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Orrore Cosmico 2: Long Dream

Ricordo che il “piano dell’opera” è qui.

Locandina di Arch Angels Titolo originale: Nagai Yume
Titolo inglese: Long Dream
Regia: Higuchinsky

Anno: 2000
Nazione: Giappone
Studio: Omega Micott Inc.
Genere: Fantasy, Fantascienza, Orrore
Durata: 58 minuti

Lingua: Giapponese
Sottotitoli: Inglese

Come già Uzumaki, Long Dream è una produzione di Higuchinsky e Junji Ito: manga di Ito e regia di Higuchinsky. In questo caso non posso giudicare sulla qualità dell’adattamento, non avendo letto il manga originario, ma è un bel film, mi è piaciuto. Non è strano come Uzumaki, però non è privo di alcune deliziose bizzarrie.

Un giorno si presenta in un ospedale giapponese Mukoda, un giovane che accusa sintomi molto strani: sostiene che i suoi sogni si allunghino sempre più. Nelle poche ore notturne, Mukoda sostiene di vivere giorni e settimane in sogno e purtroppo per lui spesso più che sogni sono incubi.
Ricoverato in osservazione, Mukoda a ogni notte peggiora, con sogni sempre più lunghi, tanto che gli è progressivamente più difficile ricordare chi sia, trascorrendo ormai interi anni nel mondo dei sogni. Peggio, comincia a mutare anche fisicamente, trasformandosi in un mostro orribile (in verità del tutto ridicolo, causa effetti speciali da recita scolastica).

Il mostro
Il “mostro” di Long Dream, già celebre tra gli intenditori

Mukoda diventa talmente brutto che quando esce dalla sua stanza viene scambiato per la Morte in persona dalla diciassettenne Mami, ricoverata per un tumore benigno. Frattanto il dottor Kuroda, il medico di Mukoda, comincia a vedere ovunque l’immagine di una giovane donna, morta anni prima.
mostra il finale del film ▼

A parte il finale, intuibile, è un film che si guarda volentieri. Per essere un film d’orrore non ci sono particolari spaventi, però la tensione è palpabile e le implicazioni della premessa sono inquietanti, basti pensare al povero Mukoda e a uno degli ultimi suoi sogni, un orribile incubo durato dieci anni. È interessante anche l’idea che i sogni potrebbero arrivare a durare all’infinito, pur in uno spazio temporale limitato, idea che ha qualche analogia con quella del fisico J. Tipler, che immagina una civiltà in grado di sopravvivere in eterno nel corso dei soli ultimi istanti di vita dell’universo.

Orologi
Gli orologi di sfondo sono sintomo d’implicazioni metafisiche

Bravi tutti gli attori coinvolti, che riescono a non far pesare le ristrettezze del budget (l’intero film si svolge in non più di tre stanze diverse), e bravo Higuchinsky del quale ora mi rimane da vedere solo Tokyo 10+01.

Sanità Mentale. Il “mostro” è troppo ridicolo per far paura davvero, perciò non credo di aver perso più di 1 punto, mentre la storia dei “lunghi sogni”, se ci si riflette andando a dormire, è angosciante, vale almeno 2 punti. Ero a 50, sono adesso a 47.

Trailer di Long Dream

Approfondimenti:

bandiera EN Long Dream su IMDb

bandiera EN Il Punto Omega di J. Tipler su Wikipedia

 

Giudizio:

Interessante l’idea di fondo. +1 -1 Finale un po’ scialbo.
Ben recitato. +1 -1 Effetti speciali terribili.
Storia con il giusto grado di tensione e inquietudine. +1

Un Gambero Fresco: clicca per maggiori informazioni sui voti

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Recensioni :: Manga :: Uzumaki

Copertina di Uzumaki Titolo originale: Uzumaki
Titolo inglese: Uzumaki – Spiral Into Horror
Disegni: Junji Ito
Storia: Junji Ito

Anno: 1999
Nazione: Giappone
Lingua: Giapponese
Traduzione in lingua inglese: Yuji Oniki
Editore: Viz Comics

Genere: Orrore, Fantasy, Spirali
Pagine: 600 circa in 3 volumi

Qualche volta mi domando se gli abitanti di Tabasco, in Messico, nell’anno 1519 si raccontassero storie d’orrore. E se qualcuno, con aria accondiscendente, non spiegasse che in realtà i “mostri che vengono dal mare” non esistono, che è solo metafora delle paure sociali, che è da bambini credere davvero esistano creature soprannaturali come i centauri. Nel Marzo 1519 sbarcò Cortés, con cavalli e armi da fuoco.

Hernán Cortés
Hernán Cortés

Eppure quella della Metafora è una storia che si sente spesso, quasi che un’opera (specie se di genere fantastico) acquisisse maggior valore se interpretabile rispetto alla realtà attuale. L’invasione aliena sarebbe ridicola e fanciullesca, l’invasione aliena come Metafora del ritorno del comunismo o del fascismo, dell’immigrazione clandestina, o del disgregarsi della famiglia tradizionale invece sarebbe Arte. No, è, tanto per cambiare, il contrario.

Una storia che parli di una vera invasione aliena, non metafora di altro, ma una letterale invasione aliena, è una storia eterna, ed è una storia paurosa, perché come apparvero le navi spagnole al largo delle coste messicane nel 1519, così, per quanto minima, esiste la possibilità che appaiano navi spaziali nella nostra orbita. E sappiamo bene come finì in Messico…
Un’invasione metaforica è invece una storia legata all’immediatezza storica, che già fra pochi anni non avrà più senso, e soprattutto non saprà emozionare più di tanto: sarò scema io, ma se mi dicono che il mio ragazzo è un alieno vero mi spavento, se è invece una metafora perché vuole lasciarmi (divenire ‘alieno’ a me), ebbene me ne trovo un altro, chi se ne sbatte!

Questa premessa per introdurre un autore di manga d’orrore che scrive e disegna storie eterne e paurose: Junji Ito.

Junji Ito, mangaka e dentista giapponese, è stato definito il “Lovecraft del Sol Levante”. Definizione forse un po’ azzardata ma che ben si addice alle sue opere migliori, le quali, a mio modesto avviso, sono Uzumaki e Gyo.
Tra i due il mio preferito è Uzumaki, per l’incredibile quantità di fatti bizzarri e fantasiosi che l’autore riesce a escogitare, sebbene la vicenda di Gyo sia per certi versi più serrata e coerente.

Copertine dei tre volumi della prima edizione americana
Copertine dei tre volumi della prima edizione americana

Uzumaki racconta la storia della piccola cittadina nipponica di Koruzo-cho, cittadina che diviene preda della maledizione della Spirale. Il termine ‘uzumaki’ infatti vuol dire vortice o spirale.

La Spirale non è una metafora, non è un nome bislacco per qualche strano mostro, è ciò che è: un concetto geometrico. In altre parole, nelle seicento pagine del manga, assisteremo alla lotta disperata fra gli abitanti di Koruzo-cho e un’entità matematica. Alla faccia di chi pensa che non si possano più inventare nemici terrificanti e originali!

La Spirale si manifesta deformando corpi, oggetti, la luce stessa e lo spazio-tempo. La Spirale sconvolge la mente degli abitanti di Koruzo-cho, costringendoli a propagarla. E non c’è scampo, perché la Spirale è ovunque: la Spirale è sui polpastrelli delle dita, è la tromba di una scala a chiocciola, è il disegno su un dolciume tipico, è nelle conchiglie, nelle foglie delle piante, e in mille altri luoghi.

Spirali nell'erba
La Spirale è ovunque, anche nell’erba

La Spirale è eterna e indistruttibile, proprio perché è un concetto, inoltre, come per gli orrori cosmici lovecraftiani, origini e reali intenzioni della Spirale sono inconoscibili e chi cerca di svelarne i segreti ne esce pazzo o morto (nel caso specifico, pazzo o morto prima degli altri).

Ciò nonostante, Ito non lascia il lettore del tutto allo scuro: al crescere dell’influenza della Spirale su Koruzo-cho, particolari sono rivelati e alla fine sarà mostrato persino il luogo dove “vive” la Spirale.

La Spirale è inquietante e questo è molto più di quanto si possa dire per centinaia di altri “mostri” della letteratura horror. È inquietante perché è così aliena a noi: sempre per citare Lovecraft, è il genere di “entità” che non dovrebbe esistere, eppure è reale, reale in maniera orribile.

Tecnicamente Uzumaki si articola in una serie di capitoli collegati fra loro, che mostrano i vari effetti della Spirale, effetti sempre più devastanti e bizzarri. Buona parte dei capitoli ha per protagonisti Kire Goshima, studentessa al locale liceo, e il suo ragazzo, il taciturno Saito Shuichi. In realtà Kire e Saito nella gran parte dei casi poco possono fare, se non assistere impotenti al diffondersi della maledizione. Quando decideranno che l’unica possibile soluzione è la fuga, sarà troppo tardi… e non sto svelando niente: la sensazione di apocalisse imminente e inevitabile è ben percepibile fin dalle prime tavole.

Inizio
L’inizio della storia. Clicca per ingrandire

La mia totale ignoranza nel campo delle arti figurative non mi permette di esprimere un sensato giudizio di merito riguardo ai disegni di Ito, però posso affermare che certe rappresentazioni degli effetti della Spirale sono così deliziosamente dettagliate e contorte da risultare assolutamente affascinanti.

Tavola 1 Tavola 2 Tavola 3 Tavola 4
Tavola 5 Tavola 6 Tavola 7 Tavola 8

Alcune tavole di Uzumaki. Clicca per ingrandire.

L’unico possibile difetto di Uzumaki è quello di essere troppo strano. Io adoro la stranezza e le situazioni bizzarre (strane e bizzarre, non stupide), ma cercando di valutare oggettivamente, alcuni lettori potrebbero trovare che certi capitoli sconfinano dal bizzarro nel ridicolo.

Nota a margine: nel 2000 è stato tratto un film da Uzumaki, con uguale titolo. Il film, diretto da Higuchinsky (che aveva già diretto un film tratto da un manga di Ito, ovvero Nagai Yume) riesce bene a catturare lo spirito del manga e a riproporne con efficacia alcune scene, sebbene sia evidente che il budget per gli effetti speciali è quello che è. In particolare Higuchinsky ha avuto una brillante idea nell’inserire Spirali CG in vari momenti: all’inizio lo spettatore non se ne accorge, ma una volta che nota la prima, sempre più Spirali gli saranno evidenti, e come i personaggi, sempre più si renderà conto del diffondersi della maledizione.
Il film non copre tutto l’arco del manga ma solo alcuni capitoli, fermandosi prima che gli effetti della Spirale diventino tali da richiedere effetti speciali hollywoodiani. È un peccato perché lo spettatore del solo film non avrà neppure quelle poche risposte sulla Spirale che il manga offre.

Trailer di Uzumaki

Approfondimenti:

bandiera EN Uzumaki Volume 1 su Amazon.com
bandiera EN Uzumaki Volume 2 su Amazon.com
bandiera EN Uzumaki Volume 3 su Amazon.com

bandiera EN Junji Ito su Wikipedia
bandiera EN Un sito dedicato alle opere di Junji Ito

bandiera EN Uzumaki il film su IMDb
bandiera EN Una recensione di Uzumaki il film

bandiera EN Hernán Cortés su Wikipedia

 

Giudizio:

Un sacco di situazioni bizzarre e fantasiose. +1 -1 Alcune al limite del ridicolo.
La Spirale è inquietante. +1
La Spirale è originale. +1
La Spirale si mangerebbe Cthulhu in un boccone! +1
I disegni mi sono piaciuti. +1

Quattro Gamberi Freschi: clicca per maggiori informazioni sui voti

Scritto da GamberolinkCommenti (5)Lascia un Commento » feed bianco Feed dei commenti a questo articolo Questo articolo in versione stampabile Questo articolo in versione stampabile • Donazioni