Warning: Creating default object from empty value in /storage/content/82/1008682/fantasy.gamberi.org/public_html/wp-content/plugins/paginated-comments/paginated-comments.php on line 37 Gamberi Fantasy » Bluebook

Articoli con tag 'Bluebook'

Nascondi elenco articoli ▲
  1. Angel di Gamberetta
  2. Romanzi italiani dei mesi perduti di Gamberetta
  3. Esbat (di nuovo) di Gamberetta
  4. Pan di Gamberetta
  5. Gli Ultimi Incantesimi di Gamberetta
  6. I Confini della Realtà di Gamberetta
  7. Il Drago come Realtà di Gamberetta
  8. La Furia di Gamberetta
  9. Cuore d’Acciaio di Gamberetta
  10. Fantascienza dimenticata di Gamberetta
  11. L’Eretico di Gamberetta
  12. L’Ultimo Orco di Gamberetta
  13. L’Ultimo Elfo di Gamberetta
  14. Recensioni :: Romanzo :: Bloodsucking Fiends di Gamberetta

I Confini della Realtà

I Confini della Realtà è un’antologia di racconti fantastici pubblicata l’anno scorso da Mondadori. Gli autori sono italiani.
Su emule occorre cercare:

Icona di un mulo Bluebook.0953.ITA.A.A.V.V.I.Confini.della.Realtà.rar (1.722.009 bytes)

Copertina de I Confini della Realtà
Copertina de I Confini della Realtà

Riporto la breve nota introduttiva del curatore, Sandrone Dazieri:

La nostra casa. Il nostro lavoro. La pizza con gli amici, la partita a calcetto o il cinema, il weekend fuori porta. I figli che crescono. Ringraziamo Dio per la fortuna di avere una vita così soddisfacente e tranquilla. Ci sentiamo a nostro agio nel mondo, conosciamo il nostro posto e il nostro futuro. Fino a quando, un giorno, prendiamo una strada che non abbiamo mai percorso prima. I passanti ci guardano con ostilità, le case sembrano possedere volti maligni pronti a divorarci. Abbiamo paura. È bastata una piccola svolta sbagliata per proiettarci in un territorio sconosciuto, per farci provare il brivido dell’ignoto e temere per la nostra vita. Abbiamo scoperto che esiste un altro mondo accanto a quello che ci è familiare, che siamo giunti in “una regione intermedia tra la luce e l’oscurità, tra la scienza e la superstizione, tra l’oscuro baratro dell’ignoto e le vette luminose del sapere. È la regione dell’immaginazione, una regione che si trova… ai confini della realtà”.
Credo che queste parole le abbiate riconosciute. Sono quelle con cui il grande Rod Sterling, scrittore e sceneggiatore statunitense, apriva una delle serie più importanti della storia della televisione: Twilight Zone, Ai confini della realtà. In questa serie dedicata al fantastico, spesso ironica, a volte spaventosa, sempre affascinante, si raccontava di uomini comuni catapultati nell’imprevisto. Poteva trattarsi di un comunicato alla radio che annunciava un’esplosione nucleare, di una persona che scopriva di poter prevedere il futuro, del primo incontro con esseri alieni dotati di mani o occhi in soprannumero, di un grande magazzino dove i manichini prendevano vita nottetempo, ma sempre gli spettatori rimanevano sorpresi: sullo schermo venivano rappresentati in modo spettacolare i loro incubi e i loro sogni.
Era la fine degli anni Cinquanta, un periodo in bilico tra gli orrori della guerra appena finita e quelli della possibile guerra a venire, dove lo straniero era sinonimo di pericolo e invasione, dove la tecnologia prometteva meraviglie e minacciava mostri. Dove tutto era appena al di là della linea d’orizzonte: l’omicidio Kennedy e il Sessantotto, la conquista dello spazio e la guerra del Vietnam, la rivoluzione sessuale e il boom economico.
E oggi? Oggi che il mondo è cambiato in modi che nessuno avrebbe creduto possibili, che il grande orrore di una guerra planetaria è stato soppiantato dai tanti piccoli orrori di tante piccole guerre, che il Grande Fratello è diventato un gioco innocuo, quali sono i nuovi confini della realtà? Dove si può spingere la nostra immaginazione? Che cosa davvero può spaventare, stupire o almeno stuzzicare noi sopravvissuti a Chernobyl e all’11 settembre, noi assuefatti al trash e alla tortura in diretta su Internet? Possiamo rompere gli schemi di una narrativa di genere che sembra aver affidato al solo noir il compito di raccontare le nostre paure?
Abbiamo rivolto la domanda a dieci scrittori. Questa “fantastica” antologia è la loro risposta e insieme un affascinante affresco della nuova narrativa italiana.
Buona lettura.

Tranne un paio di eccezioni, gli autori coinvolti non scrivono normalmente narrativa fantastica, perciò si può immaginare il livello di questa antologia. Ma una delle eccezioni è la Nostra Amata Licia!!! “Nulla si crea, tutto si distrugge” è il titolo del suo racconto: da non perdere!

Scritto da GamberolinkCommenti (11)Lascia un Commento » feed bianco Feed dei commenti a questo articolo Questo articolo in versione stampabile Questo articolo in versione stampabile • Donazioni

Il Drago come Realtà

Disponibile su emule il saggio di Silvana De Mari (autrice de L’Ultimo Elfo, L’Ultimo Orco e Gli Ultimi Incantesimi) Il Drago come Realtà. Occorre cercare:

Icona di un mulo Bluebook.0946.ITA.De.Mari.Silvana.Il.Drago.Come.Realtà.rar (809.341 bytes)

Copertina de Il Drago come Realtà
Copertina de Il Drago come Realtà

Il sottotitolo del volume della De Mari è: I significati storici e metaforici della letteratura fantastica. Sembra interessante, e non ne escono molti di saggi sulla narrativa fantastica scritti da italiani. Credo lo leggerò.

Scritto da GamberolinkCommenti (8)Lascia un Commento » feed bianco Feed dei commenti a questo articolo Questo articolo in versione stampabile Questo articolo in versione stampabile • Donazioni

La Furia

Disponibile su emule il secondo volume della trilogia di Magdeburg.

Icona di un mulo Bluebook.0862.ITA.Altieri.Alan.D.Magdeburg.02.La.Furia.rar (5.593.412 bytes)

Copertina de La Furia
Copertina de La Furia

Trama:

Con il volume centrale della trilogia ambientata nella Guerra dei Trent’anni, la fine di un’epoca diventa un affresco ancora più gotico, ancora più incombente. Tra disperate lotte per la sopravvivenza e scontri tra sanguinari sterminatori, tra rivelazioni della tragedia passata e profezie dell’Armageddon a venire, il fato di Magdeburg, la possente città ribelle sul fiume Elba, viene suggellato da crudeli giochi di potere destinati a divorare ogni cosa. E ogni uomo.

Ricordo che si può facilmente trovare in Rete anche il primo volume, come da segnalazione.

Scritto da GamberolinkCommenti (0)Lascia un Commento » feed bianco Feed dei commenti a questo articolo Questo articolo in versione stampabile Questo articolo in versione stampabile • Donazioni

Cuore d’Acciaio

Segnalazione che si merita di stare fuori dal ghetto, perché parliamo di uno dei miei romanzi fantasy preferiti: Cuore d’Acciaio di Michael Swanwick (The Iron Dragon’s Daughter, 1993). Su emule occorre cercare:

Icona di un mulo Bluebook.0793.ITA.Swanwick.Michael.Cuore.D’Acciaio.rar (2.172.512 bytes)

Copertina di Cuore d’Acciaio
Copertina di Cuore d’Acciaio

Prima di parlare del romanzo, una considerazione generale. Cuore d’Acciaio è introvabile. Non si trova più nelle librerie e anche quelle librerie online che lo danno per disponibile in realtà non riescono a procurarlo (ho conosciuto chi ha aspettato settimane perché iBS gliene spedisse una copia, senza mai riceverla). Al momento attuale non c’è alcuna offerta su eBay e anche nelle varie biblioteche non è così semplice recuperarlo.
E stiamo parlando di una singola copia. Se da un giorno all’altro mille persone decidessero di leggerlo, non ci sarebbe alcuna speranza per tutte loro di riuscire nell’impresa.
Questa è un’altra stortura dell’attuale regime riguardo il diritto d’autore. Su Cuore d’Acciaio in Italia non ci guadagna più nessuno, né Swanwick, né la casa editrice, né i lettori. Eppure un sacco di gente pensa che sia giusto così. Be’, non importa quello che dicono le normative e le leggi (letteralmente comprate ad hoc, non certo nate per difendere gli interessi della collettività), non è giusto.
Una semplice soluzione: vendere a poco prezzo l’edizione elettronica dei romanzi fuori catalogo. Diciamo 2 euro (1 per la casa editrice, 1 per l’autore). La casa editrice non deve spendere praticamente niente (il romanzo in formato elettronico l’ha già, quasi sicuramente ha già l’infrastruttura commerciale, dato che vende i libri di carta, il consumo di banda per trasferire il libro ai clienti è insignificante), e i lettori potrebbero usufruire a prezzo minimo di tante opere che per una ragione o per l’altra non hanno intercettato all’uscita nelle librerie.
Non lo fa nessuno. Quei pochi, tipo Mondadori, che vendono ebook li vendono a prezzi esorbitanti, hanno un catalogo minuscolo e, ciliegina sulla torta, i libri sono in un formato elettronico legalmente usabile solo con software Microsoft.

Non è un problema solo di Swanwick o dell’Italia. Il professor James Boyle nel suo saggio The Public Domain calcola che ben l’85% di tutta la produzione artistica del mondo faccia questa fine: non viene diffusa perché questo violerebbe le leggi sul diritto d’autore e d’altra parte non esiste più nessuno che la venda o che ci guadagni sull’eventuale vendita. Lui la chiama arte orfana. Una bella vittoria del copyright! Il rendere inaccessibile l’85% delle opere che si vorrebbero “difendere”.

Perciò un sentito ringraziamento allo staff dei Bluebook (e a Matteo in particolare, che so ha penato per trovare una copia del romanzo) per aver dato nuovi genitori adottivi a Cuore d’Acciaio!

* * *

La trama del romanzo:

Jane, una ragazzina umana, è rapita dagli Elfi per lavorare nella fabbrica dei draghi a vapore. Le condizioni di vita sono atroci, e la nostra eroina pare destinata a un’esistenza brutale e senza speranza; finché non trova il manuale di uno dei draghi. Pian piano comincia a rendersi conto che una possibilità di fuga esiste…

Cuore d’Acciaio è considerato un antesignano del New Weird. È probabilmente il primo romanzo che rientri nel New Weird così come definito da Vandermeer. Per saperne di più, potete leggere la recensione di The Dragons of Babel, il secondo romanzo di Swanwick ambientato nel mondo di Cuore d’Acciaio.

Cuore d’Acciaio mi piace tantissimo!!! L’ambientazione è eccezionale, bizzarra, complessa, piena di trovate geniali; il rapporto tra Jane e il Drago biomeccanico non ha niente della “mielosità” idiota che si vede in certi fantasy (Troisi o Paolini, per dirne un paio), il Drago mantiene sempre la sua aura di malvagità e di dignità di macchina da guerra costruita per sterminare i nemici. Le avventure di Drago e ragazza sono divertenti e fantasiose; e persino gli Elfi sono tollerabili, essendo molto più ispirati alle creature del Piccolo Popolo che non ai debosciati tolkeniani.

Mi fermo qui perché questa è pur sempre solo una segnalazione e non una recensione. Magari la recensione la scriverò fra un po’, dopo aver riletto il romanzo; a occhio ci sono almeno 5-6 gamberetti freschi – e questo nonostante Cuore d’Acciaio non sia esente da difetti, quali ad esempio un finale ambiguo e sottotono.

Ultima noticina: per chi volesse su emule si può trovare anche il romanzo in lingua originale, in HTML o PDF, basta cercare il titolo – The Iron Dragon’s Daughter.

Copertina di The Iron Dragon's Daughter
Copertina dell’edizione Gollancz di The Iron Dragon’s Daughter


EDIT del 7 febbraio 2011. Cuore d’Acciaio è stato ristampato con un nuovo titolo. Si veda questa segnalazione.

Scritto da GamberolinkCommenti (115)Lascia un Commento » feed bianco Feed dei commenti a questo articolo Questo articolo in versione stampabile Questo articolo in versione stampabile • Donazioni

Fantascienza dimenticata

…dimenticata nel senso che mi sono scordata di segnalare l’uscita dei romanzi al loro apparire su emule.

Partiamo con I Figli della Galassia di Jack Azimov.

Icona di un mulo Bluebook.0725.ITA.Azimov.Jack.I.Figli.Della.Galassia.rar (568.701 bytes)

Copertina de I Figli della Galassia
Copertina de I Figli della Galassia

Trama:

Un’astronave sfreccia tra i fantastici, fantasmagorici mondi della Galassia alla ricerca dei figli delle stelle, ma non sempre la ricerca è agevole; tra nane bianche, giganti rosse e radiostelle, i pericoli del cosmo sono sempre in agguato e lo scenario multicolore dello spazio nasconde misteri insondabili che devono essere risolti perché il seme dell’uomo continui a vivere.

Dietro lo pseudonimo di “Jack Azimov” pare si nascondano i nomi di Antonio Bellomi, Luigi Naviglio e Piero Prosperi.
Io non ho niente contro gli pseudonimi, ma è davvero al limite del patetico mettere in copertina “j.azimov” sperando che qualcuno si confonda con “i.asimov”. Era il 1976 e come si vede le cose non andavano meglio di adesso.


Del 1977 è invece Reazione a catena di Luigi Menghini.

Icona di un mulo ITABOOK_0184_-_Menghini,_Luigi_-_Reazione_a_catena.rar (1.142.559 bytes)

Copertina di Reazione a catena
Copertina di Reazione a catena

Trama:

Violenza cosmica. Il buio dell’universo si illumina sotto i lampi di un persistente conflitto interstellare. A disseminare i germi della guerra siamo noi, i Terrestri, in una smania di conquista, non piu lecita perché non più umana, che coinvolge la Lega Galattica, le Grandi Compagnie Commerciali e migliaia di uomini comuni che, per sopravvivere, rischiano quotidianamente la vita sotto la divisa del mercenario. La guerra raggiunge Gelbelex, un piccolo e sperduto pianeta. I protagonisti sono i terrestri, ma ad assumere la parte di “primadonna” è una creatura non-umana: una minuscola “vivente” di Gelbelex, una “pasticca azzurra” pensante e telepatica attorno alla quale ruota il sanguinoso e apocalittico rovinìo della civiltà umana.


Il romanzo di Virginio Marafante Luna di Fuoco vinse il Premio Urania nel 1990.

Icona di un mulo ITABOOK_0206_-_Marafante,_Virginio_-_Luna_di_fuoco.rar (1.262.644 bytes)

Copertina di Luna di Fuoco
Copertina di Luna di Fuoco

Trama:

Gilberto Danahe viene inviato su una delle lune di Giove per una spettacolare missione di “ingegneria planetaria”, ma fin dall’inizio si accorge che c’è qualcosa che non va. Sembra impossibile, eppure tanti piccoli indizi fanno pensare che quel mondo arido e lontano, quella luna di fuoco e di morte sia in un certo senso abitata. Ma da chi? Risolvere questo classico enigma spaziale non sarà cosa da poco, tanto più che la struttura dei misteriosi “indigeni” è lontanissima dalla nostra. Forse la cosa migliore è ripartire per la Terra, ma a chi spetterà l’ultima parola? Agli uomini o agli extraterrestri?


Il Premio Urania 1995 è invece stato vinto da I Biplani di D’Annunzio di Luca Masali.

Icona di un mulo ITABOOK_0213_-_Masali,_Luca_-_I_biplani_di_D’Annunzio.rar (1.080.875 bytes)

Copertina de I Biplani di D’Annunzio
Copertina de I Biplani di D’Annunzio

Trama:

Prima guerra mondiale: è notte, sopra i cieli di Venezia. Un bombardiere austriaco viene abbattuto sulla laguna. L’unico sopravvissuto è il pilota, Matteo Campini.
Che sa bene di essere in un brutto pasticcio: gli italiani non sono affatto teneri con gli ufficiali triestini che combattono per l’Impero austro-ungarico.
Messo in salvo da un’affascinante e misteriosa ragazza, Flavia Manin, ben presto Campini scopre di essere al centro di una sinistra macchinazione che viene dal futuro. Dalla Bosnia Erzegovina, figlia dei massacri etnici degli anni ’90, qualcuno sta cercando di cambiare le sorti della prima guerra mondiale, giocando una partita ambigua che muove uomini ed eserciti come fossero tragiche pedine.
Campini non dovrà più lottare solo per salvarsi la vita: l’intero destino dell’Europa è nelle sue mani. Affronterà Hermann Göring in persona, quando il futuro gerarca nazista ancora era un pilota di caccia, nella squadriglia del Barone Rosso.
Ma nella lotta contro le forze del male non è solo: riceverà aiuto dal poeta soldato Gabriele D’Annunzio e dalla ragazza che porta sul seno una enigmatica spilla d’oro a forma di clessidra.

Il romanzo è il primo in una trilogia che si completa con La Perla alla fine del Mondo e La Balena del Cielo.

Scritto da GamberolinkCommenti (0)Lascia un Commento » feed bianco Feed dei commenti a questo articolo Questo articolo in versione stampabile Questo articolo in versione stampabile • Donazioni

Pagina 2 di 3

« prima 1 2 3  ultima »