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The King. Il Re Nero

Disponibile su emule il romanzo di Mark Menozzi The King. Il Re Nero. Occorre cercare:
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Copertina di The King. Il Re Nero
Copertina di The King. Il Re Nero

Trama:

Valdar è un mondo sterminato e antico, un universo abitato da popoli profondamente diversi tra di loro che, nel corso dei secoli, lo hanno segnato con la bellezza delle loro civiltà e con la violenza ancestrale e terribile delle loro guerre. Nell’impetuoso crogiuolo di destini di Valdar, la vita di Manatasi, un giovane sovrano Warantu, sembra scorrere lontana dai grandi eventi che forgiano la storia. Ma tutto è sul punto di cambiare. Si è ormai conclusa la fondazione di Kemiss, babelica città della speranza, attorno alle cui mura si stanno radunando genti e carovane dell’intero continente. Anche il Principe desidera raggiungere le maestose mura della città ed è così che inizierà il suo grande viaggio di scoperta. Manatasi lascerà la giungla insieme a Sirasa, fidato sciamano dall’animo inquieto, e dovrà difendere una madre e la sua bambina da quella che sembra una semplice aggressione di briganti; si alleerà a un tormentato incantatore che vuole riscattare i crimini del suo popolo indossando il Bracciale della Colpa: conoscerà gli algidi Sacerdoti che leggono la Ruota del Fato e combatterà Sanguescuro, il sicario che non ha mai provato sentimenti, nel suo tentativo di destare il Re Nero, un Dio Addormentato, il cui sonno inquieto fa vibrare le montagne.

Avevo letto le prime pagine di questo romanzo l’anno scorso, dell’incipit avevo anche parlato brevemente nell’articolo sul fantasy italiano. È immondizia. Ma come al solito non chiedo a nessuno di fidarsi: scaricate, leggete e rendetevi conto di persona del livello.
Speriamo che il boom del fantasy in Italia finisca presto. La tesi di quelli che pensavano che il successo commerciale della Troisi o della Strazzu avrebbe aperto le porte anche a titoli meritevoli direi che è stata smentita: le boiate hanno spianato la strada a romanzi sempre più schifosi.

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L’ultima profezia del mondo degli uomini

Disponibile su emule l’ultimo romanzo di Silvana De Mari: L’ultima profezia del mondo degli uomini.
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Icona di un mulo  [XeLu_ebook 0023 - Ita] Silvana De Mari -  L’ULTIMO ELFO 4 -
L’ultima profezia del mondo degli uomini  (2010).doc
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Copertina de L’ultima profezia del mondo degli uomini
Copertina de L’ultima profezia del mondo degli uomini

Trama:

C’era una volta il mondo degli Uomini e quello degli Orchi. Erano uniti da un lembo di terra ma li dividevano anni di guerre, odio e desiderio di vendetta. C’era il Capitano, dal nome potente e magico, Rankstrail, che aveva battuto gli Orchi ma che da tempo sembrava disperso. C’era poi sua figlia Chiara, abbandonata da lui in tenera età e cresciuta dagli zii come una loro figlia: aveva il potere di leggere nel fuoco e sentiva anche il più piccolo sussurro. C’era anche un principe di nome Arduin, figlio del leggendario Yorsh, che amava costruire macchine volanti e che presto si accorse dell’amore per Chiara. E c’era il soldato semplice Skardrail che si era messo in testa di ritrovare il Capitano. Partì da solo e attraversò le terre degli Orchi pur di raggiungere la sua missione, perché era una missione da cui dipendeva il destino del mondo degli Uomini e solo lui lo sapeva. E su tutti c’era Rosalba, regina dai mille volti, dotata di coraggio e intelligenza, e di una spada che al solo guardarla incuteva timore e rispetto. Ma nessuno di loro aveva fatto i conti con un’ultima profezia…

Non ho mai letto niente della De Mari tranne il saggio Il Drago come Realtà che non mi ha precisamente ben disposta nei confronti della sua narrativa. Non credo di leggere neanche questo romanzo.
Aggiungo che incipit di questo genere:

Ancora più importante delle cose è il senso che noi diamo al loro accadere.
Fu quando suo padre scomparve che Chiara finalmente smise di esserne orfana.
La storia di Chiara cominciava con il suo concepimento, il primo giorno dell’inverno del trecentesimo anno dalla liberazione di Daligar. Quella era stata l’ultima volta che Rankstrail suo padre, re di Varil, aveva visto la sua sposa Aurora viva, l’ultima volta che l’aveva sentita respirare, ne aveva sentito l’odore. L’ultima volta che i loro corpi si erano uniti.
Chiara era nata da quell’unione: così erano nati il suo corpo e la sua anima, e dentro di lei, nel suo corpo e nella sua anima, c’era qualcosa di suo padre e di sua madre e di tutta l’apocalittica genealogia di cui lei era la discendenza. Un branco di Orchi in una notte di vento e di fuoco, una principessa del popolo degli Elfi, un tiranno folle, crudele e criminale, una povera lavandaia che non si era arresa mai, si erano incontrati e scontrati sotto le stelle, sopra la terra, perché lei, la piccola e brutta principessa di Varil, potesse nascere e respirare.

Non è che proprio mi entusiasmino, per usare un eufemismo.

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A volte la magia funziona

Disponibile su emule il saggio di Terry Brooks A volte la magia funziona. Occorre cercare:

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FUNZIONA, lezioni da una vita di scrittura (Sometimes the Magic
Works - Lessons from a Writing Life, 2003).doc
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Copertina di A volte la magia funziona
Copertina di A volte la magia funziona

Nel volume sono raccolte una serie di considerazione di Brooks sulla scrittura, il fantasy, la propria carriera, e argomenti simili. È un libro sullo stile di On Writing di Stephen King.
I consigli tecnici riguardo la narrativa non sono molti, ma sono meglio di gnente.

Nota di biasimo per il traduttore, che rende “Show, don’t tell” con “Mostra, non descrivere”. Ma se non descrivi come fai a mostrare? Meglio che mi astenga dal commentare.

Scritto da GamberolinkCommenti (19)Lascia un Commento » feed bianco Feed dei commenti a questo articolo Questo articolo in versione stampabile Questo articolo in versione stampabile • Donazioni