Articoli con tag 'iPBook'

Nascondi elenco articoli ▲
  1. La fine del mondo storto di Gamberetta
  2. La Valle dello Zodiaco di Gamberetta
  3. Gli Ultimi Eroi di Gamberetta
  4. Gli Eroi del Crepuscolo di Gamberetta

La fine del mondo storto

Disponibile su emule il romanzo di Mauro Corona La fine del mondo storto. Occorre cercare:

Icona di un mulo iPBook ITA 0367 Corona Mauro - La fine del mondo storto
[by mirna55].rar
(2.720.664 bytes)

Copertina de La fine del mondo storto
Copertina de La fine del mondo storto

Il romanzo appartiene al genere post apocalittico, e il tipo di disastro è spiegato dallo stesso autore nelle prime righe:

Mettiamo che un giorno il mondo si sveglia e scopre che sono finiti petrolio, carbone ed energia elettrica. Non occorre usare fantasia per immaginarselo, prima o dopo capiterà, e non ci vorrà nemmeno troppo tempo. Ma mentre quel giorno prepara il terreno, facciamo finta che sia già qui. Ha un brutto muso, è un tempo duro, infame, scortica il mondo a coltellate e lo spoglia di tutto. Di quel che serve e di quel che non serve. La gente all’improvviso non sa più che fare per acciuffare il necessario. Prova a inventarsi qualcosa e intanto arranca, senza sapere che una salvezza esiste. Il necessario sta dentro la natura. Ma, per averlo, occorre cavarlo fuori, prenderlo con le mani, e la gente le mani non le sa più usare.
«Sacramento che disgrazia!» dicono. «Non sappiamo usar le mani.»
Ma partiamo dall’inizio.

E una – ingenua! – pensa che poi segua una storia, vi siano dei personaggi, una trama, suspense e tensione. In fondo sulla copertina c’è scritto “Romanzo”. Invece:

Una mattina d’inverno, le disgrazie d’altronde capitano spesso d’inverno, il mondo si sveglia e scopre che non ci sono più petrolio, né gas né carbone né corrente elettrica. A dir la verità, un po’ di corrente esiste ancora. Laddove l’acqua fa girare le turbine c’è forza elettrica, ma è poca cosa. Il problema sono gasolio, benzina, gas, insomma tutto ciò che tiene in vita i motori, e di conseguenza anche la gente, visto che la gente dipende dai motori.
L’umanità, comunque, non scopre quella mattina di essere a secco, quella mattina si dà da fare per non morire, ma la disgrazia è arrivata un po’ alla volta.
Da tempo era possibile accorgersene stando dietro a certi segnali, per esempio andando a fare il pieno di benzina. Il pieno ora non si fa, e neanche il mezzo pieno. Si può fare solo il vuoto, le pompe sono a secco. Quelli che vogliono riempire il serbatoio corrono al paese vicino, ma neanche lì ce n’è. Allora vanno nelle città limitrofe, ma niente. Finita. Così tanti rimangono a piedi. Cercano di tornare a casa in taxi, però anche quelli sono a secco. In qualche modo rientrano, ma è dura! Nel giro di poco tempo sono tutti a piedi. Spaventati ma non vinti, si preparano al peggio.
Il peggio deve ancora venire. La gente lo intuisce e cerca ripari. Impaurita, fa mosse incaute, maldestre, sbagliate. La paura fa correre, correre fa sbagliare. Ma è difficile non correre con la morte alle costole e, sentendola appresso, si corre storti. E si sbaglia. Fame e freddo agitano, confondono. E la gente, rimasta a secco, dopo aver stretto il culo, cerca di salvarlo. Non si chiede perché sono finiti combustibili e carburanti. Fame e freddo non fanno domande. Le domande fioriscono a stomaco pieno, vicino alla stufa o in osteria.
Quell’inverno senza gas, gasolio e carbone, prima occorre scaldarsi, dopo ci si preoccupa di mangiare.

E cosi via per 160 pagine! Tutto raccontato in questa maniera. Allucinante. Roba che preferisci leggere Arsalon. Tra l’altro non è neanche buon raccontato, vista l’abbondanza di termini generici e la sciatteria stilistica; per esempio: “Impaurita, fa mosse incaute, maldestre, sbagliate.” Sfilza di aggettivi vuoti e ridondanti.

Mi dicono che Corona sia un bravo scrittore. Sarà. Io non ho mai letto niente di lui e né comincerò, ma poniamo sia vero: perché un bravo scrittore prende per i fondelli i lettori? Questa boiata, se non la scaricate via P2P, in libreria costa diciotto euro. Centossessanta pagine buttate giù come capita a diciotto euro. Oh, no, orrore, in Italia non si legge! E meno male: vuol dire che in fondo la gente non è così scema.

Adesso prendiamo invece Morte dell’erba di John Christopher, un romanzo del 1956 divenuto un classico della fantascienza post apocalittica. Nello scenario di Christopher un virus uccide ogni forma di erba con conseguenti terribili carestie fino al crollo della civiltà.
Trovate anche questo su emule, cercando:

Icona di un mulo ITABOOK_0068_-_Christopher,_John_-_Morte_dell’erba.rar (828.076 bytes)
oppure potete scaricare la versione inglese da library.nu, qui.

Copertina dell'edizione Urania di Morte dell'erba
Copertina dell’edizione Urania di Morte dell’erba

Bene, leggete Corona e leggete Christopher. Poi voglio vedere chi ha il coraggio di dire che lo “Show don’t Tell” è questione di gusti, che in Italia il fantastico è di “altissima qualità”, e che se uno scrittore è pubblicato da Mondadori o da qualche altro grosso editore allora deve essere per forza bravo. Bah!

Scritto da GamberolinkCommenti (60)Lascia un Commento » feed bianco Feed dei commenti a questo articolo Questo articolo in versione stampabile Questo articolo in versione stampabile • Donazioni

La Valle dello Zodiaco

Disponibile un volume di Urania uscito l’anno scorso che contiene ben due romanzi italiani di fantascienza – che colpo di fortuna! Il volume si intitola La Valle dello Zodiaco e i due romanzi in questione sono: La valle dell’eclissi di Claudio Asciuti e Zodiac di Errico Passaro. Su emule occorre cercare:

Icona di un mulo iPBook ITA 0555 Asciuti C. Passaro E. -
La valle dello zodiaco [by valex4].rar
(2.135.577 bytes)

Copertina de La Valle dello Zodiaco
Copertina de La Valle dello Zodiaco

La trama de La valle dell’eclissi:

Siamo in Val Chiusa per assistere a un’eclissi spettacolare: nulla di strano che ci sia anche un vecchio astronauta, arrivato al seguito di una misteriosa ragazza. Ma la valle, i due protagonisti e il sole stesso nascondono misteri.

Claudio Asciuti ha vinto il Premio Urania 1999 con La notte dei pitagorici. Spero fosse scritto meglio di questo suo ultimo romanzo, che pare proprio terribile. L’incipit:

7 agosto
Il muro scorreva affianco a noi incatenato alla velocità, come un nastro senza fine. La Città aveva lasciato spazio alla campagna – il cemento al verde, la cultura alla natura, l’artificiale al reale, il contingente al necessario, l’esecratus al sacer. Se anche fossi proceduto lungo quella strada al contrario, l’incanto maligno si era spezzato. La Città fu dispersa dietro di noi.
Dietro di noi: la Città un terrore incalzante, fiotti di fumo, piombo e benzene che smerigliano i polmoni, il cielo grigio la notte e senza stelle, il giorno grigio e senza sole, i locali con gli innominabili panini americani, clacson, gli allarmi e stridio dei freni e lo sciocco schioccare dei telefoni, il deragliarsi dei treni, la notte in discoteca, il fuori orario “siamo tornati all’alba ”, le pillole per esser felici, televisioni a ciclo continuo, veglie dei teocrati fuori dagli ospedali contro l’interruzione di gravidanza e il papa mediatico, la sua corte laica di baciapile, i cartelloni pubblicitari che coprono le finestre delle abitazioni, il giorno artificiale che si estende in tutti i centri abitati rendendo impossibile la visione del cielo.
Come un diapason, il rintocco che dentro la mia mente annuncia il risveglio, ogni mattina, fra l’eterno ciondolare da un sonno all’altro, per un po’ ad altri e altrove avrebbe tratto le sue dissonanti armonie: stavo fuggendo.
Dentro di me: il vuoto.
Il muro scorreva alla nostra destra…

* * *

La trama di Zodiac:

Il ritratto della più sconcertante società futura immaginata dalla science fiction recente: un mondo in cui l’astrologia è diventata legge e i cittadini devono vivere seguendo gli oroscopi dettati da un computer preveggente. Florian, però, non accetta il gioco e progetta di dare un diverso tipo di “assalto al cielo”.

Di Errico Passaro avevo anni fa recensito l’inqualificabile fantasy Le Maschere del Potere, vedi qui. Perciò non ho la minima intenzione di leggere Zodiac, in ogni caso l’incipit è questo:

Florian correva, volo scriteriato fra angoli retti e traverse prive di radianti. Gli inseguitori si appressavano con calma, con la sicurezza di averlo già preso, con la sadica voluttà di chi uccide per divertimento. Il Consiglio dello Zodiaco non scherzava, si era stancato di quel traditore che voleva intralciare i piani. Un proiettile ben piazzato sarebbe bastato a finirlo.
Questi occhi hanno visto l’inferno.
Quel pensiero, ripetuto ossessivamente con il ritmo di un cuore in gola, bastava a farlo danzare fra i proiettili, a guidarlo in un labirinto di vie sconosciute, a distanziare la muta di assassini. L’inferno in terra lo voleva.
— È andato di là! Accerchiatelo! Non lasciatevelo sfuggire!
Le urla avevano un’eco irreale. Forse quelle grida avrebbero potuto incuriosire qualcuno, spingerlo alle finestre dei palazzi per sincerarsi dell’accaduto. Qualche temerario avrebbe potuto sfidare il coprifuoco, ma ne dubitava, senza contare che qualcuno di quei morti viventi difficilmente si sarebbe spinto fino ad aiutarlo. Lo Zodiaco pretendeva le sue vittime sacrificali: non era più un esperimento sociale, era un bersaglio.
“Muoviti, bersaglio!” urlò dentro se stesso.

Scritto da GamberolinkCommenti (21)Lascia un Commento » feed bianco Feed dei commenti a questo articolo Questo articolo in versione stampabile Questo articolo in versione stampabile • Donazioni

Gli Ultimi Eroi

Apparso su emule l’ultimo romanzo della Nostra Amata Licia, Gli Ultimi Eroi. È Il nono romanzo ambientato nel Mondo Emerso. Occorre cercare:

Icona di un mulo iPBook ITA 0372 ITA Licia Troisi-Gli ultimi Eroi
[by Diablo69].rar
(2.612.829 bytes)

Copertina de Gli Ultimi Eroi
Copertina de Gli Ultimi Eroi

Trama:

Il Mondo Emerso sembra giunto definitivamente al tramonto. Il morbo che il re degli elfi ha insinuato nella popolazione sta contaminando ogni villaggio, e l’unico antidoto, una pozione distillata dal sangue di ninfa, non basta a curare tutti i malati. Mentre ogni speranza sembra perduta, Adhara decide di non opporsi più al proprio destino e di essere fino in fondo Sheireen, la creatura nata per combattere il Marvash, il male assoluto. Grazie al suo coraggio e all’aiuto di una guerriera ribelle, l’origine del morbo viene infine svelata, e un’innocente sottratta a un immane supplizio. Ma le voci di un’inattesa minaccia iniziano a serpeggiare tra i sopravvissuti, e un attacco di inaudita potenza sembra covare nelle riunioni segrete del re degli elfi e i suoi seguaci. L’arma che annienterà per sempre il Mondo Emerso sta per abbattersi sulla Terra del Vento, e Adhara dovrà compiere una scelta dolorosa e definitiva, sacrificando alla missione molto più di se stessa.

* * *

Uno dei miti della narrativa è che si impara scrivendo. Non è sempre così. Si impara scrivendo, se si sa quello che si sta facendo. Se si scrive da cani, insistere non porta altro che allo scrivere da cani più velocemente. Allenarsi senza consapevolezza è inutile. Ne aveva già parlato anche il Duca.

Così, dopo una dozzina di romanzi, Licia scrive ancora descrizioni di questo genere:

[prima pagina del primo capitolo] Ovunque guardasse, tutto le sembrava ignoto e ostile. Sul terreno crescevano strane piante dalle foglie larghe e carnose, tra i rami contorti degli alberi pendevano lunghissime liane dall’aspetto tetro. E quei fiori, fiori immensi e osceni, sembravano quasi in attesa di un suo passo falso, spalancati su di lei come bocche fameliche.

Notare la schiera di aggettivi astratti e generici (ignoto, ostile, strane, larghe, lunghissime, tetro, immensi, osceni, fameliche), i due “sembravano” in tre frasi (non bisogna scrivere cosa sembra, bisogna scrivere quel che è!), e la similitudine cliché (le bocche fameliche).

Licia scrive male come scriveva ai tempi di Nihal della Terra del Vento. E tra altri dieci romanzi scriverà nella stessa maniera. Scrivere senza avere alcuna idea di come funzioni la narrativa è come dare spallate a una porta chiusa quando il cartello appeso alla maniglia dice: “Tirare”. Inutile se non dannoso.

Scritto da GamberolinkCommenti (8)Lascia un Commento » feed bianco Feed dei commenti a questo articolo Questo articolo in versione stampabile Questo articolo in versione stampabile • Donazioni

Gli Eroi del Crepuscolo

Disponibile su emule il romanzo fantasy di Chiara Strazzulla Gli Eroi del Crepuscolo. Occorre cercare:

Icona di un mulo iPBook ITA 0346 Strazzulla Chiara -
Gli Eroi del Crepuscolo [by Diablo69].rar
(3.108.912 bytes)

Copertina de Gli Eroi del Crepuscolo
Copertina de Gli Eroi del Crepuscolo

Ho recensito il romanzo a suo tempo. L’ho definito il peggio del peggio della produzione fantasy italiana. Era vero allora, non è più vero adesso: sono usciti romanzi persino più schifosi di quello della Strazzu. Nondimeno Gli Eroi del Crepuscolo rimane un bell’esempio di romanzo scritto con i piedi e senza un briciolo di fantasia.
Non è solo colpa dell’autrice, basta ascoltare la seguente intervista:

Intervista alla Strazzu

L’editing essenzialmente è consistito nell’aggiungere. Aggiungere a un libro da 700 pagine pieno di scene e descrizioni inutili. Altra noia da sommare alla noia. Che banda di gegni.

Scritto da GamberolinkCommenti (37)Lascia un Commento » feed bianco Feed dei commenti a questo articolo Questo articolo in versione stampabile Questo articolo in versione stampabile • Donazioni