenza tra romanzo e film del &#8216;51 riguarda gli scienziati e il ruolo della scienza. Tanto per iniziare la base non è più di esclusiva proprietà delle teste d&#8217;uovo. A comandare sono i militari, personaggi simpatici, sicuri di sé, che sanno sempre quel che è giusto fare. Con loro anche un giornalista, che però non ha il ruolo di &#8220;denuncia&#8221; che così spesso è attribuito alla categoria nei film odierni. Il giornalista è lì per testimoniare gli eventi, ma sempre nell&#8217;ottica del superiore interesse dell&#8217;America. Quando non arriva il permesso di riferire certe notizie, il giornalista patriotticamente si adegua.<br />Gli scienziati sono dei bambocci. Non si capisce che esperimenti svolgano, e non ha grande importanza, tanto la ricerca scientifica è <em>fuffa</em>, e se non è <em>fuffa</em>, è roba dannosa che riguarda l&#8217;energia atomica.<br />
Quando il dottor Carrington implora i militari di aiutarlo per tentare di comunicare con la creatura – ché chissà quali conoscenze possiede e lo scopo dell&#8217;uomo è la ricerca della conoscenza – il patetico scienziato è ridicolizzato. Se proprio si vuol parlare alla &#8220;cosa&#8221; bisogna usare un solo linguaggio: quello delle fucilate!<br />Qui più di un critico ha inteso la &#8220;cosa&#8221; come metafora del pericolo comunista (chiave interpretativa di una bella fetta della fantascienza cinematografica anni &#8216;50), dato che ai comunisti spari e basta. Per me è una faccenda più profonda: è proprio un atteggiamento generale riguardo l&#8217;ignoto. Che sia alieno, indiano o comunista poco cambia: di fronte allo strano, allo sconosciuto, al difficilmente comprensibile, al problematico, la scelta corretta dev&#8217;essere usare la violenza.<br />La violenza è stata ed è la principale soluzione a ogni tipo di problema, come spiega il professor Dubois in <em>Fanteria dello Spazio</em> (1959) di R.A. Heinlein:<br />
<blockquote>Una nostra compagna gli disse a bruciapelo: — Mia madre sostiene che la violenza non ha mai risolto niente.<br />— Ah, sì? — Il signor Dubois la guardò come se non la vedesse. — Sicuramente i cartaginesi sarebbero lieti di saperlo. Perché tua madre non va a dirglielo? O perché non lo fai tu? <br />Non era la prima volta che litigavano, visto che nella sua materia non si poteva essere bocciati non c&#8217;era bisogno di tenersi buono il signor Dubois.<br />— Mi sta prendendo in giro? — ribatté lei, irritata. — Lo sanno tutti che Cartagine è stata distrutta migliaia di anni fa.<br />— Mi era sembrato che fossi tu a non saperlo — disse lui con aria cupa. — Ma, dal momento che lo sai, non sembra anche a te che la violenza abbia deciso il destino di quella città in maniera alquanto definitiva? In ogni caso, non stavo prendendo in giro te personalmente, stavo deridendo una teoria decisamente assurda, abitudine alla quale non rinuncerò mai. A chiunque si attenga alla dottrina storicamente inesatta, e completamente immorale, che la violenza non ha mai risolto niente, vorrei consigliare di evocare i fantasmi di Napoleone Bonaparte e del duca di Wellington, e lasciare che discutano la cosa tra loro. Il fantasma di Hitler potrebbe fare da arbitro e la giuria potrebbe essere formata dal dodo, dall&#8217;alca impenne e dal piccione viaggiatore. La violenza e la forza bruta nella storia hanno risolto più situazioni di qualsiasi altro elemento, e chiunque pensa il contrario è un illuso. Le specie intelligenti che hanno dimenticato questa verità fondamentale hanno regolarmente pagato l&#8217;errore con la vita e la libertà.</p></blockquote>
<p>Sul ruolo e la moralità della violenza si può discutere, ma dal punto di vista narrativo è indubbio che partire dal presupposto dello &#8220;sparare a vista&#8221; dona all&#8217;opera in questione un ritmo invidiabile. Senza pastoie etiche la lotta tra uomini e &#8220;cosa&#8221; si sviluppa veloce e divertente, con discrete scene d&#8217;azione. Tra l&#8217;altro ciò si sposa bene con una caratteristica dei film di Hawks, ovvero il dialogo fitto, realistico, con più voci che si sovrappongono.
</p>
<p>Nell&#8217;analizzare <strong><em>The Thing from Another World</em></strong> si deve poi tener conto del fenomeno dischi volanti. Il 24 Giugno 1947 Kenneth Arnold fu uno dei primi ad avvistare un gruppo di UFO che se ne andava a zonzo nel cielo sopra lo stato di Washington. Da quel giorno gli avvistamenti si susseguirono e il 7 luglio un disco volante cadrà nei pressi di Roswell nel New Mexico, anche se la notizia trapelerà solo l&#8217;anno successivo.<br />Non è perciò un caso se una delle scene più memorabili del film è quella che dimostra come la nave spaziale della &#8220;cosa&#8221; sia in effetti un UFO.<br />
<table align="center" border="0">
<tbody>
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[See post to watch Flash video]
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<em>L&#8217;astronave della &#8220;cosa&#8221; è un disco volante! La colonna sonora di The Thing from Another World è stata composta da Dimitri Tiomkin usando strumenti inconsueti, come il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Theramin">theramin</a></em>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>La paranoia riguardo i dischi volanti è anche alla base della tirata finale del giornalista.<br />
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<tbody>
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[See post to watch Flash video]
</td>
</tr>
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<em>Scott: «[...] lancio a voi un monito: tutti voi che ascoltate la mia voce, dite al mondo, ditelo a tutti dovunque si trovino: attenzione al cielo; dovunque scrutate il cielo&#8230;!»</em>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Come dargli torto? Il pericolo era, anzi <strong>è</strong> reale! Basta guardare <em>Earth vs. the Flying Saucers</em> (1956).<br />
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<tbody>
<tr>
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[See post to watch Flash video]
</td>
</tr>
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<em>Trailer di Earth vs. the Flying Saucers</em>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Dunque, come già detto, un film passabile. Non però a livello di altra fantascienza cinematografica anni &#8216;50, tipo <em>The War of the Worlds</em> (1953), <em>Forbidden Planet</em> (1956) o <em>Invasion of the Body Snatchers</em> (1956).<br />Un ulteriore punto di merito per l&#8217;unico personaggio femminile, Nikki, che invece di essere la consueta damigella in pericolo, è un personaggio forte e risoluto.</p>
<p align="center"><img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/cdm_italia.jpg" alt="Locandina italiana" /><br />
<em>Locandina italiana. Come spesso capita i distributori nostrani non hanno idea di quel che distribuiscono, per loro a invadere la Terra sono &#8220;i ciclopi di Marte&#8221;&#8230; &#8220;i ciclopi di Marte&#8221;!!! No comment</em></p>
<hr />
<a name="c1982"></a>
<p align="left">
<table border="0" align="center" cellPadding="5" cellSpacing="0">
<tr>
<td bgColor="#fff4f4" vAlign="top"><img align="left" src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/cdm_thing_c.jpg" alt="Locandina di The Thing" /></td>
<td bgColor="#fff4f4" vAlign="top">Titolo originale: <strong>The Thing</strong><br />
Titolo italiano: <strong>La Cosa</strong><br />
Regia: <strong>John Carpenter</strong></p>
<p>Anno: <strong>1982</strong><br />
Nazione: <strong>USA</strong><br />
Studio: <strong>Universal Pictures</strong><br />
Genere: <strong>Fantascienza</strong><br />
Durata: <strong>1 ora e 49 minuti</strong></p>
<p>Lingua: <strong>Inglese</strong>
</td>
</tr>
</table>
<p>John Carpenter aveva apprezzato il film del &#8216;51 – nel suo <em>Halloween</em> (1978) c&#8217;è una scena con un televisore che trasmette <strong><em>The Thing from Another World</em></strong> – ma per fortuna nel realizzare il remake è stato molto più fedele al romanzo di Campbell che non all&#8217;opera di Hawks.<br />
<table align="center" border="0">
<tbody>
<tr>
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[See post to watch Flash video]
</td>
</tr>
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<td align="center">
<em>Trailer di The Thing</em>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>La &#8220;cosa&#8221; riprende le sue capacità mimetiche e la propria intelligenza inumana anche se rimane ancora priva dei poteri telepatici. Carpenter insiste sugli aspetti più strettamente d&#8217;orrore della vicenda, e la sua &#8220;cosa&#8221; è un incubo biologico degno del Lovecraft di <em>At the Mountains of Madness</em> (<em>Alle Montagne della Follia</em>) – forse non proprio a caso, dato che Carpenter è un noto appassionato del solitario di Providence.<br />Gli effetti speciali sono notevoli. La &#8220;cosa&#8221; ha una concretezza, una (viscida) presenza fisica che è raro vedere nelle creature CG che hanno fatto furore negli ultimi anni.</p>
<p align="center"><img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/cdm_t1.jpg" alt="Un fotogramma da The Thing (1)" /><br />
<br /><img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/cdm_t2.jpg" alt="Un fotogramma da The Thing (2)" /><br />
<br /><img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/cdm_t3.jpg" alt="Un fotogramma da The Thing (3)" /><br />
<br /><img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/cdm_t4.jpg" alt="Un fotogramma da The Thing (4)" /><br />
<em>Quattro visioni della &#8220;cosa&#8221;</em></p>
<p>Militari, donne e giornalisti scompaiono e la base polare torna nelle mani degli scienziati. Forse. In realtà che mestiere facciano i personaggi nel film di Carpenter non è che sia molto chiaro. Vediamo i nostri eroi ubriacarsi, drogarsi, guardare vecchi spettacoli in TV o giocare a biliardo. Non c&#8217;è traccia di mezzo esperimento. In più hanno a disposizione un lanciafiamme, cosa avrebbero dovuto farsene?<br />Se sono scienziati, dal &#8216;38 all&#8217;82 l&#8217;Università in America ha preso una brutta piega!
</p>
<p>Nel film di Carpenter torna la paranoia presente nel romanzo. Ognuno può essere la &#8220;cosa&#8221; in incognito e i sospetti reciproci aumentano il nervosismo. La scena vitale dell&#8217;esame del sangue è un degno adattamento, anche se, per quanto possa sembrare strano, Campbell è persino più feroce.<br />Purtroppo Carpenter non segue l&#8217;esempio di Campbell per quanto riguarda la furbizia dei personaggi: scoperto che la &#8220;cosa&#8221; può assumere l&#8217;aspetto di chiunque, nel romanzo gli scienziati si organizzano per muoversi sempre in gruppo, i tizi nel film, seguendo i peggiori cliché dell&#8217;horror, continuano a girare da soli.
</p>
<p>Come nel film del &#8216;51, l&#8217;unica risposta alla &#8220;cosa&#8221; è la violenza. Ma mentre nel &#8216;51 era una scelta, nell&#8217;82 è l&#8217;unica alternativa possibile. A nessuno viene in mente che si possa comunicare con la &#8220;cosa&#8221;, non viene neanche posto il problema. Le reazioni dei personaggi &#8216;82 sono molto più &#8220;animalesche&#8221;, dettate dall&#8217;istinto, non frutto di valutazioni etiche o filosofiche. L&#8217;unica considerazione che la faccenda mi suscita è ancora: &#8220;Ma che razza di scienziati sono questi?!&#8221; Sempre se scienziati sono.</p>
<p align="center"><img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/cdm_kurt.jpg" alt="Action figure di Kurt Russel" /><br />
<em>La &#8216;action figure&#8217; di Kurt Russel che nel film interpreta il pilota di elicotteri MacReady</em></p>
<p>Nel film di Carpenter non c&#8217;è lieto fine. Anche nell&#8217;ipotesi (improbabile) che la &#8220;cosa&#8221; sia stata distrutta, gli ultimi sopravvissuti moriranno di freddo. E se, com&#8217;è più realistico, la &#8220;cosa&#8221; è ancora viva, quando arriveranno gli aiuti potrà forse riuscire a fuggire dalle lande ghiacciate del Polo e conquistare il mondo. Mi è piaciuto molto, trovo sia il finale più calzante, migliore di quello zuccheroso di Campbell.
</p>
<p><strong><em>The Thing</em></strong> è un ottimo film. L&#8217;atmosfera è cupa, carica di tensione, e c&#8217;è una virata decisa dalla fantascienza all&#8217;orrore. Non c&#8217;è dubbio che nell&#8217;insieme sia un passo avanti rispetto al film del &#8216;51, sebbene per molti versi il romanzo del &#8216;38 appaia lo stesso più &#8220;moderno&#8221;.</p>
<hr />
<a name="c2007"></a>
<p align="left">
<table border="0" align="center" cellPadding="5" cellSpacing="0">
<tr>
<td bgColor="#fff4f4" vAlign="top"><img align="left" src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/cdm_terror.jpg" alt="Copertina di The Terror" /></td>
<td bgColor="#fff4f4" vAlign="top">Titolo originale: <strong>The Terror</strong><br />
Titolo italiano: <strong>La Scomparsa dell&#8217;Erebus</strong><br />
Autore: <strong>Dan Simmons</strong></p>
<p>Anno: <strong>2007</strong><br />
Nazione: <strong>USA</strong><br />
Lingua: <strong>Inglese</strong><br />
Traduzione in lingua italiana: <strong>G.L. Staffilano</strong><br />
Editore: <strong>Mondadori (2008)</strong></p>
<p>Genere: <strong>Romanzo storico d&#8217;avventura con mostro</strong><br />
Pagine: <strong>757</strong></td>
</tr>
</table>
<p>Dan Simmons dedica il suo romanzo al cast del film del &#8216;51, tuttavia i legami tra <em>La Scomparsa dell&#8217;Erebus</em> e <em>La &#8220;cosa&#8221;</em> sono meno stretti di quanto la trama e la dedica potrebbero far pensare. Il che è anche il problema di fondo del romanzo.<br />Dan Simmons rimane a metà guado. Da un lato il romanzo storico, con la disperata odissea della spedizione Franklin, dall&#8217;altro un romanzo di fantasy/fantascienza con la spedizione costretta a combattere contro la creatura &#8220;aliena&#8221;. Simmons si piazza in mezzo e secondo me non è una scelta felice. Letto come romanzo storico il sopraggiungere del sovrannaturale fa storcere il naso, mentre letto come romanzo fantastico ci si trova di fronte a un&#8217;opera dove più che la &#8220;cosa&#8221; contano le scorte di cibo, le malattie, il freddo artico, gli ufficiali incapaci, i subordinati riottosi e così via.<br />Siamo all&#8217;opposto di Campbell: Campbell ha scritto un romanzo mantenendo sempre fissa l&#8217;attenzione su quello che voleva raccontare, Simmons naviga a vista, spinto ora da un vento ora da un altro. Alla fine Campbell scrive intorno alle 100 pagine, senza mezza parola di troppo, Simmons di pagine ne scrive quasi 800 della quali almeno un terzo si potrebbero buttare senza pensarci due volte.<br />Campbell, come già ricordato, ha bisogno di pochi paragrafi per delineare l&#8217;ambientazione e il ruolo che questa ha nella storia, Simmons dedica una marea di pagine alla neve, al ghiaccio, alle creste di pressione, ai seracchi, al pack e agli iceberg. L&#8217;unico risultato è che a un certo punto ho esclamato (ma non a voce alta!): &#8220;L&#8217;ho capito che al Polo Nord fa freddo! Grazie!&#8221;</p>
<p align="center"><img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/cdm_freddo.jpg" alt="Che freddo!" /><br />
<em>Dopo accurate ricerche e approfonditi studi, sono confidente nell&#8217;affermare che al Polo Nord la temperatura è bassa</em></p>
<p>Dal punto di vista della &#8220;cosa&#8221;, Simmons si affida alla mitologia esquimese e dunque la sua creatura ha solo marginali punti di contatto con le &#8220;cose&#8221; già viste. La &#8220;cosa&#8221; di Simmons pare possedere una certa capacità di mutare forma, anche se di solito appare simile a un gigantesco orso o talpa, però non è in grado di imitare altri esseri viventi. È dotata di telepatia ma solo verso persone ricettive. In compenso, nonostante dovrebbe essere intelligente, il suo comportamento è incomprensibile (a essere buoni, a essere cattivi si comporta così solo perché così serve alla trama).<br />
<a href="javascript:void(null);" onclick="s_toggleDisplay(document.getElementById('SID1476693770'), this, 'Mostra spoiler riguardo la creatura &#9660;', 'Nascondi spoiler riguardo la creatura &#9650;');">Mostra spoiler riguardo la creatura &#9660;</a></p>
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La &#8220;cosa&#8221; di Simmons è una sorta di demone esquimese, il <em>Tuunbaq</em>, o Il Dio Che Cammina Come Un Uomo. In quanto entità divina, la creatura è in pratica invincibile. Il che vuol dire che a pagina 1 potrebbe uccidere tutti gli uomini della spedizione Franklin senza alcun problema. Non lo fa, perché?<br />E non basta: molto più avanti nel romanzo la creatura inizia a massacrare gli orsi polari, e lo scopo è privare di carne fresca gli affamati marinai. Se la creatura volesse i marinai morti potrebbe ammazzarli direttamente, se li volesse torturare potrebbe rapirli e torturarli. Perché la pantomima con gli orsi? Perché è fantasy!!! Come si vede anche autori per altri versi molto bravi spesso ci cascano.
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<p>Dove i personaggi di Campbell erano quasi indistinti, Simmons presenta una moltitudine di punti di vista, spesso con stile di scrittura diverso a seconda del personaggio che presenta gli avvenimenti. Nessun personaggio mi ha colpita particolarmente e forse per questo ho apprezzato l&#8217;alternarsi dei punti di vista. Se tutto il romanzo fosse stato narrato dal Capitano Crozier o dal dottor Goodsir sarebbe stato molto noioso. È un peccato poi che la scelta del punto di vista non includa mai o quasi mai Lady Silence (la misteriosa giovane esquimese senza lingua), il gigante idiota Manson o il perfido Hickey.</p>
<p align="center"><img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/cdm_crozier.jpg" alt="Il Capitano Crozier" /><br />
<em>Il vero Capitano Francis Rawdon Moira Crozier</em></p>
<p>I personaggi di Campbell rimanevano sempre lucidi, quelli di Simmons spesso prendono le decisioni sbagliate. Purtroppo non sempre queste decisioni sbagliate possono essere giustificate, più di una volta i personaggi, come già visto con la creatura, agiscono solo in base a mere esigenze di trama.<br />
<a href="javascript:void(null);" onclick="s_toggleDisplay(document.getElementById('SID988236590'), this, 'Mostra uno spoiler su Hickey &#9660;', 'Nascondi uno spoiler su Hickey &#9650;');">Mostra uno spoiler su Hickey &#9660;</a></p>
<div id='SID988236590' style='display:none;'>
All&#8217;inizio il progetto di Hickey di uccidere il terzo Tenente Irving poteva avere un senso, ma mesi dopo questo senso è scomparso. Se Irving non ha parlato fin a quel momento è ovvio che non lo farà più. Inoltre Hickey organizza l&#8217;omicidio in maniera dilettantesca, abbandonando la prudenza che fino a quel momento aveva contraddistinto il personaggio. Non è Hickey a uccidere Irving, ma Simmons in persona, per sterzare la trama nella direzione da lui voluta. Penoso.
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<p>Il ritmo del romanzo è lento, segnato dai periodici attacchi della creatura, che dopo un po&#8217; diventano prevedibili (tranne che per i poveri personaggi, che senza problemi continuano a farsi massacrare commettendo sempre gli stessi errori – sì sto parlando della versione 1845 dell&#8217;aggirarsi da soli per gli angoli bui della base). Alcuni passaggi poi sono tediosi oltre ogni dire, per esempio la ventina di pagine con le farneticazioni di Crozier in crisi d&#8217;astinenza da alcolici. Fra l&#8217;altro queste farneticazioni svelano il finale del romanzo! Roba che quando ho letto non ci volevo credere, invece è proprio così. Qui Simmons e il suo editor dormivano, non c&#8217;è altra spiegazione.<br />Nonostante ciò, nel complesso è un romanzo che si legge volentieri. Simmons dimostra di conoscere a menadito l&#8217;ambientazione scelta. Ogni particolare riguardo navi, vestiario, cibi, organizzazione, ecc. suona verosimile. L&#8217;effetto globale è la sensazione di trovarsi lì, tra i ghiacci dell&#8217;Artico, e il desiderio di sapere se si riuscirà a salvarsi o no spinge a leggere fino alla fine.</p>
<p align="center"><img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/cdm_ogg.jpg" alt="Oggetti ritrovati" /><br />
<em>Alcuni oggetti appartenuti a uno dei marinai della spedizione Franklin, oggetti ritrovati nel corso di una delle tante missioni di salvataggio</em></p>
<p>Finale che però è un altro dei punti deboli del romanzo. La moltitudine dei punti di vista si riduce a uno solo e sono lasciate in sospeso almeno due sottotrame importanti. Inoltre Simmons decide di tagliar corto nei riguardi della creatura con un lungo &#8220;spiegone&#8221; tutto raccontato. E non entro neanche nel merito della &#8220;morale&#8221; della storia: una versione del mito ormai trito e defunto del buon selvaggio.
</p>
<p><strong><em>The Terror</em></strong> è un romanzo che penso possa piacere a chi cerca una storia d&#8217;avventura dai toni crudi (anche qui Simmons rimane a metà del guado: le scene di cannibalismo e violenza sono forse un filo esagerate per un romanzo d&#8217;avventura, ma troppo &#8220;morbide&#8221; per una storia d&#8217;orrore), specie se si ha interesse per il periodo storico. Facendo finta che la creatura sia davvero solo un grosso orso.<br />Altrimenti è un&#8217;occasione sprecata: Simmons è un bravo scrittore, la sua ambientazione è ben ricercata, le premesse sono ottime ma la storia non sa neanche lei dove voglia andare a parare.</p>
<hr />
<p style="font-size:medium"><strong>Gamberi</strong>
</p>
<p>Più che scrivere vere recensioni ero interessata a seguire l&#8217;evoluzione della &#8220;cosa&#8221;, ma per avere un&#8217;idea, i Gamberi sarebbero questi:</p>
<p><strong><em>Who Goes There?</em></strong> Un classico della fantascienza a ragione. Tre Gamberi freschi meritati.<br />
<a href="http://fantasy.gamberi.org/recensioni-e-voti/" title="Tre Gamberi Buoni: clicca per maggiori informazioni sui voti"><img src="http://fantasy.gamberi.org/gamberi/GB3.gif" alt="Tre Gamberi Buoni: clicca per maggiori informazioni sui voti" /></a></p>
<p><strong><em>The Thing from Another World</em></strong> Film divertente. Però si poteva fare molto di più. Stivale.<br />
<a href="http://fantasy.gamberi.org/recensioni-e-voti/" title="Stivale: clicca per maggiori informazioni sui voti"><img src="http://fantasy.gamberi.org/gamberi/stivale.gif" alt="Stivale: clicca per maggiori informazioni sui voti" /></a></p>
<p><strong><em>The Thing</em></strong> Carpenter ha reso giustizia a Campbell e ci ha messo del suo (nel bene e nel male). Due Gamberi freschi.<br />
<a href="http://fantasy.gamberi.org/recensioni-e-voti/" title="Due Gamberi Buoni: clicca per maggiori informazioni sui voti"><img src="http://fantasy.gamberi.org/gamberi/GB2.gif" alt="Due Gamberi Buoni: clicca per maggiori informazioni sui voti" /></a></p>
<p><strong><em>The Terror</em></strong> Pregi e difetti si bilanciano. Stivale.<br />
<a href="http://fantasy.gamberi.org/recensioni-e-voti/" title="Stivale: clicca per maggiori informazioni sui voti"><img src="http://fantasy.gamberi.org/gamberi/stivale.gif" alt="Stivale: clicca per maggiori informazioni sui voti" /></a></p>
<p>Ricordo infine che tutte le opere citate sono disponibili in formato elettronico via eMule, sia in lingua originale sia in italiano.
</p>
<hr />
<p align="left"><strong>Approfondimenti:</strong></p>
<p align="left"><img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/gamberi_it.png" alt="bandiera IT" align="bottom" />&nbsp;<a href="http://www.ibs.it/code/9788804580027/simmons-dan/scomparsa-dell-erebus.html"><em>La Scomparsa dell&#8217;Erebus</em> su iBS.it</a><br />
<img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/gamberi_en.png" alt="bandiera EN" align="bottom" />&nbsp;<a href="http://www.amazon.com/Terror-Novel-Dan-Simmons/dp/0316017450/"><em>The Terror</em> su Amazon.com</a><br />
<img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/gamberi_en.png" alt="bandiera EN" align="bottom" />&nbsp;<a href="http://www.geocities.com/Hollywood/Highrise/3756/jc/who/bonusid.htm"><em>Who Goes There?</em> leggibile online</a><br />
<img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/gamberi_it.png" alt="bandiera IT" align="bottom" />&nbsp;<a href="http://www.ibs.it/dvd/5050582049046/the-thing/cosa.html"><em>La Cosa</em> (DVD) su iBS.it</a><br />
<img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/gamberi_it.png" alt="bandiera IT" align="bottom" />&nbsp;<a href="http://film-dvd.dvd.it/dvd-fantascienza/la-cosa-da-un-altro-mondo-2-dvd/dettaglio/id-26566/"><em>La Cosa da un altro Mondo</em> (DVD) su DVD.it</a></p>
<p><img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/gamberi_it.png" alt="bandiera IT" align="bottom" />&nbsp;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/John_W._Campbell">John W. Campbell Jr. su Wikipedia</a><br />
<img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/gamberi_it.png" alt="bandiera IT" align="bottom" />&nbsp;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Howard_Hawks">Howard Hawks su Wikipedia</a><br />
<img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/gamberi_it.png" alt="bandiera IT" align="bottom" />&nbsp;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/John_Carpenter">John Carpenter su Wikipedia</a><br />
<img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/gamberi_it.png" alt="bandiera IT" align="bottom" />&nbsp;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dan_Simmons">Dan Simmons su Wikipedia</a><br />
<img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/gamberi_en.png" alt="bandiera EN" align="bottom" />&nbsp;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Who_Goes_There%3F"><em>Who Goes There?</em> su Wikipedia</a><br />
<img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/gamberi_en.png" alt="bandiera EN" align="bottom" />&nbsp;<a href="http://www.imdb.com/title/tt0084787/"><em>The Thing</em> su IMDb</a><br />
<img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/gamberi_en.png" alt="bandiera EN" align="bottom" />&nbsp;<a href="http://thething.ca/">thething.ca un sito dedicato alla &#8220;cosa&#8221;</a><br />
<img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/gamberi_en.png" alt="bandiera EN" align="bottom" />&nbsp;<a href="http://www.imdb.com/title/tt0044121/"><em>The Thing from Another World</em> su IMDb</a></p>
<p><img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/gamberi_en.png" alt="bandiera EN" align="bottom" />&nbsp;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Franklin%27s_lost_expedition">La perduta spedizione Franklin su Wikipedia</a><br />
<img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/gamberi_it.png" alt="bandiera IT" align="bottom" />&nbsp;<a href="http://www.delosstore.it/bazaar/scheda.php?id=707">Una copia de <em>I Figli di Mu</em> presso il Delos Store</a><br />
<img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/gamberi_en.png" alt="bandiera EN" align="bottom" />&nbsp;<a href="http://www.nuclearweaponarchive.org/Russia/TsarBomba.html">Big Ivan o Tsar Bomba</a>
</p>
<p align="left">&nbsp;</p>
 <img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/plugins/feed-statistics.php?view=1&post_id=944" width="1" height="1" style="display: none;" />]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Recensioni :: Romanzo :: Pan</title>
		<link>http://fantasy.gamberi.org/2008/08/07/recensioni-romanzo-pan/</link>
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		<pubDate>Thu, 07 Aug 2008 16:45:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gamberetta</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Fantasy]]></category>

		<category><![CDATA[Italiano]]></category>

		<category><![CDATA[Libri]]></category>

		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[



Titolo originale: Pan
Autore: Francesco Dimitri
Anno: 2008
Nazione: Italia
Lingua: Italiano
Editore: Marsilio
Genere: Urban Fantasy
Pagine: 461


Misteriosi e bizzarri fenomeni accadono a Roma, ai giorni nostri. Annunciano che il Dio Pan sta per tornare e per concludere la secolare lotta contro un altro Dio che ha deciso di stabilirsi in città: Greyface. Presa in mezzo nella rissa tra i due [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left">
<table border="0" align="center" cellPadding="5" cellSpacing="0">
<tr>
<td bgColor="#fff4f4" vAlign="top"><img align="left" src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/pan_pan.jpg" alt="Copertina di Pan" /></td>
<td bgColor="#fff4f4" vAlign="top">Titolo originale: <strong>Pan</strong><br />
Autore: <strong>Francesco Dimitri</strong></p>
<p>Anno: <strong>2008</strong><br />
Nazione: <strong>Italia</strong><br />
Lingua: <strong>Italiano</strong><br />
Editore: <strong>Marsilio</strong></p>
<p>Genere: <strong>Urban Fantasy</strong><br />
Pagine: <strong>461</strong></td>
</tr>
</table>
<p>Misteriosi e bizzarri fenomeni accadono a Roma, ai giorni nostri. Annunciano che il Dio Pan sta per tornare e per concludere la secolare lotta contro un altro Dio che ha deciso di stabilirsi in città: Greyface. Presa in mezzo nella rissa tra i due Dei, la famiglia Cavaterra. Alla fine saranno proprio i Cavaterra a dirimere la questione tra le divinità.
</p>
<p><strong><em>Pan</em></strong> è un romanzo <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Urban_fantasy"><em>urban fantasy</em></a>, che ricorda opere come <em>American Gods</em> di Gaiman, oppure <em>Our Lady of Darkness</em> (titolo italiano: <em>Nostra Signora delle Tenebre</em>) di Leiber o ancora <em>The Cosmic Puppets</em> (<em>La Città Sostituita</em>) di Philip K. Dick. Ma anche se certi riferimenti sono abbastanza chiari –  gli spiriti che abitano Roma e in generale la rappresentazione della città come &#8220;viva&#8221; devono molto a <em>Megapolisomancy: A New Science of Cities</em> del De Castries – Dimitri non ha &#8220;scopiazzato&#8221; nessuno. Il romanzo ha molte fonti d&#8217;ispirazione ma mantiene una sua precisa personalità e originalità. Fra l&#8217;altro lo stile di scrittura è più brillante di quello di Leiber e la trama scorre meglio che nel romanzo di Gaiman.</p>
<table style="width: 100%" cellspacing="1" border="1" cellpadding="12">
<tr>
<td bgColor="#fff4f4">
<p align="center"><strong>Letture Consigliate</strong></p>
<p align="left">Le quattro opere citate sono tutte e quattro abbastanza famose, e letture consigliate. Esclusa l&#8217;ultima, si trovano facilmente su emule:</p>
<p><img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/gambero_rosa.png" alt="Icona di un gamberetto" align="bottom" />&nbsp;<em>American Gods</em> di Neil Gaiman<br />
<blockquote>Shadow si è fatto tre anni dentro. Sta per uscire ma proprio il giorno prima di tornare in libertà lo informano che sua moglie e il suo migliore amico sono morti in un misterioso incidente. Sull&#8217;aereo che lo riporta a casa, Shadow fa conoscenza con un enigmatico Mister Wednesday che gli offre di lavorare per lui. Shadow finisce per accettare: un lavoro gli risolve il problema di cosa fare della sua vita, anche se gli arriva da un vecchio bevitore di Jack Daniel&#8217;s dall&#8217;aria poco raccomandabile. Il contratto con il losco Mr Wednesday viene annaffiato da una bevuta di idromele, ma Shadow ci metterà ancora qualche tempo per capire chi siano in realtà il suo boss, i suoi compagni in affari, i suoi concorrenti, e ancora più tempo per capire in che gioco sia finito. Il vecchio baro corpulento, l&#8217;improbabile seduttore di ragazzine, il gran mangiatore e bevitore, l&#8217;uomo dall&#8217;eloquio torrenziale e dalla risata tonitruante è Odino, Votan, Grimnir, il Padre di ogni cosa, la somma divinità del pantheon nordico, arrivato in America secoli e secoli fa con una nave di vichinghi.</p></blockquote>
<p><strong>eBook.ITA.200.Neil.Gaiman.<br />
American.Gods.(doc.lit.pdf.rtf).[Hyps].rar</strong> (2.795.219 bytes)</p>
<p align="center"><img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/pan_gods.jpg" alt="Copertina di American Gods" /><br />
<em>Copertina di American Gods</em></p>
<p><img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/gambero_rosa.png" alt="Icona di un gamberetto" align="bottom" />&nbsp;<em>Nostra Signora delle Tenebre</em> di Fritz Leiber<br />
<blockquote><em>Nostra Signora delle Tenebre</em> è una agghiacciante fantasy urbana, ambientata nella metropoli di San Francisco. Ma anche la modernissima San Francisco, con le sue colline, la sua baia assolata e i suoi grattacieli altissimi e rilucenti, può diventare il regno del terrore quando strane ombre cominciano ad aggirarsi furtive tra i caseggiati. Per Franz Westen, vedovo, scrittore di racconti del soprannaturale per la televisione, l&#8217;incubo comincia all&#8217;improvviso, quando, una notte, si affaccia alla finestra del suo appartamento per scrutare con il binocolo le luci della città ed è testimone di una scena inquietante: là, sulla cima di Corona Heights, la solitaria ed erta collinetta che si leva proprio nel cuore di San Francisco, c&#8217;è una strana figura dal colorito brunastro che si agita e si muove in maniera sinistra, come se fosse impegnata in qualche misterioso rituale o danza magica. Ha così inizio una terribile persecuzione, cui Franz tenterà invano di sottrarsi e che forse è collegata in qualche modo con un vecchio volume affascinante e sibillino, pieno di misteriose citazioni e di strani discorsi sulle moderne città e sulle arcane entità che le infestano.</p></blockquote>
<p><strong>eBook.ITA.240.Fritz.Leiber.<br />
Nostra.Signora.Delle.Tenebre.(doc.lit.pdf.rtf).[Hyps].rar</strong> (1.058.050 bytes)</p>
<p align="center"><img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/pan_tenebre2.jpg" alt="Copertina di Nostra Signora delle Tenebre" /><br />
<em>Copertina di Nostra Signora delle Tenebre</em></p>
<p><img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/gambero_rosa.png" alt="Icona di un gamberetto" align="bottom" />&nbsp;<em>La Città Sostituita</em> di Philip K. Dick<br />
<blockquote>Millgate, la piccola città della Virginia, dove Ted Barton è nato trent&#8217;anni prima, sembra, a guardarla, immutata: è sempre al centro della conca chiusa tra le montagne, col suo campanile, i suoi alberi, il suo torrente. Ma una volta entrato nella cittadina, Ted Barton si accorge che qualcosa non è come dovrebbe essere: il parco col vecchio cannone della guerra civile è scomparso, al posto della valigeria di Doyle c&#8217;è ora una drogheria, e Central Street non esiste più, è cambiata, e si chiama Jefferson Street. Nel tentativo di scoprire che cos&#8217;è successo alla &#8220;vera&#8221; Millgate, Barton, e il vecchio Christopher che lo aiuta nelle sue indagini, si troveranno coinvolti nella battaglia delle titaniche forze cosmiche che dividono Millgate, e l&#8217;universo, nei due regni della luce e delle tenebre.</p></blockquote>
<p><strong>ITABOOK_0066_-_Dick,_Philip_K_-_La_Città_Sostituita.rar</strong> (574.391 bytes)</p>
<p align="center"><img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/pan_citta.jpg" alt="Copertina de La Città Sostituita" /><br />
<em>Copertina de La Città Sostituita</em></p>
<p><img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/gambero_rosa.png" alt="Icona di un gamberetto" align="bottom" />&nbsp;<em>Megapolisomancy: A New Science of Cities</em> di Thibaut De Castries</p>
<p>Purtroppo questo interessante saggio non è mai stato tradotto in italiano, né è disponibile in rete.<br />Il De Castries (personaggio bislacco che ha vissuto mille avventure, da ragazzo è stato persino agli ordini di Giuseppe Garibaldi) sostiene la tesi che quando le città crescono troppo, quando certi tipi di materiali si accumulano in maniera indiscriminata, provocano il nascere o il sopraggiungere dall&#8217;esterno di particolari spiriti, detti paramentali. I paramentali sono spiriti ostili e molto pericolosi per l&#8217;uomo, tanto che il De Castries non ha scrupoli nel paragonare le moderne megalopoli ai complessi tombali egizi.  Gli uomini in pratica vivono già nella loro tomba.<br />Nondimeno, è possibile riuscire a manipolare questi spiriti delle città, questi paramentali, in modo non solo da prevedere il futuro, ma da alterarlo. Non è infine esclusa la possibilità che gli uomini stessi possano tramutarsi in paramentali, acquisendo così l&#8217;immortalità.</p>
<p align="center"><img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/pan_mega.jpg" alt="Copertina di Megapolisomancy: A New Science of Cities" /><br />
<em>Copertina di Megapolisomancy: A New Science of Cities</em></p>
</td>
</tr>
</table>
<p style="font-size:medium"><strong>Ambientazione</strong>
</p>
<p>Come detto, la storia è ambientata a Roma, ai giorni nostri. Tuttavia questo è solo un Aspetto della realtà. Dimitri immagina che la realtà abbia tre Aspetti distinti: la Carne, l&#8217;Incanto e il Sogno. La Carne è il mondo fisico, al quale ognuno è abituato; l&#8217;Incanto è una sorta di mondo dell&#8217;immaginario, dove sono allentate le restrizioni imposte dalla Carne, e dove non c&#8217;è alcuna inibizione; infine il Sogno è un mondo surreale dove Carne e immaginazione coincidono. I tre Aspetti sono distinti, tanto che è possibile passare da uno all&#8217;altro, ma ugualmente coesistono sempre nello stesso momento. Uno stesso luogo o istante esiste contemporaneamente sia nella Carne, sia nell&#8217;Incanto, sia nel Sogno.<br />Questa è però solo un&#8217;approssimazione di quanto illustrato nel romanzo, perché Dimitri non spiega mai in maniera esaustiva come stiano le cose. Nonostante ciò, direi che funziona. Al lettore è trasmessa in maniera chiara la sensazione che la realtà ideata da Dimitri non sia campata per aria, né tantomeno asservita alla trama di un qualche romanzo, bensì sia una realtà che obbedisce a precise regole, anche se non si è in grado di afferrarle tutte. D&#8217;altra parte è lo stesso con la &#8220;nostra&#8221; di realtà: &#8220;I think I can safely say that nobody understands quantum mechanics.&#8221; <em>[Penso di poter affermare in maniera sicura che nessuno capisce la meccanica quantistica]</em> parola del celebre fisico <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Richard_Feynman">Richard Feynman</a>.</p>
<p>La Roma nell&#8217;Aspetto dell&#8217;Incanto è l&#8217;Isolachenonc&#8217;è, la stessa del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Peter_Pan"><em>Peter Pan</em></a> di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/James_Matthew_Barrie">J.M. Barrie</a>. Per non rovinare la sorpresa non starò a spiegare il perché di questa bizzarria, basti dire che anche qui Barrie non è scopiazzato, è solo fonte d&#8217;ispirazione.</p>
<p align="center"><img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/pan_peter.jpg" alt="Peter Pan nel film del 1924" /><br />
<em>L’attrice Betty Bronson interpretò Peter Pan in una <a href="http://www.imdb.com/title/tt0015224/">trasposizione cinematografica</a> del 1924</em></p>
<p>Nel complesso è un&#8217;ottima ambientazione. L&#8217;idea di presentare un mondo diverso a seconda di quale Aspetto si prenda in considerazione, mantenendo però la realtà unica, è resa molto bene. Siamo a Roma ma anche in un mondo di spiriti, fate, Dei, sirene e bambini volanti. La quotidianità si fonde con il fantastico formando un tessuto continuo, senza strappi. O quasi. Ci sono dei momenti, per altro molto divertenti, dove accenni fin troppo precisi alla nostra realtà rompono un po&#8217; l&#8217;incantesimo:<br />
<blockquote>Uno dei due, quello che si faceva chiamare Maximilian, il mese precedente aveva legato un lucchetto come pegno d&#8217;amore attorno a un lampione su Milvio, un altro Ponte. L&#8217;usanza si era diffusa da qualche anno. Gli spiriti della città la odiavano, perché era un rito senza Incanto, un gesto meccanico, privo di bellezza.</p></blockquote>
<p>Qui è difficile non sorridere pensando a Moccia e ai suoi lucchetti dementi, d&#8217;altra parte pensare a Moccia vuol dire affossare l&#8217;Incanto all&#8217;istante&#8230;<br />
<blockquote>Un gruppo di conservatori ha organizzato un rogo di libri, tra cui un abominevole manuale che parla di come diventare cattivi, un paio di versioni del <em>Necronomicon</em> in vendita da Feltrinelli, <em>Magick</em> di Aleister Crowley, l&#8217;ultimo <em>Harry Potter</em>, alcuni testi wiccan e roba a caso di Stephen King.</p></blockquote>
<p>L&#8217;abominevole manuale è <em>Il manuale del cattivo. Cattivi si nasce. Bastardi si diventa</em> scritto dallo stesso Dimitri (Castelvecchi, 2006). Anche qui si sorride, ma si esce un po&#8217; dalla storia. Di questi momenti ce ne sono diversi, tutti spiritosi, ma forse un po&#8217; sopra le righe.</p>
<p align="center"><img src="http://fantasy.gamberi.org/wp-content/pan_cattivo.jpg" alt="Copertina de Il Manuale del Cattivo" /><br />
<em>Copertina de Il Manuale del Cattivo</em></p>
<p style="font-size:medium"><strong>Personaggi</strong>
</p>
<p>Le due divinità Pan (Peter Pan) da una parte e Greyface (Capitan Uncino) dall&#8217;altra, sono tutto sommato personaggi secondari. I veri protagonisti sono i fratelli Cavaterra e i loro amici. Sono tutti caratterizzati molto bene, in particolare Angela Cavaterra, aspirante illusionista col nome di Meravigliosa Wendy, e il fauno Temidoro. La Meravigliosa Wendy e Temidoro mi sono piaciuti tantissimo, al punto di avere la tentazione di saltare avanti per leggere prima le pagine a loro dedicate.<br />Anche gli altri però non sono da meno, forse l&#8217;unico un po&#8217; piatto è Giovanni Cavaterra: svolge il suo onesto lavoro nell&#8217;ambito della storia, ma non entusiasma. Invece da incorniciare la vicenda di Michele e Greta&#8230;<br />
<a href="javascript:void(null);" onclick="s_toggleDisplay(document.getElementById('SID1523924803'), this, 'mostra uno spoiler su Michele e Greta &#9660;', 'nascondi uno spoiler su Michele e Greta &#9650;');">mostra uno spoiler su Michele e Greta &#9660;</a></p>
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Michele Cavaterra è il più giovane dei tre fratelli Cavaterra (gli altri sono Angela e Giovanni) ed è innamorato della compagna di classe Greta. Quando giunge l&#8217;emergenza, non è difficile immaginare la reazione di Greta (e questo è sintomo di buona caratterizzazione, si veda <a href="http://snodquad.iobloggo.com/archive.php?eid=39">la regola dell&#8217;arte letteraria numero 11</a> secondo Mark Twain), è così quando lei tradisce Michele me l&#8217;aspettavo. Mi aspettavo anche una reazione violenta da parte di Michele, eppure in quanti romanzi l&#8217;autore non ha il coraggio di portare alle proprie logiche conseguenze la caratterizzazione dei personaggi? Invece Dimitri ha tirato dritto e ha fatto agire Michele com&#8217;era ragionevole che facesse (uccidere Greta), seppur con una nota ironica. Inoltre, almeno per me, l&#8217;ha reso un personaggio <em>più simpatico</em>, perché io adoro i personaggi furbi e cinici.
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<p><br />Non ci sono Buoni e Cattivi nel senso tradizionale del termine. Entrambi gli schieramenti si comportano in maniera sostanzialmente amorale, e anzi è Greyface quello che più di tutti s&#8217;impone di rispettare certi &#8220;principi&#8221;. Personalmente non ho avuto problemi con questo tipo d&#8217;impostazione, m